sabato 27 febbraio 2021

Serie "Battiato and Friends Special Fan Collection" n. 74 - Franco Battiato Compilation con inediti: Gli anni '70 (1998) & Battiato (1986)

 

Premessa 
La passione per Franco Battiato, dopo un periodo di latenza, mi è riesplosa prepotentemente in questo ultimo periodo. Subito a ruota di "Racconti d'Oriente" ho quindi voluto realizzare una trilogia dedicata al Maestro, chiudendo il trittico con due dischi antologici dove appaiono brani inediti o rieditati. Ho quindi scelto due lavori del passato: il primo è un doppio CD pubblicato nel 1998 che raccoglie la summa delle composizioni degli anni '70. Il secondo è datato 1986 ed è semplicemente intitolato "Battiato". Raccoglie i suoi maggiori successi dei primi anni '80. Sarà una bella cavalcata per riscoprire la grandezza di Franco Battiato (se mai ce ne fosse bisogno! sia quello delle origini e del periodo sperimentale, sia quello dei fasti degli anni '80. Naturalmente sarà mia cura illustrare le particolarità delle tracce presentati nei due lavori. Procediamo in ordine cronologico sotto il profilo musicale anziché sotto quello della data di pubblicazione.

Franco Battiato - 1998 - Gli anni '70


TRACKLIST CD 1:

01. Fetus – 3:34
02. Meccanica – 8:49
03. Areknames – 4:33
04. Aria di rivoluzione / Sequenze e frequenze – 14:37
05. Da Oriente a Occidente – 3:36
06. Il silenzio del rumore – 1:44
07. Rien ne va plus – 2:43
08. Beta – 5:02
09. Plancton – 5:04
10. Pollution – 8:46
11. Ethika fon Ethica – 3:54
12. I cancelli della memoria – 6:11
13. No U Turn – 4:52
14. Propiedad Prohibida – 5:20


TRACKLIST CD 2:

01. Cafè-Table-Musik – 18:59
02. Zâ – 19:33
03. Campane – 2:29
04. Hiver – 2:53
05. L'Egitto prima delle sabbie – 14:15
06. Sud Afternoon – 18:33


Iniziamo dunque con "Gli anni '70", una compilation pubblicata nel 1998 dalla BMG Ricordi. Il primo disco contiene tutte le tracce della precedente raccolta "Feed Back" del 1976 caratterizzate da alcune differenze rispetto alle versioni originali. Il CD 2 presenti tutti i brani degli album "Battiato" e "L'Egitto prima delle sabbie" nonché due estratti da "Juke Box". Ma veniamo ora alla parte più interessante, ovvero le differenze presenti in alcune tracce. Facciamo innanzitutto un salto indietro nel tempo per giungere nel 1976, anno in cui venne pubblicato "Feed Back", l'ultimo album di Battiato per la Bla-Bla. 
Come già ricordato. su tutti i brani del CD 1, ad eccezione di "Plancton" e di quelli provenienti da "Clic" è stato operato un lavoro di revisione.

In apertura a Fetus è stata aggiunta la parte iniziale di Energia e ne è stato tagliato il finale. Meccanica invece è stata allungata, inserendo alla fine la parte centrale di Anafase. Il silenzio del rumorè è stata accorciata e poi unita al finale di 31 dicembre 1999 - ore 9. La parte iniziale di Areknames è stata tagliata, ma al termine del brano è stato aggiunta la sezione finale di Beta. Di conseguenza la versione di Beta è più corta di un paio di minuti e finisce con una dissolvenza. Stessa operazione eseguita su Da Oriente ad Occidente che risulta di durata quasi dimezzata. Aria di rivoluzione e Sequenze e frequenze sono mixate in un unico pezzo, peraltro già pubblicato sulla versione per il mercato estero di Clic con il titolo Revolution in the Air. Infine Pollution è in versione ridotta mixata con Ti sei mai chiesto quale funzione hai? Le altre tracce sono uguali agli originali, almeno così mi sembra. Insomma, nel complesso si tratta di un'ottima compilation che ci offre l'opportunità di riascoltare le origini di Battiato, a noi molto care. 
Nel 1995 tutti i brani di "Feed Back" vennero raccolti nella compilation "Le origini". 
Certo, convengo che si tratti di quisquilie, di minuzie, di pinzillacchere musicali (per parafrasare un blog amico), ma a noi appassionati di Battiato queste cose ci piacciono. Cosa volete farci? 

Franco Battiato - 1986 - Battiato


TRACKLIST:

01. Prospettiva Nevski – 3:22
02. L'era del cinghiale bianco – 3:43
03. Up Patriots to Arms – 4:26
04. Sentimiento nuevo (da La voce del padrone) – 4:16
05. Voglio vederti danzare – 3:32
06. Summer on a Solitary Beach (da La voce del padrone) – 4:50
07. Cuccurucucù (da La voce del padrone) – 4:10
08. Bandiera bianca (da La voce del padrone) – 5:18
09. Centro di gravità (da La voce del padrone) – 3:56
10. Gli uccelli (da La voce del padrone) – 4:40
11. Un'altra vita – 3:39
12. Mal d'Africa – 3:42
13. Chan-son egocentrique (da Mondi lontanissimi) – 4:12
14. I treni di Tozeur (da Mondi lontanissimi) – 3:14
15. La stagione dell'amore (da Orizzonti perduti) – 3:47


Seconda compilation, pubblicata dalla EMI nel 1986. Si tratta del primo lavoro dell'artista siciliano pubblicato esclusivamente su CD. L'album contiene versioni inedite di Prospettiva Nevski, L'era del cinghiale bianco, Un'altra vita e Mal d'Africa, proposte con un nuovo arrangiamento che mette in risalto i cori e il violino. Queste basi musicali saranno riutilizzate per l'album in spagnolo  pubblicato l'anno seguente. Up Patriots to Arms e Voglio vederti danzare sono nuove registrazioni sugli arrangiamenti elettronici della raccolta estera "Echoes of Sufi Dances". Gli altri brani sono identici alle incisioni originale, ad eccezione de I treni di Tozeur, in cui sul finale il coro canta due volte la parte in tedesco.
Anche questa volta si tratta di una validissima compilation per ripercorrere i successi del periodo 1979-1985.Siamo giunti alla conclusione. Spero proprio di non avervi stufato con questa "abbuffata Battiato". Dal prossimo post si cambia registro. Promesso. Per il momento buon ascolto


LINK Gli anni '70 CD 1
LINK Gli anni '70 CD 2
LINK Battiato 1986

Post by George

venerdì 26 febbraio 2021

Franco Battiato & Others - 1997 - Racconti d'Oriente


TRACKLIST:

01. Lucio Quarantotto – I templi indù   3:03
Keyboards, Computer – Francesco Sartori, Piercarlo D'Amato
Vocals – Lucio Quarantotto

02. Alessandro Nidi – Racconto orientale  2:14
Clarinet – Massimo Ferraguti
Keyboards, Computer – Mauro Casappa
Percussion – Danilo Grassi
Piano – Alessandro Nidi
Voice Actor – Tonino Guerra

03. Tonino Guerra – Le ombre (dall'opera "Cenere")  1:39
Clarinet – Massimo Ferraguti
Keyboards, Computer – Mauro Casappa
Percussion – Danilo Grassi
Piano – Alessandro Nidi
Voice Actor – Tonino Guerra

04. Franco Battiato – L'ombra della luce (in arabo)  4:05
Vocals – Franco Battiato
Ensemble – I Virtuosi Italiani
Orchestra Sinfonica Nazionale D'Iraq
Conductor – Giusto Pio

05. Franco Battiato – Solo (dall'opera "Gilgamesh")  4:48
Vocals – Franco Battiato
Ensemble – I Virtuosi Italiani
Orchestra Sinfonica Nazionale D'Iraq
Conductor – Antonio Ballista

06. Franco Battiato – Fog An Nakhal  4:56
Vocals – Franco Battiato
Ensemble – I Virtuosi Italiani
Orchestra – Orchestra Sinfonica Nazionale D'Iraq
Conductor – Mohammad Othman

07. Govinda – Devotion  9:55

08. Michele Fedrigotti – L'Egitto prima delle sabbie  22:33
Piano – Michele Fedrigotti

09. Georges I. Gurdjieff – Première Série (Rif. 18 - C - 6)  6:59
Organ  – Gurdjieff

10. Georges I. Gurdjieff – Scotch Story (Rif. 05 - C)  2:15
Voice – Gurdjieff


E' da un po' di tempo che mi gira tra le mani questa conpilation attribuita a "Various", anche se l'ispiratore ed il protagonista principale è Franco Battiato, da sempre innamorato della cultura e dei suoni provenienti dall'Oriente. Questo CD, pubblicato nel 1997 dall'etichetta Il Manifesto, è oramai fuori catalogo. Battiato condivide i solchi con altri musicisti tra cui la nostra vecchia conoscenza Michele Fedrigotti. L'amicizia personale e il sodalizio artistico tra Battiato e Fedrigotti risale agli anni '70. E non a caso è proprio Michele Fedrigotti che per ben 22 minuti suona il pianoforte in "L'Egitto prima delle sabbie". Sul disco originale risalente al 1978 la tastiera veniva suonata da Antonio Ballista. Gli altri protagonisti del disco sono Lucio Quarantotto, compositore, famoso per essere l'autore di "Con te partirò", brano portato al successo da Andrea Bocelli, Alessandro Nidi, compositore e direttore d'orchestra (fu lui a dirigere nel 1987 la prima mondiale dell'opera "Genesi" di Franco Battiato), Tonino Guerra, poeta, scrittore e sceneggiatore, Georges I. Gurdjieff, armeno di origine, tra i più importanti insegnanti di sufismo e scuola mistica dell'islam. Infine i Govinda, band italiana che miscela musica elettronica, ambient e progressive. Il brano proposto si intitola "Devotion". Le tracce attribuite a Franco Battiato sono tratte dal "Concerto di Baghdad" del 1992. 


"Racconti d'Oriente" non è un album di facile ascolto a prescindere dalla lunga riproposta de "L'Egitto prima delle sabbie", che merita una giusta predisposizione d'animo. Fatemi conoscere il vostro pensiero. I commento sono sempre graditi. Buon ascolto.



Post by George

sabato 20 febbraio 2021

Eufonia - 1999 - Vento di ricordi

 

TRACKLIST:

01. Paura 4:08 
2.Vento di ricordi 3:43
3.Destino 6:05
4.Mercanti di uomini 5:40
5.Guerra sarà 6:05
6.Scoprirai 5:50
7.Vento di ricordi (2006 remix) 3:39
8.Innocente (Bonus track) 5:54
9.Reagisci (Bonus track) 5:01


Resto nel campo degli album sconosciuti e misteriosi, sulla scia dell'ultimo post di Giudas. Amico mio, sono meno fortunato di te perché io non sono in possesso di nessun fogliettino rivelatore. I file me li ha inviati l'amico Gaetano Simarco e anche lui non ha alcuna informazione al riguardo. Se non ricordo male deve avere acquistato il CD su qualche bancarella. 
Ebbene, nonostante le mie accurate ricerche sulla rete ,di questo gruppo non se ne parla affatto. Ho visto che è in vendita su Amazon, che è disponibile su Spotify, che un brano è pure su Youtube, ma...di loro non si sa una "cippalippa" di niente. Giusto il titolo, dell'album, "Vento di ricordi" e l'anno di pubblicazione, il 1999. Quindi, al momento, non sappiamo quale sia la formazione né da dove provenga questo gruppo. Ascoltando le 9 tracce di buon rock sanguigno e genuino, (con qualche evidente tributo ai Van Halen, come nella traccia 5) si potrebbe ipotizzare un quintetto: due chitarre, basso, batteria e voce, oppure un quartetto, con un musicista-cantante. I chitarristi (o forse ce n'è uno solo che ha sovrainciso le tracce?) sono semplicemente straordinari e ci regalano assoli mozzafiato. 
Ascoltate la traccia 3 e mi direte. 
Addirittura questo unico prodotto del gruppo, così almeno credo, ci propone nientemeno che due bonus track e un 2006 remix. Mistero nel mistero. Mi fermo qui ed essendo a corto di immagini chiudo con un bel "mysterious". Chi ha qualche informazione si faccia vivo. Cari amici Buon ascolto.



Post by George - Music by Gaetano Simarco

mercoledì 17 febbraio 2021

Energia Libera - 2002 - Verso il campo base



01 – Due minuti prima - 2’ 41” (Morando – Energia Libera)
02 – Il tronco e il pupazzo - 4’ 28” (Morando)
03 – Alla finestra - 4’ 40” (Morando)
04 – Verso il campo base - 4’ 13” (Morando - Roveda) 
 
La storia del rinvenimento di questo lavoro, probabilmente, vi farà sorridere, ma le cose stanno così. Ecco il fatto: nel riordinare alcuni pacchi di cd sparsi nel mio studio mi imbatto nel cd degli ENERGIA LIBERA, dei quali non so assolutamente niente.

Quello che conosco si riassume in quanto segue:

a – una quindicina di anni fa un tizio che transitava dalla sala di registrazione (che all’epoca condividevo con un amico musicista) mi mostrava per caso questo cd in suo possesso;
b – com’era mia abitudine, non sapendo cosa fosse, e quindi stuzzicato proprio da ciò, l’ho duplicato e poi nei giorni successivi me lo sono tranquillamente ascoltato;
c – non ho la più pallida idea di chi fosse il proprietario del cd originale ma mi ricordo che mi disse che il gruppo fosse di Genova;
d – all’epoca non esisteva la Stratosfera - e se c’era non la conoscevo - per cui il cd rimase tra le cose mie personali del cui ascolto ogni tanto godevo – poi è finito nel dimenticatoio;
e – ho un ricordo (non certissimo purtroppo) che il cd originale fosse a sua volta un masterizzato, cioè un cd-demo- ossia proprio quelli che oggi cerco di stanare in giro.
E questo è tutto.


 
Pertanto ad oggi non so se sto proponendo qualcosa di sconosciuto o semplicemente qualcosa di già noto al nord (dalle mie parti comunque nessuno li ha mai sentiti). Ecco quindi la parte ridicola: siamo all’assurdo, nel quale lo “scopritore di talenti”, come generosamente ha voluto definirmi il Capitano (che poi non è vero ma lo ringrazierò sempre di questo onore) ha scoperto qualcosa ma non sa cosa…!?! Francamente imbarazzante, ma tant’è.

Girando per la rete non si trova niente – solo in un caso estremo appare, con lo stesso nome, un gruppo musicale rock di Alghero, ma dai nomi dei musicisti della loro pagina Facebook pare che non siano la stessa cosa (non c’entra con questo post, ma magari sarebbe utile anche ascoltare costoro).

Il cd non porta espressamente i nomi dei musicisti – ma ipotizzando che gli autori dei brani (quelli si, riportati) siano anche i componenti del gruppo abbiamo cinque persone (M. Morando; A. Morchio; D. Prato, L. Ricchitelli, M. Roveda - in almeno uno di loro riconosco dal cognome una chiara origine pugliese). I cinque componenti del gruppo sono anche riportati in una foto interna di copertina.

Il cd si chiama “Verso il campo base” – ha solo 4 brani, tutti di ambientazione rock e fatti per niente male – l’unica cosa che evinco è la timbrica grintosa della chitarra elettrica che vira molto sugli stili dei Black Sabbath e dei Deep Purple, mantenendo comunque una completa originalità. I brani sono belli senza comunque essere eccezionali – il cd si fa ascoltare.

Dalle notizie di copertina si sa che i brani sono stati registrati a Genova – Sestri Ponente presso i Gulliver Audio Studios. – ebbene si, ho provato anche a cercare questi studi per contattarli, ma pare che non esistano da nessuna parte – quando si dice nascere fortunati.

La copia della copertina (che allego al post) ha una qualità molto sgranata in quanto all’epoca mi sono limitato a scansionarla con gli strumenti a bassa risoluzione che passava il convento – scanner singoli che oggi sono solo dei dinosauri tecnologici – qualcosina sono riuscito a migliorare con Photoshop, ma insomma quello è.

 
E con questo ho esaurito le scarse conoscenze che avevo di questo gruppo – gruppo peraltro interessante.

Ho provato anche ad effettuare ricerche in rete con i soli cognomi dei musicisti – viene fuori di tutto – biblioteche,  licei, ponti, il sito di Gianni Morandi, ferramenta, investigatori privati – qualunque cosa tranne che roba musicale – e qui mi sono definitivamente arreso.

La fortuna però ci ha messo un pizzico di zampino – all’interno del cd in mio possesso era ben nascosta una fotocopia che riportava gli autori di ogni brano, con nome e cognome (e c’è pure tanto di dedica da parte di uno dei musicisti). E’ bastato un solo nome (Matteo) perché la ricerca si facesse più mirata e – miracolo – ho intercettato in rete un contatto degli Energia Libera.

Riporto integralmente il testo del contatto, che denota un grande senso di humor

Lucio Ricchitelli (batteria)
Leonardo Morchio (basso)
Matteo Morando (voce)
Domenico Prato (chitarra)
Michele Roveda (chitarra).

Ville d'origine. Novi Ligure.

Informazioni
Siamo una boy band della terza età, assai panzona e dedita all'antica arte della birra

Biografia
Nati nel 1999 dalle ceneri dei Via Crosa, gli Energia Libera sono stati operativi nella provincia di Alessandria fino all'agosto 2002 quando, senza destare lo stesso clamore dei Take That, hanno deciso di sciogliersi. Al loro attivo vantano un demo cd contenente quattro brani inediti intitolato "Verso il campo base" (2002) e due apparizioni televisive, entrambe su RAISAT. Diversamente da quanto avvenuto per i Take That non c'è nessuna reunion in vista...........anche se non sono del tutto sicuro!!!

Posizione attuale
disciolti come le calotte polari anche se non si escludono abbassamenti delle temperature

Influenze
nessuna influenza grazie al vaccino

Contatto stampa
energialibera.versoilcampobase@gmail.com

ho usato la mail posta in fondo per chiedere un colloquio, ma anche qui, dopo oltre due mesi in attesa di una risposta, nulla di fatto.


A questo punto, amici della Stratosfera, ed in particolare quelli di Genova, Alessandria, Novi Ligure e zone limitrofe, ci fate sapere qualcosa in più? Questo è il loro unico album? Esiste altro materiale di questo gruppo? I componenti del gruppo hanno avuto carriere musicali interessanti? Cosa fanno oggi? Insomma… muoversi… (se volete e se potete). Per l’intanto, godetevi l’album - almeno questo lo potete fare senza stare a un metro di distanza.

Da parte mia, come sempre, un abbraccio musicale.

 
Post by Giudas, little help by Captain
 

lunedì 15 febbraio 2021

Mike Bloomfield - 1981 - Live in Italy with Treves Blues Band, Margaret Edmonson & Woody Harris (vinyl)

 

TRACKLIST:

Acoustic Side
01. Dark Road Blues – 3:10
02. Prison Bound Blues – 4:20
03. Knocking Myself Out – 4:30
04. Gonna Need Somebody on Your Bond – 4:34

Electrici Side
05. Shake, Rattle & Roll – 4:10
06. Five Long Years – 4:38
07. Don't You Lie to Me – 4:16
08. Junkie Blues – 4:00

Bonus Tracks
09. Mean Mistreater
10. Shake, Rattle and Roll (duos)


LINE UP

Mike Bloomfield - guitar (tracks 3, 4, 5, 6, 7 & 8)
Mike Bloomfield - piano (tracks 1 & 2)
Mike Bloomfield - vocals (tracks 3 & 4)
Woody Harris - guitar (tracks 3 & 4)
Margaret Edmondson - cello (tracks 3 & 4)
Fabio Treves - harmonica (tracks 5, 6, 7 & 8)
Claudio Bazzari - slide guitar (tracks 5, 6, 7 & 8)
Chuck Fryers - guitar (tracks 5, 6, 7 & 8)
Silvano Borgatta - piano (tracks 5, 6, 7 & 8)
Tino Cappelletti - bass (tracks 5, 6, 7 & 8)
Dave Baker - drums (tracks 5, 6, 7 & 8)


Breve premessa by George
Il mio sodale amico Frank-One, oltre a possedere tutto e anche di più (qualunque disco lui ce l'ha)  è una  miniera di informazioni e di conoscenze di cui ben sappiamo ed è una persona attenta alle date e alle celebrazioni, come nel caso in questione. Ben vengano dischi di questo calibro e di questo livello sulla Stratosfera. Mike Bloomfield, uno dei miei miti, classe 1943, se ne è andato a soli 38 anni, lasciandosi alle spalle una carriera invidiabile costellata di grandi capolavori.
Voglio quindi ringraziare di cuore Frank-One per avere condiviso con noi questo gioiellino che ho avito il piacere di pubblicare sul nostro blog, nel rispetto della data del 15 febbraio 2021. Grazie amico mio. 

Recensione by Frank-One
Con grande emozione mi accingo a regalarvi questo “Live in Italy” uscito come Long Playing nel 1981 a nome Mike Bloomfield, non fosse altro perché questo “strano” lavoro che reca come numero di etichetta nientemeno che 0001 per la Mama Barley Records, vede nel side B, il lato elettrico, la presenza di un nostro caro amico, il mio Bluesbrother Fabio “Puma di Lambrate” Treves e la sua Treves Blues Band. Ma il motivo principale della mia emozione è che l’amico George con grande sacrificio (nota di George: non è vero! L'ho fatto con immenso piacere) è riuscito a pubblicare questo lavoro proprio nel quarantesimo anniversario della scomparsa del grande chitarrista, e vedremo non solo chitarrista, nato a Chicago solo 38 anni prima, e scomparso a San Francisco appunto il 15 febbraio 1981.


Strano disco questo che presentiamo, registrato live al Palasport di Torino il 15/9/1980 e in Castel D’Azzano (Verona) il 14/9/1980 per quanto riguarda il lato A definito "Acoustic Side", dove Bloomfield si accompagna con Margaret Edmonson e Woody Harris. Il lato B, "Electric Side", invece, è stato registrato successivamente con la Treves Blues Band, T.B.B. che vedeva la seguente formazione:
Fabio Treves, armonica – Dave Baker, batteria – Silvano Borgatta, piano – Claudio Bazzari, chitarra slide – Chuck Fryers, chitarra – Tino Cappelletti, basso.


Ma ecco la prima sorpresa: invece di cercare di descrivere il momento e l’album con mie parole, che probabilmente mai potrebbero essere all’altezza, mi permetto di donarvi le parole che Fabione, il mio fratello Fabione, ha voluto pubblicare sulla sua pagina Facebook per l’occasione:
“  Il Blues del lunedì #17 -  Nella lunga storia del Blues c’è stato un chitarrista bianco incredibilmente apprezzato ed amato dalla grande comunità nera dei musicisti dell’area acustica ed elettrica: MICHAEL BLOOMFIELD. Io cominciai a conoscerlo nella metà degli anni sessanta, quando suonava nella strepitosa band dell’armonicista Paul Butterfield. Era lui che suonava la chitarra quando la band accompagnò Bob Dylan nella sua prima storica performance elettrica al Festival di Newport del 1965. E fu lui nel 1968 ad entrare nell’Olimpo dei dischi più famosi con l’album “Super Session” inciso insieme ad altri due mostri sacri come Al Kooper e Stephen Stills. Mike era amico di tantissimi bluesmen del passato ed aiutò economicamente alcuni di loro in momenti difficili della loro vita. Nel 1980 arrivò a Milano per esibirsi al Teatro Tenda di Lampugnano. Inutile dire che mi presentai alle prove del suono del pomeriggio per scattare qualche foto e per cercare il modo di conoscerlo. Lui quando mi vide si bloccò di colpo, mi chiese se fossi un musicista e mi disse che gli ricordavo il suo amico Paul Butterfield… Quando gli risposi che Butterfield era un mio mito e che suonacchiavo anch’io l’armonica, si mise a ridere ed esclamò: “Dai, allora fammi sentire cosa sai fare e nel caso ti chiamo sul palco…”. Accennai qualche giro di blues e dopo pochi secondi lui mi fermò e mi abbracciò come un vecchio amico. “Ok, ci vediamo stasera”. Quella sera Mike suonò il piano nella prima parte del concerto e la chitarra acustica nel secondo set, accompagnato da altri due grandi musicisti: Margaret Edmonson e Woody Harris. Io pensavo che sarei stato suo ospite per un solo brano, ma dopo il brano Bloomfield si alzò, venne ad abbracciarmi e mi disse di restare e di continuare a suonare, e così con mio grande piacere rimasi sul palco per un bel po’. Dopo il concerto, quando Mike seppe che avevo una band elettrica si entusiasmò a tal punto che propose a me e al promoter di quel tour, l’amico Claudio Trotta, di registrare un vinile live durante il concerto a Torino, dove si sarebbe esibito pochi giorni dopo. Accettai subito la sua proposta e così fu registrato un ellepi a cui sono molto legato. Sapete, credo di non aver mai conosciuto un bluesman più gentile, sensibile e bravo come il caro Mike. Mi manca la sua risata contagiosa e mi mancano i suoi aneddoti nel backstage sulle leggende del blues che aveva riscoperto e fatto suonare in importanti Festival… La foto che vedete (di Guido Harari, da una pagina della storica rivista “Ciao 2001”) è uno dei ricordi più cari che ancora oggi, dopo 40 anni dalla sua scomparsa, mi emoziona fino a farmi piangere… “ #ilbluesdellunedi


Dopo queste parole io non credo di dover aggiungere altro, se non poche note sulle 2 bonus tracks che troverete in fondo agli 8 brani dell’album. Il pezzo n.9 è Mean Mistreater, un brano di un certo Morganfield, un musicista che faceva uscire le sue note da quelle...ACQUE  FANGOSE e che qui vede Fabio e Mike insieme, pubblicato nell’album della T.B.B. “Bluesfriends” del 2004, un album dove Fabio suona con tanti amici, cito Chuck Leavell, Paolo Bonfanti, Willy Deville, Roy Rogers, John Popper e molti altri. Insomma un lavoro assolutamente da scoprire per chi non lo conoscesse.


Per quanto riguarda il brano conclusivo concedetemi una piccola, 2 minuti non di più, autocelebrazione. Fabio il 9 novembre del 2008 era ospite del  mitico Roberto Caselli; i due avevano scritto nel 1989 il libro "Blues Express", nella trasmissione CANZONI a Radio Popolare. Potete ben immaginare quando Fabio mi telefonò dicendo: “Uè Frank, domenica sono ospite da Roberto, se ci sei mi fa davvero piacere”. Telefonata di prassi per correttezza a Roberto, che ovviamente nulla ebbe da obiettare, ed eccomi lì, felice di essere al fianco di due miti: di Fabio Treves ben sapete, e Roberto Caselli autore di decine di libri (100 dischi ideali per capire il Blues, Storia della canzone italiana, La storia del blues, La storia del rock in Italia…..solo per citarne alcuni), insomma vi basti una foto per comprendere tutta la mia felicità. Fabio in quell’occasione portò anche un incisione di Shake, Rattle & Roll, il brano numero 10, suonata al piano da Bloomfield e accompagnato solo dalla sua armonica. Esiste anche un video dell’evento che potete trovare sul Tubo nel TrevesBluesChannel (qui). Fabio nell’occasione, dopo aver dato la voce al cialtrone che vi scrive, raccontava storie e aneddoti su quel fantastico incontro. 


Un’ultima annotazione: quando si comprano dischi usati, come quello di oggi, a volte si trovano all’interno gadget o memorabilia vari: ed io ho avuto la fortuna di trovare la brochure che vi allego con in prima di copertina la pubblicità dei concerti di Mike Bloomfield che si sarebbero tenuti, le due pagine interne con una bella biografia del musicista americano, e in quarta una discografia scelta di Bloomfield e i futuri progetti della Barley Arts Production. 





E’ tutto, permettetemi di dire che sono molto fiero di questo lavoro, lasciatemi ringraziare l’amico George che ha dovuto condannarsi ai lavori forzati per pubblicare tutto in tempo. Lasciatemi salutare i miei amici FABIO TREVES e ROBERTO CASELLI per tutte le good vibrations regalateci, e a voi i più cari auguri di buon ascolto e che la vita vi sia amica.                                                                                    


Post By George - Words & Music by Frank-One

venerdì 12 febbraio 2021

Serie "Historic (Not) Prog Bands Live in Italy" - Capitolo 70 - Chick Corea (R.I.P.) & Return To Forever IV - Forte di Bard (Valle d'Aosta), 15 luglio 2011

 FIRST TIME ON THE WEB


 CD 1 & CD 2 - no tracklist


FORMAZIONE

Chick Corea - keyboards
Stanley Clarke - bass
Lenny White - drums
Frank Gambale - Guitar
Jean-Luc Ponty - violin


Quando se ne va un musicista del calibro di Chick Corea è difficile trovare le parole per ricordarlo. Su questo blog abbiamo fatto, in passato, molte commemorazioni, ma questa mi tocca nel profondo, perché lui, insieme ai suoi Return To Forever, è sempre stato per me un mito inarrivabile ed uno dei miei primi eroi nel campo musicale. Della sua scomparsa ne hanno dato notizia tutti i mezzii di informazione. Io ho avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo 10 anni fa (era il 15 luglio 2011) nella splendida cornice del Forte di Bard, a pochi chilometri da Aosta. La rassegna si chiamava "Musicastelle in Blu", promossa e organizzata dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta. Questo concerto, registrato "da me medesimo" (relegato da anni nella mia collezione di album live), appare per la prima volta sul web nella sua completezza. Non ho avuto modo, e nemmeno voglia, nel corso del tempo di individuare i brani inclusi nella tracklist. Se volete, lascio a voi il piacere di titolare le tracce.  Le foto qui pubblicate sono quelle originali tratte dal concerto.
Chick Corea si presentò di fronte ad un selezionato pubblico di 850 persone (la capienza massima dell'area concerti) con la IV incarnazione dei leggendari Returrn To Forever. Al suo fianco alcuni miti del jazz-rock internazinale quali Stanley Clarke al basso, Lenny White alla batteria, Jean-Luc Ponty al violino elettrico e Frank Gambale alla chitarra. Chick Corea ha come sempre incantato il pubblico con i suoi virtuosismi alle tastiere. 


Vi riporto quanto scrisse un periodico locale il giorno successivo al concerto.
"Il IV del nome  si riferisce all'ennesima incarnazione di un gruppo che, nella prima formazione, tra il 1972 e il 1977, spopolò come uno dei massimi esempi di jazz-rock. Ne è anima e principale compositore Chick Correa che, dopo essere stato con il suo Fender Rhodes uno degli artefici della svolta elettrica di Miles Davis, fondò il gruppo per una voglia di comunicare meglio col pubblico, conseguente all'adesione, nel 1972, a Scientology. Anche il nome Return To Forever fu influenzato dalla filosofia dello spirito di Ron Hubbard e lo stesso Stanley Clarke, l'altro membro fondatore, fu convertito a Scientology (per staccarsi nei primi anni 80). Filosofia a parte, la musica che il gruppo produsse fu di prim'ordine anche grazie a virtuosi come il chitarrista Al Di Meola e il batterista Lenny White che ne completarono il quartetto tipo.


Dopo 30 anni di stop, con episodiche reunion, dal 2005 i Return To Forever sono tornati in attività. La formazione n, IV si è formata nel 2010 quando a Corea, White e Clarke si sono unti il chitarrista italo-australiano Frank Gambale e il celebre violinista francese Jean-Luc Ponty. Immediatamente le recensioni dei loro concerti hanno cominciato a parlare di jazz elettrico ai suoi massimi livelli e di concerti mai visti, Lo ha confermato il concerto di Bard in cui, tra una gigioneria e l'altra, hanno maramaldeggiato su 850 aficionados (molti giunti dalle vicine Francia e Svizzera) con virtuosismi assortiti ed una gioia di suonare neanche minimamente incrinata dall'età. Accanto a riletture dei classici del gruppo (dall'iniziale "Medieval Overture" a "Romantic Warriors", da "Senor Mouse" a "Shadow of Lo") il quintetto ha proposto qualche nuova composizione e cavalli di battaglia dei singoli membri. Ecco quindi "Fiesta" e "Spain" di Corea (quest'ultima riproposta nell'arrangiamento di "Light As Feather", con l'intro del "Concerto di Aranjues" suonata da Corea e Ponty), "Renaissance" di Ponty e, soprattutto, "School Days" di Stanley Clarke, che ha concluso il concerto in un'atmosfera di eccitazione collettiva".


Basta, mi fermo qui. Non andiamo oltre con le parole. La Stratosfera, come sua abitudine, preferisce ricordare i musicisti con la loro musica. Godetevi questo spettacolare concerto. La qualità della  registrazione è più che buona
Buon ascolto a voi tutti.
Chick Corea Forever.






PS - permettetemi un filo di campanilismo con questa immagine del Forte di Bard


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George

martedì 9 febbraio 2021

Malleus - 1988 - Paranorm (Original LP version) - Bonus rare press booklet

 
Buongiorno e bentrovati a tutti. Sebbene questo post fosse ancora relativamente "fresco" (risale infatti a dicembre 2020), soltanto due mesi dopo vi ripresentiamo questa bellissima ed esaustiva aggiunta che completa in modo perfetto il post suddetto. Come infatti ricorderete, e potrete leggere più sotto, un gentile amico del nostro blog aveva recentemente condiviso sulla stratosfera la rara prima versione in vinile di "Paranorm - Opera 1" di Malleus. 
 
 
Ora un altro amico, Fulvio, arricchisce l'offerta condividendo un probabile booklet per la stampa contenente una raccolta di articoli dell'epoca e diverse chicche, tra cui foto e ritratti di Malleus pressochè inediti. Ho "decorato" questo post con una piccola parte di questo materiale, che ritroverete (insieme a molto altro) nel file che ho messo in condivisione sotto a quello dell'album (notate le immagini del nostro in compagnia di due leggende quali Vangelis e Chet Baker).


Un ultima annotazione: grazie al booklet, abbiamo potuto finalmente dare una giusta datazione a questa rarità: in diversi degli articoli, l'uscita di questo lavoro è collocata nel 1988. e non nel 1992 come scritto prima e come riportato da alcune fonti. Meglio così. Vi lascio al post originale sperando abbiate apprezzato questa gustosa aggiunta...
 
 
Tracklist :

A1 - Paranorm
B1 - Celebration Of A Storm
B2 - The Window Of The Time
 
Ciao a tutti, cari fruitori della Stratosfera. Nell'attesa che il caro George torni al timone del blog, pubblico questa pregevole e raro album di musica "extrasensoriale".   
 
Paranorm Op. 1, nella sua versione originale su vinile (risalente al 1992), permaneva nella wishlist da parecchio tempo. Per fortuna un amico del nostro blog, Carlo Rossi, ha voluto condividere sul blog la rara prima versione di quest'opera molto variegata e, a tratti, anche molto oscura. Per un excursus abbastanza approfondito su Malleus (al secolo Enrico Ragni) vi rimando al post dedicato al CD "Opera totale", uscito nel 1996 e contenente una versione riveduta ed "allargata" del lavoro oggi qui presentato. Vi basti sapere che questo album è basato su una vera esperienza extrasensoriale vissuta dall'autore durante una notte del 1978, presso gli imponenti ruderi di un antico castello. Sperando di aver solleticato la vostra curiostà, che potrà essere soddisfatta al link sopra riportato, vi saluto. 
 
Un abbraccio speciale a George, Frank-One e Andrea Sprasso, e a tutti gli altri amici che, direttamente o indirettamente, in questi ormai 2 anni abbondanti, hanno mantenuto viva e vitale la stratosfera... Captain

LINK

LINK BOOKLET 

 Post by Captain, music by Carlo, booklet courtesy of Fulvio

sabato 6 febbraio 2021

Joe Sarnataro & I Blue Stuff - 1992 - È Asciuto Pazzo 'O Padrone (studio & live version)

 

TRACKLIST:

01. Intro 0:40
02. È Asciuto Pazzo 'O Padrone  3:47
03. Sotto Viale Augusto Che Ce Stà?  5:30
04. O Billoco L'Acqua! 4:13
05. Accussì Va 'O Munno  3:34
06. Va Vedenno Mo Chi E' Stato  4:33
07. Vutammo Pe Te'  4:10
08. Liee E Mano Alloca! (Nun Tucca' Coroglio) (Baby Please Don't Go)  2:33
09. Che Babbilonia!  3:52
10. Come Aggia Fa'  3:17
11. A Gente E' Bona  3:44
12. Nisciuno!  4:54


Live Bonus Tracks

13. Nisciuno! (Sanremo Blues 1992)
14. Sotto Viale Augusto Che Ce Stà? (luogo sconosciuto)
15. Nisciuno! (Lugano Blues 1993)


FORMAZIONE

Joe Sarnataro (Edoardo Bennato) - voce, chitarra, armonica
Blue Stuff
Giorgio Savarese - organo
Renato Federico - piano
Roberto D'Aquino - basso
Vincenzo Caponetto - chitarra
Guido Migliaro - chitarra, armonica
Mario Insenga - batteria 


Cavalchiamo ancora l'onda del blues con questo ripescaggio del 1992. Il protagonista è Edoardo Bennato che, con lo pseudonimo di Joe Sarnataro, ci propone un ottimo album di puro blues elettrico. Il bello è che tutte le canzoni sono cantate in dialetto napoletano, inclusa la cover di Baby Please Don't Go, un vecchio successo dei Them di Van Morrison. Ho apprezzato fin dall'uscita del disco questa "dimensione parallela" di Bennato, verosimilmente desideroso di uscire dai suoi standard e dal suoi successi e addentrarsi nei territori del blues, un genere che è sempre stato nelle sue corde. E anche vero che non ha mai trovato l'occasione di esprimersi compiutamente. in questa dimensione.  Si ripete ancora una volta il connubio tra Napoli e la musica americana, quella Napoli con il suo porto aperto alle influenze della musica d'oltreoceano, il blues, il rhythm 'n blues, il rock 'n roll.  Quei suoni tanto cari ai vari Napoli Centrale, Pino Daniele e altre decine di musicisti. Edoardo Bennato / Joe Sarnataro (anche il nome angloamericano va in questa direzione) si fa accompagnare dai Blue Stuff, una blues band napoletana formatasi nel 1982. che ha all'attivo una discreta discografia. Che sia il caso di ri-scoprila? 
Per tonare al disco i 12 brani scorrono lisci come l'olio, una vera delizia per le nostre orecchie. I Blue Stuff sono semplicemente grandiosi. Si tratta di unicum, episodio isolato nella lunga carriera discografica di Edoardo Bennato. Pubblicato dalla Cheyenne Records nel 1992 è stato immesso sul mercato sia in vinile che in CD. La ristampa risale al 2004. 


All'album, per completezza d'informazione, va aggiunto in lungometraggio dal titolo "Joe e suo nonno", sempre del 1992, diretto da Giacomo De Simone. Il film narra le vicende di Joe Sarnataro, un bluesman trasferitosi negli Stati Uniti, ma nato a Napoli, Dopo aver ottenuto un buon successo in America, Joe fa ritorno nella sua città natia, per pubblicare un disco insieme ai suoi amici Blue Stuff. Il film è stato pubblicato sia in versione home video sia come mini serial in 10 puntate, trasmesso dai Rai Uno nel 1992. Nel 2009 è stato messo in commercio in DVD da parte della Edel. 
Se volete dargli un'occhiata, visto che è integralmente postato su Youtube, vi passo il link (qui)
Oltre alle 12 tracce ufficiali ho inserito tre bonus tracks tratte da quelle poche esibizioni live del 1992-1993 a nome Joe Sarnataro. Vi farete una bella overdose di "Nisciuno!". 


Joe Sarnataro & I Blue Stuff - Correggio (RE)
Festa de L'Unità - 5 luglio 1992 (bootleg)


TRACKLIST

01. Let's Work Together (Blue Stuff only) / 
02. E' asciuto pazzo 'o padrone
03. Sotto viale Augusto che ce sta?
04. O billoco l'acqua
05. Accussì va 'o munno
06. Va vedenno mo' chi � stato
07. Tu si o' masto
08. Lieve 'e mano alloca (Baby Please Don't Go)
09. 'A gente è bona
10. Nisciuno!


Ringrazio l'amici Marco Osel per avermi inviato questa rara registrazione pubblicata sul sito Sugarmegs. Non è facile trovare un concerto integrale di Edoardo Bennato alias Joe Sarnataro, in compagnia dei Blue Stuff. Il concerto è avvenuto il 5 luglio 1992 nel campo sportivo di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, in occasione della locale Festa de L'Unità. La registrazione non è delle migliori, ma non importa: diciamo che c'è un pubblico "molto presente" e piuttosto entusiasta. Viene riproposto dal vivo, quasi nella sua interezza, l'album "E' asciuto pazzo o' padrone". Dal vivo la band è ancora più grintosa. Abbiamo anche un inedito, "Tu sì o masto". La registrazione è su un unico file della durata di circa 48 minuti. 
Siamo giunti alla fine del viaggio. Ancora un grazie a Osel e voi tutti auguro buon ascolto


LINK studio album
LINK live concert

Post by George - Music by George & Osel