venerdì 25 luglio 2014

Serie "Bootleg" n. 165 - Premiata Forneria Marconi - Live Arena di Milano, 10.09.1979

Questo bootleg racchiude il concerto che la PFM tenne il 10 settembre 1979 all'Arena di Milano. Parte di esso circolò per un certo periodo in versione video. Il post propone però due brani esclusi dal VHS/CD bootleg. La scaletta del concerto è decisamente interessante, per un paio di motivi: il primo è legato alla presenza di una inedita cover dei Beatles, nientemeno che Eleanor Rigby; il secondo è dovuto alla jam finale, che è stata per comodità intitolata Milano, con la presenza dell'amico Alberto Fortis. Ricordiamo, a beneficio di quei pochi che se ne fossero scordati, che la PFM al completo accompagna Alberto Fortis nel suo primo omonimo album solista pubblicato proprio nel 1979, anno in cui si è tenuto questo concerto. Le due bonus tracks, rispetto alla versione video, sono Volo a vela (che verrà pubblicata solo nel 1980 sull'album "Suonare suonare") e La sedia di lillà, interpretata da Alberto Fortis. Inusuale la formazione a sei della PFM, con Lucio Fabbri alla chitarra e al violino che affianca Mauro Pagani & Co. 


TRACKLIST:

01. La luna nuova 
02. Il banchetto 
03. Solo Franco Mussida 
04. Il pescatore 
05. Eleanor Rigby 
06. Volo a vela – solo versione audio
07. Celebration 
08. Jam session - Milano (con Alberto Fortis) 
09. La sedia di lillà (con Alberto Fortis) – solo versione audio

 
FORMAZIONE:

Franz Di Cioccio - batteria, voce 
Patrick Divas - basso
Flavio Premoli - tastiere, voce 
Franco Mussida - chitarra, voce
Mauro Pagani - violino, tastiere, voce
Lucio Fabbri – violino, chitarra

guest
Alberto Fortis - voce, percussioni


Post by George, covers by captain

mercoledì 23 luglio 2014

Diapason - 1975 - Diapason

TRACKLIST :

1 - Diatessaron (3:50)
2 - Ballata per Isi (3:23)
3 - Riflessione (9:06)
4 - Doppia triade (4:03)

Volevo serbare, per tempi magari più di magra, alcuni dei grandi regali elargiti alla stratosfera dall'amico A.B., ma non ho saputo proprio resistere alla tentazione di postare al più presto questa chicca... Ecco a voi i 4 pezzi dei Diapason, ovvero il lato ancora "oscuro" del famoso album "Preghiera di Sasso/Diapason" del 1975 (a tutt'oggi 2° disco più ricercato e costoso del prog italiano, vedi Borsino su Classic Rock). Ricordiamo che quest'album venne inciso da 2 band che, per così dire, decisero di dividere le spese di produzione (e l'album stesso) metà a testa. Ma uno strano scherzo del destino colpì i Diapason: mentre alla Preghiera di Sasso è stata dedicata, negli anni 90, una ristampa con l'aggiunta di bonus tracks (che potete trovare qui, ad opera del fido George), il lato B di questo mitico album rimase in soffitta, coi nastri chiusi in chissà quale cassetto, e con essi il suono jazz rock dei Diapason. Questo fino ad oggi...
 

Vista la rarità estrema e le sue peculiarità, sia Mister JJ John su ClassicRock che Augusto Croce su Italianprog parlano diffusamente, e ben più autorevolmente del sottoscritto, della genesi delle 2 band e dei loro componenti. A loro vi rimando per un'analisi più approfondita circa quest'autentica rarità del prog italiano, io chiudo invece questo post con un piccolo, doveroso inciso: sono davvero orgoglioso, e profondamente grato ad A.B., che questi suoni perduti riappaiano proprio qui sulla Stratosfera, in anteprima assoluta. Mi aspetto altrettanto entusiasmo da voi, viandanti che attraversate questi luoghi e ne assaporate suoni e fragranze, vi invito vivamente a lasciare una testimonianza del vostro passaggio...

DIAPASON :

Emilio Di Pasquale (chitarra)
Leonardo Epifani (piano elettrico)
Ubaldo Di Gregorio (sax, clarinetto)
Salvino Epifani (basso)
Paolo Previtali (batteria, percussioni)


Pasta del Capitano, thank you very much to our friend Anonymous Benefactor

domenica 20 luglio 2014

The Revelations - 1971 - The Revelations

 
TRACKLIST :

01 - Sweet Daniela
02 - Dedicated to J. Hendrix
03 - Good Morning Mr. Gleen
04 - Blue 1971
05 - Lively 
06 - Memory of Brasil
07 - Soul 111
08 - Old Wa Wa
09 - Spanish Theme
10 - Drops

Bonus tracks (dal singolo del 1969 a nome "Le Rivelazioni")

11 - In te
12 - Noi eravamo noi

 Ringrazierò l'amico che ci ha passato questa rarità più sotto, ora invece cercherò di introdurre brevemente l'album dei The Revelations. Interamente strumentale, è un solido esempio di beat contaminato con la psichedelia, suonato con gran classe. E la cosa non stupisce, visto che nel gruppo militavano futuri membri dei Goblin e del BdMS. Qualche informazione in più la potete trovare su Italianprog, anche questa volta unica fonte di notizie sul web circa quest'album (mitico Augusto Croce!!). Un ascolto senza dubbio interessante che consiglio vivamente sia agli amanti delle sonorità più anni 60 e beat, sia agli amanti del prog italiano, che di lì a poco sarebbe esploso come tutti sappiamo.

THE REVELATIONS :

 Gianfranco Coletta (chitarra, voce)
Piero Tudini (chitarra)
Fabio Pignatelli (basso)
Giorgio Grassi (batteria)

Ho pensato di fare cosa gradita agli appassionati aggiungendo, come bonus tracks, i 2 brani da un singolo del 1969 inciso dalla stessa formazione con il nome "Le Rivelazioni". Per questi 2 pezzi un ringraziamento va all'amico Mmasimo ed all'immenso e fondamentale archivio di rarità costituito dal suo canale youtube...

 Il rarissimo album psycho beat che vi stiamo proponendo in questo post è un altro graditissimo contributo che ci viene dall'Anonimo Benefattore (vedi post dei Sandeman) che, ultimamente, ha dato una bella sforbiciata alla wishlist stratosferica. Osservando le statistiche del blog, ho notato che proprio il post dei Sandeman è stato il più visitato nell'ultima settimana: peccato che, come sempre, i commenti non abbondino. Mi spiace, non tanto per il mio lavoro, quanto per il nostro amico che, scegliendo di restare anonimo per motivi più che condivisibili, non si becca neppure la citazione nel post, classica in questi casi. Dunque solo passione e voglia di condividere con noi le sue rarità lo spingono, ragazzi, penso che almeno un ringraziamento lo meriti...


Post by Captain, many thanks to AB (Anonimo Benefattore)

venerdì 18 luglio 2014

I Leoni - 1971 - La Foresta - with rare bonus tracks

TRACKLIST:

01. L'alba
02. Il rinoceronte
03. Jena ridens
04. Lo stregone
05. L'incendio
06. Le scimmie
07. La rugiada
08. Le giraffe
09. Sesso
10. Il tramonto

Rare bonus tracks:

11. Ogni notte - 45 giri, lato A - 1970
12. Le bottiglie - 45 giri, lato B - 1970
13. La folle corsa - dalla compilation "Sanremo '71" - 1971
14. How can you live your life? - Opening section - dalla colonna sonora del film "Un posto ideale per uccidere" - 1971
15. How can you live your life? (con Lorenza Visconti) - Middle section - dalla colonna sonora del film "Un posto ideale per uccidere" - 1971
16. How can you live your life? - Final section - dalla colonna sonora del film "Un posto ideale per uccidere" - 1971


FORMAZIONE:

Carlo Riccardi - tastiere, voce
 Giorgio Borgarelli - basso, chitarra, voce
 Pierluigi Bertolini - batteria
Wanda Radicchi - seconda voce

Così recita Augusto Croce su Italian Prog: "gruppo poco conosciuto, I Leoni, di Tortona, hanno avuto una breve carriera che ha lasciato due singoli ed un album, tutti rari, prodotti tra il 1970 e il 1971. Erano un trio, guidato dal tastierista/cantante Carlo Riccardi, e tutte le composizioni sono di un altro Riccardi, Enrico, che non faceva parte del gruppo e che è stato più tardi un importante produttore (di artisti noti come Patty Pravo e Loredana Berté). Pur essendo per la maggior parte di genere prog melodico, l'album, composto da dieci brani, contiene delle buone parti strumentali, come nell'ipnotica Lo stregone (con organo, percussioni ed una voce in latino in stile Jacula) e interessanti arrangiamenti progressivi come in Jena ridens o il brano finale Il tramonto. Poco dopo l'uscita dell'album e del secondo 45 giri, il gruppo ampliò la propria formazione con l'ingresso del chitarrista Paolo Stella ed una buona attività concertistica, fino allo scioglimento avvenuto all'inizio del 1973. Album incredibilmente raro, così come i due 45 giri del gruppo, "La foresta" è stato ristampato per la prima volta in CD nel 2003 ed in vinile nel 2009.  Un brano dall'album, Sesso, venne anche inciso nel 1974 da Loredana Bertè nel suo primo album "Streaking" con il titolo modificato in S.E.S.S.O."

Per i collezionisti come me (e come voi, ne sono certo) va ricordato che I Leoni, insieme a Lorenza Visconti, eseguirono un brano cantato in inglese, How can you live your life? all'interno della colonna sonora del film "Un posto ideale per uccidere"  di Umberto Lenzi. Il film uscì nelle sale nel 1971 e tra i protagonisti vi erano Irene Papas e Ornella Muti. Il brano non venne mai pubblicato né su vinile né su CD.

  
Concludiamo con l'esame delle bonus tracks. Comprendono il primo raro singolo del 1970, un brano inedito (La folle corsa reso celebre dalla Formula 3) incluso unicamente nella compilation "Sanremo '71" e la rarissima How can you live your life? tratta direttamente dalla colonna sonora del film "Un posto per uccidere". Quest'ultima la potrete ascoltare nelle tre versioni presenti nel film (frutto di un paziente lavoro di estrazione): quella posta in apertura, la middle section (con la voce di Lorenza Visconti) e quella posta a chiusura della pellicola, con i titoli di coda. Purtroppo non possiedo il singolo del 1971 Baciare Baciare. Posso solo postare la copertina. Confido sull'aiuto di qualche stratosferico amico per completare questo post sui Leoni. Tutte le tracce (ad eccezione di quelle estratte dalla colonna sonora del film) sono rippate dal vinile originale.

Link


Post by George

Le Scimmie (aggiornamento)

Ripubblichiamo questo post perchè Grog è riuscito ad avere le risposte mancanti all'intervista a Naida Salis. Buona lettura...

Da Avanzi di Balera a cura di Massimo Masini:

Sono cinque ragazze, allieve sin dall'infanzia della Scuola di Musica dei Maestri Augusta ed Antonio Bononcini, e nel 1965 creano il complesso beat tutto al femminile de
Le Scimmie.

Quella che all'inizio appare più che altro come una curiosità tra le tante stravaganze dell'epoca, in realtà è l'inizio di un'esperienza realmente anticonformista e di una carriera di tutto rispetto esercitata in Italia e all'estero.

Le prime prove nelle aule della Scuola Bononcini: Angela  Ranieri, chitarra; Orianna Ferrari, batteria; Nara Gavioli, chitarra; Liliana Gasparini, basso; Lauretta Brancolini, tastiere.

Una delle prime esibizioni nel 1966

Cartolina dell'Ottobre 1966. Orianna e Liliana si sono aggregate alle nascenti Gatte, Nara suona il basso e arriva la nuova batterista (a destra) Stefania Longoni.

Nel 1967 la Longoni viene a sua volta sostituita da Naida Salis, da Piombino (LI).

Alla fine dell'estate del 1969 Le Scimmie ritornano ad essere in cinque, ad Angela, Nara, Lauretta e Naida si aggrega la cantante Gina Zanasi, in arte Stella Giorgi, e arrivano pure i concerti all'estero.

Arriva pure il primo 45 giri nel 1971. La batterista Naida è presente alle incisioni, ma per la realizzazione della copertina ha già abbandonato il gruppo (matrimonio), al suo posto una controfigura ignota.

LINK 45 giri

Nel 1972 arriva la nuova batterista, Rosanna Capponi.

Nel 1973 Angela Ranieri abbandona e Le Scimmie restano nuovamente in quattro.

Nel 1974 cominciano ad avvicinarsi al Progressive ma alla fine dell'anno il gruppo si scioglie definitivamente. 

Intervista a Naida Salis a cura di Roberto Roganti (GROG):

Chi era  Naida Salis? 

Ero una ragazzina innamorata della vita e mi piaceva ridere, essere ironica con me stessa, un po' pazzarulla, selvatica e sopratutto uno spirito libero, non mi sono mai fatta condizionare da niente e da nessuno, nonostante che la vita mi abbia anche messo davanti spiacevoli situazioni, me la sono sempre cavata da sola. Fin da piccolina ho amato la musica, sentivo il ritmo dentro di me e non sapevo come buttarlo fuori per esprimerlo, ho imparato a ballare prestissimo e a seguire il tempo con i piedi e con le mani senza che mi rendessi conto che veniva da se... non lo comandavo.
Ho sempre avuto un carattere forte... ma anche una grande tenerezza per chi mi apprezzava e mi voleva bene e capiva come ero dentro veramente, grande romanticona. lo sono così anche adesso, non ho mai sopportato le ingiustizie e sono sempre pronta a 
difendere chiunque abbia bisogno di me, sono cambiata poco da come ero, naturalmente è subentrata la maturità, per cui le cose le affronto in maniera molto più pacata... quasi sempre... ma se mi scatta la scintilla sono una forza della natura non mi ferma nessuno, l'ho detto prima, sono sempre un po pazzarulla!!!!!

Tu sei approdata Scimmie nel 1967 come successe?
Suonavi già ed eventualmente dove?
Sono approdata alle Scimmie nel 1967, ho cominciato a suonare qui nella mia città nel 1965... ora ti racconto come: ero a fare le vasche in centro con il gruppo delle mie amiche, mi sono sentita chiamare, mi giro, era mia cugina Aura (lei faceva la cantante) e mi dice: vorresti far parte di un complesso femminile? Lo stiamo mettendo su... ci manca la batterista, che ne dici? Non l'ho fatta neanche finire di parlare che le avevo già detto di SI, consapevole del fatto che non sapevo neanche come era composta una batteria,
ma il mio spirito di avventura mi diceva che dovevo farlo, ci dovevo provare e cosi fu.
Mi portò dove erano tutte le altre ragazze del gruppo, mi presentò e mi fece conoscere Alberto Barsotti (batterista), il quale aveva montato la sua batteria per me, mi chiese se mi piaceva e se volevo provare a fare qualche cosa... io tranquillamente dico di sì e mi metto al posto di combattimento... prendo le bacchette e inconsapevolmente incomincio a muovere le mani  facendo un ritmo... lui mi fa "ma tu sai suonare, non è possibile hai praticamente eseguito una rumba rock... dai, ma scherzi o fai sul serio? Tu sai suonare..." Io lo guardo sbigottita e gli dico: "Guarda che io non sapevo neanche come era composta la batteria e che si suonava con le bacchette... non sto scherzando affatto, ti posso solo dire che ho sempre avuto la sensazione di avere dentro di me qualcosa di ritmico che non sapevo come esprimerlo, penso di aver trovato lo strumento giusto che fa per me". E da lì cominciai la mia avventura, dopo 6 mesi eravamo già sul palco, 5 ragazze che avevano molto coraggio, visto che negli anni '60 le donne erano viste come esseri "inferiori agli uomini", per cui ci prendevano anche un po' in giro gli orchestrali della mia città e non solo, anche quando andavamo fuori ci dicevano di tutto, però poi quando ci sentivano suonare cambiavano idea, specialmente su di me... Ho dato del filo da torcere a certi batteristi convinti di essere loro i più bravi... a volte ci sono rimasti male facendo delle gare con me ed hanno perso... Mi divertivo come una pazza quando succedeva. Il complesso si chiamava "Le Star". Non ci sono stata molto bene per loro troppa arroganza, poca umiltà e parecchia falsità, da parte anche di qualche genitore più facoltoso che voleva la supremazia proprio perché aveva più possibilità economiche, poi hanno fatto un po' di intrighi, mi ci hanno messo in mezzo e siccome io certe cose non le tollero, ho detto la mia e tanti saluti a tutti, e con loro ho chiuso... FINALMENTE... ed ho ricominciato a respirare meglio, mi sentivo libera.
Dopo una settimana che ero sono venute a cercarmi due ragazze di Modena, la Nara e la Lauretta, erano due Scimmie ed avevano saputo tramite L'Erpic (una agenzia che credo esista ancora) che avevo lasciato il gruppo, quindi erano venute a chiedermi se volevo  andare a Modena a suonare con loro...
La mia Risposta? SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII...!!!!!!!! Mi hanno prelevato e dopo 2 giorni eccomi lì, a suonare con LE SCIMMIE, sono stata benissimo con loro, è stata tutta un'altra storia, andavamo molto d'accordo, ci rispettavamo e, dulcis in fundo, eravamo anche parecchio brave.

Sai qualcosa sul perché di quel nome?
Per quello che riguarda il nome: a quell'epoca andava di moda per i complessi mettersi i nomi di animali e loro avevano scelto LE SCIMMIE che poi non era male!!!!
ti saluto alla prossima NAIDA....(CYTA)

Facevate un sacco di concerti, che musica suonavate cover o cose vostre?
Avete girato lo stivale e siete anche andate oltre, hai qualche aneddoto di quel periodo?
Si effettivamente facevamo molti concerti in estate a partire da Maggio /Giugno lavoravamo tantissimo in tutta Italia ma soprattutto al centro sud in tanti locali ma anche tante feste di piazza, abbiamo inaugurato diversi locali da ballo, discoteche estive, siamo state nelle isole principali ma anche a Capri Ponza ecc.. ecc.. fino a estate inoltrata eravamo veramente molto impegnate, da Ottobre si ripartiva con il lavoro in Italia ma tantissimo anche all'estero. La nostra musica  era quasi tutta Rhythm Blues facevamo anche pezzi in Italiano ma tutti rivisitati da noi, naturalmente erano cover, in quel periodo andava molto di moda per chi non aveva la casa discografica, ci si sbizzarriva a fare i pezzi a modo nostro e ti devo dire che venivano benissimo, noi ci divertivamo molto anche a fare cosi con la musica, nelle feste di piazza abbiamo suonato (nella stessa serata non insieme) con tanti complessi famosi, te ne cito alcuni altrimenti mi ci vuole una giornata intera: I Camaleonti, i New Trolls, Equipe 84 e poi tanti altri... Con i cantanti famosi di allora abbiamo condiviso le serate quasi con tutti, alcuni simpaticissimi altri (molti) antipatici e spocchiosi! Prendevamo molti applausi, ma nelle feste di piazza dovevo armare le mie colleghe di bacchettoni perché quando passavamo (pensa quasi sempre scortate dai carabinieri) la gente ci metteva le mani da tutte le parti era una cosa che non sopportavo tant'è che ad Orgosolo un tipo mi prese per di sotto e mi tirò sopra di lui ed io non senti scuse, gli mollai due o tre schiaffoni con tutte e cinque le dita piene di anelli... questo diventò paonazzo dalla rabbia e dal dolore che credetti mi volesse strozzare, ma io imperterrita gli gridavo che non avrebbe dovuto farmelo, per fortuna c'erano a suonare i "SALIS & SALIS", che erano miei parenti, che intervennero e mi salvarono da sto tipo inkkakkiato nero. 
Bello era quando andavamo in Svizzera  a suonare per gli Italiani, erano entusiasti di noi fino al punto che quasi tutte le volte ci facevano commuovere, per loro il repertorio era quasi tutto in Italiano, pensa che noi al massimo suonavamo 40 minuti ma per loro anche un ora e mezzo, di ricordi ne ho moltissimi di tutto il periodo che ho suonato, mi ci vorrebbe un libro da scrivere per quanti sono...



Il 1971 anno importante per te, incidi l'unico 45g de Le scimmie, ma non sei sulla copertina, e poi ti sposi, cosa ricordi di quell'anno?
Dopo le vostre carriere si sono divise, hai lasciato la batteria o hai continuato dalle tue parti?
Hai continuato ad interessarti alla carriera delle tue ex compagne o sei sparita dalla circolazione?

Il 1971 è stato un anno importantissimo per me su tutti i fronti, abbiamo lavorato tantissimo, ho conosciuto della gente stupenda che non scorderò mai più e spero sia cosi anche per loro... e dulcis in fondo il 23 Luglio sempre del 1971 a Praia  a Mare ho conosciuto una persona fantastica che poi è diventato mio marito, l'ho conosciuto (tanto per stare in tema) in una discoteca li a Praia "I Normanni", bellissima e pittoresca era una specie di castello, le Scimmie quella sera erano di riposo e tanto per cambiare non potevamo rimanere senza musica, e li c'è stata la svolta della mia vita. Da quel giorno non ci siamo mai lasciati era come se ci conoscessimo da sempre, avevo un po' di paura lo ammetto, però c'era qualcosa di magico fra di noi e quando ero insieme a lui la paura passava, io non avevo mai permesso a nessuno di entrare nella mia vita in
quel modo, la musica veniva per prima ... ma eravamo talmente innamorati che non ce la feci a far finta di niente ... era capitato che mi piacesse un ragazzo... di avere qualche avventura, ma mai avrei pensato che di lì a poco fossimo diventati Marito e Moglie... praticamente dopo 6 mesi ci siamo sposati!!!! Le mie amiche Scimmie alla notizia che ci sposavamo non credettero ad un sola parola e pensarono che una volta partite non ci sarebbe stato seguito a niente. Invece si sbagliavano perché io dopo poco le avvisai che due cose grandi insieme non si potevano fare e che avevo deciso di smettere, naturalmente rispettando tutte le scadenze e gli impegni che avevamo preso precedentemente. 

Per la copertina del disco io non ce l'ho fatta a stare lì, mancavano pochi giorni al matrimonio, non mi importava chi ci avessero messo al mio posto... e che ci vuoi fare, l'amore è l'amore!!!!! Il 9 di gennaio 1972
ci siamo sposati e lo siamo ancora.

Non nego che mi è venuto una specie di esaurimento da stress musicale, mi mancava il suonar, mi mancavano le mie colleghe, mi mancava il contatto con il pubblico, il palco. Il primo anno è stato terribile, piangevo ogni volta che ascoltavo un pezzo, ma ho tenuto duro e ce l'ho fatta. Ogni tanto capitava che andavo a ballare e quando mi riconoscevano mi chiamavano perché andassi sul palco a suonare la batteria, questo naturalmente lo facevano i complessi che avevo conosciuto con Le Scimmie, non i complessi locali... loro si tenevano a debita distanza... come mai? Perché' si sentivano superiori alla donna batterista.......!!
Con le mie amiche abbiamo continuato a sentirci, con alcune di più, con altre meno, e quando nel 74 hanno smesso definitivamente mi è molto dispiaciuto, tuttora siamo sempre in contatto, ci sentiamo spesso, ci siamo anche riviste per una cosa molto piacevole: il comune di Modena nel 2011 ha voluto fare una mostra dedicata alle Scimmie, è stato fantastico, è venuta tantissima gente, sul libro "Avanzi di Balera" ci facevano fare gli autografi, eravamo entusiaste.

E adesso chi è Naida Salis? 

Bella domanda, mi piace, Naida ora è quella che è sempre stata, piena di vita, ottimista speranzosa ed ho sempre voglia di suonare la batteria, anche se ci sono delle piccole difficoltà, visto che abito in un condominio e non si può fare molto baccano!
Ora faccio la seria e ti racconto chi sono veramente: sono una moglie felice di esserlo, sono madre di Erika che adoro e nonna di due nipoti, Patrick di 19 anni e Cloe di 7, tutti loro mi hanno dato una botta vita incredibile, mi hanno fatto superare con il loro amore momenti molto difficili e li amo con tutto l'amore di questo mondo. Però' non sono solo questo, da due anni ho ripreso un po' ad allenarmi sulla batteria, mi diverto come una pazza e ritorno un po' indietro nel tempo, faccio parte di un gruppo di tamburini "Tamburini Piombinesi", è un gruppo misto tra uomini e donne, ci divertiamo, ci esibiamo in molti eventi, facciamo delle ritmiche molto belle e sono contenta di esserne il Presidente, ci chiamano per eventi storici ma anche negli stadi per partite come quella della Nazionale Cantanti, sono molto contenta di questo, ma nel mio cuore e nella mia anima ci sarà sempre e solo uno strumento SUA MAESTA' LA BATTERIA. 

Questa volta sono stata abbastanza sintetica... ne avrei da raccontare ancora, a voglia!!! 
Ti saluto e ti ringrazio per questa intervista
con affetto Naida Salis (CYTA) a presto!!!!!!


Intervista di Roberto Roganti (GROG) a Naida Salis de Le Scimmie, realizzata tramite internet nel primo semestre 2014. 
Grazie a tutti e soprattutto a Naida Salis
Roberto Roganti





lunedì 14 luglio 2014

Superpost - Art Fleury, the story



***   ART FLEURY  (la casualità dà senso al nonsense) ***

“... da venticinque secoli la cultura occidentale cerca di guardare il mondo.   Non ha capito che il mondo non si guarda si ode.   Non si legge si ascolta!  …. …. “
(dal manifesto artistico firmato Art Fleury – inserto de “I luoghi del potere”, 1980 lp)
  


“la casualità dà senso al nonsense”  è il motto programmatico che accompagna i dischi degli Art Fleury,  un marchio distintivo che potrebbe essere adottato come vero sottotitolo della band,  e  “la musica attraversata”  è la definizione del progetto artistico in una felice sintesi del loro pensiero ripreso anche nelle righe di un articolo di qualche anno fa:

“… il gruppo fa proprio il concetto di ‘musica-attraversata’, sorta di rilettura del post-modernismo musicale inteso dagli Art Fleury come ricerca di una propria identità artistica condotta ‘riattraversando’ criticamente ogni tipo di materiale sonoro, del presente come del passato…”  (Roberto Montagna – Rockerilla, 2007)
note storiche
“sui banchi di un liceo bresciano, nella prima metà degli anni ’70, Augusto Ferrari, Maurizio Tomasoni  e Giangi  Frugoni maturano la premessa ad Art Fleury, AMG … i tre guardano agli Area come punto di riferimento fondamentale. Concettualmente si ritengono loro eredi, quasi dei predestinati a quel ruolo dopo che in un concerto nella loro città, nel corso della performance che Demetrio Stratos e compagni inscenavano nell’esecuzione di La mela di Odessa nelle esibizioni dal vivo, Ferrari chiede di partecipare e viene invitato sul palco. Stratos gli porge la sua mela e gli pone una mano sulla testa, quasi ad investitura. Poco dopo suoneranno proprio prima degli Area al Parco Lambro nel giugno del ’76 davanti a cinquantamila persone… “ (Paolo Bertoni da  Blow-up 110/111 lug/ago 2007) 

AMG dalle loro iniziali, ma anche come Amore Musica Giustizia (proletaria…), perché a loro ed in particolare ad Augusto Ferrari (A.F. come la sigla del gruppo che verrà )  piaceva giocare anche con le combinazioni linguistiche (cit. da un articolo di Bresciaoggi, in occasione della re-union del 2008 a sostegno di Emergency ...) ;     militanti di Lotta Continua, dopo la loro partecipazione al festival del Parco Lambro, si legano dal ’78 alla Cooperativa L’Orchestra , associazione indipendente fondata da musicisti dell’area milanese (Stormy Six, OMCI, GFI…) che produce dischi e ricerca spazi culturali per proporre concerti ed eventi musicali, anche di respiro europeo, tramite la rete-manifesto del “Rock in Opposition”.
In questo contesto i musicisti, che nel frattempo sono diventati  Art Fleury, trovano un ambiente favorevole allo sviluppo della loro sensibilità verso una musica “altra” e, quando vanno in tour nell’ambito del circuito  Rock in Opposition, suonano con Etron Fou e gli Henry Cow, condividendo con questi ultimi  anche alcune jam sessions casalinghe (certo che se esistessero registrazioni “pubblicabili”…..)
Il tempo di qualche altro concerto e il rapporto con l’Orchestra si esaurisce a favore delle nuove strade artistiche aperte dal  “77-bolognese”: il loro primo disco I luoghi del potere viene registrato nel 1979 e pubblicato l’anno successivo dalla Italian Records di Oderso Rubini, che poco prima aveva stampato Inascoltabile degli Skiantos  e l’omonimo (e imperdibile) Confusional Quartet

“... gli Art Fleury nascono durante la manifestazione di Bologna del 1977, che secondo me chiude un decennio;  diciamo che quello è stato il giorno in cui il movimento felice e creativo, pieno di immaginazione e di speranze compie la sua ultima rappresentazione di massa e comincia a dissolversi, si dissolve in tante cose... strano, devo parlare di un gruppo musicale e sto parlando di politica, ma... Art Fleury è un gruppo politico... "
(Augusto Ferrari nel doc-film Crollo Nervoso di DeLulis, 2008)

Prima del disco, però, partecipano con gli Stormy Six all’edizione del ‘79 del festival di Kufstein in Austria (presso la fortezza) e con Fred Frith (nel 1980) alla trasmissione radiofonica "un certo discorso" (Radio3);   pubblicano il 45 giri  L’Overdose e realizzano brevi colonne sonore “in diretta” per alcuni programmi del primo canale della Rai;  poi, nel 1981 scelgono l’autoproduzione e fondano la  “NoSense records” per potersi muovere in piena libertà e, dopo un’estate di registrazioni ai Sunrise Studios svizzeri, pubblicano le Radio Memorie: The last album (ellepì) + Hard fashion girl (miniLP)  e, a dispetto della ragione sociale dell’etichetta, tutto avrà senso: il percorso artistico, la ricerca musicale, i testi multi-lingua, l’essere contemporanei con lo sguardo storico di chi va incontro al futuro.   Dopo il Radio-Memoria tour del 1982, tornano in sala d’incisione per realizzare il nuovo disco New Performer che verrà pubblicato l’anno successivo dalla Suono di Mestre (in passato, aveva prodotto anche alcuni dischi degli Opus Avantra, vedi il post della Stratosfera).  Il disco non sarà un successo nonostante fosse in linea con le tendenze musicali del momento (filtrate, comunque, dall'intelligenza del loro spirito creativo); forse il canale discografico scelto non si rivelò il più adatto a sostenere e pubblicizzare la loro proposta musicale e, poco dopo, il gruppo sospenderà l’attività.     Ci saranno altri momenti in cui torneranno a farsi sentire, anche se con sigle diverse, ma queste sono storie che abbiamo già raccontato e che potete recuperare nella Stratosfera : l’ep “Five o five” degli  Ay-ken (1984) ed il cd “Banane & cinismo” dei Mirafiori (1989).

e dopo?    qualche notizia in rete ne segnala alcune presenze occasionali (?):

“…i nostri Art Fleury saranno presenti al concerto del 28 Maggio 2006, che si terrà a Brescia per ricordare i caduti della strage fascista di Piazza Loggia. Tra gli artisti coinvolti ci saranno: Moni Ovadia, Bebo Storti, Gualtiero Bertelli, Ivan Della Mea, gli Ottoni a scoppio e tanti altri…”       
(dal sito di Snowdonia che tempo prima, in un’intervista a Blow-up, preannunciava anche una propria produzione antologica degli Art Fleury -  ad oggi non ancora pubblicata)

“….  questa sera, al cinema Eden , gli Art Fleury in concerto per «diritti umani e salute» a sostegno della corsia pediatrica dell'ospedale di Emergency a Kabul…. accanto ai membri storici Augusto Ferrari, Maurizio Tomasoni, Giangi Frugoni, Eugenio Papetti e Matteo Borghesi figurano i nuovi componenti Alessandro Rubagotti, Stefano Bonetti, Laura Assini, Elisa Cambedda ed Angela Kincziy, più due giovani per la sezione fiati.  
La proposta viene definita da Ferrari da «Blues Brothers del Terzo millennio»…” (da Il Giornale di Brescia, 10 dicembre 2008)











performance d'avanguardia al 24° Salone del libro di Torino, nel maggio 2011 e partecipazione al festival Armonia di Carignano il 19 giugno 2011


Art Fleury-grafia (in corsivo le tracce già presenti negli album) 
I luoghi del potere (lp - Italian records, 1980)
L'overdose (singolo - Italian records, 1980)  - Strato-link
The last album (lp - NoSense records, 1981)
Hard fashion girl (ep - NoSense records, 1981)
UK is dead/The seven of birdland (singolo - NoSense records, 1982)
New performer (lp - Suono records, 1983)
New performer/Moonlight (singolo - Suono records, 1983)
presenze        
Italia Wiva - complication 1 (aavv, lp - Suono records, 1983) tracce: Over-tour/Lilith
Vinile italiano (aavv, 10" - Spittle records, 2010) traccia: Lost - spittle
ristampe         
I luoghi del potere (cd - die Schachtel, 2007) comprende L'overdose - soundohm
Italian records - singles collection (aavv, 5cd - Astroman, 2013L'overdose - astroman
altri progetti    
Five 'O Five (come Ay Ken, mlp - Cgd, 1984)  - Strato-link
Banane & cinismo (come Mirafiori, cd - NoSense records, 1989)  - Strato-link


I luoghi del potere (musiche originali di un film immaginario) - 1980

 I luoghi del potere è un album notevole in cui sperimentazione, screziature jazz, echi floydiani, avanguardia e tracce canterburiane convivono in un’opera di ampio respiro “novecentesco”: una proposta immersa nelle ibride atmosfere nastro-acustiche di faustiana memoria , ma che poggia su salde radici progressive (termine a volte abusato, ma che io riconosco nelle attitudini musicali indagate meravigliosamente da Aprile e Mayer in “la musica rock-progressiva europea”, libro pubblicato per la Gammalibri nella primavera del 1980).
 Il disco, di vinile bianco, è corredato di un inserto "gatefold" con crediti, ringraziamenti e il "manifesto artistico" firmato Art Fleury.
 












All’interno della copertina, a suggellare il progetto-artistico, ci sono alcuni fotogrammi di pellicola provenienti da scarti di lavorazione; si narra che siano relativi a film in cui ha operato il regista-scrittore “libero pensatore” Silvano Agosti (e per chi fosse interessato al suo famoso e chiacchierato “discorso tipico dello schiavo”: qui  trova una versione “animata”)

Come detto, nel 2007 il disco viene ristampato in versione digitale rimasterizzata in un elegante box con immagine diversa dall’originale, corredato di libretto “storico” e da una locandina della nuova copertina;  il cd comprende anche il singolo “l’overdose”, una mini-suite in 5 parti uscita a suo tempo in contemporanea all’ellepì e suo naturale complemento per sonorità e filosofia progettuale 
(già proposto dal Captain nella Stratosfera).





La ristampa è ancora disponibile nel catalogo del distributore Soundohm e ci limitiamo, quindi, alle sensazioni d’ascolto della traccia Uno spettro si aggira per… :

una voce d’altoparlante ”attenzione prego, avvisiamo la gentile clientela…” e l’improvviso fragore di un tuono sono l’incipit del primo lato del disco:  suoni sinistri e concreti, fiati sgraziati, urla e cigolii  si succedono lenti e si adagiano sul fondale di una corda bassa sfregata in crescendo;  la musica è molto evocativa, cinematografica:  ora si alza e sorvola i sincopati territori jazz (lezione d’Area?) giocando con la frusta di un basso ed i sottili tocchi di piatti e legni, ora scende e plana leggera tra le fila di una banda che avanza marciando, festosa e decisa, tra suoni e rumori  di collana-nova-musica;   e poi rallenta, frena, riparte, sale, vola, vira, sussulta e deflaga, accasciandosi tra le braccia degli scuri fondali; è la musica “totale”: ti avvolge, accenna, sussurra… sino al  silenzio.  “attenzione prego, avvisiamo la gentile clientela che uno spettro si aggira per…”


 
 “ …la musica è articolata attraverso uno straordinario equilibrio dinamico delle parti strumentali, con insistite frammentazioni armoniche e strutturali e numerosi elementi insoliti: dalla progressione bandistica, all’intermezzo cacofonico per elettronica sibilante e frequenze radio, al tape-collage espressionista….”
(dal libretto di accompagnamento della ristampa in digitale – 2007)





TRACKLIST :
lato A
01. uno spettro si aggira per
02. le brigate Hans Eisler
03. fabbrica rosa
 
lato F
04. E= mc2 (la collina del timo)
05. la morte al lavoro


FORMAZIONE:
Augusto Ferrari (sax, tastiere)
Maurizio Tomasoni (tromba, archi, percussioni, generarumori)
Giangi Frugoni (basso, chitarra, clarinetto)

Valeria (speaker di un grande magazzino)
Jack Bianchetti (record-tape on trk 5)
Gianni Gitti (tecnico del suono)
altri contributi indiretti:
Arturo Toscanini e l'Orchestra che suona la Settima
La roy Fox & His Band
la Banda della Regia Marina
gli Orchestrali dell'Arena di Verona


Radio memories (The last album + Hard fashion girl) - 1981














Il cambio di rotta è repentino, la musica è “moderna” e le note solcano i mari agitati dalla “nuova-onda” con un progetto ambizioso e di ampio spettro sonoro (ben 24 i brani che costituiscono l’opera, suddivisa tra i due dischi).    Le tracce sono meno dilatate, più "radiofoniche" e la formazione si è allargata ai chitarristi Marco Ricci e Furio Ciulini (ex Sorella Maldestra), al sax di Matteo Borghesi e alle voci di Francesca Albini e Marco Margiotta.   La nuova uscita è una conferma della loro ricerca multidisciplinare (musica, letteratura, pensiero, rappresentazione…) e in questo, nell’attitudine a miscelare i linguaggi (musicali e non), nel saper cogliere gli umori della società restituendo all’ascoltatore una sintesi interpretativa multimediale eclettica, ironica (anche grottesca) e chiaramente fruibile: sono veramente gli eredi degli AREA.

… con il pretesto di fare un album-concept (il primo della nuova scena rock italiana) sull’unica radio sopravvissuta  alla guerra atomica, detta Radio Memoria, gli Art Fleury passano in rassegna generi diversi: dal reggae al funky, fino alla musica filo-Residentsiale…”  (parole degli stessi musicisti, in “la musica attraversata” di Roberto Montagna – Rockerilla, 2007) 

Purtroppo l’opera passò quasi inosservata (provate a cercarne traccia, se vi riesce, sulle riviste d’epoca o sulle pubblicazioni di analisi storica come “le guide di Rumore”…), ma nonostante ciò, e l’azzardo di far uscire in contemporanea 2 dischi più un 7” (praticamente senza alcun supporto promozionale) i vinili ebbero un certo riscontro commerciale per merito, probabilmente, del successivo tour.               All'ascolto le "Radio Memorie" sono un caleidoscopio sonoro che rifrange le note e i ritmi senza soluzione di continuità e la "trasmissione" potrebbe protrarsi all'infinito senza temere il cambio di canale. The last album apre la RadioMemoria1 con quark e micrononsense (ponte sonoro al 1°disco), s'immerge nella sintetica tensione di gabbie e dopo aver attraversato i tempi reggae e no-wave di Lilith e fungus giunge nella mittleuropea Berlino tra gli echi bauhaus e kabarett di B.Charlottenburg K-123;  si cambia lato e ci ritroviamo la RadioMemoria4 (forse in mezzo dovrebbero girare le RM2/3 dell'altro disco?), un breve ritorno alle atmosfere de "I luoghi..." (rain) prima di esplorare i territori free/jazz con la sensuale nonsenseOctoberTango e le stratificazioni di luci-nella-città, proseguire nella rappresentazione sonora attraverso la favola surreale e il teatro dell'assurdo di ghost's/cultura e black-out e concludere tra i suoni esotici della romantica Debbie; il tempo di cambiare il vinile sul piatto e si riparte con Hard fashion girl che, dopo il kabarett in salsa lounge di defective-heaven, trasmette una RadioMemoria2 pregna di umori newyorkesi con la parentesi londinese di UK-is-dead e, al cambio di lato, emerge tutto lo splendore artistico del progetto Art Fleury: una RadioMemoria3 che riprende la band in un concerto 'simulato' da Piazza S.Pietro, con tutti gli ingredienti tipici di un vero live:    folla in delirio, distorsioni larsen, la voce in primo piano e una scaletta piena di ritmi e di suoni-in-volo con la hit in chiusura (Berlin Charlottenburg) ; cala il sipario sulla radio: "... notre emission sont terminee..."  mentre in lontananza sfuma il dolce ritorno del kabarett di K-123.











 













TRACKLIST  The last album: 
lato Radio memoria 1 
01. quark
02. micrononsense 
03. gabbie 
04. Lilith 
05. fungus 
06. Berlin Charlottenburg 
07. K-123
lato Radio memoria 4
08. rain
09. nonsense October tango
10. luci della città
11. ghost's/cultura
12. black-out
13. Debbie














TRACKLIST  Hard fashion girl:
lato Radio memoria 2
01. defective heaven
02. A.Q.
03. type rock-drill
04. UK is dead
05. Alice sleeps
06. cult movies
   
 lato Radio memoria 3
07. the seven of birdland
08. beetle dream
09. beatles
10. Berlin Charlottenburg
11. K-123



FORMAZIONE:
Augusto Ferrari (sax, tastiere, percussioni)
Maurizio Tomasoni (tromba, percussioni, piano, tapes, synase)
Giangi Frugoni (basso, chitarra 12 corde)
Furio Ciulini (chitarre)
Matteo Borghesi (sax alto e soprano)
Marco Ricci (chitarra)
Francesca Albini (voce, sussurri e grida)
Marco Margiotta (voce)
Etienne Conod (loop, walkie-talkie, tecnico del suono)
Robert Vogel (voce, ambient, nastri, tecnico del suono)
Jean-Luc Stote (voce trk11 Rm4)
Lu (speaker trk11 Rm3)
Ewa (walkie-talkie trk2 Rm1)


New performer - 1983














Siamo all'epilogo discografico, nella band c'è il nuovo chitarrista Luciano Lucchini e, due anni dopo l'opera "radiofonica", la ricerca si spinge verso lidi ancora più freschi e frizzanti proponendo una ritmica accattivante, colorata di pennellate synt-pop e venature funky, ma densa di umori notturni (quelli intrisi di fumo e ombre).  Non mancano gli accenni al passato: la provocazione (l'incipit di Totò in love-and-fear) il richiamo (radio-memoria), la musica (Atahualpa) e l'epilogo (endezeit), ma il nuovo corso è new-performer, il cui video resta a lungo nella playlist di "Mister Fantasy"; ma nonostante la visibilità, il disco "non si trova" ed è probabile che il distributore abbia percorso canali disallineati alla proposta sonora... e a trent'anni di distanza, oltre alla musica, ci resta il rammarico per il noto provincialismo della nostra industria discografica (e culturale in generale); certo che se gli Art Fleury fossero nati a Londra o New-York...



TRACKLIST :
side 1
01. love and fear
02. someone else
03. new performer
04. moonlight
05. tunnel
06. radio memoria
    
side 2
07. expose me
08. lovely nights
09. Atahualpa
10. hunger of wind
11. bluesky
12. endezeit








FORMAZIONE:
Augusto Ferrari (synth)
Maurizio Tomasoni (drums)
Giangi Frugoni (bass)
Luciano Lucchini (guitar)
Matteo Borghesi (saxes, keyboards)
Francesca Albini (voice)
A.C. e Robert Vogel (tecnici del suono)



Art Fleury - tracce sparse  (extra bonus-cd)

in questo extra-cd ho raccolto le poche tracce degli Art Fleury contenute in altre pubblicazioni o presenti nella rete con l'eccezione del primo brano, quello recensito dal disco d'esordio.







TRACKLIST:
1. uno spettro si aggira per/brigate Hans Eisler
2. over-tour/Lilith
3. lost
4. 20Soup (live)
5. il mare e l'amore wave
6. l'inganno
7. Augusto Ferrari racconta...


provenienza e fonti:
1. da "I luoghi del potere" lp, 1980;
2. da "Italia wiva - complication 1" lp, 1983 - il primo titolo è altrimenti inedito, il secondo (già presente in "The last album") è una versione priva del recitato introduttivo;
3. da "Vinile Italiano" mlp, 2010 (abbinato anche all'omonimo book di Dovico/Riganti) - brano altrimenti inedito, proveniente dalle sessioni delle "Radio-memorie", 1981;
4. performance al Salone del libro di Torino presso lo stand FUIS, 2011 - dal circuito Vimeo;
5. dalla piattaforma Jamendo (tutti i colori dell'arcobaleno), 2009 - brano inedito che riprende musiche e melodia di Debbie (traccia presente in "The last album");
6. dalla piattaforma YouTube , 2009 - brano inedito;
7. estratto dal doc-film Crollo Nervoso 2008 - A.Ferrari accenna al cult-movie "Pirata" e all'esordio discografico di Art Fleury, in sottofondo love-and-fear (da "New performer");












produzioni inedite

chiudo segnalando che nel web-site della band (?) sono citate alcune produzioni inedite:

- Waiting games (lp, 1984)
- Dannati della terra (lp, 1991)
- Musiche per il film "Pirata" (1982, di Paolo Ricagno) vincitore a Venezia nel 1984 sezione giovani (trasmesso alla 25°ora de La7, il 13/9/2007)
Pirata Cult Movie - foto di Anna Maria Bianchi (dal set,
1982)