lunedì 12 gennaio 2026

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 100 - Blues Brothers Band live in Aosta, Discoteca "Divina", 10 maggio 1990 - In Memory of Steve Cropper (1941-2025 RIP)

 FIRST TIME ON THE WEB


Qualche giorno fa la rivista "Rolling Stone" ha pubblicato l'elenco dei musicisti scomparsi nel corso del 2025. Mi sono venuti i brividi. Praticamente se ne è andata una fetta consistente di una generazione di musicisti, quella dei nati tra il 1941 e il 1945 (ma anche dopo), oggi ottantenni. Alcuni di essi avevano poco a che fare con il rock - soul - jazz, altri invece facevano parte dei miti di una generazione (la mia, ad esempio). Ne cito alcuni che rappresentano solo una piccola fetta dei defunti: Ozzy Osbourne (cantante dei Black Sabbath), Sam Moore (del duo Sam & Dave), Gary Hudson (The Band), Marianne Faithfull, Roberta Flack, David Johansen (già front man dei New York Dolls), Dandy Bestia (chitarrista degli Skiantos), Mike Peters (Alarm), Sly Stone (uno degli eroi di Woodstock con la sua Family), Brian Wilson (il genio fragole dei Beach Boys), Ace Frehley (Kiss), Jack DeJohnette (tra i più influenti batteristi di jazz moderno, a lungo con Miles Davis), James Senese, Ornella Vanoni, Jimmy Cliff (tra i primi a portare il reggae fuori dalla Giamaica), Perry Bamonte (chitarrista e tastierista dei Cure), Jesse Colin Young, Danny Thompson (fondatore dei Pentangle), Chris Dreja (co-fondatore degli Yardbirds), Roy Estrada (bassista, con Mothers Of Invention di Frank Zappa, Little Feat, Magic Band di Captain Beefheart), Mick Abrahams (co-fondatore e chitarrista dei primi Jethro Tull e fondatore dei grandi Blodwyn Pig), Mike Ratldge (co-fondatore e tastierista dei Soft Machine), Joe Ely, Chris Rea. E' del 10 gennaio di questo nuovo anno l'annuncio della scomparsa del chitarrista e cantante dei Grateful Dead, Bob Weir. Penso che possa bastare. Per i musicisti italiani (e non solo) ci pensa puntualmente il nostro caro amico e maestro Augusto Croce a ricordarli, sul suo sito Italian Prog. Insomma, una vera e propria strage di grandi artisti.


Va detto che il nostro blog ha sempre reso omaggio ai musicisti scomparsi, siano essi italiani o stranieri, proponendo album o concerti live. Non tutti, ma in buona parte. Qualcuno compreso nel lungo elenco di cui sopra, verrà ricordato  prossimamente su queste pagine, come nel caso specifico di Steve Cropper, il leggendario chitarrista dei Blues Brothers (che ho omesso dal lungo elenco). Attenzione: siamo giunti al capitolo 100 della nostra rubrica dedicata ai concerti di artisti stranieri sul nostro patrio suolo. Per l'occasione ho estratto dal mio baule uno splendido concerto della Bues Brothers Band, da me registrato il 10 maggio 1990 nella Discoteca "Divina" di Aosta (che oggi non esiste più). Per la prima volta questo show viene pubblicato sul web. La registrazione è una audience di ottima qualità e Steve Cropper gioca la parte del leone. Passiamo ora alla tracklist. 


TRACKLIST CD 1:

01. Opening / Peter Gunn Theme
02. Band Introduction
03.Soul Finger
04.Unknown
05. Unknown
06. Hold On I'm Coming
07. The Thrill Is Gone
08. Sweet Home Chicago

TRACKLIST CD 2:

01. I Can't Turn You Loose
02.Raise Your Hand
03. 634-5789
04. Stand By Me
05. Knock On Wood
06. Soul Man
07.Alé-oo
08. Everybody Needs Somebody To Love


Due parole su Steve Cropper, detto "The Colonel" (ogni componente dei Blues Brothers aveva un soprannome), nato a Dora il 21 ottobre 1941 e deceduto il 3 dicembre 2025 a Nashville. Cropper, chitarrista, compositore e paroliere, è ricordato soprattutto per la sua militanza nella soul band Booker T. & the MG's (quelli di Green Onions), per la partecipazione al film di John Landis "The Blues Brothers" del 1980, al fianco di Dan Aykroyd e John Belushi e per la sua presenza costante nella Blues Brothers Band. Qui sotto la locandina del celebre cult movie.


Steve Cropper (ricordato anche da Frak-One nel corso di una sua recente trasmissione radiofonica) è uno dei musicisti che di più ha contribuito allo sviluppo del cosiddetto Memphis Sound. Ha lavorato principalmente per la Stax, celebre casa discografica rhythm e blues di Memphis (in concorrenza con la Motown) per la quale incideva anche Otis Redding. Tra i suoi pezzi più famosi: (Sittin' on) the Dock of the Bay e Respect scritte e prodotte in coppia con Otis Redding, In the Midnight Hour assieme a Wilson Pickett e Knock on Wood assieme a Eddie Floyd. Insomma, alcune tra le pietre miliari della soul music. Nel concerto aostano Cropper condivide il palco con altri mostri sacri della band quali i cantanti Eddie Floyd e Larry Thurston, il bassista Donald Dunn e il sassofonista Lou Marini. Gli altri musicisti vengono presentati ad inizio concerto, subito dopo "Peter Gunn Theme". Da ricordare che nel 1990, dopo il trionfale concerto dell'anno precedente al Festival Jazz di Montreux (dal quale venne tratto l'album "Live! In Montreux" pubblicato proprio nel 1990), la band tenne una serie di concerti in Italia e in Europa. Fortunatamente il tour toccò anche Aosta. Dopo questa prima performance del 1990,i Blues Brothers (vado a memoria), con formazione rimaneggiata, torneranno almeno un altro paio di volte in Valle d'Aosta. Questo concerto però rimane unico, memorabile, con una scaletta grandiosa che riprende tutti i principali successi del gruppo, chiudendo con l'immancabile "Everybody Needs Somebody To Love". cantata da Larry e Eddie. Purtroppo non ricordo i titoli di due brani che ho semplicemente indicato come "unknown". Mi volete aiutare ad identificarli? 


Qui mi fermo e qui lascio spazio alla musica. Buon ascolto,

LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George

5 commenti:

  1. i li vidi a Scandiano.....stesso anno, stesso show....divertentissimi, la sera dopo ci fu Taj Mahal , da solo con un tastierista che, invece, trovai noioso

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  2. Grazie per questa chicca! La traccia 5 del CD1 è She Caught the Katy, brano d'apertura del film. La 4 proprio non saprei.

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  3. Scusate, il post di prima è partito come anonimo per errore

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  4. Ottimo. Una traccia "unknown" ora ha un nome. Vediamo se qualcuno riesce a fare altrettanto con la track 4.

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  5. Un live superpimpante che ho gradito oltremodo. Il brano 4 é You Don't Know. Grazie carissimo George.

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