giovedì 24 novembre 2016

Mike Liddell & i suoi Atomi


Mike Liddell, musicista dagli inconfondibili occhiali scuri, è nato in India, a Cawnpore, da padre inglese. Giunto in Italia per fare musica si propone alla RCA, la quale, dietro il crescente successo dei Rokes e di altri gruppi del proprio team quali i Primitives, i Motowns e i Sorrows, sfrutta il momento felice del beat nostrano. Liddell ha già esperienze in ambito musicale in Inghilterra anche come batterista, ed è pronto ad iniziare la carriera in Italia. Scritturato dall’etichetta satellite della RCA, la Arc, riservata ad artisti e gruppi emergenti, si cerca un adeguato contorno di validi musicisti che lo possano affiancare nelle serate e nelle incisioni discografiche. Così, un gruppo romano denominato Lecher, che gravita in zona piazza Bologna, formato da Lello Catricalà e Sergio Furia alle chitarre, Mario Venturini al basso e Franco Di Stefano alla batteria, viene coinvolto nel progetto. I ragazzi, dietro consiglio dei discografici, decidono di cambiare la propria denominazione in Atomi e così dalle ceneri dei Lecher nascono Mike Liddell & gli Atomi. 

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Il primo impatto con il pubblico italiano è la loro partecipazione allo show televisivo di grande seguito Studio Uno ’66 dove eseguono il brano Bye Bye Johnny. Si esibiscono spesso anche dal vivo tenendo serate nei locali più importanti frequentati dal pubblico giovane; Piper Club anzitutto, Titan e Wun-Wun. 

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Per il battesimo discografico però la RCA consiglia loro di incidere due cover di successo tradotte in italiano delle quali si occupa Carlo Rossi, noto paroliere già attivo in ambito RCA soprattutto per le composizioni di Edoardo Vianello e Rita Pavone, il quale produce anche il loro primo 45 giri che comprende La tua immagine, versione italiana di The Sound of Silence composta da Paul Simon per il suo duo Simon & Garfunkel e We Can Work It Out ripresa dal repertorio dei Beatles che diventa Nella mani tue. Il disco viene ben accolto dal pubblico e lascia ben sperare per il futuro del gruppo.

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Mesi dopo arriva il successivo Corri, in questo caso di soli autori italiani, il chitarrista Carlo Pes, Jimmy Fontana e Gianni Boncompagni con testo di Mogol (nel retro La mia Inghilterra). Il brano viene presentato ad ottobre alla terza edizione del Festival delle Rose che si tiene a Roma, nel Salone dell’Hotel Cavalieri Hilton. Canzone che viene ripetuta per la doppia esecuzione da uno degli autori, Jimmy Fontana.

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Nel 1967 l'ultimo disco ufficiale. Anche se con una discografia alquanto ridotta, solo tre 45 giri, Mike Liddell & i suoi Atomi sono uno dei gruppi più apprezzati del genere beat, così come dai collezionisti. Rimasti sull’onda musicale solo qualche anno, non hanno potuto esprimere pienamente le loro grandi potenzialità artistiche.

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Sarà perchè ero abituato ad ammirarli al Piper, sarà perchè uno dei suoi componenti abitava nei pressi di casa mia, ma sta di fatto che per Mike Liddel & gli Atomi ho sempre custodito una sorta di amorevole referenza. Questo singolo vede impegnato il leader del gruppo, Mike Liddell appunto, (in questa sede è bene sfatare una volta per tutte la voce circolante all'epoca che voleva questo cantante... italiano, finto straniero cioè) orfano degli Atomi, cimentarsi in un pezzo che, ad esser sinceri, non dovrebbe mancare in nessuna collezione che vanti i migliori pezzi beat o post-beat. Ed è proprio da questa seconda classificazione che si parte; "La fine del mondo", non è da catalogarsi strettamente nel beat, ma già quasi in periodo psichedelico e questo forse fa da insolente giustificazione alla sua rarità. 'Drummer' ossessivo, chitarra con 'ua-ua' e suoni lancinanti di distorsori fumantini, si accompagnano con un testo di inusitata bellezza e dalla preveggenza di un'attualità incredibile. Siamo dopo il 'beat', dopo il 'flower-power', l'amore tra la gente e la speranza per un mondo nuovo e migliore vengono mitigati dalla cocente amarezza reale delle cose perdute. C'è scoramento e disperazione in questo testo: sublime!.

Sul retro non aspettatevi altra magnificente materia grigio-cerebrale altrimenti il disco sarebbe da eleggersi fra i migliori in senso assoluto del periodo '67/'69. Un retro completamente diverso e caramelloso sin troppo, che alla fin fine neanche dispiacerebbe, ma è come gustare con l'aperitivo tartine al caviale, innaffiate di raro champagne e proseguire con un panino al formaggio. Il lato 'A' lo consumerete ben presto, mentre l'altro... apparirà sempre nuovo e smagliante come fosse appena uscito da un negozio. Resta ad angustiarci il mistero del nome del gruppo che accompagna con toni decisi e travolgenti, la performance di Liddell sulla prima facciata; non dovrebbe trattarsi degli Atomi, altrimenti la citazione sarebbe stata d'obbligo. Che si tratti dei Giaguari o delle Voci, due gruppi minori che alla Parade spesso accompagnavano dei cantanti solisti? Lasciamo da parte l'amletico dubbio, il disco in questione ha un solo aggettivo: imperdibile!!!

Post by Grog

10 commenti:

  1. negli anni '60 ero un suo fan e anni fa, dopo un'intensa ricerca su internet, son riuscito a rintracciarlo su un suo blog personale e abbiamo corrisposto per qualche tempo scambiandoci lettere scritte a mano (!) mi aveva fatto sapere che da anni si era convertito totalmente al cristianesimo dedicandosi a cantare brani religiosi. (...) mi ha mandato dall'Inghilterra anche il suo nuovo Cd "Answer me Lord" dove con mia sorpresa ho potuto notare che per l'incisione di questo album era stato accompagnato da musicisti d'eccellenza, tutta gente ben nota agli aficionados della scena musicale sixties italiana, quali Martin Fisher e Mick Brill (ex Thane Russel & the Three) cosi come David Sumner (ex-Primitives) e Douglas Meakin (ex-Motowns) , alla batteria Arnaldo Capocchia, l'album era stato registrato negli "Orange Studios" di Roma.Il contenuto musicale é diciamo..."questioni di gusti". pensavo fosse interessante condiviverlo quassú
    Saluti

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    1. puoi mandarmi il link e provvederò alla segnaazione

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    2. sorry ma purtroppo il suo blog é gia da anni che é stato cancellato. ormai ho perso i contatti con Mike anche perche quello che ho scritto piu sopra risale piu o meno ad una decina di anni fa.. sul web non si trova piu niente di lui a parte un'accenno al cd sopraindicato..
      http://www.crossrhythms.co.uk/artists/Michael_Liddell/17000/
      se vuoi i tracks di questo cd(& art cover) te le potrei mandare tramite mp3's...

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Grazie mille Grog...
    ho sempre avuto un debole per questo gruppo... anche se non so bene il motivo...
    Veramente un ottimo post...
    Luca

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  4. Ascolto piacevolissimo: grazie Grog!

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  5. Sono il marito di Milena Furia, la figlia di Sergio, chitarra solista ed ideatore della band. Ho conosciuto Mario Venturini, il bassista, che mi ha raccontato vari episodi e particolari riguardo la storia di questo gruppo beat italiano. Non ho conosciuto Sergio, scomparso nel 2002, ma l'amicizia con Mario Venturini ed i suoi racconti, uniti alle foto ed ai ricordi della moglie di Sergio, Katia e alle riviste e alle audiocassette, risalenti a registrazioni dell'epoca di prove effettuate negli studi RCA, mi ha fatto conoscere il "clima" di quegli anni. Sergio Furia, nasce a Roma il 16 Agosto del '47 ed inizia a suonare la chitarra a 10 anni ed in soli 3 anni è già un abile chitarrista elettrico.... tutto senza aver mai studiato la teoria ed il solfeggio, quindi senza saper leggere gli spartiti, ma solo con il suo formidabile orecchio assoluto. Durante le scuole superioriori all'Istituto Tecnico Industriale "Enrico Fermi" di Monte Mario, conosce quelli che saranno i componenti della sua band. Vive con la famiglia sulla Tuscolana e di sera, come molti giovani in quel periodo, frequenta il Piper, dove conosce Boncompagni, giovanissimo e già organizzatore di eventi musicali. "Prova" con il suo gruppo sempre nel quartiere Monte Mario, in una traversa di via cogoleto, dentro un garage, dove già molti giovani lo conoscono per i suoi assoli di chitarra. Il suo ingresso alla RCA è "targato" proprio Boncompagni, che lo presenta a Jimmy Fontana. Il noto cantante ormai impresario e talent scout, alla prima occhiata ( Sergio non era alto, portava occhiali spessi ed una fluente barba e baffi su una capigliatura riccia ed abbondante) sembra quasi schernirlo, rispondendo all'amico che gli dipinge lo sconosciuto come un fenomeno, che di talenti così ne vede uno al giorno....Ma, quando parla ai due del suo progetto di cover di "The sound of silence" di Simon e Garfunkel e di voler richiederne lo spartito, Sergio gli risponde " e a che te serve?" e comincia a suonare tutto il pezzo con la chitarra! Jimmy rimane stupefatto e gli chiede se ha avuto in qualche maniera il disco (vista la difficile reperibilità allora dei brani sound-track nei negozi italiani) o lo spartito, ma lui, con la sua naturale ironia, risponde di aver visto con un amico il film al cinema...! Fontana immediatamente fa scritturare dalla RCA la band e da le direttive sul nuovo nome, sul look e soprattutto decide per un cantante straniero, visto che la band non ne ha uno e poichè di moda allora. Gli Atomi, che in corso d'opera cambieranno anche il batterista con Franco, voluto proprio da Sergio, oltre a tutto quello già riportato nel blog, incidono anche un '78 giri inedito, che possiede Mario Venturini e compaiono anche nel film con Franchi ed Ingrassia "Ma chi ti ha dato la patente?" ed in un episodio di una serie rai poco nota dell'epoca. Sergio li lascia prima dell'ultima loro canzone "La fine del mondo" per le continue divergenze e liti con Mike Liddell e sarà in seguito chitarrista di Lola Falana, di Nada e Patty Pravo, ma poi, per le continue pressioni del padre (dipendente SIAE) che vede male la sua passione e vuole il "posto fisso" per il figlio, abbandona il mondo della musica, pur essendo contattato più volte da Ennio Morricone, che lo vuole nella sua orchestra, di cui dirà più volte di essersi vergognato nel dover rivelare al maestro, già allora famosissimo, che non sapeva leggere il pentagramma...Continuerà a suonare sempre la chitarra, spaziando in tantissimi generi e sentendosi solo con Mario dei vecchi amici e poco tempo prima di morire medita e forse progetta ( dalle sue audio registrazioni private) un rientro nella musica, ma purtroppo il destino non glielo permette. Spero di aver arricchito questo blog, rendendo un modesto e personale omaggio e contributo agli Atomi ed a mio suocero in particolare. Un caro saluto a tutti voi. Enrico Caponi

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  6. Grazie, è un bel ricordo di Sergio che conobbi negli anni Sessanta e apprezzai come tutti quale eccellente strumentista e ragazzo perbene.

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