TRACKLIST CD 1:
01. Intro – Star Wars Theme
02. Bomba o non bomba
03. Sotto il segno dei pesci
04. Sara
05. Giulia
06. Peppino
07. Piero e Cinzia
08. Giulio Cesare
09. Venditti su esami maturità
10. Notte prima degli esami
11. Venditti su moscerini
12. Ci vorrebbe un amico
13. Roma Capoccia
TRACKLIST CD 2:
14. Dimmelo tu cos’è
15. Che fantastica storia è la vita
16. Dalla pelle al cuore
17. Unica
18. Venditti su collaborazione con Lauro
19. Che tesoro che sei (con Achille Lauro)
20. Amici mai
21. Alta Marea
22. Benvenuti in Paradiso
23. In questo mondo di ladri
ENCORE
24. Ricordati di me
25. Band intro
26. Grazie Roma
Antonello Venditti - voce e pianoforte
Alessandro Canini - batteria
Amedeo Bianchi - sax
Danilo Cherni - tastiere
Angelo Abate - pianoforte e organo Hammond
Roberta Palmigiani - violino
Un vecchio leone, una colonna sonora della nostra e di molte generazioni ci ha lasciati per sempre. Ricorderemo Francesco Guccini, tra qualche giorno (il tempo di preparare il post) come è nostra abitudine attraverso la sua musica. Teniamo in sospeso questo importante appuntamento e nel frattempo dedichiamoci ad un altro eroe multigenerazionale.
Quando si parla di Antonello Venditti si rischia di scivolare su un personaggio divisivo. Già in passato su questo blog era piovuta qualche critica per aver scelto di dedicare uno spazio al musicista romano. A fianco delle critiche, più che legittime, c'erano stati anche degli apprezzamenti. Insomma, gusti diversi, sensibilità diverse. Succede quasi sempre che un musicista o un cantante debba fare i conti con una fetta di pubblico che lo denigra, un'altra che lo apprezza e un'altra ancora che resta indifferente. Ipotizzo che gli estimatori di Venditti sia generazionalmente più giovani di coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato nei primi anni '70 e siano maggiormente coinvolti dalle canzoni commerciali e orecchiabili, frutto della svolta stilistica intrapresa dal cantautore agli inizi degli anni '80. A prescindere da questa contrapposizione di vedute, ritengo che il personaggio vada quantomeno rispettato per la sua energia (anche lui ha toccato i 77 anni), per la sua statura artistica e per la indiscussa capacità di stare sul palco e intrattenere il pubblico. Camicia bianca, jeans e immancabili Ray-Ban (li ha sul naso fin dai primissimi anni '70); questo è il Venditti a cui siamo un po' tutti quanti affezionati.
Certo che di acqua sotto i ponti (a cominciare da quelli di Roma che sono piuttosto numerosi) ne è passata da quando in tempi remoti un giovane cantautore semi sconosciuto frequentava il Folkstudio di Roma al fianco di altri semi sconosciuti artisti, carichi di belle speranze, quali Francesco De Gregori, Renzo Zenobi, Giorgio Lo Cascio e Mimmo Locasciulli (cito i primi che mi vengono in mente - a proposito, anche un emergente Bob Dylan pare sia transitato dal Folkstudio nel 1962). E quanti anni sono passati da quel primo acerbo "Theorius Campus", registrato nel 1972 insieme all'amico De Gregori, un album che ascoltammo con una certa curiosità, contenente quel must, quel brano epocale che è Roma Capoccia, un inno per almeno cinque generazioni, una composizione che ha accompagnato Antonello lungo tutto il corso della sua carriera e che non smette mai di presentare durante i suoi spettacoli dal vivo. Inevitabile che Roma Capoccia entrasse nel novero delle canzoni "tradizionali" romane, cantata anche da stornellatori e cantastorie. .
Antonello, nel corso degli anni '70, ci ha regalato dischi importanti, di un certo spessore, quali "L'orso bruno" (1972), "Le cose della vita" (1973), "Quando verrà Natale" (1974), "Lilly" (1975), fino a giungere nel 1978, a quel grande lavoro che ottenne un successo clamoroso di critica e di pubblico (forse più di pubblico) intitolato "Sotto il segno dei pesci". dove Venditti chiamò al suo fianco il gruppo Stradaperta e musicisti del calibro di Carlo Siliotto, ex violinista del Canzoniere del Lazio e il chitarrista Pablo Romero. Se ben ricordo questo fu l'ultimo album di Antonello Venditti che acquistai a suo tempo. Certo, da lì in avanti la strada fu tutta in discesa, costellata di hit ma anche di cadute di tono piuttosto importanti. Ma oggi Antonello è ancora qui, sul palco, a far cantare e divertire il pubblico insieme a lui.
Questo concerto, regalo dei miei soliti amici, ha dato il via, proprio nella regione in cui risiedo, al "Daje! Live Summer Tour 2026", e lo ha fatto in una location stupenda, il Forte di Bard, carico di storia e di suggestioni. Da qui sono transitati gruppi e musicisti di levatura sia nazionale che internazionale. Qualcosa è già stato pubblicato sulla Stratosfera. A proposito dell'album "Sotto il segno dei pesci", guarda caso Antonello ha aperto il concerto con un poker di brani tratti proprio da questo album, tra cui la celebre "Bomba o non bomba" e l'intensa "Giulia". Seguono, in sequenza, i suoi maggiori successi. Io non c'ero la sera del concerto, ma c'era il mio storico amico, nonché collaboratore della Stratosfera, Chris, giornalista professionista che sulle pagine del quotidiano on line AostaSera ha recensito lo spettacolo, con la solita maestria. Vi consiglio di leggere l'articolo e di visionare anche il video racconto in 5 minuti. Basta cliccando qui. Preciso che anche le foto qui pubblicate provengono da AostaSera. Detto questo detto tutto. Alle parole preferisco lasciare spazio alla musica. Vi auguro il mio consueto buon ascolto.
LINK CD 1
LINK CD 2
Post by George - with the precious help of Chris









ho amato molto venditti anni 70.......meno nei decenni successivi ,però dal vivo( e mi è capitato di vederlo anche in anni recenti) è veramente notevole ....al netto dei pezzi più commerciali che, comunque, sono costruiti con perizia e acume
RispondiEliminaConfermo. Il primo Amtonello era veramente magico. Dal vivo fa ancora la sua "porca figura". L'ho visto in occasione del tour con De Gregori e complice una scaletta amarcord e una band di signori musicisti (Guglielminetti su tutti) siamo usciti dagli Arcimboldi senza voce e al tempo stesso pieni di emozioni. Buon fine settimana CMB
RispondiEliminaMerci pour ce double live.
RispondiEliminaVidi Venditti in po' controvoglia tanti anni fa, per accompagnare mia moglie.
RispondiEliminaAlla fine del concerto cantavo le sue canzoni, anche se molto orecchiabili.
Dal vivo mantiene energia e carisma.
ANdrea
Per me che prima di criticare ascolto di tutto, "vendetta", cosi lo chiamavamo, rappresenta un pezzo di vita, forse il migliore ma non lo sapevo. Fino all 80 mi ha accompagnato e lo ho canticchiato con gli amici. Era leggero ? impegnato ? etichette sforzate in un periodo un po troppo esterofilo. Ora in molti lo rivalutiamo.
RispondiEliminaHo sempre apprezzato molto il Venditti di quei anni '70 , con quei cinque album che trovano il culmine (secondo me) con l'album Lilly
RispondiEliminaAscolto assai gradevole, che mi ha fatto affiorare alla mente un bel ricordo. Anni fa il mio amico Leonardo, di origine romana, cantante e chitarrista, si recò in visita dalla zia; una sera, a sorpresa, ella esclamò: ''a breve arriverà un mio amico, che sarà anche un tuo amico!''. L'arcano fu presto svelato ed apparve Venditti. Dopo cena il nipote tirò fuori la chitarra e chiese ad Antonello di cantare qualche canzone, ma questi disse: ''cantane una di tua!'' Leonardo eseguì una nuova composizione, i cui accordi erano però molto simili a ''Piero e Cinzia''. Al termine della performance, Venditti commentò: ''bel brano, ma mi par che l'arrangiamento assomigli molto ad una mia canzone!''. Grazie di questo live cari George e Chris.
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