mercoledì 16 maggio 2018

Patrizia Scascitelli - Ballata (1975) & Live Università Statale di Milano (1976) - vinyl


Si parla poco di Patrizia Scascitelli, ed è veramente un peccato perché ci troviamo di fronte ad una grande artista con un percorso musicale di tutto rilievo che affonda le radici negli anni '70. Rendiamole giustizia. Romana di nascita, Patrizia inizia a suonare precocemente il pianoforte per poi diplomarsi al Conservatorio di Santa Cecilia. Accostatasi al jazz, frequenta un corso condotto niente meno che da Giorgio Gaslini, I giornali musicali degli anni '70, "Ciao 2001" in primis, la ricordano come la prima donna jazzista in Italia.


Entrata di diritto, grazie alla sua bravura, nell'orbita del jazz italiano, suona con musicisti del calibro di Bruno Tommaso, Massimo Urbani, Roberto Della Grotta. Forma anche una serie di band di cui diviene leader, partecipando ai più importanti festival jazz della nostra penisola, tra cui Umbria Jazz e quelli di Bologna e Pescara. La sua prima prova discografica, che deriva da una ricerca sul folklore italiano (così leggo sul sito "Jazz Italia" dal quale ho attinto parte di queste informazioni) risale al 1975 e si intitola "Ballata". Il disco è stato recentemente classificato sulla rivista "Jazzit." tra i dischi più rappresentativi della cultura giovanile degli anni settanta. E scusate se è poco!

Dopo la pubblicazione del debut album si trasferisce per un breve periodo a Milano dove collabora con alcuni musicisti locali tra i quali il sassofonista Daniele Cavallanti. Tornata a Roma, insieme al batterista Marvin "Boogaloo" Smith, al sassofonista Larry Dinwiddie e al percussionista Karl Potter forma il quartetto "Life Force". Insieme realizzano il secondo disco registrato dal vivo alla Statale di Milano nel 1975.


Sul finire degli anni '70 Patrizia Scascitelli, sempre alla ricerca di nuove sonorità, con uno stile proprio, esplora varie forme jazz, dal free al bebop, fusion e latin; dando vita a nuove formazioni, con solisti d'evidenza, quali il sassofonista Giancarlo Maurino, il chitarrista Dario Lapenna e il percussionista brasiliano Carlos Silva. Nel 1980 compone la musica dell'opera teatrale "Medea" di Camilla Migliori. Seguiranno "Istallazioni sonore" per la mostra d'arte di sculture e quadri di Marie Laure Piccinelli e altre collaborazioni con la letteratura, poesia, danza e arte visiva.

Nel 1981 si trasferisce a New York. Nella "grande mela" si esibisce nei maggiori teatri inclusi il Madison Square Garden, suonando al fianco di leggende musicali jazz tra cui Don Cherry, Maxine Sullivan, Clifford Jordan, Buster Williams, Charles McGhee, David "Fathead" Newman. Ultime annotazioni: sulla classifica della rivista "Musica Jazz", il suo CD "Live in Rome" , in coppia con Giorgio Gaslini, è stato indicato tra i migliori album del 2002 e nell'ultima classifica Patrizia è apparsa come  Musicista dell'anno 2003. Citazioni sulla pianista /compositrice si possono trovare sulla Grande Enciclopedia Jazz Curcio e in numerosi libri e riviste. Su Youtube sono postati alcuni suoi concerti e video.

E ora, finalmente, occupiamoci dei primi due dischi, rigorosamente in vinile, rispettivamente datati 1975 e 1976. 

Patrizia Scascitelli - 1975 - Ballata


TRACKLIST:

01. Introduzione
02. Tropico del Cancro
03. Danza corale ciclica carnevalesca
04. La Rinnidota
05. Lament
06. Ballata 1
07. Rispetto senese
08. Interludio
09. Ballata 2
10. Interludio
11. Inno all'albero della libertà
12. Vocero
13. Tarantella

Roberto Della Grotta
FORMAZIONE

Patrizia Scascitelli - piano
Roberto Della Grotta - basso
Mario Marinelli - batteria


Il disco di debutto di Patrizia Scascitelli è semplicemente meraviglioso ed è piuttosto difficile da reperire. L'ho avuto grazie all'amico Frank-One (ma che cosa non ha nella sua fonoteca?) che ringrazio e che ha prontamente risposto al mio accorato appello inviandomi i file rippati dal vinile.  Il disco, registrato nel marzo 1974 negli studi RCA di Roma, vede Patrizia, appena venticinquenne, sciorinare tutta la sua classe e la sua bravura, sorretta da due grandi musicisti quali Mario Marinelli alla batteria e Roberto Della Grotta al basso e al contrabbasso. Mi sono innamorato di questo disco fin dal primo ascolto, forse perché le atmosfere jazz sono sfumate, lasciando invece spazio a composizioni strumentali variegate, con echi di folk e prog sullo sfondo. Oggi credo di essere arrivato almeno al decimo ascolto.

 Patrizia Scascitelli - 1976 - Live alla Statale di Milano


TRACKLIST:

01. Riky
02. Tommy Seven
03. Blue Bossa


FORMAZIONE

Patrizia Scascitelli - piano
Larry Dinwiddie - sax tenore
Karl Potter - tumbe
Marvin "Boogaloo" Smith - batteria


L'anno successivo, dopo numerose esperienze musicali sui palchi dei principali festival jazz italiani, Patrizia Scascitelli, questa volta in quartetto, registra il suo secondo disco intitolato semplicemente con il suo nome. "Live alla Statale di Milano" è una definizione di comodo, giusto per meglio identificarlo. In effetti venne registrato il 28 gennaio 1975 nell'aula magna dell'Università Statale di Milano in occasione del "Festival Nuove Tendenze del Jazz Italiano" organizzato dal Centro di cultura popolare e dalla Commissione culturale del Movimento Lavoratori per il Socialismo. Il disco venne pubblicato nel 1976 dall'etichetta Edizioni di Cultura Popolare. E' stato ristampato nel 2009 in CD dalla Primo per il solo mercato giapponese. In ogni caso il disco l'ho trovato su ebay e non me lo sono lasciato sfuggire. I file, ovviamente, li ho rippati direttamente dal vinile. In questo concerto le atmosfere cambiano radicalmente rispetto a "Ballata", sposandosi verso un jazz più ortodosse, vista anche la presenza, piuttosto massiccia, del sax tenore di Larry Dinwiddie. I ritmi sono sostenuti dalle percussioni del mai dimenticato Karl Potter (scomparso a Roma nel 2003), artista a noi ben conosciuto per avere collaborato con numerosi gruppi e artisti prog (e non solo) italiani, dal Banco alla PFM,  dai Napoli Centrale a Pino Daniele, giusto per citarne alcuni.


I brani proposti sono solamente tre: la prima facciata è interamente occupata da Riky, unica lunga composizione di Patrizia Scascitelli. La seconda facciata include due tracce, dove il pianoforte di Patrizia trova giustizia solo in Blue Bossa, posto in chiusura dell'album. La pulizia del suono, per essere un live con 42 primavere alle spalle, è decisamente ottima. Varrebbe forse la pena, un po' più in là, scoprire o riscoprire il disco del 1998, "Homecoming", ancora in trio, e lo splendido "Live n Rome", con la magia dei due pianoforti di Patrizia Scascitelli e Giorgio Gaslini.

Per ora è tutto. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate. Lo spazio per i commenti non manca. Buona ascolto.


Link Ballata (1975)
Link Live Statale di Milano (1976)

Post by George - Music by Frank-One & George

19 commenti:

  1. l'avevo vista in concerto un paio di volte in quegli anni......poi l'avevo persa di vista....un gran bell'ascolto
    grazie

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  2. Conservo ancora i numeri di Ciao 2001 e il ricordo degli articoli su di lei. Grazie per queste due perle. Veramente una grande artista. Visto che ci sono, chiedo, se sia possibile, vedere postato i due album del maestro Giorgio Gaslini, ovvero, "Favola Pop" e "Fabbrica occupata", risalenti più o meno allo stesso periodo. Un affettuoso abbraccio

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    1. Favola Pop non ne trovo traccia, ho però Fabbrica occupata e Il fiume furore, entrambi sulle stesse tematiche e simili nella struttura. Non mi ritengo all'altezza di produrre un post degno di questo nome, ma mi propongo per fornire tracce e cover, se qualcuno volesse cimentarsi si faccia avanti senza alcuna remora. Frank - One

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  3. Avevo letto un bell'articolo che la riguardava sul blog di Danilo ed ora, dopo l'ascolto dei due album (la magica levità ipnotica del tocco pianistico di ''Ballata'' ed il flusso oltremodo appagante ed inarrestabile del ''Live alla Statale di Milano'') gradirei moltissimo un bel post con altre incisioni di questa grande artista. Grazie cari George e Frank-One.

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  4. Boh, se a voi piace er Jazz scolastico...contenti voi! Per me, post inutile (qui).Indomito.

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    1. scolastico col cavolo......comunque a ognuno i propri gusti!
      si può dire che è un pò datato, ma anche coltrane o mingus lo sono.....eppure sono dei classici

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  5. Ciao Indomito, elencaci degli autori che ti piacciono che non suonino jazz scolastico, così ampliamo i nostri orizzonti. Per jazz non scolastico intendi la Sun Ra Arkestra, Ornette Coleman o qualcun altro?

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  6. Tiratina d'orecchie all'amico George. Avevo scritto poche righe riguardo le mie capacità di capire artisti quali Gaetano Liguori, Giorgio Gaslini, Guido Mazzon, ovviamente Patrizia Scascitelli e tutto il giro jazz di quegli anni. Forse (FORSE) pubblicando quelle poche righe si sarebbe potuto, seppur involontariamente, rispondere anche a Indomito. Ci provo lo stesso: io non ho la presunzione di giudicare ciò che non so comprendere (Indomito, è un caso personale, non un j'accuse nei tuoi confronti). Non avrei mai definito scolastici questi due lavori, a me non piacciono, ma me ne assumo la responsabilità...totalmente! Pensate che non amo neanche gli YES, nè gli Alusa Fallax di Intorno alla mia cattiva educazione, e anche YS del Balletto di Bronzo faccio fatica ad ascoltarlo nella sua interezza. De gustibus... Apprezzo invece il post del sempre ottimo George e "mi stimo e mi incoraggio" per aver contribuito alla sua realizzazione. Frank - One

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  7. Devo dire che Indomito con il suo commento, anche se da me non condiviso, ma qui è questione di palato, ha aperto un bel dibattito, cosa sempre auspicabile, tra gli amici della Stratosfera. Ognuno ha la sua più che rispettabile visione. D'altronde stiamo leggendo i commenti di persone dal palato raffinato, non di profani. Personalmente Patrizia Scascitelli mi ha sempre intrigato, sarà perché sono un nostalgico dei bei tempi di Ciao 2001 (l'ho scoperta su quelle pagine) e di tutte le espressioni musicali degli anni '70, sarà per il look accattivante della nostra Patrizia, col suo bel sorriso e il baschetto un po' sbarazzino. Insomma se ho realizzato il post ci sono delle ragioni. Infine chiedo venia all'amico Frank-One, ma ero certo di ritrovare il suo pensiero nei commenti. Ciao a tutti.

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  8. PS anch'io non ho mai sopportato Ys dall'inizio alla fine.

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  9. va da sè che i gusti sono personali, a me YS piaceva mentre non sopportavo la PFM degli anni 80......
    Il jazz ,poi, necessita di un pò di competenza per essere apprezzato, conosco un sacco di appassionati di musica che non amano il jazz e altrettanti che lo amano.
    La scascitelli è una grande pianista, che io avvicino un pò a Geri Allen, e anche come compositrice è notevole soprattutto in Ballata.....poi è legittimo preferire altre cose.
    Comunque era giusto dedicarle un post, anche solo per il rilievo che ebbe negli anni 70 nell'ambito di una certa controcultura.
    Consiglierei anche di proporre qualcosa di Liguori, Gaslini e Aldo Romano( alcune cose le ho già inviate)....come documenti di un periodo, se non altro.

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  10. Sottoscrivo e condivido quanto espresso a commento del dibattito aperto dall'Anonimo. Ho chiesto di postare i lavori di Gaslini, pur non essendo un amante del genere, ciò non toglie che ci sia rispetto verso qualsiasi espressione artistica diversa da convinzioni acquisite e maturate. Gli anni di lettura (anni '70) del Ciao 2001, Gong, Muzak, ecc., oltre all'ascolto sonoro, ci hanno regalato l'opprtunità di conoscere, capire e condividere esperienze musicali diverse. Ringrazio francotaxi (con abbraccio affetuoso e sincero) per la risposta immediata alla richiesta fatta. La musica, in tutte le sue espressioni e forme, ha la capacità di unire. Teniamone conto

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  11. L'Introduzione e il Primo Incontro da YS meritano senza ombra di dubbio l'ascolto con quella tensione tutta particolare. Il resto dell'album suona un po' ossessivo e alle mie orecchie meno interessante. Patrizia Scascitelli come avete detto bene è intrigante ed un ascolto lo merita anch'essa.

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  12. Caro Francone, se mi invii i file di Fabbrica occupata proverò a cimentarmi. Ricordo di averlo ascoltato su una vecchia MC oramai andata perduta. Grazie. Un abbraccio

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    1. George, provvederò quanto prima. Ma attenzione...quanto prima con i miei tempi da bradipo. Scherzi a parte con questo weekend la mia situazione dovrebbe alquanto normalizzarsi, e vedi mai....
      Un affettuoso saluto Frank - One

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  13. Fantastico !
    Grazie mille per avermi fatto scoprire questa artista!
    Più spazio al jazz italiano anni 70-80, che nasconde grandi dischi da recuperare assolutamente (Gaslini in primis, ma anche Rava, Trovesi, e molti altri !)
    Ciao a tutti
    Stefano

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  14. Gaslini, Liguori, Schiano, Rava, Mazzon, Centazzo, D’Andrea....quanti dischi comprai a quei tempi pur non comprendendone il valore e le capacità. Direi che la generazione successiva fu a me meno ostica: Gatto, Rea, Pieropaoli, Doctor 3, Lingomania, Giammarco. Insomma, credo che molto possa essere ancora dato

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  15. Scuatemi, ma io non volevo.... Mea Culpa ! Vero che sono piu' new wave come gusti, ma Coltrane, Chet Baker, Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Massimo Urbani, alcuni Gaslini,e altri pochi che ora non ricordo, non si toccano! Il resto, scusatemi, per me é pallosissimo, indigesto...I gusti son gusti!

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  16. Sorry,dimenticai la firma (lapsus freudiano...) Indomito.

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