martedì 15 ottobre 2013

Roberto Cacciapaglia - 2000 - Sonanze/Sonances & Otherworks

Tastiere, sintetizzatori, echi dei Corrieri Cosmici (anche se non siamo proprio nel Kraut Rock), una suite suddivisa in 10 movimenti: questo è Sonanze, il primo album solista del compositore milanese Roberto Cacciapaglia, pubblicato nel 1975 da Rolf Ulrich Kaiser, editore della etichetta discografica indipendente tedesca Ohr, specializzata in rock sperimentale. Sonanze fu un lavoro ambizioso per quegli anni, costruito su orchestra, coro e musica elettronica, usando un linguaggio che si avvicina alla musica cosmica tedesca. Nel 2000 l'album è stato ripubblicato in versione rimasterizzata, presso gli Abbey Road Studios di Londra, con il sottotitolo "Sonances & Otherworks", La nuova versione contiene ben 15 bonus tracks.

BACK COVER and TRACKLIST

MUSICISTI:

Roberto Cacciapaglia: piano, guitar, harpsichord, organ, vibraphone, synthesizer (Vcs 3, synthi A, moog)
Luciano Tessari: clarinet
Alfredo Arcobelli, Giuseppe Ferrer, Giuseppe Merli: horns 
Mario Arcari: oboe
Luciano Bianco: piano
Elsa Parravicini, Franco Rossi, Gianni Berlindis, Giuseppe Cantoni, Marco Ravasio: strings  
Walter Morelli: tympani
Bruno Ferrari, Giuseppe Mauri: trombone
Elftiede Demetz, Francesco Maria Minghinelli: vocals

La back cover originale del 1975

Brevi note biografiche
Diplomato in composizione presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, Roberto Cacciapaglia studia direzione d’orchestra e musica elettronica, lavora per qualche tempo all’Istituto di Fonologia della Rai, approfondisce le applicazioni del computer in campo musicale presso il Centro Nazionale delle Ricerche di Pisa e collabora da protagonista ai primi due album di Franco Battiato, Fetus e Pollution. Nel 1974, anno in cui terminò il suo primo LP, Roberto Cacciapaglia ha solo 21 anni, ma dal suo curriculum si capisce che la sua vita è stata e sarà totalmente dedicata alla musica, alla sperimentazione e alla ricerca. Durante il concepimento di Sonanze si interessa alla musica cosmica tedesca conquistandosi la stima di alcuni dei suoi maggiori esponenti (Florian Fricke, Tangerine Dream, Dieter Darks, Wallenstein) e ottenendo  la pubblicazione del suo album solista da parte di Rolf Ulrich Kaiser. Sono assolutamente da non perdere gli altri due dischi solisti pubblicati negli anni '70, ovvero "Sei note in logica" e "The Ann Steel Album", entrambi del 1979. Prossimamente su questi schermi.

La front cover originale del 1975

"La risultante è un lavoro fresco, nuovo, autoctono, sincero e per nulla derivativo malgrado i numerosi referenti. Non è certamente Progressive, ma su questo non vi sono dubbi. Tuttavia non è neppure Kraut come vorrebbero alcuni ed è persino ben lontano dalle prime sperimentazioni di Battiato. Rispetto alla temperie tedesca infatti gli mancherebbe un po’ più di magniloquenza, di severità, di quel rigore che anche Fricke impiegò per scrivere “Pharaos”, mentre in confronto alle prime follie di Battiato non si ravvisa alcun senso di provocazione, di dadaismo politico, di destrutturazione. Qui è tutto splendidamente organico" (John's Classic).

Così scrive Roberto Cacciapaglia sul suo sito ufficiale riguardo il progetto "Sonanze": 
"Il bisogno di scrivere all'interno di questo disco non significa volerlo "spiegare", anche perché sarebbe impresa assai utopistica e insensata, ma piuttosto aiutare ad individuare una sua difficile collocazione e chiarirne la provenienza e le aspirazioni. Il primo contatto concreto trovo risieda nel titolo, SONANZE, indicativo secondo me per un lavoro che si trova al crocevia di due strutture musicali: l'una (ASSONANZE, armonie, tonalità) dettata in genere dall'emotività; l'altra (DISSONANZE, atonalità, forza disgregatrice delle strutture tradizionali classiche), utilissima "ai suoi tempi", dico ai suoi tempi perché penso che la musica cosidetta "moderna" abbia subito un processo di invecchiamento e Sonanze di nonsenso, e che oggi sia diventata "tradizionale" cioè sfida alla troppa atonalita, troppi problemi estetici e discriminatori per una materia che dovrebbe essere presa e manipolata liberamente ai fini di una massima intensità propria del processo creativo, al di là delle tecniche, solo vero elemento di impedimento a un rapporto tra ascolatore e autore. Sono consapevole, purtroppo, di essere in ritardo di alcuni millenni rispetto a come vorrei fosse intesa la musica, che oggi trovo diluita nei suoi poteri primari, in un'epoca distruttrice dei valori essenziali. Proprio per questo voglio cercarla in profondità e non in superficie, magari alternando la manopola di un sintetizzatore ad un marranzano".


Post by George

2 commenti:

  1. Ho sempre avuto una venerazione particolare per questo compositore, la sua musica mi intenerisce a mi esalta al contempo. Sarei capace di cose immani ascoltandola, invece mi devo limitare alla stupida anonima vita di tutti i giorni, magari invidiandolo per aver creato pagine di memorabile intensità, cosa che io non riesco a fare con la poesia, e sperando di creare un qualcosa con lui o con la sua egida....

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