venerdì 25 settembre 2026

Gianfranco Manfredi Trilogy anni 70: Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia (con Ricky Gianco - LP, 1975 - RE-POST & RE-LOAD), Ma non è una malattia (LP, 1976) & Zombie di tutto il mondo unitevi (LP, 1977)


Confesso di avere realizzato questo post sull'onda lunga del bellissimo concerto di Ricky Gianco, appena postato, all'interno del quale avevo parlato del legame artistico tra lo stesso Gianco e Gianfranco Manfredi. I due avevano collaborato nel corso degli anni '70 partecipando come ospiti nei rispettivi dischi solisti o scrivendo le musiche di alcuni brani, come fece Gianco per Manfredi, Sta di fatto che questi due album del 1976 e del 1977 vanno a completare sulla Stratosfera la discografia di Gianfranco Manfredi riferita al decennio dei Seventies, Manfredi era stato nostro ospite nel passato in due diverse occasioni: la prima nel dicembre 2016, quando vennero postati "La crisi", primo album del cantautore (ricordo che Gianfranco è scomparso a Milano il 24 gennaio dello scorso anno), pubblicato nel 1972 e "Biberon", risalente al 1978 (entrambi li ritroverete qui) ; la seconda nel 2024 quando pubblicammo la colonna sonora originale del film "Liquirizia" (1979) composta proprio dal duo Manfredi - Gianco (qui). Premetto subito che non riscriverò la biografia di Manfredi per la semplice ragione che è stata magistralmente tracciata dall'amico Frank-One nel post originale del 2016. E lì vi rimando per una rilettura. In questo frangente mi limiterò, si fa per dire, a fornire informazioni essenziali sui due album. Discorso a parte vale per "Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia", un album pubblicato nel 1975 per lanciare l'omonima etichetta discografica, un disco che potrei definire "di lucida follia". I creatori di questo unico ed irripetibile progetto furono Ricky Gianco in coppia con Gianfranco Manfredi. L'album venne postato sulla Stratosfera nel lontano 2011, ma il link è purtroppo inattivo da molti anni, così ne approfitto per dargli nuova vita. E ora si parte con la musica. 


RE-POST & RE-LOAD
Ricky Gianco, Gianfranco Manfredi: 
Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia (LP, 1975)


TRACKLIST:

Lato A
01. L’incidente
02.Voglio vivere
03. Motivo angoscia 1 (La religione e la morte)
04.Canto delle streghe e del demonio
05.Motivo angoscia II (Canto nazista)
06. Samba della tortura e della guerra
07.Che cosa è?


Lato B
08. Motivo angoscia III
09. Rock della ricostruzione
10. Davanti al nastro che corre
11. Motivo angoscia IV
12. Zucchero mio
13. Piacere e potere
14. Motivo angoscia V
15.L’incidente


MUSICISTI:

Ricky Gianco - chitarra, voce
Gigi Cappellotto - basso
Ellade Bandini, Tullio De Piscopo - batteria
Sergio Farina - chitarra
Claudio Bonechi - tastiere
Hugo Heredia . sax
Gianfranco Manfredi, Ivan Cattaneo, Nanni Ricordi, Ninni Carucci - voci


Il post originale risale al 4 aprile 2011 e vene realizzato dal nostro storico amico e fondatore Roby. Anche in questo caso non spendo una parola in più del necessario perché la recensione fatta all'epoca è assolutamente perfetta ed esaustiva. Qui il post originale. Solo pochi flash per ricordare la portata di questo originalissimo esperimento: il disco venne pubblicato per l'appunto dall'etichetta Ultima Spiaggia (sappiamo già che venne fondata dallo stesso Gianco insieme a Nanni Ricordi nel 1973) nel 1975. La ristampa in CD non è ufficiale (come confermato da "Italian Prog" e da "Discogs"). Quindi, in realtà, questo disco è rimasto confinato nella versione vinile dalla data di pubblicazione, ovvero dal 1975. 

la back cover del CD

Come scrive Augusto Croce (scusami se ti tiro sempre in ballo, ma almeno sono certo dell'affidabilità delle informazioni) su "Italian Prog": "Disco molto conosciuto tra i collezionisti stranieri (molto più ricercato che in Italia), Ultima spiaggia (disco dell'angoscia) è musicalmente vario, un mix di stili diversi ma non del tutto convincente. L'amore di Gianco per il rock'n'roll emerge in alcuni passaggi, mentre ci sono alcuni momenti di orientamento prog, sebbene l'album risulti un po' troppo frammentato.
I buoni testi sono tutti collegati da un tema concettuale e, come suggerisce il sottotitolo (si chiama "disco dell'angoscia"), contengono la storia di un uomo che ha un incidente e un lungo stato di incoscienza". Da sottolineare la presenza di musicisti di prestigio quali Gigi Cappellotto al basso, Tullio De Piscopo e Ellade Bandini alla batteria, Sergio Farina alla chitarra.



Gianfranco Manfredi - Ma non è una malattia (LP, 1976)

TRACKLIST:

Lato A
01. Ma non è una malattia (Gianfranco Manfredi, Ricky Gianco)
02. Agenda '68 (G. Manfredi, Giuliano Illiani, R. Gianco)
03. Nonsipà (G. Manfredi, R. Gianco)
04. Quarto Oggiaro Story (G. Manfredi, G. Illiani, R. Gianco)
05. No More Masoch (G. Manfredi, G. Illiani, R. Gianco)

Lato B
06. Puoi sentirmi? (G. Manfredi, R. Gianco)
07. Io clandestino (G. Manfredi, R. Gianco)
08. Ma chi ha detto che non c'è? (G. Manfredi, R. Gianco)
09. Il mostro è uscito dal mare (G. Manfredi, G. Illiani, R. Gianco)


"Ma non è una malattia" è il secondo album solista realizzato da Manfredi nel 1976, dopo "La crisi" del 1972 e il sopra descritto "Disco dell'angoscia" realizzato in coppia col sodale amico Ricky Gianco. L'etichetta è ovviamente l'Ultima Spiaggia. Interessante la trilogia dei compositori delle 9 tracce presenti sul disco: Gianfranco Manfredi in primis, con al suo fianco il quasi inseparabile Ricky Gianco e l'altro compagno di avventure musicali Giuliano Illiani, alias Donatello. Questo LP rappresenta una delle pietre miliari della canzone di protesta e del movimento della metà degli anni '70 in Italia. Musicalmente fonde sonorità folk rock, pop e ballate, arricchite da testi ironici e dissacranti che analizzano la crisi d'identità dei giovani della sua generazione e il rifiuto dei modelli borghesi del lavoro e dello studio. L'album si apre con la title track  "Ma non è una malattia" (canzone pubblicata anche come 45 giri), brano allegro e festoso, caratterizzato da ritmi dixieland, anche se il testo denota una profonda forma di tristezza e di malinconia. Si passa rapidamente a "Agenda '68", in perfetto stile country, con tanto di banjo e violino. Geniale. Gli altri brani seguono un andamento più "tradizionale". Tra quelli di punta segnalo la trascinante "Puoi sentirmi", con la voce graffiante di Manfredi sorretta da chitarra e tastiere. Non è un capolavoro, ma sicuramente si tratta di un album che ha lasciato il segno.


Gianfranco Manfredi - Zombie di tutto il mondo unitevi 
(LP, 1977)


TRACKLIST:

Lato A (Zombie side)
A1. Dagli Appennini alle bande – 4:18 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Dentes)
A2. Un tranquillo festival pop di paura – 6:04 (testo Gianfranco Manfredi – musica Ricky Gianco)
A3. Ultimo mohicano – 3:10 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Fabi)
A4. Zombie di tutto il mondo unitevi (brano musicale) – 5:01 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Fabi)

Lato B (Feto Side)
B1. Gatte da pelare – 2:56 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Fabi)
B2. Lamiento de Amor – 3:47 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Dentes e Giuliano Illiani)
B3. Ogino Knaus – 3:51 (testo Gianfranco Manfredi – musica Roberto Colombo)
B4. Feto di gruppo con signora – 3:27 (testo Gianfranco Manfredi – musica Ricky Gianco)
B5. I modelli – 3:15 (Gianfranco Manfredi)
B6. Nella diversità – 3:54 (testo Gianfranco Manfredi – musica Giuliano Illiani)


MUSICISTI:

Gianfranco Manfredi - voce
Gianluigi Belloni - basso (A1, B2-B3, B5-B6)
Doriano Beltrame - tromba
Roberto Colombo - tastiere e pianoforte; arrangiamenti (B3, B6)
Flaviano Cuffari - batteria
Lucio Fabbri - violino
Claudio Fabi - tastiere e pianoforte; arrangiamenti (A3, A4, B1)
Julius Farmer - basso (A2-A4, B1)
Giulano Illiani - mandolino; arrangiamenti (A1, A2, B2, B4, B5)
Maurizio Martelli - chitarre
Bruno Nidasio - viola
Mauro Pagani - violino
Claudio Pascoli - sax
Libero Pellacani - trombone
Marco Ravasio - violoncello
Cori - Françoise Goddard, Gianna Nannini, Ivan Cattaneo, Nanni Ricordi, Ricky Gianco, 
Roberto Manfredi


"Zombie di tutto il mondo unitevi", pubblicato nel 1977, precede di una anno "Biberon", che chiude la sequenza di album realizzati da Gianfranco Manfredi negli anni '70. Quello successivo sarà l'eponimo LP del 1981. La versione CD dell'album venne realizzata nel 2004 ad opera dell'etichetta BMG Italia. Sotto il profilo compositivo tutti i testi sono scritti da Manfredi mentre le musiche sono equamente realizzate da uno schiera di amici quali il fedele Ricky Gianco in un paio di tracce, poi Claudio Dentes, Claudio Fabi, Giuliano Illiani (Donatello) e Roberto Colombo. In studio accompagnano Manfredi musicisti del calibro di Roberto Colombo, Lucio Fabbri, Claudio Fabi, Julius Farmer, Donatello, Mauro Pagani, Claudio Pascoli e altri ancora.


Dice bene JJ John sul suo sito "John's Classic Rock" recensendo l'album: "Gianfranco Manfredi era già da tempo raffinato lettore dei mutamenti sociopolitici in corso (ndr - siamo sul finire degli anni '70), condensando in un solo Lp tutti gli scenari, le aspettative, le delusioni e le contraddizioni che trasformarono un grande sogno in una bruciante sconfitta. L’album in questione era Zombie di tutto il mondo unitevi (Ultima Spiaggia, 1977), lucido ritratto di pratiche e soggettività proprie dei primi anni Settanta, ma anche impietoso nel raggranellare i cocci di quegli “zombie” che nella rivoluzione ci avevano creduto sul serio, e ora si sentivano lasciati soli a se stessi". Giusto dalla prima all'ultima riga. Vi invito a leggere l'intera recensione cliccando qui. 
Si conclude qui la trilogy anni '70 che va a completare l'intera discografia di quel decennio realizzata da Gianfranco Manfredi. Per completezza di informazione voglio ricordare, in chiusura, che Manfredi, oltre ad essere stato cantante e compositore, è stato attore, sceneggiatore e fumettista. Ma qui bisognerebbe aprire un altro lungo capitolo. Mi auguro di leggere qualche buon commento legato sia al personaggio che alla musica qui proposta. Nel frattempo vi auguro buon ascolto.


NEW LINK Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia (1975)
LINK Ma non è una malattia (1976)
LINK Zombie di tutto il mondo unitevi (1977)

Post by George

mercoledì 23 settembre 2026

Serie "Bootleg" n. 380 - Ricky Gianco live in Padova, C.S.O. Pedro, 10.12.1997

FIRST TIME ON THE WEB 


TRACKLIST CD 1:

01. speech
02. Non si può smettere di fumare
03. speech
04. Nel mio giardino
05. Repubblica
06. Un amore
07. speech
08. Parigi con le gambe aperte
09. speech
10. Compagno sì, compagno no, compagno un cazz


TRACKLIST CD 2:

11. La gente
12. speech
13. Campo minato
14. Pugni chiusi
15. Arcimboldo
16. speech
17. Fango
18. speech
19. Questa casa non la mollerò
20. speech
21. Hasta siempre, Comandante
22. speech
23. E' rock 'n roll


Grazie Albe, grande amico e collaboratore della Stratosfera, per l'ennesimo concerto live che mi hai inviato per essere condiviso con i nostri navigatori. Questo concerto, che appare per la prima volta sul web, è bello e intenso e ha una qualità audio assolutamente eccezionale. E poi, che dire? Siamo un po'tutti affezionati a Ricky Gianco, oggi un po' attempato (83 anni) ma ancora attivo, un cantante e compositore che si è speso molto e che ha ricevuto forse meno di quello che si sarebbe meritato. Non è la prima volta che parliamo di lui su questo blog: anni fa presentammo due suoi album solisti risalenti agli anni '70 (Alla mia mamma e Arcimboldo). Andate a riscoprirli perché ne vale veramente la pena. Tra l'altro ricordo che in "Arcimboldo" lo accompagna in studio l'intera PFM post Pagani. Privilegio di pochi. Grande disco e grandi musiche. Impegnato politicamente, non ha mai negato le sue profonde simpatie per i movimenti di sinistra. Lo ricordiamo come co-protagonista dei grandi raduni giovanili, da Re Nudo al Parco Lambro. In questa occasione è ospite del Centro Sociale Occupato (C.S.O.) "Pedro" di Padova. La registrazione risale al 10 dicembre 1997. Il C.S.O. di Padova, lo ricordo, è uno storico spazio sociale autogestito, attivo da quasi 40 anni come punto di riferimento per la socialità, la politica indipendente e la musica alternativa. Il concerto qui presentato ha mantenuto tutti i dialoghi col pubblico (speech) che, ad iniziare da quello di apertura, si configurano come momenti di denuncia e di riepilogo di fatti di cronaca legati agli anni '70. 

Ricky Gianco very young

L'impegno politico si è fuso con quello discografico. Gianco nel 1972 fondò l'etichetta Indigo, legata alla canzone politica e di denuncia. Nel 1973 fu il turno dell'Ultima Spiaggia, etichetta discografica fondata insieme a Nanni Ricordi, un'etichetta che ebbe un ruolo importante nel panorama musicale italiano. Stipulò un contratto di distribuzione con la RCA e mise sotto contratto alcuni importanti cantautori, tra cui Enzo Jannacci, Ivan Cattaneo, Claudio Lolli, David Riondino, Massimo Boldi e Gianfranco Manfredi. Fu attiva fino al 1979, quando chiuse per fallimento. Proprio con Gianfranco Manfredi Ricky portò avanti alcuni progetti musicali (e in seguito teatrali) tra i quali spicca l'album "Zombie di tutto il mondo unitevi" pubblicato nel 1977 (da cui è tratta l'iconica Compagno sì, compagno no, compagno un cazz, presente anche in questo concerto). Gianco compose tutte le musiche. Questo disco, finora dimenticato dal nostro blog, sarà oggetto di un prossimo post. 


Non voglio addentrami nella lunga e complessa biografia del "Pete Seeger italiano" (così lo definì  la critica) anche perché è facile trovarla sul web. Basta dire che sul finire degli anni '50 fu uno dei padri del rock 'n roll in Italia e che il suo primo 45 giri risale addirittura al 1959 (col nome Ricky Sann). Mi piace ricordare la sua collaborazione con i Ribelli (Pugni chiusi - proposta anche in questo concerto - è una sua composizione). Non entro nel merito della sua disastrosa partecipazione al clan di Celentano. 
Attivo nei decenni '80 -'90 e 2000 ha pubblicato il suo ultimo album in studio nel 2010 (Come un bambino). La sua ultima apparizione televisiva risale al 2024, allorché, ospite in Domenica In, cantò alcuni brani tra cui la storica Pugni chiusi. 
Qui vi lascio all'ascolto del concerto. Un ultimo grazie ad Albe e a voi tutti auguro 
buon ascolto.



Post by George - Music by Albe

domenica 20 settembre 2026

Metronhomme - Discograpfia (2005 - 2020) - tra musica e teatro


La miriade di gruppi di new prog, con sonorità spesso caratterizzate da mille altre contaminazioni, sorti in questi ultimi decenni in Italia, rende necessaria una selezione. Alcuni sono di altissimo livello, con suoni e composizioni che non si limitano a riprendere quelli degli anni '70, altri si collocano invece qualche gradino più in basso per la carenza di originalità. Nella blogosfera c'è posto per tutti, indubbiamente, ma noi della Stratosfera siamo in qualche modo chiamati a selezionare i gruppi e il materiale che vogliamo condividere. Tra le decine di file che ricevo quasi quotidianamente qualcosa deve rimanere fuori. Non è il caso di questi Metronhomme, una ottima band marchigiana formatasi agli inizi degli anni 2000, con all'attivo tre soli album (tuti autoprodotti), pur in un lasso di tempo di circa 15 anni. Colgo subito l'occasione per ringraziare l'amico Osel (ci tengo tantissimo al gioco di squadra) che mi ha inviato qualche tempo fa  i file del secondo CD del 2019, che hanno integrato quelli dei due album in mio possesso, completando così la discografia della band. Premetto fin da ora che le foto del post sono tratte dalla pagine Fb della band (che ha anche un interessante suo sito web - qui). 


La proposta artistica del gruppo unisce in modo impeccabile progressive rock, jazz, elettronica e qualche spruzzata di avant-garde. Il progetto Métronhomme prende vita nell'estate del 2003 a Macerata. La band ha scelto questo nome proprio per richiamare la fusione tra la rigidità del tempo musicale (il metronomo) e la componente emotiva e sperimentale dell'essere umano (l'homme). I loro lavori uniscono musica originale, teatro e arti visive in veri e propri spettacoli concettuali, Facciamo però un passo indietro. La band nasce con l'intento esplicito di sviluppare un percorso musicale insolito, basato interamente su composizioni originali e aperto alla totale sperimentazione sonora. Fin dagli esordi, i lavori del gruppo si strutturano sotto forma di "concept album": la band predilige narrazioni musicali complesse e trame d'insieme, rifiutando la logica del singolo brano fine a se stesso. La formazione classica vede la collaborazione di polistrumentisti capaci di fondere strumenti tradizionali, synth, tastiere e sezioni ritmiche complesse, attirando l'attenzione della critica e degli appassionati del prog-rock sia a livello nazionale che internazionale. Durante il periodo di lockdown per l'emergenza Coronavirus, la band ha sperimentato anche la produzione a distanza per dare vita ad una nuova e originale uscita discografica. Ne parleremo più avanti. 


Le pubblicazioni dei Métronhomme seguono una numerazione concettuale o titoli fortemente legati alla tradizione del rock progressivo teatrale e strumentale: Il primo lavoro risale al 2005 e si intitola "L'ultimo canto di Orfeo", opera prima in parte influenzata dal prog tradizionali, in parte arricchita da toni sperimentali. Dopo questo ottimo first work, rappresentato in numerosi teatri ed accolto favorevolmente dalla critica, e da cui venne tratto il CD della parte musicale, nel 2008 è la volta di “Neve”. Si tratta di una rappresentazione musical-teatrale liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Maxence Fermine e descrive, per il gruppo, un lavoro di ricerca, svolto insieme all’associazione teatrale “Non solo parole” di Macerata, che esplora la fusione tra strumenti musicali e teatrali, al servizio di uno spettacolo fatto di pieni e di vuoti di musica, immagini e sceneggiatura (ndr - tutte queste informazioni provengono dalla biografia ufficiale delgruppo presente sul loro sito web). Nel 2010 la band elabora, realizza e presenta “Bar Panopticon” al Teatro Lauro Rossi di Macerata, con il contributo dell’AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali) e del Comune di Macerata. Procedendo sulla strada delle interferenze tra musica, teatro e video, i Métronhomme danno forma ad uno spettacolo multimediale, sullo stile di un noir onirico musicato e recitato dal vivo, di cui compongono oltre alle musiche, anche la sceneggiatura e ne realizzano i video, avvalendosi per la messa in scena, della collaborazione di professionisti provenienti dal Piccolo Teatro di Milano. Le musiche di questi due lavori teatrali non finiranno però né su CD né su album in vinile. 


Dovranno trascorrere ben 14 anni prima di poter ascoltare il secondo lavoro in studio dei Metronhomme. "4", questo il titolo, è un album maturo, fortemente espressivo, caratterizzato da una forte commistione jazz prog, acclamato dalla critica per la sua originalità. Il terzo e, per il momento, ultimo capitolo della produzione discografica della band risale al 2020 e si intitola "Tutto il tempo del mondo - 1 oikos". E ora è tempo di passare alla presentazione dei tre album.

Metronhomme - L'ultimo canto di Orfeo (CD, 2005)


TRACKLIST:

01. Orfeo (5:03)
02. Fuga e morte di Euridice (4:32)
03 . Orfeo intraprende il viaggio (4:54)
04. Quadrilogia: paesaggio sonoro (10:09)
05. Il traghetto di Caronte (6:18)
06. Cerbero (5:12)
07. Il patto (6:53)
08. Euridice (2:09)
09. Anabasi (6:39)
10. Il vagabondaggio in Tracia (2:22)
11. Le Menadi (3:37)
12 La morte di Orfeo (4:14)


FORMAZIONE:

Marco Poloni - chitarra, chitarra sintetizzatore
Andrea Ferraccio - basso, didjeridoo
Andrea Lazzaro Ghezzi - batteria, programmazioni
Tommaso Lambertucci - pianoforte, programmazioni, VST
Paolo Scapellato - tromba, tastiere, chitarra acustica


Come sopra ricordato, questo album contiene la musica dello spettacolo dei Metronhomme dal titolo “L'ultimo canto di Orfeo". Lo spettacolo, presentato in pubblico per la prima volta nel 2005, è un'interpretazione musicale e multimediale libera del mito greco di Orfeo ed Euridice. L'idea si basa sulla rappresentazione di un viaggio musicale attraverso una piccola compagnia di danza; alcune voci narranti in sottofondo accompagnano lo svolgersi dei brani musicali, come un piccolo vademecum per lo spettatore, e la band utilizza proiezioni video sincronizzate per accompagnare l'esecuzione dei pezzi. Il gruppo ha presentato la sua prima opera in numerosi teatri e le performance sono state accolte positivamente dalla critica (Bandcamp). A questo punto il gruppo ha deciso di realizzare un CD (autoprodotto), con le parti musicali dello spettacolo. Non è un album di facile ascolto e alcune tracce particolarmente complesse rimangono penalizzato causa la mancanza della parte visiva, quella legata alla sezione teatrale.. Denota però una grande capacità tecnica e creativa che esploderà molto più avanti nel secondo lavoro in studio.


Metronhomme - 4 (CD, 2019)


TRACKLIST:

01. I treni di Gabo (3:33)
02. L'uomo ombra (4:11)
03. Chiuso per gatti (2:44)
04. Blow-up - Automatic chiodi (4:04)
05. Rip Brian DIY (1:46)
06. Quattro pesci rossi (4:05)
07. Ortega (4:09)
08. Salt (3:56)
09. Hapax (4:02)
10. Uccideresti l'uomo grasso? (4:18)
11. Acrobazie (5:28)


FORMAZIONE:

Marco Poloni - chitarra
Tommaso Lammbertucci - piano, sintetizzatore, programming
Mirco Galli - basso
Andrea Lazzaro Ghezzi - batteria
Paolo Scapellato -tastiere (1,4,6,11), chitarra

ospite
Manuele Marani - contrabasso (3)


Nel 2019 prende forma l'album "4", quarto lavoro della band (considerando anche le colonne sonore realizzate per gli spettacoli teatrali), pubblicato in versione vinile 180gr e CD, autoprodotto, e contenente 11 brani strumentali, per una durata complessiva di 43 minuti di grande musica emozionante. "4" per la band è il risultato di un lungo periodo di distacco dalle scene "live", trascorso in sala prove e dedicato esclusivamente alla composizione e all'esplorazione musicale, con la successiva registrazione in studio come momento conclusivo. Il materiale è frutto del momento di massima libertà creativa della band. In effetti, a mio giudizio, si tratta della migliore prova discografica in assoluto anche perché libera dai vincoli imposti di una rappresentazione teatrale. Proseguo riportando quanto scritto sul sito ufficiale "Métronhomme 4 live" è stato presentato per la prima volta il 12 aprile 2019, presso il recentemente rinnovato teatro "Politeama" di Tolentino (MC). Per l'occasione, l'esecuzione rigorosamente live della musica è stata accompagnata da proiezioni video contestuali di una selezione di immagini cinematografiche evocative, realizzate da Riccardo Minnucci (per gentile concessione di Officine Mattatoli). L'album è veramente straordinario, di grande bellezza e creatività, da ascoltare tutto d'un fiato. Provare per credere.


Metronhomme - Tutto il tempo del mondo - 1. òikos (EP, 2020)


TRACKLIST:

1. Quarantine (2:41)
2. Come la neve (2:44)
3. Di una moneta che cade (4:26)
4. Supermarket (2:11)
5. Arkè (3:51)
6. Il rumore del mare (3:01)
7. La città di K. (5:36)


FORMAZIONE:

Mirko Galli - basso, synth pedal
Tommaso Lambertucci - piano, synth, voce
Andrea Lazzaro Ghezzi - percussioni (nessuna drum machine - tutto suonato a mano)
Marco Poloni - piano, voce


Anche se ha solo 6 anni di vita, ho voluto inserire nel post questo mini CD, o EP se preferite, non solo per completare la discografia dei Metronhomme, ma anche e soprattutto perché è stato realizzato in un momento di particolare difficoltà e sofferenza. Sappiamo bene cosa è stato il 2020 e questo lavoro, composto da soli 7 brani per una durata complessiva di 24 minuti, è nato in modo del tutto particolare. Vale la pena ripercorrerne l'iter. 
Scritto e registrato durante il lockdown, ogni membro della band ha lavorato sulla propria parte utilizzando qualsiasi cosa avesse a disposizione, dato che nessuno di loro poteva accedere alla sala prove, il che spiega anche la presenza delle percussioni. La band ci tiene a sottolineare che tutte le percussioni sono state suonate fisicamente da Andrea Ghezzi e che non c'è nessuna drum machine. I nuovi brani sono l'espressione di un intero mese di lavoro compositivo, svolto tra frenetiche connessioni in chat, commenti, osservazioni, email e file condivisi. 


Le registrazioni sono state effettuate utilizzando gli unici strumenti che ogni musicista aveva tra le mura domestiche. Anche strumenti insoliti, nuovi o vetusti, compresi divani, fogli di carta, spazzole per capelli, posate, specchi e bacinelle per il bucato. Non a casa nel titolo del CD figura la parola "òikos" che in greco antico significa "casa". La spinta creativa è stata enormemente alimentata proprio dalla nuova circostanza di doversi arrangiare con ciò che era a disposizione del gruppo. Questo modus operandi ha profondamente influenzato il nuovo lavoro, conferendogli un suono nuovo e originale ed inedite sonorità rispetto ai lavori precedenti.


 C'è una netta sensazione di separazione tra questi sette brani, non solo strumentali (per la prima volta vi sono parti vocali), e ci sono momenti in cui questa separazione colpisce davvero e diventa qualcosa di profondo e significativo. Ma ci sono anche momenti in cui risulta un po' superficiale e incompiuto. 
Non ci si aspetti di trovarsi di fronte alla riproposizione delle sonorità ascoltate in “4”, l’ultimo LP dei Metronhomme  “Tutto il tempo del Mondo” presenta 7 brani di difficile collocazione di “genere”. 


2024: "Metropolis" di Fritz Lang sonorizzato dai  Metrotronhomme
Prima di concludere faccio ancora un cenno all'ultimo lavoro realizzato dai Metronhomme un paio di anni fa. Nell'aprile 2024, in collaborazione col Cineteatro Excelsior di Macerata, viene presentato per la prima volta “Metropolis by Métronhomme”: il film capolavoro di Fritz Lang (1927) con una nuovissima sonorizzazione tramite la composizione di una colonna sonora originale realizzata ad hoc. La messa in scena ha visto la proiezione del film con l’esecuzione musicale dal vivo. Al momento anche questa colonna sonora non è stata trasposta su CD o vinile. 


Messaggio finale
Come si legge sul loro sito, i Métronhomme sono tutt'ora attivi e disponibili anche per la composizione e l’adattamento di musiche e colonne sonore per spettacoli teatrali, audiovisivi, film, cortometraggi, video pubblicitari, videogiochi, ecc. e per la partecipazione a festival e rassegne musicali.
E qui si conclude il post e con esso questa lunga avventura sonora attraverso la produzione musicale dei Metronhomme. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK L'ultimo canto di Orfeo (2005)
LINK 4 (2019)
NEW LINK Tutto il tempo del mondo - 1. òikos (2020) (tutti i file in formato mp3)

Post by George - Music by George & Osel

giovedì 17 settembre 2026

RE-LOAD, RE-POST & NEW POST - Carnascialia Live in Reggio Emilia 1979 (bootleg - post originale 24.07.2012) and Carnascialia (studio album, 1979)

 

Dedichiamo questo post ai Carnascialia, (che in toscano antico significa "carnevale"), glorioso esperimento sonoro durato lo spazio di un battito di ali di farfalla. Oltre al re-upload del concerto live di Reggio Emilia del 1979, il post odierno è arricchito dalla presenza dell'unico omonimo album ufficiale del gruppo, registrato in studio, risalente anch'esso al 1979, tra l'altro non ancora presente sulla Stratosfera. Colmiamo dunque il vuoto. Ringrazio fin da subito il sodale amico CMB/Cimabue, che mi ha aiutato ad effettuare il re-upload del bootleg. Un colpo di mano non guasta mai. 

Pasquale Minieri

Re-post
Carnascialia - Live Palasport di Reggio Emilia, 22.06.1979


TRACKLIST:

01 - Intro (1:25)
02 - Equilibrio (P. Brega) (2:46)
03 - Tranquilla la città (?) (5:43)
04 - Europa Minor (16:18)
05 - Sono arrivato tardi per la festa (P. Brega) (8:07)
06 - (?) (10:25)
07 - Canzone numero uno (P. Minieri) (5:48)
08 - Kaitani (G. Vivaldi, D. Stratos) (10:37)
09 - Civi (M. Gianmarco) (8:40)
10 - Birone (A. Tavolazzi) (9:57)


FORMAZIONE:

Danilo Rea - pianoforte
Ares Tavolazzi - basso
Giulio Capiozzo - batteria
Pasquale Minieri - chitarra
Piero Brega - voce
Lucino Francisi - fisarmonica
Maurizio Giammarco - sax
Mauro Pagani - violino-mandolino-flauto
Giorgio Vivaldi - percussioni-fiati


Questo concerto live risalente al 22 giugno 1979 è a dir poco eccezionale, sia perché i Carnascialia suonarono poche volte dal vivo e solo nel 1979, sia per la presenza di autentiche guest star (Tavolazzi, Capiozzo, Pagani) nell'organico. Il bootleg venne postato da Robi e Skorpione (quest'ultimo era uno dei primi collaboratori della Stratosfera in possesso di bootleg di notevole valore) il 24 luglio 2012. Il link è inattivo da tempo e sono certo che questo re-upload farà felici molti amici della Stratosfera e non solo il "navigatore" giapponese che ce lo ha richiesto. A proposito, con un pizzico di orgoglio vorrei sottolineare che questa è l'ennesima riprova a sostegno della internazionalità del nostro blog. Comunque, se volete rileggere la pagina originale cliccate qui. La registrazione è ottima e il concerto presenta una tracklist da migliorare o meglio da completare. Se qualcuno è in grado di darci una mano sarà il benvenuto.


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Carnascialia - Omonimo (LP, 1979 - official studio album)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Canzone numero uno (C'è chi batte i denti, chi prende il ritmo e ci balla sopra) – 5:58
A2.Fiocchi di neve e bruscolini – 3:05
A3. Almeisan – 9:36

Lato B
B1. Kaitain (22 ottobre 1962) – 6:58
B2. Cruzeiro Do Sul – 5:42
B3. Gamela – 6:59

Bonus track
B4. Europa minor (strumentale) - live 1979 - da "Il concerto - omaggio a Demetrio Stratos"

back LP

back CD

MUSICISTI:

Pasquale Minieri - basso elettrico, basso doppio, chitarra elettrica, chitarra acustica, voce 
(tracks A1, A3, B1, B2, B3)
Giorgio Vivaldi - percussioni, marranzano, flautino indio
Mauro Pagani - violino, mandolino (tracks B1, B2, B3)
Luciano Francisci - fisarmonica (tracks A1, A3)
Marcello Vento - batteria (track B3)
Pablo Romero - pampipes (track A2)
Walter Calloni -campanelli, percussioni
Danilo Rea - piano (track A3)
Tommaso Vittorini - sax (tracks A1, B3)
Maurizio Giammarco - sax (tracks A3, B2)
Carlo Siliotto -violino (tracks B1, B3)
Clara Murtas - voce (tracks A3, B3), Nunzia Tambara (tracks B2)
Demetrio Stratos - voce (tracks A2, B1, B2), Piero Brega (tracks A1, B3)


Unico grande capolavoro del progetto artistico Carnascialia, creatura voluta da Pasquale Minieri e Giorgio Vivaldi, con l'intento di proseguire il percorso di ricerca musicale inaugurato dai due con il Canzoniere del Lazio insieme a Carlo Siliotto, anche lui ex CdL. Tra l'altro Vivaldi, Minieri, Stratos e Calloni avevano già dato una mano a Mauro Pagani nella realizzazione del suo primo album solista pubblicato l'anno precedente. Nei Carnascialia confluiscono altri musicisti provenienti dal panorama jazz italiano, oltre ai già citati ex Canzoniere del Lazio. Ne escono  sei brani difficilmente incasellabili, a cavallo tra prog, folk, etno, avanguardia e non so cos'altro ancora. 


Il vinile, pubblicato dalla Mirto, venne ristampato in CD per la prima volta nel 1993 ad opera dell'etichetta Mercury. Dopo la registrazione dell'album il gruppo intraprese due soli tour. Uno di questi concerti è immortalato nel nostro bootleg. Per completezza ho inserito come bonus track il brano "Europa minor", una composizione di Mauro Pagani presente sul suo sopracitato primo album solista. Qui la troviamo in versione live, strumentale, suonata il 14 giugno 1979 all'Arena Civica di Milano nel concerto omaggio a Demetrio Stratos, scomparso il giorno precedente. In tale occasione la formazione dei Carnascialia (che abbiamo capito essere un collettivo "a geometria variabile") includeva Giulio Capiozzo, Teresa De Sio e Tony Esposito. Se avete notato anche nel concerto di Reggio Emilia sono presenti i due Area, Tavolazzi e Capiozzo. 


Bene, è tutto. Vi lascio all'ascolto sia del live che dell'album in studio. Alla prossima.

NEW LINK Live in Reggio Emilia 1979 (bootleg)
LINK Carnascialia - Omonimo (1979)

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