martedì 27 gennaio 2026

RE-POST & RE-LOAD - Lino Vairetti - Il sogno del lupo (CD, 1999) (post originale 3 ottobre 2020)


TRACKLIST:

01. La tana del lupo (La danza dei piedi e delle mani)   3:34
02. Il sogno del lupo   5:51
03. Singhiozzi d'acqua   4:05
04. Alla ricerca dell'arte perduta   3:48
05. Mandonenia   3:07
06. Anche i lupi ballano   6:41
07. Violet   4:35
08. Amore e Luna   3:02
09. I Sanniti   3:45
10. Nel mare di Capri (Ninna Nanna del lupo)   8:52
11. Mito di Sweetness   2:24
12. Quasi Quasi tigre   5:12
13. Via Costantinopoli   4:52
14. Bambola   1:54


Il post dedicato a Lino Vairetti risale al 3 ottobre 2020 e venne inserito nella serie "Just One Record" n. 8. Lo potrete rileggere cliccando qui. Dal momento che il re-upload è stato richiesto da un nostro navigatore e che il link ha deciso di passare a miglior vita, eccoci qui pronti a riesumare questo interessante lavoro di Lino Vairetti. Lino, leader e front man degli inossidabili Osanna da oltre 50 anni, trovò il tempo nel 1999 per registrare questo unico album solista. Come scrissi a suo tempo, non aspettatevi un disco di rock o di progressive. Nulla di tutto ciò. Qui siamo lontani anni luce dai suoni del "gruppo madre". I contenuti sono illustrati nel booklet, sintetizzato nel post originale. Infine, ricordo che il CD mi venne inviato dal grande Frank-One, che saluto e ringrazio ancora una volta. Un grazie anche a Cimabue che si è occupato del re-upload. A voi tutti auguro un buon ri-ascolto.



Re-post by George - Re-load by Cimabue

lunedì 26 gennaio 2026

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 101 - Mick Abrahams Band Live in Forlì (CD, 2014) - Goodbye Mick (1943-2025 R.I.P.)

 

TRACKLIST:

01. You Got It Wrong
02. Lies
03. Going Down Slow
04. Jesus On The Mainline
05. Billy The Kid
06. Trouble In Mind
07.Wonder Who
08. The Victim
09. Cat's Squirrel
10. How Can A Poor Man
11. Dead Mans Hill
12.Rock Me Baby


FORMAZIONE:

Mick Abrahams - guitar, vocals
Andrea Garavelli - bass
Graham Walker - drums


Questo post l'ho voluto realizzare in ricordo di un grande musicista, forse un po' sottovalutato, che se ne è andato per sempre sul finire del 2025, per la precisione il 19 dicembre all'età di 82 anni. La lista dei musicisti scomparsi lo scorso anno è molto lunga e un omaggio alla loro grandezza musicale non mancherà da parte nostra. Parliamo allora di Mick Abrahams, ottimo chitarrista blues che tutti noi ricordiamo sostanzialmente per due motivi: in primis per essere stato co-fondatore e primo chitarrista dei Jethro Tull, successivamente per avere fondato i Blodwyn Pig, una tra le più luminose espressioni del blues revival britannico degli inizi anni '70. Guardate cosa scrivevano di lui - parliamo dei suoi esordi - Roberto Cacciotto e Giancarlo Radice su "Note di pop inglese", un volumetto quasi biblico pubblicato nel lontano 1982:


" Di certo Mick Abrahams non ha mai fatto parte della lista di chitarristi elevati al rango di divinità nella Londra sessantottesca. Questo mestierante si è limitato a tracciare, per oltre un decennio, qualche segno sulla grande carta del blues revival e a vivere una breve stagione con i Jethro Tull che hanno contribuito a rendere meno anonima la sua figura. Nato a Luton, appena fuori Londra, nel 1943, Abrahams inizia nel 1963 la consueta trafila nei club della zona con piccole band dell'allora nascente beat. Nel 1965 incontra il batterista Clive Bunker e con lui cerca di sopravvivere esibendosi nei locali di Manchester, fino a quando conosce Ian Anderson, flautista nei John Evan Smash. Con Anderson e Bunker (senza dimenticare il bassista Glenn Cornick - ndr) Abrahams mette in piedi i Jethro Tull, un gruppo che scuote l'ambiente musicale inglese cercando, almeno all'inizio, di filtrare il blues con una miscela musicale che ha radici nella tradizione folk europea. Non dura però molto. Appena il tempo di un LP (il mitico This Was del 1968) e subito dopo il chitarrista abbandona, proprio mentre i Jethro Tull si stanno facendo una solida fama. La svolta musicale che Anderson, sempre più orientato verso una rivisitazione della tradizione musicale del continente, imprime al gruppo non piace ad Abrahams che preferisce tirare dritto per la sua strada. Non lo soddisfa neppure la proposta di John Mayall che lo vorrebbe ingaggiare per l'ultima edizione dei suoi Bluesbreakers, e così oppone un rifiuto al grande maestro del british blues.

Jethro Tull - 1968

Riprende la strada organizzando nel gennaio 1969  i Blodwyn Pig, con Jack Lancaster ai fiati, Ron Berg alla batteria e Andy Pyle al basso, dove può finalmente esprimersi come meglio crede. Per quasi due anni, dal '69 alla fine del '70 spazza il Regno Unito con un solido rock blues che trova testimonianza in due LP accolti con un certo favore da pubblico e critica. Ma anche i Blodwyn Pig affondano e il chitarrista prosegue nella sua scelta musicale formando gli Wombat e poi la Mick Abrahams Band. Ma ormai il linguaggio musicale ha perso ogni contenuto riducendosi a uno sterile esercizio professionale. Scontento dei risultati Abrahams cerca di riformare nel 1974 i Blodwyn Pig, con Clive Bunker alla batteria, ma non ci riesce. Nel '75 si ritira dalla scena musicale lasciando come ultima impronta un disco per imparare a suonare la chitarra". 

Blodwyn Pig - 1970

Se la parte a lui dedicata da "Note di pop inglese" si conclude così, con alcune affermazioni a mio avviso discutibili, la carriera musicale di Mick Abrahams prosegue, seppur a fasi alterne, nel corso dei successivi decenni. E' curioso però ricordare che quando Abrahams decise di abbandonare per la prima volta il mondo della musica si dedicò al suo lavoro di venditore di automobili. Pensate a quelli che hanno acquistato una berlina o una utilitaria da Mick Abrahams...Il pentimento arriva nel 1987 quando ritorna sulla scena musicale registrando alcuni album sia come solista che con i vecchi membri dei Blodwyn Pig, sempre pronti a ritornare in sella. 


A fine anni novanta Abrahams forma una nuova band chiamata This Was, proprio come l'album d'esordio dei Jethro Tull, nella quale figurano alcuni dei vecchi membri del gruppo, escluso ovviamente Ian Anderson, e con cui si esibisce proponendo tutti i brani di quell'album. Da non dimenticare la presenza di ospiti illustri nei suoi lavori solisti, da Phil Manzanera a Ian McDonald, da Clive Bunker allo stesso Ian Anderson. Mick Abrahams non ha mai tradito il suo grande amore per il blues, continuando a proporlo sia negli album in studio (ancora negli anni 2000 - ricordo "Revived!" del 2015) che in occasione dei concerti dal vivo. Quel che è certo è che Mick Abrahams è sempre rimasto fedele alla linea, dove per lui suonare blues equivale a respirare. Non avrebbe mai potuto continuare a suonare con i Jethro Tull di Ian Anderson, anche perché non è mai stato uomo avvezzo ai compromessi.


E qui arriviamo al nostro album di oggi: non si tratta di un bootleg ma di un live ufficiale (anche se non sempre appare nelle sue discografie) registrato a Forlì nel 2008. Il CD venne pubblicato nel 2014 dall'etichetta Gonzo Multimedia, specializzata in rock progressivo, folk e jazz (anche se qui nemmeno l'ombra). Il concerto, con un Mick molto affabile che dialoga in italiano col pubblico, è un concentrato di potente rock blues. La concessione alla "Jethro Tull era" consiste nella sempre splendida "Cat's Squirrel". La formazione, a trio, classico combo chitarra-basso-batteria, annovera il bassista italiano Andrea Garavelli. Con la scomparsa di Mick Abrahams, il disco rimane una  delle poche testimonianze storiche della sua attività concertistica in Italia. Prima di concludere vi ricordo l'ospitata di Abrahams in casa Beggar's Farm e la sua  partecipazione in un paio di brani sull'album "Beggar's Farm & Itullians" al fianco del vecchio amico Clive Bunker. Lo ritroverete sulla Stratosfera (qui) in un superpost dedicato a Bernardo Lanzetti. Qui si conclude il ricordo di Mick Abrahams. Buon ascolto

GOODBYE MICK

Una delle ultime immagini di Mick Abrahams


Post by George

domenica 25 gennaio 2026

Gli 80 anni di Franz Di Cioccio e gli auguri della Stratosfera

 

PART 1
SHORT INTRO by GEORGE
21 gennaio 1946: a Pratola Peligna, piccolo comune in provincia dell'Aquila, in Abruzzo, nasce Franz Renzo Di Cioccio. Per esigenze di programmazione, definiamole così, festeggiamo il suo compleanno 4 giorni dopo. Mi ha fatto piacere leggere i numerosi articoli a lui dedicati, in occasione del suo 80° compleanno, apparsi un po'ovunque, dalle testate giornalistiche a quelle prettamente musicali fino a Dagospia". Insomma, potremmo chiederci, molti musicisti hanno compiuto 80 anni, e anche più, ma non abbiamo mai ricordato questa importante tappa di vita. Però, Franz Di Cioccio rappresenta qualcosa di diverso, è un personaggio che ha attraversato la scena musicale italiana dagli anni '60 ad oggi. E noi con lui. Dai Quelli ai Krel, dalla Premiata Forneria Marconi alla collaborazione con Lucio Battisti, passando attraverso il lungo sodalizio artistico con Fabrizio De André. Ancora oggi la sua PFM porta sui palcoscenici i successi del grande Faber. E poi, dopo tanti post dedicati ai morti, è bello dedicarne uno ai vivi. E Franz Di Cioccio è vivo e attivo più che mai.


Lo spunto per realizzare questo post me lo ha fornito l'amico Frank-One, che ha deciso di dedicare a Franz una intera puntata della sua trasmissione radiofonica "Radio Taxi" del mercoledì. Abbiamo così deciso congiuntamente di onorare il grande Franz con un concerto live della PFM e con, in calce, la trasmissione radiofonica a lui dedicata. Una bella doppietta. Il concerto che vi propongo risale al 2015, registrato a Quebec in Canada, dove Franz è leader e dominatore assoluto. Non sto a dilungarmi ulteriormente, visto che mi sto rivolgendo al pubblico della Stratosfera che conosce a menadito le vicende musicali di Di Cioccio e della sua PFM. Comunque per ripercorrere le tappe salienti della sua carriera artistica ci ha pensato Frank-One, il quale nel corso della trasmissione racconterà molti aneddoti e proporrà molti brani storici, purtroppo non tutto quello che aveva in serbo per gli ascoltatori. 
. Passiamo ora alla musica. Ma prima ecco quattro istantanee che riassumono la carriera musicale di Franz: i Quelli, i Krel, la Premiata Forneria Marconi degli esordi e il sodalizio con Fabrizio De André.

I Quelli sbarbatelli

I Krel, attimo fuggente

PFM 1971 - chi ha detto che Premoli non ha mai avuto la barba?

Faber e Franz

PART 2 - LIVE CONCERT
PFM live in Palais Montcalm, Quebec City, 
Canada, 22.11.2015 - "All The Best" Live Tour


TRACKLIST CD 1:

01. Four Holes In The Ground 
02. Photos Of Ghost 
03. Band introduction
04. Harlequin 
05. Il banchetto 
06. Dove... quando 
07. Dove... quando - part 2 
08. La carrozza di Hans 
09. Traveller 
10. Promenade The Puzzle

TRACKLIST CD 2:

01.Impressioni di Settembre 
02. Paper Charms 
03. Romeo e Giulietta – Danza dei cavalieri  
04. Mr 9 till 5 /  Altaloma 5 till 9 
05. Violin Jam / William Tell Overture 
06. Celebration / drums solo / Se le brescion


FORMAZIONE:

Franz Di Cioccio- voce, batteria
Patrick Djivas - basso
Alessandro Scaglione - Tastiere 
Marco Sfogli - chitarra
Alessandro Bonetti - violino
Roberto Gualdi - batteria
Alberto Bravin – tastiere, chitarra, voce


Ho ripescato questo concerto, presente anche su YT (con un video decisamente bruttino), dal momento che il tour del 2015, "All The Best", fu veramente la sintesi della carriera musicale della PFM degli anni '70 (con qualche rara eccezione come nel caso di Romeo e Giulietta da "PFM in Classic" del 2013), con l'esclusione - fortunatamente - delle cover dei brani di Fabrizio De André. Questa scelta mi rende particolarmente felice perché, non me ne voglia il grande Franz, mal sopporto la sua voce cantare i successi di Faber. Su tutti la sua interpretazione canzonettistica de "Il pescatore", utilizzata nei concerti solo per fare cantare il pubblico. Torniamo al nostro concerto, registrato nel Palais Montcalm di Quebec City, in Canada, tappa inserita nel North American Tour. La formazione vede saldamente Franz Di Cioccio alla sua guida, accompagnato dal sodale Patrick Djivas. Nel 2015 Francone Mussida lasciò il gruppo per essere sostituito, nel mese di aprile, da Marco Sfogli. Allora, diciamola tutta: Mussida non si discute, ma Marco Sfogli è di una bravura straordinaria, così come il violinista Alessandro Bonetti. Sentite cosa riescono a fare nella "Altaloma" e nella "Violin Jam". Franz. da anni impegnato nel ruolo di front man e cantante, lascia spazio a Roberto Gualdi alla batteria, tranne che in alcuni momenti topici dove fa ritorno dietro i suoi tamburi. Da non perdere il fantastico duetto di batteria "a 4 bacchette" durante la performance di "Celebration". Semplicemente grandiosi. La qualità audio è ottima. Unica pecca è un errore di registrazione nel segmento centrale di "Photos of Ghost". Qui si chiude il concerto per lasciare il campo alla trasmissione radiofonica. 


PART 3
RADIDIO TAXI - SPECIAL "FRANZ DI CIOCCIO"
(trasmissione andata in onda mercoledì 22 gennaio 2026)


INTRODUTZIONE ALLA TRASMISSIONE by FRANK-ONE

Questo signore ieri ha compiuto 80 anni. La puntata è dedicata interamente a lui, però non dite subito: “Oh mamma, un’ora e mezza di PFM. “, Perché è vero che c’è la PFM, ma ci sono anche i Nice e i Deep Purple, Lucio Battisti e Fabrizio De André, Alberto Radius e Mauro Pagani, I Krell e i Quelli e tanti altri. Insomma non ci si potrà annoiare. Buon ascolto

LINK  Radio Taxi


LINK  Live Quebec 2015 CD 1
LINK Live Quebec 2015 CD 2

Post bu George & Frank-One

venerdì 23 gennaio 2026

Serie "Bootleg" n. 365 - Eugenio Finardi - Teatro Splendor, Aosta, 16 gennaio 2026

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1:

01. Tanto tempo fa
02. Greetins / Band intro
03. La forza dell'amore
04. Uno di noi
05. I venti della Luna
06. Le ragazze di Osaka
07. Dolce Italia
08. Non è nel cuore
09. Finardi talks
10. Un uomo
11. Patrizia
12. Bernoulli Intro
13. Bernoulli


TRACLIST CD 2:

14. Mio cucciolo d'uomo
15. La battaglia
16. Acoustic set intro
17. Katia
18. Oggi ho imparato a volare
19. Ivan Graziani souvenir
20. Il prete di Anghiari (Ivan Graziani cover)
21. Futuro
22. Finardi talks
23. La radio
24. Musica ribelle
25. Extraterrestre
26. Amore diverso / The Lion Sleeps Tonight


MUSICISTI:

Eugenio Finardi - voce
Giovanni 'Giuvazza' Maggiore - chitarra, loop, cori
Maximilian Agostini - tastiere, basso, cori
Claudio Arfinengo - batteria, percussioni


Premessa by George

E' sempre una bella emozione quella di poter ascoltare un vecchio leone come Eugenio Finardi, compagno di strada della nostra adolescenza ad iniziare dagli anni '70. La sua "Musica ribelle" (che ancora oggi ti vibra nelle ossa e nella pelle) divenne una vera e propria icona di una intera generazione, quella del Parco Lambro e dei grandi concerti live, quella che insieme a Finardi ascoltava i Genesis, i Gentle Giant, i King Crimson, i Pink Floyd, i Jethro Tull e chi più ne ha più ne metta. Molti concerti del nostro Eugenio sono già presenti sulla Stratosfera, alcuni di essi risalenti agli anni '70. con link ancora attivi. Cercateli perché vale la pena riscoprirli. Qui invece abbiamo tre le mani un concerto freschissimo, che non poteva mancare nella nostra collezione, risalente al 16 gennaio scorso, con tanto di registrazione integrale e foto, regalo di alcuni amici. Io purtroppo mi sono perso lo show, ma vi posso garantire che è sufficiente ascoltare l'audio (di ottima qualità) per entrare perfettamente nell'atmosfera del concerto. Come illustrato dalla locandina pubblicata qui sopra, Finardi ha portato, nella tappa aostana, il suo "Tutto '75-'25 Tour", per celebrare i 50 anni dalla pubblicazione del primo album (etichetta Cramps), lo storico "Non gettate alcun oggetto dal finestrino". Va da sé che questo concerto aostano è un "first time on the web". Bene, dopo queste poche righe di presentazione, me la prendo comoda e passo la parola all'amico Chris, giornalista professionista, che ha scritto una gran bella recensione del concerto il giorno successivo sul quotidiano online "AostaSera" (qui). Ve lo riporto.


Articolo pubblicato sul quotidiano AostaSera il 17.01.2026
a cura di Chris

Eugenio Finardi allo Splendor, 
cartoline da un viaggio iniziato 50 anni fa

"Salutato sui social il 2025 come “straordinario” – sull’onda del “magico triennio di Euphonia Suite”, che “mi ha ridato energia e autostima”, ma anche dell’uscita dell’album “Tutto”, “maturo e radicato in mezzo secolo di esperienza, ma fresco e proiettato nel futuro” – l’anno nuovo per Eugenio Finardi si è aperto dal vivo con una data ad Aosta, per la Saison Culturelle. Nel “tutto esaurito” dello Splendor, il cantautore milanese ha mostrato la solidità delle radici, ma anche la capacità di guardare avanti, liricamente e pure dal punto di vista dei suoni.


Il concerto di ieri, venerdì 16 gennaio, ha preso il via proprio dalla tappa più recente in studio, con “Tanto Tempo fa”. La voce di Finardi, arrivato a 73 anni (e 50 dal primo album in studio), resta avvolgente, accompagnato da chitarra, tastiere e batteria. Da subito si capisce che le atmosfere sono quelle che fanno sì che molti fans guardino a lui come al “Neil Young Italiano”. Da “Tutto” arriveranno anche “Bernoulli” (“la seconda canzone di un album è quella a cui un artista è affezionato”) e una non frequente dal vivo “Futuro”.
L’affinità (che forse sarebbe meglio chiamare complicità) con il chitarrista Giovanni “Giuvazza” Maggiore è evidente, d’altronde l’ultimo disco è un lavoro condiviso tra i due, anche dal punto di vista compositivo. La critica l’ha salutato come “un testamento musicale e spirituale” e una “fusione di cantautorato classico e sperimentazione contemporanea” e, sentirne parti dal vivo, spiega perché. I testi sono quelli che il rocker esplora dai tempi di “Diesel” e “Sugo”, ma l’accento musicale di “Giuvazza” ricorda che un assolo al momento giusto è importante quanto liriche poetiche.


Il viaggio musicale di Finardi ha sempre avuto uno sguardo cosmopolita e così propone anche “Uno di noi”, la cover in italiano di “One of us” di Joan Osborne. Allo show aostano si affacciano anche i ricordi di un percorso iniziato nella Milano di metà anni ’70, in cui “non era facile vivere”. Ivan Graziani (di cui in Saison è da poco passato il figlio Filippo) viene salutato e omaggiato con l’interpretazione della sua “Il prete di Anghiari”, momento dagli accenti sonori tra i più robusti della serata. Non mancano poi (e sarebbe forse blasfemo, con una carriera simile ad un manifesto, che include anche tre volte al Festival di Sanremo) i grandi classici. Tra gli altri, ma le menzioni non sono esaustive, ecco “La forza dell’amore”, “Le Ragazze di Osaka”. Nel crescendo finale, “La Radio” (chiusa dal commento “Per un’informazione libera, sempre…”, perché gli artisti esistono per dire delle cose) ed “Extraterrestre”, cantata in coro da buona parte del teatro. Ti diresti che non c’è niente da aggiungere, ma quando nel foyer, chiuso lo show da un momento, con il cantautore a manifestare disponibilità al suo pubblico, un fan gli dice “complimenti per tutto quello che scrivi e che hai scritto”, lui si schernisce scaramanticamente: “e che scriverò”. E, vedendolo ancora a parlare con alcuni spettatori sul marciapiede davanti allo Splendor, mentre rincasi in auto, speri proprio che sia così".


Grazie Chris per averci "prestato" il tuo articolo, molto preciso ed efficace, come sempre. A voi tutti, cari amici, auguro il mio consueto buon ascolto.

LINK CD 1
LINK CD 2
LINK FOTO

Post by George - Words by Chris (from AostaSera

mercoledì 21 gennaio 2026

martedì 20 gennaio 2026

Dunwich - Sul monte è il tuono (CD 1994)

 

TRACKLIST: 

01. Dove dorme Re Artù - 3:28
02. Il risveglio della Grande Madre - 3:19
03. Il mondo sconosciuto - 5:34
04. La fortezza di Surami - 3:27
05. Ts'ai'Ho - 2:21
06. L'annuncio di Highaluk - 4:12
07. Scela - 3:10
08. I petali e il serpente - 3:34
09. Lo sciamano di Sachalin - 3:34
10. La regina delle Aguane - 7:13
11. Asrai (Bonus Track) - 4:41


FORMAZIONE

Claudio Nigris - tastiere 
Alessandro Vitanza - tastiere
Katya Sanna - voce

Ospiti:

Andrea Menarini - chitarra (2,3,6,9, 10,11)
Beppe Capozza . chitarra (4,8)
Alessandro Nanna  - basso (3,9,10)
Flavio Liberatori - pianoforte (1,4)
Francesco Baldi - violino (1,4,8)


Con i Dunwich entriamo nella sfera del progressive con forti tinte gotiche e metal. Io amo questo genere, ma so già che qualcuno storcerà il naso. Vedremo. Intanto voglio rivolgere un forte GRAZIE all'amico e nuovo collaboratore (nuovo ma non nuovissimo)  Roberto, per la condivisione di questo geniale album. Prima di dedicarci alla biografia della band romana voglio ricordarvi che i Dunwich hanno un bel sito web (qui) contenente molte informazioni interessanti: discografia, biografia, galleria fotografica e altro materiale, inclusi i primi demo tape ascoltabili in streaming. Wikipedia è prodiga di informazioni riguardanti la genesi dei Dunwich. Peschiamo qualche notizia. Partiamo dal nome, che non è tra i più consueti. Amante delle atmosfere dello scrittore americano H.P. Lovecraft (mio grande mito letterario), il giovane polistrumentista Claudio Nigris nel 1985 (allora ventenne) realizzò il primo demo tape e lo intitolò "The Dunwich Horror" dal titolo dell'omonimo racconto scritto nel 1928. Vi lascio immaginare le atmosfere. Ma Dunwich è anche un piccolo villaggio del Suffolk, in Inghilterra, in parte sprofondato e inghiottito dal Mare del Nord tra il 1287 e il 1328 a causa di tempeste e fenomeni di erosione. Pare sia una bella meta turistica. 


Claudio Nigrs

Il progetto Dunwich prende corpo negli anni '80 con la realizzazione di ben quattro demo tape in cui prevalgono atmosfere e citazioni "lovecraftiane". In questa fase il quartetto ha una intensa attività concertistica, arrivando alla partecipazione al Main Stage di Arezzo Wave nel 1991 e diventando una delle band trasmesse da Video Music. Siamo giunti agli anni '90. Per i Dunwich diventa determinante, per lo sviluppo delle loro sonorità, l'incontro con la cantante Katya Sanna, che entra nell'organico nel 1992, rimanendovi fino al 1999. Gli elementi letterari gotici si allargando andando a inglobare elementi medievali, approfondendo anche la ricerca storica su fiabe e leggende di tutto il mondo. La prima produzione si articola su tre demo, "La tavola di smeraldo" (1992), "Sul monte è il tuono" e "Al di sopra del lago è il vento", entrambi del 1993, e che saranno preludio del primo album in studio. 


Nei demo compaiono tutti gli elementi che costituiranno il variegato mondo degli arrangiamenti della band: ottoni, quintetti d'archi, orchestre medievali e cori polifonici. Finalmente nel 1994 viene pubblicato il promo album in studio, "Sul monte è il tuono" (etichetta Black Widow, LP e CD) che riprende il titolo del demo omonimo. L'album, che ottiene un ottimo riscontro da parte della critica specializzata, apre una trilogia che avrà, come tematica, quella di raccontare fiabe, leggende e storie universali. Il titolo del CD è ripreso, come gli altri due della trilogia, dalla millenaria sapienza tramandata nel libro dei mutamenti cinesi (I ching). L'album è valorizzato dai vocalizzi di Katya Sanna, cantante di grande levatura, già nota negli ambienti musicali della capitale. Non è un album facile, tutt'altro. Flussi di armonie si susseguono, dal recupero della tradizione celtica alle sonorità sinfonico-medioevali, alle influenze progressive anni '70. Da ascoltare con grande attenzione.


Non vado oltre. La carriera musicale dei Dunwich proseguirà per tutti gli anni '90 e 2000. Gli ultimi lavori risalgono al 2023. Discogs è sempre a vostra disposizione per gli ultimi aggiornamenti. Con questo concludo e vi lascio col mio consueto buon ascolto.


Post by George - Music by Roberto

lunedì 19 gennaio 2026

Serie "Bootleg" n. 364 - Vittorio De Scalzi / La Storia dei New Trolls - Live (registrazioni del 1999-2000-2001)

 

TRACKLIST CD 1

Concerto Grosso # 1
01. Allegro
02. Adagio / Shadows
03. Cadenza / Andante con moto
04. Shadows (per Jimi Hendrix)

05. In St. Peter's Day

TRACKLIST CD 2:

Concerto Grosso # 2
06. Vivace
07. Andante (Most Dear lady)
08. Intro a Moderato
09. Moderato (Fare You Well Dove)

10. Le Roi Soleil
11. Il treno
12. Signore, io sono Irish
13. Quella carezza della sera


Questo concerto, in una prima fase, venne da noi datato 2013 (almeno così era datato sul canale YT dal quale venne scaricato dal nostro collaboratore Cimabue), ma grazie alle precisazioni fornite in un commento da parte di un nostro "navigatore", siamo in grado di darvi le giuste informazioni. Ve le riporto qui di seguito. Tutto il resto è stato da me cancellato

Queste registrazioni non sono del 2013 bensì del 2000/2001. Sono registrazioni prese dal Concerto Grosso Live di Vittorio De Scalzi eseguito a Torino nel 2001 per quanto riguarda i movimenti con l'orchestra. I brani invece sono presi dal live di Vittorio De Scalzi - La storia dei New Trolls registrato a Genova nel 1999-2000. Il direttore dell'orchestra era Maurizio Salvi e la formazione del gruppo comprendeva Vittorio De Scalzi, Alfio Vitanza, Roberto Tiranti, Andrea Maddalone e Mauro Sposito.


Perdonateci per questo errore. Lo abbiamo rimediato. Buon ascolto

Post by George & Cimabue

venerdì 16 gennaio 2026

Serie "Bootleg" n. 363 - Area (International Popular Group): Live Trilogy 1977-1980 - RE-POST & NEW POST

 

Miscelando, come facciamo abitualmente, nuove proposte di progressive italiano con gruppi storici, ci soffermiamo quest'oggi sugli Area, band da noi molto amata con una forte presenza sulle pagine della Stratosfera. Al di là del piacere di riascoltarli dal vivo, il trittico qui proposto è composto da un re-post e relativo re-upload (richiesto da un nostro amico "navigatore"), ovvero il concerto di Cesena del 1977 e da due nuovi post, "Live in Rovereto 1977" e "Live in Modena 1980". Questi ultimi due show, seppur reperibili su YouTube, erano assenti - almeno fino ad oggi - sulla Stratosfera. Per dirla tutta il nostro amico aveva richiesto anche il concerto di Aosta del 1973, ma la qualità audio è talmente scarsa (siamo al limite dell'ascoltabilità) che ho preferito non postarlo. Inoltre, le poche tracce registrate ad Aosta sono mescolate con spezzoni del concerto di Cesena del 1977, qui proposto nella sua integrità. Lasciamo quindi spazio alla musica, iniziando con il re-post del concerto di Cesena, il cui link è inattivo da anni. 


RE-POST & RE-LOAD (post originale del 28.08.2014)
Area - Rocca Malatestana, Cesena - 5 giugno 1977 
(from original master tapes)


TRACKLIST



FORMAZIONE:

Demetrio Stratos - voce, organo, steel drums
Giulio Capiozzo - batteria, percussioni
Patrizio Fariselli - tastiere
Paolo Tofani - chitarra, synthesizer
Ares Tavolazzi - basso, trombone


E' veramente un piacere poter dare nuova vita a questo concerto, decisamente notevole sia per la scaletta che per la qualità del suono. Andando a rileggere quanto scritto a suo tempo (qui) dall'autore della registrazione e possessore dei nastri (Red Rossi) si scopre che il concerto venne registrato con un registratore mono Philips verde militare. Beh. mi sembra di tornare indietro nel tempo. Quanti concerti ho registrato negli anni '70 e '80 col mio Philips mono? E quanti di voi avranno fatto la stessa cosa? Comunque, a parte questi dettagli tecnici, il concerto qui proposto è veramente grandioso. Ma anche quello successivo non scherza.


NEW POST
Area - Teatro Zandonai, Rovereto (TN), 2 marzo 1977


TRACKLIST:

01 Il Massacro di Brandeburgo numero 3 in sol maggiore / Diforisma urbano / Demetrio speech
02 Gerontocrazia 
03 S.C.U.M / Giro giro tondo 
04 Cometa rossa 
05 Improvvisazione / Drums solo / La mela di Odessa 
06 Luglio agosto settembre (nero) / L'Internazionale


Questo concerto è disponibile in rete, ma prima che si dissolva e scompaia ho voluto portarlo sulla Stratosfera, giusto per arricchire ulteriormente la già ricca collezione di bootleg degli Area. Rispetto al concerto di Cesena, questo è avvenuto tre mesi prima, con una scaletta in parte differente, dove - anche in questo caso - la maggior parte dei brani proviene da "Maledetti (maudits) pubblicato nel 1976" e in quel momento ultima prova discografica degli Area. Molto particolare l'apertura con "Il massacro di Brandeburgo" seguita da "Diforisma urbano" e da una dissertazione del nostro Demetrio Stratos. Emerge un altro dato tecnico da parte dell'autore della registrazione. Si legge che, con il permesso del gruppo, il concerto venne registrato con un Revox a due tracce su nastro Agfa, usando microfoni Sennheiser. L'audio è stato successivamente trasferito dallo stesso Revox su uno Zoom H4n a 96/24 e poi codificato tramite LAME e ffmpeg. Tutto ciò detto non ci resta che ascoltarlo. 


NEW POST
Area - Live in Modena 1980 (Special TV - RAI TRE)


TRACKLIST:

01. Danza ad anello
02. Maiden Voyage / Drums solo
03. La torre dell’alchimista
04. A.S.A.
05. Track con Sara Borsarini on vocals 


FORMAZIONE

Patrizio Fariselli - piano elettrico, synths.
Giulio Capiozzo - batteria 
Ares Tavolazzi - contrabbasso, basso elettrico
 Pietro Tonolo - sax tenore
Sara Borsarini - voce (track 5)


Siamo nel 1980. Demetrio Stratos ci lasciava il 13 giugno 1979. Gli Area, orfani del loro vocalist, incidevano "Tic & Tac" con una formazione composta da Fariselli, Tavolazzi, Capiozzo e Larry Nocella al sax tenore. Con "Tic & Tac" gli Area entrano con vigore nel campo del jazz. In questo breve concerto, trasmesso da Rai Tre nel 1980 e riproposto qualche anno dopo sempre sul canale Rai (l'audio purtroppo è disturbato) al sax tenore troviamo Pietro Tonolo, già collaboratore di alcuni grandi nomi del jazz italiano tra cui Franco D'Andrea, Luigi Bonafede, Massimo Urbani e lo stesso Larry Nocella. Il concerto (data esatta e luogo non sono indicati) è particolarmente interessante perché ci offre la possibilità, forse unico caso, di ascoltare un arrangiamento della celebre "Maiden Voyage" di Herbie Hanckock. Le altre tracce provengono da "Tic &Tac". Qualcosa era già finito su un vecchio post del 2013 curato da Odiladilu, uno storico collaboratore della Stratosfera. Sempre sulla rete circola un brano ascritto al concerto di Modena del 1980, cantato da Sara Borsarini (suoi sono i vocalizzi finali), ricordata quale collaboratrice di Lucio Battisti. Nel 1980 Sara accompagnò gli Area in tour per poi passare nel 1982 nella band di Tony Esposito. Ho inserito questo brano (così, a memoria, non ricordo il titolo) come giusta integrazione del restante concerto.


Si conclude qui la Trilogy Live dedicata agli Area. Non resta che passare all'ascolto dei tre concerti. 
Un saluto a voi tutti e ...alla prossima.

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Post by George