lunedì 26 settembre 2016

Serie "Cantautori ai margini" n° 12 - Gianni Bonfiglio - 1979 - Luci spente a Testaccio


TRACKLIST:

01. Luci spente a Testaccio
02. Il veliero di imbaud
03. Per te...unica
04. A volte
05. Via della Magliana
06. Il buco
07. Honey blue
08. Zucchero amore
09. L'ultima

Bonus track
10. Il cappello di velluto blu (45 giri, lato A, 1978)


MUSICISTI

Gianni Bonfiglio - chitarra acustica, voce
Roberto De Franchis - piano, organo Hammond, celesta, Synthesizer
Stefano Mazzola - chitarra elettrica e acustica
Bruno Crovetto, Piero Ricci - basso
Gianni Dall'Aglio - batteria
Tony Cicco - percussioni
Gianni Oddi - sax soprano e contralto 
Hugo Heredia - sax soprano
Maurizio Giammarco - sax tenore, flauto


Gianni Bonfiglio è cantautore, musicista e compositore decisamente "ai margini". Il suo unico lavoro è questo LP del 1979, preceduto nel 1978 da un singolo contenente i brani Il cappello di velluto blu, sul lato A, inedito su 33 giri, e L'ultima, sul lato B, poi ricompreso nell'album. Le notizie su di lui sono scarsissime. Le uniche informazioni che ho recuperate su Digilander lo presentano come "un reduce del movimento studentesco degli anni della contestazione" (forse per l'aspetto, con folta barba e occhiali da intellettuale - che non è poi una cosa così brutta). Originario di Palermo, ha vissuto per alcuni anni a Milano, prima di stabilirsi definitivamente a Roma. "Luci spente a Testaccio" sembra un album di ricordi, quasi una specie di testamento. Non c’è però retorica, né pentimento e non lo si può proprio definire un disco politico o ideologico, semmai di sentimenti e di rimpianti, conditi da qualche inevitabile disillusione. La musica è decisamente elaborata, con ottimi arrangiamenti grazie alla presenza di musicisti quali i sassofonisti Maurizio Giammarco e Hugo Heredia e due nostre vecchie conoscenze: Gianni Dall'Aglio alla batteria e Tony Cicco alle percussioni.

L'album, prima del 2010 mai ristampato, è stato inserito nel cofanetto "Progressive Italia anni '70 vol. 8", insieme a Gens, Maurizio Fabrizio, La stanza della musica e altri ancora. Il singolo del 1978, postato come bonus track, l'ho tratto da un video recuperato sul tubo, dove il nostro Gianni Bonfiglio lo interpreta di fronte al pubblico. Nonostante gli applausi finali, il brano è in playback. 



Post by George

domenica 25 settembre 2016

Serie "Bootleg" n. 220 - CONCERTO PER ALCESTE (Reggio Emilia, 12 e 13 luglio 1975) - AGGIORNAMENTO

Ripostiamo la rarissima registrazione del Concerto per Alceste perchè, in questi giorni, è giunto un commento molto interessante a questo post, tanto da meritare la pubblicazione all'interno del post stesso. Grazie a questo intervento, siamo infatti in grado di far luce su chi fu l'autore della registrazione e, soprattutto, di calarci ancor di più nelle difficili dinamiche che sottostarono ad un evento come questo, anche nei confronti degli artisti. Trovate questo preziosissimo contributo di Alifib in fondo al post, oltre che tra i commenti. Nota del capitano

Prefazione del Capitano: l'autore dell'eccezionale post che segue è Andrea de Gli Sprassolati, che aveva già collaborato con noi in passato in modo indiretto (ovvero per mano del capitano) ma che qui, per la prima volta, posta un suo contributo "di persona" sulla stratosfera. E' un grande piacere quindi dare il benvenuto ufficialmente, a nome di tutta la ciurma, ad Andrea. Ad aggiungere valore al lieto evento, ci troviamo di fronte ad un post di estrema importanza, sia a livello musicale che a livello storico-politico-sociale. Oltretutto questo concerto risulta inedito sul web e visto pochissimo anche altrove. Ma lascio ad Andrea, nell'ottimo articolo che accompagna il reperto musicale che ci propone, l'oneroso compito di raccontarvi il "concerto per Alceste" e, soprattutto, la storia degli eventi che portarono alla sua organizzazione e realizzazione.

Nel 1975 venne ucciso Alceste Campanile, un militante di Lotta Continua. E' uno dei più noti omicidi politici dell'epoca anche per la storia pregressa di Alceste: da giovanissimo aveva militato infatti nel Fronte della Gioventù per poi passare sull'altra sponda, fino a diventare responsabile del Circolo Ottobre di Reggio Emilia, lasciando dietro sé, ça va sans dire, diversi rancori negli ex-camerati che arrivarono ad organizzare una campagna di volantinaggio accusandolo di tradimento. Alceste Campanile viene ucciso a 22 anni  con due colpi di pistola da qualcuno che doveva conoscere bene, nella notte del 12 giugno 1975, e la sua morte andò ad aggiungersi alla lunga e triste lista che nello stesso anno aveva visto cadere diversi militanti, sia “rossi” che “neri”.

Le indagini apparvero fin da subito (e ti pareva) assai complicate: a una iniziale e ovvia pista nera ne segui una rossa, avallata dal padre di Alceste che accusò frange di Lotta Continua e del PCI di aver voluto la morte di Alceste perché in possesso di notizie pericolose per la sinistra (a proposito dei veri fautori di un precedente rapimento). Solo nel 1999 la verità riuscì a farsi strada: Paolo Bellini, criminale comune con dei precedenti negli anni 70 in Avanguardia Nazionale,  confessò l’omicidio di Alceste Campanile, suo ex compagno nel Fronte della Gioventù. Afferma di averlo fatto salire in auto mentre Alceste faceva l’autostop, e poi, a tradimento, averlo freddato. La sentenza definitiva arrivò nel 2007. A questa vicenda, tra l'altro, sono state dedicate negli anni diverse trasmissioni televisive (Enzo Biagi, Giovanni Minoli e Carlo Lucarelli che gli ha dedicato una puntata di Blu Notte reperibile QUI). 

Fatto sta che, per ricordare Alceste, il 12 e 13 luglio, a un mese dal suo assassinio, diversi Circoli Ottobre italiani (una rete legata a Lotta Continua) organizzano a Reggio Emilia, presso la ex caserma Zucchi, una due giorni di concerto (chiamata "Alceste è con noi") con molti esponenti vicini al Movimento Giovanile. In scaletta nomi anche di spicco (Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Claudio Rocchi, Canzoniere del Lazio), e poi, artisti come Enzo del Re, un giovane Pierangelo Bertoli, Gualtiero Bertelli, Gaetano Liguori, il Collettivo Victor Jara ed altri. Insomma un bell'happening (fortemente politicizzato, ma non poteva essere altrimenti vista la stagione e l'occasione), oggi pochissimo ricordato, a cui parteciparono tuttavia migliaia di persone. Vi fa riferimento, di sfuggita e con qualche svista (il riferimento al disco di De Andrè appena uscito, che non è vol.III, bensì Vol.VIII), Luigi Manconi (che all'epoca si occupava di musica con lo pseudonimo Simone Dessì) nel suo saggio "La musica è leggera" (Il Saggiatore, 2012)

Purtroppo non tutti gli artisti tra quelli sopra citati sono testimoniati dalla registrazione di cui siamo in possesso (ricevuta anni fa dal sottoscritto da uno degli organizzatori, il cui nome, purtroppo, è andato perso in un'improvvida formattazione): dolorosa risulta l'assenza di nomi come De Andrè, Bertoli, Del Re. Ma molto intrigante appare, tuttavia, ciò che ci è rimasto. Particolarmente interessante è il set di De Gregori, il più lungo tra quelli sopravvissuti, anche perché presenta un inedito (Roma Capitale) che testimonia una iniziale vena satirica del Principe, un brano citato dal biografo Enrico Deregibus, ma al momento, a quanto ne sappiamo, non presente in rete. Altro motivo di interesse è una Bufalo Bill ancora in divenire (uscirà sul disco l'anno seguente) con una strofa aggiunta nel finale rispetto alla versione canonica. Insomma, tutta roba che, crediamo, solleticherà l’appetito dei lettori stratosferici. 

Il resto della registrazione che vi proponiamo contempla diversi nomi della scena musicale di stampo folk e politico, intimamente legati al Movimento. Molti di essi risultano oggi abbastanza oscuri (o meglio, molto oscuri: di alcuni non c’è la minima traccia in rete), e hanno più che altro valore di documentazione storica, ma lasciatemi almeno segnalare il Canzoniere di Mestre (formazione effimera, se non addirittura estemporanea, composta da Mauro Bongiorno, Dario Fontanin e Manuela Taboga), che interpreta diversi brani del grande Fausto Amodei: assai commovente, visto il contesto, appare la loro interpretazione di “Per i morti di Reggio Emilia”. Altri  artisti invece avevano o avranno una certa notorietà, come il jazzista Gaetano Liguori, il Canzoniere del Lazio e il Collettivo Victor Jara in cui militava un giovane David Riondino. La qualità audio, considerando tutto, è generalmente più che buona, anche se la voce talvolta soffre di troppa eco. L'impressione è che comunque la registrazione sia stata presa dal mixer.


 Prima di passare alla tracklist, consentiteci infine di riportare due episodi, forse accidentali, forse no, che collegano la figura di Alceste Campanile alla musica. 1) a Bologna, Alceste condivideva un appartamento con Giovanni Lindo Ferretti (futuro fondatore dei CCCP, CSI e PGR), a cui era molto legato, anche per via dell'attività politica. 2) Nello stesso 1975, il poeta Giovanni Raboni aderisce a un appello, rivolto a diversi poeti, della Mensa Bambini Proletari di Napoli, per sollecitare testi di canzoni per  bambini (canzoni "impegnate", per così dire). Raboni, che anni dopo collaborerà con Milva, contribuisce con "Vincenzo e il mondo", un testo che doveva essere musicato proprio da Alceste Campanile. A causa della tragica vicenda, la canzone non verrà mai incisa, anche se, come si legge sulla rivista di estrema sinistra "Ombre Rosse" del novembre '75, "alcuni suoi compagni stanno ricostruendone le note, che Alceste non aveva trascritto".

AVVERTENZA & RINGRAZIAMENTI - Come potrete vedere, diversi titoli e, a volte, anche alcuni cantanti/gruppi non sono ben identificati. La tracklist che anni fa mi arrivò insieme agli mp3 risulta infatti incompleta e a volte errata. Ho cercato di rimediare attraverso varie ricerche, ma permangono ancora molti punti interrogativi. Se qualcuno tra i frequentatori della Stratosfera potesse aiutarci a individuare canzoni e artisti rimasti ignoti, ne saremmo ben lieti. Per il momento il curatore del seguente post intende ringraziare, per alcune informazioni e chiarimenti, Mario De Felicis, Piercarlo D'Amato e Gualtiero Bertelli.

TRACKLIST CD1

1) Pablo (Francesco De Gregori)
2) Cercando un altro Egitto (
Francesco De Gregorii)
3) Roma Capitale (
Francesco De Gregori)
4) Bufalo Bill (
Francesco De Gregori)
5) Ipercarmela (
Francesco De Gregorii) 
6) Signor Hood (
Francesco De Gregori)
7) Alice (
Francesco De Gregori)
8)   ?? (Gianluigi Tartaull)
9) Que dirà el Santo Padre? (
Gianluigi Tartaull)
10) Ballata dei disertori (Collettivo Victor Jara)
11) Ballu (
Canzoniere di Mantova)
12) Ballata per Claudio Varalli (?) (
Canzoniere di Mantova)
13) ?? (Canzoniere di Mantova)
14) ?? (non identificato, forse Claudio Rocchi?)
15) ?? (idem)
16) You ‘ve got a friend (
Mimmo Campanile, Paolo Ricci, Giuliano "Biafra" Iori  e Paolo Casali)
17) Ugo Bastianini (
Paolo Ricci)

TRACKLIST CD 2


1) Everybody’s talking (Mimmo Campanile, Paolo Ricci, Giuliano "Biafra" Iori  e Paolo Casali)
2) Se non li conoscete (
Canzoniere di Mestre)
3) E allora? (
Canzoniere di Mestre)
4) Per i morti di Reggio Emilia (
Canzoniere di Mestre)
5) ?? (Canzoniere di Mestre)   
6) Caro Fanfani (?) (Canzoniere di Mestre)
7) Il bandito (
Collettivo Victor Jara)
8) ?? (
Collettivo Victor Jara)
9) Mi piaci Fanfani (
Collettivo Victor Jara)
10) ?? (Un gruppo di compagni sardi)
11) Celestino e Pagliuca Suor Diletta (?) (Canzoniere di Alessandria)
12) Parodia di Vecchio Frack
(Canzoniere di Alessandria)
13) ?? (Gruppo Alternativa di Fidenza)
14) Allegria Polizia
(Gruppo Alternativa di Fidenza)
 15) ?? (Gaetano Liguori)

 

Post by Andrea de "Gli Sprassolati" with a little help by Captain

L'intervento di Alifib :

"Gli Area si presentarono ai cancelli di loro iniziativa, chiedendo di suonare, anche se non previsti in scaletta. Avevano suonato gratis per Lotta Continua durante tutta la campagna elettorale (quell'anno ci furono le famose elezioni del sorpasso PCI sulla DC). Quella sera chiedevano 500.000 lire di rimborso spese. Uno del nazionale di LC (il concerto era stato indetto e organizzato da LC di Reggio, ma subito preso in carico dal nazionale) si presentò sul palco per dire che gli Area chiedevano di suonare, ma solo se pagati. Ovviamente furono ingiustamente sbertucciati a furor di popolo, con fischi e insulti; a quel punto il suddetto nazionale vide la possibilità del colpaccio, e disse che anche De Andrè voleva ben 700.000 lire (era il compenso della band, già pattuito in sede di organizzazione con LC: lui avrebbe suonato gratis, ma i musicisti lavoravano per la pagnotta, e di certo non erano ricchi). Naturalmente ci fu una sollevazione anche contro Faber, reo di non essere un vero compagno ma un mercenario, e il concerto fu in serio pericolo di annullamento, che fu scongiurato solo dalla decisione di De Andrè di pagare di tasca sua la band (come raccontato da Luigi Manconi, che allora era nel nazionale di LC, nel suo libro qui citato). In quanto alla registrazione, io sono quello che se ne occupò personalmente, effettivamente viene dal mixer, anche se purtroppo la piastra fece i capricci e di gran parte della due giorni registrò solo un canale: solo in fase di recente post-produzione il canale mancante è stato ricostruito a partire da quello esistente. De Andrè non concesse la registrazione da mixer, e temo non ne esista altra fonte, perchè nessuno si era organizzato con un microfono, pensavamo non ce ne sarebbe stato bisogno (avevamo vent'anni...). Ciao".
 
Alifib


sabato 24 settembre 2016

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 3 - Amazing Blondel live in Travagliato (BS), 29.07.1972


TRACKLIST:

01 Toye
02 Pavan
03 Seascape
04 A Spring Air (problems with the microphones on stage)
05 Willowood
06 Afterglow
07 The Shepherd's Song
08 Saxon Lady


LINE UP

John David Gladwin - second guitar/lead vocals
Terence Alan Wincott - recorders/woodwinds/vocals
Edward Baird - first guitar/vocals


Terzo capitolo della saga dedicata ai concerti di gruppi prog storici che hanno calcato l'italico suolo. E' oggi la volta dei leggendari Amazing Blondel, trio inglese di progressive folk, che reinventò la musica rinascimentale introducendo strumenti quali il liuto e il flauto dolce. Interessante annotazione riguardante gli strumenti utilizzati dai due chitarristi nel corso delle tournée: dato che il liuto risultava essere uno strumento piuttosto difficile da usare sul palcoscenico, in termini di amplificazione e accordatura, nel 1971 commissionarono la costruzione di due chitarre a sette corde, che potevano essere suonate con l'accordatura dei liuti. Il disegno e la costruzione di questi strumenti furono realizzati da David Rubio che fabbricava chitarre classiche, liuti e altri strumenti per musicisti classici. Lo strumento di Gladwin fu progettato per avere un suono leggermente più basso, per essere usato come strumento di accompagnamento, mentre quello di Baird fu realizzato ponendo maggior enfasi sui suoni alti, come strumento predominante. Entrambe le chitarre furono provviste di microfoni interni per semplificarne l'amplificazione. Indiscussa la loro grande tecnica strumentale. 


Il concerto, credo l'unico in Italia tenuto dagli Amazing Blondel, dal suono quasi perfetto, cattura il trio al Dancing Supertivoli di Travagliato, in provincia di Brescia (locale gettonatissimo all'epoca dalle prog band). Si trattava dell'open act del concerto dei Patto (prossimamente su questi schermi). Sono solo 30 minuti di musica, ma vale veramente la pena ascoltarli nel loro momento di grazia. Nel 1972 era stato da poco pubblicato "England" (dal quale propongono la versione live di A Spring Air), che aveva alle spalle un capolavoro come "Fantasia Lindum". Gli Amazing Blondel avevano già all'attivo quattro dischi; "The Amazing Blondel & The Few Faces" ed "Evensong" (entrambi del 1970) e, per l'appunto "Fantasia Lindum" (1971) e "England" (1972). La tracklist del concerto raccoglie brani tratti da tutti e quattro gli album. inclusa la bella versione conclusiva di Saxon Lady, tratta dal primissimo album, quando ancora suonavano in duo (Edward Baird si unì subito dopo la registrazione del primo disco). Questo concerto, postato in un unico file, è piuttosto raro. Apparve solo un po' di tempo fa sul blog dell'amico Danilo, RRCF, che pubblicò anche le cover (che ho preso in prestito per l'occasione). Null'altro da aggiungere se non il rituale 
Buon ascolto




Post by George

giovedì 22 settembre 2016

Aurora Lunare - 1980 - Live La Goldonetta

TRACKLIST :

 01. Eroi invincibili - Son solo i pensieri
 02. Presentazione a...
03. Mondo fantasmatico I
04. Presentazione a...
05. Evasione di un'idea
06. Sfugge il ricordo
07. Il signor Rò
08. Presentazione a...
09. Mondo fantasmatico II
10. Mondo fantasmatico III

     Ed ecco qui un altro contributo, di eccellente qualità, a noi giunto grazie alla cortesia dell'amico Vlad Tapes (from blog Isle Full of Noise). Gli Aurora Lunare furono "(...) uno dei tanti gruppi italiani che non hanno mai potuto realizzare dischi durante la loro carriera, i livornesi Aurora Lunare vennero formati nel 1977 ed hanno avuto una buona carriera concertistica nel primo periodo, suonando anche con grandi nomi come Alan Sorrenti, PFM e Ivan Graziani, sebbene i loro concerti siano stati solo limitati alla Toscana. Un radicale cambio di formazione all'inizio del 1982 portò il loro suono progressivo verso una musica più melodica. Vari musicisti fecero parte della formazione, tra loro per un breve periodo Alessandro Corvaglia, ora cantante de La Maschera di Cera (...)" (Fonte Italianprog). Questo album live appartiene in pieno al "primo periodo" della band, ovvero a quello più fieramente ispirato al rock progressivo. A quanto mi risulta, questa registrazione, di buona qualità, è piuttosto rara, tanto che  non viene citata nè nel succitato articolo di Augusto Croce, ma neppure nella discografia sulla pagina ufficiale della band. Va però detto che nella loro biografia, sempre dallo stesso sito, si parla del concerto alla Goldonetta, come uno degli apici della band: "(...) Questo concerto, come altri, era strutturato sul modello concept riguardante il “mondo fantasmatico”, un riferimento ai processi individuali di elaborazione dell’esperienza. In altre parole l’attività della fantasia, mediata dalle emozioni e dalla produzione di immagini e rappresentazioni mentali, che si sottrae (spesso) ai processi di natura logico-formale. Molto interessanti e di effetto le presentazioni dei brani, recitate da Gabriella Pacinotti di “Spazio Teatro” su testi di Luciano (...)".

 
"La musica che viene dall'anima esprime sinceramente i sentimenti e propone un modo di vita, rifuta la volgarità e l'ipocrisia del solo razionale e non arriva all'anima di colui che si è lasciato coinvolgere dagli schemi imposti dai manovratori economici... Eppure tu li accetti e prostrandoti li adori..."

AURORA LUNARE :

Mauro Pini: voce, tastiere, flauto e percussioni.
Luciano Tonetti: basso e chitarra acustica
Corrado Pezzini: piano, mellotron, chitarra elettrica
Marco Santinelli: batteria e percussioni
Marcello Bonetta: tastiere, moog

Graziano Di Sacco: tecnico del suono ed effetti speciali (e vocali)
Gabriella Pacinotti: presentazioni dei brani


Post by Captain & Vlad Tepes

mercoledì 21 settembre 2016

I Signori della Galassia - 1978 - Qualcosa si crea, nulla si distrugge (vinyl)


TRACKLIST:

01. Non passa più
02. Creazione
03. Come sinfonia
04. Vulcano
05. Se non ci sei
06. Terza fila
07. Mamma
08. Fermate la reazione
09. Tu solamente tu
10. Peggio che bambina
11. Il mio sangue
12. Odyssey

Bonus tracks

13. Luce (singolo, lato A, 1980)
14, Eliana (singolo, lato B, 1980)


FORMAZIONE

Franco Delfino - tastiere, voce
Giggi Mosello - tastiere, voce
 Manuel Guastavino - steel guitar, voce
 Bruno Govone - chitarra Gibson
Paolo Marcelli - chitarra acustica, voce
Sergio Babboni - basso, voce
 Beppe Aleo - batteria e percussioni
Daniela Manicardi - voce


So che mi odierete per questo post. Premetto che di tratta di un disco per collezionisti, piuttosto raro, pubblicato nel 1978 e mai ristampato in CD, dove il prog è lontano anni luce. Eppure questo gruppo, dal nome altisonante, trova dignità di citazione nientemeno che da parte di Augusto Croce che su Italian prog così li liquida: "Costituito da ex componenti de  Le Volpi Blu e Il Sigillo di Horus, questo gruppo di Savona ha realizzato due album e vari singoli di genere disco elettronica, con i musicisti vestiti in abbigliamento spaziale. L'ultimo 45 giri è del 1980, poi il gruppo è scomparso". 


Ebbene sì, questo primo LP de I Signori della Galassia è parecchio bruttino, composto da brani mielosi e stucchevoli, tipici di alcuni gruppi italiani a loro contemporanei. Fa eccezione Vulcano, un brano strumentale dal vago sapore prog, con la tastiere in primo piano, sorrette da un'ottima base ritmica. Troviamo questa traccia anche sul 2°LP, "Iceman", in chiusura dell'album. Per la cronaca su YouTube è pubblicato un video di Vulcano (in playback) realizzato all'epoca da Savona TV. Altra eccezione, anche se meno degna di interesse, è la traccia 8, Fermate la reazione, altro strumentale con una sua originalità. Peccato veramente che il gruppo non abbia scelto questa strada, ma nel 1978 per vendere dischi o si suonava musica disco o si sceglieva la via delle melense "canzoni d'amore". Il punto più basso viene toccata con una languidissima versione di Mamma. Non commento. 

Non ancora contento,  ho deciso di regalarvi nientemeno che due bonus tracks, ovvero l'ultimo 45 del gruppo prima dello scioglimento. Il disco in questione è stato rippato direttamente dal vinile (così come il 45 giri), con tanto di fruscio, scariche e...qualche salto. Per non farci mancare niente vi ricordo che il secondo LP del gruppo, dal titolo "Iceman", risalente al 1979, venne postato sulle pagine della Stratosfera ad opera del vecchio amico blogger Franco58 (che fu decisamente più tenero di me nella sua recensione) nel 2013. Lo troverete qui, ma il link non è più attivo. L'unico componente che proseguì la sua carriera musicale, sperimentando altre sonorità, fu il tastierista Franco Delfino. Ma questa è un'altra storia.



Post by George

sabato 17 settembre 2016

Serie "Bootleg" n. 219 - Arti & Mestieri - Live Moncalieri Jazz 2015 - Moncalieri (TO), 12 novembre 2015



TRACKLIST CD 1

01. Alter ego 
02. Dune 
03. Pacha Mama 
04. L'Ultimo imperatore 
05. Finisterre 
06. Johann 
07. Restare immobile 
08. Accordion solo 
09. Borea 
10. Pandora 
11. Linea d'ombra 
12. Demetrio - Comunicazione primordiale 
13. La luce in fondo al tunnel 

TRACKLIST CD 2

01. Nato* 
02. La porta del cielo 
03. Strips 
04. Corrosione 
05. Positivo/Negativo 
06. In cammino 
20. Non mi rompete* (Banco del Mutuo Soccorso cover) 
07. Valzer per domani 
08. Mirafiori 
09. Aria pesante 
10. Gravità 9.81*


FORMAZIONE

Gigi Venegoni: acoustic & electric guitars 
Furio Chirico: drums & percussion 
Iano Nicolò: vocals 
Piero Mortara: accordion, piano & keyboards 
Lautaro Acosta: electric violin 
Roberto Puggioni: bass & fretless bass 
Marco Roagna: acoustic & electric guitars 

guests

Alfredo Ponissi: sax & flute 
Lino Vairetti (from Osanna): vocals* 


Per tenere sempre viva la storica serie "bootleg" e per avvicinarci lentamente al traguardo dei 300 boot postati, questa volta vi scodello un bellissimo concerto dei sempreverdi Arti & Mestieri. La registrazione è avvenuta il 12 novembre dello scorso anno a Moncalieri, località nella cintura di Torino, in occasione della rassegna "Moncalieri Jazz 2015". Il gruppo torinese, sempre capitanato dai due membri fondatori, Gigi Venegoni e Furio Chirico, ospita in tre brani niente meno che Lino Vairetti, cantante e front man degli Osanna. Altro ospite di tutto rispetto è il sassofonista e flautista jazz Alfredo Ponissi che, lo ricordiamo, iniziò fin dal 2005 la collaborazione con gli Arti & Mestieri. Con loro partecipò al BajaProg in Messico e al tour in Giappone. La prima parte del concerto (tutto il CD 1 e le prime 2 track del CD 2) è l'intera riproposizione live dell'ultimo album degli Arti & Mestieri - bonus tracks incluse - pubblicato nel 2015, dal titolo "Universi paralleli" (alcuni critici lo hanno definito il "Tilt" del XXI secolo). Nella sezione restante il gruppo presenta una carrellata di brani storici. Non manca un omaggio a Francesco di Giacomo: Lino Vairetti canta sulle note di Non mi rompete. La registrazione, seppur audience, è molto buona.

Statemi bene e come sempre...buon ascolto!


Link CD 1
Link CD 2


Post by George 

venerdì 16 settembre 2016

Patrizio Sandrelli - 1975 - Rosa + bonus tracks

E dopo le scuse a Vlad Tapes, scusiamoci pure con l'amico Anonymous Benefactor, perchè ho in stand by anche un buon numero di suoi contributi. Iniziamo con questo raro album di Patrizio Sandrelli del 1975, che può generare interesse negli amanti del prog italiano per le liasons con il gruppo de I Boom, già apparsi sulla stratosfera tempo fa.

TRACKLIST :

01 - Rosa
 02 - Gente umanità
03 - You and I
04 - Dimensione irreale
05 - Morire a vent'anni
06 - When you call my name this way
07 - Junk
08 - Un breve amore (I Boom - La soffitta)
09 - Remember
10 - Notte giorno vita morte (I Boom - Luce e vita)

BONUS TRACKS (singoli) :

11 - Don't lose control (1974)
12 - Fratello in amore (1975)
13 - Piccolo fiore nero (1975)
14 - Piccola donna addio (1976)
15 - L'oro del tuo grembo (1976) (I Boom - Realtà)
16 - A letto senza cena (1976)
17 - Senza di lei (1976) (I Boom - Senza di lei)
18 - Brother in love (1976)
19 - Woman's parfume (1976)

 Per attingere qualche info questa volta siamo ricorsi a wikipedia : "Patrizio Sandrelli (Roma, 17 marzo 1950) è un cantautore italiano. Scoperto dal produttore Franco Labriola, debutta nel 1971 con il singolo Trinity stand tall sotto lo pseudonimo di Gene Roman. Questa canzone era il tema del film "...continuavano a chiamarlo Trinità". Nel 1972 con lo stesso pseudonimo incide "Don't lose control" tema principale del film ...E poi lo chiamarono il Magnifico (ambedue le canzoni composte da Guido e Maurizio De Angelis - Oliver Onions). Nel 1973 arriva il primo album chiamato semplicemente Patrizio Sandrelli. Nel 1975 arriva quello che sarà il suo successo maggiore, il singolo Fratello in amore. Dello stesso anno è un altro discreto successo, Rosa. Nel 1976 ha partecipato al Festival di Sanremo con Piccola donna addio che raggiunge il quattordicesimo posto in classifica; dello stesso anno è Piccolo fiore nero. E sempre in quell'anno ripropone Fratello in amore, ma in inglese e col titolo Brother in love dedicandolo al giovanissimo attore Alessandro Momo scomparso nel 1974. La sua ultima presenza in classifica in Italia è nel 1978 con Lisa, dopo di che scompare dalle scene."

 Anche il sommo Augusto Croce, sul testo sacro Italianprog, si è occupato (anche se indirettamente) di Patrizio Sandrelli. Come sempre, al link su indicato, l'articolo completo: "Alcuni brani di questo disco (quello dei Boom - nota del capitano) sono presenti, con la stessa base musicale, nell'album di Patrizio Sandrelli Rosa (Smash SM-906), uscito per la loro stessa etichetta nel 1975 e in due suoi 45 giri dell'anno successivo. I brani dell'LP di Sandrelli già usciti su quello dei Boom sono Un breve amore e Notte giorno vita morte (intitolati La soffitta e Luce e vita sull'album dei Boom), mentre quelli usciti su 45 giri sono L'oro del tuo grembo (Smash SM-6008, facciata B di Piccola donna addio, intitolato Realtà sull'album dei Boom) e Senza di lei (Smash SM-6009, facciata B di A letto senza cena, l'unico di questi 4 brani a non aver cambiato titolo rispetto all'album dei Boom)."

LINK

Post by Captain & A.B.
 

mercoledì 14 settembre 2016

Gian Piero Reverberi - 1977 - Stairway to heaven

TRACKLIST :

 01 Muni's Mood
02 Beethoven's 7th
03 Windy Wendy
04 Stairway to Heaven
05 Innervoice
06 Escalation
07 Angel Drops
08 Bahia
09 Take Care

Innanzitutto, ringrazio di cuore l'amico Vlad Tapes del blog Isle Full of Noises, e mi scuso pubblicamente con lui per aver tenuto in stand by troppo tempo diversi suoi contributi. Prometto di smaltire il tutto nei prossimi tempi... Per quanto riguarda l'autore dell'album, il grande Gian Piero Reverberi, credo non abbia bisogno di presentazioni: oltre ad una manciata di album solisti e ad aver collaborato ad una ventina di colonne sonore, è stato arrangiatore/musicista/produttore/scrittore per una miriade di gruppi e cantanti, tutti tra i protagonisti della musica leggera a cavallo tra anni 60, 70 ed 80. Qualche nome tanto per intenderci: Mina, Fabrizio De Andrè, Lucio Battisti e Dalla, Ron, Luigi Tenco, Ornella Vanoni e non me ne vogliano i non citati (su wiki trovate la discografia completa). Per quello che riguarda il nostro amato prog italiano, forse non tutti sanno che Reverberi collaborò ai primi album dei New Trolls e fu pesantemente presente nell'intera discografia settantiana de Le Orme, dal singolo "Il profumo delle viole" del 1969 fino al 1979, anno in cui curò la produzione artistica di "Florian". Per concludere questa breve introduzione su Gian Piero Reverberi, non posso non consigliarvi una visita al blog "Alla ricerca del vinile perfetto", che ha dedicato un interessantissimo ed esaustivo articolo proprio all'incredibile carriera di Reverberi, sempre nell'ombra di grandi artisti.

Veniamo ora ad un veloce excursus by Captain del succo musicale nell'album in questione, la cui title-track, come molti avranno capito, è proprio una cover dell'immortale canzone dei Led Zeppelin. Grandiosa e decisamente progheggiante, seppur in ambito classico-orchestrale, è l'open track dell'album "Muni's Mood", che lascia ben sperare per il resto del disco. Più puramente classica è la versione Reverberiana della "Beethoven's 7th", che nel finale poi lascia alla chitarra elettrica il compito di "attualizzare" il maestro Ludwig Van. "Stairway to heaven": non da buttare la versione orchestrale dell'innarivabile capolavoro Zeppeliniano, anche se non penso si sentisse un gran bisogno di una siffatta versione, ma tant'è... Bella anche la funkeggiante "Escalation", con un finale pseudopsichedelico, fatto di cantilene, citazioni musicali ed esplosione a chiudere il tutto. Funky a manetta, con ottima chitarra elettrica annessa è anche la seguente "Bahia", ballabile e seventies come si usava. Tutti i brani che non ho citato finora sono quelli che non mi sono piaciuti e li ritengo il lato debole dell'album, ovvero quei pezzi soft un po' alla Papetti, che d'altronde bisogna pur vendere qualche album in più... Altro verbo non permane, se non l'augurio di un buon ascolto...

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Post by Captain & Vlad Tepes

domenica 11 settembre 2016

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 2 - Soft Machine live in Santhià (TO), Sporting Club, 1 Maggio 1975 (Bundles Tour)



TRACKLIST:

Non la conosco esattamente. Nel corso del tour 1975 ha subito alcune variazioni. Comprende sicuramente Land of the Bag Snake, le 5 parti di Hazard Profile, Sign of Five, Song of Eolus (come bis) e include anche ottimi assoli di basso, tastiere e batteria. Sono certo che qualche amico mi aiuterà a ricostruire correttamente la tracklist. I commenti servono anche a questo.


LINE UP

Mike Ratledge - organ, electric piano, synthesizer
John Marshall - drums
Karl Jenkins - oboe, soprano sax, piano
Roy Babbington - bass
John Etheridge - guitar


Splendido e raro concerto dei Soft Machine che vede la luce per la prima volta sul web. La registrazione esce dai miei archivi personali dopo avere riposato per anni su una MC (alias musicassetta). Nel 1975 la band inglese intraprese un breve tour nella nostra penisola toccando alcune città o cittadine come nel caso di Santhià, in provincia di Torino. Fu questa la prima data del tour e insieme al mio storico amico Danilo Jans (di lui ho già parlato nel Capitolo 1; è ideatore e amministratore di molti blog tra i quali Rock Rare Collection Fetish, Helaberarda, il grandioso Live in Italy, che ha molte affinità con la nostra nuova serie, e Music Italy 70, da cui ho tratto un paio di immagini) ci recammo allo Sporting Club per il nostro primo incontro con i Soft Machine. Il concerto fu pura emozione e totale adrenalina: trovarsi di fronte a mostri sacri come Mike Ratledge, Karl Jenkins, John Marshall & Co. non fu cosa da poco. Il gruppo presentò gran parte dell'album "Bundles", pubblicato nel marzo 1975, insieme ad una manciata di altri brani. Ottima la performance dell'allora nuovo chitarrista John Etheridge, ex Darryl Way's Wolf e Global Village Trucking, subentrato ad Allan Holdsworth che aveva lasciato la band agli inizi del mese di aprile dello stesso anno.


Ed è così che questo gioiellino dimenticato può trovare degna collocazione nelle pagine della Stratosfera. La registrazione risente dei suoi 41 anni e del fatto di essere rimasta a lungo su nastro, ma devo dirvi che tutto sommato mantiene ancora una sua dignità. Se desiderate ascoltare una registrazione perfetta di un concerto dei SM con John Etheridge alla chitarra dovrete procurarvi per forza di cose lo splendido "British Tour '75", pubblicato nel 2005.
Buon ascolto, cari amici



Post by George


venerdì 9 settembre 2016

Alia Musica - 1979 - Alia Musica (e Mauro Pagani) (vinyl)


TRACKLIST:

01. Des oge mai
02. O que en coita
03. Sempr' acha Santa Maria
04. Martim Codax. Quantas sabedes amar 
05. Cedit frigus
06. Virga de Jesse
07. Pois que dos Reys  
08. Martim Codax. Ay Deus
09. Da que Deus
10. O que a Santa Maria
11. Santa Maria, strela do dia


FORMAZIONE ENSEMBLE ALIA MUSICA

 Brigitte Lesne - contralto, tamburello
 Gerard Lesne - controtenore, catene
 Piergiorgio Lazzaretto - baritono, bendir
 Riccardo Grazioli - ghironda, viella, sistri
 Silvio Malgarini - symphonia, ghironda, sas (chitarra saracenica), sistri, voce
 Robert Barto - ud (liuto arabo)
 Francis Biggi - ud, campana, cimbali
 Alexandre Regis - zarb, naqqara, bendir
 Febo Guizzi - tamburelli, cimbalo, catene, sonagli, voce
 Giuliano Prada - gaita gallega (cornamusa), flauti di canna diritti e traversi, flauto di corno, campanello, voce
 Mauro Palmas - launeddas
Mauro Pagani - ribeca, viella
 Fabio Soragna - santur (salterio a corde percosse), pandeiro, darbukka, voce


Con ben 13 musicisti coinvolti, tra i quali Mauro Pagani in veste di ospite e produttore, il gruppo Alia Musica ha realizzato solamente questo raro album del 1979 contenente canzoni religiose di origine spagnola risalenti al XIII secolo e suonate con strumenti tradizionali.  Cosa piuttosto inusuale, lo stesso disco è stato pubblicato sempre nel 1979 con il titolo "Cantigas de Santa Maria - Alia Musica e Mauro Pagani" per la Ricordi, con una copertina singola. La prima versione presentava invece una copertina apribile con testi e foto. Non mi risulta che il disco sia stato ristampato in versione CD.


Riguardo alle informazioni sull'Ensemble Alia Musica e sul disco in questione, vi faccio presente che esiste un sito dedicato che troverete qui. Ci possiamo quindi nutrire di notizie interessanti sia sull'origine del termine "Alia Musica" (un trattato musicale dell'epoca Carolingia) sia sulle scelte musicali del gruppo: "Abbiamo voluto fare riferimento a una delle prime opere teoriche per significare che è a partire da queste e dai primi monumenti musicali che intendiamo analizzare la musica medievale,  in particolare la produzione che va dai primi documenti alla fine del 1200". Nato nel 1975 come gruppo di studio sui temi della lettura della notazione del medioevo e della trascrizione, Alia Musica ha successivamente affrontato il problema dell'esecuzione della monodia profana in latino ed in volgare. 


 "La molteplicità dei problemi connessi con l'interpretazione della musica medievale ha indotto Alia Musica a darsi una struttura aperta ai contributi di chi, attraverso esperienze ed interessi, anche di carattere non strettamente musicale, sia comunque orientato alla realizzazione pratica della musica del Medio Evo.  Per questa ragione Alia Musica promuove momenti di studio collettivo, raccoglie testi spesso introvabili e fotocopie di codici, organizza seminari su temi specifici: questa impostazione fa di Alia Musica non un gruppo rigidamente strutturato che prepara un concerto dopo l'altro, ma un centro di sperimentazione musicale i cui prodotti sono il risultato di diverse ed anche occasionali collaborazioni"


I contenuti di questo album non sono sicuramente di facile assimilazione; resta il fascino di suoni perduti, legati ai trovatori e ai menestrelli. Tutti gli 11 brani sono stati registrati all'aperto, nel cortile del castello di Carimate, rigorosamente suonati con strumenti antichi, in maggior parte noti ai soli musicofili. L'uso di questi strumenti risale al Medioevo e appartengono a diverse culture del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, tutt'ora ben vivi nelle rispettive tradizioni. Quelli "storici" (ribeca, synphonia, ghironda, flauto di corno, naqqara) sono invece stati ricostruiti da costruttori che operano a Milano, Cremona e Francoforte. Interessante la presenza nel vasto ensemble di Mauro Palmas, noto musicista sardo, alle prese con le tradizionali launeddas e di Mauro Pagani, da tempo appassionato di strumenti etnici. Qui si cimenta con la ribeca (antico strumento ad arco con la cassa a forma di pera) e con la viella (atro antico strumento a corde). E' tutto.

Buon ascolto!



Post by George