venerdì 14 maggio 2021

NUOVI LINK

 

AVVISO AI NAVIGANTI

Come richiesta da alcuni amici frequentatori della Stratosfera, ho provveduto a rifare gli upload di alcuni album e mettere a disposizioni i nuovi link, visto che quelli precedenti erano inattivi da tempo.
Di seguito i NEW LINK. Quelli riguardanti ai due radioshow della PFM sono stati espressamente richiesti da Albe.

PFM live Radio RAI2 - Via Asiago in Roma - 1997  NEW LINK

PFM live Propaganda. ospite Elisa - 1998 NEW LINK

Nada e Reale Accademia di Musica - 1930: il domatore di scimmie (1975) NEW LINK

Nicosia & C Industria Musicale - Una favola vera (1973) NEW LINK

CIAO da George

Serie "Battiato and Friends Special Fan Collection" n. 75 - Franco Battiato live in Zaragoza, 10.10.1986 (radio show)

 

TRACKLIST (in spagnolo)

Franco Battiato è ancora una volta ospite graditissimo sulle pagine della Stratosfera. Grazie all'amico e collaboratore della Stratosfera, Kaiwanna, che ha il merito di averci inviato i file, abbiamo il piacere di condividere questo magnifico concerto tenutosi a Zaragoza, in Spagna, il 10 ottobre 1986 e trasmesso da Radio Saragoza. L'autore della registrazione  è un amico spagnolo di Kaiwanna, "battiatologo" di ferro di nome Christian Glaria, al quale va tutto il nostro ringraziamento, Come nel caso del recente post che racchiudeva il concerto della PFM a Bari nel 1997 (ancora grazie a Frank-One) dobbiamo adattarci ad ascoltare la voce del conduttore. Nulla di male, anche perché gli interventi sono brevi e discreti: abbiamo così la sensazione di ascoltare lo show in diretta. Vorrei ricordare che Franco Battiato ha alle spalle una discreta produzione di album in lingua spagnola. Tra questi "Nomadas", pubblicato dalla EMI sul mercato spagnolo proprio nel 1986. 


Oltre all'intero concerto, nella cartella dei file ho trovato le due cover e alcuni ritagli di giornale. La stampa spagnola a suo tempo diede ampio rilievo al concerto del nostro artista. Abbiamo quindi l'occasione di riascoltare il Battiato dei primi anni '80, da "L'era del cinghiale bianco" (1979) fino a "Mondi lontanissimi" (1985), con brani cantati sia in spagnolo che in italiano. La registrazione, inutile dirlo, è di ottima qualità. Grazie ancora a Christian Glaria e a Kaiwanna per questo splendido regalo che, ne sono certo, renderà felici tutti gli estimatori del Maestro. A voi, cari amici, porgo il consueto buon ascolto




Post by George - Music by Christian Glaria
Grazie a Kaiwanna per la "mediazione"

giovedì 13 maggio 2021

Marcello Capra - 1994 - Imaginations


TRACKLIST:

Aria Mediterranea (1978 - reissue)
01.Aria mediterranea
02. Biosfera
03.Il ballo degli gnomi
04.Danza russa
05.Il sole sulla palude
06. Merligen
07. Dedicato ad Irio
08. Canto di mare

Bonus Tracks (recorded in 1992)
09. Colombiana
10. Maior
11. Danza della pioggia
12. Knocking The Door
13. Viaggio all'isola di Tinder
14. Cavalcata
15. Hardog
16. Summertime
17. Rabbia (synthesizer – Aldo Russo)
18. Il treno degli schiavi (bass – Luciano Saracino; bongos – Tony Palmieri)


FORMAZIONE (tracce 1-8)

Marcello Capra -chitarre
Angelo Girardi - basso
Claudio Montafia - flauto
Mario Astarita - percussioni, vibrafono
Giovanni Vigliar - violino


Mi è capitato tra le mani questo CD pubblicato dalla Mellow nel 1994 è ho pensato di postarlo per due ragioni: la prima riguarda il mio personale apprezzamento per Marcello Capra, indiscutibile maestro della chitarra, specie quella acustica, alla pari di un altro grande chitarrista virtuoso quale Riccardo Zappa; la seconda riguarda invece il post di "Aria Mediterranea", realizzato dall'amico Roby nel lontano 1992 (qui), con il link inattivo da tempo. "Imaginations" ripropone l'intero primo album (track 1-8) con l'aggiunta di ben 10 bonus tracks registrate da Marcello nel corso del 1992. Si tratta quindi di una buona occasione per riscoprire "Aria Mediettranes" e per ascoltare le "nuove" tracce, sempre suonate con grande maestria. I musicisti che accompagnano Marcello Capra nelle ultime due tracce delle bonus tracks sono indicati a fianco del titolo. 
Non ho null'altro da aggiungere su Marcello (ex Procession, come ben sapete) se non ricordarvi di ascoltare "Fili del tempo", suo ultimo lavoro pubblicato dalla Electromantic nel 2019. Gran bel disco.
Appello finale: chi possiede "Danzarella" del 1997 si faccia vivo. 
Buon ascolto


LINK

Post by George

lunedì 10 maggio 2021

Serie "Bootleg" n. 323 - New Trolls, Parco dell'Acquasola, Genova, 17 luglio 1985 (soundboard)

FIRST TIME ON THE WEB 



TRACKLIST:

Part 1
a) Monmouth College Fight Song (Yellow Jackets cover)
b) Dieci orologi
c) Gli occhi del serpente
d) Musica
e) America O.K.

Part 2
a) Dentro un limone
b) Quella carezza della sera
c) Old Medley: Davanti agli occhi mei / Una nuvola bianca / Bella come mai /
Vent'anni / Un'ora / Annalisa / Adagio
d) Una miniera
e) Faccia di cane


FORMAZIONE

Gianni Belleno - voce, batteria
Nico Di Palo - voce, chitarra
Ricky Belloni - voce, chitarra
Vittorio De Scalzi - voce, tastiere
Beppe Quirici - basso


Secondo grande regalo da parte del nostro nuovo amico e collaboratore ALFA BERLINA. Sono di scena i New Trolls, dal vivo al Parco dell'Acquasola di Genova il 17 luglio 1985. Ancora una volta si tratta di un soundboard che vede la luce per la prima volta sulla rete. Una chicca in esclusiva per gli amici della Stratosfera. Gli anni '80 videro i New Trolls un po' in declino, alla ricerca di nuovi suoni al passo con i tempi (di allora) tra funky e un pop rock di matrice più "leggera". Persi per strada Giorgio Usai e Giorgio D'Adamo, i New Trolls si ritrovarono ridotti ad un quartetto e proseguirono la loro produzione discografica con gli album "FS" del 1981 (un concept album sul tema del viaggio) e "America O.K." del 1983, quest'ultimo in collaborazione con Mogol. Nel 1985 venne pubblicato il live "Tour", che segnò l'ingresso del bassista Beppe Quirici, riportando il gruppo a quintetto. E' la medesima formazione che troviamo in questo concerto. Sempre nel 1985 i NT parteciparono al Festival di Sanremo con Faccia di cane, con testi di Fabrizio De André e Roberto Ferri, vincendo il premio della critica. 


Passo ora la parola ad ALFA BERLINA per una sua breve testimonianza del concerto, visto che era presente alla serata. 
"New Trolls in versione funky in un parco dell’Acquasola (Genova) gremito all’inverosimile in una calda serata estiva. Un momento particolare dl gruppo, influenzato dalla musica americana del momento, Steve Wonder, Gino Vannelli e gli Yellow Jackets. E il concerto parte proprio con un pezzo ddi questi ultimi. La formazione è quella classica con al basso Beppe Quirici, bassista e produttore di molti artisti italiani come Ivano Fossati e Ornella Vanoni. Il gruppo è in gran forma, i brani sono suonati con grande forza e precisione e cantati con un grande uso dei cori che li hanno resi famosi. Gli amanti del prog resteranno a bocca asciutta, ma la performance è di grande classe".


In effetti l'unica nota nostalgica, se così vogliamo definirla, è rappresentata dall'Old Medley  dalla riproposta di Una miniera e di Una carezza della sera. I restanti brani della scaletta provengono in gran parte da "America O.K.". Come ho già scritto, la registrazione è superba. Il concerto era su un'unica traccia con i brani quasi incollati gli uni agli altri, A questo punto ho preferito suddividere l'intera performance, della durata di oltre un'ora, in sole due tracce separate. Non mi resta che augurarvi buon ascolto. Grazie ancora ad ALFA BERLINA per aver voluto condividere con noi questo gioiellino. 



Post by George - Music by ALFA BERLINA

martedì 4 maggio 2021

Serie "Etnic Italy" vol. 8 - Novalia - 1997 - Canti & Briganti

 

TRACKLIST:

01. Stella splendens - 5:45
02. La banda viola - 4:45
03. Ebla - 4:26
04. Sposa - 5:30
05. Zighela - 5:01
06. L'albero e la memoria - 6:14
07. Kairouan - 5:41
08. Entu - 4:58
09. Canti & Briganti - 5:07
10. Do' Lu Munnu Se Regira (Novalia & Kahwa) - 5:39

Bonus track
11. Omaggio a Tarkovskij (dal CD Sonora - The Compact 2/91 - allegato alla rivista)


FORMAZIONE

Raffaello Simeoni
Stefano Saletti
Giovanni Lo Cascio
Michele Frontino
Alessandro Strinati
Fabiana Manuelli

con

Alexander Balanescu (special guest su Kairouan)
Kahwa (Do' lu munnu se regira)
Antonello Ricci
Valeria Bartoli
Carmine Pagano


"Canti & Briganti", regalo del nostro amici e collaboratore Gaetano Simarco, è la quinta prova discografica della band in ordine cronologico, che segue l'EP "Corteo" del 1987, il live "L'Australiano" (Materiali Sonori, 1988), "Sabir" (primo intero album di studio pubblicato anch'esso dalla Materiali Sonori nel 1990) e "Griot", mini CD con 4 brani pubblicato nel 1996. Per riascoltare "Sabir" e leggere la recensione vi rimando all'ottimo post realizzato dall'amico Andrea Altrocanto nel 2018 che ritroverete qui. Il disco brilla ancora una volta nel panorama folk etnico, o meglio ancora della world music, per la capacità di coniugare sperimentazione a suoni della tradizione  mediterranea sulla scia di quell'altro capolavoro, il già citato "Sabir" (che privilegio per capacità espressiva e fusione dei suoni). Sottolineo due tracce, "Stella splendens" tratta da "Llibre Vermell", canto di pellegrinaggio al Monte Serrato del XIV secolo e "Zighela", ovvero cicala, liberamente tratta da una canzone di lavoro dei contadini emiliani. la bonus track è tratta dal CD allegato alla rivista "Sonora" 2/91 ed è un brano assolutamente atipico, totalmente elettronico, figlio dei Tangerine Dream della prima ora. 


I Novalia hanno un loro sito che contiene l'intera discografia, incluse le recensione degli album pubblicate su numerose riviste musicali italiane e internazionali (qui). Non solo, vengono riportate anche le partecipazioni alle compilation, dove spesso sono presenti brani inediti (come la bonus track in coda all'album). Tra le numerose recensioni ne ho scelte tre, che vi propongo qui di seguito. Naturalmente ho indicato la testata e l'estensore dell'articolo, laddove presente. 


RUMORE (Vittore Baroni)

Non è solo la presenza di ospiti d'eccezione come il violinista Alexander Balanescu o il gruppo egiziano Kahwa a fare di Canti & Briganti (Ludos/CNI) dei Novalia una delle migliori opere di gusto world music apparse in Italia negli ultimi anni. Col tempo si è fatta più decisa e smaliziata la scrittura di questa veterana formazione sia nei testi cantati in dialetti dell'Alto Lazio e dedicati a storie di vecchi e nuovi "briganti", poeti omosessuali, contadini sfruttati e ribelli sognatori, sia negli arrangiamenti di ampio respiro di Stefano Saletti che, impreziositi dai numerosi strumenti etnici, spaziano da struggenti melodie mediterranee senza tempo ai ritmi quasi jungle che si muovono sotto La Banda Viola. Menzione particolare per la misurata sensibilità delle interpretazioni vocali di Raffaello Simeoni, che pare aver lasciato definitivamente alle spalle ogni tentazione a facili gigionismi.

REPUBBLICA-MUSICA  (Francesco Mirenzi)

Rispetto al precedente Griot, del quale viene riproposta "Ebla", che brilla per il sapore antico della melodia, la ricerca etnica dei Novalia si arricchisce di nuovi ingredienti. Ritmi vicini alla jungle londinese, chitarre elettriche ("Zighela"), reggae e reverberi dub ("Entu"), campionamenti, sequencer, loop che contaminano ancor di più i suoni della tradizione. Spicca la voce dai forti colori popolareschi di Raffaello Simeoni - che si cimenta anche con ocarina, ciaramella, organetto e altri strumenti - il quale canta nei dialetti dell'Alto Lazio: reatino, sabino, cicolano. Storie di briganti come Berardino Viola, che imperversò a metà ottocento nella zona di Rieti ("La banda Viola"); le lotte dei contadini contro il padrone in "Zighela"; i pellegrinaggi ("Stella splendens"). Ospiti, davvero speciali, Alexander Balanescu (Kairouan) e il gruppo egiziano Kahwa ("Do lu munnu se regira").

FOLK ROOTS

"If there's a late '90s equivalent of folk rock - the bringing of traditions into a contemporary context - this is one major way of tackling it. Retreading the early '70s version is like playing trad. jazz: a perfectly reasonable occupation for old person and young fogeys but hardly of more than passing curriosity. England needs people doing this. While we wait for it, here's one to love".


Post by George - Music by Gaetano Simarco 

mercoledì 28 aprile 2021

Beppe Chierici - 2008 – Suppliche e celebrazioni (CD)



TRACKLIST:

 

1 Giustizia, invoco te!

2 Don Giovanni

3 La marcia nuziale

4 L'ochetta di Betta

5 Messa per l'impiccato

6 La margherita

7 Morir per un'idea

8 Saturno

9 Il relitto

10 Modesto

11 La rosa, la bottiglia e la stretta di mano

12 Amici miei

13 Supplica per essere sepolto sulla spiaggia di Sète

14 Passerina song (Bonus Track)

15 Piselino song (Bonus Track)

  

FORMAZIONE: 

 

Ettore De Carolis, Simone Lattanzi, Salvatore Di Stefano e “Gli armonici distratti”- strumenti non indicati


Ettore De Carolis - Arrangiamenti tr.1-2-5-6-8-9-10-11-12-14-15

Simone Lattanzi- Arrangiamenti altre tracce

  

In due precedenti occasioni (QUI e QUA) abbiamo riscoperto insieme a voi, cari amici stratosferici, i primi due “capitoli” di quell’immane ed encomiabile opera e di traduzione in italiano delle canzoni di Georges Brassens, fatica di Sisifo portata avanti da più di cinquant’anni da Beppe Chierici, singolare figura di attore e cantautore di cui abbiamo in precedenza ricostruito la storia.

Ci piace riprendere la pubblicazione del lavoro di questo autore/traduttore proprio in questo 2021 che segna il quarantennale della morte del grande maestro francese, senza il quale non avremmo avuto Fabrizio De André e un bel pezzo della nostra migliore canzone d’autore. E ci piace pubblicare questo nostro modesto contributo proprio il 28 aprile, il giorno in cui il grande vecchio Beppe Chierici compie 84 anni (portati alla grande): che sia per lui un piccolo regalo, speriamo gradito.

 



Per molti anni quei primi due lavori cui alludevamo (“Beppe come Brassens” e “Storie di gente per male”) erano rimasti lì, soli soletti, perduti nella lontananza degli anni Settanta, mai ristampati o convertiti in digitale, e per lungo tempo, quindi, patrimonio di pochi carbonari, almeno fino a quando la Rete li ha a poco a poco rimessi a disposizione di tutti.

Come già vi raccontammo, infatti, Beppe Chierici negli anni ’80 si trasferisce in Francia dove costruisce una brillante carriera di attore teatrale e cinematografico, abbandonando momentaneamente la sua dimensione musicale.


Sarà solo nel 2008 che, ripescando vecchie cose edite ed inedite e incidendo ulteriori nuove tracce, il buon Beppe darà alle stampe il terzo lavoro della serie dedicata alla traduzione italiana delle canzoni di Brassens. “Suppliche e celebrazioni” esce in CD prodotto dal basso per una piccola etichetta quale “Il Maggiolone”. L’album ha una distribuzione assai limitata e ben presto, nonostante il valore, se ne perdono le tracce. Poco o nulla compare sul Tubo. Discogs lo cita, ma non è mai stato messo in vendita.

Viste tali premesse, capirete che si tratta di un disco davvero raro, che ci pregiamo oggi di divulgare urbis et orbis con il benevolo consenso dell’autore, che poi nel corso degli anni ha continuato nella sua dolce fatica sulle canzoni dell’amico francese (magari avremo occasione di tornarci, se volete). Sappiate che a tutt’oggi l’ineffabile Beppe continua a tradurre, a cantare e a incidere Brassens (a breve completerà con le ultime 25 canzoni l’incisione in italiano della sua opera omnia) e, fatto ancora più straordinario, a portare in scena le canzoni e le storie del maestro francese, con vitalità davvero stupefacente (QUO abbiamo entusiasticamente recensito un suo spettacolo di un paio di anni fa).


Lo locandina dello spettacolo andato in scena nel 2019 all'Arciliuto
 di Roma

 

Ma torniamo a queste “Suppliche e celebrazioni”. Ancora una volta Beppe Chierici ci prende per mano e ci porta a far visita al mondo, così libero, così umano, così tenero e così divertente dell’autore del “Gorille” e di tante memorabili canzoni. Il disco inizia, non a caso, forse, con tre pezzi che con un sottile gioco del rovescio prendono spunto da inni e rituali religiosi. Parliamo della vibrante “Giustizia, invoco te!”, dell’esaltante “Don Giovanni”  e di quella commossa “Marcia nuziale” che non sarà certo del tutto nuova alle orecchie dei nostri amici.

Volendo potremmo inoltrarci nel gioco dei confronti con le versioni, più note, di altri autori, come per esempio “Morire per delle idee” e, appunto, “Marcia nuziale” di De André (quest’ultimo pezzo ha conosciuto anche la versione di Gino Paoli), senza dimenticare le letture in milanese e in italiano di Nanni Svampa. Ognuno poi si scelga l'adattamento che preferisce (che poi, per motivi psicologici/emotivi, è spesso il primo che si capita di ascoltare, fateci caso).


Un scatto di Beppe Chierici in scena

Particolarmente bella ci sembra “Supplica per essere sepolto nella spiaggia di Sète”, una canzone-testamento giocata sui toni della memoria, in cui il riposo della morte è visto con confortante leggerezza, come una lunga vacanza.


Da qualche parte (per esempio Antonello Lotronto nel suo saggio "Georges Brassens attraverso le sue canzoni", Ripostes, 1985) si è rimproverato a Chierici di essere fin troppo fedele al suo mentore, ricalcandone lessico, metrica e rime in una traduzione fin troppo fedele. Non intendiamo qua addentrarci in tale questione, ma ci sembra che il lavoro che Chierici fa su “La cane de Jeanne” possa valere, almeno in parte, a smentire tale affermazione:


TRADUZIONE LETTERALE:

L’anatra di Jeanne/ È morta attendendo l'anno nuovo... 

L'aveva deposto, la vigilia./ Meraviglia! Un uovo.   

 

VERSIONE DI BEPPE CHIERICI ("L'ochetta di Betta")

L’ochetta di Betta/ morì tre giorni fa/ dopo aver fatto un uovo/ e detto “Qua qua!"              

 

 

Da segnalare che in questo CD Chierici inserisce anche alcune canzoni nella versione già presente in “Storie per bene e per male” (“La rosa la bottiglia, la stretta di mano” e “Amici miei”), per poi ripescare anche “Il relitto”, tratto dal suo 45 giri del 1970 e rimpolpare il tutto con due sue composizioni gemelle, per così dire, “Passerina song” e “Pisellino song” due canzoni-catalogo che ben si inseriscono nel filone più bonariamente provocatorio di Brassens.


Un intenso primo piano di qualche anno fa

Il filo comune che lega la scelta di questi brani dall'immenso canzoniere del maestro francese, è ben spiegato dallo stesso Chierici all'interno del booklet:



Infine, una annotazione: la maggior parte dei brani sono arrangiati e suonati da Ettore De Carolis (lo ricorderete sicuramente nei Chetro & Co.), storico sodale di Beppe Chierici anche nei precedenti lavori. Anche se il libretto (che vi mettiamo in link, per le sue note e i testi) non lo specifica, si tratta di tracce realizzate diversi anni prima, alcune delle quali (i due pezzi inediti, per esempio), risalgono a fine anni ’70. Gli altri brani sono invece incisioni ad hoc curate da Simone Lattanzi, che vi suona il clarinetto e si occupa anche della registrazione e del missaggio. Simone è purtroppo scomparso prematuramente nel dicembre del 2019 ed era il fonico del gruppo in cui chi scrive, scusate la nota personale, cantava negli anni ’90 e 2000. Abbiamo passato insieme tante epiche serate difficili da raccontare, con lui ci siamo divertiti e incavolati come con pochi altri. Era una brava persona. Gli volevamo bene. 



A Simone, permettetemi, è dedicato questo post.


 

LINK DISCO


LINK BOOKLET 

 



lunedì 26 aprile 2021

Omaggio a Milva (1939-2021 - R.I.P.) - Non conosco nessun Patrizio (dieci canzoni di Franco Battiato) - 2010

 

TRACKLIST:

01. Una storia inventata (Battiato - Pio) – 4:12
02. Non conosco nessun Patrizio (Battiato - Sgalambro) – 3:21
03. Le aquile (Battiato - Pio) – 3:27
04. I giorni della monotonia (Battiato - Sgalambro) – 3:14
05. I processi del pensiero (Battiato - Camisasca) – 3:15
06. Il ballo del potere (Battiato - Sgalambro) – 3:46
07. Io chi sono? (Battiato - Sgalambro) – 3:38
08. Bist du bei mir (Battiato - Sgalambro) – 3:44
09. Segnali di vita (Battiato - Pio) – 3:11
10. Risveglio di primavera (Battiato - Pio) – 3:31


MUSICISTI:

Milva - voce
Davide Ferrario - chitarra
Carlo Guaitoli - tastiera, pianoforte
Demetrio Comuzzi - viola
Luca Simoncini - violoncello
Alessandro Simoncini - violino
Luigi Mazza - violoncello

    BREVE PREMESSA
Non volevo lasciare trascorre troppo tempo dalla sua scomparsa per rendere omaggio a questo colosso della musica italiana. Pertanto troverete sul nostro blog, in via del tutto eccezionale, due post nello stesso giorno. Nulla di male, si tratta di proposte musicali che stanno agli antipodi e che vi daranno la possibilità di gustarle entrambe nei prossimi giorni. Ed ora veniamo al nostro disco-ricordo, ovvero il terzo capitolo frutto della collaborazione tra Milva e Franco Battiato. Un disco di notevole spessore, racchiuso in una copertina intrigante e un po' trasgressiva  dove emerge anche la bellezza della cantante. 

 
 E così la grande Milva, "La Rossa" per antonomasia, se ne è andata pochi giorni fa, il 23 aprile, all'età di 81 anni, portando con sé oltre 60 anni di storia della musica italiana. Milva nel corso della sua lunga carriera artistica ha messo a nudo le sue due anime: quella di artista cosiddetta "leggera", fatta di canzoni melodiche e di presenza sanremesi e quella di artista impegnata, alle prese con i canti della libertà o con le interpretazioni di grandi autori quali Edith Piaf e Bertolt Brecht. Proprio nel 1981 nasce il sodalizi con Franco Battiato che sfocerà nella realizzazione dell'album "Milva e dintorni" (1982), il primo episodio della trilogia legata al Maestro. Sulla Stratosfera troverete tutti gli album di Milva/Battiato, anche nelle versioni in altre lingue, pubblicati sui mercati stranieri. 


All'appello mancava solo "Non conosco nessun Patrizio", pubblicato nel 2010 e contenente 10 brani frutto della penna di Battiato con Giusto Pio e con il filosofo Manlio Sgalambro. Le cover, per la precisione sono 9, mentre il brano che dà il titolo all'album è un inedito. Wikipedia ci ricorda che con questo album Milva annunciò il suo addio alle scene, almeno per quanto riguardava le esibizioni dal vivo, dopo mezzo secolo di palcoscenici vissuto in tutto il mondo. Con la sua scomparsa "Non conosco nessun Patrizio" risulta essere il suo ultimo lavoro pubblicato in vita. 
La grande voce di Milva, calda e coinvolgente, ci accompagna in questo ultimo lavoro discografico. Se volete leggere una recensione vi romando a questo blog (qui)
Non voglio aggiungere altro. Ciao Rossa. Ci mancherai. 



Post by George

Radio City: The First Two Album: Correndo verso la libertà (1986, vinyl) & Sobborghi (1988, vinyl)

 

TRACKLIST:

01. Terre bruciate
02. Cile
03. Navi dall'Ovest
04. Running Toward The Freedom
05. The Remedy Is Effective
06. We All Have Fear
07. Take The Gun
08. Not All Can Bear This


FORMAZIONE

Andrea De Luca - voce, chitarra ritmica, armonica
Enrico De Luca -basso
Luca Grandi -chitarra solista
Fabrizio Casadei - batteria

Radio City in concerto nel 2003

Qualche tempo fa un nostro amico navigatore aveva richiesto sui commenti gli album dei Radio City, piuttosto difficili da reperire, anche perché stampati in solo vinile nel corso della metà degli anni '80. Ed ecco che quel diavolo di Frank-One ha estratto dai suoi sconfinati archivi nientemeno che i primi due album di questa band bolognese, rippandoli direttamente dai vinili. Oh gioia, finalmente riusciamo ad ascoltarli. Ho fatto qualche ricerca sul web per riportare la loro biografia. L'unico sito che ho trovato è "Tiscali" dal quale ho attinto queste informazioni (e le foto, ad eccezione delle copertine, sempre inviate da Frank-One) Ecco quello che ho trovato:
"I Radio City eseguono i primo concerti dal vivo all'inizio degli anni Ottanta. Il nucleo originario della band è quello che ho riportato qui sopra (non credo che vi siano state variazioni nella line up). Il primo disco "Correndo verso la libertà" esce nel 1986 (Tiscali indica il 1985) per l'etichetta indipendente Sub Cave Records. Viene recensito da riviste musicali di tutto rispetto quali Mucchio Selvaggio, Rockerilla, Ultimo Buscadero, Urlo, Tuttifrutti e dal quotidiano Repubblica. Il disco entra nella playlist dei 10 migliori album europei e nel mese di agosto dello stesso anno raggiunge il 1° posto nella classifica delle indipendenti italiane".


Il disco si distingue per la sua aggressività. Rock? Punk? Sicuramente un pugno nello stomaco che scuote il panorama musicale nazionale. Brani brevi, tiratissimi (fa eccezione la traccia posta in chiusura), le chitarre lancinanti su un tappeto ritmico potente, che ti lascia senza fiato. Otto tracce delle quali la maggior parte cantate in inglese. "Take the Gun" ci riporta direttamente ai Clash, mentre "Cile" su apre sulle note de "Il condor pasa" per poi esplodere con le chitarre impazzite di Andrea De Luca e Luca Grandi. Gran bell'esordio, nulla da dire.
"Sempre nel 1986 il gruppo apre i concerti di Green On Red, Wall of Voodoo e Billy Bragg. Nel 1987 partecipano alla Biennale Giovani di Salonicco come gruppo rappresentante la musica italiana rock all'estero. E nel 1988 esce il loro secondo album "Sobborghi".

Radio City - 1988 - Sobborghi


TRACKLIST:

01. Sulla strada
02. Freddi anni di gloria
03. Il re della città
04. 4 rose rosse per Joe l'Americano
05. Il canto delle cicale
06. Topi di fogna (tra le luci di Bologna)
07. A 12 anni
08. Città in espansione
09. Ladro e assassino
10. Sobborghi


FORMAZIONE

Andrea De Luca - voce, chitarra ritmica, armonica
Enrico De Luca -basso
Luca Grandi -chitarra solista
Federico Poggipollini - chitarra solista
Fabrizio Casadei - batteria


Il secondo album, a distanza di due anni dall'esordio, viene pubblicato dalla sotto etichetta della EMI, Ala Bianca - River Nile. Stessa sorte di "Correndo verso la libertà: pubblicato in solo vinile e mai più ristampato. Il disco è una vera sorpresa: lasciatosi alle spalle il rock duro e arrabbiato i Radio City registrano un vero gioiello, in perfetto stile Paisley Underground, quel genere che si rifaceva ai classici suoni psichedelici, sviluppatosi a Los Angeles nella prima metà degli anni Ottanta e che vedeva tra i suoi alfieri gruppi quali Dream Syndicate, Rain Parade, Long Ryders, Green On Red, giusto per citarne alcuni. Le 10 tacce sono tutte cantate in italiano, con  testi graffianti. Il sound che ne esce è un mix di suoni acustici ed elettrici, con begli assoli di chitarra e inserti di armonica e di sax. Un disco molto "americano", un album maturo e di grande bellezza. 


 Proseguendo con la biografia della band, sempre tratta da "Tiscali", si legge che anche questo secondo disco viene recensito dalle solite riviste musicali italiane (Mucchio Selvaggio, Rockerilla, Ultimo Buscadero, Targato Italia, Mongolfiera, Blu, Velvet) oltre alla pagina di Repubblica. "Il disco resta sette mesi nella playlist dei migliori 10 album italiani; entra a far parte della formazione Federico Poggipollini alla chitarra solista, già con i Litfiba e oggi(?) con Ligabue." 
Al di là di questi due primi album la storia dei Radio City prosegue negli anni a seguire. Riporto in sintesi quanto pubblicato da Tiscali. "Nel 1990 sono al primo posto, come miglior gruppo live, al City Square di Milano e al concorso J&B Talentscout indetto da Radio 105 Network in collaborazione con la casa discografica CGD. Nello stesso anno subentrano nuovi elementi: alla batteria Marco Gualandra (ex Windopen), alla chitarra solista Alessandro Daltri e ai fiati, tastiere e cori Alberto Pietropoli. La band resta in attesa di un contratto che però sfuma". 


"Nel 1994 il gruppo pubblica un CD singolo dal titolo "Guerra al treno" con lo pseudonimo di Quinta Strada, prodotto da Guido Felicani per l'etichetta Nuove Ali / Giungla Srl. Il disco è destinato alle radio e la canzone, prima classificata a Milano (?), viene premiata da una giuria composta tra gli altri da Enrico Ruggeri e Raf. Nel 1995 vantano collaborazioni artistiche con l'arrangiatore Luca Orioli (Gaznevada, Righeira, Stadio)  e con Massimo Bubola, Partecipano alle trasmissioni televisive Roxy Bar e Help sempre con lo pseudonimo Quinta Strada". Il 1998 consacra l'uscita del terzo disco "Nevica in Nebraska", autoprodotto e praticamente introvabile. Nemmeno Frank-One è riuscito nell'impresa. Tutto detto. Nel disco appaiono Gaetano Pellino alla chitarra e Massimo Bertusi alla batteria". 

La copertina di "Nevica in Nebraska"

Ultimi scampoli: "nel 2000 esce il demo "Radio City" con Saverio Pasotti dei Windopen alle chitarre. Dal 2000 al 2003 il gruppo è impegnato in numerosi concerti live e nel 2003 viene annunciato (ma non sappiamo se è stato pubblicato - ndr) un nuovo CD dal titolo "Neuropa". E qui termina la biografia dei Radio City: dal 2003 in poi le tracce si perdono. Restano però questi due grandi LP che, grazie all'ennesimo regalo di Frank-One, possiamo condividere con tutti gli amici della Stratosfera. 
Buon ascolto.


LINK - Correndo verso la libertà (1986)
LINK - Sobborghi (1988)

Post by George - Music by Frank-One

domenica 18 aprile 2021

Serie "Just One Record" vol. 10 - LA N.A.V.E. - 2000 - Le quattro stagioni

 


TRACKLIST:

1. Primavera (21:56)
2. Estate (4:41)
3. Autunno (7:18)
4. Inverno (8:13)


FORMAZIONE:

Sergio Muzi - chitarre, voce e percussioni
Enzo Muzi - tastiere, piano, trombone
Dario Di Censi  -batteria, percussioni
Giorgio Brugnone - basso, mixer


Unica prova discografica per questo gruppo romano, regalo del nostro amico Gaetano Simarco. Ecco il suo commento:
"La N.A.V.E. (Nuovo Avanguardia Voci Etniche) ha pubblicato nel 2000 (Mellow Records), questo concept album ispirato alla successione delle quattro stagioni dell’anno, che è composto da quattro brani, ognuno dei quali rappresenta una stagione dell'anno. La musica è fortemente radicata nella scena prog italiana degli anni '70. L'album è introdotto dalla suite di 22 minuti ( "Primavera"), un piccolo tesoro prog  con organo in evidenza e passaggi di chitarra che iniziano lentamente una serie di note intrecciate, e l'utilizzo del trombone e il piano che disegna un quadro malinconico. Il secondo brano (Estate), la traccia più breve, ne segue le stesse coordinate, con l'utilizzo della chitarra acustica e dei sintetizzatori. In Autunno è sempre l'organo a tirare le fila con l'utilizzo anche dei sintetizzatori e con assoli di chitarra più decisi. Inverno chiude l'album, suddiviso in due parti, ed è un brano più vivace che culmina con una sveglia che suona".
 
La mente vuota (introduzione)
    1. Primavera: 21:59
        La macchina del tempo
        Dopo la pioggia
        Luna nuova
    La pressione aumenta:
       2. Estate: 3:41
    Un tintinnio vorticoso (strumentale):
        3. Autunno: 7:16
    Honorem al tempo:
        4. Inverno


In linea con quanto scritto da Gaetano è questo stralcio di recensione pubblicato sul blog "Arlequins.it": "Le sonorità delle tastiere specialmente ci riportano direttamente ad un underground perduto; di recente abbiamo ascoltato qualcosa di simile coi Men Of Lake, anche se le sonorità de La NAVE sono meno spigolose, più melodiche, ma anche più ossessive, e le atmosfere più teatrali. Non scorderei tra i riferimenti Banco o Balletto, o anche i Nuova Era, pur senza il dispiego di tastiere di questi gruppi".
Non resta che passare all'ascolto, con la benevolenza di Antonio Vivaldi che sta osservando, non senza perplessità, il suo omonimo capolavoro ripreso nientemeno che da un gruppo rock. 
Buon ascolto


LINK

Post by George - Words & Music by Gaetano Simatco