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mercoledì 28 ottobre 2026

Stefano Panunzi: dall'art rock al neo prog - Timelines (CD, 2005) & A Rose (CD, 2009)


TRACKLIST & LINE UP:

01. Timelines - 5;25
acoustic guitar, electric guitar – Giacomo Anselmi
bass – Fabio Fraschini
keyboards, samples – Stefano Panunzi
vocals – Sandra O'Neill

02. Underground - 4:21
classical guitar, bass – Nicola Lori
drums – Daniele Iacono
ambient guitar, electric guitar – Markus Reuter
keyboards – Stefano Panunzi
vocals, samples, mellotron – Giancarlo Erra

03. Everything 4 Her - 5:57
bass – Mick Karn
drums – Giampaolo Rao
keyboards – Stefano Panunzi
saxophone, clarinet – Nicola Alesini

04. No Answer From You - 5:05
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
effects – Peter Chilvers
ambient guitar – Nicola Lori
keyboards – Stefano Panunzi
keyboards, percussions programming – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

05. Masquerade - 4:34
bass, vocals – Mick Karn
drums – Giampaolo Rao
effects – Haco
electric guitar – Nicola Lori
keyboards, vocals – Stefano Panunzi

06. Web Of Memories - 6:18
bass – Mick Karn
drums – Gavin Harrison
electric guitar – Giacomo Anselmi, Nicola Lori
keyboards – Stefano Panunzi
vocals – Haco

07. The Moon And The Red House - 4:21
acoustic guitar, bass – Nicola Lori
flugelhorn – Mike Applebaum
keyboards, drum programming – Stefano Panunzi

08. Forgotten Story - 5:36
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
keyboards, samples, loops – Stefano Panunzi
saxophone – Nicola Alesini

09. Tribal Innocence - 5:14
bass – Mick Karn
drums – Giampaolo Rao
keyboards, mbira – Stefano Panunzi
ambient loops – David Torn
trumpet – Mike Applebaum
spoken voice] – Rima

10. Something To Remember - 6:37
bass, guitar – Nicola Lori
electric piano, effects – Peter Chilvers
keyboards, loops, drum programming – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

11.1. I'm Looking For - 5:45
bass, vocals – Mick Karn
cello – Laura Pierazzuoli
drums – Diego Mancini
guitar – Giancarlo Erra
keyboards, vocals – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

11.2. (silence) - 1:58
11.3. Untitled (hidden track) - 4:08


Con questo post ci distacchiamo, e non poco, dalle consuete sonorità progressive che si rifanno ai decenni '70 e '80 e ci immergiamo in un mondo di suoni alternativi e affascinanti che - se proprio vogliamo classificarli - stanno a cavallo tra l'art rock e il neo prog. Il nostro protagonista è Stefano Panunzi. Per chi non lo conoscesse o lo conoscesse solo superficialmente, è un tastierista, compositore e produttore, nato a Roma nel 1958, conosciuto anche a livello internazionale nel campo della art rock e del neo progressive, nonché ambient jazz ed elettronica. Entrare nel mondo musicale di Stefano Panunzi significa entrare in contatto con sonorità inusuali e affascinanti, con atmosfere che potrebbero dare parte di colonne sonore cinematografiche. Le sue composizioni sono state arricchite nel corso del tempo dalla presenza di una rete di collaboratori di spicco della scena musicale d'avanguardia, di portata mondiale, che hanno apportato un pizzico della loro esperienza musicale. Ne posso citare alcuni: Gavin Harrison (Porcupine Tree, King Crimson), Mick Karn e Richard Barbieri (Japan), Jakko Jakszyk (King Crimson), Tim Bowness (No-Man), Markus Reuter e David Torn. E' possibile che qualcuno ricordi Stefano Panunzi quale co-creatore del progetto Fjieri, insieme al  polistrumentista Nicola Lori, un vero e proprio collettivo musicale. Sotto questo nome vennero pubblicati due album acclamati dalla critica di settore, caratterizzati da sonorità molto fluide ispirate ai canti dei pescatori di perle del Bahrein. Questi i titoli: "Endless" (2009) e "Words Are All We Have" (2015)


Parallelamente ai Fjieri, Panunzi porta avanti un percorso solista costellato di album dalle forti tinte concettuali: "Timelines" (2005), "A Rose" (2009), "Beyond the Illusion" (2021, un lavoro dalle radici art rock e alternative definito un "collage lunatico" di influenze), "Pages From The Sea" (2023) e "Caravaggio" (2026, un imponente doppio album di 24 brani ispirato a Michelangelo Merisi). "Timelines", pubblicato inizialmente nel 2005 dalla RES - Registrazioni e Suoni, venne poi ristampato nel 2016 con differente copertina. La trovate qui di seguito. Ultima annotazione: attenti alla track 11 perché dopo più di un minuto di silenzio prende forma una "hidden track". 


Le 11 tracce, bellissime, delicate e ricche di effetti sonori, vennero registrate in Italia, Gran Bretagna, Germania e Giappone. Gli ospiti, alcuni decisamente illustri, li potete vedere nella tracklist. Quattro anni dopo, siamo nel 2009, Panunzi realizza e pubblica il suo secondo album solista dal titolo "A Rose" (etichetta Emerald Recordings). 

Stefano Panunzi - A Rose (CD, 2009)


TRACKLIST & LINE UP:

01. State Of Mind - 5:14
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
guitar – Markus Reuter
keyboards – Stefano Panunzi
vocals – SiRenée

02. Fades - 5:08
bass – Fabio Fraschini
flute – Theo Travis
guitar – Giacomo Anselmi
keyboards, programming – Stefano Panunzi
vocals – Tim Bowness

03. On Line, Now! - 4:13
bass – Mick Karn
drums – Giampaolo Rao
guitar – Robert Aceto
keyboards – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

04. Child Of Your Time - 5:02
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
guitar – Giacomo Anselmi
keyboards – Stefano Panunzi
vocals – Sandra O'Neill

05. I Miss You - 6:18
backing vocals – Giovanna Strivieri
bass – Mick Karn
drums – Luca Fareri
guitar – Adriano Viterbini
keyboards – Stefano Panunzi
sampler – Emanuele Errante
guitar solo – Nicola Lori
vocals – Andrea Chimenti

06. Unreality - 5:46
guitar – Robert Aceto
keyboards, programming – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

07. Where Is My Soul - 5:52
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
guitar – Markus Reuter
keyboards – Stefano Panunzi
vocals, guitar – Robby Aceto

08. The Bridge -5:48
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
keyboards – Stefano Panunzi
vocals, guitar – Giancarlo Erra

09. Tonight - 5:34
bass – Fabio Fraschini
cello – Christine Hanson
keyboards, programming – Stefano Panunzi
vocals – Thomas Leer

10. Lights And Shades - 4:42
bass – Fabio Fraschini
cello – Laura Pierazzuoli
drums – Giampaolo Rao
keyboards – Stefano Panunzi


Quattro anni dopo la pubblicazione di "Timelines" vede la luce "A Rose", un album che ci incuriosì anche per scoprire cosa poteva essere cambiato in quel lasso di tempo. Se "Timelines" era un piccolo gioiellino, fortunatamente "A Rose" si muove nella stessa direzione. Anche qui si contano ospiti illustri. Le composizioni si fanno ancora più sofisticate, eleganti. Insomma, un disco ambizioso, un viaggio attraverso sonorità che che si apprezzano in pieno solo dopo numerosi ascolti. Concludo con i ringraziamenti: Osel è colui che mi ha inviato "Timelines" (che mancava nei miei archivi) e che ho subito accoppiato con "A Rose", che avevo tra i miei file e che ho imparato ad apprezzare da tempo. Grazie amico mio, come sempre. E con questo ho concluso, Vi auguro buon ascolto.


LINK Timelines (2005)
LINK A Rose (2009)

Post by George - Music by Osel & George

lunedì 26 ottobre 2026

Eris Pluvia - The Remains - part II (2019) plus bonus CD (demo 1990)

 

Eccoci giunti alla seconda e ultima parte della discografia dedicata agli Eris Pluvia, arricchita con un bonus CD del tutto inaspettato. Infatti il nostro collaboratore Roberto, nel giro di un "amen" dalla mia cortese richiesta, mi ha inviato i file del primissimo lavoro della band, pubblicato come demo nel 1990. Lo ascolteremo in chiusura di post. A proposito di post, quello di oggi ha per me un valore particolare perché è frutto della collaborazione tra il sottoscritto, Osel e Roberto. Un gran bel lavoro a sei mani che denota come il nostro team riesca a collaborare al meglio per realizzare prodotti di qualità. Detto questo torniamo agli Eris Pluvia, i protagonisti del lungo post odierno. Nella prima parte avevamo presentato e ascoltato due CD, cronologicamente il primo e il terzo, ovvero "Rings Of Earthly Light" (1991) e "Different Earths" (2016). Il secondo, "Third Eye Light" del 2010 è stato presentato in un post precedente). Giungiamo così al 2019 allorché il quartetto genovese sforna un altro bellissimo album, "Tales From Anotherr Time" che andiamo subito ad ascoltare.

Eris Pluvia - Tales From Another Time (CD, 2019)
(from George archives)


    TRACKLIST:

01. When Love Dies - 5:07
02. Lost In The Sands Of Time - 5:47
03. La Chanson de Jeanne (I-III) - 17:39
04. The Call Of Cthulhu (I-III) - (11:55)
I. A Stormy Night
II. The Secrets Of The Sea
III. The Awakening Of The Gods
05. Last Train To Atlana - 4:39
06. The Hum (I-V) (14:22)
I. A Dream In The Night
II. In The Time Of Darkness
III. Going Deeper
IV. 10 O'clock P.M. In Katmandu
V. Arriving Morning


FORMAZIONE:

 Alessandro Cavatorti - chitarre, testi
Marco Forella - basso, pianoforte, tastiere e batteria
Roberto Minniti - voce
Roberta Piras - flauto, voce

Con:
Ludovica Strizoli - voce (3)


Praticamente si tratta dell'ultimo lavoro realizzato in studio dal gruppo, considerato  che il secondo CD pubblicato nello stesso anno è una compilation, seppur con alcuni interessanti inediti. Ne parleremo in seguito. "Tales From Another Time" ancora una volta si ispira al sound dei Pink Floyd, quelli da "The Dark Side" in poi,  (interventi di flauto esclusi), specialmente nelle parti di chitarra. Gli assoli di Alessandro Cavatorti si richiamano molto allo stile introdotto da David Gilmour, ma questo non disturba anzi, qualifica ancor di più il lavoro. A questo proposito ricordo che il CD contiene ben due suite: la prima "The Call Of Cthulhu", della durata di quasi 18 minuti, suddivisa in tre movimenti, è il punto più alto dell'album, un elogio al progressive più puro degli anni '70; la seconda, "The Hum" è divisa in 5 parti e ha una durata di oltre 14 minuti, Il brano più "struggente", basato su chitarra acustica, tastiere soprattutto flauto (ma quanto è brava Roberta Piras) è "Last Train To Atlana". Insomma, per farla breve, gli Eris Pluivia, come canto del cigno, ci hanno regalato questo gioiellino, un album da ascoltare più volte per apprezzarne tutte le sfumature. 


Eris Pluvia & Ancient Veil 
1991/1995 - Rings Of Earthly Light and Other Songs (CD, 2019)
(from Osel archives)


TRACKLIST:

01. Rings Of Earthly Light (Suite) - (17:12) - remaster
a) Earthcore
b) Portrait
c) Sell My Feelings
d) Following Her In A Fantasy Lake
e) I Re-emerged Ancient Knight
02. In The Rising Mist - 4:34
03. The Broken Path - 1:40
04. Glares Of Mind - 3:58
05. Pushing Together - 4:46
06. You'll Become Rain - 2:16
07. The Way Home - 9:08

Other Songs
08. Through The Sky (Unpublished) - 4:04
09. And When The Train Has Left (Unpublished) - 2:43
10. Flying (Instrumental) - 4:00
11. You´ll Become Rain Part Two - 2:14
12. Walking Around - 1:38
13. Landscape And Two - 3:41


MUSICISTI:

Alessandro Serri
Edmondo Romano
Paolo Raciti
Marco Forella
Martino Murtas
Alessandro Cavatorti
Fabio Serri
Valeria Caucino
Sabrina Quarelli
Enrico Paparella
Roberto Mazzola
Sara Diano
Alessandro Sacco
Stefano Cabrera
Marco Fadda
Gianni Serino
Massimo Tarozzi
Sergio Grazia
Antonella Trovato
Tomaso Olivari
Alice Nappi
Sirio Restani ed il suo coro


Album antologico, pubblicato il 15 aprile 2019, contenente molte tracce interessanti per tutti gli amanti degli Eris Pluvia e degli Ancient Veil. Attingo le informazioni, molto accurate, dal sito ufficiale di questi ultimi.

"Il volume è diviso in due parti: la prima è la ristampa ufficiale di "Rings of Earthly Light" degli Eris Pluvia, a 28 anni dal suo esordio sulla scena musicale, mentre la seconda comprende brani inediti e storici degli Ancient Veil dello stesso periodo. L'opera è stata curata personalmente, sia dal punto di vista grafico che sonoro, da Edmondo Romano e Alessandro Serri degli Ancent Veil (ndr - come si può vedere le storie dei due gruppi continuano ad intersecarsi). “Rings of Earthly Light” è stato riconosciuto come uno degli album che hanno dato origine alla corrente del New Progressive italiano degli anni '90 ed è entrato a far parte di quella serie di dischi storicamente importanti per il genere prog in Italia e all'estero. È stato prodotto e distribuito nel 1991 da Musea e nel corso degli anni ha visto ristampe di ogni tipo in Polonia, Indonesia, Corea, Giappone, Russia. Il CD porta il doppio nome Eris Pluvia  e Ancient Veil, perché esiste una linea di continuità tra la prima opera di Eris Pluvia e la prima opera di Ancient Veil, una linea tracciata dai fondatori e principali compositori di entrambe le formazioni, Alessandro Serri ed Edmondo Romano.


Hanno così deciso di contattare i membri rimanenti del gruppo Eris Pluvia, il bassista Marco Forella e il chitarrista Alessandro Cavatorti (che hanno recentemente pubblicato l'album "Tales From Another Time"). Questi musicisti avevano lavorato al CD del 1991 insieme all'ex batterista Martino Murtas e al compianto tastierista Paolo Raciti), Sono stati cooptati per dare nuova vita a questo lavoro, che esce poco dopo la sua riproposizione dal vivo sul CD "Rings of Earthly … Live" degli Ancient Veil. Il suono è stato modificato utilizzando i nastri DAT originali, più compatti e profondi rispetto al CD pubblicato nel 1991 e, dopo una pulizia audio, si è proceduto a una rimasterizzazione per dare maggiore presenza al suono. A completamento del momento storico, sono stati aggiunti sei brani, composti nello stesso periodo.


“And When the Train Has Jeft” è un brano inedito mai registrato fino ad oggi e per un certo periodo tra il 1988 e il 1990, sempre composizione del duo, era il brano di apertura dei concerti di Eris Pluvia, così come inedito è anche “Through The Sky”, una dolce ballata sempre composta da Serri e Romano, subito dopo l'uscita di “Rings of Earthly Light”. Dopo le due opere inedite seguono il brano “Flying” questa volta in versione strumentale e il successivo “You’ll Become Rain part two” per solo quartetto d'archi, “Walking Around” per coro lirico, contrabbasso e flauto dolce e “Landscape And Two” per cinque flauti della tradizione boliviana chiamati mohozeno, questi ultimi tre erano stati pubblicati in “The Ancient Veil”. “Walking Around”, in una forma diversa, era presente nel primo demo tape commercializzato da Eris Pluvia, intitolato “Pushing Together” e datato 1990. La copertina è come nell'originale, la pittura di Giovanni Romano intitolata “Aurora”.


Bonus CD
Eris Pluvia - Pushing Together (demo, MC 1990)
(fron Roberto archives)


TRACKLIST:


Other info about the tracklist:

“Going” that it will entitled “Rings of earthly light” in the same CD.
“Pushing together” that it will maintain the same title in CD “Rings of earthly light”.
“The last” “The way home” in CD “Rings of earthly light”
“Walking around suite“(recorded live) that it will come inserted partially in choral version in CD “The ancient veil” and the first part of this song will be published in the CD “I am changing with the new title “Chime of the times”

LINE UP:



E fu così che grazie all'intervento del nostro collaboratore Roberto, abbiamo tra le mani anche il primo demo registrato dagli Eris Pluvia nel 1990, autoprodotto e, a quanto si legge sul sito degli Ancient Veil, pubblicato su musicassetta in 150 copie. Contiene 4 brani, molto belli, in perfetto prog style, di cui uno registrato dal vivo a Genova nel 1990. La descrizione delle quattro tracce la trovate qui sopra e l'ho lasciata in inglese, così come era presentata sul sito.
E con questa bella rarità (tanto per non smentirci) si conclude il lungo doppio post dedicato agli Eris Pluvia e alla loro discografia completa. Dal 2019 il gruppo genovese non ha più dato notizie di sé e non sappiamo se ritornerà o meno in studio - speriamo di sì - con un nuovo lavoro. Io mi auguro che la conoscenza con questa band sia stata di vostro gradimento. Se volete, scrivetelo nei commenti. 
Buon ascolto.

Edmondo Romano

LINK Tales From Another Time (2019)
LINK 1991/1995 - Rings Of Earthly Light And Other Songs (2019)
LINK Pushing Together (1990)

Post by George - Music by George, Osel & Roberto

martedì 20 ottobre 2026

Eris Pluvia - The Remains - part I (1991-2016)


PREFAZIONE 

Dopo la pubblicazione su queste pagine del secondo CD, nel rispetto dell'ordine cronologico, degli Eris Pluvia (dal titolo Third Eye Light del 2010, che ritroverete qui), vuoi per la bellezza della musica da loro proposta, vuoi per alcune richieste pervenute da parte di amici e lettori, abbiamo pensato di proporre ciò che rimane della discografia della band, suddividendola in due tranche. In questa prima tornata ascolteremo il primo CD pubblicato nel 1991, "Rings Of Earthly Light" ed il terzo del 2016 intitolato "Different Earths". Due grandi lavori che escono rispettivamente dagli archivi del nostro storico collaboratore Marco Osel e da quelli del sottoscritto. Resta escluso da questa presentazione il primo demo, risalente al 1990, pubblicato solo su musicassetta e intitolato "Pushing Together", purtroppo assente dai nostri archivi. Se qualche amico lo possiede ce lo faccia sapere (e magari ce lo invii). Sarebbe cosa alquanto gradita. Nella seconda parte (tra qualche giorno) ascolteremo "Tales From Another Time" (2019) e "1991/1995 - Rings Of Earthly Light and Other Songs" (2019), quest'ultimo attribuito a Eris Pluvia & Ancient Veil. In effetti il percorso musicale degli Eris Pluvia e quello degli Ancient Veil si interseca in molte fasi. Ma procediamo con ordine. Iniziamo dal primo vero album in studio degli Eris Pluvia.


Eris Pluvia - Rings Of Earthly Light (CD, 1991)
(from Osel archives)


TRACKLIST:

01. Rings of Earthly Light (17:12) :
a) Earthscore
b) Portrait
c) Sell My Feelings
d) Following Her in a Fantasy Lake
e) I Re-Emerged, Ancient Knight, in Presence of Metal Knights
02. In the Rising Mist (4:26)
03. The Broken Path (1:32)
04. Glares of Mind (3:56)
05. Pushing Together (4:40)
06. You'll Become Rain (2:14)
07. The Way Home (9:17)


FORMAZIONE:

Alessandro Serri - voce, chitarre elettriche e acustiche, flauto
Paolo Raciti - pianoforte, tastiere
Edmondo Romano - flauto dolce, flauto, sassofono, cori
Marco Forella - basso, chitarra acustica
Martino Murtas - batteria e percussioni

ospiti:
Valeria Caucino - voce (1 e 3)
Enrico Paparella - chitarra acustica (3)
Alessandro Cavatorti - chitarra acustica (4)
Sabrina Quarelli - violino (4 e 7)


Iniziamo come sempre dalle origini. Ricordo che alcune informazioni sulla band sono già presenti nel vecchio post dedicato a "Third Eye Light". Nel 1985 Alessandro Serri e Edmondo Romano fondano gli Eris Pluvia, una fusione tra suoni antichi e moderni. Nel 1991 danno vita ed arrangiano le loro composizioni nel lavoro discografico “Rings Of Earthly Light” uno dei più apprezzati album del progressive rock internazionale di quegli anni. Alessandro e Edmondo nel 1992 lasciano la band e insieme a Fabio Serri creano il progetto ‘Ancient Veil’, una sorta di derivazione del vecchio gruppo madre e nel 1995 pubblicano l’omonimo CD. Se volete approfondire la biografia  e la discografia degli Ancient Veil potete cliccare qui, per raggiungere il loro sito web ufficiale. Vorrei far notare che Serra e Romano suonarono anche nel CD di debutto dei Narrow Pass, altro ottimo gruppo prog italiano (per usare il linguaggio cinematografico saranno "a breve su questi schermi") e poi, singolarmente, negli altri due album della band genovese. "


Preso atto della defezione di Romano e  Serri, Marco Forella, Paolo Raciti e Alessandro Cavatorti reclutarono altri membri e ospiti per colmare il vuoto e proseguire con il progetto Eris Pluvia. Bisognerà però attendere il 2010 per vedere e gustare il secondo lavoro della band, quel magnifico "Third Eye Light", pubblicato dalla AMS, di cui abbiamo già parlato in un recente passato. L'album in questione, "Rings Of Earthly Light", inizialmente autoprodotto, venne pubblicato nello stesso anno dalla Musea in Francia. Uscì sul mercato nella doppia veste CD e musicassetta. Un'opera prima, che racchiude però una grande maturità artistica, dove il gruppo esprime al meglio la sua passione per il progressive rock internazionale.


Eris Pluvia - Different Earths (CD, 2016)
(from George archives)


TRACKLIST:

1. Renaissance (The Door Of My Soul Reprise) (3:23)
2. Man On A Rope (5:57)
3. Aqua (4:11)
4. Rain Is Falling (5:13)
5. Poet's Island (4:47)
6. Black Rainbow (4:48)
7. Heroes Of The Dark Star (10:13)
8. Springtime Drop (3:26)
9. The Door Of My Soul (6:09)


FORMAZIONE:

Alessandro Cavatorti - chitarre, testi
Marco Forella - basso, pianoforte, chitarra acustica, tastiere, batteria e percussioni
Roberta Piras - flauto
Roberto Minniti - voce



Altra lunga attesa, in questo caso di soli sei anni, ed ecco che gli Eris Pluvia realizzano il loro terzo album, ancora pubblicato dalla AMS Records. La formazione si è assestata a quartetto con Alessandro Cavatorti alla chitarra, Roberto Minniti, new entry alla voce solista, Roberta Piras al flauto e il grande Marco Forella, polistrumentista d'eccezione, che si destreggia tra basso, tastiere, chitarra e batteria.  Dal punto di vista tematico l'album si presenta come un'opera concettuale che esplora il profondo desiderio dell'umanità rivolto ai viaggi interstellari, alla scoperta e alla colonizzazione di nuovi mondi nello spazio. Musicalmente, il disco mette da parte i virtuosismi tecnici più esasperati a favore di atmosfere sia delicate e sognanti (ad esempio lo strumentale Springtime Drop col flauto in bella evidenza), sia più impetuose (come in Rain Is Falling). Lo stile fonde il rock sinfonico a sfumature folk e pastorali, trainato da flauti melodici, tastiere spaziali e assoli di chitarra fortemente influenzati da sonorità storiche come quelle di Camel e Pink Floyd (ascoltate la conclusiva The Door Of My Soul - flauto escluso - e mi direte). Poi, come sempre, ognuno è libero di trovare i riferimenti che più gli piacciono.



E qui termina la prima parte dei "remains", con l'obiettivo di completare la discografia degli Eris Pluvia. Tra qualche giorno verrà pubblicata la seconda tranche, ma nel frattempo tenetevi forti! E' in arrivo un bootleg a dir poco eccezionale di un musicista, purtroppo scomparso, che abbiamo tanto amato. Non spoilero oltre, ma questo concerto fa parte di quelle meraviglie che hanno reso grande e unico il nostro blog. Buon ascolto e a presto.


LINK Rings Of Earthly Light (1991)
LINK Different Earths (2016)

Post by George - Music by George & Osel

mercoledì 14 ottobre 2026

The Night Watch - Twilight (CD, 1997)


TRACKLIST:

    01. My Ivory Soul - 8:41
02. The Theme - 1:31
03. The Fisherman - 8:42
04. Tomorrow Happened - 9:48
05. The Black Cage - 8:44
06. A Game With Shifting Mirrors - 8:03
07. Flower of Innocence - 3:50


FORMAZIONE:

Simone Rossetti - voce
Francesco Zago - chitarra
Giovanni Alessi - tastiere
Antonio Mauri - basso
Diego Donadio - batteria


Ci fu un momento in cui The Watch si chiamarono The Night Watch. Era il 1997 e la formazione registrò un solo album con questo nome: il CD era "Twilight", pubblicato dall'etichetta Lizard. Sono andato a riscoprire questo CD (che mi ha da poco inviato in copia l'amico Osel che ringrazio, come sempre, anche perché mi ha rammentato l'esistenza di questo lavoro) perché sono un estimatore della musica dei Watch (perdonatemi se ora ometto l'articolo in inglese) e del suono degli anni '70 che fa capo in particolare ai Genesis. D'altronde la band milanese non ha fatto nulla per smentire la sua passione per Gabriel, Collins & Co., registrando album di cover e proponendole altresì dal vivo. Anche questo disco trasuda "Genesis sound" fin dalla prima nota, connotando, se mai ci fossero dubbi, la matrice stilistica della band. Dopo la registrazione di "Twilight" Rossetti, vocalist e indiscusso leader del gruppo, sciolse i Night Watch per ricostituire una "new version" chiamata semplicemente The Watch, con musicisti totalmente nuovi, La prima prova della nuova formazione sarà lo splendido "Ghost" (2001) già proposto sulla Stratosfera all'interno del mega post dedicato alla band che ritroverete qui.




E' giusto dire che Simone Rossetti, dotato di un timbro vocale molto "gabrieliano", insieme ai suoi compagni di avventura ha cercato di catturare lo spirito dei Genesis era Gabriel e di trasporlo negli anni '90 con un giusto equilibrio, senza stravolgerlo troppo. Operazione non facile, ma conclusa felicemente. A differenza di quanto hanno scritto alcuni critici che hanno osannato questo disco, io non lo ritengo un capolavoro. "Twilight" è un album più che dignitoso anche se - ma questo resta un mio personale parere - alcuni brani o parti di essi sono troppo contorti, faticosi da ascoltare e appesantiti da un uso massiccio di strumenti che ne penalizza l'essenza e la bellezza. Bravi sicuramente, ma i nuovi The Watch, dal 2001 in poi, sono un'altra cosa. In ogni caso si tratta di un'opera prima e quindi va presa coi benefici d'inventario. C'è di buono che racchiude tutti gli ingredienti  che porteranno negli anni a seguire The Watch tra le vette del new progressive rock italiano. Mi fermo qui. Buon ascolto.


LINK

Post by George (with the help of Osel)

domenica 20 settembre 2026

Metronhomme - Discograpfia (2005 - 2020) - tra musica e teatro


La miriade di gruppi di new prog, con sonorità spesso caratterizzate da mille altre contaminazioni, sorti in questi ultimi decenni in Italia, rende necessaria una selezione. Alcuni sono di altissimo livello, con suoni e composizioni che non si limitano a riprendere quelli degli anni '70, altri si collocano invece qualche gradino più in basso per la carenza di originalità. Nella blogosfera c'è posto per tutti, indubbiamente, ma noi della Stratosfera siamo in qualche modo chiamati a selezionare i gruppi e il materiale che vogliamo condividere. Tra le decine di file che ricevo quasi quotidianamente qualcosa deve rimanere fuori. Non è il caso di questi Metronhomme, una ottima band marchigiana formatasi agli inizi degli anni 2000, con all'attivo tre soli album (tuti autoprodotti), pur in un lasso di tempo di circa 15 anni. Colgo subito l'occasione per ringraziare l'amico Osel (ci tengo tantissimo al gioco di squadra) che mi ha inviato qualche tempo fa  i file del secondo CD del 2019, che hanno integrato quelli dei due album in mio possesso, completando così la discografia della band. Premetto fin da ora che le foto del post sono tratte dalla pagine Fb della band (che ha anche un interessante suo sito web - qui). 


La proposta artistica del gruppo unisce in modo impeccabile progressive rock, jazz, elettronica e qualche spruzzata di avant-garde. Il progetto Métronhomme prende vita nell'estate del 2003 a Macerata. La band ha scelto questo nome proprio per richiamare la fusione tra la rigidità del tempo musicale (il metronomo) e la componente emotiva e sperimentale dell'essere umano (l'homme). I loro lavori uniscono musica originale, teatro e arti visive in veri e propri spettacoli concettuali, Facciamo però un passo indietro. La band nasce con l'intento esplicito di sviluppare un percorso musicale insolito, basato interamente su composizioni originali e aperto alla totale sperimentazione sonora. Fin dagli esordi, i lavori del gruppo si strutturano sotto forma di "concept album": la band predilige narrazioni musicali complesse e trame d'insieme, rifiutando la logica del singolo brano fine a se stesso. La formazione classica vede la collaborazione di polistrumentisti capaci di fondere strumenti tradizionali, synth, tastiere e sezioni ritmiche complesse, attirando l'attenzione della critica e degli appassionati del prog-rock sia a livello nazionale che internazionale. Durante il periodo di lockdown per l'emergenza Coronavirus, la band ha sperimentato anche la produzione a distanza per dare vita ad una nuova e originale uscita discografica. Ne parleremo più avanti. 


Le pubblicazioni dei Métronhomme seguono una numerazione concettuale o titoli fortemente legati alla tradizione del rock progressivo teatrale e strumentale: Il primo lavoro risale al 2005 e si intitola "L'ultimo canto di Orfeo", opera prima in parte influenzata dal prog tradizionali, in parte arricchita da toni sperimentali. Dopo questo ottimo first work, rappresentato in numerosi teatri ed accolto favorevolmente dalla critica, e da cui venne tratto il CD della parte musicale, nel 2008 è la volta di “Neve”. Si tratta di una rappresentazione musical-teatrale liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Maxence Fermine e descrive, per il gruppo, un lavoro di ricerca, svolto insieme all’associazione teatrale “Non solo parole” di Macerata, che esplora la fusione tra strumenti musicali e teatrali, al servizio di uno spettacolo fatto di pieni e di vuoti di musica, immagini e sceneggiatura (ndr - tutte queste informazioni provengono dalla biografia ufficiale delgruppo presente sul loro sito web). Nel 2010 la band elabora, realizza e presenta “Bar Panopticon” al Teatro Lauro Rossi di Macerata, con il contributo dell’AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali) e del Comune di Macerata. Procedendo sulla strada delle interferenze tra musica, teatro e video, i Métronhomme danno forma ad uno spettacolo multimediale, sullo stile di un noir onirico musicato e recitato dal vivo, di cui compongono oltre alle musiche, anche la sceneggiatura e ne realizzano i video, avvalendosi per la messa in scena, della collaborazione di professionisti provenienti dal Piccolo Teatro di Milano. Le musiche di questi due lavori teatrali non finiranno però né su CD né su album in vinile. 


Dovranno trascorrere ben 14 anni prima di poter ascoltare il secondo lavoro in studio dei Metronhomme. "4", questo il titolo, è un album maturo, fortemente espressivo, caratterizzato da una forte commistione jazz prog, acclamato dalla critica per la sua originalità. Il terzo e, per il momento, ultimo capitolo della produzione discografica della band risale al 2020 e si intitola "Tutto il tempo del mondo - 1 oikos". E ora è tempo di passare alla presentazione dei tre album.

Metronhomme - L'ultimo canto di Orfeo (CD, 2005)


TRACKLIST:

01. Orfeo (5:03)
02. Fuga e morte di Euridice (4:32)
03 . Orfeo intraprende il viaggio (4:54)
04. Quadrilogia: paesaggio sonoro (10:09)
05. Il traghetto di Caronte (6:18)
06. Cerbero (5:12)
07. Il patto (6:53)
08. Euridice (2:09)
09. Anabasi (6:39)
10. Il vagabondaggio in Tracia (2:22)
11. Le Menadi (3:37)
12 La morte di Orfeo (4:14)


FORMAZIONE:

Marco Poloni - chitarra, chitarra sintetizzatore
Andrea Ferraccio - basso, didjeridoo
Andrea Lazzaro Ghezzi - batteria, programmazioni
Tommaso Lambertucci - pianoforte, programmazioni, VST
Paolo Scapellato - tromba, tastiere, chitarra acustica


Come sopra ricordato, questo album contiene la musica dello spettacolo dei Metronhomme dal titolo “L'ultimo canto di Orfeo". Lo spettacolo, presentato in pubblico per la prima volta nel 2005, è un'interpretazione musicale e multimediale libera del mito greco di Orfeo ed Euridice. L'idea si basa sulla rappresentazione di un viaggio musicale attraverso una piccola compagnia di danza; alcune voci narranti in sottofondo accompagnano lo svolgersi dei brani musicali, come un piccolo vademecum per lo spettatore, e la band utilizza proiezioni video sincronizzate per accompagnare l'esecuzione dei pezzi. Il gruppo ha presentato la sua prima opera in numerosi teatri e le performance sono state accolte positivamente dalla critica (Bandcamp). A questo punto il gruppo ha deciso di realizzare un CD (autoprodotto), con le parti musicali dello spettacolo. Non è un album di facile ascolto e alcune tracce particolarmente complesse rimangono penalizzato causa la mancanza della parte visiva, quella legata alla sezione teatrale.. Denota però una grande capacità tecnica e creativa che esploderà molto più avanti nel secondo lavoro in studio.


Metronhomme - 4 (CD, 2019)


TRACKLIST:

01. I treni di Gabo (3:33)
02. L'uomo ombra (4:11)
03. Chiuso per gatti (2:44)
04. Blow-up - Automatic chiodi (4:04)
05. Rip Brian DIY (1:46)
06. Quattro pesci rossi (4:05)
07. Ortega (4:09)
08. Salt (3:56)
09. Hapax (4:02)
10. Uccideresti l'uomo grasso? (4:18)
11. Acrobazie (5:28)


FORMAZIONE:

Marco Poloni - chitarra
Tommaso Lammbertucci - piano, sintetizzatore, programming
Mirco Galli - basso
Andrea Lazzaro Ghezzi - batteria
Paolo Scapellato -tastiere (1,4,6,11), chitarra

ospite
Manuele Marani - contrabasso (3)


Nel 2019 prende forma l'album "4", quarto lavoro della band (considerando anche le colonne sonore realizzate per gli spettacoli teatrali), pubblicato in versione vinile 180gr e CD, autoprodotto, e contenente 11 brani strumentali, per una durata complessiva di 43 minuti di grande musica emozionante. "4" per la band è il risultato di un lungo periodo di distacco dalle scene "live", trascorso in sala prove e dedicato esclusivamente alla composizione e all'esplorazione musicale, con la successiva registrazione in studio come momento conclusivo. Il materiale è frutto del momento di massima libertà creativa della band. In effetti, a mio giudizio, si tratta della migliore prova discografica in assoluto anche perché libera dai vincoli imposti di una rappresentazione teatrale. Proseguo riportando quanto scritto sul sito ufficiale "Métronhomme 4 live" è stato presentato per la prima volta il 12 aprile 2019, presso il recentemente rinnovato teatro "Politeama" di Tolentino (MC). Per l'occasione, l'esecuzione rigorosamente live della musica è stata accompagnata da proiezioni video contestuali di una selezione di immagini cinematografiche evocative, realizzate da Riccardo Minnucci (per gentile concessione di Officine Mattatoli). L'album è veramente straordinario, di grande bellezza e creatività, da ascoltare tutto d'un fiato. Provare per credere.


Metronhomme - Tutto il tempo del mondo - 1. òikos (EP, 2020)


TRACKLIST:

1. Quarantine (2:41)
2. Come la neve (2:44)
3. Di una moneta che cade (4:26)
4. Supermarket (2:11)
5. Arkè (3:51)
6. Il rumore del mare (3:01)
7. La città di K. (5:36)


FORMAZIONE:

Mirko Galli - basso, synth pedal
Tommaso Lambertucci - piano, synth, voce
Andrea Lazzaro Ghezzi - percussioni (nessuna drum machine - tutto suonato a mano)
Marco Poloni - piano, voce


Anche se ha solo 6 anni di vita, ho voluto inserire nel post questo mini CD, o EP se preferite, non solo per completare la discografia dei Metronhomme, ma anche e soprattutto perché è stato realizzato in un momento di particolare difficoltà e sofferenza. Sappiamo bene cosa è stato il 2020 e questo lavoro, composto da soli 7 brani per una durata complessiva di 24 minuti, è nato in modo del tutto particolare. Vale la pena ripercorrerne l'iter. 
Scritto e registrato durante il lockdown, ogni membro della band ha lavorato sulla propria parte utilizzando qualsiasi cosa avesse a disposizione, dato che nessuno di loro poteva accedere alla sala prove, il che spiega anche la presenza delle percussioni. La band ci tiene a sottolineare che tutte le percussioni sono state suonate fisicamente da Andrea Ghezzi e che non c'è nessuna drum machine. I nuovi brani sono l'espressione di un intero mese di lavoro compositivo, svolto tra frenetiche connessioni in chat, commenti, osservazioni, email e file condivisi. 


Le registrazioni sono state effettuate utilizzando gli unici strumenti che ogni musicista aveva tra le mura domestiche. Anche strumenti insoliti, nuovi o vetusti, compresi divani, fogli di carta, spazzole per capelli, posate, specchi e bacinelle per il bucato. Non a casa nel titolo del CD figura la parola "òikos" che in greco antico significa "casa". La spinta creativa è stata enormemente alimentata proprio dalla nuova circostanza di doversi arrangiare con ciò che era a disposizione del gruppo. Questo modus operandi ha profondamente influenzato il nuovo lavoro, conferendogli un suono nuovo e originale ed inedite sonorità rispetto ai lavori precedenti.


 C'è una netta sensazione di separazione tra questi sette brani, non solo strumentali (per la prima volta vi sono parti vocali), e ci sono momenti in cui questa separazione colpisce davvero e diventa qualcosa di profondo e significativo. Ma ci sono anche momenti in cui risulta un po' superficiale e incompiuto. 
Non ci si aspetti di trovarsi di fronte alla riproposizione delle sonorità ascoltate in “4”, l’ultimo LP dei Metronhomme  “Tutto il tempo del Mondo” presenta 7 brani di difficile collocazione di “genere”. 


2024: "Metropolis" di Fritz Lang sonorizzato dai  Metrotronhomme
Prima di concludere faccio ancora un cenno all'ultimo lavoro realizzato dai Metronhomme un paio di anni fa. Nell'aprile 2024, in collaborazione col Cineteatro Excelsior di Macerata, viene presentato per la prima volta “Metropolis by Métronhomme”: il film capolavoro di Fritz Lang (1927) con una nuovissima sonorizzazione tramite la composizione di una colonna sonora originale realizzata ad hoc. La messa in scena ha visto la proiezione del film con l’esecuzione musicale dal vivo. Al momento anche questa colonna sonora non è stata trasposta su CD o vinile. 


Messaggio finale
Come si legge sul loro sito, i Métronhomme sono tutt'ora attivi e disponibili anche per la composizione e l’adattamento di musiche e colonne sonore per spettacoli teatrali, audiovisivi, film, cortometraggi, video pubblicitari, videogiochi, ecc. e per la partecipazione a festival e rassegne musicali.
E qui si conclude il post e con esso questa lunga avventura sonora attraverso la produzione musicale dei Metronhomme. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK L'ultimo canto di Orfeo (2005)
LINK 4 (2019)
NEW LINK Tutto il tempo del mondo - 1. òikos (2020) (tutti i file in formato mp3)

Post by George - Music by George & Osel