mercoledì 10 ottobre 2018

Serie "Historic prog bands live in Italy" Capitolo 46 - Nick Mason's Saucerful Of Secrets - Teatro degli Arcimboldi, Milano, 20 settembre 2018



TRACKLIST CD 1:

01 - Intro 
02 - Interstellar Overdrive / Embryo Jam 
03 - Astronomy Domine 
04 - Lucifer Sam 
05 - Fearless 
06 - Obscured by Clouds
 07 – When You're In 
08 - Arnold Layne 
09 - Vegetable Man
 10 - If 
11 – Atom Heart Mother
 12 - If (Reprise)


TRACKLIST CD 2:

 13 - The Nile Song 
14 - Green Is the Colour 
15 - Let There Be More Light
 16 - Set the Controls for the Heart of the Sun 
17 - See Emily Play 
18 - Bike 
19 - One of These Days
 20 - A Saucerful of Secrets
 21 - Point Me at the Sky 


LINE UP

Nick Mason - drums, gong, bells
Guy Pratt - bass, vocals, cymbals on "A Saucerful of Secrets", gong on "Set the Controls for the Heart of the Sun"
Gary Kemp - guitars, vocals
Lee Harris - guitars, backing vocals
Dom Beken - keyboards, programming


Nick Mason, leggendario batterista dei Pink Floyd, ha deciso di ritornare on the road, dopo un lungo periodo di (quasi) inattività. E lo ha fatto riproponendo il repertorio dei primi Pink Floyd, quelli di Syd Barrett e dell'allora giovanissimo David Gilmour. Lui, che è stato il cofondatore del gruppo e ha suonato con i Floyd fin dagli esordi, se lo può permettere. E ha deciso di non invadere il campo di Gilmour e Waters, ma di suonare in brani delle origini, quelli psichedelici e progressive della prima ora. Come poteva chiamare la nuova band se non "Saucerful of Secrets"? Per l'occasione Mason ha scelto di farsi accompagnare da Gary Kemp, ex Spandau Ballet alla chitarra, Guy Pratt, da anni il bassista live dei Pink Floyd, Lee Harris, il chitarrista dei Blockeads di Ian Dury e per finire Dom Beken degli Orb alle tastiere.


I Saucerful of Secrets, come si evince dalla scaletta, esplorano il repertorio floydiano pre "The Dark Side of the Moon", attingendo abbondantemente dai primi album quali "The Piper at the Gates of Down", "A Saucerful of Secrets", "More", "Atom Heart Mother", "Obscured by Clouds" e "Meddle", oltre a proporre alcuni singoli storici. Brani mai suonati dal vivo prima d'ora (cito ad esempio The Nile Song, Lucifer Sam, Bike e Fearless) si alternano a gemme che risalgono ai concerti live a cavallo tra il 1969 e il 1972. 


Il concerto che vi presentiamo è freschissimo, registrato meno di un mese fa (il 20 settembre) al Teatro degli Arcimboldi di Milano, unica tappa italiana del mini tour che si è snodato dal 19 al 29 settembre toccando nove località europee. Per la cronaca il debutto di Mason e soci ha avuto luogo alla Dingwalls di Camden a Londra, nello scorso mese di maggio, di fronte a 250 spettatori. La performance live della band ci riserva non poche emozioni: tra le punte più alte il medley con If /Atom Heart Mother e If (reprise). Da brivido.



La voglia di ritornare sulle scene suonando il primo repertorio dei Pink Floyd è scattata in Nick Mason nel 2016, quando curò la pubblicazione del boxset dei Pink Floyd "The Early Years 1965-1972" (se non lo avete ancora procuratevelo; anche se è un po' caro vale veramente la pena averlo). Nello stesso anno la BBC mandò in onda un documentario di rarità dal vivo e in studio intitolato "Pink Floyd Beginnings: 1967-1972" (è su Youtube): insomma, per farla breve è scattata nuovamente la febbre per i primi Pink Floyd - sono i corsi e ricorsi della storia - e Nick Mason ha preso la palla al balzo. Leggetevi anche l'intervista pubblicata sull'ultimo numero della rivista "Prog Italia" e lo stesso Mason vi spiegherà perché non suonerà mai dal vivo "Comfortably Numb". 
E' tutto amici. Godiamo ci questa meraviglia.
Buon ascolto



Post by George



6 commenti:

  1. Nick Mason ha fatto un'operazione intelligente riscoprendo i brani dei PF della prima ora. Sarà che sono un nostalgico, ma questo live mi ha molto più emozionato dei triti e ritriti live di Waters & Gilmour

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  2. I Pink del periodo con Syd Barrett mi han sempre catturato: ascoltare Vegetable Man e Arnold Layne eseguite dal vivo é qualcosa di magico: grazie infinite caro George.

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  3. Caro Davide, che invidia. Se vuoi condividere con noi le emozioni del concerto con un commento, sei il benvenuto. Anch'io come Albe e Pietro sono un grande estimatore dei primi Pink Floyd. Chissà se Mason nel tour americano previsto per la prossima primavera inserirà in scaletta qualche altro brano mai suonato dal vivo dai Floyd. Mi riferisco ad esempio a quell'immenso capolavoro che è Summer 68. Staremo a vedere. Ciao

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    1. Grazie George.. l'emozione più grande è stata quella di essere presente, soprattutto perché fino a 3 giorni prima ero ancora senza biglietto! Grande scaletta, ottimi suoni fin dall'inizio, band che diverte e SI diverte, brani praticamente "dimenticati" nel cassetto da 50 anni (È che rendono BENISSIMO dal vivo) giustamente rivalutati. Unico appunto: secondo me l'aspetto visivo dello show (luci-filmati) poteva essere incrementato.. ottimo ma non eccellente.. sai, da un (ex) Pink Floyd ci si aspetta sempre il TOP anche da quel punto di vista.

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  4. Diciamo che Nick Mason avrà voluto ricordare i primi PF anche nell'aspetto visivo. Le mega luci e scenografie sono avvenute da The dark side in poi.

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