lunedì 15 luglio 2024

Eugenio Finardi - Anima Blues (2005)


TRACKLIST:

01. Mama Left Me (Finardi-Martellotta)
02. Heart Of The Country (Finardi-Martellotta)
03. Pipe Dream (Finardi-Martellotta)
04. Holyland (Eugenio Finardi)
05. Long Way Home (Finardi-Martellotta)
06. Marta´s Dream (Massimo Martellotta)
07. Mojo Philtre (Harris-Finardi-Martellotta)
08. Estrellita (Harris-Finardi-Martellotta-Guarnera-Vallicelli)
09. Barnyard Mama (Harris-Finardi-Martellotta-Guarnera-Vallicelli)
10. Doctor Doctor (Finardi-Martellotta)
11. Spoonful (Willie Dixon)
12. Sweet Surrender (Eugenio Finardi)



FORMAZIONE:

Eugenio Finardi – voce, chitarra, basso, armonica
Massimo Martellotta – chitarra, lap steel guitar, basso, mellotron, cori
Pippo Guarnera – organo Hammond, pianoforte, cori
Enzo Vallicelli – batteria, percussioni, cori
Franco Limido – armonica nelle tracce 1 e 4
Mark Harris – cori


Prendete questo post come una appendice del magnifico concerto live "Anima Blues The Classics" (regalo del nostro amico Albe), pubblicato qualche giorno fa. Avevamo citato più volte l'album "Anima Blues" del 2005 e ci sembrava naturale inserirlo su queste pagine, in quanto fonte ispiratrice del concerto che caratterizza la grande passione per il blues da parte di Eugenio Finardi. L'album è composto da 12 tracce di grande blues, per la quasi totalità composte dallo stesso Finardi insieme al fedele chitarrista Massimo Martellotta. Qui i tributi ai grandi del blues si riducono alla sola "Spoonful" di Willie Dixon. Come dire: tutta farina del suo sacco. Da "Anima Blues" venne tratto anche il singolo Estrellita, che conteneva una versione "fast" di Burnyard Mama differente da quella presente sull'album, e una cover del classico Little Red Rooster. L'album fu anche pubblicato in vinile in una versione apribile, dalla confezione molto curata, con l'aggiunta delle due bonus track del singolo. Per quanto riguarda i legami tra Finardi e il blues vi rimando al post precedente. Per approfondimenti su questo album vi invito a leggere (qui) l'ottima recensione pubblicata sul sito "Il popolo del blues". E tutto. Vi auguro il consueto buon ascolto.



Post by George

venerdì 12 luglio 2024

Serie "Bootleg" n. 347 - Eugenio Finardi - Anima Blues The Classics - Ex Fornace Morandi, Noventa Padovana, 14.06.2024


PREFAZIONE
Grande Albe, grazie per l'ennesimo meraviglioso regalo. Una ripresa di tutto rispetto dopo la breve pausa estiva. Il protagonista di questo concerto che va ad arricchire la nostra serie "bootleg" (giunta al ragguardevole numero 347) è Eugenio Finardi. Qui non lo troviamo nella veste di rocker o in quella di interprete di pop songs, ma in quella di bluesman. Il concerto "Anima Blues" prende corpo dall'omonimo album registrato nel 2005 e pubblicato dall'etichetta EF Sounds / Edel Italia, contenente 12 tracce, alcune delle quali (poche a dire il vero) riproposte in questa occasione. E' lo stesso Finardi ad illustrare i contenuti dello show che, non a caso, si intitola "Anima Blues The Classics", dal momento che si basa essenzialmente sulla riproposta dei grandi classici del blues, quelli scritti e interpretati da Willie Dixon, John Lee Hooker, Howlin' Wolf, Blind Willie Johnson, giusto per citarne alcuni. Naturalmente  la "musica del diavolo" (termini che originano dalle leggende create dai puristi intorno al blues, connotato da alcol, donne e patti col demonio) viene rivista da Eugenio Finardi con la sua straordinaria voce roca e con la sua chitarra. Al suo fianco i complici di allora, ad iniziare da Vince Vallicelli, leggendario batterista che insieme a Pippo Guarnera ha accompagnato nel corso degli anni i più grandi maestri del blues nei loro tour italiani, E ancora Giovanni “Giuvazza” Maggiore, eclettico ed elettrizzante chitarrista, che collabora da almeno un decennio con Finardi anche come autore e produttore.


Per molti sarà sicuramente una sorpresa scoprire o riscoprire questo lato meno conosciuto del cantautore di Musica Ribelle ed Extraterrestre, ma non i suoi amici e compagni di sempre che conoscono il suo profondo legame con il blues che resta il suo rifugio e la sua cura nei momenti bui. Lui stesso, nel corso dello show, racconta di quando da giovane suonava il blues e di quanta importanza rivesta questo genere musicale. Negli scorsi anni Eugenio è spesso stato invitato da Fabio Treves come special guest nei concerti più importanti, come ad esempio il Pistoia Blues Festival 2022. Ben venga dunque una serata come questa per riscoprire le radici del blues con i suoi grandi interpreti. L'apertura della serata, il cosiddetto opening act, è stata affidata ai Partners in crime (attenzione alla omonima band fiorentina The Partners of Crime), una energica band di Chioggia che ha preparato il terreno all'ingresso di Finardi & Friends. Anche questo è un regalo del nostro amico e collaboratore Albe. E ora diamo spazio alla musica.

PART 1 - OPENING ACT
Partners in Crime


TRACKLIST:

01. Little Wing
02. Unknown
03. Superstition
04. Unknown /Whole Lotta Love
05. Moving On
06. La Grange


Esplosiva apertura di spettacolo con questo power trio di Chioggia composto dai tre fratelli Boscolo (Andrea, Tiziano ed Ettore), per l'occasione diventato quartetto con l'inserimento di Carlo Santacatterina, in veste di special guest, alle tastiere. Il concerto di Noventa, seppur condensato in soli 6 brani, dimostra tutta la potenza del gruppo, dall'iniziale "Little Wing" di Jimi Hendrix alla torrida conclusiva versione di "La Grange" dei ZZ Top. In mezzo "Superstition". "Moving On" e una bella ripresa della zeppeliana "Whole Lotta Love". Un gruppo che ha molte cose da raccontare e che va seguito con attenzione.


PART 2 - THE SHOW
Eugenio Finardi & Friends - Anima Blues The Classics


TRACJLIST CD 1:

01. Presentazione
02. The Soul Of A Man
03. Shake Your Hips
04. Holyland
05. Little Red Rooster
06. Heart In The Country
07. Spoonful
08. Estrellita
09. Al mi radis (Vince Vallicelli)
10. Love In Flame (Giovanni Maggiore)

TRACKLIST CD 2:

11. Long Way Home
12. Black Magic Woman
13. Red House
14. Boom Boom
15. Wang Dang Doodle / Extraterrestre (brevissimo cenno)


FORMAZIONE:

Eugenio Finardi – chitarra e voce
Mecco Guidi – tastiere e organo
Giovanni Giuvazza Maggiore – chitarra
Vince Vallicelli – batteria
Andrea Taravelli – basso


Ed ecco il concerto di Eugenio Finardi suddiviso in due parti. I nostalgici del dischetto di plastica, come me, potranno ricavarne un doppio CD. Le registrazioni provengono dal Gin n Blues Festival, che si è tenuto a Noventa Padovana nella Ex Fornace Morandi il 14 giugno 2024, quindi meno di un mese fa. Lo spettacolo è proposto nella sua integrità, dialoghi inclusi. Finardi, come al solito, ama chiacchierare col pubblico e raccontare i suoi aneddoti. Come già scritto in precedenza, alcune tracce provengono dall'album "Anima Blues" del 2005, altre - la maggior parte - sono cover dei mostri sacri del blues. Interessanti le due composizioni (tracce 9 e 10) di Vince Vallicelli e Giovanni Maggiore). Molto bella la ripresa di "Black Magic Woman", scritta da Peter Green per i Fleetwood Mac nel 1968 e portata al successo dai Santana nel 1970. Si chiude in bellezza con la trilogia composta da "Red House" di Jimi Hendrix (l'assolo di chitarra è suonato dallo stesso Finardi), "Boom Boom" di John Lee Hooker (brano ripreso da numerosi gruppi tra cui Yardbirds e Animals) e la conclusiva "Wang Dang Doodle", composta da Willie Dixon e incisa da Howlin' Wolf nel 1960. Insomma, un Eugenio Finardi in evidente stato di grazia, infaticabile e vitale come non mai dall'alto dei suoi quasi 72 anni  (alterna il tour "Anima Blues" a quello di "Euphonia Suite" - già postato sulla Stratosfera) passando con disinvoltura dai suoi classici a quelli dei grandi bluesmen. Una dote non comune a tutti i musicisti.


PART 3 - Per finire... i video


Il nostro amico Albe, non si è limitato (si fa per dire) a condividere le registrazioni audio dei concerti di Partners in Crime e di Eugenio Finardi & Friends, ma ci ha inviato anche alcuni video, tra cui 2 soundcheck che, ovviamente, non appaiono fra le tracce audio. Il giusto completamento documentale di questo eccezionale evento. Grazie ancora, Albe. A voi tutti, buon ascolto.

VIDEOLIST:

Part 1
01. Soundcheck # 1
02. Soundcheck # 2
03 Holyland
04. Little Red Rooster
05. Heart Of The Country

Part 2
06. Long Way Home
07. Black Magic Woman
08. Wang Dang Doodle 


LINK Partners in Crime - Noventa 2024
LINK Eugenio Finardi - Noventa 2024 CD 1
LINK Eugenio Finardi - Noventa 2024 CD 2
LINK Video part 1
LINK Video part 2

Post by George - Music by Albe


sabato 29 giugno 2024

Serie "Historic Prog Bands Live in Italy" - Capitolo 89 - Gong live at Piper 2000, Viareggio, 21.04.1976

 

TRACKLIST CD 1:

01 Chandra - Love Is How You Make It
02 Wingful Of Eyes
03 Cat In Clark's Shoes
04 Bambooji
05 The Isle Of Everywhere - Drum Solo - Get It Inner

TRACKLIST CD 2:

07 Mandrake
08 Shamal
09 Master Builder
10 Jam Session


LINE UP

Didier Malherbe - flutes, sax, percussion
Pierre Moerlen - drums, vibraphone, percussion
Mike Howlett - bass, vocals
Mireille Bauer - percussion
Patrice Lemoine - keyboards, synth
Jorge Pinchevski - violin


Oggi vi propongo un bel concerto dei Gong post Daevid Allen risalente all'era di "Shamal". E' sempre un piacere poter parlare dei Gong, gruppo seminale nella storia della psichedelia e del progressive, di cui ci siamo già occupati più di una volta. "Shamal" venne pubblicato dalla Virgin nel dicembre 1976. Niente più teiere volanti, accantonata la psichedelia i Gong guidati da Pierre Moerlen (scomparso già molti anni fa, nel 2005)  e Didier Malherbe si rifugiarono in un discreto  jazz rock con spruzzate di space rock, piuttosto distanti da quei suoni immaginifici a cui ci aveva abituati Allen. Prodotto da Nick Mason, il batterista dei Pink Floyd, "Shamal" rappresenta il turning point per la band che proseguirà tra alti e bassi, reunion e scioglimenti, fino ai giorni nostri. Il concerto di Viaregggio, tenutosi nel celebre Piper 2000, locale che ospitò negli anni 70 band leggendarie del prog rock internazionale (Genesis in primis) contiene 10 tracce, in buona parte tratte per l'appunto da "Shamal" (Chandra - in medley con Love Is How U Make It, ripescata da "Angel's Egg", Wingful Of Eyes, Cat In Clark's Sjoes, Bambooji, Mandrake, Shamal). 


Gli omaggi al passato sono limitati a The Isle Of Everywhere e Master Builder da "You". Interessante la jam session posta a chiusura del concerto. Si tratta in ogni caso di una bella performance, con grandi innesti di sax e flauto (Didier Malherbe) e violino (Jorge Pinchevski). Piccola annotazione finale: la Canterbury Dream, etichetta specializzata in bootleg, pubblicò nel 1994 una versione dell'album dal titolo "Break Through The Commune", con la medesima tracklist. Infine, un forte grazie va all'amico Osel per avermi inviato i file del concerto. Nell'augurarvi buon ascolto, vi comunico che la Stratosfera va in ferie e chiuderà i battenti per un paio di settimane. A risentirci verso la metà di luglio. 


NEW LINK CD 1

Post by George - Music by Osel

mercoledì 26 giugno 2024

Barock Project - Vivo - Live in Concert (2016)

 

TRACKLIST CD 1:

01. Back To You (7:26)
02. Coffee In Neukolln (8:33)
03. Save Your Soul (6:30)
04. Fool's Epilogue (8:56)
05. Inside My Dreamer's Eyes (11:23)
06. Un Altro Mondo (6:45)
07. Duellum (8:46)
08. Los Endos (Genesis cover) (6:44)

TRACKLIST CD 2:

01. Overture (3:54)
02. Gold (8:39)
03. Roadkill (6:28)
04. Skyline (11:02)
05. The Silence Of Our Wake (10:50)
06. The Longest Sigh (8:23)
07. My Silent Sea (Studio Track) (9:06)


FORMAZIONE:

Luca Pancaldi - voce solista
Marco Mazzuoccolo - chitarra elettrica
Luca Zabbini - piano, tastiere, chitarra acustica, voce
Francesco Caliendo - basso elettrico
Eric Ombelli - batteria, percussioni


Questo grandioso concerto live dei Barock Project è un regalo del nostro infaticabile amico Osel, che ringrazio, come sempre. "Vivo" è il 5° album. in ordine cronologico, realizzato dalla band modenese di new progressive rock e segue a ruota "Misteriose voci" (2007), "Rebus" (2009), Coffee in Neukolln (2012) e "Skyline" (2015). La produzione discografica dei Barock Project continuerà con "Detachment" (2017), "Seven Seas" (2019) e "Time Voyager" pubblicato pochi mesi fa. A questi album bisognerebbe aggiungere una serie di EP e di singoli, il primo dei quali risalente al 2005, che troverete elencati su Discogs  e Prog Archives. 


Forse qualcuno si ricorderà del post a loro dedicato nel febbraio 2022, dove proposi i primi due album del gruppo, quelli pubblicati nel 2007 e 2009 (qui). Ritroverete su quelle pagine la biografia del quintetto. "Vivo - Live in Concert", primo disco dal vivo, venne pubblicato dall'etichetta Artalia nel 2016 in formato doppio CD (in Italia), come CD singolo (solo il CD 1 - negli Stati Uniti) e ancora come doppio CD con una bonus track in Giappone (ad opera della Belle Antique). Sempre fortunati gli amici giapponesi. Vediamo ora i contenuti: le registrazioni live sono state effettuate a Milano nel novembre 2015, con l'eccezione dell'ultimo brano del CD 2 registrato in studio. Il CD 1 contiene brani tratti dai primi tre album, "Misteriose Voci" "Rebus" e "Coffee in Neukölln" più un bis speciale, la grande "Los Endos", cover dei Genesis. Il CD 2 contiene invece sei versioni live di "Skyline" e la sopraindicata traccia bonus in studio, "My Silent Sea", scritta e registrata nel 2015 come "seguito immaginario" di "Skyline".Null'altro da aggiungere se non augurarvi buon ascolto.


LINK Vivo - Live in Concert CD 1
LINK Vivo - Live in Concert CD 2

Post by George - Music by Osel

domenica 23 giugno 2024

Moda - The Complete Works 1984-1989 plus...

 

Dopo una lunga attesa sono finalmente approdati sulla Stratosfera. Loro sono i Moda, quelli senza accento sulla "a", quelli guidati da Andrea Chimenti, quelli che hanno lasciato una impronta importante  nell'ambito della new wave italiana degli anni '80. Si formarono a Firenze, intorno al 1983, grazie ad una schiera di musicisti provenienti quasi tutti da Arezzo: Andrea Chimenti (voce), Nicola Bonechi (batteria), Marco Bonechi (basso), Fabrizio Barbacci (chitarra), ai quali si aggiunsero Fabio Galavotti da Riccione e Fabio Chiappini da Fabro, entrambi alle tastiere. La prima presenza discografica risale al 1984, quando insieme a Diaframma, Litfiba e Underground Life registrarono due brani, "Nubi d'Oriente" e "La voce", che confluirono nella prima compilation di new wave indipendente italiana intitolata "Catalogue Issue" edita dall'etichetta fiorentina I.R.A. Records.


Nel 1986 realizzano il loro primo album, "Bandiera", prodotto da Alberto Pirelli, considerato tra i migliori dischi di rock indipendente degli anni ottanta. Al suo interno convivono brani come Ombre e Angeli, decisamente ancorati al lato pop della new wave, e brani orientati al suono anni '70 di David Bowie (a cui Andrea Chimenti deve non poco). L'ultimo brano del disco Camminando su una ragnatela è cantato insieme a Piero Pelù, all'epoca compagno di etichetta con i Litfiba. Il legame con le sonorità del "duca bianco" si saldò l'anno seguente con la pubblicazione di "Canto pagano", co-prodotto nientemeno che da Mick Ronson, già chitarrista di David Bowie. Nel 1989 in occasione del lancio promozionale del terzo disco "Senza rumore" i Moda parteciparono al programma di Renzo Arbore, International DOC. Tra parentesi il programma DOC li aveva già ospitati nel 1987. Entrambe le partecipazioni sono documentate nel bonus CD che troverete a conclusione di questo post. 


Purtroppo il disco non riuscì ad avere il successo sperato (e meritato, dico io), nonostante il lancio del nuovo rock italiano operato parallelamente dai Litfiba con "Pirata", probabilmente per un avvicinamento verso il pop non gradito soprattutto dai fan della prima ora e non così riuscito nell'immediatezza. Dopo alterne vicende il gruppo si sciolse nello stesso anno. Alcuni dei componenti lasciarono l'ambito musicale, altri come Andrea Chimenti proseguirono nella loro attività, altri ancora come Fabrizio Barbacci si affermarono come produttori di successo (Negrita, Ligabue, Nannini, Renga) (liberamente tratto da wikipedia). Di Andrea Chimenti abbiamo parlato da poco, presentando su queste pagine il suo disco tributo a David Bowie, suo grande "padre ispiratore". Fin qui la biografia. Ed ora passiamo alla musica.


Moda - Bandiera (1986)


TRACKLIST:

Lato A
01. Ombre - 4:23
02. Destinati alla gioia - 4:58
03.Angeli - 3:24
04. Frecce avvelenate (soloist, guitar Gae "Rost" Tortorizio) - 3:46

Lato B
05. Lo schiavo (oboe Stefania Giusti) - 3:45
06. Il delitto (non muore mai) (soloist, guitar Gae "Rost" Tortorizio) - 3:29
07. Frank (piano Francesco Magnelli) - 3:04
08. Camminando sulla ragnatela (vocals Piero Pelù) - 5:03

Bonus tracks dalla compilation "Catalogue Issue" (1984)
09. Nubi d'Oriente
10. La voce


MUSICISTI:

Andrea Chimenti - voce
Fabrizio Barbacci - chitarra, cori
Fabio Chiappini, Fabio Galavotti - tastiere, cori
Gianni Maroccolo - basso Fretless
Marco Bonechi - basso
Nicola Bonechi - batteria
Toti Canzonieri - sax alto
Roberta Bacciolo - voce
Francesco Magnelli, Ringo De Palma - cori


"Bandiera", primo album della band toscana, venne pubblicato dalla IRA Records nel 1986 in due formati: vinile e musicassetta. Da allora non è mai stato ristampato in digitale. Peccato. Ecco però una buona occasione per averlo nella vostra collezione. Il disco si compone di 8 tracce più le due bonus tracks tratte dalla compilation del 1984 "Catalogue Issue".


Così si leggeva sulla rivista "Il Mucchio Selvaggio" n. 220 a proposito degli album dei Moda: 
"È davvero strano che i Moda, nonostante l’indubbia personalità del sound, la felice vena pop di molte canzoni, le notevoli doti tecniche, il look accattivante, il sostegno della Polygram e della CGD e il vantaggio di un nome immediatamente memorizzabile, non siano divenuti un gruppo di successo. A danneggiarli è stato con tutta probabilità il loro mantenersi in bilico tra un rock che oggi definiremmo “d’autore” e la leggerezza dei suoni di consumo, nonché il fatto di essere (o apparire) troppo frivoli per i gusti del pubblico alternativo e troppo bizzarri per quello delle classifiche; la sostanziale ambiguità, insomma, caratteristica che forse come nessun altra risulta poco gradita a platee estremiste (in un senso o nell’altro) e quindi abituate a concepire la musica in termini di compartimenti stagni. Eppure, i Moda rimangono una band da ricordare: non solo per le successive gesta dei loro ex membri che oggi si trovano sotto i riflettori, ma anche per il fascino sprigionato dalle loro testimonianze discografiche; documenti un po’ ingialliti dal tempo trascorso e comunque non esenti da pecche, ma certo non privi di motivi di curiosità e interesse. E persino migliori, o almeno così sembra, di quando apparvero in un’Italia rock che con fatica tentava di uscire dall’underground più buio e opprimente.


L'esordio è in "Catalogue Issue" (IRA, 1984), raccolta-manifesto che vedeva come altri titolari Litfiba, Diaframma e Underground Life. Benché acerbi, i due brani lì presentati – Nubi d’Oriente e La voce – segnalarono i Moda come formazione da tenere d’occhio; e se a colpire fu soprattutto Andrea Chimenti, vocalist straordinariamente intenso e suggestivo, i suoi compagni dimostrarono una statura superiore a quella abitualmente richiesta a delle semplici “spalle”. Dopo circa un anno trascorso a rodare il live-show e a perfezionare uno stile sempre più elegante e raffinato, il gruppo raggiunse il traguardo del debutto in proprio con Bandiera (IRA/PolyGram, 1986); prodotto da Pirelli. L’album mise ancora in luce la devozione per la new wave più solenne ed enfatica (Simple Minds in primis) e la vena sfingea dei testi, ben sottolineata da una grafica ugualmente arcana; dall’iniziale Ombre (forse l’episodio più riuscito) alla conclusiva Camminando sulla ragnatela impreziosita dalla (pur marginale) presenza di Piero Pelù, il disco è un continuo susseguirsi di atmosfere per lo più soffici e a tratti moderatamente torbide, legate assieme dalle evoluzioni canore di un già grande Chimenti. Non un capolavoro, nonostante gli ottimi spunti, ma una buona base su cui edificare". 


Moda - Canto pagano (1987)


TRACKLIST:

Lato A
01. Malato - 3:25
02. Uomo dei sogni - 4:31
03. Addio a te - 3:20
04. Quello che ho - 3:22
05. Il seme - 3:20

Lato B
06. Se fossi - 5:43
07. Spara - 4:04
08. Jeanine - 3:50
09. Canto pagano - 4:25
10. America - 4:00


MUSICISTI:

Andrea Chimenti - voce
Fabrizio Barbacci - chitarra
Fabio Chiappini, Francesco Magnelli - tastiere
Fabio Galavotti, Gianni Maroccolo - basso
Nicola Bonechi - batteria
Mick Ronson - chitarra ritmica, chitarra solista (track 6), piano (track 3), compositore (track 1)


Anche il secondo disco dei Moda non è stato ristampato in CD. In compenso il vinile, pubblicato originariamente dalla IRA nel 1987 (insieme all'immancabile cassettina, è stato ristampato dalla Contempo nel 2018 in vinile bianco a tiratura limitata. Ancora Il Mucchio Selvaggio:
"Canto pagano, registrato con la collaborazione alla consolle - e non solo - di Mick Ronson (mitico chitarrista, tra gli altri, di David Bowie e Ian Hunter) e pubblicato nei primi mesi del 1987 con una copertina ispirata all’arte di Robert Crumb, certificò la netta svolta verso sonorità ancor più elaborate ma meno pompose, di impronta più rock – anche a causa dell’eliminazione delle tastiere di Galavotti, andato a sostituire il dimissionario Marco Bonechi nel ruolo di bassista – e occasionalmente aperte a innesti quasi glam.


Un album non agevole da decifrare, Canto pagano raccolse più consensi che critiche ma non servì a imporre la band in misura tale da giustificare l’impegno anche economico profuso nel progetto. Così, ad azzardare un definitivo “o la va o la spacca", nel 1989 i Moda confezionarono "Senza rumore" (IRA/CGD, 1989), il capitolo più commerciale della loro storia.


Moda - Senza rumore (1989)


TRACLIST:

01.Sogni d'oro - 4:20
02. Polvere - 5:12
03. Cammina - 5:14
04. Ti sorprenderò - 4:19
05. Sotto il mio letto - 3:40
06. Shalalala - 3:33
07. Stai con me - 4:50
08. Gianni Brillante - 3:24
09. Albero nero - 4:00
10. Hey Mama - 4:05

Bonus track
11. Filastrocca (dalla compilation "Sanremo Rock '88"


MUSICISTI:

Andrea Chimenti - chitarra
Fabrizio Barbacci - chitarra
Fabio Chiappini - tastiere
Fabio Galavotti - basso
Roberto Zamagni - batteria


Finalmente questo terzo e ultimo album della breve discografia dei Moda venne stampato dalla IRA, oltre che in vinile e in musicassetta, anche in CD. Proseguiamo col Mucchio:
"Inciso con il nuovo batterista Roberto Zamagni e con il solito Alberto Pirelli in cabina di regia, "Senza rumore"  è un album illuminato da qualche brano di buon livello ma annacquato dalla sovrabbondanza di arrangiamenti fiatistici e dal chiaro intento di ottenere il beneplacito dei programmatori radiofonici. Il disco non raggiunse gli obiettivi (troppo ambiziosi?) auspicati, lasciando al quintetto la sola alternativa dello scioglimento. Soluzione, questa, che alla fine non si è rivelata troppo drammatica, considerati i brillanti sviluppi della carriera di Andrea Chimenti – eccellenti i suoi due album solistici, La maschera del corvo nero (CGD, 1992) e L’albero pazzo (CSI/PolyGram, 1996) – e i risultati raggiunti da Fabrizio Barbacci come produttore e talent-scout (tra le sue scoperte, i lanciatissimi Negrita), nonché l’affermazione di Fabio Galavotti nel campo della grafica.  Comunque, come si diceva qualche riga più sopra, un ensemble che non merita di precipitare per sempre nel dimenticatoio, anche se le sue potenzialità sono rimaste in gran parte inespresse". La bonus track che ho inserito in chiusura del disco, dal titolo "Filastrocca", è un inedito apparso sulla compilation "Sanremo Rock '88", pubblicata dalla CGD nello stesso anno. 


Bonus CD
Moda live DOC 1987-1989 (TV special)


TRACKLIST:

Live DOC 1987
01. Uomo dei sogni
02. America
03. Spara
04. Canto pagano
05. Malato

Live International DOC 1989
06. Polvere
07. Shalalala
08. Hey Mama


Non potevo concludere questo lungo post senza un piccolo cadeau. E allora ecco i Moda "catturati" dal vivo nel corso di due esibizioni all'interno della celebre trasmissione televisiva DOC, ideata da Renzo Arbore. La prima apparizione risale al 1987 quando era da poco stato pubblicato "Canto pagano". La seconda, che contiene solo tre titoli, è del 1989, quando il gruppo era - purtroppo - alle ultime battute.La trasmissione è "International DOC (qui si sente la voce di Gegè Telesforo). Otto tracce in totale che testimoniano anche dal vivo le potenzialità di questo gruppo a cui è stata resa giustizia anche sulle pagine della Stratosfera. Buon ascolto, cari amici


NEW LINK Bandiera (1986) con 2 bonus tracks
LINK Canto pagano (1987)
NEW LINK Senza rumore (1989) con 1 bonus track
LINK Live DOC 1987-1989

Post by George

mercoledì 19 giugno 2024

Le Antologie della Stratosfera vol. 49 - Retrospettiva: I Baci & Related Bands


Questa retrospettiva ricalca i lavori iniziali del mio caro amico Robi, alias il Capitano, quando si dilettava nel comporre antologie sfiziose, dense di singoli, rarità e brani live. Una di queste, ancora oggi memorabile, fu quella dedicata ai Forum Livii e alle band "imparentate" (il post composto da ben 3 CD  lo ritroverete qui). Ma veniamo al dunque: il lavoro di oggi propone alcuni singoli già apparsi sulla Stratosfera molto tempo fa (Hellza Poppin, Reattori Caldi e Jimmy M.E.C.), oltre alle discografie complete de I Baci e di Silver, finora mancante. Un grosso ringraziamento va al grandioso canale YouTube "Senza Tempo Noi - Il rock a Forlì", ricco di rarità e di utilissime informazioni. E' sempre qui, a vostra disposizione. Per ripercorrere la storia, peraltro molto stringata, de I Baci e delle related bands mi sono totalmente appoggiato a "Italian Prog", imperdibile bibbia creata dall'amico Augusto Croce (#menomalecheaugustoc'è). Per me è sempre un piacere rispolverare le canzoni di questi gruppi, in attività dalla fine degli anni '60 agli albori degli anni '70. Quasi tutti sono scompari dopo un solo singolo o tutt'al più dopo una manciata di 45 giri. Passiamo ora alla tracklist.


TRACKLIST PART 1:

I Baci - discografia completa a 45 giri

01. I Baci - Povero cane (lato A, 1968)
02. I Baci - La strada bianca (lato B, 1968)
03. I Baci - Il successo della vita (lato A, 1969)
04. I Baci - Torna (lato B, 1969)
05. I Baci - Cerco lei (lato A, 1970)
06. I Baci - La notte (lato B, 1970)


I BACI - FORMAZIONE

Silver Soprani (voce, chitarra)
Marco "Jimmy" Villotti (chitarra)
Claudio Golinelli (basso)
Gilberto "Attila" Rossi (batteria)


"I Baci, da Forlì, nacquero nel 1968 e realizzarono solo tre 45 giri per la CBS. Il secondo è il più vicino ai contenuti di questo sito (NDR - Augusto fa ovviamente riferimento al suo sito Italian Prog), con un ottimo lavoro di chitarra distorta di Villotti. Il nome originale del gruppo era i Phedia, cambiato su consiglio del loro produttore Checco Marsella (dei Giganti). La prima formazione comprendeva Soprani, il batterista Luciano Tassinari e il bassista Beppe Pippi, proveniente dai Lorenz e più tardi nei Forum Livii, ma dopo poco Tassinari fu sostituito da Gilberto Rossi e venne aggiunto il secondo chitarrista Jimmy Villotti dei Meteors (NDR - vi rimando al doppio post commemorativo dedicato allo scomparso Jimmy Villotti). Questa formazione incise il primo singolo Povero cane, passato inosservato e che vendette circa 800 copie. Pippi decise di tornare al suo vecchio gruppo, i Lorenz, e venne sostituito con Claudio Golinelli e la nuova formazione partecipò al Cantagiro 1969. Il secondo singolo, Il successo della vita fu quello che vendette più copie, più di 10.000, ma un incidente d'auto che fermò il gruppo per diversi mesi e la delusione per non aver ottenuto il successo sperato, spinsero Villotti a creare una strada come solista (con un gruppo chiamato Jimmy Mec), mentre gli altri continuarono in tre. 


Il terzo e ultimo singolo, del 1970, Cerco lei, ebbe poco successo e il gruppo si sciolse quando Golinelli venne chiamato alle armi. Golinelli e Pippi hanno poi suonato nei Reattori Caldi.

TRACKLIST PART 2

Il dopo Baci - Related Bands

07. Silver - Bella mia (lato A, 1972)
08. Silver - L'erba bianca (lato B, 1972)
09. Silver - Musica (1977)
10. Jimmy M.E.C. - Il Messia (lato A, 1971)
11. Jimmy M.E.C. - Quegli occhi chiari (lato B, 1971)
12. Reattori Caldi - Il mio cuore è un reattore (lato B, 1974)
13. Hellza Poppin - My Peace (lato A, 1972)
14. Hellza Poppin - This World On The Moon (lato B, 1972)
15. Hellza Poppin - Who Would Know (lato A, 1972)


Soprani formò un nuovo gruppo chiamato Silver e i Baci, comprendente Enzo Vallicelli (batteria), Gabriele Biondi (basso), Mario Valmori (tastiere) e Vanni Meleni (fiati), che partecipò anche al Festival di Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio nel giugno 1971, suonando moltissimo all'Altro Mondo di Rimini come spalla ai principali gruppi italiani. Nel 1971 registrarono diversi provini per la Ricordi, che però preferì far uscire nel 1972 un 45 giri del solo Silver (Soprani), Bella mia/L’erba bianca, partecipante anche al Festival di Sanremo. Soprani realizzò anche un album autoprodotto su cassetta.
Vallicelli lasciò il gruppo nel novembre 1971 per formare gli Hellza Poppin, sostituito da Nicola Venditto, mentre il gruppo si è sciolto nel 1975. 

NDR -Vi riporto alcune informazioni sulla track 9 (Musica di Silver) tratte dal canale YT "Senza tempo noi":  "Questo brano appartiene all'album "Vivere per amore" inciso dal forlivese Silver Soprani nel 1976 e pubblicato nel 1977 su musicassetta dalla Sky Record. Musica fu scritta da Fabrizio Dossi ma firmata da Silver Soprani perché Dossi non era iscritto alla Siae. Nell'album, oltre a Soprani e a Dossi alle chitarre, suonano i musicisti forlivesi Enzo Vallicelli alla batteria, Vittorio Benini al sax, Paolo " Silver" Silvestri al basso, alle tastiere e al flauto e Ciro Ettorre, Beppe Pippi e Bruno Zolfino alle chitarre".


Il 45 giri Il Messia di Jimmy M.E.C. venne anche inserito nella raccolta della Fonit intitolata "Nuovi complessi d'avanguardia da Radio Montecarlo" (già presente su questo blog). Questo è stato l'unico singolo per il gruppo capitanato dal chitarrista Marco "Jimmy" Villotti. Un altro componente del gruppo era il futuro arrangiatore e produttore Fio Zanotti. Per quanto riguarda l'ascolto delle opere più significative realizzate da Villotti vi rimando ai post che troverete su queste pagine.

Discorso a parte merita il singolo dei Reattori Caldi. una tra le realtà più interessanti e nello stesso più misconosciute nell'area forlivese. Il quartetto era formato da Beppe Pippi (voce, chitarra), Gianni Treossi (chitarra), Claudio Golinelli (basso) e Nicola Venditto (batteria). Ecco quanto riporta Augusto Croce al proposito: "Gruppo di Forlì comprendente l'ex componente dei Forum Livii Beppe Pippi ed il bassista Claudio Golinelli dal gruppo beat dei Baci (poi con Vasco Rossi fino ai giorni nostri), entrambi furono anche negli Hellza Poppin; hanno pubblicato solo un 45 giri nel 1973, con un suono vicino all'hard rock ma con parti vocali melodiche, e si sciolsero subito dopo l'uscita del disco senza aver mai suonato dal vivo". Ed ora eco la mia domanda epocale: in rete si trova solo il lato B del 45 giri, "Il mio cuore è un reattore". 

Esiste, in qualche remoto angolo dell'universo,  il lato A, "Senza tempo noi" (da cui ha preso pure il nome il sopracitato canale YT)?
Qualcuno lo possiede e lo vuole condividere con noi? 

Attendo fiducioso un riscontro da parte di qualche amico collezionista.


Chiudiamo con gli Hellza Poppin, una band caratterizzata da sonorità di altissimo livello.

Questa la discografia:
My Peace/This world on the moon (Boston BEM 0021 - 1972)
Who Would Know/This World On The Moon (Boston BEM 0021 - 1972)
EP - Who Would Know/My Peace/This World On The Moon (Boston BEM 0021R - 2018)


Ancora Augusto Croce su "Italian Prog":

"Con un solo bel singolo cantato in inglese in uno stile simile ai primi Trip, questo gruppo di Forlì avrebbe meritato un maggiore interesse. È curioso che il singolo sia uscito due volte tra maggio e luglio 1972 con la stessa copertina e numero di catalogo ma un diverso brano sulla facciata A, perché il proprietario della casa discografica non era soddisfatto del primo brano e lo volle cambiare.
Gli Hellza Poppin (ma il nome era scritto Hellzapoppin sui loro poster oppure Helza Poppin) si formarono alla fine del 1971, ad opera di Vanni "Scopa" Landi, Paolo "Silver" Silvestri ed Enzo Vallicelli (proveniente da Silver e i Baci), reclutando il fiatista Flavio Fiorini e il tastierista quindicenne Franco Masotti. Per le registrazioni del 45 giri (e di un intero LP mai uscito), venne inserito temporaneamente il cantante Orfeo Ferrini, cantante dei Lorenz, che successivamente sarebbe entrato stabilmente nel gruppo. (NDR - Gli Hellza Poppin erano già comparsi sulla Stratosfera in occasione del post dedicato a Vanni Scopa - qui). Nell'autunno del 1972 Silvestri e Masotti uscirono dal gruppo, interessati ad una musica più sperimentale, ed entrò il bassista Claudio Golinelli, ex-Baci, che diede una notevole spinta alla sezione ritmica. Il gruppo ha sempre avuto un'ottima attività live, inserendo nel repertorio cover di gruppi inglesi di rock-blues e progressive.


Nel 1973 Landi lasciò il gruppo, sostituito da Beppe Pippi (Baci, Forum Livii), formando un gruppo chiamato Gruppo Vanni Scopa o Van Scopa Group che ha suonato nel 1976 in vari concerti in Romagna, e pubblicando nello stesso anno il singolo Vivendo, lottando, suonando/Semplicità (Record Executive NP45-17-7002RE) e nel 1977 (con il nome di Vanni Scopa) l'LP Movimento (Bazar 0771), in stile cantautorale con arrangiamenti rockeggianti, e contenente, oltre a brani originali, quattro canzoni di Bob Dylan tradotte in italiano. (NDR - anche questo album è da anni presente sul nostro blog). 
Infine...
Vallicelli, dopo aver suonato per un breve periodo con gli Osage Tribe, lasciò gli Hellza Poppin per entrare negli Uno. Il gruppo continuò a suonare con diversi cambi di formazione fino al 1977, orientandosi sempre di più verso una musica da ballo, e dopo aver cambiato nome in Zebra Crossing si sciolse definitivamente nel 1978. I tre brani usciti su 45 giri nel 1972 sono stati ristampati nel 2018 in un EP uscito in tiratura limitata di 300 copie con la stessa copertina originale".
Si chiude qui il nostro viaggio. A voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto



Post by George (testi di Augusto Croce)