domenica 4 ottobre 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (NUOVA STAGIONE - puntata del 30 settembre 2026)


Trasmissione andata in onda il 30 settembre 2026

Cari amici, è con vero piacere che porgo il bentornato al nostro amico Frank-One e alla sua trasmissione radiofonica "The Prog Side of the Moog", appuntamento settimanale in onda sulle frequenze di Radio Panda 96.3. Visto che molti amici non hanno la possibilità di ascoltarla in diretta, ecco che ci pensa la Stratosfera a postare il link. La nuova stagione porta con sé una bella novità: la trasmissione avrà una durata superiore alla serie precedente, ovvero 1 ora e 30 (almeno, così mi ha detto Frank-One qualche tempo fa), rispetto a 1 ora. Questa prima puntata dura ancora di più, 1 ora e 45 minuti. Avremo quindi a disposizione quasi 2 ore di ottima musica.
Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK

Post by George & Frank-One

sabato 3 ottobre 2026

RE-POST & RE-LOAD: Roberto Cacciapaglia - Sonanze / Sonances & Otherworks (CD, 2000) (post originale 15 ottobre 2013)

 

TRACKLIST:

Sonanze - Sonances
01. 11st Movement - 4:27
02. 2nd Movement - 4:12
03. 3rd Movement - 2:56
04. 4th Movement - 1:23
05. 5th Movement - 3:47
06. 6th Movement - 3:26
07. 7th Movement - 2:26
08. 8th Movement - 1:52
09. 9th Movement - 4:30
10. 10th Movement - 3:54

Otherworks
11.  Skywaves - 3:23
12. Electric Avenues - 8:02
13. Birds Over Prague - 1:00
14. Floating Clouds - 2:28
15. Gongs - 2:27
16. Mother And Cousin - 3:00
17- Winds And Gong - 3:04
18. Moog Sequence - 2:16
19. Roxanne - 5:56
20. Metal Windows - 0:43
21. Slow Steps - 4:20
22. Manuela - 1:52
23. Rob Tiger - 1:12
24. Sub-Electronic - 1:54
25. Original Gongs - 3:02


MUSICISTI:

Roberto Cacciapaglia - piano, chitarra, Moog, clavicembalo, organo, synth VCS3, vibrafono, synthi A 
corni - Alfredo Arcobelli, Giuseppe Ferreri, Giuseppe Merli (tracce 1 to 10)
Luciano Tessari - clarinetto (tracce 1 to 10) 
Mario Arcari - oboe (tracce 1 to 10) 
Luciano Bianco - piano (tracce 1 to 10)
archi – Elsa Parravicini (tracce 1 to 10), Franco Rossi (2) (tracce 1 to 10), Gianni Berlendis (tracce:1 to 10), Giuseppe Cantoni (tracce 1 to 10), Marco Ravasio (tracce 1 to 10)
Walter Morelli - timpani (tracce 1 to 10)
Trombone – Bruno Ferrari (2) (tracce 1 to 10), Giuseppe Mauri (tracce 1 to 10)
voci – Elfriede Demetz (tracce 1 to 10), Francesco Maria Minghinelli (tracce:1 to 10)


Il post originale, realizzato il 15 ottobre 2013 dal sottoscritto, lo ritroverete qui.
Il link è da tempo inattivo e questo ci ha portato - anche a seguito delle richieste dei nostri amici navigatori - ad effettuare un breve re-post e il re-upload dell'album. Ringrazio per l'ennesima volta l'amico e collaboratore Cimabue per il sempre prezioso aiuto nell'effettuare il re-upload. Per quanto riguarda la recensione del CD vi rimando direttamente a quanto scrissi nel 2013. Ricordo solamente che la versione originale di "Sonanze" (tracce da 1 a 10) venne pubblicata nel 1975. I brani vennero registrati in parte a Milano nel 1972 e in parte a Colonia nel 1974. L'opera prima di Roberto Cacciapaglia venne prodotto da Rolf Ulrich Kaiser, titolare dell'etichetta discografica indipendente tedesca Ohr, specializzata in rock sperimentale e pubblicato dalla PDU, la casa discografica di Mina.


Venne descritto dalla critica come un lavoro ambizioso per quegli anni, costruito su orchestra, coro e musica elettronica, usando un linguaggio che si avvicinava alla musica cosmica tedesca. Con questo lavoro Cacciapaglia entrò in contatto con altri gruppi attivi nella sfera sperimentale tedesca come Popol Vuh, Tangerine Dream, Wallenstein e Dieter Dierks. Minimale ma molto bella nello stesso tempo la copertina con l'immagine dello scacciapensieri. Nel 2000 l'album venne ristampato in CD in una edizione rimasterizzata presso i celebri Abbey Road Studios di Londra, con il nuovo titolo "Sonanze - Sonances & Otherworks" con l'aggiunta di 15 tracce inedite, registrate a casa dello stesso Cacciapaglia. L'album originale è stato inoltre ristampato dalla spagnola Wah Wah Records in vinile nel 2011 e dalla russa Мирумир in LP + CD nel 2013. Di seguito la copertina del 1975.


Con questo abbiamo concluso. Vi auguro innanzitutto buon ri-ascolto e vi anticipo che, a brevissimo, ritornerà sulle nostre pagine la oramai mitica "The Prog Side of the Moog", la trasmissione radiofonica realizzata e condotta dal nostro Frank-One, che ci riserverà una bella sorpresa. A presto.



Re-post & Re-load by George & Cimabue

giovedì 1 ottobre 2026

Tony D'Urso Blues & Soda Band - Happy Birthday Mr. Dylan (CD, 1991)


TRACKLIST:

01. Pledgin' My Time
02. Mighty Quinn
03. Just Like Tom Thumb's Blues
04. Oh Sister
05. All Along The Watchtower
06. Tombstone Blues
07. My Back Pages
08. Just Like A Woman
09. Sweet Heart Like You
10. I Shall Be Released
11. Rainy Day Women 12 & 35



FORMAZIONE:

Tony D'Urso - chitarra, voce
Valerio Giambelli - chitarra
Luca Revel - organo
Francesco Bechis - basso
Sandro Immacolato - batteria, percussioni
Paolo Peretti - fisarmonica
Roberto Goria - sassofono


Inizio col ringraziare il grande Frank-One per questo prezioso contributo (promessa mantenuta, amico mio). Gradualmente stiamo completando la discografia di Tony D'Urso, che potremmo definire un "affezionato" ospite del nostro blog. In questo frangente lo troviamo alla guida della Blues & Soda Band (anche conosciuta semplicemente come Blues & Soda), una formazione che con questo marchio di fabbrica registrò un solo album, questo "Happy Birthday Mr. Dylan", pubblicato nel 1991 dall'omonima etichetta Blues & Soda. Il titolo del CD è emblematico: venne pubblicato per celebrare il 50° compleanno del grande artista americano. all'anagrafe Robert Allen Zimmerman, nato il 24 maggio 1941 a Duluth nel Minnesota. Undici tracce, riarrangiate con gusto e maestria, che ripercorrono i momenti salienti della sua lunga e articolata carriera artistica. La formazione a sette, nella quale troviamo un paio di musicisti (Immacolato, Revel) che confluiranno anni dopo nel Tony D'Urso Group, si caratterizza per un suono robusto, condito da ottime parti vocali e ottimi assoli di chitarra. Bella e intenza, come sempre, la voce di Tony D'Urso. 


Tra i brani di punta segnalo "Mighty Quinn". "All Along The Watchtower" e ancora le immortali "Just Like A Woman" e "I Shall Be Released". Il finale non poteva essere più grandioso, degno della Band di Robbie Robertson (lo so, il paragone è un po' forte, ma i nostri eroi se lo meritano): una versione graffiante e trascinante di "Rainy Day Women 12 & 35", un blues "sporco" con la chitarra di Tony in bella evidenza. Francamente preferisco questa versione "old style" rispetto all'originale di Dylan troppo chiassosa (era l'apertura di "Blonde On Blonde"). Un grande album che piacerà, ne sono certo, anche a coloro che non sono appassionati di blues (o lo sono in minima parte).  
Ancora un grazie al nostro amico Frank-One e voi tutti auguro buon ascolto. 

Il nostro festeggiato sul finire degli anni '80


Post by George - Music by Frank-One

martedì 29 settembre 2026

Cantautores - All Works (1988/1989)


Sono particolarmente felice di poter ultimare questo post che era stato abbozzato anni fa dal mio caro amico Roby (alia il Capitano) per poi rimanere nel limbo per numerose stagioni. L'ho scoperto quasi per caso, andando a rivedere qualche giorno fa i lavori incompiuti rimasti ancora nel settore "bozze". Bene, quando parliamo dei Cantautores, autori di due album nel 1988 e nel 1989, facciamo riferimento ad una sorta di "All Star Band" all'italiana. Forse la maggior parte di voi ha perso memoria di questo gruppo, anche per la sua limitata attività artistica (2 anni e 2 dischi), In alcune biografie di Alberto Radius si legge che "nel 1986 (ndr - ho dei dubbi su questa data) Radius costituisce il gruppo Cantautores con cui partecipa a varie trasmissioni televisive di revival musicale e con cui incide due album (Cantautores e La terra siamo noi) in cui convivono vecchi e nuovi successi". Nulla di più. Il progetto nacque con l'idea di unire grandi musicisti e interpreti della scena nazionale per reinterpretare sia classici della musica d'autore italiana (spesso legati alle storiche collaborazioni di Radius, come i brani di Lucio Battisti) sia pezzi inediti. 


Le informazioni su questo "super gruppo" sono piuttosto . Ma chi erano i componenti dei Cantautores? Ecco i nomi. Iniziamo da Alberto Radius, ex chitarrista della Formula 3, il fondatore della band (voce e chitarra); seguono Bernardo Lanzetti (voce), Mauro Lusini (voce), Angela Baggi (voce), Dino D'Autorio (basso elettrico), Flaviano Cuffari (batteria), Stefano Previsti (tastiere), Mauro Gazzola (tastiere) e Valerio Galavotti (sassofono). Niente male. Ma passiamo alla discografia.

Cantautores - Cantautores (LP, 1988)


TRACKLIST:

Lato A
01. Un'avventura
02. Davanti all'amore
03. Il tempo di morire
04. C'era un ragazzo (che come me...)
05. Questo folle sentimento

Lato B
06. Mi si spezza il cuore
'7. Musica maledetta
08. Che cosa sei
09. La pelle nera
10. Vaffa


Album di debutto del supergruppo con una copertina a dir poco originale. Le donne qui ritratte non sono ovviamente delle modelle o dei personaggi famosi: fanno semplicemente parte del concetto visivo  intitolato "Mamme", ideato da Gabi e Ricky Gianco. Le fotografie del disco furono scattate da Silvio Nobili. L'album venne pubblicato nel 1988 dalla Fonit Cetra in formato vinile e in musicassetta. Non mi risultano ristampe, ma potrei sbagliarmi. Prodotto dallo stesso Alberto Radius il disco vede nella veste di co-produttore la nostra vecchia conoscenza Ricky Gianco. Strano che anche lui non facesse parte della squadra. ."Cantautores" contiene riarrangiamenti in chiave pop-rock di classici della musica d'autore made in Italy, come Il tempo di morire o Questo folle sentimento di Battisti-Mogol, e anche C'era un ragazzo di Mauro Lusini. Affiorano anche alcuni inediti come Musica maledetta e Vaffa.. Come sempre spicca tra i solchi la potente voce del grande Bernardo Lanzetti. Qui sotto la copertina della Mc


Cantautores - La Terra siamo noi (CD, 1989)


TRACKLIST:

01. La Terra siamo noi
02. Non cambieremo mai
02, Pugni chiusi
04. Solo per te
05.Notte dello scorpione
06. C'è un fiume che va
07. Amore no Aids
08. Cinema
09. Impressioni di Settembre
10. Di che colore è la pioggia?
11. La mia chitarra


Secondo e ultimo album per la nostra "All Star Band". "La Terra siamo noi" uscì nel 1989 (sempre per la Fonit Cetra) in vinile, CD e musicassetta. Il disco è focalizzato su tematiche ecologiche - ad iniziare dal titolo - e sonorità tipiche della fine del decennio. Non mancano i messaggi sociali come in "Amore non AIDS". Insomma, un bel polpettone ricco di ingredienti. La formazione non è variata e tra le cover vi è da segnalare l'immancabile "Pugni chiusi" e "Impressioni di Settembre" della PFM, cantata naturalmente da Lanzetti. Come per quello precedente, l'album è prodotto dalla coppia Radius-Gianco. Un album tutto sommato divertente, leggero e disimpegnato di cui potevamo anche fare a meno. Vorrei però salvare "La mia chitarra", un bel blues che chiude degnamente l'album. Colonna sonora ideale per un bel viaggio in auto. Buon ascolto.


LINK Cantautores (1988)
LINK La Terra siamo noi (1989)

Post by George (da una idea del Capitano)

domenica 27 settembre 2026

Serie "Doppelganger" n. 22 - Le Orme: Verità nascoste & Secret Truth's (1976)

 

TRACKLIST:

01. Insieme al concerto – 6:04
02. In ottobre – 6:44
03. Verità nascoste – 3:52
04. Vedi Amsterdam – 4:54
05. Regina al Troubadour – 6:43
06. Radiofelicità – 4:55
07. I salmoni – 2:54
08. Il gradino più stretto del cielo – 5:00

Bonus tracks
09. Canzone d'amore (lato A, 45 giri, 1976)
10. E' finita una stagione (lato B, 45 giri, 1976)


FORMAZIONE:

Aldo Tagliapietra – voce, basso
Tony Pagliuca – tastiere
Michi Dei Rossi – batteria, percussioni
Germano Serafin – chitarra

back cover ristampa CD

Non avrei mai pensato di riesumare dopo molto tempo la gloriosa serie "doppelganger", ma visto che in questo frangente ho trovato il "sosia" in inglese di "Verità nascoste" tanto vale riprenderla in mano. Questo post nasce da una chat fra me e l'amico Frank-One, che mi ha mostrato la versione in inglese del celebre album de Le Orme del 1976, chiedendomi se fossi a conoscenza della sua esistenza. Se ben guardate sul web non esiste traccia di questo album da nessuna parte: solo wikipedia ne fa un cenno che vi riporterò più avanti. Ed  è così che per presentare "Secret Truth's", questo il titolo della versione inglese,  ho scomodato la nostra vecchia serie "doppelganger". Ma veniamo a "Verità nascoste", pubblicato dalla Philips nel 1976, che seguì a ruota l'album della sterzata stilistica che era "Smogmagica". Questo disco segna anche la sostituzione del chitarrista Tolo Marton con Germano Serafin. Il brano più originale è la title track che vede l'innesto di un quartetto d'archi, aprendo così lentamente la strada alle future sperimentazioni di "Florian" e "Piccola rapsodia dell'ape". 


L'album venne registrato a Londra, città peraltro descritta nel brano In ottobre. Un'altra città famosa, Amsterdam, viene ricordata nel lavoro come patria della perdizione e degli stupefacenti. "Verità nascoste fu pubblicato in formato LP, musicassetta e Stereo8 (qualcuno se le ricorda queste mitiche cartucce?) nel 1976. Nel 1994 avviene  per la prima volta la ristampa in formato CD, sempre ad opera della Philips. Nel 2017 e 2021 "Verità nascosta" è oggetto di ristampa in due differenti edizioni su vinile colorato da parte della Vinyl Magic. Dall'album venne tratto un singolo contenente "Regina al Troubadour / Verità nascoste". Un altro 45 giri sempre pubblicato nel 1976 contenente "Canzone d'amore / E' finita una stagione" (non incluse nel 33 giri) fece seguito all'album. Il lato A, in particolare, ebbe un successo clamoroso. Entrambi i brani li ho inseriti come bonus tracks. Una ottima recensione di "Verità nascoste" la troverete qui, sul sito "John's Classic Rock". 

copertina del 45 giri

Le Orme - Secret Truth's (1976)
English version of "Verità nascoste"
album non pubblicato ufficialmente


TRACKLIST:

01. Queen To Troubadour
02. Friend Of Yesterday
03. The Step Most Narrow In The Sky
04. Secret Truth's
05. In October
06. Happyradio and See Amsterdam
07. With To The Concert 


LINE-UP

Aldo Tagliapietra – vocals, bass
Tony Pagliuca – keyboards
Michi Dei Rossi – drums, percussion
Germano Serafin – guitar


Ed eccolo qui il pezzo raro di questo post: la versione inglese di "Verità nascoste", mai pubblicata ufficialmente. Come sopra ricordato, solamente wikipedia ne fa cenno, in modo molto stringato. Vi riporto il testo: "Una versione inglese dell'album (Secret Truth's), con testi tradotti dall'italiano all'inglese da Peter Hammill, fondatore dei Van Der Graaf Generator, venne registrata ma non distribuita. (ndr - Tra l'altro anche il missaggio non è dei migliori). I titoli di questa versione sono: Friend of Yesterday, Secret Truths, Happyradio and See Amsterdam, Queen to Troubadour, The Step Most Narrow in the Sky, In October, With to the Concert". Null'altro. D'altronde vanno fatte due considerazioni: la prima è che Le Orme erano a Londra a registrare il nuovo disco (quindi nulla di più facile che incidere una english version); la seconda è che il trio (ora quartetto) aveva già realizzato una versione inglese di un loro album passato, "Felona & Sorona" nel 1973, anche in questo caso con testi scritti da Peter Hammill. Le ragioni per cui l'album non venne immesso sul mercato non mi sono note, così come non ricordo assolutamente dove ho recuperato questo album in versione CD, con tanto di copertine, che conservo nella mia collezione da parecchi anni. 


In merito alle tracce contenute nel disco vi sono alcune curiosità. Innanzitutto manca la versione inglese del brano "I salmoni", mentre "Radiofelicità" e "Vedi Amsterdam" sono unite in una sola traccia intitolata "Happyradio and See Amsterdam". Una bella chicca è la versione inglese di "Amico di ieri", brano tratto da "Smogmagica", qui intitolato "Friend Of Yesterday". Anche la tracklist differisce rispetto all versione in italiano. E così abbiamo infilato nel nostro catalogo un'altra bella rarità. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK Verità nascoste
LINK Secret Truth's

Post by George

venerdì 25 settembre 2026

Gianfranco Manfredi Trilogy anni 70: Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia (con Ricky Gianco - LP, 1975 - RE-POST & RE-LOAD), Ma non è una malattia (LP, 1976) & Zombie di tutto il mondo unitevi (LP, 1977)


Confesso di avere realizzato questo post sull'onda lunga del bellissimo concerto di Ricky Gianco, appena postato, all'interno del quale avevo parlato del legame artistico tra lo stesso Gianco e Gianfranco Manfredi. I due avevano collaborato nel corso degli anni '70 partecipando come ospiti nei rispettivi dischi solisti o scrivendo le musiche di alcuni brani, come fece Gianco per Manfredi, Sta di fatto che questi due album del 1976 e del 1977 vanno a completare sulla Stratosfera la discografia di Gianfranco Manfredi riferita al decennio dei Seventies, Manfredi era stato nostro ospite nel passato in due diverse occasioni: la prima nel dicembre 2016, quando vennero postati "La crisi", primo album del cantautore (ricordo che Gianfranco è scomparso a Milano il 24 gennaio dello scorso anno), pubblicato nel 1972 e "Biberon", risalente al 1978 (entrambi li ritroverete qui) ; la seconda nel 2024 quando pubblicammo la colonna sonora originale del film "Liquirizia" (1979) composta proprio dal duo Manfredi - Gianco (qui). Premetto subito che non riscriverò la biografia di Manfredi per la semplice ragione che è stata magistralmente tracciata dall'amico Frank-One nel post originale del 2016. E lì vi rimando per una rilettura. In questo frangente mi limiterò, si fa per dire, a fornire informazioni essenziali sui due album. Discorso a parte vale per "Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia", un album pubblicato nel 1975 per lanciare l'omonima etichetta discografica, un disco che potrei definire "di lucida follia". I creatori di questo unico ed irripetibile progetto furono Ricky Gianco in coppia con Gianfranco Manfredi. L'album venne postato sulla Stratosfera nel lontano 2011, ma il link è purtroppo inattivo da molti anni, così ne approfitto per dargli nuova vita. E ora si parte con la musica. 


RE-POST & RE-LOAD
Ricky Gianco, Gianfranco Manfredi: 
Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia (LP, 1975)


TRACKLIST:

Lato A
01. L’incidente
02.Voglio vivere
03. Motivo angoscia 1 (La religione e la morte)
04.Canto delle streghe e del demonio
05.Motivo angoscia II (Canto nazista)
06. Samba della tortura e della guerra
07.Che cosa è?


Lato B
08. Motivo angoscia III
09. Rock della ricostruzione
10. Davanti al nastro che corre
11. Motivo angoscia IV
12. Zucchero mio
13. Piacere e potere
14. Motivo angoscia V
15.L’incidente


MUSICISTI:

Ricky Gianco - chitarra, voce
Gigi Cappellotto - basso
Ellade Bandini, Tullio De Piscopo - batteria
Sergio Farina - chitarra
Claudio Bonechi - tastiere
Hugo Heredia . sax
Gianfranco Manfredi, Ivan Cattaneo, Nanni Ricordi, Ninni Carucci - voci


Il post originale risale al 4 aprile 2011 e vene realizzato dal nostro storico amico e fondatore Roby. Anche in questo caso non spendo una parola in più del necessario perché la recensione fatta all'epoca è assolutamente perfetta ed esaustiva. Qui il post originale. Solo pochi flash per ricordare la portata di questo originalissimo esperimento: il disco venne pubblicato per l'appunto dall'etichetta Ultima Spiaggia (sappiamo già che venne fondata dallo stesso Gianco insieme a Nanni Ricordi nel 1973) nel 1975. La ristampa in CD non è ufficiale (come confermato da "Italian Prog" e da "Discogs"). Quindi, in realtà, questo disco è rimasto confinato nella versione vinile dalla data di pubblicazione, ovvero dal 1975. 

la back cover del CD

Come scrive Augusto Croce (scusami se ti tiro sempre in ballo, ma almeno sono certo dell'affidabilità delle informazioni) su "Italian Prog": "Disco molto conosciuto tra i collezionisti stranieri (molto più ricercato che in Italia), Ultima spiaggia (disco dell'angoscia) è musicalmente vario, un mix di stili diversi ma non del tutto convincente. L'amore di Gianco per il rock'n'roll emerge in alcuni passaggi, mentre ci sono alcuni momenti di orientamento prog, sebbene l'album risulti un po' troppo frammentato.
I buoni testi sono tutti collegati da un tema concettuale e, come suggerisce il sottotitolo (si chiama "disco dell'angoscia"), contengono la storia di un uomo che ha un incidente e un lungo stato di incoscienza". Da sottolineare la presenza di musicisti di prestigio quali Gigi Cappellotto al basso, Tullio De Piscopo e Ellade Bandini alla batteria, Sergio Farina alla chitarra.



Gianfranco Manfredi - Ma non è una malattia (LP, 1976)

TRACKLIST:

Lato A
01. Ma non è una malattia (Gianfranco Manfredi, Ricky Gianco)
02. Agenda '68 (G. Manfredi, Giuliano Illiani, R. Gianco)
03. Nonsipà (G. Manfredi, R. Gianco)
04. Quarto Oggiaro Story (G. Manfredi, G. Illiani, R. Gianco)
05. No More Masoch (G. Manfredi, G. Illiani, R. Gianco)

Lato B
06. Puoi sentirmi? (G. Manfredi, R. Gianco)
07. Io clandestino (G. Manfredi, R. Gianco)
08. Ma chi ha detto che non c'è? (G. Manfredi, R. Gianco)
09. Il mostro è uscito dal mare (G. Manfredi, G. Illiani, R. Gianco)


"Ma non è una malattia" è il secondo album solista realizzato da Manfredi nel 1976, dopo "La crisi" del 1972 e il sopra descritto "Disco dell'angoscia" realizzato in coppia col sodale amico Ricky Gianco. L'etichetta è ovviamente l'Ultima Spiaggia. Interessante la trilogia dei compositori delle 9 tracce presenti sul disco: Gianfranco Manfredi in primis, con al suo fianco il quasi inseparabile Ricky Gianco e l'altro compagno di avventure musicali Giuliano Illiani, alias Donatello. Questo LP rappresenta una delle pietre miliari della canzone di protesta e del movimento della metà degli anni '70 in Italia. Musicalmente fonde sonorità folk rock, pop e ballate, arricchite da testi ironici e dissacranti che analizzano la crisi d'identità dei giovani della sua generazione e il rifiuto dei modelli borghesi del lavoro e dello studio. L'album si apre con la title track  "Ma non è una malattia" (canzone pubblicata anche come 45 giri), brano allegro e festoso, caratterizzato da ritmi dixieland, anche se il testo denota una profonda forma di tristezza e di malinconia. Si passa rapidamente a "Agenda '68", in perfetto stile country, con tanto di banjo e violino. Geniale. Gli altri brani seguono un andamento più "tradizionale". Tra quelli di punta segnalo la trascinante "Puoi sentirmi", con la voce graffiante di Manfredi sorretta da chitarra e tastiere. Non è un capolavoro, ma sicuramente si tratta di un album che ha lasciato il segno.


Gianfranco Manfredi - Zombie di tutto il mondo unitevi 
(LP, 1977)


TRACKLIST:

Lato A (Zombie side)
A1. Dagli Appennini alle bande – 4:18 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Dentes)
A2. Un tranquillo festival pop di paura – 6:04 (testo Gianfranco Manfredi – musica Ricky Gianco)
A3. Ultimo mohicano – 3:10 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Fabi)
A4. Zombie di tutto il mondo unitevi (brano musicale) – 5:01 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Fabi)

Lato B (Feto Side)
B1. Gatte da pelare – 2:56 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Fabi)
B2. Lamiento de Amor – 3:47 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Dentes e Giuliano Illiani)
B3. Ogino Knaus – 3:51 (testo Gianfranco Manfredi – musica Roberto Colombo)
B4. Feto di gruppo con signora – 3:27 (testo Gianfranco Manfredi – musica Ricky Gianco)
B5. I modelli – 3:15 (Gianfranco Manfredi)
B6. Nella diversità – 3:54 (testo Gianfranco Manfredi – musica Giuliano Illiani)


MUSICISTI:

Gianfranco Manfredi - voce
Gianluigi Belloni - basso (A1, B2-B3, B5-B6)
Doriano Beltrame - tromba
Roberto Colombo - tastiere e pianoforte; arrangiamenti (B3, B6)
Flaviano Cuffari - batteria
Lucio Fabbri - violino
Claudio Fabi - tastiere e pianoforte; arrangiamenti (A3, A4, B1)
Julius Farmer - basso (A2-A4, B1)
Giulano Illiani - mandolino; arrangiamenti (A1, A2, B2, B4, B5)
Maurizio Martelli - chitarre
Bruno Nidasio - viola
Mauro Pagani - violino
Claudio Pascoli - sax
Libero Pellacani - trombone
Marco Ravasio - violoncello
Cori - Françoise Goddard, Gianna Nannini, Ivan Cattaneo, Nanni Ricordi, Ricky Gianco, 
Roberto Manfredi


"Zombie di tutto il mondo unitevi", pubblicato nel 1977, precede di una anno "Biberon", che chiude la sequenza di album realizzati da Gianfranco Manfredi negli anni '70. Quello successivo sarà l'eponimo LP del 1981. La versione CD dell'album venne realizzata nel 2004 ad opera dell'etichetta BMG Italia. Sotto il profilo compositivo tutti i testi sono scritti da Manfredi mentre le musiche sono equamente realizzate da uno schiera di amici quali il fedele Ricky Gianco in un paio di tracce, poi Claudio Dentes, Claudio Fabi, Giuliano Illiani (Donatello) e Roberto Colombo. In studio accompagnano Manfredi musicisti del calibro di Roberto Colombo, Lucio Fabbri, Claudio Fabi, Julius Farmer, Donatello, Mauro Pagani, Claudio Pascoli e altri ancora.


Dice bene JJ John sul suo sito "John's Classic Rock" recensendo l'album: "Gianfranco Manfredi era già da tempo raffinato lettore dei mutamenti sociopolitici in corso (ndr - siamo sul finire degli anni '70), condensando in un solo Lp tutti gli scenari, le aspettative, le delusioni e le contraddizioni che trasformarono un grande sogno in una bruciante sconfitta. L’album in questione era Zombie di tutto il mondo unitevi (Ultima Spiaggia, 1977), lucido ritratto di pratiche e soggettività proprie dei primi anni Settanta, ma anche impietoso nel raggranellare i cocci di quegli “zombie” che nella rivoluzione ci avevano creduto sul serio, e ora si sentivano lasciati soli a se stessi". Giusto dalla prima all'ultima riga. Vi invito a leggere l'intera recensione cliccando qui. 
Si conclude qui la trilogy anni '70 che va a completare l'intera discografia di quel decennio realizzata da Gianfranco Manfredi. Per completezza di informazione voglio ricordare, in chiusura, che Manfredi, oltre ad essere stato cantante e compositore, è stato attore, sceneggiatore e fumettista. Ma qui bisognerebbe aprire un altro lungo capitolo. Mi auguro di leggere qualche buon commento legato sia al personaggio che alla musica qui proposta. Nel frattempo vi auguro buon ascolto.


NEW LINK Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia (1975)
LINK Ma non è una malattia (1976)
LINK Zombie di tutto il mondo unitevi (1977)

Post by George

mercoledì 23 settembre 2026

Serie "Bootleg" n. 380 - Ricky Gianco live in Padova, C.S.O. Pedro, 10.12.1997

FIRST TIME ON THE WEB 


TRACKLIST CD 1:

01. speech
02. Non si può smettere di fumare
03. speech
04. Nel mio giardino
05. Repubblica
06. Un amore
07. speech
08. Parigi con le gambe aperte
09. speech
10. Compagno sì, compagno no, compagno un cazz


TRACKLIST CD 2:

11. La gente
12. speech
13. Campo minato
14. Pugni chiusi
15. Arcimboldo
16. speech
17. Fango
18. speech
19. Questa casa non la mollerò
20. speech
21. Hasta siempre, Comandante
22. speech
23. E' rock 'n roll


Grazie Albe, grande amico e collaboratore della Stratosfera, per l'ennesimo concerto live che mi hai inviato per essere condiviso con i nostri navigatori. Questo concerto, che appare per la prima volta sul web, è bello e intenso e ha una qualità audio assolutamente eccezionale. E poi, che dire? Siamo un po'tutti affezionati a Ricky Gianco, oggi un po' attempato (83 anni) ma ancora attivo, un cantante e compositore che si è speso molto e che ha ricevuto forse meno di quello che si sarebbe meritato. Non è la prima volta che parliamo di lui su questo blog: anni fa presentammo due suoi album solisti risalenti agli anni '70 (Alla mia mamma e Arcimboldo). Andate a riscoprirli perché ne vale veramente la pena. Tra l'altro ricordo che in "Arcimboldo" lo accompagna in studio l'intera PFM post Pagani. Privilegio di pochi. Grande disco e grandi musiche. Impegnato politicamente, non ha mai negato le sue profonde simpatie per i movimenti di sinistra. Lo ricordiamo come co-protagonista dei grandi raduni giovanili, da Re Nudo al Parco Lambro. In questa occasione è ospite del Centro Sociale Occupato (C.S.O.) "Pedro" di Padova. La registrazione risale al 10 dicembre 1997. Il C.S.O. di Padova, lo ricordo, è uno storico spazio sociale autogestito, attivo da quasi 40 anni come punto di riferimento per la socialità, la politica indipendente e la musica alternativa. Il concerto qui presentato ha mantenuto tutti i dialoghi col pubblico (speech) che, ad iniziare da quello di apertura, si configurano come momenti di denuncia e di riepilogo di fatti di cronaca legati agli anni '70. 

Ricky Gianco very young

L'impegno politico si è fuso con quello discografico. Gianco nel 1972 fondò l'etichetta Indigo, legata alla canzone politica e di denuncia. Nel 1973 fu il turno dell'Ultima Spiaggia, etichetta discografica fondata insieme a Nanni Ricordi, un'etichetta che ebbe un ruolo importante nel panorama musicale italiano. Stipulò un contratto di distribuzione con la RCA e mise sotto contratto alcuni importanti cantautori, tra cui Enzo Jannacci, Ivan Cattaneo, Claudio Lolli, David Riondino, Massimo Boldi e Gianfranco Manfredi. Fu attiva fino al 1979, quando chiuse per fallimento. Proprio con Gianfranco Manfredi Ricky portò avanti alcuni progetti musicali (e in seguito teatrali) tra i quali spicca l'album "Zombie di tutto il mondo unitevi" pubblicato nel 1977 (da cui è tratta l'iconica Compagno sì, compagno no, compagno un cazz, presente anche in questo concerto). Gianco compose tutte le musiche. Questo disco, finora dimenticato dal nostro blog, sarà oggetto di un prossimo post. 


Non voglio addentrami nella lunga e complessa biografia del "Pete Seeger italiano" (così lo definì  la critica) anche perché è facile trovarla sul web. Basta dire che sul finire degli anni '50 fu uno dei padri del rock 'n roll in Italia e che il suo primo 45 giri risale addirittura al 1959 (col nome Ricky Sann). Mi piace ricordare la sua collaborazione con i Ribelli (Pugni chiusi - proposta anche in questo concerto - è una sua composizione). Non entro nel merito della sua disastrosa partecipazione al clan di Celentano. 
Attivo nei decenni '80 -'90 e 2000 ha pubblicato il suo ultimo album in studio nel 2010 (Come un bambino). La sua ultima apparizione televisiva risale al 2024, allorché, ospite in Domenica In, cantò alcuni brani tra cui la storica Pugni chiusi. 
Qui vi lascio all'ascolto del concerto. Un ultimo grazie ad Albe e a voi tutti auguro 
buon ascolto.



Post by George - Music by Albe