mercoledì 31 luglio 2019

Massimo Bubola - 1979 - Marabel


TRACKLIST:

01. Marabel   3:27
02. La strada (tre carte)   3:41
03. Lorelai   2:57
04. Cocis   5:42
05. Billi, Iris & Re Michele   4:20
06. Maria che ci consola   4:11
07. Ferida   5:00
08. Buona stella   3:55

Bonus Tracks
09. Chi ruberà   3:09 (45 giri, lato A, 1979)
10. Bar dei cuori infranti   3:46 (45 giri, lato B, 1979)


MUSICISTI &...

Massimo Bubola - voce
Roger Smith - basso
Franco Di Stefano - batteria, percussioni
George Sims, Roberto Puleo - chitarra
Alberto Visentin - piano, tastiere
Antonello Venditti - produttore


Giungiamo a ridosso della tradizionale pausa del mese di agosto con questo splendido disco di Massimo Bubola, il secondo della sua discografia, dal titolo "Marabel".  L'album, pubblicato in origine dalla Philips nel 1979, è stato ristampato dalla casa discografica Universal Music nel 2008, con l'aggiunta di due bonus track (che trovate qui), ovvero il singolo pubblicato nello stesso anno.

Cade il sole a piedi nudi sulla strada del coraggio
dietro il mare ha gli occhi d'oro e di corallo
e Rachele ha il ventre scuro al mistero dilatato
nasce un figlio con il naso insanguinato
e io ho visto quasi tutto anche quello che non c'è
ma ogni lacrima è una storia
ogni lacrima è una storia
Marabel


"Marabel" va ad integrare lo splendido post realizzato nel 2015 dal Capitano e da Frank-One che ritroverete qui e segue, in ordine cronologico, il disco d'esordio "Nastro giallo" del 1976.
Come si legge sul sito "Disco Club", "Marabel" è considerato uno tra i più importanti e significativi album di Massimo Bubola e precursore di quello che poi verrà definito da molta critica "rock d'autore". E' un album che, pur essendo stato registrato nel 1978, mantiene un sound ancora fresco e potente e contiene tutti gli ingredienti delle ballate elettriche ed acustiche del Massimo futuro. Dalla dark ballad Cocis, all'acustica Buona stella, dalla cinematografica Maria che ci consola alla biblica Marabel, dalla visionaria Billy, Iris & re Michele, alla celtica Lorelai che anticipa Il Cielo d'Irlanda, alla ballata tex-mex Ferida.  Il produzione è niente meno che Antonello Venditti. 
Un disco di altissimo livello da ascoltare dalla prima all'ultima nota. 


E con Massimo Bubola e il suo "Marabel" la Stratosfera si prende un mese di meritata vacanza. 
Il Capitano in primis, George, Frank-One, Andrea, Pelino, Stefano, Pietro, Osel (se ho dimenticato qualcuno chiedo scusa), via augurano buone vacanze (se ancora non le avete fatte) e un buon Ferragosto. Ci risentiamo a settembre.
Compitino per le vacanze: i file dell'unico concerto-reunion del Perigeo a Firenze il 23 luglio scorso.
Un abbraccio



Post by George 

domenica 28 luglio 2019

Kathy and Gulliver - 1972 - Kathy and Gulliver (vinyl)


TRACKLIST:

Lato A
01. Chelsea
02. How Do You Do
03. The Time Before
04. Hey Boss
05. Swing Swing


Lato B
06. Music Everywhere
07. Rub It In
08. Colours
09. Sixteen Dandelions
10. Thinkin'
11. An Island Faraway
12. I Know The Rain


Bonus Track
13. Angels and Beans (45 giri, lato A, 1973) - dalla colonna sonora originale del film
"Anche gli angeli mangiano fagioli"


Un bel disco nostalgico con suoni leggeri, canzoni disimpegnate e belle melodie all'insegna di questa lunga e calda estate. Ho ripescato dal baule dei ricordi il primo e unico album del duo Kathy and Gulliver (mai ristampato negli anni a venire) pubblicato dalla RCA nel 1972. 
Dal 33 giri vennero tratti nel 1972 e 1973 numerosi singoli, L'unico inedito su Lp è il lato A della colonna sonora del film "Anche gli angeli mangiano fagioli", dal titolo Angels and Beans, che ho inserito come bonus track.


Ripercorriamo brevemente la biografia del duo (fonte: canale Youtube di Jack Beatrici)
‎Kathy Vergani e Santino Scarpa danno origine nel 1972 al duo Kathy and Gulliver che viene "venduto" come americano, ma in realtà lei è italo-americana mentre lui è di Salerno
Nel 1970 Santino, durante un’esibizione, fu notato da Cesare De Natale, un giovane scout dell’importante label discografica RCA. L’audizione andò molto bene. Per i capi della RCA aveva sia il look vincente (baffi, capellone, stivale giusto), che le capacità musicali per imporsi. Lo misero sotto contratto e di lì iniziò l’ascesa. Durante quegli anni nacque il connubio con i fratelli Guido e Maurizio De Angelis, alias Oliver Onions, con cui collaboro' sia in qualità di cantante che come co-autore di brani. Ha contribuito a comporre soundtrack di film come “Altrimenti ci arrabbiamo” con la celeberrima “Dune Buggy”, “Anche gli angeli mangiano fagioli” e “Pari e dispari”.
Nel 1972 sotto lo pseudonimo di Gulliver, affibbiatogli per la sua caratteristica di essere sempre in giro, la RCA incise un 45 giri in coppia con una giovane cantante americana, dalla bella voce calda e dolce, Kathy Vergani. Il singolo era “How Do You Do”, cantato in inglese, molto orecchiabile e commerciabile, che divenne uno dei tormentoni dell’estate 1972… 


Alla vigilia della partenza per una lunga tournée estera, Santino Scarpa ebbe un incidente automobilistico. Fu un brutto colpo perché dovette annullare tutti gli impegni discografici. Prese perciò la decisione di allontanarsi momentaneamente dalla musica e sfruttare il periodo sabbatico per laurearsi e terminare i suoi studi di lingue. L’amore per la musica risbocciò intorno al 1976 quando, in anticipo con i tempi, inizio' a fare piano bar in locali prestigiosi in giro per l’Italia.
Da quasi dieci anni è la voce della blues-band fiorentina Mr. Blues e suona  chitarra, armonica, pianoforte e organo.  Ma il vero coronamento della sua carriera è la possibilità di suonare da solista sul palco dell’Hard Rock Cafè di Firenze. Qui propone uno show unplugged con un repertorio che spazia dai Canned Heat ai Rolling Stones e ai Beatles per arrivare ai Fleetwood Mac e a Neil Young .
E' tutto. Come sempre...buon ascolto.



Post by George

giovedì 25 luglio 2019

Fedrigotti, Sinigaglia, Tavolazzi - 2004 - Sette veli intorno al re


TRACKLIST:

01. Nella grotta rotta 
(contrabbasso, Ares Tavolazzi - chitarra, Carlo Sinigaglia - piano, Michele Fedrigotti)
02. Il bagno (voce, Francesco Guccini)
03. Ninna Nanna del violino (voce, Franco Battiato)
04. Alfabeto (basso, Ares Tavolazzi -  voce, Carlo Taranto, Faisal Taher)
05. Sette veli (voce, Ares Tavolazzi)
06. Tino, Pino e Barbalunga (voce e piano, Stefano Bollani)
07. Il Re Delfino (basso e cori, Ares Tavolazzi - voce, Michele Fedrigotti)
08. La luna e il dito (ukulele, Ares Tavolazzi - voce, Francesco De Gregori)
09. Ricordo (basso acustico, Ares Tavolazzi)
10. Il guardiano (chitarra, Carlo Sinigaglia)
11. Matokia (voce, Don Riccardo Simionato)
12. Tarantella di Natale (voce, Fausto Cigliano)
13. Shlof' Mayn Kind (voce, Moni Ovadia)
14. Nami (voce, Faisal Taher)
15. Peace Through Kindness (flauto e voce, Nawang Khechog)


BREVE PREMESSA by GEORGE
Secondo grande regalo del nostro nuovo amico Pietro. In questa torrida estate, a ridosso dell'oramai imminente vacanza estiva della Stratosfera (la classica chiusura del mese di agosto) le sorprese non mancano. Gli amici che in questi giorni sono in vacanza avranno un po' di delizie da ascoltare al loro ritorno. Una di queste, che segue a ruota la chicca dei Gialma 3 con Piero Cotto, è questo particolare disco attribuito al trio Fedrigotti. Sinigaglia, Tavolazzi, dal titolo "Sette veli intono al re". L'album è stato pubblicato dalla Sony nel 2004. E ora lasciamo spazio al commento di Pietro, che ringraziamo ancora per il bellissimo cadeau. 


COMMENTO by PIETRO
Il disco è servito a noi con i nostri bambini. La speranza è che possa diventare uno strumento pratico da utilizzare nelle diverse situazioni quotidiane con i bimbi, per favorire una relazione con loro e fra di loro”.
Con queste parole, poste in ultima pagina del libretto del CD, si declamava lo spirito di un progetto ideato da Karen Jaloveskas e realizzato dall’inedito power trio Fedrigotti-Sinigaglia-Tavolazzi e da una nutrita schiera di illustri ospiti. Fedrigotti, già incontrato sulla Stratosfera con Danilo Lorenzini per “I fiori del sole”, membro effettivo della “Battiato Factory”, vanta collaborazioni eccellenti (Alice e Giuni Russo tanto per citarne qualcuna). Sinigaglia, chitarrista, esperto in pedagogia musicale e musicoterapia, anch'egli ha lavorato in studio ed in concerto con artisti di grido (Battiato, Guccini, ecc.). Tavolazzi, non ha certo bisogno di presentazioni. Non sulla Stratosfera, perlomeno.
Un disco “strano”, composto da due fasi musicali, intervallate da un paio di strumentali.
La prima, in deciso “bimbitudine style” ci presenta perlopiù musiche composte dai nostri eroi con testi della Jaloveskas, con interpretazioni arricchite dalla presenza di ospiti d’eccezione (Guccini, Battiato, Bollani, De Gregori); le restanti parti cantate (ed i cori) sono appannaggio dei “tre babbi” -musicisti prestati al canto- con timbriche anche particolari.
Dopo il ponte strumentale (Ricordo - Il guardiano) si apre una parte decisamente legata alla musica mediorientale ed africana, con altrettanti ospiti d’eccezione, tra cui Moni Ovadia. 
(Piccola curiosità: tra gli ospiti appare in un brano Don Riccardo Simionato, missionario in Madagascar - ndr). Un CD disomogeneo - non necessariamente un difetto - composto da un A e B side. La perizia strumentale dei titolari e dei numerosi ospiti, le illustre comparse e la presenza di alcune piccole gemme - che lascio a voi il piacere di scovare - rendono il CD (anche a distanza di anni) un lavoro gradevole all'ascolto.



Post by George - Words & Music by Pietro

martedì 23 luglio 2019

Gialma 3 & Piero Cotto - 1982 - Gialma Planet (vinyl)


TRACKLIST:

01. Give Me   3:43
02. Francesca   2:52
03. Gialma Planet   3:42
04. Thank You   3:47
05. Uneasy   5:06
06. Stay   4:05
07. Lonely Shade   3:42
08. Made In Goodfaith   4:24


FORMAZIONE:

Piero Cotto - voce
Riccardo Zegna - tastiere
Aldo Sperti - basso
Claudio Endimione - batteria, percussioni


PREMESSA by GEORGE
Grazie al sempre prodigo Frank-One, abbiamo finalmente l'opportunità di ascoltare questo terzo raro album dei torinesi Gialma 3 (qui insieme al cantante Piero Cotto) dal titolo "Gialma Planet", pubblicato  nel 1982 e mai ristampato. Quindi un grazie di cuore all'amico Frank-One per questo super regalo estivo. Ricordo che il disco giaceva da innumerevoli anni nella wiehlist della Stratosfera. Non mi dilungo ulteriormente. Lascio spazio alla recensione di Frank-One, come sempre condita con succosi aneddoti.

RECENSIONE by FRANK-ONE
Ben più di qualche mese fa durante la mia attività di taxista ricevetti nel tardo pomeriggio una chiamata da un’azienda ubicata nell’hinterland a Nord Ovest di Milano; recatomi sul luogo, saliva a bordo una signora molto cortese che necessitava di recarsi all’aeroporto di Linate, che per chi non conoscesse Milano rimane totalmente dalla parte opposta, ovvero a Est. Preso atto che per effettuare il tragitto sarebbe stata necessaria quasi un’ora, partivamo, e lì la gentile cliente, dopo avermi chiesto scusa per il disturbo, effettuava un paio di telefonate di carattere familiare, terminate le quali osservava in silenzio dal finestrino la città durante il nostro attraversamento. Ma ad una decina di minuti dall’arrivo la mia autoradio diffuse le note di un brano dei Perigeo, al che la signora mi chiese quale emittente stessi ascoltando, le spiegai che era una mia playlist, e che questo era un brano di un gruppo di JAZZ ROCK in auge negli anni 70. Fu questa la parola magica che la portò a chiedermi : “Ma lei ascolta jazz rock? Quindi conosce i Gialma 3? E i Cadmo? Potremmo includere Lino Capra Vaccina?”. Trasecolai voltandomi a guardarla incredulo, in 33 anni sarà accaduto 3 / 4 volte di trovare persone così competenti e così appassionate della “nostra musica”. Mi confessò il suo rammarico nell’avere una grande collezione di lavori, ma tutti in mp3, al che scoprii l’acqua calda dicendo : “Ma sa che c’è un bel blog al quale mi onoro di collaborare, si chiama Verso la StratoSfera….”, e qui mi interruppe : “Quello con la copertina di Nuda de i Garybaldi fatta da Crepax? Lo conosco bene, Ho preso da lì moltissimo materiale”, insomma stavo per svenire !!!!
Ahimè nel frattempo eravamo arrivati a Linate, ci salutammo scambiandoci i contatti e l’augurio di ritrovarci se non a Milano, almeno tra le righe della StratoSfera, ed eccomi così qui a dedicare a quella meravigliosa persona uno degli album presente da tempo nella wishlist del nostro Capitano, ovvero quel Gialma Planet uscito per la Drums nel 1982 a nome Gialma 3 e Piero Cotto, benché il centrino del disco riporti solo il nome della band torinese.


Mi sono dilungato nel racconto di cui sopra, in quanto per quel che riguarda il lavoro ho ben poco da dire, soprattutto alla luce della grande delusione provata nell’ascoltarlo dopo che  avevo avuto modo di apprezzare i primi due lavori già presenti nella StratoSfera: l’Isola del Tonal del 1979 (qui) e Rain’s Dream del 1976 (qui). Ad onor del vero se andate a ritrovare i commenti de l’Isola del Tonal, vedrete che già due brani del lavoro odierno avevano ivi fatto capolino, questo perché la ristampa del CD aveva avuto come bonus track i brani Gialma Planet e Thank You, guarda caso cantati, il che aveva suscitato le perplessità di qualche lettore, per poi chiarire l’arcano.
Parlavo poc'anzi di grande delusione, almeno da parte mia, questo perché estasiato dalla matrice jazz rock tipica torinese dei primi due lavori, mi trovai qua di fronte al tipico lavoro di un grande gruppo “contaminato” dalla matrice pop di un seppur bravo musicista quale Piero Cotto, quel Piero che coi Cottonfields nel 1972 aveva pubblicato il simpatico “Il viaggio, la donna, un’altra vita” ma che qui come ci ricorda l’amico maestro Augusto Croce nel suo sito www.italianprog.it : “…Se i primi due album sono simili, il terzo ha visto l’ingresso di un nuovo batterista (Claudio Endimione ndr) e del cantante Piero Cotto già con Piero e i Cottonfield, con uno stile musicale più vicino alle produzioni di quest’ultimo artista”, il che appunto tradì un po’ le aspettative di chi già conosceva i due lavori precedenti.

Piero Cotto
Quasi tutti i brani furono composti da Aldo Sperti, il bassista dei Gialma 3, dallo stesso Piero Cotto e da un altro nome a noi noto della Torino di quegli anni, quel Mauro Cavagliato che ha ben più di qualcosa a che fare con un altro gran bel gruppo del capoluogo piemontese, quegli Zauber dei quali spero quanto prima di produrre all’amico George quel materiale che permetterà di pubblicare gli ultimi loro lavori rimasti ancora inediti sulla Stratosfera. Il terzo componente del gruppo è quel Riccardo Zegna, già tastierista de La Corte dei Miracoli, coautore con Piero Cotto dell’ultimo brano dell’album, Made in Goodfaith.
E qui concludo, ma permettetemi di dedicare questo post alla Signora Concetta, con l’augurio che ci stia ancora seguendo e che possa sempre trovare positive vibrazioni nell’ascolto del nostro meraviglioso mondo musicale. Buon ascolto e buona salute a voi tutti.



Post by George - Words & Music by Frank-One
                                                                                                                       

sabato 20 luglio 2019

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 58 - Van Der Graaf Generator - Reunion Concerts - Roma, Centrale del Tennis, 13 giugno 2005

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1:

01. Darkness
02. The Undercover Man / Scorched Earth
03. Every Bloody Emperor
04. Lemmings
05. Children Faith


TRACKLIST CD 2:

01. Still Life
02. The Sleepwalkers
03. In The Black Room
04. Nutter Alert
05. Man-Erg
06. Refugees
07. Theme One (encore)


LINE-UP

Peter Hammill - vocals, piano, guitar
Hugh Banton - organ, keyboards 
Guy Evans - drums 
David Jackson-  flutes, saxophones 


Ed eccoci giunti al completamento del tour italiano del 2005. Il concerto mancante è proprio questo, assolutamente assente sul web nella sua integrità. I Van Der Graaf Generator suonarono a Roma, nella Centrale del Tennis, il 13 giugno 2005, secondo show in Italia dopo il debutto avvenuto a Milano due giorni prima. Devo ringraziare gli amici che hanno prontamente risposto al nostro appello, inviando in tempo record i file del concerto, ovvero Pelino e Stefano (quest'ultimo non lo sentivamo da molto tempo ed è stato un piacere ritrovarlo). Ammetto di essermi sentito in forte imbarazzo nel dover scegliere quale tra le due ottime registrazioni, pubblicare. Ho optato per quella di Stefano, caratterizzata da una migliore resa della voce. Probabilmente dipende dalla posizione in cui ci si trovava rispetto al palco e agli amplificatori. Mi perdoni Pelino, ma credo che anche lui concorderà. In compenso quest'ultimo mi ha inviato, insieme ai file (con una cartella bonus contenente un concerto dei VDGG del 1975 a Roma), dei bellissimi scatto fotografici. Così ho salomonicamente postato la registrazione di Stefano e le immagini di Pelino. Un mix vincente senza ombra di dubbio.


Il concerto è di una bellezza straordinaria, grazie anche all'ottima qualità della registrazione. I Van Der Graaf, nella loro line-up originaria, sciorinano le gemme di "Pawn Hearts",  oltre a Refugees, Stll Life, Darkness, Theme One  e altre meraviglie, incluse un paio di tracce dall'allora ultimo album "Present".
Una registrazione da ascoltare e gustare dalla prima all'ultima nota. Di seguito ancora alcune immagini del concerto romano. Buon ascolto.





Post by George - Music by Stefano - Pictures by Pelino
(six hands are better than two)

giovedì 18 luglio 2019

Enten Hitti - 1997 - Giganteschi pagliacci del mondo solare (plus bonus CD)


TRACKLIST:

01. Guida all'ascolto  0:13
02. Giganteschi pagliacci del mondo solare  3:51
03. Il mare verticale  7:01
04. Enupnia  7:52
05. Birimbori  3:18
06. Requiem Budda  4:34
07. L'uccelliera di Artaud  6:11
08. Naudiz  10:13
09. Graffiti Silenti  3:57


MUSICISTI E ALTRO

Musiche di Pierangelo Pamdiscia e Gino Ape
Brunella La Vecchia - voce
Beppe Andreoni - basso acustico
Giampaolo Verga - violino
Ginevra Di Marco - voce in "Guida all'ascolto"


Questo magnifico CD è un regalo del nostro amico Marco Osel. Il gruppo degli Enten Hitti è una meravigliosa creatura, dedita alla ricerca e alla sperimentazione, fondata nel 1995 da Pierangelo Pandiscia e Gino Ape. Il progetto è quello di costituire un gruppo aperto, un laboratorio sonoro per l'esplorazione e la ricerca delle intersezioni fra elettronica, musiche rituali ed etniche e canzone d'autore. Il gruppo si dimostra subito fortemente ispirato dall'arcaico e dalle suggestioni sulle radici della musica e i suoni primari anche se accanto a questa dimensione coesiste una vena da canzone d'autore in cui parole, testi, poesia prendono un ruolo importante.
La storia di venti anni di attività parte da un'impostazione più rock in cui si nota l'influenza di gruppi come Tuxedomoon, Can e Penguin Cafe Orchestra. Dal 2000 in poi prendono corpo attività più sperimentali fra musica preistorica e installazioni sonore. In questi anni vengono autoprodotti diversi CD e realizzati decine di concerti in festival e locali storici. Moltissimi gli incontri, gli amici e le collaborazioni, dalle Officine Schwartz a Paolo Bandera ed Eraldo Bernocchi (Sigillum S), da Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti, alle esperienze sui mistici del Duecento con Franco Battiato, dalla ricerca sulla musica preistorica seguendo Walter Maioli e Art Of Primitive Sound alle contaminazioni teatrali col Teatro de Los Andes, l'Odin Teatret e il Workcenter di Jerzy Grotowski. Hanno preso parte ai Simposi di Arte Preistorica e Tribale organizzati dal Centro Camumo di studi preistorici dal 1997 al 2002 e hanno compiuto viaggi di ricerca in India con i cantori tribali BAUL(1995-1997), in Nord Africa con la Confraternita Gnaua(Marocco) ed Essaiura (Tunisia), in Mongolia, Messico e Siberia facendo pratiche sciamaniche (fonte Wikipedia).


Il gruppo, oltre a strumenti classici, utilizza pietre, legni, conchiglie, ossa, semi essiccati e strumenti delle tradizioni etniche. Le musiche composte sono solitamente basate sulla melodia, sul ritmo e su sequenze modali più che sull'armonia e sul sistema tonale. Gli Enten Hitti inoltre usano, studiano e sperimentano strumenti elettronici e computer per creare suoni: se il tappeto sonoro creato da una tastiera elettronica può avere il medesimo risultato acustico di un didjeridoo aborigeno, perché non riconoscervi un medesimo significato? 
Per saperne di più sugli Enten Hitti (inclusa l'origine del nome) vi rimando all'intervista fatta a Pierangelo Pandiscia nel 2016 e pubblicata qui. Il loro sito web ufficiale lo troverete invece cliccando quiIl disco che vi presentiamo è stato pubblicato nel 1997 dall'etichetta Consorzio Produttori Indipendenti all'interno della serie "Taccuini - Collana di Musica aliena volume 12". 

Bonus CD - Giant Clowns of the Solar World (1996)


TRACKLIST:

01. Giant Clowns Of The Solar World  3:53
02. The Vertical Sea  7:03
03. Enupnia  7:52
04. Birimbori  3:22
05. Requiem Buddha  4:37
06. Artaud's Aviary  6:12
07. Naudiz  10:15
08. Silent Graffitti  3:59


MUSICISTI E ALTRO

Musiche di Pierangelo Pamdiscia e Gino Ape
Brunella La Vecchia - voce
Beppe Andreoni - basso acustico
Giampaolo Verga - violino

Strumenti utilizzati: computer, oboe, chitarra, tastiere, nastri, batteria e percussioni, xilofono, marimba, flauti, kalimba, percussioni etniche, conchiglie, campane tibetane e altro ancora.


Forse non tutti sanno che...
Nel 1996 lo stesso album venne pubblicato dall'etichetta Aqua in edizione limitata a 1000 copie con il titolo in inglese e con gli stessi brani di "Giganteschi pagliacci" anch'essi titolati in inglese e senza il recitato di apertura "Guida all'ascolto". Le poche differenze consistono in una leggera diversa lunghezza dei brani, For Fans Only.
Aspetto i vostri commenti. Buon ascolto


            LINK Giganteschi pagliacci (1997)
LINK Giant Clowns (1996)

Post by George - Music by Osel & George

domenica 14 luglio 2019

Claudio Rocchi - 2007 - Pedra Mendalza Soundtrack


TRACKLIST:

01. Thrill Eva (Sandro Mussida)
02. The Sirens (Walter Maioli)
03. Ellen Macarthur (Jont)
04. Angel Intro (Claudio Rocchi)
05. (As Riddled As) The Tide (Marco Lucchi)
06. Astrodome Siddhi (Cr + Nibil Project)
07. A Cup Of Tea (Feldmann)
08. Micromake (Sandro Mussida)
09. On The Boat (Claudio Rocchi)
10. Rombo (Synaulia)
11. Troppa felicità (Andrea Tich)
12. Nodas (Luigi Lai)
13. Santa Maria Elettrica (Massimo Zamboni)
14. La superficie delle cose (Fabrizio Coppola)
15. Processio (Claudio Rocchi)
16. This Time (Terje Nordgarden)
17. Reeh7 + Sometimes She...(CR + M. Lucchi)
18. Sri Rupa Manjari Pada (Paolo Tofani)
19. Angel Trust (Claudio Rocchi)
20. She's The One (Roby Dellera)
21. 17 inches_2 (Claudio Rocchi)
22. Power Animal (Claudio Rocchi)
23. Mary Magdala (Claudio Rocchi)
24. Thrill Eva (Sandro Mussida)


Prima di proseguire con l'ultimo show mancante dei VDGG (Roma 2005), ritagliamoci una breve pausa per riascoltare questa magnifica colonna sonora realizzata nel 2007 da Claudio Rocchi a supporto dell'omonimo film. Il sito "Arlequins.it" traccia con precisione le caratteristiche di questo lavoro dal sapore psichedelico. Vi riporto fedelmente il testo.
Pedra Mendalza” è una rocca vulcanica situata nel territorio di Giave, in provincia di Sassari.”Pedra Mendalza” significa ”la pietra che lava”,”che purifica”; è anche il titolo dell'ultimo lavoro di Claudio Rocchi (siamo nel 2007 - ndr), un lungometraggio da lui scritto, diretto e prodotto, definito nei titoli di testa “A digital tale with music”, nel quale l'autore apporta anche la sua voce narrante e la sua musica. Il racconto si snoda attraverso una trama inframmezzata da elementi documentaristici che riguardano luoghi, leggende e tradizioni popolari della Sardegna; è la storia di un viaggio che dai Navigli di Milano porta alla Sardegna e l'attraversa alla scoperta di alcuni tra i suoi più misteriosi luoghi; ma è anche la storia di un viaggio interiore che la protagonista compie alla ricerca di sé stessa in uno scenario psicologico denso di elementi simbolici, esoterici, anche magici. 


All'interno del racconto si aprono ampie finestre dedicate all'interpretazione dei misteri e delle leggende che circondano i luoghi sacri nuragici, curate dall'antropologa Dolores Turchi, studiosa di tradizioni popolari sarde. La regia visionaria di Claudio Rocchi è appoggiata, oltre che da una ricercata fotografia, da una colonna sonora ben assortita, assolutamente funzionale alla narrazione: è la musica di Claudio Rocchi a fare la parte del leone con otto brani, per lo più strumentali e inediti. Sono comunque numerosissimi e significativi i contributi “esterni”: la chitarra interrogativa di Massimo Zamboni con “Santa Maria Elettrica” diffonde un'atmosfera di mistero; la chitarra mistica di Paolo Tofani con “Sri rupa majari pada” invita alla meditazione; il rock senza indecisioni di Roberto Dellera con “She's The One” irrompe in un'esplosione di colore; il maestro Luigi Lai con le sue fantastiche launeddas riporta forte l'attenzione sulla terra sarda in “Nodas”; i catanesi Feldmann si incaricano di trarre le conclusioni con l'intimistica “A Cup of Tea”. E poi Walter Maioli, Andrea Tich, Fabrizio Coppola, Sandro Mussida, Terje Nordgarden (che compare in carne e ossa nel film), Marco Lucchi, Jont e altri ancora; il tutto contribuisce a comporre una colonna sonora di spessore, che rende scorrevole la narrazione e che valorizza al meglio gli effetti visivi".


Il film, se ancora non lo avete acquistato in DVD, potete sempre vederlo su Youtube nella sua integrità e lo troverete qui
La colonna sonora la potrete scaricare cliccando il link qui sotto. Buon ascolto.


LINK

Post by George

martedì 9 luglio 2019

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 57 - Van Der Graaf Generator - Reunion Concerts - Milano, Conservatorio Giuseppe Verdi, 11 giugno 2005


TRACKLIST CD 1

01. Undercover Man 
02. Scorched Earth 
03. Refugees 
04. Every Bloody Emperor 
05. Lemmings 
06. (In The) Black Room 
07. Darkness (11/11) 


TRACKLIST CD 2:

01. Masks 
02. Childlike Faith in Childhood's End 
03. The Sleepwalkers 
04. Man-erg 
05. Killer 
06. Wondering 

Bonus track
07. Lemmings (Roma, Centrale del Tennis, 13 giugno 2005)


Ed ecco che, per la gioia dei completisti, arriva anche il concerto di Milano dei Van Der Graaf Generator, prima tappa assoluta del tour italiano ed europeo del 2005, l'anno della reunion. I VDGG, nella formazione classica, sono ospitati (era l'11 giugno) nella prestigiosa sala del Conservatorio "Giuseppe Verdi". La scaletta differisce ulteriormente rispetto a quella presentata nei concerti di Taormina e Gardone Riviera. Qui, tra l'altro, troviamo una appassionata versione live di Killer, brano assente negli altri due concerti. Ho aggiunto come bonus track la versione di Lemmings proposta a Roma due giorni dopo. Il concerto romano non è documentato, tranne questa traccia. Sono certissimo che qualcuno lo ha filmato e registrato. A noi basta l'audio. Invito aperto al possessore di farsi vivo. 
Buon ascolto.



Post by George

domenica 7 luglio 2019

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 56 - Van Der Graaf Generator - Reunion Concerts 2005


Il 2005 è un anno importante nella storia dei Van Der Graaf Generator  poiché segna la reunion della band nella formazione classica. Lo scioglimento ufficialmente avvenne nel lontano 1978 (al termine della prima reunion) dopo la pubblicazione di "The Quiet Zone / The Pleasure Dome" (1977) e del live "Vital". In realtà gli anni a seguire furono costellati da sporadiche occasioni in cui i Van Der Graaf, sempre nella formazioni classica,  suonarono insieme, La prima fu la festa del quarantesimo compleanno della moglie di David Jackson nel 1991; nel 1996 salirono ancora sul palco durante un concerto di Peter Hammill e Guy Evans alla Union Chapel eseguendo Lemmings; nel 2003 Banton, Jackson ed Evans suonarono Still Life con Hammill alla Queen Elizabeth Hall di Londra. 
Proprio dopo questo concerto la band decise di ricominciare a scrivere e ad incidere insieme. Il lavoro per il nuovo album incominciò nell'estate del 2004. Il risultato fu un doppio CD, "Present", in parte costituito da "canzoni" in senso tradizionale, e in parte da registrazioni di session di improvvisazioni. All'album seguì, il 6 maggio 2005, un concerto di grande successo alla Royal Festival Hall di Londra, immortalato dal doppio CD "Real Time", pubblicato nel 2007 e dal video integrale della performance. Subito dopo i Van Der Graaf Generator intrapresero un tour europeo che toccò anche l'Italia, Anzi, l'Italia ebbe l'onore di essere il prima Paese europeo in cui i VDGG suonarono dopo il celebre primo concerto alla Royal Festival Hall: l'11 giugno furono al Conservatorio di Milano (con una scaletta praticamente uguale a quella della Royal) e il 13 giugno q Roma, alla Centrale del Tennis. Il giorno successivo il solo Peter Hammill fu ospite del Poetry Festival di Genova, dove si cimentò in appassionate letture di alcuni testi delle canzoni dei Van Der Graaf. Dopo alcune date in Gran Bretagna e in Francia la band ritornò ancora in Italia per regalare ai fans italiani altre due date: il 15 luglio a Taormina e il 18 a Gardone Riviera. 


Al termine del tour, nel novembre 2005, David Jackson abbandonò definitivamente la band. 
Ed ora passiamo alla musica. Vi proponiamo i due concerti di luglio, nella loro integrità, usciti per l'occasione dagli archivi di Osel (Taormina) e dai miei (Gardone Riviera). Ci tengo a sottolineare che il concerto del 15 luglio non l'ho finora visto apparire sul web. Con ogni probabilità è un "first time on the web". Grazie Osel per questo magnifico regalo.


from Osel archives
Van Der Graaf Generator - Womad Festival
Taormina (Sicilia), 15 luglio 2005


TRACKLIST:

01. Lemmings 
02. Darkness 
03. Still Life 
04. The Sleepwalkers 
05. Every Bloody Emperor 
06. Man-erg


LINE-UP

Hugh Banton - organ, keyboards 
Guy Evans - drums 
Peter Hammill - vocals, guitar, piano 
David Jackson-  flutes, saxophones and other reeds


Nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina, i VDGG furono ospiti d'eccezione del Womad Festival in Sicily, al fianco di Stewart Copelamd (ex Police), Youssou 'n Dour e una valanga di artisti italiani. Il concerto si aprì con un classico da "Pawn Hearts", la celebre Lemmings, seguita a ruota da Darkness ( da "The Least We Can Do"). Di seguito Still Life (dall'omonimo album del 1976), The Sleepwalkers (da "Godbluff" del 1975) ed Every Bloody Emperor (unico brano tratto da "Present"). Gran finale con Man-Erg, capolavoro assoluto di "Pawn Hearts". Come potrete notare i brani vengono direttamente presentati da Peter Hammill, in un discreto italiano, Il tempo stringe e non c'è spazio per un bis. Peccato, ma il concerto rimane comunque grandioso.
Nota tecnica: ci troviamo di fronte ad una ottima registrazione, direi un audience ++. Da ascoltare e gustare dalla prima all'ultima nota.




From George archives
Van Der Graaf Generator - Teatro del Vittoriale
Gardone Riviera (Brescia), 18 luglio 2005


TRACKLIST CD1:

 01. Darkness 
02. Undercover Man 
03. Scorched Earth 
04. Every Bloody Emperor 
05. Lemmings 
06. When She Comes 
07. Pilgrims 


TRACKLIST CD2:

01. Childlike Faith in Childhood's End 
02. The Sleepwalkers 
03. Nutter Alert 
04. Man-erg
05. Refugees 
06. Theme One (encore)


Tre giorno dopo il concerto di Taormina, i VDGG risalirono la penisola per giungere a Gardone Riviera, splendida località in provincia di Brescia. La sede è sempre prestigiosa,anche se non può vantare la storia del Teatro greco-romano di Taormina. Stiamo parlando del celebre Vittoriale di Gabriele D'Annunzio. La band propose questa volta una scaletta decisamente più corposa, con escursioni più frequenti nell'album "Present". Non mancano, anche in questa occasione, le riproposte dei grandi classici del passato. Gran finale con Refugees e l'immancabile Theme One. Anche in questo caso la registrazione è di ottima qualità. La recensione del concerto, firmata da Christina Verzeletti sul sito "mescalina.it", la potete leggere qui. Ultima annotazione: possiedo anche la registrazione del concerto di Milano dell'11 giugno, prima tappa italiana dei reunion concert. Se vi interessa...basta chiedere. E' tutto. Buon ascolto.



Post by George - Music by Osel & George