sabato 18 gennaio 2020

Zauber, Black Deal & Co - 1985 - Profumo di rovina - Dieci canzoni dal Ferrante Aporti (vinyl)


TRACKLIST & LINE UP:

Lato A
01, Zauber - Anna
Bass – Mauro Cavagliato
Drums – Massimo Cavagliato
Guitar – Christian Zanirato
Vocals, Keyboards – Oscar Giordanino

02. Zauber - Eroina
Bass, classical guitar – Mauro Cavagliato
Drums – Massimo Cavagliato
Lead vocals – Liliana Bodini
Piano, Keyboards – Oscar Giordanino

03. Marco Garzena - I miei giorni infelici
Bass – Mauro Cavagliato
Drums – Massimo Cavagliato
Lead vocals – Marco Garzena
Piano – Oscar Giordanino

04. Leo Fiore - Discoteca
Backing vocals – Liliana Bodini, Mauro Cavagliato
Lead vocals – Leo Fiore
Piano, backing vocals – Oscar Giordanino

05. Attilio - Concerto in Si Bemolle
Bass, classical guitar – Mauro Cavagliato
Drums – Massimo Cavagliato
Lead vocals – Attilio
Piano, Synth – Oscar Giordanino

06. Black Deal - Profumo di rovina
Bass – Michele Nallino
Drums – Massimo Cavagliato
Electric guitar – Christian Zanirato
Lead vocals – Leo Fiore


Lato B

01. Black Deal - Life
Bass – Michele Nallino
Drums – Massimo Cavagliato
Vocals, electric guitar – Christian Zanirato

02. Zauber - Nightmare (live in Ferrante Aporti, 3 marzo 1984)
Bass, backing vocals – Mauro Cavagliato
Drums, backing vocals – Massimo Cavagliato
Keyboards, backing vocals – Oscar Giordanino
Lead vocals – Liliana Bodini

03. Cinzia - Non c'è gusto (live in Ferrante Aporti, 5 maggio 1983)
Classical guitar – Gianni Bodini, Mauro Cavagliato
Lead vocals – Cinzia (7)
Violin – Giovanni Vigliar
Vocals, acoustic guitar – Oscar Giordanino

04. Black Deal & Zauber - Immagine
Bass, vocals – Mauro Cavagliato
Classical guitar – Sandrino Rocca
Drums – Massimo Cavagliato
Electric guitar – Danilo Ghiglieri
Vocals – Christian Zanirato, Leo Fiore, Liliana Bodini, Marco Garzena
Vocals, electric piano – Oscar Giordanino


Il Ferrante Aporti è il carcere minorile di Torino, spesso protagonista delle cronache nazionali e oggetto di molteplici indagini ministeriali per le condizioni di vita al suo interno. Dal suo utilizzo come penitenziario minorile fino agli inizi degli anni '70  è un vero e proprio lager con al suo interno  circa 200 ragazzi dai 14 ai 18 anni. Basta rileggere le cronache dell'epoca per rendersi conto dell'ambiente in cui vivevano questi giovani all'interno di una ex cascina fatiscente costruita nel 1700. Ancora oggi, nonostante le molteplici iniziative per "umanizzarlo" i drammi di questi ragazzi, le loro voci e la loro sofferenza superano le spesse mura e vengono riprese dagli organi di informazione.  Fortunatamente sul finire degli anni '70 nacque il "Progetto Giovani", frutto dell'iniziativa congiunta tra Comune di Torino e Regione Piemonte, con lo scopo di organizzare attività ricreative e culturali all'interno della struttura. L'attività musicale, in particolare, venne affidata all'AICS, l'Associazione Italiana Cultura e Sport con sede a Torino. E fu così che molti ragazzi del Ferrante Aporti trovarono nella musica un'importante forma espressiva oltre che un valido passatempo. Alcuni di loro, come si legge nelle note di copertina del disco, rivelarono doti non comuni, raggiungendo una discreta professionalità. Tutti scrissero delle canzoni e dopo la pubblicazione di due raccolte di spartiti, i torinesi Zauber decisero di farle conoscere attraverso un disco. Nacque così "Profumo di rovina", pubblicato dalla Drums nel 1985, contenente nove canzoni  scaturite dalla fantasia e dall'abilità di ragazzi ospiti dell'istituto tra il 1980 e il 1985. La decima, Nightmare, è una composizione originale degli Zauber, nata e registrata nel Ferrante Aporti. Sempre gli Zauber furono gli animatori AICS impegnati nel carcere fin dal 1980. Inevitabile che toccasse a loro e ai collaboratori Garzena e Fiore tenere a battesimo queste composizioni. 

Black Deal
Nel disco sono anche presenti i Black Deal, un gruppo rock nato proprio all'interno del Ferrante Aporti, Il disco è semplicemente meraviglioso sia sotto il profilo dei testi che delle musiche: la delicatezza di brani come "Non c'è gusto" o la struggente  "Immagine" posta a chiusura della side B,  si mescola al rock duro dei Black Deal (Profumo di rovina, Life). L'album, mai ristampato, è fuori catalogo da anni ed è reperibile solo sul mercato on line. Tra l'altro è la seconda prova discografica degli Zauber in ordine cronologico (dopo quello di esordio del 1978 e il successivo "Est" del 1991) , anche se l'album non è completamente attribuito a loro, Non aggiungo altro se non il mio consueto buon ascolto



Post by George

mercoledì 15 gennaio 2020

Dono Celeste - 1999 - So Linger


TRACKLIST:

01. Cold Day
02. Obsessional Soul
03. Narcotic Swaying
04. Aloofness (Third Part)
05. L. August
06. Tripping Man
a) Schizoid Child
b) Dear People
c) Light Of Heaven


FORMAZIONE

Antony Graham Milner - vocals
Ignazio Serventi - acoustic, classic, electric & 12 strings guitars
Alessandro Buzzi - drums & percussion
Enrico Ghezzi - piano, mini-moog, tape-loops, sampler


Splendido e unico album, pubblicato dalla Mellow nel 1999, da parte del Dono Celeste, "So Linger" è una sapiente miscela di suoni prog e psichedelici, con ampi richiami ai Pink Floyd più sperimentali, specie gli ultimi tre brani del disco, con dissertazioni nella cosmic music nelle prime tracce. Un gioiellino dimenticato che vogliamo riscoprire per originalità e creatività. Purtroppo non ha mai ricevuto le giuste attenzioni da parte del pubblico, se non da una ristretta cerchia di appassionati. 
Ecco cosa è stato scritto sul blog "Rottersclub.net" a proposito di "So Linger".

"Il disco si sviluppa attraverso sei composizioni eteree, dai toni molto riflessivi, che si riallacciano a sonorità vicine allo space-rock, ai corrieri cosmici tedeschi, sfiorando la new-age ed avvicinandosi anche a quel post-rock che cominciava a farsi notare alla fine dei nineties. Melodie indolenti, tappeti tastieristici ipnotici, arpeggi di chitarra delicati e ritmi compassati sono le caratteristiche che permeano "So Llinger" e che lo rendono così unico, così inclassificabile, così pieno di intuizioni. Anche quando si punta sulle chitarre elettriche, come in Obsessional soul, si avverte sempre una vena elegiaca, in parte discendente dalle visioni dei Pink Floyd di Echoes. In altre situazioni, si può persino intravedere un'anticipazione di quanto stavano per fare i Sigur Ros con Agaetis Byrjun, come si può notare chiaramente in Narcotic Swaging, una sorta di lenta sinfonia dalle atmosfere incantate e malinconiche"


"Se si entra in sintonia con il sound bucolico e tranquillo proposto dai Dono Celeste, si rimane inevitabilmente intrappolati e si viene assaliti da magnifiche emozioni. Non certo adatto a chi cerca quel prog roboante fatto di innumerevoli cambi di tempo e di tastiere superclassicheggianti, né a chi si esalta con le avanguardie legate al prog, So Linger è un grandissimo album che dimostra come la seconda metà degli anni '90 abbia visto in Italia il sorgere di svariate formazioni che provavano ad andare oltre certi cliché, ottenendo a volte, come in questo caso, risultati sorprendenti e meravigliosi".
E con questo vi auguro buon ascolto



Post by George

venerdì 10 gennaio 2020

Enrico Casagni (ex Nuova Idea) - 1977 - Qualcuno stanotte... (vinyl)


TRACKLIST:

Lato A
a. Qualcuno stanotte ...
b. Era il tempo
c. Gatto blues
d. Chi sta meglio d ime
e. Un po' di libertà

Lato B
a. Non per amore
b. Divo della canzone
c. S.I.A.E.
d. L'amico di tutti e tre
e. Domani è festa


Dopo l'incredibile successo di pubblico riscosso dal doppio LP "Labyrinthus" (scusate l'ironia), eccoci nuovamente pronti a proporvi un'altra chicca, piuttosto sconosciuta. 
C'era una volta un grande gruppo di progressive rock chiamato Nuova Idea. Indimenticabili autori di dischi fondamentali quali "In The Beginning" (1971), "Mr. E. Jones" (1972) e "Clowns" (1973), i cinque musicisti genovesi, subito dopo la pubblicazione di questo ultimo album, presero strade diverse. Giorgio Usai e Ricky Belloni nel 1975 accompagnarono Fabrizio de André nel suo primo tour (vedi post recenti); prima ancora Belloni e Paolo Siani formarono i Track, incidendo nel 1974 per la Ariston l'album "Track Rock" (anche questo sulla Stratosfera), 
Proseguendo, Belloni e Usai confluirono nei New Trolls, il primo nel 1975, incidendo con loro "Concerto Grosso n. 2", il secondo nel 1978. Il batterista Paolo Siani, dopo una breve parentesi con l'Equipe 84 e gli Opus Avantra sempre negli anni '70, si ritirò dalle scene per oltre 30 anni per rifarsi vivo nel 2010 incidendo un incredibile disco prog degno dei fasti del passato, intitolato "Castles, Wings, Stories & Dreams". Con lui, sia in studio che dal vivo, alcuni ex Nuova Idea quali Ricky Belloni, Marco Zoccheddu e Giorgio Usai, A questi si unirono Joe Vescovi, Mauro Pagani e altri ancora, ovvero una bella fetta di mostri sacri del prog italiano. La nuova incarnazione della Nuova Idea proseguirà con altri due eccellenti album; "Faces with no Traces" del 2016 e "The Leprechaun's Pot Of Gold" pubblicato lo scorso anno, 

La Nuova Idea nel 1973
Ne restano ancora due in elenco. Il primo è Claudio Ghiglino, chitarrista della prima ora al fianco di Marco Zoccheddu (quest'ultimo poi con Osage Tribe e Duello Madre). Dopo lo scioglimento del gruppo Ghiglino  andò a vivere a Roma dove, con il maestro Gianfranco Reverberi, lavorò in sala di registrazione confezionando basi musicali per diversi artisti. Nel tempo libero iniziò ad incidere una serie di brani chiamando in aiuto Giorgio Usai e Rocky Belloni. Nel 1975 prese forma un intero album che si pensò andato perduto nel corso degli anni, almeno fino al 2017, quando Reverberi, di passaggio a Genova, informò Ghiglino di avere ritrovato il nastro stereo dell'intero album. Questa è la storia. Il disco si intitola "It's An Old Dream" e su Youtube se ne trova una traccia (Well She Took Me, qui). 
Il "disco ritrovato" io però non l'ho trovato da nessuna parte. A questo punto ho dei dubbi sulla sua reale pubblicazione. Se qualcuno ha notizie al riguardo, oppure lo possiede e lo vuole condividere, si faccia vivo. 

La Nuova Idea in concerto - in primo piano il bassista Enrico Casagni
L'ultimo ex componente della Nuova Idea, protagonista del post di oggi, è Enrico Casagni che allora cantava e suonava basso e flauto. Casagni registrò un solo disco, nel 1977 (mai ristampato) intitolato "Qualcuno stanotte...". A differenza dei suoi vecchi compagni di avventura, rimasti ancorati al glorioso prog, Casagni incise un disco di canzoni, molto commerciale, senza lode né infamia, decisamente al di sotto delle sue potenzialità. Probabilmente la EMI preferì convogliarlo verso un genere melodico, più vendibile e di cassetta. Il risultato fu che il disco passò del tutto inosservato.
Nel 1976, un anno prima dell'uscita del 33 giri, venne pubblicato un singolo contenente Qualcuno stanotte e Non per amore, brani poi inseriti nel 33 giri. E qui finisce la storia. 
Buon ascolto



Post by George

martedì 7 gennaio 2020

Labyrinthus - 1978 - Labyrinthus (vinyl)


TRACKLIST CD 1 (LP 1):

01. Fiction!
02. Parla il Mostro
03. Great Discoteque!
04. The Wager (Part One) La scommessa
05. Dream Of Life
06. Treni Treni...
07. Theseus Song
08. Factory Of Happiness
09. Cosa vuoi?
10. Knowledge Is...
11. Policemen
12. Work's Labour Lost (Faticare)
13. Gifts Of Labyrinth
14. Desires In The Light-City
15. Paradise Suite
16. Anger And Amphetamine
17. MINOS!
18. Oh What A Wonderful City!
19. Minotaurus


TRACKLIST CD 2 (LP 2):

01. Tutto Era Così Vicino
02. Labyrinth Nazi March
03. The Wager (Part Two)
04. Turn Around
05. Turkish Bath
06. She Is Very Beautiful
07. POWER
08. Apotheosis Of Labyrinth (Labyrinthango)
09. Time Of Destruction
10. Big Grave
11. Successss!!!
12. Light Of God
13. Baptism Of Fire (I vendicatori)
14. Ariadne Song
15. Dionysos
16. Fiction!


La storia di questo disco si perde nelle brume del tempo. "Labyrinthus". doppio LP pubblicato dalla Philips nel 1978 è una sorta di opera rock, o per meglio dire di opera disco, vista l'ampia presenza di brani ballabili, disco e funky (con qualche digressione rock), tipici del finire degli anni '70.  Anche se si tratta di una rarità discografica, siamo di fronte ad una sonora porcheria (scusate, mi assumo tutta la responsabilità di questa critica). Il "pastiche musicale" è totale e, sinceramente, la rivisitazione in chiave moderna della leggenda del Labirinto, di Teseo e del Minotauro poteva essere riscritta e interpretata in modo diverso. Ho letto sulla pagina web dell'aurore che "Labyrinthus sarebbe la storia anticipatrice di una realtà oggi diffusa, quella di uno dei tanti migranti dal Terzo Mondo in arrivo verso la Capitale della ricchezza dove compie il suo percorso labirintico per la sopravvivenza e il successo che lo porterà al vertice". Un'idea, una metafora sempre di grande attualità. Le intenzioni erano buone. Peccato per il risultato. Altro dettaglio: vi sarete accorti che quasi tutti i titoli sono scritti in inglese, per dare quel tocco di internazionalità che all'epoca non guastava. I brani sono però sono cantati in italiano. Anche questo particolare non merita commenti.


L'autore di questo concept album, scritto senza dubbio sulla scia dei fasti ottenuti dalle grandi e vere opere rock degli anni '70, è Gianni Munter Damiani, alias Johnny Damiani, vero nome Giovanni Damiani, scrittore, regista e musicista di grande fama. Una vera sorpresa. Vi rimando al suo sito ufficiale che troverete qui  per approfondimenti. 
Insomma, lo so di essere stato drastico. Ascoltate i due LP e poi mi direte. Sono curioso di leggere i vostri commenti e conoscere le vostre opinioni.. Buon ascolto.



Post by George

domenica 5 gennaio 2020

Serie "Bootleg" n. 304 e n. 305 - Fabrizio De André - Two rare concerts 1975 & 1981

FIRST TIME ON THE WEB


La Befana vien di notte e porta nella sua calza un fantastico regalo.
Grazie all'apporto fondamentale di due grandi amici e collaboratori della Stratosfera, Osel e Ilario, visto anche il successo riscosso dal bootleg di Fabrizio De André postato prima di Capodanno, siamo ora in grado di offrire al popolo della Stratosfera due eccezionali concerti live che vedono la luce per la prima volta sul web. Un lavoro che immortala il grande Faber in due momenti essenziali della sua carriera artistica. Il primo concerto risale al 1° tour del cantautore genovese, accompagnato da costole dei New Trolls e della Nuova Idea (i DAUSBE 2), mentre il secondo, registrato a Biella, è del 1981, anno in cui prese il via il tour "L'Indiano". Due inediti assoluti e due eventi storici che vogliamo condividere con voi.

Fabrizio De André con i DAUSBE 2
Milano, Palalido, 15.11.1975
(from Osel archives)


TRACKLIST:

01. La canzone dell'amore perduto
02. La cattiva strada
03. dialogo / Via della povertà (Desolation Row)
04. Nancy
05. dialogo / Un giudice
06. Oceano
07. la guerra di Piero
08. canzone per l'estate
09. dialogo / Amico fragile
10. Il pescatore


FORMAZIONE

Fabrizio De Andrè: chitarra acustica, armonica voce
Giorgio D'Adamo: chitarra basso
Gianni Belleno: batteria
Giorgio Usai: organo Hammond, chitarra acustica, clavinetta
Ricky Belloni: chitarra elettrica
Alberto Mompellio: violino, tastiere, mini moog, pianoforte


Sul primo tour del 1975 di De André con i DAUSBE 2 vi rimando a quanto già scritto nel post dedicato al concerto di Roma, al Pincio, il 12 maggio 1975. La scaletta di questo concerto, registrato al Palalido di Milano il  15 novembre 1975, ricalca in buona parte quella dell'altro concerto, anche se molti brani non sono qui presenti e questo mi fa supporre che il concerto sia incompleto. Chiediamo allo stesso Osel, autore della registrazione e spettatore dello show, conferma o meno. La qualità del suono, come vi avevo anticipato, è un audience di bassa qualità (soprattutto a causa dei disturbi del pubblico), anche se resta un documento storico di grande valore.
La traccia n. 3, Via della povertà, presenta dei disturbi nella parte centrale, risalenti con ogni probabilità alla fase di digitalizzazione. Vale anche la pena ascoltare con attenzione i dialoghi di Fabrizio col pubblico che precedono l'esecuzione dei primi brani. Per approfondimenti sul tour e sulla data milanese vi invito a consultare questa pagina (qui).
Grazie Osel per la condivisione di questa autentica rarità.



Fabrizio De André
Biella, Stadio Lamarmora, 02.09.1981
(from Ilario archives)


TRACKLIST CD 1:

01. Ave Maria (introduzione)
02. Quello che non ho
03. Canto del servo padrone
04. Fiume Sand Creek
05. Hotel Supramonte
06. Franziska
07. Se ti tagliassero a pezzetti
08. Verdi pascoli
09. Una storia sbagliata (con Massimo Bubola)
10. Hoa iò iò (Massimo Bubola)
11. Senza famiglia (Massimo Bubola)
12. Encantado signorina (Massimo Bubola)
13. Sulla riva, la riva (Massimo Bubola)


TRACKLIST CD 2:

01. La guerra di Piero
02. Bocca di Rosa
03. Giugno '73
04. Amico fragile


FORMAZIONE

Fabrizio De André - voce, chitarra acustica
Massimo Bubola (ospite) - voce, chitarra acustica
Mark Harris - tastiere
Lele Melotti - batteria
Pier Micheletti - basso
Mauro Pagani - violino, ottavino, mandolino, chitarra acustica
Maurizio Preti - percussioni
Tony Soranno - chitarra
Carlo Facchini - chitarra 12 corde
Cristiano De André (ospite) - chitarra


Grande "scoop" offerto dal generoso amico  Ilario che - come aveva promesso - ci ha inviato i file di questo raro concerto da lui registrato a Biella, nello Stadio Lamarmora, il 2 settembre 1981. La registrazione, a mio avviso, è più che buona, anche se (come indicato dallo stesso Ilario nelle note di copertina) in alcune parti la qualità è rovinata "dagli schiamazzi del pubblico maleducato". Hai ragione, Ilario, ma non è sufficiente ad incrinare la bellezza e il valore di questo documento. Tra l'altro, sempre Ilario si è prodigato per realizzare le due cover, Un ulteriore grazie.


Veniamo al concerto. Concluso il celebre tour 1978-79 con la PFM, il biennio 1981-1982 fu consacrato al tour "L'indiano", che prese nome dalla copertina dell'album ufficiale. Il tour si divise in due parti, quello estivo, nei mesi di agosto e settembre 1981 e quello che coprì l'intero 1982. Fu in questa seconda tranche che De André, nel mese di aprile, tenne una serie di concerti in Germania, Austria e Svizzera, Il concerto di Dusseldorf è documentato da un video non ufficiale oltre che dal live ufficiale "Il concerto 1981-82". Anche lo show di Sarzana, risalente al 29 agosto 1981, venne trasmesso da RAI 3 ed è in circolazione il video contenente anche alcune interviste.
Il concerto di Biella vede la presenza di due ospiti importanti, Cristiano DE André, alla chitarra, e soprattutto Massimo Bubola, grande amico e collaboratore di De André dai tempi di "Rimini", al quale Fabrizio cede il palco per la presentazione di ben quattro brani tratti dal suo album solista "Tre rose", pubblicato proprio nel 1981. Il pubblico ad un certo punto, quando Bubola è giunto al suo quarto brano, dà segni di stanchezza e nervosismo e lo fischia richiamando a gran voce Fabrizio sul palco,



Prima però De André e Bubola interpretano insieme "Una storia sbagliata". Questo brano fu particolarmente importante per il cantautore genovese. Composto insieme a Bubola, fu l'ultimo singolo ufficiale pubblicato nel 1980, Su CD verrà pubblicato la prima volta nel 1995 all'interno della compilation "Luna di giorno - Le canzoni di Pier Paolo Pasolini".  E proprio all'omicidio di Pasolini, risalente al 1975, il brano è dedicato. La canzone fu commissionata a De André dalla RAI per fare da sigla al programma "Dietro il processo" sulle morti di Pasolini e Wilma Montesi. Del brano fu girato anche un video sullo sfondo della cittadina di Calcata, dove De André e Bubola suonano la chitarra seduti sugli scalini di una chiesa.


La prima parte del concerto di Biella è praticamente la riproposta integrale dell'intero disco "L'indiano", Nella sezione finale, dopo la performance di Bubola, De André propone quattro grandi classici, oramai divenuti immortali. Il gruppo che lo accompagna è composto da musicisti del calibro di Mauro Pagani, Mark Harris, Lele Melotti, giusto per citarne alcuni.
Un altro grande concerto da gustare da cima a fondo.
E con questo è proprio tutto. Ancora un grazie di cuore a Osel e Ilario per questo magnifico regalo.
A voi...buon ascolto e buona Befana.


LINK Milano 1975
LINK Biella 1981

Post by George - Music by Osel & Ilario
(six hands are better than two)

venerdì 3 gennaio 2020

Blow Up - 1974 - Blowin' In The Wind - with bonus tracks (vinyl)


TRACKLIST:

01. Lato A
a. Blowin' In The Wind (Bob Dylan)
b. Sexy Doll 
c. Take It Easy, Joe (G. & M. De Angelis, S. Duncan Smith)
d. Gaye  (Clifford T. Ward)
e. Mr. No One 
f. Knockin' On Heaven's Door (Bob Dylan)

02. Lato B
a. Photograph (Ringo Starr)
b. Mind Games (John Lennon)
c. We're An American Band  (Grand Funk Railroad9
d. Live And Let Die (Paul McCartney)
e. Why Can't We Live Together  (Timmy Thomas)
f. Goodbye Yellow Brick Road (Elton John)

Bomus Tracks 
dalla cartuccia Stereo 8 "Blow Up - Pop Corn &... - 1972)
03. Popcorn
04. Proprio Stasera (Beautiful Sunday)
05. Freebirds


FORMAZIONE

Romano Gusella - voce, chitarra  
Gino Manno - basso, voce
Mario Linetti - chitarra
Raniero Abbaticoa - batteria

 

Cari amici, il nuovo anno si apre all'insegna di un disco decisamente "oscuro" risalente ai lontano 1974. La band in questione è quella dei Blow Up, composta da quattro musicisti provenienti da Lecce, autori di questo raro LP (pubblicato anche in musicassetta), mai ristampato né in CD né in vinile, dal titolo "Blowin' In The Wind". 
Per presentare il quartetto, e contestualizzarlo, ho recuperato questo articolo pubblicato sul "Nuovo Quotidiano di Puglia" nel maggio 2015, dal titolo "Quando Lecce suonava rock". 
Ve ne propongo uno stralcio.
"Il ’68 era appena passato, il miraggio dei grandi centri europei splendeva luminoso più che mai e il “Sud del Sud” pesava senza alcuna mediazione sui sogni dei ragazzi. La musica, quella dei dischi che ci si scambiava e poi quella suonata dal vivo nei garage, trasformati in rudimentali sale prove (solo più tardi, nel ’76, arriverà la prima radio libera, Radio Lecce Giovane), divenne un’ancora di salvezza esistenziale e, più di altri, anche un mezzo di svecchiamento della città. In pochi anni fiorirono decine di band, ma loro, i Blow Up furono i primi a fare “il grande salto”. A Lecce non passavano inosservati: “Avevano portato una ventata di beat generation da queste parti, dove all'epoca giravano solo canzoni melodiche o, tutt'al più, il folk leccese”, ricorda Beppe Elia, “padre” della manifestazione che prende le mosse dal libro omonimo sulla storia del rock locale.
E non passarono inosservati neanche all'industria discografica: notati durante un concerto a Peschici da un talent scout della RCA, nell'autunno del 1970 i Blow Up furono invitati a Roma e lì registrarono “Freebirds”, scritta da Romolo Gusella, che valse loro un contratto e diverse incisioni (Beautiful sunday, Pop corn, Blowin’ in the wind), cover di grandi canzoni internazionali, come era in uso all'epoca, e pezzi originali. Tra i giovani di Lecce e provincia divennero il segno tangibile che si poteva sfidare la forza di gravità della cultura".


Abbiamo fatto numerose date in tutta Italia in quel periodo. Portavano sul palco un nostro look molto personale ed uno stile che ci contraddistinse da subito. Suonavamo le canzoni scritte da Romolo, insieme al pop-rock anglo-americano: Deep Purple, Eric Clapton, Rolling Stones, Beatles, Creedence Clearwater Revival” ricordano Gino Manno e gli altri componenti del gruppo.
Nel 1977 i Blow Up si sciolsero. Alcuni componenti intrapresero la carriera solista, come il già citato Raniero, ma dopo un lungo distacco, nel 1998 gli storici fondatori dei Blow Up, Mario, Romolo e Gino si riunirono e da questo incredibile, rinnovato entusiasmo scaturì anche  un album dal titolo “Everest”, pubblicato nel giugno del 1999 


E' interessante ricordare come prima di "Blowin' In The Wind", pubblicato nel 1974 dalla RCA, disco zeppo di cover che spaziano da Bob Dylan a John Lennon, da Elton John  ai Grand Funk e via discorrendo, i Blow Up incisero nel 1972 un altro album che, nella loro scarna discografia, viene indicato nella sola versione Stereo 8 (ebbene sì, le mitiche cartucce). Ho recuperato sia le copertine che tre brani (tra i quali una primordiale versione di Pop Corn) che ho inserito come bonus track. 
Nel post trovate anche le copertine dei due 45 giri estratti dal disco del 1974. 
E con questo non mi resta che augurarvi buon ascolto.




Post by George

sabato 28 dicembre 2019

Serie "Bootleg" n. 303 - Fabrizio De André con i DAUSBE 2 (New Trolls e Nuova Idea) - Roma, Pincio, 12 maggio 1975 (1° tour)


TRACKLIST:

01. La cattiva strada
02. Via della Povertà (Desolation Row) 
03. Nancy
04. Un giudice
05. Oceano
06. La guerra di Piero
07. Canzone per l'estate
08. La ballata del Miché
09. Amico fragile
10. Il pescatore
11. Il testamento di Tito
12. Canzone del Maggio


Bonus tracks - Live 1975

13. La ballata del Miché (Genova, Sala Chiamata del Porto, 4 ottobre 1975)
14. Amico fragile (Genova, Sala Chiamata del Porto, 4 ottobre 1975)
15. La guerra di Piero (Genova, Sala Chiamata del Porto, 4 ottobre 1975)
16. Canzone del Maggio (Rimini, L'Altro Mondo, 9 novembre 1975)


FORMAZIONE

Fabrizio De André - voce, chitarra acustica, armonica
Ricky Belloni - chitarra elettrica
Giorgio D'Adamo - basso
Giorgio Usai - chitarra acustica, clavinetta, organo Hammond
Gianni Belleno  batteria
Alberto Mompellio - violino e tastiere (nelle bonus tracks)


Recuperare un live di Fabrizio De André  non ancora pubblicato non è impresa facile. L'uscita del cofanetto "I concerti" nel 2012 ha raccolto in 16 CD gli 8 tour del cantautore genovese, coprendo tutta la sua vita artistica fin dal primo tour del 1975. Tutto noi ricordiamo la sua timidezza e la sua riluttanza ad apparire in pubblico. Prima del 1975 Fabrizio fece solo due apparizioni dal vivo, cosa del tutto eccezionale. Il primissimo concerto è del marzo 1973, quando suonò a Pontedera per gli operai della Piaggio. Il secondo è del 10 maggio 1974, in piazza Navona  a Roma, dove interpretò qualche brano in chiusura della campagna referendaria per il divorzio, Poi, nel 1975, il grande exploit alla Bussola di Viareggio, ingaggiato da Sergio Bernardini. Il patron della Bussola gli aveva fatto continue proposte, fino ad arrivare all'offerta di 60 milioni di lire, una cifra davvero principesca per l'epoca. Dopo continui rifiuti, nel gennaio 1975 fu lo stesso De André a contattare Bernardini, proponendogli un "pacchetto" di 100 serate alla cifra complessiva di 300 milioni di lire che, con sorpresa del proponente, venne accettata. E fu subito contestazione per avere "tradito" le piazze anarchiche. Il concerto della Bussola è documentato nel sopracitato cofanetto. Il tour del 1975 toccò numerose località italiane, da Nord a Sud, da marzo a dicembre. Quello che vi proponiamo sulle pagine della Stratosfera è stato registrato a Roma, nella magnifica location del Pincio, il 12 maggio. Qualche sito indica invece una data di settembre. Per informazioni complete sul tour vi rimando a questa pagina 


Ma chi erano i musicisti che accompagnarono il grande Fabrizio De André in quell'ormai lontano storico tour? Nientemeno che due ex New Trolls (che già avevano suonato con lui in "Senza orario senza bandiera") e due ex Nuova Idea: quattro musicisti appartenenti a due giganti del progressive italiano. I loro nomi? Ricky Belloni, Giorgio D'Adamo, Gianni Belleno e Giorgio Usai. Come nacque l'acronimo DAUSBE 2 lo lasciamo raccontare a Giorgio Usai che ripercorse quei momenti nel corso di un'intervista.
"De André ha iniziato il suo primo tour con noi: Giorgio D'Adamo, io Giorgio Usai,  Gianni Belleno e Ricky Belloni: dalle iniziali dei nostri cognomi, con un po' di fretta e magari senza troppa fantasia, ricavammo il nome che ci identificava come gruppo supporter: DAUSBE 2, dove DA stava per D'Adamo, US per Usai e il BE 2 stava per Belleno e Belloni! Io suonavo l'hammond, e la clavietta, quella specie di armonica a tasti che imita benissimo il suono di una fisarmonica, che non avevamo. Ricky ed io venivamo dalla Nuova Idea, che si sciolse nel 73/74; i New Trolls si erano sciolti nel 73: i musicisti di entrambe le band erano, quindi, liberi da impegni vincolanti e finirono, così, per ritrovarsi insieme prima nei Tritons ("Satisfaction" e altro) e poi, nel 75, ad accompagnare Faber. Giorgio D'Adamo e Gianni chiamarono me per questo progetto, ma gli serviva un chitarrista: "Ce l'ho", dissi io e mi rivolsi a Ricky."Finisco un lavoro con Patty Pravo in studio e sono dei vostri" fu la sua risposta. Fu, in conclusione, l'occasione del tour con Faber a metterci insieme. Anche Vittorio De Scalzi era nella band iniziale e avrebbe dovuto suonare la chitarra e il flauto in alcuni pezzi: provammo con lui per una settimana in quello che era lo studio dei Matia Bazar, da loro messo a nostra disposizione. Poi Vittorio, tutto sommato non interessato al progetto con De André, lasciò il gruppo e seguì la sua strada...Noi siamo rimasti, l'Antologia di Spoon River, da cui sarebbe venuto "Non all'amore, non al denaro né al cielo" l'abbiamo suonata noi per primi con De André e questo lo sanno in pochi".


Veniamo alle canzoni. Nel 1975 venne pubblicato "Volume 8", frutto della collaborazione di De André con Francesco De Gregori. Molti brani qui proposti sono tratti proprio da questo disco (La cattiva strada, Oceano, Nancy,  Canzone per l'estate, Amico fragile). Gli altri sono storia. 
Ho aggiunto alcune bonus track risalenti sempre al 1975. Si tratta di tre brani acustici, registrati a Genova alla Sala Chiamata del Porto il 4 ottobre 1975, gli unici salvati da quel concerto. L'ultima bonus track è una versione elettrica della celebre Canzone di Maggio, registrata da De André sempre con i suoi DAUSBE 2 all'Altro Mondo di Rimini il 9 novembre 1975.
Ultima annotazione: il grande amico della Stratosfera, Marco Osel, mi ha inviato tempo fa, su mia richiesta, un concerto di De André, assolutamente inedito, sempre risalente al 1975. Il suono è però di bassa qualità e deve necessariamente essere equalizzato. Ci proverò. 
Per il momento gustatevi questa preziosa chicca come regalo di fine anno. Buon ascolto.

E con questo, cari amici, auguri di Buon Anno dal team della Stratosfera



Post by George