sabato 30 settembre 2017

Serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 61 (Serie "Bootleg" n. 253) - Franco Battiato - 2007 - Il Vuoto Tour Ragusa


TRACKLIST :

01 - Haiku
02 - Povera patria
03 - Oceano di silenzio
04 - Amore che vieni amore che vai
05 - I giorni della monotonia
06 - Aspettando l'estate
07 - Niente è come sembra
08 - Ruby Tuesday
09 - Il cammino interminabile
10 - The game is over
11 - Il vuoto
12 - Lettura
13 - Strani giorni
 14 - Tra sesso e castità
15 - Caffè de la paix
16 - La cura
17 - La stagione dell'amore
18 - E ti vengo a cercare
19 - Shock in my town
20 - Voglio vederti danzare
21 - Cuccurucucu
22 - L'era del cinghiale bianco


Proviamo a documentare una fortunata tourneé di Battiato attraverso questa registrazione effettuata da chi scrive il 4 agosto del 2007 a Ragusa. Una sedia ed un tavolino, entra Franco Battiato tra gli applausi. Luci soffuse ed ombre delicate, da dietro le tende affiorano le note di un pianoforte e la poesia di “Haiku”. Poi “L’oceano di silenzio” e “Povera Patria” con i consueti applausi di approvazione per i governanti “inutili buffoni” ed ancora l’omaggio a Fabrizio De Andrè. Poi, via ogni tendaggio e si scopre che sul palco c’è spazio per un quartetto d’archi, per le tastiere elettroniche, per gli FSC e le MAB. Qualcuno del pubblico tira un sospiro di sollievo. Si capisce che per questa volta la sfida, vinta in partenza, è per l’artista quella di riuscire a far convivere sul palco anime molto diverse e talvolta, come nel caso delle Mab, stridenti con l’idea che si potrebbe avere di un musicista elegante e minimale. Ma, come suggerisce qualcuno, niente è come sembra. In primis perché le ragazze ed i ragazzi si dimostrano valenti musicisti e, trattandosi di uno spettacolo musicale, non è faccenda da poco. E poi perché tutto l’ensemble sembra docile nel seguire le traiettorie musicali di Battiato. Il “Nuovo quartetto italiano” ed il pianoforte di Carlo Guaitoli, infine, intervengono spesso ad ingentilire la situazione, stemperando i toni e riportando anche i brani più duri alle atmosfere di quiete che caratterizzano il canto di Battiato. Difficile aggiungere altro se non che anche il fido Manlio Sgalambro suscita ancora simpatia per quel suo modo così surreale e concreto di far filosofia cantando.


Per chi è in cerca di brividi inediti, si riscopre l’anima elettro pop de “La Stagione dell’amore” e si sperimenta una versione acida per “Caffè de la paix”. Poi si canta tutti in coro “La Cura” e si trema per le arditezze sonore di “Shock in my town”. Il rito sta per concludersi e come suggerisce il cantore, tutti a danzare sotto il palco mentre si enucleano i vari balli del mondo, dalle cavigliere del katakali ai valzer viennesi. E poi “Cuccurucucu”. Tra i brani del cd più recente si fa notare l'assenza di "Io chi sono?", "Stati di gioia" e "Tiepido aprile". Canzoni mistiche che saranno riprese soltanto negli anni a seguire. Nella speranza che torni presto l'era del cinghiale bianco....

Buon ascolto if you want


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Post by Antonio LM with a little Captain's help

2 commenti:

  1. Pur non essendo Battiato tra gli artisti che amo maggiormente (attenzione, si parla di "affiatamenti" musicali, innegabile è la grandezza dell'artista e la sua bravura), quando vedo queste pubblicazioni non posso che rimanerne affascinato. Grazie, Frank - One

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  2. Un concerto strepitoso, che mantiene desta l'attenzione dal primo all'ultimo brano: grazie ad Antonio e al Capitano.

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