mercoledì 22 ottobre 2014

Pan Brumisti - 1976 - I Padroni della Città

Tracklist :

1 - Canzonaccia (6:17)
2 - La Via Dello Stabilimento (2:52)
3 - Sabato Sera Ore Otto (5:19)
4 - I Padroni Della Città (5:56)
5 - Incidente Sul Lavoro (2:40)
6 - Festival Notturno (4:49)
7 - Si Può Scegliere Un Amore? (3:24)
8 - I Musicanti (3:54)
9 - Ai Compagni Di Madrid (4:50)

Mai come in questo periodo i contributi degli appassionati che frequentano la stratosfera stanno arrivando copiosi nella mia casella di mail. La wishlist viene falcidiata quotidiamente: pensate che ho in attesa i contributi di sei amici del nostro blog, di cui alcuni nuovi e altri ormai stranoti. Questo per dirvi quanto sia vivace il nostro blogghettino, cari amici, e per introdurre un nuovo amico, "Paolo from other world", nell'internazionalità dell'accezione e per distinguerlo da "Paolo from this world", amico tricolore di cui ho altri contributi che appariranno prossimamente. Insomma, tenetevi forte e allacciate le cinture di sicurezza, ora poi che anche George tiene di nuovo ben salde le redini, e aspettatevene delle belle...

Monsieur Croce si è occupato brevemente dei Pan Brumisti, naturalmente su Italianprog: "Gruppo folk milanese formato intorno al 1971 (...), testi di ispirazione politica ed ottimo uso degli strumenti, prevalentemente acustici." 

Si parla di questa misconosciuta formazione anche in un articolo su una speciale produzione del Club Tenco dedicata proprio ai Pan Brumisti. Riporto di seguito i cenni biografici del gruppo, l'articolo completo potete leggerlo sul Corrieredelweb, ed è davvero interessante, come assolutamente di pregio è il progetto musicale di cui si parla, con ospiti d'eccezione: "(...) I Pan Brumisti sono un gruppo milanese degli anni '70 che, insieme ad altre formazioni (tra cui gli Stormy Six e l'Ensemble Havadià di Moni Ovadia), facevano parte della Cooperativa L'Orchestra, per la quale hanno anche inciso il loro unico disco, "I padroni della città". Si occupavano di canzoni d'autore con proprie composizioni e traduzioni nonché con canzoni regalate loro da cantautori amici (come Francesco Guccini e Roberto Vecchioni). Il gruppo non ebbe vita molto lunga. Poi i vari componenti proseguirono i loro interessi musicali attraverso le esperienze più diversificate. Due di loro, Sergio Secondiano Sacchi e Antonio Silva, hanno continuato a coltivarli con l'attività del Club Tenco, del cui direttivo hanno sempre fatto parte. (...)"

 Gian Francesco Calabrese (voce, chitarra, violino, piano)
Piero Goria (voce, percussioni)
Riccardo Grigolo (flauto, armonica, voce)
Mauro Minucci (basso, chitarra, voce)
Sergio Sacchi (voce, chitarra)
Enrico Sala (voce, chitarra, mandolino)


Post by Captain, thank you very much to Paolo, our international friend

domenica 19 ottobre 2014

Track - 1974 - Track Rock

TRACKLIST :

01 - Long train running
02 - Crimson doll
03 - Livin' in a back street
04 - You gotta help me out
 05 - Track
06 - How foolish you
 07 - Caroline
08 - She's a real lady
09 - Walking with the camel

 
E così siamo arrivati all'ultimo (speriamo solo per ora) dei regali dell'amico A.B., che ha contribuito in maniera massiccia a fare del nostro blog uno scrigno ancora più colmo di rarità e di cose belle e preziose. Quest'ultima perla è davvero uno di quei dischi di cui si parla ma che nessuno possiede, totalmente inedito sul web e, sebbene non sia uno dei titoli più quotati del prog italiano, risulta assolutamente difficile da trovare. Lo dimostra la sua permanenza nella wishlist per 3 anni, fino a che l'amico Benefattore non ha incrociato la nostra strada... L'album oltre tutto è più che gradevole, sebbene molto esterofilo, anche nel genere musicale imperante, un boogie rock (come ricorda l'amico Augusto Croce qui sotto) comunque ben suonato e trascinante. Discorso a parte meritano gli ultimi pezzi di ciascuno dei 2 originari lati del "padellone", ovvero l'omonima "Track" e "Walking with the camel", due strumentali che tradiscono la vena prog degli artisti coinvolti (Paolo Siani e Ricky Belloni, entrambi provenienti dai "Nuova Idea").

Come sempre, una ottima fonte di notizie, anche per quello che riguarda i Track, è la bibbia di noi appassionati Italianprog, a cui vi rimando per leggere l'articolo completo: "Creati dagli ex Nuova Idea Belloni e Siani dopo lo scioglimento del loro gruppo, i Track sono stati una specie di "divertissement" per gli ottimi ed esperti musicisti che ne hanno fatto parte. (...) Il loro unico album, intitolato Track rock, uscì nel 1974 per la Ariston con nove brani, tutti in inglese, tra i quali delle cover di Long train running dei Doobie Brothers e di Caroline degli Status Quo. La maggior parte dell'album spazia dal rock'n'roll al boogie, ed il brano più progressivo è uno strumentale dal titolo...Track."

TRACK :

Cacao (voce, armonica)
Ricky Belloni (chitarra, mandolino, voce)
Guido Guglielminetti (basso, voce)
Paolo Siani (batteria, percussioni, tastiere, voce)

Poichè mi sarei aspettato un altro gradimento verso il grandissimo A.B. e le sue rarità, non solo in termini di scaricamenti (quelli assolutamente da record), questa volta voglio compiere un piccolo esperimento: l'album è già lì, caricato sull'abituale sitino di file sharing che tutti sapete, ma il link per ora non lo metto. Solo quando avremo raggiunto un certo numero di commenti, che io ho bene in mente ma per ora non dico, aggiungerò il collegamento che vi porterà all'agognata meta...

Non vi faccio penare più di tanto, 22 commenti bastano, ecco a voi l'auspicato LINK

 Post by Captain, thank you very much to A.B.

sabato 18 ottobre 2014

Serie "Bootleg" n. 171 - Osanna live at The Hustler, Torino, 16 maggio 2014

TRACKLIST DISC 1:

01. In un vecchio cieco 
02. Vado verso una meta 
03. Animale senza respiro (intro) 
04. Mirror train 
05. Taka boom 
06. L'uomo (including Purple Haze)
07. Ce vulesse ce vulesse 
08. 'A zingara 
09. Oro caldo 
10. Non mi rompete (omaggio a Francesco Di Giacomo - BMS cover)

TRACKLIST DISC 2:

01. Non sei vissuto mai 
02. Preludio 
03. Flute solo 
04. Spunti dallo spartito n. 14728 del Prof. Imolo Meninge 
05. To Plinius 
06. My mind flies 
07. Tempo - 13° Cortile 
08. Posizione raggiunta 
09. There will be time 
10. Every's body's gonna see you die 
11. Fuje 'a chistu paese
12. Ringraziamenti e saluti  

Et voilà, rieccoci qui con un bel bootleg fresco di pacca che fotografa un fantastico concerto degli Osanna. Il concerto è piuttosto recente (il 16 maggio di quest'anno), la location è il club The Hustler di Torino. Come recita la locandina si tratta dell'unica tappa piemontese dello storico gruppo partenopeo che, per l'occasione, ha promosso il DVD "Tempo". Sembra veramente che il tempo non passi mai per gli Osanna: una freschezza di suono incredibile, la voce di Lino Vairetti sempre impeccabile, una scaletta che ripercorre gli oltre 40 di vita artistica della band. La registrazione è veramente di alta qualità. L'autore, perché e giusto citarlo e ringraziarlo, è Daniele (Rosenbach) che lo ha postato da poco su dimeadozen.org. La chicca di questo concerto è rappresentata dalla cover di Non mi rompete del Banco del Mutuo Soccorso, un omaggio allo scomparso (sigh!) Francesco di Giacomo, grande amico di Lino Vairetti, come quest'ultimo racconta al termine del brano. E che dire della lunga e trascinante apertura blues di Fuje 'a chistu paese  con gli assoli di organo, chitarra, flauto e armonica a bocca che si susseguono e si rincorrono? Un capolavoro. 

FORMAZIONE:

Lino Vairetti: voce, chitarra acustica, armonica 
Gennaro Barba: batteria
Nello D'Anna: basso
Pako Capobianco: chitarra elettrica 
Sasà Priore: piano, organo, tastiere 
Irvin Vairetti: voce, mellotron, synth 

Ospiti:

Dino Pelissero: flauto
Elio Eco: tammorra e voce in Fuje 'a chistu paese 

Link CD 1
Link CD 2

Post by George

venerdì 17 ottobre 2014

Serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 33 (Serie Bootleg n. 170) - Juri Camisasca - 2003 - Concerto a Donnafugata


DISC 1 :

01 - Il sole nella pioggia
02 - Nuvole bianche
03 - Il carmelo di echt
04 - Non cercarti fuori
05 - Himalaya
 06 - Nomadi
07 - Le acque di siloe
08 - Tempo senza tempo
09 - Psalmus 113
10 - La nave dell'eterno talismano

DISC 2 :

01 - Revolution now
02 - L'era del mito
03 - Visioni
04 - Zodiaco
05 - Polvere e diamanti
06 - Tocchi terra tocchi Dio
07 - Ecce panis
08 - L'urlo degli dei
09 - Himalaya
10 - Visioni
11 - Zodiaco

Come sempre, introduco brevemente l'amico Antonio che ci accompagnerà lungo questa passeggiata (per non usare il troppo impegnativo "cammino") nel mondo di Juri Camisasca. Secondo il capitano, ma non solo, siamo di fronte ad uno degli artisti più lucidi e geniali (ma non come i giornalisti, Battiato docet) a cavallo dei due secoli, che era lontano dalle scene da più di 10 anni e, solo recentemente, è stato protagonista di un bellissimo concerto a Catania, di cui potete trovare ampi spezzoni su youtube. Ogni occasione di ascoltarlo è dunque preziosa ed imperdibile per chiunque apprezzi il coraggioso ed eclettico Juri, visto l'esiguità delle sue esibizioni tra vita monastica ed eremitaggio ascetico, ed ogni registrazione di un suo concerto può essere considerata estremamente rara e di valore straordinario.

Ringrazio l'ineccepibile Antonio per il bellissimo regalo e gli lascio la parola...

"Tra Polvere e diamanti

E' una sera di quasi estate. Giugno. Anno 2003. Un antico maniero siciliano perso tra le campagne iblee. Un manipolo di amici, sconosciuti forse anche tra loro, sono accorsi per non perdersi Juri Camisasca in concerto al Castello di Donnafugata. Un appuntamento raro che avrebbe meritato incisione sonora di qualità superiore a quella che presentiamo in questa sede. Ma pazienza. Formazione d'attacco per presentare in una veste davvero intrigante il meglio di una intera produzione. "Polvere e diamanti" è il titolo scelto per questo concerto che mescola sacro (tanto) e profano (quel che basta appunto per apprezzare il sacro).

La formazione è abbastanza rodata con abbondanza di tastiere (ottimo Francesco Calì, senza dubbio di grandissimo spessore le trovate di Sandro Giurato). Indispensabili le percussioni di Riccardo Gerbino e davvero incisivo, specie nelle atmosfere più profonde, il contrabasso di Giovanni Arena. Questi ultimi entrambi membri di un interessante gruppo di musica etnica che allora si chiamava Dounia.

Si parte con "Il sole nella pioggia". A seguire "Nuvole bianche" e "Il Carmelo di Echt". La celebre "Nomadi" è in scaletta senza rispettare un rituale che la vorrebbe come degno finale. Così come "Le acque di Siloe". Segno che le traiettorie di Camisasca poco vogliono avere a che fare con l'artificio. Per gli appassionati resta da scoprire l'ancora inedito "Psalmus 113", mentre i nostalgici degli anni Settanta troveranno pane per i loro denti con "Himalaya", poi riproposta tra i bis. Molto interessante e coraggiosa anche "Revolution now" con sonorità non distanti dai climi progressive. Camisasca sembra entusiasta di suonare per un pubblico attento e caloroso. Ci sono persone venute apposta da varie parti di Italia. L'atmosfera, chi era presente lo potrà confermare, è davvero magica. Il clima, seppure a fronte di testi e musiche non certo "leggeri", è lieve e intriso di ironia. Ecco perchè "Zodiaco" è memorabile con un inizio divertente ed un proseguo da applauso. Il concerto terminerebbe con "Tocchi terra tocchi Dio". Ma il pubblico richiama i musicisti in scena a suon di applausi. E' il momento per l'esecuzione dal vivo del gregoriano techno di "Ecce panis", per riproporre ancora una volta quel gioiello di parole e musiche di "Visioni" e concludere, questa volta in omaggio ai concerti più pop, ancora una volta con "Zodiaco".

Il concerto che condividiamo in questa sede, lo ripetiamo, non gode di ottima fattura sonora a causa di una cattiva registrazione. Non rende certo giustizia al talento degli artisti in questione. Tuttavia riporta un Camisasca davvero in splendida forma ed ispirato. Forse vale la pena perdere il tempo per il download e per un tentativo di ascolto. A presto.... se lo vorrete! Antonio"


LINK

Post by Antonio LM (testi, copertine, foto e suoni) e Captain (impaginazione)

mercoledì 15 ottobre 2014

Serie Italian Covers Vol.1 e mezzo - Band in Italy - Italian Beatles

Non ho mai fatto mistero del mio sconfinato amore per i Beatles e così ho colto la palla al balzo. Visto che il nostro Captain ha inaugurato, con mio immenso piacere, una nuova serie dedicata alle "Italian Covers", ho subito pensato di proporvi questo CD, di non facile reperibilità (non è mai stato posto in vendita), pubblicato nel 2003 dalla DeAgostini. Il disco raccoglie 15 cover da parte di gruppi italiani, alcuni già noti, altri un po' più di nicchia. A fianco dei Meteors, già oggetto di un post da parte mia nella serie "Beat beat cos'era il beat?", dei conosciutissimi Gleeman di Bambi Fossati o dei Ribelli (splendida la voce di Demetrio Stratos nella non facile cover di Oh darling), troviamo gruppi più "ancillari" quali i Little Boys, Mike Liddell e gli Atomi, i Bit-Nik e Chriss & The Strokes. 

 
Tutti i brani, pur nella loro ingenuità, soprattutto nei testi (terribili quelli di Lady Madonna), sono godibilissimi sotto il profilo musicale: non dimentichiamo che è veramente impresa eroica quella di cimentarsi nelle cover delle composizioni Lennon-McCartney. Vorrei spendere un elogio particolare per gli Uh! che hanno scelto nientemeno che la stupenda e complessa I am the walrus. Solo gli Spooky Tooth avevano osato tanto. Bella anche la versione di Hello Goodbye ad opera dei Bit-Nik, ai quali dedicheremo un post a breve. Evito, una volta tanto, di indicare la tracklist e le informazioni sui gruppi, tenuto conto delle note di copertina quanto mai esaustive. Non mi resta che augurarvi buon ascolto. 


Post by George

martedì 14 ottobre 2014

Venegoni & Co. in concert 1978/79: Rumore Rosso Vivo (2002) & Live...somewhere in the 70's (2004) plus Bonus CD

Cari amici, metto mano finalmente a questa bozza che da tempo giace impolverata nelle pieghe del blog. Un fastidioso incidente, per fortuna in fase di risoluzione, mi ha costretto a restare a lungo lontano dalla Stratosfera. Nel frattempo il grande Captain ha proposto delle autentiche meraviglie. Spero, da oggi, di poter riprendere a dargli manforte. Veniamo alla musica con un ricco post dedicato a Gigi Venegoni e alla sua band (Venegoni & Co.). Gigi Venegoni, lo dico a beneficio di qualche smemorato, è stato il chitarrista degli Arti e Mestieri, prog band torinese che negli anni '70 ha sfornato capolavori quali "Tilt" e "Giro di valzer per domani". A fianco dell'attività col gruppo madre, Gigi forma intorno al 1977 un gruppo aperto, con uno zoccolo duro composto da sei musicisti, con sonorità molto più vicine al jazz rock strumentale che alle atmosfere prog jazz degli Arti e Mestieri, Se la dimensione in studio è di alto livello (andate a rivedere il post di "Rumore Rosso" e, se volete, riascoltatevi "Sarabanda"), le vette più alte vengono raggiunte nel corso delle esibizioni live. E così sono andato a ripescare i due albun dal vivo di Venegoni & Co, "Rumore Rosso Vivo" e "Live...Somewhere in the 70's", pubblicati rispettivamente nel 2002 e nel 2004, ma contenenti registrazioni del periodo 1978-1979.

Venegoni & Co - Rumore Rosso Vivo (2002)
TRACKLIST:

1. Mezzogiorno
2. Positivo e...
3. Sarabanda - Pt. 1
4. Balòn
5. Sarabanda - Pt. 2
6. Calypso minestrone

FORMAZIONE:

Gigi Venegoni: chitarre e voce
 Ludovico Einaudi: tastiere
Ciro Buttari: voce e percussioni
Max Aimone: batteria
Silvano Borgatta: tastiere
Luigi Colarullo: batteria
Paolo Franchini: basso
Marco Astarita: percussioni e voci

Grandissimo album live che raccoglie brani tratti da concerti del 1978 e 1979. Due brani derivano dal concerto tenutosi al Palasport di Torino per Radio Città Futura. Siamo nel 1978 e le due track sono Positivo e... e la prima parte di Sarabanda. La formazione comprende una base ritmica di tutto rispetto con Max Aimone alla batteria, Ciro Buttari alle percussioni e voci e Paolo Franchini al basso. Da notare la presenza nel quintetto del pianista Ludovico Einaudi, poi autore di numerosi album solisti. Scrive Donato Zoppo sul sito movimentiprog: "Come per gli A&M, anche Venegoni elaborava un jazz rock di carattere “orizzontale”, poco dedito all’elucubrazione solistica, aperto invece alla coralità e allo sviluppo collettivo. Ricordiamo che per lui era come realizzare un sogno il poter esprimersi in un contesto del genere. Positivo e… e la prima parte di Sarabanda si avvicinano molto agli Area, agli In Cahoots di Phil Miller e ai Santana di Welcome, insomma ad un jazz rock di chiara marca progressiva, ricco di verve e vibrante per la vitalità immessa. Ci hanno entusiasmato il cospicuo apporto percussivo e le linee vocali calde e melodiche, spesso di derivazione stratosiana; piano elettrico e chitarra guidano l’evoluzione del sound, che riesce a mantener sempre un suo fervore collettivo."

Venegoni & Co. nel 1979
Gli altri quattro brani risalgono invece al Festival dell’Unità di Torino del 1979, con una formazione in parte rinnovata. Marco Astarita e Luigi Colarullo alle percussioni, Silvano Borgatta alle tastiere. I cinque eseguono la robusta Mezzogiorno, la seconda parte di Sarabanda, Balòn e“Calypso minestrone. Se quest’ultima è decisamente mediterranea e “metropolitana”, tanto da rappresentare bene il sound del gruppo, Balòn invece possiede un aspetto influenzato dall’estro zappiano, soprattutto per le continue variazioni ritmiche e l’andatura un po’ stralunata".
Il disco è raccolto in una solo traccia (albumwrap).

Venegoni & Co. - Live...somewhere in the seventies... (2004)
TRACKLIST:

1. Mezzogiorno
2. Mezzogiorno Coda
3. Balòn
4. Sarabanda - Pt. 1
5. Sarabanda - Pt. 2
6. Sarabanda - Pt. 3
7. Cabasa
8. Controvento
9. Coesione

Gigi Venegoni e Paolo Franchini in concerto
Secondo e ultimo disco live di Venegoni & Co, pubblicato oramai dieci anni fa. L'album raccoglie tracce risalenti al 1979, alcune delle quali già presenti su "Rumore Rosso vivo". Il quintetto autore di questo concerto è composto oltre che da Gigi Venegoni, da Silvano Borgatta alle tastiere, Luigi Colarullo alla batteria, Marco Astarita alle percussioni e voce e Paolo Franchini al basso. Anche in questo caso il sound non cambia: jazz rock con venature prog di grande levatura. Bellissima la versione live dell'intera suite Sarabanda

Bonus CD - Dynamic Duo (Venegoni & Borgatta)
Torino, Studi di Rai Radio 1, 20 settembre 1986
 (1st time on the web)

Conclusa l'avventura di Venegoni & Co, negli anni ottanta il nostro Gigi realizza due album, "Mosaico" e "Nocturne" senza riuscire a riformare il gruppo. Per continuare a suonare dal vivo Venegoni forma il Dynamic Duo con Silvano Borgatta, tastierista che abbiamo già trovato nell'ultima formazione di Venegoni & Co. Il duo si esibisce in molti concerti con l’aiuto di una complessa strumentazione elettronica (computer+drum machines) sperimentando le nuove possibilità offerte dall’avvento del sistema midi. Non è stato pubblicato nessun album dei Dynamic Duo. così come non ho mai visto testimonianze sonore del duo sul web o altrove. Questa registrazione, che feci io nel 1986, raccoglie cinque tracce suonate dal vivo da Gigi Venegoni alla chitarra e da Silvano Borgatta alle tastiere, sostenute da basi elettroniche. Erano ospiti negli studi di Rai Radio 1 a Torino. Nulla di straordinario se non la testimonianza di una interessante fase musicale di Venegoni alle prese con la sperimentazione e  l'elettronica. Data la vetustà del nastro ho cercato di equalizzare i suoni per rendere la registrazione perlomeno accettabile. Giudicate voi. Anche in questo caso i cinque brani sono raccolti in un'unica traccia.

Link Rumore Rosso vivo
Link Live...somewhere in the seventies
Link Dynamic Duo live in studio 1986

Post by George

lunedì 13 ottobre 2014

Repost - Preghiera di Sasso - 1996 - Preghiera di Sasso (registrazioni del 1972-1975)

Riposto questo contributo dell'amico George perchè, proprio oggi, ci ha scritto nei commenti Tommaso Perlino, batterista della formazione Pescarese, aggiungendo preziose informazioni circa la storia della Preghiera di Sasso ed il loro progetto musicale. Grazie mille, di cuore, a Tommaso, per aver arricchito questo post e la stratosfera...  Captain.

 
Strana storia quella del disco dei "Preghiera di Sasso", considerato tra i più rari del panorama prog italiano. Stampato nel 1975 in tiratura limitata dall'etichetta Delta (qualcuno parla di 20 copie, altri di un migliaio, molte delle quali ritirate per un errore di stampa), venne condiviso tra due gruppi, i Preghiera di Sasso e i Diapason, composti più o meno dagli stessi musicisti, che si divisero equamente le due facciate (4 brani ciascuno). Il vinile è praticamente introvabile e ha raggiunto quotazioni da capogiro. Se qualcuno lo possiede si faccia sotto. Qui sotto le copertine originali (decisamente "essenziali").

Nel 1996 la Mellow Records dà alle stampe "Preghiera di Sasso", album che ripropone i quattro brani editi nel 1975 e, in aggiunta, sei brani inediti. Stranamente sono stati esclusi i 4 brani dei Diapason, che apparivano nella side B del disco originale. Cinque dei sei brani inediti sono registrazioni effettuate nel 1972 in cui l’anima della band era molto più rock con la chitarra di Riccardo Tosi in primo piano. Il sesto brano, "Il suono del silenzio", è un assolo di batteria affidato a Tommaso Perlino e registrato poco dopo. Si racconta che Mauro Moroni, fondatore della Mellow Records, ricevette direttamente dalla band stessa il nastro contenente i sei brani inediti. La bonus track è una diversa versione de "Il suono del silenzio" (con assolo di batteria diverso rispetto a quello pubblicato su disco) e l'audio è disponibile unicamente sul sito di Tommaso Perlino

TRACKLIST:

01  Praxis 5:13
02  Esperimento 4:18
03  Evoluzione 6:05
04  Atmosfera 5:25
05  Il Suono Del Silenzio 4:41
06  L'Invidia 7:02
07  La Macchina Del Tempo 3:41
08  La Paura 2:47
09  Esperimento 2:22
10  Frammenti 2:36
11  Il Suono Del Silenzio (Stratosfera bonus track - versione alternativa)

FORMAZIONE:

Riccardo Tosi: chitarra
Luigi Gialluca: sax
Tommaso Perlino: batteria, percussioni
Leonardo Epifani: piano elettrico
Paolo Previtali: basso
Carlo Barilari: basso (compare nei credits del disco prodotto dalla Mellow Records)

Chi sono questi sconosciuti musicisti?

"I Preghiera di Sasso sono una band di Pescara nata a cavallo tra gli anni ’60 e ‘70. Inizialmente il loro sound tende verso un rock aggressivo di stampo “non-italico”. La scoperta di quest’anima della band, per chi non ha avuto la fortuna di ascoltarli nei primissimi anni ’70 nel pescarese o ai due Festival Pop cui parteciparono (Villa Pamphili nel 1972 e Nettuno nel 1973), avverrà solo nel 1996. In questi anni entrano in contatto con un’altra band pescarese, i Diapason, e insieme entrano in studio per registrare un album. Questo avviene tra il 4 e il 29 aprile del 1975 e il risultato è "Preghiera di Sasso / Diapason".  Il genere è un buon jazz-prog strumentale sullo stile di Nucleus, Soft Machine e Perigeo, in cui emergono soprattutto sax e chitarra. La band terminò il suo percorso musicale poco tempo dopo".  Piccolo nota: molti concerti dei Diapason vennero registrati con l'intenzione di pubblicare un album live, che non vide mai la luce (sigh!)


La Genesi del gruppo viene descritta direttamente da Tommaso Perlino, anzi Masetto Perlino (così recitano i credits del disco in vinile e successivo CD), batterista e fondatore con Riccardo Tosi di Preghiera di Sasso, sul suo blog

"La Preghiera di Sasso nasce a Pescara nel 1971, quando i giovanissimi Riccardo Tosi e Tommaso Perlino, rispettivamente chitarrista e batterista, cominciano a sperimentare suoni e riff suonando in modo libero e spensierato con l’idea di creare una musica innovativa e personale. Dopo un primo periodo passato a suonare nella cascina immersa nella campagna di Spoltore nei pressi di Pescara, viene aggregato al piccolo gruppo, Carlo Barilari, un talentuoso e  giovanissimo bassista con una  passione incredibile per Jack Bruce, bassista dei Cream. Si decide quindi di sperimentare con la formazione trio (batteria, chitarra e basso) una musica, che parte dal Rock, ma che guarda e si rivolge con molta intensità verso nuovi orizzonti musicali. Come detto in precedenza, la nostra tendenza era quella di creare qualcosa di  personale pur essendo inconsciamente condizionati musicalmente dalla musica che amavamo in quel periodo e cioè Cream, Van Der Graaf Generator, Genesis, Jethro Tull, Led Zeppelin, King Crimson, Frank Zappa e gruppi come Nucleus e Soft Machine. Cominciammo anche a registrare i nostri primi brani con un piccolo registratore a cassetta Philips e con il suo microfonino, ricordo bene la nostra stanza fredda che avevamo preso in affitto a Villa Raspa, una frazione tra Spoltore e Pescara, pagavamo 17 mila lire al mese....Dopo aver suonato a tutto volume, infatti il volume di registrazione era regolato al valore 1, uscivamo dalla stanza prove con le orecchie che fischiavano e poi andavamo a farci una mangiata di arrosticini in un posto lì vicino! Quelle registrazioni, rimaste inedite fino al 1994, sono state inserite tutte nel CD che Mellow Records ha pubblicato nello stesso anno e devo ringraziare la fortuna e la mia mania nell'averle conservate in una delle mie centinaia di cassette tuttora in mio possesso".

Grazie Tommaso, per averci fatto rivivere questi bei momenti pionieristici.
Mi auguro veramente che i nostri navigatori apprezzino queste registrazioni, che abbiamo contribuito anche noi a fare uscire allo scoperto.

Riccardo Tosi nel 1975


Post by George

13/10/2014 - Commento di Tommaso Perlino: "Ciao ragazzi, sono il batterista e fondatore della Preghiera di Sasso con Riccardo Tosi. Volevo fare alcune precisazioni in merito a quanto leggo anche in giro da altre parti: innanzitutto il cd per Mellow Records è stato pubblicato nel 1994, Mauro Moroni non era interessato a pubblicare anche il gruppo Diapason. Per cui decisi, essendomi stata affidata la produzione del cd, di registrare un brano in studio "Il suono del silenzio" mio solo di batteria e di inserire gli altri brani che avevo in una vecchia audiocassetta che non ho mai consegnato a Moroni, ma che custodisco tuttora. Infine l'etichetta Delta fu una nostra inziativa che intendeva valorizzare anche altri gruppi ma che purtroppo non potè proseguire per i nostri inpegni di studio. Infine non furono mai ritirate copie e l'errore di stampa c'è sempre stato e nessuno forse se ne sarà accorto...ahah! Il numero di copie stampate non lo dico.....ma è molto superiore alle 20 e molto inferiore al migliaio! Complimenti per il vostro sito e grazie della visibilità a quella che è stata per me una meravigliosa esperienza muisicale e di vita! Un abbraccio!"

domenica 12 ottobre 2014

Giulliano Illiani - 1978 - A mio nonno ambulante

TRACKLIST :

01 - Joe la talpa
02 - Saltarello del re
03 - Da Ursi
04 - Marta degli animali
05 - Antonio Imbeni
06 - Mio nonno l'ambulante
07 - Schirazula marazula
08 - E ben ch'u vena mag
09 - Gian il rumorista
10 - Italiana

Questo bellissimo album era già stato incluso da Grog , solo parzialmente e sotto forma di alcuni collegamenti a YouTube, in un megapost dedicato a Donatello. Ringrazio quindi A.B. che mi ha passato questa versione integrale dell'album, dato che lo ritengo un gioiellino di folk italiano, lontano da proposte commerciali e per alcuni versi molto affine ai contenuti della stratosfera. Frutto della scelta coraggiosa di quest'artista di abbandonare il jet set degli artisti da hit parade e riscoprire i suoni legati alla propria terra: questa scelta si concretizza proprio in quest'album, con il passaggio dell'artista dalla Ricordi all'etichetta indipendente "Moon". Illiani si avvalse, per la registrazione di "A mio nonno ambulante, della collaborazione del "Canzoniere Popolare Tortonese". Musica magica e senza tempo, che ci conquista perchè, in un certo senso, era già presente dentro di noi, tanto è legata a tradizioni e culture antiche. Magnifica l'interpretazione dell'artista, lontana dal Donatello nazional-popolare, che infatti qui si presenta con il vero nome Giuliano Illiani. Magnifici anche i testi (su tutti la title track), tra canti tradizionali e composizioni autoctone. Molto bella e "funzionale" al progetto sonoro la fusione tra la vocalità di Illiani e la splendida musicalità del CPT, fatta di strumenti antichi e di suoni dolcissimi. Si sarà capito, a me quest'album è piaciuto molto, ve lo raccomando caldamente...

Ragazzi, questo è il penultimo regalo, per ora, del nostro amatissimo Anonimous Benefactor. Restate sintonizzati, vi aspetta una chicca finale che, per rarità ma anche per la proposta musicale, sarà davvero eccezionale. Quello che invece è mancato, secondo me, è stato un adeguato (al numero di "condivisioni" musicali) sostegno di chi passa, prende e purtroppo se ne va. Fate dunque sentire un po' di calore al nostro amico AB, suvvia...
 
LINK

Text and post Captain - Music A.B.

lunedì 6 ottobre 2014

Serie Italian Covers Vol. 1 - URIAH HEEP !!! + Bonus disc - Higher Livin' - 2012 - A Tribute To The Music Of Uriah Heep

 Le elucubrazioni notturne mi portano spesso verso strani lidi, e le buone idee mi vengono proprio quando il resto del mondo dorme. E così nasce questa ennesima serie della stratosfera, con la speranza che possa essere uno stimolo anche per gli altri bloggers nelle loro ricerche di rarità dell'underground (e non) italiano... Inizio facile facile dai miei beniamini Uriah Heep, riciclando, correggendo e aggiornando pesantemente un vecchio progetto realizzato per il blog Abominog jnr, di cui sono tuttora un collaboratore, seppur dormiente da tempo immemore. Per festeggiare la nascita dell'ennesimo, si spera, gradito appuntamento fisso sulla stratosfera, ci ho voluto aggiungere uno splendido album, sempre italiano, di un'ottima band, gli Higher Livin', che hanno concretizzato il loro amore verso la band inglese (condiviso da sempre anche dal capitano, of course) con una raccolta di cover da loro interpretate davvero alla grande. Augurandovi buon ascolto vi rimando alle note sugli album...

TRACKLIST :

01- Blue Sharks - Gipsy (1970-71)
02 - Ice & High Society - Bird of prey (1971)
03 - PFM - Gipsy (live 1971)
04 - Caterina Caselli - L'uomo del Paradiso (Lady in black) (1972)
05 - Gli Amici dell'Hobby (Forum Livii) - Autostrada (Easy livin') (1972)
06 - Museo Rosenbach - Look At Yourself (live 1972)
07 - Museo Rosenbach - Shadows Of Grief (live 1972)
08 - Electric Blues Band - Easy Livin (1973)
09 - Electric Blues Band - Circle Of Hands (1973)
10 - Electric Blues Band - Easy Livin' 2 (1973)
11 - Steve Sylvester - Time To Live (1995)
12 - Alex Masi - Easy Livin' (1997)
13 - Ivana Spagna - Lady In Black (2003)
14 - Wicked Minds - Gypsy (2005)
15 - Domine - Too Scared to Run (2007)
16 - Abiogenesi - Di Nero Vestita (Lady In Black) (2006)
17 - Witchwood - Rainbow Demon (2014)

In una lunga cavalcata che, seguendo la storia della inossidabile band inglese, va dai primissimi anni 70 fino al giorno d'oggi, ecco a voi una raccolta in stretto ordine cronologico di covers degli Uriah Heep da parte di artisti italiani. Quasi tutto il materiale era già reperibile, in parte sulla stratosfera ed in  parte sul blog dell'amico Abominogjnr, ma in questa occasione è presentato in maniera più organica e completa. Una lunga carrellata negli anni 70 (10 brani) ci dice quanto fossero considerati una band di culto in italia gli Heep, spesso oggetto di covers quasi contemporanee alle edizioni originali. Così è per la versione di Gipsy dei Blue Sharks, tratta da un singolo risalente alla fine del 1970/inizi 1971. Sempre quasi contemporanea all'originale è "Bird of Prey" degli Ice & High Society, proveniente anch'essa da un singolo del 1971. Da un bootleg registrato a Bologna nel 1971 proviene la versione di "Gipsy" della PFM, anche loro alle prese con i riff granitici della band guidata da Ken Hensley. Qualcuno si stupirà, ma persino Caterina Caselli incise, all'interno dell'album omonimo del 1972, una versione di "Lady in black", qui ribattezzata "L'uomo del paradiso", con testo in italiano completamente cambiato rispetto all'originale. Anche i Forum Livii, sotto lo pseudonimo di Amici dell'Hobby, registrarono nel 1972 una versione in italiano con testo differente dall'originale, di "Easy Livin'", qui titolata "Autostrada". Sempre nel 1972, il Museo Rosenbach proponeva alcune cover degli Uriah Heep nei suoi primi concerti. Qui vi presentiamo le loro versioni di "Look at yourself" e della darkeggiante "Shadows of grief", tratte dall'album, uscito solo negli anni 90, "Live and unrealised". Chiude la sezione anni 70 di questa compilation la Electric Blues Band, con ben 2 versioni di "Easy Livin'" ed una di "Circle of Hands" dall'album "Live in Granozzo 1973". Fa sorridere l'inglese completamente inventato e non sense, soprattutto in quest'ultimo pezzo (obbedu uei-louisdacciudou-abbduuei uocckeuollaou, letterale dal ritornello), ma erano altri tempi, la globalizzazione era ben lontana dal venire... Un salto di oltre 20 anni ci porta al 1995, anno in cui Steve Sylvester, proveniente dai Death SS, band di culto del metal gotico italiano, presenta nell'EP "Broken Soul" la sua stupenda versione di "Time to Live". A parere del capitano, il brano migliore di tutta la compilation, fedelissima all'originale eppure davvero personale e grintosa. Una versione tiratissima di "Easy Livin'" ci viene poi presentata dal talentuoso chitarrista italiano Alex Masi, dall'album dei Masi "The Watcher" del 1997. Se considero Steve Sylvester il punto più alto di questa raccolta, la versione dance di "Lady in Black" incisa da Ivana Spagna nel 2003, all'interno dell'album "Woman", penso ne rappresenti il punto più basso, ma lascio a voi l'ultimo giudizio. Per fortuna ci sono i Wicked Minds, beniamini di vecchia data del capitano, che ci presentano una monolitica ed essenziale versione di "Gipsy", dall'album "From the Purple Skies" del 2005, che riesce a non far rimpiangere l'originale. Il gruppo italianissimo di prog metal Domine ci presenta l'unica cover non appartenente alla line up classica degli Heep: "Too Scared to Run", originariamente interpretata da Peter Goalby. Questa versione del brano è particolarmente rara perchè era presente, come bonus track, solo sulla versione giapponese dell'album "Ancient Spirit Rising" del 2007. Un'altra versione di "Lady in Black", bella e molto dark, è quella dei paladini del neo prog italico Abiogenesi che, nel lora album "Io sono il Vampiro" del 2006, incidono "Di nero vestita", traduzione questa volta abbastanza fedele del famosissimo brano. Questo lungo viaggio ci porta ai giorni nostri: chiude la collezione, infatti, un brano, per ora solo diffuso su you tube, che uscirà presto in un album come bonus track. Il brano è "Rainbow Demon" e la band è quella dei  Witchwood...

...Con la gola un po' secca, vi auguro buon ascolto, amici della stratosfera...


BONUS DISC:

Higher Livin' - 2012 - A Tribute To The Music Of Uriah Heep
TRACKLIST :

1 Bird of Prey
2 Sweet Lorraine
3 Corridors of Madness
4 Sunrise
5 Wise Man
6 Free 'n Easy
7 Gypsy
8 Rain
9 July Morning

Ridurre il ruolo degli Higher Livin' a semplice Cover Band degli Uriah Heep sarebbe riduttivo: a livello musicale ci troviamo di fronte a dei veri professionisti, tutti i membri della band sono ottimi strumentisti e le splendide le voci di Claudia Dani e Thor Bertolucci interpretano magnificamente i classiconi delle varie epoche della grande band inglese (in particolare brani dalla cosidetta "Byron Era", per fortuna). Non mi dilungo molto, la musica degli Higher Livin' parla per loro. Vi lascio con i consigli del Capitano: la delicatissima "Rain", interpretata con magnifica delicatezza e rispetto da Claudia ed una superba versione di "July Morning", ma sono solo le punte di diamante di un album bellissimo, tutto da godere...

Claudia Dani (Lead Vocals)
Thor Bertolucci (Lead Vocals)
Fabio Baruzzo (Guitars)
Stefano Toni (Keyboards)
Daniele Rossi (Bass & Vocals)
Pierga Dettori (Drums & Vocals)
 
LINK I.C.1

 LINK HL

Post by Captain