sabato 13 febbraio 2016

Meat Puppets - 1982 - Gold


 TRACKLIST :

01 Look at yourself
02 Freedom dreamer
03 Hey honey
04 It's another day
05 Gold
06 When we rocker sing
07 I know you love me
08 Poor boy

 E sempre nell'ottica delle sforbiciate alla wishlist del nostro Capitano, eccomi a proporvi un album pubblicato dalla casa discografica Drums Records di Torino, quel Gold pubblicato nel 1982 dai Meat Puppets, omonimi del gruppo punk rock statunitense attivo nello stesso periodo del complesso piemontese. Facciamo subito chiarezza : chi leggesse sul retro di copertina che al missaggio furono preposti due signori a noi ben noti, ovvero quel Marco Cimino e quel Gigi Venegoni che con Arti & Mestieri e non solo A&M ci avevano regalato belle e buone good vibrations potrebbe illudersi di trovarsi di fronte ad un poco conosciuto gruppo esecutore del genere che a noi...."tanto ci piace". Ebbene : PURTROPPO NO !!! I 5 ragazzi si destreggiano in un piacevole rock a tratti hard, con chitarra distorta e testi in inglese, a mio parere con una voce penalizzante nell'economia finale del lavoro, ma nulla più. Vorrei prima di lasciarvi all'ascolto sottolineare con alcune considerazioni quanto segue : in primis la pregevole fattura della copertina e del prodotto nel suo totale, con un bellissimo disegno frontale, la stimolante grafica fronte retro, e va apprezzato anche l'inner con appunto i testi in inglese ma la compresenza della traduzione in italiano. Inoltre insieme all'album fu pubblicato il 45 giri con i due brani Gold e Look at yourself. 

Infine una mia opinione assolutamente personale : ascoltate l'unico brano strumentale It's another day. E' solo una mia impressione o anche a voi ricorda in alcuni passaggi qualcosa che riecheggi i lavori di Tilt o forse meglio di Giro di valzer per domani dei più gloriosi e già citati Arti & Mestieri? E con questo annoso quesito vi lascio augurandovi buon ascolto e come sempre rinnovando i miei più cari auguri di buona salute a tutti. Frank - One


Post by Frank-One and Captain

8 commenti:

  1. Sulla storia dei Meat Puppets e le loro alterne fortune ci sarebbe da scrivere parecchio(comunque se cercate bene in rete salta tutto quanto fuori) per non parlare dei rapporti(avariati a dir poco...) tra gli ex componenti (anche qui chi cerca trova...),segnalo l'errore riguardante l'etichetta discografica,si trattava della Drums Records e non della Durium.

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  2. Ti ringrazio. Effettivamente si tratta del tipico refuso, ovviamente intendevo la Drums (Captain se volessi provvedere ovviamente hai il mio più totale assenso), ma il bello di un blog è proprio questo, quindi di nuovo grazie! Frank - One

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  3. Chi vuol saperne di più non si limiti a probabili invenzioni di qualcuno che neanche ha visto e vissuto la storia di questa Band, ma si rivolga a giannigreco@hotmail.it BASSISTA E LEADER FONDATORE dei MEAT PUPPETS

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  4. Inoltre..devo contraddire la recensione "critica" di Frank-one del quale gradirei conoscere il vero nome per poter dialogare con lui alla pari.
    Il brano solo musicale a cui accenna l'"amico", nulla a che vedere con gli Arti e Mestieri, in quanto Its Another Day è stata sccritta ben 11 anni prima (1972) dal bassista della band Gianni Greco quando militava nella band inglese MAD HOUSE, con alla batteria JAN BROAD ex di un certo Ritchie Blackmore poi Deep Purple, a quel tempo "forse" neppure esistevano gli Arti e mestieri.
    Altresì, il nostro "intenditor" di musica definisce il brano un valzer, in realtà il termine esatto è 6/8vi, ma tralasciamo la "cultura" musicale del Frank, sarebbe bene che l'amico attingesse alla fonte ufficiale per quindi pubblicare notizie veritiere sulla band in questione ed i suoi componenti.
    Quindi FRank, Franchino..Franchetto,o cme ti chiami, disturbami pure, sono Gianni Greco, sarò felice di delucidarti su quanto non sai, e su quanto c'è di inventato su ciò che scrivi.
    Resto in attesa.

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    1. Buongiorno.
      Mi permetto, senza alcun indugio, di spezzare una lancia a favore dell'amico Francone, grande appassionato di musica italiana, prog innanzitutto. Trovo davvero irritante il tono di questo commento, come se le informazioni sulla vostra, mi permetta, sconosciutissima band, fossero alla portata di tutti. Io loderei uno dei pochi siti che la cita, e che quindi ne consegna ai posteri le "glorie". Infantile e superfluo poi il giochino sul nick, stendiamo un velo pietoso...

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  5. Gentile signor Gianni, rimango basito dalla Sua piccata e irritata risposta. La prego, legga bene tra le righe della mia "presentazione" dell'album: come per ogni lavoro che da noi, fruitori oltrechè stesori dello stesso blog, viene presentato cerchiamo di inquadrare il periodo storico grazie alla pubblicazione di dati e ci permettiamo da appassionati, ripeto da APPASSIONATI, non certo da critici musicali, ruolo che almeno per quanto mi riguarda non mi appartiene affatto. Ed infatti spesso intervengono gli stessi artisti facendo chiarezza ed elargendoci dati, date ed aneddoti che ascoltiamo con sincero piacere, benché debba dire che a memoria non ricorda un intervento irritato come il Suo. Nessun rancore da parte mia, anzi! Solo il dispiacere di essere stato frainteso e soprattutto se l'abbia offesa o abbia sminuito il Suo/Vostro lavoro, me ne scuso sin d'ora. Ultime due osservazioni e le lascio volentieri la replica: io non ho mai parlato di "un valzer", ma dove lei ha letto Giro di valzer per domani (ed infatti menzionavo anche Tilt) facevo riferimento alla discografia del grande gruppo torinese area Cramps, ed al titolo del loro secondo lavoro, appunto Giro di valzer per domani, che è ben lungi dall'essere una mera antologia di valzer viennesi. La seconda osservazione è che in questo blog cerchiamo sempre di portare alla luce lavori più o meno di nicchia, che non sono alla conoscenza del grande pubblico per vari motivi che non sto ad elencare, posso solo dire che quando lo presentai anni fa alla trasmissione From Genesis to Revelation alla quale colaboro sulle frequenze di Radio Popolare, neanche i due conduttori Renato Scuffietti e MATTHIAS Scheller (contitolare dell'etichetta AMS/BTF) conoscevano il Vostro lavoro, ma sono certo che sia dovuto ad una loro lacuna. Tralascio sullo sfottò Franchino, Franchetto ECC., se mi permette unico punto dove Le è, sempre a parer mio,diciamo così scivolata un pó la frizione: mi chiamo Ubaldo Franco Cibei, peso 130 Kg, da qui tutti mi chiamano Francone, ho scelto come pseudonimo Frank - One grazie a questa allitterazione, e non faccio il critico musicale, ho ben altra attività, e soprattutto sarò felice di leggere altre notizie ed aneddoti sul Vostro gruppo, magari se possibile senza l'astio da cui mi era parso fossero pervase quelle precedenti, ma anche questa è solo una mia impressione. Detto questo La ringrazio e La saluto col mio solito augurio di buona salute a Lei e a tutti gli amici che avranno avuto la pazienza di dedicarci un poco del loro tempo. Con stima e simpatia, Ubaldo Franco Cibei aka Frank - One

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  6. D'accordo con quanto ha scritto Frank-One e la recensione mi è sembrata piuttosto positiva. Come ha precisato Frank, chi posta/recencisce e chi legge/ascolta sono appassionati e non critici. Anzi dovreste ringraziare chi, come loro, che per passione portano alla luce dei lavori passati inosservati e procurano qualche attimo di "gloria".

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  7. Elogio l'amico FranK-One per avere portato alla luce un disco sconosciuto alla quasi totalità del nostro pubblico (e non solo). Le critiche e i commenti devono essere costruttivi senza
    demonizzare o offendere l'autore della recensione, peraltro apprezzabile e condivisibile. Io stesso ho ricevuto dei plausi, in passato, da esponenti di gruppi di una certa levatura (leggasi New Trolls) e critiche - ma di altra natura - da parte di Lino Vairetti degli Osanna. Ma senza mancare di rispetto. D'altronde, chi fa le recensioni, come accade anche nei periodi musicali, ha la libertà di esprimere il suo giudizio. Quindi, amico mio, scusami tanto, ma col senno del poi avremmo preferito lasciare il disco dei Meat Puppets nell'oblio in cui si trovava. Stammi bene.

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