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martedì 17 marzo 2026

Deserto Rosso The Complete Works (2011-2012-2013)

 

Ispirato dalla presentazione di un brano da parte del mio caro amico Frank-One  (era la cover di "Non mi rompete" del BMS) all'interno della penultima puntata della sua trasmissione radiofonica  "The Prog Side Of The Moog", ho voluto fare l'esagerato pubblicando l'intera discografia dei Deserto Rosso. Onore al merito, il primo album me lo ha passato lo stesso Frank-One che, ovviamente, ringrazio. Ed ora facciamo conoscenza con i nostri protagonisti. Le prime informazioni provengono dal sito "Oubliette Magazine" del 13.10.2013. "La band Deserto Rosso nasce ufficialmente nel 2008 da un’idea della cantautrice romana Erika Savastani e del produttore e musicista Danilo Pao. Un’intesa professionale che risale già al 2003 con concerti e session in studio. Nel 2009-2010 i Deserto Rosso partecipano con successo ai tour estivi degli Zero Assoluto. Un’opportunità che permette loro di farsi conoscere al grande pubblico e che li impegna in un’intensa attività live, con oltre 90 concerti in giro per l’Italia e per l’Europa, nel corso dei quali presentano il loro primo singolo “Senza Cuore”. 


Nel 2011 esce il loro album d’esordio “Mi fanno male i capelli”, un incontro di stili, persone e rappresentazioni dell’inquieto mondo femminile.  Nel 2012 i Deserto Rosso pubblicano “Oasis Eléctronique”, EP contenente 5 versioni elettroniche del brano “Contact” contenuto in “Mi fanno male i capelli”. Sempre nel 2012 “Déjà Vu”, primo singolo del loro album d’esordio, diventa parte della colonna sonora composta dalla band per il cortometraggio “Ce l’hai un minuto?” di Alessandro Bardani. Il corto diventa finalista al premio David di Donatello 2012, e vince numerosi festival come miglior cortometraggio tra cui il M.I.F.F. Awards Cavallo di Leonardo 2013, ed è finalista al  “Cleveland International Film Festival”. Nel 2013 è la volta di "Progresso", secondo album dove Danilo ed Erika formano una band che vede Fernando Pantini alle chitarre, Andrea Ruta alla batteria, Adriano Pennino al piano elettrico e registrano l’album in presa diretta ai Forward studios di Grottaferrata, alla ricerca di un suono live ed omogeneo tra strumentazioni ed effetti dell’epoca".


Come è nato il progetto Deserto Rosso lo racconta la vocalist Erika Savastani in occasione di una intervista rilasciata nel 2009 a Maria Giovanna Tarullo sulla rivista on line "Abitare Roma". "Il progetto Deserto Rosso nasce dalle ceneri dei vecchi gruppi, di cui io e Danilo Pao eravamo membri. La mia decisione di tornare a Roma, dopo aver viaggiato molto e lavorato all’estero nel campo della musica e del cinema, mi ha portato a conoscere Danilo tramite il bassista del mio primo gruppo, gli Isterika. Un valido musicista che stimavo molto e che aveva già molta esperienza nel campo della produzione musicale; per molto tempo abbiamo suonato con questa formazione più la collaborazione di Ash (allora bassista degli Almamegretta). 


Anche se nel momento in cui Danilo, insieme ad Enrico Sognato, ha deciso di dedicarsi alla produzione degli Zero Assoluto, abbiamo rallentato i nostri progetti in campo musicale, ma ora che Matteo e Thomas hanno raggiunto il successo proprio loro hanno insistito perché riprendessimo a fare la nostra musica". Piccola curiosità: la scelta del nome nasce dalla passione dei due musicisti per il cinema di Michelangelo Antonioni, in particolare per il film "Deserto Rosso" con Monica Vitti come protagonista.
Concluse le presentazioni si passa alla musica.

Deserto Rosso - Mi fanno male i capelli (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Deja vu (feat. Chef Ragoo) - 6:41
02. Dimenticami Forever (feat. Dario Cassini) - 3:33
03. Senza Cuore - 3:31
04. Eko interminabile - 4:11
05. Contact - 3:25
06. Angelo maledetto - 3:45
07. Nel sole della notte (The Vampire) - 3:38
08. Dormidò (nei tuoi sogni sarò) - 3:07

Bonus track
09. Senza cuore (single version) - 3:41


FORMAZIONE:

Erika Savastani - voce
Danilo Pao - chitarra, basso, programming
Fernando Pantini - chitarra
Alex Canini - batteria


"Mi fanno male i capelli". primo album dei Deserto Rosso (nel 2023 diventerà il titolo di un film diretto da Roberta Torre, in ricordo di Monica Vitti) viene pubblicato dall'etichetta LaSuGo.
Il disco esplora l'amore in chiave pop con citazioni a coppie celebri del Novecento e comprende 8 tracce (ho aggiunto la single version di Senza Cuore come bonus track) di ottimo livello, enfatizzate dalla voce calda. morbida e, in alcuni tratti, sensuale, di Erika Savastani. 


"Abbiamo un legame affettivo con tutti i musicisti e gli autori con cui abbiamo collaborato - precisa Erika sempre nel corso dell'intervista del 2009 - e queste persone sono state fondamentali nel nostro percorso di vita. Chef Ragoo (rapper romano), ad esempio, ha collaborato alla scrittura del testo della canzone Deja Vù. Importante è anche il rapporto che abbiamo instaurato con Dario Cassini, che appare nella canzone scritta da Maurizio Costanzo"


Deserto Rosso - Oasis Electronique (EP, 2012)


TRACKLIST:

01. Contact Incredible Mash - 4:20
02. Contact Neuf Occasion - 2:33
03. Contactronik - 2:42
04. Contact Une Parisienne - 3:21
05. Contact - 3:30


"Oasis électronique" è un EP pubblicato dalla Aroma Rec. nel 2012, mentre il gruppo stava lavorando al secondo album. Contiene cinque versioni di "Contact", brano composto da Serge Gainsbourg e cantato nel lontano 1967 da Brigitte Bardot. La versione "base" era inclusa nel CD "Mi fanno male i capelli". Il brano è accattivante ma qui non si aggiunge nulla di nuovo: puro divertissement e niente di più.



Deserto Rosso - Progresso (CD, 2013)


TRACKLIST:

01. Non mi rompete - 7:33
02. Casa mia - 3:21
03. Ognuno sa - 4:10
04. Sera - 4:05
05. Messico lontano - 4:35
06. Guai a voi - 4:20
07. Cosa pensiamo dell'amore - 5:10


FORMAZIONE:

Erika Savastani - vox -percussioni
Danilo Pao - bass VI
Fernando Pantini - chitarra elettrica e acustica
Adriano Pennino - piano elettrico
Andrea Ruta - batteria


Siamo così giunti al 2013, anno in cui viene pubblicato l'ultimo lavoro dei Deserto Rosso dal titolo "Progresso". Il progetto, guidato come sempre da Erika Savastani e Danilo Pao, si configura come un concept album tributo dedicato alla scena rock e progressive italiana degli anni '60 e '70. L'obiettivo dichiarato era riscoprire le radici della musica italiana attraverso la reinterpretazione di brani di band storiche e formazioni un po' meno note dell'epoca. 
Così scriveva Gino Castaldo su "La Repubblica - Spettacoli" del 13 settembre 2013: "Erika e Danilo si sono gettati nell'impresa (ndr - il nuovo album "Pogresso") con un entusiasmo travolgente, spinti dalle bellezza dei pezzi, tra cui le più note 'Non mi rompete' del Banco, o 'Casa mia' dell'Equipe 84 (reinventata brillantemente in chiave reggae-rock) che alla lettera non rientra nei confini del progressive, ma che era parte dell'atmosfera dei tempi. Completano il quadro 'Sera' delle Orme, 'Cosa pensiamo dell'amore' dei New Trolls, e la più sconosciuta di tutte, 'Guai a voi', di Lydia e gli Hellua Xenium, componendo un quadro languido e tormentato, un tributo a una grande stagione di musica italiana, ma anche un insieme di pezzi che brillano di luce propria e che rivisti in questa chiave sono parte della modernità. Scopriamo, anzi, che ripuliti dalla polvere del tempo, hanno tanto da dirci, oggi".

Ne mancano due all'appello, che aggiungo io, ovvero "Ognuno sa", dal primo LP del 1972 della Reale Accademia di Musica e "Messico lontano", brano della band Alberomotore risalente al 1975. 


Qui si conclude l'avventura musicale dei Deserto Rosso. Oggi Erika Savastani è la vocalisi della Reale Accademia di Musica, altro gruppo storico del progressive rock italiano riformato nel 2018 dal chitarrista e membro fondatore, Pericle Sponzilli. Pare che ka cantante romana sia stata invitata a collaborare con la band dallo stesso Sponzilli dopo avere ascoltato la cover di "Ognuno sa". Con la RAM Erika ha registrato "Angeli mutanti" (2018) e "Lame di luce" (2022). Danilo Pao è invece  impegnato nel campo della produzione musicale. Con questo è' proprio tutto. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK Mi fanno male i capelli (2011)
LINK Oasis électronique (2012)
LINK Progresso (2013)

Post by George with the help of Frank-One

sabato 10 gennaio 2026

Massimo Mazzeo - ...Like Words In The Rain (CD, 2013)

 

TRACKLIST:

01. Cyan - 2:05
02. Mulţumesc (Thank You) - 2:55
03. Sometimes - 3:20
04. I Blow The Dust Of My Guitars  - 4:30
05. Acum (Now) - 3:28
06. Green - 1:07
07. Valentina şi Nelu (Valentina & Nelu) - 3:49
08. I've Lost My Head - 3:25
09. Magenta - 3:42
10. Mi-e dor (I Miss) - 3:26
11. Without Words - 2:29
12. I Got Sand For Tears - 5:40

Bonus Tracks
13. Oglinda Fericirii (acoustic version) - 4:56
14. Beyond the Fog (remixed 2013) - 2:29


MUSICISTI:

Massimo Mazzeo - lead and backinhg vocals, harmonica, acoustic and electric guitars, bass
Luisea Cumpenici - lead & backing vocals
 
  with
Mauro Gaspa - keyboards (tracks 1, 10, 12, 13)
Silvano Sibona - drums (track 12)


CONSIDERAZIONI DI INIZIO ANNO

Buon 2026, cari amici della Stratosfera. Spero abbiate iniziato al meglio "l'anno che verrà", purtroppo già portatore di una immane tragedia quale quella di Crans Montana, a pochi chilometri da casa mia. Nella speranza che giustizia venga fatta (ma fatta veramente), a noi non resta che rimanere nel nostro alveo, che è quello musicale. Rammento che la "creatura" è entrata nel 15° anno di vita (il blog nacque a marzo 2011) confermandosi come uno tra i blog tematici più longevi. Ne riparleremo tra un paio di mesi. La linea editoriale è stata tracciata e consolidata da tempo e quindi proseguiremo miscelando vecchie e nuove produzioni artistiche, bootleg e concerti live di musicisti e gruppi italiani e stranieri, retrospettive con discografie complete, re-post e re-load e altre curiosità. Senza dimenticare la pubblicazione periodica della trasmissione radiofonica curata dal nostro amico Frank-One, di cui vado molto orgoglioso. Anche il layout rimarrà invariato visto che, a mio parere, non necessita di alcuna modifica. Riapriamo dunque  i cancelli, a conclusione di questa raffica di festività, e ricominciamo a lavorare, come nostra abitudine. Mi auguro altresì che il rinnovato team della Stratosfera, così come in passato, sia pronto a fornire la sua opera e la sua preziosa collaborazione. Il sottoscritto continuerà a svolgere le funzioni di amministratore, di coordinamento delle attività e, soprattutto, di "commentatore musicale" oltre che di occuparsi della realizzazione pratica di tutti i post. 


IL POST DI OGGI

Per farla breve ho pensato ad una ripresa soft, con suoni morbidi e acustici affidati a Massimo Mazzeo, personaggio talentuoso seppur non proprio celebrato dalle cronache musicali. Mazzeo è un virtuoso della chitarra acustica, in attività dai primi anni '90, già leader di tre formazioni un po' oscure. La prima è quella dei Nostalgia (Mazzeo e Andrea Romano), con all'attivo tre album dal 1993 al 1997; la seconda è quella degli Heatwave, un duo formato da Mazzeo e dalla vocalist Paola Buscaglia (un solo album nel 1999 dal titolo "Inside Me, Out Of Time", dalle tinte acoustic prog);  la terza e ultima è quella degli Heatwave Drum, un ensemble che sperimentò la fusione del progressive italiano con le tradizioni artistiche russe e moldave. Questi ultimi incisero un solo disco, "Following The Traced Line", nel 2012. 


"...Like Words In The Rain" si configura pertanto come il primo vero album solista di Massimo Mazzeo, anche se nei crediti vediamo che è condiviso con la cantante Luisea Compenici, già al suo fianco negli Heatwave Drum, che contribuisce a dare quel tocco di cantato etnico (in lingua moldava) ai suoni della chitarra -  prevalentemente acustica - di Mazzeo. L'album rappresenta in qualche modo la sintesi delle esperienze e dei trascorsi artistici del chitarrista. Qualcuno ha scritto che in questo disco si sente l'influenza di Anthony Phillips. Io fatico ad individuarla. Non so voi. Si tratta, in ogni caso, di un album gradevole, con dolci melodie e suoni eterei che hanno però il difetto di non fornire particolari emozioni. La tracklist include due bonus track: la prima è la versione acustica di una brano apparso nel sopracitato CD degli Heatwave Drum, la seconda è il remix di "Beyond the Fog", pubblicato la prima volta sul terzo e ultimo CD dei Nostalgia, datato 1997, dal titolo "Welcome To Edo's Land". La discografia di Massimo Mazzeo proseguirà con "Tribute" del 2019 (lo potete ascoltare su Bandcamp) e "Lo spazio tra le stelle" del 2021, condiviso con Paolo Sommariva (anch'esso su Bandcamp). Per oggi è tutto. Vi lascio, come sempre, augurandovi buon ascolto. 



Post by George

lunedì 1 dicembre 2025

Hautville - A Great New Prog from Lucania (2011-2013-2016)

 

Questo post nasce dalla collaborazione tra il sottoscritto e il nostro amico e collaboratore - di recente ingresso nella banda della Stratosfera - Roberto. Anche lui, alla stregua del nostro grande Osel, va alla ricerca di band "marginali" (non me ne vogliano, lo dico nel senso più nobile del termine) con all'attivo uno o pochi album, band molto sovente di grande valore artistico, ma rimaste purtroppo confinate nel sottobosco musicale. A questa categoria appartengono gli Hautville, un trio che è stato etichettato (brutta cosa le etichette) come appartenente al "neo folk progressive". Vedremo, ascoltando i loro lavori, che di folk c'è ben poco, se non qualcosina nei primi album. Gli Hautville sono originari della Basilicata, una terra un po' avara di gruppi e artisti prog. Si formarono nel 2006 per volontà del chitarrista Leonardo Lonigro e del tastierista Francesco Dinnella. Successivamente si unì a loro la cantante Simona Bonavita, dotata di corde vocali di tutto rispetto. Come si legge su Prog Archives "i loro testi affrontano dottrine tradizionali e tradizioni popolari che sono viste come una raccolta di antiche conoscenze". Il progetto musicale, prevalentemente acustico, combina, almeno belle fasi inziali,  elementi neofolk europei con il rock progressivo italiano . Il nome Hautville (da Altavilla) trae ispirazione da una nobile famiglia del Medioevo normanno-svevo.


Il percorso musicale degli Hautville prende forma e si sviluppa attraverso la realizzazione di una serie di album in studio, ad iniziare dall'opera prima datata 2010 dal titolo "No Milk For Babies". Seguiranno "Numen Lumen" (2011), il mini CD "Le Moire" (2013), "Mater Dolorosa" (2016) e, per concludere, un CD single con 2 brani pubblicato nel 2020, intitolato "Il mago ubriaco". A questi album si unisce una compilation, pubblicata nel 2011  dal titolo "Per aspera ad astra". 
Quest'oggi ascolteremo tre album, quelli pubblicati dal 2011 al 2016 visto che all'appello manca il debut album, il sopracitato "No Milk For Babies". Ma per conoscere e addentrarci nel progetto musicale degli Hautville questi tre lavori sono più che sufficienti. Poi, se vogliamo fare i completsti, aspetto che qualche anima buona scovi questo primo CD e mi spedisca i file. Le foto qui pubblicate provengono dalla pagina Fb del gruppo. Tutto ciò detto iniziamo a fare conoscenza con il sound degli Hautville.


Hautville - Numen Lumen (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Apparizione (7:41)
02. Libera (3:58)
03. Hautville (2:53)
04. Memorie di felicità (4:21)
05. Otranto (4:13)
06. In lode all'asino (3:49)
07. Sapientza (4:17)
08. Età del ferro (4:25)
09. Sapientza part II (5:06)
10. Polvere alla polvere (4:23)


FORMAZIONE

Francesco Dinnella - piano, organo, chitarra acustica
Leonardo Lonigro - chitarra acustica, classica ed elettrica, flauto, voce
Simona Bonavita - voce
Paolo Bitonto - batteria, basso, mellotron

con
Domenico Montemurro - chitarra elettrica (3)
Antonella Scivoletto - piano (1)
Eleni Pitta - voce (9)
Maria Rosaria Lonigro - cori (1,3,4)


"Numen Lumen" è un album dai contenuti un po' strani, dal momento che contiene solo tre brani inediti (Apparizione, In lode all'asino e Memoria di felicità); gli altri, dopo un processo di rimasterizzazione  provengono in parte dal primo CD, "No Milk For Babies" pubblicato da Invisible Eye Records l'anno prima. Un tocco di folk ben integrato con suoni più vicini al prog, la bella voce di Simona Bonavita supportata dagli arpeggi della chitarra acustica di Leonardo Lonigro, sono gli ingredienti fondamentali di questo album che rappresenta la conferma di un percorso musicale originale nel panorama prog italiano. Una buona recensione (qui) è stata pubblicata sul sito "Arlequins". al quale vi rimando. Il CD venne pubblicato dalla piccola etichetta Hau Ruck! SPQR

Hautville - Le Moire (mini CD, 2013)


TRACKLIST:

1. Pro salute populi (4:42)
2. In superficie (4:18)
3. Caelum et terra (3:57)
4. Non mi rompete (cover Banco del Mutuo Soccorso) (4:38)
5. Le Moire (7:03)


FORMAZIONE:

Leonardo Lonigro - chitarra acustica, chitarra elettrica
Francesco Dinnella - organo, tastiere
Simona Bonavita - voce
 Paolo Bitonto - batteria, basso
Arturo Stalteri - piano (2,3)


Nel 2013 dalla stessa etichetta discografica viene pubblicato questo EP contenente 5 brani, per una durata totale di 24 minuti. Il titolo è "Le Moire", ispirato alle omonime figure mitologiche (le celebri "Three Fates" suonate da Keith Emerson nel primo disco del trio ELP), un album breve ma ambizioso. L'ospite di tutto riguardo è Arturo Stalteri, già componente dei Pierrot Lunaire, che qui suona il pianoforte in due tracce. Fin dallo splendido episodio di apertura "Pro Salute Populi" si percepisce il cambiamento del sound del gruppo che si sposta verso luminosi orizzonti progressive. La matrice rimane sempre quella acustica, in alcuni tratti chitarra e pianoforte si mescolano deliziosamente come in "Caelum et terra", uno dei vertici dell'album. Il penultimo brano è la cover dell'evergreen del Banco del Mutuo Soccorso "Non mi rompete". Ma quanto è bella e delicata la voce di Simona. Oltre ai miei giudizi riporto la sezione conclusiva della recensione scritta da Francesco Inglima e pubblicata su "Arlequins", assolutamente condivisibile:


"Tutti i brani sono di buon livello, a partire dai due che prevedono la collaborazione di Stalteri: “In superfice” e “Caelum et terra”, Il livello sale ancora in “Le Moire” dove apprezziamo particolarmente la strepitosa interpretazione vocale di Simona che, ribadiamo, ne dimostra la crescita e una maggiore consapevolezza nei propri mezzi. A suggellare la strada intrapresa verso il progressive c’è anche la cover di “Non mi rompete” dei Banco, brano storico in cui era molto facile perdere nel confronto con l’originale e cadere in miserrime figuracce. Un plauso agli Hautville che lo hanno interpretato con molta personalità, bravura e nella pienezza del loro stile. A questo punto dobbiamo aspettare la band lucana alla prova di un album completo per verificare tutti i miglioramenti assaporati in queste cinque canzoni. Le premesse sono tutte estremamente positive e chissà se gli Hautville non riusciranno a sorprenderci ulteriormente".


Hautville - Mater Dolorosa (CD, 2016)


TRACKLIST:

1. Dis Pater (5:24)
2. Artemide (4:23)
3. Pièta e Costanza (4:50)
4. Le ombre (4:38)
5. Mater Dolorosa (5:30)
6. La sposa (5:28)
7. Per non sentire niente (4:53)
8. Il castello (6:03)


FORMAZIONE:

Francesco Dinnella - basso, tastiere
Leonardo Lonigro - chitarra elettrica, chitarra acustica
Simona Bonavita - voce

con
Daniela Caschetto - violoncello
Arturo Stalteri - piano
William Matteuzzi - voce tenore
David Bisetti - timpani, rullante, piatti
Giulio Amico Padula - tromba
Rebecca Dallolio - violino


In lavorazione dal 2015, il nuovo album degli Hautville, "Mater Dolorosa" - questa volta autoprodotto -vede la luce nel maggio 2016. Qu ci facciamo cullare dalle onde di un prog molto originale e raffinato, con l'aggiunta di un arrangiamento orchestrale reso possibile dalla partecipazione di numerosi musicisti classici. Per la prima volta troviamo una voce tenorile (in duetto con Arturo Stalteri, quest'ultimo nuovamente presente in studio), gli archi (violoncello e violino), una tromba e i timpani. Insomma, una mini orchestra al fianco dello storico trio. Alle produzioni in studio il gruppo affiancò una buona attività live in contesti di rilevanza nazionale ed europea (in supporto a Vienna al duo neofolk americano Changes e con la partecipazione al Wave Gotik Treffen nel 2013 e nel 2017). Ma veniamo al disco, composto da 8 tracce, un album affascinante, forse un po'malinconico, ma ben curato fin nei minimi particolari. Siamo distanti anni luce da "Numen Lumen", eppure sono trascorsi solo 5 anni. Ma quanto sono cresciuti gli Hautville? Tra i capolavori dell'album cito "Le ombre", gioiello acustico con la meravigliosa voce di Simona su un arpeggio di chitarra di Lonigro. Splendido anche "La sposa", con quegli originali inserti cantati in francese e la voce doppiata. Geniale. 


Vicina ai miei gusti e ai mei pensieri è la recensione pubblicata su "Aristocrazia Webzine" laddove si dice "Mater Dolorosa" è un album con i fiocchi, suggestivo (componente ben rappresentata anche dalla sezione grafica, in cui risaltano i dipinti di Mirko Lucchini: "L'Antica Città Di Ys" in copertina e "Il frutto del più antico degli alberi" all'interno) e altamente fruibile, ma non facilmente accessibile. Può piacere sin da subito per i toni così raffinati e melodiosi, eppure richiede comunque una buona serie di passaggi nello stereo per essere apprezzato maggiormente, crescendo con l'aumentare degli ascolti. Inoltre diverte e permette alla mente di viaggiare. Mi è sembrato più volte di incrociare mentalmente svariati artisti nel corso delle otto tracce, a esempio Franco Battiato, il Balletto di Bronzo, Sergio Cammariere, Ataraxia, Corde Oblique e un non so che di Cat Power, che prendevano parte a questo tragitto in compagnia degli Hautville, rimanendo però certo del fatto che la personalità del gruppo non ne fosse minimamente intaccata".


Sentiremo nuovamente parlare degli Hautville solo nel 2020, in occasione della pubblicazione del mini CD con due brani nato in collaborazione con il gruppo neofolk italiano "La pietra lunare". ispirato al Libro Tibetano dei Morti e a "La Città del Sole" di Tommaso Campanella. I due brani si intitolano "Il mago ubriaco" e "Mura eterne". Il primo lo potrete ascoltare su YT. Dal 2020 bon abbiamo più notizie degli Hautville. Vediamo se il futuro ci riserverà qualche positiva sorpresa. 
Intanto vi auguro buon ascolto.


LINK Numen Lumen (2011)
LINK Le Moire (2013)
LINK Mater Dolorosa (2016)

Post by George - Music by Roberto (thanks friend)

domenica 28 settembre 2025

Filarmonica Municipale LaCrisi: L'educazione artistica (CD 2013) & Sento cadere qualcosa (CD 2015)

 

In questa tornata il nostro amico e recente collaboratore Roberto ci ha fatto pervenire i file di due album di un gruppo forse non conosciutissimo, ma proprio per questo meritevole di attenzione. Qualche nostro lettore avrà già sentito parlare della Filarmonica Municipale LaCrisi, altri probabilmente no. Fermo restando il mio ringraziamento a Roberto per la condivisione dei due CD, passiamo ora a conoscere più da vicino questo ensemble toscano. Pur avendo registrato solo tre CD dal 2012 al 2015 si è parlato parecchio di loro sul web, piuttosto ricco di biografie e recensioni di album. Non è mancata una intensa attività concertistica documentata dalle foto qui postate tutte tratte dalla pagina Fb ufficiale del gruppo. In questa sede cercherò di fornirvi le informazioni essenziali ad iniziare dalla loro nascita e proseguendo con il percorso musicale. Andiamo per ordine. Partiamo innanzitutto dal nome, piuttosto curioso ed inusuale. L'origine la rivelano gli stessi componenti del gruppo in occasione di una intervista pubblicata sito "Impatto Sonoro: : "La band nasce all’interno di una Filarmonica Municipale. Una banda di paese vera, dove alcuni membri delle band attuale suonavano fiati e percussioni. Di lì a conoscersi e decidere di mettere su una band il passo era breve. Dapprima si sceglieva di chiamarci “LaCrisi”, in un secondo momento ci si rendeva conto che il suffisso Filarmonica Municipale ben descriveva il nostro modo di fare musica. Unire in maniera nevrotica caratteristiche opposte ci è sempre piaciuto, insomma". Qui l'intervista completa. 


La biografia del gruppo proviene invece dal sito "Toscana 100 Band" (qui) integrata con qualche ulteriore informazione da parte mia.
"La Filarmonica Municipale LaCrisi è una band pisana e livornese, in barba ad ogni campanilismo. Nel 2012 la band è finalista di numerose manifestazioni come Rock Contest Controradio, Edison Change the Music, MEI Supersound, Arezzo Wave. Il CD di debutto, "Ad altra terra, in alto mare" viene pubblicato nel 2012 dalla Frac! Dischi. Seguirà nel 2013  “L’Educazione artistica” , che raccoglie pareri entusiastici di critica e pubblico, fino a valere alla band la candidatura alle Targhe Tenco 2014 come “Miglior album in assoluto dell’anno”. Il tour che ne segue (oltre 50 date) tocca tutta Italia, al fianco di artisti quali Nada, Paola Turci, Tricarico, Diaframma, Virginiana Miller, Zen Circus, Bobo Rondelli, Massimo Zamboni, Piero Pelù, Brunori SAS. Nello stesso anno il cantautore aretino Alessandro Fiori (Mariposa, Amore, Craxi, Betti Barsantini) assolda la Filarmonica Municipale LaCrisi come backing band per la tournée live del suo “Cascata” .A ottobre 2014, la Filarmonica vince la ventesima edizione del “Premio Ciampi”, come miglior progetto nazionale e ritira il premio dalle mani di Gian Piero Reverberi.


Il 27 aprile 2015 esce il terzo CD, “Sento cadere qualcosa” per la produzione artistica dello stesso Alessandro Fiori. Purtroppo la carriera artistica della Filarmonica Municipale LaCrisi si concluderà qui, Detto questo, spazio alla musica, con la presentazione degli ultimi due album del 2013 e 2015.

Filarmobica Municipale LaCrisi
L'educazione artistica (2013)


TRACKLIST:

01. Sono io l'educatore - 3:45
02. Tutti a terra - 3:56
03. Gloria Guida - 4:51
04. Segugi sotto - 4:04
05. Cannibali - 3:23
06. Una violenza inaudita - 2:33
07. Ti sei fatta male (amateur) - 3:11
08. Il male - 4:00
09. Donne di raso - 3:16
10. I migliori - 8:15


FORMAZIONE:

Pierfrancesco Del Seppia - voce, chitarra
Matteo Lenzi - organo, synth, cori
Giulia Costagli - sax baritono, flauto, cori
Luca Di Pietro -  batteria, drum machine
Jacopo Staccioli -  trombone


Ad una anno di distanza dall'album di debutto, ecco qui dieci nuove canzoni, scritte di getto nel giro di poche settimane. Quello che ti colpisce subito sono i testi, ancor prima della musica. che riportano direttamente all'era dei nostri migliori cantautori. Testi forti che raccontano il quotidiano, graffianti, e realisti. Sul sito "Mescalina" si legge che "i testi nel loro fitto monologare sono di un realismo sorprendente, che abrade il velo delle apparenze, per osservare da vicino nevrosi, solitudini, frustrazioni, vuoti, silenzi di chi può e sa controbattere solo con “un palmare o un computer con cui twittare, chattare” (Segugi sotto), la fine di “amori amatoriali”, il sogno del posto fisso, a costo di chiederlo a mano armata, o uomini omofobi e disperatamente soli che finiscono per baciarsi allo specchio (“Non sei un altro, / sei il mio riflesso…/ Ah, meno male! / Non sono frocio, sono solo / sono solo un uomo solo”, E ancora ecco l’educatore che supplica il bambino autistico di fare un mezzo disegno da mostrare alla mamma, fiero del suo lavoro, ma finisce anche lui a guardarsi una mano e difendere il mondo nella sua testa (Sono io l’educatore), o il figlio che ripensa al tempo perso a “vergognarsi / di una mamma dentro la tua scuola” e dopo la sua scomparsa prematura, rimpiange, quasi pestando ancora anacronisticamente i piedi, il tempo dedicato all'insegnamento e non a lui (“Il tuo tempo, lo rivoglio! / Cosa c’è nella storia dell’arte / che non si possa insegnare a un figlio?”, Gloria Guida). Testi non banali, da ascoltare con la dovuta attenzione. Volete leggervi i testi? Cliccate qui, su "Impatto Sonoro". 


Bellissime le musiche, molto personali ed elaborate, tra swing, beat, melodie, e marcette, suoni  difficilmente collocabili in qualsivoglia categoria, dove resta di sottofondo il sapore della filarmonica di paese. Il quintetto ha una struttura originale: la sezione ritmica (batteria, organo e vibrafono) sostiene un sax baritono, una chitarra e un trombone. Da notare l'assenza del basso. Decisamente un grande disco. 


Filarmonica Municipale LaCrisi
Sento cadere qualcosa (2015)


TRACKLIST:

01. La demolizione della Terra
02. Intro
03. A mezzo metro
04. Sorbetto
05. Chi sceglie cosa
06. Io mi procuro dei soldi
07. Negozio di dischi
08. Mondo alla rinversa
09. Spara al coniglio
10. Mare di segatura
11. Der
12. Più di così
13. Sento cadere qualcosa
14. Io rimango solo
15. Mandorla amara
16. E pace


FORMAZIONE:

Pierfrancesco Del Seppia - voce, chitarra
Alessandro Fiori - basso, violino, voce
Giulia Costagli - sax, flauto, voce
Matteo Lenzi - synth, organo, marimba, percussioni, harmonium
Luca Di Pietro - batteria, basso, drum machine
Jacopo Staccioli - trombone


Dopo due anni di silenzio discografico, compensato da una intensa attività concertistica, ritorna la Filarmonica con un CD (con la produzione artistica di Alessandro Fiori che sul disco suona anche basso e violino) dal titolo "Sento cadere qualcosa". Nel frattempo vi è stato qualche ritocco nella formazione, questa volta un sestetto e con l'introduzione del basso e del flauto, mancanti nella prova precedente. E' un disco di svolta rispetto al percorso artistico fin qui intrapreso, al punto tale che i 16 brani di cui si compone hanno meritato il Premio Ciampi 2014, ancora prima della loro uscita ufficiale.


 "Il disco prende il nome da una raccolta di poesie di Natan Zach e congela la sensazione dell’attesa in un momento di sospensione, di quelli che possono volgere in una bella sorpresa o in una catastrofe qualsiasi. Tra echi alla High Llamas, Flaming Lips, Tuxedo Moon e Penguin Café Orchestra, nell’album affiorano momenti non sostanziali di cantautorato, così come l’elettronica minimale, tutti attraverso un setaccio di pop e psichedelia che si fa forte tanto dei suoni, quanto dei testi e della struttura dell’intero" (da "La Repubblica XL"). A mio avviso, ma questo è un parere personale, il suono è più "freddo" rispetto al calore emanato da "L'educazione artistica", con maggiore spazio concesso alla sperimentazione elettronica. Per dirla tutta un album meno coinvolgente, a tratti un po' stancante. I testi, sempre ironici e pungenti, non raggiungono questa volta quel "vissuto quotidiano" che veniva trasmesso con forza e chiarezza nel precedente album. Un buon disco ma non il capolavoro atteso. Non mancano piccoli gioielli come "Spara al coniglio", col suo ritmo ipnotico e "Mandorla amara" con la voce di Pierfrancesco De Seppia a duettare col sax di Giulia Costagli. 


Fine del percorso attraverso gli ultimi due album della Filarmonica Municipale LaCrisi. Un ultimo ringraziamento a Roberto per questa ottima scelta e la conseguente condivisione. A voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto.


LINK L'educazione artistica (2013)
LINK Sento cadere qualcosa (2015)

Post by George - Music by Roberto