martedì 17 marzo 2026

Deserto Rosso The Complete Works (2011-2012-2013)

 

Ispirato dalla presentazione di un brano da parte del mio caro amico Frank-One  (era la cover di "Non mi rompete" del BMS) all'interno della penultima puntata della sua trasmissione radiofonica  "The Prog Side Of The Moog", ho voluto fare l'esagerato pubblicando l'intera discografia dei Deserto Rosso. Onore al merito, il primo album me lo ha passato lo stesso Frank-One che, ovviamente, ringrazio. Ed ora facciamo conoscenza con i nostri protagonisti. Le prime informazioni provengono dal sito "Oubliette Magazine" del 13.10.2013. "La band Deserto Rosso nasce ufficialmente nel 2008 da un’idea della cantautrice romana Erika Savastani e del produttore e musicista Danilo Pao. Un’intesa professionale che risale già al 2003 con concerti e session in studio. Nel 2009-2010 i Deserto Rosso partecipano con successo ai tour estivi degli Zero Assoluto. Un’opportunità che permette loro di farsi conoscere al grande pubblico e che li impegna in un’intensa attività live, con oltre 90 concerti in giro per l’Italia e per l’Europa, nel corso dei quali presentano il loro primo singolo “Senza Cuore”. 


Nel 2011 esce il loro album d’esordio “Mi fanno male i capelli”, un incontro di stili, persone e rappresentazioni dell’inquieto mondo femminile.  Nel 2012 i Deserto Rosso pubblicano “Oasis Eléctronique”, EP contenente 5 versioni elettroniche del brano “Contact” contenuto in “Mi fanno male i capelli”. Sempre nel 2012 “Déjà Vu”, primo singolo del loro album d’esordio, diventa parte della colonna sonora composta dalla band per il cortometraggio “Ce l’hai un minuto?” di Alessandro Bardani. Il corto diventa finalista al premio David di Donatello 2012, e vince numerosi festival come miglior cortometraggio tra cui il M.I.F.F. Awards Cavallo di Leonardo 2013, ed è finalista al  “Cleveland International Film Festival”. Nel 2013 è la volta di "Progresso", secondo album dove Danilo ed Erika formano una band che vede Fernando Pantini alle chitarre, Andrea Ruta alla batteria, Adriano Pennino al piano elettrico e registrano l’album in presa diretta ai Forward studios di Grottaferrata, alla ricerca di un suono live ed omogeneo tra strumentazioni ed effetti dell’epoca".


Come è nato il progetto Deserto Rosso lo racconta la vocalist Erika Savastani in occasione di una intervista rilasciata nel 2009 a Maria Giovanna Tarullo sulla rivista on line "Abitare Roma". "Il progetto Deserto Rosso nasce dalle ceneri dei vecchi gruppi, di cui io e Danilo Pao eravamo membri. La mia decisione di tornare a Roma, dopo aver viaggiato molto e lavorato all’estero nel campo della musica e del cinema, mi ha portato a conoscere Danilo tramite il bassista del mio primo gruppo, gli Isterika. Un valido musicista che stimavo molto e che aveva già molta esperienza nel campo della produzione musicale; per molto tempo abbiamo suonato con questa formazione più la collaborazione di Ash (allora bassista degli Almamegretta). 


Anche se nel momento in cui Danilo, insieme ad Enrico Sognato, ha deciso di dedicarsi alla produzione degli Zero Assoluto, abbiamo rallentato i nostri progetti in campo musicale, ma ora che Matteo e Thomas hanno raggiunto il successo proprio loro hanno insistito perché riprendessimo a fare la nostra musica". Piccola curiosità: la scelta del nome nasce dalla passione dei due musicisti per il cinema di Michelangelo Antonioni, in particolare per il film "Deserto Rosso" con Monica Vitti come protagonista.
Concluse le presentazioni si passa alla musica.

Deserto Rosso - Mi fanno male i capelli (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Deja vu (feat. Chef Ragoo) - 6:41
02. Dimenticami Forever (feat. Dario Cassini) - 3:33
03. Senza Cuore - 3:31
04. Eko interminabile - 4:11
05. Contact - 3:25
06. Angelo maledetto - 3:45
07. Nel sole della notte (The Vampire) - 3:38
08. Dormidò (nei tuoi sogni sarò) - 3:07

Bonus track
09. Senza cuore (single version) - 3:41


FORMAZIONE:

Erika Savastani - voce
Danilo Pao - chitarra, basso, programming
Fernando Pantini - chitarra
Alex Canini - batteria


"Mi fanno male i capelli". primo album dei Deserto Rosso (nel 2023 diventerà il titolo di un film diretto da Roberta Torre, in ricordo di Monica Vitti) viene pubblicato dall'etichetta LaSuGo.
Il disco esplora l'amore in chiave pop con citazioni a coppie celebri del Novecento e comprende 8 tracce (ho aggiunto la single version di Senza Cuore come bonus track) di ottimo livello, enfatizzate dalla voce calda. morbida e, in alcuni tratti, sensuale, di Erika Savastani. 


"Abbiamo un legame affettivo con tutti i musicisti e gli autori con cui abbiamo collaborato - precisa Erika sempre nel corso dell'intervista del 2009 - e queste persone sono state fondamentali nel nostro percorso di vita. Chef Ragoo (rapper romano), ad esempio, ha collaborato alla scrittura del testo della canzone Deja Vù. Importante è anche il rapporto che abbiamo instaurato con Dario Cassini, che appare nella canzone scritta da Maurizio Costanzo"


Deserto Rosso - Oasis Electronique (EP, 2012)


TRACKLIST:

01. Contact Incredible Mash - 4:20
02. Contact Neuf Occasion - 2:33
03. Contactronik - 2:42
04. Contact Une Parisienne - 3:21
05. Contact - 3:30


"Oasis électronique" è un EP pubblicato dalla Aroma Rec. nel 2012, mentre il gruppo stava lavorando al secondo album. Contiene cinque versioni di "Contact", brano composto da Serge Gainsbourg e cantato nel lontano 1967 da Brigitte Bardot. La versione "base" era inclusa nel CD "Mi fanno male i capelli". Il brano è accattivante ma qui non si aggiunge nulla di nuovo: puro divertissement e niente di più.



Deserto Rosso - Progresso (CD, 2013)


TRACKLIST:

01. Non mi rompete - 7:33
02. Casa mia - 3:21
03. Ognuno sa - 4:10
04. Sera - 4:05
05. Messico lontano - 4:35
06. Guai a voi - 4:20
07. Cosa pensiamo dell'amore - 5:10


FORMAZIONE:

Erika Savastani - vox -percussioni
Danilo Pao - bass VI
Fernando Pantini - chitarra elettrica e acustica
Adriano Pennino - piano elettrico
Andrea Ruta - batteria


Siamo così giunti al 2013, anno in cui viene pubblicato l'ultimo lavoro dei Deserto Rosso dal titolo "Progresso". Il progetto, guidato come sempre da Erika Savastani e Danilo Pao, si configura come un concept album tributo dedicato alla scena rock e progressive italiana degli anni '60 e '70. L'obiettivo dichiarato era riscoprire le radici della musica italiana attraverso la reinterpretazione di brani di band storiche e formazioni un po' meno note dell'epoca. 
Così scriveva Gino Castaldo su "La Repubblica - Spettacoli" del 13 settembre 2013: "Erika e Danilo si sono gettati nell'impresa (ndr - il nuovo album "Pogresso") con un entusiasmo travolgente, spinti dalle bellezza dei pezzi, tra cui le più note 'Non mi rompete' del Banco, o 'Casa mia' dell'Equipe 84 (reinventata brillantemente in chiave reggae-rock) che alla lettera non rientra nei confini del progressive, ma che era parte dell'atmosfera dei tempi. Completano il quadro 'Sera' delle Orme, 'Cosa pensiamo dell'amore' dei New Trolls, e la più sconosciuta di tutte, 'Guai a voi', di Lydia e gli Hellua Xenium, componendo un quadro languido e tormentato, un tributo a una grande stagione di musica italiana, ma anche un insieme di pezzi che brillano di luce propria e che rivisti in questa chiave sono parte della modernità. Scopriamo, anzi, che ripuliti dalla polvere del tempo, hanno tanto da dirci, oggi".

Ne mancano due all'appello, che aggiungo io, ovvero "Ognuno sa", dal primo LP del 1972 della Reale Accademia di Musica e "Messico lontano", brano della band Alberomotore risalente al 1975. 


Qui si conclude l'avventura musicale dei Deserto Rosso. Oggi Erika Savastani è la vocalisi della Reale Accademia di Musica, altro gruppo storico del progressive rock italiano riformato nel 2018 dal chitarrista e membro fondatore, Pericle Sponzilli. Pare che ka cantante romana sia stata invitata a collaborare con la band dallo stesso Sponzilli dopo avere ascoltato la cover di "Ognuno sa". Con la RAM Erika ha registrato "Angeli mutanti" (2018) e "Lame di luce" (2022). Danilo Pao è invece  impegnato nel campo della produzione musicale. Con questo è' proprio tutto. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK Mi fanno male i capelli (2011)
LINK Oasis électronique (2012)
LINK Progresso (2013)

Post by George with the help of Frank-One

domenica 15 marzo 2026

Goodbye Walter Martino (1953-2026 - R.I.P.) - Il Reale Impero Britannico - Perché si uccidono (original motion picture soundtrack) (LP, 1976) & Goblin Legacy Live 2025


Ennesimo lutto, ennesimo ricordo di un protagonista di almeno sei decenni di grande musica italiana: Walter Martino, da tutti ricordato come batterista e co-fondatore dei Goblin, ci ha lasciati il 7 marzo scorso all'età di 72 anni. La notizia è stata immediatamente comunicata dalla band con un messaggio pubblicato sui social, in cui i membri hanno ricordato il ruolo di Martino nella storia del gruppo e nella costruzione della loro identità musicale. A seguire fiumi di parole e di articoli su tutti i principali mezzi di informazione. Come già sopra accennato il suo nome resta legato soprattutto alla realizzazione della colonna sonora del film "Profondo Rosso" diretto da Dario Argento, uscito nel 1975. L'album, pubblicato dalla Cinevox nello stesso anno, è divenuto nel tempo un oggetto di culto, un cavallo di battaglia ancora oggi riproposto dalle diverse incarnazioni dei Goblin. Nel loro post i Goblin parlano di "un suono costruito nel tempo, grazie anche alla sensibilità ritmica di Martino". Il riconoscimento internazionale del gruppo passa da quella stagione e dalla collaborazione con Argento, che ha consolidato nel grande pubblico l’associazione tra la band e un certo tipo di tensione narrativa e atmosferica.

I Goblin con Dario Argento (1975)

Walter era nato a Milano il 18 aprile 1953 ed era un cosiddetto "figlio d'arte", così come l'amico e collega Claudio Simonetti. In particolare il padre di Walter, Bruno Martino, era stato un famoso pianista, cantante e compositore, con una lunga produzione discografica, iniziata negli anni '50 e proseguita in modo più intenso nei due decenni successivi. Cresciuto a Roma, negli ultimi anni si era trasferito a Portoferraio, sull’isola d’Elba. La sua lunga carriera artistica comprende, oltre che nei Goblin, la presenza come batterista e percussionista in altri gruppi storici del progressive rock italiano tra i quali Il Ritratto di Dorina Gray (già al fianco di Claudio Simonetti - nessun album in studio realizzato), la Reale Accademia di Musica, la Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, i Libra e il Banco del Mutuo Soccorso. 

Walter con la Reale Accademia di Musica

Conclusa la breve stagione delle colonne sonore (una di queste la presentiamo più avanti) Walter Martino ha lavorato a lungo anche come turnista e in tournée con molti cantanti italiani, tra i quali Mia Martini, Alan Sorrenti, Claudio Baglioni, Rino Gaetano, Antonello Venditti, Loredana Bertè e Renato Zero, oltre a collaborazioni con musicisti internazionali. Il legame con il cinema è proseguito anche oltre "Profondo Rosso", con le musiche di “Schock” firmate insieme ai Libra. Negli anni Novanta si è occupato anche di percorsi formativi, fondando la Percussion System School e organizzando per anni un concorso nazionale per batteristi e percussionisti non professionisti, oltre a pubblicare un videometodo per lo studio dello strumento. Voglio anche ricordare i suoi due album solisti pubblicati nel 1980, "Walter Martino" e "Nervi a pezzi", nonché la partecipazione al disco di Gianfranco Continenza "Face The Truth" del 2011. 

Walter con i Libra

Oltre alla colonna sonora di "Profondo Rosso" dove Walter Martino contribuì alla composizione e suonò la batteria in tutti i brani ad eccezione di "Death Dies" (affidata ad Agostino Marangolo), il musicista insieme ai compagni di avventura Goblin, registrò - sempre nel corso del 1975 - un album fino a qualche anno fa ritenuto "misterioso", perché attribuito ad un gruppo fantasma, ovvero Il Reale Impero Britannico. Queste musiche furono scritte per la colonna sonora del film "Perché si uccidono", conosciuto anche come "La merde", diretto dal regista Mauro Macario e uscito nelle sale nel 1976. Per chi non lo conoscesse si tratta di un film drammatico che esplora il mondo dell'emarginazione giovanile e del consumo di droga negli anni '70, analizzando le ragioni sociali e psicologiche che stanno dietro l'autodistruzione e il suicidio. 
La colonna sonora fu composta da vari autori: Willi Brezza venne incaricato di comporre le musiche (qui 5 brani strumentali e una canzone), il maestro del cinema horror Fabio Frizzi scrisse un pezzo intitolato Kalù e compose altri 4 brani con Simonetti, Morante, Pignatelli, Martino, tra cui la suggestiva Edda, che vede la fantastica voce del cinema italiano Edda Dell'Orso. E' questa l'unica colonna sonora della lunga filmografia dei Goblin in cui hanno usato un nome diverso e dove di nuovo la band ha dimostra la sua padronanza della musica progressive. 


L'album originale venne pubblicato dalla Cinevox nel 1976 e ristampato alcune volte nel corso degli anni sia in vinile che in CD, anche per il mercato giapponese (nel 2000 e 2010). Bene, passiamo ora alla musica. Il primo ricordo di Walter Martino è legato proprio a questo poco conosciuto album del Reale Impero Britannico. Per un approfondimento riguardante la nascita e i contenuti del disco vi invito a leggere la dettagliata recensione pubblicata sul blog "John's Classic Rock" cliccando qui

Il Reale Impero Britannico - Perché si uccidono 
(original motion picture soundtrack) - (LP, 1976)


TRACKLIST:

01. Epopea – 2:56 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli, Morante, Martino)
02. Ammoniaca – 2:24 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli, Morante, Martino)
03. Kalu – 4:52 (Frizzi)
04. Edda – 2:58 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli, Morante, Martino - voce Edda Dell'Orso)
05. Epopea (reprise) – 1:26 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli,  Morante, Martino)
06. My Damned Shit – 3:03 (Pietravalle, Brezza - voce Tony Tartarini)
07. Dodici e un quarto – 1:54 (Brezza)
08. Block – 2:38 (Brezza)
09. R.I.B. – 4:09 (Brezza)
10. Apotheke – 2:28 (Brezza)
11. Distrazioni – 2:28 (Brezza)


FORMAZIONE IL REALE IMPERO BRITANNICO (alias GOBLIN)

Claudio Simonetti - tastiere
Massimo Morante - chitarra
Fabio Pignatelli - basso
Walter Martino - batteria

Goblin (1975)

Nonostante i brani siano stati composti agli inizi del 1975, in contemporanea con quelli che confluiranno in "Profondo Rosso", qui i suoni sono decisamente diversi. Non aspettatevi un "P.R. 2". Tranne alcune eccezioni, i brani sono decisamente più soft, probabilmente per essere adattati ad una pellicola che non era l'horror di Dario Argento. I brani di punta, in cui emerge la verve dei Goblin, sono "Epopea" (che riporta vagamente a Theme One dei VDGG), Block (con la chitarra di Morante in primo piano), Apotheke (ispirato a Shaft di Isaac Hayes ) e Distrazioni (con le tastiere di Simonetti a farla da padrone). Nulla da dire sulla grande sezione ritmica Pignatelli-Martino.  


Il ricordo si Walter Martino prosegue con un secondo momenti musicale che dista ben 50 anni da quello precedente. Dopo Il Reale Impero Britannico, ovvero i Goblin della prima ora, passiamo ora ad una serie di brani live suonati da una costola del vecchio "gruppo madre", i Goblin Legacy, Vorrei ricordare che, parallelamente, sempre nel nel 2025, sono stati attivi anche i Claudio Simonetti's Goblin con un proprio tour dedicato, tanto per cambiare, al cinquantennale di Profondo Rosso, con date in alcuni teatri italiani. Il solito guazzabuglio che abbiamo già conosciuto in passato per altri gruppi (leggasi New Trolls, tanto per fare un esempio). I Goblin Legacy (questo termine che sta per "eredità" è molto utilizzato anche da band straniere) comprendono 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗚𝘂𝗮𝗿𝗶𝗻𝗶, tastierista e membro storico insieme al nostro protagonista  𝗪𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗼, accompagnati da due new entry già note ai fans: il chitarrista 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 𝗔𝗻𝘀𝗲𝗹𝗺𝗶 (Goblin Rebirth), che aveva già partecipato alle precedenti sessioni di prove, e 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗙𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗶 (Fabio Frizzi plays Fulci) al basso.


Sbirciando sul loro sito ufficiale, ahimé piuttosto scarno, si apprende che la formazione ha tenuto pochi concerti: tre nel 2024 e quattro nel 2025, tra cui quello del 30 maggio 2025 all'Auditorium Parco della Musica di Roma, da cui sono tratti quasi tutti i brani live di seguito proposti. Tra l'altro i concerti  dei Goblin Legacy sono scarsamente documentati su YT: quello che ho trovato è quello che vi propongo. 

Goblin Legacy - Live in Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli, 30 maggio 2025


TRACKLIST:

01. Dawn Of The Dead
02. Snip Snap
03. Goblin Intro
04. Drum solo by Walter Martino
05. Profondo Rosso
06 Profondo Rosso # 2 - Live in Genova, Porto Antico, Progfest 2025


Siamo agli sgoccioli. Questi pochi brani risalgono a meno di un anno fa e Walter Martino dimostra ancora tutta la sua classe e la sua potenza. Basta ascoltarlo nel lungo assolo per rendersene conto. Purtroppo la sua improvvisa scomparsa ha interrotto il tour con le date già programmate per il 2026. Prima di concludere vi propongo questa photo gallery dei Goblin Legacy. Buon ascolto.






GOODBYE WALTER

    LINK Il Reale Impero Britannico - Perché si uccidono (1976)
LINK Goblin Legacy Live in Roma 30.05.2025

Post by George

venerdì 13 marzo 2026

Dunwich - Il chiarore sorge due volte (CD, 1995)


TRACKLIST:

01, Ouverture - 2:05
02. Storia di Oro - 2:50
03, Le pietre di Dunwich - 5:41
04. L'incontro - 4:37
05. Il viaggio di Wesackaycak - 3:44
06. Yetima - 4:51
07. La nuova rugiada - 2:09
08. Solo per sognare - 4:43
09. Izanami e Izanagi - 2:43
10. La rivalsa di Aki-Gahuk - 4:55
11. Epilogo - 2:18
12. Il Samurai della Primavera - 2:49


FORMAZIONE:

Claudio Nigris - chitarre
Katya Sanna - voce
Alessandro Vitanza - percussioni elettro-acustiche


Dunwich atto II. Grazie Osel per l'inoltro di questo grande secondo lavoro dei Dunwich, gruppo a mio avviso assolutamente geniale, che segue non di molto la già avvenuta presentazione sulla Stratosfera di "Sul monte è il tuono" (che troverete qui), album di debutto datato 1994. Evito di ripercorrere la biografia della band romana che troverete nel post precedente. Ricordo solamente che, dopo una discreta mole di demo realizzati nel corso degli anni '80, nel 1994, grazie alla Black Widow, i Dunwich pubblicano il loro primo CD che ottiene buoni riscontri da parte della critica specializzata. Nel 1995 segue "Il chiarore sorge due volte" (etichetta Pick-Up Records), secondo concept album e secondo capitolo della trilogia dedicata ai racconti di fiabe, leggende e storie universali. Il terzo e ultimo capitolo, "Eternal Eclipse of Frost",   vedrà la luce nel 1999. Dopo di che bisognerà attendere il 2008 per ascoltare un nuovo lavoro dei Dunwich con formazione rinnovata. "Il chiarore sorge due volte" è un album di atmosfera,  nel quale emerge, in misura ancora prepotente, l'attenzione per le sonorità della new wave gotica (o medieval folk prog, come qualche critico l'ha definita). I suoni, particolarmente complessi e originali, sono ancora una volta valorizzati dalla splendida voce di Katya Sanna. 


Come riporta il sito ufficiale dei Dunwich, l'album allarga in maniera considerevole gli ospiti all'interno dell'opera. Oltre ai Follurum Ensamble, combo di musicisti girovaghi di estrazione medievale, vengono introdotti moltissimi altri strumenti come: archi, ottoni, un coro polifonico e altri strumenti di estrazione classica. Questo disco venne pubblicato in versione CD. LP e picture disc. Un ultimo grazie a Osel per la scelta dell'album e la condivisione. Vi lascio con il consueto buon ascolto.


LINK

Post by George - Music by Osel

mercoledì 11 marzo 2026

martedì 10 marzo 2026

Andrea Centazzo, Carlo Actis Dato, Furio Chirico, Gigi Venegoni - L'altro lato (LP, 1985)


TRACKLIST:

Lato A (traccia unica)
01. L'arte dell'improvvisazione volume primo
02. Gomma arabica
03. De improvisatione substantiale
04. Improvisiert stimmung mit barytone und schagzeug
05. Co-Ictus Interruptus

Lato B
06. Interfaccia


MUSICISTI:

Lato A
Andrea Centazzo - percussioni
Carlo Actis Dato - sassofono

Lato B
Gigi Venegoni - chitarra
Furio Chirico - percussioni



"L'altro lato" è un album decisamente raro che stavo cercando da un po' di tempo e, guarda caso, esce dagli sconfinati archivi del caro amico Frank-One, che ringrazio a nome di tutti i frequentatori della Stratosfera. Si tratta di un album ostico al primo impatto, intriso di sperimentazione pura, che si "ammorbidisce" ad un secondo ascolto, specialmente la facciata B. con la lunga suite "Interfaccia". Come potete vedere scorrendo l'elenco dei musicisti, l'album è diviso in due sezioni molto nette: il lato A è attribuito a Andrea Centazzo e Carlo Actis Dato, il lato B a Gigi Venegoni e Furio Chirico.  

Andrea Centazzo

Due parole per un musicista del calibro  di Andrea Centazzo le voglio assolutamente spendere. "Nato a Udine nel 1948, compositore, percussionista, scrittore e artista multimediale, Andrea Centazzo per oltre quarant'anni è quello che potremmo definire "un  poliedrico esploratore dell'arte contemporanea". Dopo gli esordi sulla scena jazzistica italiana dei primi anni '70 a fianco di musicisti importanti quali Giorgio Gaslini, Centazzo ha progressivamente introdotto una nuova concezione del ruolo del percussionista, muovendosi dal free jazz verso nuove forme di musica improvvisata. Nel 1976 ha fondato la ICTUS, una delle prime etichette discografiche dirette da un musicista, producendo e pubblicando la propria musica e il risultato delle collaborazioni con Steve Lacy, Evan Parker, Pierre Favre, Derek Bailey, John Zorn, Tom Corra, Eugene Chadbourne, Toshinori Kondo, Alvin Curran, Albert Mangelsdorff, Don Cherry e altri artisti con cui alla fine del decennio ha animato la New York Downtown Music Scene.

Andrea Centazzo 2

Ai primi anni Ottanta risale l'interesse per le arti grafiche, il video e la loro interazione con la musica, che ha come esito alcune opere pluripremiate dalla critica. Nel 1986 si è allontanato dall'attività concertistica e dai generi della musica improvvisata trasferendosi a Los Angeles e dedicandosi alla composizione e alla produzione video. La produzione musicale di Centazzo conta oggi oltre 500 composizioni di generi disparati e per innumerevoli organici musicali, ivi comprese 3 opere liriche, 2 sinfonie, musiche per il teatro, il cinema e opere multimediali. Nel 1998 è tornato all'attività concertistica creando spettacoli solisti che abbinano l'esecuzione dal vivo in set percussivi ed elettronici di grande suggestione timbrica con video autoprodotti. Centazzo ha inoltre svolto attività didattica e ha fondato e diretto numerosi ensemble musicali tra cui la Mitteleuropa Orchestra. Ha pubblicato articoli e alcuni volumi dedicati agli strumenti e alla didattica delle percussioni" (tratto da "la biblioteca delle arti")
Tra l'altro, a proposito dei numerosi lavori realizzati da Andrea Centazzo, ricordo l'album "Electronic Mind Waves", pubblicato nel lontano 1976 con lo pseudonimo Elektriktus, contenente alcune infuenze prog. Lo troverete sulla Stratosfera. Invece, proprio sul finire del 2025, è stato pubblicato, in tiratura limitata a 500 copie, "Electronic Mind Waves vol. 2", con registrazioni inedite del 1973-76. Sempre di Centazzo, sul nostro blog troverete anche "Ictus" del 1974. 

Carlo Actis Dato

A dare manforte ad Andrea Centazzo nel lato A di questo album del 1985, a cavallo tra free jazz, avanguardia e sperimentazione, troviamo il sassofonista Carlo Actis Dato, non nuovo alle collaborazioni col percussionista udinese. Torinese, classe 1952, suona da numerosi anni il sax baritono e il sax tenore nonché il clarinetto basso e si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto nel campo del jazz d'avanguardia europeo. Cofondatore nel 1974 del gruppo Art Studio, ha introdotto il "new jazz" in Italia. Riconosciuto da Down Beat tra i migliori baritonisti mondiali, Carlo Actis Dato vanta una vastissima discografia internazionale. Ha suonato in tutto il mondo (Europa, Canada, USA, Giappone, Africa) e ha lavorato come didatta, tenendo masterclass a Tokyo, Djakarta e Addis Abeba.

Furio Chirico

Mi ero dimenticato di farvi notare che il vinile, stampato nel 1985 dalla Edizioni Augusta, non e mai ristampato ed è anche di difficile reperibilità sul web. Come già ricordato all'inizio di questo articolo, grazie  a Frank-One ora è nelle nostre mani. Siamo così giunti al lato B, contenente una lunga suite della durata di oltre 25 minuti intitolata "Interfaccia". I musicisti protagonisti sono solo due, il chitarrista e il batterista degli Arti & Mestieri (sempre super attivi), ovvero Gigi Venegoni e Furio Chirico.  Chitarra filtrato dal sinth dal suono manipolato in studio, percussioni che vagano libere lungo i solchi: più che una composizione sembra una lunga jam, dove i due musicisti danno libero sfogo alla loro creatività, lontani anni luce dai suoni rigorosi e ordinati degli A&M o dei Trip. Una esibizione del tutto anomala, un "dark side" dei due strumentisti. Insomma, nel complesso ci troviamo tra le mani un album di tutto rispetto, non facile da masticare, ma apprezzabile sulla distanza. Fatemi sapere. Non mi resta che augurarvi il mio consueto buon ascolto.

Gigi Venegoni


Post by George - Music by Frank-One