martedì 17 febbraio 2026

RE-POST & RE-LOAD - Area Live in Cuneo, 21.05.1974 (post originale 4 settembre 2011)


TRACKLIST:

01 - Introduzione
02 - Luglio agosto settembre (nero)
03 - Introduzione a L'abbattimento dello Zeppelin
04 - L'abbattimento dello Zeppelin
05 - ZYG (crescita zero)
06 - Cometa rossa
07 - Brujo
08 - Introduzione a Lobotomia
09 - Lobotomia


FORMAZIONE:

Demetrio Stratos - voce, organo
Patrizio Fariselli - tastiere, fiati
Paolo Tofani - chitarra
Ares Tavolazzi - basso
Giulio Capiozzo - batteria


Questo è uno di quei bootleg che vale veramente la pena rendere nuovamente disponibile. Ho colto al balzo la richiesta dell'amico Albe per rifare l'upload di questo concerto pubblicato sulla Stratosfera nei suoi primi mesi di vita. Pensate che il post originale venne realizzato da Roby (che colgo l'occasione per salutare) il 4 settembre 2011 ed era il n. 2 della serie "Bootleg" oggi giunta al n. 367. Il concerto venne registrato a Cuneo il 21 maggio 1974, ovvero tre mesi prima della data ufficiale di pubblicazione di "Caution Radiation Area " (19 agosto 1974). Djivas se ne era già andato per raggiungere la Premiata Forneria Marconi e al suo posto era entrato in organico Ares Tavolazzi. La scaletta raccoglie i principali brani pubblicati nei primi due album. La qualità dell'audio non è delle migliori ma il documento sonoro è imperdibile. Non resta che passare all'ascolto o al ri-ascolto. Alla prossima



Re-post & Re-load by George 

lunedì 16 febbraio 2026

Serie "Bootleg" n. 367 - Banco del Mutuo Soccorso - Concerto RAI Torino 1980


TRACKLIST:

01. Di terra
02. Garofano rosso
03. E mi viene da pensare
04. R.I.P.
05. Canto di primavera
06. Interno città
07. Percussioni
08. Capolinea (II parte)
09. Il ragno
10.Non mi rompete
11. Circobanda
12. Traccia II
13. Capolinea (I parte) - cut end


FORMAZIONE:

Vittorio Nocenzi / tastiere
Gianni Nocenzi / pianoforte, sintetizzatori
Francesco Di Giacomo / voce
Rodolfo Maltese / chitarra, tromba
Pierluigi Calderoni / batteria, percussioni
Gianni Colajacomo / basso
Karl Potter / percussioni


In apertura non possono mancare i ringraziamenti. Grazie grande Osel per avere recuperato questo concerto del Banco del Mutuo Soccorso risalente al 1980 nella sua interezza. E' verosimile che il concerto qui proposto (qualità audio soundboard) coincida quasi completamente con il DVD "Banco Live 1980" pubblicato dalla AMS nel 2006 (quello con i danzatori sui trampoli). Perché quasi? Per la semplice ragione che il nostro concerto contiene anche "Traccia II" (assente nel DVD), mentre "Capolinea" è suddivisa in due parti, come nell'omonimo album live. La copertina del bootleg riporta la dicitura "Concerto RAI" (sulla sede ho delle riserve) dal momento che venne ripreso e trasmesso dall'emittente televisiva di Stato. 


Presumo che questo show (se non vado errato registrato a Viterbo) rientri nel tour promozionale dell'album "Canto di primavera", pubblicato nel 1979 e seguito dal live "Capolinea", registrato nell'omonimo locale milanese. Non a caso la tracklist contiene E mi viene da pensare, Interno città, Circobanda e, naturalmente, la title track. Da segnalare la particolare rivisitazione di R.I.P., con un ritmo più swingante rispetto all'originale e priva della sezione conclusiva. Splendida Capolinea (I parte) con la tromba di Rudy Maltese che fa faville. Incredibile. Peccato solo che il finale sia stato tagliato. Per la cronaca il DVD si conclude con una lunga intervista (quasi 38 minuti) a Vittorio Nocenzi. Io l'ho retta per i primi 5. Bene, con questo è tutto. Cari amici, vi auguro buon ascolto.




Post by George & Osel

sabato 14 febbraio 2026

Serie "Just One Record" - Free Wave System - Nonostante tutto (LP 1981 - ristampa CD 2004)

 

TRACKLIST:

01. Oltre il tempo (2:16)
02. Xenophobia (2:51)
03. La coda di Mr. Freeman (4:57)
04. 21/5/81 (3:43)
05. Flavours (4:50)
06. Nonostante tutto (4:31)
07. Fonodipendenza totale (5:12)
08. Mia zia Frenesia (2:35)
09. Frammenti (4:46)
10. Soft Imagine (5:30)


FORMAZIONE:

Luca Morandi - piano, organo, synth
Mauro Ravizza - sax tenore, sax soprano
Luciano Devietti - basso elettrico
Enrico Morandi - batteria, percussioni


"Nonostante tutto ce l'abbiamo fatta!". Potrebbe essere l'esclamazione di molti gruppi che dopo numerose fatiche e un po' di intoppi sono riusciti a registrare il loro primo album, Spesso, come nella fattispecie, il primo resta anche l'unico. I Free Wave System, un ottimo quartetto di jazz rock proveniente da Torino, registrarono nel 1981 nel White Studio di Lanzo Torinese questa unica ma convincente prova discografica pubblicata dalla Drums Edizioni Musicali. Dopo oltre 20 anni di oblio, la Mellow Record nel 2004 ristampò il prezioso vinile in formato CD, restituendo al gruppo la meritata dignità e visibilità. Tracciare un po' di storia non guasta mai, specie se i protagonisti sono questi gruppi di nicchia. I Free Wave System si formarono negli anni '70 dalle ceneri di un gruppo chiamato Assoluto Naturale, che era più che altro una band di rock progressivo tradizionale influenzata dai soliti noti, PFM, Banco e simili. 


I Free Wave System inizialmente avevano un vocalist, ma quasi subito decisero di dedicarsi esclusivamente alla musica strumentale. Il nuovo gruppo, guidato dai due fratelli Morandi, si ritagliò alcuni spazi nel Nord Italia per svolgere una intensa attività live e nel 1981 riuscì a pubblicare il sospirato album "Nonostante tutto" prima di sciogliersi. Il disco fin dal primo ascolto è accattivante e gradevole e le 10 tracce scorrono rapidamente (la durata complessiva del disco è di circa 45 minuti) tra grandi passaggi di sax e di tastiere. Forse, ma è un mio parere personale, in alcune tracce si sente la mancanza della chitarra elettrica, vuoto compensato, anche in modo eccessivo, dal sax di Mauro Ravizza. In ogni caso sono certo che l'album non deluderà gli appassionati dello storico jazz rock italiano, leggasi Perigeo, Arti e Mestieri, Etna ed Esagono. Peccato che questi musicisti non si siano "accasati" in altri gruppi restando nell'alveo del panorama musicale. Unica eccezione è Luciano Devietti, oggi imprenditore torinese di successo, che continua a suonare in una band jazz/blues, La passione è dura a morire. E' tutto. Vi auguro buon ascolto.


LINK

Post by George

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 10 febbraio 2026)

 

Trasmissione andata in onda il 10 febbraio 2026

Cari amici, con un paio di giorni di ritardo rispetto ai tempi soliti, a seguito di motivi puramente tecniche, ecco l'ultima puntata di "The Prog Side of the Moog" concotta dal nostro amico e collaboratore Frank-One.

Buon ascolto



Post by George & Frank-One

giovedì 12 febbraio 2026

Syndone - Eros & Thanatos (CD, 2016)

 

TRACKLIST:

01. Frammento (1:01)
02. Area 51 (3:07)
03. Terra che brucia (5:26)
04. Gli spiriti dei campi (5:27)
05. Qinah (6:10)
06. Duro come la morte (5:54)
07. Alla sinistra del mio petto (3:08)
08. Fahra (3:19)
09. L'urlo nelle ossa (7:15)
10. Bambole (remake) (4:15)
11. Sotto un cielo di fuoco (7:38)


MUSICISTI:

Nik Comoglio - all keyboards, pipe organ, orchestration
Riccardo Ruggeri - lead & backing vocals, vocoder, 12-string acoustic guitar
Marta Caldara - vibraphone, piano (7), Mellotron (3)
Gigi Rivetti - piano (6,8,9,11), Hammond (3), Moog (5), electric piano (1,5), clavinet (1)
Maurino Dellacqua / bass, Taurus bass
Martino Malacrida / drums & percussion

With:

Steve Hackett - electric guitar (11)
Ray Thomas - flute (9)
Pino Russo - classical guitar (3), oud (5)
Tony De Gruttola - acoustic guitar (8)
Puntorec String Orchestra
Fabio Gurian - conductor
String Quartet


Eros e Thanatos, ovvero il fondamentale dualismo della psiche umana secondo la teoria di Sigmund Freud, il padre della psicanalisi. Eros, la pulsione di vita, Thanatos, la pulsione di morte: due potenze inestricabilmente intrecciate in conflitto permanente. Fin qui la teoria di Freud. Ma la musica rock dei Syndone cosa c'entra? Ce lo spiega Franco Vassia nelle liner notes. "Il progressive è stata una saldatura che ha saputo fissare la musica classica con la letteratura, l'istinto blasfemo del rock con la poesia. Scomodare Eros e Thanatos per i Syndone non era una mossa facile, soprattutto se filtrata attraverso lo spessore dagli attuali chiari di luna. Mentre Thanatos - il grandioso scheletro armato di una grande falce - è il cuore di ferro, visceri di piombo e ali di pipistrello che gli permettono di passare da un polo all'altro della Terra e insensibile a sentimenti di pietà, Eros è l'insidiatore dei belli e dei buoni, coraggioso, audace, impetuoso, straordinario cacciatore e incantatore, sempre intento a tramare intrighi". Di seguito le liner notes complete. 


I Syndone non sono nuovi a realizzare concept album piuttosto ambiziosi: basti ricordare gli album precedenti e/o successivi a questo "Eros & Thanatos" per rendersene conto. Dopo gli album di debutto, quelle due lontane opere degli anni '90, Spleen (1992 - già postato sulla Stratosfera) e Inca (1993), la band torinese guidata da Nik Comoglio e Riccardo Ruggeri si rifece viva solo nel 2010 con una raffica di concept album (Melapesante, La Bella e la Bestia, Odysseas, Mysoginia, Karma Suite e l'ultimo DirthyThity del 2023. La statura internazionale raggiunta dai Syndone è tale che nomi illustri del panorama prog internazionale hanno fatto la loro apparizione come guest star. Nel caso in oggetto troviamo nientemeno che Steve Hackett, l'ex Genesis che si prodiga in un assolo nella track 11, e Ray Thomas, flautista e co-fondatore dei Moody Blues, anch'egli presente in una sola traccia (la n. 9). Ray era già stato ospite in un brano sull'album "La Bella e la Bestia" del 2012. Ironia della sorte Ray Thomas morirà 2 anni dopo questa partecipazione (il 4 gennaio 2018). 


Fermo restando che l'intera discografia sopracitata è "nelle nostre mani" (grazie anche all'aiuto di Osel che, oltre al presente album,  tempo fa inviò alcuni CD), per questo post ho scelto un disco collocato a metà carriera, un album maturo e raffinato che pone i Syndone ai vertici delle band di new prog italiano. Non ci resta che passare all'ascolto e - se lo volete - scrivere i vostri pensieri al riguardo nei commenti. Infine, ringrazio doverosamente il nostro storico collaboratore Marco Osel per questo ottimo cadeau. Alla prossima



Post by George - Music by Osel

domenica 8 febbraio 2026

Various - Tributo a Ivan Graziani (2 CD, 2012)

 

TRACKLIST CD 1 (Tributo a Ivan Graziani)

01. Marlene Kuntz – Monnalisa (4:51)
02. Linea 77 I metallari (2:45)
03. Roy Paci & Aretuska – Prudenza mai (3:48)
04. Paolo Benvegnù – Olanda (4:42)
05. Simone Cristicchi – Firenze (4:05)
06. Cristina Donà Agnese (4:00=
07. Marta Sui Tubi – Pigro (2:29)
08. Mauro Ermanno Giovanardi – Lugano addio (4:13)
09. Filippo Graziani – E sei così bella (3:59)
10. Raiz – Fuoco sulla collina (4:18)
11. Tre Allegri Ragazzi Morti – I lupi (5:03)
12. Luca Morino – Cleo (4:11)
13. Baraldi / Zamboni – Lontano dalla paura (3:33)
14. Titor – Motocross (4:11)


TRACKLIST CD 2 (I grandi successi di Ivan Graziani)

01. Il chitarrista - 3:35
02. Signora bionda dei ciliegi - 4:28
03. Ballata per 4 stagioni - 3:58
04. Tutto questo cosa c'entra con il r&r - 3:08
05. Lucetta fra le stelle - 3:46
06. Minù Minù - 3:32
07. Palla di gomma - 6:12
08. Doctor Jekyll and Mr. Hyde - 4:40
09. Il topo nel formaggio - 4:17
10. Scappo di casa - 4:50
11. Fango - 5:04
12. Fame - 3:50
13. Il campo della fiera - 3:12
14. Gran Sasso - 4:05


Il 1° gennaio 1997 ci lasciava Ivan Graziani. Sembra ieri, invece sono passati ben 29 anni. Un'eternità. Fortunatamente il suo ricordo e la sua musica sono inossidabili. Mi è balzata nella mente il desiderio di ritornare sull'artista e sulle sue composizioni dopo avere ascoltato la cover de "Il prete di Anghiari" eseguita da Eugenio Finardi nel corso del concerto di Aosta, da poco postato. Ebbene, Finardi in quell'occasione ricordava al pubblico aostano che una versione dal vivo del brano, interpretata in coppia con il figlio di Ivan, Filippo Graziani, era inclusa nell'album "80 Buon Compleanno Ivan - Live in Teramo", pubblicato nel dicembre 2025. Filippo, chitarrista dalle notevoli doti tecniche, sulla scia del padre, infaticabile macchina da guerra, ha sempre tenuto vivo il nome del suo celebre genitore, attraverso l'organizzazione di eventi concertistici e la registrazione di album sia dal vivo che in studio, anche con l'apporto di altri gruppi e musicisti. E' il caso di questa particolare compilation, pubblicata nel 2012 dalla RCA. Il doppio CD (la versione singola con il solo CD 1 venne pubblicata da La Repubblica XL)  è suddiviso in due parti: il primo dischetto è composto da cover interpretate da 14 artisti italiani, mentre il secondo è una sorta di "best of" con alcuni tra i principali successi che hanno costellato la carriera artistica di Ivan. So bene che qualcuno di voi ha difficoltà nel digerire le cover, di qualunque artista esse siano. Io, invece, tra i tanti difetti, ho quello di amarle molto. 

Filippo Graziani

L'apertura del primo CD è affidata ai Marlene Kuntz, che danno subito la giusta carica con una rough version di "Monnalisa". Ancora più dura è la cover de "I metallari" ad opera dei torinesi Linea 77, una nu-metal band attiva dal 1996. Saltellando qui e là lungo i solchi, premettendo che i protagonisti dell'album non sono proprio i "giganti della musica italiana" (ovviamente il giudizio è mio personale), salverei poche cose. Tra queste Cristina Donò alle prese con un originale arrangiamento di "Agnese", Marta Sui Tubi (Pigro), Filippo Graziani, una spanna su tutti, con l'intensa "E sei così bella" e per finire la versione (quasi) punk di "Motocross", proposta dai torinesi Titor, una band di rock alternativo, scioltasi da un bel po' di anni. Il CD 2, come già detto, è una discreta compilation di successi del nostro Ivan. Per non dimenticarlo. Buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George

venerdì 6 febbraio 2026

Serie "Bootleg" n. 366 - James Senese & Napoli Centrale - Piazza Re Astolfo, Carpi (MO), 31.07.2017

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01 - Alhambra 
02 - E' 'na bella jurnata
03 - Go away
04 - So vivo
05 - Tutto e niente
06 - Viecchie mugliere, muorte e criaturi
07 - Campagna
08 - James presentazione
09 - Chi tene ò Mare
10 - Manama
11 - Solo batteria
12 - James presentazione
13 - 'O Nonno mio
14 - Dint a' nuttata
15 - Mille poesie 
16 - Simme Jute e simme venute
17 - James vocal
18 - Acquaio'
19 - Bon Voyage


FORMAZIONE:

James Senese - sax soprano, lead vox tenor EWI synt,
Agostino Marangolo - batteria
Gigi De Rienzo - basso
Ernesto Vitolo - tastiere


Prosegue la saga dei bootleg, tra i fiori all'occhiello della Stratosfera. Siamo giunti al n. 366, ma alcuni non sono stati numerati, quindi il numero complessivo è sicuramente maggiore. Numeri di tutto riguardo. Per questa occasione l'aiuto ce lo fornisce il nostro collaboratore Pedar (di recente ingresso nel team della Stratosfera) che ha deciso - e noi per questo ti ringraziamo - di estrarre dai suoi cassetti questa ottima registrazione di un concerto di James Senese con i suoi Napoli Centrale, tenutosi il 31 luglio 2017 in Piazza Re Astolfo a Carpi, in provincia di Modena. Si tratta di una "first time on the web", ulteriore motivo di orgoglio. Oltre ai file dell'intero concerto Pedar ha inviato molte foto dello show (tutte quelle che vedete qui pubblicate) e anche un articolo tratto da un quotidiano locale (non viene specificato il nome della testata) che utilizzerò in parte. Un reportage completo. Bravissimo Pedar. Aggiungo che la registrazione audio è di ottima qualità.


Ci tengo a sottolineare quanto mi faccia piacere - e spero che il piacere sia condiviso - avere la possibilità di riproporre un omaggio al grande artista napoletano scomparso il 29 ottobre dello scorso anno, al quale abbiamo riservato  ampio spazio nei giorni successivi alla sua dipartita. Vediamo ora cosa veniva scritto sul quotidiano locale qualche giorno prima dello show del 2017:

"Si intitola “O’ Sanghe” il concerto – a ingresso libero – che il noto musicista James Senese nella formazione Napoli Centrale terrà lunedì prossimo 31 luglio nella splendida cornice di Piazzale Re Astolfo a Carpi (MO), nell’ambito della 22esima edizione della nota e apprezzata rassegna musicale Festival Mundus organizzata da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna in collaborazione con la Regione Emilia Romagna. “O’ Sanghe” (album dei Napoli Centrale pubblicato nel 2016 - ndr) è un nuovo orizzonte su cui si volge lo sguardo del sassofonista partenopeo, mai fermo due volte nello stesso posto. All’interno del disco tutti i riferimenti artistici che hanno fatto grande la sua musica, con una rinnovata carica espressiva. funk, blues, venature jazz, e tanto mediterraneo, tanta Napoli nelle melodie, nelle storie raccontate; vita, lavoro, lotte quotidiane per la sopravvivenza, amore, fede. In “O’ Sanghe” c’è groove da vendere, come solo James sa. A settant’anni compiuti, Senese si conferma come un artista senza tempo, con una riconoscibilità immediata ed un cuore intatto, che parla agli ultimi".


Qui sotto la locandina della rassegna con l'elenco dei partecipanti.


Un occhio di particolare attenzione va riservato alla formazione. Questa edizione dei Napoli Centrale vede Senese accompagnato da Agostino Marangolo alla batteria, Gigi De Rienzo al basso ed Ernesto Vitolo alle tastiere, ovvero parte della celebre band che registrò “Nero a metà” di Pino Daniele, forse il disco più famoso e rappresentativo dello scomparso artista napoletano. Il sound è veramente notevole e Senese in questo concerto  non si risparmia, alternando la presentazione di brani vecchi e nuovi, inclusi  alcuni classici dei primi Napoli Centrale. Tra questi due estratti dal primissimo omonimo LP del 1975, "Campagna" e "Viecchie, mugliere, ...." e altri due da "Mattanza" del 1976 ("Simme iute e simme venute" e "O nonno mio"). Un grande concerto da gustare dalla prima all'ultima nota. Grazie ancora a Pedar e grazie, soprattutto a James Senese per le meraviglie che ha saputo regalarci nel corso di sei decenni. Di seguito ancora alcuni scatti fotografici del concerto di Carpi. E' tutto. Buon ascolto.






Post by George & Pedar

martedì 3 febbraio 2026

Addamanera - Nella tasca de il zio (CD, 2005)


TRACKLIST:

01. Neurogenesi - 4:50
02. Gli altri non sapevano niente - 5:36
03. (Qualcosa a qualcuno) Bla Bla - 3:26
04. Il piromane - 1:39
05. La barca - 7:19
06. Libellule - 1:16
07. Lemonjelly - 10:25
08. La reale forma del vaso - 4:39
09. Il vaso - 6:08
10. Viandante - 1:30
11. Langue - 5:20


MUSICISTI:

Daniele Calandra: voce, chitarra elettrica, fisarmonica
Ulisse Mazzagatti: chitarra classica, acustica, 12 corde, zither, cori
Fabio D'Andrea: synth, piano elettrico, flauto traverso, marranzano, cori
Simone Di Blasi: batteria, percussioni, clarinetto, cori

Con:
Enrico Gabrielli: clarinetti, sax, arrangiamento fiati in "Bla bla" e "Il vaso"
Alessandro Fiori: violino, voce
Rocco Marchi: basso
Gianluca Giusti: aggeggi, cori
Enzo Cimino: percussioni
Hanna Rifkin: voce
Giovanni Logroio: oboe, viola
Stefano Cortese: tromba, arrangiamento fiati ne "Il piromane" e "La reale forma del vaso"


Prosegue la scoperta del sottobosco musicale italiano ricco di meraviglie e gioiellini passati inosservati da parte del grande pubblico. Queste scoperte sono possibili grazie al lavoro del nostro infaticabile collaboratore Marco Osel, che ringrazio a nome di tutti gli amici navigatori. Tra i gruppi passati sotto traccia troviamo questi Addamanera, con il loro album di debutto del 2005, caratterizzato da una copertina bella e originale (vagamente warholiana) intitolato "Nella tasca de il zio". Mah, di certo la traduzione in inglese, "In the uncle's pocket" avrebbe avuto un altro effetto. Voi che dite? Traduzioni a parte, il titolo è un omaggio diretto a Robert Wyatt, icona del rock progressivo e sperimentale al quale il quartetto messinese si è ispirato. La band, il cui nome significa "in quel modo" in dialetto siciliano, ha scelto questo titolo per riflettere l'influenza profonda di Wyatt sulla loro musica, definendosi scherzosamente i suoi "nipotini" cresciuti tra le braccia di Cariddi. L'espressione "nella tasca" suggerisce un senso di protezione, vicinanza e appartenenza alla tradizione sonora visionaria del musicista britannico. 

Robert Wyatt (81 anni il 28 gennaio scorso)

 Ora sappiamo cosa significa Addamanera in siciliano. Ma attenzione perché per la cronaca Addamanera è anche il nome di un vino rosso "Terre Siciliane IGT" che nulla ha a che fare col gruppo musicale, Vi posso però proporre una degustazione combinata tra disco e calice di vino. 
Mi piace riportare queste frasi - le ho tratte dal web - che trovo particolarmente efficaci: "Nella tasca de il zio è la loro lisergica opera prima, incredibilmente fuori dal tempo. Credeteci: anche se Verga non è stato mai surreale quanto Carroll, la Trinacria un giorno sarà la nuova Britannia e la sua Canterbury sarà Messina. Di questa novella questo disco è solo lo straordinario preludio".


La loro musica da molti critici è stata definita come folk-psichedelica, ma io ci vedo qualcosa di più; di certo echi del Canterbury Sound, del Robert Wyatt ispiratore, ma anche dei nostri Picchio dal Pozzo. Perché no? La miscela costituita da arpeggi di chitarre acustiche, improvvisi cambi di ritmo e di atmosfera, inserti di strumenti a fiato che vagano liberi tra i solchi, rende il suono degli Addamanera un qualcosa di assolutamente originale: musica creativa, sperimentale ma non cerebrale. Un plauso anche al anche alle voci di Daniele Calandra e Hanna Rifkin. 


"Lemonjelly" resta il capolavoro dell'album: oltre 10 minuti di psichedelia allo stato puro, con quel finale free jazz inaspettato. Come hanno scritto gli stessi Addamanera all'interno del CD, "questo è un disco di musica componibile che conferma la diffusione di questo viìrus al di là del suo raggio di azione". Ci sono infatti i Mariposa, lo storico gruppo bolognese della scena indipendente, sparsi qua e là per il disco. a dare manforte Una aggiunta di sperimentazione. 



Per ripercorrere a grandi tratti la loro storia artistica ricordo che gli Addamanera nascono nel 2000 a Messina dall'incontro di quattro musicisti che da subito esplorano i territori del folk, del rock, del pop classico-psichedelico. Nel 2001 esce il loro primo lavoro: un EP omonimo (poco più che un demo) contenente quattro brani, prodotto dalla Mechanism Records. Trasferitisi a Bologna nel 2004 entrano in contatto con l'etichetta Trovarobato che produce il loro primo vero LP, quello qui oggi proposto, coprodotto dall'etichetta Lizard di Treviso e con distribuzione Audioglobe per il territorio italiano e Pick Up per l'estero. Nel corso degli anni gli Addamanera hanno suonato con numerosi gruppi italiani e stranieri ed hanno partecipato a diversi festival tra cui Arezzo Wave 2001/02; Sonica Tour 2002/2003; Musiche Migranti 2003; Art Interakt 2003 (manifestazione policulturale in scena a Spalato in Croazia); Delia-rock 2002 e 2004; Iceberg 2005; Selezione RadioWave 2006.


Gli Addamanera hanno realizzato nel 2006, presso lo studio 'Magazzeno bis' di Bologna, le registrazioni del loro secondo album "Un uomo che si pensava quell'altro". ma la band si è sciolta prima della sua pubblicazione. Nel 2011 l'album è stato pubblicato per la collana Paranormal Discography di Trovarobato Netlabel-Le tracce sono a disposizione per il download. 
Bene, credo di avervi detto tutto. Non mi resta che ringraziare ancora una volta Osel e augurare a tutti voi buon ascolto



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Post by George - Music by Osel