venerdì 27 febbraio 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 24 febbraio 2026)


Trasmissione andata in onda martedì 24 febbraio 2026

Di seguito la playlist della serata
Buon ascolto


LINK

Post by Frank-One & George

giovedì 26 febbraio 2026

I Compagni di Scena - Due stagioni (LP, 1977)


TRACKLIST:

Lato A
01. E noi a guardare
02. E la luna
03. M’han sempre detto
04. Respira più piano
05. Se le parole vanno lontano

Lato B
06. Un piede segue l’altro
07. Taglia le ali
08. Ecco qua
09. Piove anche sopra il re
10. Canto cantare canto


Breve premessa by George
Non sono mai stato un grande "tifoso" o sostenitore della canzone politica, non l'ho mai nascosto: rappresenta in ogni caso un pezzo importante della nostra storia contemporanea che deve essere  necessariamente storicizzata. Di conseguenza ogni tanto, riesco a farla rientrare queste musiche nelle deviazioni varie di cui si compone la Stratosfera. E poi, scusate, ma qui abbiamo l'amico e collaboratore Cimabue che ci propone un vinile piuttosto raro, mai ristampato nel corso degli anni, completo di  parti musicali e di testi. Grazie CMB per questo ottimo lavoro, che merita di essere pubblicato e condiviso. Aggiungo che, a differenza di certi dischi di canzoni politiche, dai suoni scarni ed essenziali, qui si apprezza lo sforzo compositivo e l'innesto di strumenti diversi dalla solita chitarra acustica. Lo ricorderà Cimabue nelle sue note conclusive. Apprezzabili anche le parti corali, che mantengono l'impronta del folklore sardo, patrimonio culturale di quella regione (I Compagni di Scena provengono dalla Sardegna). Le musiche e i testi sono di Antonello Manzo e Gino Melchiorre, mentre gli esecutori non sono accreditati. Conclusa questa breve premessa la parola passa all'amico Cimabue. 


I Compagni di Scena sono un ensemble musical-teatrale sardo che si è cimentato nella canzone sociale e politica con risultati artisticamente interessanti. Ad un primo album, denominato “Brecht la madre di Gorky” edito dalla Compagnia Italiana del Suono nel 1971, ha fatto seguito “Due stagioni”, oggetto del post odierno. Questo vinile, edito nel 1977 dall’etichetta I dischi dello Zodiaco e distribuito dall’Editoriale Sciascia anche su formato MC, come in uso all’epoca (vinile mai ristampato negli anni a seguire - ndr) presenta una lunga presentazione che vi riporto integralmente così da farvi immergere nello spirito anche sociale e non solo sonoro del maggio 1977 in Italia ed in Sardegna in particolare. È un po’ lunga, ma estremamente interessante sotto il profilo storico.


“Due stagioni” vuole significare due periodi diversi ma anche due climi, due umori, due situazioni politiche, due stagioni teatrali distinte. Nel disco più semplicemente due facciate. La prima riporta i canti di commento e di accompagnamento dello spettacolo teatrale “Le fabbriche bugiarde” nato da una lunga inchiesta nei e intorno ai poli di sviluppo dell’economia sarda quando lo spegnersi del boom economico nazionale già dava ragione alla rabbia di chi aveva visto nel sorgere di queste cattedrali petrolchimiche il tradimento delle aspettative sull’utilizzazione delle risorse naturali offerte dal territorio e l’anacronismo con la propria cultura. Lo spettacolo e in particolare le canzoni si sono fatte carico, per due anni, d’essere documento di denuncia e amplificatore della voce della nuova classe operaia, cosciente, e combattiva, che veniva formandosi all’interno delle fabbriche di Ottana, Portotorres, Portovesme, Assemini, Sarroch, ecc. Proponendosi con il suo linguaggio diretto e teso nelle piazze, nei piccoli cinema, nelle fabbriche occupate, nei magazzini, negli altri atri delle scuole di decine di paesi, dove il teatro non era mai stato, come momento di aggregazione e di dibattito, come nuovo modo fi fare politica, vincendo remore e timori, scuotendo la coscienza di chi si apprestava a svendere i propri valori culturali ed una tradizione ancora viva e dinamica.


La seconda facciata (musicalmente più ricca - ndr) si riferisce ad un nuovo spettacolo, ancora in fase di allestimento, che ha per tema la strategia del potere ed i suoi vani tentativi di ritardare o sopire la presa di coscienza di un popolo che è sempre meno disposto a subire e reclama il diritto di essere protagonista della propria storia. È uno spettacolo che nasce dalla riflessione dei sei anni di attività del collettivo “I Compagni di Scena”, dalla rilettura delle centinaia di pagine dei dibattiti con il pubblico, registrati durante gli spettacoli precedenti, dalla situazione di disorientamento e di dibattito, spesso anche drammatico, in cui ci troviamo: questo spiega le difficoltà di allestimento di uno spettacolo il cui testo si riempie di giorno in giorno di significati nuovi ma, talvolta, si vede superato da vicende che solo la fantasia di un potere contorto e corrotto riesce a produrre. Questo spiega soprattutto la scelta della metafora nelle canzoni e l’abbandono di un linguaggio che per essere troppo diretto rischia di diventare unilaterale. Anche dal punto di vista musicale le canzoni, che nello spettacolo vengono sempre introdotte da un cantastorie, si ispirano a modelli più ricercati e, in un certo senso, elaborati: vi sono degli abbellimenti e dei di-più ogni volta che il cantastorie descrive i fatti del potere, barocchi, contorti, burocratici. Basti pensare a “Un piede segue l’altro” che con la sua struttura a vite senza fine vuole descrivere il balletto grottesco che ciascuno di noi è costretto a fare con le porte e le scale di qualunque ufficio pubblico nel quale si debba avventurare. Gli abbellimenti e i di-più si perdono non appena è il popolo a cantare, quel popolo che dapprima rivolta contro il potere quegli stessi canti, ma che, alla fine, ritrovata la sua identità e quindi intiera la sua forza si esprime con “Canto cantare canto” nei modi che gli sono propri.


A questo punto in ogni copertina per bene dovrebbero esserci i nomi degli autori delle musiche e dei testi delle canzoni e i suoi esecutori; se poi la copertina è per benissimo basta scrivere: autori ed esecutori “I Compagni di Scena”. Noi non ce la sentiamo di adottare né l’una né l’altra soluzione e quindi riportiamo, in sintesi, il dibattito che è avvenuto in proposito al nostro interno. È chiaro che la produzione collettiva è una frase vuota e spesso mistificatoria se si pensa che nel nostro collettivo solo alcuni sono in grado di comporre una musica o di stendere in versi idee e concetti; d’altra parte questi alcuni hanno dato veste di canzoni a idee prodotte da altri ed ai va bene non va bene espressi da altri ancora. Non basta: queste canzoni sono nate in un clima e attraverso esigenze suggerite da oltre ottanta persone che in sei anni di attività sono passate per l’esperienza de “I Compagni di Scena”. Inoltre ciascuno di noi ha dato al gruppo un contributo strettamente collegato alla propria disponibilità di tempo, portando in questa attività le contraddizioni e i problemi che man mano accumulava nel posto di lavoro o di studio, consentendo con il proprio impegno, spesso anche economico, di far cantare chi sapeva cantare,


Quindi queste canzoni non sono soltanto degli attuali componenti il gruppo, sono nella stessa misura di Pipino che le ha già trovate fatte e di Bastiano che è andato via cinque anni fa, di Natascia che le ha condizionate con il suo giudizio, di Giorgia che si è astenuta, di Ione che si è terrorizzata e di Caxomai che ne ha dattiloscritto le copie, di Biagio, di Filippo, di Ignazio e di chissà quanti altri dei quali non conosciamo neanche il nome né il viso e che pure ce le hanno suggerite senza neanche saperlo.
Sono in definitiva del movimento, bastava qualcuno che le raccogliesse, le sistemasse un po’ e le cantasse. Ma per raccoglierle era necessario stimolare tutti i fatti che rapidamente abbiamo accennato, era necessario soprattutto essere gruppo, organizzato, attento e spesso anche sofferto tra le tante difficoltà che questo lavoro povero e dilettantesco comporta. Se abbiamo avuto il merito di leggerle, queste canzoni, nel movimento, ci spetta dunque anche il diritto-dovere di rifiutarne la proprietà e di riconsegnarle, elaborate attraverso la nostra personalità, al movimento stesso.


Conclusione by CMB
A differenza di numerose pubblicazioni coeve “Due stagioni” - anche a distanza di molti anni - si lascia ancora ascoltare, grazie ad un impianto vocale che alterna voci soli a momenti corali che muovono i passi su un tappeto fatto di chitarre acustiche impreziosite da inserti di flauto nella prima facciata e da percussioni e tastiere vintage nella seconda. A momenti più pacati si alternano movimenti più ritmati che hanno il merito di conferire alla produzione una certa dinamicità. I testi, da leggere con gli “occhiali dell’epoca”, raccontano dei problemi del lavoro e della società della terra sarda. Concludendo, un documento storico di come musica e teatro fossero al servizio diretto del “movimento” che proprio in quel 1977 iniziò il suo lento, ma inesorabile declino. Buon ascolto.


LINK 

Post by Cimabue (with a little help by George)

martedì 24 febbraio 2026

RE-POST & RE-LOAD: Riccardo Zappa - Chatka (CD 1978 - post originale 15 marzo 2013) & Trasparenze (LP 1980 - post originale 6 luglio 2013)


Un bel doppio re-post & re-load richiesto da alcuni amici frequentatori del nostro blog. Il protagonista è Riccardo Zappa, tra i massimi virtuosi della chitarra acustica, in particolare della celebre Ovation, qui riproposto con il secondo e terzo album della sua corposa discografia. Entrambi gli album, con i link da tempo inattivi, vennero postati nel lontano 2013. Chatka il 15 marzo (qui), Trasparenze il 6 luglio (qui). Volendo potrete rileggervi le recensioni. Che dire? Grazie alle vostre richieste stiamo lentamente recuperando una serie di LP e di CD che, visto il trascorrere inesorabile degli anni, non si potevano più scaricare. Due annotazioni: Chatka venne pubblicato nel 1978 dall'etichetta Divergo e ristampato in formato CD in due occasioni: la prima nel 1997 dalla Mellow, la seconda nel 2006 dalla VM 2000 che lo distribuì anche in Giappone. Discorso diverso vale per Trasparenze: pubblicato nel 1980 dalla DDD, ovviamente in vinile, venne ristampato nel 1982 dalla Ariola per il mercato tedesco e nel 1984 ancora dalla DDD; in entrambi i casi sempre  e solo in vinile. Non esiste, a quanto mi risulti, la versione CD di questo disco. 

Riccardo Zappa - Chatka (LP 1978 - ristampa CD 1997)


TRACKLIST:

01  Emphasis 
02  St. Dumont 
03  La chitarra a pila 
04  Chatka 
05  Vivre 
06  Eleila 
07  Piraeus 
08  Numero unico (voce Lella Rosnati)

back cover LP 1978

MUSICISTI:

Riccardo Zappa- chitarra acustica, chitarra elettrica
Vince Tempera - piano, synthesizer 
Tullio De Piscopo - batteria
Julius Farmer - basso elettrico
George Aghedo - percussioni

back cover CD 1997


Riccardo Zappa - Trasparenze (LP, 1980)


TRACKLIST:

01.  Ouverture
02.  Synthesis
03.  Datsun Blues
04.  Trasparenze
05.  56 misure inedite
06.  Archipelagos Aegeon
07.  Così diversa...eppure...


MUSICISTI:

Riccardo Zappa - chitarre e campane tubolari
Antonello Venditti - intervento vocale nella track 1
Bob Clark - basso, sintetizzatore, Moog
Maurizio Preti - percussioni
Piero Pellegrini - sintetizzatore
Vince Tempera - piano
Walter Calloni - batteria



Vi ricordo che le richieste di re-upload sarebbe preferibile effettuarle utilizzando l'apposita sezione che trovate sul menu di destra della home page (icona mappamondo). Presto sarà il turno degli ultimi "arretrati": Banco del Mutuo Soccorso live Ivrea 1975 e doppietta Goblin (Torino e Ivrea 1975). Intanto vi auguro un buon ri-ascolto.

NEW LINK Chatka
NEW LINK Trasparenze

Re-post & Re-load by George

lunedì 23 febbraio 2026

Baracca & Burattini - Opera Omnia (1981- 1983 - 2012) - great post by Roberto, Osel & George

 

Presto dimenticati e spariti nel nulla dopo le prime registrazioni degli anni '80, riapparsi quasi miracolosamente nel 2012, i Baracca & Burattini meritano la riscoperta e la giusta valorizzazione Questo post, che se ben ricordo è stato anche caldeggiato da alcuni amici navigatori, è stato reso possibile grazie ai contributi e alla pronta risposta dei nostri due collaboratori Osel e Roberto che ringrazio infinitamente. Questo "gioco di squadra", permettetemi di sottolinearlo, è da sempre il sale e la forza della Stratosfera. Visto che oggi presenteremo l'opera omnia della band torinese, ricordo subito che Baracca & Burattini (nome, ahimé, un po' troppo sfruttato il quale, dopo il successo del film di Corbucci, è stato adottato da associazioni, imprese, circoli culturali e ricreativi e persino da ristoranti) hanno registrato tre album nel corso della loro carriera, molto diversi l'uno dall'altro: "Hinterland" (etichetta Mama Barley, 1981), "Trio + 1" (etichetta On Records,1983) e "Bib-Rambla" (etichetta Electromantic Music, 2012). I due album degli anni '80 sono reperibili solo in formato vinile, visto che non sono mai stati ristampati, mentre "Bib-Rambla" è ovviamente disponibile su CD. Le informazioni sul gruppo, al di là della discografia pubblicata su Discogs; sono praticamente nulle, a parte uno splendido lungo articolo realizzato da Luigi Cattaneo l'11 aprile 2014, pubblicato sul blog "ProgressivaMente" col titolo "Baracca & Burattini, dall'Hinterland di Torino alla Bib-Rambla". Ed è quello che utilizzerò per accompagnarci in questo viaggio musicale. Ora passiamo alla musica.

Baracca & Burattini - Hinterland (LP, 1981)


TRACKLIST:

Lato A
01. Hinterland - 3:25
02. Adriatica - 5:30
03. Terra e mare - 5:30
04. Rock & Tarocs - 4:08

Lato B
05. Come in Sudamerica - 3:55
06. Una nuvola in gabbia - 5:00
07. Asso di bastoni - 3:50
08. Scivolando... - 4:00
09. Senza rete - 3:00


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - piano elettrico Rhodes, synthesizer ARP Odyssey, synthesizer polifonico Korg, voce, percussioni, battito di mani
Gianni Melis - basso elettrico, battito di mani
 Sandro Marangon - batteria, percussioni, battito di mani

ospite
Silvano Borgatta - synthesizer polifonico (track 6), piano elettrico Rhodes (track 4), voce, 
synthesizer ARP Odyssey, battito di mani (track 9)

Silvano Borgatta

La recensione degli album (dal blog "ProgressivaMente" dell'11 aprile 2014)

1975: le origini del trio
"L’occasione per parlare dei Baracca & Burattini ci è fornita dalla pubblicazione di un nuovo album per l’etichetta Electromantic di Beppe Crovella (tastierista degli Arti & Mestieri). Bib-Rambla (ossia la piazza centrale di Granada), uscito nel 2012, ha riacceso i fari su una delle tante realtà torinesi dedite al jazz rock negli anni ’70. Potremmo addirittura ipotizzare l’idea di una scuola jazz rock radicata su un territorio definito. Il jazz era una sorta di attrazione per chi lavorava in ambito rock e, al tempo stesso, i jazzisti del luogo erano interessati alla genuina semplicità della grammatica rock (Riccardo Storti, Rock Map Viaggio in Italia dal 1967 al 1980, Aereostella). Come ha sottolineato Storti nella sua opera del 2009, Torino era davvero un centro propulsore fondamentale per capire certi sviluppi sonori ed è impossibile per ogni amante del genere non conoscere gruppi storici come Arti e Mestieri e The Trip, ma anche realtà rivalutate con il passare degli anni come Dedalus, Beia come Aba, Gialma 3 o Living Life. In questo contesto nascono e si inseriscono, anche se con qualche anno di ritardo, i Baracca & Burattini, bizzarro monicker ripreso da un film degli anni ’50 di Sergio Corbucci. È il 1975, quando Luciano Zaffalon (tastiere), Sandro Marangon (batteria) e Gianni Melis (basso) danno vita al progetto pensando di unire il progressive colto dei King Crimson con il jazz rock targato Perigeo. Il risultato è un disco autoprodotto con l’aiuto di Silvano Borgatta (all’epoca tastierista del gruppo di Gigi Venegoni) che vedrà la luce solo nel 1981, fuori tempo massimo, come si suol dire in certi casi.


1981: l'album "Hinterland"
Hinterland è un album intriso di frizzante jazz rock, sulla scia di Esagono e Combo Jazz, con qualche leggera venatura world che colora le composizioni, sempre in bilico tra stacchi virtuosi e cura per l’aspetto più melodico. Peccato che ormai l’epoca d’oro dei raduni e delle attenzioni verso questi suoni fossero oramai esaurite, perché questo esordio, pur presentando qualche ingenuità, rimane un disco di buon livello che con gli anni ha raggiunto anche elevate valutazioni tra i collezionisti di vinili. Pezzi come Asso di Bastoni, Scivolando o la title track mostrano il potenziale del gruppo, che avrebbe probabilmente meritato qualcosa di più. I tre scelgono di non avvalersi per questo esordio di un chitarrista, affidando gli spunti maggiori alle tastiere di Zaffalon, che può spaziare in maniera sistematica all’interno di ogni singolo brano. Luciano viene però sempre ben coadiuvato dal lavoro ritmico di Marangon, preciso e mai irruento e dal tocco funk del bravo Melis. 

Baracca & Burattini - Trio +1 (LP, 1983)


TRACLIST:

Lato A
01. Tango elettrico
02. Accarezzami, accarezzati
03. Tarocchi
04. Crisi d'identità

Lato B
05. E' volare
06. Trio
07. Passerà


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - tastiere
Gianni Melis - basso elettrico
 Sandro Marangon - batteria, percussioni
Salvo Occhipicca - chitarra elettrica

1983: l'album "Trio + 1"
La band, senza perdersi d’animo, riuscì a pubblicare anche un secondo lavoro passato del tutto inosservato, "Trio + 1", con l’aggiunta di Salvo Occhipicca alla chitarra e una maggiore propensione per la forma canzone, contiene brani non più strumentali ma cantati da Zaffalon. È un platter che presenta contatti con il mondo cantautorale (la bellissima Tarocchi), senza dimenticare spunti jazzati che fanno parte del dna del gruppo, ma imbevuti di quel clima che si respirava nel pieno degli anni ’80. Il risultato è un disco indubbiamente piacevole ma che non lascia il segno come il precedente, forse anche per via di una stanchezza compositiva che affiora tra le trame di alcune tracce o per la smania di voler tentare strade che non erano proprie e che non rispecchiavano appieno le caratteristiche primigenie dei musicisti. Come spesso è accaduto per tanti di quei gruppi, ci sono voluti ben 30 anni per tornare ad ascoltare musica a loro nome

Baracca & Burattini - Bib-Rambla (CD, 2012)
 

TRACKLIST:

01. Bib-Rambla
02. Hinterland
03. Adriatica
04. Terra e mare
05. Le bambole
06. Balleranno (i burattini)
07. Secondina
08. Pensando più a Sud
09. Senza rete
10. Sequenza Meccanica Blues
11. Una nuvola in gabbia


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - organo Hammond
Sandro Marangon - batteria, percussioni
Diego Mascherpa - sax, clarinetto


2012: il CD "Bib-Rambla"
È il 2012 quando i Baracca & Burattini rinascono con la forza della determinazione. Rimangono in sella Zaffalon (che si concentra solo sull’organo Hammond) e Marangon, a cui si aggiunge un autentico fenomeno come Diego Mascherpa al sax e al clarinetto. Un Hammond trio che in Bib-Rambla rivisita alcune tracce presenti in Hinterland, migliorandole e rendendole molto più coinvolgenti, oltre che proporre inediti convincenti e di elevato spessore. L’album scorre via veloce ma non per questo risulta di semplice assimilazione e i vari strumenti giocano a rincorrersi o sfidarsi all’unisono, con Zaffalon magnifico interprete all’Hammond e in dialogo costante con Mascherpa, entrambi sostenuti dal drumming energico e preparato di Marangon. Il trio appare molto affiatato e le doti tecniche si sono affinate nel corso del tempo, rendendo il tutto estremamente fluido e ricco di groove. 

Diego Mascherpa

Ne sono una prova la brillante title-track, che spazia dal latin al jazz rock, mettendo subito in risalto le grandi capacità dei tre e le riproposizioni di Hinterland e Adriatica, con la prima leggermente funky e la seconda pregna di elementi balcanici. Anche Terra e mare era già presente nel disco del 1981, mentre è nuova la seguente Le bambole, in cui possiamo assistere alle brillanti escursioni di Zaffalon e Mascherpa. Colpiscono la ritmica dance di Balleranno (i burattini), che si trasforma in un grande episodio jazz rock, soprattutto per la notevole prova di Mascherpa al sax, e le delicate melodie di Secondina (con lo stesso bravissimo anche al clarinetto). I paesaggi dell’Italia meridionale vengono evocati con una bella dose di progressive rock nella superlativa Pensando a Sud, salvo poi ritornare ai tempi di Hinterland con Senza rete. Chiudono l’album Sequenza Meccanica Blues, che come suggerisce il titolo ha echi della musica del diavolo ed una carica rock che ricorda i Cream di Eric Clapton e la rivisitazione sudamericana di Una nuvola in gabbia. Bib-Rambla è il disco più maturo dei Baracca & Burattini, merito di un interplay costante ed efficace tra l’Hammond di Zaffalon, i fiati di Mascherpa e le ritmiche di Marangon, abilissimi nel creare un sound sempre in bilico tra la fusion, il jazz rock e il progressive (anche se decisamente meno vistoso rispetto alle altre componenti). È un’opera piena di passione, quella di un trio che finalmente, dopo anni di assenza, torna perché ha davvero qualcosa da comunicare. Il consiglio è quello di cercare gli album degli anni ’80 e di fiondarsi poi su questo ultimo lavoro, per cogliere le differenze strutturali e le maggiori capacità acquisite in 30 anni di lontananza. Come il vino buono, anche il tempo ha migliorato i Baracca & Burattini".


Conclusione
Il viaggio attraverso la musica dei Baracca & Burattini termina qui. Ancora un enorme grazie a Roberto e a Osel che hanno fornito il materiale audio qui pubblicato. Buon ascolto, cari amici e...se avete voglia di partecipare alla vita del blog, ricordatevi che i vostri commenti saranno sempre molto graditi.


LINK Hinterland (LP 1981)
LINK Trio + 1 (LP 1983)
LINK Bib-Rambla (CD 2012)

Post by George, Roberto & Osel

sabato 21 febbraio 2026

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 102 - Santana live at Palaeur, Roma, 27.04.1983 (a gift by Morris)


TRACKLIST CD 1:

01 - intro
02 - Nowhere to Run
03 - Hold On
04 - Tales of Kilimanjaro
05 - Black Magic Woman / Gypsy Queen
06 - Oye Como Va (Tito Puente cover)
07 - Incident at Neshabur
08 - Watch Your Step (Brother Phelps cover)
09 - Aqua Marine
10 - That's the Way God Planned It (Billy Preston cover)
11 - Savor
12 - Jin-go-lo-ba (Babatunde Olatunji cover) (Jingo)


TRACKLIST CD 2:

13 - Havana Moon (Chuck Berry cover)
14 - Soul Sacrifice
15 - Open Invitation
16 - She's Not There (The Zombies cover)
17 - American Gypsy
18 - Europa (Earth's Cry, Heaven's Smile)
19 - Shango

encore
20 - Samba Pa Ti
21 - Super Boogie / Race with the Devil on a Spanish Highway
22 - Shake Your Money Maker (Elmore James cover)


FORMAZIONE:

Carlos Santana - lead guitar, vocals, percussion
Greg Walker . vocals
Keith Jones - bass
Chester D. Thompson - keyboards
Graham Lear - drums
Raul Rekow - congas, bongos, percussion, backing vocals
Armando Peraza - congas, bongos, percussion, backing vocals
Orestes Vilató - timbales, percussion


Ringrazio moltissimi l'amico Morris per avermi inviato tempo fa questo ottimo concerto dei Santana e, nel contempo, mi scuso con lui per averlo tenuto un po' troppo tempo nel cassetto. Era da parecchio tempo che volevo dedicare qualche pagina al grande Carlos e alla sua band. Il concerto che ci ha regalato Morris - almeno nelle mie intenzioni - farà da apripista ad altre esibizioni dei Santana sul patrio suolo, in particolare negli anni '70. Quando si parla di quel decennio le date e le location sono sempre piuttosto confuse. Di certo il primo breve tour dei Santana risale al 1971. Allora eravamo tutti follemente innamorai della sua lancinante chitarra, ancora rovente dopo l'esibizione a Woodstock '69. Ma qui i ricordi si perdono nelle nebbie del tempo. Seguì un breve tour nel 1973 e, infine, il decennio si concluse con il disastro del 1977. 


  Ne parleremo in modo dettagliato riportando in superficie non solo le registrazioni audio salvate, ma anche alcuni momenti di storia contemporanea legati ai famigerati "anni di piombo" e alle contestazioni prima, durante e dopo i concerti. Sta di fatto che dopo quel drammatico tour del 1977 i Santana (ma non solo loro) non vollero più tornare a suonare in Italia. Solo nel 1983, passati i momenti di furore e navigando in acque più tranquille, Carlos Santana e la sua band tornarono in Italia. Il mini tour del 1983 comprendeva solo tre date: il 26 e 27 aprile al Palaeur di Roma e il 28 aprile al Palasport di Genova. Le date sono confermate dal sito ufficiale di Carlos. Visto che il tour andò liscio, i promoter lo chiamarono in Italia anche l'anno successivo. Un paio di concerti di quest'ultimo tour sono documentati su bootleg. 


Per tornare al nostro concerto va ricordato che i Santana nel 1983 effettuarono un lungo tour mondiale per promuovere l'album "Shango", realizzato in studio nell'agosto dell'anno precedente, nonché  il disco solista di Carlos, "Havana Moon" pubblicato nel 1983. Concluso il breve tour italiano i Santana conclusero l'european leg  in Germania e in Gran Bretagna.  



Ascoltare i gloriosi Santana significa, per molti di noi che abbiamo qualche annetto sulle spalle, fare un tuffo nel passato, lasciandoci trasportare dalla magica chitarra di Carlos e dal tappeto di percussioni che lo supportava. Io purtroppo non ho avuto l'opportunità di vederlo e sentirlo dal vivo nei decenni passati, ma forse qualche amico navigatore ha assistito ad un suo concerto e potrà trasmetterci le sue emozioni e raccontarci la sua esperienza.  Il vecchio leone, uno dei grandi eroi di Woodstock '69 immortalato nel docufilm di Michael Wadleigh mentre col suo gruppo esegue "Soul Sacrifice" (proposta anche nel nostro show romano), ha oggi 78 anni e continua a esibirsi dal vivo nonostante alcuni problemi di salute che lo hanno afflitto, tra cui un infortunio alla mano sinistra all'inizio del 2025 e un intervento al cuore nel 2021. Ma nonostante tutto, mi sembra che stia "tenendo duro". 


La nostra scaletta include prevalere i grandi successi storici, da Black Magic Woman a Oye Como Va, da Savor a Soul Sacrifice . Al nuovo album vengono dedicati solo tre brani. Grandioso il finale, con i bis concessi al caloroso pubblico romano: Samba Pa Ti apre il trittico che si conclude con Shake Your Money Maker, una cover del potente rock n' roll di Elmore James. A proposito di cover, dal momento che le stesse vengono indicate nella tracklist, mi permetto di fare l'azzeccagarbugli e ricordare che "Gypsy Queen", la coda di "Black Magic Woman" è una composizione originale del chitarrista ungherese Gabor Szabo. risalente al 1966. Merita particolare attenzione la versione qui proposta di "She's Not There" degli Zombies che, nella sezione entrale, riprende nientemeno che "Marbles", brano composto da John McLaughlin e collocato in apertura dello storico LP "Santana & Buddy Miles! Live!" del 1972. 
Basta, qui mi fermo. Dopo un ultimo grazie a Morris non mi resta che augurarvi buon ascolto. A presto.


LINK (2 CD)

Post by George & Morris

venerdì 20 febbraio 2026

giovedì 19 febbraio 2026

Over Fourteen - Giudizio Universale (CD, 2010) - special post by Frank-One

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01. Giudizio universale
02. La paura di vivere
03. The witch
04. Superflash
05. Wc
06. Cosa le dirò
07. Luna Park
08. Route Sixty Six
09.Fire in the room

Bonus tracks:

10. Inferno musicale (live)
11, All the religions
12. Ratman


FORMAZIONE:

Mauro Coluzza - chitarra
Fabio Foroni - tastiere
Stefano Folchi - basso
Massimo Frascarelli - batteria
Stefano Rinelli - voce


Premessa by George

Breve premessa prima di lasciare campo aperto al nostro caro amico Frank-One. Lo ringrazio moltissimo non solo per le continue citazioni della Stratosfera all'interno delle sue trasmissioni radiofoniche del martedì (che linkiamo regolarmente sul nostro blog), ma anche e soprattutto per avere mantenuto la promessa di inviarmi i file di questo raro e unico CD degli Over Fourteen, band romana che Frank-One aveva presentato qualche settimana fa in "The Prog Side of the Moog". Se ben ricordo questo album era stato richiesto anche da altri ascoltatori. Non solo, ma oltre ai nove file che compongono il CD (attenzione perché la tracklist indicata nella back cover non è corretta) troviamo tre bonus tracks assolutamente inedite, che sarebbero dovute confluire sul secondo album del gruppo, che non vide mai la luce. Rarità nella rarità. Abbiamo così a disposizione ben 12 tracce di ottimo hard rock, quello sanguigno, di stampo tradizionale anni '70, che farà la gioia di tutti gli amanti dei Deep Purple & Co. (come il sottoscritto). My God, che assoli di chitarra incredibili. La data di pubblicazione del CD, ovviamente autoprodotto e, se ben ricordo, stampato in tiratura limitata, è del 2010. Non sforzatevi  a cercare sul web informazioni sugli Over Fourteen e su "Giudizio Universale", perché sono praticamente inesistenti. E ora spazio a Frank-One. 


Biografia degli Over Fourteen (a cura di Frank-One)

Il gruppo nasce nel 2006 quando Mauro Coluzza (chitarra) e Max Frascarelli (batteria), già insieme in precedenti formazioni, contattano tramite un annuncio Stefano Folchi (basso), e a seguire Fabio Foroni (tastiere), con l’idea di creare musica originale. I quattro iniziano a provare mettendo in comune tutte le passate esperienze e passioni musicali (hard rock, blues, progressive italiano ed inglese anni 70) e subito prendono forma le prime composizioni. Nel 2007 si unisce al gruppo Stefano Rinelli (voce) che porta in dote la sua capacità di creare testi e melodie, e lo stile dei brani inizia a delinearsi in maniera più definita. I pezzi risentono delle diverse estrazioni musicali e capacità tecniche di ciascuno dei componenti, e sono ricchi riferimenti e citazioni che guardano soprattutto agli anni 70: stacchi, cambi di tempo, assoli, tempi dispari ma con un suono attuale ed un’attenzione particolare a testi e melodie “a presa rapida”. La produzione musicale è sovrabbondante e a seguiti della pubblicazione dei primi brani sul web e dei sorprendenti riscontri in termini di download e preferenze arrivano da più fonti le richieste per la produzione di un album. Da Settembre 2007 ad oggi il gruppo lavora alla composizione, arrangiamento, registrazione e mixaggio dei 9 brani che costituiscono il primo CD del gruppo, senza però trascurare l’aspetto esecutivo live con la partecipazione ad eventi e concerti come l’edizione romana del tour “Talenti per Natura 2008” di Radio Lifegate, nella quale ottengono il secondo posto nella classifica di gradimento degli ascoltatori “  
Il gruppo sostiene la Onlus MEWE, che gestisce un orfanatrofio con 23 splendidi bambini in Ghana, località Wawase, donando il 30% di tutti i proventi derivati dall’attività musicale. Acquistando questo CD hai sostenuto al sostentamento quotidiano dell’orfanatrofio. 


I commenti di Frank-One

Queste righe accompagnavano l’album (ahimè l’unico) di questo gruppo che ebbi la fortuna di frequentare nelle mie trasferte romane dal 2010 al 2015. Assistetti alle loro prove e ricevetti sempre un’accoglienza come fossi un sesto componente. In quegli anni collaboravo a Radio Popolare e talora trasmettevo qualche brano del loro repertorio. Tra l’altro erano “in pista” per un secondo lavoro, in piena attività salirono in Brianza (mi sembra di ricordare Cantù) dove vinsero un contest di musica Prog con Inferno musicale che troverete nell’interpretazione live come bonus track assieme ad altri brani che avrebbero dovuto far parte del loro secondo lavoro, e che mi furono prodotti in anteprima. Poi come un fulmine a ciel sereno un giorno Stefano Folchi, col quale era nata una particolare empatia così come col batterista Massimo Frascarelli, mi chiamò comunicandomi che avevano deciso di sciogliere il gruppo. Non compresi mai i motivi. Stefano proseguì a suonare con una cover band dei Deep Purple (i Purple Heads;  a questo proposito vi invito a visionare su Youtube la loro versione live di When a Blind Man Cries (qui, il canale YT del gruppo con numerose cover live dei Deep Purple - ndr) e siamo sempre rimasti in contatto, pur non riuscendoci più ad incontrare negli ultimi anni. Pochi mesi fa la terribile notizia della scomparsa di Massimo Frascarelli. 
Ecco il loro unico album unitamente ad alcune bonus tracks. Buon ascolto



Post by Frank-One (with a little help by George)