giovedì 30 luglio 2020

Johnny dei Tritons - 1974 - Twist and Shout with Satisfaction (vinyl) with bonus tracks


TRACKLIST:

01. Lato A
a. Twist And Shout
b. Satisfaction
c. Sugar Brown
d. Don't Play That Song
e, Tell Me Where Is Gone The Sun

02. Lato B
a. In Your Eyes
b. Clouds
c. Jumping Fish
d. My Child
e. A Simple Song

Bonus Tracks
03 . Lady Pamela (lato A, 45 giri, 1974)
04. Don't Worry (lato B, 45 giri, 1974)


Siamo in piena estate. fa caldo e anche la Stratosfera sta per concedersi una vacanza. Regaliamoci qualcosa di leggerino prima di chiudere temporaneamente i battenti. A breve distanza dal post dei New Trolls dal vivo a Mantova nel 2008, ecco che arriva uno dei componenti storici del gruppo genovese, ovvero il batterista e cantante Gianni Belleno, . Il 1973-74 è un periodo di grande turbolenza per i New Trolls. Vi rimando al post del 2016 (qui) riguardante l'album dei Tritons, "Satisfaction" del 1973. A suo tempo sul disco di Johnny avevo espresso giudizi piuttosto lapidari, ma col passare del tempo e un paio di ascolti in più mi sono un tantino ammorbidito. Ripercorrere la lunga carriera artistica di Gianni Belleno richiederebbe troppe pagine. Lo vorrei ricordare solo per i lavori realizzati in quest'ultimo decennio, prima con i rinati Ut, insieme a Maurizio Salvi, più recentemente con i "Of New Trolls" al fianco di Nico Di Palo (un album live all'attivo e numerosi concerti in tutta Italia). Lascio perdere l'intricata vicenda de La Storia e della Leggenda dei NT. Troppo noiosa da descrivere. Ma torniamo al 1973 e al guazzabuglio creato dai New Trolls. Sul sito "John's Classic Rock", all'interno della recensione di "Satisfaction" dei Tritons, il pasticcio viene chiarito. 


Riporto lo spezzone: "Durante le session del loro primo album, Nico, Gianni, Frank e Maurizio si erano concessi delle pause ludiche in compagnia di alcuni amici (Jimmy Villotti, Daniel Palella, l'ex bassista dei Pooh Gilberto Faggioli e Kasmin Urzino) coi quali avevano rielaborato e registrato una versione di "Satisfaction" degli Stones e un'altra manciata di cover e brani inediti. Dati i buoni risultati, il gruppo decise di chiamarsi "Tritons" e pubblicò con successo "Satisfaction" a 45 giri. Il problema fu che Gianni Belleno non era per nulla soddisfatto di quel prodotto e se ne andò alla Magma di De Scalzi per incidere un anno dopo il disco dal titolo "Twist and Shout with Satisfaction" con lo pseudonimo di Johnny dei Tritons e accompagnato da Ricky Belloni e Giorgio Usai (ex Nuova Idea). Intanto i Tritons originali sostituirono Belleno con Ric Parnell e diedero seguito al fortunato singolo con un album intitolato "Satisfaction" che ebbe un buon riscontro anche in Francia, Spagna e Germania". 


 "Twist and Shout with Satisfaction" è una pura operazione commerciale contenente ballate alla Bee Gees, un po' melense, ad eccezione di due brani: Sugar Brown (che sembra uscito da un album di Stevie Wonder) e la conclusiva A Simple Song che, a dispetto del titolo, è un brano piuttosto elaborato, vicino alle sonorità New Trolls, grazie anche alla costante presenza del flauto. 
Ho inserito infine due bonus track. Si tratta del 45 giri Lady Pamela / Don't Worry, pubblicato sempre nel 1974, due brani inediti su LP. Il primo è un rocchettino piuttosto stucchevole modello "Crocodile Rock", il secondo non merita commenti. Per completezza di informazioni ricordo che Johnny pubblicò nel 1975 un secondo 45 giri contenente l'inedito Sweet Sweet Love (purtroppo non l'ho trovato da nessuna parte) con Jumping Fish sul lato B. 



Tutti i brani sono cantati in inglese. L'album, mai ristampato, venne anche pubblicato in Spagna nello stesso anno. Ringrazio infine Jack Beatrici che qualche tempo fa ha pubblicato questo album sul suo canale Youtube. Da lì proviene.
E con questo post la Stratosfera si prende un paio di settimane  di vacanza. Quest'anno ci accontenteremo di soli 15 giorni. Appuntamento a subito dopo Ferragosto.



Post by George

domenica 26 luglio 2020

Serie "Bootleg" n. 312 - Pino Daniele - Mantova, 17.07.2008

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1 

01. Nero a metà
02. Quanno chiove
03. A me eme piace 'o blues
04. Ye I Know My Way
05. Ma che ho
06. Napule è
07. I Say i' sto cca
08. Je so' pazzo
09. Chi tiene 'o mare
10. Io vivo come te
11. Tutta nata storia
12. Anema e core
13. Viento 'e terra


TRACKLIST CD 2:

01. Quando
02. Pigro
03. Dubbi non ho
04. Mareluna
05. Che male c'è
06. Sara non piangere
07. Vento di passione
08. O scarrafone
09. Io per lei
10. Che Dio ti benedica
11. Yes I Know My Way (reprise)


FORMAZIONE

Pino Daniele - chitarre elettriche ed acustiche, voce
Tullio De Piscopo - batteria
Tony Esposito - percussioni
James Senese - sax
Rino Zurzolo - basso doppio
Gianluca Podio - piano & Fender
Joe Amoruso - tastiere
Alfredo Golino - batteria   
Mat Garrison - basso
Fabio Massimo Colasanti - Ztar
Armonica: Juan Carlos Albelo - violino


Terzo e ultimo capitolo della trilogia di concerti registrati nei Giardini di Palazzo Te, a Mantova, tra il 17 e il 21 luglio 2008. Dopo Il Banco del Mutuo Soccorso e i New Trolls, l'amico alifib ci regala questa volta un grande concerto dell'indimenticabile Pino Daniele. Il concerto, registrato il 17 luglio, è suddiviso in due CD. Il post e come sempre è arricchito dalle magnifiche copertine (sempre opera di alifib). Il tour si aprì l'8 luglio del 2008 con un grandioso concerto a Napoli, in Piazza del Plebiscito (raccolto nell'album "Tutta n'ata storia - Vai mo' - Live in Napoli", pubblicato nel 2013), per poi proseguire con numerose date nel resto d'Italia. Quella di Mantova fu la quarta tappa. 


Come nacque questo tour? Nel 2008, per festeggiare il trentennale della sua carriera musicale, Pino Daniele decise di riunire lo storico super gruppo con il quale nel 1981 aveva registrato l’album  "Vai Mò" ed era partito successivamente per una lunga tournèe: Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Joe Amoruso, Tony Esposito e James Senese. Ma non solo, per l’occasione richiamò anche, in alcune tappe, la band con cui aveva registrato "Nero  metà" nel 1980, ovvero il bassista Gigi De Rienzo, Agostino Marangolo alla batteria e il tastierista Ernesto Vitolo.
Dopo aver registrato in studio i brani per la raccolta "Ricomincio da 30" (con 4 inediti e altri brani del suo repertorio ri-arranggiati), Pino Daniele partì con le due band per il tour "Vai Mò 2008 Live" che da luglio a dicembre toccò tutte le principali città italiane.



Come sempre la registrazione è di ottima qualità. Inutile sottolineare come il converto nella sua integralità, vede la luce per la prima volta sul web. Grazie ancora ad alifib che, nel frattempo, ci ha inviato altre meraviglie live che ascolteremo terminata la pausa estiva.
Per il momento è tutto. Buon ascolto



LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music & pictures by alifib

sabato 18 luglio 2020

Serie Just One Record- vol. 6- Quarto Stato- 1975 - Omonimo (vinyl)


TRACKLIST:

01 Il brigante
02 Luca Marano
02 Orta Nova 1948
04 Cantata per Rocco Scotellaro
05 Non è tempo
06 Tonino e Carlo Magno
07 Pullmann

FORMAZIONE:
Mario Acquaviva- voce, chitarra
Nadia Furlon- voce
Tommaso Leddi- mandolino
Gaetano Liguori- piano
Riccardo Luppi- fiati
Roberto Del Piano- basso

Milano, turbolenti anni ’70. All’interno dell’Università Statale impera il Movimento Studentesco che supporta la sua attività politica anche attraverso una Commissione Musicale al cui interno hanno un ruolo importante, perlomeno all’inizio, Franco Fabbri e altri membri degli Stormy Six (come si evince nel bel post di Frank-One che potete leggere QUI). Sono proprio gli Stormy Six, quelli dell’ “Unità” per capirci, il modello di riferimento di un giovane Mario Acquaviva, pugliese trapiantato, in modo non del tutto indolore, a Milano a dieci anni. In quell’ambiente così fervido Mario Acquaviva, occhiali da secchione e faccia da bravo ragazzo, si fa le ossa politicamente e musicalmente, scrive canzoni che raccontano l’occupazione delle terre dei contadini meridionali, la repressione nel Tavoliere delle Puglie, brani che cantano di briganti e soprusi, di ansie di giustizia. Con queste canzoni, una volta stretto un sodalizio artistico con Nadia Furlon ed essersi rinominati, in omaggio al celebre quadro di Pellizza da Volpedo "Quarto Stato", i due entrano nel giro dell’Orchestra, la Cooperativa ed etichetta discografica fondata appunto dagli Stormy Six e proprio su questa etichetta esce quindi nel ’75 questo primo e unico album omonimo con una estesa nota di copertina sul retro firmata nientepopodimeno che da Dario Fo, che più di una volta li ospita alla sua Palazzina Liberty, sede della Comune. 



Scrive il futuro Premio Nobel: “Lei suona un mandolino lui la chitarra, si danno il cambio alla prima voce alla seconda e alla terza... ogni tanto uno tace e l'altro o l'altra va da solo o sola. Io e con me tutta la platea, ci siamo entusiasmati, divertiti, e commossi ad ascoltarli e vederli. E' importante vederli oltre che ascoltarli. Nadia e Mario mentre suonano e cantano le canzoni che loro hanno inventato... Hanno gesti brevi del collo e delle spalle a tempo e in assonanza... lento girare, inconscio, del viso quasi all'unisono... e poi un arresto legato al gesto della mano sulle corde... e poi di nuovo lo scatto delle spalle a sollevarsi e a scendere in bilancia sul tempo e il controtempo. Insomma... la danza. Le parole di quelle canzoni sono scritte con la musica... sono dentro un ritmo e un'aria. E' quasi ovvio: una canzone come "Tonino e Carlo Magno" non può nascere in due tempi,... prima la pagina in scrittura e poi, sopra, la musica, o viceversa, prima la musica e poi dentro le parole... lo si vede benissimo che note e sillabe sono uscite masticate assieme ai respiri e raddoppi di suono e di consonanti... (…) Evviva il popolo che ha ragazzi e ragazze che cantano poemi nuovi, con belle voci chiare e pulite, abbasso il potere che ha poeti catarrosi bolsi, senza allegria né rabbia… solo pessimismo e malinconica morte. Evviva Mario e Nadia che sanno cantare… sono vivi, hanno poesia e musica da regalare…e anche quando hanno malinconia… è solo per il fatto di dialettica con l’ottimismo!”



A causa del basso budget (praticamente un’autoproduzione) si dovette ridurre al minimo il piano di registrazione, limitato a un paio di giorni di studi Ariston, di conseguenza è stato giocoforza sacrificare un po' l’arrangiamento dei pezzi: il lavoro viene infatti in buona parte realizzato registrando  in presa diretta le voci e le chitarre, anche se il disco vede anche la collaborazione, oltre che di Franco Fabbri in cabina di regia, di Tommaso Leddi (Stormy Six) al mandolino, del pianista jazz Gaetano Liguori, di Roberto Del Piano al basso e di Riccardo Luppi ai fiati. 

Il Quarto Stato si fa conoscere ed apprezzare nel consueto giro in cui al tempo trovava spazio questa proposta di canzone di protesta militante, con diverse puntate anche all’estero (Germania, Belgio, Olanda).
Qualche freccia al proprio arco, sia detto, questi giovanotti l’avevano: due belli voci, un bel modo di stare sul palco e una scrittura che, al netto della retorica d’epoca, si stagliava su quella di altre esperienze simili. Certo, l’influenza degli Stormy Six (quelli del periodo ’72-’76) si fa sentire, ma ciò non toglie che alcune di queste canzoni abbiano una loro indubbia efficacia. Ci piace segnalare l’iniziale “Il brigante”,  o “Luca Marano” liberamente tratta da “Le terre del Sacramento” di Francesco Iovine o la commovente "Orta Nova 1948" che ricostruisce un episodio delle lotte contadine (in quel febbraio il Tavoliere fu inondato di sangue contadino dalla Celere inviata da Mario Scelta).



Poi sorgono dei dissapori con l’Orchestra, soprattutto di ambito politico, e il Quarto Stato prende un’altra strada mettendo in scena lo spettacolo “Contrasto” in cui ha ampio spazio la prosa e dove vengono affrontati anche temi femministi.
Gli alterni risultati e soprattutto la fine di un’epoca e il conseguente riflusso mettono la parola fine all’esperienza Quarto Stato, i componenti del quale continuano tuttavia ad agire in ambito artistico: Nadia Furlon si impegna in un longo percorso legato al cafè chantant e all’operetta fino a fondare la Compagnia  “La Nuova Operetta” con Romolo Siena, mentre Mario Acquaviva intraprende una carriera solista di grandissimo interesse cercando una suo percorso tra canzone d’autore, jazz e funk. Pubblica tra 1980 e 1987 due album (“Ballabile” e “Sogni e ridi”) e un Q Disc omonimo, lavori bellissimi in cui si proponeva come una sorta di Donald Fagen italiano, album purtroppo passati praticamente sotto silenzio, anche per una serie di incredibili odissee che coinvolsero le varie etichette che dovevano seguire e supportare il suo lavoro, fino a costringerlo a fare causa alla Fonit Cetra per non aver onorato il contratto. Vincerà la causa, ma da quel momento in poi per lui ci saranno solo porte chiuse.



La storia poteva finire qui, un altro artista bravo  e incompreso di cui si è persa la memoria, ma la cosa stupefacente è che da qualche tempo quei lavori, sepolti negli archivi polverosi della discografia, stanno ritornando in grande auge soprattutto nei set di alcuni DJ illuminati. Grazie alla loro spinta, l'etichetta Archeo ha provveduto nel 2019 alla ristampa del Q disc (con il capolavoro “Notturno italiano”) con conseguente risveglio di interesse critico verso questo straordinario outsider della nostra canzone: prova ne sia il corposo articolo del bravissimo Maurizio Becker apparso sul recente numero di luglio (ancora in edicola) della rivista “Vinile” (articolo e rivista consigliatissimi), da cui abbiamo tratto alcune delle notizie che compaiono in questo post.



Ci sarà modo, in futuro, di tornare sulla produzione solista di Mario Acquaviva, perché è davvero notevole e merita di essere riscoperta
Per il momento godetevi questi barricaderi Quarto Stato, colti al momento di una giovinezza gonfia di speranze, quando la rivoluzione sembrava dietro l’angolo.

Ultima nota- “Quarto Stato” non è stato più ristampato ed attualmente non è reperibile in rete, se non un paio di canzoni presenti sul Tubo. La versione che ascoltate è stata personalmente rippata dal vinile.

Buon ascolto!
  

 



lunedì 13 luglio 2020

Serie "Bootleg" n. 311 - Le Voci New Trolls - Mantova, 21.07.2008

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1:

01. Nella sala vuota - Improvvisazioni dei New Trolls  12'30
                    Concerto Grosso n. 1
02.  1°Tempo - Allegro  3'23
03.  2° Tempo - Adagio (Shadows)  7'23
04. 3° Tempo - Cadenza (Andante con moto)  4'45
05. 4° Tempo - Shadows (per Jimi Handrix)  6'43

06. Una miniera  5'07
Concerto Grosso n. 2
07. I Tempo - Vivace  4'49
08. II Tempo - Andante (Most Dear Lady)  1'25
09. III Tempo - Moderato (Fare You Well Dove)  4'54


TRACKLIST CD 2:

01. Le Roi Soleil  6'00
02. Visioni  4'57
Concerto Grosso - The Seven Seasons
03. The Knowledge (Overture)  2'49
              04. Dance With The Rain (Ballata)  5'05
                 05. Barocco'n'Roll (Allegro Brioso)  3'25
06. High Education (Cello Cadenza)  2'05
07. The Seventh Season (Ostinato)  5'59

08. Band presentation

FORMAZIONE

Vittorio De Scalzi - voce, tastiere, chitarra, flauto
Nico Di Palo - voce, tastiere
Francesco Bellia - basso, voce
Marco Sposito - chitarra, voce
Andrea Maddalone - chitarre, voce
Alfio Vitanza - batteria, voce

Il Quartetto d'archi:
Stefano Chiabrera - violoncello
Roberto Izzo - primo violino
plus 
Mirco Foschi - oboe

La Storia, la Leggenda, adesso la Voce. Non ce ne importa nulla. Per noi, che li abbiamo amati fin dalle origini, sono sempre e solo i New Trolls. E qui abbiamo niente meno che due fondatori del gruppo, Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo, Direi che basta. Se poi aggiungiamo che in questo magnifico concerto registrato il 21 luglio 2008 a Mantova, nei Giardini di Palazzo Te, i New Trolls ci propongono dei grandi classici, il gioco è fatto. 
Innanzitutto vorrei ringraziare l'amico alifib che ci ha regalato questi preziosi file. Se ben ricordate poco tempo fa sulle pagine della Stratosfera pubblicammo un concerto del Banco del Mutuo Soccorso (anche questo regalo di alifib), registrato nella stessa serata con la promessa di condividere quanto prima anche i concerti dei New Trolls e di Pino Daniele, Bene, ogni promessa è debito. Prima della tradizionale chiusura agostana arriverà anche il grande Pino Daniele. 
Detto ciò passiamo al concerto qui proposto, suddiviso in 2 CD. L'apertura è potente e quanto mai inusuale, visto che si tratta della celebre "Nella sala vuota", lato B del Concerto Grosso. Quest'ultimo segue a ruota e viene proposto nella sua integrità. Fondamentale è l'apporto di un Quartetto d'archi che diventa quintetto con l'aggiunta dell'oboe suonato da Mirco Foschi. 



Lo stacco della classica Una miniera (1968) introduce una selezione di brani tratti dal "Concerto Grosso n. 2". Il secondo CD si apre con Le Roi Soleil, seguita da Visioni (altro salto nel lontano 1968). Si chiude con una selezione di brani tratti da "The Seven Seasons", pubblicato nel 2007 (solo un anno prima di questo concerto) dalla Leggenda dei NT. La registrazione è di ottima qualità e non vi deluderà di certo. Ringrazio ancora alifib per avere creato tutte le copertine qui postate che sicuramente impreziosiscono il post. 
Per quanto mi riguarda è proprio tutto. Cari amici, vi auguro il consueto buon ascolto



LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music & cover by alifib

mercoledì 8 luglio 2020

Cristiano Roversi - 2012 - AntiQua


TRACKLIST:

01. Morning In Antiqua  5:20
Electric Guitar – Fabio Serra  

02. Tales From Solitude Suite  13:39
Acoustic Guitar – Erik Montanari
Electric Guitar – David Cremoni, Fabio Serra
Vocals – Bernardo Lanzetti
I) A Silent Rite
II) Tales From Solitude
III) Crave Some Loneliness
IV) East Or West?

03. L'amore  3:41
Acoustic Guitar – Erik Montanari
Vocals, Acoustic Guitar – Aldo Tagliapietra

04. Nessie Revealed  3:34
Electric Guitar – Cristiano Roversi

05. Falling  9:17
Electric Guitar – Fabio Serra
Vocals – Leonora
I) Falling
II) Celestial Slowfall

06. Dimlit Tavern  5:18
Hurdy Gurdy – James Larcombe

07, Nirayed’s Secret Diary  3:13

08. Antiqua  5:46
Drums – Gigi Cavalli Cocchi
Electric Bass [Fretless] – Mirko Tagliasacchi
Electric Guitar – Fabio Serra

09. Antiqua's Evening  1:27


MUSICISTI

Acoustic Guitar – Erik Montanari (tracks: 2, 3)
Bass – Mirko Tagliasacchi (tracks: 8)
Drums – Gigi Cavalli Cocchi (tracks: 8)
Guitar – David Cremoni (tracks: 2), Fabio Serra (tracks: 1, 2, 5, 8)
Hurdy Gurdy – James Larcombe (tracks: 6)
Twelve-String Guitar, Classical Guitar, Grand Piano, Synthesizer [Polymoog], Drum Machine [Roland CR-78], Effects, Mellotron, Organ [Hammond L100] – Cristiano Roversi
Vocals – Leonora (tracks: 5)
Vocals - Bernardo Lanzetti (tracks: 2)
Vocals, Acoustic Guitar – Aldo Tagliapietra (tracks: 3)


I grandi dischi di progressive rock esistono ancora, per fortuna. "AntiQua" di Cristiano Roversi è uno dei più grandi album prog pubblicati in questo decennio. Già dalla copertina si intuiscono i contenuti. Chitarre acustiche ed elettriche, queste ultime molto delicate, organo Hammond, mellotron, tutti strumenti a noi cari. Le tracce che compongono l'album, tranne qualche rara eccezione, ci riportano direttamente ai suoni dei primi Genesis, quelli con Anthony Phillips per intenderci. Impregnato di atmosfere oniriche e di brani quasi esclusivamente strumentali, "AntiQua" è il capolavoro di Cristiano Roversi. Due brani spiccano per particolarità: la lunga suite "Tales From Solitude Suite", che ospita la sempre splendida voce di Bernardo Lanzetti e "L'amore", con la voce e la chitarra acustica di Aldo Tagliapietra. I quest'ultimo caso sembra di fare un balzo nel passato ai tempi di  "Collage" o "Uomo di pezza". Semplicemente meraviglioso. Ed ora, dopo avere scritto queste mie suggestioni di getto, spendiamo due parole su Cristiano Roversi.


La carriera musicale (quella solista) di Cristiano Roversi viaggia in parallelo con quella dei Moongarden , band di prog rock sinfonico fondata nel 1993 con all'attivo sei album in studio, l'ultimo dei quali pubblicato nel 2018. Sempre in parallelo ha collaborato con numerosi artisti tra i quali John Wetton, Submarine Silence, Mangala Vallis, Bernardo Lanzetti, CCLR, Massimo Zamboni, Saro Cosentino, SCRAPS Orchestra, Rosenkreutz, ACB Band. La sua produzione solista prende forma nel 1999 con "Music From My Room's Window", distribuito dalla Mellow Records. Segue "The Park" del 2003, ancora per la Mellow. In entrambi gli album Roversi suona tutti gli strumenti e propone una musica sinfonica basata soprattutto sulle tastiere, molto solenne, ben distante dalla magnificenza e dalle raffinate elaborazioni acustiche di "AntiQua". Nel 2015 vede la luce "Quasi Engish", condiviso con Bernardo Lanzetti, etichetta Ma.Ra.Cash (così come "AntiQua"). Ad oggi, l'ultima prova si intitola"Sonata a Kreuzberg", realizzata insieme a Massimo Zamboni e Angela Baraldi.
Cristiano Roversi, infine, è direttore artistico dell’etichetta discografica ARATRO Incisioni (ARCI Mantova) e dello studio di registrazione LaSala1 sempre a Mantova.
Vi lascio all'ascolto dell'album nella speranza (bontà vostra) di leggere qualche commento. 



Post by George

lunedì 6 luglio 2020

Serie "Just One Record" vol. 5 - Maria Teresa Grossman - 1974 - Same (vinyl)


TRACKLIST:

01. Questa nostra vita insieme
02. Tre donne
03. Il momento di capire
04. La mia strada
05. Il mio seme
06. Signora Lisa
07. La vita è un compromesso
08. Dimenticare di essere stati soli
09. Tre uomini
10. Dormi, bambino mio


MUSICISTI

Maria Teresa Grossman - voce, chitarra acustica
Stefano Grossman - chitarre e pedal steel, arrangiamenti
Pat Donaldson - basso
Roberto Satti - chitarra elettrica
Gianni Mazza - tastiere e arrangiamenti archi


Questo splendido album, pubblicato nel 1974 e mai ristampato, è un gentile omaggio del nostro amico Gaetano Simarco che voglio ringraziare per questo disco e per altre interessanti proposte che vedremo di pubblicare nelle prossime settimane. Lascio a lui la parola.

Recensione di Gaetano Simarco
La RCA Italiana, nel 1974, grazie anche ad accordi stipulati per la distribuzione con varie etichette quali la Numero Uno di Mogol/Battisti, la Spaghetti Records ed altre, immetterà sul mercato, con grande successo, album di artisti, sia quelli già in auge, sia i nuovi (De Gregori, Venditti, ecc.). Naturalmente non mancano le cantautrici, ma le loro proposte sono spesso prodotti di nicchia. Al contrario dei colleghi uomini, non riscontrano un grande successo in questo periodo. Basti ricordare Antonella Bottazzi, Roberta D'Angelo, Nicoletta Bauce, e appunto Maria Teresa Grossman. Restano conosciute solo da una ristretta cerchia di appassionati. Maria Teresa Grossman, moglie del musicista, arrangiatore e produttore Stefano Grossman (da ricordare il suo apporto nell'album "Chiaro" di Loy & Altomare), è titolare di un unico album omonimo, pubblicato dalla RCA, appunto nel 1974, prodotto da Roberto Satti (Bobby Solo) e registrato presso gli studi RCA di Roma. 


L’album è caratterizzato dalla presenza del bassista Pat Donaldson (già nei Fotheringay nel 1970 con Sandy Denny, e nell'album di Richard Thompson, "Henry The Human Fly"), di Gianni Mazza (maestro orchestrante negli anni ’80 al fianco di Renzo Arbore), dello stesso Grossman (chitarre e pedal steel), di Roberto Satti (chitarra nei brani 7 e 9). L’album, comunque, non viene promosso in maniera particolare dalla RCA. Merita senz'altro un ascolto per l'intensità della scrittura, la capacità di coniugare brillantemente l'attenzione per le tematiche tipiche della canzone d'autore italiana, con atmosfere crude e allo stesso tempo intrise di romanticismo, con un suono essenziale immune da banalità e il cantato che attira l'attenzione su angosce e illusioni private, maturando legittime velleità autoriali. Gli arrangiamenti sono molto raffinati: sembrano soffiare nel cuore una irruenta vitalità.
Dall'album venne anche tratto un 45 giri, sempre pubblicato nel 1974, contenente La vita è un compromesso / Signora Lisa.
E' tutto. Buon ascolto



Post by George - Words & Music by Gaetano Simarco

mercoledì 1 luglio 2020

Serie "Bootleg" n. 310 - Indaco live in Guastalla (RE), 07.07.2001


TRACKLIST:

01. Preludio
02. Set the Controls for the Heart of the Sun / Waiting For The Kundalini
03. Ascea (inedito) / unknown
04. Andalusiana / Pietre bianche
05. unknown
06. unknown
07. Amorgòs / Soneanima
08. unknown


FORMAZIONE

Rodolfo Maltese - chitarra
Mario Pio Mancini - violino, bouzuki
Arnaldo Vacca - percussioni
Pierluigi Calderoni - batteria
Luca Barberini - basso
Carlo Mezzanotte - tastiere
Gabriella Aiello - voce


Gran bel concerto degli Indaco, risalente al 2001, uno dei tanti regali dell'amico Marco Osel, che ringrazio. La registrazione, di ottima qualità, risale al 7 luglio di quell'anno. La location è Guastalla, in provincia di Reggio Emilia e, come ricorda Osel, il concerto è avvenuto lungo le sponde del Po. 
Il concerto qui proposto è a cavallo tra l'album live "Spezie" del 2000 e "Terra Maris" che verrà pubblicato l'anno successivo. Due annotazioni prima di lasciarvi ascoltare il bootleg: Ascea è un brano inedito, omaggio alla cittadina in provincia di Salerno (la genesi viene illustrata nel corso del concerto) mentre le tracce  da me definite "unknown" sono, con ogni probabilità, edite su album ufficiali. Semplicemente ho trovato faticoso andare a riascoltare i brani dei dischi precedenti per individuarli. Chiedo perdono. Il concerto è meraviglioso, permeato da quelle sonorità etniche e mediterranee che hanno fatto da sempre la grandezza del gruppo. Oltre alla presenza di Mario Pio Mancini, co-fondatore del gruppo, sono insostituibili gli apporti dei due ex Banco del Mutuo Soccorso, Rodolfo Maltese e Pierluigi Calderoni. 
Grande concerto. Grazie Osel. A voi il consueto buon ascolto



Post by George - Music by Osel

domenica 28 giugno 2020

Canzoniere del Lazio - 1977 - Miradas


TRACKLIST:

01. Nu gatto come nu lione
02. Glorias
03. Zandamela (Timbilas)
04. Poeta (Borgata Camion)
05. Mogadishu


FORMAZIONE

Carla Murtas / vocals
Carlo Siliotto / vocals, violin, piano, percussion
Pasquale Minieri / guitar, bass
Maurizio Gianmarco / tenor & soprano saxes, flute, piano
Marcello Vento / drums, percussion, vocals
Giorgio Vivaldi / percussion


La prima domanda che mi pongo è questa: come abbiamo fatto a dimenticare fino ad oggi questo incredibile disco? Ero convinto che fosse presente sulla Stratosfera, ma riguardando gli archivi non l'ho proprio trovato. Pronti a rimediare. Ci troviamo di fronte al 4° album, in ordine temporale, del Canzoniere del Lazio, pubblicato nel 1977 in vinile e ristampato in CD nel 1994 e oggi fuori catalogo. "Miradas" è il disco più progressivo e avanguardistico in assoluto registrato dal gruppo e non a caso l'etichetta è la Cramps, unica eccezione nella loro discografia. "Miradas " segue a ruota "Spirito Bono", pubblicato dalla Intingo nel 1976, disco che evidenziava già la maturità artistica raggiunta dal Canzoniere: quattro soli brani, con lunghi episodi strumentali e con testi ancora legati alla tradizione. La produzione venne affidata nientemeno che a Peter Kaukonen, fratello minore del più celebre Jorma (Jefferson Airplane e Hot Tuna) che fornì anche alcuni contributi alla chitarra elettrica. Sempre nel 1976 il Canzoniere del Lazio partecipò al VI Festival del Proletariato Giovanile (un brano venne incluso nel disco compilation del Parco Lambro). Proprio nel momento in cui il successo stava per decollare, tre componenti (Brega, Cinque e Giannattasio) uscirono dal gruppo. Non fu la fine, ma la rigenerazione. 


Per le registrazioni di "Miradas" si affiancarono ai membri superstiti Carla Murtas (voce), Maurizio Giammarco (sax) e Marcello Vento, ex Alberomotore (batteria). I cinque brani, in gran parte strumentali,  vedono il trionfo delle percussioni, con  Giorgio Vivaldi, Marcello Vento e, all'occorrenza. Carlo Siliotto, impegnasti a costruire tappeti sonori dalla forte cadenza ritmica che riporta a certe sonorità africane. Il tutto condito dalla potenza e dalla versatilità del violino e del sax del duo Siliotto - Giammarco, entrambi grandi virtuosi dello strumento. Credo sia cosa buona e giusta ricordare che la produzione venne affidata a Paolo Tofani, ex Atea (e qui si spiega l'aggancio con la Cramps). Tutti i brani sono emozionanti, ma la chiusura, Mogadishu, è il capolavoro assoluto: apertura di percussioni e basso (echi dei Santana) e a seguire l'ingresso di tutti gli strumenti. Il ritmo si fa sempre più incalzante per giungere al travolgente finale con la bella voce di Carla Murtas e il violino di Carlo Siliotto in un assolo-capolavoro, 
Mamma mia, che meraviglia. Da gustare dalla prima all'ultima nota.
Buon ascolto.



Post by George

venerdì 26 giugno 2020

Cancrena - 2005/2012 - Three album

Pre by Cap - Ricevo e pubblico dall'amico Giudas (autentico scopritore di talenti della stratosfera) questa proposta, lontana dal genere al quale il nostro blog è dedicato. Siamo infatti nel campo del metal, genere cui personalmemente non mi sento affine e, quindi, competente. Sono sicuro che i cultori del genere apprezzeranno sicuramente. Gradevoli e inusuali, comunque i pezzi più lenti segnalati da Giudas, che ho davvero apprezzato. Dopo queste brevissime, lascio come sempre la parola al nostro amico appena citato...

 Alla perenne ricerca di fenomeni musicali locali, da quelli assolutamente sconosciuti a quelli che occupano mini-nicchie musicali, mi imbatto in Fabio Chiarazzo. Il contatto me lo offre un comune amico musicista (Ruggiero Balzano, l’ex bassista degli Articolo 31 versione 2.0). Infatti Fabio Chiarazzo è anche lui un bassista e milita in un gruppo di thrash-metal (sono parole sue). Nulla di più lontano dalle mie preferenze – il mio faro sono gli Yes, tanto per dire – eppure la persona mi è subito simpatica e gli chiedo udienza per ottenere materiale ed informazioni da trasferire agli amici della Stratosfera – hai visto mai che al suo interno si annida, ben nascosto, qualche amante del genere ? 

Le “udienze” si tengono al bar sotto il mio studio professionale (io faccio altro, sono geologo) e mi costano una piccola fortuna in beveraggi, in quanto il buon Fabio trinca più di un alpino – dal prosecco in su – ma ciò non diminuisce la sua simpatia e la bontà della storia che mi racconta.

Il gruppo si chiama CANCRENA, sostantivo che implica la morte di un tessuto cellulare – definizione ben adatta al tipo di musica che propongono, un heavy-metal martellante che non lascia spazio a delicate melodie e tanto meno ad appassionanti ed evolute armonie. Qua i morti li fa risvegliare. Diciamo che non è musica per famiglie e che per ascoltarla devi almeno stare bene di testa. Per apprezzarla non è strettamente necessario essere strafatti, ma probabilmente aiuta.

Eppure se vi ascoltate “to nerve oneself” (dal cd “hidden depravity”, 2012) sentirete una melodia tanto struggente quanto semplice, e francamente bella – alla fine anche questi ragazzi hanno un cuore !! – per quel che conta il mio parere, il brano vale da solo l’intero cd.


Ma veniamo al nostro gruppo.
Il gruppo nasce nel 1999 a Barletta da un’idea di Francesco “Francis” Farinola - se vado indietro con la memoria, devo effettivamente ricordare che nei tardi anni ’80 e nei successivi ’90, quando mi imbattevo in un qualche festival o convention musicale di piazza, nove volte su dieci la musica dominante era l’heavy-metal sparato a palla; difficile ricordare altro perché nel giro di 30 secondi ero già scappato da un’altra parte ed il mese dopo sul tale gruppo che aveva suonato era già caduto il necessario oblio. Qui evidentemente alloggiava sia del talento e sia la necessaria tenacia per proseguire.
I ragazzi hanno tempra e tecnica e si danno da fare.
La formazione iniziale comprende Francesco FARINOLA (chitarre), Francesco MORGESE (voce), Luca CARONE (basso), Ruggiero RICCO (batteria) - (nessun errore, ricordatevi che dalle mie parti tutti i Ruggiero si scrivono e si battezzano con la i). Il nostra Fabio arriverà un po’ di tempo dopo. Rincorrono con astuzia, pervicacia e perseveranza tutti gli organizzatori musicali – di fatto sono una manica di rompicoglioni - ma la tecnica ha successo, ed iniziano a girare diverse piazze, sino a fare da spalla a diversi artisti di punta, tra i quali, per alcuni anni, un Pino Scotto in stato di grazia (ex leader dei Vanadium prima e dei Fire Tails poi)

La loro musica ricorda molto quella dei principali detentori di questo genere musicale, quali Pantera, Metallica, Anthrax, Megadeth. Mi racconta Fabio Chiarazzo che una loro particolarità è sempre stata quella di non seguire l’estetica tipica di questo genere musicale - concerti con costumi borchiati, anelloni di acciaio, giacchettoni di pelle lucida e tutta la paccottiglia a seguire - mi racconta di concerti tenuti con i vestiti con cui escono normalmente di casa e, a volte, con le infradito - comunque abbondano i tatuaggi – se avete voglia e tempo di andarvi a cercare in rete qualcuno dei loro filmati ne troverete un’intera pinacoteca.

La loro esperienza più stralunata riguarda una mini – tournee nella Repubblica Ceca nel 2015. Scoprono una specie di bando di partecipazione e fanno domanda – non si guadagna niente ma hanno il rimborso spese del viaggio e vitto e alloggio garantito – per pochi giorni di vacanza vale la pena - ci vanno e salgono sul palco di Praga, illustri sconosciuti, senza che nessuno se li fili – iniziano a suonare e si accorgono che un po’ alla volta tutti li iniziano a seguire prima e ad apprezzare poi – quando scendono dal palco trovano una sterminata fila di persone che chiedono loro l’autografo – praticamente entrano in Paradiso senza passare dal via.


La loro discografia è la seguente

01 - Cancrena – 2003    (demo)
02 –Fears – 2005
03 - Underneath – 2009
04 – Hidden Depravity - 2012

Fabio Chiarazzo mi fornisce tutto il materiale che a mia volta giro agli amici della Stratosfera, anche quello prodotto negli ultimissimi tempi, e che mi autorizza a divulgare.

CANCRENACancrena – 2003    (demo)
01 – Black Angel        (5’ 03”)
02 – In My Opinion        (14’ 39”)

 Storia curiosa quella di questo demo, In tutti i loro live suonava al basso Luca Carone ma, al momento di andare in sala di registrazione il bassista abbandona la formazione. Sul primo cd, quindi, al basso suona tale Fabrizio “il vichingo” (non sappiamo altro) che si limita a quello, ed è quindi sostituito da Marco Albanese.


CANCRENAFears – 2005 

01 – Fears            (4’ 04”)  
02 – Granny’s Lady        (3’ 58”)  
03 – The Truth            (4’ 33”)  
04 – Hollowing Myself     (3’ 50”)      
05 – Raw Child            (1’ 02”)
06 – Black Angel        (5’ 03”)
07 – In My Opinion        (14’ 39”)

Notevole il quinto brano “Raw Child”, uno strumentale breve e particolarmente melodico e con inusitate dissonanze, mentre il successivo “Black Angel” mostra, nella sua prima parte, una inaspettata anima romantica del gruppo. Infatti è dedicata ad un loro amico, Gabriele De Cillis, improvvisamente scomparso per problemi cardiaci a meno di trent’anni. L’ultimo brano – “In My Opinion” -  in realtà dura 4’ 57” – dopo un lungo silenzio appare una traccia fantasma – giusto gli ultimi due minuti – in cui si alternano dialoghi da studio, versacci, scurrilità varie e frasi dialettali di ogni tipo – tanto per rimanere in tema col genere …


CANCRENAUnderneath – 2009 
 
01 – From The South            (4’ 17”)  
02 – Dummies Of The Screen        (5’ 16”)  
03 – The Sponger            (3’ 19”)  
04 – Obscene Slummers         (3’ 53”)      
05 – Six Hours                (3’ 54”)

In questo lavoro fa la sua comparsa Fabio Chiarazzo, in realtà entrato nel 2006, che va a sostituire Marco Albanese al basso, dando così la stura alla formazione definitiva e ad oggi ancora attiva..


CANCRENAHidden Depravity – 2012 

01 – Serpent Skin        (Cancrena – F. Farinola)            (4’ 05”)
02 – The Pessimist        (Cancrena – F. Farinola)            (5’ 13”)
03 – Pervert Priest        (Cancrena – F. Farinola)            (4’ 25”)
04 – Dark Torment        (Cancrena – Giuseppe Farinola)        (4’ 29”)
05 – Backdraft            (Cancrena – F. Farinola . Chiarazzo)    (4’ 18”)
06 – Black Underground    (Cancrena – F. Farinola)            (4’ 05”)
06 – Ancient Strength        (Cancrena – F. Farinola)            (4’ 45”)
07 – Hidden Depravity    (Cancrena – F. Farinola)            (3’ 55”)
08 – To nerve oneself        (F. Farinola – Giuseppe Dentamaro)     (4’ 20”)
09 – Under The Law        (Cancrena – F. Morgese)            (3’ 34”)

I testi sono quasi sempre di Farinola – narrano di problemi di denuncia sociale, di droga, di vicende personali.  E comunque disdegnano la banalità. Le musiche sono sempre corali e mai firmate da singoli elementi.

Oggi questi ragazzi alternano ancora l’attività musicale alla propria attività lavorativa.
Ruggiero Ricco è cuoco in un locale da lui stesso gestito – Francesco Farinola è agente marittimo – Francesco Morgese ha un negozio di abbigliamento – Fabio Chiarazzo lavora nel settore farmaceutico – Luca Carone lavora nel settore calzaturiero – Marco Albanese è grafico.

MA NON FINISCE QUA. Il gruppo ha appena finito di registrare il suo nuovo album, che uscirà fra un po’ di settimane col titolo di “Chapter Five” – un paio di tracce sono già reperibili in rete. Fabio Chiarazzo ha promesso di mandarmene una copia con piena autorizzazione a girarlo sulla Stratosfera e mi ha raccontato che in questo lavoro i brani sono più blues e più melodici. A dimostrazione che vale sempre il detto che si nasce incendiari e si muore pompieri. Sono molto curioso di ascoltarlo e di proporvelo.


In chiusura di post mi imbatto in un curioso fenomeno – giro per la rete e trovo un video dei Cancrena, del 2009, di un brano non presente in alcuno dei loro cd – il brano si chiama “Black Cat Dies” e questo è il link

Solo continuando la lettura dei commenti capisco che si tratta di un altro gruppo, stavolta marchigiano.  Stesso nome, stesso genere musicale, stesso periodo. Una coincidenza incredibile.
Se qualche seguace della Stratosfera si vuole impegnare e farci sapere qualcosa in più …
Di quest’ultimo gruppo so solo che – mi dice Fabio – si sono sentiti una sola volta, discutendo in maniera accesa, in quanto ognuno sosteneva il proprio diritto di primogenitura sul nome. Dopo di che, visto che alla fine non c’erano in ballo soldi, hanno lasciato perdere.

Cari amici della Stratosfera, se siete ancora vivi dopo questa immersione totale nel thrash-metal più tremendo che ci sia, vi prometto che il prossimo post sarà molto ma molto più leggero.

Un abbraccio musicale. Giudas

Link Cancrena (2005) 
Link Underneath (2009)
Link Hidden depravity (2012)

Post by Giudas with a little Captain's help