Visualizzazione post con etichetta Claudio Milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Claudio Milano. Mostra tutti i post

venerdì 6 settembre 2013

Serie "Italian Prog Now" n. 4 (Speciale NichelOdeon & Related n. 2) - NichelOdeon - 2010 - Il gioco del silenzio

 TRACKLIST :

1 Fame
2 Fiaba
3 Claustrofilia
4 Malamore e la Luna
5 Amanti in guerra
6 Ombre Cinesi
7 Apnea
8 Il Giardino degli altri
9 La Corsa dei Trattori
10 Se
11 Lana di Vetro
12 Ciò che Rimane

 Riprendo i post dedicati ai NichelOdeon ed a quel geniale artista che risponde al nome di Claudio Milano. Lascio a mister Menichella (che ringrazio per la partecipazione "a sua insaputa" a questo post), più sotto, l'arduo compito di recensire quest'opera. Lo faccio volentieri, perchè  trovo che  riesca a parlarcene  in modo davvero professionale, ma appassionato allo stesso tempo, cogliendo perfettamente nel segno del discorso musicale del progetto NichelOdeon

Ricordo che gli album dei NichelOdeon vengono condivisi su questo blog da Claudio Milano stesso, con il benestare della band. Quasi tutti i lavori qui presentati sinora, ed anche quelli che verranno, sono acquistabili, ad un prezzo davvero popolare, presso il sito ufficiale di Claudio (Claudiomilano.it)

 La recensione che segue proviene dal sito "Hamelinprog", ed è a cura di Antonio Menichella:

"Dietro l’enigmatico titolo “Il gioco del silenzio” si cela il primo album in studio del progetto Nichelodeon, avanguardistico ensemble che fa della sperimentazione un dogma assoluto. Fresco di stampa (pubblicazione italiana, 15 settembre 2010) a cura della Lizard Records, “Il gioco del silenzio” fonde canzone teatrale, jazz, classica contemporanea, world music, elettronica, avanguardia (e molto altro ancora) in un magma sonoro imprevedibile e di non facile catalogazione. L’atipicità del progetto è ben percepibile dalla numerosa e variegata schiera di collaboratori che partecipano alla realizzazione dell’album. Non solo musicisti, polistrumentisti e compositori, ma anche pittori, grafici, fotografi e videomakers, che vanno a formare un vero e proprio “laboratorio chimico dedito all’artigianato sonoro, visivo e performativo”.

La formazione stabile dei Nichelodeon vede: Claudio Milano, autore dei testi, voce e recitazione; Francesco Chiapperini, sax alto e soprano, EWI, clarinetto e flauto; Andrea Illuminati, piano, melodica e bombarda; Andrea Murada, percussioni, noise effects, didjeridoo, flauto e rhythmic vocals; Max Pierini, contrabbasso elettrico e ocarina; Luca Pissavini, viola elettrificata, synth, theremin, toys e un’infinità di effetti e disturbi; Lorenzo Sempio, chitarre. Questa nutrita schiera di ottimi musicisti è coadiuvata da collaboratori del calibro di: Luca Olivieri, synth, noises e glockenspiel (nostra vecchia conoscenza); Carola Caruso, voce femminile e backing vocals; Estibaliz Igea, soprano lirico; Stefano Delle Monache e Antonello Raggi, effetti elettronici; Luciano Margorani, chitarra elettrica e noises; Claudio Pirro, chitarra classica; Marco Truppo, synth. Menzione d’obbligo per l’artista Valentina Campagni, autrice degli enigmatici dipinti che compongono l’eccellente artwork.

 
Apre il “gioco” Fame. Ossessivi Fiati a la Art Zoyd introducono una cadenzata struttura jazz sulla quale svettano gli impressionanti vocalizzi di Claudio – un John De Leo più teatrale – e un piano decisamente jazz. A far da sfondo un variegato rumorismo stile Area che progressivamente lascia spazio a suoni acustici di sapore classico. Ecco palesarsi un raffinato tango che serve a Claudio come pretesto per esibire la natura teatrale del suo “recitarcantato”. Segue Fiaba, delicata melodia sostenuta da pianoforte e fiati. Al sognante cantato di Claudio fanno da contraltare gli austeri cori femminili di Carola che, nel momento di massima tensione – segnato dall’ingresso di una chitarra distorta – si dilatano come in un raga indiano per condurci, tra gli scrosci di un albero della pioggia, all’imminente fine. I versi “Liberami dall’odio che è in me / Liberami dell’odio che è me” e l’impressionante estensione vocale di Claudio sono da brividi! Brano che non smette di emozionare anche dopo ripetuti ascolti. Sin dalle prime note di Claustrofilia si avverte l’ottimo contributo di Luca Olivieri, impegnato a disegnare celestiali scenari mediterranei. Incursioni pianistiche e chitarristiche si innestano in un’atmosfera tesa che sembra volgere ad un’esplosione sistematicamente scongiurata sino alla ritmica fuga finale. Malamore e la Luna è brano dal sapore cinematografico, condito con noises, pianoforte e fiati. Un tango che man mano assume toni lirici e drammatici. Le sottolineature “onomatopeiche” e teatrali del cantato fondono mirabilmente poesia futurista, Stratos e zeuhl. A metà brano un tunnel di sperimentazione sonora, dominato dall’eccellente lavoro di contrabbasso, pianoforte e fiati, sostiene l’ispirata performance canoro/rumorista di Claudio. Chiude il brano l’insolita accoppiata industrial noises/clarinetto, a cui si unisce un’acida chitarra. Landscape sonori e flashback bellici aprono Amanti in guerra. Su accenni di pianoforte e incursioni elettroniche si consuma una tragica storia d’amore e guerra. I laceranti e solenni vocalizzi del soprano lirico Estibaliz Igea accrescono la tensione che, regolarmente, viene stemperata dalla dolcezza dei fiati, per poi essere nuovamente aggredita da noises e cori femminili ammalianti come sirene. Un’altalena emotiva, sempre in bilico tra delicatezza e tensione, che si spegne in balìa di onde oscure e inquietanti. Ombre cinesi ha la caratura sperimentale degli Area di “Maledetti”. Una sorta di “Evaporazione” del XXI secolooooo! Un groviglio ben strutturato di voci, suoni e rumori. Un cantato che assume toni inquietanti,  tra l’orrorifico e il “malato”. Un free jazz di ottima fattura con annessi “topi nel pianoforte”. Apnea è il brano vincitore della XVI Rassegna “Omaggio a Demetrio Stratos 2010”. Una sezione fiati di matrice jazz rock/progressiva (King Crimson, Catapilla e Area, in egual misura), un piano jazz, una viola stridente e un’infinità di suoni spiazzano e destabilizzano ad ogni nuovo ascolto. Una coda elettronica esplode decretando la fine di un’autentica opera d’arte che ha illustri maestri in Univers Zero e Art Zoyd. Una intro etnica apre la tesa e tragica “Il giardino degli altri”. Violentati da suoni sinistri, acidi, distorti e cullati da melodiche nenie, gli ascoltatori prendono parte ad un gioco perennemente conteso tra conflitto e redenzione, vero e proprio “continuum” dell’album. Echi orientali, cantilene mongole, didjeridoo, pianoforte e chitarra chiudono solennemente il brano. La ghost track La corsa dei trattori assume sembianze di marcetta circense dal gusto ironico/surreale/cinematografico. Nata forse per gioco, la traccia resta comunque fedele al clima dell’album. Citazioni colte e popolari tracciano i confini di Se. Così “S’io fossi foco, arderei lo mondo” di Cecco Angiolieri diventa pre/testo per un elegante free jazz. Pianoforte, chitarra e contrabbasso sono sicuramente superlativi, ma la sezione fiati qui rasenta la perfezione.  In più di un’occasione si ha la sensazione di ascoltare il Victor Busnello di “Arbeit Macht Frei”. Stesso dicasi per il divertito motivetto di “Giro giro tondo” accennato dal contrabbasso, ulteriore evidente omaggio alla band di Stratos. Lana di vetro è una taranta/novella guidata da clarinetto e percussioni. Non manca l’apporto di Olivieri e Truppo, rispettivamente a glockenspiel e synth. Da brividi la performance canora di Claudio, capace di spingersi su antipodici registri: da etnici saltarelli a virate elettro/punk. Ottima scelta, infine, quella di collocare in coda all’album un brano “corale” come “Ciò che rimane”. Delicato e melodico sul nascere, il brano aumenta progressivamente di intensità, diventando prima acido e instabile, poi lirico e struggente. 

Si chiude così “Il gioco del silenzio”. Un gioco in cui i Nichelodeon riescono a rendere fruibili sonorità oblique e raffinate, sdoganandole per un pubblico più ampio possibile.

P.S. – I ripetuti ascolti mi hanno indotto a svelare la subliminale presenza di filastrocche infantili, jingle pubblicitari e addirittura motivi partigiani. È possibile o forse ho solo abusato col “gioco”?"

Di Antonio Menichella

 
I NICHELODEON :
Francesco Chiapperini: sax alto e soprano, EWI, clarinetto e flauto;
Andrea Illuminati: piano, melodica e bombarda;
Claudio Milano: autore dei testi, voce e recitazione;
Andrea Murada: percussioni, noise effects, didjeridoo, flauto e rhythmic vocals;
Max Pierini:  contrabbasso elettrico e ocarina;
Luca Pissavini:viola elettrificata, synth, theremin, toys e un’infinità di effetti e disturbi;
Lorenzo Sempio: chitarre.

Altri collaboratori :
 Luca Olivieri: synth, noises e glockenspiel; 
Carola Caruso: voce femminile e backing vocals; 
Estibaliz Igea: soprano lirico; 
Stefano Delle Monache e Antonello Raggi: effetti elettronici; 
Luciano Margorani: chitarra elettrica e noises; 
Claudio Pirro: chitarra classica; 
Marco Truppo: synth. 
Valentina Campagni: artwork.

Non dimenticate, nei vostri commenti, che questo è un regalo di Claudio Milano e dei NichelOdeon a tutti noi. Questi ragazzi meritano, come minimo, il nostro ringraziamento...

 
LINK

Il gioco del silenzio" dei NichelOdeon è acquistabile sul sito Claudiomilano.it

domenica 21 aprile 2013

Serie "Italian Prog Now" n. 3 (Speciale NichelOdeon & Related n. 1) - NichelOdeon - 2008 - Cinemanemico (Live)

TRACKLIST :

01 - Fame (C. Milano)
02 - La mosca stregata (F. Zago)
03 - Lascia ch'io pianga (G. F. Handel)
04 - Malamore e la luna (C. Milano)
05 - Amanti in guerra (C. Milano)
06 - La torre più alta (C. Milano)
07 - Ciò che rimane (C. Milano)
08 - Flower of innocence (F. Zago)
09 - Disegnando cattedrali di cellule Pt.2 (C. Milano)
10 - Il ladro di giochi - Crisi delle 21'42 - Ghost track
(C. Milano/C. Milano, R. Di Paola, F Zago, M. Fasoli)

La prendo larga: intorno a Pasqua mi contattava Claudio Milano, artista poliedrico nel più ampio senso della parola (come dimostra il suo stupendo e psichedelico quadro "Inside" qui sopra). Musicoterapeuta, laureato all'accademia di brera, Claudio è anche un protagonista di primo piano della scena progressive italiana odierna, sia come leader della band NichelOdeon, sia come fautore di molti altri progetti, musicali e non solo. Ed ecco qui il testo di quella mail: "Gentile amico virtuale di Verso la Stratosfera, qui è Claudio Milano di NichelOdeon e InSonar che ti scrive, parlando con Walter Calloni, batterista ospite in entrambi i progetti, ho ricevuto una richiesta che non mi aspettavo "tu che collezioni bootleg - mi ha detto - hai mica qualcosa di mio con gli Area o con la P.F.M.?" Ahimè, io non ho nulla di quel periodo ma ho pensato di scriverti, mi piacerebbe davvero potergli donare qualche ascolto dopo tutta l'energia che mi ha regalato in questi anni. Felice sera di Pasqua, Claudio Milano" (non me ne volere Claudio se ho pubblicato il testo della tua mail). Naturalmente ho chiesto di tali bootlegs ai noti amici della stratosfera soprannominati "I bootlegari de ferro", e qualcosa è già spuntato: un live della PFM con Calloni, purtroppo non più attivo, era già stato postato sulla stratosfera QUI (andateci pure ora perchè, grazie a George, abbiamo appena riaggiornato i links). Presto, sempre grazie a George, apparirà sulla stratosfera un bootleg degli Area in cui alla batteria dovrebbe esserci sempre lui, che collaborò con quella band intorno al 1976.

 Tutto questo per dirvi che sono davvero orgoglioso delle frequentazioni "eccellenti" del nostro blog. Ma c'è un'ultima ciliegina, anzi, una cassa intera di ciliege a rendere più dolce questa storia: Claudio è un convinto assertore della coindivisione e ha scelto la stratosfera per rendere disponibili all'ascolto tutti i suoi lavori, più diversi bootlegs. State certi che ne vedremo delle belle, con collaborazioni che non potete neppure immaginare. Naturalmente, da buon maniaco delle serie, non ho potuto resistere: all'interno della collana madre "Italian Prog Now", dedicata alla contemporaneità progressiva, ho creato un'apposita sottoserie denominata "Speciale NichelOdeon & Related". Non me ne vogliate: il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Primo album dei NichelOdeon, "Cinemanemico" è stato registrato dal vivo, su traccia unica, a Milano, Spazio Tadini (25 Ottobre 2007) e Villa Litta (9 Novembre 2007) durante la performance “La stanza suona ciò che non vedo”. 

Di questo disco potete trovare innumerevoli recensioni sul web (vedi qui, là, ma anche qui, e pure qui e mi fermo, perchè la lista è ancora lunga), tutte entusiaste, perchè in effetti non si resta indifferenti di fronte alle peripezie vocali di Claudio, accompagnato tra l'altro da ottimi musicisti. Io vi lascio all'ascolto di questo grande e particolare artista, perchè sono sicuro che saranno i fatti a parlare per lui, ovvero la sua musica. Grazie ancora a Claudio per il grande onore che ci ha fatto scegliendo la Stratosfera per condividere i suoi lavori, tra l'altro tutti di ottima qualità sonora (320 kbs o flac rip by captain, sempre a 320kbs di bitrate). La grandezza di un artista la si vede anche dalla sua generosità...

NICHELODEON :

Claudio Milano / vocals

Francesco Zago / electric guitar

Maurizio Fasoli / piano, readings 
Riccardo Di Paola / synth
Registrazione e mastering: Paolo Siconolfi

This album is on sale at: www.claudiomilano.it

Post by Captain & Claudio Milano