domenica 26 aprile 2015

Serie "Italian Neo Psychedelic Sound" n. 13 - Who Are Them? Songs the Who taught us (1991) - from original vinyl


TRACKLIST:

01  Marshmallow Overcoat - Good's gone
02  Sancho Panza - My generation
03  Statuto - Ci sei tu (Substitute)
04  Magic Potion - Boris the spider
05  Pow - So sad about us
06  Lilith - Odorono
07  Fasten Belt - Magic bus
08  Tony Face Big Roll Band - Sparks
09  Not Moving - Pinball Wizard
10  No Strange - Welcome
11 Double Deck Five - Young man blues
12  Excessives - Bargain


Gli Who sono da sempre un importante e insostituibile punto di riferimento multi generazionale, trasversali ai movimenti giovanili e alle scene musicali per almeno quattro decenni. Quale gruppo, dagli anni '60 ad oggi, non ha realizzato almeno una cover di un brano degli Who? Anche le band garage e neo psichedeliche degli ani '80-'90 non hanno dimenticato la capacità compositiva di Pete Townshend & Co. e la potenza dei loro brani. Gli Who sono diventati un'icona nella storia della musica rock e ancora oggi le rare apparizioni di Townshend e Daltrey ci mettono i brividi e ci fanno viaggiare nel tempo.  Nel caso specifico, ci troviamo di fronte ad un disco decisamente raro, mai ristampato in CD, edito dall'etichetta indipendente Face Records, creata da Tony Face (alias Antonio Bacciocchi), personaggio piuttosto noto sulla scena garage anni '80-'90. Già componente dei Not Moving sul finire degli anni '80, poi leader della Big Roll Band, Tony Face è stato scopritore e produttore di numerosi musicisti. Tra questi Lilith, peraltro anche sua compagna di vita, alla quale abbiamo già dedicato un post sulla Stratosfera. Per maggiori informazioni sulla storia della Face Records vi rimando al sito ufficiale di Tony Face

Lilith

Sta di fatto che, nel 1991, l'etichetta Face Record iniziò ad avere un certo riscontro di pubblico e critica, e la distribuzione venne affidata alla Helter Skelter. La prima compilation prodotta fu proprio questa "Who are them?", un tributo agli Who, corredata da una copertina psichedelica di Ursus D'Urso. Il disco, contenente 12 cover, vendette ben 1400 copie (vi pare poco?). Le versioni qui proposte sono decisamente "personalizzate": d'altronde non ci troviamo di fronte a delle tribute band, ma a gruppi in larga misura poco conosciuti della scena garage italiana che hanno reinterpretato a loro insindacabile gusto una serie di composizioni del gruppo inglese. Particolare apprezzamento esprimo per Tony Face e la sua Big Roll Band per l'originale rivisitazione di un classico come Sparks, così come la Young man blues dei Double Deck Five. Giudicate voi, non voglio influenzare i vostri ascolti e i vostri eventuali commenti. La registrazione, divisa in due file (lato A, tracks 1-6 e lato B, tracks 7-12) proviene direttamente dal vinile di mia proprietà che acquistai all'epoca. Ed è oggi venuto il momento di toglierlo dalla scaffale, spolverarlo e condividerlo con voi. Buon ascolto.

Statuto


Post by George 

venerdì 24 aprile 2015

Claudio Lolli - 1977 - Disoccupate le strade dai sogni + bonus CD - Bootleg "Live in Caserta, 8 maggio 1978"



TRACKLIST:

01. Alba meccanica
02. Incubo numero zero
03. La Socialdemocrazia
04. Analfabetizzazione
05. Attenzione
06. Canzone dell'amore e della precarietà
07. Canzone scritta sul muro
08. Autobiografia industriale
09. Da zero e dintorni
10. I giornali di marzo


FORMAZIONE:

Claudio Lolli - voce, chitarra
Piergiorgio Bonafé - sax soprano, sax tenore, flauto
Marcello Castellana - tastiere
Roberto Costa - trombone, basso elettrico
Bruno Mariani - chitarra elettrica, chitarra acustica e 12 corde
Adriano Pedini - batteria, percussioni


Era da tempo che volevo postare un lavoro di Claudio Lolli. Il ritrovamento di un suo concerto del lontano 1978 è stato la molla per pubblicare questo disco datato 1977, quinto album in ordine cronologico del cantautore bolognese. Parlare di Claudio Lolli significa parlare di canzone politica, significa ritornare a quel periodo oscuro degli anni di piombo, della lotta di classe, delle stragi, insomma quegli anni '70 che nel bene e nel male furono la colonna sonora della vita di molti di noi, chi ancora studente, chi già impegnato nel mondo del lavoro. Claudio Lolli, classe 1950, formatosi musicalmente e politicamente a Bologna (suonava anche lui nella celebre "Osteria delle Dame" al fianco di Francesco Guccini), dedicò tutti i suoi album degli anni '70 alla canzone politica e alla crisi dell'uomo  tant'è che venne accostato alla corrente dell'esistenzialismo.  "Disoccupate le strade dai sogni" è un album musicalmente difficile che - anche a seguito di una cattiva distribuzione - non ebbe il successo di quelli precedenti, specie se paragonato a "Ho visto anche degli zingari felici", dato alle stampe nel 1976. Il disco è essenzialmente dedicato ai fatti di Bologna dell'11 marzo 1977 dove, a seguito di scontri tra forze di polizia e militanti della sinistra extraparlamentare, venne ucciso lo studente Francesco Lorusso. Brani come Incubo numero zero, La socialdemocrazia e I giornali di marzo (con i testi ripresi dai quotidiani dell'epoca) sono carichi di tensione e di drammaticità. 

«Gli uomini sono scesi a terra già in assetto da campagna,
 prudenza delle forze dello Stato,
 hanno replicato con lanci a ripetizione di candelotti lacrimogeni,
 è stato centrato alla schiena cadendo immediatamente»
 (da I giornali di marzo)


Il disco venne registrato nel mese di maggio negli studi "Ricordi" di Milano. I musicisti che parteciparono alla registrazione furono i componenti del gruppo prog bolognese Orchestra Njervudarov (già postati sulla Stratosfera). Qualche anno dopo Claudio Lolli reincise in nuove versioni alcune canzoni di questo disco: Incubo numero zero in "Nove pezzi facili" (1992), Analfabetizzazione e Canzone dell'amore o della precarietà in "Dalla parte del torto" (2000). Analfabetizzazione è stata anche inserita in una versione acustica nell'album dal vivo "La terra, la luna e l'abbondanza" del 2002. Claudio Lolli, tuttora attivo, continua a tenere concerti in giro per l'Italia. Il suo ultimo disco, "Lovesongs", risale al 2009.


Bonus CD - Bootleg: live in Caserta, 8 maggio 1978


TRACKLIST:

01. Alba meccanica
02. Incubo numero zero
03. La Socialdemocrazia
04. Analfabetizzazione
05. Attenzione
06. Canzone dell’amore o della precarietà
07. I giornali di marzo
08. Ho visto anche degli zingari felici
09. Piazza, bella piazza
10. Anna di Francia
11. Ho visto anche degli zingari felici (conclusione) 



Tanto per non smentire il suo impegno politico e le sue simpatie per la sinistra extraparlamentare, ecco un bel concerto live registrato al Palazzetto dello Sport di Caserta, l'8 maggio 1978. L'occasione era una manifestazione spettacolo organizzata da Lotta Continua contro le carceri speciali. Nella prima parte del concerto (qui diviso in due file) viene riproposto in larga parte il disco "Disoccupate le strade dai sogni", mentre gli ultimi 20 minuti racchiudono quattro brani da "Ho visto anche degli zingari felici". La qualità della registrazione è più che dignitosa. Non vi sono indicazioni sui musicisti che accompagnano Claudio Lolli nel concerto, ma potrebbero essere benissimo i componenti dell'Orchestra Njervudarov.


Link Disoccupate le strade dai sogni
Link Live in Caserta 1978

Post by George

domenica 19 aprile 2015

Nuova Compagnia di Canto Popolare (NCCP) - 1974 - Li sarracini adorano lu sole


TRACKLIST:

01 Tammuriata alli uno... alli uno    6:49  
02 Ricciulina    5:24  
03 In galera li panettieri    2:42  
04 Vurria ca fosse ciaola    3:16  
05 Tammuriata nera    4:51  
06 O cunto 'e Masaniello   5:16  
07 La morte 'e Mariteto   2:45  
08 Li Sarracini adorano lu sole   3:14  
09 'E spingole frangese    3:32  
10 'O Guarracino 


FORMAZIONE:

Fausta Vetere - voce, chitarra, flauto
Eugenio Bennato - voce, chitarra, mandolino, fisarmonica
Giovanni Mauriello - voce, percussioni
Nunzio Areni - flauto, chitarra
Patrizio Trampetti - voce, chitarra, mandolino, percussioni
Peppe Barra - voce, percussioni
Roberto De Simone - ispiratore e produttore


Io nun capisco 'e vvote che succede
 e chello ca se vede nun se crede
  è nato nu criaturo è nato niro
 e 'a mamma 'o chiamma Ciro, sissignore, 'o chiamma Ciro

E' questo l'incipit della Tammuriata nera, il brano sicuramente più conosciuto all'interno di questo grande album della NCCP, il mio preferito nella lunga storia musicale del gruppo napoletano. Attenzione, mi sto avventurando in lande sconosciute: non ho conoscenze nel campo della musica folk e della tradizione partenopea, conosco però da sempre la Nuova Compagnia di Canto Popolare e da sempre apprezzo la grande tecnica strumentale dei musicisti che la compongono, unita alla capacità di avere saputo rielaborare e diffondere tra il grande pubblici arie e melodie appartenenti ad una lunga e importante tradizione popolare. Forse la loro musica non è propriamente nelle mie corde e ammetto che è azzardato l'accostamento della NCCP al panorama prog italiano (lo stesso dubbio se lo pone Augusto Croce su Italianprog, anche se lo giustifica con l'appassionato lavoro di ricerca di antichi canti tradizionali). Resta il fatto che, al di là delle opinioni personali di chi scrive, ci troviamo di fronte ad un disco di grande spessore artistico. Tutti i musicisti suonano strumenti tipici della tradizione napoletana e mediterranea. Tra questi chitarriola, mandola, mandoloncello, thiorba, tromba de' zingari, putipu, tammorra. In questo disco suonano praticamente tutti i fondatori della NCCP, tranne Carlo D'Angiò che uscì dalla formazione nel 1972: Eugenio Bennato, Fausta Vetere, Peppe Barra, Patrizio Trampetti, Giovanni Mauriello. Roberto De Simone appare tra i crediti, pur non essendo un vero e proprio componente attivo del gruppo, bensì l'ispiratore e il produttore. Se vogliamo aprire un canale dedicato ai primi dischi della NCCP possiamo anche farlo. vediamo cosa scriverete nei commenti. Per intanto buon ascolto.


Link

Post by George

mercoledì 15 aprile 2015

Serie "Bootleg" n. 188 - Premiata Forneria Marconi - Eleanor Rigby - Live Velodromo Vigorelli, Milano, 10 (o 14) settembre 1980


TRACKLIST CD1:

01. La luna nuova / Volo a vela
02. Il banchetto
03. Topolino
04. Tanti auguri / violin solo
05. Acoustic guitar solo / Via Lumière
06. Dolcissima Maria

TRACKLIST CD2:

01. Fireworks intermission
02. Il pescatore
03. Clinics (inedito) - Jam session
 04. Eleanor Ribgy (Beatles cover)
05. Si può fare / Impressioni di settembre
06. Celebration / drums solo


FORMAZIONE:

Franco Mussida - chitarra, voce
Franz Di Cioccio - batteria, voce
Patrick Djivas - basso
Lucio Fabbri - tastiere, violino, chitarra
Walter Calloni - batteria


Turbolento concerto della PFM al Velodromo Vigorelli di Milano, location piuttosto famosa (in senso negativo, musicalmente parlando) per la virulenza del pubblico, fin dal lontano 1971 quando i Led Zeppelin, tra fumogeni e cariche della polizia, dovettero abbandonare il palco dopo aver suonato una manciata di brani. E da lì iniziò un lungo ostracismo da parte dei gruppi stranieri nei confronti delle piazze italiane. Sono passati nove anni e i problemi si ripropongono, anche se in misura molto più soft, con la nostrana PFM. Il secondo CD si apre proprio all'insegna dei disordini (che fortunatamente furono di breve durata e intensità) con Franz Di Cioccio che cerca di placare gli animi, proponendo la corale Il pescatore. Non per nulla questo bootleg, peraltro piuttosto raro, uscì anche con il titolo "Riot in Milan". La data del concerto non è certissima: chi lo fa risalire al 10 settembre chi al 14.  Nel dubbio le ho citate entrambe. 


Il concerto, fireworks a parte (che alla fine non disturbano più di tanto) è molto bello, soprattutto nella seconda parte, con l'inedita Clinics, praticamente una jam session, seguita dalla cover beatlesiana Eleanor Rigby (che dà il titolo al bootleg), brano che la band propose dal vivo per un periodo molto limitato. Spettacolare l'assolo di violino di Lucio Fabbri. Per il resto la scaletta propone brani dall'ultimo album di allora "Suonare Suonare" più alcuni evergreen ed è praticamente la copia del live in Biella del 9 settembre 1980, postato il 30 luglio 2014 da Ilario e dal nostro Captain. La formazione a cinque, oltre ai tre componenti "storici", comprende Walter Calloni alla batteria (veramente notevole) e il grande Lucio Violino Fabbri che si destreggia abilmente tra tastiere, violino e chitarre. Spezzo una lancia a favore di questa lunga versione di Celebration (che solitamente il buon Franz devasta con i suoi coinvolgimenti corali del pubblico): potente e aggressiva come non mai, molto vicina all'originale E' festa. In coda l'immancabile assolo di batteria, praticamente una drums battle tra Franz Di Cioccio e Walter Calloni. Grande concerto. Non vi resta che passare all'ascolto. 


Link CD1
Link CD2

Post by George 

martedì 14 aprile 2015

Le compilation della Stratosfera vol. 12 - 1997 - Meteora


TRACKLIST:

01. I Maya - Salomon
 02. I Maya - Yucatan
03. Lydia e gli Hellua Xenium - Guai a voi!
04. Lydia e gli Hellua Xenium - Invocazione
 05. I Fholks - Mi scorri nelle vene
 06. I Fholks - Cerchi
 97. Le Aquile - Il tuo splendido amore
 08. Le Aquile - Agnus dei
09. The Underground Set - Una lettera
10. The Underground Set - Libitum
11. Il Punto - È il mio mondo
12. Il Punto - Ragazzi che scappano
13. Officina Meccanica - Bambini innocenti
14. Officina Meccanica - Bambini innocenti (strum.)
 15. I Salis - Chissà se la luna ha una mamma
 16. I Salis - Cronaca di una cosa
17. New Trolls - Autostrada
18. New Trolls - Il nulla e la luce
19. De De Lind - Signore dove va?
20. De De Lind - Torneremo ancora



Continua il nostro viaggio tra le compilation della Stratosfera, seguendo la cronologia pubblicata da Augusto Croce sul suo sito ItalianProg, vera e propria bibbia per tutti noi appassionati di progressive italiano. Siamo giunti al 1997, anno in cui veniva pubblicato questo rarissimo disco, stampato in sole 50 copie numerate a mano e venduto alle fiere del disco nel periodo 1997-1998. L'album, che contiene brani tratti da singoli e inediti su LP, non è mai stato ristampato. Ma vediamo cosa dice al riguardo Augusto Croce: "Se questa raccolta fosse uscita in veste ufficiale sarebbe stata un best seller!  Di sicuro una delle migliori compilation di singoli mai realizzata sul prog italiano, contiene alcuni brani belli e rari come il primo singolo di Lydia e gli Hellua Xenium, Bambini innocenti dell'Officina Meccanica, Autostrada dei New Trolls, i singoli dei Fholks (più tardi Reale Accademia di Musica) e delle Aquile".



In effetti si tratta di una compilation di notevole spessore e qualità, grazie alla quale si possono ascoltare brani perduti, relegati su singoli a suo tempo passati quasi del tutto inosservati. Andiamo con ordine. Il disco si apre con l'unico 45 giri pubblicato dai Maya nel 1972. Gruppo genovese annoverava nella formazione il percussionista Ramasandiran Somusundaram, nostra vecchia conoscenza, autore di alcuni singoli per l'etichetta Magma e componente, seppur per un breve periodo, della Bambi Banda e Melodie con Bambi Fossati. Segue il primo raro singolo dei lombardi Lydia e gli Hellua Xenium, datato 1973 e caratterizzato da uno stile dark prog con la bella voce di Lydia in evidenza, molto vicino alle sonorità di Jacula/Antonius Rex. Uno dei capolavori del prog italiano. E' poi la volta del primo e unico 45 giri dei romani Fholks (poi Reale Accademia di Musica) pubblicato nel 1970. Forse vale la pena ricordare che i Fholks fecero da supporter nel 1968 ai Pink Floyd e a Jimi Hendrix. Ca va sans dire... C'è poco da dire sulle Aquile: formatisi a Sorano, in provincia di Grosseto, esordirono con un singolo di pop melodico nel 1971. Il 45 giri successivo, risalente al 1973 (inserito in questa compilation), è di tutt'altra fattura e rievoca a tratti lo stile del Blocco Mentale. Poi...il silenzio. Peccato.



Degli Underground Set abbiamo già parlato a lungo su questo blog. Visto che, come ben sappiamo, dietro questo gruppo si nascondono i musicisti della Nuova Idea, vi invito ad andare a riscoprire la lunga monografia a loro dedicata. Il 45 giri incluso in "Meteora" venne pubblicato nel 1971. Entrambi i brani apparvero sul secondo LP "War in the night before".  Arriviamo così a Il Punto, quartetto romano che annoverò tra le sue fila anche il batterista Stefano D'Orazio, transitato nel 1971 nell'organico dei Pooh. Il gruppo incise un solo LP nel 1972 contenente brani tratti dalle colonne sonore di due film: "In nome del popolo italiano" e "Ettore Lo Fusto". Il 45 giri qui compreso risale al 1971 ed è il primo singolo pubblicato dalla band, che si sciolse l'anno successivo. E' poi il turno dell'Officina Meccanica, provenienti dalla provincia di Roma, che incisero cinque singoli prima di dissolversi nel nulla. Particolare la presenza nel loro organico di un sax e una tromba. Il singolo Bambini innocenti, che presenta una versione strumentale sul lato B, uscì nel 1973. Proseguiamo con I Salis, gruppo arcinoto e molto gettonato sulla Stratosfera. Non mi dilungherei ulteriormente. Vi rimando alle pagine a loro dedicate su questo blog. Il singolo qui pubblicato risale al 1970.



Siamo quasi al termine. E' la volta dei New Trolls, con il singolo Autostrada del 1970, un capolavoro rimasto inedito su LP, purtroppo passato nell'oblio (li ricordate mentre suonano questo brano in studio nel film "Terzo canale - Avventura a Montecarlo"?). E' l'unico singolo nella loro lunga storia musicale registrato per la RCA. In chiusura troviamo i De De Lind con un singolo del 1971 (mi ricordo che presero nome da una modella di Playboy), con due brani molto belli, specie quello presente sul lato B, Torneremo ancora.

E' proprio tutto. Gustiamoci insieme questa raccolta di meraviglie.



Link

Post by George

sabato 11 aprile 2015

Serie "Bootleg" n. 187 - Stormy Six , Reims (FR), Maison de la Culture, 17.04.1980 - Rock In Opposition


TRACKLIST:

1) 1 Prologo / 2 Scongiuri / 3 Algoritmo (con testo in francese) (2:12) 
2) Macchina Maccheronica (5:26) 
3) spoken intro (0:42) 
4) Megafono (5:14) 
5) Madonina (1:31) 
6) Buon Lavoro (5:20) 
7) spoken intro (0:51) 
8) Le Lucciole (7:13) 
9) Madonina (0:57) 
10) L'Apprendista intro (con testo in francese) (1:00) 
11) L'Apprendista (5:07) 
12) Pianeta intro (con testo in francese) (1:40) 
13) Pianeta (5:22) 
14) Salvatore Garau (4:45)  
15) Salvatore Garau solo (4:33)  
16) spoken intro (1:47) 
17) Enzo (3:35) 
18) Banca intro (con testo in francese) (1:03) 
19) Banca (2:51) 
20) spoken intro (0:12)  
21) Madonina (twist) (0:49) 
22) Verbale (9:50) 
23) Sommario (3:59)


FORMAZIONE:

Tommaso Leddi - violino, mandolino, sax, organo, chitarra
Franco Fabbri - chitarra, trombone, vibrafono
Pino Martini - basso
Salvatore Garau - batteria
Umberto Fiori - voce

plus

Georgie Born (Henry Cow) - violoncello

Franco Fabbri
Interessante bootleg che racchiude il concerto che gli Stormy Six tennero a Reims, nella Maison de la Culture, il 17 aprile 1980 in occasione del tour "Rock in Opposition", insieme ad altre band alternative quali gli inglesi Henry Cow, i belgi Universe Zero, gli svedesi Samlas Mammas Manna e i francesi Etron Fou Leloublan. Rock in Opposition, alias RIO, venne fondato dagli Henry Cow nel 1978 e rappresentò un importante filone musicale avant-prog in opposizione alle tendenze musicali del momento, dalla disco music alla prima ondata punk, e al business delle case discografiche.
Gli Stormy Six, che avevano appena pubblicato l'album "Macchina Maccheronica" (vincitore, tra l'altro, della critica discografica tedesca come miglior album rock dell'anno) entrarono di diritto nel circuito RIO per una serie di concerti non solo in Italia, ma anche in alcune importanti piazze europee. Non a caso Georgie Born, violoncellista degli Henry Cow, partecipò sia alle registrazioni del disco che ad alcuni concerti, tra i quali quello di Reims, qui proposto. La scaletta attinge a piene mani da "Macchina Maccheronica", album di grande maturità artistica per gli SS, quasi giunti al capolinea musicale (per ripercorrere la loro storia vi rimando al post antologico pubblicato qualche tempo fa sulla Stratosfera), senza tralasciare alcuni brillanti episodi del loro passato. 
Buon ascolto.



Post by George

venerdì 10 aprile 2015

Dalla, De Gregori, Monti, Venditti - Dal Vivo - Bologna, 2 Settembre 1974


 TRACKLIST :

1 - Lucio Dalla - ABCDEFG (8:49)
2 - Lucio Dalla - Il colonnello (4:47)
3 - Francesco De Gregori - Dolce amore del Bahia (3:18)
4 - Maria Monti - E' fatto giorno (3:38)
5 - Luca Balbo - Luneddas (5:32)
6 - Maria Monti - Gli americani (5:26)
7 - Francesco De Gregori - Cercando un altro Egitto (4:24)
8 - Antonello Venditti - Il treno delle 7 (4:04)
9 - Lucio Dalla - Itaca (6:34)
10 - Lucio Dalla - L'operaio Gerolamo (3:32)
 11 - Francesco De Gregori & Antonello Venditti - Buonanotte fratello (4:50)
12 - Antonello Venditti - A Cristo (6:16)
13 - Maria Monti - L'armatura (5:39)
14 - Antonello Venditti - Roma Capoccia (4:22)
15 - Lucio Dalla - Le parole incrociate (5:27)

 Quando comprai, nella notte dei tempi, questo doppio vinile, per inciso pubblicato l’anno successivo a quello del Concerto, che si era tenuto come dice il titolo il 2 Settembre 1974, ovvero nel 1975, rimasi affascinato dalle versioni particolari dei brani presentati, dalla loro freschezza e soprattutto dalla loro vis polemica e di protesta. Rimasi ancora più sorpreso quando molti, ma davvero molti, anni dopo un noto critico musicale, ospite col sottoscritto della trasmissione Banda Larga a cura di Francesco Tragni e Marco Carini a Radio Popolare, mi rivelò di non conoscere affatto questo album, che solo ultimamente è stato inserito nelle discografie dei quattro artisti presenti, questo benché la BMG l’avesse ristampato in CD nel 2001 prelevandolo dai master dell’allora RCA.

 E’ questo un concerto già di per se strano per la presenza inusuale ed inaspettata di Maria Monti, assieme a tre di quelli che potremmo definire padri (come dite? zii? Va bene, zii) del cantautorato italiano, ovvero Dalla, De Gregori e Venditti. Ed infatti la performance di Maria Monti si distacca totalmente da quella dei compagni di palco, con interpretazioni provocatorie e talora di non facile ascolto, tanto che quando Venditti, dopo che la stessa Monti aveva eseguito Gli Americani, annunciò di voler presentare un brano che avrebbe trattato appunto degli americani, ricevette mugugni e fischi di disapprovazione tanto da dover subito precisare : “Si, ma in modo diverso”. Gli altri due brani della Monti, E’ fatto giorno e L’armatura (anche quest’ultima di non facile presa) erano contenuti nell’interessante album del 1972 "Maria Monti e i contrautori", album che vedeva la collaborazione dell’ottimo chitarrista Luca Balbo (poi anche nel primo lavoro solista di Mauro Pagani), al quale venne concessa la possibilità di eseguire da solo un suo lavoro: Launeddas. Gli altri tre invece presentarono un campionario di brani, e di performances introduttive alle stesse, che difficilmente si sarebbero ritrovate nei concerti successivi, in particolar modo in quelli immortalati da incisioni dal vivo. E così Lucio Dalla in Itaca chiede l’aiuto del pubblico, pubblico che viene rimproverato (noi giovani diremmo “cazziato”) per la scarsa partecipazione. Lo stesso Dalla poi pontifica tanto da beccarsi la censura, il fatidico bip-bip.bip, quando parla di un omino tutto vestito di bianco che ogni mattina va in altalena (a proposito, voi a chi immaginate si riferisse?). Ma anche Il Colonnello e L'operaio Gerolamo hanno la loro bella dose di ironia e protesta. Stesso dicasi per De Gregori e Venditti, che accomuno non fosse altro per le loro comuni (mi si perdoni il gioco di parole) origini al Folk Studio di Roma e del loro primo album sempre in simbiosi, quel Theorius Campus foriero di successi che sarebbero arrivati in notevole quantità. Infatti ognuno chiede la collaborazione dell’altro in almeno un brano (bellissimo il controcanto di Venditti in Buonanotte fratello), addirittura lo stesso Venditti chiederà la collaborazione di entrambi in A Cristo, quella appunto che avrebbe parlato degli americani… ”ma in modo diverso”.

 Ulteriore nota di merito, a parer mio, è il fatto che gli artisti non approfittarono dell’occasione di questo concerto per promuovere il loro ultimo lavoro, cosa che troppo sovente accadeva e tuttora accade, ma spaziarono nel loro repertorio di tutti gli anni precedenti, e così Dalla presentò ABCDEFG da "Terra di Gaibola" del 1970 fino a Le parole incrociate, non ancora pubblicato su "Anidride solforosa" del 1975, benché (come precisato precedentemente) il concerto in vinile uscì anche lui nel 1975. Venditti ovviamente mai avrebbe fatto mancare Roma Capoccia da "Theorius Campus" (1972) ma passando per "Le cose della vita" (Il treno delle 7 – 1973) arriva a "Quando verrà Natale" del 1974 con la già citata A Cristo. E pure De Gregori da "Alice non lo sa" prende Buonanotte fratello, per poi attingere a "F.De Gregori" del 1974 meglio conosciuto come “La Pecora” (per la sua immagine di copertina) con Cercando un altro Egitto e Dolce amore del Bahia.

 Insomma, apprezzai molto questo doppio vinile a me sconosciuto, e procuratomi dal mio amico Ivano, tanto che i solchi alla lunga qualche problema l’avrebbero presentato, da qui l’ulteriore gioia nel trovare la ristampa in CD, che mi ha così permesso di darVi una qualità senza dubbio migliore, seppur priva dell’affascinante audio vintage che solo il vinile sa regalare...

Ultima annotazione, so che il qui presente lavoro non ha gli stessi stilemi di rarità quali molti altri lavori donati dai collaboratori della Stratosfera, ma vuole essere una…introduzione, un antipasto ad un altro lavoro molto simile, ma da quello che leggo molto più ambito e richiesto. “Altro dirti non vo”, ma un consiglio quello si… TENIAMOCI SENTITI. Buona salute a tutti FRANK-ONE


Post by Frank-One (head) and Captain (hand)

giovedì 2 aprile 2015

Serie "Documenti Stratosferici" n. 2 - From Genesis to Revelation - Radio Popolare - Podcast della puntata del 16 marzo 2015

Su iniziativa dell'amico Francone, condividiamo il podcast, cioè la registrazione in mp3 dell'intera trasmissione, suddivisa in 4 files, della trasmissione radionfonica "From Genesis to Revelation", andata in onda la sera del 2 febbraio di quest'anno sull'indispensabile Radio Popolare. Come forse saprete, in questa puntata della meritoria emissione, l'unica in italia interamente dedicata al rock progressivo, ha partecipato il nostro amico Frank-One in persona, deliziandoci con aneddoti e dettagli anche sconosciuti sulla nostra amata musica, oltre a sottoporci una deliziosa scaletta musicale (che trovate più sotto), insieme al conduttore Renato Scuffietti.

Direttamente dal sito di Radio Popolare, due note sulla storia di questa ormai storica trasmissione: "From Genesis to Revelation è una trasmissione dedicata al rock-progressive: sebbene sporadicamente attiva già da molti anni, a partire dall’estate del 1999 con il consolidamento del palinsesto e della redazione ha iniziato a trasmettere regolarmente un’ora di rock progressivo alla settimana, recentemente e addirittura arrivata ai fatidici 90 minuti… La redazione è composta da Renato Scuffietti, collaboratore di lunga data di Radio Popolare con un grande passione per il prog canonico dei megagruppi dei seventies e dalla ondata albionica di newprog (Marillion, Pendragon, Twelfth Night), da Matthias Scheller, fan del prog sinfonico, della scena italiana e attento osservatore della cosiddetta borderline progressiva (psichedelia, space, gotico). Nata quasi come divertissement la trasmissione in brevissimo tempo è diventato un preciso punto di riferimento, presentando novità, i grandi classici, fanzine, oscuri inediti, intervistando band, case discografiche, recensendo concerti e dedicando piccole ma preziose monografie ai sottogeneri. Sempre per gioco e grazie al lodevole intervento di un webmaster appassionato della trasmissione - dicono gli organizzatori - è nato il sito di From Genesis To Revelation per prolungare su Internet l’appuntamento radiofonico (...)"

- From Genesis to Revelation -

ogni lunedi' dalle 23:35 alle 00:30
a cura di Renato Scuffietti e Matthias Scheller
genesis(at)radiopopolare.it

Nel corso della puntata ascolterete:

Gong - Zero the hero and the wittch's spell
Perigeo - Movie rush (45 giri del 1976)
Bella band - Mattutina (inedito contenuto in raccolta firenze sogna)
Area - L'internazionale (versione in studio mai in cd)
Bambi Fossati e Garybaldi - Nuda (traccia fantasma album del 1992)
Steven Wilson - Regret 9#
Trip - Bolero blues (primo singolo solo su su raccolta piper 2000)
Arti e Mestieri + Eugenio Finardi (mai accreditato) - Rinuncia
Dietro di noi il deserto (pre Jacula) - Dentro me
Krell (pre pfm) - Finchè le braccia diventino ali
Albero Motore - Messico lontano (45 giri 1974)
Gong - The eternal wheel spins

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Post by Captain, thank you very much to Radio Popolare & Frank-One
Un grazie particolare all'amico Francesco Tragni per il supporto tecnico

martedì 31 marzo 2015

Serie "Cantautori ai margini" n. 9 - Gianni Siviero - 1976 - Il castello di Maggio

TRACKLIST :

01 - La Ballata Di Uno Sguardo
02 - Il Dovere Di Vivere
03 - Gli Impossibili Sogni
04 - Come Un Giorno
05 - La Ballata Dell'Ideale
06 - Dormi
07 - Che Senso c'è
08 - Il Castello Di Maggio
 09 - Lo Sbaglio Di Tornare

Dalla pagina ufficiale di Gianni Siviero - "(...) Nel 1976 pubblica ancora un album, “Il castello di maggio”, (...) con gli arrangiamenti del Maestro Chiesa. In seguito, dopo aver continuato fino alla prima metà degli anni ’80 l’attività dal vivo, spesso con l’aiuto prezioso e amicale del chitarrista Roberto Frizzo, a causa del mutato clima politico e culturale si ritira dal mondo musicale. Continua a scrivere canzoni, anche se non le pubblica." Molte di queste canzoni le potete ascoltare gratuitamente qui, suddivise in 3 corposi CD immaginari, sempre sulla pagina ufficiale dell'artista, ora apprezzato scrittore...

Così su Italianprog -  "Cantautore di origine torinese, Siviero ha realizzato tre LP tra il 1972 ed il 1977, l'ultimo dei quali, Il castello di maggio, viene spesso descritto come vicino a sonorità progressive. Si tratta in realtà di un album di nove canzoni basate sulla chitarra acustica con qualche arrangiamento di tastiere e flauto che le avvicinano alla musica dei gruppi di quegli anni"
 
Consiglio del capitano : si fa davvero apprezzare la title track, una fiaba metaforica ed amara di 8 minuti con un accompagnamento musicale davvero minimale, spezzato da un gradevole intermezzo sinfonico.


Post by Captain, thank you to our friend Paolo

domenica 29 marzo 2015

Serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 35 (Serie "Bootleg" n. 186) - Joe Patti's Experimental Group - 3 Novembre 2014 - Milano, Teatro nazionale 2015

TRACKLIST DISC 1 :

01 - Introduzione (1:07)
02 - Experimental suite (36:53)
03 - L'ombra della luce (4:40)
04 - Il mantello e la spiga (3:57)
05 - Secondo imbrunire (2:21)
06 - Il re del mondo (2:59)
07 - Stati di gioia / L'incantesimo (7:12)

 TRACKLIST DISC 2 :

01 - L'oceano di silenzio (3:55)
02 - Niente è come sembra (3:29)
03 - Fornicazione / No time no space (9:30)
04 - E ti vengo a cercare (4:16)
05 - Lode all'Inviolato (2:54)
06 - La cura (3:51)
07 - Gli uccelli (1:55)
08 - Te lo leggo negli occhi (2:51)
09 - La stagione dell'amore (3:32)
10 - Voglio vederti danzare (3:38)
11 - Proprietà proibita (4:49)
12 - Nomadas (4:55 - Bonus track)


Introduco brevemente, con grande piacere, l'amico Antonio, un graditissimo ritorno dopo alcuni mesi di assenza sulla stratosfera. E se torna dalle nostre parti Antonio, volete che non porti con sè un bootleg di Franco Battiato? Questa volta poi siamo di fronte ad un concerto molto recente, dove il maestro propone, tra le altre cose, l'ultimo lavoro per intero, molto consono come saprete allo spirito del nostro blog. Lascio dunque la parola ad Antonio ed al Joe Patti's Experimental Group, ultima incarnazione del camaleontico Maestro, sempre diverso ma altrettanto riconoscibile...

"Cinquanta anni di carriera. Precursore, innovatore, contemporaneo, allineato solo se la linea corre in diagonale e su traiettorie che lui stesso definirebbe "impercettibili". A settanta anni Battiato è ancora in gioco, in quel gioco serissimo che è l'arte- Lo ha dimostrato nel corso dell'ultimo tour di cui riportiamo in questa sede la date dello scorso 3 novembre a Milano. La prima parte è una corsa verso suoni che non è il caso di definire "sperimentali" ma che è opportuno raccontare come "esplorativi". C'è dentro l'officina sonora di Battiato e dei suoi più stretti collaboratori: Pino Pinaxa Pischetola, tecnico del suono on the stage e Carlo Guaitoli, pianista e tastierista di primissimo ordine. Non serve altro. La magia è servita. Una suite che ripercorre i territori dell'ultimo cd in studio, "Joe Patti", in un unicum sonoro che rende meglio l'idea di quanto non sia riuscito a fare il prodotto uscito nei negozi. Il resto è una cavalcata tra brano noti, meno noti e notissimi, della carriera di Battiato. L'uso delle basi pre registrate si accetta con benevolenza. Si ammira come un capolavoro come "L'ombra della luce", canzone in origine composta per l'area sospensione degli archi, possa diventare opera di risonanze derivate dal pianoforte. Belle le composizioni, altrimenti dette "medley", che lasciano scorrere ininterrotte alcune canzoni. Il finale prevede il ritorno sui luoghi degli anni progressive con "proprietà proibita". Aggiungo per puro piacere, la versione di "Nomadas" eseguita ad Oviedo nel tour 2015, perchè mi pare un gioiello sonoro non indifferente e perchè il brano in questione è stato aggiunto solo durante i concerti in Spagna. La qualità del bootleg non è eccezionale ma si fa ascoltare in maniera tollerabile... almeno spero.

Ho detto tutto. Buon ascolto se lo vorrete. Antonio
"
 
Musicians:

Franco Battiato - Voce, synthesizers, pianoforte
Pino Pinaxa Pischetola - Live electronics
Carlo Guaitoli - Pianoforte e tastiere

LINK Disc 1
LINK Disc 2

Testi, covers e music by Antonio LM, intro e post by Captain

P.S. - Tanti auguri di pronta guarigione da tutto lo staff della stratosfera al Maestro Battiato, recentemente vittima di un incidente durante un concerto...