giovedì 26 marzo 2026

RE-POST & RE-LOAD - Andrea Centazzo: Ictus (1974 - post originale 22.04.2012) + Elektriktus - Electronic Mind Waves (1976 - post originale 07.03.2013)

 

Procediamo con i recuperi dei post "storici", risalenti ai primi anni di vita del blog, con link inattivi da moltissimo tempo. Naturalmente questi re-load fanno seguito alle vostre richieste. Nel caso specifico andremo a riattivare i link di due album realizzati da Andrea Centazzo: il primo si intitola "Ictus" e risale al 1974, il secondo, registrato da Centazzo con lo pseudonimo Elektriktus è intitolato "Electronic Mind Waves" ed è stato pubblicato nel 1976. Il post contenente "Ictus" venne realizzato il 22 aprile 2012 dall'amico Roby (rientrava nella serie "Trofeo "Sconosciume") e lo ritroverete qui , mentre quello relativo a "Electronic Mind Waves" venne prodotto dal sottoscritto il 7 marzo 2013 e lo troverete qui

Andrea Centazzo - Ictus (LP, 1974)


TRACKLIST:

Lato A
01.First And Last Freedom (double bass, electric bass – Franco Feruglio) - 3:43
02. In The Swamp - 10:23
03. Anthropomorphic Prelude - 4:12
04.Social Capillary Hypnosis (part 1) - 1:10

Lato B
05. Ode To Nazim Hikmet - 5:15
06. Via Casette #0 (double bass, electric bass – Franco Feruglio) - 4:30
07. Press - Paper Mirror - 2:00
08. Who Remembers The Lestans Cement - Works? - 4:05
09. Social Capillary Hypnosis (part 2) - 2:05


MUSICISTI:

Andrea Centazzo - batteria, percussioni, voce
Armando Battiston - piano, Hammond, tastiere
Franco Feruglio - basso elettrico, basso doppio (1,6)


Grandissimo primo LP del percussionista Andrea Centazzo pubblicato nel 1974 dalla PDU e ristampato dalla Wah Wah Records nel 2015 in tiratura limitata. Centazzo, pur essendo un musicista di estrazione jazz, si pone in modo obliquo all'interno del movimento del progressive rock, entrandoci solamente in parte. Il suono che ne scaturisce è assolutamente originale, come dimostrano le prime due tracce. "In The Swamp", in particolare, della durata di oltre 10 minuti, suonata in trio (basso, tastiere e batteria) è uno dei punti più alti dell'intero album. 


Elektriktus - Electronic Mind Waves (1976 - ristampa CD 2007)


TRACKLIST:

01. Frequencer Departure - Flying At Day-Break - 7:30
02. First Wave - 5:40
03. Power Hallucination - 4:30
04. Second Wave - 2:26
05. Implosion - 5:40
06. Third Wave - 5:20
07. Flying At Sunset - 3:50
08. Frequencer Arrival - 3:50
09. EBT - 4:25 (bonus track)



Due anni dopo "Ictus", la PDU pubblica questo lavoro attribuito ad un fantomatico Elektriktus, pseudonimo sotto il quale si cela il nostro Andrea Centazzo. Qui le atmosfere cambiano radicalmente: "Electronic Mind Waves" è un album di musica elettronica impregnato di cosmic music teutonica. La versione qui proposta, che proviene dagli archivi del nostro collaboratore Cimabue, è quella in CD della AMS Records pubblicata nel 2007 con una bonus track. Quella che pubblicai io nel 2013 era invece  la versione originale in vinile, un po' "acciaccata" dai segni del tempo. Grazie CMB per la sempre preziosa collaborazione. Come certamente saprete sul finire del 2025 è stato pubblicato dall'etichetta Ictus "Electronic Mind Waves vol. 2", in vinile 500 copie, contenente registrazioni inedite del periodo 1973-76. In contemporanea è stato anche ristampato il primo LP del 1976, sempre in vinile e in tiratura limitata. Con questo è tutto. Buon riascolto.



NEW LINK Andrea Centazzo - Ictus
NEW LINK Elektriktus - Electronic Mind Wawes

Re-post by George - Re-load by George & Cimabue

martedì 24 marzo 2026

RADIO TAXI - PUNTATA SPECIALE DEDICATA A DONATELLA BARDI (18 marzo 2026)


Trasmissione andata in onda mercoledì 18 marzo 2026
Speciale Donatella Bardi

DOVEROSA INTRODUZIONE

Oltre all'appuntamento settimanale con "The Prog Side of the Moog", che va in onda in diretta su Radio Panda FM 96.3 tutti i martedì (e che noi riproponiamo sulla Stratosfera qualche giorno dopo) il nostro amico Frank-One / Ubi conduce una seconda trasmissione, "Radio Taxi", che va in onda il mercoledì sera dalle 21,00 alle 22,30, sempre in diretta. Come ho già detto allo stesso Frank-One, voglio mantenere il giusto equilibrio nell'inserimento di trasmissioni radiofoniche sul blog. Vi possono essere però puntate tematiche, definiamole così, che per interesse, completezza e precisione, non possono mancare su queste pagine. Nella fattispecie, mercoledì scorso (era il 18 marzo) Frank-One dedicò una intera puntata a Donatella Bardi e, parzialmente, al fratello Lucio. Due grandi artisti, in particolare Donatella che purtroppo ci la lasciati molti anni fa (era il 13 dicembre 1999). A questo proposito forse qualcuno di voi ricorderà il post realizzato da Frank-One nel 2017, proprio  dedicato a Donatella. Si trattava di un lavoro monumentale, molto accurato, che riscosse un ampio successo. Il post si intitolava "Donatella Bardi - 1974 - "A puddara è un vulcano...e altre storie" e lo ritroverete qui. La dico tutta: questa trasmissione è il naturale prosieguo nonché il completamento del vecchio post. Ascoltatela perché ne vale veramente la pena. Grazie Frank-One. Alla prossima


LINK

Post by George & Frank-One

lunedì 23 marzo 2026

Nuova Idea feat. Paolo Siani - Live Anthology (audio from DVD, 2014)


TRACKLIST:

Part 1
Live At Club "Il Giardino" Verona Dec 1, 2012
01. Un dono
02. Wizard Intro
03. Madre Africa
04.The Game
05. La mia scelta
06. Un'isola
07. Come come come

Part 2
08. Paolo Siani drum solo
09. Illusioni da poco
10. Cluster Bombs
11. This Open Show
12. C'era una volta
Live At Teatro Verdi - Genova Sestri Pon. Oct 21, 2011
13. Clessidra
14. Sarà così


MUSICISTI:

Paolo Siani / drums, vocals (2-9,12)
Paolo Vacchelli / electric guitar (2-9)
Ottavia Bruno / backing vocals (3,4,10)
Matteo Marini / bass (2,3,5-9)
Alessandro Siani / electronics (1,2,8,10)
Andrea Calzoni / flute, vocals, acoustic guitar (3-7,9)
Ricky Belloni / guitar, vocals (4-6,13,14)
Paolo Tognazzi / keyboards (2-4,6-10)
Giorgio Usai / keyboards, vocals (5-10,13-14)
Matteo Tognazzi / percussion, drums (2-10)
Alessandro Graziano / violin (3,4,10)
Roberto Tiranti / vocals, bass (3,4,6,8,10,12,14)


Innanzitutto vorrei dare il bentornato all'amico Ilario, collaboratore di vecchia data, da qualche tempo un po' "latitante" ma - come spesso capita - a volte ritornano. Ed è il caso di dire che Ilario ritorna fra di noi con un bel regalo, ovvero l'audio del DVD della Nuova Idea,  "Live Anthology", pubblicato nel 2014 dalla Black Widow Records. Il DVD contiene un concerto dal vivo registrato al Club "Il Giardino" di Verona il 1° dicembre 2012 e due brani provenienti da un altro concerto che il gruppo tenne al Teatro Verdi di Genova - Sestri Ponente, il 21 ottobre 2011. Tutti questi brani sono stati convertiti in file mp3 dal nostro amico Ilario. Il DVD originale contiene altresì una serie di video del periodo 1971-1973 tratti dagli archivi RAI. 


Alla Nuova Idea, nel corso del tempo, abbiamo dedicato numerosi post, incluso un post antologico del 2013 contenente singoli e rarità varie. Superfluo ripercorrere la storia della band genovese, che tutti noi ben ricordiamo come uno tra i vertici del progressive rock italiano primi anni '70. Dopo lo scioglimento, preceduto dalla pubblicazione dei tre storici album (In The Beginning / 1971; Mr. E.Jones / 1972 e Clowns /1973), il batterista Paolo Siani, uno dei fondatori, ricostituì nel 2010 il gruppo col nome "Nuova Idea feat. Paolo Siani". La nuova formazione, con un ensemble molto fluido comprendente anche alcuni ex componenti dello storico gruppo, registrò i seguenti album:

Paolo Siani & Friends feat. Nuova Idea - Castles, Wings, Stories & Dreams (2010)
Paolo Siani feat. Nuova Idea - Live Anthology (DVD)
Paolo Siani feat. Nuova Idea - Faces With No Traces (2016)
Paolo Siani feat. Nuova Idea - The Leprechaun's Pot Of Gold (2019)


Ricordo infine che nel 2020 venne pubblicato, esclusivamente in formato vinile 180 gr, l'album "It's An Old Dream" attribuito alla Nuova Idea (etichetta Progressivamente). Il disco, facente parte della collana "Prog Rock Italiano" distribuito dalla De Agostini, contiene registrazioni inedite del 1976. 
Nel corso del concerto al Club "Il Giardino" di Verona, la band propone un mix tra vecchie e nuove composizioni: al fianco di quelle più recenti incluse in "Castles, Wings,..." non mancano i grandi classici del passato come La mia scelta e Come come come da "In The Beginning", Un'isola e Clessidra da "Clowns", Illusioni da poco da "Mr. E. Jones" e Sarà così, dal singolo del 1973. 
Con questo è tutto. Ancora un ringraziamento ad Ilario, nell'attesa di ritrovarlo nuovamente tra di noi, e a voi tutti auguro buona ascolto.



Post by George - Music by Ilario

domenica 22 marzo 2026

Serie "Just One Record" - Space Craft's Men - Adventures (LP, 1983)


TRACKLIST:

Lato A
01. Crossing - 3:40
02. Surprise - 2:34
03. Adventure - 2:52
04. Sideral Tango - 2:57
05. America's Cup - 3:52

Lato B
06. Future City - 2:37
07. Immersion - 2:53
08. Make Maid - 3:45
09. Escalade - 3:32
10. Windsurfer - 3:07


Anche questo raro LP, come già accaduto qualche settimana fa all'amico Andrea (degli "Sprassolati"), l'ho trovato casualmente riordinando gli hard disk pieni zeppi di file musicali, audio e video. E non è il solo. Non ricordavo per nulla di avere archiviato questo unico album realizzato dal fantomatico gruppo Space Craft's Men intitolato "Adventures" e pubblicato nel 1983 dall'etichetta Music Scene, specializzata in library music. Dietro gli Space Cratt's Men si nascondono Fabio Fabor (vero nome Fabio Borgazzi) e Antonio Arena, due musicisti-compositori, nel caso specifico di musica elettronica per sonorizzazioni suonata con le loro tastiere. Musica da film, da video ma non solo: musica che può essere semplicemente ascoltata in totale relax. Il vinile in oggetto non è mai stato ristampato: Discogs evidenzia che venne stampato in tiratura limitata 300/350 copie non distribuite sul mercato. Molto ricercato dai collezionisti, il suo costo medio si aggira sui 150-200 euro. Non ci resta che ascoltarlo. Alla prossima. 


LINK

Post by George

venerdì 20 marzo 2026

Serie "Bootleg" n. 369 - Teresa De Sio - Unplugged in Torino, 26.10.1996 (soundboard)

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST

01. Riturnella
02. You Ain't Going Nowhere (Bob Dylan cover)
03, Voglia 'e turnà
04. Unknown
05. Marzo
06. Io non mi pento
07. Angelina
08. Un libero cercare 
09. Via con me (Paolo Conte cover) 
10. Anima linda
11. Animali italiani
12. Ridere


Regola generale riguardante i bootleg: verificare sempre l'autenticità, la provenienza e la fonte, visto che - purtroppo - circolano molte patacche. Fortunatamente questo fenomeno capita raramente per gli artisti italiani. Nella fattispecie il concerto di Teresa De Sio, patrimonio del nostro amico Osel, prima di essere oggetto del presente post, è stato ampiamente verificato fino a giungere - per avere la totale certezza - alla fonte primaria, ovvero la diretta interessata (Teresa De Sio), contattata dal nostro Osel. Io purtroppo non il filo diretto con i musicisti. Lui sì. La cantante ha confermato di avere eseguito nel corso del 1996 una ridottissima serie di concerti acustici. Questo - confermato anche da Setlist - risale al 26 ottobre 1996 ed è stato registrato all'Auditorium del Lingotto a Torino. Il concerto si intitolava "Musica contro la sofferenza". Sia io che Osel ci tenevamo molto alla sua pubblicazioni per due ragioni fondamentali: la bellezza e la purezza  del suono acustico e la qualità dell'audio, uno splendido soundboard. Lo show è stato ripulito dai dialoghi e anche gli applausi si sentono a malapena a conclusione delle singole tracce. 


Detto questo, detto praticamente tutto. Ricordo che nel 1995 Teresa pubblicò un album molto bello, intitolato "Un libero cercare", dal quale sono estratti alcuni brani proposti in questo concerto. Al disco parteciparono ospiti illustri quali Michele Ascolese alle chitarre, Ares Tavolazzi al basso, Mauro Pagani al violino e Claudio Pascoli al sax tenore. Nel corso del concerto qui proposto Teresa De Sio (che grande voce, ragazzi!) ci regala anche un paio di cover: You Ain't Going Nowhere di Bob Dylan e Via con me di Paolo Conte. L'iniziale Riturnella proviene dal repertorio dei Musicanova, in particolare dall'LP "Musica Nova" del 1978, attribuito a Eugenio Bennato e Carlo D'Angiò, nel quale Teresa cantava e suonava la chitarra acustica. Bellissimo il suo grande classico del 1982, Voglia 'e turnà, in versione unplugged. Insomma, un concerto straordinario che nulla ha da invidiare ad un album live ufficiale. Grazie Osel. Buon ascolto, carri amici.



   Post by George - Music by Osel

giovedì 19 marzo 2026

Dunwich - Horror At Red Hook (demo 1988 - musicassetta)


TRACKLIST:

01. Dark Ice - 4:51
02. Keep Running - 4:04
03.Time Still Lives Dying - 3:22
04. The Return - 6:21
05. On My Skin - 4:40
06. Sometimes, Somewhere - 6:52



FORMAZIONE:

Claudio Nigris - tastiere
Paolo Di Virgilio - basso
Fabiana Del Vico - batteria
Vincenzo Trasca - chitarra
Maethelyiah Luisa Nash (Max) - voce

ospite
Stefano Curasi - violino

Max #1

Max #2

Dunwich Atto III. E'il caso di dirlo. Quando un nostro lettore, nei commenti, chiese poco tempo fa se era possibile postare questo raro demo del 1988, mai più mi sarei aspettato di trovarmelo nella posta elettronica dopo pochissimi giorni. E' proprio vero che il team della Stratosfera riesce a scovare anche gli "introvabili". Il merito va al nostro amico e collaboratore Roberto che ringrazio vivamente. Roberto, è bene ricordarlo, ci aveva già inviato nello scorso mese di gennaio il primo album ufficiale dei Dunwich (postato qui), "Sul monte è il tuono" del 1994.  Mi chiedo da dove sbuchi questa introvabile cassetta. Eh sì, perché "Horror At Red Hook" è il secondo demo della band romana - dopo "Dunwich Horror" del 1987 - registrato a Roma l'8 agosto 1988 e contenente 5 brani. Almeno così scrivono gli stessi Dunwich sul loro sito ufficiale. Quindi la traccia n. 6 (Sometimes, Somewhere), che oltretutto risulta essere quella più lunga, è una inaspettata e ben gradita bonus track. Ci spiegherà Roberto da dove proviene. 

Dunwich nel 1987

Gli esordi del gruppo (1985-1988) ce li raccontano loro stessi all'interno del sito ufficiale: "Nell'estate del 1985 il tastierista Claudio Nigris decide di avviare un progetto musicale e chiama a sé il bassista Paolo Di Virgilio, la batterista Fabiana del Vico e il chitarrista Vincenzo Trasca con il quale aveva condiviso la precedente esperienza con gli Stormwitch. Il 20 ottobre 1985 segna la data di nascita dei Dunwich, nome scelto da Claudio ispirandosi sia alla letteratura dei racconti di H.P. Lovecraft, che hanno segnato le atmosfere dei brani del primo periodo della band, che al nome dell'omonima città del Suffolk sprofondata e inghiottita dal mare del Nord tra il 1287 e il 1328 a causa di tempeste e fenomeni di erosione.

Dunwich nel 1988

La voce della cantante Maethelyiah Luisa Nash (Max) arriva nel gruppo nel febbraio del 1987, e con questa formazione si registrano i primi due demo tape: Dunwich horror (Roma 12/06/1987) e Horror at Red Hook (08.08.1988)". Vorrei ricordare, per completezza d'informazione, che il 30 dicembre 2022 l'etichetta Bloodrock Records pubblicò un CD "limited edition" intitolato "Horror At Red Hook - Anthology of the 1985/88 + Revisited Unreleased Tracks" contenente 9 brani tra cui quelli appartenenti ai primi due demo. 

Dunwich nel 1988

Come si può evincere, nella formazione che registrerà il primo album ufficiale, il già citato "Sul monte è il tuono" troveremo il solo Claudio Nigris. I brani inclusi in questa cassetta sono acerbi, ancora embrionali,  ma lasciano già trapelare quel suono particolare, quel metal-gothic che caratterizzerà i futuri lavori. Nulla di straordinario, ma un bel documento che fotografa gli esordi di una band che realizzerà dei grandi album. Un ultimo grazie a Roberto che, sempre in tema di demo, me ne ha inviato un secondo di una band ottima ma sconosciuta, Ne riparleremo più avanti. 
Vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.

Dunwich live Roma 1988


Post by George - Music by Roberto

mercoledì 18 marzo 2026

martedì 17 marzo 2026

Deserto Rosso The Complete Works (2011-2012-2013)

 

Ispirato dalla presentazione di un brano da parte del mio caro amico Frank-One  (era la cover di "Non mi rompete" del BMS) all'interno della penultima puntata della sua trasmissione radiofonica  "The Prog Side Of The Moog", ho voluto fare l'esagerato pubblicando l'intera discografia dei Deserto Rosso. Onore al merito, il primo album me lo ha passato lo stesso Frank-One che, ovviamente, ringrazio. Ed ora facciamo conoscenza con i nostri protagonisti. Le prime informazioni provengono dal sito "Oubliette Magazine" del 13.10.2013. "La band Deserto Rosso nasce ufficialmente nel 2008 da un’idea della cantautrice romana Erika Savastani e del produttore e musicista Danilo Pao. Un’intesa professionale che risale già al 2003 con concerti e session in studio. Nel 2009-2010 i Deserto Rosso partecipano con successo ai tour estivi degli Zero Assoluto. Un’opportunità che permette loro di farsi conoscere al grande pubblico e che li impegna in un’intensa attività live, con oltre 90 concerti in giro per l’Italia e per l’Europa, nel corso dei quali presentano il loro primo singolo “Senza Cuore”. 


Nel 2011 esce il loro album d’esordio “Mi fanno male i capelli”, un incontro di stili, persone e rappresentazioni dell’inquieto mondo femminile.  Nel 2012 i Deserto Rosso pubblicano “Oasis Eléctronique”, EP contenente 5 versioni elettroniche del brano “Contact” contenuto in “Mi fanno male i capelli”. Sempre nel 2012 “Déjà Vu”, primo singolo del loro album d’esordio, diventa parte della colonna sonora composta dalla band per il cortometraggio “Ce l’hai un minuto?” di Alessandro Bardani. Il corto diventa finalista al premio David di Donatello 2012, e vince numerosi festival come miglior cortometraggio tra cui il M.I.F.F. Awards Cavallo di Leonardo 2013, ed è finalista al  “Cleveland International Film Festival”. Nel 2013 è la volta di "Progresso", secondo album dove Danilo ed Erika formano una band che vede Fernando Pantini alle chitarre, Andrea Ruta alla batteria, Adriano Pennino al piano elettrico e registrano l’album in presa diretta ai Forward studios di Grottaferrata, alla ricerca di un suono live ed omogeneo tra strumentazioni ed effetti dell’epoca".


Come è nato il progetto Deserto Rosso lo racconta la vocalist Erika Savastani in occasione di una intervista rilasciata nel 2009 a Maria Giovanna Tarullo sulla rivista on line "Abitare Roma". "Il progetto Deserto Rosso nasce dalle ceneri dei vecchi gruppi, di cui io e Danilo Pao eravamo membri. La mia decisione di tornare a Roma, dopo aver viaggiato molto e lavorato all’estero nel campo della musica e del cinema, mi ha portato a conoscere Danilo tramite il bassista del mio primo gruppo, gli Isterika. Un valido musicista che stimavo molto e che aveva già molta esperienza nel campo della produzione musicale; per molto tempo abbiamo suonato con questa formazione più la collaborazione di Ash (allora bassista degli Almamegretta). 


Anche se nel momento in cui Danilo, insieme ad Enrico Sognato, ha deciso di dedicarsi alla produzione degli Zero Assoluto, abbiamo rallentato i nostri progetti in campo musicale, ma ora che Matteo e Thomas hanno raggiunto il successo proprio loro hanno insistito perché riprendessimo a fare la nostra musica". Piccola curiosità: la scelta del nome nasce dalla passione dei due musicisti per il cinema di Michelangelo Antonioni, in particolare per il film "Deserto Rosso" con Monica Vitti come protagonista.
Concluse le presentazioni si passa alla musica.

Deserto Rosso - Mi fanno male i capelli (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Deja vu (feat. Chef Ragoo) - 6:41
02. Dimenticami Forever (feat. Dario Cassini) - 3:33
03. Senza Cuore - 3:31
04. Eko interminabile - 4:11
05. Contact - 3:25
06. Angelo maledetto - 3:45
07. Nel sole della notte (The Vampire) - 3:38
08. Dormidò (nei tuoi sogni sarò) - 3:07

Bonus track
09. Senza cuore (single version) - 3:41


FORMAZIONE:

Erika Savastani - voce
Danilo Pao - chitarra, basso, programming
Fernando Pantini - chitarra
Alex Canini - batteria


"Mi fanno male i capelli". primo album dei Deserto Rosso (nel 2023 diventerà il titolo di un film diretto da Roberta Torre, in ricordo di Monica Vitti) viene pubblicato dall'etichetta LaSuGo.
Il disco esplora l'amore in chiave pop con citazioni a coppie celebri del Novecento e comprende 8 tracce (ho aggiunto la single version di Senza Cuore come bonus track) di ottimo livello, enfatizzate dalla voce calda. morbida e, in alcuni tratti, sensuale, di Erika Savastani. 


"Abbiamo un legame affettivo con tutti i musicisti e gli autori con cui abbiamo collaborato - precisa Erika sempre nel corso dell'intervista del 2009 - e queste persone sono state fondamentali nel nostro percorso di vita. Chef Ragoo (rapper romano), ad esempio, ha collaborato alla scrittura del testo della canzone Deja Vù. Importante è anche il rapporto che abbiamo instaurato con Dario Cassini, che appare nella canzone scritta da Maurizio Costanzo"


Deserto Rosso - Oasis Electronique (EP, 2012)


TRACKLIST:

01. Contact Incredible Mash - 4:20
02. Contact Neuf Occasion - 2:33
03. Contactronik - 2:42
04. Contact Une Parisienne - 3:21
05. Contact - 3:30


"Oasis électronique" è un EP pubblicato dalla Aroma Rec. nel 2012, mentre il gruppo stava lavorando al secondo album. Contiene cinque versioni di "Contact", brano composto da Serge Gainsbourg e cantato nel lontano 1967 da Brigitte Bardot. La versione "base" era inclusa nel CD "Mi fanno male i capelli". Il brano è accattivante ma qui non si aggiunge nulla di nuovo: puro divertissement e niente di più.



Deserto Rosso - Progresso (CD, 2013)


TRACKLIST:

01. Non mi rompete - 7:33
02. Casa mia - 3:21
03. Ognuno sa - 4:10
04. Sera - 4:05
05. Messico lontano - 4:35
06. Guai a voi - 4:20
07. Cosa pensiamo dell'amore - 5:10


FORMAZIONE:

Erika Savastani - vox -percussioni
Danilo Pao - bass VI
Fernando Pantini - chitarra elettrica e acustica
Adriano Pennino - piano elettrico
Andrea Ruta - batteria


Siamo così giunti al 2013, anno in cui viene pubblicato l'ultimo lavoro dei Deserto Rosso dal titolo "Progresso". Il progetto, guidato come sempre da Erika Savastani e Danilo Pao, si configura come un concept album tributo dedicato alla scena rock e progressive italiana degli anni '60 e '70. L'obiettivo dichiarato era riscoprire le radici della musica italiana attraverso la reinterpretazione di brani di band storiche e formazioni un po' meno note dell'epoca. 
Così scriveva Gino Castaldo su "La Repubblica - Spettacoli" del 13 settembre 2013: "Erika e Danilo si sono gettati nell'impresa (ndr - il nuovo album "Pogresso") con un entusiasmo travolgente, spinti dalle bellezza dei pezzi, tra cui le più note 'Non mi rompete' del Banco, o 'Casa mia' dell'Equipe 84 (reinventata brillantemente in chiave reggae-rock) che alla lettera non rientra nei confini del progressive, ma che era parte dell'atmosfera dei tempi. Completano il quadro 'Sera' delle Orme, 'Cosa pensiamo dell'amore' dei New Trolls, e la più sconosciuta di tutte, 'Guai a voi', di Lydia e gli Hellua Xenium, componendo un quadro languido e tormentato, un tributo a una grande stagione di musica italiana, ma anche un insieme di pezzi che brillano di luce propria e che rivisti in questa chiave sono parte della modernità. Scopriamo, anzi, che ripuliti dalla polvere del tempo, hanno tanto da dirci, oggi".

Ne mancano due all'appello, che aggiungo io, ovvero "Ognuno sa", dal primo LP del 1972 della Reale Accademia di Musica e "Messico lontano", brano della band Alberomotore risalente al 1975. 


Qui si conclude l'avventura musicale dei Deserto Rosso. Oggi Erika Savastani è la vocalisi della Reale Accademia di Musica, altro gruppo storico del progressive rock italiano riformato nel 2018 dal chitarrista e membro fondatore, Pericle Sponzilli. Pare che ka cantante romana sia stata invitata a collaborare con la band dallo stesso Sponzilli dopo avere ascoltato la cover di "Ognuno sa". Con la RAM Erika ha registrato "Angeli mutanti" (2018) e "Lame di luce" (2022). Danilo Pao è invece  impegnato nel campo della produzione musicale. Con questo è' proprio tutto. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK Mi fanno male i capelli (2011)
LINK Oasis électronique (2012)
LINK Progresso (2013)

Post by George with the help of Frank-One