mercoledì 8 aprile 2026

Gruppo operaio 'e zezi di Pomigliano d'Arco - Tammurriata dell'Alfasud (Mc, 1976)

 
front cover LP

TRACKLIST:

Lato A
01.Tammurriata (Bella figliola / Tarantella napulitana / Tarantella paisana / 'A vecchia 'e San Martino / Palle e pallucce / Improvvisazione) - 13:50
02. Tammurriata dell'Alfasud - 8:10

Lato B
03. Tammurriata de pummarole e 'a cantata de maccarune - 6:45
04. Alli uno 'e puverielle - 2:35
05. 'A Flobert' - 7:30
06. Bandiera rossa - 2:40

back cover LP

MUSICISTI (voci e strumenti):

Angelo De Falco, Antonio De Falco, Antonio Sodano, Ciro De Cicco, Daniele Sepe, Luigi Cantone, Marcello Colasurdo, Matteo D'Onofrio, Nino Di Marzo, Pasquale Bernile, Pasquale De Cicco, Pasquale Terraciano, Vincenzo Panico


Apro questo post con un grande bentornato. Dopo un po' di "latitanza" ritorna fra noi lo storico collaboratore Ilario, con l'auspicio che questo contributo non resti un episodio isolato. Da dove scaturisce questa musicassetta, che ci riporta sulle strade del folk e della canzone politica? Il nostro Ilario rovistando tra le vecchie musicassette (operazione che anch'io eseguo ogni qualvolta spero di trovare qualche rarità dimenticata) ha recuperato questa "Tammurriata dell'Alfasud" realizzata dal Gruppo operaio 'e zezi di Pomigliano d'Arco. La cassetta è stata digitalizzata e le tracce suddivise. Ottimo lavoro, Ilario. I sei brani vennero registrati dal vivo a Frattaminore (NA) il 30 settembre 1976 e a Parete (CE) il 1° ottobre 1976. L'album, primo LP del gruppo, venne pubblicato in formato LP e MC dall'etichetta I Dischi del Sole nel 1976. Fu poi ristampato in CD nel 1996 dalla Bravo Records. Va da sé che musiche e testi devono essere storicizzati e ascoltati con un orecchio critico, visto che stiamo parlando del 1977 e del decennio "caldo", degli anni di piombo e delle grandi proteste operaie e studentesche. L'album è un mix di suoni spesso improvvisati, di tammurriate, di dialoghi, voci di contadini, comizi di piazza, messaggi televisivi, slogan cantati a squarciagola. Un album di denuncia sociale e politica, oggi fuori dal tempo (con tutto il suo armamentario e la classica "Bandiera rossa" in chiusura), ma quanto mai spontaneo e diretto. E poi nel 1977 esisteva ancora l'Alfasud. 

La MC del nostro amico Ilario

Cerchiamo di sapere qualcosa di più su questo foltissimo gruppo di cantanti/musicisti. Vi propongo alcuni passi tratti dal quotidiano Il Manifesto del 20 settembre 2024. 

"Il Gruppo operaio ‘e zezi nasce nel 1974 a Pomigliano d’Arco e trae il nome da «Zeza» (Lucrezia, moglie di Pulcinella), impicciona, plebea con ambizioni aristocratiche. «La Zeza» appartiene al teatro di strada, con attori tutti uomini. Con «zeziare» i napoletani indicano l’andare a zonzo di un flaneur, uno zonzeggiare da calabrone. Il Gruppo operaio ha da poco festeggiato i 50 anni di attività. 
Furono loro a rilanciare la musica popolare nel Mezzogiorno partendo dalla Campania Felix e più ancora dall'ara di Pomigliano. La funzione dei Zezi è precisamente quella dei griot africani, i cantori dei villaggi. Una delle canzoni più note, ‘A Flaubert, narra lo scoppio di una fabbrica che provocò la morte di dodici operai. In essa Dario Fo intercettava un modo epico ed originario di esprimersi. Gli operai alla catena di montaggio trasformavano il rumore dei macchinari nel suono dei cimbali di una tammorra."


Ilario, nelle liner notes, riporta un ricordo del gruppo molto particolare. 

"Eravamo nel 1977, periodo particolarmente caldi, tanto caldo che persino il sonnacchioso biellese (ndr - Ilario vive a Biella) ne senti gli effetti, certo meno caldi del resto d'Italia, diciamo un po' più tiepidi. Insomma, questi 'e zezi nel 1977 vennero a Biella e più per curiosità che per interesse andai al concerto. Fin da subito li sentii molto coinvolgenti, sensazione condivisa dal pubblico presente, ma ahimè, il secondo brano non riuscirono a finirlo, poiché nel locale in cui si teneva il concerto, arrivò un nutrito numero di persone i cosiddetti, "autoriduttori", Morale della favola, fini tutto in un gran casino, con i musicisti, il pubblico, gli autoriduttori a discutere. Insomma il concerto saltò, ed io anni dopo, memore di quella serata, trovai questa cassetta. Riuscii così ad ascoltare il resto del concerto che non avevo potuto ascoltare. Credo che il contenuto della cassetta sia più o meno ciò che era in programma in quella famosa serata," 
Purtroppo, caro Ilario, gli anni '70, in particolare la seconda metà, come ben ricordiamo, furono caratterizzati dalle contestazioni degli autoriduttori, quelli della musica gratis. Bene, grazie a questi fanatici l'Italia per anni uscì dal circuito dei grandi concerti iternazionali. Avremo modo, in futuro, di ritornare sull'argomento.
Per ora ci fermiamo qui. Cari amici, vi auguro buon ascolto e vi invito a leggere il sottostante messaggio. 

IN CONCLUSIONE:
 COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Per problemi tecnici alle apparecchiature di Radio Panda, questa settimana la trasmissione "The Prog Side of the Moog", condotta dal nostro amico Frank-One, non è andata in onda. L'appuntamento è rinviato alla prossima settimana



Post by George & Ilario

5 commenti:

  1. Ho un vago ricordo... Di un loro spettacolo in una qualche manifestazione politica. Ma proprio vago, non devono avermi colpito più di tanto......
    Co unque grazie ..... è sicuramente un documento storico

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  2. per quel che concerne il fenomeno degli autoriduttori che ho avuto modo di subire come molti, era un tantino assurdo ai tempi ,quando i concerti , anche dei gruppi più in voga, erano a prezzi abbordabilissimi(si diceva politici) .
    Adesso che i prezzi sono assurdi e inavvicinabili ai più, nessuno protesta, neanche timidamente, il mondo è proprio cambiato.....

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  3. Hai ragione al 100% amico mio. A questo proposito, come già preannunciato, a breve pubblicherò una retrospettiva sui concerti dei Santana in Italia negli anni '70, interrotti dai soliti noti.

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  4. Paradossalmente, in quello scorcio di '70, i gruppi politicamente più impegnati erano il bersaglio preferito degli autoriduttori (si pretendeva che suonassero gratis). Per non dire degli improvvisati impresari - di partito e non - che scappavano con la cassa ! La testimonianza degli Area, che nel 1976 con 260 concerti, faticavano a far quadrare i conti è emblematica... Musicalmente, nel combo "e Zézi"debutta un 16enne Daniele Sepe, che tanto farà parlare di sé negli anni a venire. Grazie CMB

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  5. A proposito di autoriduzioni e Daniele Sepe, nell'album "suonarne uno per educarne 100", meraviglioso e spiazzante, Daniele Sepe in una canzone racconta questo, più o meno:
    Siamo andati al concerto e abbiamo fatto una autoriduzione...che figura di merda...era gratis
    In napoletano rende di più
    ANdrea

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