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venerdì 16 ottobre 2026

Omega atto II - inediti live al Teatro Odeon di Catania, aprile 1987 (addendum al post precedente)

 

TRACKLIST:

01. Danza mediterranea (mancante nel post precedente)
02.La stagione degli amori
03. Finale concerto

FORMAZIONE:

Francesco Prinzivalli - chitarra acustica
Fabio Puglisi - tastiera 
Maurizio Raciti - chitarra elettrica solista 
Ferdinando Di Bella - basso 
Accursio Sabella - batteria


Grazie alla preziosa collaborazione del nostro amico Giudas, abbiamo ora un nuovo brano live (che purtroppo mi era sfuggito nella mia precedente ricerca) risalente all'aprile 1987 in occasione del concerto che gli Omega tennero al Teatro Odeon di Catania. Il brano è "Danza mediterranea". Colgo l'occasione per riproporre le tre tracce live. Le ultime due erano già presenti nel post precedente. Chissà che non salti fuori l'intero concerto. Mai disperare. Intanto vi lascio all'ascolto di queste rare registrazioni. A presto 



Post by George (with the precious help by Giudas)

giovedì 15 ottobre 2026

Omega - inediti studio & live 1982-1987


Uno degli obiettivi del nostro blog è quello di ricercare dischi e registrazioni rare difficilmente reperibili sul mercato e più in generale altrove. Oltre ai contributi dei nostri amici e collaboratori, che non finirò mai di ringraziare, vi è anche YouTube, che potrei definire uno scrigno pieno zeppo di preziosi segreti spesso di difficile individuazione. A volte, tra le pieghe dei vari canali, può saltare fuori qualcosa di particolarmente interessante come nel caso specifico. Stiamo parlando degli Omega, una band di Catania che non ha mai avuto il piacere di entrare in sala di registrazione. Eppure, alcune tracce da loro registrate bel corso degli anni '80 sono presenti su un canale YouTube, nello specifico quello di Accursio Sabella, batterista della oramai disciolta band. Accursio ha salvato alcune rare registrazioni e le ha pubblicate sul suo canale. Operazione di nicchia, senza dubbio. In noi è però scattata la voglia di portare queste registrazioni in superficie e condivderle col popolo della Stratosfera. Mi auguro che l'operazione possa piacere anche all'autore e ai componenti di quella remota band. Anche le rare foto qui pubblicate appartengono a quel periodo (1982 e 1987) e fanno parte della collezione di Accursio Sabella. 


Le tracce salavate sono solamente quattro, due registrate in studio e due dal vivo. Vi riporto quanto ha scritto Sabella sulla pagina YT, in merito al brano in studio intitolato "Don Scuderi". 
"Era il 1982, ed io avevo 18 anni. In quell'anno in cui l'Italia divenne per la terza volta campione del mondo e il Catania finalmente risaliva in serie A dopo decenni, moriva a San Gregorio, una persona che mi colpì per la sua bontà e per la sua onesta dedizione alla fede cristiana: Don Scuderi. Noi ragazzini che alle prime esperienze suonavamo in una band e che da sempre vivevamo i pomeriggi in Oratorio, fummo molto legati a lui e la sua scomparsa ci emozionò non poco. Trascinati dal quell'onda emotiva e dal profondo dolore per quella scomparsa decidemmo di comporre una canzone a lui dedicata. Questo brano (ed anche un altro) è rimasto nei nostri cassetti fino ad oggi. Probabilmente potrei essere solo l'unico ad averlo conservato fino ad oggi. Oggi mi ritrovo immerso nei ricordi che questa pagina mi evoca e quale miglior occasione per celebrare questo magnifico ricordo per questa formidabile persona scomparsa 32 anni fa. La qualità audio è ciò che di meglio noi ragazzini (io ero il più grande) riuscimmo a fare con i mezzi a disposizione per quell'epoca". Ed ora passiamo all'ascolto.



Omega - Inediti studio & live 1982-1987


TRACKLIST:

01. Don Scuderi (studio, 1982)
02. L'anticonformista (studio, 1982)
03. La stagione degli amori (strumentale, live 1987)
04. Finale concerto - 1987)


FORMAZIONE (1982):

Fabio Puglisi - voce e tastiera 
Maurizio Raciti - voce e chitarra 
Ferdinando Di Bella - basso (track 1)
Mario Caramma - basso (track 2) 
Accursio Sabella - batteria


FORMAZIONE (1987)

Francesco Prinzivalli - chitarra acustica
Fabio Puglisi - tastiera 
Maurizio Raciti - chitarra elettrica solista 
Ferdinando Di Bella - basso 
Accursio Sabella - batteria



Due parole sui brani proposti. "Don Scuderi", tenuto conto del soggetto trattato, non sfugge alla linea del catto prog da noi ben conosciuta. Dal genere si discosta "L'anticonformista", specie sotto il profilo musicale, decisamente più evoluto, con chitarre acustiche, discrete parti  corali  e assoli di tastiere e chitarra elettrica. Passiamo alle due tracce registrate dal vivo nel mese di aprile 1987 al Teatro Odeon di Catania. La formazione è leggermente cambiata. "La stagione dell'amore" è un inedito strumentale molto vicino al filone prog, mai più eseguito dal vivo dagli Omega. Discorso diverso vale per il "finale". Non si tratta di un vero e proprio brano ma della presentazione della band seguita da una breve traccia strumentale e dagli applausi del pubblico. Null'altro. La vita musicale degli Omega è raccolta in queste quattro tracce. Valutate questo post non solo sotto il profilo musicale, che nulla aggiunge a decine di altre band già ascoltate, ma sotto il profilo della rarità del materiale proposto. Concludo invitando Accursio Sabella a contattarci attraverso i commenti. Sono certo che avrà altre curiosità da condividere con noi. E con questo vi lascio augurandovi buon ascolto.





Post by George - grazie a Accursio Sabella e al suo canale YouTube

domenica 6 settembre 2026

Tony D'Urso: un chitarrista dimenticato - Discografia del Tony D'Urso Group (1987 - 1997)

 
Tony D'Urso in concerto 

Credo proprio che di Tony D'Urso si sia parlato troppo poco, confinandolo ingiustamente nell'area della sua Torino e dintorni. Ne è la riprova quello che si apprende dalle scarne informazioni presenti sul web laddove si legge che "Tony D'Urso è stato un stimato chitarrista, cantante e leader musicale italiano, figura centrale e colonna portante della scena rock-blues e progressive della città di Torino. Noto per possedere una delle voci maschili più potenti ed espressive del panorama locale, ha diviso la sua carriera tra il blues viscerale e le sonorità ricercate del rock progressivo". Un artista camaleontico, senza dubbio. Cerchiamo allora di ampliare la conoscenza del personaggio, andando al di là dell'ombra della Mole Antonelliana. Vogliamo ricordarlo innanzitutto come componente dei No Strange (originariamente si chiamavano No Strani), gruppo seminale, tra i precursori della neo psichedelia italiana, nati nel 1980. Antonio "Tony" D'Urso partecipò alla vita del gruppo a fasi alterne, al fianco dei due fondatori, il fratello Salvatore "Ursus" D'Urso e Alberto Ezzu. 

Sempre Tony D'Urso in concerto

Al fianco delle esperienze psichedeliche con i No Strange, troviamo l'eclettico Tony alla guida del suo "Tony D'Urso Group", un combo bello compatto (chitarra-basso-batteria, come nella migliore tradizione) intriso di blues, di rock-blues e di rock 'n roll. Il "Group" ha realizzato due album, nel 1987 e nel 1997, che sono i protagonisti del post odierno.  Oltre a questo progetto, D'Urso è conosciuto come leader della Tony D'Urso Blues & Soda Band e per il suo lavoro con gli Abiogenesi, una band di rock progressivo molto apprezzata dai cultori del genere. La Blues & Soda Band ha avuto il merito di reinterpretare e tenere viva la tradizione del rock-blues e ha all'attivo un solo album (che io non possiedo, purtroppo, ma che sono certo mi verrà inviato quanto prima da qualche amico della Stratosfera), pubblicato nel 1991 intitolato "Happy Birthday Mr. Dylan", composto, come è facile immaginare, da cover del grande artista americano. 
Ben altro discorso dobbiamo fare per gli Abiogenesi, la sopracitata band di prog rock con all'attivo ben 5 album, realizzati dal 1995 al 2010. Saranno i protagonisti, a breve, di un post a loro dedicato. La discografia di Tony D'Urso non si esaurisce qui. Se avete voglia di rovistare su Discogs troverete qualche altro singolo o album che lo vede presente come co-protagonista. 


Nei primi mesi del 2019, la comunità musicale torinese si è mobilitata per sostenere l'amico Tony D'Urso colpito da una grave malattia degenerativa. Il 17 febbraio dello stesso anno, presso lo storico locale "Il Peocio" di Trofarello (nei pressi di Torino), è stato organizzato il concerto benefico intitolato  “With a little help from your friends, AiuTony”, che ha visto la partecipazione e la solidarietà di importanti band storiche del territorio (tra cui Venegoni & Co, Rockalacoque e The Bowindows). Ho trovato sul web un articolo in cui si legge che Tony potrebbe essere scomparso qualche anno fa. Ma queste informazioni sul suo conto sono talmente incerte che non me la sento di confermarle. 
Come ho scritto nel titolo, Tony D'Urso è stato un chitarrista (e cantante) dimenticato. Di lui si è parlato e scritto veramente poco. Felice di averlo portato in superficie, per quanto possibile, attraverso la Stratosfera. E ora passiamo alla musica.

Tony D'Urso Group - There's No Price For Friendship 
(EP 12", 1987)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Lucille (Albert Collins / Little Richard) - 3:06
A2. New Year Day (Sam Cooke) - 2:57

Lato B
B1. Just Another Coffee (Tony D'Urso) - 2:52
B2. There's No Price For Friendship (Tony D'Urso) - 3:12


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - chitarra, voce
Mauro Gandolfo - basso
Sandro Immacolato - batteria, percussioni

con:
Marco Cimino - tastiere (B1)
Walter Bettin - chitarra ritmica, cori (B2)
Toti Canzoneri - sax (B2)
Marina Nizza, Maurizio - cori (B2) 


Il Tony D'Urso Group realizzò nel 1987 questo EP 12" (ovviamente in vinile mai ristampato) contenente 4 brani, due cover sul lato A, rispettivamente composte da Albert Collins in coppia con Little Richard e da Sam Cooke, e due composizioni originali dello stesso D'Urso sul lato B. Il gruppo teneva molti concerti in quel periodo includendo parecchie cover di artisti stranieri e il mini LP da un lato voleva essere un omaggio a due mostri sacri del blues e del rock 'n roll, dall'altro voleva evidenziare la capacità compositiva raggiunta dallo stesso Tony. I brani composti da quest'ultimo sono nell'ordine una lenta ballata strumentale caratterizzata da un lungo assolo di chitarra (Just Another Coffee) e un robusto rock 'n roll (omonimo al titolo dell'EP) che vede la presenza di alcuni musicisti ospiti, tra cui il sassofonista Toti Canzoneri. Ignoro che promozione e che distribuzione fece a suo tempo l'etichetta Stardust Records che pubblicò il disco. 

Tony D'Urso Group - Under The Cover Sign (LP. 1997)


TRACKLIST:

Lato A
01. Bad Scene (Ten Years After cover)
02. See Emily Play (Pink Floyd cover)
03. Thank You (Led Zeppelin cover)
04. 2000 Light Years From Home (Rolling Stones cover)
05. Under The Comet Sign

Lato B
06. Shapes Of Things (Yardbirds cover)
07. Moonage Daydream (David Bowie cover)
08. Cymbaline (Pink Floyd cover)
09. Never Let Go (Camel cover)
10. Finale [Hidden Track]


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - chitarra, voce
Roberto Piccolo - basso
 Sandro Immacolato - batteria
Luca Revel - tastiere


Il secondo e ultimo vinile (etichetta Vlad Tapes - pare sia uscito in tiratura limitata 500 copie, ma non ci giurerei) del Tony D'Urso Group è un insieme di cover, tranne la track 5 composta da Silvia Gea e dallo stesso D'Urso. Il trio dopo 10 anni si è consolidato diventando un quartetto, con la presenza fissa di Luca Revel alle tastiere. La scelta dei brani è del tutto disomogenea. Vabbé che l'album si intitola "Sotto il segno delle cover" ma qui si saltella con grande disinvoltura dai Ten Years After ai primi Floyd dell'era barrettiana, dai Camel agli Yardbirds. Manca un fil rouge. Mah, forse Tony ha semplicemente voluto realizzare una cover-compilation dei brani a lui graditi e che lo hanno accompagnato nel corso dei suoi anni e del suo percorso artistico. Nulla da eccepire sulla qualità delle cover, vuoi per l'apporto chitarristico vuoi per quello vocale, con una voce duttile,  capace di adattarsi senza problemi alle armonie dei Pink Floyd come a quelle di Bowie o dei Led Zeppelin. L'album si chiude con una "hidden track": scoprirete che si tratta di un frammento strumentale di un celebre brano del prog rock a noi molto caro. Non ve lo svelo in anticipo. Lascio a voi il piacere di scoprirlo. Bene, a breve ritroveremo Tony - come ricordato in precedenza - in veste di chitarrista degli Abiogenesi, ottima band di prog rock. E allora avremo modo di apprezzarlo anche sotto una diversa dimensione. Intanto vi auguro buon ascolto.


LINK There's No Price For Friendship (1987)
LINK Under The Cover Sign (1997)

Post by George

venerdì 15 maggio 2026

Serie "Bootleg" n. 372 - Ivano Fossati - Teatro Orfeo, Milano - 29 gennaio 1987

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1:

01. Piano intro
02. Cow boys
03. Il pilota
04. Buontempo
05. Viaggiatori d'Occidente
06. Ventilazione
07. Fuga da Sud-Est
08. Dieci soldati
09. Panama
10. Milano
11. Una notte in Italia
12. Giramore
13. Passa il corvo
14. Il passaggio dei partigiani


TRACKLIST CD 2:

15. La costruzione di un amore
16. La mia banda suona il rock
17. E di nuovo cambio casa
18. La musica che gira intorno
19. Traslocando
20. Dedicato
21. Dolce acqua
22. E non finisce mica il cielo
23. Se ti dicessi che ti amo
24. Creuza de ma
25. Amore degli occhi
26. Il grande mare che avremo attraversato
27. La casa del serpente
28. Buona notte, dolce notte


MUSICISTI:

Ivano Fossati – voce, tastiere, chitarra, flauto
Claudio Pascoli – sax e tastiere
Stefano Meloni – tastiere
Mauro Spina – batteria
Beppe Quirici – basso


Cari amici, riprendiamo la serie "Bootleg" a noi tato cara, con un lungo (e integrale) concerto di Ivano Fossati, regalo del nostro amico Osel che ringrazio a nome di tutti coloro che seguono con passione e attenzione il nostro blog. Dopo una attenta ricerca posso affermare che questo concerto, registrato al Teatro Orfeo di Milano il 29 gennaio 1987, appare per la prima volta sul web. La qualità audio è ottima. Nell'ottobre dello scorso anno pubblicammo un concerto di Fossati (era uno special TV del 1981) molto bello e interessante (regalo del nostro amico Frank-One), ma purtroppo ridotto ad una sintesi per esigenze televisive. Nel caso in oggetto abbiamo invece tra le mani un concerto intero che include ben 28 brani. Spuntano anche due cover, una slow version di "Dedicato", scritta da Fossati e portata al successo da Loredana Berté nel 1978 e un omaggio a Fabrizio De André, suo conterraneo, ovvero la celebre "Creuza de ma". L'unica concessione al periodo Delirium è un arrangiamento della gloriosa "Dolce acqua". Dopo un inizio di concerto minimalista, con Fossati solo al pianoforte, entra il resto della band (che include un eccezionale Claudio Pascoli al sax) per ripercorrere le tappe della carriera solista del musicista fino a "700 giorni", l'ultimo album pubblicato nel 1986. Un'occasione per ascoltare l'Ivano Fossati anni '80, buon intrattenitore. forse un filino troppo romantico, non sempre amato dal largo pubblico del rock. In conclusione mi viene in mente un suo album solista, risalente al 1975, intitolato "Good-Bye Indiana", suonato dal solo Fossati in compagnia della cantautrice californiana Marva Jan Marrow e di un pugno di eccezionali coriste. Un disco bellissimo e sottovalutato che varrebbe la pena proporre sulla Stratosfera. Lo metto in lista di attesa. Intanto vi auguro buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George & Osel

martedì 4 novembre 2025

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 97 - Jan Garbarek Group - Rumori Mediterranei - Jazz Festival di Roccella Ionica, 26.08.1987

 

TRACKLIST:

01 1st Piece
02 A.I.R.
03 The Last Stage Of A Long Journey
04. Tongue Of Secrets
05 Hasta Siempre
06 The Crossing Place
07 5th Piece
08 Dansere
09 Paper Nut
10 Gesture


LINE UP:

Jan Garbarek - flutes, saxophones
Eberhard Weber - bass
Lars Jansson - keyboards
Nana Vasconcelos - drums, percussion, berimbau, vocals


Da un grande sassofonista come James Senese, che abbiamo appena commemorato, passiamo ad un altro grande virtuoso del sax - tenore e soprano - il norvegese Jan Garbarek, l'ideatore di quel jazz post-bop (verso la metà degli ani '70) e dell'innesto della world music nel jazz (nel corso degli anni '80). Insomma, un grande sperimentatore che possiamo ascoltare quest'oggi in una performance dal vivo registrata al Jazz Festival di Roccella Ionica il 22 agosto 1987. Per la cronaca il Jazz Festival di Roccella, rassegna di portata internazionale, è giunto quest'anno alla sua 45° edizione. Questo ottimo documento sonoro, presente su alcune (poche, a dire il vero) piattaforme on line, ma non ancora sulla Stratosfera, è un bel regalo del nostro infaticabile amico Osel, al quale va il mio ringraziamento. 

Nana Vasconcelos

Eberhard Weber

Per l'occasione Jan Garbarek è accompagnato da un pugno di strumentisti super virtuosi, una tra le migliori formazioni di sempre, il bassista Eberhard Weber, il tastierista Lars Jansson e, ciliegina sulla torta, il percussionista Nana Vasconcelos, eroe di mille palchi e accompagnatore di altrettanti grandi artisti. La qualità della registrazione è superlativa, anche perché lo show venne trasmesso a suo tempo da Radio Rai 3. NB- Garbarek, classe 1947, è ancora in attività, seppur ridotta. Non ci resta che passare all'ascolto di questo gioiellino. A presto. 



Post by George - Music by Osel

sabato 21 giugno 2025

Serie "Battiato and Friends" Special Fan Collection n. 82 - Giusto Pio - Note (1987)

 

TRACKLIST:

    01. Capriccio - 3:35
02. Halley - 4:17
03. Concerto - 4:00
04. Capitano Nemo - 4:18
05. Ninna nanna per Andrea - 3:19
06. Inno - 3:05
07. Angeli? - 3:30
08. Sagra - 3:09
09. Ultimo Lied - 3:10


MUSICISTI:

Giusto Pio - violino
Roberto Rossi - tastiere, pianoforte, sintetizzatore 
Alfredo Golino - batteria, batteria elettronica
Amedeo Bianchi - sax


Innanzitutto perdonate il ritardo nell'eseguire questo post rispetto alla consueta tabella di marcia, dovuto ad una improvvisa assenza. Detto questo veniamo al protagonista di oggi, ovvero il maestro Giusto Pio, ospite piuttosto assiduo sulle pagine della Stratosfera. Ci siamo occupati di lui in lungo e in largo, pubblicando gran parte della sua discografia, ufficiale e non. Questo album del 1987 rientra nella serie dei dischi "stranamente dimenticati": ma grazie al contributo del nostro sodale amico Cimabue, che ringrazio per la sempre preziosa collaborazione e per avermi inviato i file, anche "Note" entra di diritto nel nostro (quasi) sconfinato catalogo. In ordine cronologico. "Note" è il quarto album ufficiale della produzione discografica di Giusto Pio, dopo "Motore immobile" (1979), "Legione straniera" (1982) e "Restoration" (1983), Va da sé che tutti questi album sono da tempo presenti sul nostro blog. Pubblicato dalla CBS nel 1987 (Pio passò dalla EMI alla CBS proprio in questa occasione) in vinile, CD e musicassetta, questo album è poi stato ristampato nel 1989, sempre dalla CBS, ancora una volta in versione LP.  Si tratta del primo disco realizzato da Giusto Pio senza il diretto coinvolgimento di Franco Battiato, anche se le influenze stilistiche sono piuttosto evidenti, tranne quelle orientaleggianti. 


Qui lo stile è in buona parte più intimista, preludio agli album successivi  Per descrivere questo suo lavoro, Pio affermò: «Cerco di fare quello che fecero Bach, Mozart, Brahms: guardo al passato, raccontandolo con il linguaggio di oggi.» Come giustamente ricorda Cimabue si tratta di un "album più classicheggiante e arioso rispetto a Legione straniera e Restoration, dove Pio rinuncia (apparentemente) al contributo di Franco Battiato, anche se, con diversa denominazione, pare che un paio di brani siano stati ripresi da "Cigarettes". E qui apro una bella parentesi. Come già accennato da Cimabue le tracce  "Halley" e "Capitano Nemo" pare siano delle rielaborazioni di brani realizzati precedentemente per il mai pubblicato "Cigarettes" del 1978. Questo disco perduto non sarebbe uscito a nome Franco Battiato, bensì col marchio di una band fortemente voluta dal produttore Angelo Carrara (colui che sta dietro ai più grandi successi di Franco) e formata da Battiato, Giusto Pio, Juri Camisasca e Fabio Pianigiani. La rivista "Rolling Stone Italia" a suo tempo pubblicò un articolo relativo a questo album. Per la lettura cliccate qui. La "Ninna nanna per Andrea" è dedicata al nipotino Andrea Pio. Per ulteriori approfondimenti vi lascio alla recensione pubblicata sul sito "DeBaser". E' tutto.
Buon ascolto.



Post by George & Cimabue

martedì 25 marzo 2025

The Sleeves - The (almost) complete discography (1987-1996) plus bonus CD "Live in Rovigo 1999"

 

Quest'oggi, con una bella sterzata rispetto alle usuali, o quasi, atmosfere progressive, vorrei occuparmi degli Sleeves, un r'n'r band genovese con all'attivo una manciata di dischi registrati tra il 1987 e il 1996. Se ben ricordo la trattazione di questo gruppo mi era anche stata sollecitata da un nostro amico frequentatore del blog. Per documentarmi sulla biografia e sulla carriera artistica del gruppo mi sono affidato a quanto scritto nel 2016 dal noto giornalista, critico musicale e produttore discografico Federico Guglielmi sul suo blog "L'ultima Thule - dove la musica è ancora una ragione di vita". Per la lettura dell'articolo completo vi rimando qui. Guglielmi è una garanzia senza ombra di dubbio. Fatte le doverose citazioni e i riconoscimenti delle fonti informative passiamo ai nostri protagonisti. Troverete, di seguito, la loro intera discografia (3 album) ad eccezione del demo tape registrato nel 1986.


LE ORIGINI - GETTING THE FEAR (demo tape, 1986)
"Sono di Genova, vantano una classicissima line-up r’n’r di tre elementi (chitarra/voce, basso e batteria) e hanno appena realizzato il demo-tape Getting The Fear, inciso per metà in studio e per metà dal vivo: stiamo parlando degli Sleeves, figli naturali dei Dream Syndicate (non a caso propongono una cover di Still Holding On To You) e del roots-rock statunitense. Il lato in studio, oltre alla già citata cover, contiene due originali del gruppo, validi seppure con qualche soluzione un po’ ingenua, mentre la facciata live raccoglie i tre pezzi di cui sopra più le riletture di So You Want To Be A Rock’n’Roll Star (Byrds) e I Had Too Much To Dream Last Night (Electric Prunes). Insomma, un buon biglietto da visita".
(da Il Mucchio Selvaggio n.106 del novembre 1986)
Il 1987 è l'anno della svolta per il gruppo genovese: registrano infatti il loro primo LP per la Cobra Records intitolato "Five Days To Hell".


The Sleeves - Five Days To Hell (1987 - vinile)


TRACKLIST:

Lato A
01. Five Days To Hell - 2:33
02. Love & Hate - 3:27
03. Under The Lights - 3:10
04. Cook Book - 3:39
05. Always The Sun Go Down - 4:00

Lato B
06. Beating The Grass - 4:39
07. Shadows Of The Trees - 4:26
08. Snared Souls - 3:55
09. (I Had) Too Much To Dream (Last Night) - 2:47
10. Lighting Struck The Granary (The First Thing I Saw) - 3:11


FORMAZIONE:

Marco Keldi - voce, chitarra
Carlo Keldi - chitarra, voce
Luciano Moriconi - basso
Luciano Cerellini - batteria


“Dieci canzoni amare, acide, in cinque giorni, spesso cantate con le lacrime agli occhi. Me stesso, mio fratello, il mio migliore amico. Le due ore passate a Pisa con Paul Cutler, Los Angeles 1981, le tue recensioni, le tue parole ad Arezzo, tutto questo è tra i solchi del disco, un disco che probabilmente rimarrà negli scaffali del retrobottega di un negozio, ma che spero ti piacerà”. Non penso che me ne vorrai, Marco, se ho reso pubblico questo stralcio della lettera che mi hai inviato. Non so se mi crederai quando ti dirò che spesso, all’ascolto di Five Days To Hell, gli occhi mi diventano lucidi. E che in esso ritrovo i nostri Dream Syndicate, i nostri Alley Cats, la nostra California, le nostre birre, i nostri sogni, soprattutto il nostro rock’n’roll. Sei nato dalla parte sbagliata dell’Oceano, caro Marco. Come tuo fratello Carlo, come il tuo migliore amico Luciano, forse come me. Ti accuseranno di imitare Steve Wynn, e ti ricorderanno che sei nato a Genova. Ma quei i – e chi dice che, invece, non saranno tanti? – che ascolteranno davvero il primo album dei tuoi Sleeves non lo lasceranno marcire in un magazzino polveroso. Perché è bello. Sincero. Ispirato. Coinvolgente. Perché – ed è il miglior complimento che possa farti – è puro e semplice r’n’r, di quello che grida al mondo il suo sentimento e la sua voglia di libertà. 


So già che non ti importa poi molto del suo futuro. Che per te è già un grosso risultato 1’aver trascorso cinque giorni della tua vita in uno studio di registrazione e averne tirato fuori queste dieci gemme, due delle quali “rubate” ai Damnations Of Adam Blessing (Cookbook) ed agli Electric Prunes (I Had Too Much To Dream (Last Night), addirittura!). Beh, sappi che a me, invece, interessa moltissimo, perché Five Days To Hell dovrebbe trovare posto in ogni casa e mi dispiacerebbe immensamente vederlo giacere fra gli invenduti. Tranquillo, il disco mi è piaciuto, più di quanto non lascino intendere queste mie poche confuse parole. Auguri, Marco, che tu conosca altri “inferni” come questo. E che lo spirito del rock’n’roll continui ad assisterti. Quasi dimenticavo: che i lettori mi perdonino se ho trasformato una semplice recensione in un qualcosa che neanch’io so bene come definire. Ma, come direbbe un mio più famoso collega, “anche un giornalista è un uomo”. E agli uomini, persino a quelli più cinici, è concesso talvolta di commuoversi".
(da Rockerilla n.89 del gennaio 1988)


"Molto lussuoso (ma anche, purtroppo, un po’ kitsch) nella veste grafica, Five Days To Hell allinea dieci episodi ad alto potenziale coinvolgente: dalla title track e dalla non meno affascinante Shadows Of The Trees, tese e vibranti, alle armonie grintose ma accattivanti di Always The Sun Go Down e Love & Hate, dalla passionalìtà di Under The Lights e Beating The Grass alle atmosfere più aggraziate e rarefatte di Lighting Struck The Granary (solo voce, chitarra acustica e tamburello) e Snared Souls. Infine, come fiore all’occhiello, gli eccitantissimi rifacimenti di Cookbook e I Had Too Much To Dream (Last Night), ai quali sarebbe forse stato il caso di aggiungere Escape From The Planet Earth degli Alley Cats, che i Nostri sono soliti proporre in concerto. “Ascoltai per la prima volta I Had Too Much To Dream - spiega Marco Keldi - in un disco da solista di Stiv Bators, Disconnected del 1981. Era devastante, iniziammo a provarla alla fine di ogni esibizione e soltanto molto dopo scoprimmo l’originale. L’abbiamo voluta nell’album perché è molto tirata, quasi punk, e perché non ci stanchiamo mai di suonarla. Per Cookbook il discorso è diverso: i Damnation Of Adam Blessing li abbiamo conosciuti grazie a Giorgio Mangora, il proprietario della Cobra, e ci è piaciuta l’idea di riarrangìare quella vecchia canzone trasformandola in un hard~rock molto psichedelico”.


Five Days To Hell ottiene un discreto successo, tanto che gli Sleeves mettono in cantiere un nuovo disco: un EP con 5 pezzi (che verrà pubblicato anch'esso dalla Cobra Records), che segnerà l’esordio ufficiale del nuovo bassista, Italo Wochicevich (“un tipo molto deciso”, secondo Marco). Nel frattempo, la band prosegue senza soste la sua attività dal vivo, raccogliendo ovunque consensi grazie a uno show carico di potenza, vitalità e feeling. 

The Sleeves - Sadness Boulevard (EP 12", 1988 - vinile)


TRACKLIST:

Lato A
01. Mary'S Hours
02. Last Friday Night
03. Have A Pleasant Trip

Lato B
04. Down In Mexico
05. Sadness Boulevard


"Il secondo disco degli Sleeves sancisce l’ormai definitiva maturazione di una band che già con il suo precedente album Five Days To Hell aveva messo in luce notevoli capacità di elaborare canzoni liriche e avvolgenti, di inequivocabile derivazione californiana; nei cinque pezzi di questo mini-LP, però, il terzetto genovese sembra avere affievolito gli aspetti più epici e graffianti del suo sound a favore di soluzioni più ricche e raffinate, con influenze blues più marcate che in passato. Ne è venuto fuori un lavoro meno irruente di quello dell’anno precedente, più ponderato anche se sempre emozionante, che denota l’accresciuta verve canora di Marco Cheldi, ma che pecca forse di “artificiosità”, pur nel rispetto di una vena compositiva e interpretativa che è poco definire brillante".
(da Velvet n.4 del gennaio 1989)



Sleeves - Estremo limite di niente (CD, 1996)


TRACKLIST:

01. Tre colori - 3:51
02. Memorie - 2:59
03. Dio televisivo - 2:56
04. Il diritto a guardare il mare - 4:41
05. Estremo limite di niente - 5:18
06. I Don't Know What I Am - 2:54


FORMAZIONE:

Marco Cheldi - voce, chitarra
Carlo Cheldi - chitarra, cori
Fabio Reggio - basso
Carlo De Bastiani - batteria
Rocket de Johnny - chitarra solista (track 6)
Silvio Noto - piano, tastiere, cori
Paolo Bonfanti - chitarra slide (track 1)


"Non si facevano sentire da un bel po’ di tempo, gli Sleeves: più o meno dall’uscita di Sadness Boulevard, il mini-LP che nel 1988 aveva fornito degno seguito a Five Days To Hell – l’album d’esordio, anch’esso edito dalla Cobra Records – e alle partecipazioni alle raccolte Eighties Colours Vol.2 (1987 - con Beating The Grass) e Arezzo Wave 1987 (con Always The Sun Go Down), confermando la band genovese come brillante interprete di un rock’n’roll filo-statunitense straordinario per ispirazione e forza evocativa. Marco e Carlo Cheldi, fratelli di sangue e di corde, non avevano però appeso al chiodo gli strumenti: avevano anzi proseguito a raccontare, seppur solo dal vivo, le loro storie di rabbia, malinconia e sentimenti forti, dove il roots-rock psichedelico di Dream Syndicate e Green On Red si sposa con il punk “evoluto” dei tanti più o meno misconosciuti eroi dell’epopea californiana, i Sixties, il rhythm’n’blues.


Oggi, ben otto anni più tardi, gli Sleeves sono riapparsi sul mercato: con line-up rinnovata (accanto ai Cheldi bros, Silvio Noto alle tastiere, Fabio Reggio al basso e Carlo De Bastiani alla batteria) e forse con qualche capello bianco, ma con immutato desiderio di esprimere la propria anima attraverso canzoni che non vogliono sapere di avvilirsi nello scimmiottamento di questo o quel trend; canzoni che, rispetto al passato, presentano la sola differenza dei testi in italiano, ma che graffiano, trascinano e commuovono come le migliori del vecchio repertorio. Delle sei racchiuse nel recente mini-CD autoprodotto Estremo limite di niente, quattro sono originali del gruppo (Tre colori, la title track e le splendide Dio televisivo e Il diritto a guardare il mare), mentre le rimanenti due – Memorie, ovvero Memories Are Made Of This, e Don’t Know What I Am, rimasta in inglese – sono cover di classici degli australiani Saints e dei Wipers di Greg Sage: altamente consigliate, quasi inutile dirlo, per gli aficionados del vero rock e per chi ama affidare i propri sogni alle note per lo più ruvide di una chitarra elettrica".
(da Il Mucchio Selvaggio n.222/223 del luglio/agosto 1996)


Dal lontano 1996 gli Sleeves non sono più tornati in studio di registrazione, mentre è continuata, non so per quanto tempo, l'attività concertistica. Dal tubo ho recuperato questa unica performance live avvenuta a Rovigo nel 1999. 

BONUS CD (bootleg)
The Sleeves Live in Rovigo 1999



TRACKLIST:

01. L'ultima danza (inedito)
02. Down in Mexico (da Sadness Boulevard)
03. Tre colori - Memorie (da Estremo limite di niente)
04. Estremo limite di niente (da album omonimo)
05. AmaraMente (inedito)
06. Per te (inedito)
07. Il diritto a guardare il mare (da Estremo limite di niente)
08. La fabbrica del tempo perso (inedito)
09. Black Magic (inedito)
10. Sadness Boulevard (da album omonimo)
11. Dio televisivo (da Estremo limite di niente)


FORMAZIONE:

Marco Cheldi - basso, voce
Carlo Cheldi - chitarra 
Cla Villa - batteria


Grandissimo concerto suonato in trio, come alle origini, con il combo composto da chitarra, basso e batteria. La particolarità di questo concerto risiede nei numerosi inediti proposti dal gruppo, segno - forse - dell'anticipazione di tracce che sarebbero confluite in un album, purtroppo mai pubblicato. 
Bene, siamo giunti al termine di questa lunga retrospettiva dedicata agli Sleeves. Non mi resta che augurarvi il consueto buon ascolto. 


LINK Five Days To Hell (1987)
LINK Sadness Boulevard (1988)
LINK Estremo limite di niente (1996)
LINK Live in Rovigo 1999 (bootleg)

Post by George