martedì 21 maggio 2013

Canzonier del Lazio - 1977 - Italien


Premessa
Avevo già scritto degli avvicendamenti di formazione nel post relativo al loro concerto tenuto a Cavriago (RE) nel '75
 
Riprendo l’argomento per dire che, all’indomani della pubblicazione di Spirito Bono, gli impegni cominciano ad essere molteplici e, tra concerti e conservatorio, riassetti famigliari e punti di vista “professionali”, maturano inconsciamente le divergenze che porteranno prima all’uscita di Giannattasio e poi, alla vigilia del tour africano (sponsorizzato dal Ministero degli Esteri in omaggio a 5 paesi di recente indipendenza: Somalia, Tanzania, Mozambico, Kenia, Zambia), all’abbandono di Piero Brega e Luigi Cinque.
Senza cantante e sassofonista il gruppo “vacilla”, rischia di fermarsi proprio quando tutto sembrava andare per il meglio, e allora vengono contattati Clara Murtas e Maurizio Giammarco** che, a vario titolo, gravitavano attorno agli stessi ambienti artistici, e che decidono di unirsi volentieri al gruppo.
La lunga esperienza africana (nov-dic ’76) segnerà profondamente i musicisti, sia dal punto di vista artistico che da quello umano, e quelle settimane saranno una preziosa palestra, tanto che al rientro, all’inizio del nuovo anno, il Canzoniere è nuovamente “vivo”, attivo, e ha molto materiale nuovo nel proprio repertorio.

Il festival
Siamo nel febbraio del 1977, il Canzoniere viene invitato al prestigioso 7° Festival “Rote Lieder” di Berlino che si terrà dal 12 al 19, (l'opportunità nasce grazie al contributo di Pablo Romero e degli Inti Illimani): Giammarco non può andarci perché è già impegnato in tournè col suo quartetto, e allora, col compito di solista, si aggrega Mauro Pagani che aveva da poco lasciato la Premiata, un po’ stanco del “mondo rock” e alla ricerca di nuovi stimoli.
 
 

 
 
 
 
 
 
 
La loro partecipazione è un successo, vengono accolti come “star” ai diversi concerti, suonano in jam-sessions di ogni tipo e con musicisti provenienti da ogni angolo della terra alla “Das Haus der jungen Talenten“ (la casa dei giovani talenti), luogo deputato agli incontri serali e notturni tra i partecipanti, ed è un’altra bella esperienza di musica e di vita:
 
“… il Canzoniere è sempre stato di sinistra, ma sono sicuro che nessuno di noi ha mai avuto la tessera di un partito.  Era il nostro modo di esistere.   Non ci piacevano l’autorità in generale e le burocrazie, non ci piacevano le gerarchie e tanto meno i centralismi.   Per quanto ne so, la pensiamo ancora tutti così.   Era incredibile, a Berlino, scoprire che le nostre aspirazioni ed i nostri sogni erano così simili a quelli dei nostri coetanei dell’est Europa, ma erano anche gli stessi sogni e le stesse aspirazioni dei giovani africani, degli americani, dei cileni, dei mongoli.   Essere giovani in quegli anni significava detestare la guerra, ogni tipo di guerra, sperare e credere fortemente in un mondo senza frontiere, senza divisioni sociali, senza povertà, senza ingiustizia. Senza limiti per l’immaginazione, la creatività e la ricerca.   E ciò valeva per ciascuno ed ognuno di noi, da qualunque continente del nostro pianeta fossimo arrivati;   cambiava solo un po’ l’angolazione, ma il punto di vista era assolutamente identico per tutti…”
(Il mio Canzoniere – Carlo Siliotto nel suo sito web)


 
 
 

 
Il disco
Nel corso del festival, al Canzoniere viene proposto di realizzare, in studio, un disco dal vivo, e l’accordo si potrà concretizzare nell’unico momento libero della settimana: il giorno prima della partenza.

Vengono registrati 5 brani, 2 dei quali mai incisi primi :  “Nu gatto come nu lione” (poi su Miradas del ’77) e “Tarantellone” (che in versione estesa occuperà il lato B di Morra 1978).

“Italien” è il titolo del disco, uscirà un anno più tardi (nel ’78) per l’etichetta Amiga, ed è un documento sonoro di particolare rilevanza storica:  ci sono 2 prime incisioni, l’esordio ufficiale in sala di registrazione di Clara Murtas e Marcello Vento nelle vesti del “Canzoniere”, oltre che l’unico evento con la partecipazione di Mauro Pagani.

TRACKLIST :
side 1
 
01. Su ballu
02. Nu gatto come nu lione
03. Morte di Pulcinella

side 2  
04. Tarantella dei baraccati
05. Tarantellone

 
 
FORMAZIONE:
 
Clara Murtas (voce)
Giorgio Vivaldi (percussioni)
Pasquale Minieri (chitarra elettrica e acustica, basso elettrico e acustico, mandolino)
Marcello Vento (batteria)
Carlo Siliotto (violino, mandolino, voce, flicorno tenore)
Mauro Pagani (violino)




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 Post by Odiladilu
nota **
a conclusione dell’esperienza Blue Morning , Giammarco aveva formato i SUONOSFERA gruppo che nonostante una buona attività live, purtroppo, non lascerà tracce discografiche;

il progetto proponeva una ricerca musicale dove la struttura formale passava in secondo piano: dominava la libera espressione, il frammento sonoro continuo, l'approccio “minimale”. Le cronache del tempo narrano di suoni sghembi, multidirezionali e policentrici, con una buona dose di elettronica, che catalizzavano lo spettatore.

I compagni di ventura sono:
Maurizio Giammarco (sassofoni, piano elettrico), Nicola Raffone (batteria, percussioni),
Tony Ackermann (chitarra, viola, piano elettrico), Eugenio Colombo (flauti, sax alto),
Michele Iannacone (batteria, xilofono, percussioni), Luca Spagnoletti (agli impianti tecnici) 

il gruppo è di tipo "aperto" e al concerto tenuto al Beat ‘72 (Roma) si aggregano
Alvin Curran e Tommy Burannick
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Colombo-Harris - 1980 - Astrolympix

TRACKLIST :

01 Harlequin
02 Man on the (hot) Spot
03 The Mighty Team
04 Glad You Could Come
05 Gimme Lovin'
06 Keep Movin'
07 Nobody to Love
08 Finale

La miglior ricchezza di questo blog, come ho già avuto occasione di dire, è qualla di essere aperto ai contributi di tutti. Nel tempo la stratosfera è diventata un punto di ritrovo per tutti gli appassionati di "certa" musica italiana, spesso dimenticata ai più e ancora più spesso non più fruibile perchè ormai fuori catalogo. E' il caso di questo ottimo album, terza opera solistica di Roberto Colombo, anche se in questo caso è a nome del nostro con Marc Harris. Lascio la parola all'amico Frankoff, ringraziandolo enormemente per aver condiviso con tutti noi questa perla dimenticata nel tempo.

"Ciao, seguo con molto interesse le vicende del tuo blog artistiche e purtroppo anche non, e devo dire che il tuo è uno dei più corretti della rete, (gli stranieri purtroppo per noi godono di molta più libertà e democrazia). So che stai cercando dischi introvabili e fuori produzione, proprio per non incorrere in guai con le società e con i diritti degli autori ed editori, per questo ti invito a cercare su youtube i filmati inerenti l'ultima assemblea della SIAE, per renderti conto della situazione in cui si trovano gli artisti italiani, in special modo l'intervento di Vittorio Nocenzi. Comunque non voglio tediarti sulla situazione italiana, anche perchè non va niente bene anche a me. Il motivo di questa mia riguarda un piccolo omaggio che volevo fare da molto tempo, ma per tanti motivi, sono riuscito a fare solo ora: nell' allegato troverai Astrolympix di Colombo Harris, disco che effettivamente non sono riuscito a reperire in nessun formato, e che perciò ho deciso di rippare e pulire un po' dal vinile. Il lavoro l'ho fatto con notti insonni usando A.... A....... (cancella il nome se no è pubblicità). La copertina è quella che vedo io in cartone, composta in quattro pezzi, per problemi di dimensione dello scanner (comunque niente male).

Che dire del disco, grande disco music (adatta al periodo e ormai fuori tempo progressive) con una piccola punta di prog, grandi musicisti, soprattutto nelle rifiniture di chitarra di Radius e basso di Tavolazzi. Sezione ritmica da brivido, con Calloni e De Piscopo che sembrano delle drum machine (che tristezza, però paragonare due umani co 'o core a delle volgarissime scatole elettroniche) e l'inventiva dei due nostri eroi, che di idee ne avevano da vendere anche su un prodotto commerciale come questo, e che purtroppo non credo abbia avuto grande successo, perchè grazie a Dio era fatto troppo bene. Disco che ci riporta alla nostra gioventù (forse solo mia) quando si cercava di marcare stretto qualche giovane femminista in crisi psicologica che cercava conforto nelle discoteche ( sto scherzando non me ne vogliate ambo sessi, anzi triplo sessi)."

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Post by Frankoff with Captain

domenica 19 maggio 2013

1968 - The Trippers - 45giri Oh baby/Corruzione X008

Complesso proveniente dal milanese, autore di un unico 45 giri inciso nel 1968 per la Arlecchino, il disco si apre con Oh Baby!, un brano lento ma con un bel organo in primo piano, il retro è affidato a Corruzione X008 che sembra quasi continuare da dove a smesso il brano sul alto A, la ritmica è uguale e solo le sonorità sono leggermente più violente.
Il gruppo probabilmente si trasformò in Riki and the Trippers.







Disco molto raro, su ebay è stato venduto due volte una nel 2008  per un importo di 252 € e l'altra nel 2011 per 166 €.












sabato 18 maggio 2013

Zeit - 1981 - Il cerchio degli antichi colori


 
 
Penso non sia necessario aggiungere altro, per presentare disco e progetto musicale, a quanto scrisse Daniele Caroli nella recensione per Superstereo:
 “a un osservatore disattento, ignaro dei sacrifici e delle incomprensioni cui andarono soggetti i suoi protagonisti, potrebbe apparire un’amena favoletta: parliamo della ricerca svolta negli anni settanta da un manipolo di musicisti decisi a collegare in una fusione stimolante elementi popolari mediterranei, improvvisazione jazzistica, suggerimenti del patrimonio classico orientale.
La volontà di reagire al predominio anglo-americano nella musica extra-colta, il desiderio di abbattere preconcette barriere culturali, la predisposizione all’utilizzo di materiale “povero”, stavano alla base di questo movimento, nato e rimasto underground per la mancanza di appoggio da parte dell’industria musicale e dei mass-media:  restavano così soltanto lodevoli e limitate le esperienze dei Nadma e degli Aktuala, e poi su su fino a tempi più recenti, dei Carnascialia, di Pino Masi, di Mauro Pagani. Proposte snobbate, di cui non ne venivano capite le fondamenta artistiche.  Per fortuna c’è chi resiste :  tra questi attivi assertori di una musica italiana che non rinneghi le proprie origini, e trovi anzi gli addentellamenti con le culture vicine, primeggiano i toscani ZEIT.
Dopo un primo album del ’79, il gruppo offre con “il cerchio degli antichi colori” una prova più consistente: più ampia la gamma delle ispirazioni, più compatto l’organico (che si apre positivamente a collaborazioni esterne), più precisi i connotati timbrici.
E’ una musica strumentale delicata che raggiunge l’obiettivo : porsi al di fuori del tempo.  Le costruzioni accurate di temi e strumentazioni sono piene di richiami alle tradizioni popolari e attente anche a ciò che si è fatto all’estero, dalla Third Ear Band a Shakti.
Ma sulla struttura s’impongono proficuamente la passione e la convinzione dei musicisti : perciò i ritmi di danza, le sonorità estatiche, i passaggi solistici, non riflettono nostalgie arcaicizzanti o finalità formalistiche, ma l’entusiasmo di chi crede che la musica può ancira nutrirsi di fantasia.”
(Daniele Caroli  - redattore musicale di Superstereo)


 

 
 
 
 
Segnalo solo che il disco è stato prodotto dalla Materiali Sonori (così come il precedente lavoro d’esordio: “Un giorno in una piazza del mediterraneo”), che Paolino Casu collaborerà con l’eccentrico gruppo Gezz Zero (Tantra Experience Collektive) di Carlo Gatteschi, e va sottolineata la presenza, tra i collaboratori, di Alfio Antico, percussionista “di strada” ingaggiato dai Musica Nova di Eugenio Bennato.


 
 

TRACKLIST :
side 1
01. Una danza infinita (Tamassia)
02. Duo (Chiavacci, Casu)
03. Vincigliata (Tamassia)
04. Gli antichi colori (Tamassia, Tarabella, Casu)
05. Sirtòs (arr. tradizionale)

side 2
06. Nuovo orizzonte (Tamassia)
07. Un altro occidente (Tamassia, Biondi, Chiavacci, Casu)
08. Kalimba (Tamassia, Chiavacci)
09. In cerchio (Tamassia)



FORMAZIONE:

Paolino Casu (darbuka, congas, tabla, bendir, piatti, campane, gong)
Paolo Chiavacci (violino, metallofono, piatti trk 6)
Gian Piero Rezoagli (basso acustico)
Grazia Scaramelli (dberimbao, triangolo, kalimba trk 6)
Andrea Tamassia (chitarra, balalajka, ciaramella, kalimba trk 8)
 
Ospiti:
Aldo Tarabella (bandura trk 4)
Andrea Biondi (sax soprano trk 7)
Alfio Antico (tamburello trk 9)
Michele Degli Innocenti (percussioni trk 6)
Giovanni Savia (percussioni trk 7)
 
 Post by Odiladilu

venerdì 17 maggio 2013

California Made in Italy - Ciampini & Jackson - 1975 - Ciampini & Jackson

TRACKLIST:

Side A
01  The Entertainers
02  A Song for Everyone
03  Nightmare
04  Fool's Calypso
05 The Continuing Legend of Icarus
Side B
06  Many Other Things
07  Pepperbox Express
08 Climbing Roses
09 Madame la Rue
10  Morning's Song

Bonus Tracks
"Blitz" - RAI 2 - 6 febbraio 1983 (presenta Gianni Minà)
01  Lucille (Fausto Leali voce)
02  Get Back (Ciampini & Jackson voce)
03  Long Tall Sally (Fausto Leali voce)
04  Twist and Shout (Maurizio Vandelli voce)

FORMAZIONE (NELLE BONUS TRACKS): 
Fausto Leali, Ciampini & Jackson, Silvano Bolzoni, Andrea Tognoli, Gianni Dall'Aglio, 
Maurizio Vandelli

Ciampini & Jackson dal vivo a Blitz nel 1983

Profumi di West Coast, di assolate spiagge californiane, suoni che ci rimandano ai mitici Crosby, Stills, Nash & Young, agli America, le chitarre acustiche taglienti e  gli impasti vocali che ci hanno fatto sognare quella lontana e inarrivabile America degli anni '70: questi sono in sintesi Ciampini & Jackson, all'anagrafe Claudio Ciampini e Ronnie Jackson (di origine scozzese), entrambi dediti alla chitarra acustica e al canto, anzi al "bel canto". Sono sempre stato innamorato di questo album: ne possedevo una sporca e primitiva registrazione su nastro, poi, finalmente, sono riuscito a trovare il 33 giri originale, targato 1975. Per la cronaca l'album è considerato una vera rarità, mai ristampato né su vinile né su CD. Quella che ascoltate è la versione digitalizzata direttamente dal padellone. Ricordo di averli visti e ascoltati anche dal vivo in una sola occasione, sempre nel 1975, come open act dei concerti italiani dei Soft Machine; conclusero il loro breve set con una splendida versione di "Immigration Man" di Crosby & Nash. Purtroppo, non so perché, non registrai il loro show (grrr!). L'intero concerto dei Soft, per chi fosse interessato, è invece pubblicato  da tempo su Rock Rare Collection Fetish. Ma torniamo al disco: l'album, composto da 10 tracce, scivola via con grande leggerezza. Lo si ascolta tutto d'un fiato, grazie a quella sapiente miscela di brani country rock (uno addirittura in perfetto stile country, col violino elettrico) e di tracce più soft. Già l'iniziale "The Entertainers", con chitarre acustiche e banjo in primo piano, è un preludio a quello che uscirà tra i solchi. Il capolavoro resta "The Continuing Legend of Icarus", il brano più lungo  e variegato del disco, con qualche spruzzata prog qui e là, posto a chiusura della side A. Gli altri musicisti non vengono citati nelle note di copertina, Chissà che qualche amico della Stratosfera non ci aiuti nell'identificazione di questi illustri sconosciuti. Di notizie sul web al riguardo, non se ne parla nemmeno. Ciampini & Jackson, per la cronaca, prima di questo loro unico episodio discografico, avevano collaborato con Simon Luca (altro grandissimo artista da riscoprire) nel suo terzo album "La mia mente?". Dopo questo disco del 1975 il silenzio totale. Ronnie Jackson ha continuato a suonare in Italia come sessionman. Incredibilmente li ritroviamo in una occasione speciale solo nel 1983, grazie a Gianni Minà che mette insieme una serie di musicisti per la sua trasmissione Blitz, favorendo delle splendide jam in studio. Le bonus tracks riprendono integralmete lo show, dove i redivivi Ciampini & Jackson suonano e accompagnano ai cori Fausto Leali e Maurizio Vandelli, oltre a offrire una loro versione della beatlesiana Get Back (occhio a come la presenta il buon Minà, in perfetto inglese della City). E' tutto, spero che il disco riscuota anche il vostro apprezzamento. 

Piccola nota tecnica: complessivamente i file sono 3: la side A (con 5 brani), la side B (sempre con 5 brani) e le bonus tracks (che sono 4).

Enjoy!


Post by George

Niù Abdominaux Dangeraux - 1989 - Ghosts




1989 è esce l’edizione autunno-inverno dell’autorevole rivista Musiche e tra le recensioni c’è n’è una, firmata da Fabrizio Gilardino, che mi colpisce:
parla del gruppo Niù Abdominaux Dangereux (Nad) e del  loro disco Ghosts.

Titolo e brano omonimo erano stati presi a prestito da Albert Ayler  (e già questo, era un buon biglietto da visita), l’etichetta discografica era la “Rose Rosse” che qualche mese prima aveva pubblicato “Eclipse Das Schwarze Denkmal” dei Kirlian Camera, bel disco wave con una delicata versione della “Crimsoniana” Epitaph (ed eravamo al secondo indizio positivo), ma quando ho letto i titoli “strampalati” dei pezzi (la topinara verde, Lorenza in Arabia, bibbidi bobbibi bu, giggirriva, zigozago….),   i nomi inverosimili e in perfetto stile “gong-family” dei componenti (Fantasio Manlio Fox, Ricoh Screw Poloso, Nijk Salerchia, Egj Qselly, Bert Willie Bevilacopia),  e lo squadrone  di ospiti/collaboratori che affollava i pezzi (Fred Frith, Zeena Parkins, Elliot Sharp…. ), l’interesse si era subito trasformato in un irrefrenabile desiderio di acquisto e ascolto…












Il disco si presenta con una copertina che omaggia Depero ed è un piccolo capolavoro che miscela divertimento e riferimenti musicali (jazz-rock, canterbury, no-wave, jingle, soundtrack, world-music …) senza mai perdersi in semplici citazioni o rischiose dispersioni, ma anzi, tutt’altro, li restituisce centrifugati, fissando nei solchi un lavoro personale,  godibile e riconoscibile, a dispetto delle molteplici collaborazioni e contaminazioni.
C’è un filo che attraversa l’intero disco e ne scandisce l’ascolto, legando l’insieme del progetto, e che, meglio di qualsiasi commento, rivela lo spirito Nad: è Bar-Oque, un pezzo ricorrente e declinato su musiche standard, quasi un “incipit”, una firma, una richiesta di complicità:“… preghiamo…  l’ascoltatore di cambiare faccia…” (a conclusione del lato A)

Il disco sarà poi pubblicato anche in formato cd (un brano in più) dalla tedesca ITM (nel '90) e con una copertina diversa da un’etichetta francese (nel '95)

























 

TRACKLIST :
side A 
01. La topinara verde (the green mole) 
02. Ghosts 
03. Bar-Oque
04. Lorenza in Arabia 
05. Conservations
06. Bar-Oque (church)

 side B
07. Bibbidi Bobbidi Bu
08. Giggirriva
09. Ivànovic
10. Bar-Oque (blues)
11. Broadway Blues
12. Zigozago

bonus track (only on cd)

13. Marina goes to Hollywood




il tempo mi porterà, poi, a scoprire chi si celava dietro quei "nickname", e a fare incetta di altri dischi e nuovi ascolti...


FORMAZIONE:
 
 
Roberto Zorzi alias Fantasio Manlio Fox (electric and acoustuc guitars)
titolare di diverse produzioni  e collaborazioni tra cui  un disco con gli stupendi La 1919, (nel ‘94, con anche Chris Cutler e Charles Hayward) ed i live-projects   Bang del 1990 (T.Berne, Matteo Ederle, M.Feldman, Percy Jones, Bobby Previte,  H.Robertson) e Similado del  1989 (appena ristampato su cd, con A.Mangelsdorff, Roberto Ottaviano, Franco D’Andrea, Riccardo Bianchi, Ernst Reijseger, Paolo Damiani, Trilok Gurtu, e il compagno “Nad” Alberto Olivieri)
Enrico Terragnoli alias Ricoch Screw Poloso (electric guitar)
componente e collaboratore in una infinità di progetti (ora gravita attorno al collettivo del Gallo Rojo) e di cui segnalo per affinità i gruppi  Rains  e  Garlic  (entrambi usciti anche su Mellow Records ),  Tu Whit Tu Whoo (un vinile e 3 cd) e gli immensi Mickey Finn con 2 splendidi lavori all’attivo (Dudek! del 2006 e Gagarin del 2010)

Nicola Salerno alias Njk Salerchia (original sampling and syntheizer)

artista multidisciplinare, lascia diverse tracce musicali, tra cui quelle legate al gruppo Radar

 
Egidio Zancanari alias Egj Qselly (bass guitar)

Alberto Olivieri alias Bert Willie Bevilacopia (drums and percussions)











altri MUSICISTI:
 
Riccardo Bianchi (midi guitar trk 1)
Denardo Coleman (midi drums trk 2,8)
Fred Frith (violin trk 2,9)
Henry Kaiser (synclavier trk 9)
Zamir Ahmad Khan (sitar e tablas trk 6)
Umbi Maggi (bass guitar trk 10)
Christian Marclay (turntables trk 5)
Zeena Parkins (accordion trk 6,7)
Elliott Sharp (sax soprano e lap steel guitar trk 4,8,9)
Sonny Sharrock (el.guitar trk 7,8)


 
 Post by Odiladilu