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venerdì 6 dicembre 2024

Serie "Proto Progressive Italiano" n. 11 - The Gianni Four - Singoli 1968-1970 (vinile)

 

Un po' di archeologia musicale (le foto seppiate parlano da sole) ogni tanto non guasta. I semi sconosciuti The Gianni Four sono autori di due soli 45 giri, pubblicati rispettivamente nel 1968 e nel 1970. Per avere qualche notizia sul quartetto (dal nome decisamente curioso, con quel misto di inglese e italiano) occorre scomodare ancora una volta Augusto Croce che dedica loro una pagina su Italian Prog.
"Poco conosciuto al di fuori del nord-est d'Italia, questo quartetto della provincia di Udine ebbe una buona attività concertistica, lasciando però solo due rari e bei singoli. I Gianni Four avevano un'ottima presenza live, basata prevalentemente su covers di brani stranieri, di gruppi come Deep Purple, Jethro Tull, Led Zeppelin. Il leader era il tastierista Gianni Gnesutta, il cui precedente gruppo si chiamava Gianni Quattro ed aveva realizzato un singolo nel 1965, Shany shake/Si può ancora per la Melody.


Il nuovo gruppo fu attivo negli anni tra il 1968 e il 1973, ed entrambi i singoli uscirono per la piccola etichetta Unifunk che aveva realizzato nel 1971 l'unico 45 giri degli Invisible Force, uno dei nomi scelti da Antonio Bartoccetti di Antonius Rex/Jacula. I brani dei singoli dimostrano un ottimo livello tecnico, con l'organo ed una buona voce sul resto, come nel brano in inglese I Can't Satisfy You, ed il gruppo era anche in contatto con il produttore Carlo Alberto Rossi per realizzare qualcosa sulla sua etichetta Car Juke Box, ma non successe nulla.


Dopo lo scioglimento Gnesutta e Luigi Tessarin hanno formato il gruppo jazz Macedonia, che ha fatto molti concerti nel nord-est suonando anche di spalla ad artisti come Billy Cobham. Gianni Gnesutta ha continuato a suonare nei piano-bar, pubblicando nel 2001 un CD intitolato Flying with the piano comprendente arrangiamenti per solo piano di celebri brani degli anni '60 e 70. Il bassista Albionte Tessarin (scomparso nel 2021) è stato un insegnante di musica, mentre il batterista Bruno Perosa collaborò con il Banco del Mutuo Soccorso su "Io sono nato libero" trasferendosi poi in Germania dove ha suonato con i gruppi Bullfrog, Tritonus e Propaganda". 
Ovviamente non ci resta che ringraziare Augusto per le sue preziose e puntuali informazioni sempre utili alla causa della Stratosfera. 


Il gruppo ha fornito un importante impulso allo sviluppo del progressive rock, pur avendo un'area di azione limitata al Nord-Est. I due singoli sono assolutamente affascinanti e dimostrano altresì una buona capacità tecnica, grazie soprattutto alle tastiere di Gianni Gnesutta e alla chitarra di Luigi Tessarin che esce spesso allo scoperto con splendidi assoli. Passiamo ora all'ascolto dei due 45 giri che, come scrive ancora Augusto, "sono molto rari, mai riediti in nessuna forma e ricercati dai collezionisti internazionali. E' difficili trovarli anche in Italia". A questo proposito ringrazio Jack Beatrici per averli pubblicati qualche mese fa sul suo canale YT. 

The Gianni Four - Brano triste (1968)


TRACKLIST:

01. Brano triste - lato A
02. La prima volta che... - lato B


The Gianni Four - Sinfonia d'estate (1970)


TRACKLIST:

01. Sinfonia d'estate - lato A
02. I Can't Satisfy You - lato B


FORMAZIONE

Gianni Gnesutta (tastiere, voce)
Luigi Tessarin (chitarra, voce)
Albionte Tessarin (basso)
Lucio Flaiban (batteria - nel 1973 sostituito da Bruno Perosa))


Per la cronaca le vecchie foto seppiate del gruppo le ho recuperate dalla loro pagina Fb. Con questo è tutto. Spero che il post sia di vostro gradimento. Vi lascio, naturalmente, ai commenti se avrete la bontà di lasciarli. Fanno sempre piacere. Buon ascolto.



Post by George

mercoledì 17 febbraio 2016

Serie "Proto Progressive Italiano" n. 10 - I Camaleonti - 1969 - Vita d'uomo (in cerca della verità) (vinyl)


TRACKLIST:

Lato A
1.  Angelo mio
2.  Mamma mia

Lato B
3.  Il veliero
4.  Gloria


FORMAZIONE:

Livio Macchia - voce, chitarra elettrica
Antonio Cripezzi (detto Tonino) - voce, pianoforte, organo
Paolo De Ceglie - batteria, voce
Gerardo Manzoli (detto Jerry) - basso elettrico, voce

e con 
I violinisti dell'orchestra del Teatro "La Scala" di Milano
Lucio Battisti - cori in Mamma mia


Questo disco, che sono riuscito a trovare in un negozio di vinile un annetto fa, è considerato il primo Q-Disc della storia della musica italiana (anche se nel 1969 non si chiamava così), cioè un 33 giri contenente solo quattro brani per una durata complessiva di circa venti minuti. Si tratta, inoltre del primo disco del gruppo milanese composto totalmente da composizioni originali, senza brani precedentemente pubblicati su 45 giri.

Riporto quanto scritto sulla back cover: "Questo è il primo 33 giri dei Camaleonti: gli album precedenti erano raccolte di canzoni; questo è un disco pensato e realizzato secondo un'idea e con uno scopo: dare all'ascoltatore, per una volta, non solo motivi di successo, ma la possibilità di una riflessione nelle luci e nelle ombre di una particolare atmosfera". Mi fermo qui. Lo sforzo dei Camaleonti di uscire dalla formula canzone/45 giri è evidente. Suggestionati dalla psichedelia e dal nascente prog proveniente dall'oltremanica, il quartetto - ad iniziare dalla bella copertina di beatlesiana memoria - si cala in una dimensione musicale diversa, regalandoci quattro brani, magari un po' ingenui, ma sicuramente innovativi nel panorama italiano del periodo. Le tracce non hanno interruzioni ed è per questo che le ho lasciate scorrere lungo le singole facciate. Mamma mia diventerà, da lì a poco, un ennesimo singolo di successo.  Il brano venne composto dalla premiata ditta Mogol-Battisti e lo stesso Lucio Battisti appare nei cori. 


"Vita d'uomo" racchiude altri tre brani, di cui uno, Angelo mio, scritto da Al Bano e Fernando Budano, mentre Il veliero è una composizione di Maurizio Vandelli, cantante dell'Equipe 84.
Ci troviamo di fronte ad uno dei primi esempi di concept album dove l'idea di fondo era quella di raccontare alcuni momenti della vita di un uomo. Difatti il disco si apre con un breve momento recitato in cui si descrive la nascita di un bambino (che è appunto l'angelo mio).  La facciata sicuramente più prog, sotto il profilo musicale, è la seconda, con il già citato Il veliero, caratterizzato da ottimi intermezzi psichedelici di organo e chitarra elettrica e la lunga Gloria, che conclude il racconto con un altro recitato. Gli arrangiamenti sono del mitico Detto Mariano, che dirige anche l'orchestra del Teatro "La Scala" di Milano. Il disco venne registrato nel mese di settembre del 1969 negli studi Phonogram di Milano. Non è mai stato ristampato in CD. 

Nota non da poco: l'album viene citato come un luminoso esempio di "proto prog" sul libro "Terzo Grado - Indagine sul Pop Progressivo italiano".



Post by George

giovedì 27 novembre 2014

I Ragazzi del Sole - 1970 - Il Suono del Sole

TRACKLIST :

1) Voom-Voom
2) Color sound
3) Black label
4) Underground
5) With you
6) Rally
7) Summertime (George Gershwin)
8) Neige
9) Psycology
10) Schun schun schun
11) ...in life
12) Warm

Tutte le canzoni di Vic Nocera, Danilo Pennone e Happy Ruggiero tranne dove indicato diversamente.

 
Di nuovo un grande grazie all'amico Vlad Tepes di Isle of Noises per averci passato quest'album, totalmente atipico nella produzione discografica dei I Ragazzi del Sole. "Il Suono del Sole", infatti, è un disco totalmente strumentale, ad eccezione di qualche vocalizzo qua e là. Nonostante la brevità dei 10 pezzi (solo "Underground" e "Rally" sorpassano i 5 minuti, mentre tutte le altre canzoni si assestano tra i 3 e i 4 minuti), emerge una voglia di sperimentare e di uscire dagli schemi del beat, usando dosi abbondanti di psichedelia, soprattutto in alcuni pezzi ("Color sound" ne è l'esempio lampante).  Probabilmente la mente "in evoluzione", dietro questo cambiamento di stile, è quella dal leader Danilo Pennone, unico membro della formazione originale della band. Questa tesi sembrerebbe dimostrata dalle note sul retro di copertina, dove tra le altre cose leggiamo: "Il lavoro e l'impegno di ricerca che da anni il loro leader (Danilo Pennone, appunto) sta portando avanti scrupolosamente, culmina in questo L.P., un disco che ha la sua ragione di essere soltanto in funzione agli stessi suoni".

I Ragazzi del Sole :

Danilo Pennone - Chitarra
Gianni Foresti - Basso
Valerio Liboni, Cesare Plantulli - Batteria
Piero Damosso - Voce
Enzo Lamarca - Piano, organo

Per una bella recensione di quest'album, tra l'altro l'unica che ho trovato in rete, vi rimando all'ottimo blog Il Negozio di Euterpe (al link, come d'abitudine, l'articolo completo senza (...) : "(...) presentiamo il secondo album dei Ragazzi del Sole, che vede solo Danilo Pennone ancora presente tra i componenti originali del complesso: vi era stata infatti, a seguito di alcuni dissidi, una causa giudiziaria sull'utilizzo del nome, vinta proprio da Pennone(...). Il disco è interamente strumentale (anche se in SIAE pare che i testi siano depositati...), con qualche vocalizzo qui e là (ad esempio in "Black label" e "Rally"). Lo stile è tra il rock psichedelico e il progressivo (...). Come si può leggere nelle note di copertina, partecipano alla registrazione due batteristi, Valerio Liboni e Cesare Plantulli: nella sua autobiografia "Crash! Storie e curiosità dell'Italia della canzone a ritmo di musica, viaggi e amore" Liboni ha spiegato che, mentre stavano registrando l'album fu chiamato per il serivizio militare, e quindi lasciò il posto nel gruppo a Piantuilli, e una volta congedato poi fondò, con altri ex componenti dei Ragazzi del Sole, un nuovo complesso, la Strana Società.(...) Il disco è introvabile e rarissimo, e quindi le poche volte che lo si vede in vendita in genere ha dei prezzi abbastanza alti."


Post by Captain & Vlad Tepes

venerdì 28 marzo 2014

Herbert Pagani - 1969 - Amicizia

TRACKLIST :

1) Concerto al mattino (Herbert Pagani-Guido Lombardi-Ettore Lombardi)
2) Lombardia (Herbert Pagani-Jacques Brel)
3) Canta (Herbert Pagani-Tony De Vita)
4) Albergo a ore (Herbert Pagani-Margueritte Monnot)
5) L’amicizia (Herbert Pagani-Alberto Anelli)
6) Presa di coscienza (Herbert Pagani-Guido Lombardi-Ettore Lombardi)
7) Gli emigranti (Herbert Pagani-Annalena Limentani-Ettore Lombardi)
8) La terra lavorata (Herbert Pagani-Alberto Anelli)
9) Che bella gente (Herbert Pagani-Jacques Brel)
10) La vita dell’uomo (Herbert Pagani-Giorgio Gaber)

 
L'amico ormai di vecchia data del nostro blog, Frankoff, condivide con tutti noi un album davvero particolare, oltretutto molto raro e, a quanto mi risulta, inedito sul web. Io personalmente non l'avevo mai ascoltato, e devo dire che mi ha piacevolmente stupito, per non dire sbalordito in alcuni momenti. Personalmente, ritengo che questo disco possa essere inserito a pieno titolo nel cosiddetto filone del protoprogressive italiano di fine anni 60, inizio anni 70. "Amicizia" è, per lo meno nella forma, un concept album, ogni brano è legato al successivo da rumori di traffico, voci e situazioni varie. Tutto l'album sembra descrivere una particolare giornata, che inizia con il risveglio tramite una molesta sveglia telefonica nel primo brano, "Concerto al mattino", lungo la bellezza di 11 minuti e strutturato come una suite. I testi affrontano temi scottanti e mostrano una profondità a volte davvero intensa ("Albergo ad ore", "Gli emigranti", "Che bella gente"). Anche gli arrangiamenti stupiscono per la varietà e la contaminazione tra generi musicali che contengono, soprattutto nei 4 brani già citati, che costituiscono la punta di diamante di un album davvero piacevole, anche e soprattutto per gli amanti del rock progressivo. Ed anche a livello di conflittualità, per usare uno dei criteri fondamentali utilizzati da John "The Man" Martin di Classicrock, nelle sue valutazioni sui vari album italiani degli anni 70, mi sembra che questa sia ben presente, soptrattutto se contestualizzata all'italia del 1969... Mi piacerebbe molto, caro John se sei in ascolto, sapere cosa ne pensi di quest'album...

Lascio la parola ora a Frankoff, ringraziandolo ancora per il graditissimo regalo e scusandomi di aver lasciato questa gemma un po' troppo tra le bozze ad attendere: "caro capitano, dalla sala macchine del tuo enterprise ti giunge questo file che anche se interpretato da un cantautore che purtroppo non c'è più, ha alcune caratteristiche del filone prog, e ricorda un po' i primi lavori dei nostri artisti pop rock dell'epoca ( tipo new trolls - senza orario, senza bandiera, o ivan graziani - la città che io vorrei ). Spero che sia gradito, anche perchè ho fatto fatica a trovarlo. Cordiali saluti frankoff"



Post by Captain, thank you very much to Frankoff

mercoledì 18 aprile 2012

Serie "Proto Progressive Italiano" n. 9 - Rumi - 1969 - Il volo della bolla (uscito nel 1994)

TROFEO "SCONOSCIUME"

TRACKLIST :

01 - Movimento
02 - Free
03 - Aqua
04 - Aria lontana
05 - Salto infinito
06 - Blu blu luce
07 - Smorfia tacc
08 - Ricordo
09 - Il volo della bolla
10 - Kismi'o
11 - Temporale dolce
12 - Lontano

Apro le danze d'un amichevole torneo tra collaboratori del blog. Infatti Franco, Rattus & Roby, nei prossimi giorni, ravaneranno a turno nello sconosciume (Fabio68 trademark) più sconosciuto del sottobosco Italiano psyc prog avang e collaterali, alla ricerca della rarità perduta più dimenticata e tralasciata da chicchesia, magari anche dagli stessi siti sacri che tutti conosciamo. Ed iniziamo infatti con uno stupendo album partorito nel 1969 ma mai uscito sino al 1994, anno in cui fu stampato su vinile in edizione superlimitata di 500 copie numerate (ormai naturalmente introvabili). Ed è un disco che lascia veramente a bocca aperta. Si fatica a credere che musica del genere sia stata concepita nell'Italia pre seventies, tanto è lontana dagli stilemi del beat di cui la penisola era ancora pienamente imbrattata. Un'opera di pura psichedelia, condita da effetti sonori vari, cori lisergici, suono di sitar, percussioni, oltre ad altri strumenti tradizionali. Poche notizie rintracciabili sul web su quest'album ma, a quanto riporta un'inserzione su e-bay, che più sotto copio ed incollo, questo piccolo miracolo allucinogeno dovrebbe essere il frutto del lavoro di un sol uomo, forse tal Rumi, che suonò, cantò ed incise (cioè sovraincise innumerevoli volte) tutto da solo... Miracoli o leggende della psichedelia italiana. Resta comunque un album molto bello che consiglio a tutti e, scusate il dubbio, se è davvero del 1969, veramente all'avanguardia...

Da E-bay: "Inciso nel 1969 ma mai prodotto, questo disco è uscito solo postumo nel 1994, dopo 25 anni di attesa... il disco è in edizione limitata di 500 copie numerate ed autografate dall'artista e non ha avuto alcuna promozione e distribuzione... veniva venduto (o scambiato) privatamente nei mercatini del disco e tra gli appassionati... non esiste alcuna versione in CD. ..... il genere, quasi del tutto strumentale, si colloca nella psichedelia mistica... un piacevole sound ricco di effetti psichedelici ottenuto con largo uso di sitar e altri strumenti sovrapposti, magistralmente suonati dal giovane artista romagnolo...credo che sia unico nel suo genere, visto che all'epoca in Italia erano davvero pochissimi gli artisti che proponevano pop psichedelico..."

Buon ascolto, cari naviganti della stratosfera
LINK

P.S. - Per essere onesto di fronte agli altri contendenti ed a tutti i viaggiatori, preciso pubblicamente che essendo il creatore ed amministratore di questo blog, ho innumerevoli vantaggi rispetto ai miei co-duellanti: per dirne uno, ricevo da molti valorosi uploader via mail gli albums della mia wishlist, insieme ad introvabili concerti ed innumerevoli altre chicche che fanno proprio al caso di questa disfida... Come disse recentemente qualcuno, mi piace vincere facile, eh eh eh!!! Dunque che vinca il migliore, miei prodi e belligeranti proggatori e, come in tutte le battaglie, ogni mezzo è valido per raggiungere l'obiettivo... A questo proposito non voglio assolutamente dimenticare di ringraziare enormemente l'uploader di quest'album, il nostro amico Grog, che a volte mi chiedo come faccia a recuperare certe cose... Tanto più penso che sarà arduo il loro ritrovamento di alcuni albums quando li inserisco nella wishlist, quanto più in fretta Grog mi fa ritrovare i links via mail... Grazie mille davvero, amico, per aver condiviso tante gemme: la disfida dello sconosciume, finalmente, mi permetterà di smaltire alcune rarità che da troppo tempo giacciono nell'archivio stratosferico (sezione appositamente dedicata: uploads di Grog).

P.S. 2 - Quiz per tutti i visitatori: ma come mai avrò incluso quella strana motocicletta dalla coraggiosa linea a forma di femore di gnù ?

venerdì 30 marzo 2012

Serie "Proto Progressive Italiano" n. 8 - Guido Bolzoni - 1969 - Happening

TRACKLIST :

01 - Happening
02 - Il solitario ritorno di Valentino
03 - Albatros
04 - La morte del pavone
05 - La straordinaria avventura del fanciullo Jeam Marie Miraud
06 - Dottor Schweitzer
07 - Il fiore bianco
08 - La vera storia di Ugo v che sorrise all'araba fenice e morì
09 - Caleidoscopio
10 - Trasfigurazione
11 - Girotondo
12 - I sette giorni del mondo screato

Un disco veramente ad anni luce di distanza dal beat che la faceva ancora da padrone nell'italietta di fine anni 60. Guido Bolzoni, 2 anni dopo, sarà il Front man del gruppo de I Numi, ma già in quest'opera mostra doti musicali e testi davvero fuori dal normale. E la vita di Guido era davvero un happening continuo, visto che amava circondarsi di artisti, poeti e scrittori nella sua casa di Lecco, come in un'ipotetica comune dei bei tempi andati. Così Mister J J John su John Classic Rock (più in basso il link all'articolo completo :
"Nasce così “Happening”, un 33 giri estremamente particolare per l’epoca le cui 12 composizioni tutte firmate da Guido, si rivelano un’incessante sommatoria di idee, rimandi letterari, declamazioni, moniti e riferimenti colti. Una sorta di “pentola a pressione” insomma, talmente piena di arte ed energia che sembra dover esplodere da un momento all’altro. Tecnicamente, lo stile è quello didascalico di Dylan con la voce in primo piano molto ben chiara e levigata in modo da non perdere nemmeno un concetto per strada. Percettivamente però, l’atmosfera è molto più popolare, provinciale, quasi come a sottolineare che le rivoluzioni e i pensieri più determinanti non sono quelli calati dall’alto, ma quelli che nascono dagli incontri e dai confronti quotidiani, dalle proprie incertezze e da quelle soluzioni che solo un dialogo rende possibili."

John classic Rock si è occupato anche di Guido Bolzoni, e QUI trovate l'articolo completo


Grazie mille a Grog per l'ennesimo introvabile upload e buon ascolto a tutti i naviganti stratosferici

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domenica 27 novembre 2011

Serie "Proto Progressive Italiano" n. 7 - Le Particelle - 1970 - Azimut 1


TRACKLIST :

01 - Bianco e Nero (Are You Ready)
(Allen - Hill - Menegale)
02 - Se La Mia Mano Stringerai (Where Are You Going To My Love)
(Goodison - Hiller - Leslie - Miserocchi)
03 - Oh Mia Bambina (Me And My Life)
(Blakley - Hawkes -Pace)
04 - L'Umanità (Sympathy)
(Rare Bird - Pace)
05 - Ragazzina Senza Cuore (Wild World)
(C.Stevens - Pace)
06 - Oggi Domani... (Watching And Waiting)
(Hayward - Thomas - P.Orlandi)
07 - In America (Lavezzi - Mogol)
08 - Lady D'Arbanville (C.Stevens - Argenio - Pace)
09 - Per Te (Mogol - Battisti)
10 - Dominique (P.Orlandi - S.Fabrizio)
11 - Come Il Vento (M.Fabrizio - S.Fabrizio)
12 - Vivo Per Te (Renzetti - Torrebruno - Albertelli)

Le Particelle di Paola Orlandi furono un tentativo all'italiana di supergruppo vocale da covers (alla Les Humpries Singers, per intenderci). Sebbene tutte le canzoni siano covers degli artisti più svariati, questo è un concept album, dato che i testi in italiano riguardano tutti un ipotetico futuro declino della razza umana (concetto che verrà usato ed abusato nel nostrano progressive rock). Paola Orlandi, l'ispiratrice di questo progetto, era una cantante già nota, insieme alla sorella Nora, sin dalla fine degli anni 50.

Due notizie su quest'album da Italianprog.it:

"Un gruppo numeroso, composto da 11 tra cantanti e musicisti, Le Particelle realizzarono un singolo con una cover di Watching and waiting dei Moody Blues, e subito dopo un album concept intitolato Azimut I. Prodotto tipico dell'epoca, l'album è una specie di opera pop, con parti a più voci su una base rock con arrangiamenti orchestrali, e testi basati sul declino del genere umano"

Altre due informazioni, questa volta dal bel blog "Pensieri_p 33" (qui l'intero articolo):

"In questo disco abbastanza raro e molto interessante, Paola Orlandi presenta il suo gruppo chiamato Le Particelle, nel quale troviamo Sergio Menegale, Andy Surdi, Donato (Denio)Renzetti, Maurizio & Fabrizio, Lalla Francia e altri. Il disco esce a dicembre 1970 e presenta una rosa di brani molto validi di cui alcuni presenti nelle classifiche discografiche internazionali nelle versioni originali. Ad esempio, troviamo la prima versione in italiano di Una serata insieme a te, quella Where are you going to, My love dei Brotherhood Of Man, che divenne celebre circa tre anni dopo da Dorelli e la Spaak. C'è la traduzione di Wild world che incise sempre per la CGD qualche mese dopo la cantante Rosabella con il titolo Ragazzino senza cuore. Mentre qui è Ragazzina senza cuore. C'è Watching and waiting dei Moody Blues che diventa Oggi domani..., mentre Me and my life dei Tremeloes viene tradotta (malamente) da Pace come Oh mia bambina. Are you ready dei Pacific Gas & Electric diventa invece Bianco e nero e Simphaty è L'umanità, titolo già inciso da Caterina Caselli. E poi canzoni come In America dei Flora, Fauna & Cemento, Per te di Patty Pravo, Come il vento di Maurizio Fabrizio e Vivo per te dei Dik Dik."

Buon proto ascolto...

LINK

P.S. - Anche stavolta, mannaggia alla mia memoria, non ricordo l'amico che mi ha segnalato il link a quest' album. Mi scuso con lui per la dimenticanza e lo ringrazio come son solito fare con gli uploaders originali

lunedì 31 ottobre 2011

Serie "Proto Progressive Italiano" n. 6 - Il Mucchio - 1970 - Il Mucchio

TRACKLIST :

01 - Per Una Liberta
02 - Qualcuno Ha Ucciso
03 - Una Lacrima Amara
04 - Il Cammino Di Chi Non Verrà
05 - Misericordia
06 - Un Angelo Vero
07 - Ave Maria
08 - Questi Siamo Noi
09 - Un' Estate Senza Caldo
10 - Quanto Vuoto C'è
11 - Lei Se Ne Andrà
12 - Il Giullare


Bellissimo disco, questo del Mucchio, e perfettamente emblematico di quella trasformazione, ancora non avvenuta ma ormai nell'aria, del beat psichedelico in rock progressivo. Conflittualità questa che emerge chiaramente in tutte le canzoni, anche quelle più tipicamente melodiche come "Una lacrima amara" o "Un angelo vero", sostenute comunque da un hammond e da cori che donano loro un'atmosfera già più "Seventies" di altri dischi del periodo. Di ben altra caratura è la quarta canzone, "Il Cammino Di Chi Non Verrà", decisamente più progressiva e con ottimi cori alla Uriah Heep, ma anche la psichedelica "Misericordia" e la bella versione dell'Ave Maria di Schubert (un anno prima del Concerto Grosso dei New Trolls, considerato il primo esperimento italiano di commistione tra musica rock e musica classica). Notevoli, a mio parere, sono anche gli ultimi 4 pezzi (provenienti da due singoli del 1972 e 1973), tra cui il grintoso hard rock "Lei Se Ne Andrà" e la finale e melodica "Il Giullare", che contiene, nel finale, un bellissimo assolo di sintetizzatore.

IL MUCCHIO :

Sergio Piazza - Voce, flauto
Sandro Zane - Organo, percussioni, voce
Maurizio Rivoltella - Clavicembalo, clarino, voce
Luciano Zanardo - Basso, voce
Marino Rebeschini - Batteria, percussioni

Buon ascolto a voi che transitate per la Stratosfera, attenti a non perdervi...

LINK


sabato 8 ottobre 2011

Serie "Proto Progressive Italiano" n. 5 - Le stelle di Mario Schifano - 1967 - "Dedicato a..." + Singolo 1968


TRACKLIST :

01 - Le ultime parole di Brandimarte...
02 - Molto alto
03 - Susan song
04 - E dopo
05 - Intervallo
06 - Molto lontano (A colori)
07 - E Il Mondo Va (1968 bonus)
08 - Su Una Strada (1968 bonus)

Questa volta, nella serie dedicata agli albums che, per innovazione e sperimentalismo, si possono considerare prodomici al genere che noi della Stratosfera prediligiamo, scomodiamo addirittura il più grande artista della "Pop Art all'italiana", ovvero Mario Schifano che, nel lontanissimo 1967 produsse e curò interamente la parte grafica di questo stranissimo album, veramente all'avanguardia per l'epoca in cui comparse nei negozi, ma anche nelle gallerie d'arte. Effettivamente stiamo parlando di un vero e proprio oggetto artistico, che con gli anni e nonostante diverse ristampe, rimane molto raro e ricercato dai collezionisti di tutto il mondo. Musicalmente, domina la Suite (se così si può chiamare) il cui titolo completo recita: "Le ultime parole di Brandimarte, dall'Orlando Furioso, ospite Peter Hartman e fine (da ascoltare con TV accesa senza volume)" - a proposito, altro titolo chilometrico che potrebbe concorrere al guinness dei primati -. Se tutto il resto del disco, comprese le 2 Bonus tracks del 1968, può essere ricondotto a certe tendenze più psichedeliche del beat di quegli anni, discorso diverso merita la suite sopra citata, che è veramente su livelli avanguardistici (il pluricitato su questo blog, come lui stesso mi ha fatto notare in un commento al post precedente a questo, Mr. John JJ Martin di John Classic Rock, definisce questa suite, con buona ragione, come "finalizzata a creare un trasporto emotivo piuttosto che musicale ed è sicuramente un esempio più unico che raro nell'Italia degli anni '60")


Link verso la scheda dedicata a Le Stelle da John Classic Rock

Cover dell'introvabile 45 giri del 1968, da cui provengono le bonus tracks

Di seguito, tra virgolette, un estratto dell'interessante articolo dedicato dalla giornalista Mariangela Maritato a Mario Schifano, nella parte riguardante Le Stelle (Questo il link all'articolo completo, corredato tra l'altro da pregevoli immagini).

"L'album, pubblicato ai primi di novembre, rimane una pietra miliare nella storia della musica italiana. Schifano curò completamente la veste grafica del disco, con copertina argentata e interno sfogliabile con foto del gruppo ritoccate dall'artista. Il primo brano dell'album, la suite da 17 minuti "Le ultime parole di Brandimante, è tra i più sperimentali mai registrati in Italia. Tornati a Roma, la sera del 28 dicembre si esibiscono finalmente al Piper, nello spettacolo organizzato da Schifano, che si intitola "Grande angolo, sogni e stelle" e che vede, oltre alla loro, l'esibizione di Shawn Philips e, direttamente dalla Factory di Warhol, di Gerard Malanga. Contemporanea alla musica vennero proiettati, su quattro grandi schermi panoramici, alcuni filmati girati fra i guerriglieri vietnamiti, spezzoni di western con Tom Mix e di film girati personalmente da Schifano. Nel 1968 il gruppo incide ancora un 45 giri ma poi, un po' per lo scemato interesse di Schifano verso la collaborazione con il gruppo, un po' per via delle aspirazioni da solista di Nello Marini che alla fine dell'anno inciderà da solista un 45 giri, si sciolgono."

Mario Schifano...

...e le sue STELLE

Nello Marini - Voce, tastiere
Urbano Orlandi - Voce, chitarra
Giandomenico Crescentini - Voce, basso
Sergio Cerra - Batteria

Buon ascolto, cari viaggiatori della Stratosfera e, se riuscite, lasciate un segno del vostro passaggio, nei riottosi commenti ai post...