domenica 22 aprile 2012

Andrea Centazzo - 1974 - Ictus

TROFEO "SCONOSCIUME"

TRACKLIST :

01 - First and last freedom
02 - In the swamp
03 - Anthropomorphic prelude
04 - Social capillary hypnosis part 1
05 - Ode to Nazim Hikmet
06 - Via casette nr. 0
07 - Press-paper mirror
08 - Who remembers the Léstans cement works?
09 - Social capillary hypnosis part 1

Stavolta l'album qui presentato nell'ambito della disfida tra bloggers proviene dal mio sacco, o meglio dal mare magnum del web, non mi è stato cioè passato da altri collaboratori del blog (questo per tenere buoni i miei contendenti). Più precisamente, quest'album lo trovai in un vecchio post sull'imperdibile blog Mutant Sounds (a quanto mi risulta, tra l'altro, lì il link non è più disponibile). Musicalmente, pur essendo Centazzo un musicista di estrazione jazz, le analogie con il rock progressivo italiano ci sono eccome (ascoltate per esempio le prime 2 canzoni, la ritmata "First and last freedom" e la variegata "In the swamp", di ben 10 minuti). Ma nei 9 pezzi strumentali che compongono questo album, tutti a firma di Andrea Centazzo, sono molti i sapori e le atmosfere che si respirano: oltre al prog ed al jazz, vi sono momenti di pura avanguardia (Social capillary hypnosis part 1 e part 2), melodie orientali (Ode to Nazim Hikmet), musica elettronica (Who remembers the Léstans cement works?). Insomma, a questo umile blogger quest'album è piaciuto molto e ve lo consiglia caldamente...

MUSICISTI :

Andrea Centazzo - Batteria, percussioni, flauti, sintetizzatore, voce
Armando Battiston - Tastiere
Franco Feruglio - Basso e doppio basso (e controbassotto!!!)

Buon ascolto, con buona pace di messer Rattone e di compar Francone...
Ah ah ah ah...

LINK

7 commenti:

  1. Ah..Centazzo è prog? Ok aspettati tra un po' Ugolino 1' lp visto che è un album concept (decenni che non uso questa parola..sniff...)
    A meno che x il posteggio di queso album tu non sia stato influenzato pesantemente dal titolo? Magari ti ricorda un bel tempo passato?
    Dicci, dicci, Pepè (citazione di quale canzone?)

    RispondiElimina
  2. Grande album....Nn so se sia prog o meno, e forse questo alla fine è un merito.

    Mi ricorda vagamente le sperimentazioni degli Area di Caution dello stesso anno. Jazz rock elettronico con una spruzzatina qua e la di musica etnica.

    Per essere un disco del 74, registrato da tre giovani e sconosciuti musicisti italiani, mi sembra davvero un grande album.

    Bravo Roby per il ripescaggio....stai abituando fin troppo bene gli assidui frequentatori del tuo/vostro blog.

    alex

    RispondiElimina
  3. Grazie Alex, sono d'accordo con te. Anche secondo me questo è un grande album, non propriamente prog ma collaterale.

    Rattus, secondo il mio modesto parere "Ictus" è più prog dei Gregor, per esempio... Almeno a livello di contaminazione di stili e sperimentalismo...

    Ciao, statemi accuorti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma io non sostengo il contrario, anzi! grande Centazzo per tante cose coraggiose che ha fatto. Solo che non immaginavo assolutamente di trovarlo qui. Diciamo che mi va bene che le maglie che imbrigliano il prog siano belle larghe soprattutto ignorando assolutamente cosa voglia dire questa frase.
      Te capì?
      Io no

      Elimina
  4. Secondo me alcuni album sono grandi proprio perchè non etichettabili. Questo disco di Centazzo, un jazzprog elettronico, oltre che al di fuori delle etichette mi sembra anche al passo coi tempi....anche con i dischi jazzrock che uscivano nello stesso periodo all'estero.

    Centazzo dimostra una grande personalità. Grande Roby per il super recupero che hai fatto di quest'album.

    Io a dire il vero avrei anche visto una bella recensione su questo disco di JJ sul suo blog....peccato perchè è un lavoro originale e coraggioso.

    Tanti saluti dallo zio alex

    RispondiElimina
  5. Questo per me é un assoluto sconosciume,é dunque duopo l'ascolto.Grazie Roby

    RispondiElimina
  6. any chance for a FLAC upload please?
    thanks in advance
    A.

    RispondiElimina