giovedì 13 dicembre 2018

Serie "Bootleg" n. 284 - Vittorio De Scalzi - Il Suonatore Jones Live - 10 marzo 2005 - Teatro Della Tosse, Genova



 Parte Prima:

1. Ho veduto
2. Vorrei comprare una strada
3. Ti ricordi Joe
4. Signore, io sono Irish
5. Susy Forrester
6. Duemila
7. Tom Flaherty
8. Andro ancora
9. La collina
10. Un chimico
11. Un blasfemo
12. Un giudice
13. Un malato di cuore
14. Il suonatore Jones


Parte Seconda:

1. Annalisa
2. Una miniera
3. Adagio
4. Presentazione gruppo
5. Domenica di Napoli
6. Quella carezza della sera
7. Fiume Sand Creek

 Bonus

8. Richiesta bis
9. Il pescatore
10. Creuza De Ma


Una piccola strenna natalizia ve la vuole fare anche il Capitano, nonostante il periodo difficilissimo. Vi presento infatti un bootleg dal suono cristallino, tratto dal DVD che raccoglieva quest'eccezionale concerto al Teatro della Tosse di Genova, risalente al 19/03/2005. In quell'occasione Vittorio De Scalzi ripercorse il suo rapporto artistico con Fabrizio De André. In scaletta brani da "Senza orario senza Bandiera" (dei New Trolls su testi, lo ricordiamo, proprio di De Andrè) e da "Non al denaro non all’amore né al cielo" (di Fabrizio De André, nel quale -non tutti lo sapranno- lo stesso Vittorio De Scalzi aveva suonato la chitarra). 

Come bonus, questa versione "unauthorized" del concerto, a differenza del DVD originale, presenta i bis di fine esibizione.Prima di lasciarvi all'ascolto, voglio ringraziare l'ignoto uploader che aveva diffuso questa registrazione (ora sappiamo essere Ilario): essa giaceva da diversi anni in un sottoarchivio all'interno di una cartella nomata "nuovi", a sua volta dispersa nei meandri del mio incasinatissimo disco fisso, per cui ne ignoro ormai totalmente la provenienza. Mi scuso quindi con lui e resto a disposizione per eventuali correzioni o aggiunte al post.


 Musicisti:

Vittorio De Scalzi: voce, chitarre
Federico Bagnasco: contrabbasso
Aldo De Scalzi: tastiere
Marco Fadda: percussioni
Andrea Maddalone: chitarre
Adriano Mondini: oboe
Edmondo Romano: fiati



Post by Captain, thank you very much to our friend Ilario

martedì 11 dicembre 2018

Serie "Historic prog bands live in Italy" Capitolo 49 - Charisma Festival - Reggio Emilia, Palasport - 20 gennaio 1973


La storica etichetta discografica inglese Charisma Records, meglio conosciuta come "The Famous Charisma Label", è indissolubilmente legata al suo fondatore, Tony Stratton-Smith, ex giornalista e produttore discografico. Dal 1969 al 1987 (anno della prematura scomparsa dì Stratton-Smith) l'etichetta del "cappellaio matto" (personaggio chiave di Alice nel Paese della meraviglie) si assicurò una notevole schiera di gruppi e musicisti tra i più significativi della scena musicale britannica. Ne cito solo alcuni: Rare Bird, Genesis, Van Der Graaf Generator, Nice, Capability Brown, Audience, Lindisfarne, String Driven Thing. Anche Le Orme pubblicarono per la Charisma la versione inglese di "Felona e Sorona" nel 1973, con testi di Peter Hammill.

Le punte di diamante degli anni '70 furono naturalmente i Van Der Graaf Generator e i Genesis. Dopo la scioglimento delle due band, alcuni ex componenti (Peter Hammill, Steve Hackett, Peter Gabriel, Tony Banks, Mike Rutherford) continuarono ad incidere per la Charisma. Nel 1983 l'etichetta fu acquisita dalla Virgin. Fra le ultime uscite in assoluto figurano gli album "So" di Peter Gabriel e "Invisible Touch" dei Genesis, entrambi certificati fra i maggiori successi di vendita dei rispettivi artisti e dell'etichetta stessa.



Nel 1973, anche a seguito del forte e inaspettato successo ottenuto in Italia dai Van Der Graaf, e soprattutto dai Genesis, Tony Stratton-Smith volle riproporre nel nostro Paese la formula già sperimentata in Gran Bretagna, quella di una serie di concerti a basso costo con protagonisti alcuni alfieri della sua prestigiosa scuderia. Lo scioglimento improvviso degli Audience e dei Van Der Graaf Generator causò i primi problemi. Nell'ottobre 1972, complice il mitico Ciao 2001, si cominciò a parlare del Charisma Festival italiano. In fase iniziale vennero annunciati in cartellone Genesis, Lindisfarne, Peter Hammill e Capability Brown. In seguito, ma solo in teoria, vennero inseriti anche gli String Driven Things, gli Spreadeagle e il Balletto di Bronzo. Nessuno di questi tre gruppi partecipò al festival, anche se il Balletto fu imdicato sui manifesti. Ciao 2001, nel numero 3 del gennaio 1973, dedicò il titolo di copertina al Festival, seguito da un lungo articolo all'interno.


Oltre all'incertezza sulla composizione della squadra, vi furono incertezze anche sulle date, dimostrando così le scarse capacità organizzative dei nostri promoter. I problemi organizzativi legati al Charisma Pop Festival (questa la denominazione finale) vengono riportati anche nel volume di Mario Giammetti, "Genesis gli anni prog". Le prime date erano state pianificate il 18 gennaio al Palazzo dello Sport di Roma e il 20 al Palalido di Milano. In seguito la data di Roma venne posticipata al 22 gennaio. Ciò creò altri problemi: Lindisfarne e String Driven Thing erano impossibilitati a partecipare essendo impegnati in altro tour.

 La scaletta della serata venne allora  ridotta ai soli Capability  Brown, Peter Hammill & David Jackson e Genesis. Infine, le date finali furono quelle del 20 a Reggio Emilia (quindi niente Milano) e del 22 a Roma. All'ultimo momento vennero inserir anche i Lindisfarne. Secondo quanto riportato nella biografia inglese dei Van Der Graaf Generator, "The Book", Armando Gallo provò fino all'ultimo a convincere i Van Der Graaf a rimettersi insieme per le due date del Festival, ma alla fine riuscì ad ottenere solo la presenza del fiatista David Jackson sul palco al fianco di Peter Hammill.

David Jackson e Peter Hammill sul palco di Roma il 22 gennaio 1973
Le cronache dell'epoca riportano che a Roma il biglietto del concerto costava 1.500 lire per la gradinata e 2.500 per la platea e tribuna numerata. I due concerti, nonostante le difficoltà nell'organizzazione, ebbero un grande risultato di pubblico: a Reggio Emilia gli spettatori (paganti) furono circa 8.000, addirittura 18.000 a Roma, un numero sbalorditivo per questi gruppi che in patria raccoglievano qualche migliaio di spettatori, quando andava bene. Segno inconfondibile dell'amore per il progressivo rock che da sempre ha caratterizzato il nostro pubblico.


Il biglietto del concerto romano con la data sbagliata del 19 gennaio
Siamo quindi giunti al momento della musica, con la presentazione dei protagonisti della serata di apertura del Charisma Pop Festival che, come già ricordato, si tenne al Palasport di Reggio Emilia il 20 gennaio 1973. Il post è stato realizzato a quattro mani, frutto della collaborazione tra il sottoscritto e l'amico Marco Osel. Ognuno di noi ha dato fondo ai suoi archivi musicali.

I set dei Capability Brown, Peter Hammill e Lindisfarne sono stati registrati direttamente da Marco Osel e -lo dico quasi con certezza- non sono mai stati pubblicati sul web fino ad oggi. Ho fatto lunghe ricerche in tal senso, ma non ho visto nulla in rete. Per tutti e tre i set ho effettuato il laborioso lavoro della identificazione delle tracklist. I due concerti dei Genesis (Reggio Emilia e Roma), nella loro integrità , provengono invece dai miei archivi. A ciò si aggiunge la ricostruzione storica dell'evento e la ricerca delle immagini.

Set #1 - Capability Brown 
(from Osel archives)


TRACKLIST

01. Beautiful Scarlet
02. No Range
03. Unknown (1st part)
04. Unknown (2nd part) / Liar
05. short speech
06. I Will Be There
07. Garden
08. Sole Survivor


FORMAZIONE

Tony Ferguson - vocals, guitar, bass
Dave Nevin - keyboards, guitar, vocals, bass
Kenny Rowe - bass, vocals, percussion
Grahame White - vocals, guitar, bass
Joe Williams - vocals, percussion
Roger Willis - vocals, drums, keyboards


I Capability Brown ebbero l'onore e l'onere di aprire il Charisma Festival di Reggio Emilia, Poco conosciuti in Italia, qualcosina in più in Inghilterra, ebbero vita breve, giusto il tempo di incidere due LP nel 1972 e 1973. Guidati da Tony Ferguson e Dave Nevin, basavano le loro sonorità musicali su un ottima miscela di impasti vocali sostenuta da strumenti acustici ed elettrici.

Credo che sia un'occasione più unica che rara di ascoltarli dal vivo. La scaletta riprende quasi completamente il loro primo album, "From Scratch", pubblicato nel corso del 1972. Nessuna traccia, invece, dal secondo e ultimo lavoro, "Voice", ancora in gestazione al momento del concerto. Piccola curiosità: il nome della band è stato preso in prestito da quello di un celebre architetto inglese del paesaggio, vissuto nel Settecento, noto soprattutto per la creazione dei cosiddetti "giardini all'inglese".


Set #2 - Peter Hammill
(from Osel archives)


TRACKLIST:

01. The Lie (Bernini's Saint Theresa)
02. Slender Threads
03. German Overalls
04. Easy To Slip Away
05. Unknown (cut end)


Peter Hammill, in forse fino all'ultimo, tant'è che il suo nome non apparve nemmeno sui manifesti, a poche settimane dallo scioglimento dei Van Der Graaf Generator si presentò sul palco di Reggio Emilia solo soletto, in compagnia della sua chitarra e di un pianoforte. (ndr - mentre sto scrivendo queste righe sto riascoltando in sottofondo "Pawn Hearts"). A differenza della tappa di Roma,  in questa sede Hammill non fu raggiunto sul palco da David Jackson per condividere qualche riproposta del repertorio VDGG. Anche Osel, autore della registrazione, ricorda che il set di Peter Hammill fu molto breve, una sorta di anello di congiunzione tra i Capability Brown e i Lindisfarne. Opera ardua quella di ricreare le magie dei suoni dei Van Der Graaf con una semplice  chitarra acustica e un pianoforte in un palasport di grandi dimensioni come quello di Reggio Emilia. Sinceramente l'ho trovato un po' noioso e i cinque brani regalati al pubblico sono più che sufficienti. Il set si apre con The Lie  (che finirà nel 1974 su "The Silent Corner and the Empty Stage"). Le altre tracce sono invece incluse nel disco "Chameleon in the Shadow of the Night", sua seconda prova solista, che sarebbe uscita da lì a pochi mesi.


Set #3 - Lindisfarne
(from Osel archives) 


TRACKLIST:

01. No Time To Lose
02. Together Forever
03. All Fall Down
04. Bring Down The Government
05. Lady Eleanor
06. Scotch Mist
07 .Clear White Lighr
08. Meet Me On The Corner
09. O No Not Again
10. Newcastle Brown Hill
11. Court In The Act
12. encore (crowd)
13. We Can Sing Together (incl. harmonica solo)


FORMAZIONE

Alan Hull - vocals, acoustic, electric and 12-string guitars, keyboards, bass
Ray Jackson - vocals, mandolin, harmonica
Rod Clements - electric bass, acoustic, electric and 12-string guitars, violin
Simon Cowe - lead, acoustic and 12-string guitars, mandolin, harmonium, vocals
Ray Laidlaw - drums


Uscito di scena Peter Hammill, entrano i grandi Lindisfarne, una delle costole più luminose del folk-rock britannico. Nati a Newcastle nel 1967 attorno alla figura di Alan Hull, chitarrista e autore di quasi tutti i brani, entrarono nella Charisma nel 1968. Conosciuti in tutti i college inglesi  per i frequenti concerti e protagonisti di alcuni festival minori, uscirono allo scoperto nel 1969 incidendo il loro primo album, "Nicely Out of Tune", contenente la strepitosa Lady Eleanor, primo grande successo in patria (proposta anche nel concerto di Reggio Emilia). Col secondo disco, "Fog On The Tyne" del 1971, i Lindisfarne andarono dritti in testa alle classifiche inglesi. Infine, con la pubblicazione di "Dingly Dell" del 1972 possiamo considerare ultimato il periodo di maggiore fertilità artistica del gruppo. Da notare che tra lunghi silenzi e reunion i Lindisfarne sono rimasti attivi fino ai primi anni 2000.

Il concerto di Reggio Emilia, assolutamente inedito fino ad oggi, raggruppa brani tratti proprio da questi tre primi album. Devo ammettere che si tratta di un set spettacolare, dove la band alterna brani della tradizione folk inglese con composizioni più vicine al rock e al progressive. Non fatico ad immaginare il pubblico che balla sulle note di Scotch Mist o della conclusiva We can Sing Together (della durata di ben 12 minuti). Una meraviglia.


Set #4 - Genesis
(from George archives)


TRACKLIST CD 1:

01. Watcher Of The Skies
02. The Musical Box
03. The Fountain Of Salmacis
Peter Gabriel speech
04. Get 'Em Out By Friday
05. Supper's Ready

TRACKLIST CD 2:

06. The Return Of The Giant Hogweed
Crowd - encore
07. The Knife


FORMAZIONE

Tony Banks – Hammond, Mellotron, electric and acoustic pianos, 12-string guitar, back vocals
Steve Hackett – electric guitar, nylon guitar, 12-string guitar
Phil Collins – drums, backing vocals, assorted percussion
Peter Gabriel – lead vocals, flute, bass drum, tambourine
Michael Rutherford – bass guitar, bass pedals, cello, 12-string guitar, backing vocals


Ed ecco finalmente il clou del Charisma Festival, la band che gli 8.000 spettatori stavano aspettando con ansia. Salgono sul palco del Palasport di Reggio Emilia i grandi Genesis, per la seconda volta in Italia dopo il lungo tour del 1972 (che presto sarà oggetto di un corposo post sulle pagine della Stratosfera). I Genesis, che hanno riscosso un incredibile successo di pubblico e di vendite sul nostro patrio suolo, di più che nella loro natia Inghilterra, erano impegnato nel "Foxtrot Tour", per promuovere l'omonimo disco da poco pubblicato. L'apertura è lasciata al mellotron di Tony Banks che introduce Watcher of the Skies. Seguono due tracce da "Nursery Cryme", The Musical Box e The Fountain of Salmacis (reinserita nella scaletta dopo un periodo di abbandono). Dopo Get 'Em Out By Friday, viene sciorinata l'intera suite Supper's Ready. Pubblico in delirio, ma c'è ancora tempo per proporre un altro capolavoro da "Nursery Cryme", The Return of the Giant Hogweed. Il pubblico rumoreggia e i Genesis ritornano per il bis. "Grazie Italia!" urla Peter Gabriel e partono le note di The Knife, dal glorioso "Tespass" a chiudere definitivamente il concerto. La versione del concerto qui pubblicata è di ottima qualità, col suono rimasterizzato.


Per concludere, questa strenna natalizia vi regalo il concerto integrale dei Genesis al Palasport di Roma, il 22 gennaio 1973, seconda e ultima tappa del Charisma Pop Festival. Solo il set dei Genesis è sopravvissuto. Le esibizioni delle altre band mancano completamente sui bootleg e sul web. Magari scopriamo che qualcuno di voi ha ancora dei nastri sepolti nei cassetti con i set mancanti. Forse è la volta buona di riesumarli,

Bonus CD - Genesis live in Roma, Palasport, 22 gennaio 1973
Charisma Festival 
(from George archives)



TRACKLIST CD 1:

01. Watcher Of The Skies
02. The Musical Box
03. The Fountain Of Salmacis
04. Supper's Ready
05. The Return Of The Giant Hogweed
06. The Knife


Il concerto romano fu altrettanto caloroso. I Genesis riproposero la stessa scaletta  di Reggio Emilia ad eccezione di Get 'Em Out By Friday che venne esclusa. Dal concerto vennero tratti parecchi bootleg. Di sopra le copertine, alcune riportanti la data sbagliata (quella del 19 anziché del 22 gennaio). Anche la qualità della registrazione varia a seconda dei bootleg. Io ne possiedo due versioni: un soundboard e un audience. Preferisco la versione audience anche perché nel soundboard in molti brani non si sente la voce di Peter Gabriel.

Annotazione finale: tutti i set presentano una qualità di registrazione molto buona, tenuto conto del tempo intercorso. E qui si conclude questo lungo e articolato post. Mi scuso per essermi dilungato un po' troppo, ma francamente non avevo intenzione di spezzare il post in due parti.
Saluti e buon ascolto da George & Osel.


PS - se ancora non ve li siete procurati, voi suggerisco di farvi regalare per Natale questi due libri, che faranno la felicità di tutti gli appassionati dei Genesi (come il sottoscritto). Il primo è il già citato "Genesis - Gli anni Prog" di Mario Giammetti (Giunti, 2014), il secondo si intitola "Genesis in Italia. I concerti 1972-1975" di Mino Profumo (Segno, 2015).


Link CD 1 - Capability Brown
Link CD 2 - Peter Hammill
Link CD 3 - Lindisfarne
Link CD 4-5  Genesis live Reggio Emilia
Link CD 6 (Bonus CD) - Genesis live Roma

Post by George - Music by Osel & George

domenica 9 dicembre 2018

Gianni Mocchetti - 1978 - Andare (vinyl)


TRACKLIST:

01. Talismano nero
02. Cantilena
03. Il balcone di Marta
04. Leggenda Maya
05. Paisà
06. Sulla punta di una stella
07. Bianco
08. Canzone di paese
09. Angelina non lo sa
10. L'ultima poesia


MUSICISTI

Gianni Mocchetti - voce, chitarra
Sergio Farina - chitarra
Hugh Bullen, Paolo Donnarumma - basso
Andy Surdy, Ottavio Corbellini, Walter Calloni - batteria
Roberto Colombo - piano, sintetizzatore
Pietro Pellegrini - vibrafono

La back cover di "Paisà", versione del 33 giri "Andare" per il mercato tedesco

"Andare" è il primo disco solista di Gianni Mocchetti, pubblicato dalla Ricordi nel 1978 e non più ristampato negli anni a seguire. Le discografie di Gianni Mocchetti creano un po' di confusione. Discogs lo indica come primo LP in assoluto datato 1978. Nello stesso anno il disco, con diversa copertina e diversa disposizione dei brani, viene pubblicato nella sola Germania. Wikipedia data invece "Paisà" 1978 e "Andare" 1979. Sta di fatto che le 10 tracce sonio le stesse.

Conclusa questa entusiasmante disquisizione, ricordo che dal disco vennero tratti alcuni 45 giri: Paisà/Il balcone di Marta (1978), Cantilena/Il balcone di Marta (ancora!) (1978), Talismano nero/Bianco (1979).  In merito ai contenuti siamo ben distanti dalle sperimentazioni che Mocchetti condivise, al basso e alla chitarra, con Franco Battiato nei suoi primi album (Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries, Clic).  il disco è all'insegna di un buon rock, senza lode né infamia. Talismano nero, in apertura, è un perfetto biglietto da visita. Seguono le copertine dei singoli tratti da questo album.



45 giri per il mercato italiano
45 giri per il mercato tedesco

Manca ancora all'appello il disco "Terra di nessuno" registrato da Gianni Mocchetti nel 1992 con lo pseudonimo di "Matusalemme", anch'esso presente da tempo nella wishlist. E sapete chi ce l'ha, se non l'amico Frank-One, che possiede tutto e anche di più? Bene. ha promesso l'invio dei file a breve. Sarà un piacere condividerlo con voi.

Intanto vi lascio con la copertina magistralmente realizzata dal Capitano nel lontano 2011, quando pubblicò la compilation dei singoli di Mocchetti.  Buon ascolto



Post by George

mercoledì 5 dicembre 2018

Le Antologie della Stratosfera vol. 40 - Giorgio Zito, il terzo Bennato - 1975/1983 - All works


1 - Giorgio Zito & Diesel - 1981 - Un posto all'inferno


TRACKLIST :

01 Regina della notte
02 Ma vai, vai!
03 E' giusto o no
04 Quando mai
05 L'universo ci guarda
06 Dagli uno schiaffo
07 Roxanne
08 Maggie
09 Vieni con noi
10 Giulia
11 Non lo so


Prima di tutto devo assolutamente ringraziare l’amico Vic White che, con la sua trasmissione a Radio Popolare “Un posto all’ombra”, dedicata ai fratelli musicisti meno noti di ben altri più famosi, mi ha ispirato la creazione di questo post dedicato al terzo dei fratelli Bennato, che seguendo le impronte dei ben più noti Edoardo ed Eugenio ha avuto una sua parte attiva, seppur discontinua, nel panorama musicale italiano. Giorgio Bennato, classe 1949, più giovane dei tre fratelli Bennato, dopo una breve parentesi nella quale suona in trio assieme agli altri due, decide di intraprendere anche lui la carriera musicale su pressione della madre, dalla quale mutua il cognome, Zito, proprio per non creare un ulteriore motivo di confusione con i due fratelli già famosi. Esordisce con due 45 giri a nome B. Band, dove compare come autore col nome G. Bennato, e dove si pensa che B. potrebbe stare per Bennato: G.S. Rock / Coming in my mind, due brani di rock’n’roll nel 1975, e It was nice / Che te ne fai?, due ballate nel 1977.

Nel 1980 partecipa al Festival di Sanremo col brano Ma vai, vai! che verrà inserito nell’album del 1981 "Un posto all’inferno", album uscito a nome Giorgio Zito & Diesel con una bellissima copertina che riprende molti caratteri dell’ Inferno di Hieronymus Bosch, come il falco sull’elevato scranno, opera alla quale si ispirarono persino i Deep Purple per un loro lavoro. L’album si caratterizza per una poliedricità di generi musicali : dall’easy pop di Regina della notte al blues di E’ giusto o no?, dal rock’n’roll di Quando mai allo strumentale di Roxanne (mi raccomando, nulla a che vedere col coevo dei Police), il tutto con testi canzonatori e irriverenti (Ma vai, vai!Dagli uno schiaffo). Singolare l’ultimo brano Non lo so, registrato dal vivo allo Stadio San Paolo di Napoli il 28 Maggio 1978.


2 - Giorgio Zito & Diesel - 1982 - Avanti un altro


TRACKLIST :

01 Avanti un altro
02 Com'è possibile
03 Levati davanti
04 Uomo solo
05 Ultima stella
06 Vieni qua
07 Jekyll
08 Minosse
09 E' inutile
10 Un'idea della mente


Nel 1982, sempre per la stessa casa discografica del lavoro precedente, la Lupus, e sempre a nome Giorgio Zito & Diesel il nostro pubblica l’album Avanti un altro, che si caratterizza per brani molto più curati musicalmente seppur con testi meno graffianti di Un posto all’inferno. Così troviamo un bel tiro di rock in Avanti un altro, una ballata che a me ricorda gli Stormy Six di Fratello in Com’è possibile, un intro ed un outro ai confini del metal in Vieni qua, addirittura echi Hendrixiani di Vodoo Chile in Minosse, fino ad un brano molto “Edoardiano” in E’ inutile.

Questo genere da me definito “Edoardiano” lo ritroviamo nei due brani del 45 giri uscito l’anno successivo a nome Giorgio Zito : Chi la fa l’aspetti / Non so se tu ci stai pubblicato nel 1983. Dopo questo 45 giri Giorgio Zito rimane nel mondo musicale come tecnico del suono e come autore di brani per artisti diversi, come Pietra Montecorvino, Luca Napolitano e altri. Con gli altri due fratelli fonda la casa discografica Cheyenne che puntava molto a valorizzare artisti del Sud ed in particolare modo di Napoli, e così esce una raccolta SUD dove partecipano tutti musicisti partenopei : Edoardo ed Eugenio Bennato, Napoli Centrale, Tony Cercola, Alan Sorrenti, Tullio De Piscopo e N.C.C.P. questi ultimi con due brani registrati dal vivo in teatro, ed altri, tra i quali lo stesso Giorgio Zito con un brano inedito ma non certo indimenticabile: Ho bisogno di soldi.


3 - Giorgio Zito - 1975/1983 - Singoli e rarità


TRACKLIST :

1 - G.S. Rock
2 - Coming in my mind


3 - It was nice
4 - Che te ne fai


5 - Chi la fa l'aspetti
6 - Non so se tu ci stai


7 - Ho bisogno di soldi

Qua termina la prima parte della produzione di Giorgio Zito / Bennato, produzione che a
quanto mi risulta non sia mai stata ristampata né in CD né tantomeno in vinile. Nel 2007 esce un CD a nome Demonilla / Giorgio Zito dal titolo Evoluzione, che tra l’altro contiene 4 brani riarrangiati da Avanti un altro, forse i 4 migliori, una simpatica cover di Tell me dei Rolling Stones dal titolo Quel che ti ho dato, ma nient’altro di particolare. Un altro lavoro è stato pubblicato recentemente sempre a nome Demonilla / Giorgio Zito, ma la cosa a parer mio più interessante vede la luce nel 2017 : un brano composto da Gino Magurno che riesce a raccogliere i tre fratelli al gran completo nell’esecuzione dello stesso dal titolo Domani. Essendo il brano in vendita su Itunes preferisco non inserirlo, ma vi consiglio di andarlo a vedere sul tubo... pelle d’oca anche per le immagini di repertorio di tutti e tre i Brothers!!!!


E’ tutto, buon ascolto e buona salute a tutti. Frank-One

Link "Un posto all'inferno"
Link "Avanti un altro"
Link 45 giri e rarità

Post by Captain, music, notes and photos by Frank-One

lunedì 3 dicembre 2018

Cronache (Gianni Mocchetti - Luca Bonaffini) - 1996 - Minora


TRACKLIST:

01. I dispersi (versione in italiano) – 2:31
02. Depravazione Universale – 3:11
03. Fermatevi – 2:54
04. Cavallette – 3:53
05. Le Decime al Tesoro – 2:54
06. Fame nuova – 3:32
07. Canto trionfale – 3:29
08. Nel ventre di un pesce – 3:01
09. Otto visioni – 3:02
10. Sposa infedele – 3:25
11. Sarà caparra – 3:03
12. Non anche tu – 3:03
13. Di-Dispersi (versione in latino) – 2:31


Dopo un lunga permanenza all'interno della wishlist, trova ora spazio sulla Stratosfera l'estemporaneo lavoro discografico di Gianni Mocchetti e Luca Bonaffini. Il duo, per l'occasione ribattezzato col nome di "Cronache", realizzò - con l'apporto di altri musicisti non indicati -  questo "Minora" nel 1996, pubblicato dell'etichetta Giungla Records.

Attingo a piene mani da Wikipedia una serie di interessanti informazioni:
"Il disco è liberamente ispirato al Libro dei Dodici Profeti Minori del Vecchio Testamento Ebraico, con arrangiamenti e atmosfere tipiche del rock 'n' roll degli anni cinquanta.  Il sottotitolo sulla copertina del disco è piuttosto esplicito: "La Bibbia al tempo del Rock 'n'Roll". Il progetto è ispirato al profetismo biblico, per una interpretazione pre-apocalittica, e avrebbe dovuto articolarsi in una trilogia, comprendente i profeti minori, i profeti maggiori, l'Apocalisse di Giovanni. I tre album avrebbero dovuto intitolarsi Minora, Majora e In Apocalypsim, ma solo questo disco, ovvero il primo dei tre capitoli, venne realizzato poiché Mocchetti e Bonaffini si divisero subito dopo l'uscita di Minora". 


Vale la pena spendere due parole sui due musicisti, soprattutto perché provengono da esperienze musicali ben lontane: Gianni Mocchetti, che non ha bisogno di presentazioni, affonda le sue radici nel rock progressivo degli album sperimentali di Franco Battiato, mentre Luca Bonaffini è legato al country-folk della produzione anni novanta di Pierangelo Bertoli. Vi consiglio di andare a rispolverare i post di Gianni Mocchetti presenti sul nostro blog. Tra questi ricordo una splendida compilation di 45 rari (la n. 18) realizzata anni fa dal Capitano, purtroppo oggi con link inattivo. Già che ci siamo vi informo che a breve Gianni Mocchetti (scomparso nel 2013) verrà ricordato su queste pagine con un album risalente agli inizi della sua carriera solista.


"Minora" nacque in modo piuttosto semplice. Dopo una prima stesura di alcuni brani di prova, il duo decidette di "incollare" i testi originali (senza alcun ritocco) del Libro dei Dodici Profeti Minori del Vecchio Testamento su melodie del rock'n roll classico (quello di Jerry Lee Lewis e Elvis Presley, per intenderci). L'album venne prodotto dal discografico bolognese Luciano Nicolini negli studi Fonoprint. 

Dopo una breve tournée estiva che li vide partecipare a manifestazioni organizzate dalla Comunità Ebraica di Roma il gruppo si sciolse senza chiarirne i motivi, lasciando nel cassetto il mistero delle altre due versioni sacre e profane del profetismo biblico. Chissà...forse qualcuno prima o poi troverà questi nastri, posto che esistano, e li pubblicherà.

Per il momento gustatevi questo disco. Buon ascolto.



Post by George