sabato 21 febbraio 2026

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 102 - Santana live at Palaeur, Roma, 27.04.1983 (a gift by Morris)


TRACKLIST CD 1:

01 - intro
02 - Nowhere to Run
03 - Hold On
04 - Tales of Kilimanjaro
05 - Black Magic Woman / Gypsy Queen
06 - Oye Como Va (Tito Puente cover)
07 - Incident at Neshabur
08 - Watch Your Step (Brother Phelps cover)
09 - Aqua Marine
10 - That's the Way God Planned It (Billy Preston cover)
11 - Savor
12 - Jin-go-lo-ba (Babatunde Olatunji cover) (Jingo)


TRACKLIST CD 2:

13 - Havana Moon (Chuck Berry cover)
14 - Soul Sacrifice
15 - Open Invitation
16 - She's Not There (The Zombies cover)
17 - American Gypsy
18 - Europa (Earth's Cry, Heaven's Smile)
19 - Shango

encore
20 - Samba Pa Ti
21 - Super Boogie / Race with the Devil on a Spanish Highway
22 - Shake Your Money Maker (Elmore James cover)


FORMAZIONE:

Carlos Santana - lead guitar, vocals, percussion
Greg Walker . vocals
Keith Jones - bass
Chester D. Thompson - keyboards
Graham Lear - drums
Raul Rekow - congas, bongos, percussion, backing vocals
Armando Peraza - congas, bongos, percussion, backing vocals
Orestes Vilató - timbales, percussion


Ringrazio moltissimi l'amico Morris per avermi inviato tempo fa questo ottimo concerto dei Santana e, nel contempo, mi scuso con lui per averlo tenuto un po' troppo tempo nel cassetto. Era da parecchio tempo che volevo dedicare qualche pagina al grande Carlos e alla sua band. Il concerto che ci ha regalato Morris - almeno nelle mie intenzioni - farà da apripista ad altre esibizioni dei Santana sul patrio suolo, in particolare negli anni '70. Quando si parla di quel decennio le date e le location sono sempre piuttosto confuse. Di certo il primo breve tour dei Santana risale al 1971. Allora eravamo tutti follemente innamorai della sua lancinante chitarra, ancora rovente dopo l'esibizione a Woodstock '69. Ma qui i ricordi si perdono nelle nebbie del tempo. Seguì un breve tour nel 1973 e, infine, il decennio si concluse con il disastro del 1977. 


  Ne parleremo in modo dettagliato riportando in superficie non solo le registrazioni audio salvate, ma anche alcuni momenti di storia contemporanea legati ai famigerati "anni di piombo" e alle contestazioni prima, durante e dopo i concerti. Sta di fatto che dopo quel drammatico tour del 1977 i Santana (ma non solo loro) non vollero più tornare a suonare in Italia. Solo nel 1983, passati i momenti di furore e navigando in acque più tranquille, Carlos Santana e la sua band tornarono in Italia. Il mini tour del 1983 comprendeva solo tre date: il 26 e 27 aprile al Palaeur di Roma e il 28 aprile al Palasport di Genova. Le date sono confermate dal sito ufficiale di Carlos. Visto che il tour andò liscio, i promoter lo chiamarono in Italia anche l'anno successivo. Un paio di concerti di quest'ultimo tour sono documentati su bootleg. 


Per tornare al nostro concerto va ricordato che i Santana nel 1983 effettuarono un lungo tour mondiale per promuovere l'album "Shango", realizzato in studio nell'agosto dell'anno precedente, nonché  il disco solista di Carlos, "Havana Moon" pubblicato nel 1983. Concluso il breve tour italiano i Santana conclusero l'european leg  in Germania e in Gran Bretagna.  



Ascoltare i gloriosi Santana significa, per molti di noi che abbiamo qualche annetto sulle spalle, fare un tuffo nel passato, lasciandoci trasportare dalla magica chitarra di Carlos e dal tappeto di percussioni che lo supportava. Io purtroppo non ho avuto l'opportunità di vederlo e sentirlo dal vivo nei decenni passati, ma forse qualche amico navigatore ha assistito ad un suo concerto e potrà trasmetterci le sue emozioni e raccontarci la sua esperienza.  Il vecchio leone, uno dei grandi eroi di Woodstock '69 immortalato nel docufilm di Michael Wadleigh mentre col suo gruppo esegue "Soul Sacrifice" (proposta anche nel nostro show romano), ha oggi 78 anni e continua a esibirsi dal vivo nonostante alcuni problemi di salute che lo hanno afflitto, tra cui un infortunio alla mano sinistra all'inizio del 2025 e un intervento al cuore nel 2021. Ma nonostante tutto, mi sembra che stia "tenendo duro". 


La nostra scaletta include prevalere i grandi successi storici, da Black Magic Woman a Oye Como Va, da Savor a Soul Sacrifice . Al nuovo album vengono dedicati solo tre brani. Grandioso il finale, con i bis concessi al caloroso pubblico romano: Samba Pa Ti apre il trittico che si conclude con Shake Your Money Maker, una cover del potente rock n' roll di Elmore James. A proposito di cover, dal momento che le stesse vengono indicate nella tracklist, mi permetto di fare l'azzeccagarbugli e ricordare che "Gypsy Queen", la coda di "Black Magic Woman" è una composizione originale del chitarrista ungherese Gabor Szabo. risalente al 1966. Merita particolare attenzione la versione qui proposta di "She's Not There" degli Zombies che, nella sezione entrale, riprende nientemeno che "Marbles", brano composto da John McLaughlin e collocato in apertura dello storico LP "Santana & Buddy Miles! Live!" del 1972. 
Basta, qui mi fermo. Dopo un ultimo grazie a Morris non mi resta che augurarvi buon ascolto. A presto.


LINK (2 CD)

Post by George & Morris

giovedì 19 febbraio 2026

Over Fourteen - Giudizio Universale (CD, 2010) - special post by Frank-One

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01. Giudizio universale
02. La paura di vivere
03. The witch
04. Superflash
05. Wc
06. Cosa le dirò
07. Luna Park
08. Route Sixty Six
09.Fire in the room

Bonus tracks:

10. Inferno musicale (live)
11, All the religions
12. Ratman


FORMAZIONE:

Mauro Coluzza - chitarra
Fabio Foroni - tastiere
Stefano Folchi - basso
Massimo Frascarelli - batteria
Stefano Rinelli - voce


Premessa by George

Breve premessa prima di lasciare campo aperto al nostro caro amico Frank-One. Lo ringrazio moltissimo non solo per le continue citazioni della Stratosfera all'interno delle sue trasmissioni radiofoniche del martedì (che linkiamo regolarmente sul nostro blog), ma anche e soprattutto per avere mantenuto la promessa di inviarmi i file di questo raro e unico CD degli Over Fourteen, band romana che Frank-One aveva presentato qualche settimana fa in "The Prog Side of the Moog". Se ben ricordo questo album era stato richiesto anche da altri ascoltatori. Non solo, ma oltre ai nove file che compongono il CD (attenzione perché la tracklist indicata nella back cover non è corretta) troviamo tre bonus tracks assolutamente inedite, che sarebbero dovute confluire sul secondo album del gruppo, che non vide mai la luce. Rarità nella rarità. Abbiamo così a disposizione ben 12 tracce di ottimo hard rock, quello sanguigno, di stampo tradizionale anni '70, che farà la gioia di tutti gli amanti dei Deep Purple & Co. (come il sottoscritto). My God, che assoli di chitarra incredibili. La data di pubblicazione del CD, ovviamente autoprodotto e, se ben ricordo, stampato in tiratura limitata, è del 2010. Non sforzatevi  a cercare sul web informazioni sugli Over Fourteen e su "Giudizio Universale", perché sono praticamente inesistenti. E ora spazio a Frank-One. 


Biografia degli Over Fourteen (a cura di Frank-One)

Il gruppo nasce nel 2006 quando Mauro Coluzza (chitarra) e Max Frascarelli (batteria), già insieme in precedenti formazioni, contattano tramite un annuncio Stefano Folchi (basso), e a seguire Fabio Foroni (tastiere), con l’idea di creare musica originale. I quattro iniziano a provare mettendo in comune tutte le passate esperienze e passioni musicali (hard rock, blues, progressive italiano ed inglese anni 70) e subito prendono forma le prime composizioni. Nel 2007 si unisce al gruppo Stefano Rinelli (voce) che porta in dote la sua capacità di creare testi e melodie, e lo stile dei brani inizia a delinearsi in maniera più definita. I pezzi risentono delle diverse estrazioni musicali e capacità tecniche di ciascuno dei componenti, e sono ricchi riferimenti e citazioni che guardano soprattutto agli anni 70: stacchi, cambi di tempo, assoli, tempi dispari ma con un suono attuale ed un’attenzione particolare a testi e melodie “a presa rapida”. La produzione musicale è sovrabbondante e a seguiti della pubblicazione dei primi brani sul web e dei sorprendenti riscontri in termini di download e preferenze arrivano da più fonti le richieste per la produzione di un album. Da Settembre 2007 ad oggi il gruppo lavora alla composizione, arrangiamento, registrazione e mixaggio dei 9 brani che costituiscono il primo CD del gruppo, senza però trascurare l’aspetto esecutivo live con la partecipazione ad eventi e concerti come l’edizione romana del tour “Talenti per Natura 2008” di Radio Lifegate, nella quale ottengono il secondo posto nella classifica di gradimento degli ascoltatori “  
Il gruppo sostiene la Onlus MEWE, che gestisce un orfanatrofio con 23 splendidi bambini in Ghana, località Wawase, donando il 30% di tutti i proventi derivati dall’attività musicale. Acquistando questo CD hai sostenuto al sostentamento quotidiano dell’orfanatrofio. 


I commenti di Frank-One

Queste righe accompagnavano l’album (ahimè l’unico) di questo gruppo che ebbi la fortuna di frequentare nelle mie trasferte romane dal 2010 al 2015. Assistetti alle loro prove e ricevetti sempre un’accoglienza come fossi un sesto componente. In quegli anni collaboravo a Radio Popolare e talora trasmettevo qualche brano del loro repertorio. Tra l’altro erano “in pista” per un secondo lavoro, in piena attività salirono in Brianza (mi sembra di ricordare Cantù) dove vinsero un contest di musica Prog con Inferno musicale che troverete nell’interpretazione live come bonus track assieme ad altri brani che avrebbero dovuto far parte del loro secondo lavoro, e che mi furono prodotti in anteprima. Poi come un fulmine a ciel sereno un giorno Stefano Folchi, col quale era nata una particolare empatia così come col batterista Massimo Frascarelli, mi chiamò comunicandomi che avevano deciso di sciogliere il gruppo. Non compresi mai i motivi. Stefano proseguì a suonare con una cover band dei Deep Purple (i Purple Heads;  a questo proposito vi invito a visionare su Youtube la loro versione live di When a Blind Man Cries (qui, il canale YT del gruppo con numerose cover live dei Deep Purple - ndr) e siamo sempre rimasti in contatto, pur non riuscendoci più ad incontrare negli ultimi anni. Pochi mesi fa la terribile notizia della scomparsa di Massimo Frascarelli. 
Ecco il loro unico album unitamente ad alcune bonus tracks. Buon ascolto



Post by Frank-One (with a little help by George)

martedì 17 febbraio 2026

RE-POST & RE-LOAD - Area Live in Cuneo, 21.05.1974 (post originale 4 settembre 2011)


TRACKLIST:

01 - Introduzione
02 - Luglio agosto settembre (nero)
03 - Introduzione a L'abbattimento dello Zeppelin
04 - L'abbattimento dello Zeppelin
05 - ZYG (crescita zero)
06 - Cometa rossa
07 - Brujo
08 - Introduzione a Lobotomia
09 - Lobotomia


FORMAZIONE:

Demetrio Stratos - voce, organo
Patrizio Fariselli - tastiere, fiati
Paolo Tofani - chitarra
Ares Tavolazzi - basso
Giulio Capiozzo - batteria


Questo è uno di quei bootleg che vale veramente la pena rendere nuovamente disponibile. Ho colto al balzo la richiesta dell'amico Albe per rifare l'upload di questo concerto pubblicato sulla Stratosfera nei suoi primi mesi di vita. Pensate che il post originale venne realizzato da Roby (che colgo l'occasione per salutare) il 4 settembre 2011 ed era il n. 2 della serie "Bootleg" oggi giunta al n. 367. Il concerto venne registrato a Cuneo il 21 maggio 1974, ovvero tre mesi prima della data ufficiale di pubblicazione di "Caution Radiation Area " (19 agosto 1974). Djivas se ne era già andato per raggiungere la Premiata Forneria Marconi e al suo posto era entrato in organico Ares Tavolazzi. La scaletta raccoglie i principali brani pubblicati nei primi due album. La qualità dell'audio non è delle migliori ma il documento sonoro è imperdibile. Non resta che passare all'ascolto o al ri-ascolto. Alla prossima



Re-post & Re-load by George 

lunedì 16 febbraio 2026

Serie "Bootleg" n. 367 - Banco del Mutuo Soccorso - Concerto RAI Torino 1980


TRACKLIST:

01. Di terra
02. Garofano rosso
03. E mi viene da pensare
04. R.I.P.
05. Canto di primavera
06. Interno città
07. Percussioni
08. Capolinea (II parte)
09. Il ragno
10.Non mi rompete
11. Circobanda
12. Traccia II
13. Capolinea (I parte) - cut end


FORMAZIONE:

Vittorio Nocenzi / tastiere
Gianni Nocenzi / pianoforte, sintetizzatori
Francesco Di Giacomo / voce
Rodolfo Maltese / chitarra, tromba
Pierluigi Calderoni / batteria, percussioni
Gianni Colajacomo / basso
Karl Potter / percussioni


In apertura non possono mancare i ringraziamenti. Grazie grande Osel per avere recuperato questo concerto del Banco del Mutuo Soccorso risalente al 1980 nella sua interezza. E' verosimile che il concerto qui proposto (qualità audio soundboard) coincida quasi completamente con il DVD "Banco Live 1980" pubblicato dalla AMS nel 2006 (quello con i danzatori sui trampoli). Perché quasi? Per la semplice ragione che il nostro concerto contiene anche "Traccia II" (assente nel DVD), mentre "Capolinea" è suddivisa in due parti, come nell'omonimo album live. La copertina del bootleg riporta la dicitura "Concerto RAI" (sulla sede ho delle riserve) dal momento che venne ripreso e trasmesso dall'emittente televisiva di Stato. 


Presumo che questo show (se non vado errato registrato a Viterbo) rientri nel tour promozionale dell'album "Canto di primavera", pubblicato nel 1979 e seguito dal live "Capolinea", registrato nell'omonimo locale milanese. Non a caso la tracklist contiene E mi viene da pensare, Interno città, Circobanda e, naturalmente, la title track. Da segnalare la particolare rivisitazione di R.I.P., con un ritmo più swingante rispetto all'originale e priva della sezione conclusiva. Splendida Capolinea (I parte) con la tromba di Rudy Maltese che fa faville. Incredibile. Peccato solo che il finale sia stato tagliato. Per la cronaca il DVD si conclude con una lunga intervista (quasi 38 minuti) a Vittorio Nocenzi. Io l'ho retta per i primi 5. Bene, con questo è tutto. Cari amici, vi auguro buon ascolto.




Post by George & Osel

sabato 14 febbraio 2026

Serie "Just One Record" - Free Wave System - Nonostante tutto (LP 1981 - ristampa CD 2004)

 

TRACKLIST:

01. Oltre il tempo (2:16)
02. Xenophobia (2:51)
03. La coda di Mr. Freeman (4:57)
04. 21/5/81 (3:43)
05. Flavours (4:50)
06. Nonostante tutto (4:31)
07. Fonodipendenza totale (5:12)
08. Mia zia Frenesia (2:35)
09. Frammenti (4:46)
10. Soft Imagine (5:30)


FORMAZIONE:

Luca Morandi - piano, organo, synth
Mauro Ravizza - sax tenore, sax soprano
Luciano Devietti - basso elettrico
Enrico Morandi - batteria, percussioni


"Nonostante tutto ce l'abbiamo fatta!". Potrebbe essere l'esclamazione di molti gruppi che dopo numerose fatiche e un po' di intoppi sono riusciti a registrare il loro primo album, Spesso, come nella fattispecie, il primo resta anche l'unico. I Free Wave System, un ottimo quartetto di jazz rock proveniente da Torino, registrarono nel 1981 nel White Studio di Lanzo Torinese questa unica ma convincente prova discografica pubblicata dalla Drums Edizioni Musicali. Dopo oltre 20 anni di oblio, la Mellow Record nel 2004 ristampò il prezioso vinile in formato CD, restituendo al gruppo la meritata dignità e visibilità. Tracciare un po' di storia non guasta mai, specie se i protagonisti sono questi gruppi di nicchia. I Free Wave System si formarono negli anni '70 dalle ceneri di un gruppo chiamato Assoluto Naturale, che era più che altro una band di rock progressivo tradizionale influenzata dai soliti noti, PFM, Banco e simili. 


I Free Wave System inizialmente avevano un vocalist, ma quasi subito decisero di dedicarsi esclusivamente alla musica strumentale. Il nuovo gruppo, guidato dai due fratelli Morandi, si ritagliò alcuni spazi nel Nord Italia per svolgere una intensa attività live e nel 1981 riuscì a pubblicare il sospirato album "Nonostante tutto" prima di sciogliersi. Il disco fin dal primo ascolto è accattivante e gradevole e le 10 tracce scorrono rapidamente (la durata complessiva del disco è di circa 45 minuti) tra grandi passaggi di sax e di tastiere. Forse, ma è un mio parere personale, in alcune tracce si sente la mancanza della chitarra elettrica, vuoto compensato, anche in modo eccessivo, dal sax di Mauro Ravizza. In ogni caso sono certo che l'album non deluderà gli appassionati dello storico jazz rock italiano, leggasi Perigeo, Arti e Mestieri, Etna ed Esagono. Peccato che questi musicisti non si siano "accasati" in altri gruppi restando nell'alveo del panorama musicale. Unica eccezione è Luciano Devietti, oggi imprenditore torinese di successo, che continua a suonare in una band jazz/blues, La passione è dura a morire. E' tutto. Vi auguro buon ascolto.


LINK

Post by George

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 10 febbraio 2026)

 

Trasmissione andata in onda il 10 febbraio 2026

Cari amici, con un paio di giorni di ritardo rispetto ai tempi soliti, a seguito di motivi puramente tecniche, ecco l'ultima puntata di "The Prog Side of the Moog" concotta dal nostro amico e collaboratore Frank-One.

Buon ascolto



Post by George & Frank-One

giovedì 12 febbraio 2026

Syndone - Eros & Thanatos (CD, 2016)

 

TRACKLIST:

01. Frammento (1:01)
02. Area 51 (3:07)
03. Terra che brucia (5:26)
04. Gli spiriti dei campi (5:27)
05. Qinah (6:10)
06. Duro come la morte (5:54)
07. Alla sinistra del mio petto (3:08)
08. Fahra (3:19)
09. L'urlo nelle ossa (7:15)
10. Bambole (remake) (4:15)
11. Sotto un cielo di fuoco (7:38)


MUSICISTI:

Nik Comoglio - all keyboards, pipe organ, orchestration
Riccardo Ruggeri - lead & backing vocals, vocoder, 12-string acoustic guitar
Marta Caldara - vibraphone, piano (7), Mellotron (3)
Gigi Rivetti - piano (6,8,9,11), Hammond (3), Moog (5), electric piano (1,5), clavinet (1)
Maurino Dellacqua / bass, Taurus bass
Martino Malacrida / drums & percussion

With:

Steve Hackett - electric guitar (11)
Ray Thomas - flute (9)
Pino Russo - classical guitar (3), oud (5)
Tony De Gruttola - acoustic guitar (8)
Puntorec String Orchestra
Fabio Gurian - conductor
String Quartet


Eros e Thanatos, ovvero il fondamentale dualismo della psiche umana secondo la teoria di Sigmund Freud, il padre della psicanalisi. Eros, la pulsione di vita, Thanatos, la pulsione di morte: due potenze inestricabilmente intrecciate in conflitto permanente. Fin qui la teoria di Freud. Ma la musica rock dei Syndone cosa c'entra? Ce lo spiega Franco Vassia nelle liner notes. "Il progressive è stata una saldatura che ha saputo fissare la musica classica con la letteratura, l'istinto blasfemo del rock con la poesia. Scomodare Eros e Thanatos per i Syndone non era una mossa facile, soprattutto se filtrata attraverso lo spessore dagli attuali chiari di luna. Mentre Thanatos - il grandioso scheletro armato di una grande falce - è il cuore di ferro, visceri di piombo e ali di pipistrello che gli permettono di passare da un polo all'altro della Terra e insensibile a sentimenti di pietà, Eros è l'insidiatore dei belli e dei buoni, coraggioso, audace, impetuoso, straordinario cacciatore e incantatore, sempre intento a tramare intrighi". Di seguito le liner notes complete. 


I Syndone non sono nuovi a realizzare concept album piuttosto ambiziosi: basti ricordare gli album precedenti e/o successivi a questo "Eros & Thanatos" per rendersene conto. Dopo gli album di debutto, quelle due lontane opere degli anni '90, Spleen (1992 - già postato sulla Stratosfera) e Inca (1993), la band torinese guidata da Nik Comoglio e Riccardo Ruggeri si rifece viva solo nel 2010 con una raffica di concept album (Melapesante, La Bella e la Bestia, Odysseas, Mysoginia, Karma Suite e l'ultimo DirthyThity del 2023. La statura internazionale raggiunta dai Syndone è tale che nomi illustri del panorama prog internazionale hanno fatto la loro apparizione come guest star. Nel caso in oggetto troviamo nientemeno che Steve Hackett, l'ex Genesis che si prodiga in un assolo nella track 11, e Ray Thomas, flautista e co-fondatore dei Moody Blues, anch'egli presente in una sola traccia (la n. 9). Ray era già stato ospite in un brano sull'album "La Bella e la Bestia" del 2012. Ironia della sorte Ray Thomas morirà 2 anni dopo questa partecipazione (il 4 gennaio 2018). 


Fermo restando che l'intera discografia sopracitata è "nelle nostre mani" (grazie anche all'aiuto di Osel che, oltre al presente album,  tempo fa inviò alcuni CD), per questo post ho scelto un disco collocato a metà carriera, un album maturo e raffinato che pone i Syndone ai vertici delle band di new prog italiano. Non ci resta che passare all'ascolto e - se lo volete - scrivere i vostri pensieri al riguardo nei commenti. Infine, ringrazio doverosamente il nostro storico collaboratore Marco Osel per questo ottimo cadeau. Alla prossima



Post by George - Music by Osel

domenica 8 febbraio 2026

Various - Tributo a Ivan Graziani (2 CD, 2012)

 

TRACKLIST CD 1 (Tributo a Ivan Graziani)

01. Marlene Kuntz – Monnalisa (4:51)
02. Linea 77 I metallari (2:45)
03. Roy Paci & Aretuska – Prudenza mai (3:48)
04. Paolo Benvegnù – Olanda (4:42)
05. Simone Cristicchi – Firenze (4:05)
06. Cristina Donà Agnese (4:00=
07. Marta Sui Tubi – Pigro (2:29)
08. Mauro Ermanno Giovanardi – Lugano addio (4:13)
09. Filippo Graziani – E sei così bella (3:59)
10. Raiz – Fuoco sulla collina (4:18)
11. Tre Allegri Ragazzi Morti – I lupi (5:03)
12. Luca Morino – Cleo (4:11)
13. Baraldi / Zamboni – Lontano dalla paura (3:33)
14. Titor – Motocross (4:11)


TRACKLIST CD 2 (I grandi successi di Ivan Graziani)

01. Il chitarrista - 3:35
02. Signora bionda dei ciliegi - 4:28
03. Ballata per 4 stagioni - 3:58
04. Tutto questo cosa c'entra con il r&r - 3:08
05. Lucetta fra le stelle - 3:46
06. Minù Minù - 3:32
07. Palla di gomma - 6:12
08. Doctor Jekyll and Mr. Hyde - 4:40
09. Il topo nel formaggio - 4:17
10. Scappo di casa - 4:50
11. Fango - 5:04
12. Fame - 3:50
13. Il campo della fiera - 3:12
14. Gran Sasso - 4:05


Il 1° gennaio 1997 ci lasciava Ivan Graziani. Sembra ieri, invece sono passati ben 29 anni. Un'eternità. Fortunatamente il suo ricordo e la sua musica sono inossidabili. Mi è balzata nella mente il desiderio di ritornare sull'artista e sulle sue composizioni dopo avere ascoltato la cover de "Il prete di Anghiari" eseguita da Eugenio Finardi nel corso del concerto di Aosta, da poco postato. Ebbene, Finardi in quell'occasione ricordava al pubblico aostano che una versione dal vivo del brano, interpretata in coppia con il figlio di Ivan, Filippo Graziani, era inclusa nell'album "80 Buon Compleanno Ivan - Live in Teramo", pubblicato nel dicembre 2025. Filippo, chitarrista dalle notevoli doti tecniche, sulla scia del padre, infaticabile macchina da guerra, ha sempre tenuto vivo il nome del suo celebre genitore, attraverso l'organizzazione di eventi concertistici e la registrazione di album sia dal vivo che in studio, anche con l'apporto di altri gruppi e musicisti. E' il caso di questa particolare compilation, pubblicata nel 2012 dalla RCA. Il doppio CD (la versione singola con il solo CD 1 venne pubblicata da La Repubblica XL)  è suddiviso in due parti: il primo dischetto è composto da cover interpretate da 14 artisti italiani, mentre il secondo è una sorta di "best of" con alcuni tra i principali successi che hanno costellato la carriera artistica di Ivan. So bene che qualcuno di voi ha difficoltà nel digerire le cover, di qualunque artista esse siano. Io, invece, tra i tanti difetti, ho quello di amarle molto. 

Filippo Graziani

L'apertura del primo CD è affidata ai Marlene Kuntz, che danno subito la giusta carica con una rough version di "Monnalisa". Ancora più dura è la cover de "I metallari" ad opera dei torinesi Linea 77, una nu-metal band attiva dal 1996. Saltellando qui e là lungo i solchi, premettendo che i protagonisti dell'album non sono proprio i "giganti della musica italiana" (ovviamente il giudizio è mio personale), salverei poche cose. Tra queste Cristina Donò alle prese con un originale arrangiamento di "Agnese", Marta Sui Tubi (Pigro), Filippo Graziani, una spanna su tutti, con l'intensa "E sei così bella" e per finire la versione (quasi) punk di "Motocross", proposta dai torinesi Titor, una band di rock alternativo, scioltasi da un bel po' di anni. Il CD 2, come già detto, è una discreta compilation di successi del nostro Ivan. Per non dimenticarlo. Buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George

venerdì 6 febbraio 2026

Serie "Bootleg" n. 366 - James Senese & Napoli Centrale - Piazza Re Astolfo, Carpi (MO), 31.07.2017

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01 - Alhambra 
02 - E' 'na bella jurnata
03 - Go away
04 - So vivo
05 - Tutto e niente
06 - Viecchie mugliere, muorte e criaturi
07 - Campagna
08 - James presentazione
09 - Chi tene ò Mare
10 - Manama
11 - Solo batteria
12 - James presentazione
13 - 'O Nonno mio
14 - Dint a' nuttata
15 - Mille poesie 
16 - Simme Jute e simme venute
17 - James vocal
18 - Acquaio'
19 - Bon Voyage


FORMAZIONE:

James Senese - sax soprano, lead vox tenor EWI synt,
Agostino Marangolo - batteria
Gigi De Rienzo - basso
Ernesto Vitolo - tastiere


Prosegue la saga dei bootleg, tra i fiori all'occhiello della Stratosfera. Siamo giunti al n. 366, ma alcuni non sono stati numerati, quindi il numero complessivo è sicuramente maggiore. Numeri di tutto riguardo. Per questa occasione l'aiuto ce lo fornisce il nostro collaboratore Pedar (di recente ingresso nel team della Stratosfera) che ha deciso - e noi per questo ti ringraziamo - di estrarre dai suoi cassetti questa ottima registrazione di un concerto di James Senese con i suoi Napoli Centrale, tenutosi il 31 luglio 2017 in Piazza Re Astolfo a Carpi, in provincia di Modena. Si tratta di una "first time on the web", ulteriore motivo di orgoglio. Oltre ai file dell'intero concerto Pedar ha inviato molte foto dello show (tutte quelle che vedete qui pubblicate) e anche un articolo tratto da un quotidiano locale (non viene specificato il nome della testata) che utilizzerò in parte. Un reportage completo. Bravissimo Pedar. Aggiungo che la registrazione audio è di ottima qualità.


Ci tengo a sottolineare quanto mi faccia piacere - e spero che il piacere sia condiviso - avere la possibilità di riproporre un omaggio al grande artista napoletano scomparso il 29 ottobre dello scorso anno, al quale abbiamo riservato  ampio spazio nei giorni successivi alla sua dipartita. Vediamo ora cosa veniva scritto sul quotidiano locale qualche giorno prima dello show del 2017:

"Si intitola “O’ Sanghe” il concerto – a ingresso libero – che il noto musicista James Senese nella formazione Napoli Centrale terrà lunedì prossimo 31 luglio nella splendida cornice di Piazzale Re Astolfo a Carpi (MO), nell’ambito della 22esima edizione della nota e apprezzata rassegna musicale Festival Mundus organizzata da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna in collaborazione con la Regione Emilia Romagna. “O’ Sanghe” (album dei Napoli Centrale pubblicato nel 2016 - ndr) è un nuovo orizzonte su cui si volge lo sguardo del sassofonista partenopeo, mai fermo due volte nello stesso posto. All’interno del disco tutti i riferimenti artistici che hanno fatto grande la sua musica, con una rinnovata carica espressiva. funk, blues, venature jazz, e tanto mediterraneo, tanta Napoli nelle melodie, nelle storie raccontate; vita, lavoro, lotte quotidiane per la sopravvivenza, amore, fede. In “O’ Sanghe” c’è groove da vendere, come solo James sa. A settant’anni compiuti, Senese si conferma come un artista senza tempo, con una riconoscibilità immediata ed un cuore intatto, che parla agli ultimi".


Qui sotto la locandina della rassegna con l'elenco dei partecipanti.


Un occhio di particolare attenzione va riservato alla formazione. Questa edizione dei Napoli Centrale vede Senese accompagnato da Agostino Marangolo alla batteria, Gigi De Rienzo al basso ed Ernesto Vitolo alle tastiere, ovvero parte della celebre band che registrò “Nero a metà” di Pino Daniele, forse il disco più famoso e rappresentativo dello scomparso artista napoletano. Il sound è veramente notevole e Senese in questo concerto  non si risparmia, alternando la presentazione di brani vecchi e nuovi, inclusi  alcuni classici dei primi Napoli Centrale. Tra questi due estratti dal primissimo omonimo LP del 1975, "Campagna" e "Viecchie, mugliere, ...." e altri due da "Mattanza" del 1976 ("Simme iute e simme venute" e "O nonno mio"). Un grande concerto da gustare dalla prima all'ultima nota. Grazie ancora a Pedar e grazie, soprattutto a James Senese per le meraviglie che ha saputo regalarci nel corso di sei decenni. Di seguito ancora alcuni scatti fotografici del concerto di Carpi. E' tutto. Buon ascolto.






Post by George & Pedar