giovedì 11 luglio 2013

Opus Avantra - 1974 - Introspezione


ciance…
si lo so, il Capitano aspetta il box riportato nella wishlist (motivo del contatto che mi ha portato nel giro della Stratosferica famiglia)… diciamo che la sto prendendo alla larga… (:-))





 “Il nostro insieme musicale nasce da un'esigenza dello stato di impasse in cui si trova il mondo musicale oggi.

Possiamo infatti constatare che il mondo musicale oggi, è suddiviso in vari settori tra loro incomunicabili, strettamente legati alle stratificazioni socio-culturali.

Tale pluralismo tende a riprodursi, provocando situazioni sempre più' mistificanti in quanto evitano di risolvere la frustrante condizione attuale di atomizzazione dell'individuo.

Senza entrare nel merito delle origini storiche della situazione del nostro tempo, constatiamo l'esistenza di due grandi settori: una musica 'commerciale', che può variare dalla canzonetta ad alcuni fenomeni deteriori denominati rock-pop e varie elaborazioni di pseudo-avanguardia, a una musica per adepti, che va da uno sfiduciato attaccamento assolutistico per i vari generi del passato, a un atteggiamento sperimentalistico ad oltranza, che spesso si risolve in espedientismo.

Senza negare la validità di certa musica contemporanea, (ma anzi recependola) nei tentativi di alcuni gruppi pop, (ma anche senza nessun complesso verso le esperienze del passato), la nostra intenzione si rivolge al recupero di quel passato fondamentale e imprescindibile fra arte e popolo.”


 Così gli Opus Avantra si presentano nel loro disco d’esordio: lo scritto è il loro manifesto.



il progetto


L’idea nasce a seguito di un’accesa discussione sulla situazione artistica e musicale “contemporanea”, in auto da Monaco a Dortmund, in mezzo ad una bufera di neve, tra Donella Del Monaco (cantante lirica interessata al recupero di arie “popolari”) Giorgio Bisotto (filosofo dell’arte, ricercatore d’avanguardie e compositore “non-musicista”) e Renato Marengo (agitatore culturale, produttore e giornalista musicale).




Il progetto si concretizza grazie all’incontro con Alfredo Tisocco (musicista e pianista di formazione accademica, trascrittore per la Siae delle musiche dei Gentle Giant e altri…)
e il gruppo rende esplicito il suo intento sin dalla scelta del nome:

Opus (opera) - Avan (avanguardia) Tra (tradizione)

Giorgio Bisotto ne assume il ruolo di Direttore Artistico e Ideologo, Renato Marengo quello di produttore, e all’ensemble, costituito da 9 musicisti, si aggiungono anche le percussioni di Tony Esposito.


La proposta ha un notevole impatto sia dal punto di vista musicale che nella rappresentazione scenica, ciò che differenzia il loro progetto è il processo artistico:

solitamente sono i musicisti di estrazione rock, jazz, popolare che cercano di sviluppare la fusione dei diversi linguaggi mutuandoli con la ricerca e l’avanguardia contemporanea (Area, Dedalus, Battiato, Aktuala…), gli Opus Avantra fanno il percorso inverso: partono dal linguaggio accademico anche d’avanguardia e  recuperano forza espressiva sperimentando la melodia e i ritmi degli altri linguaggi.

“… entrambi (i processi) hanno ragione nella misura in cui saranno capaci di riconquistare alla propria ricerca una popolarità, ossia una comunicazione universalizzante, il che avverrà se i primi (Aktuala,…) non scivoleranno nella sterile avanguardia pura, e i secondi (Opus Avantra) nella melodia pura e semplice…”
(Manuel Insolera: “Opus Avantra – un momento fondamentale” da Ciao2001 n°20 maggio/74)
 


 


















Gli Opus Avantra sono stati uno dei gruppi che ho amato di più, ma (forse) anche il progetto artistico di maggior rimpianto per quello che avrebbe potuto diventare, se non avessero evitato (come sembra) il sodalizio “culturale” con la Cramps di Gianni Sassi (al solo pensiero di una qualche collaborazione con gli Area, mi vengono ancora adesso i brividi…)


il disco

il loro album d’esordio esce nella primavera del 1974 per la coraggiosa etichetta Trident di Maurizio Salvadori e il concerto di presentazione avviene il 20 maggio al Teatro Delle Arti di Roma.


Il disco viene registrato in una sola settimana e il titolo dell’album è “Introspezione” anche se non compare in copertina per non sovraccaricare la stupenda fotografia di Umberto Telesco.





La struttura è quello di un “concept-album” basato sull’itinerario spirituale di un essere umano fino alla consapevolezza di sé, in un continuo intrecciarsi tra presente e passato, sogni e ricordi, armonia e caos, totalmente immerso in un’atmosfera decadente e molto “proustiana”;   a mio parere uno dei migliori dischi in assoluto degli anni ’70.


L'album si apre col brano “introduzione” di Giorgio Bisotto e Mireno Tisato (in versione ridotta rispetto alla registrazione originale) che precede una sequenza musicale sorprendente, pregna di luci e colori:


la “chanson” (les plaisirs sont doux) con la sovrapposizione recitata della traduzione, la filastrocca (la marmellata) con la voce dei bimbi che precedono il ritmo sincopato di canto e tastiera, il soave romanticismo (l’altalena) giocato a 2 voci da Donella, l’avanguardia teatrale (monologo) e, a chiudere il primo lato, il lirismo popolare di una magnifica canzone (il pavone);

ad aprire il secondo lato è la lirica contaminata di progressive (ah doleur), seguita dal ritorno della canzone francese (deliee), ma è una “chanson” sporca, ventilata di arie mediterraneo-orientali che ci lasciano al canto d’amore (oro) pieno di tensione e magico phatos, preludio alla magistrale conclusione nel più antico gioco-ritmo dell’uomo (rituale).


 
 











Nel 1989 uscirà poi la ristampa in cd per l’etichetta Artis con il bonus della versione integrale del brano “introspezione”





 il concerto

“… ecco aprirsi il sipario e comparire Giorgio Bisotto che freneticamente dirige l’orchestra: i musicisti tacciono mentre la musica pre-registrata viene riprodotta nelle casse acustiche del teatro! 
Il gruppo dei musicisti al completo sembra far parte del Museo Delle Cere: questi personaggi non ricevono stimoli dagli impulsi del fantomatico direttore che con il suo mantello nero potrebbe assomigliare ad un mago… tutto si risolve quando appare la figura fluttuante di Donella Del Monaco: abito a fiori, vaporoso e semitrasparente…sembra uscita da un quadro campestre di Renoir… intanto i musicisti si animano e dai loro strumenti producono musica reale, forse risvegliati dalla fantastica voce di Donella… la  voce spazia, riempie il teatro… una voce lirica con nelle vene la carica della musica più giovane…

i Musici sono tra l’Avanguardia e la Tradizione: sono con abiti da concertisti classici, divise giullarasche, jeans attuali… la musica talvolta gradualmente altre con scatti bruschi, fa rivivere tutte queste tendenze.. Solisti d’eccezione: Tisocco, Esposito, Tavella… anche se provengono da esperienze diverse, insieme producono un discorso nuovo; 



Opus Avantra: avanguardia e tradizione, forse nessuna delle due cose, ma una nuova formula musicale che può racchiudere entrambe, mantenendo una sua autonomia espressiva… I brani che abbiamo ascoltato sono gli stessi del disco, ma c’erano anche cose nuove, perché il gruppo avanza spedito sulla strada intrapresa…”

(Isio Saba: “live” da Super Sound n°22 giugno/74)





L’intensa attività live tra la fine del ’74 e l’inizio del ’75 vede gli Opus Avantra proporre uno spettacolo diviso in due parti di circa 45 minuti ciascuna: 

la prima parte inizia con Avarice (piano solo di Alfredo Tisocco) brano che farà parte del secondo album, seguono “Tre invenzioni” per pianoforte e flauto di Giorgio Bisotto (inedito), “Syrinx” di Claude Debussy e “Lasciatemi morire” dall’opera “Arianna” di Claudio Monteverdi, “Improvvisazione” per pianoforte, flauto e percussioni (inedito), e per finire “Due danze tradizionali” di anonimi compositori del XVIII secolo; 

la seconda parte dello spettacolo presenta l’intero album “Introspezione” rispettando l’ordine dei brani e la struttura “concept”;  una delle date live viene recensita sulla rivista Pop Records (marzo/75): si tratta di un concerto a Lugano (Padiglione Arti e Casa) all’interno di una manifestazione gratuita (sponsorizzata da una nota marca di sigarette), evento a cui parteciparono anche Madrugada, The Group, Biglietto per l’inferno e Kevin Ayers.



  



TRACKLIST :
lato A
01. introspezione ? (Giorgio Bisotto)
02. les plaisirs sont doux
03. la marmellata
04. l'altalena
05. monologo
06. il pavone
    
lato B
07. ah douleur
08. deliee
09. oro
10. rituale

bonus track (only on cd)
11. introspezione (integrale)

testi di Donella Del Monaco - musiche di Alfredo Tisocco
"nel piccolo giardino" poesia di Marcello Del Monaco (in track 2)
 
 

FORMAZIONE:
Donella Del Monaco (canto, voce)
Alfredo Tisocco (pianoforte, tastiere, orchestrazione e direzione ensemble)
Luciano Tavella (flauto)
Enrico Professione (violino)
Pierdino Tisato (batteria)
Pieregidio Spiller (violino)
Riccardo Perraro (violoncello)
Tony Esposito (percussioni)

Giorgio Bisotto (direzione artistica, piano, suoni concreti)
Mireno Tisato (assistenza tecno-musicale, effetti sonori)
Renato Marengo (produzione) 

Post by Odiladilu 

6 commenti:

  1. Ma caricherete anche "Ritagli d'anima", inserito nel box di 4 CD degli Opus?
    Ale

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  2. Grazie, non vedo l'ora, lo cerco da anni!!
    Ale

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  3. Disco bellissimo, uno dei migliori del progressive italiano.
    Peccato non si siano più ripetuti ai medesimi livelli.

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  4. Bel post. Ora attendiamo la chicca "Ritagli d'anima", come promesso.
    Ciao

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  5. What a schizophrenic album! Like a beautiful operatic classical soundtrack to a nightmare! Even the girl on the front cover looks sinister!

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