sabato 23 febbraio 2013

Serie "Beat, beat...Cos'era il beat?" n. 6 - Gli Spettri e I Pelati - I Singoli

Una bella doppietta per presentarvi alcuni singoli pubblicati da gruppi minori dell'epopea beat italiana. Iniziamo con
Gli Spettri



Da Firenze arrivano gli Spettri e, a dispetto del loro nome, le loro incisione sono piene di vitalità e soprattutto i singoli incisi sulla Net (Nuova Enigmistica Tascabile) sono abbastanza validi. Nascono nel 1963 per iniziativa dei fratelli Ugo e Raffaele Ponticiello (voce e chitarra); a loro si aggiungono Giuliano Giunti (basso) e Ubaldo Paolanti (batteria). Come altri gruppi toscani iniziano incidendo per la Net condividendo i singoli con alti gruppi. Il primo singolo, inciso nel 1966 e intitolato “Non mi lascerai” è condiviso con Danny, mentre gli altri due “Non eri per me” e “Come Farei” sono condivisi con i Telstars. Sempre nel 1966 esce il loro singolo per la Saphir “ Cerchiamo di Capire/La Promessa”, mentre nel 1967 incidono per la SBX il loro ultimo singolo “Brivido di freddo/Non Eri Per Me”. Tra le caratteristiche del gruppo c'è quella di avere un forte impatto scenico: diventano famosi in tutta la Toscana per la loro abitudine di iniziare i concerti uscendo dalle bare e suonando con tute nere alla Kriminal. Inoltre sono i primi a Firenze ad utilizzare amplificatori per chitarra GRS da 100 watt, una potenza inaudita per l’epoca.
La discografia anni '60 presente in questo post è completa.

TRACKLIST:
01  Non mi lascerai (sul retro Danny - Net 1966)
02  Non eri per me (sul retro i Telstars - Net 1966)
03  Come Farei (sul retro i Telstars - Net 1966)
04  Cerchiamo di Capire (lato A, 1966)
05  La Promessa (lato B, 1966)
06  Brivido di freddo (lato A, 1967)
07  Non Eri Per Me (lato B, 1967)

Dopo 40 anni di ibernazione la band toscana è salita di nuovo agli onori delle cronache musicali, grazie al ritrovamento e alla pubblicazione di un album che ha fatto la gioia di tanti appassionati del prog. Nel 2011 nella cantina/laboratorio musicale dei fratelli Ponticiello, rovistando tra cavi, ampli, cd e cassette ecco spuntare un vecchio nastro bobinato. Per ascoltarlo occorre uno di quei vecchi registratori Revox, in voga alla fine dei ’60. Con molta sorpresa, l’audizione del nastro svela un’opera registrata dagli Spettri, risalente al 1972. Il disco si ispira a sonorità dark-prog, si compone di 4 tracce (3 di esse sono disponibili su You Tube) ed è stato ufficialmente pubblicato dalla Black Widow Record nel 2011. Questa è la copertina dell'album (che naturalmente non possiamo postare).

Link Spettri - I singoli


I Pelati

Nella primavera del 1966, cinque ragazzi di Olbia, i chitarristi Marino De Rosas e Franco Terzitta, l'organista Tony De Rosas, il bassista Giorgio Asara e il batterista Paolo Careddu, danno vita ad un gruppo abbastanza singolare, che all'epoca suscitò parecchia curiosità per il nome e il look decisamente controcorrente. I "Devils"  questo il nome che il quintetto portava già dal 1962), accettando la proposta del direttore artistico della casa editrice milanese "Southern Music", decidono di tagliare a zero la loro folta chioma e di cambiare il nome in "Pelati". Trasferitisi a Milano, entrano subito in sala d'incisione per registrare un brano in sardo gallurese di loro composizione, "Brunedda", già cavallo di battaglia dei Devils. Sul lato B viene inserita una cover di "I don't love you no more", degli Hot Rods, che in italiano diventa "Pepe e Miele". I Pelati, pur non riscuotendo grossi successi di vendita, riescono a guadagnarsi diverse apparizioni in TV e un tour col cantante italo-belga Adamo. A fine anno ('66), registrano un altro 45 " Come i ragazzi di Via Paal / Oh, Giorgio". Non soddisfatti però dalla promozione e distribuzione del nuovo prodotto rompono con la Southern Music e si rivolgono alla "RI.FI. Records", cambiando ancora una volta nome e look.

I "Colours"(questa la nuova denominazione dei cinque, che intanto si sono fatti crescere nuovamente i capelli), pubblicano su 45 giri, una cover in italiano di un brano di Tom Jones "Detroit City". 
Come "Colours" si presentano in una serie di concerti in giro per l'Italia e pubblicano un'altro 45 con una versione italiana di "Hush", brano di Joe South portato al successo mondiale dai primi Deep Purple. Intanto avvengono alcuni cambiamenti nella formazione: Terzitta cede il posto a Franco Scorza, mentre Asara viene sostituito da Marco Menna. Alcuni dissapori con la casa discografica li porta poi a rompere anche con la Ri.Fi. e il nome del gruppo viene modificato in "Colors". 
Con questo nome pubblicano un altro 45, su etichetta "Eleven Music", con un brano di Miriam Makeba, intitolato "Malaika". L'atttività concertistica proseguirà anche negli anni '70, a fasi alterne e con molti cambiamenti di organico.
La discografia a 45 giri qui presentata non è completa (sigh!)

TRACKLIST:

01  Brunedda (lato A, 1966)
02  Pepe e Miele (lato B, 1966)
03  Come i Ragazzi di via Paal (lato A, 1966)
04  Oh, Giorgio (lato B, 1966)
05  Con un sorriso (lato A, 1967 - come Colours)
06  Hush (lato A, 1968 - come Colours)
07  Anniversario dell'amore (lato B, 1968 - come Colours)


Post by George

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