domenica 27 dicembre 2015

Serie "Doppelganger" n. 12 - Dalton - Argitari (original version 1975 & remastered version 2005) + Bonus CD


Non so perché ma in questi anni ci è sfuggito un post dedicato ai Dalton. Una manciata di brani in qualche compilation, l'album solo del cantante e chitarrista Aronne Celeda, ma nulla che li riguardi direttamente. Però siamo sempre in tempo per rimediare. L'album in questione è il loro secondo e ultimo prodotto, datato 1975, e per presentarvelo abbiamo scomodato nientemeno che la gloriosa serie "Doppelganger", una creatura del nostro infaticabile Straospheric Captain. Per comodità li definiremo i Dalton II, giusto per non confonderli con i componenti di un omonimo gruppo di Brescia che pubblicò cinque singoli, dal 1967 al 1969 e che accolse per qualche mese nel corso del 1970 nientemeno che Mauro Pagani, presto fuoriuscito per confluire nella allora nascente Premiata Forneria Marconi. Invece i Dalton di cui ci stiamo occupando (II) iniziarono la loro carriera musicale nel 1973 con l'uscita di un grandioso album intriso di prog dalla prima all'ultima nota, dal titolo "Riflessioni: idea d'infinito". Flauto, chitarre acustiche ed elettriche, una base ritmica potente, le tastiere che rifiniscono e cesellano le parti strumentali: sono questi gli ingredienti di un disco bellissimo e quasi completamente ignorato in patria (anche a causa delle poche copie stampate). In compenso ottenne il primo posto al Festival Pop di Zurigo. 


Dopo un discreto singolo pubblicato nel 1974, La donna e il bambino, e qualche rimpasto nella formazione, l'anno successivo è la volta del 33 giri "Argitari", un buon disco anche se non all'altezza del primo. I suoni sono più delicati, prevalgono le tracce acustiche, le voci e i cori, e anche i testi si fanno più intensi e intimisti, più cantautorali, in alcuni casi oserei dire molto vicini al catto-prog (valga per tutti La forza di Dio). Il disco contiene anche un rifacimento della dylaniana Blowin' in the wind, qui intitolata La risposta. Piccola curiosità: il brano Visione di una notte d'estate non è altro che la versione rivista e corretta con testo modificato del singolo La donna e il bambino. La ragione? l'esclusione dalle selezioni del Festival di Sanremo dove l'argomento era stato giudicato troppo irriverente (sigh!). 

Il perché abbiamo incluso "Argitari" nella serie "Doppelganger" è semplicemente legato al fatto che di questo disco ne esistono due versioni: la prima, quella originale del 1975, e la seconda, ovvero la ristampa del 2005 su CD ad opera della BTF/Vinyl Magic, con sovraincisioni di flauto ad opera di Alex Chiesa (che aveva lasciato il gruppo durante le registrazioni originali) e un suono decisamente migliorato. Contiene inoltre quattro bonus tracks. 

Dalton - 1975 - Argitari (versione originale)

La front cover apribile in due parti
TRACKLIST:

 01. L'impossibile è possibile   (3:00)
02. Hai visto il sole? (3:37)
03. Ho ritrovato la mia donna (3:37)
04. Argitari (3:36)
05. La risposta (4:17)
06. Visione di una notte d'estate (4:45)
07. Odiarti no (4:28)
08. La forza di Dio (4:07)
09. Il vuoto (3:47)
10. La donna e il bambino (4:35) - versione 45 giri con testi differenti rispetto alla track n. 6, pubblicata come bonus track nella ristampa in CD della Giallo Rec. nel 1998

La back cover del disco originale
FORMAZIONE

Aronne Cereda - chitarra, voce
Giancarlo Brambilla - tastiere
Rino Limonta - basso
Walter "Tati" Locatelli - batteria
Alex Chiesa - flauto

La back cover della prima ristampa in CD del 1998



Dalton - 2005 - Argitari (edizione rimasterizzata 
con nuove sovraincisioni e bonus tracks)


TRACKLIST:

01. L'impossibile è possibile
02. Hai visto il sole?
03. Ho ritrovato la mia donna
04. Argitari
05. La risposta
06. Visione di una notte d'estate
07. Odiarti no
08. La forza di Dio
09. Il vuoto

Bonus tracks
10. La donna e il bambino (45 giri, 1974)
11. La stessa lezione (inedito)
12. Una ragione di piu (inedito)
13. Viaggio (inedito)



FORMAZIONE

Aronne Cereda - chitarra acustica, chitarra elettrica, voce solista
Giancarlo Brambilla - organo, piano, moog, mellotron
Tati Locatelli - batteria, percussioni
Rino Lamonta - basso elettrico
con
Alex Chiesa - flauto e seconda voce
Massimo Moretti - seconda voce



Ed ecco la ristampa opportunamente rimasterizzazione con quattro bonus tracks, tre inediti e il singolo del 1974 con testi diversi. Come già ricordato Alex Chiesa e Massimo Moretti sovraincisero alcune parti di flauto e voce. Il risultato è più che buono. Per la cronaca, i Dalton incisero ancora un paio di singoli nel 1977 e 1979 (tra i quali un nuova versione di Monia, il mieloso brano inciso dai Dalton I nel 1967), decisamente commerciali e di scarso interesse, oltre che un raro singolo promozionale a nome "Jeans Master Orchestra" (registrato nella metà degli anni '70) dato in omaggio agli acquirenti dei jeans. Il titolo era What's the use of a sail / A che serve una vela,  in pratica lo stesso brano cantato in inglese e in italiano. Dopo lo scioglimento del gruppo vale la pena ricordare che il batterista Walter Locatelli formò i Mo.Do, da poco postati sulla Stratosfera. Ulteriori informazioni le potrete trovare sul sito Italian Prog di Augusto Chiesa. Concludiamo con un bonus CD, nella migliore tradizione del nostro blog, contenente i singoli incisi sia dai Dalton I che dai Dalton II, alcuni dei quali non inclusi su LP, più altre curiosità.




 Dalton - Singles & Rarities - Bonus CD


DALTON I

01. Monia - 45 giri, lato A, 1967
02. Il giro - 45 giri, lato B, 1967
03. Era qui - 45 giri, lato A, 1968
04. Tempo d'estate - 45 giri, lato B, 1968
05. Da cinque anni - 45 giri, lato A, 1969
06. Venus (Shocking Blue cover) - 45 giri, lato A, 1969
07. Summertime - 45 giri, lato B, 1969



I primi Dalton, quelli originari di Brescia,  apparvero in circolazione nel 1967 e in quell'anno pubblicarono il primo 45 giri, Monia (poi ripubblicato nel 1969). Parteciparono al Cantagiro del 1969 con Da cinque anni, e tra le loro produzioni c'è anche la versione italiana della celebre Venus degli olandesi  Shocking Blue.  Il retro del singolo era Summertime (non aspettatevi una versione alla Janis Joplin, però). La formazione era composta da Mimmo Saponaro (voce, basso), Rolando Belli (chitarra, voce), Lino Cornali (organo) e Angiolino Bergamini (batteria). Solo in Venus Bergamini venne sostituito da un batterista milanese di nome Adamo (è bello vedere come di alcuni musicisti si perdono le tracce).  Nel 1970, dopo l'uscita dell'ultimo 45 giri, la formazione si allargò a comprendere un quinto elemento, il già ricordato polistrumentista Mauro Pagani, che aveva suonato insieme al batterista dei Dalton nel gruppo beat Gli Araldi, intorno al 1966. Con questa formazione i Dalton fecero molti concerti, ma nel settembre 1970 si sciolsero quando Pagani entrò a far parte della neo costituita Premiata Forneria Marconi. 



DALTON II

01 La donna e il bambino - 45 giri, lato A, 1974
02. Il vuoto - 45 giri, lato B, 1974
03. Monia - 45 giri, lato A, 1977
04. Mama dog - 45 giri, lato B, 1977
05. Riflessioni (vocal version) - inedito apparso sul bonus CD compilation allegato al volume "Italianprog", 2008
06.  Dimensione lavoro - Live at "Bloom", Mezzago, 2003




Buon ascolto. I commenti sono sempre graditi


Post by George

6 commenti:

  1. Hello and nice greetings.. I'm a great follower of your blog and I'm a great fan of (old) italien rock music. Dalton are one of these bands I love very much. So many thanks for this and the other ones. I wish you nice days and a very good year 2016

    RispondiElimina
  2. Grazie. Vorrei segnalare la meravigliosa versione in stile psichedelico italiano di Summertime. Mi fa venire in mente "Un brutto sogno" degli Uh!, altrettanto bella. Di quello stile di fine sessanta, influenzato dalle suggestioni classicheggianti dei Procol Harum, siamo stati buoni maestri. Poi, oltre che bella, era anche una musica che andava forte alle feste in casa...

    RispondiElimina
  3. La versione qui indicata con il titolo Summertime secondo me è assai più bella di quella con il titolo Tempo d'estate. Potresti dirne qualcosa in più se la sai?

    RispondiElimina
  4. In effetti le due versioni di Summertime fanno parte di quelle stranezze che hanno accompagnato sia i Dalton che altri gruppi anni '60, che spesso hanno inciso due volte lo stesso brano con qualche variazione (vedi Monia). Nel caso specifico non so darti una spiegazione plausibile del perché questa cover sia stata pubblicata due volte, a distanza di un anno l'una dall'altra. Forse potrebbe dircelo un componente del gruppo, se mai incapperà in questo blog. Va da sé che vi sono evidenti differenze, ad iniziare dalla voce, decisamente più ruvida nella versione 1969. Ciao

    RispondiElimina
  5. Grazie delle precisazioni. La versione pubblicata dopo, la più ruvida e a mio giudizio la migliore, sembra realizzata prima. Probabilmente era stata scartata in favore di un'interpretazione più soft e recuperata in seguito come retro a buon mercato per Venus. Tra l'altro i due dischi furono pubblicati da due etichette differenti (GSC e Signal, questa della SAAR).

    RispondiElimina