domenica 6 settembre 2026

Tony D'Urso: un chitarrista dimenticato - Discografia del Tony D'Urso Group (1987 - 1997)

 
Tony D'Urso in concerto 

Credo proprio che di Tony D'Urso si sia parlato troppo poco, confinandolo ingiustamente nell'area della sua Torino e dintorni. Ne è la riprova quello che si apprende dalle scarne informazioni presenti sul web laddove si legge che "Tony D'Urso è stato un stimato chitarrista, cantante e leader musicale italiano, figura centrale e colonna portante della scena rock-blues e progressive della città di Torino. Noto per possedere una delle voci maschili più potenti ed espressive del panorama locale, ha diviso la sua carriera tra il blues viscerale e le sonorità ricercate del rock progressivo". Un artista camaleontico, senza dubbio. Cerchiamo allora di ampliare la conoscenza del personaggio, andando al di là dell'ombra della Mole Antonelliana. Vogliamo ricordarlo innanzitutto come componente dei No Strange (originariamente si chiamavano No Strani), gruppo seminale, tra i precursori della neo psichedelia italiana, nati nel 1980. Antonio "Tony" D'Urso partecipò alla vita del gruppo a fasi alterne, al fianco dei due fondatori, il fratello Salvatore "Ursus" D'Urso e Alberto Ezzu. 

Sempre Tony D'Urso in concerto

Al fianco delle esperienze psichedeliche con i No Strange, troviamo l'eclettico Tony alla guida del suo "Tony D'Urso Group", un combo bello compatto (chitarra-basso-batteria, come nella migliore tradizione) intriso di blues, di rock-blues e di rock 'n roll. Il "Group" ha realizzato due album, nel 1987 e nel 1997, che sono i protagonisti del post odierno.  Oltre a questo progetto, D'Urso è conosciuto come leader della Tony D'Urso Blues & Soda Band e per il suo lavoro con gli Abiogenesi, una band di rock progressivo molto apprezzata dai cultori del genere. La Blues & Soda Band ha avuto il merito di reinterpretare e tenere viva la tradizione del rock-blues e ha all'attivo un solo album (che io non possiedo, purtroppo, ma che sono certo mi verrà inviato quanto prima da qualche amico della Stratosfera), pubblicato nel 1991 intitolato "Happy Birthday Mr. Dylan", composto, come è facile immaginare, da cover del grande artista americano. 
Ben altro discorso dobbiamo fare per gli Abiogenesi, la sopracitata band di prog rock con all'attivo ben 5 album, realizzati dal 1995 al 2010. Saranno i protagonisti, a breve, di un post a loro dedicato. La discografia di Tony D'Urso non si esaurisce qui. Se avete voglia di rovistare su Discogs troverete qualche altro singolo o album che lo vede presente come co-protagonista. 


Nei primi mesi del 2019, la comunità musicale torinese si è mobilitata per sostenere l'amico Tony D'Urso colpito da una grave malattia degenerativa. Il 17 febbraio dello stesso anno, presso lo storico locale "Il Peocio" di Trofarello (nei pressi di Torino), è stato organizzato il concerto benefico intitolato  “With a little help from your friends, AiuTony”, che ha visto la partecipazione e la solidarietà di importanti band storiche del territorio (tra cui Venegoni & Co, Rockalacoque e The Bowindows). Ho trovato sul web un articolo in cui si legge che Tony potrebbe essere scomparso qualche anno fa. Ma queste informazioni sul suo conto sono talmente incerte che non me la sento di confermarle. 
Come ho scritto nel titolo, Tony D'Urso è stato un chitarrista (e cantante) dimenticato. Di lui si è parlato e scritto veramente poco. Felice di averlo portato in superficie, per quanto possibile, attraverso la Stratosfera. E ora passiamo alla musica.

Tony D'Urso Group - There's No Price For Friendship 
(EP 12", 1987)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Lucille (Albert Collins / Little Richard) - 3:06
A2. New Year Day (Sam Cooke) - 2:57

Lato B
B1. Just Another Coffee (Tony D'Urso) - 2:52
B2. There's No Price For Friendship (Tony D'Urso) - 3:12


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - chitarra, voce
Mauro Gandolfo - basso
Sandro Immacolato - batteria, percussioni

con:
Marco Cimino - tastiere (B1)
Walter Bettin - chitarra ritmica, cori (B2)
Toti Canzoneri - sax (B2)
Marina Nizza, Maurizio - cori (B2) 


Il Tony D'Urso Group realizzò nel 1987 questo EP 12" (ovviamente in vinile mai ristampato) contenente 4 brani, due cover sul lato A, rispettivamente composte da Albert Collins in coppia con Little Richard e da Sam Cooke, e due composizioni originali dello stesso D'Urso sul lato B. Il gruppo teneva molti concerti in quel periodo includendo parecchie cover di artisti stranieri e il mini LP da un lato voleva essere un omaggio a due mostri sacri del blues e del rock 'n roll, dall'altro voleva evidenziare la capacità compositiva raggiunta dallo stesso Tony. I brani composti da quest'ultimo sono nell'ordine una lenta ballata strumentale caratterizzata da un lungo assolo di chitarra (Just Another Coffee) e un robusto rock 'n roll (omonimo al titolo dell'EP) che vede la presenza di alcuni musicisti ospiti, tra cui il sassofonista Toti Canzoneri. Ignoro che promozione e che distribuzione fece a suo tempo l'etichetta Stardust Records che pubblicò il disco. 

Tony D'Urso Group - Under The Cover Sign (LP. 1997)


TRACKLIST:

Lato A
01. Bad Scene (Ten Years After cover)
02. See Emily Play (Pink Floyd cover)
03. Thank You (Led Zeppelin cover)
04. 2000 Light Years From Home (Rolling Stones cover)
05. Under The Comet Sign

Lato B
06. Shapes Of Things (Yardbirds cover)
07. Moonage Daydream (David Bowie cover)
08. Cymbaline (Pink Floyd cover)
09. Never Let Go (Camel cover)
10. Finale [Hidden Track]


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - chitarra, voce
Roberto Piccolo - basso
 Sandro Immacolato - batteria
Luca Revel - tastiere


Il secondo e ultimo vinile (etichetta Vlad Tapes - pare sia uscito in tiratura limitata 500 copie, ma non ci giurerei) del Tony D'Urso Group è un insieme di cover, tranne la track 5 composta da Silvia Gea e dallo stesso D'Urso. Il trio dopo 10 anni si è consolidato diventando un quartetto, con la presenza fissa di Luca Revel alle tastiere. La scelta dei brani è del tutto disomogenea. Vabbé che l'album si intitola "Sotto il segno delle cover" ma qui si saltella con grande disinvoltura dai Ten Years After ai primi Floyd dell'era barrettiana, dai Camel agli Yardbirds. Manca un fil rouge. Mah, forse Tony ha semplicemente voluto realizzare una cover-compilation dei brani a lui graditi e che lo hanno accompagnato nel corso dei suoi anni e del suo percorso artistico. Nulla da eccepire sulla qualità delle cover, vuoi per l'apporto chitarristico vuoi per quello vocale, con una voce duttile,  capace di adattarsi senza problemi alle armonie dei Pink Floyd come a quelle di Bowie o dei Led Zeppelin. L'album si chiude con una "hidden track": scoprirete che si tratta di un frammento strumentale di un celebre brano del prog rock a noi molto caro. Non ve lo svelo in anticipo. Lascio a voi il piacere di scoprirlo. Bene, a breve ritroveremo Tony - come ricordato in precedenza - in veste di chitarrista degli Abiogenesi, ottima band di prog rock. E allora avremo modo di apprezzarlo anche sotto una diversa dimensione. Intanto vi auguro buon ascolto.


LINK There's No Price For Friendship (1987)
LINK Under The Cover Sign (1997)

Post by George

1 commento:

  1. Confesso di aver frequentato il buon Tony per via degli Abiogenesi, trascurando le sue esperienze rock-blues. È sicuramente un mio limite, ma certi generi (tipo il Blues o il Reggae) mi appassionano (e non poco) nella dimensione live, occhi, orecchie e muscoli in movimento. Fatico ad ascoltare un disco intero a casa o in auto. Ad ogni modo grazie di questa retrospettiva, sicuramente meritata, che aggiunge un altro importante tassello alla musica a made in. Torino !

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