venerdì 27 marzo 2015

Buon Vecchio Charlie - 1999 - Buon Vecchio Charlie (registrazioni del 1971)

La copertina della ristampa Akarma
TRACKLIST:

1.Venite giù al fiume (12:06)
2. Evviva la Contea di Lane (6:35)
3. All'uomo che raccoglie i cartoni - 5 parts (15:01) :
a) Prima stanza
b) All'uomo che raccoglie i cartoni
c) Terza stanza
d) Beffa
e) Ripresa

Bonus Tracks (Akarma 1999):
4. Rosa (4:33)
5. Il guardiano della valle (2:38)


FORMAZIONE:

Richard Benson / lead vocals, guitar
Luigi Calabrò / guitar, backing vocals
Sandro Cesaroni / saxophone, flute
Sandro Centofanti / keyboards
Paolo Damiani / bass
Rino Sangiorgio / drums


Semplicemente fantastico! Uno dei più bei dischi del progressive rock italiano, realizzato da sei musicisti dotati di grande capacità tecnica. I Buon Vecchio Charlie registrarono questo loro unico disco dal titolo omonimo nel lontano 1971. L'album fu inciso per la piccola etichetta discografica veneziana "Suono" che, purtroppo, non lo pubblicò. Bisognerà aspettare il 1990 per ascoltare e assaporare i suoni di questo grande disco, grazie all'etichetta Melos, che decise di pubblicare il CD. Nel 1999 anche la Akarma Record ripubblicò l'album sia in versione vinile che in CD con l'aggiunta di due bonus tracks. E meno male, perché le cinque tracce sono la quintessenza dei suoni prog tipici degli albori degli anni '70, con giochi di tastiere che si intersecano con le chitarre, con un uso sapiente del flauto e del sax ad opera di Sandro Cesaroni, con una sezione ritmica ben amalgamata e di grande supporto agli assoli degli altri strumenti. L'apertura del disco è potente: Venite giù al fiume è un brano con intermezzo cantato che si snoda tra reminiscenze classicheggianti e ritmi incalzanti di basso e batteria. Grandi assoli di flauto, chitarra elettrica e organo. L'assolo di Sandro Centofanti sembra uscito da una pagina dei Nice. Le fonti ispiratrici dei Buon Vecchio Charlie spaziano dagli Ekseption, ai Colosseum, fino agli stessi Nice. Decisamente più morbida, Evviva la Contea di Lane, è incentrata sulla voce di Richard Benson supportata da un arpeggio di chitarra. Bella la parte centrale con assolo di organo e, soprattutto, la chiusura, affidata al sax acido e malato di Sandro Cesaroni. Splendida anche la track n. 3, una suite divisa  in 5 movimenti, della durata di oltre 15 minuti, che racchiude in sé la summa del progressive, soprattutto inglese, di quel periodo. Chiudono il disco le due bonus tracks, sicuramente più deboli rispetto ai brani precedenti. Rosa è una ballata, giocata su voce, cori e pianoforte. Il guardiano della valle è una atipica country song, decisamente distante dai suoni prog del disco originale. 

La copertina della (ri)stampa della Melos
Raccogliendo un po' di notizie sul web leggiamo che i Buon Vecchio Charlie si sono formati a Roma nel 1970. La prima formazione comprendeva Luigi Calabrò alla voce e alla chitarra, Sandro Centofanti alle tastiere, Walter Bernardi al basso, Rino Sangiorgio alla batteria e Carlo Visca alle percussioni. In un secondo momento entrò nella formazione il cantante e secondo chitarrista Richard Benson e furono sostituiti Benardi e Visca dal bassista Paolo Damiani e dal flautista e sassofonista Sandro Cesaroni. Nel 1971 il gruppo registrò quello che sarebbe stato il loro primo e unico album. Come sappiamo il disco non venne però pubblicato. Il fallimento portò il gruppo allo scioglimento nel 1972. Quasi tutti i componenti continuarono la loro carriera: nell'aprile del 1976 Richard Benson e stato votato miglior chitarrista rock italiano dai lettori della rivista "Chitarre" e nel corso della sua carriera ha pubblicato alcuni album solisti e in collaborazione con altri gruppi. Sandro Centofanti continuò la carriera suonando nel gruppo Fusion Libra; collaborò inoltre come pianista e tastierista e, raramente, percussionista, con alcuni famosi cantanti della scena musicale italiana come Luca Barbarossa, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Mario Castelnuovo e Claudio Baglioni. Il resto dei musicisti, ossia Luigi Calabrò, Rino Sangiorgio e Paolo Damiani, proseguirono la carriera formando i Bauhaus, già oggetto di post sulla Stratosfera. Ma questa è un'altra storia.



Post by George

mercoledì 25 marzo 2015

Fratelli La Bionda - 1972 - Fratelli LA BIONDA s.r.l.


TRACKLIST :

1 - Improvvisamente verso le due del mattino (Live Adesso Musica)
2 - Il primo giorno dell'anno
3 - La diligenza
4 - Che dispiacere questa città
5 - Il coniglio rosa
6 - Al Nord
7 - Io e Zaffaroni
8 - Stills
9 - Devo andare
10 - Rag
11 - Al mercato dei fiori
12 - Il primo giorno dell'anno - ripresa

 Già so che gli amici della Stratosfera, perlomeno chi non conosce o non ha almeno mai sentito parlare di questo lavoro, penserà : “Oddio, Francone è impazzito!!!” , “…e cosa ci proporrà ora? 1,2,3,4 ….Gimme some more, o forse I wanna be your lover o ancora One for you, One for me?”   E sì, perché i due fratelli Carmelo, di tre anni più grande di Michelangelo, originari della provincia di Catania, ebbero un notevole successo nella disco music di metà anni 70 fino a metà anni 80, oserei dire a livello mondiale. Eppure, come molti altri artisti di quel periodo, ben diversi furono gli esordi, fatto non raro in quegli anni : già ho avuto modo di pubblicare per quanto riguarda Riccardo Zappa l’album Aulelha & Zappa, e che dire della sofisticata Grazia Di Michele che come opera prima diede alla luce un album barricadero quale Clichè, e vogliamo parlare di Enzo Gentile che di Gianni Togni scrisse : “… il suo In una simile circostanza fa ben sperare in questo cantautore come promessa per una nuova Resistenza”...

E così nel 1972 i Fratelli La bionda, lasciata la natia Sicilia, lavorano come turnisti con Mia Martini, Ricchi e Poveri, Ornella Vanoni e soprattutto Bruno Lauzi, che scrive i testi del loro primo lavoro : Fratelli LA BIONDA s.r.l., pubblicato dalla Ricordi, circondandosi di quotatissimi turnisti quali Dario Baldàn (quello di “Baldàn Baldàn Baldàn” di Lucio Battisti nell’album Amore non amore, ovvero Dario Baldàn Bembo), Andy Surdi, Ellade Bandini, Gigi Cappellotto ed altri tra i quali potremmo trovare un certo Eugenio Finardi all’armonica. L’anno successivo i Fratelli La Bionda renderanno la cortesia al cantautore genovese (Lauzi) partecipando con le loro chitarre acustiche all’album : “Simon”, lavoro improntato totalmente alla coverizzazione di brani del grande cantautore statunitense e già pubblicato nel mondo della Stratosfera nel capitolo dedicato a Simon & Garfunkel.

 Il genere precorre assolutamente, in quanto più giovane di due anni, l’Aulelha & Zappa di cui sopra, ovvero una West Coast tutta italiana, nella quale i testi di Bruno Lauzi (appunto in italiano) sono intrisi di un senso di malinconia e talora di non facile convivenza in una Milano che da un lato tanto dà, ma altrettanto toglie con la difficoltà di integrazione per chi arriva da così lontano (Che dispiacere questa città, Al Nord, Devo andare), raccontando anche del non facile lavoro (Io e Zaffaroni e Al mercato dei fiori).  Si staccano da questi temi due lavori solo strumentali (Stills ed il ragtime Rag), che mi hanno ricordato e non poco il più famoso quartetto americano C.S.N. & Y., sarà un caso che uno dei due brani si intitoli appunto Stills????   Il brano La diligenza merita qualche considerazione a parte : a fronte di un brano che ricorda i futuri Pueblo, ben orchestrato e con liriche assolutamente godibili, fu il loro primo lavoro non a caso presentato in acustico con le due sole chitarre al Festival di Avanguardie e Nuove Tendenze sempre del 1972, festival del quale esistono ampi stralci ed immagini da parte della RAI, con uno speciale presentato da Renzo Arbore (con Jumbo, Circus 2000, Banco e molti altri, facilmente reperibile in rete). E allora perché non postarlo come bonus track? Non so se i due fossero emozionati, fuori forma o addirittura ubriachi, ma è uncontinuo steccare (soprattutto vocalmente) a fronte di sorrisini quasi irritanti. No ! Preferisco lasciare solo la versione discografica, almeno questa curata.

 Ultima nota per la copertina : benedetti anni 70 nei quali l’immaginazione e la fantasia la facevano da padrone !!! Bellissimo album gatefold in cartone rugoso, con la famosa buccia d’arancia, con all’interno testi, credit e belle foto color seppia. Ma è il fronte cover che presenta una foto sempre seppia in compagnia dello scimpanzé mascotte, foto che può essere estratta dai quattro fori lasciando il titolo dell’album in bella vista. Temo di aver fatto molta confusione, probabilmente è più facile da vedere che da descrivere, ma credetemi, una bellissima realizzazione!!!   Dopo questo album i due fratelli nel 1973 pubblicano un 45 giri molto easy : Chi (è più solo di così) – Fragole e nostalgia, per poi volare a Londra negli Studi della Apple e pubblicare nel 1974 l’LP : “Ogni volta che tu te ne vai”, very very very easy, nulla a che fare col lavoro precedente, ma soprattutto trampolino di lancio per la loro nuova carriera pregna di successi planetari.

 Non mi resta che salutarVi sperando apprezziate questo lavoro e lasciandoVi col mio solito augurio di buona salute a tutti. Frank-One

P.S. Vi prego di perdonare il friccichio degli ultimi secondi dell’ultimo brano, credo che comunque non infici la globalità del lavoro stesso.

Post P.S. by Captain - Me ne sono accorto solo dopo aver confezionato il post, fatto l'upload del file e postato il tutto, il primo brano è di Alulehia & Zappa ed è la bonus track già postata recentemente in coda all'omonimo album... Un'intro gradevole comunque all'odierno ascolto. Grazie Frank-One, anche per i testi, ottimi davvero.


Post by Frank-One, layout by Captain

domenica 22 marzo 2015

Le Antologie della Stratosfera Vol. 17 - In memoria di Attilio Gili - Superband, Zip Fastener Blue Band & Melody Makers

Quest'antologia, che arriva tardivamente a celebrare Attilio Gili, una grande voce italiana, si può considerare un completamento del vol. 16 dedicato a Gli UH!, oltre che un altro capitolo della miniserie Prog & Beat (& Blues, aggiungerei questa volta) in Biella, a maggior ragione perchè nell'album della ZFBB è presente un altro valido musicista biellese, ovvero Massimo Serra, da vent'anni batterista di Fabio Treves . Potrebbe anche essere considerato un volume dedicato alle band collaterali a Gli UH!, visto che, oltre al cantante, anche il batterista Ivo Ramella è presente in 2 album, mentre ben 3 membri su 4 del gruppo appena citato facevano parte della Superband.

Un piccolo motivo d'orgoglio rende speciale questo articolo: forse per la prima volta nella storia del blog, questo è un post a sei mani, visto che vede Ilario alla batteria (bootleg della Superband), Frank-One alla chitarra e voce (Zip Fastener Band e Melody Makers) e Captain alle tastiere, a tessere ed intrecciare le trame musicali... Non me ne vogliano i due amici appena citati per questa metafora che li vede membri di un immaginario power trio, ma penso sia utile a rendere il concetto di questo post collettivo. Il risultato mi sembra davvero un buon lavoro, che ne dite?


1 - Superband - 1986 - Serata di Rhytm'nd blues americano
TRACKLIST Disc 1 :

1 - Sconosciuta
2 - Caledonia
3 - Sconosciuta
4 - Halleluja i love her so
5 - Se ci fossi tu (i bee love you too long)
6 - Sconosciuta
7 - Sconosciuta
8 - The happy song (dum-dum)
9 - Knock on wood
10 - House on the rising sun

TRACKLIST Disc 2 :

1 - Inizio (sconosciuta)
2 - Finale (sconosciuta)
3 - Sconosciuta
4 - Sweet home Chicago
5 - When a man loves a woman
6 - (Sitting' on) the dock of the bay
7 -  Sconosciuta
8 - Everybody need somebody to love

Questo bootleg è stato registrato dal nostro amico Ilario e appare in esclusiva sulla stratosfera. Lascio la parola allo stesso Ilario per inquadrare storicamente questa registrazione. "Caro Robi, visto l'apprezzamento per gli Uh! Mi permetto di inviarti questo concerto da me registrato nel lontano 1986, in una fredda serata di Settembre, alla festa dell'Unità provinciale di Biella. Il concerto in questione vedeva Attilio Gili, Ivo Ramella, Paolo Piscozzo, mancava quindi il solo Sandro Gili per una versione degli Uh! amplificata. Penso che sia una registrazione unica al mondo, nel senso che solo a gente ''malata''come me poteva venire in mente di registrare la serata. Non te l'avevo mandata prima, con gli altri file degli Uh!, perché pensavo che non fosse il caso, ma visto che il tutto è stato apprezzato mi sono convinto a proportelo. Come sempre vedrai tu se è interessante per il popolo della Stratosfera. Altrimenti consideralo un mio piccolo regalo. Nella track list noterai che mancano i titoli di alcuni brani , purtroppo non sono riuscito ad individuarli".




2 - Zip Fastener Blues Band - 1991 - Who are we?
TRACKLIST :

1 - Feeling lonely
2 - Money for my wife
3 - Hard to handle
4 - You want to leave me
6 - You got to run
7 - Kansas city
8 - Rock me baby
9 - Because i love you just the same
10 -  Proud Mary
11 - (Sittin' on) the dock of the bay
12 - One and one is two

Per i due lavori successivi, ringrazio enormemente Frank-One, al quale lascio desto la parola: "Oggi mi muovo un poco border line, ma vado a spiegarvi. Ho apprezzato tantissimo il lavoro sugli UH!, come ho commentato avevo i primi due lavori, ma il terzo è stato graditissimo. Purtroppo ho letto della scomparsa di Attilio Gili, evento del quale ero totalmente all'oscuro. E allora sono andato a cercare due lavori che mi ricordavo avere lui come protagonista e principale artefice. Riconosco che qui si parla di vero e proprio blues (mia seconda passione soprattutto se made in Italy, non fosse altro per la fraterna amicizia con Fabio Treves), ma nel blog già abbiammo qualcosa appunto del Puma di Lambrate, e poi gli Hot Bibins ed altro ancora, e allora consentimi questo piccolo pensiero. Partiamo col primo lavoro, edito intorno al 1991, i ZIP FASTENES BLUES BAND ed il loro album Who are we. Allego le cover ed i libretti interni, che ben dicono più qualsiasi mio ulteriore commento."

La Zip Fastener Blues Band



3 - Melody Makers - 2001 - Melody Makers
TRACKLIST :

1 - Too much
2 - The power of gold
3 - Squeeze me tight
4 - Heartaches
5 - What i'd say
6 - Lazy swing
7 - Satisfied
8 - You will be mine
9 - I believe to my soil
10 - Flip flop & fly
11 - Still be true
12 - I'm still walking
13 - Dust my broom

"Ed ecco un secondo lavoro del 2001, sempre con artefice Attilio Gili, sempre del buon blues, direi classico. Anche in questo caso, anzi ancora di più, le cover e il libretto interno vi dicono tutto circa questa ennesima incarnazione di Gili"

Siamo giunti al termine di questo excursus sulla carriera post Uh di Attilio Gili. A me non resta che ringraziare gli amici che hanno condiviso le registrazioni, salutare ed augurare a tutti buon ascolto.


LINK Superband
LINK Zip Fastener Blues Band
LINK Melody Makers

Post by Ilario, Frank-One & Captain

sabato 21 marzo 2015

Le compilation della Stratosfera vol. 11 - 1995 - Progressive rock


TRACKLIST:

Claudio Rocchi - I cerchi
Claudio Rocchi - Grazie
Claudio Rocchi - La televisione accesa
Claudio Rocchi - Indiscutibilmente
I Top 4 - Immagine
I Top 4 - Ascolta il tempo
Nuova Idea - Pitea, un uomo contro l'infinito
Nuova Idea - Uomini diversi
Nuova Idea - Sarà così
Simon Luca - Spegni la luce
Simon Luca - Com'è fatto il viso
Simon Luca - Niente di più facile
Simon Luca - Da tremila anni



Piano piano, senza fretta, proseguiamo con la pubblicazione delle "compilation della Stratosfera", ispirate dal sito Italian Prog di Augusto Croce al quale ci rifacciamo per seguire la cronologia delle pubblicazioni. Purtroppo non tutte le compilation elencate da Croce sono i nostro possesso. Insomma, se fa quel che si può. Il disco che vi presentiamo, pubblicato nel 1995, è una raccolta di 45 giri (nessun inedito) tratti dagli archivi della Ariston. Parte del materiale qui raccolto è già stato postato sul nostro blog in altre occasioni, dai primi singoli della Nuova Idea a quelli di Claudio Rocchi, fino a quelli di Simon Luca. Le tracce meno conosciute sono probabilmente quelle dei Top 4.  Resta in ogni caso una buona occasione per raccogliere in un solo CD una serie di singoli proposti da artisti di tutto riguardo.




Post by George


venerdì 20 marzo 2015

Mandillo - 1976 - Mandillo (vinyl version + bonus tracks)


TRACKLIST:

1. Il meglio che ci resta (3:53)
2. Suono con la mia band (3:15)
3. Il circo se ne va col treno (1:11)
4. Dora Dollar (4:34)
5. Mamma Rosa (4:01)
6. Nel vicolo (4:44)
7. Giosué (3:21)
8. Il commerciante di Lima (4:29)
9. Briciole d'amor (0:56)
10. Nel parco (2:42)
11. Fuori città (3:49)
12. Delenda New York (4:12)
13. Un bambino diverso (1:43)

Bonus tracks:

Singolo del 1979 a nome "Superquadro"
14. America del Dollaro (lato A)
15. Agata tu, Agata io (lato B)


FORMAZIONE:

Franco Sandi / guitars, vocals
Marco Dondero / flute
Luciano Ottonello / guitars, vocals
Rino Loreto / bass
Maurizio Cassinelli / drums

with:

Bambi Fossati / guitars
Aldo de Scalzi / keyboards
Vittorio de Scalzi / guitars
Paolino Costa / sax
Rita Vietz / vocals


Et voilà, ecco a voi l'unica prova discografica dei Mandillo, datata 1976.Premetto subito che si tratta della versione vinile. Dal momento che l'album è stato ristampato in CD nel 2013, se volete ascoltarlo ripulito e rimasterizzato (forse) vi invito ad acquistarlo in un negozio specializzato o direttamente sul web: etichetta AMS/BTF. Dalla solita bibbia Italian Prog di Augusto Croce si legge che i Mandillo "sono un gruppo aperto, con una formazione a cinque coadiuvata da musicisti del calibro di Bambi Fossati (dei Garybaldi, come il batterista Maurizio Cassinelli) alla chitarra, Aldo De Scalzi (Picchio dal Pozzo) alle tastiere e suo fratello Vittorio dei New Trolls alla chitarra, Paolino Costa al sax e la cantante Rita Vietz. Il loro unico album è un "divertissement", un LP di canzoni di genere rock piuttosto leggero, con prevalenza di parti cantate e brevi intermezzi strumentali. Ci sono brani in stile più vicino al progressivo (Il commerciante di Lima, con buon uso del flauto), rock'n'roll (Dora Dollar, con l'ottima chitarra di Bambi Fossati), qualche intermezzo demenziale (Briciole d'amor), per un disco che poteva essere certamente migliore". Il mio personale giudizio si discosta un po' da queste considerazioni, forse un po' troppo rigide. Io lo trovo un disco ancora fresco e godibile, influenzato da un certo country rock di stampo americano, con belle armonizzazioni vocali che in alcune tracce si rifanno ai maestri Crosby, Stills & Nash. E scusate se è poco. I musicisti sono di ottimo livello e l'apporto degli ospiti, tutti grandi strumentisti (ad iniziare dal grande Bambi Fossati), è fondamentale per rifinire e cesellare i 13 brani che compongono questo disco. Sicuramente una seconda prova avrebbe permesso al gruppo di esprimersi con maggiore maturità artistica. Una accurata recensione dell'album la potete trovare sul sito John's Classic cliccando qui

La formazione originale dei Mandillo hai poi prodotto un 45 giri nel 1979 con il nome "Superquadro" (postato come bonus tracks), per poi riformarsi nel 1982 come "Reunion" ed un repertorio di sole cover dei Beatles.  I "Reunion" hanno pubblicato due album nel 1988 ("The falling donkey's sessions") e 1992 (il live "Ten years are gone").



Post by George

mercoledì 18 marzo 2015

Le Antologie della Stratosfera Vol. 16 - Gli Uh! - 1967-1999 - Album, Singoli & Live


1 - Gli Uh! - 1967/1972 - Discografia completa
TRACKLIST :

01 Se ci fossi tu (1967)
02 Oh no, non credo (1967)
03 Aspetti il mio ritorno (1967)
04 Mai nessuno al mondo (1967)
05 E' finita (1968)
06 Cieli azzurri (1968)
07 Sola sola (1968)
08 Piccola (1968)
09 Un lago blu (1968)
10 La mia storia (1968)
11 Io non ti prego (1968)
12 Una notte matta (1968)
13 Una porta chiusa (1969)
14 Un brutto sogno (1969)
15 Addio sogni miei (1970)
16 Non sono solo (1970)
17 Dormi quì (1972)
18 Questo è amore (1972)
19 Sempre in mente lei (1972)
20 Non pensarmi più (1972)
21 Il bene che mi vuoi (1972)
22 Più nessuno al campo (1972)
23 Solo (1972)
24 Finisce qui (1972)

Questa antologia, frutto della collaborazione con l'amico Ilario, è la seconda incursione nella miniserie "Prog (e beat, a dire il vero) in Biella", iniziata con il recente post dedicato agli "Odissea". Agli Uh!, vista la disponibilità di materiale, abbiamo pensato di dedicare un'antologia, contenente praticamente l'opera omnia del quartetto Piemontese, composta da una raccolta di tutti i loro singoli e dell'album omonimo, una raccolta di cover eseguite dal vivo, provenienti da registrazioni che vanno dal 1968 al 1971, ed infine l'album "Millenovecentonovantanove", che ha visto la reunion dei componenti originali. Caso più unico che raro, la formazione degli UH! è rimasta invariata dal 1967 al 1999!!!

Per una descrizione dettagliata dei vari 45 giri che compongono questa opera omnia vi rimando al libretto allegato, io più sotto tenterò umilmente di fare una descrizione dei suoni che troverete, esemplari di quelle tentazioni prog che contraddistinsero molte band in italia negli anni a cavallo tra sixties e seventies

Il cammino degli UH!, dagli anni 60 al decennio successivo, musicalmente può rappresentare il cammino di molti gruppi dell'epoca che, banalizzando, può riassumersi nel concetto stra-usato "Dal beat al prog". Ma bisogna sempre distinguere: sebbene ancorato saldamente al beat, il sound iniziale degli UH! è comunque di livello qualitativo eccellente, grazie alla buona tecnica dei membri della band, alle sonorità decisamente blues e rhythm'n'blues (soprattutto nei primi anni, vi è un ottimo ricorso ai fiati) ed alla stupenda voce di Attilio Gili (purtroppo scomparso nel 2005), davvero blues e "nera", come pochi altri qui da noi. Ma le spinte al cambiamento sono già presenti nel 1969: "Un brutto sogno" contiene già sonorità diverse dal beat ancora imperante. Questa tendenza è confermata anche nei successivi pezzi, tratti da un singolo del 1970, "Addio sogni miei" e ancora più la rispettiva e bella b-side, "Non sono solo", entrambi brani più rockeggianti. I restanti pezzi, dal 17 al 24 nella tracklist, provengono tutti dall'unico album omonimo del 1972. Sebbene i testi, in molti casi, siano un po' troppo facilini ed improntati al famigerato binomio cuore - amore, musicalmente il lavoro è davvero piacevole, all'insegna del blues rock, tutto giocato sul contrasto tra chitarra e organo hammond e contraddistinto dalla splendida voce (lasciatemelo ripetere) di Attilio Gili. Tutto il lavoro, in generale, mostra qualche spinta verso il prog e parti musicali più elaborate che in passato. Verso il finale l'album lasciava intravedere orizzonti decisamente più progressive: "Nessuno più al campo" e "Solo" sono davvero due gioiellini che avrebbero fatto ben sperare in futuri progetti, che purtroppo non si concretizzarono. L'album e l'intera lunga collezione delle registrazioni degli UH! si chiude, profeticamente, con la triste ballata "Finisce qui".



2 - Gli Uh! - 1968/1971 - Live
TRACKLIST :

01 Born On The Bayou
02 You Can Make It If You Try
03 Let's Work Together
04 Time Is Tight
05 Tramp
06 Sing A Simple Song
07 Something
08 Un Brutto Sogno
09 Light My Fire
10 Spinning Wheel
11 Stoned Woman
12 Long Time Running
13 Do I Still Figure In Your Life
14 Alleluiah I Love Her So
15 Tell Me
16 Revival
17 Please Call Home
18 Shine On
19 The Wrong Time
20 All The Time
21 Blind Date

Questa raccolta di esibizioni live della band dal 1968 al 1971, che la vede interprete di cover di famosissimi brani di quegli anni, è un fantastico documento, dall'eccezionale qualità sonora, frutto (immagino) di una paziente e sapiente ripulitura e cristallizzazione del suono con le tecnologie moderne, visto che i nastri, tra l'altro registrati alla buona con obsoleti mangiacassette, rasentano i 50 anni dalla loro registrazione. 

Questa testimonianza sonora la dice tutta sulla provenienza dell'ispirazione della band (e sul loro sound) e sulla bravura degli UH! dal vivo, con un trascinante front-man come Attilio Gili che non sbaglia un'intonazione e tutta la band, sin dalle prime registrazioni del 1967, più che all'altezza della situazione. Vi rimando ad un articolo di cui non conosco purtroppo nè la provenienza nè l'autore, dedicato a questa bellissima raccolta live...



3 - Gli Uh! - 1999 - Millenovecentonovantanove
TRACKLIST :

01 Quel che resta del giorno
02 L'ultima occasione
03 Canzone d'amore
04 Mi piacerebbe
05 Pensavo a te
06 Sto bene anche cosi
07 Ti lascero'
08 A me (mi) piace il rock
09 Mai nessuno al mondo
10 Sabato sera
11 Finisce qui

A sorpresa, nel 1999 gli UH!, nella loro formazione originale, pubblicano per la piccola etichetta biellese "AnniVerdi" questo "Millenovecentonovantanove", con la collaborazione di alcuni amici musicisti, come potete leggere nella back cover qui sopra riprodotta. E sembra quasi che trenta anni non siano passati, la musica è ancora quella, seppur raffinata dalle strumentazioni più avanzate. Solido rock blues, ballate acustiche e melodiche più o meno di qualità, ma suonate divinamente, e su tutto la bella voce del cantante per niente arrugginita. Punte di diamante, a parer del capitano, la poetica ballata "Canzone d'amore" ed il bluesaccio "Sabato sera". Anche quest'album, e a ben vedere questo stesso post, si chiude con la riproposizione, ancora una volta profetica, della bella "Finisce qui". A me non resta che augurarvi buon ascolto, amici cari...

 Gli UH! (1967/1999) :

Attilio Gili - Voce, basso 
Sandro Gili - Chitarre
Ivo Ramella - Batteria, voce 
Paolo Piscozzo - Tastiere, voce

 
LINK 1967-1972
LINK 1968-1971
LINK 1999

Post by Captain & Ilario (grazie per il bellissimo regalo amico)

martedì 17 marzo 2015

Sphinx - 1981 - Here we are

La cover originale del 1981
TRACKLIST:

1.  666
2.  Jane
3.  Spirit of life
4.  Burning lights
5.  Galley
6.  Superstar
7.  I Quell angolo (In quell'angolo)

La cover della ristampa del 1985 col titolo "Burning Lights"
FORMAZIONE:

Michele Catena - drums
Rosario Condello - keyboards/vocals
Rocco D'Ambrosio - bass/vocals
Rolando Scarponi - lead vocals
Thomas Metzger - guitar/vocals
Thomas Kircher - keyboards


Unico disco pubblicato nel 1981 dall'etichetta Peak per questa sconosciutissima band italiana che includeva anche due musicisti tedeschi. Il disco venne registrato nel novembre-dicembre 1980 a Kirchhein, in Germania col titolo originale "Here we are". Nel 1985 venne ripubblicato dalla Mausoleum Records/Camel Records con titolo differente ("Burning Lights" tratto da uno dei brani dell'album) e con copertina completamente differente. Devo dire che entrambe sono terribilmente kitch. La band proponeva un rock piuttosto facile, di stampo tipicamente americano, sulla falsariga dei più celebri Kansas, con qualche lieve spruzzata di prog, grazie anche alla presenza delle doppie tastiere. Tutti i brani sono cantati in inglese ad eccezione della track finale che correttamente doveva intitolarsi In quell'angolo, mentre sulla copertina viene indicata in modo assolutamente sgrammaticato. Anche nel 1981 esistevano i dizionari... Dopo la registrazione di questo LP gli Sphinx scomparvero per cadere nell'oblio. Senza eccessivo rammarico. 


Post by George