mercoledì 8 aprile 2026

Gruppo operaio 'e zezi di Pomigliano d'Arco - Tammurriata dell'Alfasud (Mc, 1976)

 
front cover LP

TRACKLIST:

Lato A
01.Tammurriata (Bella figliola / Tarantella napulitana / Tarantella paisana / 'A vecchia 'e San Martino / Palle e pallucce / Improvvisazione) - 13:50
02. Tammurriata dell'Alfasud - 8:10

Lato B
03. Tammurriata de pummarole e 'a cantata de maccarune - 6:45
04. Alli uno 'e puverielle - 2:35
05. 'A Flobert' - 7:30
06. Bandiera rossa - 2:40

back cover LP

MUSICISTI (voci e strumenti):

Angelo De Falco, Antonio De Falco, Antonio Sodano, Ciro De Cicco, Daniele Sepe, Luigi Cantone, Marcello Colasurdo, Matteo D'Onofrio, Nino Di Marzo, Pasquale Bernile, Pasquale De Cicco, Pasquale Terraciano, Vincenzo Panico


Apro questo post con un grande bentornato. Dopo un po' di "latitanza" ritorna fra noi lo storico collaboratore Ilario, con l'auspicio che questo contributo non resti un episodio isolato. Da dove scaturisce questa musicassetta, che ci riporta sulle strade del folk e della canzone politica? Il nostro Ilario rovistando tra le vecchie musicassette (operazione che anch'io eseguo ogni qualvolta spero di trovare qualche rarità dimenticata) ha recuperato questa "Tammurriata dell'Alfasud" realizzata dal Gruppo operaio 'e zezi di Pomigliano d'Arco. La cassetta è stata digitalizzata e le tracce suddivise. Ottimo lavoro, Ilario. I sei brani vennero registrati dal vivo a Frattaminore (NA) il 30 settembre 1976 e a Parete (CE) il 1° ottobre 1976. L'album, primo LP del gruppo, venne pubblicato in formato LP e MC dall'etichetta I Dischi del Sole nel 1976. Fu poi ristampato in CD nel 1996 dalla Bravo Records. Va da sé che musiche e testi devono essere storicizzati e ascoltati con un orecchio critico, visto che stiamo parlando del 1977 e del decennio "caldo", degli anni di piombo e delle grandi proteste operaie e studentesche. L'album è un mix di suoni spesso improvvisati, di tammurriate, di dialoghi, voci di contadini, comizi di piazza, messaggi televisivi, slogan cantati a squarciagola. Un album di denuncia sociale e politica, oggi fuori dal tempo (con tutto il suo armamentario e la classica "Bandiera rossa" in chiusura), ma quanto mai spontaneo e diretto. E poi nel 1977 esisteva ancora l'Alfasud. 

La MC del nostro amico Ilario

Cerchiamo di sapere qualcosa di più su questo foltissimo gruppo di cantanti/musicisti. Vi propongo alcuni passi tratti dal quotidiano Il Manifesto del 20 settembre 2024. 

"Il Gruppo operaio ‘e zezi nasce nel 1974 a Pomigliano d’Arco e trae il nome da «Zeza» (Lucrezia, moglie di Pulcinella), impicciona, plebea con ambizioni aristocratiche. «La Zeza» appartiene al teatro di strada, con attori tutti uomini. Con «zeziare» i napoletani indicano l’andare a zonzo di un flaneur, uno zonzeggiare da calabrone. Il Gruppo operaio ha da poco festeggiato i 50 anni di attività. 
Furono loro a rilanciare la musica popolare nel Mezzogiorno partendo dalla Campania Felix e più ancora dall'ara di Pomigliano. La funzione dei Zezi è precisamente quella dei griot africani, i cantori dei villaggi. Una delle canzoni più note, ‘A Flaubert, narra lo scoppio di una fabbrica che provocò la morte di dodici operai. In essa Dario Fo intercettava un modo epico ed originario di esprimersi. Gli operai alla catena di montaggio trasformavano il rumore dei macchinari nel suono dei cimbali di una tammorra."


Ilario, nelle liner notes, riporta un ricordo del gruppo molto particolare. 

"Eravamo nel 1977, periodo particolarmente caldi, tanto caldo che persino il sonnacchioso biellese (ndr - Ilario vive a Biella) ne senti gli effetti, certo meno caldi del resto d'Italia, diciamo un po' più tiepidi. Insomma, questi 'e zezi nel 1977 vennero a Biella e più per curiosità che per interesse andai al concerto. Fin da subito li sentii molto coinvolgenti, sensazione condivisa dal pubblico presente, ma ahimè, il secondo brano non riuscirono a finirlo, poiché nel locale in cui si teneva il concerto, arrivò un nutrito numero di persone i cosiddetti, "autoriduttori", Morale della favola, fini tutto in un gran casino, con i musicisti, il pubblico, gli autoriduttori a discutere. Insomma il concerto saltò, ed io anni dopo, memore di quella serata, trovai questa cassetta. Riuscii così ad ascoltare il resto del concerto che non avevo potuto ascoltare. Credo che il contenuto della cassetta sia più o meno ciò che era in programma in quella famosa serata," 
Purtroppo, caro Ilario, gli anni '70, in particolare la seconda metà, come ben ricordiamo, furono caratterizzati dalle contestazioni degli autoriduttori, quelli della musica gratis. Bene, grazie a questi fanatici l'Italia per anni uscì dal circuito dei grandi concerti iternazionali. Avremo modo, in futuro, di ritornare sull'argomento.
Per ora ci fermiamo qui. Cari amici, vi auguro buon ascolto e vi invito a leggere il sottostante messaggio. 

IN CONCLUSIONE:
 COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Per problemi tecnici alle apparecchiature di Radio Panda, questa settimana la trasmissione "The Prog Side of the Moog", condotta dal nostro amico Frank-One, non è andata in onda. L'appuntamento è rinviato alla prossima settimana



Post by George & Ilario

lunedì 6 aprile 2026

Serie "Bootleg" n. 370 - "Una storia unica" - Padova, Gran Teatro Geox, 21 marzo 2026: Of New Trolls, Le Orme feat. Bernardo Lanzetti, Banco del Mutuo Soccorso


Conclusa la breve parentesi pasquale, riprendiamo i lavori e li riprendiamo col botto! Non so se avete capito, ma il team della Stratosfera non scherza e non passa il tempo giocando a figurine o asciugando gli scogli (come dice un noto politico nostrano). Qui arriva una richiesta da parte di qualche nostro amico navigatore, un desiderio, ed eccolo realizzato. Devo capire se ci stiamo trasformarci in una sorta di juke-box di lusso. Il merito di questo bootleg va tutto al nostro amico e collaboratore Albe che non solo ha recuperato l'intero concerto (audio e foto), ma ha altresì provveduto a separare le singole tracce. L'audio non è dei migliori, ma accontentiamoci di quello che abbiamo, che non è poco. Chissà che prima o poi non salti fuori una registrazione soundboard. Un lavoro da 10 e lode, caro Albe, degno di encomio, che renderà felice non solo l'amico che ha richiesto questo mega concerto, ma anche tutti gli appassionati del buon vecchio prog rock. Ma di cosa stiamo parlando? Di un evento più unico che raro, battezzato da Vittorio Nocenzi, uno dei protagonisti, "Una storia unica". Una storia irripetibile, ma anche quattro modi differenti di riproporre un unico genere, il progressive rock. Per la prima volta tre gruppi storici, tre colonne del progressive rock (quattro con Bernardo Lanzetti) si sono trovati insieme sullo stesso palco di fronte allo stesso pubblico. L'evento si è ripetuto due volte: la prima (quella che vi proponiamo in questa pagina) a Padova, nel prestigioso Gran Teatro Geox il 21 marzo scorso, la seconda a Roma, all'Auditorium Parco della Musica, il 30 marzo. Gli eroi di queste serate sono gli Of New Trolls, Le Orme con Bernardo Lanzetti e il Banco del Mutuo Soccorso, un insieme di artisti che hanno segnato la storia del prog rock italiano.. 


Questo si leggeva sulle pagine web che promuoveva l'evento:
"233: un numero che rappresenta gli anni di carriera di quattro artisti (Michi Dei Rossi, Gianni Belleno, Vittorio Nocenzi, Bernardo Lanzetti) che per la prima volta si esibiranno assieme sullo stesso palco nella stessa sera. Un numero che rappresenta un dato significativo, soprattutto in un'epoca in cui gli anni di carriera di un artista si contano sulle dita di una mano...di un falegname".

Parte 1 - Of New Trolls


TRACKLIST:

01. Intro
02. Visioni
03. Faccia di cane
04. Vorrei comprare una strada
05. Il treno
06. Allegro (dal CG1)
07. Adagio (dal CG1)
08. Aldebaran
09. Quella carezza della sera
10. Le Roi Soleil


FORMAZIONE:

Gianni Belleno - batteria, voce
Claudio Cinquegrana - chitarra, cori
Stefano Genti - tastiere, cori
Nando Corradini - basso, cori


La serata viene aperta dai (o dagli) Of New Trolls, ultimi eredi del glorioso gruppo madre, purtroppo orfani di Vittorio De Scalzi. Gianni Belleno, padre fondatore della band genovese, e i tre musicisti che lo accompagnano, propongono una sintesi del loro lungo repertorio e dei loro maggiori successi, inclusi due estratti dal CG1. Nico Di Palo, impossibilitato a partecipare, porta il suo saluto a distanza. Bravi come sempre. Una bella "operazione nostalgia"ò

Parte 2 - Le Orme feat. Bernardo Lanzetti


TRACKLIST:

01. Collage
02. Acqua di Luna - 
03. La porta chiusa
04. Cemento armato
05. Gioco di bimba
06. Sulle ali di un sogno / Presentazione di Bernardo Lanzetti
07. Amico di ieri (voce Bernardo Lanzetti)
08. Vedi Amsterdam (voce Bernardo Lanzetti)
09.Impressioni di Settembre (voce Bernardo Lanzetti)

Bernardo Lanzetti solo (vox & guitar)
10. Morning Comes 
11. Going Out 


FORMAZIONE:

Michi Dei Rossi - batteria
Michele Bon - tastiere
Aligi Pasqualetto - pianoforte, sintetizzatori
Luca Sparagna - voce, basso

ospite
Bernardo Lanzetti - voce, chitarra


E' ora la volta de Le Orme, ancora e sempre guidate dal batterista Michi Dei Rossi, saldamente seduto dietro i suoi tamburi (il 22 marzo ha compiuto 77 anni). La band veneziana propone alcuni suoi classici in gran parte provenienti da "Collage" e "Uomo di pezza". Curiosa e inusuale l'accoppiata Orme-Bernardo Lanzetti, una tra le più belle voci del rock italiano di sempre. Bernardo non ha bisogno di presentazioni. La Stratosfera gli ha dedicato numerosi post nel corso degli anni. Ammetto che mi è piaciuto ascoltare Le Orme accompagnare Lanzetti in "Impressioni di Settembre", brano della PFM che il cantante ha voluto riproporre per ricordare il suo passaggio nella band di Di Cioccio & Co. Delizia finale: Bernardo propone due tracce per sole voce e chitarra tratte nientemeno che dal primo LP degli Acqua Fragile del 1973. Altra grande performance.


Parte 3 - Banco del Mutuo Soccorso


TRACKLIST:

01. Introduzione di Vittorio Nocenzi
02. La conquista della posizione eretta
03. Passaggio / Il giardino del mago
04. R.I.P. / Presentazione di Paolo Pa
05. Paolo Pa
06. Moby Dick
07. Traccia / Saluti di Vittorio Nocenzi e presentazione dei bis 


FORMAZIONE:

Vittorio Nocenzi - pianoforte, tastiere, voce
Michelangelo Nocenzi - pianoforte, tastiere
Filippo Marcheggiani - chitarra elettrica, voce
Marco Capozi - basso
Andrea Bruni - batteria
Tony D'Alessio - voce solista


Chiudono la kermesse i grandi eroi del progressive rock italiano, il Banco del Mutuo Soccorso. Tra gravi lutti e cambi radicali di formazione, la band si è trascinata nel corso dei decenni per essere ancora sulla scena. Del vecchio Banco è rimasto il fondatore, Vittorio Nocenzi, accompagnato da una squadra di ottimi musicisti. Certo, lo sappiamo tutti, il Banco senza Francesco e senza Rodolfo è un'altra cosa. Però, insomma, sono dei grandi musicisti, superstiti (di sicuro lo è il marchio) dell'epopea dei primi anni '70. Oltre a Vittorio, in formazione troviamo il figlio Michelangelo alle tastiere, Filippo Marcheggiani alla chitarra elettrica, Tony D'Alessio, splendida voce solista e la potente sezione ritmica Capozi-Bruni, basso e batteria. Il set è particolarmente suggestivo, specie la trilogia inziale "La conquista della posizione eretta / Il giardino del mago / R.I.P.". Si chiude, come di consueto, con una delle due "tracce". Questa volta è il turno di quella posta a chiusura del "Salvadanaio". Anche in questo caso grande concerto e grande classe. Come si dice: "class is not water". 


Parte 4 - I bis (all together)


TRACKLIST:

01. Non mi rompete
02. Una miniera
Sguardo verso il cielo


Ed eccoci giunti all'incredibile momento conclusivo, una jam unica nella storia del progressive italiano,  con le tre band raggruppate sul palco impegnate a proporre e condividere un loro successo. "Non mi rompete" per il Banco (con una versione lunga e dilatata), "Una miniera" per gli Of New Trolls e "Sguardo verso il cielo" per Le Orme si susseguono lasciando il pubblico verosimilmente senza fiato. Peccato non essere stato presente a questo evento più unico che raro che difficilmente si ripeterà e che  resterà negli annali della musica italiana. Se qualche amico della Stratosfera ha assistito ad uno dei due show (Padova o Roma) ci scriva le sue impressioni e i suoi giudizio attraverso i commenti. Per il momento è tutto. Ancora un enorme grazie all'amico Albe per questo splendido regalo. A voi tuti auguro buon ascolto.


LINK Parte 1 - Of New Trolls
LINK Parte 2 - Le Orme feat. Bernardo Lanzetti
LINK Parte 3 - Banco del Mutuo Soccorso
LINK Parte 4 - I bis (all together) + foto

Post by George & Albe 

venerdì 3 aprile 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 31 marzo 2026)

 

Trasmissione andata in onda martedì 31 marzo 2026

Cati amici, vi auguro buon ascolto e soprattutto vi auguro 
Buona Pasqua.

La Stratosfera riaprirà i battenti il 7 aprile



Post by George & Frank-One

mercoledì 1 aprile 2026

David Riondino si è spento il 29 marzo (1952-2026 R.I.P.) - La Stratosfera ricorda il grande artista

 

INTRO by GEORGE
Gli organi di informazione in questi giorni hanno dato fondo alla loro fantasia per trovare un titolo legato alla scomparsa dell'artista fiorentino (deceduto il 29 marzo 2026 all'età di 73 anni): "poeta della satira", "cantautore, attore e autore", "il cantautore padre di Maracaibo", "la gioia e la follia di una vita in rima", "il poeta anarchico che ipnotizzò Maurizio Costanzo", "Addio al picaresco David Riondino, sempre in attesa delle ballerine". Può bastare? Direi proprio di sì. Anche l'Osservatore Romano si è unito al coro di elogi con un breve trafiletto. Noi della Stratosfera siamo molto più modesti: ci occupiamo di musica e non ci dedichiamo alle frasi roboanti (seppur giuste e legittime). Noi vogliamo ricordare l'artista solamente per la sua musica. Lo facciamo attraverso un lavoro corale che ha coinvolto, oltre che il sottoscritto, altri due amici/collaboratori del nostro "Stratospheric Team", ovvero Osel, e Cimabue. Un lavoro a 6 mani che, ne sono certo, sarà di vostro gradimento. Ognuno di noi ci ha messo "del suo", come si dice, con l'obiettivo comune di rendere omaggio al "caleidoscopico" artista, un creativo  "a tutto tondo",  e di condividerne la musica con i nostri lettori/navigatori. L'amico Frank-One, sempre per tenere vivo il nome di David Riondino, fra qualche giorno metterà a disposizione i file di un inedito concerto live. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. 
Si apre la carrellata con una sintetica, ma precisa ed efficace biografia, tracciata da Cimabue.


IL PROFILO DI DAVID RIONDINI - A CURA DI CIMABUE (Pietro)
"Sintetizzare in poche righe l’opera di un’artista poliedrico come David non è cosa facile. Per dieci anni bibliotecario presso la biblioteca nazionale di Firenze e poi…… poi musicista (cantante e autore), giornalista, attore (cinema, teatro e televisione), conduttore radiofonico, produttore, consulente teatrale… e sicuramente ho tralasciato qualcosa. Un uomo tanto appassionato, quanto illuminato, capace di spaziare dai primi passi (decisamente impegnati ed impegnativi) con il Collettivo Victor Jara (già documentati sul blog) per arrivare a Maracaibo, hit di successo affidata a Lu Colombo nella calda estate del 1981. Ma prima, nel 1978, l’album omonimo del debutto solista (anche questo già postato) e l’apertura dei concerti del celeberrimo tour di Fabrizio De André con la PFM, ben testimoniato dallo stesso David nel docufilm “Il Concerto Ritrovato” edito nel 2020 con la regia di Walter Veltroni. Al cinema frequenta Marco Tullio Giordana (con una comparsata nel suo film d’esordio) e persino Gabriele Salvatores e Giuseppe Bertolucci; sulla carta stampata imprime il suo tratto satirico in testate  leggendarie, quali “Tango”, “Il Male”, “Cuore”, “Comix” e “Boxer” oltre che sul quotidiano “Il Manifesto”. In TV lo ricordiamo in altrettanti epici programmi comico-satirici, tra cui “Lupo Solitario”, “Zanzibar” e “L’Araba Fenice” oltre che come ospite al “Maurizio Costanzo Show” e a “Quelli che il Calcio”. A teatro, lo ricordiamo complice di personaggi del calibro di Paolo Rossi, Silvio Orlando e Sabina Guzzanti (per un certo periodo anche compagna di vita), Ricca e di qualità, infine, la produzione discografica, in cui spiccano collaborazioni eccellenti. Un istrione gentile, dal tratto pressoché unico, con quel suo fare scanzonato che è divenuto il suo marchio di fabbrica".
Bon voyage, David 


Per una lettura completa della biografia, della discografia e dell'attività artistica in genere, vi rimando al sito ufficiale di David che troverete qui

Qualcuno di noi - io no, purtroppo - ha avuto l'opportunità di conoscerlo personalmente, come nel caso dell'amico Osel che ha voluto dedicargli questo toccante ricordo.

IL RICORDO DI OSEL (Marco)
Ho incontrato David tantissimi anni fa, eravamo tutti giovani di belle speranze, politicamente impegnati e artisticamente esaltati. Era il tempo dell'immaginazione al potere e sogni vari. Ci si vedeva fra festival, incontri a casa di amici, concerti, ecc. Il suo talento era già ben visibile, grande affabulatore, musicista per nulla sprovveduto, cantante ben impostato. teatrante istrionico. Non ci siamo mai persi di vista e, nonostante le scelte di vita differenti, ha sempre accettato i nostri inviti e ci ha donato, qui in zona, spettacoli mirabolanti. Fra tutti una rilettura del Boiardo (in un convegno sul grande poeta, all'interno di quella che era stata la sua rocca a Scandiano) e una serata di canzoni ispirate a Boccaccio. David era un uomo colto, simpatico (come sanno essere i toscani), dolce e burbero al contempo (come sanno essere i toscani....mi ripeto), coerente e testardo. A volte abbiamo discusso aspramente, come quella volta sul green pass, ma riuscendo sempre a rimanere rispettosi uno dell'altro. Come ha scritto Patrizio Roversi: "Se ne è andato e non ci ha aspettato...noi della sua generazione... Pensare che qualche settimana fa sembrava stesse meglio.
Ciao David, con te se ne va un pezzo della nostra anima giovanile.


ED ORA LA MUSICA DI DAVID
Premetto che il nostro blog, come ha ricordato Cimabue, si è già occupato nel passato, in modo piuttosto significativo, della discografia di Riondino e del Collettivo Victor Jara. Pur tuttavia alcuni album mancano ancora all'appello. Per questa mesta circostanza lo vogliamo ricordare attraverso due CD risalenti al 1989 e al 1991, ovvero "Racconti Picareschi" e "Non svegliate l'amore".  

David Riondino - Racconti Picareschi (CD, 1989) 


TRACKLIST:

01. Africa - 3:41
02. Elefanti - 4:04
03.Maracaibo - 4:07
04. Dottor Livingstone, I Suppose - 3:50
05. Inno dei Professionisti - 3:31
06. La Mantide Religiosa - 3:55
07. Milano sembra - 4:09
08. Canzone del silenzio degli animali - 3:49
09. Crepuscolo del Novecento - 4:25
10. Jessica - 1:53
11. E va Po Ro - 1:53
12. La grande aragosta - 1:27
13. Canzone della foca - 2:02
14. Canzone dell'impiegatino asburgico 1:17
15. Giuseppina che cammina sul filo (Francesco Del Gregorio?) - 3:12
16. Franco a Catania (Francesco Battiuto?) - 3:23
17. Parco Dell'Uccellina - 2:10
18. Le strade di Tex - 3:39
19. Alegria do Brasil - 0:56
20. Empepada de Cajajo - 1:33


Questo album è stato gentilmente fornito dall'amico Osel che ringrazio a nome di tutti gli amici della Stratosfera. Purtroppo i musicisti che accompagnano David lungo queste 20 tracce non sono indicati. Peccato. Ma andiamo oltre. "Racconti picareschi" venne pubblicato dalla CGD nel 1989 in versione vinile, CD e musicassetta. Ma cosa sono i "racconti picareschi"? Perdonate questo piccolo sfoggio di erudizione. Il termine "racconti picareschi" si riferisce al celebre genere letterario nato nella Spagna del Cinquecento. La letteratura picaresca è un genere di narrativa che racconta le avventure di un picaro, un antieroe di umili origini, che sopravvive grazie alla propria astuzia in una società corrotta. Questo in sintesi. Riondino volle titolare così il suo album, un mix di narrazione teatrale e musica in cui ogni traccia descrive storie avventurose e personaggi bizzarri. Tra i brani più conosciuti ricordiamo Africa, Elefante e Maracaibo. L'opera riflette lo spirito ironico e affabulatorio di Riondino, trasportando il concetto di "picaro" in un contesto più moderno e decisamente surreale. Da non perdere le due tracce in cui Riondino fa la parodia di De Gregori (De Gregorio) e Battiato (Battiuto). Un album storico. 


David Riondino - Non svegliate l'amore (CD, 1991)


TRACKLIST:

01. Un sogno
02. Non svegliate l'amore
03.Amica mia
04.Dialogo
95.Primavera
06. Tutto passa in un soffio
07. Un infinito vuoto
08. Danza (violino Angelo Branduardi)
09. Vento
10. Donna
11. Tempo
12. Morte
13. Vento (ripresa)


Congedatosi dai racconti picareschi, nel 1991 David Riondino realizza "Non svegliate l'amore", sempre pubblicato dalla CGD nei tre classici formati dell'epoca: vinile, CD e musicassetta. Da allora l'album non è più stato ristampato. Da sottolineare la bellissima copertina, caratterizzata da un volto femminile, molto elegante, e da una iguana. L'album, oltre che per la delicatezza e la bellezza dei testi e delle musiche, è anche noto per il coinvolgimento di grandi nomi della cultura e dell'arte italiana. In particolare i testi sono stati curati dal fumettista Andrea Pazienza, mentre la copertina e il retro sono opera rispettivamente dello stesso Pazienza (l'ultima da lui realizzata) e di Milo Manara. L’album è l’omaggio commosso di David Riondino al suo amico geniale e compagno di tante avventure, Andrea. Per quanto riguarda le musiche, molte tracce sono sostenute da ritmi di danza come bolero e tango. Nel disco vi sono altresì collaborazioni di rilievo come quella di Angelo Branduardi, che suona il violino nel brano "Danza", Un lavoro di grande spessore che ha lasciato il segno. L'album - che mi è stato inviato anche dall'amico Osel, proviene questa volta dai mei archivi. Insomma, melius abundare...


Abbiamo concluso questo breve viaggio che vuole semplicemente ripercorrere alcuni significativi passaggi musicali all'interno della ricca discografia di David Riondino. Il suo ricordo, ne sono certo, non si esaurirà con questo post. Più avanti ritorneremo sul personaggio con qualche bel regalo. Per il momento è tutto. Ringrazio ancora gli amici Osel e Cimabue per la sempre preziosa collaborazione e a voi tutti auguro buon ascolto,

Ciao David, il viaggio con te continua...


LINK Racconti Picareschi
LINK Non svegliate l'amore 

Post by George, Cimabue, Osel (six hands for the Stratospheric friends)

lunedì 30 marzo 2026

Retrospettiva: Piero e i Cottonfields - Il viaggio, la donna, un'altra vita (LP, 1972 with bonus tracks) & Piero Cotto (LP, 1978)


TRACKLIST:

01. Due delfini bianchi
02. E' mia madre (O My Mother)
03. Regina d'Oriente (Asian Queen)
04. Via Mazzini 31
05. Il viaggio, la donna, un' altra vita
06. Silvia
07. Cantico
08. Fammi un segno (Give Me A Sign)
09. Volo 715


Bonus tracks - singoli 1973-74 inediti su LP (vinile)

10. Oh, Nanà! (lato A, 1973)
11. Uomo da quattro soldi (lato B, 1973)
12. Gardenia blu (lato A, 1974)
13. Passo su passo (lato B, 1974)


FORMAZIONE

Piero Cotto - voce
Adelmo Musso - tastiere
Maurizio Scarpellini - flauto, sax, chitarra
Aldo Musso - chitarra
Beppe Icardi - basso, chitarra
Luciano Saraceno - batteria, percussioni


Cari amici, in attesa di ultimare il post dedicato al ricordo di David Riondino (un altro grande artista che se ne è andato), saliamo quest'oggi sulla macchina del tempo per farci trasportare agli inizi degli anni '70, per la precisione nel 1972, quando un giovane Piero Cotto insieme ai suoi Cottonfields, registrò un unico 33 giri intitolato "Il viaggio, la donna, un'altra vita". Incredibile ma vero, questo storico album non è ancora stato pubblicato sulla Stratosfera. Recuperiamo subito integrando l'album con quattro belle bonus tracks, ovvero i singoli pubblicati nel 1973-1974 rimasti inediti su LP. Dall'album vennero invece estratti due 45 giri: Due delfini bianchi / Via Mazzini 31 (etichetta Joker) e Il viaggio, la donna, un'altra vita / Cantico (etichetta Music), entrambi pubblicati nel 1972. Ricordo che il vinile, originariamente posto in commercio dall'etichetta Music, venne ristampato in  versione CD dalla AMS nel 2006. Aggiungo che sempre nel 1973 venne messa in vendita la versione Stereo 8, oggi un vero e proprio pezzo di modernariato e oggetto di culto. E visto che sono in vena di nostalgie, ecco le cover della famosa cartuccia,


Per risalire alla biografia di Piero Cotto scomodo il nostro amico Augusto Croce e il suo sito "Italian Prog", un indiscutibile marchio di garanzia. 

"Piero Cotto, originario di Asti, aveva cominciato la sua carriera all'inizio degli anni '60 nell’orchestra di Henghel Gualdi e poi come solista, trasferendosi per diversi anni in Grecia dove ebbe un grande successo con l’album Forgiveness. Tornato in Italia nel 1972 formò il gruppo Piero e i Cottonfields composto di musicisti astigiani tranne il torinese Russo e il bolognese Scarpellini. Il gruppo esordì con un certo successo al Disco per l'Estate con il primo singolo Due delfini bianchi. Nello stesso anno il gruppo incise il primo ed unico album, dal lungo titolo Il viaggio, la donna, un'altra vita, con una bella copertina apribile. Nonostante alcuni brani decisamente pop, l'album ha un buon livello compositivo, a metà strada tra i primi Delirium e gli Odissea, con buoni passaggi di flauto in Cantico o nella title-track, e la roca e possente voce di Piero Cotto (simile a Ivano Fossati nei Delirium) in evidenza.
L'album passò inosservato ed il gruppo si sciolse dopo un quarto singolo, nuovamente presentato al Disco per l'Estate 1974, ma Piero Cotto ha proseguito la sua carriera musicale con un album solista nel 1978, interamente in inglese, e la collaborazione con il gruppo jazz-rock torinese Gialma 3 per il loro terzo album del 1982 Gialma planet (ndr - lo trovate sulla Stratosfera cliccando qui). Piero Cotto è rimasto nell'ambiente musicale e suona ancor oggi. Degli altri componenti Adelmo Musso ha proseguito la carriera musicale come arrangiatore mentre Aldo Russo ha uno studio di registrazione a Torino".

E ora una bella carrellata di immagini con le copertine dei 45 giri del periodo 1972-1973-1974



 

Una buona recensione del 33 giri, come sempre, la troverete sul blog "John's Classic Rock" cliccando qui. Come indicato da Augusto Croce nella soprariportata biografia, Piero Cotto, dopo lo scioglimento dei suoi campi di cotone, registrò un album solista, semplicemente intitolato Piero Cotto, lontano anni luce dal prog rock che aveva in parte caratterizzato il disco del 1972. Lo pubblico per puro "completismo", ben sapendo che è totalmente fuori dai binari della Stratosfera. Qui troviamo un Cotto alle prese con la canzone melodica di stampo americano, con la sua voce calda e profonda, accompagnato da una grande orchestra diretta dal maestro Augusto Martelli. Il disco, pubblicato dalla Eleven,  non è mai stato ristampato né in vinile né in CD. Piero Cotto, negli anni a seguire, oltre a collaborare con i già citati Gialma 3, proseguì il suo sodalizio con Augusto Martelli, realizzando un paio di album di disco music. Da dimenticare. 

Piero Cotto - Omonimo (vinile, 1978)


TRACKLIST:

Lato A
01. Her - 4:45
02. Little Anne - 4:00
03. Can You Imagine - 4:44
04. If Only She'd Say - 3:15

Lato B
05. I Get A Funny Feeling - 4:00
06. Lonely - 3:25
07. This Love Affair - 4:03
08. So Nice - 5:00


Da questo album venne tratto un singolo, con la medesima copertina del 33 giri,  contenente I Get A Funny Feeling / So Nice e con la dicitura "1° premio Festival di Puerto Rico".
Concludendo: se avete voglia di conoscere l'intera discografia di Piero Cotto, album e singoli, fate una capatina su Discogs. Io mi fermo qui. Vi saluto e vi lascio con il consueto buon ascolto.


LINK Piero e i Cottonfields - Il viaggio, la donna, un'altra vita (1972)
LINK Piero Cotto - Same (1978)

Post by George

sabato 28 marzo 2026

Audio: a great prog rock from Padova - Audio (CD, 1993) & Rettili (CD, 1998)

 

Il merito è sempre suo e grazie a lui ancora una volta andiamo alla scoperta di sconosciute band italiane di new progressive rock. Sconosciute ma di valore. La persona da ringraziare per l'ennesima volta è il nostro storico collaboratore (eh sì, sono quasi due lustri che ci fornisci il tuo importante sostegno) Marco Osel, Per questa occasione ci ha fornito i file degli unici due album, piuttosto rari,  degli Audio, un ottimo gruppo di prog rock proveniente da Padova. La biografia la traccia il bassista Massimo Durante su "Prog Archives". 
"La band Audio nasce nel 1981 a Padova con l'idea di proporre al pubblico composizioni proprie di musica progressiva e alcuni classici internazionali dello stesso genere (Genesis, ecc.). La prima formazione comprendeva 9 membri: Claudio Caresia (batteria), Marzio Casellato (voce), Andrea Cervelli (tastiere), Massimo Durante (basso), Alberto Lazzarin (chitarra), Roberto Milesi (sassofono, flauto), Gabriele Zorzi (chitarra), Claudio Madini (Hammond), Andrea Dainese (flauto).


Nel 1982 Madini e Dainese lasciano il gruppo senza essere sostituiti, mentre nel 1984 Mario Maragotto (tastiere) e Luca Palmarin (batteria) prendono il posto di Cervelli e Caresia. Con queste tre formazioni la band si esibisce dal vivo fino al 1986 in vari teatri e piazze, ricevendo un buon riscontro di pubblico e stampa. Il gruppo realizzò anche diverse registrazioni da concerti dal vivo, che costituirono la base per il CD intitolato "Audio", pubblicato dall'etichetta italiana Mellow Records nel 1993, e per un altro CD autoprodotto, "Rettili", uscito nel 1998. 


Nel 1997 sempre la la Mellow Records decise di rendere omaggio alle band progressive italiane degli anni '70 con la pubblicazione di un quadruplo CD, "Zarathustra's Revenge. A Tribute to Italian Progressive Rock of the Seventies", per il quale gruppi italiani e di tutto il mondo furono invitati a fornire il proprio contributo con una cover. Per l'occasione, il gruppo "Audio" registrò una nuova versione di "Sguardo verso il cielo", del gruppo Le Orme (ndr - qui inserita come bonus track). Quando ciò accadde, la formazione era composta da: Alberto Lazzarin (chitarra, tastiere), Massimo Durante (basso), Emanuele Gottardo (batteria), Massimiliano Ferriani (voce). Gli "Audio" continueranno a suonare con diverse formazioni fino al 1999, allontanandosi tuttavia dallo stile progressive originale".
E ora passiamo alla presentazione dei due album

Audio - Omonimo (CD, 1993)


TRACKLIST:

1. Visione (5:46)
2. Sordomuta (8:48)
3. Strumentale (6:38)
4. Sogni di vetro (7:13)
5. Spazi (7:15)
6. UF-one (9:17)
7. Fermati se puoi (10:23)
8. Stanza chiusa (7:11)
9. A Sweet Sad Song (2:50)


FORMAZIONE:

Claudio Caresia / drums (1 to 7)
Mario Casellato / lead vocals
Andrea Cervelli / keyboards
Massimo Durante / bass
Alberto Lazzarin / electric guitar
Roberto Milesi / saxophone, flute
Gabriele Zarzi / guitars
Andrea Dainese / flute (1, 2, 4, 7)
Claudio Madini / organ (1, 2, 4, 7)
Mario Maragotto / synthesizer (8)
Luca Palmarin / drums (8)


Il CD contiene registrazioni live tratte da diversi concerti tenuti in Italia nel corso del triennio 1981, 1982 e 1984. La musica di questa big band (beh, nove elementi non sono pochi) si colloca a metà strada tra un rock jazz con venature blues che richiamano i gloriosi BS&T, almeno nei primi tre brani, e il più tradizionale prog sinfonico, molto vicino alle atmosfere tradizionali italiane e non solo. L'album, con tutti i difetti delle registrazioni live tecnicamente non eccelse, nel complesso poteva essere decisamente più godibile se non fosse stato penalizzato dalla pessima produzione e da un mixaggio forse un po' troppo frettoloso. Purtroppo queste carenze penalizzano in larga misura strumenti e voce. Ed è un vero peccato, perché molte tracce contengono pregevoli assoli di chitarra elettrica e ottimi  passaggi  di sax e di flauto. Tra i vertici dell'album la lunga "Fermati se puoi", dal sapore "canterburiano", della durata di oltre 10 minuti. Di certo se i brani fossero stati registrati in studio, sarebbe stato un album di grande livello. Pazienza. Nulla toglie alla bravura degli Audio e alla passione dei numerosi musicisti che si sono succeduti in questo primo scorcio di vita artistica.

Audio - Rettili (CD, 1998)


TRACKLIST:

01. Una storia (6:50)
02. A te (6:54)
03. Blues (1:25)
04. Bastard Jazz (2:53)
05. Metamorfosi (5:09)
06. Don't Cry (6:57)
07. Turn Around Your Head (6:46)
08. Rettili (5:44)
09. Voices on the Telephone (3:25)
10. Solo ossigeno (7:20)
11. Piazze vuote (4:22)
12. Gente di New York (6:40)
13. Balla balla (5:00)

Bonus track
14. Sguardo verso il cielo (cover Le Orme)
 dalla compilation "Zarathustra's Revenge" - 1997


FORMAZIONE

Claudio Caresia / drums (tracks 1-4)
Marzio Casellato / vocals (tracks 1-4, 6-13)
Andrea Cervelli / keyboards (tracks 1-6)
Massimo Durante / bass (tracks 1-4, 6-13)
Alberto Lazzarin / guitar (tracks 1-5, 7-13)
Roberto Milesi / saxophone, flute
Gabriele Zorzi / guitar
Claudio Madini / Hammond (tracks 1, 2)
Andrea Dainese / flute (tracks 1, 2)
Mario Maragotto / keyboards (tracks 7-13)
Luca Palmarin / drums (tracks 6-13)
Maurizio Maranto / drums (track 5)


Cinque anni dopo il disco di esordio viene pubblicato "Rettili", album autoprodotto, che riprende in parte il filo del discorso laddove si era interrotto. Anche "Rettili", con la sua bella copertina che ritrae il gruppo 'on stage', contiene tracce live (al termine di alcuni brani si coglie un secondo di applausi), forse quelle residue registrate verosimilmente anche dal vivo in studio negli anni precedenti la pubblicazione del primo CD. Purtroppo non conosco la provenienza dei brani. Va detto che sul web non vi sono notizie su questa band, fatta eccezione per il sito "Prog Archives" che ne traccia la breve discografia. Caso più unico che raro anche Discogs è latitante. Per saperne di più dovrebbe scriverci uno dei componenti della band. L'invito è aperto.  Il biglietto da visita degli Audio in "Rettili" è quel flauto saltellante che apre l'album e il primo brano "Una storia", che ci catapulta sans aucun doute negli anni '70. I temi prog si fanno ancora più marcati col secondo brano, "A te", con l'apertura del sax e del flauto seguiti da un lungo assolo di chitarra elettrica. E' ora la volta del sax, grande protagonista nella breve ma intensa  "Blues", troppo breve per essere apprezzata fino in fondo. 


Da qui in avanti si apre una sequenza di brani con sonorità che si allontanano dal prog per abbracciare un  funky rock modello anni '70, in perfetto stile Average White Band o Wild Cherry. Quasi certamente questi brani provengono da sessions e periodi diversi. "Metamorfosi", Don't Cry", "Turn Around Your Head" e "Rettili" (quasi la metà dell'album) fanno un discorso a sé. Si ritorna alle atmosfere più rock con "Voices on the Telephone", "Piazze vuote" e "Solo ossigeno". Quest'ultimo, un po' sciatto, è il punto più basso dell'intero album. Si chiude con "Balla balla" che, nonostante il titolo,  è cantato in inglese, una sorta di omaggio ai Genesis era Collins. A mio giudizio, un album disomogeneo e confuso, decisamente inferiore rispetto alla proba di esordio. Poi, come si dice, de gustibus non est disputandum
Ultima annotazione: purtroppo, oltre alle front cover dei due CD e alla foto del gruppo posta in apertura, non vi sono altre immagini riguardanti gli Audio e i loro album, Pertanto ho dovuto ripiegare sulle cosiddette "immagini di repertorio". Abbiate pazienza. Tutto ciò detto vi auguro buon ascolto. 


LINK Audio (1993)
LINK Rettili (1998)

Post by George - Music by Osel