sabato 20 ottobre 2018

Collettivo Victor Jara - 1979 - Non vi mettete a spingere (vynil)



TRACKLIST

1 Non vi mettete a spingere
2 Pazzum pazzia
3 La strega
4 Clowns
5 Maria Farrar
6 La ragazza
7 Il bandito

FORMAZIONE

Silvano Panichi - voce, flauto, percussioni, chitarra
Chiara Riondino - voce
David Riondino - voce
Massimo Fagioli - basso
Gaia Gualtieri - voce, cembalo
Daniele Trambusti - chitarra, violino, armonica, voce

Guests:

Luciano Vavolo- flauto, voce, tastiere
Ranieri Cerelli- chitarra
Aldo Del Bono- chitarra, piano
Stefano Hollesch- sax
Steve Head- moog
Carlo Isola- tromba
Ornella Marini- batteria
Andrea Biondi- sax
Fabrizio Federighi- basso

Testi di David Riondino (2-3-6-7) e Collettivo (1)
Il testo di Maria Farrar è di Bertold Brecht

Musiche di Daniele Trambusti (1-4-5-6-7) e David Riondino (2,3,6)


Del Collettivo Victor Jara di Firenze avemmo modo di parlare qualche settimana fa, quando postammo il loro primo album del ’74 cominciando a raccontare la storia di questo ensemble aperto, dei suoi protagonisti (tra cui David Riondino, la sorella Chiara, Silvano Panichi, Daniele Trambusti ed altri ancora) e dei suoi spettacoli teatral-musicali giocati tra intervento politico e sberleffo, tra avanguardia e commedia dell'arte (potete recuperare il tutto QUI).


Questo album esce nel ’79 (anche se in realtà è stato in gran parte registrato nella primavera dell’anno precedente) a distanza di 5 anni dal primo lavoro e in qualche modo chiude anche l’avventura del Collettivo con un sigillo che segna una decisa crescita artistica, soprattutto in termini di consapevolezza della necessità che il disco, pur ancora necessariamente legato agli spettacoli teatrali, debba avere valore e senso in sé, in quanto prodotto musicale.


Il Collettivo ormai è una realtà conosciuta e viene invitato anche a festival di una certa rilevanza. Ha ricordato recentemente Riondino in una bella intervista a “Vinile”: “Entravamo in scena con maschere di cartapesta. Uno era vestito da Olio di Colza perché c’era stato un qualche scandalo che non ricordo. Una volta entrammo così in uno stadio. C’era pure Bennato e mi ricordo una cosa strana: arrivò con un giubbotto di jeans, ma prima di entrare in scena se lo cambiò con un altro, sempre di jeans, solo che era più vecchio e consumato: era uguale a prima!”. 

Nel frattempo, sempre nel ’79, David Riondino stava anche esordendo in proprio, con un album bislacco e un po’ caotico di cui parleremo in un prossimo post, un disco che vedrà all’opera fior di musicisti.


Ma torniamo a questo “Non vi mettete a spingere”: la differenza con il fratellino del ’74 è notevolissima, prova ne è che i brani di questo album (mai ristampato, e per una buona metà non rintracciabile in rete), uscito per la concittadina Materiali Sonori di Giampiero Bigazzi, sono mediamente ben più interessanti dell’omonimo esordio del gruppo. Se i modelli di riferimento non variano di molto, cambia però come vengono declinati, con arrangiamenti più ricchi e vari che spaziano dalla caciarona title track (con tanto di assoletto della chitarra elettrica disturbatissima pre - Tom Waits di Aldo Del Bono) alla rivisitazione dell’onnipresente modello brechtiano (“Maria Farrar”), dall’apertura free di “Pazzum pazzia” che dietro lo sberleffo affronta il consueto, all’epoca, tema del rovesciamento dei termini di pazzia/normalità, alla strumentale “Clown” che va dal beat al circense, e ritorno.


La strega” è un pezzo mutevole che parte da echi rinascimentali per finire a soluzioni più dilatate, in cui la tematica femminista è filtrata, con un topos classico, attraverso la figura della strega. Ma c’è anche spazio per toni più intimi (per quanto possibile in quei Settanta in cui il personale era necessariamente anche politico), per esempio con “La ragazza”, un pezzo cantautorale che ricerca una sua complessità, con una parte finale, affidata a un tappeto di tastiere e a una coppia di sax  (il Lolli di “Disoccupate le strade dai sogni”ha forse fatto scuola...), di indubbia efficacia. Il tutto si chiude con “Il bandito” in cui, dietro l’immaginario da farwest plasmato da almeno quindici anni di film polverosi, si riconoscono riferimenti all’Italia dell’epoca, con tutti i suoi strascichi di anni di piombo.




E’ l’epitaffio: in quello stesso 1979 il Collettivo, dicevamo, chiude i battenti, sommerso dal riflusso che già dall’anno precedente stava portandosi via parecchi protagonisti, maggiori e minori, di quella irripetibile stagione. Nel frattempo, come anticipavamo in apertura, David Riondino aveva già avviato una sua carriera solista sotto l’egida dell’Ultima Spiaggia, corroborata anche dall’avventuroso tour che condivide, come set di apertura, con Fabrizio De Andrè e la PFM. Ma questa è un’altra storia che, se vorrete, vi racconteremo un’altra volta.
Per ora, come sempre, buon ascolto!


LINK 

Post by Andrea Altrocanto

giovedì 18 ottobre 2018

Le compilation della Stratosfera Vol 24/A - Vari interpreti - 1999 - Quelli della Numero Uno (prima parte)


Questo post ricorda un po' una vecchia tendenza (ormai abbandonata) della stratosfera, e cioè quella di comporre post strabordanti di contenuti. In realtà questo super-post, composto da 5 album, si rende necessario per proporvi questa enorme compilation (10 cd) senza frammentarla troppo: presenteremo, of course, gli altri 5 album in una seconda parte, per cui il consiglio è quello di continuare a seguirci, ma non ho dubbi che lo farete. Questi cd, usciti originalmente sotto forma di cassetta e cartuccia stereo 8 nel periodo tra il 1970 ed il 1974 (e contenenti quindi brani di quegli anni, tratti da album e singoli), furono ristampati in cofanetto nel 1999, e questa è la versione che vi proponiamo.

Prima di lasciarvi con uno dei pochi articoli trovati in rete dedicati a questa raccolta, è cosa naturale e dovuta ringraziare il nostro grande amico Frank-One, che ha fornito sia la parte musicale del post, sia le scan delle covers, che troverete anche all'interno dei files. 

L'articolo che segue proviene dal sito"Io Tu Noi Tutti" (luciobattisti.info), a questo link potete leggerlo per intero - "...Per chi non la conoscesse è una collana antologica composta da dieci pubblicazioni uscite in formato Musicassetta e Stereo 8 tra il 1970 ed il 1974 contenenti, appunto, canzoni (da singoli o da album) di artisti appartenenti alla famosa etichetta, compreso – ovviamente – Lucio Battisti. Se può essere di conforto non ce ne siamo affatto dimenticati, anche perché qualcuno ricorderà che l’antologia aveva una paginina tutta sua nel sotto-sito della Numero Uno (che prima o poi tornerà in linea… più “poi” che “prima”). Spulciando la cartella dove risiede l’enorme archivio del sito (quasi 60 gigabyte) abbiamo ritrovato le immagini del cofanetto delle succitate emissioni pubblicato in formato CD dalla BMG Ricordi nel 1999. Purtroppo abbiamo solo le scan del fronte copertina e del CD, quindi – per il momento – non possiamo accontentare i numerosi completisti/feticisti (come noi, del resto) del collezionismo (...) Battisti è presente solo in alcuni volumi (dal 4 al 10), ma i primi tre hanno canzoni scritte da Mogol-Battisti ed interpretate da altri. Inoltre abbiamo informazioni delle pubblicazioni su MC e S8 solo per pochi volumi e, come non bastasse, non tutte le canzoni coincidono tra le versioni su nastro e quelle su CD."


DISC 1
 

TRACKLIST :

1 • Questo folle sentimento – Formula 3
2 • Marylou – Edoardo Bennato
3 • Immagine bianca – Alpha Centauri
4 • L’aereo parte – Tony Renis
5 • Avevo una bambola – Formula 3
6 • Lacrime sul cuscino – La Verde Stagione
7 • Tema d’amore – Aldemaro Romero
8 • Uomini – Sara
9 • La fine del mondo – Edoardo Bennato
10 • Girotondo impossibile – Anonima Sound
11 • Dai treno dai – Alpha Centauri
12 • Ombre vive – Anonima Sound



DISC2


TRACKLIST :

1 • Sole giallo, sole nero – Formula 3
2 • Se non è amore cos’è? – Formula 3
3 • Io ritorno solo – Formula 3
4 • Bella – Computers
5 • Tempo di rose – Computers
6 • Ragazzo solo, ragazza sola – Computers
7 • Milioni di domande – La Verde Stagione
8 • Come una rondine – La Verde Stagione
9 • La verde stagione – La Verde Stagione
10 • Superstar – Flora Fauna Cemento
11 • Due righe da te – Jumbo
12 • 1941 – Edoardo Bennato.



DISC 3


TRACKLIST :

1 • Nessuno nessuno – Formula 3
2 • Stella, stella – La Verde Stagione
3 • Più in là – Computers
4 • Davanti al mare – Oscar Prudente
5 • Senza Elisa – La Verde Stagione
6 • … e poi morire – Bruno Lauzi
7 • Maena – Computers
8 • Eppur mi son scordato di te – Formula 3
9 • Amore caro, amore bello – Bruno Lauzi
10 • In America – Flora Fauna Cemento
11 • Rose bianche, rose gialle, i colori, le farfalle – Oscar Prudente
12 • Un papavero – Flora Fauna Cemento



DISC 4


TRACKLIST :

1 • La canzone del sole – Lucio Battisti
2 • Marjorie – Edoardo Bennato
3 • Anche per te – Lucio Battisti
4 • Una donna – Adriano Pappalardo
5 • … e penso a te – Bruno Lauzi
6 • Il mondo di frutta candita – Oscar Prudente
7 • La carrozza di Hans – Premiata Forneria Marconi
8 • Come i treni – Oscar Prudente
9 • Good Bye Copenaghen – Edoardo Bennato
10 • Mary oh Mary – Bruno Lauzi
11 • Il bosco no – Adriano Pappalardo
12 • Impressioni di settembre – Premiata Forneria Marconi



DISC 5


TRACKLIST :

1 • Il leone e la gallina – Lucio Battisti
2 • Io mamma – Sara e la Banda Magnetica
3 • Quando in chiesa – Luciano Noël Winderling
4 • Daddy’s Dream – Demetrio Stratos
5 • Dove… quando… (II parte) – Premiata Forneria Marconi
6 • Jungle’s mandolino – Jungle’s Man
7 • Innocenti evasioni – Lucio Battisti
8 • Senza anima – Adriano Pappalardo
9 • Mondo blu – Flora Fauna Cemento
10 • L’aquila – Bruno Lauzi
11 • È ancora giorno – Adriano Pappalardo
12 • È festa – Premiata Forneria Marconi


LINK CD 1
LINK CD 2
LINK CD 3
LINK CD 4
 LINK CD 5

LINK alternativo CD 1/5

Post by Captain, music and scans provided by Frank-One.
A suivre con il volume 24/B, presto su queste pagine... 

lunedì 15 ottobre 2018

Tony Pagliuca - Dopo Le Orme: Io chiedo (1990) & Immagin-Arie (1993)


Un post dedicato ai primi due album solisti di Tony Pagliuca, nella prima epoca post Orme, mancava ancora sulla Stratosfera. Vediamo di compensare questo vuoto proponendo il suo primo lavoro, "Io chiedo" del 1990, seguito a ruota dal disco pubblicato tre anni dopo, "Immagin-Arie". Altri post dedicati all'ex tastierista dele Orme sono presenti sul blog e lascio a voi il piacere di andare a riscoprirli.


Tony Pagliuca - 1990 - Io chiedo


TRACKLIST:

1. Io chiedo (voce Danilo Amerio)
2. Tramonto rosso
3. Signorsì (voce Danilo Amerio)
4. Laguna blu
5. Il poeta prima di dormire (voce Rossella D'Andrea)
6. Metamorfosi
7. Migrando
8. Girotondo
9. Venezia
10. Antartide
11. Vienna


 Pubblicato dalla Philips nel 1990 sia in versione vinile che in CD, "Io chiedo" è fuori catalogo da anni. Tony Pagliuca agli inizi del 1990 aveva già un piede fuori dalle Orme, tant'è che nell'album "Orme", pubblicato nello stesso anno, si era limitato a suonare in alcuni brani, lasciando ampi spazi alle tastiere di Michele Bon, che entrerà più avanti stabilmente nell'organico del gruppo. 

Il suo primo disco solo vuole evidentemente prendere le distanze dal "gruppo madre", ma lo fa in modo un po' confuso e disomogeneo. A fianco di brani ispirati ve ne sono altri dal tono decisamente minore, che non lasciano trapelare la direzione musicale che l'ex Orme intende intraprendere. L'album è quasi completamente strumentale, con un Pagliuca circondato da numerose tastiere elettroniche. Solamente in due brani si avvale della voce maschile di Danilo Amerio (quelli indicati nella tracklist) e in un altro di quella femminile di Rossella D'Andrea. Ne approfitto per ringraziare Marco Osel che, a suo tempo, ci inviò i file. Un bel regalo.


Tony Pagliuca - 1993 - Immagin-Arie


TRACKLIST:

1. Zante
2. Tim Pan
3. Vis de priimaveri
4. To Mr. Kubrick
5. Earth's Angels
6. Stagno
7. Getsemani
8. Sentidentro
9. Total Recall
10. Sweet
11. Parfum de Rio
12. Gardzen
13. Double Moon
14. Garden in the Groove



MUSICISTI

Tony Pagliuca - computer programming, tastiere, piano acustico
Attilio Casati - tastiere aggiunte
Mirela Zorici - voce in "Vis de priimaveri".
Ruggero Robin - chitarra acustica in "Earth's Angels" e "Double Moon".


Il secondo album solo di Tony Pagliuca, "Immagin-Arie", viene pubblicato nel 1993 dall'etichetta Freeland ed è anch'esso da anni fuori catalogo. Pagliuca nel corso dei tre anni di silenzio discografico ha maturato un percorso musicale che ovviamente non può prescindere dall'uso massiccio di tastiere elettroniche, anzi in studio è presente anche Attilio Casini a dargli manforte. Decisamente suggestivo l'inserimento della chitarra acustica di Ruggero Robin  in due composizione in stile (quasi) ambient. La produzione solista di Tony Pagliuca riprenderà solamente negli anni 2000 con una sequenza di album che vanno da "Re-Collage" del 2004 (con David Jackson) fino al recente "Canzone d'amore". Quest'ultimo fa il paio con "Apres Midi" del 2010: entrambi i dischi vedono un Tony Pagliuca solo col suo pianoforte, impegnato a riproporre i grandi classici delle Orme.

Vale la pena ricordare un disco attribuito a Tony Pagliuca, un po' marginale, tant'è che non sempre viene inserito nella sua discografia. Si tratta de "La notte della stella" del 1999, un CD di musiche natalizie composte e arrangiate da Pagliuca e affidate a cori e orchestra. Guarda caso è stato pubblicato dalle Edizioni Paoline. Il disco ha comunque una sua intrinseca bellezza, ma siamo un po' in anticipo per proporvelo. Direi di aspettare il periodo natalizio e poi lo condivideremo. A questo punto non mi resta che augurarvi buon ascolto.


Link "Io chiedo"
Link "Immagin-Arie"

Post by George, music by George & Osel

mercoledì 10 ottobre 2018

Serie "Historic prog bands live in Italy" Capitolo 46 - Nick Mason's Saucerful Of Secrets - Teatro degli Arcimboldi, Milano, 20 settembre 2018



TRACKLIST CD 1:

01 - Intro 
02 - Interstellar Overdrive / Embryo Jam 
03 - Astronomy Domine 
04 - Lucifer Sam 
05 - Fearless 
06 - Obscured by Clouds
 07 – When You're In 
08 - Arnold Layne 
09 - Vegetable Man
 10 - If 
11 – Atom Heart Mother
 12 - If (Reprise)


TRACKLIST CD 2:

 13 - The Nile Song 
14 - Green Is the Colour 
15 - Let There Be More Light
 16 - Set the Controls for the Heart of the Sun 
17 - See Emily Play 
18 - Bike 
19 - One of These Days
 20 - A Saucerful of Secrets
 21 - Point Me at the Sky 


LINE UP

Nick Mason - drums, gong, bells
Guy Pratt - bass, vocals, cymbals on "A Saucerful of Secrets", gong on "Set the Controls for the Heart of the Sun"
Gary Kemp - guitars, vocals
Lee Harris - guitars, backing vocals
Dom Beken - keyboards, programming


Nick Mason, leggendario batterista dei Pink Floyd, ha deciso di ritornare on the road, dopo un lungo periodo di (quasi) inattività. E lo ha fatto riproponendo il repertorio dei primi Pink Floyd, quelli di Syd Barrett e dell'allora giovanissimo David Gilmour. Lui, che è stato il cofondatore del gruppo e ha suonato con i Floyd fin dagli esordi, se lo può permettere. E ha deciso di non invadere il campo di Gilmour e Waters, ma di suonare in brani delle origini, quelli psichedelici e progressive della prima ora. Come poteva chiamare la nuova band se non "Saucerful of Secrets"? Per l'occasione Mason ha scelto di farsi accompagnare da Gary Kemp, ex Spandau Ballet alla chitarra, Guy Pratt, da anni il bassista live dei Pink Floyd, Lee Harris, il chitarrista dei Blockeads di Ian Dury e per finire Dom Beken degli Orb alle tastiere.


I Saucerful of Secrets, come si evince dalla scaletta, esplorano il repertorio floydiano pre "The Dark Side of the Moon", attingendo abbondantemente dai primi album quali "The Piper at the Gates of Down", "A Saucerful of Secrets", "More", "Atom Heart Mother", "Obscured by Clouds" e "Meddle", oltre a proporre alcuni singoli storici. Brani mai suonati dal vivo prima d'ora (cito ad esempio The Nile Song, Lucifer Sam, Bike e Fearless) si alternano a gemme che risalgono ai concerti live a cavallo tra il 1969 e il 1972. 


Il concerto che vi presentiamo è freschissimo, registrato meno di un mese fa (il 20 settembre) al Teatro degli Arcimboldi di Milano, unica tappa italiana del mini tour che si è snodato dal 19 al 29 settembre toccando nove località europee. Per la cronaca il debutto di Mason e soci ha avuto luogo alla Dingwalls di Camden a Londra, nello scorso mese di maggio, di fronte a 250 spettatori. La performance live della band ci riserva non poche emozioni: tra le punte più alte il medley con If /Atom Heart Mother e If (reprise). Da brivido.



La voglia di ritornare sulle scene suonando il primo repertorio dei Pink Floyd è scattata in Nick Mason nel 2016, quando curò la pubblicazione del boxset dei Pink Floyd "The Early Years 1965-1972" (se non lo avete ancora procuratevelo; anche se è un po' caro vale veramente la pena averlo). Nello stesso anno la BBC mandò in onda un documentario di rarità dal vivo e in studio intitolato "Pink Floyd Beginnings: 1967-1972" (è su Youtube): insomma, per farla breve è scattata nuovamente la febbre per i primi Pink Floyd - sono i corsi e ricorsi della storia - e Nick Mason ha preso la palla al balzo. Leggetevi anche l'intervista pubblicata sull'ultimo numero della rivista "Prog Italia" e lo stesso Mason vi spiegherà perché non suonerà mai dal vivo "Comfortably Numb". 
E' tutto amici. Godiamo ci questa meraviglia.
Buon ascolto



Post by George



lunedì 8 ottobre 2018

Serie "Battiato and Friends Special Fan Collection" n. 66 (serie "Bootleg" n. 281) - Franco Battiato - Piazza Napoleone, Lucca Summer Festival - 20 Luglio 2012 (FM Soundboard)

 
Nota del Capitano : con questo post diamo ufficialmente il benvenuto all'amico Pelino, nuovo blogger "diretto" della stratosfera. Se il buongiorno si vede dal mattino, partiamo proprio bene...


Questo concerto, mai presentato sulla Stratosfera, aveva fatto la sua apparizione su qualche altra pagina, e fu originalmente distribuito da Survivor69. Ve lo presentiamo a partire dalle tracce originali, con l'aggiunta di un tocco personale: i commenti radiofonici di Silvia Boschero, logorroici, sono stati eliminati accuratamente. Per fortuna non si sovrappongono alle canzoni, eccetto l'inizio di Se Mai e Povera Patria. Abbiamo quindi disponibile un concerto completo di Battiato dall'ottima qualità sonora, e una spazialità direi persino migliore di alcuni live ufficiali, "Unprotected" o "Last Summer Dance". L'orchestra è la stessa del poco posteriore "Del Suo Veloce Volo", e anche la band è molto simile, solo il bassista è differente. La scaletta è molto ampia, molti pezzi provengono dagli album "Il Vuoto", "Fleurs". Lo stesso Battiato, sull'onda del pubblico estasiato di Piazza Napoleone, presenta tantissime canzoni, ben oltre quelle inizialmente previste.


Buona voce, eccellente interazione con il pubblico (6500 presenti, secondo la Nazione), perfetta integrazione con la grande Orchestra Arturo Toscanini, di 35 elementi, fanno di questo concerto una perla da ascoltare spesso. Quale fortuna che la Rai lo abbia trasmesso nella sua interezza, e senza rovinarlo troppo, giacché i commenti della presentatrice intaccano soltanto gli applausi alla fine delle canzoni, e alcuni interventi spiritosi del cantante... La mia preferita di questo concerto è "Stranizza d'amuri", mi piace l'orchestrazione e la cantarella finale. Buon ascolto.

Le foto del concerto sono di Flavia Constantino e Sebastiano Bongi Tomà.


Formazione:

Carlo Guaitoli - pianoforte e direzione dell'orchestra Arturo Toscanini;
Angelo Privitera - tastiere e programmazione;
Davide Ferrario - chitarra;
Lorenzo Poli -  basso;
Giordano Colombo - batteria. 


Tracklist:

Stati Di Gioia
Oceano Di Silenzio
Le Sacre Sinfonie Del Tempo
Era D'estate
La Stagione Dell'amore
Strade Dell'est
Il Re Del Mondo
Io Chi Sono?
L'incantesimo
Tra Sesso E Castità
Tiepido Aprile
Se Mai
La Chanson Des Vieux Amants
Lode all'Inviolato
La Cura
Gli Uccelli
Caffè De La Paix
Shock In My Town
Up Patriots To Arms
Tutto L'universo Obbedisce All'amore
Summer On A Solitary Beach
Voglio Vederti Danzare

encore
I Treni Di Tozeur
Prospettiva Nievsky
Stranizza D'amuri

encore 2
Povera Patria
Inneres Auge
L'animale
E Ti Vengo A Cercare

PLUS
L'addio
L'era Del Cinghiale Bianco
Centro Di Gravità Permanente 


LINK 


Post by Pelino, Revisione by Captain, Cover by Antonio LM

sabato 6 ottobre 2018

Garybaldi - 2009 - Note perdute / I nastri ritrovati 1969 -1998 (with bonus tracks)


TRACKLIST:

01. Il volto stanco della gente (previously unreleased)
basso: Angelo Traverso; batteria, voce: Maurizio Cassinelli
chitarra: Bambi Fossati; chitarra, voce: Andrea Cervetto; tastiere: Lio Marchi
piano intro: Nico Labinto

02. Hai messo al rogo M.H. (alternate version - previously unreleased)
basso: Fabrizio Nuovibri; batteria, campane: Corrado Argeri
chitarra, voce: Bambi Fossati
 
03. Harold (previously unreleased)
basso: Angelo Traverso; batteria, tastiere, chitarra, percussioni, voce: Maurizio Cassinelli
chitarra: Bambi Fossati; chitarra, voce: Andrea Cervetto
piano: Nico Labinto; violino: Carola Ottonello

04. Luci buie (previously unreleased)
basso: Fabrizio Nuovibri; batteria: Corrado Argeri; chitarra, voce: Bambi Fossati
 

05. Madre di cose perdute (live Napoli Be-In, giugno 1973 - previously unreleased)
basso: Sandro Serra; batteria, effetti: Maurizio Cassinelli
chitarra, voce: Bambi Fossati; tastiere, organo Hammond: Lio Marchi
 
06. Sette? (live Napoli Be-In, giugno 1973 - previously unreleased)
basso: Sandro Serra; batteria, effetti: Maurizio Cassinelli
chitarra, voce: Bambi Fossati; tastiere, organo Hammond: Lio Marchi
 
07. Passaminabirra (previously unreleased, live)
basso: Fabrizio Nuovibri; chitarra: Bambi Fossati; armonica: Corrado Argeri


Bonus tracks:

08. Gleemen - Vieni a Cavareno (singolo promozionale, lato A, 1967)
09. Gleemen - Da Paolino (singolo promozionale, lato B, 1967)
10. Gleemen - Lady Madonna (singolo, lato A, 1968)
11. Gleemen - Tutto risplende in te (singolo, lato B, 1968)
12. Garybaldi - Marta Helmuth (singolo, lato A, 1971 - inedito su LP)
13. Garybaldi - Corri, corri, corri (singolo, lato B, 1971 - inedito su LP)



Piccola trasgressione: il CD in questione è stato pubblicato dalla AMS la prima volta nel 2009, in versione vinile. Quindi per soli due mesi e mezzo non sono ancora trascorsi i fatidici dieci anni per poterlo pubblicare sulla Stratosfera. Ma ritengo che si tratti di un peccato veniale. Il disco venne poi ristampato in CD nel 2010 in diverse versioni, una di queste con l'aggiunta di un DVD intitolato "Vicino in un momento - la storia e il rock dei Garybaldi", realizzato da Luca Bozzo e Massimo Calcagno. Noi qui ci accontenteremo della sezione audio. 

La genesi di questo disco ce la facciamo raccontare da Guido Festinese, autore di un ottimo articolo pubblicato sul sito "Disco club 65": "Un giorno del 2006 arriva a casa Fossati (Bambi, non Ivano!) un pacchetto spedito da Napoli. Dentro c'è una cassetta, l'ha registrata un ragazzo tra il pubblico nella città partenopea nel luglio del '73, al 1° Be In festival. Sul palco quella sera c'erano anche i genovesi Garybaldi, in piena forma. I giornali d'epoca (o meglio, forse è il caso di dire il giornale d'epoca, Ciao 2001) testimoniava di una grande esibizione. Adesso possiamo ascoltarne almeno un frammento, Madre di cose perdute e Sette?, quest'ultima ancora inedita al momento. Questa, e molte altre chicche per gli amanti di una stagione indimenticabile a Genova in Note Perdute – I nastri ritrovati 1969 – 1998 dei Garybaldi. Il brano più antico è Il volto stanco della gente di Maurizio Cassinelli, veterano dei Garybaldi (ora saggio archivista dei nastri sopravvissuti al macinio del tempo e al passare delle tendenze: potrebbero esserci altre sorprese): faceva parte del materiale preparato per Gleemen, la formazione che fece da apripista e ponte per i Garybaldi. Dal "cantiere" per la lavorazione di Nuda, il leggendario disco con la copertina di Crepax arriva invece Harold, registrazione milanese del 1972. Tre tracce dal '98, i "secondi" Garybaldi, quando Bambi aveva impresso al suo gruppo una svolta metal blues forse lontana dal rock sperimentale delle origini, ma tutta da riascoltare e rivalutare. Perché, vediamo di ricordarcelo, Bambi è il fuoco hendirxiano declinato al basilico. Ci trovate anche un brano a "microfoni aperti" che è poco più che uno sketch, Passaminabirra, ma che tenerezza riascoltare Bambi che dice a chi chi sta al di là del vetro: "Si sente tutto quello che diciamo? E chi se ne frega".  Un'altra buona recensione è presente sul sito "Arlequins".

Dai Gleemen...
...ai Garybaldi 
Ricordo che le due tracce live registrate al Be-In di Napoli le abbiamo già ascoltate su bootleg (postato anche qui sulla Stratosfera un po'di anni fa). Qui le possiamo gustare con un suono decisamente migliorato. Per celebrare anche graficamente queste perle è stato scelto Matteo Guarnaccia, artista psichedelico di spicco della scena italiana, che partendo dall'idea base della donna svestita di "Nuda", ha disegnato una sontuosa e bellissima copertina tripla.

Trattandosi di "note perdute" ho integrato le sette tracce dell'album con una manciata di bonus track, che probabilmente abbiamo dimenticato nel corso degli anni. Le prime due bonus appartengono al primissimo 45 giri promozionale dei Gleemen, risalente al 1967. In origine il singolo venne stampato  per il Royal Hotel Paolino di Cavareno in sole 100 copie che vennero distribuite agli ospiti dell'albergo. Il disco aveva una copertina rossa forata con il logo della Polydor e il nome dell'hotel. Segue il singolo sicuramente più diffuso e conosciuto dei Gleemen, Lady Madonna, discreta cover del celebre brano dei Beatles. Le bonus si concludono con Marta Helmuth, del 1971, primo singolo a nome Garybaldi (come ricorda il retro copertina). Bellissima Corri, corri, corri posta sul lato B. Entrambi i brani rimasero inediti su LP. "Note perdute", oltre ad essere un grande disco che ci riporta indietro nel tempo, è anche l'occasione per riascoltare e ricordare il tanto amato Bambi Fossati (1949-2014). E con queste ultime annotazioni vi lascio con il consueto buon ascolto.



Link

Post by George