Visualizzazione post con etichetta New Wave. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta New Wave. Mostra tutti i post

domenica 23 giugno 2024

Moda - The Complete Works 1984-1989 plus...

 

Dopo una lunga attesa sono finalmente approdati sulla Stratosfera. Loro sono i Moda, quelli senza accento sulla "a", quelli guidati da Andrea Chimenti, quelli che hanno lasciato una impronta importante  nell'ambito della new wave italiana degli anni '80. Si formarono a Firenze, intorno al 1983, grazie ad una schiera di musicisti provenienti quasi tutti da Arezzo: Andrea Chimenti (voce), Nicola Bonechi (batteria), Marco Bonechi (basso), Fabrizio Barbacci (chitarra), ai quali si aggiunsero Fabio Galavotti da Riccione e Fabio Chiappini da Fabro, entrambi alle tastiere. La prima presenza discografica risale al 1984, quando insieme a Diaframma, Litfiba e Underground Life registrarono due brani, "Nubi d'Oriente" e "La voce", che confluirono nella prima compilation di new wave indipendente italiana intitolata "Catalogue Issue" edita dall'etichetta fiorentina I.R.A. Records.


Nel 1986 realizzano il loro primo album, "Bandiera", prodotto da Alberto Pirelli, considerato tra i migliori dischi di rock indipendente degli anni ottanta. Al suo interno convivono brani come Ombre e Angeli, decisamente ancorati al lato pop della new wave, e brani orientati al suono anni '70 di David Bowie (a cui Andrea Chimenti deve non poco). L'ultimo brano del disco Camminando su una ragnatela è cantato insieme a Piero Pelù, all'epoca compagno di etichetta con i Litfiba. Il legame con le sonorità del "duca bianco" si saldò l'anno seguente con la pubblicazione di "Canto pagano", co-prodotto nientemeno che da Mick Ronson, già chitarrista di David Bowie. Nel 1989 in occasione del lancio promozionale del terzo disco "Senza rumore" i Moda parteciparono al programma di Renzo Arbore, International DOC. Tra parentesi il programma DOC li aveva già ospitati nel 1987. Entrambe le partecipazioni sono documentate nel bonus CD che troverete a conclusione di questo post. 


Purtroppo il disco non riuscì ad avere il successo sperato (e meritato, dico io), nonostante il lancio del nuovo rock italiano operato parallelamente dai Litfiba con "Pirata", probabilmente per un avvicinamento verso il pop non gradito soprattutto dai fan della prima ora e non così riuscito nell'immediatezza. Dopo alterne vicende il gruppo si sciolse nello stesso anno. Alcuni dei componenti lasciarono l'ambito musicale, altri come Andrea Chimenti proseguirono nella loro attività, altri ancora come Fabrizio Barbacci si affermarono come produttori di successo (Negrita, Ligabue, Nannini, Renga) (liberamente tratto da wikipedia). Di Andrea Chimenti abbiamo parlato da poco, presentando su queste pagine il suo disco tributo a David Bowie, suo grande "padre ispiratore". Fin qui la biografia. Ed ora passiamo alla musica.


Moda - Bandiera (1986)


TRACKLIST:

Lato A
01. Ombre - 4:23
02. Destinati alla gioia - 4:58
03.Angeli - 3:24
04. Frecce avvelenate (soloist, guitar Gae "Rost" Tortorizio) - 3:46

Lato B
05. Lo schiavo (oboe Stefania Giusti) - 3:45
06. Il delitto (non muore mai) (soloist, guitar Gae "Rost" Tortorizio) - 3:29
07. Frank (piano Francesco Magnelli) - 3:04
08. Camminando sulla ragnatela (vocals Piero Pelù) - 5:03

Bonus tracks dalla compilation "Catalogue Issue" (1984)
09. Nubi d'Oriente
10. La voce


MUSICISTI:

Andrea Chimenti - voce
Fabrizio Barbacci - chitarra, cori
Fabio Chiappini, Fabio Galavotti - tastiere, cori
Gianni Maroccolo - basso Fretless
Marco Bonechi - basso
Nicola Bonechi - batteria
Toti Canzonieri - sax alto
Roberta Bacciolo - voce
Francesco Magnelli, Ringo De Palma - cori


"Bandiera", primo album della band toscana, venne pubblicato dalla IRA Records nel 1986 in due formati: vinile e musicassetta. Da allora non è mai stato ristampato in digitale. Peccato. Ecco però una buona occasione per averlo nella vostra collezione. Il disco si compone di 8 tracce più le due bonus tracks tratte dalla compilation del 1984 "Catalogue Issue".


Così si leggeva sulla rivista "Il Mucchio Selvaggio" n. 220 a proposito degli album dei Moda: 
"È davvero strano che i Moda, nonostante l’indubbia personalità del sound, la felice vena pop di molte canzoni, le notevoli doti tecniche, il look accattivante, il sostegno della Polygram e della CGD e il vantaggio di un nome immediatamente memorizzabile, non siano divenuti un gruppo di successo. A danneggiarli è stato con tutta probabilità il loro mantenersi in bilico tra un rock che oggi definiremmo “d’autore” e la leggerezza dei suoni di consumo, nonché il fatto di essere (o apparire) troppo frivoli per i gusti del pubblico alternativo e troppo bizzarri per quello delle classifiche; la sostanziale ambiguità, insomma, caratteristica che forse come nessun altra risulta poco gradita a platee estremiste (in un senso o nell’altro) e quindi abituate a concepire la musica in termini di compartimenti stagni. Eppure, i Moda rimangono una band da ricordare: non solo per le successive gesta dei loro ex membri che oggi si trovano sotto i riflettori, ma anche per il fascino sprigionato dalle loro testimonianze discografiche; documenti un po’ ingialliti dal tempo trascorso e comunque non esenti da pecche, ma certo non privi di motivi di curiosità e interesse. E persino migliori, o almeno così sembra, di quando apparvero in un’Italia rock che con fatica tentava di uscire dall’underground più buio e opprimente.


L'esordio è in "Catalogue Issue" (IRA, 1984), raccolta-manifesto che vedeva come altri titolari Litfiba, Diaframma e Underground Life. Benché acerbi, i due brani lì presentati – Nubi d’Oriente e La voce – segnalarono i Moda come formazione da tenere d’occhio; e se a colpire fu soprattutto Andrea Chimenti, vocalist straordinariamente intenso e suggestivo, i suoi compagni dimostrarono una statura superiore a quella abitualmente richiesta a delle semplici “spalle”. Dopo circa un anno trascorso a rodare il live-show e a perfezionare uno stile sempre più elegante e raffinato, il gruppo raggiunse il traguardo del debutto in proprio con Bandiera (IRA/PolyGram, 1986); prodotto da Pirelli. L’album mise ancora in luce la devozione per la new wave più solenne ed enfatica (Simple Minds in primis) e la vena sfingea dei testi, ben sottolineata da una grafica ugualmente arcana; dall’iniziale Ombre (forse l’episodio più riuscito) alla conclusiva Camminando sulla ragnatela impreziosita dalla (pur marginale) presenza di Piero Pelù, il disco è un continuo susseguirsi di atmosfere per lo più soffici e a tratti moderatamente torbide, legate assieme dalle evoluzioni canore di un già grande Chimenti. Non un capolavoro, nonostante gli ottimi spunti, ma una buona base su cui edificare". 


Moda - Canto pagano (1987)


TRACKLIST:

Lato A
01. Malato - 3:25
02. Uomo dei sogni - 4:31
03. Addio a te - 3:20
04. Quello che ho - 3:22
05. Il seme - 3:20

Lato B
06. Se fossi - 5:43
07. Spara - 4:04
08. Jeanine - 3:50
09. Canto pagano - 4:25
10. America - 4:00


MUSICISTI:

Andrea Chimenti - voce
Fabrizio Barbacci - chitarra
Fabio Chiappini, Francesco Magnelli - tastiere
Fabio Galavotti, Gianni Maroccolo - basso
Nicola Bonechi - batteria
Mick Ronson - chitarra ritmica, chitarra solista (track 6), piano (track 3), compositore (track 1)


Anche il secondo disco dei Moda non è stato ristampato in CD. In compenso il vinile, pubblicato originariamente dalla IRA nel 1987 (insieme all'immancabile cassettina, è stato ristampato dalla Contempo nel 2018 in vinile bianco a tiratura limitata. Ancora Il Mucchio Selvaggio:
"Canto pagano, registrato con la collaborazione alla consolle - e non solo - di Mick Ronson (mitico chitarrista, tra gli altri, di David Bowie e Ian Hunter) e pubblicato nei primi mesi del 1987 con una copertina ispirata all’arte di Robert Crumb, certificò la netta svolta verso sonorità ancor più elaborate ma meno pompose, di impronta più rock – anche a causa dell’eliminazione delle tastiere di Galavotti, andato a sostituire il dimissionario Marco Bonechi nel ruolo di bassista – e occasionalmente aperte a innesti quasi glam.


Un album non agevole da decifrare, Canto pagano raccolse più consensi che critiche ma non servì a imporre la band in misura tale da giustificare l’impegno anche economico profuso nel progetto. Così, ad azzardare un definitivo “o la va o la spacca", nel 1989 i Moda confezionarono "Senza rumore" (IRA/CGD, 1989), il capitolo più commerciale della loro storia.


Moda - Senza rumore (1989)


TRACLIST:

01.Sogni d'oro - 4:20
02. Polvere - 5:12
03. Cammina - 5:14
04. Ti sorprenderò - 4:19
05. Sotto il mio letto - 3:40
06. Shalalala - 3:33
07. Stai con me - 4:50
08. Gianni Brillante - 3:24
09. Albero nero - 4:00
10. Hey Mama - 4:05

Bonus track
11. Filastrocca (dalla compilation "Sanremo Rock '88"


MUSICISTI:

Andrea Chimenti - chitarra
Fabrizio Barbacci - chitarra
Fabio Chiappini - tastiere
Fabio Galavotti - basso
Roberto Zamagni - batteria


Finalmente questo terzo e ultimo album della breve discografia dei Moda venne stampato dalla IRA, oltre che in vinile e in musicassetta, anche in CD. Proseguiamo col Mucchio:
"Inciso con il nuovo batterista Roberto Zamagni e con il solito Alberto Pirelli in cabina di regia, "Senza rumore"  è un album illuminato da qualche brano di buon livello ma annacquato dalla sovrabbondanza di arrangiamenti fiatistici e dal chiaro intento di ottenere il beneplacito dei programmatori radiofonici. Il disco non raggiunse gli obiettivi (troppo ambiziosi?) auspicati, lasciando al quintetto la sola alternativa dello scioglimento. Soluzione, questa, che alla fine non si è rivelata troppo drammatica, considerati i brillanti sviluppi della carriera di Andrea Chimenti – eccellenti i suoi due album solistici, La maschera del corvo nero (CGD, 1992) e L’albero pazzo (CSI/PolyGram, 1996) – e i risultati raggiunti da Fabrizio Barbacci come produttore e talent-scout (tra le sue scoperte, i lanciatissimi Negrita), nonché l’affermazione di Fabio Galavotti nel campo della grafica.  Comunque, come si diceva qualche riga più sopra, un ensemble che non merita di precipitare per sempre nel dimenticatoio, anche se le sue potenzialità sono rimaste in gran parte inespresse". La bonus track che ho inserito in chiusura del disco, dal titolo "Filastrocca", è un inedito apparso sulla compilation "Sanremo Rock '88", pubblicata dalla CGD nello stesso anno. 


Bonus CD
Moda live DOC 1987-1989 (TV special)


TRACKLIST:

Live DOC 1987
01. Uomo dei sogni
02. America
03. Spara
04. Canto pagano
05. Malato

Live International DOC 1989
06. Polvere
07. Shalalala
08. Hey Mama


Non potevo concludere questo lungo post senza un piccolo cadeau. E allora ecco i Moda "catturati" dal vivo nel corso di due esibizioni all'interno della celebre trasmissione televisiva DOC, ideata da Renzo Arbore. La prima apparizione risale al 1987 quando era da poco stato pubblicato "Canto pagano". La seconda, che contiene solo tre titoli, è del 1989, quando il gruppo era - purtroppo - alle ultime battute.La trasmissione è "International DOC (qui si sente la voce di Gegè Telesforo). Otto tracce in totale che testimoniano anche dal vivo le potenzialità di questo gruppo a cui è stata resa giustizia anche sulle pagine della Stratosfera. Buon ascolto, cari amici


NEW LINK Bandiera (1986) con 2 bonus tracks
LINK Canto pagano (1987)
NEW LINK Senza rumore (1989) con 1 bonus track
LINK Live DOC 1987-1989

Post by George

domenica 7 giugno 2020

Serie "Just One Record" vol. 4 - The Zint Group - 1990 - Curve and Crane (vinyl)


TRACKLIST:

01 I Swim
02 The Winning Path
03 A Lock Inside
04 One Sided
05 Aching For The Sea
06 Another Epitaph
07 West And South
08 Anonym Carving
09 L.O.M.S.
10 Beep-beep (Live recording)
11 Noyo

Bonus Tracks

12 One Sided - live
13 Paroxitone Girl


FORMAZIONE

Angelo Avogadri – chitarra elettrica, flauto
Marco Marchetti - basso
Fabio Martini - voce, tastiere, chitarre
Roberto Saleri - chitarra elettrica 
Roberto Gigliotti - batteria, sequencer, voce


Carissimi, ho una lunga lista di contributi di amici vari da pubblicare e cerco di essere equo nei limiti del possibile. Ho da poco postato un album inviato dall'amico Gaetani Simarco ("Avellino Express" di Gerardo Carmine Gargiulo) e quindi sarebbe il turno di qualcun altro. Chiedo venia per questa eccezione, ma credo ne valga la pena. Gaetano ci ha appena inviato i file di un disco che troviamo da anni nella nostra wishlist, ovvero l'unica prova discografica dello Zint Group, dal titolo "Curve and Crane". Il disco venne pubblicato in vinile nel 1990 all'etichetta Musea Parallele.
Ho trovato alcune informazioni sul gruppo sulla loro pagina Facebook.


"Il gruppo nasce nella prima metà degli anni Ottanta a Milano. La Zint music è influenzata dalle novità artistiche che in quegli anni giungono dagli Stati Uniti e dall'Inghilterra (Pere Ubu, Television, Residents, Wire, Brian Eno, Can) ma è al contempo memore di quanto accaduto nei due decenni precedenti grazie a musicisti come Miles Davis, John Coltrane, Soft Machine, Frank Zappa, Van Der Graaf Generator, Pink Floyd, Tim Buckley. L’idea è quella di creare un gruppo indipendente sotto ogni punto di vista: artistico, gestionale, discografico. Se l’apporto compositivo vede Martini e Avogadri in primo piano, i materiali vengono però metabolizzati e arrangiati collettivamente con importanti apporti da parte di ciascuno dei componenti per quanto riguarda arrangiamenti e apporti solistici. Inizialmente, nel repertorio viene inserita una canzone di Tim Buckley, «Sing a song for you», tratta dall'album "Happy Sad", che verrà eseguita solo nel corso dei primi concerti. Nella primavera del 1985 il gruppo esordisce al Tangram e nell'arco di circa sei anni si esibisce in una sessantina di concerti, soprattutto nell'area di Milano, con qualche puntata in Toscana e in Liguria". 

The Zint Group al parco Trotter nel 1986
Nel 1990 pubblicano il disco "Curve and Crane" per l’etichetta francese Musea Records.
Riformatisi nel 2017, con l’ingresso di nuovi musicisti come Marco Gigliotti al basso e alla chitarra e Andrea Reali alla voce e all'elettronica, hanno attuato una completa rilettura del precedente repertorio al quale si aggiungono brani di recente composizione. Gli Zint Group sono ancora in piena attività.

 Ecco il commento di Gaetano su "Curve and Crane"
Per tornare al loro primo e unico album, "Curve and Crane". i cinque musicisti mettono in mostra i tratti distintivi del loro suono che appare avvolto da un’aura di raffinata decadenza e tenebrosa sensibilità nella quale si avverte forte l’influenza di certa new wave inglese ai confini con l’elettronica. Emerge inoltre la capacità di sintetizzare con talento e perizia le influenze progressive (ideale per mettere in evidenza le notevoli doti vocali che riportano al cantato di Peter Hammill), con suoni e ritmi di alternative. Certamente una delle realtà più interessanti della scena wave italiana.
Hanno saputo giocarsela ad armi pari, per lo meno artisticamente parlando, con le realtà più importanti a livello internazionale. Sicuramente uno degli album più interessanti e significativi del periodo. L’album comprende 11 brani, ai quali sono aggiunte due bonus track, tutti cantati in inglese.
Il disco è da poco disponibile sulle principali piattaforme digitali
Buon ascolto



Post by George - Music by Gaetano Simarco

martedì 7 febbraio 2017

2+2=5 - Into The Future (1984) & Di che cosa parliamo...(1985) - vinyl


2 + 2 = 5 (due più due uguale cinque) è una locuzione utilizzata prevalentemente in ambito letterario che può essere simbolicamente citata per indicare una qualsiasi teoria volta a negare qualcosa di altrimenti evidente ed inconfutabile (Wikipedia). L'esempio più famoso di questa frase è contenuto nel romanzo "1984" di George Orwell. Fin qui tutto bene. Se non che 2+2=5 è anche il nome di una band milanese new-wave (o post punk o minimal synth) che tra il 1984 e il 1988 lasciò qualche rara traccia sonora. Il trio era formato da Giacomo Spazio, musicista, Dj, grafico musicale, pittore, nonché fondatore della fanzine "Vinile" e dell'etichetta discografica Vox Pop. Con lui Nino la Loggia e la cantante-tastierista Cha Cha Hagiwara. 


La breve biografia del gruppo ricorda che La Loggia e Spazio nel 1981 erano regolari frequentatori del Bar Concordia, a Milano, luogo d'incontro di numerosi musicisti dell'era post punk. Qui Nino La Loggia e Mark Philopat diedero vita agli HCN, una delle band pioniere del post punk. Giacomo Spazio aveva già iniziato la sua carriera di grafico e di pittore. La passione che univa Spazio e La Loggia per gruppi come Kraftwerk, Joy Division, DAF e, più in generale, per la scena electronic e new wave inglese, fece scaturire la decisione di lavorare insieme per un progetto musicale comune. Il risultato furono i 2+2=5. Il gruppo debuttò al Cinema Porpora di Milano nel 1982 all'interno della rassegna "Cinema-Music Non Stop". Le sonorità del gruppo si arricchirono con l'ingresso della cantante e tastierista Cha Cha Hagiwara. Dopo alcuni concerti "di rodaggio" a Milano, Torino e nella vicina Svizzera i 2*2=5 entrarono in studio per la registrazione del primo album, "Into The future".
Di seguito alcuni scatti della band nel corso di questi primi concerti.



2+2=5 - 1984 - Into The Future


TRACKLIST:

01. Without Words (Intro)
02. Alternative Two2
03. K. S. and V.
04. Meeting Mc. L.
05. Slow 4
06. Jacho's Story
07. It's A Good Day Today
08. Last Sunset


FORMAZIONE

Nino La Loggia - chitarra ekettrica, basso, sintetizzatore 
Giacomo Spazio - chitarra, basso, sintetizzatore, voce 
Cha Cha Hagiwara - tastiere. sintetizzatore, voce


Il disco venne pubblicato nel 1984 dalla No-Name Music e, come è facile immaginare, ebbe scarso successo di vendite e sparì in fretta dalla circolazione. Bisognerà attendere il 2010 per vedere la versione CD grazie all'etichetta Spittle Records. In questa versione troviamo anche due bonus tracks, tratte da due delle numerose compilation in cui i 2+2=5 furono protagonisti al fianco di altre band new wave italiane della metà degli anni '80. L'ultima ristampa, in solo vinile, è avvenuta nel 2014, per il mercato tedesco. L'etichetta è la Mannequin. La versione qui postata è quella originale del 1984. 

Vi riporto le parti salienti dell'ottima recensione pubblicata sul sito "Onda Rock" nel 2010: "Misto di post punk, minimal synth, dark-wave, l'album è avvolto da un'aria cupa e straniante e da testi pessimisti sulla tecnologia prossima a invaderci. "Without Words" apre il disco con uno strumentale electro-dance svuotato della sua gioia, che si apre brillante per poi avvolgersi cupo su se stesso. "Alternative Two2" sfoggia un ritmo alienante di tastiera e drum machine tra balbettii di chitarra, K.S.& V. un post-punk alienato. Si passa, poi, per la new wave in salsa Stranglers di "Meeting Mc. L.", l'apocalittica "Slow 4" e l'ossessiva "Jacho's Story", tra un basso funky, una drum machine incalzante, saliscendi di synth e il canto inglese dal marcato accento italiano di Spazio. 
"It' s A Good Day Today" è una plumbea ballata che lascia intravedere uno spiraglio di una qualche emozione umana, e che apre il passo al requiem "Last Sunset", messa a morto fatta di venti dronici, basso marziale e tastiere a lutto"

2+2=5 - 1985 - Di che cosa parliamo quando parliamo 
d'amore-odio


TRACKLIST:

01. Haiku  (voce Paolo Mauri)
02. So 11
03. Rayographie (voce Mauro Ermanno Giovanardi)
04. Haiku  (voce Paolo Mauri)
05. La leggenda di Sennefer e Anthar
06. Abbracciati (voce Mauro Ermanno Giovanardi)

Bonus tracks dal 12" "Amazing Stories" (1988)
07. Godzilla R'N'R (Dance version)
08. Half Shiny Moon (Ratio Turn Blue)


Senza variazioni sostanziali nella formazione, tranne la presenza di Paolo Mauri e Mauro Ermanno Giovanardi che cantano in qualche brano, i 2+2=5 ritornano in studio per registrare un 12 pollici composto da sei brani, tre per ogni facciata. Il mini LP (etichetta Materiali Sonori) venne stampato in vinile di colore rosa. Il disco conteneva anche una T-shirt e alcune cartoline. Anche in questo caso vennero stampate poche copie. Non vi sono state successive  ristampe né in vinile né in CD. I suoni ricalcano quelli dell'album precedente, caratterizzati da quel minimalismo elettronico che vede la dominanza di synth, basso e drum machine. I 2+2=5 entreranno ancora una volta in sala di registrazione, tre anni dopo, nel 1988, per realizzare un altro 12" dal titolo "Amazing Stories", (per l'etichetta UT) con quattro brani cantati in inglese. Non lo possiedo e quindi mi sono limitato a postare come bonus tracks due delle quattro tracce.


In conclusione vi propongo uno stralcio dell'intervista che Giacomo Spazio rilasciò alcuni anni fa ricordando i tempi della registrazione del primo album, nel 1984.

"Non ho mai pensato che fare un disco in vinile fosse importante. Quando ho iniziato ad occuparmi seriamente di musica, producevo K7 (tape). Belle, bellissime. Facili da comperare e ancora più semplici da registrare, in casa con la doppia piastra. La registrazione di un disco in vinile arrivò anni dopo, quando Nino (La Loggia) si convinse che potevamo insieme produrre qualcosa di interessante. Solo allora, finite le registrazioni di “Into The Future” con Rieko che ci diede man forte suonando le tastiere, pensammo che era il momento di stampare un vero e proprio LP. Ci aiutò in questo la Ma.So. e finalmente la nostra band, che in culo alle regole, avevamo battezzato con un operazione matematica (2+2=5), diventò reale. Tutti (a dire il vero non proprio tutti dal momento che stampammo 500 copie), si accorsero della nostra esistenza. Persino la rivista inglese NME, parlò del nostro disco. Ma concerti praticamente nulla. Quelli arrivarono dopo, quando le strade artistiche di ognuno iniziarono a prendere direzioni differenti. Ma sono davvero felice di avere pubblicato dei dischi in gioventù, sia per l’amicizia che mi lega ancora ai miei compagni di avventura, sia perché (come tutti quelli che allora hanno lasciato un segno tangibile) abbiamo inciso in maniera indelebile la STORIA di questa nazione".


Link Into The Future - 1984
Link Di che cosa parliamo... - 1985

Post by George 

mercoledì 27 aprile 2016

Garbo - 1981 - A Berlino...va bene


TRACKLIST:

01. A Berlino... va bene
02. C'est la Vie
03. Futuro
04. In questo cielo a novembre
05. Dans une nuit ainsi
06. On the Radio
07. A Milano... va bene
08. Anche con te... va bene
09. Lili Marlene 
10. Mekong

Bonus tracks

11. A Berlino...va bene (versione acustica)
12. Radioclima (singolo, 1984)


FORMAZIONE

Garbo - voce, synth
Maurizio Anesa - basso
Maurizio Gianni - chitarra
Sergio Franzosi - tastiera, pianoforte
Giuseppe Pagani - sax, clarino, basso
Aldo Banfi - synth, programmazione
Bruno Bergonzi - batteria, percussioni


In questo post "di passaggio", mentre è in fase di preparazione un robusto Superpost, andiamo a riscoprire il primo disco di Renato Abate, in arte Garbo, uno dei più importanti alfieri della new wave italiana dei primi anni '80. Come altri musicisti di quel periodo (Faust'O, l'Enrico Ruggeri degli esordi e pochi altri) si ispirava ai grandi artisti internazionali, David Bowie, Ultravox, Japan su tutti. Allora girava sulle televisioni la leggendaria trasmissione "Mister Fantasy", curata da Carlo Massarini, e Garbo ebbe l'onore di vedere passare il suo videoclip per la prima volta. A soli 23 anni Garbo registrò questo album per la EMI e fu subito una ventata di freschezza nel panorama musicale italiano. Testi semplici ma immediati, sostenuti dai nuovi suoni elettronici (percussioni, synth) e da strumenti tradizionali (chitarra, basso e fiati). 

Così scrive Andrea Salvi sul sito www.mescalina.it: “A Berlino… va bene”, datato 1981, è un album di fondamentale importanza se non altro per la title-track, il cui ascolto nella versione originale è un’emozione che riesce a ripercorre in un brivido le distanze lunghe un intero quarto di secolo che la separano da noi. I suoni sono inevitabilmente datati così come gli arrangiamenti sintetici, ma il cantato spavaldo e romantico è senza dubbio quello di un interprete di rara intensità. La sequenza dei brani è una prosecuzione del brivido di cui sopra, ciascuno qui elemento indispensabile per l’equilibrio dell’intero album, tra lezioni di pop sofisticato (Dans une nuit ainsi, On the radio), hit danzerecce (Futuro, Anche con te va bene), bizzarri frammenti cantautorali in lingua (Lili Marlene), e mirabili sperimentazioni, come nella conclusiva straordinaria Mekong, lunga composizione che chiude i 38 minuti di questo album con uno sguardo senza complessi di inferiorità alle esperienze di Laurie Anderson e Tuxedomoon".


Lascio a voi giudicare. A me questo disco continua a piacere. La storia musicale di Garbo è lunghissima e arriva fino ai giorni nostri, Wikipedia vi darà una mano, se la volete approfondire. "A Berlino...va bene" venne ristampato in versione CD nel 2004. La tracklist include anche due bonus track, una versione acustica di A Berlino...va bene e la splendida Radioclima, tra i miei brani preferiti, che Garbo pubblicò nel 1984 e che portò al Festival di Sanremo nello stesso anno dove, buon per lui, si classificò nelle ultime posizioni. Machissene...in compenso vinse il "Premio della Critica" in memoria dello storico direttore di Ciao 2001, Saverio Rotondi. E a noi questo basta. Buon ascolto. 


Post by George