giovedì 18 aprile 2013

1968 Chetro & Co. - Danze della sera

I Chetro & Co. sono stati un gruppo musicale beat di Roma, fondato nel 1967, e tra i primi in Italia a dedicarsi alla psichedelia insieme a Le Stelle di Mario Schifano.
Pur essendo un duo, formato da Ettore De Carolis e Gianfranco Coletta, i Chetro & Co. collaboravano per la parte ritmica con il batterista jazz Gegè Munari e il bassista Gianni Ripani.
Nella registrazione De Carolis usa la violaccia, uno strumento di sua invenzione, ad arco, con 6 o 10 corde (l'aspetto ricorda quello di una ghironda), mentre nel brano sul lato B, Le pietre numerate vi è una sezione di ancie doppie (un oboe, un corno inglese ed un heckelphon).
Formazione

    Ettore De Carolis - chitarra 12 corde e Violaccia
    Gianfranco Coletta - chitarra, voce

Musicisti addizionali

    Gianni Ripani - basso elettrico
    Gegè Munari - batteria



Sulla facciata del brano “DANZE DELLA SERA” si legge come sottotitolo
“Suite in modo psichedelico”. Ma di psichedelico non c’è proprio niente…
Semmai di “onirico”… Sono quelle “amene” idee dei produttori…

In “NOTTURNO” è stata musicata l’omonima poesia di Pier Paolo Pasolini da “L’USIGNOLO DELLA CHIESA CATTOLICA”

Una delle band più celebrate e oscure della psichedelia italiana anni 60. Un musicista, il laziale Ettore De Carolis (1940-2007) che diventerà uno dei più geniali arrangiatori italiani, troppo avanti e troppo fuori per l’asfittica scena italiana: tra gli altri, suoi gli arrangiamenti di album come Opera buffa (1973) e Stanze di vita quotidiana (1974) di Francesco Guccini, Canzoni di rabbia di Claudio Lolli (1975) e di brani come Dicitencello vuje (1974) di Alan Sorrenti. E uno dei 45 giri più quotati e rari della musica italiana: Danze della sera (suite in modo psichedelico)/Le pietre numerate, uscito nel 1968 per la piccola etichetta Parade di Vincenzo Micocci, lo scopritore di Rita Pavone, Gianni Morandi, Bobby Solo, Edoardo Bennato, Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Rino Gaetano, tanto per fare qualche nome.
I Chetro & Co. sono lo stesso De Carolis (chitarra 12 corde e violaccia, uno strumento a 6 o 10 corde da lui stesso inventato) e Gianfranco Coletta (chitarra e voce; sarà poi anche con Guccini per Amerigo), con l’aiuto di Gianni Ripani (basso elettrico) e Gegè Munari (batteria: una vita nel jazz e poi, l’anno scorso, l’incisione di Rome con Daniele Luppi e Danger Mouse).

Per il loro Danze della sera possono schierare un paroliere di tutto rispetto, Pier Paolo Pasolini, che concede l’utilizzo di dodici versi de L’usignolo della Chiesa cattolica, che vanno a far parte del più articolato testo della canzone. Psichedelia, si diceva. E dire che De Carolis viene dal folk: prima il mitico Folkstudio, poi due anni di collaborazione e tour, anche esteri, con Gabriella Ferri stanno alle spalle di questo 45 giri. Tanto che De Carolis attribuirà sempre questa dizione, “psichedelico”, a Micocci. Eppure, in quelle movenze da canto gregoriano, intrecciate a scale indianeggianti/beat, sulla base di una chitarra elettrica leggermente distorta che gratta in sottofondo una base su cui si librano le voci e gli interventi della violaccia, come si fa a non sentire gli echi più stranianti delle esperienze psych dell’epoca, dal George Harrison di Love You To alle commistioni folk (appunto) della Incredible String Band? E come definire, se non suite, un brano che si dipana in movimenti successivi, senza ritornello, pieno di echi umbratili e freschi come absidi di chiese d’estate?

Il retro, Le pietre numerate, è una marcetta lisergica che esibisce suoni come colori ed è il perfetto corrispettivo dell’esuberante copertina del 45, figlia illegittima del delirio visuale beatlesiano di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band: visioni acide in cui vorticano Dylan, Totò, Fellini, Claudia Cardinale, Mandrake, Pasolini che gioca a calcio, i supereroi Marvel, Allen Ginsberg, Paul Nizan, donne nude, santi, bambini, fiori e ricami. In realtà è un omaggio / plagio al Miles Davis di Milestones (1958), i cui tema e armonia sono ripresi pari pari dal combo romano. Si spiega così la presenza in copertina di una foto di Davis col fido John Coltrane: proprio nell’album Milestones i due iniziarono la sperimentazioni di quel jazz modale che ebbe enorme impatto sulla psichedelia degli anni 60.

Nell’Italia del 1968, agitata da astratti furori e fisici scontri, quasi nessuno notò questo gioiello, tanto che si creò la leggenda che fosse stato distribuito nella sola zona di Ostia. L’esperienza dei Chetro & Co. terminò lì. Coletta ebbe un ruolo nella formazione del Banco del Mutuo Soccorso. De Carolis tornò al folk più duro e puro, inventandosi però estrosi arrangiamenti per i dischi di cui sopra, per la radio e per la tv. Eppure ai Chetro & Co. De Carolis fu sempre fortemente legato: continuerà a seminare piccole perle psichedeliche nei luoghi più impensati (per esempio, le sigle della serie tv per bambini del 1977 Saturnino Farandola/Gru Gra Grongo Grugrù Gragrà, immaginaria exotica Belle Époque).


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10 commenti:

  1. Bel post, io Chetro e friends li avevo inclusi in una delle vecchie collections a 45 giri, ma questo singolo così speciale meritava una più giusta luce

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    1. Hai quasi ragione, ma questo funziona:
      http://www.sharebeast.com/2qzrk7fk1hb3

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  3. Ciao, si potrebbe avere un nuovo link?
    Sono così introvabili.....
    E complimenti vivissimi per il blog

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  4. I feel so sorry to trouble you with my request, but would it be possible to make this available again, per favore?

    I can not find this one and I am so happy to have stumbled upon this amazing record.

    Best wishes from Taiwan.

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    1. Drehrumbum: now the link is ok !

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    2. Unbelievable! You're my hero. Thank you so much!!!

      Keep the great stuff comin. Love this blog!

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