giovedì 12 settembre 2019

F.lli La Bionda - 1975 - Ogni volta che tu te ne vai (vinyl)


TRACKLIST:

Lato A
01. Ogni volta che tu te ne vai   3:15
02. Tutto va bene   3:15
03. Voci del giorno e della notte   4:15
04. Lo devi fare   3:21
05. Jo   3:17

Lato B
01. Vieni a tempo   4:00
02. Storia di Marzo   3:01
03. Non mi svegliare   2:17
04. Prigioniera   4:03
05. Il tuo deserto   4:03


Le note del pianoforte di Nicky Hopkins, ospite d'eccezione, introducono il primo brano dell'album dei F.lli La Bionda, "Ogni volta che tu te ne vai", pubblicato dalla Ricordi nel 1975. Il disco è un altro piccolo gioiellino dimenticato, così come sono stati dimenticati i due La Bionda (Angelo e Carmelo) della prima ora. D'altronde non possiamo metterli alla berlina solo perché hanno saputo cavalcare con intelligenza il filone della disco music, già dal 1977 (dai DD Sound in avanti) e poi quello altrettanto redditizio delle colonne sonore. 
La biografia del duo siciliano è già stata magistralmente tracciata dall'amico Frank-One nel 2015, quando presentò il loro primo album datato 1972, l'ineguagliabile "Fratelli La Bionda srl" (che ritroverete qui). E sottolineo il termine ineguagliabile perché, nonostante la freschezza che mantiene questa seconda prova discografica, specie nella prima facciata, rispetto a quella precedente i suoni si sono ammorbiditi e cominciano a fare l'occhiolino a sonorità più "dance", preludio della svolta del 1977.  Il tocco di classe è rappresentato dalla presenza di un ospite illustre come il già citato Nicky Hopkins, che allora collaborava strettamente con i Rolling Stones. Non a caso l'album fu registrato a Londra (negli studi della Apple!!). Sempre nello stesso anno, tornati in Italia, i due La Bionda collaborarono con Radio Milano International, quindi suonarono le chitarre acustiche nel disco "Volume 8" di Fabrizio De André, al quale partecipò anche Francesco De Gregori.

Nicky Hopkins, guest star  dell'album
A seguire la partenza per Monaco di Baviera, allora capitale della dance, e l'inizio di una nuova lunga avventura musicale. Ma questa è tutta un'altra storia.
Piccole annotazioni finali (che amo molto): il disco non mi risulta essere stato ristampato negli anni successivi, né in CD né in vinile. Infine, dallo stesso, vennero estratti due singoli, pubblicati sempre nel 1975: il primo contenente Ogni volta che tu te ne vai / Prigioniera, il secondo con Storia di Marzo / Vieni a tempo, tutti quanti inclusi nel 33 giri. Storia di Marzo, come recita la copertina, fu un successo della celebre trasmissione radiofonica "Supersonic".
Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


NEW LINK

Post by George

venerdì 6 settembre 2019

Serie "Historic (not) prog bands live in Italy" - Capitolo 59 - John Martyn - Live Solo - Bologna, Teatro Antoniano, 18 maggio 1977 (soundboard)


TRACKLIST:

01. One Day Without You
02. Certain Surprise
03. I Couldn't Love You More
04. Big Muff
05. Jelly Roll Baker
06. Guitar Solo
07. Over The Hill
08. Spencer The Rover
09. Outside In
10. One World
11. May You Never
12. Singin' In The Rain
13. I'd Rather Be The Devil


Pochi giorni fa il nostro amico Marco Osel mi ha inviato i file di questo concerto, che già possedevo da tempo, ma non è questo il punto. Mi ha invece fatto venire voglia di riascoltare e riscoprire John Martyn, un po' troppo frettolosamente dimenticato dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2009, in Irlanda. Il concerto qui postato, che probabilmente molti di voi avranno già avuto modo di ascoltare, e piuttosto diffuso sul web (Bigozine2, T,U,B,E,, Youtube, ecc. con le sue belle copertine) anche perché possiede due fondamentali requisiti: è di una bellezza straordinaria ed è registrato in qualità soundboard. 


Ricordo di avere scoperto musicalmente John Martyn un po' tardi, credo intorno al 1974, ascoltando una sera "Solid Air", uno dei suoi capolavori e rimasi impressionato dalla sua voce duttile e dal suo tocco chitarristico che spaziava dal folk al blues. Iniziai così a sciacquarmi le orecchie dalla marea di suoni rock e progressive che occupavano in toto i miei ascolti e mi procurai qualche altro suo album, primo fra tutti il leggendario debut del 1967 "London Conversation". Da allora John Martyn ha sempre trovato spazio nei miei ascolti. Ben venga quindi questo magnifico concerto registrato al Teatro Antoniamo di Bologna il 18 maggio 1977. Se non sbaglio si tratta del primo concerto tenuto in Italia dal cantautore e musicista scozzese. John è solo con la sua chitarra da cui estrae mille effetti, ad iniziare da una splendida versione di Big Muff, tratta dall'allora ultimo disco "One World" del 1977. Altri gioiellini, dove emerge il virtuosismo e la tecnica strumentale, sono il Guitar Solo, che segue a ruota Jelly Roll Baker, e la lunga e articolata Outside In (da "Inside Out" del 1973).  . 
Dopo i fasti degli anni '70 John Martyn visse lunghi e travagliati periodi, anche a causa di seri problemi di salute, parallelamente ad un lento e progressivo declino artistico. Morì il 29 gennaio 2009 per problemi polmonari. 
Ottima occasione, quindi, per ricordarlo in tutta la sua grandezza. Per eventuali approfondimenti vi rimando al sito ufficiale che troverete qui 
Buon ascolto



Post by George

lunedì 2 settembre 2019

Vari - 1989 - A guitar night in Italy


Pubblico con piacere il contributo dell'amico Domenico, già nostro collaboratore in passato, che forse ricorderete come "mediatore" per un esauriente post dedicato a I Vermi, gruppo minore del prog italiano, autore di un interessantissimo singolo nei primi anni 70. In quell'occasione Domenico fu promotore di uno scritto dell'eminente professor Pio De Bellis, che accompagnava in modo eccellente il post succitato. E Pio De Bellis è anche il motivo dell'attuale post, ma lascio al nostro amico (che ringrazio sentitamente) ulteriori spiegazioni ed approfndimenti. Captain.

Alla fine degli anni 80 la casa discografica “I.R.S.” fondata da Miles Copeland (fratello di Stewart, batterista dei Police) pubblicò il disco «Night Of The Guitar Live!», nei formati doppio LP, CD e cassetta (su Youtube ne è reperibile la versione video full concert): registrazione dal vivo di Classic Rock in gran parte strumentale, che appariva quasi un azzardo in un periodo in cui si preferiva ascoltare essenzialmente musica Disco e New Wave. Tra i solchi dell’incisione furono immortalati i suoni delle chitarre di eccellenti musicisti che, anche se riascoltati oggi dopo trent’anni dalla loro pubblicazione, risultano ancora freschi ed esaltanti. Notizie più precise sull’album ufficiale sono agevolmente consultabili sul sito web Discogs, mentre con questo post desidero portare all’attenzione dei fruitori del blog Verso La Stratosfera la versione “bootleg” di quel disco, registrata dal vivo in Italia nel mese di Aprile 1989 durante alcune delle date del tour europeo iniziato nel Regno Unito nel Novembre del 1988 e pubblicata dalla label italiana “All Of Us” (etichetta che su queste pagine già è apparsa con la registrazione della Gil Evans Orchestra feat. John McLaughlin «We Remember Jimi»). Il CD in esame si intitola « A Guitar Night In Italy - Rome & Milan 1989» e di seguito ne riporto subito line up e tracklist.


Tracklist:

01. Steve Hunter, Pete Haycock “The Idler”
02. Pete Haycock, Steve Hunter “Dr. Brown I Presume”
03. Robby Krieger, Steve Hunter “Your’re Lost Little Girl”
04. Randy California “Hey Joe”
05. Leslie West “Theme From An Imaginary Western”
06. Ted Turner, Andy Powell “In The Skin”
07. Pino Daniele, Robby Krieger, Pete Haycock, Phil Manzanera “Ue Man!”
08. Jan Akkerman “Sylvia”
09. Jan Akkerman “Hocus Pocus”
10. Phil Manzanera “Instrumental”
11. Robby Krieger “Roadhouse Blues”


Sulla grandezza dei chitarristi coinvolti non ritengo di aggiungere nulla, invito piuttosto a coglierne il grande feeling con lo strumento e le differenze di timbro che ne personalizzano il suono. Nota finale: sul retro della copertina del CD la traccia 7 è erroneamente elencata come “Hey Man” (Tradizionale), invece si tratta proprio della canzone blues composta da Pino Daniele per il suo omonimo album del 1979, ma stranamente il suo nome non appare neanche tra i crediti, anche se è chiaramente udibile (voce e chitarra) all’ascolto del brano. È noto, infatti, che nel 1989 Pino Daniele partecipò a diverse date del citato tour europeo.


Concludo col desiderio di dedicare questo mio contributo all’amico giornalista ed appassionato collezionista di dischi rari Pio De Bellis, che purtroppo ci ha lasciati lo scorso mese di giugno e che da par suo aveva concesso a queste pagine il “post d’autore” a proposito del meraviglioso singolo de “I Vermi”. Ciao Pio, vola alto nei cieli del Rock! Domenico Vinci.

Al Capitano e a tutto lo staff stratosferico non rimane che unirsi nel compianto per la scomparsa dell'eminente giornalista e studioso. R.i.p.



Post by Domenico (head) and Captain (hand)

sabato 31 agosto 2019

Nodo Gordiano - 1999 - Nodo Gordiano (with bonus tracks)


TRACKLIST:

01. Pvtrvs (incluso Viaggio nei Canalide del controllo cerebrale) (10:20) 
02. Cinque (11:52) :
...Paralleti 
...Caos 
...Il bene e il male 
...Lovers' Knot 
...Paralleti (ripresa) 
03. Il conformista (8:45) 
04. Istambul blues (8:01) 
05. Gordio (7:39) 
06. Espresso (2:27)

Bonus tracks
07. Lament (King Crimson cover - dal triplo CD "The Letters - An Unconventional Italian Guide To King Crimson", 2004)
08. La conquista della posizione eretta (Banco del Mutuo Soccorso cover - live 1998 - dallo special TV "Banco in tour", RAI 3, 1998)


FORMAZIONE (tranne che in track 7)
Alessandro Papotto - vocals, synthesizer, tenor & soprano saxes, clarinet, flute
Roberto Proietto - guitar
Andrea De Luca - bass
Tony Zito -/ drums


Grande omaggio dell'amico Marco Osel che ci permette di riscoprire i Nodo Gordiano ed il loro primo album datato 1999. Il gruppo nasce a Roma nel 1994 e dopo alcune esperienze come cover band "di alta classe", visto che il loro repertorio è costituito da brani dei Genesis, King Crimso, Pink Floyd e simili, riescono ad incidere nel 1999, per l'etichetta Lizard Records, l'omonimo primo disco, caratterizzato da una bellissima copertina. Sono tutti brani originali e sul retro della copertina compaiono numerosi e lusinghieri apprezzamenti da parte di musicisti del calibro di Francesco Di Giacomo, Vittorio Nocenzi, Rodolfo Maltese (Banco del Mutuo Soccorso), Gianni Leone (Balletto di Bronzo), Mauro Pagani (ex PFM), Furio Chirico (Arti e Mestieri) e, udite udite, John Wetton (ex King Crimson). Guarda caso da lì a breve Alessandro Papotto verrà cooptato nell'organico del Banco. 
Il disco d'esodio è particolarmente originale ed efficace. Basta ascoltare le due lunghe suite di oltre 10 minuti poste in apertura della prima facciata per rendersene conto. Tra l'altro, cosa di non poco rilievo, nel 1998, un anno prima dell'uscita ufficiale dell'album di esordio, i Nodo Gordiano vennero ospitati dal Banco del Mutuo Soccorso in occasione delle riprese dello special TV "Banco in Tour" andato in onda su RAI 3 con lo scopo di festeggiare i 25 anni di musica del Banco. Per l'occasione suonarono dal vivo in studio una breve versione de La conquista della posizione eretta. La potete ascoltare nelle bonus track. Piccola annotazione: nello special del Banco appaiono anche i Divae. Il video integrale è disponibile su youtube. Cliccate qui per vederlo.


Dopo un lungo periodo di assenza dalle scene e alcuni cambi di formazione, i Nodo Gordiano si rifanno vivi nel 2004 registrando la cover di Lament dei King Crimson, inserita nella compilation "The Letters - An Unconventional Italian Guide To King Crimson". Anche questo brano è collocato nelle bonus track. Con la formazione ridotta a trio, nel 2005 il gruppo registra "Alea", un album sperimentale, elettronico, distante anni luce dal disco d'esordio. Seguono ancora due album, "Flektogon" nel 2009 e nel 2014 "Nous", a mio avviso la migliore prova discografica in assoluto della band. Da lì in poi non abbiamo più notizie. E con questo vi lascio augurandovi buon ascolto.



Post by George - Music by Osel

mercoledì 28 agosto 2019

Rumi - 1990 - Il Sole di Tabriz (vinyl version)


TRACKLIST:

Lato A
01. Walid One   4:02
02. L'aquila  (written by Avarino Abdullah)   4:27
03. Train  4:00
04. Assalamu Alaikum  3:00
05. Isa Salam   3:25
06. Tim Am Lai La   4:44
07. Green Water   3:00

Lato B
01. Free Man   3:59
02. Fly To Step   3:40
03. Brian Ticket   4:40
04. Il Sole di Tabriz   4:44
05. You Are Very Happy 2 (written by Avarino Abdullah)  4:00
06. Soleyman   4:27


Dopo una lunghissima permanenza all'interno della wishlist vede finalmente la luce sulla Stratosfera (e per quel che ne so io anche sul web, visto che non è mai apparso nella sua interezza) il quasi leggendario primo album di Rumi, dal titolo "Il Sole di Tabriz". Carpisco le poche informazioni disponibili sulla bibbia "Italian Prog": "Chitarrista e bassista di Lugo, Rumi compose e registrò alcuni brani in stile psichedelico nel 1968-69, mai usciti all'epoca. Queste registrazioni sono state pubblicate nel 1994 sul suo LP "Il volo della bolla", mentre il primo LP ufficiale, "Il Sole di Tabriz", è stato registrato nel 1989". Non so se lo ricordate, ma "Il volo della bolla" venne già postato sulla Strato nel lontano 2012 ad opera del sodale Roby. Lo ritroverete qui
Anche questo album non smentisce la grandezza compositiva di Rumi, Si tratta di un lavoro quasi completamente strumentale (ad eccezione di qualche vocalizzo) intriso di magia e di suoni psichedelici. Sono riuscito a trovare l'edizione in vinile, anche per condividerla con voi, mente non c'è stato nulla da fare per il CD, pubblicato nello stesso anno dall'etichetta Studio Record e con un brano in più, Giala Gialaluka.. Spero che vi piaccia questo cadeau di fine agosto.


Piccolo dotto post scriptum sul vero Rumi, il poeta persiano

Ottocento anni fa, in una città nel nord est del Regno di Persia, nasceva un bambino molto speciale, destinato a diventare famoso col nome di Rumi. In Nord America, Rumi è oggi uno dei poeti più letti, grazie anche alle nuove traduzioni delle sue poesie da parte di Coleman Barks il cui libro, "The Essential Rumi" (1995), ha venduto oltre 500 mila copie - un successo enorme per un libro di poesie.
La poesia di Rumi può oggi costruire un saldo ponte tra il mondo islamico e quello occidentale, perché parla un linguaggio che valica barriere culturali, linguistiche e religiose. Vi pare poco?
Non ho altro da aggiungere se non augurarvi un buon ascolto e ritrovarci, se lo vorrete, nei commenti. 



Post by George

domenica 25 agosto 2019

Serie "Bootleg" n. 296 - Perigeo - ONE SHOT REUNION - MusArt Festival, Piazza SS. Annunziata, Firenze, 23/07/2019


TRACKLIST CD 1:

01. Intro / La valle dei templi
02. Azimuth
03. Sidney's Call
04. Abbiamo tutti un blues da piangere
05. Intro Giovanni Tommaso / Il quartiere 
06. Polaris
07. Genealogia


TRACKLIST CD 2:

08. Terra rossa
09. Via Beato Angelico / percussions & drums solo
10. Abbiamo tutti un blues da piangere (new version)
11. Rituale


FORMAZIONE

Giovanni Tommaso - basso
Claudio Fasoli - fiati
Bruno Biriaco - batteria
Tony Sidney - chitarre
Claudio Filippini - tastiere, piano

OSPITI
Alex "Pacho" Rossy - percussioni
Fabio Morgera - tromba in 10
Jasmine Tommaso - voce in 10
Danilo Rea - piano in 11



Riapre i battenti la Stratosfera, anche se con una settimana di anticipo rispetto alla tradizionale pausa totale agostana. Il Capitano, George e tutta la ciurma vi danno il ben ritrovati. Il materiale da postare, ancora chiuso nel cassetto, è tanto e quindi riprendere l'attività una settimana prima male non fa. Come promesso si riapre alla grande con la mitica "One Shot Reunion" del Perigeo. Ringrazio ancora l'anonimo amico che ha svolto alla perfezione il compitino estivo, inviando prontamente il link per scaricare questo splendido concerto, Qui, rispetto all'originale, lo trovate in versione equalizzata (da me) e con una qualità del suono  migliorata rispetto all'originale. Nell'attesa che sbuchi fuori prima o poi una versione soundboard, accontentiamoci di questa proposta. 


La reunion del tutto eccezionale del Perigeo in occasione del MusArt Festival di Firenze è stata promossa da numerose testate specializzate e tra queste il periodico "Prog Italia" che, all'interno dell'ultimo numero, propone una "Perigeo Story" condita da numerose immagini. Questo l'annuncio pubblicato sui siti in vista della reunion avvenuta il 23 luglio scorso: "Solo per una sera e solo per il Musart Festival torna insieme il Perigeo, gruppo simbolo delle sperimentazioni rock-jazz italiane degli anni Settanta. Sul palco (ore 21,15) sale una formazione molto vicina all'originale che allinea Giovanni Tommaso al basso, Claudio Fasoli al sax, Bruno Biriaco alla batteria, Tony Sidney alla chitarra e Claudio Filippini alle tastiere. Special guest il percussionista Alex "Pacho" Rossy". Aggiungo due puntualizzazioni: la prima è che negli ultimi due brani si affiancano altri ospiti, ovvero Fabio Morgera alla tromba, Danilo Rea al piano e la bella e brava Jasmine Tommaso, figlia del maestro Giovanni, al canto.  La seconda è che Franco D'Andrea non se l'è sentita di ritornare in scena, neppure per una sola volta, ed è stato sostituito dall'ottimo tastierista Claudio Filippini.



La scaletta propone una carrellata di brani tratti dalla discografia del gruppo. Piccole chicche: una versione mai proposta prima dal vivo (almeno io non me la ricordo) di un brano tratto da "Alice" (1980) del Perigeo Special, ovvero Il quartiere ed una versione alternativa di Abbiamo tutti un blues da piangere, cantata da Jasmine Tommaso.  Questo brano era apparso in versione studio sul disco "Nelle mie corde" (2015), attribuito a Giovanni Tommaso, Claudio Filippini, Marco Valeri, Fabrizio Bosso e Jasmine Tommaso, per l'appunto.
Il fautore della reunion, così come per quelle precedenti, del tutto sporadiche, ancora una volta è stato Tony Sidney. Ci auguriamo che riesca nella non facile impresa di convincere il gruppo ad avventurarsi almeno in un mini tour. Giovanni Tommaso è stato categorico, una volta sola e basta, ma la speranza è sempre l'ultima a morire.
Vi lascio invitandovi a leggere questi due articoli. Il primo è la recensione del concerto pubblicata sul sito "Metallized" (qui) corredata da una marea di fotografie. Il secondo, pubblicato su "Progressivamente" (qui) contiene un'intervista a Claudio Bertini, direttore artistico del MusArt, in occasione della reunion del Perigeo.
Con questo è tutto. Buon ascolto.





LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George

mercoledì 31 luglio 2019

Massimo Bubola - 1979 - Marabel


TRACKLIST:

01. Marabel   3:27
02. La strada (tre carte)   3:41
03. Lorelai   2:57
04. Cocis   5:42
05. Billi, Iris & Re Michele   4:20
06. Maria che ci consola   4:11
07. Ferida   5:00
08. Buona stella   3:55

Bonus Tracks
09. Chi ruberà   3:09 (45 giri, lato A, 1979)
10. Bar dei cuori infranti   3:46 (45 giri, lato B, 1979)


MUSICISTI &...

Massimo Bubola - voce
Roger Smith - basso
Franco Di Stefano - batteria, percussioni
George Sims, Roberto Puleo - chitarra
Alberto Visentin - piano, tastiere
Antonello Venditti - produttore


Giungiamo a ridosso della tradizionale pausa del mese di agosto con questo splendido disco di Massimo Bubola, il secondo della sua discografia, dal titolo "Marabel".  L'album, pubblicato in origine dalla Philips nel 1979, è stato ristampato dalla casa discografica Universal Music nel 2008, con l'aggiunta di due bonus track (che trovate qui), ovvero il singolo pubblicato nello stesso anno.

Cade il sole a piedi nudi sulla strada del coraggio
dietro il mare ha gli occhi d'oro e di corallo
e Rachele ha il ventre scuro al mistero dilatato
nasce un figlio con il naso insanguinato
e io ho visto quasi tutto anche quello che non c'è
ma ogni lacrima è una storia
ogni lacrima è una storia
Marabel


"Marabel" va ad integrare lo splendido post realizzato nel 2015 dal Capitano e da Frank-One che ritroverete qui e segue, in ordine cronologico, il disco d'esordio "Nastro giallo" del 1976.
Come si legge sul sito "Disco Club", "Marabel" è considerato uno tra i più importanti e significativi album di Massimo Bubola e precursore di quello che poi verrà definito da molta critica "rock d'autore". E' un album che, pur essendo stato registrato nel 1978, mantiene un sound ancora fresco e potente e contiene tutti gli ingredienti delle ballate elettriche ed acustiche del Massimo futuro. Dalla dark ballad Cocis, all'acustica Buona stella, dalla cinematografica Maria che ci consola alla biblica Marabel, dalla visionaria Billy, Iris & re Michele, alla celtica Lorelai che anticipa Il Cielo d'Irlanda, alla ballata tex-mex Ferida.  Il produzione è niente meno che Antonello Venditti. 
Un disco di altissimo livello da ascoltare dalla prima all'ultima nota. 


E con Massimo Bubola e il suo "Marabel" la Stratosfera si prende un mese di meritata vacanza. 
Il Capitano in primis, George, Frank-One, Andrea, Pelino, Stefano, Pietro, Osel (se ho dimenticato qualcuno chiedo scusa), via augurano buone vacanze (se ancora non le avete fatte) e un buon Ferragosto. Ci risentiamo a settembre.
Compitino per le vacanze: i file dell'unico concerto-reunion del Perigeo a Firenze il 23 luglio scorso.
Un abbraccio



Post by George 

domenica 28 luglio 2019

Kathy and Gulliver - 1972 - Kathy and Gulliver (vinyl)


TRACKLIST:

Lato A
01. Chelsea
02. How Do You Do
03. The Time Before
04. Hey Boss
05. Swing Swing


Lato B
06. Music Everywhere
07. Rub It In
08. Colours
09. Sixteen Dandelions
10. Thinkin'
11. An Island Faraway
12. I Know The Rain


Bonus Track
13. Angels and Beans (45 giri, lato A, 1973) - dalla colonna sonora originale del film
"Anche gli angeli mangiano fagioli"


Un bel disco nostalgico con suoni leggeri, canzoni disimpegnate e belle melodie all'insegna di questa lunga e calda estate. Ho ripescato dal baule dei ricordi il primo e unico album del duo Kathy and Gulliver (mai ristampato negli anni a venire) pubblicato dalla RCA nel 1972. 
Dal 33 giri vennero tratti nel 1972 e 1973 numerosi singoli, L'unico inedito su Lp è il lato A della colonna sonora del film "Anche gli angeli mangiano fagioli", dal titolo Angels and Beans, che ho inserito come bonus track.


Ripercorriamo brevemente la biografia del duo (fonte: canale Youtube di Jack Beatrici)
‎Kathy Vergani e Santino Scarpa danno origine nel 1972 al duo Kathy and Gulliver che viene "venduto" come americano, ma in realtà lei è italo-americana mentre lui è di Salerno
Nel 1970 Santino, durante un’esibizione, fu notato da Cesare De Natale, un giovane scout dell’importante label discografica RCA. L’audizione andò molto bene. Per i capi della RCA aveva sia il look vincente (baffi, capellone, stivale giusto), che le capacità musicali per imporsi. Lo misero sotto contratto e di lì iniziò l’ascesa. Durante quegli anni nacque il connubio con i fratelli Guido e Maurizio De Angelis, alias Oliver Onions, con cui collaboro' sia in qualità di cantante che come co-autore di brani. Ha contribuito a comporre soundtrack di film come “Altrimenti ci arrabbiamo” con la celeberrima “Dune Buggy”, “Anche gli angeli mangiano fagioli” e “Pari e dispari”.
Nel 1972 sotto lo pseudonimo di Gulliver, affibbiatogli per la sua caratteristica di essere sempre in giro, la RCA incise un 45 giri in coppia con una giovane cantante americana, dalla bella voce calda e dolce, Kathy Vergani. Il singolo era “How Do You Do”, cantato in inglese, molto orecchiabile e commerciabile, che divenne uno dei tormentoni dell’estate 1972… 


Alla vigilia della partenza per una lunga tournée estera, Santino Scarpa ebbe un incidente automobilistico. Fu un brutto colpo perché dovette annullare tutti gli impegni discografici. Prese perciò la decisione di allontanarsi momentaneamente dalla musica e sfruttare il periodo sabbatico per laurearsi e terminare i suoi studi di lingue. L’amore per la musica risbocciò intorno al 1976 quando, in anticipo con i tempi, inizio' a fare piano bar in locali prestigiosi in giro per l’Italia.
Da quasi dieci anni è la voce della blues-band fiorentina Mr. Blues e suona  chitarra, armonica, pianoforte e organo.  Ma il vero coronamento della sua carriera è la possibilità di suonare da solista sul palco dell’Hard Rock Cafè di Firenze. Qui propone uno show unplugged con un repertorio che spazia dai Canned Heat ai Rolling Stones e ai Beatles per arrivare ai Fleetwood Mac e a Neil Young .
E' tutto. Come sempre...buon ascolto.



Post by George

giovedì 25 luglio 2019

Fedrigotti, Sinigaglia, Tavolazzi - 2004 - Sette veli intorno al re


TRACKLIST:

01. Nella grotta rotta 
(contrabbasso, Ares Tavolazzi - chitarra, Carlo Sinigaglia - piano, Michele Fedrigotti)
02. Il bagno (voce, Francesco Guccini)
03. Ninna Nanna del violino (voce, Franco Battiato)
04. Alfabeto (basso, Ares Tavolazzi -  voce, Carlo Taranto, Faisal Taher)
05. Sette veli (voce, Ares Tavolazzi)
06. Tino, Pino e Barbalunga (voce e piano, Stefano Bollani)
07. Il Re Delfino (basso e cori, Ares Tavolazzi - voce, Michele Fedrigotti)
08. La luna e il dito (ukulele, Ares Tavolazzi - voce, Francesco De Gregori)
09. Ricordo (basso acustico, Ares Tavolazzi)
10. Il guardiano (chitarra, Carlo Sinigaglia)
11. Matokia (voce, Don Riccardo Simionato)
12. Tarantella di Natale (voce, Fausto Cigliano)
13. Shlof' Mayn Kind (voce, Moni Ovadia)
14. Nami (voce, Faisal Taher)
15. Peace Through Kindness (flauto e voce, Nawang Khechog)


BREVE PREMESSA by GEORGE
Secondo grande regalo del nostro nuovo amico Pietro. In questa torrida estate, a ridosso dell'oramai imminente vacanza estiva della Stratosfera (la classica chiusura del mese di agosto) le sorprese non mancano. Gli amici che in questi giorni sono in vacanza avranno un po' di delizie da ascoltare al loro ritorno. Una di queste, che segue a ruota la chicca dei Gialma 3 con Piero Cotto, è questo particolare disco attribuito al trio Fedrigotti. Sinigaglia, Tavolazzi, dal titolo "Sette veli intono al re". L'album è stato pubblicato dalla Sony nel 2004. E ora lasciamo spazio al commento di Pietro, che ringraziamo ancora per il bellissimo cadeau. 


COMMENTO by PIETRO
Il disco è servito a noi con i nostri bambini. La speranza è che possa diventare uno strumento pratico da utilizzare nelle diverse situazioni quotidiane con i bimbi, per favorire una relazione con loro e fra di loro”.
Con queste parole, poste in ultima pagina del libretto del CD, si declamava lo spirito di un progetto ideato da Karen Jaloveskas e realizzato dall’inedito power trio Fedrigotti-Sinigaglia-Tavolazzi e da una nutrita schiera di illustri ospiti. Fedrigotti, già incontrato sulla Stratosfera con Danilo Lorenzini per “I fiori del sole”, membro effettivo della “Battiato Factory”, vanta collaborazioni eccellenti (Alice e Giuni Russo tanto per citarne qualcuna). Sinigaglia, chitarrista, esperto in pedagogia musicale e musicoterapia, anch'egli ha lavorato in studio ed in concerto con artisti di grido (Battiato, Guccini, ecc.). Tavolazzi, non ha certo bisogno di presentazioni. Non sulla Stratosfera, perlomeno.
Un disco “strano”, composto da due fasi musicali, intervallate da un paio di strumentali.
La prima, in deciso “bimbitudine style” ci presenta perlopiù musiche composte dai nostri eroi con testi della Jaloveskas, con interpretazioni arricchite dalla presenza di ospiti d’eccezione (Guccini, Battiato, Bollani, De Gregori); le restanti parti cantate (ed i cori) sono appannaggio dei “tre babbi” -musicisti prestati al canto- con timbriche anche particolari.
Dopo il ponte strumentale (Ricordo - Il guardiano) si apre una parte decisamente legata alla musica mediorientale ed africana, con altrettanti ospiti d’eccezione, tra cui Moni Ovadia. 
(Piccola curiosità: tra gli ospiti appare in un brano Don Riccardo Simionato, missionario in Madagascar - ndr). Un CD disomogeneo - non necessariamente un difetto - composto da un A e B side. La perizia strumentale dei titolari e dei numerosi ospiti, le illustre comparse e la presenza di alcune piccole gemme - che lascio a voi il piacere di scovare - rendono il CD (anche a distanza di anni) un lavoro gradevole all'ascolto.



Post by George - Words & Music by Pietro

martedì 23 luglio 2019

Gialma 3 & Piero Cotto - 1982 - Gialma Planet (vinyl)


TRACKLIST:

01. Give Me   3:43
02. Francesca   2:52
03. Gialma Planet   3:42
04. Thank You   3:47
05. Uneasy   5:06
06. Stay   4:05
07. Lonely Shade   3:42
08. Made In Goodfaith   4:24


FORMAZIONE:

Piero Cotto - voce
Riccardo Zegna - tastiere
Aldo Sperti - basso
Claudio Endimione - batteria, percussioni


PREMESSA by GEORGE
Grazie al sempre prodigo Frank-One, abbiamo finalmente l'opportunità di ascoltare questo terzo raro album dei torinesi Gialma 3 (qui insieme al cantante Piero Cotto) dal titolo "Gialma Planet", pubblicato  nel 1982 e mai ristampato. Quindi un grazie di cuore all'amico Frank-One per questo super regalo estivo. Ricordo che il disco giaceva da innumerevoli anni nella wiehlist della Stratosfera. Non mi dilungo ulteriormente. Lascio spazio alla recensione di Frank-One, come sempre condita con succosi aneddoti.

RECENSIONE by FRANK-ONE
Ben più di qualche mese fa durante la mia attività di taxista ricevetti nel tardo pomeriggio una chiamata da un’azienda ubicata nell’hinterland a Nord Ovest di Milano; recatomi sul luogo, saliva a bordo una signora molto cortese che necessitava di recarsi all’aeroporto di Linate, che per chi non conoscesse Milano rimane totalmente dalla parte opposta, ovvero a Est. Preso atto che per effettuare il tragitto sarebbe stata necessaria quasi un’ora, partivamo, e lì la gentile cliente, dopo avermi chiesto scusa per il disturbo, effettuava un paio di telefonate di carattere familiare, terminate le quali osservava in silenzio dal finestrino la città durante il nostro attraversamento. Ma ad una decina di minuti dall’arrivo la mia autoradio diffuse le note di un brano dei Perigeo, al che la signora mi chiese quale emittente stessi ascoltando, le spiegai che era una mia playlist, e che questo era un brano di un gruppo di JAZZ ROCK in auge negli anni 70. Fu questa la parola magica che la portò a chiedermi : “Ma lei ascolta jazz rock? Quindi conosce i Gialma 3? E i Cadmo? Potremmo includere Lino Capra Vaccina?”. Trasecolai voltandomi a guardarla incredulo, in 33 anni sarà accaduto 3 / 4 volte di trovare persone così competenti e così appassionate della “nostra musica”. Mi confessò il suo rammarico nell’avere una grande collezione di lavori, ma tutti in mp3, al che scoprii l’acqua calda dicendo : “Ma sa che c’è un bel blog al quale mi onoro di collaborare, si chiama Verso la StratoSfera….”, e qui mi interruppe : “Quello con la copertina di Nuda de i Garybaldi fatta da Crepax? Lo conosco bene, Ho preso da lì moltissimo materiale”, insomma stavo per svenire !!!!
Ahimè nel frattempo eravamo arrivati a Linate, ci salutammo scambiandoci i contatti e l’augurio di ritrovarci se non a Milano, almeno tra le righe della StratoSfera, ed eccomi così qui a dedicare a quella meravigliosa persona uno degli album presente da tempo nella wishlist del nostro Capitano, ovvero quel Gialma Planet uscito per la Drums nel 1982 a nome Gialma 3 e Piero Cotto, benché il centrino del disco riporti solo il nome della band torinese.


Mi sono dilungato nel racconto di cui sopra, in quanto per quel che riguarda il lavoro ho ben poco da dire, soprattutto alla luce della grande delusione provata nell’ascoltarlo dopo che  avevo avuto modo di apprezzare i primi due lavori già presenti nella StratoSfera: l’Isola del Tonal del 1979 (qui) e Rain’s Dream del 1976 (qui). Ad onor del vero se andate a ritrovare i commenti de l’Isola del Tonal, vedrete che già due brani del lavoro odierno avevano ivi fatto capolino, questo perché la ristampa del CD aveva avuto come bonus track i brani Gialma Planet e Thank You, guarda caso cantati, il che aveva suscitato le perplessità di qualche lettore, per poi chiarire l’arcano.
Parlavo poc'anzi di grande delusione, almeno da parte mia, questo perché estasiato dalla matrice jazz rock tipica torinese dei primi due lavori, mi trovai qua di fronte al tipico lavoro di un grande gruppo “contaminato” dalla matrice pop di un seppur bravo musicista quale Piero Cotto, quel Piero che coi Cottonfields nel 1972 aveva pubblicato il simpatico “Il viaggio, la donna, un’altra vita” ma che qui come ci ricorda l’amico maestro Augusto Croce nel suo sito www.italianprog.it : “…Se i primi due album sono simili, il terzo ha visto l’ingresso di un nuovo batterista (Claudio Endimione ndr) e del cantante Piero Cotto già con Piero e i Cottonfield, con uno stile musicale più vicino alle produzioni di quest’ultimo artista”, il che appunto tradì un po’ le aspettative di chi già conosceva i due lavori precedenti.

Piero Cotto
Quasi tutti i brani furono composti da Aldo Sperti, il bassista dei Gialma 3, dallo stesso Piero Cotto e da un altro nome a noi noto della Torino di quegli anni, quel Mauro Cavagliato che ha ben più di qualcosa a che fare con un altro gran bel gruppo del capoluogo piemontese, quegli Zauber dei quali spero quanto prima di produrre all’amico George quel materiale che permetterà di pubblicare gli ultimi loro lavori rimasti ancora inediti sulla Stratosfera. Il terzo componente del gruppo è quel Riccardo Zegna, già tastierista de La Corte dei Miracoli, coautore con Piero Cotto dell’ultimo brano dell’album, Made in Goodfaith.
E qui concludo, ma permettetemi di dedicare questo post alla Signora Concetta, con l’augurio che ci stia ancora seguendo e che possa sempre trovare positive vibrazioni nell’ascolto del nostro meraviglioso mondo musicale. Buon ascolto e buona salute a voi tutti.



Post by George - Words & Music by Frank-One