giovedì 18 gennaio 2018

I Nomadi - 2007 - Noi che poi saremo Nomadi (registrazione live del 1965)


TRACKLIST:

01. dj speech
02. Money (that's all I want)
03. I'm crying
04. Vivrò
05. Pavane per la Contessa Alessandra
06. Nomadi Stomp
07. audience
08. (unknown)
09. dj speech
10. Giorni tristi


FORMAZIONE

Augusto Daolio - voce
Beppe Carletti - tastiere, cori
Franco Midili - chitarre, cori
Gianni Coron - basso elettrico, cori
Bila Copellini - batteria

I Nomadi nel 1965
Parrebbe essere scoppiata un sorta di "Nomadmania", naturalmente con mia grande gioia e soddisfazione, Quindi battiamo il ferro finché è caldo. Questo è il CD evocato dall'amico Marco Osel nei commenti del recente post con il concerto del 1983 ad Andorno Micca. Sotto il profilo storico è' veramente un cimelio, non ci sono altri termini per definirlo, visto che documenta un breve concerto dal vivo dei Nomadi ai loro esordi, nella primitiva formazione, prima ancora dell'incisione del loro promo singolo. Il CD è stato pubblicato nel 2007 (quindi sono scattati i fatidici 10 anni e, come da nostro regolamento, l'album può essere postato) in allegato al volume fotografico "L'inizio del viaggio", realizzato da Massimo Masini e Carlo Savigni (qui sotto la copertina del libro)


In pratica si  tratta della registrazione semi amatoriale di un concerto tenutosi nel 1965 al "Lido" di Levico Terme, in provincia di Trento, rimasta per anni, in possesso del bassista dell'epoca, Gianni Coron. Le varie tracce sono commentate dallo stesso Carlo Savigni, uno dei due autori del libro, negli anni '60 fotografo della band, qui in veste di dj. I brani suonati sono in gran parte delle cover, dalla celebre Money (That's all I Wantt), un classico della Motown reso celebre dai Beatles a I'm Cryng portato al successo dagli Animals.

Si percepisce un po'di atmosfera di balera, dove peraltro i Nomadi suonavano nei primi anni '60, con quel susseguirsi di brani rock 'n roll e altri più calmi (i cosiddetti "lenti"). Nella scaletta, oltre ad un pezzo sconosciuto, appare una prima versione di Giorni tristi, che qualche mese dopo verrà incisa dal gruppo per apparire sul lato B del primo 45 giri, Donna la prima donna.


Per concludere questa operazione nostalgia vorrei ringraziare il nostro super amico Marco Osel, per averci inviato prontamente i file, Ogni promessa è debito e lui, finora, le ha sempre mantenute. 
A voi lascio il piacere di ascoltare e commentare.



Post by George - Music by Osel

domenica 14 gennaio 2018

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 38 - Chicken Shack, Nautilus, Cardano al Campo (VA), 14 September 1972


TRACKLIST:

01. Crying Won't Help You Now
02. Daughter of the Hillside
03. The Thrill Is Gone
04. Poor Boy
05. Too Late To Cry
06. You Know You Could Be Right
07. Telling Your Fortune
08. Just A Lightning
09. Johnny B. Goode


LINE UP

Stan Webb - guitar, vocals
Paul Hancox - drums
Bob Daisley - bass


Dalle fumose pagine del blues revival inglese arrivano sulla Stratosfera i gloriosi Chicken Shack. Nati intorno al 1965 a Stourbridge, nel Worchestershire, dopo molti cambi di formazione (agli esordi militò anche, seppur per un breve periodo, un tal Chris Wood), i Chicken Shack, capitanati dal chitarrista Stan Webb, iniziarono a suonare per un paio d'anni nei locali - non troppo raffinati - di Amburgo. Tra questi anche lo Star-Club che, alcuni anni prima, aveva ospitato i Beatles prima maniera. Il gruppo si rifaceva, in particolare, alle sonorità del bluesman Freddie King, Inserita nell'organico la cantante e tastierista Christine Perfect, nota in seguito per essere entrata nei Fleetwood Mac dopo avere sposato John McVie, il gruppo registrò nel 1968 il primo LP, quel memorabile "40 Blue Fingers", ancora oggi considerato tra i prodotti più fulgidi del blues revival britannico. Nel 1969 arriva "OK Ken?", altro capolavoro, che segnò però l'uscita definitiva della Perfect dalla band. Il nuovo cantante e tastierista, Paul Raymond, deluse il pubblico, così come i due dischi successivi, "100 Ton Chicken" e "Accept" pubblicati, rispettivamente, nel 1969 e nel 1970. Conclusa questa prima fase artistica, abbandonato dal resto della band che confluì nei Savoy Brown, Stan Webb rifondò completamente i Chicken Shack, trasformandoli in un trio, con Paul Kancox alla batteria e John Glascock (futuro Jethro Tull) al basso, e sterzando verso sonorità più rock. "Imagination Lady" del 1972, disco peraltro splendido, ne fu la prima testimonianza.  Da qui in avanti sarà un continuo cambio di formazione, di lunghi silenzi e di ritorni sulle scene, anche perché Stan Webb non ha mai sciolto ufficialmente i Chicken Shack. L'ultimo suo disco è stato pubblicato nel 2008. I suoi tour, col nome Stan Webb's Chicken Shack, proseguono invece incessantemente, anche in questo primo scorcio del 2018.


Il concerto qui proposto risale al 14 settembre 1972 ed è stato registrato al "Nautilus" di Cardano al Campo, in provincia di Varese. Il bootleg, oggi di non facilissima reperibilità, è di discreta qualità sonora e vede i Chicken Shack nella formazione a trio con Bob Daisley al basso, in sostituzione di John Glascock, fuoriuscito dal gruppo subito dopo le registrazioni di "Imagination Lady" per dedicarsi alla carriera solista prima di passare, nel 1975, alla corte di Ian Anderson e soci. Questa tappa italiana del tour dei Chicken Shack non appare nella solita lacunosa set list, Fino a prova contraria dovrebbe essere l'unica apparizione del gruppo sul patrio suolo. Le nove tracce sono in gran parte tratte proprio da "Imagination Lady" (e sono quelle più rock con Stan Webb che fa largo uso del wah-wah), anche se non mancano alcune sorprese: Too Late To Cry e You Know You Could Be Right verranno pubblicate solo l'anno dopo su "Unlucky Boy"; The Thrill is Gone è uno standard blues del 1951, ripreso anche da B.B. King. Just a Lightning è un inedito così come la traccia finale, concessa come bis, la celeberrima Johnny B. Goode, mai incisa ufficialmente dal gruppo. Nessuna concessione al passato, al periodo Bue Horizon, come a voler marcare nettamente la nuova strada intrapresa senza alcuna nostalgia per il passato. E' tutto.

Vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.




Post by George

martedì 9 gennaio 2018

Serie "Bootleg" n. 264 - I Nomadi - 21 luglio 1983 - Live Ferragosto Andornese, Parco ''La Salute'' - Andorno Micca (VC)


DISC 1 :
1. Marta
2. Il vecchio e il bambino
3. L'atomica cinese
4. Intro band
5. Gordon
6. Ala bianca
7. Sera bolognese
8. Il paese delle favole
9. Origini
10. Mamma Giustizia
11. Costa dell'est
12. Ho difeso il mio amore
13. Canzone per un'amica
14. Per fare un uomo
15. Il fiore nero

DISC 2 :
1. intro
2. Storie di mare
3. Canzone d'amore
4. Riverisco
5. Il paese
6. Aushwitz
7. Jenny
8. Dio è morto
9. Asia
10. Ed io
11.Come potete giudicar
12. Io vagabondo


Ricevo e pubblico questo bel contributo a cura dell'amico Ilario, vecchia conoscenza per il nostro blog: "Sono ormai trascorsi quasi 4 anni quando iniziai la mia collaborazione con la Stratosfera, ed iniziai proprio con un concerto dei Nomadi. (Nomadi al ferragosto Andornese 1984). Ora, vedendo i recenti concerti dei Nomadi pubblicati, ho pensato di mandarti un concerto, appunto dei Nomadi, registrato da me l'anno prima di quello a cui mi riferivo. Il concerto in questione non si differenzia molto nella track list, e sopratutto dalla formazione della band, la quale è la stessa del 1984. L'unica cosa è che purtroppo mancano alcuni brani (3,4 finali), perchè non avevo più nastro. Comunque il concerto è a mio parere godibilissimo, con Augusto Daolio che oltre che grande frontman, dimostra anche doti di intrattenitore. Ad ogni modo come sempre vedi un po' tu. Aggiungo inoltre che il concerto è stato registrato da me e l'amico Zuma66 ha rigitalizzato (collaborazione iniziata proprio grazie alla Stratosfera)."

 Link Disc 1
Link Disc 2

Words & music by Ilario, digital copy by Zuma66, post by Captain 

domenica 7 gennaio 2018

Le antologie della Stratosfera Vol. 39 - Il corriere cosmico italiano: Ciro Perrino - Solare (1980) & Far East (1990)

Ciro Perrino - 1980 - Solare


TRACKLIST:

01. Urano  5:40  
02. Da Nettuno oltre Plutone  4:10  
03. Terra  4:06  
04. Giove  3:34  
05. Saturno  4:12  
06. Venere  4:36  
07. Mercurio  5:22  
08. Marte  2:50  


Cito Perrino, batterista della prima ora, poi tastierista nonché fondatore dell'etichetta Mellow (fondamentale per il recupero e la pubblicazione di album e registrazioni di progressive italiano) è una vecchia conoscenza di tutti gli amici della Stratosfera. Lo ricordiamo in primis con i Celeste, autori nel 1976 di quel grande album che fu "Principe di un giorno"; suonò successivamente nei St. Tropez, nella Compagnia Digitale e negli SNC. Questi ultimi tre gruppi sono già stati protagonisti sul nostro blog alcuni anni fa.

Nel 1979 Perrino continuò a perfezionare l'uso delle tastiere elettroniche, in particolare la vasta gamma di sintetizzatori, affascinato soprattutto dalla musica cosmica tedesca. Nel 1980 viene pubblicato dall'etichetta Ciao Records il suo primo lavoro solista in vinile, un album interamente strumentale dedicato al sistema solare, con grossi tributi ai suoni dei Tangerine Dream di "Phaedra" e "Stratosfear". Il disco verrà ristampato in CD dalla Inner Garden nel 1993. L'album presenta otto tracce, di grande effetto e intensità. Veramente un ottimo lavoro. Ciro Perrino qui è alle prese con numerose tastiere elettroniche che lui stesso elenca nel suo sito: ARP 2600, Arp Sequencer, Arp Omni-2, Eminent, EMS AKS, Mellotron 400, Moog Synthesizers, EKO Rhythmcomputer,


Link

Ciro Perrino - 1979 - Solare - Early Tapes (Bonus CD)


TRACKLIST:

01. Mercury   5:09 
  02. Venus  04:20 
 03. Mars   4:02 
04. Jupiter   3:06 
05. Saturn (The Rings)  4:25 
06. Saturn (The Planet)  6:31 
07. Uranus   7:52 
08. Neptune   4:07 
09. Pluto   3:29 


"Solare" come lo avrebbe desiderato il suo autore. Il disco contiene i provini risalenti al 1979 che vennero contestai dal direttore artistico della casa discografica (la Ciao Records, sotto etichetta della CGD) perché "troppo spaziali".  Perrino, come racconta lui stesso sul blog Athos di Mat2020, dopo aver messo mano ai nastri originali e averli ripuliti dai disturbi e dai fruscii, li ha inclusi in questo CD, che ha il pregio di  restituirci le tracce (con alcune significative variazione rispetto al disco ufficiale del 1980) nella loro primitiva autenticità. Ancora Perrino, nel suo sito, definisce così questo album: "Queste registrazioni ritrovate nei miei archivi costituiscono la testimonianza di come avrei voluto che fosse stato realizzato il mio primo album da solista. I suoni del background nella versione definitiva furono rimossi completamente. Qui si ritrova il senso degli spazi interstellari profondi". Ho pensato di inserire questo album come bonus CD, giusto per non farci mancare niente. 


 
Ciro Perrino - 1990 - Far East


TRACKLIST:

01. Indio    
02. Cosmic Carneval    
03. Lipika    
04. Tibet    
05. Pangea    
06. El Mundo Perdido    
07. Far East    
08. Ronin    
09. Cipango    
10. Ishtar    
11. Tsunamis    
12. Ruwenzori    
13. Montserrat    
14. Anak  


Dopo un paio di album condivisi con altri autori risalenti al 1986-1987, a distanza di dieci anni dal suo primo lavoro solista, viene pubblicato sia dalla Mercury che dalla Inner Garden il secondo disco solista di Ciro Perrino, intitolato "Far East".  Nonostante l'enfatica descrizione dell'album ("Il viaggio questa volta parte dal lontano Oriente, si avvicina poi al bacino del Mediterraneo, attraversa la Grande Madre Africa ed arriva al continente americano. Il viaggio dell’Eroe verso Casa") siamo di fronte, è il caso di dirlo, a tutt'altra musica. Le atmosfere oniriche, le raffinate cavalcate elettroniche di "Solare" lasciano il posto a banali armonie elettroniche, molto commerciali, affini a quelle del peggiore Jean Miche Jarre. Una sonora delusione e una caduta di tono clamorosa. Unica scusante: l'adeguamento ai tempi e la prospettiva di realizzare un album da vendere. Cosa che, però, non accadde. Lascio a voi giudicare. So di essere stato un po' severo.
Buon ascolto.



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Post by George

mercoledì 3 gennaio 2018

Advena Avis - 1997 - Medioevo Futuro


TRACKLIST:

01. Pianze la bella Euganea (Preludio) 3:42
02. Lucente stella 6:33
03. Gaiete 4:55
04. Chosa non è 3:32
05. Non posso far bucato 2:35
06. Per tropo fede 8:02
07. Su la rivera 5:30
08. Pianze la bella Euganea (Postludio) 4:35


FORMAZIONE

Fabio Armani - piano acustico, respiri
Walter Brunetto - chitarra synth
Marco Carpiceci - canto e strumenti antichi ed etnici
Marco Tocilj - sax soprano, flauti
Antonio Addamiano - flauti dolci (basso, contralto e tenore)
Paolo Botti - viola in 2


Con l'inizio dell'anno nuovo si riaprono le danze e la Stratosfera è pronta a proseguire l'oramai lungo cammino iniziato tanti anni fa. Quanti? Non me lo ricordo esattamente. Lascio al Capitano il piacere di contare gli anni di vita del nostro enciclopedico blog. 

Il 2018 si apre con una proposta particolarmente originale. L'amico Marco Osel qualche tempo fa ci ha regalato questo prezioso album degli Advena Avis, in latino "uccello migratore", l'unico finora registrato da questo semisconosciuto gruppo, datato 1997 e mai più ristampato. Attingendo alle note di copertina, apprendiamo che gli Advena Avis sono stati fondati nel 1990 dal pianista Fabio Armani e dal polistrumentista Marco Carpiceci, con l'intento di creare musica contemporanea ispirata alle antiche melodie medioevali e alle sonorità della musica etnica attuale. Bisogna ammettere che la sfida, assolutamente non facile, è stata vinta. Le otto tracce sono semplicemente splendide, evocative, frutto di un lavoro erudito, elaborate e suonate con grande virtuosismo. Non a caso il sotto titolo dell'album e "musica antica per sax, respiri e tastiere".

Fabio Armani
Il disco è frutto di una indagine sul Trecento musicale italiano in cui musica e testi, contenuti principalmente nel codice Rossi 215 (conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana) e in parte nel codice 29987 (conservato nella British Library di Londra), vengono rielaborati con nuove sonorità elettroniche. La "convivenza" di suoni digitali ed antichi (si va dalla chitarra synth agli strumenti antichi e tradizionali) va nella direzione di un ampliamento dello spazio musicale, quasi a significare la volontà di migrazione della musica, dal passato medioevale al futuro. 

Ultima informazione: il CD, pubblicato dalla Libera Informazione Editrice, venne allegato nel 1997 al settimanale "Avvenimenti", oggi reperibile solo sul web in formato digitale. 

Marco Tocilj
E' tutto. Vi lascio con il consueto buon ascolto.

 

Post by George - Music by Osel

sabato 30 dicembre 2017

I Nomadi studio & live: Tutto a posto (1974) - Un incontro / I Nomadi e Guccini live Kiwi, Modena (1979) - I Nomadi live Torino, Big Club (1985)


Le festività natalizie e la permanenza tra le mura domestiche diventano spesso l'occasione per rispolverare qualche vecchio LP, accendere il giradischi e lasciarsi prendere dalla nostalgia. Nel caso specifico, su invito di un amico, ho ritrovato sugli scaffali dei vecchi album dei Nomadi e ci siamo seduti ad ascoltare quei brani storici degli anni '60 e '70 con lo stesso rituale che avevamo da ragazzi, con la copertina che passava di mano in mano e con il commento al termine di ogni brano. Tutto ciò detto, in preda ad incontenibili rigurgiti nostalgici, ho pensato di condividere con voi alcuni prodotti della premiata ditta Nomadi, nella formazione classica con Augusto Daolio, e ho trovato qualche chicca che, spero, desti il vostro interesse. Miscelando tracce in studio e dal vivo ne è uscito questo trittico, come cadeau di fine 2017. 

I Nomadi - Tutto a posto (MC, 1974)


TRACKLIST:

01. Il confine
02. Voglio ridere
03. Isola ideale
04. Colori
05. Crescerai
06. Tutto a posto
07. Uno sbaglio
08. Mamma giustizia


FORMAZIONE

Augusto Daolio - voce
Beppe Carletti - tastiere
Paolo Lancellotti - batteria
Umberto Maggi - basso
Chris Dennis - chitarre, tastiere


Questo prodotto ha una particolarità: venne pubblicato dalla Columbia nel 1974 solo su musicassetta (MC) e su cartuccia Stereo 8. Alcuni degli otto brani qui presenti, tutti arrangiati da Vince Tempera, erano già stati pubblicati come 45 giri e vennero reinseriti in quello che doveva diventare un LP  a tutti gli effetti. L'album contiene alcune tracce celebri, quali Crescerai, Voglio ridere e Tutto a posto. Con quest'ultimo brano, divenuto un 45 giri (lato B Isola ideale) i Nomadi arrivarono alla finale dell'edizione 1974 del "Disco per l'estate". Chiude in bellezza la toccante Mamma giustizia.

La copertina del 45 giri


I Nomadi e Francesco Guccini: un incontro
Live al Kiwi, Modena, novembre 1979


TRACKLIST:

01. Intro
02. L’atomica cinese 
03. Canzone per un'amica
04. Canzone del bambino nel vento (Auschwitz)
05. Dio e' morto
06. Per fare un uomo
07. Primavera di Praga
08. Noi non ci saremo
09. Statale 17
10. Noi 


FORMAZIONE

Francesco Guccini - voce, chitarra
Augusto Daolio - voce
Beppe Carletti - tastiere
Paolo Lancellotti - batteria
Umberto Maggi - basso
Chris Dennis - chitarre, tastiere


Questa registrazione ricalca l'album ufficiale "Francesco Guccini & I Nomadi - Album concerto" pubblicato nel 1979 dalla EMI. Differisce dal disco ufficiale (ve la vendo come l'ho comprata) per il fatto che racchiude il solo concerto del Kiwi di Modena risalente al novembre 1979, a differenza del disco ufficiale che miscelava anche brani tratti dal concerto di Pavana (PT). Il live in oggetto divenne un docu-film - seppur non ufficiale - intitolato "Un incontro", realizzato da Silvano Agosti. Uno splendido concerto per ricordare Augusto Daolio e i suoi Nomadi al fianco di uno dei più grandi e amati cantautori italiani qual è ancora Francesco Guccini


Link 


FIRST TIME ON THE WEB

I Nomadi - Live al "Big Club", Torino, 1985


TRACKLIST:

01. Il vecchio e il bambino
02. Ho difeso il mio amore
03. Io vagabondo
04. Tra loro
05. La collina
06. Canzone della bambina portoghese (cut end)


FORMAZIONE

Augusto Daolio – voce
Beppe Carletti – tastiere
Chris Dennis – chitarra, violino
Paolo Lancellotti – batteria
Dante Pergreffi – basso


In chiusura del trittico dedicato ai Nomadi vi propongo questa rara registrazione, di cui non ho trovato traccia sul web. Si tratta dello spezzone di un concerto tenuto dai Nomadi al "Big Club" di Torino nel 1985 (giorno e mese sconosciuti) e trasmesso da RAI 1 nello stesso anno. Ricordo di essere riuscito a registrarlo su una musicassetta in modo più o meno fortunoso. Qualche tempo fa, in un vecchio scatolone, ho ritrovato la cassettina e l'ho digitalizzata, anche se - perdonatemi - la qualità sonora non è delle migliori, causa un fastidioso ronzio di sottofondo (emanato dalla TV) che si percepisce tra un brano  e l'altro. Nulla toglie però al valore storico e artistico di questo mini concerto, grazie alla presenza di brani storici quali Il vecchio e il bambinoHo difeso il mio amore e Io vagabondo.

Piccola annotazione: sulla stessa C90 ho ritrovato (e digitalizzato) un altrettanto raro concerto live degli Area 2 di Giulio Capiozzo con Jimmy Owens. Prossimamente su questi schermi,



E' proprio tutto. Buon ascolto e a risentirci nel 2018 per un altro anno denso di meraviglie musicali

Buon 2018 dal Capitano e dalla sua ciurma


Post by George

venerdì 29 dicembre 2017

Serie "Bootleg" n. 263 - Premiata Forneria Marconi - In concerto a Milano, 31 maggio 1985


Con immenso piacere Vi propongo questa “performance” della P.F.M., realizzata in un periodo non proprio tra i più felici tra quelli della produzione del gruppo di punta del Prog Italiano, infatti il concerto di cui sopra venne suonato a Milano, ahimè non ricordo proprio dove, in supporto all’album P.F.M.? P.F.M.! uscito poco prima. Ebbene parlavo di immenso piacere, da un lato perché non sono molte le possibilità di ascoltare dal vivo il gruppo milanese in quegli anni così particolari per la loro produzione, ma anche perché nel Settembre 2006 uscì il libro di Donato Zoppo : PREMIATA FORNERIA MARCONI 1971 – 2006 35 anni di rock immaginifico, Editori Riuniti, ebbene avemmo l’onore di avere ospite l’autore, seppur solo telefonicamente, alla trasmissione From Genesis to Revelation con mastro Renato Scuffietti squisito padrone di casa, ed in quell’occasione contestavo all’amico Donato il giudizio estremamente negativo espresso in merito all’album pocanzi menzionato, cito testualmente : “Nel 1984 la Premiata tocca il punto più basso della propria carriera con PFM? PFM!, un album mediocre, che non è il degno risultato delle ambiziose intenzioni.” (cit. pag. 168) e le pagine immediatamente seguenti proseguono in uno stillicidio di critiche e affossamenti, che prendono il la sin dal nome stesso dell’album: “Sembra quasi un paradosso storico: ora la PFM è alle prese con quanto di più lontano possa esserci da ciò che la rese così importante dieci anni prima. Il titolo vuole giocare sulla perdita della personalità: l’uomo disegnato in copertina, alla domanda “PFM?”, ottiene dalla donna una risposta affermativa:”PFM!”, a voler significare che non ci sono dubbi, si tratta proprio di Di Cioccio e compagni. La band ha però messo nel cassetto una volta per tutte non solo l’art rock, ma anche le piccole grandi conquiste dell’80 – 81: PFM? PFM! È un disco spiazzante in senso negativo, con il suo pop imparentato con Ultravox, Orchestral Manoeuvres in the Dark, Human League, buoni rappresentanti della musica leggera inglese così in voga nella prima metà degli anni Ottanta. Il labirinto disegnato sulla busta interna dell’LP la dice lunga…..” (cit. pag. 169 e a seguire). Nella nostra telefonata cercavo nel mio piccolo di spiegare all’amico Donato che ovviamente eravamo ben lontani da Chocolate Kings o Photos f Ghosts, Per un amico o l’Isola di niente, ma a me l’album del 1984 non era totalmente dispiaciuto: Capitani coraggiosi, Attimo di musica, “46” erano brani, anzi canzoni che si facevano ben ascoltare, non dimentichiamo che il periodo era quello di Venerdì per le Orme di qualche anno prima, e di E via per il Banco dell’anno successivo. Io ad esempio ho sempre trovato molto inferiore il successivo Miss Baker del 1987, che guarda caso fu prodromo di un lungo periodo di silenzio da parte dei nostri. Non ci fu niente da fare, e pur sempre in un’ottica di piacevole e gradevole scambio di opinioni ognuno rimase sulle proprie posizioni. Certo ricordo anche io il cambiamento di look come fatto notare dallo stesso Donato: capelli corti, camicie sgargianti, una partecipazione a l’Orecchiocchio suonando Capitani coraggiosi in assoluto playback con un look glamour da far invidia ai Duran Duran o ai Depeche Mode, però insomma… Beh ditemi Voi.

 
Entrando nel merito del concerto lo stesso Donato dedica alla tournèe alcune righe finali nell’ambito della recensione dell’album: “I concerti della PFM proseguono ma nelle esibizioni la band soffre di uno sdoppiamneto di personalità : i nuovi brani accanto ai classici (ma anche ai pezzi dell’ 80 – 81) sono troppo stridenti, anche questo porta la band a meditare un momento di riflessione. I concerti evidenziano la solita abilità live del quintetto, i soliti grandi virtuosismi di Mussida, ma una scaletta che mette impietosamente a confronto Impressioni di settembre (tra l’altro in nuova versione), Celebration (che qui tra l’altro non è presente, dovrei chiedere al solito pusher Gigi che mi procurò il concerto, anche se temo una sforbiciata per far stare il tutto nella cassettina da 90 minuti… MALEDIZIONE!!! – ndr) e Dolcissima Maria con le più recenti Bi bi bop, Marlon Brando e via dicendo” (cit. Pag. 173).

La line up del concerto dovrebbe essere la solita di quegli anni : Franz Di Cioccio frontman coadiuvato nella batteria da Walter Calloni, Franco Mussida, Jan Patrick Djivas e Lucio “non solo violino” Fabbri.



Per quanto riguarda il concerto, nel primo cd Impressioni di Settembre apre in una versione alquanto modificata seguita in soluzione di continuità con Come ti va? Partono poi le canzoni dell’ultimo album: Capitani coraggiosi e Marlon Brando, a seguire Quartiere Otto con un ispiratissimo Patrick Djivas ed anche qui con soluzione di continuità una Dolcissima Maria con uno struggente Mussida. Segue e chiude il primo cd Suonare Suonare che nella suddetta cassetta si interrompeva probabilmente per girare il nastro terminato, da qui a metà il salto ed il mini assolo di Mussida a concludere.

Nel secondo cd si torna a brani del nuovo album : Be be bop con un Lucio Fabbri solista, a seguire un rifacimento di Bach che ben descrive Donato Zoppo nel suo libro a pagina 174: “Sorpresa positiva è stata l’esecuzione di un pezzo di Bach riarrangiato dai vecchi marpioni e assolutamente inedito che sarà ripreso in Colazione a Disneyland su Miss Baker” (e che probabilmente faceva far presagire la commistione tra musica classica e PFM di molti anni dopo con PFM in classics. Ndr) e “46” con un intro arpeggiato di Mussida da paura. Maestro della voce con la dedica finale di Franz al maestro Demetrio con accenni finali ai suoi vocalizzi, Si può fare col riff finale di Impressioni di Settembre, col quale probabilmente si chiudeva il concerto. Bis con Chi ha paura della notte e cassettina che anche qui finisce e fa finire la registrazione del concerto. E’ un vero peccato! Sono certo che E’ Festa mai sarebbe mancato in un concerto della PFM, ma chissà dove Gigi l’avrà fatta sparire. Amici, purtroppo dovete accontentarvi, mi auguro che quanto qui pubblicato, seppur parziale sia ugualmente di Vostro gradimento, sono pur sempre 95 minuti di musica di un periodo forse non felicissimo per il nostro amato gruppo ma assolutamente godibili sotto tutti i punti di vista. Buon ascolto e buona salute a Voi tutti, Frank-One


LINK

All works by Frank-One,  post by Captain

sabato 23 dicembre 2017

Serie "Bootleg" n. 262 - Il Balletto di Bronzo - Live Nearfest 2000 (soundboard)


TRACKLIST:

01. La discesa nel cervello 
02. Tastiere isteriche 
03. Tecnoage 
04. Donna Vittoria 
05. Introduzione 
06. Primo incontro 
07. Secondo incontro 
08. Terzo incontro 
09. Epilogo 
10. Love in the Kitchen 
11. Il castello 


FORMAZIONE

Gianni Leone - tastiere, voce
Riccardo Spilli - batteria, percussioni
Alessandro Corsi - basso


Ultima strenna pre natalizia, almeno per me. Ritorna sulla Stratosfera uno dei grandi miti del prog italiano fin dagli anni '70. Si tratta del Balletto di Bronzo in una delle sue tante reincarnazioni volute dall'inossidabile Gianni Leone. Questo concerto è stato registrato al NEARfest edizione 2000 e ci è stato regalato ancora una volta dall'amico Marco Osel. 

Ricordiamo che il NEARfest è un evento articolato su due giorni che si svolge all'inizio dell'estate a Bethlehem, in Pennsylvania e raggruppa band di progressive rock provenienti da varie parti del mondo. Nato nel 1999 su iniziativa di Robert LaDuca e Chad Hutchinson, è rapidamente diventato uno dei principali festival di rock progressivo a livello internazionale. Per questa seconda edizione gli organizzatori invitarono anche il Balletto di Bronzo (veramente un grande onore), unica band italiana presente, che si esibì il 18 giugno al fianco di gruppi quali Transatlantic, Happy the Man, Anekdoten, Pär Lindh Project, DFA, Thinking Plague, North Star, Nexus.Ad iniziare dall'edizione 2003 la NEARfest Records pubblica un CD con una selezione delle migliori performance del festival. Del 2005 è in circolazione anche il DVD.


Il concerto del Balletto di Bronzo non è quindi stato ufficialmente pubblicato. In compenso, seppur in modo circoscritto, è circolato questo bootleg, di ottima qualità (trattasi di soundboard), seppur registrato su un unico file. Il concerto, della durata di oltre 57 minuti, è presentato nella sua veste integrale. Oltre all'immancabile riproposta di "Ys", il trio (con Riccardo Spilli e Alessandro Corsi al fianco di Gianni Leone) presenta brani dal live "Trys" più qualche altro ripescaggio d'annata quale Donna Vittoria. Un  grande concerto che conferma, ancora una volta, la grandezza di questo gruppo. Al di là della superba registrazione, si tratta di uno dei migliori concerti live in circolazione del Balletto di Bronzo. Tutte le foto qui postate risalgono proprio al NEARfest 2000.
Buon ascolto 




Post by George - Music by Osel