mercoledì 1 aprile 2026

David Riondino si è spento il 29 marzo (1952-2026 R.I.P.) - La Stratosfera ricorda il grande artista

 

INTRO by GEORGE
Gli organi di informazione in questi giorni hanno dato fondo alla loro fantasia per trovare un titolo legato alla scomparsa dell'artista fiorentino (deceduto il 29 marzo 2026 all'età di 73 anni): "poeta della satira", "cantautore, attore e autore", "il cantautore padre di Maracaibo", "la gioia e la follia di una vita in rima", "il poeta anarchico che ipnotizzò Maurizio Costanzo", "Addio al picaresco David Riondino, sempre in attesa delle ballerine". Può bastare? Direi proprio di sì. Anche l'Osservatore Romano si è unito al coro di elogi con un breve trafiletto. Noi della Stratosfera siamo molto più modesti: ci occupiamo di musica e non ci dedichiamo alle frasi roboanti (seppur giuste e legittime). Noi vogliamo ricordare l'artista solamente per la sua musica. Lo facciamo attraverso un lavoro corale che ha coinvolto, oltre che il sottoscritto, altri due amici/collaboratori del nostro "Stratospheric Team", ovvero Osel, e Cimabue. Un lavoro a 6 mani che, ne sono certo, sarà di vostro gradimento. Ognuno di noi ci ha messo "del suo", come si dice, con l'obiettivo comune di rendere omaggio al "caleidoscopico" artista, un creativo  "a tutto tondo",  e di condividerne la musica con i nostri lettori/navigatori. L'amico Frank-One, sempre per tenere vivo il nome di David Riondino, fra qualche giorno metterà a disposizione i file di un inedito concerto live. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. 
Si apre la carrellata con una sintetica, ma precisa ed efficace biografia, tracciata da Cimabue.


IL PROFILO DI DAVID RIONDINI - A CURA DI CIMABUE (Pietro)
"Sintetizzare in poche righe l’opera di un’artista poliedrico come David non è cosa facile. Per dieci anni bibliotecario presso la biblioteca nazionale di Firenze e poi…… poi musicista (cantante e autore), giornalista, attore (cinema, teatro e televisione), conduttore radiofonico, produttore, consulente teatrale… e sicuramente ho tralasciato qualcosa. Un uomo tanto appassionato, quanto illuminato, capace di spaziare dai primi passi (decisamente impegnati ed impegnativi) con il Collettivo Victor Jara (già documentati sul blog) per arrivare a Maracaibo, hit di successo affidata a Lu Colombo nella calda estate del 1981. Ma prima, nel 1978, l’album omonimo del debutto solista (anche questo già postato) e l’apertura dei concerti del celeberrimo tour di Fabrizio De André con la PFM, ben testimoniato dallo stesso David nel docufilm “Il Concerto Ritrovato” edito nel 2020 con la regia di Walter Veltroni. Al cinema frequenta Marco Tullio Giordana (con una comparsata nel suo film d’esordio) e persino Gabriele Salvatores e Giuseppe Bertolucci; sulla carta stampata imprime il suo tratto satirico in testate  leggendarie, quali “Tango”, “Il Male”, “Cuore”, “Comix” e “Boxer” oltre che sul quotidiano “Il Manifesto”. In TV lo ricordiamo in altrettanti epici programmi comico-satirici, tra cui “Lupo Solitario”, “Zanzibar” e “L’Araba Fenice” oltre che come ospite al “Maurizio Costanzo Show” e a “Quelli che il Calcio”. A teatro, lo ricordiamo complice di personaggi del calibro di Paolo Rossi, Silvio Orlando e Sabina Guzzanti (per un certo periodo anche compagna di vita), Ricca e di qualità, infine, la produzione discografica, in cui spiccano collaborazioni eccellenti. Un istrione gentile, dal tratto pressoché unico, con quel suo fare scanzonato che è divenuto il suo marchio di fabbrica".
Bon voyage, David 


Per una lettura completa della biografia, della discografia e dell'attività artistica in genere, vi rimando al sito ufficiale di David che troverete qui

Qualcuno di noi - io no, purtroppo - ha avuto l'opportunità di conoscerlo personalmente, come nel caso dell'amico Osel che ha voluto dedicargli questo toccante ricordo.

IL RICORDO DI OSEL (Marco)
Ho incontrato David tantissimi anni fa, eravamo tutti giovani di belle speranze, politicamente impegnati e artisticamente esaltati. Era il tempo dell'immaginazione al potere e sogni vari. Ci si vedeva fra festival, incontri a casa di amici, concerti, ecc. Il suo talento era già ben visibile, grande affabulatore, musicista per nulla sprovveduto, cantante ben impostato. teatrante istrionico. Non ci siamo mai persi di vista e, nonostante le scelte di vita differenti, ha sempre accettato i nostri inviti e ci ha donato, qui in zona, spettacoli mirabolanti. Fra tutti una rilettura del Boiardo (in un convegno sul grande poeta, all'interno di quella che era stata la sua rocca a Scandiano) e una serata di canzoni ispirate a Boccaccio. David era un uomo colto, simpatico (come sanno essere i toscani), dolce e burbero al contempo (come sanno essere i toscani....mi ripeto), coerente e testardo. A volte abbiamo discusso aspramente, come quella volta sul green pass, ma riuscendo sempre a rimanere rispettosi uno dell'altro. Come ha scritto Patrizio Roversi: "Se ne è andato e non ci ha aspettato...noi della sua generazione... Pensare che qualche settimana fa sembrava stesse meglio.
Ciao David, con te se ne va un pezzo della nostra anima giovanile.


ED ORA LA MUSICA DI DAVID
Premetto che il nostro blog, come ha ricordato Cimabue, si è già occupato nel passato, in modo piuttosto significativo, della discografia di Riondino e del Collettivo Victor Jara. Pur tuttavia alcuni album mancano ancora all'appello. Per questa mesta circostanza lo vogliamo ricordare attraverso due CD risalenti al 1989 e al 1991, ovvero "Racconti Picareschi" e "Non svegliate l'amore".  

David Riondino - Racconti Picareschi (CD, 1989) 


TRACKLIST:

01. Africa - 3:41
02. Elefanti - 4:04
03.Maracaibo - 4:07
04. Dottor Livingstone, I Suppose - 3:50
05. Inno dei Professionisti - 3:31
06. La Mantide Religiosa - 3:55
07. Milano sembra - 4:09
08. Canzone del silenzio degli animali - 3:49
09. Crepuscolo del Novecento - 4:25
10. Jessica - 1:53
11. E va Po Ro - 1:53
12. La grande aragosta - 1:27
13. Canzone della foca - 2:02
14. Canzone dell'impiegatino asburgico 1:17
15. Giuseppina che cammina sul filo (Francesco Del Gregorio?) - 3:12
16. Franco a Catania (Francesco Battiuto?) - 3:23
17. Parco Dell'Uccellina - 2:10
18. Le strade di Tex - 3:39
19. Alegria do Brasil - 0:56
20. Empepada de Cajajo - 1:33


Questo album è stato gentilmente fornito dall'amico Osel che ringrazio a nome di tutti gli amici della Stratosfera. Purtroppo i musicisti che accompagnano David lungo queste 20 tracce non sono indicati. Peccato. Ma andiamo oltre. "Racconti picareschi" venne pubblicato dalla CGD nel 1989 in versione vinile, CD e musicassetta. Ma cosa sono i "racconti picareschi"? Perdonate questo piccolo sfoggio di erudizione. Il termine "racconti picareschi" si riferisce al celebre genere letterario nato nella Spagna del Cinquecento. La letteratura picaresca è un genere di narrativa che racconta le avventure di un picaro, un antieroe di umili origini, che sopravvive grazie alla propria astuzia in una società corrotta. Questo in sintesi. Riondino volle titolare così il suo album, un mix di narrazione teatrale e musica in cui ogni traccia descrive storie avventurose e personaggi bizzarri. Tra i brani più conosciuti ricordiamo Africa, Elefante e Maracaibo. L'opera riflette lo spirito ironico e affabulatorio di Riondino, trasportando il concetto di "picaro" in un contesto più moderno e decisamente surreale. Da non perdere le due tracce in cui Riondino fa la parodia di De Gregori (De Gregorio) e Battiato (Battiuto). Un album storico. 


David Riondino - Non svegliate l'amore (CD, 1991)


TRACKLIST:

01. Un sogno
02. Non svegliate l'amore
03.Amica mia
04.Dialogo
95.Primavera
06. Tutto passa in un soffio
07. Un infinito vuoto
08. Danza (violino Angelo Branduardi)
09. Vento
10. Donna
11. Tempo
12. Morte
13. Vento (ripresa)


Congedatosi dai racconti picareschi, nel 1991 David Riondino realizza "Non svegliate l'amore", sempre pubblicato dalla CGD nei tre classici formati dell'epoca: vinile, CD e musicassetta. Da allora l'album non è più stato ristampato. Da sottolineare la bellissima copertina, caratterizzata da un volto femminile, molto elegante, e da una iguana. L'album, oltre che per la delicatezza e la bellezza dei testi e delle musiche, è anche noto per il coinvolgimento di grandi nomi della cultura e dell'arte italiana. In particolare i testi sono stati curati dal fumettista Andrea Pazienza, mentre la copertina e il retro sono opera rispettivamente dello stesso Pazienza (l'ultima da lui realizzata) e di Milo Manara. L’album è l’omaggio commosso di David Riondino al suo amico geniale e compagno di tante avventure, Andrea. Per quanto riguarda le musiche, molte tracce sono sostenute da ritmi di danza come bolero e tango. Nel disco vi sono altresì collaborazioni di rilievo come quella di Angelo Branduardi, che suona il violino nel brano "Danza", Un lavoro di grande spessore che ha lasciato il segno. L'album - che mi è stato inviato anche dall'amico Osel, proviene questa volta dai mei archivi. Insomma, melius abundare...


Abbiamo concluso questo breve viaggio che vuole semplicemente ripercorrere alcuni significativi passaggi musicali all'interno della ricca discografia di David Riondino. Il suo ricordo, ne sono certo, non si esaurirà con questo post. Più avanti ritorneremo sul personaggio con qualche bel regalo. Per il momento è tutto. Ringrazio ancora gli amici Osel e Cimabue per la sempre preziosa collaborazione e a voi tutti auguro buon ascolto,

Ciao David, il viaggio con te continua...


LINK Racconti Picareschi
LINK Non svegliate l'amore 

Post by George, Cimabue, Osel (six hands for the Stratospheric friends)

lunedì 30 marzo 2026

Retrospettiva: Piero e i Cottonfields - Il viaggio, la donna, un'altra vita (LP, 1972 with bonus tracks) & Piero Cotto (LP, 1978)


TRACKLIST:

01. Due delfini bianchi
02. E' mia madre (O My Mother)
03. Regina d'Oriente (Asian Queen)
04. Via Mazzini 31
05. Il viaggio, la donna, un' altra vita
06. Silvia
07. Cantico
08. Fammi un segno (Give Me A Sign)
09. Volo 715


Bonus tracks - singoli 1973-74 inediti su LP (vinile)

10. Oh, Nanà! (lato A, 1973)
11. Uomo da quattro soldi (lato B, 1973)
12. Gardenia blu (lato A, 1974)
13. Passo su passo (lato B, 1974)


FORMAZIONE

Piero Cotto - voce
Adelmo Musso - tastiere
Maurizio Scarpellini - flauto, sax, chitarra
Aldo Musso - chitarra
Beppe Icardi - basso, chitarra
Luciano Saraceno - batteria, percussioni


Cari amici, in attesa di ultimare il post dedicato al ricordo di David Riondino (un altro grande artista che se ne è andato), saliamo quest'oggi sulla macchina del tempo per farci trasportare agli inizi degli anni '70, per la precisione nel 1972, quando un giovane Piero Cotto insieme ai suoi Cottonfields, registrò un unico 33 giri intitolato "Il viaggio, la donna, un'altra vita". Incredibile ma vero, questo storico album non è ancora stato pubblicato sulla Stratosfera. Recuperiamo subito integrando l'album con quattro belle bonus tracks, ovvero i singoli pubblicati nel 1973-1974 rimasti inediti su LP. Dall'album vennero invece estratti due 45 giri: Due delfini bianchi / Via Mazzini 31 (etichetta Joker) e Il viaggio, la donna, un'altra vita / Cantico (etichetta Music), entrambi pubblicati nel 1972. Ricordo che il vinile, originariamente posto in commercio dall'etichetta Music, venne ristampato in  versione CD dalla AMS nel 2006. Aggiungo che sempre nel 1973 venne messa in vendita la versione Stereo 8, oggi un vero e proprio pezzo di modernariato e oggetto di culto. E visto che sono in vena di nostalgie, ecco le cover della famosa cartuccia,


Per risalire alla biografia di Piero Cotto scomodo il nostro amico Augusto Croce e il suo sito "Italian Prog", un indiscutibile marchio di garanzia. 

"Piero Cotto, originario di Asti, aveva cominciato la sua carriera all'inizio degli anni '60 nell’orchestra di Henghel Gualdi e poi come solista, trasferendosi per diversi anni in Grecia dove ebbe un grande successo con l’album Forgiveness. Tornato in Italia nel 1972 formò il gruppo Piero e i Cottonfields composto di musicisti astigiani tranne il torinese Russo e il bolognese Scarpellini. Il gruppo esordì con un certo successo al Disco per l'Estate con il primo singolo Due delfini bianchi. Nello stesso anno il gruppo incise il primo ed unico album, dal lungo titolo Il viaggio, la donna, un'altra vita, con una bella copertina apribile. Nonostante alcuni brani decisamente pop, l'album ha un buon livello compositivo, a metà strada tra i primi Delirium e gli Odissea, con buoni passaggi di flauto in Cantico o nella title-track, e la roca e possente voce di Piero Cotto (simile a Ivano Fossati nei Delirium) in evidenza.
L'album passò inosservato ed il gruppo si sciolse dopo un quarto singolo, nuovamente presentato al Disco per l'Estate 1974, ma Piero Cotto ha proseguito la sua carriera musicale con un album solista nel 1978, interamente in inglese, e la collaborazione con il gruppo jazz-rock torinese Gialma 3 per il loro terzo album del 1982 Gialma planet (ndr - lo trovate sulla Stratosfera cliccando qui). Piero Cotto è rimasto nell'ambiente musicale e suona ancor oggi. Degli altri componenti Adelmo Musso ha proseguito la carriera musicale come arrangiatore mentre Aldo Russo ha uno studio di registrazione a Torino".

E ora una bella carrellata di immagini con le copertine dei 45 giri del periodo 1972-1973-1974



 

Una buona recensione del 33 giri, come sempre, la troverete sul blog "John's Classic Rock" cliccando qui. Come indicato da Augusto Croce nella soprariportata biografia, Piero Cotto, dopo lo scioglimento dei suoi campi di cotone, registrò un album solista, semplicemente intitolato Piero Cotto, lontano anni luce dal prog rock che aveva in parte caratterizzato il disco del 1972. Lo pubblico per puro "completismo", ben sapendo che è totalmente fuori dai binari della Stratosfera. Qui troviamo un Cotto alle prese con la canzone melodica di stampo americano, con la sua voce calda e profonda, accompagnato da una grande orchestra diretta dal maestro Augusto Martelli. Il disco, pubblicato dalla Eleven,  non è mai stato ristampato né in vinile né in CD. Piero Cotto, negli anni a seguire, oltre a collaborare con i già citati Gialma 3, proseguì il suo sodalizio con Augusto Martelli, realizzando un paio di album di disco music. Da dimenticare. 

Piero Cotto - Omonimo (vinile, 1978)


TRACKLIST:

Lato A
01. Her - 4:45
02. Little Anne - 4:00
03. Can You Imagine - 4:44
04. If Only She'd Say - 3:15

Lato B
05. I Get A Funny Feeling - 4:00
06. Lonely - 3:25
07. This Love Affair - 4:03
08. So Nice - 5:00


Da questo album venne tratto un singolo, con la medesima copertina del 33 giri,  contenente I Get A Funny Feeling / So Nice e con la dicitura "1° premio Festival di Puerto Rico".
Concludendo: se avete voglia di conoscere l'intera discografia di Piero Cotto, album e singoli, fate una capatina su Discogs. Io mi fermo qui. Vi saluto e vi lascio con il consueto buon ascolto.


LINK Piero e i Cottonfields - Il viaggio, la donna, un'altra vita (1972)
LINK Piero Cotto - Same (1978)

Post by George

sabato 28 marzo 2026

Audio: a great prog rock from Padova - Audio (CD, 1993) & Rettili (CD, 1998)

 

Il merito è sempre suo e grazie a lui ancora una volta andiamo alla scoperta di sconosciute band italiane di new progressive rock. Sconosciute ma di valore. La persona da ringraziare per l'ennesima volta è il nostro storico collaboratore (eh sì, sono quasi due lustri che ci fornisci il tuo importante sostegno) Marco Osel, Per questa occasione ci ha fornito i file degli unici due album, piuttosto rari,  degli Audio, un ottimo gruppo di prog rock proveniente da Padova. La biografia la traccia il bassista Massimo Durante su "Prog Archives". 
"La band Audio nasce nel 1981 a Padova con l'idea di proporre al pubblico composizioni proprie di musica progressiva e alcuni classici internazionali dello stesso genere (Genesis, ecc.). La prima formazione comprendeva 9 membri: Claudio Caresia (batteria), Marzio Casellato (voce), Andrea Cervelli (tastiere), Massimo Durante (basso), Alberto Lazzarin (chitarra), Roberto Milesi (sassofono, flauto), Gabriele Zorzi (chitarra), Claudio Madini (Hammond), Andrea Dainese (flauto).


Nel 1982 Madini e Dainese lasciano il gruppo senza essere sostituiti, mentre nel 1984 Mario Maragotto (tastiere) e Luca Palmarin (batteria) prendono il posto di Cervelli e Caresia. Con queste tre formazioni la band si esibisce dal vivo fino al 1986 in vari teatri e piazze, ricevendo un buon riscontro di pubblico e stampa. Il gruppo realizzò anche diverse registrazioni da concerti dal vivo, che costituirono la base per il CD intitolato "Audio", pubblicato dall'etichetta italiana Mellow Records nel 1993, e per un altro CD autoprodotto, "Rettili", uscito nel 1998. 


Nel 1997 sempre la la Mellow Records decise di rendere omaggio alle band progressive italiane degli anni '70 con la pubblicazione di un quadruplo CD, "Zarathustra's Revenge. A Tribute to Italian Progressive Rock of the Seventies", per il quale gruppi italiani e di tutto il mondo furono invitati a fornire il proprio contributo con una cover. Per l'occasione, il gruppo "Audio" registrò una nuova versione di "Sguardo verso il cielo", del gruppo Le Orme (ndr - qui inserita come bonus track). Quando ciò accadde, la formazione era composta da: Alberto Lazzarin (chitarra, tastiere), Massimo Durante (basso), Emanuele Gottardo (batteria), Massimiliano Ferriani (voce). Gli "Audio" continueranno a suonare con diverse formazioni fino al 1999, allontanandosi tuttavia dallo stile progressive originale".
E ora passiamo alla presentazione dei due album

Audio - Omonimo (CD, 1993)


TRACKLIST:

1. Visione (5:46)
2. Sordomuta (8:48)
3. Strumentale (6:38)
4. Sogni di vetro (7:13)
5. Spazi (7:15)
6. UF-one (9:17)
7. Fermati se puoi (10:23)
8. Stanza chiusa (7:11)
9. A Sweet Sad Song (2:50)


FORMAZIONE:

Claudio Caresia / drums (1 to 7)
Mario Casellato / lead vocals
Andrea Cervelli / keyboards
Massimo Durante / bass
Alberto Lazzarin / electric guitar
Roberto Milesi / saxophone, flute
Gabriele Zarzi / guitars
Andrea Dainese / flute (1, 2, 4, 7)
Claudio Madini / organ (1, 2, 4, 7)
Mario Maragotto / synthesizer (8)
Luca Palmarin / drums (8)


Il CD contiene registrazioni live tratte da diversi concerti tenuti in Italia nel corso del triennio 1981, 1982 e 1984. La musica di questa big band (beh, nove elementi non sono pochi) si colloca a metà strada tra un rock jazz con venature blues che richiamano i gloriosi BS&T, almeno nei primi tre brani, e il più tradizionale prog sinfonico, molto vicino alle atmosfere tradizionali italiane e non solo. L'album, con tutti i difetti delle registrazioni live tecnicamente non eccelse, nel complesso poteva essere decisamente più godibile se non fosse stato penalizzato dalla pessima produzione e da un mixaggio forse un po' troppo frettoloso. Purtroppo queste carenze penalizzano in larga misura strumenti e voce. Ed è un vero peccato, perché molte tracce contengono pregevoli assoli di chitarra elettrica e ottimi  passaggi  di sax e di flauto. Tra i vertici dell'album la lunga "Fermati se puoi", dal sapore "canterburiano", della durata di oltre 10 minuti. Di certo se i brani fossero stati registrati in studio, sarebbe stato un album di grande livello. Pazienza. Nulla toglie alla bravura degli Audio e alla passione dei numerosi musicisti che si sono succeduti in questo primo scorcio di vita artistica.

Audio - Rettili (CD, 1998)


TRACKLIST:

01. Una storia (6:50)
02. A te (6:54)
03. Blues (1:25)
04. Bastard Jazz (2:53)
05. Metamorfosi (5:09)
06. Don't Cry (6:57)
07. Turn Around Your Head (6:46)
08. Rettili (5:44)
09. Voices on the Telephone (3:25)
10. Solo ossigeno (7:20)
11. Piazze vuote (4:22)
12. Gente di New York (6:40)
13. Balla balla (5:00)

Bonus track
14. Sguardo verso il cielo (cover Le Orme)
 dalla compilation "Zarathustra's Revenge" - 1997


FORMAZIONE

Claudio Caresia / drums (tracks 1-4)
Marzio Casellato / vocals (tracks 1-4, 6-13)
Andrea Cervelli / keyboards (tracks 1-6)
Massimo Durante / bass (tracks 1-4, 6-13)
Alberto Lazzarin / guitar (tracks 1-5, 7-13)
Roberto Milesi / saxophone, flute
Gabriele Zorzi / guitar
Claudio Madini / Hammond (tracks 1, 2)
Andrea Dainese / flute (tracks 1, 2)
Mario Maragotto / keyboards (tracks 7-13)
Luca Palmarin / drums (tracks 6-13)
Maurizio Maranto / drums (track 5)


Cinque anni dopo il disco di esordio viene pubblicato "Rettili", album autoprodotto, che riprende in parte il filo del discorso laddove si era interrotto. Anche "Rettili", con la sua bella copertina che ritrae il gruppo 'on stage', contiene tracce live (al termine di alcuni brani si coglie un secondo di applausi), forse quelle residue registrate verosimilmente anche dal vivo in studio negli anni precedenti la pubblicazione del primo CD. Purtroppo non conosco la provenienza dei brani. Va detto che sul web non vi sono notizie su questa band, fatta eccezione per il sito "Prog Archives" che ne traccia la breve discografia. Caso più unico che raro anche Discogs è latitante. Per saperne di più dovrebbe scriverci uno dei componenti della band. L'invito è aperto.  Il biglietto da visita degli Audio in "Rettili" è quel flauto saltellante che apre l'album e il primo brano "Una storia", che ci catapulta sans aucun doute negli anni '70. I temi prog si fanno ancora più marcati col secondo brano, "A te", con l'apertura del sax e del flauto seguiti da un lungo assolo di chitarra elettrica. E' ora la volta del sax, grande protagonista nella breve ma intensa  "Blues", troppo breve per essere apprezzata fino in fondo. 


Da qui in avanti si apre una sequenza di brani con sonorità che si allontanano dal prog per abbracciare un  funky rock modello anni '70, in perfetto stile Average White Band o Wild Cherry. Quasi certamente questi brani provengono da sessions e periodi diversi. "Metamorfosi", Don't Cry", "Turn Around Your Head" e "Rettili" (quasi la metà dell'album) fanno un discorso a sé. Si ritorna alle atmosfere più rock con "Voices on the Telephone", "Piazze vuote" e "Solo ossigeno". Quest'ultimo, un po' sciatto, è il punto più basso dell'intero album. Si chiude con "Balla balla" che, nonostante il titolo,  è cantato in inglese, una sorta di omaggio ai Genesis era Collins. A mio giudizio, un album disomogeneo e confuso, decisamente inferiore rispetto alla proba di esordio. Poi, come si dice, de gustibus non est disputandum
Ultima annotazione: purtroppo, oltre alle front cover dei due CD e alla foto del gruppo posta in apertura, non vi sono altre immagini riguardanti gli Audio e i loro album, Pertanto ho dovuto ripiegare sulle cosiddette "immagini di repertorio". Abbiate pazienza. Tutto ciò detto vi auguro buon ascolto. 


LINK Audio (1993)
LINK Rettili (1998)

Post by George - Music by Osel

giovedì 26 marzo 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 24 marzo 2026)

 

Trasmissione andata in onda martedì 24 marzo 2026

Buon ascolto


LINK

Post by George & Frank-One

RE-POST & RE-LOAD - Andrea Centazzo: Ictus (1974 - post originale 22.04.2012) + Elektriktus - Electronic Mind Waves (1976 - post originale 07.03.2013)

 

Procediamo con i recuperi dei post "storici", risalenti ai primi anni di vita del blog, con link inattivi da moltissimo tempo. Naturalmente questi re-load fanno seguito alle vostre richieste. Nel caso specifico andremo a riattivare i link di due album realizzati da Andrea Centazzo: il primo si intitola "Ictus" e risale al 1974, il secondo, registrato da Centazzo con lo pseudonimo Elektriktus è intitolato "Electronic Mind Waves" ed è stato pubblicato nel 1976. Il post contenente "Ictus" venne realizzato il 22 aprile 2012 dall'amico Roby (rientrava nella serie "Trofeo "Sconosciume") e lo ritroverete qui , mentre quello relativo a "Electronic Mind Waves" venne prodotto dal sottoscritto il 7 marzo 2013 e lo troverete qui

Andrea Centazzo - Ictus (LP, 1974)


TRACKLIST:

Lato A
01.First And Last Freedom (double bass, electric bass – Franco Feruglio) - 3:43
02. In The Swamp - 10:23
03. Anthropomorphic Prelude - 4:12
04.Social Capillary Hypnosis (part 1) - 1:10

Lato B
05. Ode To Nazim Hikmet - 5:15
06. Via Casette #0 (double bass, electric bass – Franco Feruglio) - 4:30
07. Press - Paper Mirror - 2:00
08. Who Remembers The Lestans Cement - Works? - 4:05
09. Social Capillary Hypnosis (part 2) - 2:05


MUSICISTI:

Andrea Centazzo - batteria, percussioni, voce
Armando Battiston - piano, Hammond, tastiere
Franco Feruglio - basso elettrico, basso doppio (1,6)


Grandissimo primo LP del percussionista Andrea Centazzo pubblicato nel 1974 dalla PDU e ristampato dalla Wah Wah Records nel 2015 in tiratura limitata. Centazzo, pur essendo un musicista di estrazione jazz, si pone in modo obliquo all'interno del movimento del progressive rock, entrandoci solamente in parte. Il suono che ne scaturisce è assolutamente originale, come dimostrano le prime due tracce. "In The Swamp", in particolare, della durata di oltre 10 minuti, suonata in trio (basso, tastiere e batteria) è uno dei punti più alti dell'intero album. 


Elektriktus - Electronic Mind Waves (1976 - ristampa CD 2007)


TRACKLIST:

01. Frequencer Departure - Flying At Day-Break - 7:30
02. First Wave - 5:40
03. Power Hallucination - 4:30
04. Second Wave - 2:26
05. Implosion - 5:40
06. Third Wave - 5:20
07. Flying At Sunset - 3:50
08. Frequencer Arrival - 3:50
09. EBT - 4:25 (bonus track)



Due anni dopo "Ictus", la PDU pubblica questo lavoro attribuito ad un fantomatico Elektriktus, pseudonimo sotto il quale si cela il nostro Andrea Centazzo. Qui le atmosfere cambiano radicalmente: "Electronic Mind Waves" è un album di musica elettronica impregnato di cosmic music teutonica. La versione qui proposta, che proviene dagli archivi del nostro collaboratore Cimabue, è quella in CD della AMS Records pubblicata nel 2007 con una bonus track. Quella che pubblicai io nel 2013 era invece  la versione originale in vinile, un po' "acciaccata" dai segni del tempo. Grazie CMB per la sempre preziosa collaborazione. Come certamente saprete sul finire del 2025 è stato pubblicato dall'etichetta Ictus "Electronic Mind Waves vol. 2", in vinile 500 copie, contenente registrazioni inedite del periodo 1973-76. In contemporanea è stato anche ristampato il primo LP del 1976, sempre in vinile e in tiratura limitata. Con questo è tutto. Buon riascolto.



NEW LINK Andrea Centazzo - Ictus
NEW LINK Elektriktus - Electronic Mind Wawes

Re-post by George - Re-load by George & Cimabue

martedì 24 marzo 2026

RADIO TAXI - PUNTATA SPECIALE DEDICATA A DONATELLA BARDI (18 marzo 2026)


Trasmissione andata in onda mercoledì 18 marzo 2026
Speciale Donatella Bardi

DOVEROSA INTRODUZIONE

Oltre all'appuntamento settimanale con "The Prog Side of the Moog", che va in onda in diretta su Radio Panda FM 96.3 tutti i martedì (e che noi riproponiamo sulla Stratosfera qualche giorno dopo) il nostro amico Frank-One / Ubi conduce una seconda trasmissione, "Radio Taxi", che va in onda il mercoledì sera dalle 21,00 alle 22,30, sempre in diretta. Come ho già detto allo stesso Frank-One, voglio mantenere il giusto equilibrio nell'inserimento di trasmissioni radiofoniche sul blog. Vi possono essere però puntate tematiche, definiamole così, che per interesse, completezza e precisione, non possono mancare su queste pagine. Nella fattispecie, mercoledì scorso (era il 18 marzo) Frank-One dedicò una intera puntata a Donatella Bardi e, parzialmente, al fratello Lucio. Due grandi artisti, in particolare Donatella che purtroppo ci la lasciati molti anni fa (era il 13 dicembre 1999). A questo proposito forse qualcuno di voi ricorderà il post realizzato da Frank-One nel 2017, proprio  dedicato a Donatella. Si trattava di un lavoro monumentale, molto accurato, che riscosse un ampio successo. Il post si intitolava "Donatella Bardi - 1974 - "A puddara è un vulcano...e altre storie" e lo ritroverete qui. La dico tutta: questa trasmissione è il naturale prosieguo nonché il completamento del vecchio post. Ascoltatela perché ne vale veramente la pena. Grazie Frank-One. Alla prossima


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Post by George & Frank-One

lunedì 23 marzo 2026

Nuova Idea feat. Paolo Siani - Live Anthology (audio from DVD, 2014)


TRACKLIST:

Part 1
Live At Club "Il Giardino" Verona Dec 1, 2012
01. Un dono
02. Wizard Intro
03. Madre Africa
04.The Game
05. La mia scelta
06. Un'isola
07. Come come come

Part 2
08. Paolo Siani drum solo
09. Illusioni da poco
10. Cluster Bombs
11. This Open Show
12. C'era una volta
Live At Teatro Verdi - Genova Sestri Pon. Oct 21, 2011
13. Clessidra
14. Sarà così


MUSICISTI:

Paolo Siani / drums, vocals (2-9,12)
Paolo Vacchelli / electric guitar (2-9)
Ottavia Bruno / backing vocals (3,4,10)
Matteo Marini / bass (2,3,5-9)
Alessandro Siani / electronics (1,2,8,10)
Andrea Calzoni / flute, vocals, acoustic guitar (3-7,9)
Ricky Belloni / guitar, vocals (4-6,13,14)
Paolo Tognazzi / keyboards (2-4,6-10)
Giorgio Usai / keyboards, vocals (5-10,13-14)
Matteo Tognazzi / percussion, drums (2-10)
Alessandro Graziano / violin (3,4,10)
Roberto Tiranti / vocals, bass (3,4,6,8,10,12,14)


Innanzitutto vorrei dare il bentornato all'amico Ilario, collaboratore di vecchia data, da qualche tempo un po' "latitante" ma - come spesso capita - a volte ritornano. Ed è il caso di dire che Ilario ritorna fra di noi con un bel regalo, ovvero l'audio del DVD della Nuova Idea,  "Live Anthology", pubblicato nel 2014 dalla Black Widow Records. Il DVD contiene un concerto dal vivo registrato al Club "Il Giardino" di Verona il 1° dicembre 2012 e due brani provenienti da un altro concerto che il gruppo tenne al Teatro Verdi di Genova - Sestri Ponente, il 21 ottobre 2011. Tutti questi brani sono stati convertiti in file mp3 dal nostro amico Ilario. Il DVD originale contiene altresì una serie di video del periodo 1971-1973 tratti dagli archivi RAI. 


Alla Nuova Idea, nel corso del tempo, abbiamo dedicato numerosi post, incluso un post antologico del 2013 contenente singoli e rarità varie. Superfluo ripercorrere la storia della band genovese, che tutti noi ben ricordiamo come uno tra i vertici del progressive rock italiano primi anni '70. Dopo lo scioglimento, preceduto dalla pubblicazione dei tre storici album (In The Beginning / 1971; Mr. E.Jones / 1972 e Clowns /1973), il batterista Paolo Siani, uno dei fondatori, ricostituì nel 2010 il gruppo col nome "Nuova Idea feat. Paolo Siani". La nuova formazione, con un ensemble molto fluido comprendente anche alcuni ex componenti dello storico gruppo, registrò i seguenti album:

Paolo Siani & Friends feat. Nuova Idea - Castles, Wings, Stories & Dreams (2010)
Paolo Siani feat. Nuova Idea - Live Anthology (DVD)
Paolo Siani feat. Nuova Idea - Faces With No Traces (2016)
Paolo Siani feat. Nuova Idea - The Leprechaun's Pot Of Gold (2019)


Ricordo infine che nel 2020 venne pubblicato, esclusivamente in formato vinile 180 gr, l'album "It's An Old Dream" attribuito alla Nuova Idea (etichetta Progressivamente). Il disco, facente parte della collana "Prog Rock Italiano" distribuito dalla De Agostini, contiene registrazioni inedite del 1976. 
Nel corso del concerto al Club "Il Giardino" di Verona, la band propone un mix tra vecchie e nuove composizioni: al fianco di quelle più recenti incluse in "Castles, Wings,..." non mancano i grandi classici del passato come La mia scelta e Come come come da "In The Beginning", Un'isola e Clessidra da "Clowns", Illusioni da poco da "Mr. E. Jones" e Sarà così, dal singolo del 1973. 
Con questo è tutto. Ancora un ringraziamento ad Ilario, nell'attesa di ritrovarlo nuovamente tra di noi, e a voi tutti auguro buona ascolto.



Post by George - Music by Ilario