sabato 21 luglio 2018

Aldo Tagliapietra - 1984 - ...nella notte (vinyl)


TRACKLIST:

01. La star
02. Camminerò
03. Dance Story
04. A piedi scalzi
05. Nella notte
06. Montmartre
07. Sogni in bianco e nero
08. No, no, no...no


MUSICISTI

Aldo Tagliapietra - voce, chitarra, tastiere
Michi Dei Rossi - batteria
Tolo Marton - chitarra
Germano Serafin - chitarra
Carlo Landini - basso
Sergio De Nardi - tastiere
Pippo Trentin - sax
Jacopo Jacopetti - sax

Tolo Marton
Nella notte è il primo disco solista di Aldo Tagliapietra, pubblicato dalla Holly Records nel 1984 durante una pausa nell'attività del gruppo madre, Le Orme. Il disco, perché di disco in vinile trattasi, dal momento che non è mai stato ristampato in CD, venne registrato negli studi Gulliver di Treviso. Grazie Osel, per avermi inviato i file a suo tempo. Come potete vedere nel lungo elenco di musicisti che accompagnano Tagliapietra vi sono alcune (ex) Orme, ovvero Michi Dei Rossi alla batteria e i due chitarristi, apparsi in tempi diversi nella formazione, Tolo Marton e Germano Serafin. 

Nonostante gli ospiti eccellenti il disco è una delusione totale. Scusate, il giudizio è assolutamente soggettivo, ma non me la sento di salvare nemmeno un brano. Le atmosfere delle Orme sono distanti anni luce per lasciare il posto ad un pop commerciale e stucchevole. Difficile digerirlo. E' pur vero che "Nella notte" uscì in un periodo difficile anche per le Le Orme (gli anni '80 non concessero sconti al prog) dopo la brutta prova di "Venerdì" (1982), contenente quel "Marinai" portato al Festival di Sanremo,  Alcuni fans del gruppo interpretarono l'uscita solista di Aldo Tagliapietra come un segnale di scioglimento del gruppo. Invece nel 1990 le rinate Orme ci regaleranno il più che dignitoso omonimo album, accompagnati anche da Angelo Branduardi.


In ogni caso ribadisco la mia delusione per questo esordio. Se Tagliapietra voleva affrancarsi dai classici delle Orme sicuramente aveva la statura per sperimentare altre suoni e percorrere strade diverse. Bene, dopo questi poco edificanti giudizi voi vi chiederete? Ma allora perché diavolo lo hai postato? Francamente non lo so, forse perché sono comunque affezionato alle Orme e ai suoi componenti, forse perché è semplicemente un disco raro, da anni fuori catalogo, che volevo condividere con voi...non so. Comunque eccolo qui. Magari a qualcuno piacerà. In questo caso esca allo scoperto e ce lo faccia sapere. Buon ascolto


Link

Post by George - Music by Osel

mercoledì 18 luglio 2018

Gian Piero e Gian Franco Reverberi - 1973 - Nel mondo di Alice


 Side One

1. Il Mondo Di Alice
2a. Corsa Elettorale
2b. Babbo Guglielmo
2c. Picchia Forte
3. Balletto Della Farfalla
4a. Trullalli Trullalla
4b. A Mezzanotte Il Sole Risplende
4c. Con L'Imbuto Sulla Testa
5. Corteo Delle Carte

Side Two

6. Quadriglia Reale
7a. Tondo Dondo
7b. D'Inverno Quando Fuor La Neve Fiocca
7c. Quattro, Quattro, Quattromila
8a. Leone E Unicorno
8b. Cerco Bolle
8c. Ninna Nanna Mia Dolce Regina
9a. Saluto Alice Regina
9b. Ingresso Al Banchetto
9c. Per Prima Cosa Lo Devi Pescare
10. Il Mondo Di Alice


Altro giro, altro regalo dell'amico Adix, grazie al quale ci avventuriamo di nuovo nel mondo delle colonne sonore, questa volta non di un film ma di uno sceneggiato a puntate della vecchia RAI TV (una fiction, si direbbe oggi o meglio ancora una miniserie, visto che era composta da sole 4 puntate). Autori delle musiche sono l'onnipresente (basta guardare la scheda a lui dedicata su wikipedia, soffermandosi alle 1000 collaborazioni, si fa prima ad enunciare chi manca tra i cantanti famosi con cui ha collaborato) Gian Piero Reverberi, in collaborazione con il fratello Gian Franco. Vi è un dubbio, almeno secondo le fonti da me consultate, circa l'anno in cui "Nel mondo di Alice" fu trasmesso sul secondo canale (oggi Rai2): 1974 secondo wikipedia ed altre pagine, 1970 secondo il sito del Corriere della sera. Nonostante l'autorevolezza di quest'ultima fonte, sarei propenso a credere alla prima ipotesi, visto anche l'anno di uscita dell'album che qui vi presentiamo.

Il programma prende spunto dal famoso romanzo di Lewis Carrol (pseudonimo dello scrittore, matematico, fotografo, prete e altro Charles Lutdwidge Dodgson) "Alice nel paese delle meraviglie", ma anche dal suo seguito, molto meno noto, ovvero "Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò". Come si evince da questa colonna sonora, molte erano le parti musicate e cantate, tanto che quest'album sembra una raccolta di gustosi siparietti musicali. Di rilievo la presenza di Bruno Lauzi e Ricky Gianco, rispettivamente Trullallì e Trullalà, riconoscibilissimi nelle parti da loro interpretate. Protagonista (nella parte di Alice, of course) e voce della "title track", che troviamo in doppia versione ad aprire e chiudere l'album, nonchè sigla del programma, fu nientepopodimeno che Milena Vukotic, grande attrice celeberrima (forse ingiustamente, visto i molti ruoli di rilievo interpretati nel corso di una lunghissima carriera) per la parte della "signora Pina", compagna di mille sfighe del compianto ragionier Fantozzi.

Sebbene questo lavoro sia decisamente agli antipodi del rock progressivo, ho trovato l'ascolto divertente e vario, con parti musicali di ottimo livello. Un'unica nota, o meglio una suggestione: sarà un caso se il breve brano strumentale "Ingresso al banchetto" (notate il titolo) ricordi, con il suo incedere a marcetta, un'analoga famosa marcetta quasi contemporanea (se non ricordo male) della PFM?


Ricordiamo che, oltre ad essere presenti diversi spezzoni di "Nel mondo di Alice" sul tubo, lo sceneggiato è interamente e gratuitamente fruibile sul sito Raiplay.it 


Interpreti e personaggi

Milena Vukotic: Alice
Ave Ninchi: La regina di cuori
Giustino Durano: Il cappellaio matto
Franca Valeri: La duchessa
Mario Carrara: Il bruco
Umberto D'Orsi: Il re di cuori
Nora Ricci: La cuoca
Bruno Lauzi: Trullallì
Ricky Gianco: Trullallà
Lino Patruno: Tondo Dondo
Duilio Del Prete: Il cavaliere bianco
Leda Lojodice: La farfalla
Lidia Costanzo: Susanna

Musiche di Gianfranco Reverberi, Gianpiero Reverberi



Post by Captain, music by Adix

lunedì 16 luglio 2018

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 44 - Soft Machine 1972 Italian Tour: Bergamo, Palazzo dello Sport (22 aprile) & Roma, Piper Club (24 aprile)


I grandi Soft Machine ritornano sulle pagine della Stratosfera con due straordinari concerti, dalla qualità sonora eccellente, registrati al Palazzo dello Sport di Bergamo il 22 aprile 1972 e al Piper Club di Roma, due giorni dopo, il 24 aprile, in occasione del loro primo tour italiano. I Soft Machine, in attività concertistica fin dal 1967, quando al fianco dei Pink Floyd si esibivano nel celebre UFO Club di Londra, prima di scendere in Italia avevano già girato in lungo e in largo gran parte dell'Europa (soprattutto la Francia, oltre ovviamente la loro patria) e gli Stati Uniti. Il tour del 1972 era finalizzato a promuovere l'uscita di "Fifth", registrato con un organico composto da Mike Ratledge, Elton Dean, Hugh Hopper (in un paio di tracks Roy Babbington) e John Marshall (alternato a Phil Howard). Già dal quarto album le sonorità psichedeliche degli esordi avevano lasciato il post ad un rock jazz di stampo più ortodosso. Fu questa una delle ragioni che portarono Robert Wyatt a lasciare la band, subito dopo le registrazione di "Fourth" per dedicarsi alla nuova avventura Matching Mole.


Concert #1
Soft Machine - Palazzo dello Sport, Bergamo, 22 aprile 1972

TRACKLIST:

01. Drop / Plain Tiffs / Out Bloody Rageous - 20:56
02. All White / Slightly All The Time - 21:21


LINE UP (in entrambe le date)

Elton Dean - alto sax, saxello
Mike Ratledge - keyboards
Hugh Hopper - bass
John Marshall - drums

La front cover del bootleg con il concerto di Bergamo
La tournée italiana del 1972, concentrata nel mese di aprile, toccò numerose piazze: Bolzano (Palaghiaccio, il 15), Verona (Lem Club, il 16), Padova (Teatro Corso, il 17), Genova (Teatro Alcione, il 18), Cardano (Nautilus, il 20), Toscanella di Dozza - Imola (Piro Piro Club, il 21), Bergamo (Palazzo dello Sport, il 22), per concludersi a Roma il 23 e 24 aprile, rispettivamente al Bobo Club e al Piper Club. Il tour venne promosso dai giornali musicali di allora, in particolare da Ciao 2001.


Il concerto di Bergamo venne anche pubblicato come bootleg (in vinile) molti anni orsono. La scaletta è decisamente interessante: le due tracce contengono due lunghi medley che uniscono magistralmente brani da "Fifth" (Drop, All White) con altrettanti brani tratti dallo storico "Third" (Our Bloody Rageous, Slightly All The Time). Plain Tiffs è un inedito suonato nel corso dei concerti del 1971-72. In totale oltre 40 minuti di grande musica.



Concert #2
Soft Machine - Piper Club, Roma, 24 aprile 1972


TRACKLIST:

01. Plain Tiff
02. All White
03. Slightly All The Time
04. Drop
05. M.C.
06. Out Bloody Rageous
07. As If
08. L.B.O.
09. Pigling Bland



In questo secondo concerto, registrato al Piper Club di Roma il 24 aprile 1972, ultima tappa del tour italiano, troviamo delle differenze sostanziali nella tracklist, che influiscono anche sulla maggiore durata del concerto. Vengono proposti altri cinque brani da "Fifth", Drop, As If e Pigling Bland, tre composizioni di Mike Ratledge, quindi M.C. del bassista Hugh Hopper e L.B.O. scritta da John Marshall (che in sostanza è un assolo di batteria). In pratica il nuovo album viene presentato dal vivo quasi integralmente. Restano in scaletta le due tracce da "Third". Anche in questo caso ci troviamo di fronte, per oltre un'ora, ad una grande performance della band inglese.


Che altro dire? Nulla, se non ringraziare l'amico Danilo per le immagini messe a disposizione sul suo blog "Music Italy 70" (che non dovete mancare di visitare). Confido, infine, nel fatto che qualcuno di voi possieda qualche altra registrazione tratta da questo splendido primo tour italiano. Fatecelo sapere. E con questo vi lascio con il consueto buon ascolto



Link Bergamo 22 aprile 1972
Link Roma 24 aprile 1972

Post by George

lunedì 9 luglio 2018

Serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 64 (serie "Bootleg" n. 276) - Franco Battiato live in Aosta, Teatro Romano, 21 luglio 1994

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01. Sinfonia da "L'Italiana in Algeri" (orchestra "I Virtuosi Italiani")
02. Il re del mondo
03. Prospettiva Nevskj
04. I treni di Tozeur
05. Strade dell'Est
06. E ti vengo a cercare
07. L'oceano di silenzio
08. La danza delle furie (orchestra "I Virtuosi Italiani")
09. Gestillte Sehnsucht
10. Oh Sweet Were The Hours
11. Plaisir d'amour
12. La stagione dell'amore
13. L'animale
14. Fornicazione
15. L'era del cinghiale bianco

Soundcheck

16. La stagione dell'amore
17. Mal d'Africa


Potrei definirlo "il concerto scomparso e finalmente ritrovato", dal momento che il CD contenente l'intera performance digitalizzata (che ricordavo di avere da qualche parte) me lo sono trovato tra le mani, casualmente, mettendo ordine nei miei archivi sonori. La registrazione venne effettuata da un mio amico (io ero evidentemente in vacanza in quei giorni) nella splendida cornice del Teatro Romano di Aosta, il 21 luglio 1994.



Franco Battiato è qui accompagnato dall'orchestra "I Virtuosi Italiani", diretta da Giusto Pio e dal fido Filippo Destrieri alle tastiere. Nell'estate del 1994 Battiato aveva iniziato il "Caffé de la paix" tour, avvalendosi di un orchestra anziché della sezione ritmica. Guardando la tracklist ben due tracce strumentali sono affidate alla sola orchestra: l'overture, con un estratto dalla sinfonia "L'Italiana in Algeri" e l'apertura del secondo atto con "La danza delle furie". Particolarmente bella questa seconda parte del concerto, che include brani da "Come un cammello" oltre che classici del repertorio di Battiato quali "La stagione dell'amore", "L'animale" e "L'era del cinghiale bianco".

Il maestro Giusto Pio (R.I.P.)
In regalo anche il soundcheck con due tracce: la sopracitata "Stagione dell'amore" e "Mal d'Africa" (non proposta nel concerto) con tanto di stecca finale. Anche i migliori a volte sbagliano. La registrazione, che presenta un leggero fruscio di fondo, è racchiusa in due file: il concerto vero e proprio e il soundcheck. Inutile ricordare che il concerto è rimasto finora inedito sul web. Nella speranza che questo regalo pre-vacanziero sia gradito, vi auguro il consueto Buon ascolto.

Il Teatro Romano di Aosta, location del concerto
Link



Post by George, covers by Antonio LM


domenica 8 luglio 2018

Extra - 2003 - Extra Live 2003


TRACKLIST CD1:

01. Intro (I Shall Be Released – Introdiction – La carrozza di Hans)
02. Tutta mia la città
03. Visioni
04. Medley Gens (In fondo al viale – Per chi)
05. Le nubi
06. Una miniera
07. Little Wing
08. Il tempo di morire (Introdiction)
09. La compagnia
10. Poster


TRACKLIST CD2:

01. 29 settembre
02. Impressioni di settembre
03. Il pescatore
04. Quella carezza della sera
05. Io vagabondo
06. E’ festa (Celebration)
07. Io ho in mente te
08. Be Bop a Lula
09. Suspicious Mind
10. Blowin’in the Wind
11. Still Haven’t found what I’m Looking For
12. Roadhouse Blues


FORMAZIONE

Bernardo Lanzetti - vocals, glovox, acoustic guitars
Andrea Cervetto - vocals,. electric & acoustic guitars
Fulvio Monieri - vocals, bass
Enrico Bianchi - vocals, keyboards, percussion
Vanni Comotti - vocals, drums



Innanzitutto devo ringraziare l'amico Frank-One per avermi inviato alcuni mesi fa - e mi scuso per il ritardo con cui mi accingo a postarli - i file di questo ottimo doppio album live degli Extra, peraltro di non facile reperibilità. Bene amici, tutto ciò detto, chi sono gli Extra? Non è che le informazioni abbondino nella rete. Ci viene in aiuto Altervista con una pagina linkata all''Extra Web Site. Di seguito alcuni stralci.

"Gli Extra sono un supergruppo del rock italiano composto da musicisti che hanno militato in formazioni titolate come Equipe 84, New Trolls e Gens. La voce è quella inconfondibile di Bernardo Lanzetti, che esordì nel 1973 con gli Acqua Fragile per poi passare alla P.F.M realizzando con loro alcuni importanti album. Il gruppo riunisce cinque bravissimi cantanti-strumentisti di indiscusso talento. Oltre a Lanzetti (agli inizi vi era anche l'ex New Trolls Giorgio Usai) sono presenti Andrea Cervetto, una realtà musicale importante dell'area genovese, nonché Fulvio Monieri e Vanni Comotti che hanno fatto parte della gloriosa Equipe 84. I cinque elementi sono in grado di essere solisti della voce ma anche e soprattutto di creare armonie vocali di straordinaria potenza ed eccezionale limpidezza nel rispetto della tradizione dei grandi cori ma con il coraggio di una singolare forza innovativa. Tutto ciò, suonando ciascuno il proprio strumento con tecnica invidiabile e con padronanza della scena".


"La forza degli Extra risiede anche nel repertorio, laddove le canzoni che li hanno visti protagonisti si alternano a quelle più amate ed entrate con la loro storia e la loro poesia nel DNA del pentagramma italiano. Le cover sono quelle di gruppi e cantautori storici italiani (Equipe 84, New Trolls, P.F.M., Nomadi, ...) e di mostri sacri internazionali quali Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, Doors".

La discografia del gruppo comprende due album, l'omonimo del 2001 contenente 12 brani in studio e il doppio "Extra Live 2003", pubblicato dalla Dabliu Sound, che racchiude 22 brani registrati interamente in un’unica serata durante il loro tour estivo del 2003. Per una scelta coraggiosa del gruppo e per una forma di rispetto verso chi ascolta questa musica, i brani sono stati registrati tal quali, lasciando anche gli errori, senza alcuna correzione e né alcuna parte risuonata o ricantata. Gli stessi Extra hanno voluto precisare nel booklet: "Il nostro pensiero è che un CD live debba essere nient’altro che la registrazione di un concerto, bello o brutto che sia, solo così si può in parte ricreare l’emozione e l’atmosfera del concerto stesso.”


Sempre su Altervista è pubblicata una recensione del doppio live, curata da Paolo Ansali, che riportiamo di seguito: "Il doppio cd "Live 2003" è il risultato dell'intensa attività concertistica degli Extra, il repertorio spazia con bravura tra i classici del pop italiano ("29 settembre", "Io vagabondo, "Il pescatore", "Poster" nella versione solo vocale) e quelli del rock angloamericano ("Roadhouse blues", "Still haven't found what I'm looking for"). Spazio anche alla P.F.M con le riproposte di "Impressioni di settembre" e l'immancabile "E' festa" (Celebration) in versione jam-session, arricchita da una serie di efficaci assoli personali di Andrea Cervetto (chitarra), Fulvio Monieri (basso), Vanni Comotti (batteria) e Enrico Bianchi alle tastiere che mettono in mostra la loro tecnica strumentale. Da segnalare anche la riscoperta de "Le nubi" canzone scritta da Guccini per i Nomadi, qui presente con un bel arrangiamento prog".

Vi lascio infine all'intervista realizzata dal giornalista Carlo Annovazzi agli Extra che troverete qui. Con questo abbiamo concluso. E ora spazio alla musica. Buon ascolto


Link CD1
Link CD2

Post by George - Music by Frank-One

lunedì 2 luglio 2018

Fabio Liberatori - 2002 - The Asimov Assembly - A Tribute To Isaac Asimov


TRACKLIST:

01. Eyes Do More Than See (voice Sonja Kristina)  4:21  
02. Strikebreaker  7:25  
03. Nightfall (voice Sonja Kristina)  4:18  
04. Nobody Here But...  5:01  
05. The Machine That Won The War  5:03  
06. The Galaxy Stock Exchange  4:21  
07. My Son, The Physicist  3:38  
08. Insert Knob A In Hole B  4:49  
09. The Up- To -Date Sorcerer  5:33  
10. Nightfall - Reprise 1:14  


MUSICISTI

Fabio Liberatori: keyboards and sonic treatments
Sonja Kristina: vocals on 1,3
Arturo Stalteri: piano and keyboards on 3,5,7
Anthony Drago: vocals on 6


Mi ero completamento dimenticato di Fabio Liberatori finché non ho letto sull'ultimo numero di "Prog Italia" l'intervista a Pericle Sponzilli, meritevole di avere ridato vita ad uno dei gruppi prog più gloriosi della scena musicale degli anni '70. Sto parlando della Reale Accademia di Musica (RAM) che da poco ha pubblicato "Angeli mutanti", un album di grande spessore che ha richiesto due anni di lavoro. Ebbene, nella nuova incarnazione della RAM troviamo anche Fabio Liberatori alle tastiere, al fianco di Fabio Frascini (basso), Andy Bartolucci (batteria), Pericle Sponzilli (uno dei fondatori del gruppo insieme allo scomparso cantante Federico Troiani, ancora e sempre alla chitarra elettrica) ed Erika Savastani (voce).

Sono quindi andato alla riscoperta di Fabio Liberatori e dei suoi lavori discografici solisti. Tralasciando la lunga e fruttuosa esperienza  con gli Stadio (di cui è stato tra i fondatori), che tutti noi ben conosciamo,  Fabio Liberatori si è distinto a partire dagli anni '80 come compositore di colonne sonore. Il sodalizio con Carlo Verdone lo ha portato a scrivere le musiche per film quali "Borotalco", "Acqua e sapone", "Io e mia sorella", "Compagni di scuola", "Viaggi di nozze",  "Gallo cedrone", giusto per citarne alcuni. Ma l'elenco è molto lungo.


Parallelamente alle collaborazioni con gli Stadio e alle composizioni di musiche da film, Liberatori ha trovato il tempo di arrangiare, produrre e suonare le tastiere in alcuni album di Paola Turci, Ivan Graziani e Mario Castelnuovo. Nei ritagli di tempo, è il caso di dirlo, ha seguito un proprio percorso personale di musica colta e di sperimentazione che lo ha portato a realizzare due importanti album di musica sperimentale. Il primo, dal titolo "Empire Tracks" risale al 1987 ed è frutto della collaborazione con l'ex Pierrot Lunaire, Arturo Stalteri. Il secondo, e per ora ultimo album solista, è "The Asimov Assembly", pubblicato nel 2002 dall'etichetta M.P. Records. 

La descrizione dell'album la lasciamo allo stesso Fabio Liberatori sul suo sito (che vi invito a visitare qui): "E’ un concept-album, basato su alcuni racconti del grande scrittore Isaac Asimov, tratti dal libro Nightfall and other stories (pubblicato in Italia con il titolo di Antologia personale). La mia intenzione era anche quella di rendere un sincero omaggio alla storia della musica elettronica utilizzando gli strumenti che l’hanno caratterizzata. Dai rari sintetizzatori analogici degli anni Settanta e Ottanta come il Serge Modular, il Synthi AKS, il VCS3, l’Oberheim 2 Voice, il Memorymoog, il Prophet-V, i Roland MKS-70 e MKS-80, fino ai synths di più moderna generazione quali l’Hartmann Neuron e i Waldorf. Ospiti dell’album, il pianista e compositore Arturo Stalteri, Sonja Kristina, la grande vocalist dei Curved Air, storico gruppo prog inglese che ha lasciato pietre miliari come Air conditioning e Phantasmagoria, e Anthony Drago, che ha scritto e cantato da par suo il testo di The galaxy stock exchange. Infine il prezioso apporto di Carlo Verdone, per i suoi consigli e la grande competenza nel genere elettronico".


Per concludere, attingendo dalla solita Wikipedia, ricordiamo che nel 1991 Liberatori è stato invitato alla rassegna internazionale di musica "New Age-Ambient" al Palazzo delle Esposizioni di Roma, a cui sono intervenuti maestri riconosciuti della "nuova musica" quali Wim Mertens, Harold Budd, Roger Eno e Hans-Joachim Roedelius. In quella circostanza Liberatori ha tenuto un concerto costituito da prpprie composizioni elettroniche, tra cui la colonna sonora del film "Antelope Cobbler" di Antonio Falduto, premio speciale della giuria al Festival del cinema di Annecy nel 1992. E oggi lo ritroviamo sempre più in forma nella nuova incarnazione della Reale Accademia di Musica.
Buon ascolto

Fabio Liberatori in formazione con la nuova RAM - 2018

Post by George

martedì 26 giugno 2018

Giovanni Tommaso - 1972 - Vivere a: Tokio città del Paradiso (vinyl)


TRACKLIST:

Lato A
01. Vivere a Tokio  4:00  
02. Rituale n.1  1:57  
03. Geisha '71  2:58  
04. Yamanaka Lake  3:12  
05. Sopraelevata n.1  3:00  

Lato B
06. Square Dance In Tokio  2:59  
07. Rituale n.2  1:37  
08. Underground Number Seven  3:30  
09. Cherry Blossoms  2:19  
10. Vivere a Tokio (solo flauto)  2:14  
11. Green Kimono  1:59  


MUSICISTI

Giovanni Tommaso - basso, organo
Gege Munari - batteria
Antonello Vannucchi - organo
Silvano Chimenti - chitarra

Giovanni Tommaso very young
Questo disco di Giovanni Tommaso  (pre Perigeo), pubblicato dalla RCA Orginal Cast nel 1972,   divenne una autentica rarità finché non venne ristampato dalla Sonor Music Editions di Lorenzo Fabrizi nel 2015, sempre in vinile, ma in tiratura limitata a 500 copie. Va da sé che il disco è oramai fuori catalogo e introvabile anche sul mercato on line. 

"Vivere a Tokio: città del Paradiso" (notare l'errore nel toponimo) è la sonorizzazione dell'omonimo documentario curato da Corrado Augias e inserito nella serie "Vivere a:". Sul sito Electronique.it è pubblicata una buona recensione dell'album, curata da Marco Ferretti, che riprendiamo in alcune sue parti. La versione completa completa la potrete leggere qui 


L'articolo di Ferretti riporta anche un'intervista fatta allo stesso Giovanni Tommaso che ricorda le fasi della registrazione della colonna sonora: "Quando il produttore mi chiese di scrivere la musica della colonna sonora per il documentario, mi mostrò prima di tutto le riprese e, poi, discutemmo della partitura. Mi lasciò ampio margine di creatività perché, allora, avevo già abbastanza esperienza in merito alla composizione di tracce per librerie musicali e aveva fiducia nelle mie abilità. Dopodiché vidi il documentario diverse volte per appuntarmi le pause e meditare sullo stile da adottare. Pensai si scrivere musica ‘urbana’ sull'onda del jazz-rock che poi avrei codificato successivamente con i Perigeo. Ho cercato, però, di aggiungervi alcuni elementi tipici della musica melodica/armonica giapponese e credo che abbiano funzionato bene. Alla fine il produttore fu molto soddisfatto e voleva pubblicare un disco. Era un documentario unico, a basso budget, così decisi di rilasciarlo con un quartetto, che includeva l’amico Antonello Vannucchi all'organo (in alcuni brani lo suonai io), con il quale mi ero esibito nel Quintetto Di Lucca, Silvano Chimenti alla chitarra, Gegè Munari alla batteria e me stesso al basso".


Scrive ancora Marco Ferretti:
"Sul lato A, l’apertura è affidata alla semplicità di Vivere A Tokio, un concentrato di relax in chiave jazz replicato in Rituale N. 1, con una melodia più sospesa. Gli omaggi dell’artista alla serena quiete nipponica rispondono ai nomi di Geisha ’71 e Yamanaka Lake, utili a celebrare le intrattenitrici locali, da non confondere con prostitute, e il lago alle pendici dello struggente monte Fuji. Se con Sopraelevata N. 1 subentrano ritmi più rock oriented e una ventata di romanticismo, il lato B riserva, invece, due dei primi esperimenti pre-Perigeo: con i loro riff e un’eleganza inconfondibile, Square Dance In Tokio e Green Kimono rappresentano puri esempi del rinomato prog tricolore ancora oggi, ‘paradossalmente’, tanto amato e venduto proprio in Giappone. Nel mezzo, la brevissima Rituale N. 2 riprende la traccia originaria, dilatandone i toni, mentre Underground Number Seven fa il pieno di percussioni. Segue la delicata e ragionata Cherry Blossoms, che rimanda ai fiori di ciliegio, tra i simboli della città al pari del gabbiano e dell’antichissimo albero ginkgo biloba. Da preservare. Come ristampe di una simile caratura".

Ringraziamenti finali: il primo va al nostro Capitano per avermi inviati i file che stavo cercando da tempo; il secondo va a Marco Ferretti, autore dell'articolo virgolettato e al blog Electronique.it.

Buon ascolto.



Post by George

domenica 24 giugno 2018

Marino De Rosas - 2008 - Femina 'e mare


TRACKLIST:

01. Iscrarea    4:17  
02. Poseidon    3:55  
03. Tyrsenoi    4:20  
04. Soliana    3:23  
05. Balziga    5:42  
06. Assaie'    4:27  
07. Ventu d'agliola    4:08  
08. Carignos    1:46  
09. Femina 'e mare    6:15


Abbiamo tracciato da poco la biografia di Marino De Rosas, nativo di Olbia, classe 1946. ex componente dei Devils, dei Pelati e dei Colours. E' ancora fresco il post con cui vi abbiamo presentato "Meridies", suo secondo album del 1999 con l'aggiunta di un bonus CD dedicato ai Pelati. Se per caso vi fosse sfuggito lo ritroverete qui 

Quest'oggi abbiamo invece sul piatto il suo terzo e, per il momento, ultimo CD, intitolato "Femina 'e mare", pubblicato nel 2008 dalla piccola etichetta Tronos. Marino De Rosas, armato della sua chitarra classica, sfoggia ancora una volta tutto il suo virtuosismo, regalandoci 9 brani di grande bellezza. E' un disco di atmosfera, da ascoltare con la giusta calma e attenzione. Ne vale veramente la pena. 
Buon ascolto.


 
Post by George