venerdì 20 marzo 2026

Serie "Bootleg" n. 369 - Teresa De Sio - Unplugged in Torino, 26.10.1996 (soundboard)

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST

01. Riturnella
02. You Ain't Going Nowhere (Bob Dylan cover)
03, Voglia 'e turnà
04. Unknown
05. Marzo
06. Io non mi pento
07. Angelina
08. Un libero cercare 
09. Via con me (Paolo Conte cover) 
10. Anima linda
11. Animali italiani
12. Ridere


Regola generale riguardante i bootleg: verificare sempre l'autenticità, la provenienza e la fonte, visto che - purtroppo - circolano molte patacche. Fortunatamente questo fenomeno capita raramente per gli artisti italiani. Nella fattispecie il concerto di Teresa De Sio, patrimonio del nostro amico Osel, prima di essere oggetto del presente post, è stato ampiamente verificato fino a giungere - per avere la totale certezza - alla fonte primaria, ovvero la diretta interessata (Teresa De Sio), contattata dal nostro Osel. Io purtroppo non il filo diretto con i musicisti. Lui sì. La cantante ha confermato di avere eseguito nel corso del 1996 una ridottissima serie di concerti acustici. Questo - confermato anche da Setlist - risale al 26 ottobre 1996 ed è stato registrato all'Auditorium del Lingotto a Torino. Il concerto si intitolava "Musica contro la sofferenza". Sia io che Osel ci tenevamo molto alla sua pubblicazioni per due ragioni fondamentali: la bellezza e la purezza  del suono acustico e la qualità dell'audio, uno splendido soundboard. Lo show è stato ripulito dai dialoghi e anche gli applausi si sentono a malapena a conclusione delle singole tracce. 


Detto questo, detto praticamente tutto. Ricordo che nel 1995 Teresa pubblicò un album molto bello, intitolato "Un libero cercare", dal quale sono estratti alcuni brani proposti in questo concerto. Al disco parteciparono ospiti illustri quali Michele Ascolese alle chitarre, Ares Tavolazzi al basso, Mauro Pagani al violino e Claudio Pascoli al sax tenore. Nel corso del concerto qui proposto Teresa De Sio (che grande voce, ragazzi!) ci regala anche un paio di cover: You Ain't Going Nowhere di Bob Dylan e Via con me di Paolo Conte. L'iniziale Riturnella proviene dal repertorio dei Musicanova, in particolare dall'LP "Musica Nova" del 1978, attribuito a Eugenio Bennato e Carlo D'Angiò, nel quale Teresa cantava e suonava la chitarra acustica. Bellissimo il suo grande classico del 1982, Voglia 'e turnà, in versione unplugged. Insomma, un concerto straordinario che nulla ha da invidiare ad un album live ufficiale. Grazie Osel. Buon ascolto, carri amici.



   Post by George - Music by Osel

giovedì 19 marzo 2026

Dunwich - Horror At Red Hook (demo 1988 - musicassetta)


TRACKLIST:

01. Dark Ice - 4:51
02. Keep Running - 4:04
03.Time Still Lives Dying - 3:22
04. The Return - 6:21
05. On My Skin - 4:40
06. Sometimes, Somewhere - 6:52



FORMAZIONE:

Claudio Nigris - tastiere
Paolo Di Virgilio - basso
Fabiana Del Vico - batteria
Vincenzo Trasca - chitarra
Maethelyiah Luisa Nash (Max) - voce

ospite
Stefano Curasi - violino

Max #1

Max #2

Dunwich Atto III. E'il caso di dirlo. Quando un nostro lettore, nei commenti, chiese poco tempo fa se era possibile postare questo raro demo del 1988, mai più mi sarei aspettato di trovarmelo nella posta elettronica dopo pochissimi giorni. E' proprio vero che il team della Stratosfera riesce a scovare anche gli "introvabili". Il merito va al nostro amico e collaboratore Roberto che ringrazio vivamente. Roberto, è bene ricordarlo, ci aveva già inviato nello scorso mese di gennaio il primo album ufficiale dei Dunwich (postato qui), "Sul monte è il tuono" del 1994.  Mi chiedo da dove sbuchi questa introvabile cassetta. Eh sì, perché "Horror At Red Hook" è il secondo demo della band romana - dopo "Dunwich Horror" del 1987 - registrato a Roma l'8 agosto 1988 e contenente 5 brani. Almeno così scrivono gli stessi Dunwich sul loro sito ufficiale. Quindi la traccia n. 6 (Sometimes, Somewhere), che oltretutto risulta essere quella più lunga, è una inaspettata e ben gradita bonus track. Ci spiegherà Roberto da dove proviene. 

Dunwich nel 1987

Gli esordi del gruppo (1985-1988) ce li raccontano loro stessi all'interno del sito ufficiale: "Nell'estate del 1985 il tastierista Claudio Nigris decide di avviare un progetto musicale e chiama a sé il bassista Paolo Di Virgilio, la batterista Fabiana del Vico e il chitarrista Vincenzo Trasca con il quale aveva condiviso la precedente esperienza con gli Stormwitch. Il 20 ottobre 1985 segna la data di nascita dei Dunwich, nome scelto da Claudio ispirandosi sia alla letteratura dei racconti di H.P. Lovecraft, che hanno segnato le atmosfere dei brani del primo periodo della band, che al nome dell'omonima città del Suffolk sprofondata e inghiottita dal mare del Nord tra il 1287 e il 1328 a causa di tempeste e fenomeni di erosione.

Dunwich nel 1988

La voce della cantante Maethelyiah Luisa Nash (Max) arriva nel gruppo nel febbraio del 1987, e con questa formazione si registrano i primi due demo tape: Dunwich horror (Roma 12/06/1987) e Horror at Red Hook (08.08.1988)". Vorrei ricordare, per completezza d'informazione, che il 30 dicembre 2022 l'etichetta Bloodrock Records pubblicò un CD "limited edition" intitolato "Horror At Red Hook - Anthology of the 1985/88 + Revisited Unreleased Tracks" contenente 9 brani tra cui quelli appartenenti ai primi due demo. 

Dunwich nel 1988

Come si può evincere, nella formazione che registrerà il primo album ufficiale, il già citato "Sul monte è il tuono" troveremo il solo Claudio Nigris. I brani inclusi in questa cassetta sono acerbi, ancora embrionali,  ma lasciano già trapelare quel suono particolare, quel metal-gothic che caratterizzerà i futuri lavori. Nulla di straordinario, ma un bel documento che fotografa gli esordi di una band che realizzerà dei grandi album. Un ultimo grazie a Roberto che, sempre in tema di demo, me ne ha inviato un secondo di una band ottima ma sconosciuta, Ne riparleremo più avanti. 
Vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.

Dunwich live Roma 1988


Post by George - Music by Roberto

mercoledì 18 marzo 2026

martedì 17 marzo 2026

Deserto Rosso The Complete Works (2011-2012-2013)

 

Ispirato dalla presentazione di un brano da parte del mio caro amico Frank-One  (era la cover di "Non mi rompete" del BMS) all'interno della penultima puntata della sua trasmissione radiofonica  "The Prog Side Of The Moog", ho voluto fare l'esagerato pubblicando l'intera discografia dei Deserto Rosso. Onore al merito, il primo album me lo ha passato lo stesso Frank-One che, ovviamente, ringrazio. Ed ora facciamo conoscenza con i nostri protagonisti. Le prime informazioni provengono dal sito "Oubliette Magazine" del 13.10.2013. "La band Deserto Rosso nasce ufficialmente nel 2008 da un’idea della cantautrice romana Erika Savastani e del produttore e musicista Danilo Pao. Un’intesa professionale che risale già al 2003 con concerti e session in studio. Nel 2009-2010 i Deserto Rosso partecipano con successo ai tour estivi degli Zero Assoluto. Un’opportunità che permette loro di farsi conoscere al grande pubblico e che li impegna in un’intensa attività live, con oltre 90 concerti in giro per l’Italia e per l’Europa, nel corso dei quali presentano il loro primo singolo “Senza Cuore”. 


Nel 2011 esce il loro album d’esordio “Mi fanno male i capelli”, un incontro di stili, persone e rappresentazioni dell’inquieto mondo femminile.  Nel 2012 i Deserto Rosso pubblicano “Oasis Eléctronique”, EP contenente 5 versioni elettroniche del brano “Contact” contenuto in “Mi fanno male i capelli”. Sempre nel 2012 “Déjà Vu”, primo singolo del loro album d’esordio, diventa parte della colonna sonora composta dalla band per il cortometraggio “Ce l’hai un minuto?” di Alessandro Bardani. Il corto diventa finalista al premio David di Donatello 2012, e vince numerosi festival come miglior cortometraggio tra cui il M.I.F.F. Awards Cavallo di Leonardo 2013, ed è finalista al  “Cleveland International Film Festival”. Nel 2013 è la volta di "Progresso", secondo album dove Danilo ed Erika formano una band che vede Fernando Pantini alle chitarre, Andrea Ruta alla batteria, Adriano Pennino al piano elettrico e registrano l’album in presa diretta ai Forward studios di Grottaferrata, alla ricerca di un suono live ed omogeneo tra strumentazioni ed effetti dell’epoca".


Come è nato il progetto Deserto Rosso lo racconta la vocalist Erika Savastani in occasione di una intervista rilasciata nel 2009 a Maria Giovanna Tarullo sulla rivista on line "Abitare Roma". "Il progetto Deserto Rosso nasce dalle ceneri dei vecchi gruppi, di cui io e Danilo Pao eravamo membri. La mia decisione di tornare a Roma, dopo aver viaggiato molto e lavorato all’estero nel campo della musica e del cinema, mi ha portato a conoscere Danilo tramite il bassista del mio primo gruppo, gli Isterika. Un valido musicista che stimavo molto e che aveva già molta esperienza nel campo della produzione musicale; per molto tempo abbiamo suonato con questa formazione più la collaborazione di Ash (allora bassista degli Almamegretta). 


Anche se nel momento in cui Danilo, insieme ad Enrico Sognato, ha deciso di dedicarsi alla produzione degli Zero Assoluto, abbiamo rallentato i nostri progetti in campo musicale, ma ora che Matteo e Thomas hanno raggiunto il successo proprio loro hanno insistito perché riprendessimo a fare la nostra musica". Piccola curiosità: la scelta del nome nasce dalla passione dei due musicisti per il cinema di Michelangelo Antonioni, in particolare per il film "Deserto Rosso" con Monica Vitti come protagonista.
Concluse le presentazioni si passa alla musica.

Deserto Rosso - Mi fanno male i capelli (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Deja vu (feat. Chef Ragoo) - 6:41
02. Dimenticami Forever (feat. Dario Cassini) - 3:33
03. Senza Cuore - 3:31
04. Eko interminabile - 4:11
05. Contact - 3:25
06. Angelo maledetto - 3:45
07. Nel sole della notte (The Vampire) - 3:38
08. Dormidò (nei tuoi sogni sarò) - 3:07

Bonus track
09. Senza cuore (single version) - 3:41


FORMAZIONE:

Erika Savastani - voce
Danilo Pao - chitarra, basso, programming
Fernando Pantini - chitarra
Alex Canini - batteria


"Mi fanno male i capelli". primo album dei Deserto Rosso (nel 2023 diventerà il titolo di un film diretto da Roberta Torre, in ricordo di Monica Vitti) viene pubblicato dall'etichetta LaSuGo.
Il disco esplora l'amore in chiave pop con citazioni a coppie celebri del Novecento e comprende 8 tracce (ho aggiunto la single version di Senza Cuore come bonus track) di ottimo livello, enfatizzate dalla voce calda. morbida e, in alcuni tratti, sensuale, di Erika Savastani. 


"Abbiamo un legame affettivo con tutti i musicisti e gli autori con cui abbiamo collaborato - precisa Erika sempre nel corso dell'intervista del 2009 - e queste persone sono state fondamentali nel nostro percorso di vita. Chef Ragoo (rapper romano), ad esempio, ha collaborato alla scrittura del testo della canzone Deja Vù. Importante è anche il rapporto che abbiamo instaurato con Dario Cassini, che appare nella canzone scritta da Maurizio Costanzo"


Deserto Rosso - Oasis Electronique (EP, 2012)


TRACKLIST:

01. Contact Incredible Mash - 4:20
02. Contact Neuf Occasion - 2:33
03. Contactronik - 2:42
04. Contact Une Parisienne - 3:21
05. Contact - 3:30


"Oasis électronique" è un EP pubblicato dalla Aroma Rec. nel 2012, mentre il gruppo stava lavorando al secondo album. Contiene cinque versioni di "Contact", brano composto da Serge Gainsbourg e cantato nel lontano 1967 da Brigitte Bardot. La versione "base" era inclusa nel CD "Mi fanno male i capelli". Il brano è accattivante ma qui non si aggiunge nulla di nuovo: puro divertissement e niente di più.



Deserto Rosso - Progresso (CD, 2013)


TRACKLIST:

01. Non mi rompete - 7:33
02. Casa mia - 3:21
03. Ognuno sa - 4:10
04. Sera - 4:05
05. Messico lontano - 4:35
06. Guai a voi - 4:20
07. Cosa pensiamo dell'amore - 5:10


FORMAZIONE:

Erika Savastani - vox -percussioni
Danilo Pao - bass VI
Fernando Pantini - chitarra elettrica e acustica
Adriano Pennino - piano elettrico
Andrea Ruta - batteria


Siamo così giunti al 2013, anno in cui viene pubblicato l'ultimo lavoro dei Deserto Rosso dal titolo "Progresso". Il progetto, guidato come sempre da Erika Savastani e Danilo Pao, si configura come un concept album tributo dedicato alla scena rock e progressive italiana degli anni '60 e '70. L'obiettivo dichiarato era riscoprire le radici della musica italiana attraverso la reinterpretazione di brani di band storiche e formazioni un po' meno note dell'epoca. 
Così scriveva Gino Castaldo su "La Repubblica - Spettacoli" del 13 settembre 2013: "Erika e Danilo si sono gettati nell'impresa (ndr - il nuovo album "Pogresso") con un entusiasmo travolgente, spinti dalle bellezza dei pezzi, tra cui le più note 'Non mi rompete' del Banco, o 'Casa mia' dell'Equipe 84 (reinventata brillantemente in chiave reggae-rock) che alla lettera non rientra nei confini del progressive, ma che era parte dell'atmosfera dei tempi. Completano il quadro 'Sera' delle Orme, 'Cosa pensiamo dell'amore' dei New Trolls, e la più sconosciuta di tutte, 'Guai a voi', di Lydia e gli Hellua Xenium, componendo un quadro languido e tormentato, un tributo a una grande stagione di musica italiana, ma anche un insieme di pezzi che brillano di luce propria e che rivisti in questa chiave sono parte della modernità. Scopriamo, anzi, che ripuliti dalla polvere del tempo, hanno tanto da dirci, oggi".

Ne mancano due all'appello, che aggiungo io, ovvero "Ognuno sa", dal primo LP del 1972 della Reale Accademia di Musica e "Messico lontano", brano della band Alberomotore risalente al 1975. 


Qui si conclude l'avventura musicale dei Deserto Rosso. Oggi Erika Savastani è la vocalisi della Reale Accademia di Musica, altro gruppo storico del progressive rock italiano riformato nel 2018 dal chitarrista e membro fondatore, Pericle Sponzilli. Pare che ka cantante romana sia stata invitata a collaborare con la band dallo stesso Sponzilli dopo avere ascoltato la cover di "Ognuno sa". Con la RAM Erika ha registrato "Angeli mutanti" (2018) e "Lame di luce" (2022). Danilo Pao è invece  impegnato nel campo della produzione musicale. Con questo è' proprio tutto. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK Mi fanno male i capelli (2011)
LINK Oasis électronique (2012)
LINK Progresso (2013)

Post by George with the help of Frank-One

domenica 15 marzo 2026

Goodbye Walter Martino (1953-2026 - R.I.P.) - Il Reale Impero Britannico - Perché si uccidono (original motion picture soundtrack) (LP, 1976) & Goblin Legacy Live 2025


Ennesimo lutto, ennesimo ricordo di un protagonista di almeno sei decenni di grande musica italiana: Walter Martino, da tutti ricordato come batterista e co-fondatore dei Goblin, ci ha lasciati il 7 marzo scorso all'età di 72 anni. La notizia è stata immediatamente comunicata dalla band con un messaggio pubblicato sui social, in cui i membri hanno ricordato il ruolo di Martino nella storia del gruppo e nella costruzione della loro identità musicale. A seguire fiumi di parole e di articoli su tutti i principali mezzi di informazione. Come già sopra accennato il suo nome resta legato soprattutto alla realizzazione della colonna sonora del film "Profondo Rosso" diretto da Dario Argento, uscito nel 1975. L'album, pubblicato dalla Cinevox nello stesso anno, è divenuto nel tempo un oggetto di culto, un cavallo di battaglia ancora oggi riproposto dalle diverse incarnazioni dei Goblin. Nel loro post i Goblin parlano di "un suono costruito nel tempo, grazie anche alla sensibilità ritmica di Martino". Il riconoscimento internazionale del gruppo passa da quella stagione e dalla collaborazione con Argento, che ha consolidato nel grande pubblico l’associazione tra la band e un certo tipo di tensione narrativa e atmosferica.

I Goblin con Dario Argento (1975)

Walter era nato a Milano il 18 aprile 1953 ed era un cosiddetto "figlio d'arte", così come l'amico e collega Claudio Simonetti. In particolare il padre di Walter, Bruno Martino, era stato un famoso pianista, cantante e compositore, con una lunga produzione discografica, iniziata negli anni '50 e proseguita in modo più intenso nei due decenni successivi. Cresciuto a Roma, negli ultimi anni si era trasferito a Portoferraio, sull’isola d’Elba. La sua lunga carriera artistica comprende, oltre che nei Goblin, la presenza come batterista e percussionista in altri gruppi storici del progressive rock italiano tra i quali Il Ritratto di Dorina Gray (già al fianco di Claudio Simonetti - nessun album in studio realizzato), la Reale Accademia di Musica, la Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, i Libra e il Banco del Mutuo Soccorso. 

Walter con la Reale Accademia di Musica

Conclusa la breve stagione delle colonne sonore (una di queste la presentiamo più avanti) Walter Martino ha lavorato a lungo anche come turnista e in tournée con molti cantanti italiani, tra i quali Mia Martini, Alan Sorrenti, Claudio Baglioni, Rino Gaetano, Antonello Venditti, Loredana Bertè e Renato Zero, oltre a collaborazioni con musicisti internazionali. Il legame con il cinema è proseguito anche oltre "Profondo Rosso", con le musiche di “Schock” firmate insieme ai Libra. Negli anni Novanta si è occupato anche di percorsi formativi, fondando la Percussion System School e organizzando per anni un concorso nazionale per batteristi e percussionisti non professionisti, oltre a pubblicare un videometodo per lo studio dello strumento. Voglio anche ricordare i suoi due album solisti pubblicati nel 1980, "Walter Martino" e "Nervi a pezzi", nonché la partecipazione al disco di Gianfranco Continenza "Face The Truth" del 2011. 

Walter con i Libra

Oltre alla colonna sonora di "Profondo Rosso" dove Walter Martino contribuì alla composizione e suonò la batteria in tutti i brani ad eccezione di "Death Dies" (affidata ad Agostino Marangolo), il musicista insieme ai compagni di avventura Goblin, registrò - sempre nel corso del 1975 - un album fino a qualche anno fa ritenuto "misterioso", perché attribuito ad un gruppo fantasma, ovvero Il Reale Impero Britannico. Queste musiche furono scritte per la colonna sonora del film "Perché si uccidono", conosciuto anche come "La merde", diretto dal regista Mauro Macario e uscito nelle sale nel 1976. Per chi non lo conoscesse si tratta di un film drammatico che esplora il mondo dell'emarginazione giovanile e del consumo di droga negli anni '70, analizzando le ragioni sociali e psicologiche che stanno dietro l'autodistruzione e il suicidio. 
La colonna sonora fu composta da vari autori: Willi Brezza venne incaricato di comporre le musiche (qui 5 brani strumentali e una canzone), il maestro del cinema horror Fabio Frizzi scrisse un pezzo intitolato Kalù e compose altri 4 brani con Simonetti, Morante, Pignatelli, Martino, tra cui la suggestiva Edda, che vede la fantastica voce del cinema italiano Edda Dell'Orso. E' questa l'unica colonna sonora della lunga filmografia dei Goblin in cui hanno usato un nome diverso e dove di nuovo la band ha dimostra la sua padronanza della musica progressive. 


L'album originale venne pubblicato dalla Cinevox nel 1976 e ristampato alcune volte nel corso degli anni sia in vinile che in CD, anche per il mercato giapponese (nel 2000 e 2010). Bene, passiamo ora alla musica. Il primo ricordo di Walter Martino è legato proprio a questo poco conosciuto album del Reale Impero Britannico. Per un approfondimento riguardante la nascita e i contenuti del disco vi invito a leggere la dettagliata recensione pubblicata sul blog "John's Classic Rock" cliccando qui

Il Reale Impero Britannico - Perché si uccidono 
(original motion picture soundtrack) - (LP, 1976)


TRACKLIST:

01. Epopea – 2:56 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli, Morante, Martino)
02. Ammoniaca – 2:24 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli, Morante, Martino)
03. Kalu – 4:52 (Frizzi)
04. Edda – 2:58 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli, Morante, Martino - voce Edda Dell'Orso)
05. Epopea (reprise) – 1:26 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli,  Morante, Martino)
06. My Damned Shit – 3:03 (Pietravalle, Brezza - voce Tony Tartarini)
07. Dodici e un quarto – 1:54 (Brezza)
08. Block – 2:38 (Brezza)
09. R.I.B. – 4:09 (Brezza)
10. Apotheke – 2:28 (Brezza)
11. Distrazioni – 2:28 (Brezza)


FORMAZIONE IL REALE IMPERO BRITANNICO (alias GOBLIN)

Claudio Simonetti - tastiere
Massimo Morante - chitarra
Fabio Pignatelli - basso
Walter Martino - batteria

Goblin (1975)

Nonostante i brani siano stati composti agli inizi del 1975, in contemporanea con quelli che confluiranno in "Profondo Rosso", qui i suoni sono decisamente diversi. Non aspettatevi un "P.R. 2". Tranne alcune eccezioni, i brani sono decisamente più soft, probabilmente per essere adattati ad una pellicola che non era l'horror di Dario Argento. I brani di punta, in cui emerge la verve dei Goblin, sono "Epopea" (che riporta vagamente a Theme One dei VDGG), Block (con la chitarra di Morante in primo piano), Apotheke (ispirato a Shaft di Isaac Hayes ) e Distrazioni (con le tastiere di Simonetti a farla da padrone). Nulla da dire sulla grande sezione ritmica Pignatelli-Martino.  


Il ricordo si Walter Martino prosegue con un secondo momenti musicale che dista ben 50 anni da quello precedente. Dopo Il Reale Impero Britannico, ovvero i Goblin della prima ora, passiamo ora ad una serie di brani live suonati da una costola del vecchio "gruppo madre", i Goblin Legacy, Vorrei ricordare che, parallelamente, sempre nel nel 2025, sono stati attivi anche i Claudio Simonetti's Goblin con un proprio tour dedicato, tanto per cambiare, al cinquantennale di Profondo Rosso, con date in alcuni teatri italiani. Il solito guazzabuglio che abbiamo già conosciuto in passato per altri gruppi (leggasi New Trolls, tanto per fare un esempio). I Goblin Legacy (questo termine che sta per "eredità" è molto utilizzato anche da band straniere) comprendono 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗚𝘂𝗮𝗿𝗶𝗻𝗶, tastierista e membro storico insieme al nostro protagonista  𝗪𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗼, accompagnati da due new entry già note ai fans: il chitarrista 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 𝗔𝗻𝘀𝗲𝗹𝗺𝗶 (Goblin Rebirth), che aveva già partecipato alle precedenti sessioni di prove, e 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗙𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗶 (Fabio Frizzi plays Fulci) al basso.


Sbirciando sul loro sito ufficiale, ahimé piuttosto scarno, si apprende che la formazione ha tenuto pochi concerti: tre nel 2024 e quattro nel 2025, tra cui quello del 30 maggio 2025 all'Auditorium Parco della Musica di Roma, da cui sono tratti quasi tutti i brani live di seguito proposti. Tra l'altro i concerti  dei Goblin Legacy sono scarsamente documentati su YT: quello che ho trovato è quello che vi propongo. 

Goblin Legacy - Live in Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli, 30 maggio 2025


TRACKLIST:

01. Dawn Of The Dead
02. Snip Snap
03. Goblin Intro
04. Drum solo by Walter Martino
05. Profondo Rosso
06 Profondo Rosso # 2 - Live in Genova, Porto Antico, Progfest 2025


Siamo agli sgoccioli. Questi pochi brani risalgono a meno di un anno fa e Walter Martino dimostra ancora tutta la sua classe e la sua potenza. Basta ascoltarlo nel lungo assolo per rendersene conto. Purtroppo la sua improvvisa scomparsa ha interrotto il tour con le date già programmate per il 2026. Prima di concludere vi propongo questa photo gallery dei Goblin Legacy. Buon ascolto.






GOODBYE WALTER

    LINK Il Reale Impero Britannico - Perché si uccidono (1976)
LINK Goblin Legacy Live in Roma 30.05.2025

Post by George