martedì 3 marzo 2026
Gigi Venegoni - Ante Tilt (CD, 2006 - registrazioni del 1972-1973)
domenica 1 marzo 2026
Corrado Sannucci - La sfida e le passioni (CD, 1993)
![]() |
TRACKLIST:
02. Le mele rosse
03. Hangar
04. Il male e il nero (Funerali di stato)
05. Perdona
06. Asma bambina (Il bambino che si crede Eolo)
07. Cartesio
08. La sfida
09. Incidendo la stele
Alessandro Cercato: basso elettrico
Claudio Corvini: tromba
Francesco Marini: sax contralto, sax soprano
Mike Appelbaum: tromba, flicorno
Silvia Schiavoni: voce in “Tutti nomi di Giuda”
Giovanna Marini: voci in “Incidendo la stele"
![]() |
| Un ritratto di Corrado Sannucci |
L’occasione del rientro mi è data da un CD che, sistemando un po’ i miei scaffali, è saltato fuori un po’ a sorpresa. Ancora più sorprendente è stato il constatare che, nonostante qualche buona recensione ricevuta all’epoca, questo lavoro sembra essere a tutt’oggi un’opera-fantasma, un disco missing in action. Il web, a parte citarlo, sembra ignorarlo, almeno per quello che ho potuto constatare: non è su Youtube e non è nemmeno catalogato su Discogs. Per questo ho pensato di riproporlo per gli amici della Stratosfera, sempre ghiotti di rarità, sperando che possa essere un contributo interessante.
Stiamo parlando de “La sfida e le passioni”, opera seconda e ultima di Corrado Sannucci, uno di quelli la cui storia artistica è legata indissolubilmente al mitico Folkstudio di Cesaroni. E’ qui infatti che il giovane Sannucci muove i suoi primi passi quando già altri colleghi (i De Gregori, i Bassignano, i Venditti, i De Angelis, i Lo Cascio) sono già approdati al primo disco (se non al secondo) e qualcuno si stava già avviando verso il successo. Sarà proprio l’etichetta “Folkstudio” voluta da Cesaroni per dare voce e opportunità ai suoi giovani (fra essi, Mimmo Locasciulli) a far esordire discograficamente Sannucci nel 1975 con "I falò di maggio”, titolo con echi pavesiani che nasconde in realtà una vena politica e sociale molto evidente, con un’interpretazione vocale che ricorda molto da vicino Paolo Pietrangeli (è stato proprio lui che, su indicazione di Giaime Pintor e Marco Lombardo Radice, lo aveva indirizzato al Folkstudio). Sulla scia della pubblicazione di quest’album, nel ’76 si esibisce in diverse occasioni per “Lotta Continua” movimento di cui è un convinto militante, ed è invitato a partecipare al Club Tenco.
![]() |
| Programma del Tenco 1976 |
Ma il riflusso è dietro l’angolo, e molte strade si chiudono, sicché, a parte altre episodiche occasioni (tra cui la collaborazione con un pezzo, “Martello”, alla colonna sonora di “Sogni d’oro” di Nanni Moretti e una canzone uscita nel 1986 su un 45 giri collettivo per raccogliere fondi per il Folkstudio), Corrado Sannucci si allontana dal mondo della canzone per dedicarsi ad altro.
![]() |
| Corrado Sannucci nel mediometraggio di Nanni Moretti "Come parli, frate?" del 1974 |
Negli anni ‘80 sviluppa infatti una carriera giornalistica già avviata in precedenza (a metà '70 aveva collaborato con Muzak), una carriera che lo porta prima a “Reporter” (nulla a che vedere con l’attuale trasmissione di RAI 3) e poi, alla sua chiusura, a Repubblica dove però si occupa prevalentemente di sport (calcio, atletica, rugby e pallavolo in particolare), diventando uno dei giornalisti sportivi più apprezzati. Scrittore, lo si ricorda in particolar modo per “Lotta Continua. Gli uomini dopo” (Limina, poi ristampato per Fuori Onda), e per “A parte il cancro tutto bene” (Mondadori), libro autobiografico in cui racconta come il tumore, che nel 2009 lo porterà alla morte a soli 59 anni, ha fatto irruzione nella sua vita e in quella della sua famiglia. Nel 2008 un suo pezzo, “Angelo” viene interpretato da Piero Brega (Canzoniere del Lazio, Carnascialia) per il suo album “Fuori dal paradiso”.
Ma sarà anche ora di cominciare a parlare dell’album oggetto di questo post, che ne dite? Allora, cominciamo dalla coordinate-base: "La sfida e le passioni" esce, in formato CD, nel 1993, alla bellezza di 18 anni di distanza dall’esordio, per l’etichetta “Stentore”, dietro la quale si cela un’autoproduzione. E’ un album che va ascoltato nel suo contesto, come colpo di reni di un cantautore che aveva esordito in tutt’altra epoca. Musicalmente si avverte un po’ che il budget era, giocoforza, limitato, e gli arrangiamenti si appoggiano soprattutto sulle tastiere che, complice un basso fretless, riempiono la scena sonora su cui si staglia la voce profonda di Sannucci. Ogni tanto qua e là fa capolino una chitarra acustica e un fiato (sax soprano e contralto, flicorno, tromba).
Insomma, musicalmente siamo più o meno dalle parti di altri “ritorni” di vecchi leoni a cavallo tra ’80 e ’90 (come il Claudio Lolli del disco omonimo del 1988, il Pietrangeli -ancora lui- di “Tarzan e le sirene”, stesso anno), ma se si supera un po’ l’effetto “ciglio alzato” che ci fanno questi suoni un po’ datati e, almeno sulla carta, poco consoni alla canzone d’autore, quello che resta è un disco che regala alcune belle canzoni che acquistano punti a ogni ascolto. Parlo soprattutto di pezzi che sfoggiano refrain notevoli come “Il male e il nero” e “Perdona”. A queste mi sentirei di aggiungere “Hangar” in cui l’arrangiamento si fa più interessante (e dove compare l’inaspettata rima tra “paptest” e “Oktoberfest”) e “La sfida” con sentori battiatiani in certe soluzioni sonore (lo stesso sentore l’avevamo già avvertito nella cosa finale di “Tutti i nomi di Giuda”).
Inoltre, vogliate apprezzare la chicca finale: i 100 secondi di “Incidendo la stele” in cui prende la scena, sovrapponendo diversi voci, la grande Giovanna Marini, anche lei purtroppo da poco scomparsa (con la Marini collaborerà anche per la parte musicale di “I-TIGI- Canto per Ustica” di Marco Paolini). Pur nella sua brevità, si tratta di un pezzo intenso e dolente, che, come raccontano le note del libretto, prende spunto da un fatto di cronaca: “A Franca V. di Pordenone, il medico nascose che l’amniocentesi rivelava gravi malformazioni al feto. Per il suo silenzio, il medico è stato assolto: la Chiesa ha giustificato il suo operato teorizzando che la bugia è necessaria, oltre che eticamente lecita, se la verità può provocare un peggioramento delle condizioni della madre. Di B., nata senza braccia, senza una gamba, e con malformazioni al viso e al cranio, nessuno parla”.
![]() |
| direttamente dal mio Cd-Rom "Gli anni di Repubblica", 20 marzo 1992 |
A un altro dramma medico (la morte del piccolo Ciro E.) è dedicata “Asma”.
Gli arrangiamenti sono di Riccardo Giagni (che suona la chitarra e produce anche) e Paolo Emilio Marrocco e c’è da dire che, fatta la tara per i motivi di cui si diceva prima, alla fine risultano tutto sommato funzionali a creare il mood per queste canzoni che si muovono su un crinale poetico ed umano, una sorta di bilancio della maturità. La penna di Sannucci, forte delle esperienze accumulate negli anni, si è decisamente affinata e i testi risultano notevoli, sospesi come sono tra onirismo, delusioni esistenziali, ricerca dell’essenza del vivere, passioni (appunto) civili. A mio parere si rivelano di molto superiori a quelli del già ricordato (e, relativamente, più noto) esordio del ’75 che scontava una certa retorica figlia di quell’epoca barricadera (se volete considerarli con calma, ve li ho scansionati nel link che vi posto alla fine). Non che, come si è visto, gli slanci politici siano stati messi da parte dal Sannucci ultraquarantenne (ne fanno fede anche l’iniziale “Tutti i nomi di Giuda” o la già ricordata “Il male e il nero”), ma ora sono amalgamati con altri temi e, liberati dalla necessità zdanoviana di dover per forza esibire l’impegno, risultano ancora più efficaci.
Insomma, forse non siamo dalle parti del capolavoro, ma “La sfida e le passioni” mi sembra un album sicuramente meritevole di tornare alla luce, dopo più di trent’anni di oblio.
Post by Andrea "Arrivano gli Sprassolati" Caponeri
.jpg)






































.jpg)








