domenica 19 aprile 2026

Serie "L'Ottava... ma ora ora non lotta più" vol. 6: Giuni Russo - A casa di Ida Rubinstein (CD, 1988) - special post by Cimabue

 
PREMESSA (by CMB / Cimabue)
Da frequentatore del blog (prima che collaboratore) ho apprezzato l’inventiva del Capitano e dei collaboratori storici nel creare le cosiddette “Serie della Stratosfera”, catalogando talune proposte con una modalità che richiama i volumi tematici di un’enciclopedia. Con estremo piacere, con il post odierno, aggiungiamo un ulteriore capitolo alla storica serie “L’Ottava… ma ora non lotta più”, che vide la luce il 4 gennaio 2013 con un bellissimo post dedicato al "Te Deum" di Juri Camicasca.

LA GENESI
A casa di Ida Rubinstein” di Giuni Russo (al secolo Giuseppa Romeo) edito nel 1988, è un disco sperimentale, quasi un unicum nella produzione dell’artista siciliana, totalmente immerso in quella che sarà poi definita “musica di confine”. All’epoca Giuni - che poteva già vantare un palmares di tutto rispetto (suoi i cori non accreditati in “YS” del Balletto di Bronzo edito nel 1972, tanto per rimanere in ambito prog) - aveva attraversato gli anni ’80 sulle ali del pop commerciale, anche se raffinato e stava faticando non poco a scrollarsi di dosso l’etichetta di artista festaiola ereditata dal grande successo estivo di “Un’estate al mare” del 1982.


Era il momento di cambiare strada, seguendo l’esempio della sodale amica e collega Alice che - accantonato temporaneamente il sodalizio con Franco Battiato con l’omaggio di “Gioielli rubati” - aveva dato alle stampe lo splendido e lungimirante “Park Hotel”, primo tassello di un percorso da taluni definito “Avantgarde Pop”. Ad Antonietta Sisini (compagna artistica e di vita, custode instancabile dell’opera di Giuni con la Fondazione Giuni Russo Arte) venne un’idea: “Perché non mettiamo insieme un bel repertorio di romanze?”. A Giuni l’idea piacque e dà lì prese il via un intenso percorso di documentazione e di studio del canto, con regolari lezioni dall’anziana insegnate di canto Lia Guarini, un’istituzione nel mondo della lirica milanese. Tra i grandi compositori, Donizetti era stato particolarmente generoso con il genere, ma anche Verdi e persino il conterraneo Bellini si erano cimentati scrivendo romanze. Ma non era una sfida facile quella su cui Giuni e Antonietta si stavano avventurando: si trattava di composizioni ottocentesche, ma loro non potevano e non volevano rifarle come si cantavano allora. Si rendeva necessario un lavoro di rielaborazione che le rendesse attuali, contaminandole con la musica del tempo.


L’idea di cantare alla mia maniera le romanze e le arie di Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi - scriverà nella presentazione del CD che venne realizzato in contemporanea con il disco in vinile - nasce anche dalla mia curiosità di cantante e di donna. Mi sono posta molti interrogativi sul senso del mio ruolo nella ‘modernità’ della musica leggera attuale”. Per l’adattamento e l’arrangiamento delle musiche, Antonietta e Giuni, si rivolsero al M° Alessandro Nidi, già direttore d’orchestra dell’opera lirica “Genesi” di Franco Battiato.  

IL RICORDO DI ALESSANDRO NIDI
“Le melodie…l’unica cosa su cui lavorare dimenticando tutto il resto. Per provare a contaminare modi di accompagnamento, ritmi, armonie, tempi addirittura. La strada si rivelava difficile data la precisione delle melodie così stilisticamente nette. Il rischio era quello della contaminazione fine a sé stessa; e allora, con l’aiuto di particolari armonie, di sensazioni di clima, lunghe sonorità aperte, di tutto ciò insomma che riconosco come mio patrimonio, con l’aiuto di ciò che conosco degli autori (il tipo di orchestrazione, la ricerca, e la creazione di emozioni), con la collaborazione di un musicista di estrazione jazzistica (Martino Traversa ndt), quindi molto diversa dalla mia, cercando l’appoggio del divertimento e dell’ironia, siamo arrivati all’espressione completa delle nostre sensazioni ed emozioni.
Alcune ‘canzoni’ sono state soltanto ritoccate, altre lasciate intatte; la voce di Giuni Russo ha il diritto di interpretarle anche così, come sono state scritte.”


Dallo studio parmigiano di Alessandro Nidi vengono scelti otto brani, tra romanze, ariette ed arie da camera: un programma rappresentato in anteprima al Teatro Due di Parma, con la direzione del M° Nidi e con l’Orchestra Sinfonica al gran completo. Tutto molto bene. C’era solo un piccolo problema… la pubblicazione e soprattutto la distribuzione. Antonietta e Giuni si rivolsero alla Decca Classica, che sembrava loro la casa discografica più adatta, ma dopo un primo (apparente) interessamento i responsabili della prestigiosa etichetta si tirarono indietro. Dopo aver bussato a diverse porte, incassando altrettanti garbati rifiuti, Antonietta e Giuni capitarono a casa di Franco Battiato che, curioso come sempre, volle sentire i provini. Gli piacquero tanto che, sentendo delle peripezie per trovare un editore, lasciò le due amiche a bocca aperta… “E che problema c’è? Ve lo pubblico io.” 
Proprio in quei giorni, infatti, all’Ottava libri si era affiancata l’Ottava dischi che poteva contare sulla capacità distributiva della EMI. Franco volle trovare lui stesso il titolo per il nuovo album; dopo alcuni giorni di riflessioni, disse. “Si chiamerà A casa di Ida Rubinstein.”


IDA RUBINSTEIN: BREVE RITRATTO
Nata a San Pietroburgo da una ricca famiglia ebrea (morta a 85 anni nel 1960 a Vence in Provenza), Ida Rubinstein è stato un personaggio molto famoso negli ambienti culturali europei della Belle Epoque.
Danzatrice nella celebre compagnia dei “Balletti Russi” di Dialoghev (cit. Prospettiva Nevski) raccolse attorno a sé una cerchia di artisti di varia estrazione e disciplina, ai quali commissionava e finanziava creazioni da lei stessa interpretata. Bella e incurante degli scandali, interpreta una Salomé senza veli nel dramma di Oscar Wilde, un Sebastiano al femminile per Gabriele D’Annunzio (su musiche di Debussy), commissiona e interpreta il celebre Bolero che Maurice Ravel scrive per lei nel 1928. Non certo una grande artista (o ballerina), ma sicuramente un’animatrice culturale di elevato spessore che nella sua casa di Parigi allestì un salotto frequentato dai più grandi artisti dell’epoca.

Ida Rubinstein - Salomé 

Giuni Russo - A casa di Ida Rubinstein (CD, 1988)


TRACKLIST:

01. A mezzanotte (Gaetano Donizetti)
02. Malinconia, Ninfa gentile (Vincenzo Bellini)
03. Le crépuscule (Gaetano Donizzetti)
04. La zingara (Gaetano Donizetti)
05. Fenesta che lucive (Vincenzo Bellini)
06. Vanne, o rosa fortunata (Vincenzo Bellini)
07. Nell’orro di notte oscura (Giuseppe Verdi)
08. Me voglio fa’ na casa (Gaetano Donizetti)


MUSICISTI:

Giuni Russo - voce
Alessandro Nidi - pianoforte e tastiere
Martino Traversa - programmazione e tastiere
Graziano Bassani - batteria
Sebastiano Scalzo - basso
Giuseppe Affilastro - corno
Massimo Ferraguti - clarinetto e sassofono soprano
Francesco Carraro - oboe
Elio Galeazzi – fagotto


Il disco, edito nei classici tre formati dell’epoca (CD, MC e vinile) è andato presto fuori catalogo per poi essere ripubblicato in due diverse edizioni a cura di Antonietta Sisini:
“Giuni Russo Mediterranea Tour - 10 settembre 1984” - “A casa di Ida Rubinstein” cofanetto DVD-CD edito da NAR nel 2005 (la versione proposta in questo post): rispetto all’album originale, il missaggio realizzato da Alberto Boi cambia il bilanciamento degli strumenti, reintegra alcune sezioni tagliate dall’album originale (nei brani A mezzanotte, La zingara e Nell’orror di notte oscura”. “A casa di Ida Rubinstein 2011” - opera postuma edita da EDEL - è invece concepita come una rivisitazione in chiave jazz con la partecipazione di illustri ospiti, quali Brian Auger, Uri Caine, Paolo Fresu e Franco Battiato. 



L’opera sarà riproposta in versione integrale al Teatro Manzoni di Monza nel 1991 (immortalata su DVD come official bootleg) e molti singoli brani entreranno in scaletta nelle esibizioni live (molte delle quali testimoniate da registrazioni ufficiali). 
"L’Isola che non c’era (un nuovo approdo per la musica italiana)" del maggio 1998, nella rubrica “Mi ritorni in mente” dedicò un’ampia retrospettiva a firma di Lino Terlati, che potete leggere nel file Word allegato alla cartella contenente i file audio e le immagini.

NOTE FINALI
Per la redazione dei testi, oltre cha alla sopra citata “L’Isola che non c’era”, ho attinto al bellissimo volume “Da un’estate al mare al Carmelo” di Bianca Pitzorno, edito da Bompiani nel 2009. Non mi resta che auguravi un buon ascolto (suggerisco ripetuto e comodamente seduti in poltrona o sul sofà) e un arrivederci alla prossima. 


LINK

Post by Cimabue (with a little help by George)


giovedì 16 aprile 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 14 aprile 2026)


Trasmissione andata in onda martedì 14 aprile 2026

Cari amici, questa settimana la trasmissione è andata in onda regolarmente, superato il problema tecnico della scorsa settimana a Radio Panda che aveva impedito il regolare svolgimento della puntata. Scusandoci per il disguido, vi auguriamo buon ascolto.



Post by George & Frank-One

mercoledì 15 aprile 2026

Luca Bonaffini - Astrologia (LP, 1988)


TRACKLIST:

Lato A
01. Con la bocca chiusa - 4:27
02. Polifemo Das Auge - 4:50
03. Un'altra vita - 4:26
04. Astrologia - 4:56

Lato B
05. Ehi, ballerina - 4:59
06. Senza tempo - 5:35
07. Free Time - 4:05
08. Finale - 1:38
09. Non ci si può nascondere - 4:52


Il personaggio non è nuovo sulla Stratosfera. Abbiamo avuto modo di ascoltarlo in episodi di grande interesse e grande valore. A questo proposito ricordo il suo unico album live del 2004, "La canzone va a teatro" (qui) e le sue collaborazioni con Gianni Mocchetti (album "Minora" del 1996 - qui) e con Ermanno Zanfi e Pierangelo Bertoli nel bellissimo "Blez" del 1993 (qui). IL sodalizio con quest'ultimo durò a lungo, con un Bonaffini presente sia in veste di musicista che di compositore. Non è il caso di riproporre la biografia dell'artista, già tracciata abbondantemente nel post contenente il live del 2004. Quest'oggi abbiamo tra le mani il primo album solista del musicista (in copertina appare solo il cognome "Bonaffini") pubblicato nel 1988 dall'etichetta Carrere nei soli formati vinile e musicassetta. Da allora non è mai stato ristampato. Per essere precisi il disco venne distribuito per due volte in pochi mesi: a dicembre, in occasione delle feste natalizie e a febbraio, dopo l'ingresso di Bonaffini nella rosa degli aspiranti alla sezione "Emergenti" del Festival di Sanremo 1989 con il brano Con la bocca chiusa.


Al di là della sua rispettabile quotazione sul mercato dell'usato questa opera prima di Bonaffini non può certo considerarsi un capolavoro. C'è sempre una certa attesa di fronte al primo album di u artista. A volte viene ripagata a volte no. Qui impattiamo in nove canzoni, nemmeno troppo originali, che non lasciano il segno. Abbiano conosciuto Bonaffini in tempi e situazioni decisamente migliori. Però, visto che ce l'abbiamo, tanto vale ascoltarlo. Come diceva il Maestro, "Goutez et comparez". 



Post by George

lunedì 13 aprile 2026

LogoS: Asrava (CD, 2001) & L'enigma della vita (CD, 2014)


Conclusa, almeno per il momento, l'operazione "nostalgia" con il trittico dedicato al Banco del Mutuo Soccorso nel lontano 1975, ascoltiamo oggi una band di new progressive decisamente di grande interesse. Stiamo parlando dei LogoS, originari di Verona i quali hanno anche il merito di avere attivato un ottimo sito web (questo) che ci aiuterò a scoprire i segreti della loro musica. Ah, dettaglio non di secondaria importanza: grazie Osel, amico mio, per l'invio dei file di "Asrava". "L'enigma della vita" proviene invece dai miei archivi. Bene, mi sa che si profila un gran bel lavoro a quattro mani. Iniziamo col tracciare la biografia del gruppo. 

BIOGRAFIA DEI LOGOS
Si formano a Verona nel 1996 come cover band di rock progressivo italiano degli anni ’70, proponendo brani dei gruppi Le Orme e Banco del Mutuo Soccorso. In breve la band si stabilizza come quintetto attorno ai fondatori Luca Zerman (tastiere), Fabio Gaspari (basso e voce) e Alessandro Perbellini (batteria e percussioni), aggiungendo due chitarristi e iniziando ad elaborare canzoni proprie, proponendole da vivo. I riscontri ottenuti convincono il gruppo a proseguire la stesura del materiale originale che viene presto inserito nel disco d’esordio “Logos”, pubblicato nel 1999 e, come da tradizione del genere, intitolato semplicemente con il loro nome. L’album mette in mostra buoni spunti musicali e ottimi testi, tra fantasia, filosofia e spunti di riflessione, caratteristica che resterà costante anche nelle successive produzioni. 


A dispetto di una giostra di cambi di formazione abbastanza frequente a cavallo del nuovo millennio, i LogoS riescono ad impreziosire il repertorio aggiungendo cover di artisti internazionali e a comporre nuovi brani in vista del secondo album. Più che al progressive melodico degli anni ’70, grande ispiratore degli inizi, la band sembra avvicinarsi alle sonorità più heavy dei King Crimson anni ’90. Caratterizzato dalle sonorità più aggressive e cupe, dalla ritmica più presente e serrata, nel 2001 viene pubblicato “Àsrava”. Nel corso degli anni successivi il gruppo partecipa a manifestazioni importanti sui palchi veronesi e inizia la stesura di nuovi pezzi. Nel 2004 entra nella band Claudio Antolini al pianoforte, sintetizzatori e tastiere. Nel 2010 la band è in scaletta all’evento “Progressioni Sonore” e al “Verona Prog Fest“, aprendo per Il Biglietto per l’Inferno. In questa occasione i LogoS vengono premiati da Patrizio Fariselli, storico componente degli Area, come una delle band più interessanti della competizione live “Palco Libero”, organizzata dal club “Il Giardino” di Lugagnano (VR). Due anni dopo suonano ben tre concerti al suggestivo Posto Castello di Illasi (VR) e fanno da spalla ai noti The Watch per alcune serate al Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto (VR).


Nella primavera del 2014 firmano per l’etichetta Andromeda Relix con la quale pubblicano su CD e vinile l’atteso terzo album, il concept “L’enigma della vita“. Un viaggio lungo 76 minuti attraverso temi come l’universo, la vita, l’amore, la solitudine e la guerra; una ricerca verso la soluzione del più grande e nobile dei dubbi degli Esseri Umani: quale è il significato del nostro esistere, quale è “L’enigma della vita“? L’album ottiene consensi in Italia e all’estero; viene anche presentato dal vivo con significativi apprezzamenti dal pubblico. Da citare la rassegna “Progressive Melody 2014” al teatro Giovanni XXIII a Cusano Milanino (MI) e il concerto al Club Il Giardino di Verona che per l’occasione fa registrare un entusiasmante sold-out. Il gruppo partecipa nel 2015 al “Riviera Prog Festival” all’interno del F.I.M. (Fiera Internazionale della Musica) di Genova insieme a nomi di primaria importanza quali Goblin Rebirth, Cherry Five, UT New Trolls, Bernardo Lanzetti, e poi ancora al Verona Prog Fest 2015. 


Nell’estate del 2020, settantacinque anni dopo lo sgancio della bomba sulla città di Hiroshima, l’etichetta Andromeda Relix pubblica l’album con distribuzione Pick Up Records. “Sadako e le mille gru di carta”, la storia di una bambina e dei suoi origami ispirata dall'artista Marica Fasoli. Nello stesso anno esce la Deluxe Edition de "L'enigma della vita" in versione doppio CD. Il secondo contiene 6 tracce live inclusa la cover de "La porta chiusa" delle Orme. L'ultimo album pubblicato dai Logos risale al 2023 e si intitola "Bokeh". Non si tratta però di nuove registrazioni in studio. Il doppio CD raccoglie i primi due album del gruppo, "LogoS" del 1999 e "Asrava" del 2001 in versione rimasterizzata. Potete ascoltarlo in streaming su diverse piattaforme, ad iniziare da YouTube.

la front cover di Bokeh

LogoS - Asrava (CD, 2001)
(from Osel archives)


TRACKLIST:

01. Prologo
92. Ezra Pound
03. 99
04. La leggerezza della libertà
05. Asrava
06. Terra incognita
07. Epilogo

Fabio Gaspari

FORMAZIONE:

Fabio Gaspari - basso, chitarra acustica, chitarra classica, voce solista
Massimo Maoli - chitarra elettrica, chitarra acustica 12 corde, chitarra classica, pedal steel guitar
Alessandro Perbellini - batteria, voce solista
Luca Zerman - tastiere, voce solista
Simone Chiampan - effetti, rumori, diavolerie midi

Luca Zerman

"Asrava", come già ricordato, è il secondo album dei LogoS, autoprodotto, pubblicato nel 2001, due anni dopo l'omonimo disco di esordio. Venne realizzato tra agosto 2000 e gennaio 2001. Come riporta il sito della band, "LogoS Prog", "già dalla copertina, (un dipinto di Luca Zerman) che mostra un paesaggio desolato e alieno con un inquietante manichino in primo piano, si può intuire che la band ha intrapreso una diversa direzione musicale rispetto al primo album. Non più atmosfere “cosmiche” e oniriche create dalle tastiere e un delicato uso “floydiano” della steel guitar; le sonorità si sono fatte più aggressive, cupe, la ritmica è più presente e serrata. Il gruppo tende a discostarsi dal prog storico degli anni '70 per avvicinarsi a sonorità più dure, con repentini cambi di ritmo, molto vicini ai King Crimson anni '90, come nello strumentale “Ezra Pound”. Anche i testi si sono fatti più cupi; nel brano “99” si parla di una “grande e silenziosa esplosione che ha portato via tutto e tutti”. Interessante è il pezzo strumentale che dà il titolo all’album". All'interno del sito ufficiale sono riportati tutti i testi degli album. Inoltre vi informo che sul  blog "Arlequins" troverete una lunga intervista alla band, pubblicata nel 2014, in occasione dell'uscita del terzo album, Se siete interessati cliccate qui


"Gli “asrava”,  - giusto per capire il significato del termine -  nella dottrina buddista, sono i quattro influssi negativi che impediscono all’uomo di raggiungere l’illuminazione. Il brano è infatti suddiviso in quattro parti. “Terra incognita” è il pezzo più “diretto” dell’album, con una ritmica più semplice e regolare; evocativo il testo, che racconta di misteriose terre in attesa di essere scoperte dall’uomo. In “Asrava” vi sono due delicate canzoni acustiche: “La leggerezza della libertà” e “Epilogo”, impreziosite dalle chitarre classiche di Fabio Gaspari e Massimo Maoli. A differenza del primo album, “Asrava” è stato registrato in maniera molto accurata (ndr - il primo è un live in studio), e infatti è costato alla band mesi di duro lavoro. Dopo la pubblicazione di "Asrava", il gruppo si dedica all'attività concertistica e dovremo attendere ben 13 anni prima di vedere un nuovo lavoro. 

LogoS - L'enigma della vita (CD, 2014)
(from George archives)


TRACKLIST:

01 / 02 - Antifona / Venivo da un lungo sonno
03. In fuga
04. Alla fine dell’ultimo capitolo
05. N.a.s.
06. L’enigma della vita
07. In principio
08. Completamente estranei
09. In quale luogo si fermò il mio tempo
10. Pioggia in campagna
11. Il rumore dell’aria

back cover LP

FORMAZIONE:

Fabio Gaspari - batteria, basso
Luca Zerman - organo, mellotron, synth, voce
Claudio Antolini - pianoforte, tastiere, synth
Massimo Maoli - chitarre

Special guests:
Alessandro Perbellini - batteria in “Alla fine dell’ultimo capitolo”
Simone Bistaffa - assolo di chitarra in “Venivo da un lungo sonno”
Simone Chiampan - batteria in “In principio”
Gianbattista Bodel - voce narrante in “Il rumore dell’aria”


Nel 2014, dopo 13 anni di silenzio discografico, i LogoS pubblicano il loro terzo album, un CD contenente 11 tracce. Ancora dal sito ufficiale della band: 
L’enigma della vita” rappresenta l’album della maturità, il felice risultato di dieci anni di creatività compositiva, attività live e vari cambi di line-up. Nel disco, oltre a Luca Zerman alle tastiere (ora cantante principale della band), Fabio Gaspari al basso (in quest’album suona anche la batteria dopo l’abbandono di Alessandro Perbellini nel 2004), e Massimo Maoli alle chitarre, suona il tastierista Claudio Antolini, che porta nel gruppo nuova linfa compositiva.

back cover CD

Le nuove composizioni oscillano fra le avvolgenti atmosfere del primo album e il tecnicismo di “Asrava”. “N.a.s.”, un lungo e complesso brano strumentale impreziosito dall’eccellente lavoro alle tastiere di Zerman e Antolini; “In principio”, dove Maoli crea con la sua 12 corde elaborati e suggestivi arpeggi; “In quale luogo si fermò il mio tempo”, un pezzo per solo pianoforte che riprende con uno stile malinconico e struggente la melodia principale di “N.a.s.” ; la title-track, che, forse, meglio di altri brani, dimostra la grande personalità musicale raggiunta dalla band. Le tastiere, pur occupando un ruolo di primo piano nell’album, non sono mai invadenti né eccessive; il lavoro alle chitarre di Maoli è anch’esso sobrio e misurato, ben lontano da certi eccessi tipici di molti chitarristi rock; Gaspari crea con il basso e la batteria un efficace ed essenziale tappeto ritmico. I testi sono lunghi ed articolati e si soffermano prevalentemente sul profondo mistero dell’esistenza umana. Come sopra ricordato, la versione Deluxe pubblicata nel 2020 è contiene 2 CD di cui uno con 6 tracce live. 
Di seguito le immagini contenute nel booklet.






Bene, siamo oramai agli sgoccioli di questa presentazione dei LogoS, un po' lunga, lo so, ma ne valeva la pena. Ancora una volta questi album dimostrano da un lato gli alti livelli raggiunti dai nostri musicisti, dall'altro il fatto che il progressive rock continua a godere di buona salute. E speriamo che continui così a lungo. Buon ascolto.


LINK Asrava (2001)
LINK L'enigma della vita (2014)

Post by George - Music by Osel & George

sabato 11 aprile 2026

Banco del Mutuo Soccorso - The 1975 recordings (live & studio) - New post and Re-post


Era il 1975. Un anno particolarmente florido per il Banco del Mutuo Soccorso, ricco di eventi. Ma torniamo indietro di due anni. Come ricorda J.J. John sul suo sito "John's Classic Rock", "poco dopo le registrazioni di Io sono nato libero (1973) anche il Banco subisce il suo primo rimpasto nella formazione: esce Marcello Todaro ed entra l’ex chitarrista degli Homo Sapiens, Rodolfo Maltese, che già da tempo collaborava con la band. Inoltre, in prospettiva di un lancio sui mercati esteri, nel 1974 il gruppo abbandona, pur se temporaneamente, la storica etichetta discografica Ricordi per esaminare alcune proposte contrattuali che nel frattempo erano arrivate dalla Warner Bros e dalla Manticore Ltd. Alla fine, la spunta la label di Greg Lake e Keith Emerson (la Manticore) che non solo pare avesse fornito maggiori garanzie economiche e artistiche, ma che aveva già avuto una certa dimestichezza con il nostro Prog avendo lanciato oltremanica la Premiata Forneria Marconi.


Così, mentre il Banco rallentava la sua attività dal vivo in Italia per collaudare la nuova line up (segnaliamo i concerti del 31/1/74 al Piper di Roma – data d’esordio di Maltese - e del settembre 74 a Villa Pamphili), partiva il progetto in lingua inglese che avrebbe visto la luce l’anno successivo col titolo di “Banco”, comunemente ricordato anche come “Banco IV”. Dotato di un'allegra copertina monocromatica raffigurante il solo Di Giacomo, il disco comprende sette brani di cui sei già editi nel primo e nel terzo LP e un inedito, “L’albero del pane”. Per l’occasione, il gruppo ri-arrangia e re-incide praticamente tutti i pezzi editi salvo la conclusiva “Traccia II” che viene ripresa pari pari da “Io sono nato libero”.


I testi sono tradotti in inglese dalla musicista statunitense Marva Jan Marrow, già collaboratrice di diversi artisti italiani quali La Bionda, Tony Renis, Guccini, Finardi, Fossati e Premiata Forneria Marconi, di cui era sentimentalmente legata al bassista Patrick Djivas". Salta all'occhio il fatto che non vi è nessun estratto da Darwin, album considerato il vertice creativo del gruppo. E' plausibile che non si sia voluto scomporre un concept. Mah, chissà qual è la vera motivazione. Va da sé che l'album ottenne un vasto successo di pubblico e di critica, sia in Italia che in Europa. Il primo concerto in cui venne presentato "Banco" ebbe luogo al Teatro Malibran di Venezia, alla presenza di Keith Emerson.  

Keith Emerson e Francesco Di Giacomo

Banco del Mutuo Soccorso - Banco (LP, 1975)
(new post)


TRACKLIST:

01. Chorale (from Traccia's Theme - strumentale- riarrangiamento del tema di “Traccia II”)
02. L'albero del pane (The Bread Tree)
03. Metamorphosis
04. Outside (R.I.P. - english version)
05. Leave Me Alone (Non mi rompete - english version)
06. Nothing's the Same (Dopo... niente è più lo stesso – english version)
07. Traccia II 

back cover LP

back cover CD

FORMAZIONE:

Francesco Di Giacomo - voce solista
Vittorio Nocenzi - organo Hammond, sintetizzatore
Gianni Nocenzi - pianoforte, clarinetto, sintetizzatore
Rodolfo Maltese - chitarra elettrica, chitarra acustica, tromba, voce
Renato D'Angelo - basso, chitarra acustica
Pierluigi Calderoni - batteria, percussioni

inside LP

L'album. pubblicato nel 1975 dall'etichetta Manticore in versione LP,  musicassetta e cartuccia stereo 8, venne ristampato in CD per la prima volta nel 1999 per il mercato giapponese. Negli anni a seguire fu oggetto di numerose ristampe. Come indicato nella tracklist gli inediti sono due: la breve Chorale, posta in apertura, e L'albero del pane

Torniamo a "John's Classic Rock": 
"Banco IV è veramente un lavoro molto ben confezionato che alterna sonorità sapientemente “english-oriented” (“Chorale”) con il proverbiale prog mediterraneo che raggiunge il suo apice ne "L'albero del pane”. Pur se le versioni inglesi risultano più fluide e meno aggressive di quelle in italiano (soprattutto nei dettagli acustici), ciò che salta subito piacevolmente all’orecchio è che nulla della primigenia freschezza delle composizioni originali viene snaturato né dai nuovi arrangiamenti, né dai testi, e a questo proposito occorre dire che la Marrow compì un lavoro davvero eccellente. Encomiabile per esempio è la traduzione di “Non mi rompete” che nel suo omologo “Leave me alone” non perde nemmeno per una sillaba la sua potente poetica. A conti fatti dunque, “Banco IV” fu sicuramente la migliore presentazione del nostro Prog in terra d’Albione".







Le riviste specializzate dedicarono ampi spazi all'album e al tour che ne seguì. Oltre al nostro amato Ciao 2001 (vedi copertina in apertura del post) parlarono del Banco Super Sound e anche la rivista spagnola Popular 1, giusto per citarne alcune. A proposito del concerto al Teatro Malibran di Venezia, vi invito a leggere l'articolo che scrisse a suo tempo (era il 13 aprile 1975) Marco Ferranti su Ciao 2001, riportato dal "Blog di Mat 2020" nel mese di marzo di quest'anno. Lo troverete cliccando qui


A proposito del tour di presentazione dell'album "Banco", nel 2005 l'etichetta Ma.Ra.Cash Records pubblicò un album intitolato "Seguendo le Tracce",  contenente 8 brani registrati dal vivo il 23 aprile 1975 al Teatro Verdi di Salerno. Nel 2024 l'album venne ripubblicato, sempre dalla Ma.Ra.cash, in versione doppio CD con copertina nera e con 2 bonus tracks.

Banco del Mutuo Soccorso - Seguendo le Tracce 
(CD, 2005 version)
(new post)


TRACKLIST:

01. R.I.P. (english version) - 8:58
02. L'albero del pane - 5:01
03. La danza dei grandi rettili - 11:31
04. Passaggio - 0:50
05.Non mi rompete - 6:03
06. Dopo...niente è più lo stesso - 12:36
07. Traccia II - 3:27
08. Metamorfosi - 26:15



Il concerto venne registrato a Salerno il 23 aprile 1975, quindi agli inizi del tour promozionale di "Banco IV". Quella che vi propongo è la prima versione del CD, risalente al 2005, in quanto quella più recente del 2024 è troppo "fresca di stampa" per essere postata. Il concerto contiene anche "L'albero del pane", brano inedito bellissimo, un canto gregoriano proveniente dalle ceneri delle sessions dell'opera rock "Francesco", risalente anch'essa al 1975, purtroppo mai pubblicata ufficialmente (la trovate però sulla Stratosfera). Rispetto all'album in studio, qui abbiamo una lunga versione di oltre 11 minuti e mezzo de "La danza dei grandi rettili" tratta da Darwin (con un fantastico assolo di tromba di Rodolfo Maltese nella sezione centrale), e la brevissima "Passaggio", come intro di "Non mi rompete". La ristampa 2024 contiene come bonus "La conquista della posizione eretta" e Traccia". 





BOOTLEG
Banco del Mutuo Soccorso - Discoteca "Big Ben", Ivrea (TO) agosto 1975
(re-post & re-load - post originale 11.06.2012)


TRACKLIST CD 1:

1. Prova strumenti
2. Chorale / Outside (R.I.P. english version)
3. L'albero del pane (The bread tree)
4. La danza dei grandi rettili
5. 750.000 anni fa...l'amore?
6. Non mi rompete

TRACKLSIT CD :

1. Dopo...niente è più lo stesso
2. Traccia II
3. Metamorphosis (encore)


Raro concerto registrato dal sottoscritto, quando ero ancora "sbarbatello", in una grande discoteca di Ivrea. Il post originale risale al11 giugno 2012 (link defunto da anni). Questo re-upload è stato richiesto da alcuni amici della Stratosfera, Quindi, per completare il trittico dedicato al Banco nel 1975, dopo l'album in studio e il live ufficiale, non poteva mancare questo doppio bootleg. Tutte le informazioni riguardanti il concerto, piuttosto accurate, le ritroverete cliccando qui  sulla vecchia pagina. Rispetto a "Seguendo le tracce" in questo concerto il Banco presenta anche "Chorale" e "750.000 anni fa...l'amore?".  Si chiude con una versione fiume di 27,30 minuti di Metamorfosi. La qualità della registrazione non è un gran che, ma era il 1975 ed io tra le mani avevo un Philips K7 con la mia bella cassettina C90 all'interno. Tecnologia spinta...





Per completare il quadro, se proprio volete, vi rimando ad altri due concerti registrati nel 1975 e postati sulla Stratosfera, con link attivi:
1. Live in Rimini, L'Altro Mondo, 5 agosto 1975 (qui) - repost eseguito il 17.02.2025
2. Live in Pisa 1975 (qui)

Con questo ho concluso. Vi auguro buon ascolto.


LINK Banco IV (studio)
LINK Seguendo le tracce (live)
NEW LINK Discoteca "Big Ben" - Ivrea, agosto 1975 - CD 1
NEW LINK Discoteca "Big Ben" - Ivrea, agosto 1975 - CD 2

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