sabato 15 giugno 2019

Mimmo Cavallo - 1980 - Siamo meridionali (vinyl)


TRACKLIST:

Lato A
01. Siamo meridionali – 4:27
02. Ninetta (feat. Mia Martini) – 3:36
03. Tene 'e ccorna – 5:28
04. Diavoli e diavolette – 5:29

Lato B
01. Al convento – 5:22
02. Non frenare... treno – 4:32
03. Lupo, lupo, lupo – 4:29
04 ...e aspetterò la stella – 5:18


FORMAZIONE

Mimmo Cavallo – voce, cori, chitarra classica
Luciano Ciccaglioni – chitarra sintetica, marranzano, chitarra elettrica, basso
Mike Fraser – tastiera
Dino Kappa – basso
Antonio Coggio – fisarmonica, cori
Toto Torquati – tastiera
Massimo Buzzi – batteria, aggeggi, marranzano
Stefano Senesi – tastiera
Valerio Galavotti – sax, flauto
Cesare De Natale, Mia Martini, Rodolfo Bianchi, Roberto Davini, Memmo Foresi, Amedeo Bianchi, Rita Mariano, Fiorella Mannoia, Antonello Venditti – cori


Era da un po' di tempo che mi girava tra le mani l'album di esordio di Mimmo Cavallo e dopo averlo riscoperto con un paio di ascolti ho pensato di condividerlo con voi, sulle pagine della Stratosfera. Mimmo Cavallo ha una storia musicale simile a quella di tanti altri cantautori musicisti. Pugliese di origine (è nato a Lizzano in provincia di Taranto) forgia la sua vena artistica trasferendosi dapprima a Torino, successivamente a Roma. L'incontro che segna il suo corso artistico è quello con Antonio Coggio, grazie al quale pubblicherà i suoi primi due album con la CGD. Il 1980 segna  l'esordio con "Siamo meridionali" che ottiene un certo riconoscimento da parte del pubblico e dalla critica (incluso un buon successo al Premio Tenco). Geniale e sferzante il suo Siamo meridionali diventa un inno di battaglia nonché un modo diverso di parlare del Sud e, con graffiante ironia di riscattare la sua gente. Il disco miscela con grande equilibrio brani rock con ballate più dolci. In entrambi i casi è palese una certa influenza da parte di altri autori musicisti a lui contemporanei quali Edoardo Bennato (con qualche somiglianza anche fisica e nel look) e Pino Daniele, anche per l'uso del dialetto.


Riporto quanto scritto sul sito "Suoni dall'Italia" a proposito di Mimmo Cavallo:
"Non si può parlare di Mimmo Cavallo prescindendo dal suo luogo di appartenenza, il Salento, terra di primitivo e di taranta. In questo senso la musica di Mimmo è palesemente figlia delle danze frenetiche risalenti al medioevo (ma le cui radici sono ben più remote) influenzata e mixata dalle sue esperienze successive. Nei sui ritmi c’è una sorta di presenza magica e rituale che riporta a una coreutica pagana, primitiva (si noti per esempio il grande uso dei tempi dispari, le innumerevoli “squadrature”, l’uso del dialetto)".
Dal questo primo 33 giri (che non mi risulta essere stato ristampato) viene anche estratto un singolo con Siamo meridionali sul lato A e Ninetta (con Mia Martini) sul lato B. Da notare, nell'elenco degli accompagnatori, la presenza di Toto Torquati alle tastiere e, ai cori, di Fiorella Mannoia, Antonello Venditti, oltre alla già citata Mia Martini.


 In seguito vengono pubblicati “Uh, mammà”, nel 1981, sempre con la CGD e “Stancami stancami musica” con la Fonit Cetra nel 1982. Scrive inoltre con Enzo Biagi “Ma che storia è questa”, sigla della trasmissione televisiva “La storia d’Italia a fumetti”, ed è autore di canzoni cantate da Mia Martini, Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Loredana Bertè, Syria e Zucchero.  Dopo qualche anno di silenzio dovuto alla rottura verso un “certo mondo discografico” inizia il sodalizio con la DDD con la quale incide nel 1989, “Non voglio essere uno spirito” e nel 1992 l’autobiografico “L’incantautore”. Nel 2011, con la EDEL Italia, esce “Quando saremo fratelli uniti”. "Dalle parte delle bestie", pubblicato nel 2014, è al momento la sua ultima prova discografica (fonte Wikipedia).
Vedo nero coi miei occhi come disse la marchesa camminando sugli specchi”. E’ uno dei versi di “Vedo Nero”, il brano scritto da Mimmo Cavallo incluso in “Chocabeck”, di Zucchero che ha visto la collaborazione di artisti del calibro di Francesco Guccini, Pacifico e Bono.


Per il momento ci fermiamo qui. Nulla vieta di proseguire con la riscoperta della discografia di Mimmo Cavallo ad iniziare da quella degli anni '80. Magari lo possiamo decidere insieme.
Vi consiglio di visionare due video postati su Youtube: il primo riguarda la prima dello spettacolo "Terroni", realizzato da Roberto D'Alessandro e Mimmo Cavallo al teatro Quirino di Roma. Lo spettacolo contiene tutte le canzoni del disco "Quando saremo fratelli uniti" (lo trovate qui); il secondo è relativo ad un intero concerto live di Mimmo a Lizzano, nel 1995 (qui).
E' tutto. Vi lascio con il consueto buon ascolto



Post by George

martedì 11 giugno 2019

Reparto "Sconosciume" - Alberto Beltrami - 1980 - Correndo (vinyl)


TRACKLIST:

01. Lato A
a. Non ti drogare
b. Luci del Sud
c. Venezia
d. Voglio un lavoro

02. Lato B
a. Il salto
b. Sogno l'America
c. Silvia non lo sa
d. Una

Bonus Tracks
03. Prigioniero di libertà (45 giri, lato B, 1978)
04. Non ti drogare (1980 remix9


Ho infilato Alberto Beltrami direttamente nel reparto "Sconosiume" dal momento che le informazioni su di lui sono decisamente scarse, così come ancor più scarse sono le sue produzioni discografiche. 
"Correndo", pubblicato dall'etichetta Una Sors Coniunxit nel 1980, sia in versione vinile che in cassetta, è l'unica testimonianza a 33 giri del cantautore trentino (almeno in quel periodo), Eh sì, le poche note biografiche presenti sul web lo descrivono come un cantautore, disc-jockey (in quanto proprietario di una nota discoteca di Trento) e maestro di sci. Nel 1978 entra in contatto con la It di Vincenzo Micocci. Riesce a ottenere un provino e quindi l'incisione di un 45 giri, Venezia, che viene pubblicato assieme ai singoli di esordio di Goran Kuzminac, Geppy Patota ed Emilio Lo Curcio per una nuova etichetta della casa discografica romana, la già citata Una Sors Coniunxit prodotta da Gaio Chiocchio. 


Un debutto in sordina cui segue un altro singolo intitolato Il salto di non migliore fortuna. Il lato B, inedito su LP, è qui proposto come bonus track. Nel 1980 Alberto Beltrami tenta la carta del Festival di Sanremo con Non ti drogare, una canzone-messaggio dal testo un po' ingenuo, che diventa il suo cavallo di battaglio, tanto che ne viene realizzata una versione remix (nelle bonus). Nello stesso anno viene pubblicato il 33 giri "Correndo", che raccoglie anche i brani dei singoli precedenti.
Dal disco verrà estratto un altro singolo contenente Sogno l'America / Silvia non lo sa. Discogs gli attribuisce nel 1980 un ultimo 45 giri promo con i brani Supporter / Radiolena (introvabili).
 Dopo qualche apparizione televisiva nello stesso anno, torna a occuparsi del suo avviatissimo locale. 


Nonostante lo scarso successo degli esordi, Alberti Beltrami è rimasto attivo nell'ambito musicale, dedicandosi alla composizione di musiche da film. E' recente (gennaio 2019) la presentazione del suo nuovo album, da parte della casa di produzione Aurora Vision,avvenuta nientemeno che a Broadway. 
L’album, che si intitola  Luci del deserto – Lights of the Desert raccoglie le colonne sonore di 12 documentari di Aurora Vision, composte da Alberto Beltrami e due nuovi brani inediti del cantautore.
Ed ora spazio all'ascolto. Alla prossima



Post by George

domenica 9 giugno 2019

Serie "Banco Special Fan Collection" n. 30 (serie "Bootleg" n. 294) - Aspettando la Transiberiana - Banco del Mutuo Soccorso 2.0 live Veruno, 08.09.2018 (with bonus tracks)


TRACKLIST CD 1:

01. Nel cielo e nelle altre cose mute / Metamorfosi
02. R.I.P.
03. Cento mani e cento occhi
04. La conquista della posizione eretta
05. Canto nomade per un prigioniero politico
06. Il ragno
07. Canto di primavera
08. Traccia (con Gianni Nocenzi)
09. Non mi rompete (encore - con Gianni Nocenzi)


TRACKLIST CD 2 (bonus CD):

01. Gianni e Vittorio Nocenzi - 750.000 anni fa...l'amore? (strumentale)
02. Gianni Nocenzi - Terra nova / Ritorni


FORMAZIONE

Vittorio Nocenzi - piano, tastiere, cori
Filippo Marcheggiani - chitarra solista, cori
Nicola Di Già - chitarra ritmica, chitarra acustica, balalaika
Marco Capozzi - basso
Fabio Moresco - batteria 
Tony D'Alessio - voce solista
Gianni Nocenzi - pianoforte in CD 1 (8-9)  e CD 2 (1-2)


La recente pubblicazione di "Transiberiana" rappresenta sicuramente un evento: si tratta del primo disco in studio del Banco del Mutuo Soccorso a distanza di ben 25 anni da "Il 13", risalente al 1994. Lasciamo perdere i live, le ristampe e le antologie, naturalmente. Il Banco del Mutuo Soccorso 2.0, con una nuova veste e una formazione completamente rimaneggiata si riaffaccia con tutta la sua potenza sulla scena musicale. Nel frattempo due eventi luttuosi hanno contrassegnato la storia del gruppo, la scomparsa sia di Francesco Di Giacomo che di Rodolfo Maltese. Vittorio Nocenzi è rimasto l'unico storico portavoce del Banco e si è circondato di musicisti di ottimo livello, quasi tutti "nuovi", ad eccezione di Filippo Marcheggiani, da innumerevoli anni parte integrante della band. La figura più difficile da sostituire è naturalmente quella del grande e carismatico Francesco. Tony D'Alessio è sicuramente bravo, ha un ottimo timbro e una grande estensione vocale, però...Francesco era Francesco. Competere con lui è impossibile e questo Tony lo ha capito perfettamente. Anche la dicitura (seppur non ufficiale) del Banco punto zero, sta a significare la conclusione di un lungo periodo storici e l'apertura di una nuova pagina musicale, Il tour di presentazione di "Transiberiana " dal vivo è previsto per ottobre. Nel frattempo la nuova formazione del Banco si sta rodando e non rinuncia  a presenziare a qualche appuntamento live. E il caso del "Veruno Prog Festival", che si è tenuto nella cittadina nei pressi di Novara lo scorso settembre 2018.  


Come potete vedere dall'immagine riportata qui sopra, il cartellone del festival era molto ricco: oltre al già citato Banco del Muto Soccorso erano presenti tra gli altri Gianni Nocenzi, che ha riproposto al pianoforte i brani di "Miniature" e, dulcis in fundo, i leggendari Vanilla Fudge.
La performance del Banco è stata assolutamente di grande intensità, con la riproposta dei brani storici. Ciliegina sulla torta il ritorno, seppur nei due brani conclusivi, Traccia e Non mi rompete, di Gianni Nocenzi. E' una grande emozione quella di vedere e ascoltare i fratelli Nocenzi ancora insieme sul placo. Nelle due tracce bonus, tratte dal concerto solista di Gianni, Vittorio ricambia la cortesia e accompagna il fratello suonando la melodica in una toccante versione strumentale di 750.000 anni fa...l'amore?
Nell'attesa di assistere ai nuovi concerti del Banco, vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.



LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George


martedì 4 giugno 2019

David Riondino- 1979- David Riondino (vynil)



TRACKLIST

01 Ma provateci voi
02 Noi piedi
03 Re dei Punk
04 Lo Gnegno
05 Ci ho un rapporto
06 Samba 78
07 Diabolico rock
08 Perplessità

FORMAZIONE
Franz Di Cioccio- Batteria
Mario Lamberti- percussioni, aggeggi, rumori
Patrick Djivas- basso elettrico, flauto dolce
Renato Gasperini- chitarra, synt
Claudio Bazzari- chitarra
Claudio Fabi- piano, tastiere, arrangiamenti e direzione artistica

Eccoci arrivati alla terza tappa della carriera musicale di quel poliedrico, e sovente geniale, artista che è David Riondino. Nei precedenti post pubblicati qualche tempo fa sulla Stratosfera, abbiamo presentato i due album che incise con il Collettivo Victor Jara, che terminò la sua vita artistica nel '79. Ma già l'anno prima David Riondino si era lanciato verso la carriera solista seguendo gli arditi progetti musicali di quel vulcanico pioniere della canzone d'autore che fu Nanni Ricordi, il quale assieme a Ricky Gianco aveva fondato nel '74 un'etichetta indipendente, l'Ultima Spiaggia che, se è vero che dette alla musica italiana tanti bei dischi (Jannacci, Manfredi, Lolli, Gianco, Cattaneo...), altrettanti debiti lasciò ai suoi soci quando, proprio nello stesso '79, chiuse per fallimento.

Sta di fatto che Nanni Ricordi aveva convinto Riondino a passare alla sua etichetta e a pubblicare qui il primo lavoro a suo nome. Si tratta in realtà di un LP chiuso in pochi giorni, poco più che provini diventati in fretta e furia, per cause di forza maggiore, disco. Tutto ciò ha comportato un missaggio un po' approssimativo e suoni non sempre fulgidi, nonostante l'aiuto di un parterre di musicisti di tutto rispetto, a cominciare dai due PFM Di Cioccio e Djivas, probabilmente cooptati grazie a Claudio Fabi, che dirige il tutto, che della PFM è stato per anni il produttore. 


Il disco è espressione della vena sarcastica e irriverente di David Riondino che pasticcia allegramente con parecchi generi musicali, rileggendo in chiave parodica rock, funk, punk, swing, musica latina e chissà che altro con canzoni beffarde e a volte surreali, come l'iniziale "Ma provateci voi", in cui un disco si lamenta della sua straziante vita. Il pezzo più famoso è probabilmente "Ci ho un rapporto" (non a caso la riprenderà nel disco seguente) satira impietosa del mito della coppia aperta di cui all'epoca venne girato anche una sorta di videoclip (ma forse sarebbe meglio dire un cortometraggio musicale) per una trasmissione del giornalista Orio Vergani. Lo stesso pezzo verrà cantato da David Riondino in suo cameo nel film "Maledetti vi amerò" di Marco Tullio Giordana (1980)


Anche "Noi piedi", inno di rivolta delle nostre appendici inferiori, verrà molti anni dopo ripreso dal suo autore, sia in programmi televisivi (a partire dagli anni '80 il nostro sarà molto presente in certe trasmissioni cult del tubo catodico) sia su disco. "Re dei Punk" mette alla berlina la moda giovanile del momento (in Italia il punk arrivò con un certo ritardo, quando in Inghilterra era già morto e sepolto): "Strizzami le palle/ vomitami addosso/ vedrai sarò contento./ Staccami due denti e ti regalerò/ il mio sorriso sanguinolento".
Lo stesso atteggiamento perculante (consentiteci il termine) verso gli aspetti più estremi dello stile di vita punk, lo avranno in quegli stessi anni Andrea Mingardi con "Pus", Tony Santagata con "I love the punk (Ai lavate pank)" e Frizzi-Comini-Tonazzi con "Punk" (di cui parlammo QUI).
"Lo Gnegno" è un esercizio di stile che mette perfidamente in scena un Angelo Branduardi (il riferimento è palese) alle prese con il suo consueto mondo fatto di piccole cose. Da questo pezzo prenderà l'avvio un felice filone in cui Riondino di volta in volta negli anni a venire plagerà
lo stile, il canto e la poetica di diversi cantautori, da Battiato ("Franco a Catania") a De Gregori ("Giuseppina che cammini sul filo"), da Conte ("Divano Caimano") a Murolo (''Lo Sguargariello").
"Samba 78" è un ritratto impietoso di una generazione che si sta (dis)perdendo nel conformismo dell'anticonformismo (notiamo una certa vicinanza a Giorgio Gaber), o sta mettendo astutamente le pezze al mollo per occupare a breve i posti che contano. Sulle stesso tema Riondino tornerà, forse ancora più efficacemente, nel disco successivo (di cui parleremo a tempo debito).
Sorvolando sul demenziale "Diabolico rock", l'episodio più debole dell'album, il disco si chiude con "Perplessità" che si muove sardonica su una base swing passando in rassegna, con la solita amara satira, tutte le mode alternative di quegli anni.
All'epoca uscì anche un 45 giri (l'unico della discografia di Riondino) con "Lo Gnegno" e "Ci ho un rapporto", anche se probabilmente solo a scopo promozionale.
David Riondino al Tenco '79
In quello stesso '79 David Riondino avrà l'opportunità di aprire gli storici concerti di Fabrizio De Andrè e la PFM, condividendone anche i frequenti momenti di tensione che quella tournée
 dovette attraversare. Nell'autunno è invitato (la prima di innumerevoli volte) al Premio Tenco dove si fa apprezzare per la sua tenuta del palco e il rapporto che istaura con il pubblico, lascito evidente della sua esperienza con il Collettivo Victor Jara. Ciò nonostante, il fallimento dell'Ultima Spiaggia complica il lancio dell'LP che avrà diffusione limitata.


Il disco, che curiosamente sul retro di copertina riporta i testi di sole cinque canzoni sulle otto totali,  non è stato mai riedito in CD: solamente un pezzo era finora reperibile sul Tubo.

Come sempre, buon ascolto!


post by Andrea "Arrivano gli Sprassolati!"




sabato 1 giugno 2019

Zauber & Dino Pelissero - 1997 - Venti (Live 1994-1996)


TRACKLIST:

01. Est   4:39
02. Wendy   4:34
03. New Song For You   4:43
04. Ala bianca    4:03
05. Ottantuno   5:55
06. Scoop   3:47
07. Gabriel's Oboe   3:21
08. Viaggi   8:05
09. Minuetto   2:03
10. Serenade   3:20
11. Zakazan   3:59
12. L'aquila   3:52
13. La vita è altrove   3:46


FORMAZIONE

Mauro Cavagliato: basso, chitarra classica, tastiere
Massimo Cavagliato: batteria, percussioni
Marcello Capra; chitarra elettrica (track 8)
Dino Pelissero: flauto, kalimba (tracks 1, 2, 3, 4, 5, 6, 13)
Gianni Cristiani: flauto, ottavino (tracks 4, 7, 10, 11)
Liliana Bodini: voce solista (tracks 8, 10, 12)
Oscar Giordanino: voce solista, tastiere, chitarra acustica
Pino Chiarappa: percussioni (tracks 3, 7, 11)
Lisa Boccia: voce (track 4)

Dino Pelissero
Dopo il post dedicato al progetto parallelo agli Zauber, ovvero i Clarion, parliamo questa volta del "gruppo madre" e lo facciamo con questo bellissimo album live di non facile reperibilità, anche se la sua pubblicazione risale solo (si fa per dire) al 1997. "Venti (Live 1994-1997)" ,distribuito dalla Mellow Records, è il quinto disco, in ordine cronologico, realizzato dai torinesi Zauber e come si può vedere dalla copertina è condiviso con Dino Pelissero. Quest'ultimo conferisce al disco una connotazione ancora più progressive, grazie agli splendidi inserti di flauto.
I 13 brani sono stati tratti da una serie di concerti tenuti dagli Zauber nel triennio 1994-1996 e raccolgono tracce appartenenti agli album precedenti. Da segnalare la cover di Ala bianca dei Nomadi e la presenza del chitarrista Marcello Capra (già con i Procession e poi collaboratore di molti artisti italiani) quale gradito ospite nel brano Viaggi
Spero che mi perdonerete il fatto che i brani non sono suddivisi. L'album wrap consente però un ascolto più fluido senza percepire lo stacco tra le tracce.
Piccolo messaggio ai naviganti: per completare la discografia degli Zauber manca all'appello l'album "Est" del 1991. Chi ce l'ha si faccia vivo, in modo tale da postarlo  e condividerlo. 
Buon ascolto

Marcello Capra

Post by George

martedì 28 maggio 2019

Yu Kung - 1978 - Festa / Danze e balli popolari (vinyl)


TRACKLIST:

01. Marcia a ballo (2:40)
02. Cassa battente (2:15)
03. 4 + 6 (3:48)
04. Verso la Monferrina (2:56)
05. Bagolino (2:55)
06. Aria bretone (3:00)
07. Saltarello di Salvatore (3:56)
08. Lu Zumpette (2:30)
09. Tiritera in re (3:16)
10. Quattro salti (2:00)
11. Moscufo (2:10)
12. L'acqua è bella (2:11)
13. Tarantella di Rossini (2:10)


FORMAZIONE

 Pier Paolo Perazzini - voce , chitarra classica, mandola, cassa battente
Angelo Maffezzoli - flauto, ocarina
Gigi Folino - basso
Franco Di Biase - mandolino, mandola
Roberto Del Bo - percussioni, tamburello
Mauro Bertani - voce, chitarra ritmica
Mimma Caldirola - voce, tamburello


Era da tempo che volevo procedere con il completamento della discografia degli Yu Kung iniziata nel lontano 2013 con un doppio post. Vi rimando a quella pagina cliccando qui.
Oggi abbiamo "sul piatto" il terzo album del gruppo milanese, "Festa - Danze e balli popolari", pubblicato dall'etichetta Vedette nel 1978 e mai ristampato. Noti per il loro impegno politico, nel corso degli anni '70 gli Yu Kung tennero numerosi concerti in fabbriche, cooperative e feste di piazza. Da ricordare la loro partecipazione allo storico concerto del Parco Lambro nel 1976. 
Questo disco centra in pieno il loro obiettivo, quello di diffondere la musica popolare nazionale. "Festa", nonostante i suoi 41 anni di vita, mantiene ancora una freschezza ineguagliabile, proprio perché le danze e i balli popolari sono immortali. Per ulteriori informazioni sul gruppo vi rimando al vecchio post del 2013. Per completare la discografia manca ancora "Il Pifferaio" del 1980. Qualcuno di voi lo possiede e lo vuole condividere? Fatevi vivi. 
Ultimissima annotazione che esula in parte dalla recensione del disco. La Stratosfera ha da sempre l'obiettivo di presentare e condividere dischi rari, concerti live e quant'altro, facilitando le operazioni di download grazie all'utilizzo di file hosting o file sharing di semplice e immediato utilizzo, leggasi mediafire o mega. Al contrario altri amministratori di blog, vedi il "sito amico" Centraldoprog", rendono praticamente impossibile il download dei file postati. Provate a scaricare "Festa" (da poco presente anche su questo blog) e mi direte. Percorso ad ostacoli difficilissimo da superare, rischio di scaricare file non richiesti, virus che entrano ovunque. Di cosa stiamo parlando? Vogliamo condividere la buona musica o vogliamo mettere alla prova la pazienza dei lettori? In ogni caso "Festa" degli Yu Kung ve lo regaliamo noi.
Buon ascolto



Post by George

sabato 25 maggio 2019

The magic sound of Clarion - Clarion (1993) & Bourrée (1995)

Clarion - 1993 - Clarion


TRACKLIST:

01. Elf (3:53)
02. Reverie (4:09)
03. Chico Mendes (3:39)
04. Canzone del mare (3:23)
05. Riflessioni (8:36)
06. Viviana (2:56)
07. Oriana (3:46)
08. Endlich (4:06)
09. Orgelwaltz (3:09)


LINE UP

 Paolo Clari / organ, electric piano (2, 4, 7), synthesizers, church organ
Gianni Cristiani / flute, piccolo

with ZAUBER:
Liliana Bodini / vocals (4)
Massimo Cavagliato / drums
Mauro Cavagliato / bass, electric piano (2), glockenspiel 
Oscar Giordanino / electric piano, harpsichord

and
Claudio Bianco / electronic strings, background keyboards (2, 6, 8)


La magia del suono dei Clarion scende dolcemente sulla Stratosfera. Nascono come progetto parallelo a quello degli Zauber e hanno il tempo di registrare solo due album, l'omonimo del 1993 e "Bourrée" del 1995. Entrambi i CD sono stati pubblicato dalla Melloe Records. L'idea nasce da due componenti dell'ultima formazione degli Zauber, Paolo Clari, tastierista virtuoso e Gianni Cristiani, flautista. Al loro fianco, in sala di registrazione, tutti gli altri musicisti degli Zauber: Liliana Bodini, Massimo e Mauro Cavagliato, Oscar Giordanino.
Le ragioni per cui è sorto il progetto Clarion non sono chiare, anche perché non solo i musicisti ma anche le sonorità sono simili a quelle del gruppo madre. Il debut album propone 8 tracce strumentali e una sola cantata da Liliana Bodini, tutte di grande bellezza e delicatezza. Grande assente è la chitarra, compensata dai suoni del flauto e di una moltitudine di tastiere: organo, piano elettrico, sintetizzatore e perfino l'ecclesiastico organo a canne. Quest'ultimo è il protagonista della traccia finale, Orgenwaltz, registrata in una chiesa di Torino nel 1977. 


La maggior parte dei brani sono di ispirazione classica, romantica, con inserti ora jazzati ora barocchegginati. L'album è ispirato principalmente ai Jethro Tull più melodici (vedi "Christmas Album"), ai Genesis di "Nursery Cryme" e "Foxtrot", a Steve Hackett degli esordi e ai Caravan di "Land of Grey and Pink". Altre influenze? Non saprei, forse ve ne sono troppe. Ascoltate il finale di Chico Mendes e mi direte a chi si sono ispirati, anche in modo un po' troppo sfacciato. 
Gran disco per tutti gli amanti del prog tradizionale.

Clarion - 1995 - Bourrée


TRACKLIST:

01. House of the King (Akkerman) - FOCUS (2:24)
02. Talybont (Shulman, Shulman, Minnear) - GENTLE GIANT (1:50)
03. Impressioni di settembre (Mussida, Mogol, Pagani) - PFM (3:35)
04. Hands of the Priestess (Hackett) - STEVE HACKETT (4:48)
05. Suoni (Carletti, Contini) - I NOMADI (2:40)
06. Anthem (Gladwyn) - AMAZING BLONDEL (2:41)
07. Umanamente uomo: il sogno (Battisti, Mogol) - LUCIO BATTISTI (4:12)
08. R.I.P .(Nocenzi, Di Giacomo) - BANCO DE MUTUO SOCCORSO (5:00)
09. Caravan Song (Batt) - MIKE BATT (3:26)
10. Birdmand, the Reflection (McDonald) - MCDONALD & GILES (2:45)
11. Non so fingere (Giordanino, Cavagliato) - ZAUBER (4:10)
12. Bourrée (J.S. Bach) - JETHRO TULL (3:41)
13. For absent Friends (Poziakov, Cavagliato) - CLARION (2:10)
14. Nimbleness (Giordanino) - MYROS (3:11)


FORMAZIONE

 Gianni Cristiani / flutes, ottavino
Barbara Bonelli / oboe, English horn

With ZAUBER members
Massimo Cavagliato / drums, drums programming (2), metalophone 
Mauro Cavagliato / bass, classic guitar
Oscar Giordanino / keyboards, percussions programming

and 
Leo Fiore / vocals (3, 8)
Liliana Bodini / vocals (9, 11)
Davide Rossotto / electric guitar (11) 
Silvio Ferrero / keyboards (6), sequencer (6)
Manuela Mortara / voices (6)


Due anni dopo il disco di debutto i Clarion ritornano in sala di registrazione per regalarci un altro bellissimo album, il loro canto del cigno, composto quasi completamente da cover. Nel frattempo il duo viene rimaneggiato: Barbara Bonelli, all'oboe e al corno inglese, subentra a Paolo Clari, lasciando le tastiere nelle mani di Oscar Giordanino e dell'ospite Silvio Ferrero in un paio di brani. "Bourrée" (scritto con due "erre" come nella partitura originale di Bach) è un disco sorprendente e magnificamente suonato. Vengono proposti e ri-arrangiati grandi classici di gruppi e musicisti storici del prog internazionale, dai Focus ai Gentle Giant. dagli Amazing Blondel a Steve Hackett (splendida Hands of the Priestess) fino a McDonald & Giles. C'è anche spazio per il panorama nazionale: vengono ripescati dei "pezzoni" tratti dal repertorio di Battisti, Nomadi, PFM, Banco. Se devo dirla tutta le cover di Impressioni di settembre e di R.I.P. sono proprio quelle che mi convincono di meno. Ascoltare e giudicate. C'è anche lo spazio per due composizioni originali, una attribuita agli Zauber (presenti al gran completo anche su questo album), l'altra direttamente ai Clarion.
Altro grande disco sognante e magistralmente suonato.. 
Vi lascio augurandoci il mio consueto buon ascolto.

Zauber
LINK  Carion 1993
LINK Bourrée 1995

Post by George


domenica 19 maggio 2019

Serie "Bootleg" n. 293 - Eugenio Finardi, Firenze, 28.08.1977 (soundboard)


TRACKLIST:

01. Diesel
02. Scuola
03. Oggi ho imparato a volare
04. La radio
05. Saluteremo il signor padrone
06. Non è nel cuore
07. Caramba
08. Voglio
09. Scimmia
10. La C.I.A.
11. Musica ribelle
12. Tutto subito (encore)


FORMAZIONE

Eugenio Finardi -voce, chitarra, armonica
Lucio Fabbri - violino, pianoforte, chitarra
Walter Calloni - batteria
Roberto Possanzini - basso
Lucio Bardi - chitarra, mandolino, banjo


L'amico Marco Osel ci ha regalato questa volta un magnifico concerto di Eugenio Finardi registrato il 28 agosto 1977 a Firenze in un luogo rimasto sconosciuto. Il bootleg è piuttosto raro e le informazioni sul web sono pressoché inesistenti,  ad eccezione del sito Maclen's archive che lo indica sulle sue pagine (qui)
La registrazione è di ottima qualità: ci troviamo di fronte ad un soundboard.
Il tormentone dell'intero concerto risiede nella difficoltà di fare spegnere le luci al neon sopra le tribune. Altrettanto degne di interesse sono le presentazioni dei brani ad opera di Finardi. ma siamo nel pieno degli anni '70, buon dio, e certe prese di posizione (la premessa a "Scuola" ne è un esempio) erano naturali in quel periodo. 


Ma veniamo al concerto: "Diesel" era il terzo album in assoluto pubblicato da Eugenio, dopo "Non gettate alcun oggetto dal finestrino" (1975) e "Sugo" (1976). La scaletta propone alcuni brani da "Diesel" affiancati da episodi tratti soprattutto da "Sugo". Strepitosa la versione di Musica ribelle, con un gran lavoro di basso-batteria. La parte del leone la fa Lucio Fabbri, autore di due incandescenti assoli di violino in La radio e Caramba (quest'ultima riesumata dal primo LP). E che dire di Lucio Bardi? Ascoltate il suo assolo di chitarra in La CIA. Poteva forse mancare in scaletta Saluteremo il signor padrone? Non se ne parla nemmeno.
In conclusione si tratta di un buon concerto, un po' retro, con un Finardi della prima ora incazzato e ribelle, come la sua canzone-emblema. 
Osel mi ha anche inviati un altro live di Finardi intitolato "Musica Ribelle Live", che però risulta essere un disco ufficiale pubblicato nel 2013 (quindi troppo recente per la Stratosfera) e facilmente reperibile sul mercato on line.
Null'altro da aggiungere se non auguravi buon ascolto.



Post by George - Music by Osel

venerdì 17 maggio 2019

Elio D'Anna production: Enzo Cervo - Musica è (1981, vinyl) & Enzo Carella - Sfinge (1981, vinyl)


Due cantanti e compositori, due dischi pubblicati nello stesso anno (il 1981), entrambi uniti da un comune denominatore: la presenza di Elio D'Anna in veste di produttore e sassofonista. Elio D'Anna non ha certo bisogno di grandi presentazioni. A lui si ascrive una brillante carriera musicale come sassofonista e flautista ad iniziare dal 1968 con gli Showmen, al fianco di James Senese e Mario Musella, per proseguire con gli Osanna, gli Uno e i Nova. Ha vantato collaborazioni illustri con musicisti del calibro di Phil Collins, Narada Michael Walden, Percy Jones giusto per citarne alcuni. Proprio negli anno '80, conclusa la carriera di musicista, si concentra sull'attività di produttore e arrangiatore collaborando con artisti italiani quali Gino Paoli, Renato Zero, Zucchero, Enzo Carella e (il meno conosciuto) Enzo Cervo. Proprio questi ultimi due autori, con i rispettivi album, sono in protagonisti del nostro post.

Enzo Cervo - 1981 - Musica è


TRACKLIST:

01. Voglio te    4:37  
02. Solo mò    4:19  
03. Perla nera    4:08  
04. Galleggiare    4:38  
05. Musica è    3:22  
06. Sarai l'estate    3:50  
07. E non esserci più    3:54  
08. Delfina    4:08  
09. Ninna na'    2:52  
10. Zitto zitto - Bonus track, dal 12" del 1984)


Le informazioni su Enzo Cervo si perdono nelle brune. Ho già chiesto aiuto ad alcuni miei dottissimi amici ma al momento non ho avuto ancora riscontro. Ritengo sia di origine partenopea (Solo mò e Ninna na' lo confermano). Da qualche parte ho letto che deve essere già scomparso. Nell'attesa di ricevere ulteriori informazioni mi limiterò a dirvi che la sua discografia (fonte Discogs) si riduce a questo album, pubblicato dalla CGD e mai ristampato né in vinile né in CD, e ad un mini LP 12" con 4 brani dal titolo "Zitto zitto", pubblicato nel 1984. Da "Musica è" venne anche estratto un singolo contenente Voglio te/Music è. Nonostante la carenza di informazioni sui musicisti che lo accompagnano in studio si evince che Elio D'Anna non si limita alla sola produzione, ma appare anche in veste di sassofonista in alcune tracce del disco. Suo è lo splendido assolo di sax nella parte centrale di Voglio te, il brano posto in apertura, così come l'altro torrenziale assolo in chiusura di Delfina. "Musica è" è tutto sommato un buon lavoro, con forti venature funky. tipiche di una certa "scuola napoletana" anni '80 8 e non solo), Pino Daniele e Napoli Centrale in primis. Non ultimo, abbiamo dato una ulteriore sforbiciata alla wishlist del Capitano.


Enzo Carella - 1981 - Sfinge


TRACKLIST:

Lato A
a) Stai molto attenta   4:32  
b) Sì, si può    3:58  
c) Sex Show    3:04  
d) Mare sopra e sotto   3:40  

Lato B
a) Sfinge  (voce Hiliry Harvey)   3:29  
b) Che notte (qui con te)   2:46  
c) Contatto    3:52  
d) Lei no    2:55  
e) Riflessione finale    4:25  


MUSICISTI

Enzo Carella - voce, chitarra
Anthony R. Walmsley - basso
Fabrizio Milano - batteria 
Gianni Guarracino - chitarra
Fabrizio D'Angelo - tastiere
Adriano Giordanella - percussioni 
Elio D'Anna - sassofono e produzione


"Sfinge" è il terzo disco del cantautore romano pubblicato dalla RCA Italiana nel 1981, dopo l'esordio con "Vocazione" (1977) e il seguente "Barbara e altri Carella" (1979), dove Enzo si fa accompagnare in studio niente meno che dai Goblin. Da molti ritenuto il punto più alto della sua carriera musicale, "Sfinge" rappresenta il termine della trilogia anni 70-80. Carella si ritirerà dalle scene per un lungo periodo riapparendo solo nel 1992 con "Carella de Carellis". L'ultimo suo lavoro risale al 2007. Dopo qualche guaio con la giustizia Enzo Carella ci ha lasciti nel 2017 a seguito di un arresto cardiaco all'età di 65 anni. 


Ricordo che anche questo album, alla stregua di quello di Enzo Cervo, non è mai stato ristampato. Elio D'Anna è accreditato sia come produttore che come musicista. Impareggiabili, come sempre, i suoi interventi al sax. Ecco cosa scrisse Fabio Russo nel 2017 sul sito Ondarock a proposito di "Sfinge".

"La donna/leonessa egizia si staglia maestosa e sibillina su uno sfondo di immutabile tonalità chiara, azzurra, mentre una brezza leggera sale dal mare e giunge alla costa, contaminando la musica. Disco di pop sofisticato ed elegante nuovamente ispiratissimo, Sfinge è scritto e interpretato da grido, arrangiato e prodotto da Elio D'Anna, ex sax degli Osanna, musicista di spiccata sensibilità che assesta lo slancio fatale. Per molti è proprio questo l'episodio migliore della carriera di Enzo Carella, il colpo d'ala autentico. Lui è ormai scaltro araldo di un linguaggio lieve e sensuale, chiaro/scuro, limpido-torbido, sviluppato e arricchito sempre e solo su se stesso. Nessun battistrada sanremese questa volta a ornare o gravare la raccolta. Fuga ogni equivoco lo stesso insieme: Sfinge è forte in sé, una fenomenale prova di forza creativa e di collettivo: una bruciante "koinè" del pop nostrano con pochi eguali. Anzitutto il titolo, geniale, ambiguo, cruciale, simbolico, tra illusione e riflessività, e poi in questa parvenza muliebre felina, sensitiva ed enigmatica, l'ultima, risolutiva "forma" al desiderio carelliano. Essa induce e stimola un atteggiamento diverso, contemplante, passivo. Facendosi bramare, l'amante accende di desiderio l'amata.


La scaletta dei pezzi offre intriganti pastiche stilistici senza soluzione di continuità, un misto infettante di funk, jazz, creolo, sino a certa saudade tipica dei primi album di un altro incontenibile creativo, Alberto Camerini. Come su un'ondata scorrono dediche e fughe, "brucianti nostalgie", rapidi incontri, fulmini e vapori. Spasimi sentimentali che investono tutti, dal protagonista "fisico" Carella, alla "mente" Panella, ai "coreografi" strumentisti, sino all'ascoltatore. Tutto è spontaneo, speziato, allettante e intrigante sino al parossismo. Su "Si, si può", il Lungotevere romano da passeggiare trascolora, accentuando colori "west coast pop" da eterna estate californiana. I flutti di mare, pensato allo stremo sino al delirio, sino all'avaria, riaffiorano a tormento nostalgico su "Mare sopra e sotto" e "Che notte (qui con te)", in cui avviene l'abbandono, la definitiva capitolazione.
Dalla strepitosa intimità di "Stai molto attenta", con incedere acustico, sino al tripudio di tastiere a ritornello, Carella impara dai segni sulla propria pelle e reagisce. Più sfuggente, astuto, tenebroso, forse cinico, il suo verbo va ora a ribaltare il rapporto: la vittima si fa carnefice, la donna/musa/Sfinge non può più nulla, si porge. "Sex show", "Lei no", "Riflessione finale" sono flash cinematici obliqui, estasi pop per cortometraggi d'intrigo estivo con epilogo non scritto, storie animate e musicate in incessanti percussioni, volteggi di assolo elettrici à-la Larry Carlton e la somma densità di un sax indomito"


Il 22 febbraio 2017 arriva la notizia che gela tutti quelli che avevano seguito con affetto la sua singolare parabola: Enzo Carella è venuto a mancare per un arresto cardiaco: era ricoverato da mesi in terapia intensiva. Lascia il palcoscenico della musica italiana in punta di piedi, com'è stato per tutta la sua carriera, tanto brillante quanto ingiustamente sottovalutata.

Si conclude qui questo omaggio a Elio D'Anna e alle sue geniali produzioni. Elio oggi è dedito al settore imprenditoriale, con particolare attenzione a quello  educativo. È autore dell'opera letteraria "La Scuola degli Dei" nonché fondatore e presidente della "European School of Economics" e della relativa fondazione. Nel 2016 è stato pubblicato un altro suo volume, "La Tecnologia del Dreamer", dapprima in lingua turca, e successivamente sotto forma di ebook in lingua inglese. 

 

Elio D'Anna yesterday...and today

LINK  Enzo Cervo - Musica è
LINK  Enzo Carella - Sfinge

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