martedì 20 luglio 2021

Roberto Anselmi: Pensando (1977) & Riflesso (1978) - vinyl

 

Prefazione

Evidenzio fin da subito il mio disorientamento nel ricercare qualche notizia utile al fine di presentare Roberto Anselmi. Digitato il suo nome su Google m sono trovato in serio imbarazzo, visti i numerosi casi di omonimia, incluso il "figlio ritrovato" di Renato Zero. Considerando che la sua corposa discografia, almeno secondo Discogs, inizia nel ontano 1978, occorre collocare la sua data di nascita almeno intorno alla metà degli anni '50. Non trovando uno straccio di biografia ufficiale, dalle poche informazioni raccolte il nostro Roberto Anselmi (mi auguro sua ancora in vita) è stato regista, compositore, autore di musiche per immagini, nonché autore di spettacoli teatrali, di programmi televisivi, di musiche per documentari e di spot pubblicitari. Ricordiamo tra gli altri Ulisse - il piacere della scoperta, Super Quark e Speciali Quark, La macchina meravigliosa, Il pianeta dei dinosauri, Passaggio a Nord Ovest, Alla ricerca di Dio. La sua discografia comprende oltre 25 album. Inoltre, Roberto Anselmi è un collaboratore storico della compagnia "Il Contafavole", in veste di compositore di musiche per bambini. Guardando la sua discografia pubblicata su Discogs vediamo che Anselmi ha all'attivo circa 30 dischi, di cui i primi  due risalgono agli anni '70. E sono proprio questi due vinili l'oggetto del nostro post. 

Roberto Anselmi - 1977 - Pensando


TRACKLIST:

01. Pensando   4:00
02. Un sorriso   2:00
03. L'alba sul mare   3:10
04. Volo di rondini  2:10
05. Carezze   2:45
06. Canzone per Isa   3:40
07. La vita e l'amore   2:50
08. Deserto   2:20
09. In viaggio   2:40
10. Sfumatura   2:55


La discografia ufficiale di Roberto Anselmi ha inizio con "Riflesso", album datato 1978. Ce ne occuperemo qui di seguito. Cerca che ti ricerca, nelle nicchie del web mi soni imbattuto in questo vinile, che dovrebbe essere un album promo,. verosimilmente pubblicato nel 1977, quindi un anno prima di quello del debutto ufficiale. Ma qui le informazioni si perdono nelle brume del tempo. Le mie sono solo delle deduzioni. I dieci brani, in perfetto "library music style", sono affascinanti, specie quelli sostenuti da una ottima chitarra acustica/ritmica. Splendida la copertina. Disco godibilissimo, completamente strumentale, di breve durata (nemmeno 30 minuti).

Roberto Anselmi - 1978 - Riflesso


TRACKLIST:

Lato A
01. Sole al tramonto
02. Immagini di primavera
03. Canzone d’autunno
04. Paesaggi d’ottobre
05. Giochi sull’erba

Lato B
06. Riflesso - prima parte
07. Riflesso – seconda parte
08. Riflesso – terza parte
09. Riflesso – quarta parte
10. Balera sul lungomare
11. Luna solitaria
12. Marcia della gioia
13. Ricordi di una sera d’estate
14. Fantasia di colori


Il debutto vero e proprio di Roberto Anselmi sul scene discografiche è rappresentato da "Riflesso", pubblicato dall'etichetta Titian Record nel 1978. Sul web viene spacciato come "rare italian prog", ma ci vuole ben altro che la presenza di un flauto in quasi tutti i brani per parlare di progressive. Si tratta di una altro disco di library music dove, sul lato B, il buon Roberto Anselmi ha pensato di inserire una mini suite suddivisa in quattro parti. Uno  sforzo comunque apprezzabile. L'aspetto più prog dell'album, se proprio vogliamo, risiede nella splendida copertina. Inutile ricordare che i due dischi sono rimasti confinati nella versione vinile nell'anno della loro pubblicazione. 
Bene, è tutto, come di consueto vi auguro buon ascolto.


LINK Pensando
LINK Riflesso

Post by George

domenica 18 luglio 2021

Vari feat. Claudio Rocchi - 1981 - Le meravigliose avventure del bambino più bello del mondo (2 LP, vinyl)


TRACKLIST:

Disc 1 - Lato A

01. Claudio Rocchi - Il suo nome è Kesava
02. Lontano, molto lontano...
03. Claudio Rocchi - Nella foresta a Vrindavan
04. Di solito il sole e la luna...

Disc 1 - Lato B

01. La gente del villaggio... 
02. 00 Il flauto di Krsna
03. Talvolta un cucù canta su 5 note...
04.  Ogni giorno...
05. Claudio Rocchi - I demoni tutti ha ucciso
06. Emergendo da questa scena... 
07. Claudio Rocchi - La bella storia


Disc 2 - Lato C

01. Claudio Rocchi - Canta il flauto
02. La profonda notte indiana
03. Claudio Rocchi - Migliaia di giochi ci insegna a giocare
04. Un giorno di buon mattino (Agasura)

Disc 2 - Lato D

01. Quando seppe della morte di Agasura... 
02. La mattina seguente... 
03. Hare Krishna Maha Mantra


Cari amici, ancora una bella rarità, regalo di Stefano AbulQasim, che ringrazio di cuore per avere voluto condividere questo doppio vinile di non facilissima reperibilità. Lasciamo che sia Stefano a spiegarci di cosa si tratta. 


"Questo doppio LP esce in Italia, probabilmente nel 1981, come versione in italiano di un disco pubblicato in Francia e intitolato "La belle histoire de l'enfant qui possede tout". Si tratta di un disco di teatro radiofonico all'interno del quale vengono raccontati degli episodi della vita giovanile di Krishna ispirati al decimo canto del "Bhagavata purana". L'edizione di cui vi parliamo, prodotta da Claudio Rocchi, e intitolata "Le meravigliose avventure del bambino più del mondo", indica come autori delle musiche Christian Chevalier e Patrick Bernard, per i testi originali vengono indicati Alain Remita (al quale è accreditato il disco francese) e Bernard Bouvant, i testi sono adattati in italiano da Giulia Amici, Alida D'Ambrosio e Manuela Mantegazza. Le voci recitanti sono quelle di Carlo Bonomi (il narratore), Fulvio Ricciardi (Kamsa), Liliana Feldmann (Yasoda, madre di Krishna), Enzo Tarascio (Canura), Lidia Costanzo (Krishna), Augusto di Bono (gli anziani del villaggio), i Piccoli Cantori di Milano diretti da Nini Comolli e altri tra i quali Claudio Rocchi. Quello che pochi sanno è che all'interno di questo lavoro, basato principalmente sulla recitazione, ci sono anche alcune canzoni, nell'originale affidate a Georges Moustaki, delle quali ben sei sono cantate proprio da Claudio Rocchi. Si tratta, nell'ordine in cui compaiono, di:
- Il suo nome è Kesava
- Nella foresta a Vrindavan
- I demoni tutti ha ucciso
- La bella storia
- Canta il flauto
- Migliaia di giochi ci insegna a giocare

front cover della versione singola

back cover della versione singola

I titoli delle canzoni li abbiamo recuperati dalle indicazioni della busta interno del disco. Certo, non è tutta farina del sacco di Rocchi, ma in ogni caso è un peccato che questi brani siano stati dimenticati. Di questo disco esiste anche una edizione ad un solo LP (con la copertina con sfondo bianco e non giallo) che non abbiamo mai ascoltato. Presumiamo che si tratti di una versione sintetica (il doppio LP dura un'ora, non ci vuole molto a ridurlo ai 45 minuti canonici di un LP), ma se qualcuno ne sapesse di più ci farebbe cosa gradita a farcelo sapere."

front cover della versione francese

back cover della versione francese

Concludo il post ringraziando ancora l'amico Stefano AbulQasim per questo prezioso contributo, sia in termini di file che di copertine. Queste ultime (incluse quelle non postate) le troverete raccolte in una cartella dopo averle scaricate dal link sottostante. Buon ascolto.

LINK doppio LP
LINK copertine

Post by George - Words & Music by Stefano AbulQasim

venerdì 16 luglio 2021

Blue Sharks - 1971 - Funny Walk (vinyl)

 

TRACKLIST:

01. Funny Walk - 2:55
02. Viaggio in autobus - 3:35
03. Mongo - 4:00
04. Distortion - 2:07
05. Baia festosa - 3:15
06. Tramonto sulla baia - 3:20
07. Beat For Sax - 3:52
08. Cocktail Party - 3:09
09. Acapulco - 2:55
10. Ricerca affannosa - 3:10

Ultimo tassello mancante per completare la discografia dei Blue Sharks, gruppo misteriosissimo già presente numerose volte sulle pagine della Stratosfera. Aprì le danze il Capitano includendo alcuni singoli del gruppo nelle collection 45 giri rari (qui) e (qui), a seguire nel 2012 il vecchio collaboratore del blog, Rattus Italicus, pubblicò il 33 giri "Itinerario Beat" (qui) il quale però, stante quanto si legge su Discogs, apparterrebbe ad un diverso gruppo denominato The Blue Sharks (galeotto fu l'articolo determinativo), guidato da Duilio Radici, alias Rigol, anziché da Stelvio Ciprinai come nel caso dei Blue Sharks (senza l'articolo). Minuzie, piccolezze. Per concludere, ancora Rattus Italicus pubblicò sempre nel 2012 "It Became Crystal" (qui), secondo e ultimo album ufficiale dei "veri" Blue Sharks. 
"Funnt Walk", citato anche da Augusto Croce su Italian Prog, venne pubblicato dalla Leonardi Records nel 1971. E composto da 10 brani molto ma molto "leggeri" stile library music (altro che l'hard rock prog di "It Became Crystal") dominati dalla presenza costante del flauto e in alcuni casi del sax. Inesistenti come sempre le note di copertina. Discogs indica tre nomi di autori/musicisti: Stelvio Cipriani (cghe firma la metà dei brani), Giorgio Zinzi (con lo pseudonimo Ipcress) che firma l'altra metà e Carmelo Carucci, detto Nini. Altro da dire non c'è se non che il disco non è mai stato ristampato né in vinile né in digitale. Buon ascolto.



Post by George

martedì 13 luglio 2021

Mario Schiano & Tommaso Vittorini - 1979 - Un cielo di stelle (vinyl)

 

TRACKLIST:

Lato A
01. Un cielo di stesse (parte prima)

Lato B
02. Un cielo di stelle (parte seconda)


"Un cielo di stelle", realizzato nel 1979 per l'etichetta Cramps dal duo Schiano-Vittorini, è un disco di difficile collocazione per la sua forma e i suoi contenuti musicali del tutto anomali ai quali va però riconocuta una certa originalità. Non a caso lo fece proprio l'etichetta Cramps, simbolo dei migliori suoni alternativi nel corso degli anni '70. Le note di copertina di aiutano a capire qualcosa di più, laddove indicano che questo album è il "secondo dei due dischi-spettacolo realizzato da Schiano e Vittorini, un vero e proprio varietà in due tempi con tanto di sceneggiatura comprendente scene comiche e numeri musicali. La storia è piuttosto banale (ndr): Schiano e Vittorini, due jazzisti fallii, decidono di tentare la strada del varietà e cercano di vendere il loro spettacolo ad un impresario americano riempiendosi di cambiali per l'affitto dei costumi e del teatro. L'impresario lascia il teatro disgustato e lo spettacolo va a rotoli".


Certo non è facile cercare di farsi piacere due grandi sassofonisti come Schiano e Vittorini, autori di dischi di grande spessore, in questa veste insolita, alle prese con una formula musicale piuttosto discutibile. Non voglio infierire, ma mi seno di condividere il giudizio lapidario dell'amico Frank-One (proprietario del disco e autore dell'invio dei file al sottoscritto per la condivisione sul blog) quando lo ha definito "uni dei dischi più inutili in mio possesso". Il fatto che questo album, mai ristampato né in vinile né in CD, sia merce rara (da anni staziona nella nostra wishlist) non giustifica il conseguente apprezzamento. Io stesso ho faticato ad ascoltare le due tracce fino in fondo. Forse voi sarete più pazienti e disponibili. Ascoltatelo e mi direte.


Prima di concludere voglio ringraziare ancora una volta Frank-One, colui che tutto possiede nei suoi sconfinati archivi, per avermi inviato il materiale per confezionare questo post. Attendo altre chicche da condividere con tutto il popolo della Stratosfera. 



Post by George - Music by Frank-One

lunedì 12 luglio 2021

Flavio Premoli - The Soundtracks 2003-2011 (super sup-post) - 1a parte

 

Se ben ricordo il post dedicato alle colonne sonore composte e interpretate da Eugenio Bennato (lo ritrovate qui) ha ottenuto un qual certo successo. Sulla scia dell'entusiasmo dedichiamo queste pagine alle soundtracks composte dal grande Flavio Premoli, in un periodo che va dal 2003 al 2011. Complice di questo robusto post è l'amico e collaboratore Marco Osel, che si è premurato a ricercare i file di alcune colonne sonore e ad inviarli al sottoscritto. Questo lungo post verrà suddiviso in due tranche. La prima parte terminerà con la colonna sonora di "Occhio a quei due" del 2009. Il resto lo rimando ad una prossima puntata. 
Attingo un po' di notizie da wikipedia. Flavio Premoli, al di fuori della lunga permanenza nella PFM, ha realizzato un solo disco solista, l'omonimo "Flavio Premoli", pubblicato nel 1982 (vinile mai ristampato). Anche questo album è presente sulla Stratosfera (qui). La passione per le colonne sonore nasce nel corso degli anni '80, periodo in cui Flavio inizia a comporre brani per fiction televisive prodotte da Titanus, Mediaset e Taodue. Insieme a Carlo Forester fonda la "Jinglebell", una piccola azienda attraverso la quale entra nel campo della produzione per spot televisivi. La sua firma, come compositore di serie televisive, appare nel 1999 in occasione della sitcom sul genere "Casa Vianello", dal titolo "Finalmente soli", trasmessa su Canale 5 e durata ben cinque stagioni (dal settembre 1999 al maggio 2004). Tra i protagonisti ricordiamo Gerry Scotti e Amelia Monti. Non venne pubblicato alcun album contenente le composizioni di Flavio Premoli. Almeno, io non l'ho mai visto da nessuna parte, né in vendita né tantomeno recensito.


Altra storia riguarda le colonne sonore successive, in buona parte documentate da album ufficiali. 
E qui inizia la nostra maratona.

Flavio Premoli - 2003 - Il Commissario 


TRACKLIST:

01. Il Commissario Sigla - 1:57
02. Armadillo - 1:42
03. Famiglia - 3:34
04. Magma - 2:59
05. Dada - 1:51
06. Electra - 2:18
07. Iris - 2:00
08. I miei ricordi - 2:00
09. Never Be The Same - 3:23
10. Richiamo elettrico - 1:50
11. Intimità - 2:49
12. Celtico - 1:59
13. Richiamo elettrico (soft) - 2:04
14. Krimson - 2:12
15. Kikita - 3:42
16. Mercato - 2:14
17. Danza del ventre - 2:46
18. Frenetica - 1:19
19. Armadillo (reprise) - 2:20
20. Il Commissario Sigla (reprise) - 2:21


La colonna sonora venne pubblicata in CD nel 2003 dall'etichetta Warner Chappell Music Italia. La miniserie televisiva, suddivisa in 8 puntate andate in onda su Canale 5 dal 24 aprile al 6 giugno 2002 per la regia di Alessandro Capone, racconta le vicende del Commissario Cruciani (interpretato da Massimo Dapporto), della sua seconda moglie, Silvia (Caterina Vertova), di professione avvocato e del figlio Luca (Marco Vivio). Negli anni successivi la miniserie è stata più volte replicata su altre emittenti televisive, quali Rete 4, Iris e Mediaset Extra. Sono certo che qualcuno di voi se la ricorderà. Le musiche toccano parecchi generi, dal funky al rock, dalla ambient alla musica orchestrale. In molti brani Flavio è direttamente presente con le sue tastiere, il pianoforte in particolare, ma anche il mini moog ("Richiamo elettrico") e il sintetizzatore. Ad eccezione di "Never Be The Same" tutti i brani sono strumentali. Ottimo debutto. Gran bel disco.



Flavio Premoli - 2005 - RIS - Delitti imperfetti
(colonna sonora originale della serie TV)


TRACKLIST:

01. RIS - 1:53
02. I dettagli - 3:22
03. Scienza d'indagine - 1:51
04. Rebus - 2:35
05. L'incidente - 3:00
06. Vibes - 2:34
07. Luci Blue - 2:20
08. Paura - 1:25
09. Paura incalzante - 1:12
10. I ricordi - 1:58
11. Impressioni - 2:19
12. Pulse - 4:20
13. Meditazione ritmica - 2:47
14. Labirinto - 1:27
15. Teoria d'indagine - 1:49
16. Flashback d'amore - 3:11
17. La soluzione - 2:26
18. Sinetempo - 1:48
19. Flashback di dolore - 2:57
20. Respiro ansia - 1:40
21. Delitti imperfetti - 2:28


Siamo nel 2005 ed è la volta della colonna sonora di un'altra serie TV poliziesca andata in onda su Canale 5 dal 2005 al 2009. La serie racconta le avventure del reparto investigazioni scientifiche di Parma (il celebre RIS) uno dei quattro reparti dell'Arma dei Carabinieri incaricati di svolgere indagini tecniche e scientifiche sul territorio italiano. Nel 2010 è stato realizzato il suo spin-off, "R.I.S. Roma - Delitti imperfetti", che vede il tenente Daniele Ghirelli e il tenente Flava Ayroldi trasferirsi dai R.I.S di Parma ai R.I.S di Roma, unendosi a una squadra completamente nuova. Tra i protagonisti della prima stagione di "RIS - Delitti imperfetti", ideata da Pietro Valsecchi, troviamo Lorenzo Flaherty, Nicole Grimaudo e Filippo Nigro. Nel 2005, all'inizio della prima stagione, l'etichetta R.T.I. SpA pubblicò la colonna sonora originale composta da Flavio Premoli. Si tratta di 21 brani, interamente strumentali, che vedono l'apporto alle tastiere dello stesso Premoli, così come nella colonna sonora de "Il Commissario". Anche i suoni non si discostano più di tanto dall'esperienza precedente. In alcuni passaggi tornano alla mente i Goblin degli horror di Dario Argento (Paura, Paura incalzante, Sinetempo). Altro bel disco, nulla da aggiungere.



Flavio Premoli - 2006 - Codice Rosso


TRACKLIST:

01. Codice Rosso - Titoli di testa
02. Lascia che sia
03. Il risveglio
04. Piromane
05. Virgilio
06. Senza via di fuga
07. Verso il cielo
08. Il buio
09. Essenza
10. Ignis
11. La gravità
12. Il sacrificio
13. Effetto luce
14. La magia di un attimo
15. Il ricordo
16. Verso la luce
17. Angoscia e paura
18. Le ombre
19. Dono d'amore
20. Codice Rosso - Titoli di coda


Instancabile e iperattivo, il nostro Flavio Premoli oramai ci ha preso gusto e, a sola distanza di un anno dal lavoro precedente, compone le musiche di una ennesima colonna sonora. Questa volta si tratta di "Codice Rosso", una serie televisiva prodotta nel 2006 e trasmessa in prima visione 'in chiaro' da Canale 5 tra il 16 novembre e i 15 dicembre 2006. La mini serie, incentrata sul Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, narra le avventure dell'immaginaria squadra 15A dei Vigili del Fuoco di un distaccamento nella città di Roma, alle prese con vari soccorsi tecnici urgenti tra cui una serie di incendi provocati da un piromane. Per realizzare la fiction si resero necessari una troupe con più di 100 elementi, oltre 200 attori, circa 2000 comparse e un centinaio di stuntman. Tra gli interpreti ricordiamo Alessandro Gassman, Pietro Tancone, Ilaria Spada e Anna Melato. Per quanto riguarda la colonna sonora nulla di nuovo da segnalare. Venti tracce ideate e suonate da Flavio Premoli con grande maestria. 



Flavio Premoli - 2009 - Occhio a quei due 
(colonna sonora originale della serie TV)


TRACKLIST:

01. Il piano - 2:33
02. Falling (cantata da Sushy) - 2:18
03. People Say - 2:15
04. Arrivano i nostri - 4:52
05. Un tempo - 0:52
06. Anche - 1:13
07. Il salto dal ponte - 2:15
08. Mettila a terra - 1:07
09. Cristian - 2:09
10. La moto - 2:36


"Occhio a quei due" è un film televisivo del 2009 andato in onda su Canale 5 con protagonisti Enzo Iacchetti, Ezio Greggio e Antonia Liskova, per la regia di Carmine Elia. E' andato in onda in prima visione su Canale 5 il 2 dicembre 2009 ed è poi stato replicato, sempre su Canale 5 il 29 marzo 2013, quindi su Mediaset Extra il 9 settembre 2015 e infine il 21 e 22 aprile 2021 su Cine 34, riscuotendo ancora un buon successo di pubblico per la sua trama avvincente. Flavio Premoli firma anche questa colonna sonora (e suona le tastiere), decisamente di alto livello, con suoni più funky e jazzati. Oltre ai soliti strumentali (ottimo Il brano di apertura che sembra uscito dalla colonna sonora di "Shaft") vi sono due brani cantati, uno dei quali, Falling, è interpretato dalla cantante italiana Sushy, all'anagrafe Susanna Rosaria Galimi. 


E qui si conclude la prima parte di questo super post (perdonatemi se lo definisco scherzosamente super sup-post) dandovi appuntamento entro fine mese per la sezione conclusiva. 
Ringrazio ancora Osel per il contributo. Vi lascio con il consueto buon ascolto.


Post by George - Music by Osel & George

martedì 6 luglio 2021

Alfio Antico: Anima 'ngignusa (2000) e Supra Mari (2002)

 

Premessa by George

Voglio scusarmi innanzitutto con gli amici della Stratosfera per la mia forzata assenza dal blog. Una brutta caduta accidentale da una scala, dall'altezza di oltre 2 metri sul nudo e crudo cemento, ha comportato la frattura di 7 costole (meno male che nell'emi costato destro ne ho ancora 5 buone), 4 alette vertebrali, un trauma polmonare, una lieve commozione cerebrale e qualche punto di sutura sul gomito destro. Insomma, una decina di giorni in ospedale e poi una convalescenza, da poco iniziata, che si concluderà verso fine luglio. A parte questo sto abbastanza bene (nonostante tutto un po' di umorismo mi è rimasto). Come mi dicono gli amici 'poteva sempre andare peggio'. Nel frattempo ringrazio l'amico Andrea che ha sopperito al vuoto venutosi a creare con un ottimo post/bootleg con protagonisti Rocchi, Zenobi, Tito Schpia ealtri ancora. Grazie anche a tutti coloro che mi sono stati vicini in questo periodo non propriamente felice. Ora che finalmente riesco a stare nuovamente seduto mi appresto a riprendere il lavoro sul nostro blog. E lo faccio pubblicando un duplice omaggio da parte di Gaetano Simarco, nostro fedele collaboratore, che tempo fa mi inviò i file dei primo due album di Alfio Antico, già componente dei Musicanova dal 1979 al 1981 con la trilogia "Brigante se more", "Quanno turnammo a nascere" e "Festa festa". Tutti e tre gli album sono qui, sulla Stratosfera. I due album in questione sono "Anima 'ngignusa" pubblicato nel 2000 dall'etichetta Onyx Jazz Club e "Supra mari" del 2003 per l'etichetta DiscMedi Blau. 
E ora passiamo alla musica e alla recensione di Gaetano. 

Alfio Antico Quartetto - 2000 - Anima 'ngignusa


TRACKLIST:

01. Viaggio
02. Occhi di ciumi
03. Frasturnatu - Pensa e ripenza
04. Barulè
05. Lettera d'amuri
06. Tarallesa-fava
07. Re bufè
08. Ventu e caristia
09. Desiderio essere nata
10. Anima 'ngignusa

Bonus track
11. Silenzio d'amuri (da "L'arpeggiata - La Tarantella: Antidotum tarantulae")


FORMAZIONE

Alfio Antico - voce, tamburi a cornice
Raffaele Brancati - sassofono, flauti
Paolo Sorge - chitarra
Amedeo Ronga - contrabbasso


Recensione by Gaetano Simarco

Introduco questi primi due album di Alfio Antico con una breve biografia dell'artista. Alfio Antico, erede autentico e diretto della tradizione musicale popolare, è un percussionista e cantante siciliano è ed universalmente riconosciuto tra i maggiori interpreti del tamburo a cornice e della tammorra. Cresciuto a contatto con la natura, si è arricchito dalle tante esperienze musicali e teatrali, dal balletto classico alla commedia dell'arte, divenendo quindi depositario di un sapere tradizionale, della cultura pastorale, che ha appreso con un rapporto diretto, e quindi non solo musicale. Fino a diciotto anni è vissuto a Lentini, suo paese natale in provincia di Siracusa, facendo il pastore fra le montagne dell'entroterra siciliana, respirando le favole, le storie, i miti della cultura contadina coltivando, nel contempo, l'interesse per la musica, in particolare per il tamburello, di cui costruì fin da piccolo numerosi esemplari, tendendo le pelli conciate delle pecore e lavorando il legno delle cornici.


Come ha più volte raccontato, a Firenze mentre suonava in Piazza della Signoria, viene notato da Eugenio Bennato. Siamo nel 1977 e da quell'incontro inizia il suo percorso artistico e musicale. Sarà in pianta stabile nei Musicanova incidendo con loro i primi album. Successivamente collabora con la compagnia di Peppe Barra, con Tullio De Piscopo, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Fabrizio De André (nel 1990  suonerà il suo tamburo nel brano “Don Raffaè” e parteciperà all'album “Le nuvole), Roberto Carnevale, Renzo Arbore, Vinicio Capossela, Carmen Consoli. Partecipa anche come musicista e attore agli spettacoli teatrali di Giorgio Albertazzi, Ottavia Piccolo, Maurizio Scaparro, Jerome Savary e Roberto De Simone e con il coreografo Amedeo Amodio.  Nel 2006 compone la colonna sonora del film “Malavoglia” di Pasquale Scimeca e nel 2007 la sua potenza live trova cornice prestigiosa nel concerto registrato nella Cappella Paolina del Quirinale (“Antichi Ritmi e Nuovi Suoni dell'Italia Meridionale-I Concerti del Quirinale di Radio3”). 


Nel 2010 partecipa alla colonna sonora del cortometraggio "Il volo di Wim Wenders" (racconto dell'esperienza di Riace e del suo sindaco Domenico Lucano, interpretato da Luca Zingaretti e Ben Gazzara). Nel 2011 si fa riferimento a lui con la citazione nel film “Tous les soleils (Non ci posso credere)” di Philippe Claudel interpretato da Stefano Accorsi e Anouk Aimée. Accorsi canta, nel finale, il suo brano “Silenziu d’amuri”. Nel 2012 collabora con Sofia Mavrogenidou, cantante musicista greca, con la quale realizzerà "Apollo's Senses", con la partecipazione di Aristeidis Chatzistavrou (chitarra e liuto), ispirato alla sua vita e alla mitologia greca, utilizzando l'origine sciamanica del suo tamburo come collegamento tra passato e presente.  Le innumerevoli collaborazioni a progetti artistici e culturali di rilievo fanno di Alfio Antico un artista straordinario, poliedrico e innovatore, sia per le sue liriche originali sia per la tecnica strumentale (particolare utilizzo dell’attrito del dito sulla pelle per fare risuonare i sonagli, ancora oggi studiata e imitata). Parallelamente all'attività in studio Alfio prosegue nella sua attività dal vivo in occasione di alcune date-evento tra le quali vanno ricordate quelle del novembre del 2009 quando i suoi ritmi pastorali risuonano nella cattedrale di Aosta, in occasione del concerto di commemorazione del nono centenario della morte di Anselmo d'Aosta con una suite musicale accompagnata dai violoncelli di Giovanni Sollima e Monika Leskovar (nota di George: purtroppo questo concerto, pur essendo quasi dietro casa, me lo sono perso), quelle all'Auditorium Parco della Musica di Roma, alla Villa Reale di Monza, al Teatro Antico di Taormina e di Segesta, a Lorica, nella Sila Calabrese, la rassegna Il Folk dipinto di blu dedicata a Domenico Modugno, l’Omaggio a Rosa Balistreri a Catania, senza dimenticare la partecipazione nel ruolo di Dioniso il 19 settembre del 2018 allo spettacolo scritto e diretto da Marco Savatteri “Al passo coi templi. Il Risveglio degli Dei” nel suggestivo scenario della Valle dei Templi di Agrigento.


Anima 'ngignusa è la la prima incisione da solista, anche se accreditata come Alfio Antico Quartetto, registrato nella città di Matera nella Sala delle Arcate di Palazzo Lanfranchi è pubblicata nel marzo 2000, ottenendo  menzioni speciali al Premio Tenco. I testi, liriche originali dello stesso Alfio, per lo più in siciliano (tradotti per rendere più comprensibili alcuni dei vocaboli come si evince dal libretto interno al cd), ispirati alla tradizione popolare, trasmettono il senso dell’attaccamento alla natura, ai sentimenti, ai valori della famiglia, e quindi alla vita, che è proprio della gente del Sud. Un album dove le note scavano profondamente nelle radici in una tradizione arcaica. E' la celebrazione di uno spirito libero e indomabile, di un maestro delle culture musicali tramandate oralmente. Sotto le sue dita la pelle dei tamburi vibra e incendia, sussurra e racconta storie di una prodigiosa civiltà ritmica, in perfetta sintonia con i tre musicisti coinvolti nel progetto, ovvero Brancati, Sorge e Ronga che accompagnano con sax e flauti, chitarra e contrabbasso, strumenti che ben si sposano ai tamburi ed alla voce di Alfio perché anch’essi dotati di una grande fisicità sonora.


LINK Anima 'ngignusa (2000)
LINK booklet

Alfio Antico - 2001 - Supra Mari


TRACKLIST:

01. Supra Mari - 3:16
02. La Mé Badìa - 5:09
03. Viri A Me Stissu - 5:54
04. Se Ti Virissi - 2:36
05. Amuri Antico - 4:53
06. Dialicu D'Amuri - 7:29
07. Pitti Petti - 3:38
08. Dormi Stanchizza - 2:23
09. Cu Ti Lu Dissi - 4:09
10. Ma Guarda Guarda - 2:27
11. Fila Fila - 3:08
12. Palummedda - 1:56
13. La Foglia - 3:23
14. Traccia strumentale nascosta


FORMAZIONE

Alfio Antico - voce, tamburi
Amedeo Ronga  - contrabbasso
Sandro Pippa - ciaramella, bombarda e tamburi
Luigi Polsini  - chitarre medioevali, plettri (viella, lira, saz e ud)


Ascoltare "Supra Mari " è il modo più semplice per capire come è stato possibile mescolare due stili così differenti come la Musica Medioevale e l'Etnica Tradizionale in una perfetta combinazione impreziosita da bellissime melodie cantate in lingua siciliana. Alfio Antico ha saputo scavare profondamente nelle radici di quella sua "Madre Terra", così come nei suoi ricordi d'infanzia, incontrando la sensibilità artistica di Luigi Polsini (chitarre medioevali, plettri etc), Sandro Pippa (percussioni) e Amedeo Ronga(contrabasso)…menestrelli ed al tempo stesso moderni ricercatori di “Suoni”…


Poesia che evoca immagini, emozioni e suggestioni della sua terra nativa, che attinge alla tradizione per rigenerarsi e restituirsi al presente. La musica di Alfio Antico è diretta e immediata, nasce da una esigenza poetica, da una forte sensibilità evocativa, da una unica radice: la natura. Il tamburo e la voce di Alfio compiono il prodigio della nascita del suono, la pelle balla, canta, piange, ride, dialoga, ragiona, e la magia trapassa dal mito alla realtà. Gestualità, musica ed improvvisazione si mescolano in una umana necessità di cuore e di animo. Supra mari…suoni musicali che profumano di mare e di pascolo.
(da "Lentinionline")

E per finire ecco Alfio Antico immortalato con il nostro Gaetano Simarco. Grazie Gaetano per questo prezioso contributo. 


LINK Supra Mari (2002)

Post by George - Words & Music by Gaetano Simarco

lunedì 28 giugno 2021

Serie Bootleg n.323- Claudio Rocchi, Renzo Zenobi, Tito Schipa Jr., Oliviero Malaspina e Claudio Lolli alla Prima Rassegna Storica e Nuova Canzone d’autore - Teatro Palmaria, La Spezia, 30-31 marzo 2012


 

Già qualche tempo fa la Stratosfera, per mano del buon George, propose una registrazione di Claudio Lolli, Renzo Zenobi e Massimo Altomare (la potete recuperare QUI) colti nella loro partecipazione alla III Rassegna della Storica e Nuova Canzone d’autore, una meritoria iniziativa voluta fortemente da Pino Calautti e dall’Associazione “Aspettando Godot”, in polemica, niente affatto velata, con le supposte “derive” mainstrean del Club Tenco. 

La manifestazione è poi andata avanti nel corso degli anni spostandosi nel 2013 a Ferrara, affiancata poi da una rassegna gemella a Bordighera (“Rassegna d’autore e d’amore”).

 

Quel post di George, dicevo, mi ha fatto tornare in mente che Radio Orvieto Web, che contribuii a fondare nel 2008, nel 2012 fu media partner della Prima edizione di quella Rassegna alquanto corsara, tirata su dal nulla, tra ingenuità e grandi slanci, che per due giorni fece confluire a La Spezia estimatori da tutta Italia e che ebbe il merito di riportare in scena in un contesto adeguato (in quel caso il Teatro Palmaria) nomi storici della canzone d’autore italiana, alcuni ancora in auge, altri travolti dalla fiumana del tempo e delle mode, ma di grande valore.


 

Purtroppo non potei assistere alla serata inaugurativa, di cui riuscii solo a recuperare delle registrazioni d’ambiente, abbastanza precarie, come ascolterete.

Ebbi invece modo di seguire di persona la seconda serata, quella di sabato, la cui registrazione è stata invece effettuata collegandosi direttamente al mixer di sala (per questo la qualità è decisamente soddisfacente, credo). 


 

Il parterre era davvero di primissimo livello, con nomi come Renzo Zenobi, Claudio Lolli (assunto da Pino Calautti e suoi collaboratori come artista simbolo per un certo modo di intendere la canzone d’autore), Tito Schipa Jr. (grande ritorno dal vivo, il suo) e Claudio Rocchi. Non meno interessante la partecipazione di un grande dropout della generazione di mezzo come Oliviero Malaspina (ultimo collaboratore di De André).

Accanto a questi monumenti, la Rassegna, fedele al suo nome, volle presentare alcune giovani (il termine va preso in un’accezione molto ampia) leve della canzone d’autore, che tuttavia, questa è la mia opinabile impressione, risultarono abbastanza lontani da quei mostri sacri.

 

Per questo abbiamo deciso di proporvi solamente i set dei nomi storici che poco prima vi abbiamo illustrato, esibizioni di grande spessore peraltro, potendo poggiare su un repertorio assai ben consolidato.

 

Le registrazioni della serata, impolpate con interviste ad hoc a Rocchi, Lolli, Zenobi e Tito Schipa Jr., andarono a poi a confluire in uno Speciale che la mia trasmissione “Arrivano gli Sprassolati!” propose nell’aprile di quell’anno (chi volesse ascoltarla può recuperarla QUI).

 

Per comodità e coerenza abbiamo deciso di seguire l’ordine delle serate, pur con i tagli più sopra dichiarati. 

 

Ma andiamo a raccontare un po’ quelle due serate spezzine.


 

Nella serata di venerdì 30 marzo (quella con l’audio peggiore, dicevamo) era presente Claudio Rocchi che si presentò bloccato su una sedia per via di un incidente che gli aveva lasciato una gamba ingessata. Il suo set si aprì con alcuni estratti da “In alto”, al tempo il suo lavoro più recente. Ecco sfilare dunque “Alchimia”, “Gesù si gira” e “Facci un miracolo”. La veste sonora è caratterizzata da suoni campionati ottenuti collegando la chitarra a un computer che ne alterava il suono, ma purtroppo questo ha reso la registrazione, già carente nella prima serata, ancora più scadente: prendetela come mera testimonianza documentale, amici. La scena era intima, illuminata quasi esclusivamente dalla luce di alcune candele che Rocchi volle posizionare sul palco.

Spazio poi ai grandi classici (“La realtà non esiste”, “La tua prima luna”), intramezzati da molte parole e da vecchi ricordi affioranti.


 

Prese poi possesso del palco il redivivo Renzo Zenobi con un’esibizione di notevole impatto, anche grazie a una tecnica chitarristica davvero invidiabile (ricordiamo che è sua la chitarra di alcuni dischi storici di De Gregori: l’arpeggio di “Pezzi di vetro”, per esempio, dove generazioni di chitarristi si sono dannati, è suo). Nella più classica tecnica del fingerpicking, si presentò con un plettro collegato al pollice della mano destra per pizzicare le corde basse, producendo da solo un suono che riempie il teatro.

Il set cominciò con una “Telefono elettronico” la cui qualità sonora è talmente scarsa che ve la risparmiamo, per poi continuare con le sue tenui ballate scandite dalla sua inconfondibile erre moscia. Ecco quindi le varie “Silvia”, “Io e te su quei giorni”, “A questo cielo capovolto che tutti chiamano mare” e altre ancora, con un pubblico via via sempre più rapito.

 

Il secondo CD vi farà vivere la seconda serata, quella del sabato, la cui qualità sonora è decisamente all’altezza della bellezza delle canzoni. D’altra parte i “campioni” avevano nomi come Tito Schipa Jr., Claudio Rocchi e Oliviero Malaspina.


 

Chi scrive confessa che su Tito Schipa Jr. non può essere del tutto imparziale, essendo l’autore di “Orfeo 9” uno dei suoi piccoli grandi eroi. Cosa dire quindi? Spiccata eleganza, grande senso della scena, e d’altra parte da uno che all’epoca aveva già oltre 40 anni di carriera teatrale alle spalle (come autore, musicista, attore, regista) non ci si poteva aspettar di meno. A La Spezia Tito Schipa Jr. si presentò da solo al piano sciorinando alcuni pezzi meravigliosi che necessitavano però di adeguato arrangiamento, per questo si servì in diverse occasioni di base preregistrate (prese direttamente dai dischi). Difficilmente, in caso contrario, avrebbe potuto eseguire delle piccole suite come la commovente “Sono passati i giorni” o quel mancato inno generazionale che avrebbe potuto essere “Non siate soli”.

Da segnalare l’esecuzione iniziale di “Dalla mia parte” un inedito scritto (e rifiutato) a inizio anni ’80, di cui finora esisteva solo una registrazione live durante un’ospitata all’indimenticabile trasmissione “Blitz” di Gianni Minà. Il brano faceva parte del progetto di Musical "Il divorzio della Signora Rossi", e resta un pezzo di grande effetto che è un peccato che non abbia avuto a tutt’oggi una registrazione ufficiale in studio.

In realtà bisognerebbe citare tutti i brani dell’esibizione dell’artista leccese, ma romano d’adozione, dalla struggente “Child in time”, alla saltellante e nostalgica “Ho pensato a te papà” dedicata ovviamente al grande tenore, oppure la concitata “Uccidetemi”, un tour de force che lasciò senza fiato non solo Tito Schipa Jr. Il tutto si concluse con un estratto da quello che è il suo lavoro più noto, l’opera rock “Orfeo 9” che il 23 gennaio del 1970 (data di nascita di chi scrive, e ditemi voi se questo non è un segno”) debuttò al Sistina di Roma con un successo che, tra repliche, disco (più volte ristampato), film, libri e DVD ancora non si è esaurito.

In conclusione, cosa dire della sua esibizione? Forse solo che Tito Schipa Jr. riuscì a trasformare in pura arte e poesia anche una leggera incrinatura di voce, dovuta a un’influenza persistente, e alcuni “acciacchi” al pianoforte che lo stesso performer commenta divertito durante l’esecuzione. Insomma, nonostante da moltissimo tempo non si esibisse più in questa veste cantautorale, mostrò chiaramente la capacità quasi magnetica di concentrare su di sé per più di mezzora sguardi e respiri, e alla fine conquistò tutti, anche coloro che lo conoscevano poco o per nulla.

 

Il set di Oliviero Malaspina è stato il più breve tra quelli che vi proponiamo (solo tre brani), ma per certi versi il più sconvolgente. La sua è stata una presenza speciale, sia per il fatto che non è certo da considerarsi né tra gli esordienti né tra i mostri sacri, sia per il fatto che ha fatto un po’ da filo rosso con Fabrizio de André, a cui la Rassegna era dedicata (dal 2015 la dedica sparisce, forse per dissapori con l’omonimo Premio gestito dalla Fondazione De André). Malaspina è stato infatti l’ultimo collaboratore di Faber, una collaborazione purtroppo interrotta dalla morte del grande cantautore genovese. Oliviero Malaspina dal vivo ha una carica magnetica molto forte, ha una voce un po’ sgraziata, che entra ed esce dall’intonazione, ma che riesce però a catalizzare l’attenzione del pubblico, a focalizzare l’attenzione sulla sua persona, sulle mani che accompagnano il canto, sulle sue canzoni. Insomma, un’esperienza, che forse il mero ascolto non riesce del tutto a trasmettere (dovete fidarvi).


 

Gran finale con Claudio Lolli, che poi negli anni sarà presenza fissa della Rassegna, almeno finché le condizioni di salute glielo permetteranno (dal 2018, anno della sua morte, la rassegna è a lui dedicata).

La formazione con cui si presentò a La Spezia era la stessa che tre anni prima aveva dato alle stampe l’album antologico “Lovesongs”, cioè quella con l’inseparabile chitarrista Paolo Capodacqua e Nicola Alesini, virtuoso del sax soprano e autore dei sampling elettronici e ritmici che fanno da tappeto alle esecuzioni. L’autore bolognese cominciò sornione, con navigato mestiere, dialogando con il pubblico e inanellando in una lunga suite ove si succedono, sfumando uno nell’altro, alcuni dei suoi capolavori, a cominciare da una “Incubo numero zero” quasi irriconoscibile, trasfigurata in una sorta di reading poetico-musicale, in quello stile che contraddistinse la sua ultima fase artistica. A farla da padrone in scaletta è naturalmente il suo album capolavoro “Ho visto anche degli zingari felici”, ben rappresentato da tre brani.

I brani scorrono fluidi che è un piacere (abbiamo preferito rispettare alcune dissolvenze lasciando in registrazione alcuni pezzi accoppiati), e solo prima del bis (l’immancabile “Borghesia”) Lolli riprende a parlare per accomiatarsi, a modo suo, dal pubblico (con una spettatrice troverà anche modo di polemizzare per alcuni disturbi).

 

Con questo è più o meno tutto, amici, speriamo che questa proposta vi risulti gradita.

 

Un abbraccio e George, Francone e il Capitano, loro sanno perché.

 

Buon ascolto!

 

TRACKLIST CD 1 (venerdì 30 marzo 2012):


CLAUDIO ROCCHI

1 Alchimia

2 Gesù si gira

3 Facci un miracolo

4 Tutto quello che ho da dire

5 La tua prima luna

6 La realtà non esiste

7Non è stato diverso

 

RENZO ZENOBI

8 Io e te su quei giorni

9 E ancora le dirai ti voglio bene

10 Aviatore

11 A questo cielo capovolto che tutti chiamano mare

12 Quasi come le rime

13 Temporale

14 Silvia

 

TRACKLIST CD 2 (sabato 31 marzo 2012):


TITO SCHIPA JR.

1 Dalla tua parte

2 Non siate soli (musica in base)

3 Sono passati i giorni (musica in base)

4 Ho pensato a te papà

5 Child of darkness     

6 Uccidetemi (musica in base)

7 Per la strada

 

OLIVIERO MALASPINA

8 Io non ho più tempo per l’amore

9 Volevo essere la luna sui campi

10 La canzone del padre (cover De André)

 

CLAUDIO LOLLI

11 Incubo n.0 + Donna di fiume

12 Primo Maggio + Quello che mi resta 

13 Anna di Francia + Ho visto anche degli zingari felici

14 Borghesia


LINK CD 1


LINK CD 2


Post by Andrea Sprassolati