domenica 5 febbraio 2023

Armando Piazza - 2001 - Suàn / Naus (ristampa dei 33 giri del 1972-1973)

 

TRACKLIST:

Suàn (1972)
01 Going Into The Sunset - 4.04 
02 Birds - 4.28 
03 In The Station - 4.29 
04 The House On The Hill - 4.25 
05 I Met A Woman - 2.59 
06 My Friend - 4.21 
07 Harmony - 4.34 

Naus (1973)
08 Sleep Away - 6.48 
09 A Mother Lament - 3.28 
10 White Lady Blue - 4.13 
11 Wake Up - 4.46 
12 The Silence Has Closed Your Eyes And The Door - 4.05 
13 Evil Shadow - 2.54 
14 Sing A Song - 8.43 
15 Your Eyes Your Hair - 4.26 


MUSICISTI

Armando Piazza - voce
Shawn Phillips - basso elettrico, chitarra elettrica e acustica
Antonio "Tony" Esposito - batteria, percussioni
Tony Walmsley - chitarra slide


Qualche giorno fa, chiacchierando con alcuni amici circa gli album italiani passati sotto traccia (decisamente troppi) è saltato fuori questo CD dal titolo curioso che raccoglie i due dischi realizzati nel 1972 e 1973 da Armando Piazza, cantante e compositore ancora oggi relegato nel fondo di qualche cassetto. Credo invece che meriti la giusta valorizzazione. Qualcosa, ma non molto, si era detto e scritto nel momento della sua scomparsa, avvenuta due anni fa. In ogni caso è impresa ardua trovare sul web qualche riga dedicata alla sua biografia. Per andare sul sicuro ho attinto le informazioni dal sito di Augusto Croce, "Italian Prog" (meno male che c'è!).

Armando Piazza

"Pochissime persone conoscevano probabilmente questi album fino alla fine degli anni '90, essendo passati completamente inosservati al tempo della loro uscita. La ristampa dei due LP su un unico CD, uscita per la prima volta nel 2001, ha permesso a molti di scoprire questo artista, ascoltando per la prima volta i suoi lavori. Armando Piazza, cantautore napoletano, pubblicò due soli album con curiosi titoli simili per l'etichetta locale B.B.B. (che ha anche realizzato l'album degli Showmen 2), vendendoli prevalentemente da solo nei concerti e attraverso le riviste musicali. Gli album contengono ballate in quello che oggi si definirebbe uno stile acid-psych, con testi in inglese e basate sulla chitarra acustica ma con buon uso di strumenti elettrici qua e là; va anche notata la presenza del musicista americano Shawn Phillips (che ha vissuto nella zona di Napoli per alcuni anni) alla chitarra e al basso. Completamente uscito dalla scena musicale, Armando Piazza è scomparso nel 2021".

Shawn Phillips

Quanto riportato da Augusto è decisamente esaustivo. Aggiungo solo una breve annotazione riguardante  i musicisti che accompagnarono Armando Piazza nei suoi album. Oltre al già citato Shawn Phillips, col suo basso fuzz acido più che mai, lo affiancano Tony Esposito alla batteria e percussioni e l'ex Napoli Centrale Tony Walmsley alla slide guitar. Una formazione di tutto rispetto. 

Tony Esposito

Ecco cosa apparve sul quotidiano "Il Mattino", il 28 febbraio 2021, subito dopo la sua scomparsa:
"Dopo Danilo Rustici se n'è andato Armando Piazza, altro nome napoletano caro agli appassionati di progressive rock. Scomparso dalle scene da tempo. Piazza si era fatto notare negli anni Settanta con un paio di album poi diventati ricercati dai collezionisti, tanto da meritare ristampe su cd e vinile: il primo "Suàn" (1972) e il secondo "Naus" (1973) per la piccola etichetta Beautiful Black Butterfly, che pubblicò anche gli Showmen 2. Con Shawn Phillips, cantautore Usa allora di casa a Positano, a quei lavori collaborarono anche il futuro Napoli Centrale Tony Walmsey e Tony Esposito. Psychofolk acustico con tentazioni hard, che guardava ai Pink Floyd, ma anche ai Jefferson Airplane, alla West Coast, ai Moody Blues, a Tim Buckley. Così lo ricorda Lino Vairetti degli Osanna: «Armando è stato uno dei protagonisti dell'avanguardia musicale anni 60 e 70... un cantautore fantastico e precursore di tante avventure culturali di quegli anni insieme a Luciano Cilio, Arturo Morfino e tanti altri che creavano quel movimento alternativo napoletano che è servito a tutti noi... Che dire? sono costernato ancora una volta senza aver ancora smaltito il grande dolore per la scomparsa di Danilo»".

Cover originale di Suàn (1972)

I due album originali sono stati ristampati in più occasioni. Mi fido di quanto riportato su Discogs. Al di là del fatto che "Suàn" è stato pubblicato anche in formato musicassetta (1973) e cartuccia stereo 8 (1976), le cui copertine sono pubblicate qui sotto, l'album è stato ristampato in vinile nel 2008 per il solo mercato greco. Invece "Naus" non è più stato ristampato: anch'esso però è uscito sul mercato sia in formato musicassetta (1973) che cartuccia stereo 8 (1976). Anche in questo caso vi metto a disposizione le copertine. Il CD che raccoglie entrambi gli album è stato stampato per la prima volta nel 2001 dalla Akarfma e nel 2016 dalla Vinyl Magic. 

cover MC Suàn

cover stereo 8 Suàn

Per altre informazioni si questi due album, faccio ancora riferimento a "Italian Prog" che ha eseguito una accurata ricerca al riguardo,
"Tutti e due gli album sono difficili da trovare, il primo in modo particolare, essendo stati stampati in quantità limitata dalla piccola etichetta B.B.B. I due album furono distribuiti limitatamente nei negozi e vennero venduti privatamente all'epoca da Piazza attraverso Ciao 2001 ed altre riviste (ndr - sul mercato on line le loro quotazioni superano i 1000 euro). Della copertina di Suan esistono due versioni, una con inserto di 4 pagine all'interno di colore bianco e l'altra (apparentemente più rara) con i testi in caratteri bianchi su fondo nero e inserto di 2 pagine incollato. Questa versione si distingue anche perché il logo con i baffi e il numero di catalogo (che nella versione con interno bianco è sul davanti della copertina) si trovano sul lato posteriore della copertina.

cover originale di Naus (1973)

Suàn è stato ristampato in vinile per la prima volta nel 2008 dall'etichetta greca Missing Vinyl (n.MV 002), in una bella edizione limitata che riproduce fedelmente la copertina originale con il libretto all'interno (versione con sfondo bianco). Il secondo album Naus (sottotitolato Ars mensuralis) ha una copertina singola laminata. Il numero di catalogo su copertina ed etichetta è BSLB 0011, mentre sulla matrice è scritto BSBL 0011. Il difficile sistema di numerazione usato dalla B.B.B. per i propri dischi ha confuso loro stessi!"

cover MC Naus (1973)

Entrambi i dischi sono usciti anche in cassetta (queste versioni vennero prodotte in Belgio dalla Ampex, pur riportando il logo della B.B.B) e stereo 8. La versione in musicassetta di Suàn (numero di catalogo NL PP 22), conteneva un brano in meno, I Met A Woman, ma ne esiste un'altra edizione con diversa copertina attribuita a Shawn Phillips e Armando Piazza, probabilmente uscita più tardi quando Phillips era abbastanza conosciuto in Italia.

cover stereo 8 Naus (1976)

Si conclude qui questo post dedicato alla riscoperta di Armando Piazza e della sua (scarna) produzione discografica. Oea passo a voi la palla per gli eventuali giudizi che vorrete esprimere nei commenti.
Buon ascolto.


Post by George - Words by George & Augusto Croce

mercoledì 1 febbraio 2023

Sithonia: la prima produzione - Lungo il sentiero di pietra (1989) & Spettacolo annullato (1992) con bonus tracks

 

Dopo qualche recente deviazione tra commemorazioni e vecchi album in vinile, torniamo sule solide strade del buon rock progressivo. I protagonisti sono i Sithonia (dal nome di una delle tre penisole della Calcidica, in Grecia), una band bolognese, forse non troppo conosciuta, nata nel 1986. Risale all'anno successivo la registrazione di un primo demo dal titolo "Prove di volo", seguito da un altro nastro in cui diversi pezzi vengono ripresi e rivisti, dal titolo "Lungo il sentiero di pietra". E’ proprio con queste registrazioni in mano che la band inizia a raccogliere i primi positivi consensi dalla stampa di settore. Tanto che – spronati da Sandro Pallavicini (penna al servizio di Metal Shock e Rockerilla) decidono di pubblicare quel secondo demo su 33 giri. E’ così che nasce l’album percorrendo il sentiero dell’autoproduzione. Nel 1989 esce così, su label Camerun Records e distribuzione sostanzialmente curata da Contempo, un vinile con tiratura di appena 500 copie. Dopo questo esordio di ottimo livello, i Sithonia registrarono altri 5 album. dal 1992 al 2011. Tre brani inediti vennero inclusi in altrettanto compilation. Nell'ordine sono Specchio (su Punto Zero n. 2 del 1990), Il Canto notturno della Stella (su Progressive Voyage del 1993 - già sulla Stratosfera qui) e I gatti di Ulthar (su A Story of H.P. Lovecraft del 2012). 


Il sound dei Sithonia si può ricondurre al progressive inglese del periodo 1970-74 (Genesis in particolare) e ai gruppi italiani in auge nello stesso periodo (PFM in primis). La particolarità del loro suono risiede nella capacità di coniugare gli elementi tipici del prog con quelli della tradizione folk italiana e di spruzzate jazzistiche qui e là. Passiamo ora all'analisi e all'ascolto dei due album. Il primo esce dai miei archivi, il secondo da quelli di Osel, che ringrazio e che mi ha fornito l'ispirazione per realizzare il post.

Sithonia - 1989 - Lungo il sentiero di pietra


TRACKLIST:

Lato A
01. Achil Island
02. Il foglio bianco
03. Non cercarli

Lato B
04. Pubblicità
05. Confusi in mezzo ai simboli
06. Il sogno di Scindigher
a) Non ti incontrerò mai
b) ...E magnifico, no!?
c) Lungo il sentiero di pietra
07. Folla di passaggio
a) Arcoiris
b) Nell'antica polvere indiana
c) Tra la folla di passaggio


FORMAZIONE:

Orio Cenacchi / batteria e percussioni
Oriano Dasasso / tastiere e voce
Andrea Guglielmi / basso
Roberto Magni /chitarra, tastiere e basso
Paolo Nino Marcheselli / voce solista
Paolo Nannetti / tastiere, voce

ospite
Gabriele Inglese / flauto


Due parole su questo album d'esordio le ho tratte dal sito "De Agostini - Vinyl (che mi sono particolarmente piaciute). Come sopra ricordato il disco venne pubblicato in vinile, in tiratura limitata 500 copie..
"Le recensioni della stampa del Bel Paese sono decisamente entusiasmanti: si parla di prog ispirato ai maestri italiani degli anni Settanta, ma con influenze folk e celtiche d’oltremanica – non senza un tocco di modernità. Pallavicini scrisse, a questo proposito, su Metal Shock: “Nell’LP il romanticismo anni ’70 viene però purgato, scremato, ridotto all’essenziale con arrangiamenti perfetti, sobri ed attenti ad eliminare ogni possibile pomposità. Si passa allora da un pop rock elegante e raffinato ad un prog veramente innovativo quando su questa base vengono inserite sperimentazione e contaminazioni: accurati lavori di ritmica e percussione, schizzi reminiscenti la musica tradizionale celtica, atmosfere e colori mutuati dalla fisarmonica di Astor Piazzolla, minuti di ricerca dell’impressione, della sensazione minima…veramente grande, veramente nuovo“.


Sithonia - 1992 - Spettacolo annullato


TRACKLIST:

01. La recita del silenzio (22:15)
a) Interno palcoscenico
b) Giorno per giorno
c) Merce!
d) Trappole
e) ...Verso la torre
f) Basnja
02. Pannolino (3:18)
03. Spettacolo annullato part 2 (strumentale) (4:22)
04. Il canto notturno della stella (6:28)
a) Canzone
b) Danza
05. Giorno per giorno - ripresa (strumentale) (0:37)
06. Il racconto di una sosta imprevista (4:36)
07. La danza del gatto sul tetto (strumentale.) (8:26)


Bonus tracks
08. Il canto notturno della Stella (da "Progressive Voyage - 1993)
09. I gatti di Ulthar (da "A Story of H.P. Lovecraft - 2012)


FORMAZIONE

Paolo Nannetti / tastiere e voce
Oriano Dasasso / tastiere
Roberto Magni / chitarra elettrica e acustica, chitarra synth
Valerio Roda / basso
Orio Cenacchi / batteria e percussioni
Marco Giovannini / voce solista


Sono passati tre anni dall'esordio discografico. I Sithona, nel frattempo, sono stati cooptati dalla Mellow records. Con qualche leggero cambio nella formazione (Marco Giovannini sostituisce il cantante Paolo Marcheselli, Valerio Roda prende il posto di Andrea Guglielmi al basso) il gruppo registra il secondo album dal titolo "Spettacolo annullato". Le sonorità di base non sono cambiate, ma dai solchi traspare una nuova maturità e una maggiore attenzione ai dettagli. I brani sono costruiti in maniera più pretenziosa: ne sono un esempio la mini suite inziale, La recita del silenzio, della durata di oltre 22 minuti e lo strumentale che dà il titolo all'album. Entrambi sono un esempio del nuovo corso intrapreso dal gruppo. Grandioso il finale del disco, con gli 8 minuti dello strumentale "La danza del gatto sul tetto", un concentrato delle migliori atmosfere progressive degli anni '70. (con tanto di Basta! conclusivo). Leggiamo ora insieme questa breve recensione pubblicata sul sito "Expose" e scritta da Alain Lachpelle nel 1995. 


I Sithonia sono una band piuttosto nuova sulla scena italiana. Spettacolo Annullato è il loro secondo album, seguito dal live Folla di Passaggio, registrato durante la prima parte di un tour in caravan. I Sithonia sono orientati alla melodia. Cioè, tutto ruota quasi sempre attorno a un tema, ma è grandioso o effimero. Paolo Nannetti, compositore, ha questa abilità di inventare melodie semplici che sono sia concise che toccanti. Gli arrangiamenti sono curati dalla band, che fa buon uso della configurazione a due tastieristi, e anche delle linee chitarristiche di Robert Magni che sono spesso all'avanguardia, nel contesto melodico, cioè non pesante. Azzeccata la sezione ritmica, con un drumming accurato e preciso di Orio Cenacchi. La voce del cantante Marco Giovanni è per lo più suadente, dando ampia gamma di espressività, affiancata da quasi tutta la band ai cori. L'apertura, "La recita del silenzio" di 22 minuti, dà il tono all'album con i suoi superbi sviluppi su un tema di base. La musica dei Sithonia ruota attorno alle melodie e, come tale, ruota anche attorno ai testi, che sono il più delle volte il punto focale. Sono presenti due brani strumentali, che permettono alla band di allungarsi un po' di più. Consigliato agli appassionati di una musica prog più lirica, ma consigliato anche in generale per l'elemento prog, servito piacevolmente con immaginazione e sentimento".
Si conclude qui questa ri-scoperta della prima produzione dei Sithonia. Vediamo cosa ne pensate. 
Nel frattempo vi auguro buon ascolto.


LINK Lungo il sentiero di pietra
LINK Spettacolo annullato + bonus tracks

Post by George - Music by George & Osel

domenica 29 gennaio 2023

Vince Tempera - The First Works part 2: La nottata (dalla colonna sonora originale del film - 1974, vinyl) + Piano, Piano (1974, vinyl)

 

PREMESSA
Siamo giunti alla seconda ed ultima parte del doppio post dedicato alle prime produzioni discografiche di Vince Tempera. Dopo i due album d'esordio, "Vince Tempera & La Macchina del Piacere" e "You've Got a Friend", datati rispettivamente 1970 e 1971, oggetto del post precedente, il 1973 vede la pubblicazione, per l'etichetta Harvest, di "Art", già postato su queste pagine il 2 dicembre 2020 (qui).
L'anno successivo, il 1974, Tempera realizzò ben due album, la colonna sonora del film "La nottata" e "Piano, Piano". Entrambi sono qui presenti nell'unica versione esistente, ovvero il vinile, visto che non sono stati ristampati, almeno così mi risulta. Mentre il primo è rintracciabile su alcune pagine web, il secondo è decisamente raro e, ci tengo a sottolinearlo, è un bel regalo del nostro amico Frank-One, l'uomo che possiede tutto e anche di più. L'avventura può iniziare.

Vince Tempera - 1974 - La nottata 
(dalla colonna sonora originale del film)


TRACKLIST:

Lato A
01. Honky Donkey Blues - 4:14
02. Peanuts Lovers - 3:37
03. Dream - 3:28
04. Canto per Susy - 1:45
05. Dolls & Rolls - 3:47

Lato B
06. Angela - 3:26
07. Chocolate Lips - 3:33
08. Prussiana - 1:50
09. Sweethearts In The Moonlight - 4:14
10. La nottata - 2:16


Il 1974 segna un momento di grande fermento musicale per il nostro Vince Tempera, Proprio 49 anni fa (come passa il tempo, ragazzi) nasceva Il Volo, un gruppo (o meglio un super gruppo) che proponeva del buon rock (quasi) progressivo. Il fondatore fu proprio Tempera: insieme a lui Mario Lavezzi e Alberto Radius alla chitarra, Gabriele Lorenzi alle tastiere, Bob Callero al basso e Gianni Dall'Agli alla batteria, tutti musicisti che non necessitano di alcuna presentazione. Nel 1974 Il Volo pubblicò il suo primo omonimo album. L'anno successivo, primo dello scioglimento, diedero alle stampe il secondo e ultimo disco della loro breve carriera, dal titolo "Essere o non essere? Essere! Essere! Essere!", per la  Numero Uno di Mogol-Battisti. Ancora nel 1974 Vince Tempera collaborò alla realizzazione dell'album "La casa del lago" dei Saint Just di Jenny Sorrenti e arrangiò la canzone di Mina, "Caravel", contenuta nell'album "Mina®". 


Non contento scrisse anche la colonna sonora del film "La nottata", una commediola erotica tipica degli anni '70, diretta da Tonino Cervi. Nel cast ricordo Susanna Javicoli, Sara Sperati, Giorgio Albertazzi, Martine Brochard. Compare anche Raul Casadei (!) che nel film rappresenta se stesso. Il disco venne pubblicato dalla Cinevox Record.


Non aspettatevi nulla di straordinario da questa colonna sonora. Al di là del tocco pianistico di Tempera, i 10 brani sono quelli tipici da un soundtrack giocato su orchestrazioni, sax, vocine femminili suadenti e bei coretti. Utile come sottofondo per un bagno rilassante. Se invece volete vedere il film e le tette della Javicoli, forse YouTube vi potrà aiutare.


Vince Tempera - 1974 - Piano Piano 


TRACKLIST:

Lato A
01. Ultimo tango a Parigi - 4:04
02. Skating In Central Park - 2:24
03. Anonimo Veneziano - Adagio in Do Minore - 3:51
04. Methilde - 4:23
05. Song For Rosemary - 2:43
06. The Long And Winding Road - 3:17

Lato B
07. You've Got A Friend - 4:07
08. Papillon - 2:30
09. Ansia - 3:55
10. Non Gioco Più - 2:54
11. Love Story - 3:19
12. Mandrillo - 4:20


Dopo l'uscita della colonna sonora del film "La nottata", piuttosto deludente, l'aspettativa per un grande disco di Vince Tempera finalizzato a suggellare in bellezza un anno così intenso di esperienze musicali andò del tutto delusa. "Piano Piano" ricalca in larga misura  la precedente esperienza. Nelle note di copertina si legge "Vince Tempera con coro e orchestra", il che è tutto detto. "Piano Piano", pubblicato dall'etichetta Emidisc e mai più ristampato, è una compilation di arr4angiamenti di brani tratti da colonne sonore (ancora!), da Anonimo Veneziano" a Ultimo tango a Parigi, da Love Story a Papillon. Fanno eccezione alcune cover, peraltro arrangiare in modo discutibile, quali You've Got a Friend di Carole King (già apparsa sull'omonimo album di Tempera del 1971, in versione più dignitosa) e The Long and Winding Road di Lennon-McCartney. Non commento ulteriormente, non vorrei eccedere. Naturalmente questi sono giudizi del tutto soggettivi che rispecchiano i gusti di chi vi scrive e che non intendono assolutamente influenzare i lettori e gli ascoltatori.


Qualche nota tecnica: l'album in questione è decisamente raro e lo possiamo ascoltare grazie al contributo di Frank-One, che ringrazio come sempre, il quale mi aveva anticipato che non sitrattava di un capolavoro, ma tant'é, glielo avevo chiesto per completare questo post. Il disco, come è facile immaginare, è segnato dal tempo e dall'usura, caratteristiche queste che emergono durante l'ascolto,  Valorizziamo allora questo prodotto per la sua rarità più che per i suoi contenuti. Ma oramai Vince Tempera aveva trovato una sua precisa collocazione: anche gli album successivi, dal 1975 in poi, ad iniziare da "Temperix", saranno deludenti, all'insegna di un easy listening orchestrale privo di emozioni. 
Chiudiamo co la breve retrospettiva dedicata ai primi lavori di Vince Tempera. A voi tutti giunga il mio consueto buon ascolto.


LINK La nottata
LINK Piano Piano

Post by George - Music by Frank-One & George

mercoledì 25 gennaio 2023

I Fiori di Parsifal - 1975 - Lavoro di Gruppo n. 1 (vinyl) con bonus track

 

TRACKLIST:

Lato A
01. Non amerò più nessuna
02. Una storia
03. In cerca di qualcosa
04. La vita è un ballo in maschera
05. Col cuore di un bambino

Lato B
06. Un giorno in più
07. Duajò
08. Thrilling
09. Idee controvento
10. Smoke Gets In Your Eyes

Bonus track
11. Little Baby (lato A, 45 giri inedito su LP - 1975)


Questa volta l'amico Jack Beatrici ha fatto un vero e proprio "colpo grosso". E' riuscito a trovare (chissà dove...) e a postare sul suo canale You Tube questa autentica rarità che, da anni, è inserita nella nostra wishlist. Mi permetto quindi di "prenderlo in prestito" e di pubblicarlo sul nostro blog. Grazie Jack per avere condiviso sul web questo prezioso documento. In più mi sono preso la libertà di inserire, come bonus track, l'unico 45 giri del gruppo, pubblicato anch'esso nel 1975 e contenente un brano rimasto inedito su LP. Si tratta di "Little Baby", uno strumentale tutto giocato su passaggi di chitarra elettrica e organo, scritto dal leader del gruppo , Pino Scarpettini. Il retro era invece "Smoke Gets In Your Eyes", incluso nel 33 giri, un vecchio brano scritto dal compositore americano Jerome Kern e portato al successo dai Platters nel 1955. Le poche informazioni su questo oscuro gruppo le ho attinte dalla mitica bibbia "Italian Prog" di Augusto Croce: 
"Pino Scarpettini era stato uno dei fondatori dei Trolls, gruppo genovese comprendente Vittorio De Scalzi, poi con i New Trolls. Scarpettini ha poi suonato con i New Impression, e più tardi ha aperto un'agenzia musicale, la Clou. Con il suo gruppo, I Fiori di Parsifal, ha pubblicato un unico album, distribuito prevalentemente in forma promozionale, contenente brani pop e rock con la collaborazione di molti musicisti che lavoravano per la sua agenzia". 
Non è molto, ma non credo sia cosa facile recuperare ulteriori informazioni. Anche lo stesso Jack Beatrici ha riportato sul suo canale, a compendio del disco, le informazioni di Augusto che ho pubblicato qui sopra. In aggiunta, Jack ha condito il suo post con una sorta di intervista (manca purtroppo la citazione della fonte, così come per il testo di Augusto) ma non è chiaro se a Scarpettini o a qualcun altro. Ve la riporto integralmente, per completezza di informazione. 

Pino Scarpettini

"Con "I FIORI DI PARSIFAL" hanno collaborato i Gruppi TROLL'S BAND - NEW IMPRESSION - FOLK MUSIC STUDIO i Cantanti Solisti ELISABETTA VIVIANI - RICKY MEROLA - MAX & AL - DUO SOAVE - RESY LOPEZ - FRANK INTINI - MARINO gli Autori e Compositori Evy BOTTIANI - Luigi MENEGAZZI - Ercolano GRAZIOLI - Massimo FROIO - Marino REGINA -Pino SCARPETTINI gli Strumentisti Emilio CALENDINI - Gianfranco BORDIN (SERAFINO) - Billy CALATI - Benny GAIBOTTI -Marino REGINA - PALLINO - CLAUDIO - NANDO – FLAVIO".

L'INTERVISTA (dal canale You Tube di Jack Beatrici)

"Che cos'é il "LAVORO DI GRUPPO N° 1" non é facile da spiegare in poche parole, ma cercheremo di essere brevi e chiari, nel limite del possibile. Il LAVORO DI GRUPPO (N° l perché é il primo) é l'esperimento che il CLOU ha voluto fare con tutti i suoi ARTISTI RIUNITI. Fino a qui, crediamo sia tutto chiaro...quindi procediamo: questa volta abbiamo lavorato per il gruppo "I FIORI DI PARSIFAL", unendo idee, voci, strumenti, canzoni ed impressioni; creando e plasmando, così, tutto ciò che ritenevamo potesse risultare idoneo alla realizzazione del disco, avendo a volte, (non lo nascondiamo), anche scontri di idee e discussioni roventi. Il risultato: dall'ascolto dei brani, che pur mantengono una certa linea di stile e di coerenza, notiamo un continuo contrasto di colori e di impressioni. Sentiamo, infatti, infiltrazioni melodiche di vario tipo: revival, classiche e moderne; troviamo pennellate di pop, beat ed un'iniezione anche di folk. Resta comunque abbastanza presente in tutto il lavoro, l'impegno di rimanere nella comprensibilità verso ogni tipo di pubblico. Con questo crediamo di avere esaurito, anche se a grandi linee, la spiegazione e, sperando che qualcosa delle nostre fatiche rimanga in voi, diamo a tutti un saluto ed un "a risentirci" con il LAVORO DI GRUPPO N° 2 ! "CIO' CHE SI RIESCE AD ESPRIMERE CON L'ARTE, E' IL PRODOTTO DEL VERO SENTIMENTO." 


I CONTENUTI DEL DISCO

Concludo questo post con alcune mie considerazioni sui contenuti dell'album in questione. Come spesso accade quando ci troviamo di fronte ad un disco raro le aspettative sono alte e spesso vengono deluse. In questo caso ci troviamo di fronte ad una serie di brani assolutamente disomogenei, tanto che le due facciate potrebbero essere classificate - lo dico scherzando - come una "shit side" (i lato A) e una "good side" (il lato B). I primi 5 brani sono tristissimi, all'insegna di un pop melodico, smielato e stucchevole, che farebbe inorridirei Cugini di Campagna nel periodo della loro peggiore aridità creativa, Al limite dell'ascoltabilità, Il discorso cambia radicalmente ascoltando la facciata 2, soprattutto dalla traccia 7 in avanti., tant'é che si fatica a credere che si tratti dello stesso album. Trattandosi di un "lavoro di gruppo" è evidente che quest'ultimo deve essere cambiato. Qui troviamo dei veri e propri gioiellini: iniziamo con "Duajò", brano delicatissimo dominato da una splendida voce femminile, quasi lirica, su un tappeto di chitarra acustica;; seguono "Thrilling" e "Idee Controvento", due brani in perfetto stile prog, specialmente il primo - quasi completamente strumentale - con bellissimi dialoghi tra chitarra elettrica e organo Hammond e il flauto nella sezione finale, Chiude la B side la già citata cover di "Smoke Gets In Your Eyes", sostenuto anche in questo caso da una gran bella voce femminile, con qualche interessante inserto di chitarra. Un bell'arrangiamento e un bel finale. Certo, un "lavoro di gruppo n. 2", sulla scia della "good side" sarebbe stato auspicabile. E invece più nulla. I Fiori di Parsifal nascono e muoiono con questo unico disco. 
Bene, cari amici della Stratosfera, attendo i vostri giudizi, Vediamo se coincidono. 
Buon ascolto.



Post by George - Music by Jack Beatrici

domenica 22 gennaio 2023

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 81 - If You Could Only Remember My Name (David Crosby 1941-2023 - R.I.P.)

 

PARTE 1 - PREFAZIONE
Il grande universo della musica ha perduto per sempre una delle sue stelle più luminose. David Crosby era qualcosa di più di un geniale musicista e compositore: era un'icona che aveva attraversato con disinvoltura quasi 7 decenni, disseminandoli di  capolavori passati di diritto nella storia della musica rock. Dal mito dei Byrds nei primi anni '60, alle collaborazioni con Stills, Nash & Young, gli amici di sempre i cui destini si sono incrociati, in quartetto, trio o duo che fosse, iniziate anch'esse sul finire degli anni '60 e proseguite per decenni, David Crosby è stato il collante dei più grandi musicisti della "Bay Area" di San Francisco, Lui, che aveva coagulato intorno a sé i più bei nomi della "baia" in quel disco capolavoro intitolato con un filo di ironia (da cui è disceso il titolo di questo post celebrativo) "If I Could Only Remember My Name". Era il 1971 e intorno a David si ritrovarono Graham Nash, Jerry Garcia, Neil Young, Jorma Kaukonen, Phil Lesh, Jack Casady, Joni Mitchell, David Freiberg e molti altri ancora. La summa dei musicisti del "West Coast Sound". Iniziai a conoscere e ad apprezzare CSN &Y, Jefferson Airplane, Grateful Dead & Co. nel corso degli anni '70, andando però a recuperare le loro prime opere discografiche. L'amore per quei suoni, le voci, i cori, le chitarre acustiche ed elettriche, il sole della California (quello l'ho visto molti anni dopo) entrarono nelle mie corde fin da subito e ancora oggi lo porto con me. La biografia di David Crosby è infinita, così come è corposa la discografia. Dopo la sua scomparsa la carta stampata, i giornali on line, i blog e i siti web, le radio e le televisioni hanno parlato a lungo di lui, tenendo sempre un profilo molto alto per raccontare i passaggi più significatici della sua vita e della sua carriera artistica Vi rimando a quelle pagine per un eventuale ripasso della sua lunga storia musicale. 

I Byrds con David Crosby

Ho avuto solo in tempi relativamente recenti la fortuna di vederlo e ascoltarlo dal vivo: la prima volta nel 2005, al Teatro Colosseo di Torino (insieme a Graham Nash), la seconda ad Aosta, la città in cui vivo, al Teatro Romano nel 2010, insieme a Stills e Nash. Due momenti memorabili che ho documentato (file audio e foto) e pubblicato su queste pagine nel 2017 (li ritroverete qui). Molti di voi avranno avuto sicuramente la stessa opportunità di vederlo sul palcoscenico (lo stesso Osel mi ha raccontato di averlo conosciuto personalmente e averlo trovato molto amabile): raccontateci i vostri ricordi attraverso i commenti. Sono testimonianze preziose. 


Ho scelto una foto "storica" per aprire questo post, perché è così che lo voglio ricordare, anche se la sua immagine  recente, coi lunghi baffi bianchi, un po' da "vecchietto del West" mi fa sorridere e mi commuove. Per ricordare David Crosby nel modo migliore, come da tradizione della Stratosfera, ho fatto una cernita tra alcuni concerti italiani, un po' ricevuti dall'amico Osel (che ringrazio infinitamente), altri adagiati nelle pieghe dei miei hard disk. Alla fine ho scelto di ricordare questo grande artista attraverso tre diversi momenti (e tre diverse formazioni). In ordine cronologico CPR (Cesena, Rocca Malatestana, 22 luglio 1998), Crosby & Nash (Milano, Teatro Smeraldo, 8 marzo 2005) e Crosby, Stills & Nash (Padova, Teatro Geox, 3 ottobre 2015). I primi due sono "soundboard" con qualità di registrazione paragonabile ad un live ufficiale; il terzo è una buona "audience". A questi si sommano i due concerti già pubblicati (vedi sopra) con i link ancora attivi. Restano esclusi da questa tornata, ma vedremo di recuperarli per un prossimo giro, i concerti dei CPR al Pistoia Blues Festival 1998 e di Crosby & Nash a Trento il 4 marzo 2005. e a Milano il 30 ottobre 2011. 


PARTE 2 - I TOUR IN ITALIA
Ho eseguito una lunga ricerca all'interno dei vari "tour dates & setlist" per proporre, in modo organico e cronologico, i diversi tour italiani che hanno visto David Crosby protagonista, ovviamente all'interno di diverse formazioni. Temo che queste date, in alcuni casi, possano essere imprecise, per cui mi scuso confido sul vostro aiuto per metterle a punto, laddove necessario. 
Iniziamo dai Byrds, la prima band in cui militò David Crosby, che suonarono in Italia nel 1968 (il concerto al Piper di Roma del 2 maggio è presente sulla Stratosfera - qui) quando però David Crosby non era più in formazione. Invece il quartetto CSN &Y non venne mai in tour in Italia, né agli esordi, sul finire degli anni '60, né in occasione delle varie reunion ad iniziare da quella storica del 1974.
 

a) TOUR CROSBY, STILLS & NASH
Discorso diverso vale per il trio Crosby, Stills & Nash. Calcarono il suolo italiano per la prima volta nel 1983, in occasione di un tour europeo che toccò anche Francia, Germania, Svizzera e altri Paesi. La prima data fu Roma (Ippodromo delle Capannelle, 28 giugno) seguita da ben due concerti a Milano (Stadio San Siro, 30 giugno e 1° luglio). 
Seguono ora gli altri tour in ordine cronologico:
1992 - due sole date: Milano (Palatrussardi, 2 aprile) e Roma (Teatro Tendastrisce, 3 aprile)
2005 - dopo un vuoto di 13 anni CS &N tornarono in Italia per sole 3 date estive: Lucca Summer Festival (3 luglio), Stra (un piccolo comune della città metropolitana di Venezia, nel parco della splendida Villa Pisani - 8 luglio) e, infine, Monza (Villa Reale, 9 luglio)
2010  - il trio fece 4 date: Milano (Arena Civica "Gianni Brera", 16 luglio), Lucca Summer Festival (18 luglio), Roma (Auditorium Parco della Musica, per la rassegna "Luglio Suona Bene", 19 luglio) e per finire nella mia Aosta, evento più unico che raro per una piccola cittadina alpina, nella splendida cornice dell'antico Teatro Romano, il 21 luglio). Credo di essere stato il primo a pubblicare sul web - ovviamente sulla Stratosfera - questo concerto (incluso il soundcheck in cui suonarono "Woodstock" che restò poi esclusa dalla scaletta del concerto), Me lo sono ritrovato dopo poco su numerosi altri siti, incluso il mitico "Sugarmegs", con la dicitura "Live in Amphitheater romano" (sigh!), con tanto di soundcheck.
2013 - CS&N ritornarono sull'italico suolo per sole 3 date: Brescia  (Piazza della Loggia, 17 luglio), Roma (Auditorium Parco della Musica per la rassegna "Luglio Suona Bene", 19 luglio) e Piazzola sul Brenta, comune nei pressi di Padova (Anfiteatro Camerini, per l'"Hydrogen Festival 2013", 20 luglio)
2015 -  fu questo l'ultimo tour in Italia del trio. Queste le date: Milano (Teatro degli Arcimboldi, 1° ottobre), Padova (il tour dates la indica come "Padua", Teatro Geox, 3 ottobre - oggetto del post) e, per finire, Roma (Auditorium Parco della Musica, 4 ottobre).
Se avete documentato uno o più di questi concerti (audio e foto) scrivetelo nei messaggi. Vedremo se sarà possibile pubblicare i vostri contributi. 


b) TOUR CROSBY & NASH
Passiamo ora ai tour del duo Crosby & Nash. Anche qui concedetemi un margine di errore, ovviamente non voluto. 
2005 - nello stesso anno in cui il trio CS&N fece un breve tour estivo nel mese di luglio, i soli Crosby e Nash si esibirono a marzo, per la prima volta in Italia, in 5 diverse città: Trento (Auditorium Santa Chiara, 4 marzo - concerto inviatomi da Osel, di prossima pubblicazione), Cortemaggiore, in provincia di Piacenza (Fillmore Live Club, 5 marzo), Torino (Teatro Colosseo, 5 marzo - quello da me registrato e postato su questo blog), Milano (Teatro Smeraldo, 8 marzo) e Roma (Auditorium Parco della Musica, 10 marzo).Stranamente anche in questi tour, come per quelli di CS&N, sono rimaste escluse le città del Sud. Non si scende sotto Roma. Vai a capire le ragioni. 
2011 - sei anni dopo il tour di esordio, i due ritornano in Italia per 4 date: Padova (Teatro Geox, 29 ottobre), Milano (Teatro Smeraldo, 30 ottobre), Firenze (Teatro Verdi, 1° novembre) e Roma (Teatro Sistina, 2 novembre). Come si può vedere, la dimensione più intimista del duo rispetto al trio con Stephen Stills alla chitarra elettrica, privilegiò la scelta dei teatri, complice anche il mese di ottobre, non propriamente adattoai concerti all'aperto. Fu questo l'ultimo tour in Italia di David Crosby & Graham Nash. Vale anche per loro lo stesso invito rivolto per i concerti di CS&N. Se avete qualche registrazione, fatecelo sapere.


c) TOUR CPR (Crosby, Pevar & Raymond)
Due parole sui CPR, un trio fondato da David Crosby comprendente, oltre allo stesso Crosby, il chitarrista e polistrumentista Jeff Pevar (che aveva accompagnato in tour musicisti del calibro di Ray Charles, Rickie Lee Jones e gli stessi CSN&Y) e James Raymond, tastierista e compositore, figlio naturale di David. Il trio non ebbe vita lunga; dal 1998 al 2004 riuscì a registrare due album in studio e due dal vivo oltre che compiere qualche tour, soprattutto negli Stati Uniti. I CPR riuscirono comunque a fare due tournée in Italia, nel 1998 e nel 2001. Di seguito il dettaglio.
1998 - nell'anno in cui il trio prese forma, venne inviato al Festival di Montreux, dove si esibirono il 14 luglio. Due giorni dopo varcarono il confine e giunsero in Italia per ben 4 date: Brescia (Teatro Tenda, 16 luglio), Pistoia Blues Festival (18 luglio - come ho già scritto, ho la registrazione del concerto che pubblicherà in una prossima occasione), Roma (Testaccio Village, 19 luglio) e Cesena (Rocca Malatestana, 22 luglio - proposto qui di seguito). 
2001 - secondo e ultimo tour italiano dei CPR. Fecero due sole date: Lucca Summer Festival (20 luglio) e Milano/Segrate (Idroscalo, 21 luglio). La vita artistica dei CPR si concluse nel 2004 con un ultimo tour americano. 


d) TOUR DAVID CROSBY SOLO
Va detto, innanzitutto, che i concerti del solo David Crosby furono molto limitati, vista l'attitudine a suonare in duo, trio o quartetto. Le apparizioni italiane di David si possono contare sulle dita di una mano e risalgono tutte al 2014. Il 6 dicembre fu ospite d'onore al Premio Tenco - che gli venne assegnato - in una serata evento al Teatro Ariston di Sanremo. Il giorno successivo (7 dicembre) fu ospite di Fabio Fabio nella sua trasmissione "Che tempo che fa". Dopo queste apparizioni Crosby tenne un concerto acustico a Lucca, al Teatro del Giglio, il 9 dicembre. Concluse questo estemporaneo mini tour a Como, nel Teatro Sociale, il 10 dicembre. Sul tubo troverete molti video di questo "solo acoustic concert". 


PARTE 3 - I CONCERTI ITALIANI

CPR (Crosby, Pevar, Raymond)
Cesena, Rocca Malatestana, 22 luglio 1998 (soundboard)


TRACKLIST CD 1:

01 Morrison
02 Tracks In The Dust
03 Triad
04 Thousand Roads & band introduction
05 In My Dreams
06 One For Every Moment
07 That House
08 Little Blind Fish
09 Homeward Through the Haze
10 It's All Coming Back To Me Now
11 At the Edge
12 Rusty And Blue


TRACKLIST CD 2:

01 Delta
02 Somebody Else's Town
03 Ohio
04 Deja Vu
05 Eight Miles High


LINE-UP

David Crosby: vocals, guitar
Jeff Pevar: lead guitar, vocals
James Raymond: piano, keyboards, vocals
Andrew Ford: bass
Stevie DiStanislao: drums, percussion, vocals


Per prima cosa un immenso grazie ad Osel per avermi inviato i file di questo splendido bootleg, dalla qualità sonora eccezionale che nulla ha da invidiare ad un album ufficiale. Lo stesso Osel mi ha scritto alcune sue considerazioni sia sul concerto che su David Crosby. Ve le riporto.
"Anche il mitico Croz ci ha lasciato. Il concerto mitico di Cesena, col figlio Raymond e il mago Pevar alle chitarre, è uno dei più bei concerti a cui ho mai assistito, intimo, intenso. Crosby è stato un genio assoluto oltre che una voce prodigiosa, basta guardare la ricchezza armonica e gli accordi aperti delle sue composizioni. Dal suo primo "If I Could Only Rremember My Name, capolavoro assoluto degli anni 70, ai giorni nostri, non ha mai finito di stupire e di rinnovarsi, contaminandosi col jazz (in Lighthouse) o puntando sulle polifonie vocali (Here If You Listen e l'ultimo appena uscito Live at Capitol Theatre), oltre alla collaborazione con Stills e Nash, ecc. Tra parentesi una persona gentilissima che volentieri si fermava a parlare con i fans, senza spocchia". 
La scaletta comprende brani originali dei CPR tratti dall'album di esordio, oltre che parte del repertorio di CSN e addirittura dei Byrds (Eight Miles Hight). Semplicemente meraviglioso.



David Crosby & Graham Nash
Milano, Teatro Smeraldo, 8 marzo 2005 (soundboard)


TRACKLIST CD 1:

01 Military Madness
02 Marrakesh Express
03 Long Time Gone
04 Lay Me Down
05 Immigration Man
06 In My Dreams
07 Southbound Train
08 Carry Me
09 Jesus Of Rio
10 They Want It All
11 Cathedral
12 Band Intros
13 Deja Vu

TRACKLIST CD 2:

01 Live On (The Wall)
02 Guinnevere
03 Milky Way Tonight
04 Puppeteer
05 Just a Song Befora I Go
06 Delta
07 Wasted On The Way
08 Wind On The Water
09 Wooden Ship
10 Our House
11 Almost Cut My Hair
12 Teach Your Children


Spettacolare documento sonoro del primo tour italiano di David Crosby e Graham Nash. La data di Milano al Teatro Smeraldo, venne registrata e divenne oggetto di numerosi bootòeg, tenuto altresì conto dell'elevata qualità della registrazione. La front cover indica semplicemente "Live in Italy", mentre nella back cover vine specificata la location. Un doppio album live che raccoglie la summa delle composizioni del duo, La voce di David è sempre splendida così come sono splendidi i suoi tocchi di chitarra. Un documento imperdibile.


Crosby, Stills & Nash
Padova, Teatro Geox, 3 ottobre 2015 (audience)


TRACKLIST CD 1:

01.  Carry On/Questions 
02. Marrakesh Express 
03. Long Time Gone 
04. Just a Song Before I Go 
05. Southern Cross 
06. Cathedral 
07. Our House 
08. Déjà Vu 
09. Bluebird (Buffalo Springfield cover)


TRACKLIST CD 2:

01. Helplessly Hoping 
02. Myself at Last 
03. Somebody Home 
04. Guinnevere 
05. Virtual World 
06. Chicago 
07. Almost Cut My Hair 
08. Wooden Ships 

encore
09. Teach Your Children 
10. Suite: Judy Blue Eyes


LINE-UP

David Crosby - guitar, vocals.
Stephen Stills - guitar, keyboards, vocals.
Graham Nash - guitar, keyboards, vocals.
Shane Fontayne - guitars.
James Raymond - keyboards.
Todd Caldwell - keyboards.
Kevin McCormick - bass.
Russ Kunkel - drums.


Questo concerto, registrato al Teatro Geox di Padova il 3 ottobre 2015, immortala Cosby, Stills & Nash nel corso dell'ultimo tour italiano. Era questa la penultima data, un giorno prima di quella conclusiva a Roma. Questo show è anche pubblicato sul tubo e quindi ringrazio l'autore della registrazione per averci consegnato questo prezioso documento. La scaletta è semplicemente meravigliosa e raggruppa, in quasi 2 ore, tutta la storia musicale di David Crosby e soci. Vi è anche "Bluebird", una cover dei Buffalo Springfield di Stephen Stills e Neil Young, giusto per non farci mancare nulla. Ne viene proposta una torrida versione lunga e dilatata, con la chitarra di Stills a dispensare assoli incredibili. Sicuramente uno dei punti più alti dell'intero concerto. L'ultimo dei due bis è la storica "Suite: Judy Blue Eyes", un brano che ci riporta con la mente direttamente al palco di Woodstock 1969. 
La registrazione è buona, pur trattandosi di un "audience". Ho suddiviso il concerto in due file, uno per ogni set. Dopo decenni di esperienza maturata sui palcoscenici di tutto il mondo, il trio dimostra ancora una classe e una vitalità senza paragoni. Crosby, Stills e Nash sono accompagnati da una nutrita schiera di musicisti tra i quali James Raymond alle tastiere. Vi lascio all'ascolto dei tre concerti con l'auspicio che siamo di vostro gradimento.


PARTE 4 - CONCLUSIONI
Si conclude qui questo lungo e articolato (super) post che, credetemi, ho scritto e realizzato con l'amaro in bocca. Quando uno dei tuoi idoli se ne va per sempre, ti rendi conto del tempo che passa inesorabilmente e dei momenti che non torneranno più. David Crosby e la sua musica hanno rappresentato la colonna sonora di una lunga parte delle nostre vite. Non lo dimenticheremo molto facilmente. Grazie a tutti per avermi seguito in questo lungo viaggio e spero veramente, almeno per un po', di non dover più affrontare commemorazioni di artisti scomparsi.

Ciao grande David. We will never forget your name


LINK CPR live Cesena 1998
LINK Crosby & Nash live Milano 2005 - CD 1
LINK Crosby & Nash live Milano 2005 - CD 2
LINK Crosby, Stills & Nash live Padova 2015

Post by George - Music by George & Osel