venerdì 19 luglio 2013

1977 - Ugolino - Siam rimasti fregati

Un tipo strano, dalle movenze nervose, la voce graffiante, tagliata di gola,  le atmosfere scure che ricordavano il beat nero dei Corvi, una soluzione di canto e di canzoni in apparenza scriteriata, qualche accenno di nonsense, Ugolino, al secolo Guido Lamberti, calabrese di nascita ma genovese di adozione, venne alla ribalta verso la fine degli anni '60 con un paio di brani, in apparenza frivoli, in realtà dalla mira esatta. Ma che bella giornata e Meno male che tutto va bene spingevano al sorriso a denti stretti, ma fra le parole figuravano delle rughe di amarezza del tutto cosciente. Con quei brani fece anche breccia sul mercato, ma il personaggio di Ugolino non si impose, evitando di spingere la propria parabola oltre il singolo brano di successo e di curiosità immediata. Scomparso dalla circolazione per anni, senza che di lui si rammentasse nessuno, Ugolino riemerse con un disco di una piccola etichetta Siam rimasti fregati (Pierrot, distribuzione Phonogram, 1977) e alla fine del 1978 con l’album Liberi tutti, album tuttora freschissimi, tutti da riscoprire. Il tentativo non ebbe praticamente esito, e Ugolino, sull’orlo dei 40 anni, scomparse dall'industria musicale. Sembra, a detta di David Zard, che il progetto originario di "Burattino senza fili" di Edoardo Bennato, fosse firmato proprio da Ugolino, che nei primi anni '70 fu costretto a  rinchiuderlo nel cassetto, in attesa che arrivasse il suo momento. "Nel campo artistico nazionale, in generale, compagna di sventura è certo più la fame che il denaro. Le case discografiche parlano di multimiliardari, ma accennano sempre a quei dodici omettendo per galateo, gli altri dodicimila che invece....". Il suo titolo era "Pinocchiaccio". Peccato!!

Ugolino è uno di quegli artisti del rock italiano troppo avanti per il panorama musicale degli anni '60, e per questo i sui lp sono dischi volanti, ossia dischi che sono presto scomparsi dai negozi, anche se a volte riappaiono. I dischi di Ugolino, al secolo Guido Lamberti, sono fuori catalogo da un pezzo. Calabrese di nascita ma genovese di adozione, Ugolino venne alla ribalta verso la fine degli anni '60 con un paio di 45 che entrarono in hit parade, Ma che bella giornata e Meno male. Accompagnato dal complesso Gli Arcivescovi, Ugolino fece pure un'apparizione nel film I magnifici fresconi con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, magro, dal volto scavato e i capelli scarmigliati neri, le movenze nervose che anticipavano di 30 anni il ballo tarantolato di Axl dei Guns & Roses. La sua voce graffiante, autarchica, tagliata di gola, e le atmosfere scure delle musiche, in apparenza sembravano eredi del beat nero dei Corvi, ma in realtà Ugolino era già proiettato nei '70. I testi e le musiche sono già calati oltre le belle utopie di quegli anni.

Il Matto
Donne
Il Figlio Del Pagliaccio
I Pagani
La Spina Bianca
L'amore Secondo Matteo
Uomo D'allevamento
Vangelo Di Periferia
Il Popolino









2 commenti:

  1. Sei riuscito a rimediarlo! Sono anni che lo cercavo.Grazie infinite GROG, sei un grande!!!

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