venerdì 6 marzo 2015

Canzioniere Popolare Tortonese- 1977- Cantà par no murì

TRACKLIST :

Bonus tracks:

13 E ben ch'u vena mag
14 Garibaldi


Ringrazio enormemente l'amico Pholas (e mi scuso con lui per aver lasciato in bozza questo post troppo a lungo) per aver condiviso questa rara produzione del Canzoniere Popolare Tortonese con Giuliano Illiani, uscita, a quanto mi risulta, solo su musicassetta in poco più di un migliaio di copie. Il celebre Donatello collabora attivamente a quest'album: è co-autore di tutte le canzoni e vi suona la chitarra classica (splendidamente, devo dire). Non sono in gradi di dirvi se partecipa in qualche modo anche come cantante, sicuramente almeno nei brani con parti con più voci. L'album è quasi interamente cantato in dialetto tortonese e le voci principali, femminile e maschile, quasi sempre entrambe presenti nei brani, sono molto belle e funzionali a questo particolare progetto musicale. Fra le molte bellissime ballate folk, ecco spuntare canzoni di protesta, celebrazioni di famosi tortonesi, filastrocche e ninne nanne, a comporre un bellissimo affresco per un album davvero raffinato e ben suonato.

Dal sito dell'ISRAL (Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria "Carlo Gilardenghi"): "La raccolta "Cantà par no murì", uscita a Tortona nel maggio 1977 costituì la prima manifestazione pubblica del Canzoniere Popolare Tortonese, un gruppo di musicisti provenienti da precedenti esperienze nell’ambito della musica leggera e della canzone politica militante. Al gruppo iniziale (Giuliano Illiani, Alfio Contarino, Giancarla Guerra, Floriano Pertusi, Pietro Porta, Angelo Anétra e Gino Bartalena), si aggiunsero dapprima Luigi Pivetta, Luigino Aristi e Roberto Daglio, quindi Gege Picollo e Stefano Gilardone. I brani della prima raccolta, tutti originali scritti dal Canzoniere, trattano di temi e personaggi conosciuti a Tortona e sono cantati totalmente in dialetto tortonese. «Canzoni e testi - scriveva Maurizio Cabella nella prefazione originale - non sono un fatto sovrastrutturale accessorio, circoscritto ad una qualunque cittadina padana, ma testimonianza dello sforzo di una intera generazione di trovare nell’ambigua e faticosa transizione di modelli consumistici, una propria identità non passiva». La raccolta ottenne un grande successo tra i tortonesi e fu venduta in oltre mille esemplari (su un potenziale pubblico di poco più di ventimila persone) (...)". A questo link l'articolo completo.



Post by Captain, music by Pholas, thank you very much friend

mercoledì 4 marzo 2015

Serie Bootleg" n. 184 (Yesterday & Today n. 14) - Banco del Mutuo Soccorso - Avigliana 1990 & Roma 2014


Visto che sia io che il Captain abbiamo ritrovato il gusto di rispolverare le vecchie e gloriose serie della Stratosfera, ecco una nuova proposta di Yesterday & Today, a breve distanza dal post a quattro mani dedicato a Pino Daniele. Protagonista di questa nuova avventura tra passato e presente è il Banco del Mutuo Soccorso, in un concerto del 1990 e nella reunion post Francesco Di Giacomo nel dicembre 2014, Due bei bootleg consistenti in 5 CD, Una bella scorpacciata di musica da assimilare un po' alla volta.

A - YESTERDAY

Banco del Mutuo Soccorso - Live in Avigliana (TO)
14 settembre 1990


Il primo concerto del Banco è datato 14 settembre 1990; la sede è quella di una amena località lacustre in provincia di Torino, per l'appunto Avigliana. L'inizio degli anni '90 rappresentò un periodo di transizione per il Banco. Dopo la pubblicazione di "...e via" del 1985, il gruppo si ritrovò per registrare il disco "solo" di Francesco Di Giacomo "Non mettere le dita nel naso" (uscito nel 1989). Guarda caso in questo concerto troviamo molti brani tratti da questo disco (ricordo che è stato postato lo scorso anno sulla Stratosfera): Non ci siamo, Hey Joe, Ti taglio i viveri, Sandali. Ripresa la denominazione originale, dopo un periodo in cui si erano semplicemente chiamati "Banco", i nostri amici ripresero con vigore l'attività live, miscelando vecchi classici da "Darwin" e dal "Salvadanaio" con le composizioni degli anni '80, sicuramente il periodo più debole della loro storia musicale. Ai quattro membri storici in questo concerto si affiancarono Tiziano Ricci al basso e Pietro Letti al sax. Ad Avigliana  il Banco del Mutuo Soccorso ospitò nuovamente sul palco l'Assemblea Teatro (già protagonista in alcuni concerti del decennio precedente - vedi foto sotto il titolo). Ultima informazione: da questo concerto, piuttosto raro, vennero estratti due brani, Preludio a Non mi rompete e Non mi rompete, per farli confluire sul disco ufficiale "Nudo" del 1997, nella sezione live. Li ho lasciati per evitare un concerto monco.  

TRACKLIST DISC 1:

01. Intro / In volo 
02. Baciami Alfredo 
03. Notte Kamikaze 
04. Il ragno 
05. Non ci siamo
06. Hey Joe
07. 750.000 anni fa...l' amore? 
08. Ti taglio i viveri
09. Moby Dick 

TRACKLIST DISC 2:

01.  Sandali
02. Preludio a Non mi rompete (pubblicato ufficialmente su "Nudo") 
03. Non mi rompete (pubblicato ufficialmente su "Nudo") 
04. Grande Joe 
05. Volo via 
06. Capolinea 
07. R.I.P. 
08. Paolo Pà 
09. Traccia II 

FORMAZIONE:

Francesco Di Giacomo - vocals 
Vittorio Nocenzi - keyboards 
Rodolfo Maltese - guitars & trumpet 
Pierluigi Calderoni - drums 
Tiziano Ricci - bass & add. keyboards 
Pietro Letti - sax

Link CD 1
Link CD 2



B - TODAY

Banco del Mutuo Soccorso - Live in Roma, Gran Teatro
6 dicembre 2014
"Un'idea che non puoi fermare live 2014"

Prima uscita ufficiale dal vivo del Banco del Mutuo Soccorso dopo la scomparsa del grande Francesco Di Giacomo. La meta prescelta non poteva essere che Roma, la location il Gran Teatro in Piazza Sandro Pertini. Era il 6 dicembre dello scorso anno. Più che uno show, un evento, un happening: sul palco una mega formazione, con tanto di sezione fiati e ospiti a non finire. Ma tutto ciò non basta a colmare il vuoto lasciato dalla figura di Francesco Di Giacomo. Vittorio Nocenzi, che per l'occasione ha ritrovato il fratellino ex "enfant prodige" Gianni, ancora e sempre al pianoforte a tessere trame musicali virtuose e raffinate, ha voluto dedicare questo concerto all'amico fraterno Francesco. Vi confesso che faccio fatica ad ascoltare il Banco senza l'inconfondibile voce di colui che ci ha accompagnati per oltre 40 anni attraverso la storia del prog italiano. I classici sono riproposti in molti casi in chiave strumentale, con i fiati, la chitarra, la fisarmonica, a compensare la mancanza della voce. Gli ospiti sono tutti illustri: da Angelo Branduardi a John De Leo, da Cesareo ad Ambrogio Sparagna. Interessante l'inserimento di voci fuori scena, pre registrate, appartenenti a Franco Battiato, Toni Servillo, Franca Valeri e Valerio Mastrandrea, tutti insieme a sottolineare la grandezza del Banco del Mutuo Soccorso e, forse, a ricordarci che il gruppo non è ancora arrivato al "capolinea". Meglio così. Un concerto profondamente bello che lascia, almeno a me, una altrettanto profonda tristezza. Il concerto è completo e si snoda lungo 3 CD. La front cover l'ho presa in prestito dal blog "The clock that went backwards" che aveva postato il concerto sul finire dello scorso anno. Ho comunque voluto riproporlo anche sulla Stratosfera, all'interno di questo Yesterday & Today. Repetita iuvant. 

TRACKLIST DISC 1:

01. Canto di primavera 
02. Metamorfosi 
03. Discorso di Vittorio e dedica a Francesco 
04. Cento mani, cento occhi (Vox: Giuseppe Cederna) 
05. Michele e il treno (Vox: Valerio Mastrandrea) 
06. Guardami le spalle (Vox: Vittorio Nocenzi) 
07. La conquista della posizione eretta (Vox: John De Leo) 
08. Gianni Nocenzi solo 
09. E' così buono Giovanni, ma... (Vox: Angelo Branduardi) 
10. Tirami una rete (Vox: Vittorio Nocenzi) 

TRACKLIST DISC 2:

11. Moby Dick (Vox: Giuseppe Cederna) 
12. Roma / Tokyo 
13. Il ragno (Vox: John De Leo) 
14. Il giardino del mago (Vox: Franca Valeri) 
15. Emiliano 
16. Garofano rosso 
17. Canto di primavera (Vox: Angelo Branduardi) 
18. Capolinea 
19. R.I.P. (Vox: Franco Battiato) 

TRACKLIST DISC 3:

20. L'evoluzione (Vox: Giuseppe Cederna) 
21. 750.000 anni fa, l'amore? (Vox: Toni Servillo) 
22. Non mi rompete (Vox: Giuseppe Cederna) 
23. Traccia II 
24. Introduzione della band e saluti 
25. Traccia 

FORMAZIONE

Vittorio Nocenzi: Keyboards & Vocals 
Gianni Nocenzi: Keyboards 
Rodolfo Maltese: Electric & Acoustic Guitars, Trumpet 
Filippo Marcheggiani: Electric & Acoustic Guitars, Vocals 
Nicola Di Già: Electric & Acoustic Guitars 
Tiziano Ricci: Bass & Vocals 
Alessandro Papotto: Sax, Flute, Clarinet & Vocals 
Maurizio Masi: Drums 
Arnaldo Vacca: Percussion 
Andrea Priola: Trumpet 
Stefano Monas: Trumpet 
Diego Bettazzi: Sax & Flute 
Riccardo Tonello: Trombone 

Special Guests 

Angelo Branduardi: Vocals 
John De Leo: Vocals 
Giuseppe Cederna: Vocals 
Maurizio Solieri: Electric Guitar 
Cesareo: Electric Guitar 
Ambrogio Sparagna: Accordion 

Voices Off

Franco Battiato
Toni Servillo
Franca Valeri
Valerio Mastrandrea

Link CD 1
Link CD 2
Link CD 3

Post by George

domenica 1 marzo 2015

Simon Luca & L'Enorme Maria - 1973 - E la mia mente?

TRACKLIST:

1. Preludio al sole che nasce - 2.41
2. Cercare di prendere il cielo - 2.36
3. E la mia mente? (Pt. 1) - 0.36
4. E poi la luce (Atto d'amore) - 4.01
5. E la mia mente? (Pt. 2) - 2.37
6. Corsa in macchina - 4.04
7. Incidente - 1.14
8. Dialogo con l'inconscio - 3.13
9. Dialogo con la morte (Pt. 1) - 2.06
10. Dialogo con la morte (Pt. 2) - 1.07
11. Lotta tra morte e uomo - 1.08
12. Risveglio - 5.45
13. Finalmente apro gli occhi - 3.43
14. Canto della donna - 2.19
15. E la mia mente? (Pt. 3) - 0.49
16. Solo - 1.36
17. Rinascita - 5.51

FORMAZIONE:

Simon Luca - chitarra, voce solista
Flavia Baldassari - voce
Claudio Bazzari - chitarra
Ronnie Jackson - chitarra
Claudio Ciampini - chitarra
Gigi Belloni - basso
Pepé Gagliardi - pianoforte
Franco Orlandini - hammond
Lucio Fabbri - violino
Fabio Treves - armonica
Flaviano Cuffari - batteria

Terza e ultima prova discografica a 33 giri targata anni '70 per il nostro Alberto Simonluca Favata, in arte Simon Luca. Ad accompagnarlo vi è ancora il gruppo aperto dell'Enorme Maria, anche se con formazione rimaneggiata rispetto al disco del 1972. Sempre ottimi musicisti tra i quali Ciampini & Jackson alle chitarre, Lucio Fabbri al violino, Fabio Treves all'armonica. L'album è sicuramente meno convincente del precedente, manca quella carica e quella determinazione che ci avevano fatto accostare Simon Luca al Joe Cocker del periodo Mad Dogs. Qui le atmosfere sono più rilassate, più orchestrate: l'album è un concept che si sviluppa su due suite, una per ogni facciata.  In ogni caso ci troviamo di fronte ad un lavoro di tutto rispetto. Lascio a voi i commenti.

Ricordo infine che l'Enorme Maria accompagnò con i cori Fausto Leali nella canzone La bandiera del sole presentata al Festival di Sanremo nel 1973. Il video è qui, su Youtube. 


Post by George

venerdì 27 febbraio 2015

Serie "Lo scrigno del Dottor Phibes" n. 6 - Prima Materia - 1977- The Tail of the Tiger + live 1974 e 1976

 "TRACK" LIST :

1 - La Coda della Tigre (original version) (34:06)
2- (live) Berlin, October 19th, 1974 Metamusik Festival (16:26)
3- (live) Roma, January 17, 1976 (14:27)

Ho apprezzato molto l'idea, venuta al sodale George, di resuscitare vecchie serie della stratosfera. E proprio a proposito di vecchie serie, ma anche e soprattutto di resuscitare, ho incontrato recentemente in una bettola di periferia sporca e cadente, un vecchio e repellente blogger della stratosfera, assente da quasi 3 anni e che io davo ormai per morto e sepolto (e sarebbe stato un bene per l'umanità). Ebbene sì, si tratta prorpio del mefistofelico Doctor Phibes, cultore di sonorità disumane, esperto maximo della sperimentalismo che alla lunga martella inesorabilmente i coglioni, nonchè inventore, utilizzatore, spacciatore e somministratore, anche a tradimento, di sostanze psicotrope e allucinogene di sconosciuta origine, che rendono possibile l'ascolto di certi mattoni d'avanguardia. Nello spirito della doppia riesumazione, vecchia serie stratosferica e cadaverico Phibes, mi son visto costretto a cedergli ancora una volta il posto, non me ne vogliate cari amici. Per celebrare l'atroce riesumazione, ho pensato di fare il REUPLOAD di tutti gli album che il truculento Phibes ha presentato sulla Stratosfera, e li potete trovare qui 

Ah ah ah ah... E così mi si pensava già nelle fauci dell'inferno e preda della putrefazione delle carni. E invece il vostro amato dottore aveva preso un periodo... come lo chiamano i giovinastri d'oggi... ah sì sabbatico, che poi a me il sabbath, soprattutto se colorato di nero, mi ricorda ben altro... Comunque, dicevo, mi sono ritirato dall'odiata società in un tugurio ricavato tra vecchi scavi della metropolitana ora abbandonati e fognature, una brandina in un angolo, un fornellino, tanta acqua gratuita a disposizione e tanti grassi succulenti ratti per saziare i miei appetiti. L'unico ammenicolo della civiltà che mi son portato è un vecchio vecchio giradischi e alcuni album da far accaponare la pelle trafugati a collezionisti psiconauti mai più tornati a terra (grazie alle famose preparzioni "terapeutiche" Phibes)

E cominciamo con questo "Tail of the tiger", la coda della tigre, dei "Prima Materia". Non vi fate ingannare dall'apparenza inoffensiva e meditativa dei protagonisti di quest'album: queste persone, chiaramente studiose del suono e della voce, emettono vibrazioni capaci di muovere qualcosa nel profondo dell'ascoltatore, e qualcosa vi assicuro si muove anche dentro di loro. Anzi, si muove da dentro a fuori: sappiate che sono capaci di prolungare un singolo rutto, variando e sovrapponendo le loro voci, fino ad oltre un quarto d'ora!!! Nello spirito del migliore sperimentalismo italiano, ecco a voi rutti diplofonici, maschili e femminili, rutti strascicati, rutti che muoiono per poi risorgere... Sembra che un intero convento Hymalaiano con problemi digestivi dopo una colossale impepata di cozze sia stato registrato durante la quotidiana meditazione e riversato su quest'album... L'effetto che avrà sul vostro povero udito sarà l'auto metabolizzazione delle cellule cerebrali, con conseguente discesa e digestione delle stesse, che vi porterà inesorabilmente ad emulare i suoni che per un'ora abbondante risuoneranno dai vostri altoparlanti. L'intero album del 1977 viene riproposto in questa edizione in cd del 2005 con due brani registrati live nel 1974 e nel 1976, per un totale di un'ora abbondante, abbastanza da  sopraffare anche i più valorosi di voi. E la mattina seguente, cari amici che avrete l'aerdire di ascoltarlo per intero, ben poco sarà rimasto di voi...

Permangono alcuni misteri, innanzitutto circa l'identità degli artisti coinvolti, ma anche sul loro numero, visto che in foto a volte son 4, altre 5, altre ancora 6. Ma il mistero più grande riguarda i loro apparati digestivi, tanto che si vocifera circa la non appartenenza al genere umano dei membri di questo misterioso ensemble. Che vengano dallo spazio, dal mare o dalle profondità della terra, queste creature hanno ben poco di terrestre,  se non l'apparenza esterna...

Così Doctor Phibes vi saluta, e vi rimanda alla prossima impossibile (soprattutto da ascoltare) proposta musicale...


Post by Doctor Phibes. Last words by Captain : nonostante debba concordare su alcuni punti con il pestilenziale autore di questo post, se volete leggere una recensione seria inerente questo progetto sonoro (e l'innegabile bravura degli artisti coinvolti), vi rimando alla recensione scritta da proggen_ait94 per Debaser.it

mercoledì 25 febbraio 2015

Maurizio Arcieri (R.I.P. 1942-2015) - 1973 - Trasparenze

TRACKLIST:

01. Il grigio nella mente
02. Per amore
03. Se fossi io
04. Una foglia
05. Sereno
06. Primo volo (strumentale)
07. Immagini
08. Rapporto
09. Vibrazioni
10. Trasparenze

FORMAZIONE:

Maurizio Arcieri - voce
Paolo Donnarumma - basso, chitarra
Claes Cornelius - chitarra
Pepé Gagliardi - chitarra, armonica, xylofono
Ezio Malaguti - percussioni

Se n'è andato anche lui, il 29 gennaio scorso, in silenzio, senza grande clamore, all'età di 72 anni: stiamo parlando del grande Maurizio Arcieri, che la Stratosfera non può e non vuole dimenticare. Leader di uno dei più celebri gruppi beat degli anni '60, i New Dada, Maurizio Arcieri, o più semplicemente Maurizio, ha scritto pagine indimenticabili in quel lontano periodo. Andate a rivedervi i post che Grog dedicò loro, proprio qui sulla Stratosfera e avrete una panoramica completa di questo storico gruppo che, tra le altre cose, ebbe l'onore di aprire i concerti dei Beatles nel 1965, nel corso della loro tour italiano. Dopo il periodo New Dada, Maurizio intraprese una luminosa carriera solista prima di creare a Londra, nel 1976, quello straordinario duo d'avanguardia, in bilico tra new wave, punk ed elettronica, insieme alla compagna Christina Moser, che prese il nome di Chrisma prima e di Krisma poi. Ma qui si apre una nuova lunga pagina che vorremmo affrontare in separata sede, magari fra qualche settimana. Durante la loro lunga carriera i Krisma collaborarono con vari artisti fra cui Vangelis, Hans Zimmer, Subsonica e Franco Battiato. Proprio con quest'ultimo, nel 2004, Maurizio fornì il suo contributo alla composizione di alcune musiche per l'album "Dieci stratagemmi".  

Nel bel mezzo della carriera solista post New Dada e prima della fondazione di Chrisma, Maurizio Arcieri pubblicò nel 1973 il suo unico album solista, praticamente misconosciuto, dal titolo "Trasparenze". E' un disco stupendo, che abbraccia il prog, il rock acido, la psichedelia, la sperimentazione jazz. La summa di questa straordinaria esperienza è condensata nel brano posto a chiusura del disco, Trasparenze, con una coda strumentale di stampo puramente pinkfloydiano. Da non credere. Di tutto rispetto il gruppo che lo accompagna: alla chitarra il danese Claes Cornelius, nostra vecchia conoscenza per chi si ricorda dei Blues Right Off, al basso Paolo Dannarumma, alle tastiere Pepé Gagliardi (già collaboratore di Alberto Camerini e Donatella Bardi) e alle percussioni Ezio Malaguti.

Grazie Maurizio per averci regalato anche questo piccolo e prezioso gioiello.

 

Post by George


lunedì 23 febbraio 2015

Simon Luca - 1971 - Da tremila anni (Musica per la parola)

TRACKLIST :

 01 - Chiara
02 - Pensaci uomo
03 - Parlo di lei
04 - Questo è l'amore
05 - La tua mano, la mia mano
06 - Cent'anni in poche ore
07 - Spegni la luce
08 - Donna ci vuole pazienza
09 - Parlo parlo ma penso a lei
10 - Piccolo, grande, immenso amore
11 - Niente di più facile
12 - Da tremila anni
13 - Com'è fatto il viso di una donna
 
 Miracoli della stratosfera: l'amico George mi chiede se possiedo il primo album di Simon Luca, perchè vorrebbe vedere pubblicata sul blog l'intera discografia del bravo artista. Non possedendo l'album "Da tremila anni", primo lavoro dell'artista, decido di inserirlo nella wishlist stratosferica. Non passa più di un giorno e mezzo che Paolo, amico che di quando in quando collabora con noi, me lo passa fresco fresco. Non c'è che dire, una richiesta esaudita a tempo di record...

Godetevi dunque questo solido album di pop sinfonico, impreziosito dalla presenza di Tullio De Piscopo alla batteria e di alcuni membri degli Stormy Six (non ci è dato sapere quali).

LINK

Post by Captain, thank you very much to Paolo

domenica 22 febbraio 2015

Flora Fauna e Cemento - 197? - Canzoni

TRACKLIST:

01.  Ma quale sentimento
02.  Come bambini
03.  Fuori piove riscaldami tu
04.  La nostra piccola canzone
05.  Un papavero
06.  In America
07.  Superstar
08.  Mondo blu
09.  Stereotipati noi (con Gianna Nannini)
10.  Io sono mia
11.  Magia nera

Storia piuttosto complessa quella dei Flora, Fauna e Cemento, legata soprattutto ai numerosi cambi di formazione. La vita musicale di questo gruppo, appeso tra pop melodico con spruzzatine rock e prog, dura ben 7 anni (dal 1970 al 1977) con fortune alterne. Fondato da Mario Lavezzi (era il chitarrista dei Camaleonti) e da Damiano Dattoli, già collaboratore di Lucio Battisti, i F.F.C. entrano proprio nella scuderia di Battisti, la Numero Uno. Il primo singolo datato 1970 è una discreta cover di Bridge Over Troubled Water, di Simon & Garfunkel (in italiano Il Ponte), che troverete nel post delle cover dedicate proprio a S&G. Le due belle ragazzotte che cinguettano come usignoli si chiamano Babelle Douglas e Manuela Mantegazza. Completano la formazione originale del 1970 Ciro Dammicco alle tastiere e Sergio Poggi alla batteria. Il retro del primo singolo, con un testo a dir poco imbarazzante, è Superstar, dalla celebre rock opera "Jesus Christ Superstar". Per rispetto al personaggio non vi dirò chi è l'autore. Seguono una scarampola di 45 giri e anche un paio di LP, il primo omonimo del 1973, conosciuto anche come "Rock" e il secondo del 1975 dal titolo "Disamore". I due maggiori successi furono senza dubbio Un papavero e Mondo blu, pubblicati rispettivamente nel 1971 e nel 1972. Anni dopo entrano nel gruppo altre voci femminili tra cui la bellissima Mara Cubeddu e Barbara Michelin.

Nel corso dei numerosi cambi di formazione, tant'è che lo potremmo considerare un open group, nei Flora, Fauna e Cemento transitò, come una meteora, anche Gianna Nannini, che fece tempo ad incidere un solo 45 giri, Stereotipati noi, nel 1974. Su Youtube troverete anche un paio di apparizioni live del gruppo del '70 e '71. Nel 1976 i F.F.C. passano alla Fonit Cetra e l'anno successivo, dopo un ultimo singolo, si dissolvono come neve al sole. Senza eccessivi rimpianti.

Al di fuori della discografia ufficiale (7 singoli e 2 LP) mi sono ritrovato tra le mani questo disco antologico, del quale esistono scarne indicazioni sul web, per non dire nule. Si intitola "Canzoni" e l'anno di pubblicazione non è indicato. Per cui, senza certezza alcuna, l'ho fatto risalire, in modo strategico, al 197? Ogni ulteriore indicazione da parte dei nostri navigatori sarà ben gradita. Contiene 11 brani senza lode né infamia che ripercorrono la storia musicale del gruppo. La disomogeneità regna sovrana: si va dalla canzonetta alle sonorità rock ed elettriche, passando attraverso i brani di maggiore successo di cui abbiamo già parlato. Se qualcuno possiede Rock e Disamore (io non li ho, ma non ho nemmeno intenzione di comprarli date le quotazioni che hanno raggiunto su eBay) ce lo faccia sapere attraverso i commenti. Potremmo dedicare al gruppo un altro post, a completamento di questo. 


e...dulcis in fundo, una bella foto di Mara Cubeddu nel 1976, Ne vale la pena.

Post by George

mercoledì 18 febbraio 2015

Serie "Cantautori ai margini" n° 7 - Anna Arazzini - 1970 - Vola, vola in alto amore mio

TRACKLIST:

01. Tu non sei più innamorato di me
02. Quanti anni, ragazzo
03. Sveglierai la luna
04. Sarà Emanuela
05. Ballata di una bimba
06. Come il vento notturno
07. Se mi vuoi 
08. Il mare è tranquillo
09. Palden
10. Elegia
11. Oggi il sole è il re
12. Una volta

Bonus tracks - i primi 2 singoli

13. Sarà Emanuela (lato A, 45 giri 1969 - versione differente dal 33 giri)
14. Lontano dall'inverno (lato B, 45 giri 1969)
15. Una cosa normale (lato A, 45 giri 1969)
16. Te ne vai tra gli alberi (lato B, 45 giri 1969)

Ma quanto è bello andare a riscoprire una vecchia e gloriosa serie (breve, a dire il vero) come quella dei "cantautori ai margini". Mi è passato tra le mani questo 33 giri di Anna Arazzini, datato 1970, e ho pensato di riscoprirlo insieme a voi. Anna Arazzini è una cantautrice sicuramente molto ai margini, qui alla sua prima prova a 33 giri, dopo aver inciso l'anno prima un paio di singoli che ho postato come bonus tracks. Il web è un po' parco di informazioni, ma qualcosa ho trovato. Iniziamo col dire che Anna Arazzini, romana di nascita, si dedica alla musica fin da giovanissima. Appassionata di canto e di composizione riesce a firmare nel 1969 un contratto con la piccola etichetta discografica Varierty, che ha un occhio particolarmente attento per i cantautori, ed incide il suo primo singolo contenente i brani Sarà Emanuela (poi re-incisa in versione più soft per il 33 giri) e Lontano dall'inverno, una cover di Arthur Resnick che lei stessa traduce in italiano.

La copertina del primo singolo del 1969
Come spesso succede il disco passa praticamente inosservato, anche perché scarsamente promosso. Ciò non toglie il fatto che i critici la osservino con un certo interesse, ritenendola una cantautrice innovativa nell'allora panorama musicale. Sempre nel 1969 incide un nuovo singolo, Una cosa normale / Te ne vai tra gli alberi e collabora con Umberto Bindi, anche lui sotto contratto per la Victory. L'anno successivo vede la luce il primo LP "Vola, vola in alto amore mio". Tutti i brani postati sono tratti dal vinile (righe incluse). 

Il secondo singolo pubblicato anch'esso nel 1969
Il 33 giri non è malaccio e spiccano soprattutto i testi per la loro bellezza e intensità. Le musiche sono senza lode né infamia: brani acustici, delicati, sorretti da archi, pianoforte e chitarra (anche flauto e armonica in Quanti anni, ragazzo), sitar (in Sarà Emanuela e Una volta), con la bella voce di Anna Arazzini a fare da collante. La critica, anche questa volta, lo accoglie calorosamente. Un po' meno il pubblico. Ancora oggi, a distanza di 45 anni, resta un lavoro di nicchia. Il seguito della storia musicale di Anna Arazzini non è particolarmente brillante: scrive una canzone per Iva Zanicchi, canta, recita e balla  nell'opera folk rock di Tito Schipa Jr., "Er Dompasquale" (1980), ancora con Tito Schipa Jr. partecipa nel 1986 alla commedia musicale "L'isola nella tempesta". Seguono altre apparizioni in veste di attrice. Da alcuni anni si sono perse le sue tracce. Veramente una "cantautrice ai margini" a tutti gli effetti.

Anna Arazzini raffigurata sulla mitica figurina "Panini"

Link

Post by George

martedì 17 febbraio 2015

Le compilation della Stratosfera vol. 10 - 1994 - Progresso Italiano


Dopo averla accantonata per un po' di tempo a favore di altri post, rimettiamo mano alla serie delle compilation della Stratosfera in un percorso che, lo ricordo, segue la cronologia pubblicata da Augusto Croce sul suo Italian prog, nostro inevitabile punto di riferimento. Purtroppo non tutte sono in nostro possesso e quindi qualche "salto" diventa inevitabile. Nel 1994 la Sony/Columbia pubblica questa raccolta dal titolo "Progresso italiano" (terribile!) comprendente brani già usciti su 33 e 45 giri, Condivido il giudizio di Augusto: si tratta di una compilation destinata soprattutto a coloro che si accostano al prog italiano, anche se non mancano alcuni begli episodi come la versione 45 giri di Impressioni di settembre del 1971, diversa rispetto a quella contenuta nel 33 giri di esordio o il brano dei Città Frontale. Tutti i grandi nomi del prog made in Italy sono presenti, dalle Orme agli Area, dai Jumbo al Balletto di Bronzo, dal Banco del Mutuo Soccorso ai Garybaldi, proseguendo con Osanna, Delirium e via dicendo. Tutt'al più utilizzatela come colonna sonora nel corso di un bel viaggio automobilistico.

TRACKLIST:

01. Premiata Forneria Marconi -  Impressioni di settembre (45 giri version)
02. Le Orme - Sospesi nell'incredibile 
03. Garybaldi - Maya Desnuda 
04. Jumbo - Gil 
05. De De Lind - Voglia di rivivere 
06. Banco del Mutuo Soccorso - Ma che idea 
07. Città Frontale - Solo uniti ... 
08. Area - L'elefante bianco
09. Il Balletto di Bronzo - Primo incontro 
10. Delirium - Dolce acqua 
11. Osage Tribe - Prehistoric sound 
12. Capsicum Red - Ocean
13. Osanna - Ce vulesse 
14. Banco del Mutuo Soccorso - Traccia III





Post by George