giovedì 21 maggio 2015

Le compilation della Stratosfera vol. 14 - 1993 - Progressive Voyage (70-93 all unrealised tracks)



TRACKLIST :

01 - Quella Vecchia Locanda - Io ti amo
02 - Il Giro Strano - Shadow of a dream
03 - Corte dei Miracoli - Plinto
04 - Corte dei Miracoli - Lontano da qui
05 - Corte dei Miracoli - Xaito
06 - Corte dei Miracoli - Il silenzio di cristallo
07 - Notturno Concertante - Breve Esistenza
08 - Mirage - Madre dei pensieri
09 - Unicorn - After before
10 - Unicorn - Your last denial
11 - Zauber - Il sogno (II)
12 - Zauber - Le vele
13 - Dietro Noi Deserto - Dentro me
14 - Dietro Noi Deserto - Aiuto
15 - Atmo - Falling star
16 - Sithonia - Il canto notturno della stella
 

Quello che mi mancava, nella mia per ora breve collaborazione col nostro blog, era una compilation, eccezion fatta per i live già pubblicati. Ma stimolato dall’operato dell’amico George provo a colmare questa lacuna. E ci provo con una stranissima compilation, edita dalla Mellow, stranissima non fosse altro per il periodo ampio, veramente ampio che abbraccia : si va dal 1970, con Quella Vecchia Locanda, al 1993 con i padri di quello che a suo tempo fu definito new prog : Notturno Concertante, Atmo, Sithonia... Il sottotitolo della compilation parla di "tutte tracce non registrate", ma non è del tutto vero: saltano subito all’occhio i 2 brani dei Dietro Noi Deserto, capitanati da Antonio Bartoccetti (futuro Antonius Rex e Jacula) col loro rarissimo 45 giri edito dalla Decca. Parlando di... ”grandi vecchi”, troviamo inediti di Quella Vecchia Locanda, del Giro Strano e del gruppo strettamente a loro collegato, la Corte dei Miracoli, con un bel poker molto tardo rispetto alla loro produzione tradizionale.


Il tutto viene completato da quei gruppi che per primi fecero da battistrada alla corrente definita New Progressive, ovvero ragazzi che andavano a ripescare in quel magma degli anni 70 per ripercorrerne, chi in maniera pedissequa, chi più sperimentalmente, le strade ed i temi già a noi noti : così troviamo i Notturno Concertante autori di un prog estremamente classico e con innumerevoli progetti paralleli del loro leader Lucio Lazzaruolo, i romani Mirage (pur autori di un unico album e pur debitori in maniera per nulla velata del Banco del Mutuo Soccorso da me particolarmente amati), gli sconosciuti Unicorn, i prolifici Zauber, i Canterburiani Atmo ed infine gli ottimi Sithonia, anche loro autori di numerosi lavori, tornati in attività qualche anno fa, per poi mutare nome col loro leader Nannetti in Mèlèglise.


Tutti i brani presenti dovrebbero, uso il condizionale per mia precisa ignoranza, essere inediti, o essere al massimo stati inseriti successivamente in lavori post 1993, anno di questa raccolta. Un poco per mancanza di tempo, ma anche poiché non lo ritengo necessario, non sto ad analizzare i singoli brani; troppo variegati e troppo lontani anagraficamente per non creare noia in chi si trovasse a leggere queste poche note. Trarrete voi le vostre conclusioni, io posso solo salutarvi con i migliori auguri per un buon ascolto. Buona salute a tutti. Frank-One



Post by Frank-One (head) & Captain (hand)

mercoledì 20 maggio 2015

Serie "Documenti Stratosferici" n. 3 - Super Progressive - 1997 - Speciale Bla Bla


Ringrazio di cuore l'amico Antonio LM (e mi scuso con lui per i lunghi tempi di "latenza" di questo post tra le bozze) per la condivisione di questa interessantissima registrazione che, nel corso di un'ora e mezza o forse più, ripercorre l'intera storia dell'etichetta Bla Bla grazie alla partecipazione, in studio e in collegamento esterno, di coloro che ne furono, a vario titolo, i protagonisti.
  

Insieme al conduttore è presente in studio per tutta la trasmissione Mr. Pino Massara, vero e proprio Deus ex Machina della Bla Bla, purtroppo scomparso nel 2013 (credo che sia doveroso, infatti, dedicargli questo post). I preziosi interventi di altri protagonisti come lo stesso Franco Battiato, Juri Camisasca ed altri meno noti operatori della scena musicale italiana dei primi 70, raccontano con dovizia di particolari un'epopea dei tempi moderni...


Nel corso della trasmissione avremo anche l'occasione di riascoltare diversi pezzi storici carissimi agli amanti del prog, soprattutto dell'universo Battiatesco. Cito a caso: "Una cellula" da Fetus, "Paranoia", "Scavando col badile" live at the phone by mr. Camisasca, ed innumerevoli altre perle più o meno dimenticate dell'etichetta milanese più underground dei 70 (insieme alla Cramps). 

Buon ascolto e, come dice Frank-One, buona salute a tutti...


Link disc 1
Link disc 2

Post del Capitan, registrazione e art by Antonio LM
 

martedì 19 maggio 2015

Le compilation della Stratosfera vol. 13 - 1998 - Senza tempo noi


TRACKLIST:

01. La Bottega del Fabbro - Perché tu non vuoi (1973)
02. La Bottega del Fabbro - Solo con te (1973)
03. Invisible Force - Morti vident (1971)
04. Invisible Force - 1999 mundi finis (1971)
05. Theodoro Re dei Poeti - Jumbo rock (1974)
06. Theodoro Re dei Poeti - Preparati bambina (1974)
07. Crema - Sei sempre tu (1976)
08. Crema - Se io fossi (1976)
09. Anonima Sound Ltd - Io prendo amore (1971)
10. Anonima Sound Ltd- Cerchi (1971)
11. Paradiso di Robots - Paradiso di robot (1972)
12. Paradiso di Robots - Non si torna indietro (1972)
13. I Vermi - Collina (pt.I) (1972)
14. I Vermi - Collina (pt.II) (1972)
15. Ora Esatta - Confilandia (1980)
16. Ora Esatta - Giostra infame (1980)
17. Scala Mercalli - Una come te (1973)
18. Scala Mercalli - Una donna (1973)
19. Reattori Caldi - Il mio cuore è un reattore (1973)
20. Cugini di Campagna - Hallo cousins (1978)



Prosegue il viaggio attraverso le compilation presentate da Augusto Croce sul suo Italianprog. Vediamo insieme cosa scrive a proposito di questo disco, pubblicato privatamente nel 1998 (etichetta Totem 01): "Un'altra rarissima compilation realizzata privatamente con brani da singoli, uscita in sole 35 copie numerate con copertine diverse dipinte a mano. Come Meteora (ndr - ancora fresco di pubblicazione sulla Stratosfera) questo CD non è mai più stato ristampato. Anche se questa raccolta contiene artisti meno conosciuti rispetto alla precedente, ci sono comunque grosse rarità, come il singolo di Antonius Rex/Invisible Force".


La compilation si apre con l'unico singolo registrato nel 1972 dal gruppo bresciano "La bottega del fabbro", con sonorità a cavallo tra beat e prog. Segue a ruota il singolo del 1971 di Antonio Bartoccetti, alias Antonius Rex, personaggio arcinoto sulla Stratosfera che non necessita certo di presentazioni. Bartoccetti è stato il fondatore di diverse formazioni alle quali ha attribuito nomi diversi: Jacula, Dietro noi deserto, Antonius Rex e, nella fattispecie, Invisible Force.  I due brani del singolo vennero poi ripresi in "Tardo pede in magiam versus" e "Zora"; il lato B, 1999 mundi finis, venne ribattezzata con i nomi di U.F.D.E.M. e Morte al potere. Bartoccetti, alla voce e chitarra, è qui accompagnato da Elisabeth d'Esperance alla voce, Charles Tiring alle tastiere e Peter McDonald al basso e alla batteria. Si prosegue con l'unico 45 giri inciso nel 1974 da Diego Pepe (vero nome Rosario Sferrazza), già leader del gruppo beat "I cavernicoli". Nel disco, registrato con lo pseudonimo "Theodoro Re dei Poeti", troviamo sul lato A uno scanzonato rock'n'roll, mentre sul lato B, grazie alla presenza dell'onnipresente flauto, appare un brano più vicino alle sonorità prog. Gli sconosciuti "Crema" sono invece gli autori di un unico singolo datato 1976, con due brani melodici, decisamente ancillari rispetto ai suoni prog.



Il 45 giri dell'Anonima Sound, presente sulla compilation, risale al 1971 e appartiene alla fase di transizione del gruppo, subito dopo la dipartita di Ivan Graziani. La formazione dell' "Anonima Sound Ltd." (questo il nuovo nome), comprende Massimo Meloni (chitarra, voce), Walter Monatti (basso) e Velio Gualazzi (batteria). L'anno successivo, diventati un settetto, sforneranno quel grande album che è "Red tape machine". Dei "Paradiso di Robots" non abbiamo notizie. Sono evaporati subito dopo la pubblicazione di questo unico 45 giri del 1972. Unico singolo anche per "I vermi", piemontesi dei dintorni di Biella, che nel 1970 incisero questo ottimo brano, Collina, suddiviso in due parti, con le tastiere di Mauro Schellino in bella evidenza. 




Anche il gruppo "Ora esatta" è da includere nel "Trofeo sconosciume" (vi ricordate questo mitico concorso apparso qualche anno fa sulla Strato?). Augusto Croce riferisce quanto segue: "Solo un singolo a 33 giri per questo gruppo, uscito nel marzo 1980, e contenente due brani di oltre 5 minuti ciascuno, a metà strada tra pop melodico e prog, basati sulla chitarra acustica". Non è molto ma è sempre meglio che niente. Stiamo volgendo al termine. Altro gruppo con all'attivo un solo singolo: sono i genovesi "Scala Mercalli", che propongono un brano orchestrale piuttosto pomposo sul lato A e una canzonetta pop sul lato B. L'anno è il 1973. 



In chiusura troviamo il lato B dell'unico singolo dei "Reattori Caldi", Il mio cuore è un reattore, del 1973. Strano che il lato A, da cui la compilation ha preso il nome, non sia stato incluso. Dulcis in fundo (??) nientemeno che "I cugini di campagna", tra i gruppi più sdolcinati che abbiano mai solcato il patrio suolo, con il lato B (Hallo cousins) di un singolo uscito nel 1978, Dentro l'anima.
 
E con questo abbiamo concluso. Buon ascolto. 




Post by George

domenica 17 maggio 2015

Carota - 1977 - Carota



 TRACKLIST :
 
1 - Nella mia ora di libertà
2 - Amanita Phalloides 
3 - Natura addio! 
4 - Le stelle non si vergognano di sembrare lucciole 
5 - Ketama 
6 - Il fratello della libertà 
 
 
Questa raccolta rappresenta un momento di riflessione; in essa ho potuto condensare alcune cose in cui credo. Per non correre il rischio di voler dire troppo, e perché quel poco che ho scelto si capisca, ho limitato a 4 le canzoni cantate, dato che mi sembrava impossibile pretendere di monopolizzare la concentrazione di che ascolta per tutta la durata di un intero album; spero perciò che i pochi concetti contenuti nei testi risultino sottolineati “.

Questo scriveva Franco Carotta, in arte Carota, nel suo primo album omonimo del 1978. Non ripeterò le già esaustive note dell’amico George riportatevi in occasione della pubblicazione del secondo album del musicista bolognese uscito l’anno seguente, ovvero nel 1979, perché se è vero che a volte repetita iuvant, è altrettanto vero che alla lunga possono stancare. Analizzerei piuttosto abbastanza velocemente l’album che qui proponiamo, per dire innanzitutto che si tratta di un lavoro prodotto e confezionato da un onesto musicista, maestro e padrone del proprio strumento, la chitarra (sia 12 corde che steel), che ahinoi ha un grande tallone d’Achille nella voce, ma che nel complesso risulta piacevole, accattivante e soprattutto davvero variegato.
 

E così si comincia con la cover de Nella mia ora di libertà, di Fabrizio De Andrè, dove appunto la voce non è certo all’altezza, ma che nella parte centrale del brano presenta un interessante assolo di chitarra assolutamente non presente nell’originale, tanto da dilatarla dagli originali 5’10” agli 8’01” proposti dal cantautore emiliano. Amanita Phalloides è uno dei due strumentali annunciati, una sorta di melting pot, dove alla parte iniziale di una chitarra Zappiana (Riccardo, non Frank mi raccomando) che molto ricorda Chatka o Celestion, ne segue invece un’altra Country/folk, il tutto alternandosi più volte. Accostamento irriverente? Eppure gustabilissimo. Natura addio! sembra un tipico brano primi anni 70, Claudio Fucci o Mario Barbaja, anche per quanto riguarda testi che ahimè sono incomprensibili a causa della pessima scelta dell’eco per l’intera durata. La cosa più interessante rimangono gli arpeggi di chitarra finali. Il lato B si apre con un brano dal titolo lunghissimo : Le stelle non si vergognano di sembrare lucciole. Anche qui una semieco penalizza la comprensione dei testi, che credetemi, letti sul retro di copertina non brillano per incisione od originalità, ben altra cosa il primo Alan Sorrenti. Ketama, secondo brano strumentale, ha un continuo mellotron di sottofondo che ricorda i cosmici tedeschi piuttosto che i nostrani Sangiuliano o Baffo Banfi di Galaxy my dear, con chitarra solista per concludersi con un a parer mio poco glorioso finale alla Santo & Johnny. L’album si conclude con l’unico pezzo con i testi di un certo spessore (ovviamente non consideriamo l’iniziale brano del maestro genovese) : Il fratello della libertà, sicuramente very easy, con una chitarra ancora country folk seppur minimalista, che ci ricorda molti cantautori di qualche anno prima come Mario De Luigi, Corrado Sannucci, il primo Giorgio Lo Cascio e chi più ne ha più ne metta. Insomma, non certo un album epocale, il successivo Alba Tramonto sarebbe stato ben più curato e ben più vicino alle nostre corde, ma poiché come mi confermava l’amico George purtroppo tra i frequentatori del nostro meraviglioso blog serpeggia quel male oscuro conosciuto col termine di completismo, mi auguro che questo post vi permetta una sorta di immunità seppur solo temporale in attesa dei prossimi lavori che spero quanto prima di avere il tempo di proporvi. Felice ascolto e buona salute a tutti, Frank-One


Post by Frank-One with a little help from Captain

venerdì 15 maggio 2015

Serie "Cantautori ai margini" n° 10 - Francesco Currà - 1979 - Flussi e riflussi (vinyl)


TRACKLIST:

01 In coda
02. O santi piedi
03. L'alunno dell'ultimo banco
04. Vanitas vanitatis
05. L'accalappiacani, il governatore, etc. etc.
06. Eroi ed eremiti
07. Non mi parlare di rivoluzione
08. Le cavallette
09. Si batte per distruggere lo Stato
10. Fare un passo
11. Dolce marionetta
12. Ti sento


FORMAZIONE:

Francesco Currà - voce
Guido Licastro - chitarra:
Enzo Trichini - flauto
Fabio Cartasegna - chitarra elettrica, basso
Michele Gatti - batteria

Francesco Currà. Miii, sembra la foto segnaletica di un pericoloso terrorista!
Direttamente dal vinile giunge sulla Stratosfera questo raro secondo album di Francesco Currà datato 1979. Il suo primo disco, "Rapsodia meccanica", aveva già trovato felice collocazione su questo blog ad opera del  nostro Captain nel lontano 2011 (lo trovate qui anche se il link è oramai morto e defunto). Forse meriterebbe un reupload (detto fatto, caro George: se correte al link indicato pocanzi, troverete un link bello fresco per "Rapsodia Meccanica"- nota del capitano). Inserire questo lavoro nel filone prog è alquanto difficile e non basta certamente la presenza del flauto per giustificarne l'inserimento. I 12 brani sono piuttosto disomogenei e spaziano dalle ballate acustiche (Vanitas vanitatis, Eroi ed eremiti) al rock più marcato, con buone parti strumentali (L'alunno dell'ultimo banco, Non mi parlare di rivoluzione), per giungere alle sonorità reggae con il brano conclusivo Ti sento (una tiritera che potrebbe ben figurare in un disco di Manu Chao). I testi? assolutamente dissacranti. Ascoltateli con attenzione, senza dimenticarvi che siamo agli sgoccioli degli anni '70. L'album è stato ristampato in CD per la prima volta nel 2009 dalla Giallo Records (vedi back cover qui sopra) con l'aggiunta di due bonus tracks.

Ricordo, infine, che con questo post stiamo lentamente e faticosamente procedendo a sforbiciare la wishlist. Era da tempo che lo vedevo inserito in quel lungo elenco.  Naturalmente confidiamo sempre sul vostro aiuto per assottigliare ulteriormente la lista. Buon ascolto.



Post by George

mercoledì 13 maggio 2015

Serie "Bootleg" n. 189 - Locanda Delle Fate live Baja Prog 2013 - Mexico


TRACKLIST DISC 1:

01 A volte un istante di quiete
02 Forse le lucciole non si amano piu
03 Profumo di colla bianca
04 Sogno di Estunno
05 Non chiudere a chiane le stelle

TRACKLIST DISC 2:

01 Cercando un nuovo confine
02 Crescendo
03 Sequenza circolare/La giostra
04 band introduction 
05 Vendesi saggezza


FORMAZIONE:

Leonardo Sasso - vocals
Oscar Mazzoglio - keyboards
Maurizio Muha - keyboards
Max Brignolo - guitar
Luciano Boero - bass
Giorgio Gardino - drums


Il recente repost del live 77 della Locanda delle Fata mi ha solleticato e così ho estratto dagli archivi questo concerto del 2013 (una sorta di "Yesterday and Today" in due rate) dove il gruppo di Asti è ospite del celebre Baja Prog Festival. Per l'esattezza ci troviamo in Messico, a Mexicali, nel Teatro del Estado. Il concerto è datato 3 aprile 2013. Cosa dire? Ritroviamo la rinata LDF in forma smagliante con ben quattro membri provenienti dalla formazione originaria: Leonardo Sasso, Oscar Mazzoglio, Luciano Boero e Giorgio Gardino. 


Il primo CD raccoglie praticamente l'intero album "Forse le lucciole non si amano più", l'esordio della Locanda delle Fate risalente al 1977. La seconda parte del concerto, ad eccezione di Cercando un nuovo confine (ancora dal disco d'esordio), è invece dedicata alle composizioni più recenti, tratte da "The missing fireflies" del 2012. Bene, non possiamo che felicitarci per questo gradito ritorno sulle scene di uno dei gruppi più interessanti del panorama musicale italiano, purtroppo apparsi con qualche anno di ritardo (1977), quando oramai la parabola del progressive italiano stava inesorabilmente calando.  




Post by George - Front cover by Captain 

martedì 12 maggio 2015

Carota - 1979 - Alba tramonto (vinyl)


TRACKLIST & MUSICIANS:

1.  Magico Mistero   4:02
drums - Mauro Gherardi
guitar Ovation 12, bass, steel guitar, vocals - Franco Carotta
guitar Ovation 6, Fender 6, Arp Avatar- Sandro Fanti
     
2.  Alba Tramonto   2:59
 bass - Massimo Saletti
drums - Enzo Minarelli
guitar Ovation 12, steel guitar, vocals - Franco Carotta
guitar Ovation 6, Mxr Phase 100 - Sandro Fanti  

3.  Saratoga   2:53    
acoustic guitar - Paolo Marcheselli
guitar Gibson 335, banjo - Sandro Fanti
guitar Ovation 12, bass, steel guitar - Franco Carotta
percussion - Mauro Gherardi

4.  Il Volo   5:47 
bass, steel guitar - Franco Carotta 
Ovation 6, Fender 6 - Sandro Fanti    

5.  Spirito Nel Cuore   3:55    
drums - Mauro Gherardi
guitar Ovation 12, bass, steel guitar, vocals - Franco Carotta
guitar Ovation 6, Fender 6, Arp Avatar - Sandro Fanti

6.  Esperiment's Control   12:40
guitar Ovation 12, Arp Avatar, Mxr Phase 100, Mxr Flanger, Echo Binson Ec 10, 
steel guitar - Franco Carotta


Altro rarissimo disco e altro regalo agli amici della Stratosfera. Certo lo pseudonimo scelto da Franco Carotta non è dei più felici, ma tant'è...se piace a lui. Le tracce del nostro Carota si perdono nelle pieghe del prog italiano: due soli dischi incisi rispettivamente nel 1978 (intitolato semplicemente "Carota") e nel 1979, per l'appunto questo "Alba tramonto". Recuperato il vinile, tolte polvere e ragnatele e opportunamente masterizzato, eccolo ora a vostra disposizione. Mai ristampato in CD, il disco raggiunge oggi delle quotazioni più che dignitose (circa 135 euro).

Ecco cosa ci racconta Augusto Croce su Italian prog: "Franco Carotta, ex chitarrista e bassista negli anni '60 del celebre gruppo beat bolognese Judas, pubblicò due album con il nome di Carota. Il primo in stile cantautorale comprendeva anche una canzone di Fabrizio De André e venne stampato da una piccola etichetta di Casalecchio di Reno.  Il secondo, del 1979, è più elettrico ma non particolarmente progressivo.  Carotta è ancora in attività con il duo Anywise". 


Questo è quanto, non chiedetemi di più. Il disco è assolutamente godibile, specie nelle parti strumentali (la voce di Carota non è tra le migliori del panorama musicale italiano). Brani come Il volo o Esperiment's Control, della durata di oltre 12 minuti, sembrano usciti da un album di Riccardo Zappa. Il primo è caratterizzato da uno spettacolare intreccio tra l'Ovation e la Fender di Sandro Fanti e la steel di Franco Carotta, il secondo, forse il punto più alto di tutto l'album, è una sequenza di sovra incisioni dove Franco Carotta è il protagonista assoluto. Ascoltate e giudicate. 


Link

Post by George

domenica 10 maggio 2015

Carpineta - 1978 - Carpineta (vinyl)


TRACKLIST:

01 Zanghiata a denti stritti
02 Alternative 
03 Espresso 696 
04 Galleria
05 Sabato straniero 
06 Lettera 
07 Storie di cose nostre 
08 Malcontento 
09 Carpineta

FORMAZIONE:

Francesco Fortunato (chitarra, mandolino, voce) 
 Roberto Leonetti (tastiere, chitarra acustica)
 Mario Lauria (sax, flauto, clarinetto, zampogna)
 Francesco Tarantino (basso, voce)
 Franco Bozzi (batteria, percussioni)


Unico rarissimo disco dei Carpineta, pubblicato nel 1978, dei quali si trovano altrettanto rare informazioni sul web. Iniziamo da quanto scrive Augusto Croce sul suo Italianprog: "Un unico album poco conosciuto per questo gruppo il cui nome proviene dal colle che fronteggia Mormanno (CS), da cui provenivano tre dei componenti. L'album unisce atmosfere della musica popolare, testi che parlano di emigrazione e lavoro, sonorità moderne che mostrano influenze jazz-rock, con un risultato interessante che in alcuni momenti si avvicina agli ultimi lavori del Canzoniere del Lazio. Il disco fu autoprodotto, registrato nella sala prove del gruppo a Firenze, con una produzione amatoriale che ne limita le qualità ed ebbe una distribuzione limitata che lo ren de oggi molto difficile da trovare.  Per la promozione del disco il gruppo tenne alcuni concerti in Toscana e in Calabria, per poi sciogliersi"

In quanto a rarità non ci dubbi. Ho visto un sito che vende questo disco a 565,55 USD. Pazienza, attendiamo i saldi, non si sa mai. Altre informazioni sul 33 giri dei Carpineta le troverete qui. Segnalo che il brano n. 5, Sabato straniero, purtroppo è tagliato nel finale. Peccato.  

E per concludere voglio pubblicamente ringraziare l'amico Dedé, amministratore del blog Pérolas do Rock'n'Roll (cliccate qui per vederlo http://rocknrollperolas.blogspot.com/) che ha recensito il disco e che mi ha inviato privatamente il link per il download, autorizzandomi a pubblicarlo sulla Stratosfera. Collaborazioni di questo tipo, finalizzate a diffondere i buoni dischi e a renderli disponibili a beneficio di tutti gli appassionati, non si trovano tutti i giorni. E ora...buon ascolto!

Link all'album completo

Post by George 

sabato 9 maggio 2015

Locanda delle Fate - 1977 - Live (Repost)


TRACKLIST :

01 - Profumo di colla bianca - 8:17
02 - Non chiudere a chiave le stelle - 3:32
03 - Forse le lucciole non si amano più - 9:32
04 - La giostra - 7:31
05 - Cercando un nuovo confine - 7:25
06 - Sogno di Estunno - 4:47
07 - Vendesi saggezza - 9:31
 
Sebbene fosse già apparso sulla stratosfera (qui, purtroppo da tempo con link inattivo), ripubblico molto volentieri questo bel live d'annata de La Locanda delle Fate, e ringrazio Frank-One per averlo condiviso nel blog e per aver curato l'apparato informativo che accompagna questo repost, come sempre di ottimo livello. Godetevi quindi questa versione reloaded di un ottimo live di rock progressivo italiano: a me non resta che lasciare la parola all'amico Frankone...

 Non è facile per una new entry quale il sottoscritto trovare qualcosa che, da un lato, non sia già stato pubblicato nel nostro meraviglioso blog e che, nel contempo, possa risultare interessante e di conseguenza piacere ai frequentatori più assidui. Il rischio è di postare lavori già presentati, e non sapete quante volte abbia corso questo rischio, o lavori di facile reperibilità che quindi non avessero bisogno di essere menzionati nella nostra Stratosphera. Eppure con questo lavoro accetto il rischio, prima di tutto poiché non mi pare di averlo trovato (invece c'era, ma con link ormai scaduto, percui questo repost capita a fagiolo - nota del capitano), ma poi perché si tratta di un “bootleg” davvero particolare. Provo a spiegare : si tratta del Live della Locanda delle Fate, gruppo che in seguito alla reunion del Bloom di Mezzago del 6 Novembre 2010, che era stata preceduta dalla prima vera reunion avvenuta ad Asti il 17 Luglio sempre dello stesso anno, ci ha deliziato con innumerevoli live, ufficiali e no, che si possono facilmente reperire grazie anche all’opera del Capitano e dei suoi collaboratori. Ma questo Live registrato durante il Phonogram….mania tour primavera autunno 1977 presenta delle particolari caratteristiche : prima di tutto pur essendo un live non ufficiale dell’epoca, non ha la stessa, scusate se mi permetto, pessima qualità di quelli riesumati postumi dei gruppi progressive del periodo : Acqua Fragile, Banco, Corte dei Miracoli, Museo Rosenbach al limite della comprensibilità. Questo lavoro al contrario proprio perché registrato grazie alle apparecchiature ed allo staff della Phonogram ha una qualità di gran lunga superiore a quelli menzionati pocanzi. Il secondo motivo di interesse sta nella scaletta eseguita: tutti pezzi derivanti dall’unico, fino a quel tempo, lavoro della Locanda, fatta eccezione per La giostra, bellissimo brano che si dovette escludere dall’LP Forse le lucciole non si amano più a causa della lunghezza dello stesso, per non correre il rischio di danneggiare la qualità del vinile, onta che un comprovato tecnico del suono come Dave Marinoni (papà dell’oggi famoso produttore discografico Marcello) non avrebbe mai potuto sopportare, né tantomeno il produttore Niko Papathanassiou, fratello del leggermente più famoso Vangelis (quando parlo di danneggiare mi riferisco al fatto che quegli LP che superano un certo minutaggio, per la troppa compressione dei solchi danno una resa meno limpida e nitida di quelli che restano entro i 35/40 minuti totali, ma non vorrei addentrarmi in discorsi troppo tecnico/complicati dai quali difficilmente saprei poi uscire). Rimane il fatto che in tutti i concerti post reunion La Giostra è sempre stata presentata, a parer mio non a torto, come una grande occasione mancata per porre la cosiddetta ciliegina su un lavoro di per sé già più che notevole.

La formazione, come si può leggere sulla copertina del cd pubblicato solo nel 1993, è la stessa dell’album, e se un appunto si può fare sta nel fatto che nel live il gruppo suona con una totale professionalità ed un estremo tecnicismo, come fossero in studio; mi hanno ricordato molto i Perigeo, ovvero quei gruppi nei quali i musicisti sono dei veri maestri nell’uso del proprio strumento, ma che ahimè ripropongono dal vivo i Long Playing pubblicati senza una grande passione, seppur perfetti appunto tecnicamente, tanto da poter confondere il live con l’album in studio. Oddio, qua la chitarra dà qualche emozione in più e cerca di uscire da questi schemi, ma se pensiamo al Live in USA della PFM, ai suoi arrangiamenti e alle sue diverse riproposizioni, beh…..non credo si debba aggiungere altro. Ciò non toglie che spero questa proposta vi sia gradita, anche perché rimane in ogni caso una bella occasione per sentire della gran bella musica dal vivo che viene da lontano, da molto lontano. Felice ascolto e buona salute a tutti, Frank-One.


Post by Frank-One & Captain

martedì 5 maggio 2015

Claudio Pascoli - 1978 - Naifunk (vinyl version)



TRACKLIST:

1.  Sauza
2.  Naifunk
3.  Lambrock   
4. Suite del giardino artico  
a - Giardino artico
b - Qualche escursione più a Sud
c - Trenino mitteleuropeo


FORMAZIONE:

Tenor saxophone, soprano saxophone, flute  – Claudio Pascoli
Acoustic guitar, electric guitar – Toni Soranno
Bass – Bob Callero
Drums, percussion – Walter Calloni
Guitar – Mauro Paoluzzi
Guitar, vocals – Kelvin Bullen
Percussion – Roberto Haliffi
Trombone – Giorgio Ardrizzi, Giovanni Capriolo
Trumpet – Doriano Beltrame, Gigi Mucciolo, Pippo Colucci
Violin – Lucio Fabbri
Vocals – Fulvia Baldassari, Naimj Hackett



Con chi non ha suonato Claudio Pascoli? E' difficile dirlo, perché ha praticamente collaborato con tutti i più importanti musicisti del panorama musicale nazionale. Citiamone alcuni: Bruno Lauzi, Ivano Fossati, Lucio Battisti, Alberto Camerini, Gianna Nannini, Antonello  Venditti, Alberto Radius, PFM, Venegoni & Co., Bernardo Lanzetti, Roberto Vecchioni, Fabrizio De André. E la lista potrebbe proseguire ancora. Sta di fatto che dopo aver contribuito a tante registrazioni e ad altrettanti concerti, il sassofonista triestino (di adozione) nel 1978 decise di incidere un disco tutto, suo, l'unico della sua lunga carriera di session man di lusso. "Naifunk" è un buon disco di jazz rock, completamente strumentale, dove Claudio Pascoli si fa accompagnare da ottimi musicisti, tra i quali brillano Lucio Fabbri, Walter Calloni e Kelvin Bullen. La summa della sua vena compositiva risiede nella lunga suite, (intitolata Suite del giardino artico), suddivisa in tre movimenti, che occupa l'intera side B. Per la biografia / discografia completa del musicista vi rimando alle pagine web, ad iniziare dalla solita Wikipedia. Visto che il disco è stato ristampato in versione CD nel 2010, in questa sede vi proponiamo la vinyl version. 



Post by George