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martedì 10 marzo 2026

Andrea Centazzo, Carlo Actis Dato, Furio Chirico, Gigi Venegoni - L'altro lato (LP, 1985)


TRACKLIST:

Lato A (traccia unica)
01. L'arte dell'improvvisazione volume primo
02. Gomma arabica
03. De improvisatione substantiale
04. Improvisiert stimmung mit barytone und schagzeug
05. Co-Ictus Interruptus

Lato B
06. Interfaccia


MUSICISTI:

Lato A
Andrea Centazzo - percussioni
Carlo Actis Dato - sassofono

Lato B
Gigi Venegoni - chitarra
Furio Chirico - percussioni



"L'altro lato" è un album decisamente raro che stavo cercando da un po' di tempo e, guarda caso, esce dagli sconfinati archivi del caro amico Frank-One, che ringrazio a nome di tutti i frequentatori della Stratosfera. Si tratta di un album ostico al primo impatto, intriso di sperimentazione pura, che si "ammorbidisce" ad un secondo ascolto, specialmente la facciata B. con la lunga suite "Interfaccia". Come potete vedere scorrendo l'elenco dei musicisti, l'album è diviso in due sezioni molto nette: il lato A è attribuito a Andrea Centazzo e Carlo Actis Dato, il lato B a Gigi Venegoni e Furio Chirico.  

Andrea Centazzo

Due parole per un musicista del calibro  di Andrea Centazzo le voglio assolutamente spendere. "Nato a Udine nel 1948, compositore, percussionista, scrittore e artista multimediale, Andrea Centazzo per oltre quarant'anni è quello che potremmo definire "un  poliedrico esploratore dell'arte contemporanea". Dopo gli esordi sulla scena jazzistica italiana dei primi anni '70 a fianco di musicisti importanti quali Giorgio Gaslini, Centazzo ha progressivamente introdotto una nuova concezione del ruolo del percussionista, muovendosi dal free jazz verso nuove forme di musica improvvisata. Nel 1976 ha fondato la ICTUS, una delle prime etichette discografiche dirette da un musicista, producendo e pubblicando la propria musica e il risultato delle collaborazioni con Steve Lacy, Evan Parker, Pierre Favre, Derek Bailey, John Zorn, Tom Corra, Eugene Chadbourne, Toshinori Kondo, Alvin Curran, Albert Mangelsdorff, Don Cherry e altri artisti con cui alla fine del decennio ha animato la New York Downtown Music Scene.

Andrea Centazzo 2

Ai primi anni Ottanta risale l'interesse per le arti grafiche, il video e la loro interazione con la musica, che ha come esito alcune opere pluripremiate dalla critica. Nel 1986 si è allontanato dall'attività concertistica e dai generi della musica improvvisata trasferendosi a Los Angeles e dedicandosi alla composizione e alla produzione video. La produzione musicale di Centazzo conta oggi oltre 500 composizioni di generi disparati e per innumerevoli organici musicali, ivi comprese 3 opere liriche, 2 sinfonie, musiche per il teatro, il cinema e opere multimediali. Nel 1998 è tornato all'attività concertistica creando spettacoli solisti che abbinano l'esecuzione dal vivo in set percussivi ed elettronici di grande suggestione timbrica con video autoprodotti. Centazzo ha inoltre svolto attività didattica e ha fondato e diretto numerosi ensemble musicali tra cui la Mitteleuropa Orchestra. Ha pubblicato articoli e alcuni volumi dedicati agli strumenti e alla didattica delle percussioni" (tratto da "la biblioteca delle arti")
Tra l'altro, a proposito dei numerosi lavori realizzati da Andrea Centazzo, ricordo l'album "Electronic Mind Waves", pubblicato nel lontano 1976 con lo pseudonimo Elektriktus, contenente alcune infuenze prog. Lo troverete sulla Stratosfera. Invece, proprio sul finire del 2025, è stato pubblicato, in tiratura limitata a 500 copie, "Electronic Mind Waves vol. 2", con registrazioni inedite del 1973-76. Sempre di Centazzo, sul nostro blog troverete anche "Ictus" del 1974. 

Carlo Actis Dato

A dare manforte ad Andrea Centazzo nel lato A di questo album del 1985, a cavallo tra free jazz, avanguardia e sperimentazione, troviamo il sassofonista Carlo Actis Dato, non nuovo alle collaborazioni col percussionista udinese. Torinese, classe 1952, suona da numerosi anni il sax baritono e il sax tenore nonché il clarinetto basso e si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto nel campo del jazz d'avanguardia europeo. Cofondatore nel 1974 del gruppo Art Studio, ha introdotto il "new jazz" in Italia. Riconosciuto da Down Beat tra i migliori baritonisti mondiali, Carlo Actis Dato vanta una vastissima discografia internazionale. Ha suonato in tutto il mondo (Europa, Canada, USA, Giappone, Africa) e ha lavorato come didatta, tenendo masterclass a Tokyo, Djakarta e Addis Abeba.

Furio Chirico

Mi ero dimenticato di farvi notare che il vinile, stampato nel 1985 dalla Edizioni Augusta, non e mai ristampato ed è anche di difficile reperibilità sul web. Come già ricordato all'inizio di questo articolo, grazie  a Frank-One ora è nelle nostre mani. Siamo così giunti al lato B, contenente una lunga suite della durata di oltre 25 minuti intitolata "Interfaccia". I musicisti protagonisti sono solo due, il chitarrista e il batterista degli Arti & Mestieri (sempre super attivi), ovvero Gigi Venegoni e Furio Chirico.  Chitarra filtrato dal sinth dal suono manipolato in studio, percussioni che vagano libere lungo i solchi: più che una composizione sembra una lunga jam, dove i due musicisti danno libero sfogo alla loro creatività, lontani anni luce dai suoni rigorosi e ordinati degli A&M o dei Trip. Una esibizione del tutto anomala, un "dark side" dei due strumentisti. Insomma, nel complesso ci troviamo tra le mani un album di tutto rispetto, non facile da masticare, ma apprezzabile sulla distanza. Fatemi sapere. Non mi resta che augurarvi il mio consueto buon ascolto.

Gigi Venegoni


Post by George - Music by Frank-One

lunedì 4 giugno 2018

Furio Chirico - 2001 - Furiosamente


TRACKLIST:

01. Cuba Tango
02. Zeta
03. Sun
04. Astor Tango
05. Café Con Leche
06. Fucsia Splendida
07. Footprints
08. Hotel National
09. Batik
10. Hands


MUSICISTI

Furio Chirico - batteria, percussioni
Marco Gallesi, Daniel Martinez, Massimo Camarca - basso
Luigi Venegoni, Giulio Camarca - chitarra
Beppe Crovella, Marco Cimino, Paolo Ricca - tastiere
Carmen Travia - piano elettrico
Carlo Imperato - percussioni
Diego Borotti - sax contralto
Alfredo Ponissi - sax tenore
Amik Guerra - tromba
Corrado Trabuio - violino 
Barbara Pastore - voce


Furio Chirico, uno tra i più grandi batteristi italiani, è un musicista a tutto tondo, legato da sempre alla passione per il suo strumento, che suona con indiscusso virtuosismo. Non a caso qualche anno fa un mostro sacro come Bill Bruford disse: "Straordinario il modo di suonare la batteria da parte di Furio". Ripercorrendo per sommi capi la sua lunga carriera musicale, ricordiamo che entrò in sala di registrazione a soli 15 anni (col gruppo beat I Ragazzi del Sole) dopo aver accompagnato molti musicisti pop italiani in veste di session man. A 17 anni fece il suo ingresso nei Trip al posto di Pino Sinnone, con i quali incise due album storici, "Atlantide" (1972) e "Time of Change" (1973). Risale al 1974 la data della fondazione degli Arti e Mestieri, gruppo basilare nella storia del jazz rock prog italiano, nel quale "milita" ancora oggi (il prossimo anno festeggeranno i 45 anni di carriera). Da sottolineare il lungo sodalizio artistico col chitarrista Gigi Venegoni (anch'egli fondatore degli A & M) anche al di fuori del gruppo madre: Furio Chirico fornì il suo contributo a Venegoni & Co in "Planetarium" nel 2007 e prima ancora, nel 1985, sempre con Venegoni, ma con l'aggiunta di Andrea Centazzo e di Carlo Actis  Dato, realizzò un buon disco di jazz dal titolo "L'altro lato", titolo emblematico in cui Chirico si giostrò in atmosfere vicine al jazz ortodosso, allontanandosi - seppur per poco - dai suoni tipici degli Arti e Mestieri. 


Sul sito "Planet Drum", una vera miniera di informazioni per gli appassionati dello strumento, ho letto un interessante articolo che descrive i componenti della batteria suonata da Chirico, un "set-up speculare" nel quale i tom acuti sono al centro del set ed tom bassi sono ai due lati, permettendogli di dispiegare compiutamente le sue capacità di ambidestro e di indipendenza degli arti. I primi esperimenti di Furio con questo set-up risalgono alla metà degli anni settanta. In quegli stessi anni, Furio Chirico ha aperto a Torino la scuola di batteria “Accademia Musica Moderna” (questo il sito ufficiale  http://www.ammtorino.com/amm/?page_id=57) , divenuta tra le più rinomate scuole in Italia nonché una delle più innovative poiché, oltre ad affrontare tutte le discipline della batteria, copre le aree della formazione sui temi dell’armonia e l’insegnamento della lingua inglese. L’associazione ha organizzato clinics con musicisti del calibro di Billy Cobham, Terry Bozzio, Gary Chaffee, David Garibaldi, Ian Paice e molti altri.


 L’8 dicembre del 1998 Furio si esibì al “Batnight”, un importante evento organizzato dal “Batteur Magazine”, dove suonò con artisti del livello di Dom Famularo, Mel Gaynor, Steve Ferrone, Neil Conti e altri ancora. E’ in vendita il CD che presenta le registrazioni dell’evento.

" L’incredibile approccio alla batteria di Furio -  prosegue l'articolo su "Planet Drum" - è documentato in due video didattici editi da Electromantic Music: “Passional Drumming” e “Singin’ Drums”. Sono tuttora i video didattici più venduti in Italia. Furio, primo in assoluto tra i musicisti italiani, si è anche esibito al Modern Drummer Festival 2002, negli Stati Uniti, dove ha potuto condividere il palco con Jimmy DeGrasso e Thomas Lang".


In quanto al disco qui postato, si tratta della sua unica prova solista (per lo meno a lui interamente attribuita). E' un gran bel lavoro di tecnica e di virtuosismo che spazia dal jazz, al rock, al prog, in una miscela di stili che evidenziano l'eclettismo del musicista. Tra gli ospiti ritroviamo una manciata di membri fondatori degli Arti e Mestieri (Beppe Crovella, Marco Gallesi, Luigi Venegoni) più altri componenti degli A & M nelle formazioni seguenti.

Ricordiamo, infine, un album pubblicato nel 2007, attribuito a Furio Chirico & Friends dal titolo "Father to Son", registrato in memoria del figlio di Chirico, Stravos, che era da poco scomparso. Ringrazio infine l'amico Marco Osel per avermi inviato i file a suo tempo. Thanks friend. Buon ascolto



Post by George - Music by Osel

giovedì 2 novembre 2017

Le Antologie della Stratosfera vol. 37 - Arti e Mestieri - Gli esordi: 1974-1975 (studio & live)


Il post di Venegoni & Co. mi ha fatto venire voglia di andare a riscoprire il "gruppo madre" del chitarrista, ovvero gli Arti e Mestieri. Ho sempre trovato affascinanti i suoni dei loro esordi, quella contaminazione fra rock, jazz e progressive che li ha contraddistinti sulla scena musicale italiana e internazionale. Sta di fatto che questa antologia è dedicata proprio alle origini del gruppo torinese. Il ripescaggio consiste in uh album in studio, "Articollezione", pubblicato dall'etichetta Electromantic nel 2001, contenente brani del periodo 1972-1975, e "Live", uscito nel 1990 ad opera della Vinyl Magic. 


Arti & Mestieri - 2001 - Articollezione
(registrazioni in studio del 1972-1975)


TRACKLIST:

01 Scacco Matto  0:51  
02 Glory  2:45  
03 Young Man's Tale  1:33  
04 Necropoli  6:28  
05 Morning Rose  3:00  
06 Night Trip  1:26  
07 Gravità 9.81  2:50  
08 Da Nord a Sud  5:17  
09 Silently Dancing  4:00  
10 Comin' Here To Get You  6:25  
11 Inside  3:32  
12 Young Man's Tale - part 2   2:30  


FORMAZIONE

Luigi "Gigi" Venegoni - chitarra acustica ed elettrica, organo
Beppe Crovella - tastiere, synth
Marco Gallesi - basso
Furio Chirico - batteria, percussioni
Giovanni Vigliar - violino, percussioni, voce
Arturo Vitale - sax
Marco Cimino - synt (4)
Corrado Trabuio - violino (4)
Max Bertola - voce e basso (2,6)


Gli Arti e Mestieri come non li abbiamo mai sentiti. La compilation della Electromantic raccoglie una serie di inediti e di versioni alternative di brani già pubblicati che non furono inseriti negli album "Tilt" e "Giro di valzer per domani". Le registrazioni risalgono al periodo 1972-1975, ad eccezione di Necropoli, registrata nel 2001 all'Electromantic Synergy. Seppur il debutto ufficiale risale al 1974 con l'album "Tilt" , l'embrione del gruppo - che inizialmente si chiamava semplicemente "Arti" - risale al 1972-1973, I fondatori degli "Arti" furono quattro componenti del gruppo "Il Sogno di Archimede", Arturo Vitale, Luigi Venegoni, Giovanni Vigliar e Marco Gallesi. Il 1974 è l'anno della (ri) fondazione degli "Arti & Mestieri (a volte indicati anche come Arti + Mestieri) grazie al batterista Furio Chirico, conclusa l'esperienza con i Trip, e Bepper Crovella, proveniente dai Mystics.


In alcune tracce di questo disco, quelle più datate (pre Chirico), la batteria è assente sostituita dalle percussioni. Molti brani sono acustici, cantati in inglese, liquidi e sognanti, caratterizzati da un incrocio tra progressive e psichedelia. Le alternative take sono anch'esse molto particolari. valga per tutte la primitiva versione di Gravità 9.81. Il suono di "Tilt", del concerto al Parco Lambro e del Festival di Re Nudo è ancora lontano.  

Un disco da ascoltare più volte per apprezzare fino in fondo la sua bellezza.

Link 


Arti + Mestieri - 1990 - Live (registrazioni del 1974)


TRACKLIST:

01 Strips    
02 Corrosione    
03 Positivo/Negativo    
04 Comin' Here To Get You    
05 Articolazioni    
06 In Cammino    
07 Gravita 9.81 

FORMAZIONE

Furio Chirico: batteria, percussioni 
 Beppe Crovella: piano elettrico Wurlitzer, organo Farfisa & Welson 
 Marco Gallesi: basso 
 Gigi Venegoni: chitarra
 Giovanni Vigliar: violino, voce 
 Arturo Vitale: sax soprano, vibrafono


Questo disco, da tempo fuori catalogo. venne pubblicato nel 1990 dalla Vinyl Magic per poi essere ristampato per il solo mercato giapponese dalla Crime nel 1993. E' senza dubbio il primo concerto live integrale degli Arti + Mestieri, Venne registrato dal vivo al "Good Music" di Torino nel maggio 1974. Il restauro dei brani originali venne effettuato da Beppe Crovella. Tutti  i sette brani qui proposti, seppur con una diversa disposizione e con tre tracce aggiuntive tratte da un altro concerto, vennero ricompresi nel secondo CD dell'album "Live 1974/2000", pubblicato nel 2003 sempre dalla Electromantic. Questo, per il piacere dei collezionisti, è il CD l'originale. L'album è suddiviso in due file, giusto per non interrompere la sequenza dei brani che vengono proposti senza soluzione di continuità.

Buon ascolto



Post by George

martedì 14 ottobre 2014

Venegoni & Co. in concert 1978/79: Rumore Rosso Vivo (2002) & Live...somewhere in the 70's (2004) plus Bonus CD

Cari amici, metto mano finalmente a questa bozza che da tempo giace impolverata nelle pieghe del blog. Un fastidioso incidente, per fortuna in fase di risoluzione, mi ha costretto a restare a lungo lontano dalla Stratosfera. Nel frattempo il grande Captain ha proposto delle autentiche meraviglie. Spero, da oggi, di poter riprendere a dargli manforte. Veniamo alla musica con un ricco post dedicato a Gigi Venegoni e alla sua band (Venegoni & Co.). Gigi Venegoni, lo dico a beneficio di qualche smemorato, è stato il chitarrista degli Arti e Mestieri, prog band torinese che negli anni '70 ha sfornato capolavori quali "Tilt" e "Giro di valzer per domani". A fianco dell'attività col gruppo madre, Gigi forma intorno al 1977 un gruppo aperto, con uno zoccolo duro composto da sei musicisti, con sonorità molto più vicine al jazz rock strumentale che alle atmosfere prog jazz degli Arti e Mestieri, Se la dimensione in studio è di alto livello (andate a rivedere il post di "Rumore Rosso" e, se volete, riascoltatevi "Sarabanda"), le vette più alte vengono raggiunte nel corso delle esibizioni live. E così sono andato a ripescare i due albun dal vivo di Venegoni & Co, "Rumore Rosso Vivo" e "Live...Somewhere in the 70's", pubblicati rispettivamente nel 2002 e nel 2004, ma contenenti registrazioni del periodo 1978-1979.

Venegoni & Co - Rumore Rosso Vivo (2002)
TRACKLIST:

1. Mezzogiorno
2. Positivo e...
3. Sarabanda - Pt. 1
4. Balòn
5. Sarabanda - Pt. 2
6. Calypso minestrone

FORMAZIONE:

Gigi Venegoni: chitarre e voce
 Ludovico Einaudi: tastiere
Ciro Buttari: voce e percussioni
Max Aimone: batteria
Silvano Borgatta: tastiere
Luigi Colarullo: batteria
Paolo Franchini: basso
Marco Astarita: percussioni e voci

Grandissimo album live che raccoglie brani tratti da concerti del 1978 e 1979. Due brani derivano dal concerto tenutosi al Palasport di Torino per Radio Città Futura. Siamo nel 1978 e le due track sono Positivo e... e la prima parte di Sarabanda. La formazione comprende una base ritmica di tutto rispetto con Max Aimone alla batteria, Ciro Buttari alle percussioni e voci e Paolo Franchini al basso. Da notare la presenza nel quintetto del pianista Ludovico Einaudi, poi autore di numerosi album solisti. Scrive Donato Zoppo sul sito movimentiprog: "Come per gli A&M, anche Venegoni elaborava un jazz rock di carattere “orizzontale”, poco dedito all’elucubrazione solistica, aperto invece alla coralità e allo sviluppo collettivo. Ricordiamo che per lui era come realizzare un sogno il poter esprimersi in un contesto del genere. Positivo e… e la prima parte di Sarabanda si avvicinano molto agli Area, agli In Cahoots di Phil Miller e ai Santana di Welcome, insomma ad un jazz rock di chiara marca progressiva, ricco di verve e vibrante per la vitalità immessa. Ci hanno entusiasmato il cospicuo apporto percussivo e le linee vocali calde e melodiche, spesso di derivazione stratosiana; piano elettrico e chitarra guidano l’evoluzione del sound, che riesce a mantener sempre un suo fervore collettivo."

Venegoni & Co. nel 1979
Gli altri quattro brani risalgono invece al Festival dell’Unità di Torino del 1979, con una formazione in parte rinnovata. Marco Astarita e Luigi Colarullo alle percussioni, Silvano Borgatta alle tastiere. I cinque eseguono la robusta Mezzogiorno, la seconda parte di Sarabanda, Balòn e“Calypso minestrone. Se quest’ultima è decisamente mediterranea e “metropolitana”, tanto da rappresentare bene il sound del gruppo, Balòn invece possiede un aspetto influenzato dall’estro zappiano, soprattutto per le continue variazioni ritmiche e l’andatura un po’ stralunata".
Il disco è raccolto in una solo traccia (albumwrap).

Venegoni & Co. - Live...somewhere in the seventies... (2004)
TRACKLIST:

1. Mezzogiorno
2. Mezzogiorno Coda
3. Balòn
4. Sarabanda - Pt. 1
5. Sarabanda - Pt. 2
6. Sarabanda - Pt. 3
7. Cabasa
8. Controvento
9. Coesione

Gigi Venegoni e Paolo Franchini in concerto
Secondo e ultimo disco live di Venegoni & Co, pubblicato oramai dieci anni fa. L'album raccoglie tracce risalenti al 1979, alcune delle quali già presenti su "Rumore Rosso vivo". Il quintetto autore di questo concerto è composto oltre che da Gigi Venegoni, da Silvano Borgatta alle tastiere, Luigi Colarullo alla batteria, Marco Astarita alle percussioni e voce e Paolo Franchini al basso. Anche in questo caso il sound non cambia: jazz rock con venature prog di grande levatura. Bellissima la versione live dell'intera suite Sarabanda. 

Bonus CD - Dynamic Duo (Venegoni & Borgatta)
Torino, Studi di Rai Radio 1, 20 settembre 1986
 (1st time on the web)

Conclusa l'avventura di Venegoni & Co, negli anni ottanta il nostro Gigi realizza due album, "Mosaico" e "Nocturne" senza riuscire a riformare il gruppo. Per continuare a suonare dal vivo Venegoni forma il Dynamic Duo con Silvano Borgatta, tastierista che abbiamo già trovato nell'ultima formazione di Venegoni & Co. Il duo si esibisce in molti concerti con l’aiuto di una complessa strumentazione elettronica (computer+drum machines) sperimentando le nuove possibilità offerte dall’avvento del sistema midi. Non è stato pubblicato nessun album dei Dynamic Duo. così come non ho mai visto testimonianze sonore del duo sul web o altrove. Questa registrazione, che feci io nel 1986, raccoglie cinque tracce suonate dal vivo da Gigi Venegoni alla chitarra e da Silvano Borgatta alle tastiere, sostenute da basi elettroniche. Erano ospiti negli studi di Rai Radio 1 a Torino. Nulla di straordinario se non la testimonianza di una interessante fase musicale di Venegoni alle prese con la sperimentazione e  l'elettronica. Data la vetustà del nastro ho cercato di equalizzare i suoni per rendere la registrazione perlomeno accettabile. Giudicate voi. Anche in questo caso i cinque brani sono raccolti in un'unica traccia.

Link Rumore Rosso vivo
Link Live...somewhere in the seventies
Link Dynamic Duo live in studio 1986

Post by George