mercoledì 29 luglio 2015

Oliver O'Cook - 1972 - The Prince (vinyl version)


TRACKLIST:

01.  I'm The Boss  
02.  35th Street  
03.  Genius  
04.  Hey! Aretha  
05.  The Beautiful World  
06.  The Magic Day  
07.  Come Into The Sunshine  
08.  Holiday For A Piano  
09.  Krazy Kat  
10.  The Ballad Of Suzanne  
11.  Part Of My Life  
12.  The New Tennessee


Rarissimo disco pubblicato nel 1972 e mai ristampato in CD. Questa che potete ascoltare è ovviamente la vinyl version. Chi è Oliver O'Cook? Francamente non lo so, e allora chiedo aiuto ai numerosi amici che viaggiano nella Stratosfera e che sicuramente potranno esserci di aiuto. Le uniche informazioni le ho trovate sul solito sito Italian prog dove si legge quanto segue: "Un album trascurabile uscito per l'etichetta Polaris; per questo motivo qualche collezionista associa questo disco a quello dei Teoremi, anche se non ci sono motivi apparenti. Non ci sono dettagli in copertina né sull'etichetta dell'identità del misterioso Oliver O'Cook (di cui una foto appare sul retrocopertina), e tutti i brani sono attribuiti ad un autore di nome Wost.  Il genere dei dodici brani strumentali, tutti piuttosto brevi, è un pop con influenze progressive molto limitate e dominato dal caratteristico suono del "piano preparato", marchio di fabbrica dei Duke of Burlington a cui questo artista è probabilmente collegato". 

I brani sono assolutamente gradevoli, con qualche inserto di flauto che ci riporta a vaghe atmosfere prog. Il misterioso Oliver O'Cook nel suo "The Prince" suona praticamente tutti gli strumenti. Non prendetelo come un capolavoro nascosto del prog, perché non lo è, ma come un  album cult da collezionare e conservare. Per la gioia dei collezionisti e dei completisti. 

E con questo vi auguro Buone Vacanze. 



Post by George

sabato 25 luglio 2015

Serie "Documenti Stratosferici" n. 4 - From Genesis to Revelation - Radio Popolare - Podcast della puntata del 13 (?) Settembre 2013 - Speciale PFM Covers


Non me ne voglia l'amico Franco se uso le sue parole, direttamente dallo scambio di mail intercorso tra noi, per introdurvi una speciale e davvero interessante trasmissione di "From Genesis to Revelation", dedicata a (penso) tutte le cover esistenti di Impressioni di Settembre della Premiata Forneria Marconi. Uniamo alla bella registrazione qualche consiglio per gli ascolti radiofonici dell'estate, visto il programma che verrà proposto e di cui vi parlerà Francone stesso qui sotto. Ovviamente ho decurtato le parti personali dalle missive ricevute...

 "Ciao Robi, avrai notato che è un bel pò che non mi faccio vivo, ma (...) la grande novità è che per l'intera estate sono stato cooptato a Radio Popolare per co-condurre, assieme al leader maximo Renato Scuffietti, la trasmissione From Genesis to Revelation, che per l'occasione diverrà per l'intera stagione estiva mono tema (...) e si parlerà solo ed esclusivamente di Prog made in Italy (...)."

"Ah Robi, a proposito, nel Settembre 2013 con Renato tenemmo una trasmissione impostata sul brano Impressioni di Settembre ed una decina e passa di sue cover. Poichè nella prima puntata di Dalla Genesi alla Rivelazione parlo degli Airline e dell'unica versione che non mi arrivò in tempo per la trasmissione, ti posto il link dove trovare quella trasmissione zippata e separatamente la versione degli Airline. Anche qui stessa prassi, se vuoi e hai tempo l'ascolti e se ti garba lo posti anche sul blog, senza problema alcuno. Un abbraccio e a presto, Francone".

LINK trasmissione
LINK bonus track

Post by Frank-One & Captain
 

martedì 21 luglio 2015

Le Nuvole di Paglia - 1992 - Live 73


TRACKLIST:

01. My story
02. E' un giorno caldo, triste e fiacco
03. Looking at myself
04. Strange road


FORMAZIONE

Franco Serena  - voce
 Sandro Sarda - chitarra
 Mauro Periotto - basso
 "Al Corvara" (Alvaro Rampazzo) - batteria)


Lode e gloria alla Mellow per avere recuperato e  pubblicato nel 1992 questo eccezionale frammento live delle Nuvole di Paglia. Le informazioni su questo quartetto originario di Padova sono piuttosto scarse. Ci viene in aiuto, come sempre, Augusto Croce e il suo sito Italian Prog. In sintesi il gruppo venne formato nel lontano 1971 dal cantante Franco Serena, con alle spalle alcune esperienze musicali con gruppi beat degli anni '60, leggasi The Ranger Sound e I Ragazzi dai Capelli Verdi. Il gruppo suonò fino al 1975 senza purtroppo riuscire ad incidere nessun disco. C'erano stati dei contatti con la Numero Uno attraverso il chitarrista della Formula Tre, Alberto Radius, ma questo accadde negli ultimi giorni della gloriosa etichetta come casa discografica indipendente, e non portò nessun risultato. Le uniche registrazioni sono state pubblicate per l'appunto dalla Mellow nel 1992, e consistono in quattro lunghi brani (tre dei quali cantati in inglese), purtroppo con una scarsa qualità sonora che non rende merito a quest'ottimo gruppo. Il concerto è stato registrato al "Maxi Club" di Mestre nel novembre 1973. Il loro genere era un hard rock fortemente influenzato dai gruppi inglesi con la possente voce di Franco Serena (non molto diversa da quella di Chris Farlowe o Paul Williams) in evidenza. Splendidi gli assoli di Sandro Sarda, chitarrista dotato di una grande tecnica e inventiva. Franco Serena ha brevemente riformato il gruppo negli anni '90, insieme al bassista Mauro Periotto e con due nuovi componenti, il chitarrista Alberto Gally e il batterista Davide Zanetti. Il loro  CD, "And then...", contiene 10 brani, per la maggior parte tratti dalla vecchia produzione del gruppo, quattro dei quali cantati in italiano, mentre gli altri sono in inglese. Si tratta di un disco veramente eccezionale, anch'esso pubblicato nel 1992 dalla Mellow, che avremo modo di ascoltare prossimamente sulla Stratosfera. Ultima annotazione: il brano E' un giorno caldo, triste e fiacco tratto dal "Live 73" è stato incluso nel cofanetto di 4 CD "Zarathustra Revenge", pubblicato dalla Mellow nel 1997.



Post by George

venerdì 17 luglio 2015

Cico (aka Formula 3) - 1974 - Notte


TRACKLIST:

01.  Insonnia
02.  Il successo
03.  Se mi vuoi
04.  I cattivi consigli
05.  Il fiore rosa
06.  Il prete e il semplice
07.  Il gatto di casa
08.  Non dire di no
09.  Distrazione mentale
10.  Più
11.  La notte


FORMAZIONE

Bass – Amedeo Tommaso 
Drums, percussion – Cico (Tony Cicco
Guitar – Silvano Chimenti 
Keyboards, percussion – Paolo Ormi
Percussion – Ciro Cicco


Primo album solista registrato nel 1974 da Tony Cicco, con lo pseudonimo "Cico", subito dopo lo scioglimento della Formula 3, gruppo che aveva contribuito a fondare nel 1969 con Alberto Radius e Gabriele Lorenzi. Il batterista e cantante non perde occasione per ricordare la sua (ex) appartenenza alla Formula 3 (quell'aka Formula 3 in copertina non è casuale). Dopo questo primo album solo ne seguiranno altri tre, fino al 1990, anno di ricostituzione della premiata ditta Formula 3. Dobbiamo constatare che i lavoro solisti di Tony Cicco sono piuttosto deludenti sia sotto il profilo compositivo che musicale (l'assenza di Alberto Radius si sente, eccome!). Ne è un esempio questo "Notte", forse il meno peggio della sua produzione solista, con brani che cercano di ricalcare, senza successo, gli standard più canzonettistici della vecchia Formula 3. Undici brani ben confezionate, ma con sonorità lontane dal prog, se non per qualche sommesso sprazzo di tastiere ad opera di Paolo Ormi. Peccato, si poteva sperare di più. La cosa più bella è senza dubbio la copertina che nell'edizione originale era apribile e conteneva un libretto di 24 pagine con disegni e testi. Anche Augusto Croce, su Italian prog, lo cita, o meglio, lo sfiora solamente.


Fortunatamente Tony Cicco avrà modo di riscattarsi nel 1977 con i Fantasy, già protagonisti di un post qui sulla Stratosfera. "Notte", per la cronaca, venne ristampato due volte in Giappone: nel 1982, in vinile, e nel 2005 in versione CD. Nel 2011 venne anche ristampato dalla Arf in versione digipack. 



Post by George

martedì 14 luglio 2015

Living Life - Etno-Jazz-Rock-Prog from Turin (1975-1981)


E' ora di sottrarre all'oblio del tempo i grandi e sconosciuti Living Life. Si formarono a Torino nel 1975 ad opera di due ex Circus 2000, il batterista Johnny Betti (che suonò nel primo album) e il chitarrista Marcello Quartarone (detto Spooky). Dalle informazioni attinte su Italian prog si scopre che  Johnny Betti aveva una formazione jazzistica, avendo suonato per alcuni anni in Europa con musicisti stranieri e tornò per un breve periodo alle sue origini jazz prima di partire per l'Afghanistan per un anno. Solo nel 1975 riapparve sulle scene musicali con il nuovo gruppo, per l'appunto i Living Life, legati alla sua etichetta Shirak. Nello stesso anno venne dato alle stampe il loro primo disco "Let: from experience to experience"

Living Life - 1975 - Let: from experience to experience


TRACKLIST:

1. Studio In La Minore
2. Let
3. Time
4. From Marocco
5. Ciopi Ciopi
6. Straight Down


FORMAZIONE

Marcello Quartarone (chitarra, voce)
 Walter Negri (sax, flauto)
 Piercarlo Bettini (tastiere)
 Roberto Savarro (basso, voce)
  Roberto “Johnny” Betti (batteria, tastiere, voce)
 Sandro Gianotti (percussioni


L'album d'esordio, "Let: from experience to experience", è stato il primo LP pubblicato dalla piccola etichetta Shirak ed è una miscela di jazz, rock e musica etnica, prevalentemente strumentale con un unico brano cantato in inglese. Bellissima la copertina. I sei brani scorrono velocemente, con repentini cambi di tempo, ritmo e sonorità, dominati dall'incastro dei fiati con la potente sezione ritmica Betti/Savarro. Grande disco. La ristampa in CD avvenne "solamente" 20 anni dopo, nel 1995, ad opera della Mellow.

Living Life - 1981 - Mysterious dream


TRACKLIST:

1. Welcome people
2. Mysterious dream
3. Oldeurope
4. Living with the music
5. Sliding through the clouds of Cusco


FORMAZIONE

Roberto “Johnny” Betti (batteria, tastiere, voce)
 Daniele Pintaldi (chitarra)
 Flavio Capello (flauto)
 Aldo Valente (synth, piano)
 Roberto Savarro (basso, voce)
 Gianni Cinti (oboe)

ospiti

 Gianni Bianco (synth)
 Piercarlo Bettini (Swami Zekuta) (tastiere)


Il secondo disco, "Mysterious dream", vede la luce dopo ben sei anni di silenzio. La formazione è quasi del tutto rinnovata: restano i componenti originari, Johnny Betti e il bassista Savarro. In veste di ospite sbuca fuori il tastierista Piercarlo Bettini (con lo pseudonimo di Swami Zekuta). "L'album contiene cinque brani, tutti composti da Johnny Betti. Cambiano le sonorità: via i fiati, ampio spazio a synth e tastiere (partecipano al disco ben quattro tastieristi!), assoli di chitarra elettrica e belle parti vocali come nella lunga Mysterious dream". Tutti i testi sono in lingua inglese. Anche questo disco venne ristampato in versione CD dalla Mellow nel 1995. Il gruppo si sciolse subito dopo per mancanza di interesse nei suoi confronti, come molti altri della stessa etichetta, tra cui alcuni ottimi gruppi folk come "La Lionetta" (prossimamente su queste pagine).
Buon ascolto!

Link  Let: from experience to experience
Link  Mysterious dream

Post by George

PS by Captain - Ringrazio anche l'amico Vlad Tepes, che mi aveva passato tempo fa i files dei Living Life. A causa dei miei tempi biblici, George mi ha anticipato con questo post

domenica 12 luglio 2015

I Raminghi - 1972 - Il lungo cammino dei Raminghi / Live 1975


TRACKLIST:

01 Donna hai ragione tu
02  La nostra verità
03  Cose superate
04  Partire
05  Every day Jesus
06  Non moriremo mai
07  Buio mondo nero e giallo
08  Guarda tuo padre

Bonus tracks

09 Express (45 giri, lato A, 1975 - inedito)
10 Rendimi l'anima (45 giri, lato B, 1975 - inedito)


FORMAZIONE

Franco Mussita (basso, voce)
 Angelo Santori (tastiere)
Angelo Serighelli (chitarra)
Romeo Cattaneo (batteria)


Mi sono accorto solo ora, tra la moltitudine di dischi postati in questi anni dal Captain e dalla sua ciurma, di avere lasciato fuori questo vetusto album dei Raminghi, l'unico della loro breve stagione musicale, pubblicato niente meno che nel lontano 1972. Ho ancora il vinile ben conservato, ma ho preferito - ovviamente - pubblicare la ristampa in CD della BFT/Vinyl Magic che ha comunque dieci anni di vita, visto che risale al 2005. Il pregio della ristampa consiste in un bonus CD con un raro e fino ad allora inedito concerto live dei Raminghi datato 1975. Oltre a questo LP dal titolo "Il lungo cammino dei Raminghi", il gruppo pubblicò tre singoli, contenenti alcuni inediti. L'ultimo della loro carriera, risalente al 1975, lo trovate nelle bonus tracks. Il brano Rendimi l'anima, in versione estesaè incluso nel Live 1975.


Alcune notizie relative ai Raminghi sono presenti nella bible di Augusto Croce, Italian prog.
Per comodità ve le riporto: "Gruppo bergamasco della fine degli anni '60, che, come altri, era a metà strada tra un beat di ispirazione psichedelica e il primo progressive. Tutte le loro produzioni uscirono per la piccola etichetta Bentler, tre 45 giri ed un album, realizzati tra il 1970 e il 1975. Alcuni dei brani dell'album sono molto belli, ad esempio Buio mondo nero e giallo, uscita anche su singolo, e La nostra verità, altri un po' noiosi come Every day Jesus con un coro monotono, ma l'album è rappresentativo di tutti quei gruppi che fecero musica progressiva pur mantenendo un forte stile anni '60.L'attesa ristampa in CD del 2005 dell'unico album dei Raminghi comprende anche un CD tratto da un concerto del 1975. Questo disco dimostra l'energia del gruppo in concerto e contiene anche una curiosità, il brano inedito Mi svegliai al mattino diventato Zora nell'omonimo album di  Antonius Rex".


"Nella loro lunga carriera, terminata nella seconda metà degli anni '70, i Raminghi hanno avuto molti cambi di organico, tutti incentrati intorno alla figura di "Herr" Mussita. Tra gli altri hanno suonato nel gruppo Valerio Cherubini (chitarra), Titta Colleoni (organo), Michele Capogrosso (batteria), questi ultimi anche componenti dei Terza Classe e Perdio. Il chitarrista  Angelo "India" Serighelli ha anche pubblicato un album e alcuni singoli da solo, mentre lui ed il leader del gruppo Mussita hanno collaborato con  Antonius Rex su Zora. Insieme, Mussita e Serighelli con il nome di Mussi & India pubblicarono anche un 45 giri dal titolo Canto d'amore indiano, vicino nello stile ad un grande successo italiano del 1974, Soleado dei Daniel Sentacruz Ensemble, con vocalismi senza parole, ed una facciata B che può essere definita molto vagamente progressiva. Serighelli ha poi formato nel 1985 il gruppo hard rock Wizard. E' purtroppo scomparso nel 2008"


 Bonus CD - Raminghi live 1975

TRACKLIST:

01 Intro
02 Dies Irae
03 Guarda tuo padre
04 Non è Francesca 
05 Rendimi l'anima
06 Mi svegliai al mattino
07 Felicita
08 Incubo


Un bel concerto live del 1975 dove i Raminghi propongono una serie di brani inediti, oltre a qualche traccia già pubblicata sul disco "Il lungo cammino dei Raminghi". Pregevole la versione elettrica di Non è Francesca di Lucio Battisti. A me personalmente entrambi i CD piacciono molto. Lascio a voi esprimere qualche giudizio, se ne avrete voglia. Altre info sui Raminghi le potete trovate sul sito John's Classic Rock. Infine, i Raminghi hanno anche un loro sito ufficiale. Cliccate qui per esplorarl

Buon ascolto!


Link Il lungo cammino dei Raminghi
Link Live 1975

Post by George

mercoledì 8 luglio 2015

Le Antologie della Stratosfera vol. 20 - De De Lind & Vito Paradiso - 1969-1980 - The (almost) Complete Works

DE DE LIND - 1973 - Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò. Uomo è il nome che mi hanno dato.

TRACKLIST :

01 - Fuga e morte
02 - Indietro nel tempo
03 - Paura del niente
04 - Smarrimento
05 - Cimitero di guerra
06 - Voglia di rivivere
07 - E poi

Testo tratto dal post originale del 29 maggio 2011: Ed ecco a voi uno dei più famosi dischi "minori" del rock progressivo italiano: nel 1973 il quintetto dei De De Lind confeziona l'album con il titolo più lungo della storia del nostro genere musicale, "Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò. Uomo è il nome che mi han dato". Sebbene non tutto l'album sia su altissimi livelli, alcuni pezzi di genere hard prog risultano, secondo la mia personalissima opinione, veramente gradevoli (Fuga e morte, Indietro nel tempo). Il gruppo proviene dall'epoca tardo beat (esistevano già dal 1969) e, prima di quest'album, aveva già prodotto due o tre singoli commerciali. Dopo quest'album, che venne completamente ignorato da pubblico e critica, nonostante una frequente presenza della band ai festival pop dell'epoca, il gruppo si sciolse ed il solo Paradiso proseguirà una carriera solistica povera di successi. L'album verrà poi rivalutato da molti studiosi del rock progressivo italiano: alcuni addirittura lo ergeranno a capolavoro. A voi l'ardua sentenza, ciofeca o capolavoro, ascoltate e fate sapere, please...

Quì il buon J. J. John strapazza abbastanza questo album (naturalmente su John Classic Rock), mentre qui ne parla in toni più lusinghieri Monsieur Croce su Italianprog

I DE DE LIND :

Vito Paradiso - Voce, chitarra classica
Gilberto Trama - Fiati
Matteo Vitolli - Chitarra elettrica
Eddy Lorigiola - Basso
Ricky Rebajoli - Batteria


DE DE LIND - 1969/1971 - I singoli

TRACKLIST :

01 - De De Lind - Anche se sei qui (1969 - Side A)
De De Lind - Come si fa? (1969 - Side B) Missing
02 - De De Lind - Mille anni (1970 - Side A)
03 - De De Lind - Ti Devo Lasciare (1970 - Side B)
04 - De De Lind - Signore, dove va (1971 - Side A)
05 - De De Lind - Torneremo ancora (1971 - Side B)

 Insieme all'album dei De De Lind, vi proponiamo la raccolta quasi completa dei singoli della band. Purtroppo risulta introvabile, per il momento, il lato B del loro primo 45 giri, inciso nel 1969. Per completezza aggiungo che esiste un altro singolo del 1973, contenente i brani "Fuga e morte" e "Paura del niente" tratti dall'album del 1973 e quindi non inclusi in questa mini raccolta.

Quale modo migliore per chiudere la parte del post dedicata ai De De Lind, se non ammirare la bellezza Di Dede Lind, playmate dell'anno 1967 ed evidente ispirazione per i ragazzi della band...



VITO PARADISO - 1978 - Noi belli noi brutti

TRACKLIST

01 - Che senso ha
02 - Diridon
03 - Noi belli noi brutti
04 - Marciapiedi
05 - Bianco segno di gesso
06 - Asfodeli
07 - Un sole in più
08 - Inferno fedele
09 - Lorena
10 - Ubriachi nella notte
11 - Regina dei folletti
12 - Commiato in 11/8

Nato a Rapolla nel 1942, Vito Paradiso, cantante dei De De Lind, dopo lo scioglimento della band, ebbe una breve carriera solistica, iniziata nel 1975 con il singolo "500 blu/Poeta racconta". Entrambi i brani di questo singolo risultano purtroppo introvabili, quindi non sono presenti in questa antologia. Sono invece presenti, grazie agli amici del nostro blog, entrambi i successivi album solistici del cantante. Iniziamo dal primo di essi in ordine cronologico, ovvero "Noi belli noi brutti" del 1978. Sebbene composto da 12 pezzi molto brevi, è un lavoro di stampo cantautoriale molto gradevole, non banale e con testi intelligenti. Sotto l'aspetto prettamente musicale, sebbene non vi siano grandi parti solistiche, il disco è suonato magistralmente, ma non potrebbe essere altrimenti, viste le partecipazioni davvero di altissimo livello: Ares Tavolazzi, membro storico degli Area, Ellade Bandini, Giorgio Baiocco sono nomi che si presentano da soli. E tutto sotto la supervisione di Vince Tempera, che suona anche il pianoforte nell'album.Qualche reminescenza di progressive rock può essere rintracciata negli ultimi 2 pezzi, "Regina dei folletti" e nel breve strumentale "Commiato 118", che chiude l'album in bellezza. Molto gradevole anche la deandreiana "Inferno fedele". In generale, la voce di Paradiso risulta sempre all'altezza e senza incertezze, pur senza particolario virtuosismi.

Musicisti di "Noi belli noi brutti"

Vito Paradiso: chitarra classica, chitarra acustica, voce
Giorgio Baiocco: sax alto, soprano, flauto
Ellade Bandini: batteria
Massimo Luca: chitarra acustica, 12 corde, chitarra elettrica
Renè Mantegna: percussioni
Ares Tavolazzi: basso
Vince Tempera: pianoforte e arrangiamento dell'album

Il primo singolo di Vito Paradiso del 1975, purtroppo non disponibile per il download


VITO PARADISO - 1980 - Per lasciare una traccia

TRACKLIST :

01 - Per lasciare una traccia
02 - Elisa elisa eh
03 - Attento attento
04 - Rapolla
05 - Terra piccola
06 - Se tu mi pensi
07 - Io da una parte
08 - Rapolla (strumentale)

Se nel precedente "Noi belli noi brutti" vi erano delle collaborazioni di lusso, che dire di questo lavoro del 1980 dove, in un folto gruppo di musicisti, spiccano i nomi di entrambi i fratelli Nocenzi dell'amatissimo Banco del Mutuo Soccorso. E l'apporto dei 2 grandi artisti del prog italiano si sente eccome ragazzi, ve lo posso assicurare. Certamente un passo avanti ripetto all'album precedente, questo lavoro sicuramente rispecchia maggiormente l'anima e la personalità dell'artista, con i riferimenti al suolo natio ("Rapolla"). Per nostra fortuna, vista la levatura dei musicisti partecipanti, qui i brani sono solo 8 e di maggior respiro. Viene lasciato quindi maggior spazio anche alle parti strumentali. In un certo modo, "Per lasciare una traccia", nonostante sia del 1980, è un lavoro che riavvicina più del precedente Vito Paradiso a sonorità prog, sebbene in stile cauntatorial. E così la storia inizia e finisce allo stesso modo, per così dire... Buon ascolto friends


Musicisti di "Per lasciare una traccia"

Vito Paradiso: chitarra acustica, voce
Giorgio Baiocco: sax tenore
Gianni Nocenzi: pianoforte
Vittorio Nocenzi: piano Fender
Beppe Cantarelli: chitarra elettrica, syncussion, chitarra acustica e arrangiamenti
Ottavio Corbellini: syncussion
Mino Fabiano: basso elettrico Alembic
Walter Scebran: batteria, syncussion
Aldo Banfi: tastiera
Lella Esposito: cori
Wanda Radicchi: cori
Silvio Pozzoli: cori
Pino Ferro: cori
Gianni Berlendis, Ferdinando Antonelli, Giuseppe Cantoni, Vincenzo Lo Castro, Roberto Marchiò, Adalberto Murari: archi

LINK non so da dove (original post)
LINK singoli 
LINK belli e brutti
LINK una traccia

Post by Captain, thank you very much to Vlad Tepes for "Noi belli noi brutti", to new uploader FabioF for "Per lasciare una traccia" and to Mmasimo and George for the singles

domenica 5 luglio 2015

Die Anderen / Kannibal Komix / Apocalypse - Discografia 1968-1970


Perché realizzare un post dedicato ad un gruppo tedesco, i Die Anderen alias Kannibal Komix alias Apocalypse? Le ragioni sono due: tra i musicisti vi è un italiano e i due dischi proposti sono veramente deliziosi, con suoni a cavallo tra psichedelia e protoprog. 

Die Anderen (L'altro) era il nome originale della band. Con questa denominazione i nostri incisero alcuni singoli e un 33 giri. Il web è abbastanza ricco di informazioni e Discogs propone, come di consueto, una discografia dettagliata. Anche Augusto Croce, su Italian prog, fa un cenno stringato, ma efficace sui Kannibal Komix: "Gruppo tedesco, i Kannibal Komix comprendevano anche un italiano (Jurgen Drews, Gerd Muller e Bernd Scheffler erano tedeschi, il bassista Enrico Lombardi di Piacenza), ed ebbero una certa notorietà comparendo in alcuni spettacoli televisivo in Germania e Inghilterra. Il loro primo album, Kannibal Komix, venne realizzato in Germania nel 1968 dalla Ariola, e poi scelto come colonna sonora per il film "The house in white" dal regista George Moorse; l'album uscì dunque più tardi negli Stati Uniti per la Colossus che pubblicò anche il loro secondo album, e in Italia per la Saint Martin, nel 1971 e con copertina singola".


Die Anderen - 1968 - Kannibal Komix

Front cover LP originale tedesco, Ariola, 1968
Front cover edizione USA, Colossus, 1970
TRACKLIST:

01. Little Little  
02. Neurotic Reaction  
03. Sing A Song  
04. Mind Your Own Business  
05. Little Queen  
06. Man In The Moon  
07. Love  
08. White House  
09. Sunday Morning  
10. Choo Choo Train  
11. Elenor  
12. Cosy Rosy  

Bonus tracks

13. Forever And A Day (45 giri, lato A, 1968)
14. Sardegna (45 giri, lato B, 1968)
15. Somebody Loves You (45 giri, lato A, 1969)
16. In The Morning (45 giri, lato B, 1969)


FORMAZIONE:

Bernd Scheffler - drums, vocals
Jürgen Drews - lead guitar, vocals
Enrico Lombardi - bass, vocals 
Gerd Müller - guitar, vocals


Questo primo LP dei Kannibal Komix, che in Germania venne pubblicato nel 1968 a nome "Die Anderen", è a cavallo tra beat e psichedelia inglese, tipica del finire degli anni '60. Venne prodotto da Giorgio Moroder, allora produttore per la Ariola e ancora molto lontano dalla disco music elettronica dei mid '70's. I dodici brani sono piuttosto brevi, con belle parti corali supportate dal suono acido delle chitarre di Drews e Muller. Ottimo il supporto del basso da parte del nostro Enrico Lombardi. Va segnalata qualche sdolcinatura di troppo (Sing a Song, ad esempio), qualche omaggio eccessivo ai Bee Gees (Love) e una presenza a volte troppo ingombrante degli archi. Le ultime quattro track (escluse le bonus) sono senza dubbio le migliori. In particolare Cosy Rosy apre nuovi orizzonti musicali, una sorta di trait-d'union ideale con le sonorità del disco successivo. I brani di questo album vennero in seguito utilizzati per la colonna sonora di un film ispirato ai Beatles, quelli psichedelici di "Magical Mystery Tour", dal titolo "The House in White". Nel 1970 l'album venne stampato negli Stati Uniti, ad opera dell'etichetta Colossus, semplicemente col nome "Kannibal Komix", dato che il nome tedesco non era indicato per il mercato internazionale. La copertina apribile presenta una donna nuda a cavallo, con sguardo truce e teschio in posizione...strategica. 

Front cover edizione australiana, Festival Records, 1970
Le quattro bonus tracks altro non sono che i due 45 giri del 1968 e 1969 che rimasero inediti su LP. I KK pubblicarono un terzo singolo nel 1970 contenente Little Little/Love. Entrambi i brani sono inclusi nel 33 giri.






Apocalypse - 1970 - Apocalypse


TRACKLIST:

01. Life Is Your Profession 
02. Let It Die
03. Patricia 
04. Milkman
05. Try To Please Me
06. Pictures Of My Woman
07. Linda Jones
08. Blowing In Blow

Bonus track

9. Reflections Of A Summer


Il titolo completo di questo album, così come riportato da Discogs, è "Apocalypse - Original Soundtrack of Cinerama Film Wunderland Der Liebe". Pubblicato nel 1970 in Germania e negli USA a nome "Apocalypse", il 33 giri venne nuovamente prodotto da Giorgio Moroder. La ristampa in CD risale al 2003 e contiene una bonus track, tratta dalla colonna del film. Il disco è decisamente più maturo di quello precedente: i suoni, le voci, la tecnica musicale si sono affinati e qui e là emergono spruzzate di prog, anche se il disco è ancora un chiaro esempio di ottima post-psichedelia. Splendida Let it die, acidissima, con l'intro/outro di sitar e il basso prepotente di Enrico Lombardi. Il commiato dal disco si chiama Reflections of a Summer, pubblicato come bonus track, un capolavoro di chitarre acustiche, percussioni e cori. L'album ebbe un discreto successo e a ruota vennero pubblicati un buon numero di singoli (compreso qualche ripescaggio dal primo album), senza però nessun inedito. 
Gran bel disco. Tutto da ri-scoprire.

La formazione degli Apocalypse, già Kannibal Komix, già Die Anderen, è invariata.



Post by George