lunedì 23 febbraio 2026

Baracca & Burattini - Opera Omnia (1981- 1983 - 2012) - great post by Roberto, Osel & George

 

Presto dimenticati e spariti nel nulla dopo le prime registrazioni degli anni '80, riapparsi quasi miracolosamente nel 2012, i Baracca & Burattini meritano la riscoperta e la giusta valorizzazione Questo post, che se ben ricordo è stato anche caldeggiato da alcuni amici navigatori, è stato reso possibile grazie ai contributi e alla pronta risposta dei nostri due collaboratori Osel e Roberto che ringrazio infinitamente. Questo "gioco di squadra", permettetemi di sottolinearlo, è da sempre il sale e la forza della Stratosfera. Visto che oggi presenteremo l'opera omnia della band torinese, ricordo subito che Baracca & Burattini (nome, ahimé, un po' troppo sfruttato il quale, dopo il successo del film di Corbucci, è stato adottato da associazioni, imprese, circoli culturali e ricreativi e persino da ristoranti) hanno registrato tre album nel corso della loro carriera, molto diversi l'uno dall'altro: "Hinterland" (etichetta Mama Barley, 1981), "Trio + 1" (etichetta On Records,1983) e "Bib-Rambla" (etichetta Electromantic Music, 2012). I due album degli anni '80 sono reperibili solo in formato vinile, visto che non sono mai stati ristampati, mentre "Bib-Rambla" è ovviamente disponibile su CD. Le informazioni sul gruppo, al di là della discografia pubblicata su Discogs; sono praticamente nulle, a parte uno splendido lungo articolo realizzato da Luigi Cattaneo l'11 aprile 2014, pubblicato sul blog "ProgressivaMente" col titolo "Baracca & Burattini, dall'Hinterland di Torino alla Bib-Rambla". Ed è quello che utilizzerò per accompagnarci in questo viaggio musicale. Ora passiamo alla musica.

Baracca & Burattini - Hinterland (LP, 1981)


TRACKLIST:

Lato A
01. Hinterland - 3:25
02. Adriatica - 5:30
03. Terra e mare - 5:30
04. Rock & Tarocs - 4:08

Lato B
05. Come in Sudamerica - 3:55
06. Una nuvola in gabbia - 5:00
07. Asso di bastoni - 3:50
08. Scivolando... - 4:00
09. Senza rete - 3:00


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - piano elettrico Rhodes, synthesizer ARP Odyssey, synthesizer polifonico Korg, voce, percussioni, battito di mani
Gianni Melis - basso elettrico, battito di mani
 Sandro Marangon - batteria, percussioni, battito di mani

ospite
Silvano Borgatta - synthesizer polifonico (track 6), piano elettrico Rhodes (track 4), voce, 
synthesizer ARP Odyssey, battito di mani (track 9)

Silvano Borgatta

La recensione degli album (dal blog "ProgressivaMente" dell'11 aprile 2014)

1975: le origini del trio
"L’occasione per parlare dei Baracca & Burattini ci è fornita dalla pubblicazione di un nuovo album per l’etichetta Electromantic di Beppe Crovella (tastierista degli Arti & Mestieri). Bib-Rambla (ossia la piazza centrale di Granada), uscito nel 2012, ha riacceso i fari su una delle tante realtà torinesi dedite al jazz rock negli anni ’70. Potremmo addirittura ipotizzare l’idea di una scuola jazz rock radicata su un territorio definito. Il jazz era una sorta di attrazione per chi lavorava in ambito rock e, al tempo stesso, i jazzisti del luogo erano interessati alla genuina semplicità della grammatica rock (Riccardo Storti, Rock Map Viaggio in Italia dal 1967 al 1980, Aereostella). Come ha sottolineato Storti nella sua opera del 2009, Torino era davvero un centro propulsore fondamentale per capire certi sviluppi sonori ed è impossibile per ogni amante del genere non conoscere gruppi storici come Arti e Mestieri e The Trip, ma anche realtà rivalutate con il passare degli anni come Dedalus, Beia come Aba, Gialma 3 o Living Life. In questo contesto nascono e si inseriscono, anche se con qualche anno di ritardo, i Baracca & Burattini, bizzarro monicker ripreso da un film degli anni ’50 di Sergio Corbucci. È il 1975, quando Luciano Zaffalon (tastiere), Sandro Marangon (batteria) e Gianni Melis (basso) danno vita al progetto pensando di unire il progressive colto dei King Crimson con il jazz rock targato Perigeo. Il risultato è un disco autoprodotto con l’aiuto di Silvano Borgatta (all’epoca tastierista del gruppo di Gigi Venegoni) che vedrà la luce solo nel 1981, fuori tempo massimo, come si suol dire in certi casi.


1981: l'album "Hinterland"
Hinterland è un album intriso di frizzante jazz rock, sulla scia di Esagono e Combo Jazz, con qualche leggera venatura world che colora le composizioni, sempre in bilico tra stacchi virtuosi e cura per l’aspetto più melodico. Peccato che ormai l’epoca d’oro dei raduni e delle attenzioni verso questi suoni fossero oramai esaurite, perché questo esordio, pur presentando qualche ingenuità, rimane un disco di buon livello che con gli anni ha raggiunto anche elevate valutazioni tra i collezionisti di vinili. Pezzi come Asso di Bastoni, Scivolando o la title track mostrano il potenziale del gruppo, che avrebbe probabilmente meritato qualcosa di più. I tre scelgono di non avvalersi per questo esordio di un chitarrista, affidando gli spunti maggiori alle tastiere di Zaffalon, che può spaziare in maniera sistematica all’interno di ogni singolo brano. Luciano viene però sempre ben coadiuvato dal lavoro ritmico di Marangon, preciso e mai irruento e dal tocco funk del bravo Melis. 

Baracca & Burattini - Trio +1 (LP, 1983)


TRACLIST:

Lato A
01. Tango elettrico
02. Accarezzami, accarezzati
03. Tarocchi
04. Crisi d'identità

Lato B
05. E' volare
06. Trio
07. Passerà


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - tastiere
Gianni Melis - basso elettrico
 Sandro Marangon - batteria, percussioni
Salvo Occhipicca - chitarra elettrica

1983: l'album "Trio + 1"
La band, senza perdersi d’animo, riuscì a pubblicare anche un secondo lavoro passato del tutto inosservato, "Trio + 1", con l’aggiunta di Salvo Occhipicca alla chitarra e una maggiore propensione per la forma canzone, contiene brani non più strumentali ma cantati da Zaffalon. È un platter che presenta contatti con il mondo cantautorale (la bellissima Tarocchi), senza dimenticare spunti jazzati che fanno parte del dna del gruppo, ma imbevuti di quel clima che si respirava nel pieno degli anni ’80. Il risultato è un disco indubbiamente piacevole ma che non lascia il segno come il precedente, forse anche per via di una stanchezza compositiva che affiora tra le trame di alcune tracce o per la smania di voler tentare strade che non erano proprie e che non rispecchiavano appieno le caratteristiche primigenie dei musicisti. Come spesso è accaduto per tanti di quei gruppi, ci sono voluti ben 30 anni per tornare ad ascoltare musica a loro nome

Baracca & Burattini - Bib-Rambla (CD, 2012)
 

TRACKLIST:

01. Bib-Rambla
02. Hinterland
03. Adriatica
04. Terra e mare
05. Le bambole
06. Balleranno (i burattini)
07. Secondina
08. Pensando più a Sud
09. Senza rete
10. Sequenza Meccanica Blues
11. Una nuvola in gabbia


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - organo Hammond
Sandro Marangon - batteria, percussioni
Diego Mascherpa - sax, clarinetto


2012: il CD "Bib-Rambla"
È il 2012 quando i Baracca & Burattini rinascono con la forza della determinazione. Rimangono in sella Zaffalon (che si concentra solo sull’organo Hammond) e Marangon, a cui si aggiunge un autentico fenomeno come Diego Mascherpa al sax e al clarinetto. Un Hammond trio che in Bib-Rambla rivisita alcune tracce presenti in Hinterland, migliorandole e rendendole molto più coinvolgenti, oltre che proporre inediti convincenti e di elevato spessore. L’album scorre via veloce ma non per questo risulta di semplice assimilazione e i vari strumenti giocano a rincorrersi o sfidarsi all’unisono, con Zaffalon magnifico interprete all’Hammond e in dialogo costante con Mascherpa, entrambi sostenuti dal drumming energico e preparato di Marangon. Il trio appare molto affiatato e le doti tecniche si sono affinate nel corso del tempo, rendendo il tutto estremamente fluido e ricco di groove. 

Diego Mascherpa

Ne sono una prova la brillante title-track, che spazia dal latin al jazz rock, mettendo subito in risalto le grandi capacità dei tre e le riproposizioni di Hinterland e Adriatica, con la prima leggermente funky e la seconda pregna di elementi balcanici. Anche Terra e mare era già presente nel disco del 1981, mentre è nuova la seguente Le bambole, in cui possiamo assistere alle brillanti escursioni di Zaffalon e Mascherpa. Colpiscono la ritmica dance di Balleranno (i burattini), che si trasforma in un grande episodio jazz rock, soprattutto per la notevole prova di Mascherpa al sax, e le delicate melodie di Secondina (con lo stesso bravissimo anche al clarinetto). I paesaggi dell’Italia meridionale vengono evocati con una bella dose di progressive rock nella superlativa Pensando a Sud, salvo poi ritornare ai tempi di Hinterland con Senza rete. Chiudono l’album Sequenza Meccanica Blues, che come suggerisce il titolo ha echi della musica del diavolo ed una carica rock che ricorda i Cream di Eric Clapton e la rivisitazione sudamericana di Una nuvola in gabbia. Bib-Rambla è il disco più maturo dei Baracca & Burattini, merito di un interplay costante ed efficace tra l’Hammond di Zaffalon, i fiati di Mascherpa e le ritmiche di Marangon, abilissimi nel creare un sound sempre in bilico tra la fusion, il jazz rock e il progressive (anche se decisamente meno vistoso rispetto alle altre componenti). È un’opera piena di passione, quella di un trio che finalmente, dopo anni di assenza, torna perché ha davvero qualcosa da comunicare. Il consiglio è quello di cercare gli album degli anni ’80 e di fiondarsi poi su questo ultimo lavoro, per cogliere le differenze strutturali e le maggiori capacità acquisite in 30 anni di lontananza. Come il vino buono, anche il tempo ha migliorato i Baracca & Burattini".


Conclusione
Il viaggio attraverso la musica dei Baracca & Burattini termina qui. Ancora un enorme grazie a Roberto e a Osel che hanno fornito il materiale audio qui pubblicato. Buon ascolto, cari amici e...se avete voglia di partecipare alla vita del blog, ricordatevi che i vostri commenti saranno sempre molto graditi.


LINK Hinterland (LP 1981)
LINK Trio + 1 (LP 1983)
LINK Bib-Rambla (CD 2012)

Post by George, Roberto & Osel

sabato 21 febbraio 2026

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 102 - Santana live at Palaeur, Roma, 27.04.1983 (a gift by Morris)


TRACKLIST CD 1:

01 - intro
02 - Nowhere to Run
03 - Hold On
04 - Tales of Kilimanjaro
05 - Black Magic Woman / Gypsy Queen
06 - Oye Como Va (Tito Puente cover)
07 - Incident at Neshabur
08 - Watch Your Step (Brother Phelps cover)
09 - Aqua Marine
10 - That's the Way God Planned It (Billy Preston cover)
11 - Savor
12 - Jin-go-lo-ba (Babatunde Olatunji cover) (Jingo)


TRACKLIST CD 2:

13 - Havana Moon (Chuck Berry cover)
14 - Soul Sacrifice
15 - Open Invitation
16 - She's Not There (The Zombies cover)
17 - American Gypsy
18 - Europa (Earth's Cry, Heaven's Smile)
19 - Shango

encore
20 - Samba Pa Ti
21 - Super Boogie / Race with the Devil on a Spanish Highway
22 - Shake Your Money Maker (Elmore James cover)


FORMAZIONE:

Carlos Santana - lead guitar, vocals, percussion
Greg Walker . vocals
Keith Jones - bass
Chester D. Thompson - keyboards
Graham Lear - drums
Raul Rekow - congas, bongos, percussion, backing vocals
Armando Peraza - congas, bongos, percussion, backing vocals
Orestes Vilató - timbales, percussion


Ringrazio moltissimi l'amico Morris per avermi inviato tempo fa questo ottimo concerto dei Santana e, nel contempo, mi scuso con lui per averlo tenuto un po' troppo tempo nel cassetto. Era da parecchio tempo che volevo dedicare qualche pagina al grande Carlos e alla sua band. Il concerto che ci ha regalato Morris - almeno nelle mie intenzioni - farà da apripista ad altre esibizioni dei Santana sul patrio suolo, in particolare negli anni '70. Quando si parla di quel decennio le date e le location sono sempre piuttosto confuse. Di certo il primo breve tour dei Santana risale al 1971. Allora eravamo tutti follemente innamorai della sua lancinante chitarra, ancora rovente dopo l'esibizione a Woodstock '69. Ma qui i ricordi si perdono nelle nebbie del tempo. Seguì un breve tour nel 1973 e, infine, il decennio si concluse con il disastro del 1977. 


  Ne parleremo in modo dettagliato riportando in superficie non solo le registrazioni audio salvate, ma anche alcuni momenti di storia contemporanea legati ai famigerati "anni di piombo" e alle contestazioni prima, durante e dopo i concerti. Sta di fatto che dopo quel drammatico tour del 1977 i Santana (ma non solo loro) non vollero più tornare a suonare in Italia. Solo nel 1983, passati i momenti di furore e navigando in acque più tranquille, Carlos Santana e la sua band tornarono in Italia. Il mini tour del 1983 comprendeva solo tre date: il 26 e 27 aprile al Palaeur di Roma e il 28 aprile al Palasport di Genova. Le date sono confermate dal sito ufficiale di Carlos. Visto che il tour andò liscio, i promoter lo chiamarono in Italia anche l'anno successivo. Un paio di concerti di quest'ultimo tour sono documentati su bootleg. 


Per tornare al nostro concerto va ricordato che i Santana nel 1983 effettuarono un lungo tour mondiale per promuovere l'album "Shango", realizzato in studio nell'agosto dell'anno precedente, nonché  il disco solista di Carlos, "Havana Moon" pubblicato nel 1983. Concluso il breve tour italiano i Santana conclusero l'european leg  in Germania e in Gran Bretagna.  



Ascoltare i gloriosi Santana significa, per molti di noi che abbiamo qualche annetto sulle spalle, fare un tuffo nel passato, lasciandoci trasportare dalla magica chitarra di Carlos e dal tappeto di percussioni che lo supportava. Io purtroppo non ho avuto l'opportunità di vederlo e sentirlo dal vivo nei decenni passati, ma forse qualche amico navigatore ha assistito ad un suo concerto e potrà trasmetterci le sue emozioni e raccontarci la sua esperienza.  Il vecchio leone, uno dei grandi eroi di Woodstock '69 immortalato nel docufilm di Michael Wadleigh mentre col suo gruppo esegue "Soul Sacrifice" (proposta anche nel nostro show romano), ha oggi 78 anni e continua a esibirsi dal vivo nonostante alcuni problemi di salute che lo hanno afflitto, tra cui un infortunio alla mano sinistra all'inizio del 2025 e un intervento al cuore nel 2021. Ma nonostante tutto, mi sembra che stia "tenendo duro". 


La nostra scaletta include prevalere i grandi successi storici, da Black Magic Woman a Oye Como Va, da Savor a Soul Sacrifice . Al nuovo album vengono dedicati solo tre brani. Grandioso il finale, con i bis concessi al caloroso pubblico romano: Samba Pa Ti apre il trittico che si conclude con Shake Your Money Maker, una cover del potente rock n' roll di Elmore James. A proposito di cover, dal momento che le stesse vengono indicate nella tracklist, mi permetto di fare l'azzeccagarbugli e ricordare che "Gypsy Queen", la coda di "Black Magic Woman" è una composizione originale del chitarrista ungherese Gabor Szabo. risalente al 1966. Merita particolare attenzione la versione qui proposta di "She's Not There" degli Zombies che, nella sezione entrale, riprende nientemeno che "Marbles", brano composto da John McLaughlin e collocato in apertura dello storico LP "Santana & Buddy Miles! Live!" del 1972. 
Basta, qui mi fermo. Dopo un ultimo grazie a Morris non mi resta che augurarvi buon ascolto. A presto.


LINK (2 CD)

Post by George & Morris

venerdì 20 febbraio 2026

giovedì 19 febbraio 2026

Over Fourteen - Giudizio Universale (CD, 2010) - special post by Frank-One

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01. Giudizio universale
02. La paura di vivere
03. The witch
04. Superflash
05. Wc
06. Cosa le dirò
07. Luna Park
08. Route Sixty Six
09.Fire in the room

Bonus tracks:

10. Inferno musicale (live)
11, All the religions
12. Ratman


FORMAZIONE:

Mauro Coluzza - chitarra
Fabio Foroni - tastiere
Stefano Folchi - basso
Massimo Frascarelli - batteria
Stefano Rinelli - voce


Premessa by George

Breve premessa prima di lasciare campo aperto al nostro caro amico Frank-One. Lo ringrazio moltissimo non solo per le continue citazioni della Stratosfera all'interno delle sue trasmissioni radiofoniche del martedì (che linkiamo regolarmente sul nostro blog), ma anche e soprattutto per avere mantenuto la promessa di inviarmi i file di questo raro e unico CD degli Over Fourteen, band romana che Frank-One aveva presentato qualche settimana fa in "The Prog Side of the Moog". Se ben ricordo questo album era stato richiesto anche da altri ascoltatori. Non solo, ma oltre ai nove file che compongono il CD (attenzione perché la tracklist indicata nella back cover non è corretta) troviamo tre bonus tracks assolutamente inedite, che sarebbero dovute confluire sul secondo album del gruppo, che non vide mai la luce. Rarità nella rarità. Abbiamo così a disposizione ben 12 tracce di ottimo hard rock, quello sanguigno, di stampo tradizionale anni '70, che farà la gioia di tutti gli amanti dei Deep Purple & Co. (come il sottoscritto). My God, che assoli di chitarra incredibili. La data di pubblicazione del CD, ovviamente autoprodotto e, se ben ricordo, stampato in tiratura limitata, è del 2010. Non sforzatevi  a cercare sul web informazioni sugli Over Fourteen e su "Giudizio Universale", perché sono praticamente inesistenti. E ora spazio a Frank-One. 


Biografia degli Over Fourteen (a cura di Frank-One)

Il gruppo nasce nel 2006 quando Mauro Coluzza (chitarra) e Max Frascarelli (batteria), già insieme in precedenti formazioni, contattano tramite un annuncio Stefano Folchi (basso), e a seguire Fabio Foroni (tastiere), con l’idea di creare musica originale. I quattro iniziano a provare mettendo in comune tutte le passate esperienze e passioni musicali (hard rock, blues, progressive italiano ed inglese anni 70) e subito prendono forma le prime composizioni. Nel 2007 si unisce al gruppo Stefano Rinelli (voce) che porta in dote la sua capacità di creare testi e melodie, e lo stile dei brani inizia a delinearsi in maniera più definita. I pezzi risentono delle diverse estrazioni musicali e capacità tecniche di ciascuno dei componenti, e sono ricchi riferimenti e citazioni che guardano soprattutto agli anni 70: stacchi, cambi di tempo, assoli, tempi dispari ma con un suono attuale ed un’attenzione particolare a testi e melodie “a presa rapida”. La produzione musicale è sovrabbondante e a seguiti della pubblicazione dei primi brani sul web e dei sorprendenti riscontri in termini di download e preferenze arrivano da più fonti le richieste per la produzione di un album. Da Settembre 2007 ad oggi il gruppo lavora alla composizione, arrangiamento, registrazione e mixaggio dei 9 brani che costituiscono il primo CD del gruppo, senza però trascurare l’aspetto esecutivo live con la partecipazione ad eventi e concerti come l’edizione romana del tour “Talenti per Natura 2008” di Radio Lifegate, nella quale ottengono il secondo posto nella classifica di gradimento degli ascoltatori “  
Il gruppo sostiene la Onlus MEWE, che gestisce un orfanatrofio con 23 splendidi bambini in Ghana, località Wawase, donando il 30% di tutti i proventi derivati dall’attività musicale. Acquistando questo CD hai sostenuto al sostentamento quotidiano dell’orfanatrofio. 


I commenti di Frank-One

Queste righe accompagnavano l’album (ahimè l’unico) di questo gruppo che ebbi la fortuna di frequentare nelle mie trasferte romane dal 2010 al 2015. Assistetti alle loro prove e ricevetti sempre un’accoglienza come fossi un sesto componente. In quegli anni collaboravo a Radio Popolare e talora trasmettevo qualche brano del loro repertorio. Tra l’altro erano “in pista” per un secondo lavoro, in piena attività salirono in Brianza (mi sembra di ricordare Cantù) dove vinsero un contest di musica Prog con Inferno musicale che troverete nell’interpretazione live come bonus track assieme ad altri brani che avrebbero dovuto far parte del loro secondo lavoro, e che mi furono prodotti in anteprima. Poi come un fulmine a ciel sereno un giorno Stefano Folchi, col quale era nata una particolare empatia così come col batterista Massimo Frascarelli, mi chiamò comunicandomi che avevano deciso di sciogliere il gruppo. Non compresi mai i motivi. Stefano proseguì a suonare con una cover band dei Deep Purple (i Purple Heads;  a questo proposito vi invito a visionare su Youtube la loro versione live di When a Blind Man Cries (qui, il canale YT del gruppo con numerose cover live dei Deep Purple - ndr) e siamo sempre rimasti in contatto, pur non riuscendoci più ad incontrare negli ultimi anni. Pochi mesi fa la terribile notizia della scomparsa di Massimo Frascarelli. 
Ecco il loro unico album unitamente ad alcune bonus tracks. Buon ascolto



Post by Frank-One (with a little help by George)

martedì 17 febbraio 2026

RE-POST & RE-LOAD - Area Live in Cuneo, 21.05.1974 (post originale 4 settembre 2011)


TRACKLIST:

01 - Introduzione
02 - Luglio agosto settembre (nero)
03 - Introduzione a L'abbattimento dello Zeppelin
04 - L'abbattimento dello Zeppelin
05 - ZYG (crescita zero)
06 - Cometa rossa
07 - Brujo
08 - Introduzione a Lobotomia
09 - Lobotomia


FORMAZIONE:

Demetrio Stratos - voce, organo
Patrizio Fariselli - tastiere, fiati
Paolo Tofani - chitarra
Ares Tavolazzi - basso
Giulio Capiozzo - batteria


Questo è uno di quei bootleg che vale veramente la pena rendere nuovamente disponibile. Ho colto al balzo la richiesta dell'amico Albe per rifare l'upload di questo concerto pubblicato sulla Stratosfera nei suoi primi mesi di vita. Pensate che il post originale venne realizzato da Roby (che colgo l'occasione per salutare) il 4 settembre 2011 ed era il n. 2 della serie "Bootleg" oggi giunta al n. 367. Il concerto venne registrato a Cuneo il 21 maggio 1974, ovvero tre mesi prima della data ufficiale di pubblicazione di "Caution Radiation Area " (19 agosto 1974). Djivas se ne era già andato per raggiungere la Premiata Forneria Marconi e al suo posto era entrato in organico Ares Tavolazzi. La scaletta raccoglie i principali brani pubblicati nei primi due album. La qualità dell'audio non è delle migliori ma il documento sonoro è imperdibile. Non resta che passare all'ascolto o al ri-ascolto. Alla prossima



Re-post & Re-load by George 

lunedì 16 febbraio 2026

Serie "Bootleg" n. 367 - Banco del Mutuo Soccorso - Concerto RAI Torino 1980


TRACKLIST:

01. Di terra
02. Garofano rosso
03. E mi viene da pensare
04. R.I.P.
05. Canto di primavera
06. Interno città
07. Percussioni
08. Capolinea (II parte)
09. Il ragno
10.Non mi rompete
11. Circobanda
12. Traccia II
13. Capolinea (I parte) - cut end


FORMAZIONE:

Vittorio Nocenzi / tastiere
Gianni Nocenzi / pianoforte, sintetizzatori
Francesco Di Giacomo / voce
Rodolfo Maltese / chitarra, tromba
Pierluigi Calderoni / batteria, percussioni
Gianni Colajacomo / basso
Karl Potter / percussioni


In apertura non possono mancare i ringraziamenti. Grazie grande Osel per avere recuperato questo concerto del Banco del Mutuo Soccorso risalente al 1980 nella sua interezza. E' verosimile che il concerto qui proposto (qualità audio soundboard) coincida quasi completamente con il DVD "Banco Live 1980" pubblicato dalla AMS nel 2006 (quello con i danzatori sui trampoli). Perché quasi? Per la semplice ragione che il nostro concerto contiene anche "Traccia II" (assente nel DVD), mentre "Capolinea" è suddivisa in due parti, come nell'omonimo album live. La copertina del bootleg riporta la dicitura "Concerto RAI" (sulla sede ho delle riserve) dal momento che venne ripreso e trasmesso dall'emittente televisiva di Stato. 


Presumo che questo show (se non vado errato registrato a Viterbo) rientri nel tour promozionale dell'album "Canto di primavera", pubblicato nel 1979 e seguito dal live "Capolinea", registrato nell'omonimo locale milanese. Non a caso la tracklist contiene E mi viene da pensare, Interno città, Circobanda e, naturalmente, la title track. Da segnalare la particolare rivisitazione di R.I.P., con un ritmo più swingante rispetto all'originale e priva della sezione conclusiva. Splendida Capolinea (I parte) con la tromba di Rudy Maltese che fa faville. Incredibile. Peccato solo che il finale sia stato tagliato. Per la cronaca il DVD si conclude con una lunga intervista (quasi 38 minuti) a Vittorio Nocenzi. Io l'ho retta per i primi 5. Bene, con questo è tutto. Cari amici, vi auguro buon ascolto.




Post by George & Osel

sabato 14 febbraio 2026

Serie "Just One Record" - Free Wave System - Nonostante tutto (LP 1981 - ristampa CD 2004)

 

TRACKLIST:

01. Oltre il tempo (2:16)
02. Xenophobia (2:51)
03. La coda di Mr. Freeman (4:57)
04. 21/5/81 (3:43)
05. Flavours (4:50)
06. Nonostante tutto (4:31)
07. Fonodipendenza totale (5:12)
08. Mia zia Frenesia (2:35)
09. Frammenti (4:46)
10. Soft Imagine (5:30)


FORMAZIONE:

Luca Morandi - piano, organo, synth
Mauro Ravizza - sax tenore, sax soprano
Luciano Devietti - basso elettrico
Enrico Morandi - batteria, percussioni


"Nonostante tutto ce l'abbiamo fatta!". Potrebbe essere l'esclamazione di molti gruppi che dopo numerose fatiche e un po' di intoppi sono riusciti a registrare il loro primo album, Spesso, come nella fattispecie, il primo resta anche l'unico. I Free Wave System, un ottimo quartetto di jazz rock proveniente da Torino, registrarono nel 1981 nel White Studio di Lanzo Torinese questa unica ma convincente prova discografica pubblicata dalla Drums Edizioni Musicali. Dopo oltre 20 anni di oblio, la Mellow Record nel 2004 ristampò il prezioso vinile in formato CD, restituendo al gruppo la meritata dignità e visibilità. Tracciare un po' di storia non guasta mai, specie se i protagonisti sono questi gruppi di nicchia. I Free Wave System si formarono negli anni '70 dalle ceneri di un gruppo chiamato Assoluto Naturale, che era più che altro una band di rock progressivo tradizionale influenzata dai soliti noti, PFM, Banco e simili. 


I Free Wave System inizialmente avevano un vocalist, ma quasi subito decisero di dedicarsi esclusivamente alla musica strumentale. Il nuovo gruppo, guidato dai due fratelli Morandi, si ritagliò alcuni spazi nel Nord Italia per svolgere una intensa attività live e nel 1981 riuscì a pubblicare il sospirato album "Nonostante tutto" prima di sciogliersi. Il disco fin dal primo ascolto è accattivante e gradevole e le 10 tracce scorrono rapidamente (la durata complessiva del disco è di circa 45 minuti) tra grandi passaggi di sax e di tastiere. Forse, ma è un mio parere personale, in alcune tracce si sente la mancanza della chitarra elettrica, vuoto compensato, anche in modo eccessivo, dal sax di Mauro Ravizza. In ogni caso sono certo che l'album non deluderà gli appassionati dello storico jazz rock italiano, leggasi Perigeo, Arti e Mestieri, Etna ed Esagono. Peccato che questi musicisti non si siano "accasati" in altri gruppi restando nell'alveo del panorama musicale. Unica eccezione è Luciano Devietti, oggi imprenditore torinese di successo, che continua a suonare in una band jazz/blues, La passione è dura a morire. E' tutto. Vi auguro buon ascolto.


LINK

Post by George

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 10 febbraio 2026)

 

Trasmissione andata in onda il 10 febbraio 2026

Cari amici, con un paio di giorni di ritardo rispetto ai tempi soliti, a seguito di motivi puramente tecniche, ecco l'ultima puntata di "The Prog Side of the Moog" concotta dal nostro amico e collaboratore Frank-One.

Buon ascolto



Post by George & Frank-One