martedì 24 gennaio 2017

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 15 (Serie "Yesterday & Today" n.15) - Colosseum live in Roma, Piper Club (1971) & live in Genova, Porto Antico (2011)


La leggenda Colosseum approda finalmente tra le pagine della Stratosfera. Mi ero innamorato di questo gruppo fin dalle prime note di Valentyne Suite, un must, una cavalcata epica che ancora oggi mantiene intatta tutta la sua freschezza e la sua originalità. Non era il 1969 quando scoprii i Colosseum, ma qualche anno dopo, dopo essermi nutrito di quella che allora fu per me la bibbia nell'avvio della scoperta del rock, del blues e del progressive. Parlo di "Pop Story - Suite per consumismo, pazzia e contraddizioni"", testo seminale scritto da Riccardo Bertoncelli e pubblicato dalla Arcana nel 1973 (lo conservo ancora gelosamente nella sezione musicale della mia biblioteca), dove l'autore, con poche pennellate, definiva così i Colosseum: "Il blues regala ancora qualche figlio distorto. Jon Hiseman, Dick Heckstall-Smith e la centuria dei Colosseum, figli indiretti dei Blues Breakers mayalliani, sono i profeti più grandi in questa epoca tarda, di piena decadenza". E ancora: "Un suono aristocratico, il sax che fa vibrare gli angoli più nascosti dell'anima, il jazz lindo e odoroso senza rabbia, il classicismo particolarissimo e appena sfiorato, Bach deturpato con gentilezza e il ritmo onnipresente. Valentyne Suite resta il punto sommo degli orizzonti complessistici, un ricamo ad ampio respiro in cui le componenti ai poli opposti vanno a fondersi senza apparente difficoltà, per la suite forse più completa e coordinata di tutta la storia pop". 

I Colosseum in uno scatto del 1969
Tratti quasi onirici che fecero scattare in me la molla della ricerca di tutta la produzione dei Colosseum. Detto tra noi ho amato e amo ancora in modo particolare la discografia dei Colosseum pre Chris Farlowe, che ho da sempre appena tollerato. Nemmeno a farlo apposta anche Riccardo Bertoncelli lo definisce, un po' crudelmente, "un vocalist imbevuto sino al ridicolo delle proprie tendenze tenorili". Non sono così tranchant, ma i primi due album del 1969,  con James Litherland alla chitarra e voce, sono inarrivabili. Paradossalmente apprezzo di più la voce di Farlowe  nel periodo "reunion" (iniziato nel 1994) e ai giorni nostri,  più morbida, fluida e meno "tenorile".  Valga per tutti il concerto genovese, dove l'anima blues emerge prepotentemente. 

Per l'occasione ho rispolverato la gloriosa serie "Yesterday and Today" per presentarvi un concerto "vintage", risalente al 1971 e uno più attuale, anche se non recentissimo, datato 2011. Tra le due performance sono trascorsi "solo" 40 anni, ma la freschezza e la levatura del concerto degli anni 2000 fermano il tempo, confermando la grandezza di una tra le più luminose band di prog-jazz-rock-blues di tutti i tempi

Yesterday

Colosseum - Roma Caput Mundi - Piper Club, Rome, 1971


TRACKLIST:

01. Intro / Rope Ladder To The Moon (by Jack Bruce)
02. Skelington
03. Tanglewood '63
04. Time Machine



LINE UP

John Hiseman - drums
Dave Greenslade - organ, vocals
Chris Farlowe - vocals
Mark Clarke - bass, vocals
Dave "Clem" Clempson - guitar, vocals
Dick Heckstall-Smith - saxophones



Nel 1971, anno della pubblicazione del doppio LP "Colosseum Live", il gruppo intraprese un tour europeo che toccò anche l'Italia, per la precisione Roma, nel leggendario Piper Club. La data non viene indicata sulla copertina di questa bootleg, in circolazione da tempo, peraltro intitolato "Roma Caput Mundi". La registrazione non è delle migliori: in alcuni brani i suoni si abbassano repentinamente, dando la sensazione che la traccia sia bianca. Alzate il volume. II concerto è costituito da quattro brani, piuttosto dilatati, con lunghi assoli di chitarra e di batteria. Le prime tre tracce provengono direttamente dal live del 1971 (Skelington è listata come Skeleton). Time Machine era il brano di chiusura di "Daughter of Time" del 1970. Complessivamente il concerto non mi ha emozionato più di tanto. Leggo un po' di stanchezza nel gruppo, preludio allo scioglimento che avverrà da lì a poco. Resta comunque la testimonianza di un evento musicale storico. Di seguito alcuni scatti fotografici relativi al concerto.




...and Today

Colosseum, Porto Antico, Genova, 5 luglio 2011


TRACKLIST CD 1:

01. Come Right Back 
02. I Can't Live Without You 
03. Morning Story - ( by Jack Bruce.)
04. Theme for an Imaginary Western ( by Jack Bruce.)
05. Walking in the Park
06. Stormy Monday Blues
07. Tomorrow's Blues



TRACKLIST CD 2:

01. Valentyne Suite
02. Jon Hiseman Drum Solo
03. Lost Angeles


LINE UP

Jon Hiseman - drums
Dave Greenslade - organ, vocals
Chris Farlowe - vocals
Mark Clarke - bass, vocals 
Dave "Clem" Clempson - guitar, vocals
Barbara Thompson - saxophones


Dopo 40 anni i Colosseum si ripropongono con immutata freschezza.  Identica formazione, ad eccezione di Barbara Thompson, moglie di Jon Hiseman, al sax, al posto di Dick Heckstall-Smith scomparso nel dicembre 2004. Ancora una volta le tastiere di Dave Greenslade si intrecciano in modo magistrale con la chitarra di Clem Clempson. Jon Hiseman sfodera uno dei suoi micidiali assoli, con tecnica e potenza immutate. Ascoltate cosa riesce a fare nella seconda parte del concerto. I grandi classici del gruppo vengono riproposti con dovizia: da Mornimg Story e Theme for an Imaginary Western di Jack Bruce a Walking in the Park, da Lost Angeles (con richiami ad Eleanor Rigby e a Sunshine of Your Love) ad una spettacolare versione dell'immortale Valentyne Suite. Ringrazio l'amico che ha postato questo meraviglioso concerto su Youtube, farcito anche dai suoi commenti. Ma ci stanno anche quelli sull'onda dell'emozione di trovarsi di fronte ai Colosseum. 
Semplicemente fantastico. Buon ascolto. 





Link Roma, Piper 1971
Link Genova, Porto Antico 2011 CD 1 
Link Genova, Porto Antico 2011 CD 2 


Post by George

4 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Grazie Albe, mi fa sempre piacere leggere i tuoi commenti.

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    1. Grazie a te per le tue interessantissime proposte musicali.

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  3. Grazie George, non é poi così male il live al Piper Club 1971, al di là della qualità artistica é un pò penalizzato dalla qualità sonora della registrazione d'epoca. Il live al Porto Antico del 2011 é una ''gemma preziosa'' che ho ascoltato estasiato, per non parlare dell'assolo di Jon Hiseman alla batteria...

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