domenica 3 maggio 2026

Spaventapasseri - Volere bene a tutti / Bu Ga Boo (45 giri, 1970)


TRACKLIST:

01. Volere bene a tutti (lato A)
02. Bu Ga Boo (lato B)


Lo confesso. Sto cominciando a prenderci gusto nello scovare band praticamente sconosciute che sono riuscite a malapena a registrare un solo 45 giri. Sfogliando le pagine di "Italian Prog", sito web o volume che dir si voglia, indiscutibile punto di riferimento per tutti gli amanti del progressive rock italiano, curato dall'amico e maestro Augusto Croce, di questi gruppi ne troviamo a bizzeffe. Alle spalle hanno solamente uno due singoli e nulla di più, non essendo riusciti a firmare un contratto duraturo oppure semplicemente per carenza di materiale necessario a comporre un LP. Proprio per non lasciarli cadere del tutto nel dimenticatoio, ce ne occuperemo, un po' alla volta, anche noi della Stratosfera. Un lavoro analogo, come sempre di alto profilo, lo sta portando avanti il nostro amico Frank-One all'interno della sua trasmissione "The Prog Side of the Moog". 
Alcuni di questi gruppi sono veramente bravi e stupisce il fatto che abbiano realizzato solo un singolo.  E' il caso degli Spaventapasseri, un trio composto da Alberto Valli (voce e chitarra), Maurizio Valli (basso, cori) e Gerard De Vincenzo (batteria e cori)


E' sempre difficile trovare informazioni su questi gruppi misconosciuti, invece, nel caso specifico, wikipedia è prodiga di notizie (che vi riporto). 

"Il gruppo si forma con l'incontro dei due fratelli Alberto e Maurizio Valli (che suonavano già in diverse piccole formazioni milanesi) con il batterista Gerard De Vincenzo, proveniente da Nizza. Inizialmente si esibiscono con il nome di "Gruppo Uno", cambiato in seguito in "Spaventapasseri" da Pippo Baudo (a causa dei loro cappelli), in occasione della loro partecipazione, durata circa un anno e mezzo, alla sua trasmissione televisiva Settevoci, sul palco insieme all'orchestra di Luciano Fineschi. 
Furono molte le esibizioni dal vivo in tutta Italia, tra cui vanno ricordate quella al "Wanted" di Milano (ex Piper), dove fecero da spalla a Wilson Pickett, e a Lavagna, al campo sportivo, come apertura ad uno dei pochi concerti di Lucio Battisti. Nel 1970 registrarono un 45 giri (etichetta Equipe) con un brano vicino al rock progressivo ed alla psichedelia, Volere bene a tutti, ed un altro, Bu Ga Boo, definito da Pescetelli "uno dei primi brani hard rock italiani". Il lato B, in particolare, è uno strumentale (o quasi) pazzesco, dominato dalla chitarra elettrica di Alberto Valli. Le due canzoni vennero ristampate in CD nel 1996 dalla Giallo Records. Voglio giustamente ricordare che Roby, a suo tempo, inserì questi e altri singoli nelle sue "Collection di 45 giri rari". Gli Spaventapasseri fecero inoltre dei provini con Renato Serio per la casa discografica Numero Uno di Lucio Battisti e Mogol. La causa del prematuro scioglimento fu la incombente malattia psichica di Maurizio, che soffriva di manie di persecuzione, e che portò il gruppo alla rottura. Gerard tornò in Francia e creò la sua orchestra. In seguito, nel 1975, Alberto Valli entrò nei Flora Fauna Cemento".
Ed ora passiamo all'ascolto. Alla prossima.



Post by George

venerdì 1 maggio 2026

Plurima Mundi - Atto I (EP, 2009) & Percorsi (CD, 2017)

 

Visto che siamo in pieno dibattito tra Old Prog e New Prog ecco un'altra meraviglia uscita dal "magig shop" dell'amico Osel. Stiamo parlando dei Plurima Mundi, band sicuramente sconosciuta alla maggior parte dei nostri frequentatori (ma spero di sbagliarmi), con all'attivo due sole prove discografiche, uscite a ben 8 anni di distanza l'una dall'altra. Non li conoscevo nemmeno io, ma che dire? Il nostro collaboratore Osel mi ha oramai abituato a scoprire i lati meno visibili del new progressive rock italiano. Terminati i doverosi ringraziamenti, passiamo alla presentazione di questo sestetto proveniente da Taranto. I Plurima Mundi prendono forma nel 2004 per volontà di Massimiliano Monopoli, violinista di estrazione classica, docente al Conservatorio di Taranto, studioso appassionato di progressive rock. Il gruppo nasce con l’obiettivo di valorizzare la sperimentazione e la contaminazione da parte di ognuno dei musicisti coinvolti, secondo il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze: nasce così un’idea progressive al crocevia tra elementi classici, spinte rock, melodie mediterranee e varie influenze, dalla fusion alla composizione per il cinema.


Nel 2005 un concerto insieme al leggendario Richard Sinclair, la partecipazione alla rassegna "Estate alla Sapienza" nel 2007, nel 2009 il primo album dal titolo Atto I. Nel disco d’esordio compare anche un ospite d'eccezionale quale Lino Vairetti degli Osanna. "Atto I" ottiene ottimi apprezzamenti da parte della stampa specializzata italiana e straniera e viene segnalato come miglior album d’esordio dell’anno nelle nomination di ProgAwards e inserito in ProgArchives. Nel 2016 i Plurima Mundi tornano in pista: formazione rinnovata, brani inediti, nuovi concerti, la collaborazione con la scrittrice Maria Giuseppina Pagnotta alimentano il nuovo percorso del sestetto, che agli inizi del 2017 pubblica il secondo album. Si intitola "Percorsi" e rappresenta in pieno la nuova direzione del gruppo, sempre attento all’idea di un prog-rock ampio, sfaccettato e versatile (dal blog Donato Ruggiero).


Il violino di Massimiliano Monopoli è una vera delizia, specialmente in "Percorsi", dove echeggiano due gruppi da me molto amati: i Camel e soprattutto i Curved Air. Assolutamente condivisibile quanto si legge su ProgArchives: "Sono stati approvati all'unanimità dal team RPI non perché siano una replica di un gruppo degli anni '70, ma perché il loro atteggiamento piuttosto combattivo cerca di fondere molti stili in un suono contemporaneo che prende una direzione diversa rispetto a molte altre band attuali della scena prog italiana. Detto ciò, c'è comunque un sano rispetto per gli elementi individuali presente in molti dei classici gruppi RPI. Le armi più evidenti sono il ruolo principale del violino di Monopoli, la splendida voce di Grazia Maremonti e i deliziosi tasti di Pagliarulo. Questa è una band per qualsiasi fan degli RPI che desideri un mix moderno, maturo e vivace di jazz e prog-rock con influenze classiche e musica adult-contemporary". 


Plurima Mundi - Atto I° (EP, 2009)


TRACKLIST:

01. Ortus confonde (4:17)
02. Nei ricordi del tempo (5:29)
03. Laboratoria 30 (10:46)
04. Aria (5:46)


FORMAZIONE:

Massimiliano Monopoli - violino
Grazia Maremonti - voce
Massimo Bozza - basso
Vincenzo Zecca - chitarra
Pierfrancesco Caramia - batteria
 Francesco Pagliarulo - pianoforte
Lino Vairetti (Osanna) - voce in "Aria"


Questo primo CD/EP, contenente solamente 4 brani, venne autoprodotto dalla band, ed è disponibile su Ma.Ra.Cash e BTF. Pur essendo una prova di debutto, esprime già la sua raffinatezza e l'originalità stilistica. Un melting pot di prog, jazz, etmo, il tutto condotto dal virtuosismo di Massimiliano Monopoli e del suo magico violino. Bella e intenza la voce di Grazia Maremonti capace di notevoli estensioni. Nulla da ridire su questo CD, se non lamentarmi per la sua brevità.

Plurima Mundi - Percorsi (CD, 2017)


TRACKLIST:

01. Eurasia (10:38)
02. E mi vedrai...per te (6:37)
03. L. ...Tu per sempre (8:10)
04. Male interiore (la mia età) (12:24)
05. L. ...Tu per sempre (single version) (3:41)


FORMAZIONE:

Massimiliano Monopoli - violino
Grazia Maremonti - voce solista
Massimo Bozza - basso
Silvio Silvestre - chitarra elettrica
Gianmarco Franchini - batteria e percussioni
Lorenzo Semeraro - pianoforte


Trascorrono 8 anni e, con qualche ritocco nella formazione, i Plurima Mundi ritornano in sala di registrazione per realizzare il loro vero primo album. Si intitola "Percorsi" e anch'esso viene autoprodotto dal gruppo. Il processo di maturazione artistica è portato a compimento, anche grazie alle numerose esibizioni sui palcoscenici. Ci troviamo di fronte ad un'opera indubbiamente di progressive rock che ingloba elementi di classica, jazz e sonorità contemporanee. Un gioiellino come la lunga Eurasia raccoglie e condensa tutti questi umori. Violino e chitarra sono gli strumenti dominanti, mentre la bellissima voce di Grazia Maremonti si è ulteriormente affinata. I richiami ai giganti Curved Air si fanno ancora più forti. Brani come "Eurasia" sono suite strumentali complesse che evocano viaggi musicali tra culture diverse, mentre "E mi vedrai… per te" e "L. ...tu per sempre" esplorano temi di passione e amore tormentato con interpretazioni vocali teatrali. 



Ricordo, infine, che l'album è stato registrato dal vivo in studio, valorizzando l'affiatamento della band e la spontaneità delle performance. La critica e i giornali specializzati hanno accolto molto bene questo secondo (e ultimo) lavoro per la sua freschezza e originalità, Occhieggiando la pagina Fb del gruppo si scopre che lo stesso  è ancora in piena attività concertistica. Qui troverete una interessante intervista alla band realizzata nel 2017 da Marta Mentasti. Con questo è tutto. E' ora di passare all'ascolto e - se volete, bontà vostra - di commentare i due album. Alla prossima e

BUON 1° MAGGIO A VOI TUTTI


LINK Atto I (2009)
LINK Percorsi (2017)

Post by George & Osel

giovedì 30 aprile 2026

mercoledì 29 aprile 2026

RE-POST & RE-LOAD - Duello Madre - Omonimo (LP, 1973) (post originale 6 giugno 2011)

 

TRACKLIST:

Lato A
01. Aquile blu - 6:59
02. Momento (tastiere Gian Piero Reverberi) - 5:30
03. Otto (percussioni Mario Lamberti) - 6:00

Lato B
04. Madre (tastiere Gian Piero Reverberi) - 10:30
05. Duello (percussioni Mario Lamberti) - 7:59  


FORMAZIONE:

Marco Zoccheddu - chitarra, voce
Pippo Trentin - sax, flauto
Bob Callero - basso elettrico
Franco "Dede" Lo Previte - batteria, percussioni


Ne abbiamo tanto parlato, lo abbiamo tanto evocato in occasione del ricco post sugli Osage Tribe, che non potevamo esimerci dal riproporlo. Stiamo parlando dell'unico grande, misconosciuto e sottovalutato album dei Duello Madre. Ho usato appositamente tre aggettivi che caratterizzano questo disco risalente al lontano 1973. Il re-upload si è reso necessario in quanto, al di là delle richieste dei nostri amici navigatori, appartiene a quella categoria di dischi che vennero postati agli albori della Stratosfera (qui siamo nel mese di giugno 2011) e che da molto tempo hanno il link inattivo. Il post originale, realizzato da Roby, lo ritroverete cliccando qui. Passiamo ora ai nostri protagonisti. Il gruppo nacque a Genova da una costola degli Osage Tribe, il chitarrista Marco Zoccheddu e il bassista Bob Callero (futuro membro del supergruppo Il Volo), ai quali si aggiunsero il batterista dei Circus 2000, Dede Lo Previte (poi con i Nova) ed il trevigiano Pippo Trentin ai fiati, quest'ultimo musicista di estrazione jazz. Come si può notare nell'organico sono assenti le tastiere, sostituite da un grande uso dei fiati, specie del sassofono. La produzione venne affidata al maestro Gian Piero reverberi (che suona le tastiere in un paio di tracce). L'album venne pubblicato inizialmente dalla Produttori Associati (1973) e ristampato più volte (1993, 2004, 2008, 2020, 2022) sia in versione CD che in vinile dalle etichette Mellow, Vinyl Magic e Btf.  

back cover versione CD - Mellow 1993

Ecco cosa scrivevano di loro gli autori del volumetto "Progressive Italiano" (Giunti, 2011)."I quattro musicisti riuscirono a confezionare un prodotto più ragionato e meno aggressivo di Arrow Head. E' un buon esempio di improvvisazione jazz di matrice inglese; brani molto dilatati e quasi interamente strumentali, atmosfere morbide nelle quali risaltano i fiati di Trentin e le doti di Zocchefdd (ndr - senza dimenticare il gran lavoro al basso elettrico da parte di Bob Callero). Un disco bene strutturato, insomma, ma poco spontaneo e originale a cui manca la genuinità degli Osage Tribe. Dopo qualche data dal vivo la formazione si sciolse".



Notare bene: ho voluto riportare questa sintetica recensione perché qualcuno di voi potràebbe manifestare il proprio disaccordo e dissentire da queste affermazioni. Vediamo cosa ne pensate. Se volete utilizzate i commenti. Per completezza, aggiungo un estratto di quanto riportato da Augusto Croce su "Italian Prog": "La grande qualità dei musicisti è evidente in tutto l'album. Aquile blu, l'unico pezzo cantato (in copertina non se ne parla, probabilmente la voce è del chitarrista Zoccheddu) ed ottimi assoli di sax è il brano di spicco, e Momento ha un bel giro di basso molto ipnotico, ma in qualche punto i lunghi brani strumentali rischiano di essere monotoni". Con questo abbiamo concluso. Buon ascolto.


NEW LINK

Re-post & Re-load by George

martedì 28 aprile 2026

Franco Battiato - Juri Camisasca - Osage Tribe - La Convenzione (CD compilation, 2002)


TRACKLIST:

01. Franco Battiato – La Convenzione -3:36
02. Franco Battiato – Paranoia - 4:07
03. Franco Battiato – Stranizza d'ammuri - 3:23
04. Juri Camisasca – La musica muore - 3:07
05. Juri Camisasca – Himalaya - 4:58
06. Juri Camisasca – Il Regno dell'Eden, 1° parte - 3:49
07. Juri Camisasca – Il Regno dell'Eden, 2° parte - 5:50
08. Juri Camisasca – Galantuomo - 4:41
09. Osage Tribe – Crazy Horse - 3:46
10. Franco Battiato – La Convenzione (1997 version) - 3:10

Centinaia di anni fa l'uomo viveva sulla terra

Avevo citato questa compilation in occasione del post dedicato agli Osage Tribe. Visto che non è ancora presente nel catalogo della Stratosfera ho pensato di colmare il vuoto, anche perché si tratta di un'ottima raccolta. il CD, pubblicato nel 2002 dalla label D'Autore, venne ristampato alcune volte nel corso del tempo (2005, 2006, 2012): la ristampa sicuramente più "curiosa" è quella del 2006 (etichetta Azzurra Musica) dove il CD assume un nuovo titolo, ovvero "Superissimi - Gli eroi del Juke Box" con diversa copertina, decisamente poco entusiasmante, sia come titolo che come grafica.


Accompagnano Franco Battiato altri due eroi della storica Bla Bla Records, Juri Camisasca e gli Osage Tribe. Battiato è presente con 4 brani: la riproposta del 45 giri La Convenzion / Paranoia del 1972, una new version del 1997 de La Convenzione e Stranizza d'ammuri. Chissà come doveva apparire lontano e quasi irraggiungibile nel 1972  l'anno 2000, quando Battiato ipotizzava la sua famosa "convenzione". Tra l'altro entrambi i brani (Paranoia e La Convenzione) vennero riproposti dal vivo da Battiato in occasione di un paio di tour. La parte del leone la gioca però Juri Camisasca, con 5 tracce tratte da alcuni singoli anni '70 e dal suo primo LP del 1974 "La finestra dentro". Dulcis in fundo gli Osage Tribe, a cui abbiamo da poco dedicato un lungo post, con "Crazy Horse", uno strumentale pubblicato come lato B del 45 giri "Prehistoric Sound" del 1972. Di seguito le copertine dei singoli anni '70. 
E' tutto. Vi lascio con il consueto buon ascolto.






Post by George

lunedì 27 aprile 2026

Folkaldo - Shakidu / Vecchio uomo (45 giri, vinile, 1972)


TRACKLIST:

01. Shakidu (lato A)
02. Vecchio uomo (lato B)


E' piuttosto infrequente che la Stratosfera pubblichi un 45 giri (abitualmente li inserisco come bonus track), ma ci possono essere delle eccezioni. Nel caso in oggetto si tratta di un 45 giri raro, da tempo presente nella nostra wishlist, che finalmente vede la luce. Un enorme GRAZIE va al mio sodale e storico amico Frank-One che ha scovato questo singolo nei meandri della sua collezione di vinili. Grazie a nome di tutta il team della Stratosfera.
Veniamo al dunque. Shakidu venne pubblicato dall'etichetta Help! nel giugno del 1972 e dietro al misterioso Folkaldo (chiaramente uno pseudonimo). si nascondeva Aldo Parente. Quest'ultimo, nel 1974, utilizzò un altro pseudonimo, Franco Maria Giannini, con il quale registrò il 33 giri "Affresco" (lo trovate sulla Stratosfera).  Parenti iniziò la sua carriera di musicista (suonana la chitarra) negli anni '60, prima con I Baronetti e successivamente, nel 1970, con gli 0Under 2000 (3 singoli all'attivo). Poi la svolta prog con il sopracitato "Affresco". "Shakidu", al di là della rarità, è una canzoncina pop senza lode né infamia. Sulla falsariga il lato B, "Vecchio uomo". Un cimelio dal passato. Buon ascolto. 


LINK

Post by George - Music by Frank-One

domenica 26 aprile 2026

Osage Tribe - Arrow Head (1972 - RE-POST & RE-LOAD) & Tamburi di guerra - live Supersonic, Radio RAI (bootleg, 1971 - NEW POST)

 

Dedichiamoci quest'oggi ad un gruppo storico del prog italiano, gli Osage Tribe, autori di due album: il primo, quello storico, sicuramente più conosciuto, oggetto di re-post e relativo re-upload (richiesto da un nostro stratosferico navigatore) si intitola "Arrow Head", pubblicato dalla Bla Bla nel 1972; il secondo, "Hypnosis" venne invece dato alle stampe nel 2013 ad opera della AMS Records. Il post originale di "Arrow Head" risale al 21 maggio 2011 (link inattivo da anni) e lo ritroverete qui, mentre "Hypnosis", l'album del ritorno sulla scena discografica, realizzato da un trio composto da Cucciolo Favia (batteria), Bob Callero (basso) e Mattia Tedesco (chitarra, al posto di Marco Zoccheddu) lo troverete cliccando qui. "Hypnosis", essendo stato postato da chi vi scrive nel 2022, ha il link attivo. Vi riporto, in parte, quanto scrivevano Alessandro Gaboli e Giovanni Ottone sul volumetto "Progressive Italiano" (Giunti, 2011) a proposito degli Osage Tribe e del loro "Arrow Head".


"Leggendario gruppo ligure formato agli inizi degli anni Settanta da Franco Battiato, Bob Callero, Nunzio "Cucciolo" Favia e dal chitarrista Marco Zoccheddu (ex Gleemen e Nuova Idea). I quattro ottengono subito un contratto con la Bla Bla, ma Battiato fa in tempo ad incidere solo il singolo Un falco nel cielo / Prehistoric Sound e la prima traccia dell'album prima di dedicarsi alla carriera solista (ndr - il 1972 è l'anno di Fetus). Ridotta a trio la band porta a termine le registrazioni dello splendido Arrow Head. che però viene pubblicato a gruppo già sciolto. Con la bellissima copertina realizzata da Jerri Casone, è un disco sottovalutato ma di grandissimo valore, felice connubio tra hard rock e jazz raffinato, originale e di forte impatto. 

Osage Tribe - Arrow Head ( CD version, 1994) 


TRACKLIST:

01. Hajenhanhowa (autori Zoccheddu - Battiato) - 9:46
02. Arrow Head - 5:16
03. Cerchio di luce - 7:20
04. Soffici bianchi veli - 9:40
05. Orizzonti senza fine - 8:22

Bonus tracks on 1994 CD version
06. Un falco nel cielo (lato A, 45 giri, 1971) - 2:58
07. Prehistoric Sound (lato B, 45 giri, 1971) - 2:56

Extra bonus track
08. Crazy Horse (lato B, 45 giri, 1972) - 3:41 (il lato A è "Prehistoric Sound")


FORMAZIONE:

Marco Zoccheddu - chitarra, voce, pianoforte, organo, armonica
Bob Callero - basso, voce
Nunzio "Cucciolo" Favia - batteria
Franco Battiato - voce in 1, 6, 7





Hajenhanhowa è l'unico pezzo scritto da Franco Battiato, insieme a Marco Zoccheddu, caratterizzato da lunghe pause strumentali e divagazioni corali tipiche dello stile dell'artista siciliano, ma in stridente contrasto con il sound compatto ed energico presente nel resto del disco. Le parti vocali diluite lasciano ampi spaziagli strumenti, in particolare alla chitarra di Zoccheddu e al basso di Callero. I testi, allucinati e visionari, sono ben legati alla musica e non appesantiscono l'ascolto. Prima ancora di aspettare i giudizi della critica, Zoccheddu e "Cucciolo" abbandonano il gruppo per dedicarsi ad un progetto più ambizioso, Duello Madre (un solo album, omonimo, realizzato nel 1973). Favia cerca di costituire un nuovo gruppo chiamando Red Canzian (Capsicum Red) e Giampiero Marchiani. Accorciato il nome in Osage preparano un nuovo 33 giri che non verrà mai pubblicato perché Canzian preferisce unirsi ai Pooh (ndr - chiamalo fesso!). Bob Callero ha fatto parte successivamente del supergruppo Il Volo, con Alberto Radius, Mario Lavezzi, Gabriele Lorenzi, Vince Tempera e Gianni Dall'Aglio, ed è poi divenuto uno dei più apprezzati turnisti italiani. Cucciolo entrò nei Dik Dik e successivamente fece coppia con Roberto Carlotto. Anche Marco "Zok" Zoccheddu, a quanto pare è tutt'oggi in attività. 


Per tornare al nostro album, oltre ai 5 brani che lo costituiscono fin dall'inizio, tutti composti da Marco Zoccheddu ad eccezione della track , nella versione qui proposta (ristampa CD del 1994) troviamo due bonus track, ovvero il singolo "Un falco nel cielo" (che qualche boomer come me ricorderà come sigla del programma televisivo per ragazzi "Chissà chi lo sa" condotto da Febo Conti) con il suo lato B, "Prehistoric Sound" che altro non è se non la versione in inglese del lato A. La voce solista è quella di Franco Battiato. Molto particolare la copertina horror alla Dario Argento. L'ultima bonus track si intitola "Crazy Horse", uno strumentale inedito su LP che venne collocato sul lato B di un altro singolo contenente "Prehistoric Sound" sulla prima facciata. Il 45 giri venne pubblicato solo in Spagna e così "Crazy Horse" finì nella compilation "La convenzione", risalente al 2002, attribuita a Franco Battiato, Juri Camisasca e Osage Tribe. . Non dimentichiamo infine che alcuni brani degli Osage Tribe sono inclusi in un'altra compilation, la celebre "Tarzan compilation", presente sulla Stratosfera sia nell'edizione singola che in quella completa. Di seguito le copertine dei due 45 giri. Da notare che nella back cover di Crazy Horse, si vedono i tre Osage Tribe insieme. 

45 giri Un falco nel cielo - front

45 giri Un falco nel cielo - back


45 giri Prehistoric Sound - front

45 giri Prehistoric Sound - back


Serie Bootleg n. 371
Osage Tribe - Tamburi di guerra - live "Supersonic"
Radio RAI, 24 agosto 1971


TRACKLIST:

01. Tamburi di guerra


Questa rara registrazione proviene dal canale YouTube "Massive Obsession" (grazie di cuore all'amico e collaboratore Cimabue per avere scaricato la traccia ed avermela inviata). Si tratta di un solo lungo brano della durata di 29 minuti, intitolato "Tamburi di guerra", una composizione inedita di Marco Zoccheddu e Franco Battiato, dal suono ipnotico, che riporta per qualche verso al sound degli Aktuala Tra gli ospiti il già citato Franco Battiato alle tastiere, chitarra elettrica e kalimba. Quando questa registrazione live venne effettuata negli studi RAI "Arrow Head" non era ancora stato pubblicato (e verosimilmente nemmeno composto). La registrazione è naturalmente di ottima qualità e fa un certo effetto riascoltare in apertura la gloriosa sigla di "Supersonic", una trasmissione radiofonica che ebbe il pregio di trasmettere in diretta molti concerti live (io registrai quello delle Orme, qui postato). Detto questo detto tutto. Buon ascolto e buona riscoperta degli Osage Tribe.


NEW LINK Arrow Head (CD 1994)
LINK Tamburi di guerra (live Supersonic, 1971)

Post by George (with the help of Cimabue)