lunedì 25 luglio 2016

Serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 44 (Serie "Bootleg" n. 219) - Franco Battiato & Alice - Palasport Evangelisti, Perugia, 14 marzo 2016


Piccolo repost perchè il nostro amico Antonio LM ha confezionato le cover per questo bootleg, come al solito con gusto sopraffino. Le aggiungo "postume", spostando la bella photo gallery di George alla fine del post... Buon ascolto anche da parte del vostro affezionato Capitan, e grazie a George e Antoine per post e cover, vi voglio davvero bene ragazzi...


TRACKLIST DISC 1:

Franco Battiato set
01 L'era del cinghiale bianco 
02 Lo spirito degli abissi 
03 No time, no space 
04 Shock in my town 
05 Le nostre anime 
06 Povera patria 
07 La canzone dei vecchi amanti (La chanson des vieux amants) (Jacques Brel cover) 
08 La stagione dell'amore 
09 La cura 

Alice set
10 Dammi la mano amore 
11 Tante belle cose 
12 Il vento caldo dell'estate 
13 Per Elisa 
14 Veleni 
15 Il sole nella pioggia 


TRACKLIST DISC 2:

Franco Battiato & Alice set 
01 Nomadi 
02 La realtà non esiste (Claudio Rocchi cover) 
03 Prospettiva Nevski 
04 Summer on a solitary beach 

Franco Battiato Set
05 Gli uccelli 
06 Segnali di vita 
07 Cuccurucucù 
08 Centro di gravità permanente 
09 Bandiera bianca  / Sentimiento nuevo (con Alice) 
10 L'animale 
11 Presentazione della band 
12 Stranizza d'amuri 
13 Io chi sono 
14 I treni di Tozeur (con Alice) 


Splendida testimonianza sonora del breve e fortunato tour di Franco Battiato e Alice, nuovamente insieme sul palcoscenico dopo quasi 30 anni. La prima collaborazione risale al 1980, epoca in cui venne pubblicato il disco "Capo Nord" di Alice e il singolo Il vento caldo dell'estate. E' appena il caso di ricordare i duetti celebri fra i due quali Chanson Ego-centrique e I treni di Tozeur. Nel 1985 Alice dedicò al repertorio di Franco Battiato l'intero album "Gioielli rubati". Il tour congiunto Battiato/Alice ha attraversato l'intera Italia (ad eccezione di uno sconfinamento a Lugano il 21 febbraio) toccando una ventina di città fra le quali Bologna, Reggio Emilia, Trieste, Torino, Milano, Firenze, Roma per concludersi a Palermo il 7 e 8 aprile. Il debutto ha avuto luogo a Carpi il 13 febbraio. Ad accompagnare i nostri eroi l’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Carlo Guaitoli, Ensemble con cui Battiato si era già esibito per un breve tour nel luglio 2015.


Il concerto qui presentato è stato registrato a Perugia, al Palasport Evangelisti, il 14 marzo scorso ed è diviso in due set, rispettivamente dedicati ai due artisti, con alcune parti in comune. La scaletta è all'insegna della nostalgia. La voce di Alice, nonostante il trascorrere degli anni, è sempre bella e profonda. Da segnalare, all'interno del set congiunto, un omaggio a Claudio Rocchi con la cover di La realtà non esiste. Veramente un bell'evento che dopo tanto anni rinnova il sodalizio e l'intesa profonda fra i due artisti.

Un bel regalo della Stratosfera a ridosso della pausa estiva. Buon ascolto (dopo la photo gallery - nota der Capitano).


Link CD1 
Link CD2

Post by George, covers by Antonio LM

domenica 24 luglio 2016

Lu Colombo


Lu e' nata nel 1952. Vive tra Milano, Firenze e qualche volta il resto del mondo ma in verita' "tra" e' il luogo dove trascorre la maggior parte del suo tempo. Si diletta con la musica e le parole da sempre fino a che il piacere diventa mestiere con le dovute conseguenze per se' e per tutti.

Da adolescente, negli anni ‘60, inizia a cantare e a suonare la chitarra, registra come corista con il gruppo Stormy Six e fa parte del trio Plastic Doves. Negl anni ’70 è attiva in teatro dove scrive e cura colonne sonore, lavora in uno studio di registrazione e montaggio cinema dove registra anche jingles pubblicitari. In quegli anni lavora anche part time in una rivista musicale come grafica. Nel 1981 Lu Colombo, appassionata di musica ballabile, lancia nel mercato della musica dance il brano Maracaibo ballata d’amore e d’avventura. 








Nell’82 firma con l’etichetta Emi Italia e pubblica il singolo Dance All Nite, con il quale nel 1983 partecipa al Festivalbar e vince il Disco estate di Rimini.








Il brano verrà poi incluso insieme a Maracaibo nella colonna sonora del film Vacanze di Natale. Nel 1984 Lu partecipa di nuovo al Festivalbar con Aurora, mentre nell’edizione 1985 presenta Rimini Ouagadougou dopo aver vinto il Festival di Saint Vincent. Poi Lu esce lentamente dalla scena dance rimanendo fuori dalla musica per tutti gli anni 90. Nel 2001 produce un cd dal titolo Maracaibo 20th Anniversary per Self Distribuzione . Nel 2011 una versione reggae di Maracaibo per il trentesimo anniversario e una versione in spagnolo.






Lu svolge anche una intensa attivita' come decoratrice murale e pittrice. Ha partecipato a importanti lavori di restauro in tutto il mondo.
Dopo una lunga pausa di riflessione e ricerca musicale nel 2004 Lu fa il suo ritorno con Maurizio Geri in un album swing: L’uovo di Colombo, Trimurti records, nel quale produce una nuova versione di Rimini-Ouagadougou, dove si conferma come autrice, cantante e produttore. In questo disco si respirano varie influenze musicali, dagli anni 30, al latino,dal pop anni 70 alla canzone d'autore. Questo album nello stesso anno la porta anche al Festival di Musica di Mantova. 
Nel 2008 interpreta 19 giorni e 600 notti (cover di 19 días y 500 noches di Joaquin Sabina nell’album dei Pan Brumisti Quelle piccole cose) presentato al Premio Tenco.



Nel 2009 Lu collabora con il gruppo musicale bresciano dei “The The” per la realizzazione del disco Lupai, composto da brani cover ballabili anni ’70, Il disco esce in edicola e gli introiti sono destinati a finanziare iniziative umanitarie in Guatemala e in Ghana.





Nel 2012 Lu pubblica il disco Molto piu’ di un buon motivo Artup records, interamente dedicato a Joaquin Sabina in cui interpreta ben 12 canzoni, tutte tradotte in italiano da Sergio Sacchi del Club Tenco, tra queste ripropone 19 giorni e 600 notti. Nel 2013 Lu partecipa al Premio Tenco con il suo gruppo -Marco Poggiolesi-Michele Staino-Ferdinando Romano-Andrea Brogi.
Nel 2014 Lu con il gruppo,si reca in Spagna per un concerto al Tinta Roja di Barcellona nel programma di Cose di Amilcare e a Madrid dove incontra Joaquin Sabina. Il suo nuovo lavoro nasce dalla passione per le canzoni di Joaquin Sabina, cantautore spagnolo celeberrimo, quasi sconosciuto in Italia. Il mondo di Sabina e' vicino al mondo interiore di Lu che usa la voce in modo nuovo per enfatizzarne i contenuti. Sergio S. Sacchi si impegna nella produzione artistica coinvolgendo numerosi musicisti. Lu forma un trio e parte per girare un video in Camargue alla festa dei gitani.

Bonus:





domenica 17 luglio 2016

Kay Hoffmann - 1985 - Floret Silva (registrazioni del 1977-78)

Front cover CD, 2006 (Robot Records)
TRACKLIST:

01 Iste Mundus  
02 Floret Silva  
03 Exorcismus  
04 Intermezzo (Chume, Chume)  
05 Ich Will Truren  
06 Rondo  
07 Mai Tanz  
08 Quot Sunt Horae  
09 Tot  
10 Sonus Dulcis Lyrae  
11 Ouverture Zum Fest  
12 Intermezzo (Fagott Sommer Nacht Promenade)  
13 Tempus Instat  
14 Langueo (Vacillantis)  
15 Chume, Chume  
16 Nummus  
17 Post Communio Sancti Cyrilli

Back cover CD, 2006 (Robot Records)
FORMAZIONE

Kay Hoffmann - clavinet, piano, vocals
Gaio Chiocchio, Gianni Salaorni  - electric guitar
Nicola Vernuccio - bass
Carlo Bardi - bassoon
Alessandro Raimondi - drums, percussion
Michele Losappio - flute, trombone, piano
Simo Valzania - guitar, bass, violin, vocals, recorder, bouzouki, organ, glockenspiel, percussion –
Sauro Aibisani - tenor saxophone, clarinet
Tolmino Marianini  - trumpet
Jaqueline Darby - vocals, chorus


Grande disco questo "Florer Silva", decisamente poco conosciuto se non da parte di una ristretta cerchia di appassionati e cultori: un crogiolo di arie pastorali e suoni medioevali intrisi di prog-psych-folk rock. E con un inquadramento del genere chissà che cosa ci aspetta. E' un lavoro ambizioso, molto ben curato sotto il profilo delle musiche, ricercate e raffinate. La lingua utilizzata è il latino, o meglio il latino medievale (tranne qualche rara dissertazione in alto tedesco), elemento questo che pone il disco ad un livello di assoluta elevatezza. Se ben ricordo il disco rimase per qualche tempo nella wishlist, poi il nostro Big Captain ricevette i file da qualche amico. Lascio semmai a lui i dovuti ringraziamenti. Torniamo al nostro disco e alla sua autrice. Kay Hoffmann si è ispirata nientemeno che al Carmina Burana, un corpus di testi poetici medievali dell'XI e del XII secolo, scritti prevalentemente in latino, tramandati da un importante manoscritto contenuto in un codice miniato del XIII secolo, il Codex Latinus Monacensis 4660 o Codex Buranus, proveniente dal convento di Benediktbeuern (l'antica Bura Sancti Benedicti, fondata attorno al 740 da San Bonifacio nei pressi di Bad Tölz in Baviera). Il codice, che è custodito nella Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera, comprende 228 componimenti poetici con testi scritti in latino medioevale eccetto 47 scritti in alto tedesco. I temi spaziano dagli inni bacchici alle canzoni d'amore ad alto contenuto erotico, nonché alcune parodie blasfeme della liturgia. Un testo decisamente fuori dagli schemi quale fonte ispiratrice per un disco. Il titolo dell'album, "Floret Silva" (la foresta fiorisce)  discende proprio da una poesia del Carmina Burana. Fine del dotto excursus.


Veniamo alla genesi del disco. Il progetto "Floret Silva" nacque quando la compositrice e cantante minimalista Kay Hoffman venne in Italia intorno alla metà degli anni '70 dove incontrò il soprano gallese Jaqueline Darby, che aveva lavorato con i Pierrot Lunaire alla realizzazione del secondo album del gruppo, "Gudrum" (1977). Jacqueline stava scrivendo nuove composizioni inseme al produttore Vincenzo Micocci della RCA e chiese a Kay se era interessata a collaborare ad un nuovo progetto musicale. Kay accettò e al progetto contribuirono inizialmente i due ex Pierrot Lunaire, Gaio Chiocchio e Arturo Stalteri. A loro si aggiunsero altri amici musicisti di Jaqueline Darby. In pochissimo tempo Kay scrisse tutti i testi, ispirandosi per l'appunto al Carmina Burana e alla sua passione per le musiche medioevali e rinascimentali. La stessa compositrice contribuì alle registrazioni con la sua voce (spesso in duetto con Jaqueline Darby), il clavinet e il pianoforte. Con loro un ottimo cast di musicisti provenienti dagli ambienti del jazz-rock e del progressive. Arturo Stalteri alla fine non prese parte alle registrazioni che avvennero nel corso del 1977-1978, sotto la supervisione di Vincenzo Micocci. Purtroppo la RCA non pubblicò il disco che rimase così inedito fino al 1985, anno in cui una copia del master fece rotta verso il Giappone dove venne pubblicato per la prima volta in vinile dall'etichetta Belle Antique. Solo nel 2006 la casa discografica statunitense Robot Records lo stampò per la prima volta in CD dopo averlo rimasterizzato. L'ultima ristampa (in vinile) risale a quest'anno ad opera della Sommor Records. Il disco è stato pubblicato in Spagna. E' bello vedere come in Italia non se lo sia filato nessuno. Nemo propheta in patria.

Front cover LP Japan 1985 (Belle Antique Records)
Back cover LP Japan 1985 (Belle Antique Records)
Il disco comprende 17 tracce, molte delle quali sono solamente brevi intermezzi della durata di una manciata di minuti se non di secondi. Le sonorità sono quelle sopra descritte, I due brani più atipici, che si discostano dalle atmosfere che permeano il disco, sono Langue Vacillantis, un sorprendente episodio jazz-rock, tra i punti più alti dell'album, e Overture Zum Fest, uno strumentale dominato dai fiati con intrecci di sax, tromba e trombone. Un disco decisamente all'avanguardia non solo nel periodo in cui venne inciso, ma ancora oggi, Se vogliamo accostare Floret Silva a qualche altro disco, la memoria ci riporta ai primi lavori dei Dead Can Dance, con suoni pastorali e antiche arie miscelati a sonorità più contemporanee. Insomma, un gioiellino ritrovato che vale la pena gustare con la giusta calma e rilassatezza. Buon ascolto.
Front cover ristampa LP 2016 (Spain) (Sommor Records)
Kay Hoffmann 
Jaqueline Darby nell'era Pierrot Lunaire 
Link

Post by George

martedì 12 luglio 2016

St. Tropez - 1992 - Icarus (registrazioni del 1977-1978)


TRACKLIST:

01. Noccioline, caramelle, gelati 11:12
02. Segnale limpido 8:55
03. Il laghetto del cigno 4:24
04. Nella cascata 6:23 
05. Bollito misto 4:05
06. Icarus 8:37
07. Re del deserto 12:17
08. Verdure saltate 6:09
09. Luna in vergine 7:18
10. Il Lato sconosciuto 4:34

FORMAZIONE

Ciro Perrino (tastiere, batteria)
Alex Magazzino (chitarra, basso, voce)
Lady Mantide (voce)
Giorgio Battaglia (basso)
Silvano Cecchini (basso)
Francesco Di Masi (batteria)
Enzo Cioffi (batteria)
Mimmo Di Leo (batteria)


Chi sono i St. Tropez'? Semplicemente uno dei tanti prodotti musicali partoriti dalla fervida mente di Ciro Perrino, subito dopo la luminosa esperienza dei Celeste e prima degli album come solista degli anni '80. Tra i musicisti che accompagnano Perrino troviamo, non a caso, il bassista Giorgio Battaglia proveniente proprio dai Celeste. "Italian prog" definisce lo stile del gruppo molto vicino a quello dei Gong, un rock spaziale che profuma anche di Pink Floyd (ne è un esempio la seconda parte del brano di apertura del disco Noccioline, caramelle, gelati e Re del deserto (notare come tutti i titoli brillino per originalità), grazie al tappeto di tastiere suonate dallo stesso Perrino. Il bello è che nel corso della loro breve esistenza (1977-1978) i St. Tropez non incisero nessun disco. Il CD "Icarus", pubblicato nel 1992 grazie ai soliti della Mellow (che Dio li benedica) contiene 10 brani di studio inediti risalenti a quel periodo, registrati negli Ortica Studios di Sanremo. Unica nota dolente: la copertina, veramente orrenda. L'intero CD venne poi nuovamente pubblicati nel cofanetto dei Celeste "1969-1977 - The complete recordings" (2010). Se lo possedete tenetevelo stretto, trattasi di un prezioso gioiellino. Le note della inside cover (quella pubblicata qui sopra) ci fanno sapere che esistono delle registrazioni dal vivo dei St. Tropez, "di prossima pubblicazione". Io dal 1992 ad oggi non ho visto nulla. Se me le sono perse fatemelo sapere. Nella spasmodica attesa di queste rarità dal vivo, godiamoci le tracce registrate in studio, ne vale la pena.

Ho trovato su Hamelin prog una bella intervista a Ciro Perrino che rimembra i St. Tropez. Da leggere assolutamente. La troverete qui. Ciro Perrino, insieme ad Alex Magazzino e alla cantante Lady Mantide, formerà successivamente un altro gruppo di breve durata, ben conosciuto dai frequentatori della Stratosfera, ovvero La Compagnia Digitale. Buon ascolto!


Post by George

domenica 10 luglio 2016

Gli Apostoli. gruppo beat anni '60

Gruppo romano, che è stato tra i primi complessi italiani – anzi il secondo in assoluto dopo l’Equipe 84 – a suonare al Piper Club.
Il gruppo è stato costituito nel 1965 sulle ceneri dei Four Ribots e dei Go Karts, complessi di musica melodica e da ballo dell’epoca – come Cha Cha Cha, Hully Gully, Twist ecc – nell’intento di rispondere alla nuova tendenza del BEAT.
A settembre dello stesso anno, dopo un’intera estate trascorsa a suonare all’Hotel Baja Lloyds di Vietri sul Mare,  sono stati ingaggiati dal Piper Club (discoteca e locale per ballare musica suonata dal vivo) dove si sono esibiti più volte.
Nel 1966 hanno continuato a suonare al Piper di Roma, a quello di Viareggio e in tutta l’Italia in esibizioni e feste. Successivamente, unitamente all’attività di complesso Beat, sono stati il gruppo di sostegno di Edoardo Vianello e Wilma Goich per circa due anni.
Tra le curiosità che accompagnano la loro storia c’è anche un'apparizione nel film “musicarello” (Quando dico che ti amo, 1967), con Tony Renis e Lola Falana.

La preistoria de Gli Apostoli: 1962 i Four Ribots

La preistoria de Gli Apostoli: 1964 i Go Karts
Formazione

Angelo Alessandra (tastiere)
Francesco Berichelli (chitarra)
Angelo Piperno (voce)
Ettore Paparazzo (basso)
Roberto Conrado (batteria)


Due dischi ufficiali e uno mai pubblicato:


Robinson / Chi mai lo sa? (Sunstar sp 216 – 1965)
“Chi mai lo sa?” è una cover di Where Have All The Flowers Gone di Pete Seeger, con testo di Daniele Pace.
“Robinson” è una cover del brano You Know He Did (1965) degli Hollies, retro del successo Yes I Will.
“Chi mai lo sa” è stato ripubblicato anche nella raccolta di Red Ronnie “Quei Favolosi Anni 60″, insieme a brani de I Nomadi, Michele, I New Dada, Equipe 84 ecc.



E’ meglio che mi muova / Le cose che tu cercherai (Roman rm 001 – 1966)

“E’ meglio che mi muova” è una cover del brano She’s About A Mover (1965) del gruppo tex-mex-beat di Doug Sahmdi Sir Douglas Quintet.

“Le cose che tu cercherai” è un pezzo originale de Gli Apostoli, per il quale un componente del gruppo (Francesco Berichelli) ha tratto ispirazione e ha dedicato all’amore per Renza, sua futura moglie.
“E’ meglio che mi muova” e “Le cose che tu cercherai” sono stati ripubblicati anche nella raccolta “Raccolta Magic Bit Pop – vol. 13″, insieme a brani de Gli Uragani, The Renegades, The Motowns, I Bisonti ecc.



Il lupo e l’agnello / Sento l’estate (RCA 1965, inedito) 
“Il lupo e l’agnello” è un pezzo, la cui musica – originale de Gli Apostoli – è espressione tipica del ritmo e del suono Beat dell’epoca, mentre il testo è chiaramente ispirato alla favola di Esopo, considerato però  un pezzo molto “cattivo”.
“Sento l’estate” è una versione precedente ed alternativan del testo di “Chi mai lo sa?”, scritta da Ettore Paparazzo (il bassista del gruppo). Questa versione non venne mai pubblicata, rimase inedito, allo stato di lacca, per motivi che alcuni dicono ignoti, ma che solo loro sanno il perché. Ascoltatelo e capirete…


sabato 9 luglio 2016

Cocky Mazzetti

Cocki Mazzetti, pseudonimo di Elsa Mazzetti; talvolta indicata anche come Cochi Mazzetti (Milano, 28 febbraio 1937).

Cocky Mazzetti è il nome d’arte della milanese Elsa Mazzetti. Cocky Mazzetti aveva iniziato a cantare nel 1954 nell'"Orchestra Zerosei", composta da Sergio Cassani al pianoforte, Walter Finelli al sax alto e al clarino, Vittorio Baroncini alla tromba, Mario Palmieri al sax tenore e al violino e Giorgio Banchetti alla batteria; con l'orchestra compie anche varie tournée all'estero e nel 1960 aveva ottenuto il suo primo contratto discografico con la Primary, etichetta distribuita prima dalla Bluebell ed aver assunto il nome d'arte Cocki; in seguito dalla RiFi record di Milano di Giovanbattista Ansoldi. L’anno dopo esordirà al Festival di Sanremo del 1961, interpretando il brano “Qualcuno mi ama“, in coppia con Emilio Pericoli, nella facciata B del disco A.A.A.Adorabile cercasi (Primary CRA 91817), canzone partecipante alla stessa manifestazione, non finalista, cantata da Bruno Martino (La voce del Padrone) e Jula De Palma (Circus), ma è nel corso dell'estate che si farà conoscere dal grande pubblico grazie al notevole successo del brano Pepito. Al primo posto si classificò “Al di là”, cantata da Luciano Tajoli (Car juke box) e Betty Curtis (CGD); al secondo posto 24000 baci, cantata da Adriano Celentano (Jolly J 20127) e da Little Tony (Durium LdA 6974).

Nel 1962 è nuovamente al Festival di Sanremo con Tobia e Occhi senza lacrime, partecipa al Festival di Napoli ed è presente al VI Festival di Zurigo con il brano Fuochi d'artificio. Inoltre, è la prima cantante ad incidere il brano La partita di pallone che però arriverà ai primi posti delle hit-parade qualche mese più tardi nella versione di Rita Pavone.

Dal 1962 in poi Cocky Mazzetti parteciperà a diverse manifestazioni canore, presentando brani cover e originali, collezionando molteplici successi personali. Chi le impedì il grande successo fu Rita Pavone, che incidendo La Partita di Pallone (RCA PM45 3140) , che già aveva inciso la Mazzetti (Primary CRA NP 91886), la relegò ingiustamente nella posizione di gregaria, ovviamente mi riferisco a quella particolare occasione.

La delusione viene presto riscattata dal Festival di Sanremo 1963 in cui si classifica terza con Giovane giovane cantata in coppia con Pino Donaggio; allo stesso festival presenta anche Perché perché in coppia con Tony Renis.
Sempre nel 1963 incide Dimmelo sottovoce, sigla della trasmissione televisiva "Leggerissimo".
Anche nel 1964 partecipa ad importanti manifestazioni musicali: è nuovamente al Festival di Sanremo con Mezzanotte, in coppia con Los Hermanos Rigual, al Cantagiro e al Festival delle Rose; nel prosieguo del decennio inciderà altri dischi senza tuttavia ottenere significativi riscontri di vendita.

Dopo un periodo di pausa, nei primi anni ottanta diventa una componente del gruppo Gli Oldies con Wilma De Angelis, Claudio Celli, Ernesto Bonino e Nicola Arigliano: con questa formazione incide un nuovo album e partecipa a svariate trasmissioni televisive, soprattutto su Antenna 3 e Canale 5.
Dal 1998 al 2001 partecipa come ospite fissa a trasmissioni di Paolo Limiti su Rai Uno interpretando successi di tutti i tempi facenti parte del suo sterminato repertorio. Si segnala Il tema di Harry Lime dal film Il terzo uomo e Non chiamarmi autunno del repertorio di Flo Sandon's.
Attiva tuttora in serate con orchestre da ballo.

45 giri
1960: Flamenco rock/Quando c'è la luna piena
1961: Qualcuno mi ama/A. A. A. Adorabile cercasi (Primary CRA 91817)
1962: Carnaval do Brazil/Cielito Lindo1962: Che dirà la gente?/Abreme la puerta (Primary CRA 91824)
1962: Flamenco Rock/Pepito
1962: Nuttata 'e luna/Paese 'e cartulina/Chin'e fuoco (Primary CRA 91877)
1962: Pepito/Zero In Cha Cha Cha (Primary CRA 91833)
1962: Tobia/Occhi senza lacrime (Primary CRA 91857)
1962: Tango Italiano+Virgola di luna
1963: Un caffè/ Tu sei differente (Primary CRA 91880)
1963: La partita di pallone/Il tuo compleano (Primary CRA 91886)
1963: Giovane giovane/Le gocce (Primary CRA 91896)
1963: Perché, perché?/Di baci (Primary CRA 91897)
1963: La domenica/Pizza Pye
1963: Dimmelo sottovoce/Qui sotto il cielo di Capri (Primary CRA 91899)
1963: Casanova Baciami/Tu lo sai (Primary, CRA NP 91903)
1963: Ronf ronf / Pagherai (Primary CRA 91920)
1963: Buio/Pagherai (Primary CRA 91921)
1964: Carneval do Brasil/Pizza Pye/La domenica/Cielito Lindo
1964: Mezzanotte/Dicono di me (Primary CRA 91927)
1964: La fine di tutto/Ho perso la bussola (Primary CRA 91933)
1965: Abbracciami forte/Cominciamo ad amarci
1968: Pioggia di settembre/Coltivatore di garofani (Zeus, BE 234)
1971: Gitano/Un Caffè
1993: Till, Nessuno al mondo, Inno all’amore, A pugni stretti.

Album
60 The best years
I grandi successi
Il meglio di Cocky Mazzetti 1998
Incominciò con un caffè (manca una traccia)
Festival di Zurigo 1963 (una sola canzone)

Dal 1983 agli anni 2000 Cocky Mazzetti ha inciso CD per l’etichetta Bang Bang, SAAR record, Dig It, Duck Record etc.
Curiosità: molti dischi riportano il nome Cocki Mazzetti ed altri Cocky Mazzetti.

Il pettine... della censura ?


Post di servizio per evidenziare le anomalie quotidiane (che ormai proseguono da una ventina di giorni) nelle statistiche del blog. Gli studiosi di statistica tengano presente che il blog riceve, attualmente ed in condizioni "normali", dalle 1200 alle 1500 visite, a seconda di post nuovi o meno. I denti del pettine sono punte anomale di visitatori contemporanei, tutti provenienti dagli stati uniti. Seguono e precedono queste note 3 immagini che dicono tutto. Speriamo che noi ce la caviamo...



venerdì 8 luglio 2016

Gruppo Strumentoconcerto - 1980 - Lo strumento fa concerto

TRACKLIST :

01 - Folaga
02 - Danze a cuatro
03 - Vulissa diventare
04 - Danzandole
05 - Klung klung grillo
06 - La ville de la rochelle
07 - Sonia
08 - Du botte
09 - Cielo
10 - Ashkalon
11 - Balafon
12 - Slendro

Il nostro amato Benefattore Anonimo torna a colpire, con questo interessantissimo album che potremmo definire folk, ma che è così particolare da poter essere considerato unico, basta guardare le bellissime immagini delle cover per rendersene conto. I due artisti coinvolti (ebbene sì, sono solo in due!) suonano infatti una miriade di strumenti, la maggior parte dei quali appartenenti alla musica popolare del passato ed ormai caduti in disuso. Potremmo addirittura dire di trovarci di fronte a due scienziati della musica popolare antica, che ci danno una dimostrazione pratica delle potenzialità e dei suoni di strumenti ormai sconosciuti ai più... 

Come spessissimo accade, per reperire qualche informazione attendibile, l'unico porto verso cui approdare è Italianprog di Augusto Croce, al quale vi rimando per leggere l'articolo completo: "Strumentoconcerto è stato un gruppo anomalo, formato come veicolo per proporre al pubblico la passione di Nicola Scarano e Sonia Milan per strumenti musicali di ogni genere, sia convenzionali che etnici. Attivi fin dai primi anni '70 i due sono entrati nella Cooperativa L'Orchestra con cui hanno inciso due LP, e contemporaneamente hanno fatto parte della formazione originaria dei Mamma Non Piangere, partecipando al primo album di quel gruppo. Nel primo LP, La natura è musica, collabora con loro Lorenzo Leddi, polistrumentista leader di Mamma Non Piangere, e il disco è una sorta di favola basata sulle voci dei tanti strumenti impiegati. Il secondo album, Lo strumento fa concerto, autoprodotto dal duo nel 1980 e poi uscito per L'Orchestra, è più maturo e contiene alcuni brani in stile folk/rock della tradizione europea. (...)"

STRUMENTOCONCERTO are :

Nicola Scarano (voce, strumenti vari)
Sonia Milan (voce, strumenti vari)


Post by A.B. (magna laude) & Captain

mercoledì 6 luglio 2016

Eva 2000 - 1973 - Noi...Per esistere

 
 TRACKLIST :

01. Eri bambino
02. Casa popolare
03. Un giorno d'amore vale una vita
04. Una sera
05. Whisky and love
06. Fiori per un'amica
07. Come una statua
08. Io sono lei
09. Fiori di pietra
10. Un'altra età

Non il solo A.B. ci accompagna nella nostra peregrinazione nelle curiosità anni 70 della musica italiana. Ringraziamo infatti per questo contributo l'amico Vlad Tepes, magnifico e mugnifico anfitrione dell'interessantissimo blog "Isle full of noises", al quale vi rimando senza indugio...

Poche informazioni sono reperibili su questa band, se non la loro pagina FB, dalla quale trascrivo la mini biografia che segue: "Eva2000, nasce a Parma nel 1973. Formata da sole ragazze la band nel tempo si trasforma in un gruppo misto. Il massimo della popolarità è raggiunto negli anni 1973/1976, con la partecipazione al Disco per l' Estate con il brano "Hotel Miramare", e successivamente al Festival di Sanremo con la canzone "In amore non si può mentire". Eva2000, nonostante i cambi di formazione, rimane in attività per una decina d'anni: dal 1973 al 1982, diventando uno dei gruppi di punta delle notti dance italiane, sull'onda della disco music. Line up nel 1975: Marco Rancati vocal, Teresa Gorla vocal, Marchionni Vince piano e vocal, Franca Benassi bass, Giorgio Bassanetti drum, Scandolara Giovanni guitar e vocal, Sauro Azzini Key e vocal. Nel 1982 il gruppo si scioglie. Nel 2011 il ritorno si concretizza con un progetto allargato ad altre band disco dell'epoca, (SMASH GENERATION). Questa nuova idea ha rimesso in moto la musica, ed EVA2000 si ritrova di nuovo in pista."

 "Noi... Per esistere" è il primo album di questo gruppo misto maschile e femminile. Sebbene gli Eva 2000 saranno protagonisti della nascente disco-music della seconda metà degli anni 70, quest'album pur essendo molto commerciale non appartiene ancora in toto al genere sopra descritto. Ascoltando il disco, l'incipit del primo brano ("Eri bambino") lascia ben sperare, con un intro davvero gradevole di pianoforte ed uno svolgimento, tutto sommato, abbastanza ascoltabile. Il secondo brano ("Casa popolare"), risulta anche migliore, con un bel flauto in evidenza. il resto, purtroppo, scivola irrimediabilmente verso l'orecchiabilità a tutti i costi, condita di sdolcinatezze  varie che non destano certo l'interesse degli amanti del rock progressivo italiano. Un'ultima citazione la merita il brano "Come una statua", sostenuto da un bel riff di flauto e voce ed abbastanza settantiana da risultare interessante. Molto gradevole, in tutti i pezzi, la lead vocalist (Teresa Gorla?), dalla voce modulabile e potente, nonchè cristallina (ricorda un po', con le debite distanze, quella della grande Mina). Peccato che questo gruppo non abbia osato un po' di più, visto la buona caratura musicale di cantanti e strumentisti che lo componevano. In ogni caso, buon ascolto dal vostro Capitano, oggi in buona compagnia dell'amico Vlad Tepes...


Post by Captain & Vlad Tepes