domenica 20 settembre 2026

Metronhomme - Discograpfia (2005 - 2020) - tra musica e teatro


La miriade di gruppi di new prog, con sonorità spesso caratterizzate da mille altre contaminazioni, sorti in questi ultimi decenni in Italia, rende necessaria una selezione. Alcuni sono di altissimo livello, con suoni e composizioni che non si limitano a riprendere quelli degli anni '70, altri si collocano invece qualche gradino più in basso per la carenza di originalità. Nella blogosfera c'è posto per tutti, indubbiamente, ma noi della Stratosfera siamo in qualche modo chiamati a selezionare i gruppi e il materiale che vogliamo condividere. Tra le decine di file che ricevo quasi quotidianamente qualcosa deve rimanere fuori. Non è il caso di questi Metronhomme, una ottima band marchigiana formatasi agli inizi degli anni 2000, con all'attivo tre soli album (tuti autoprodotti), pur in un lasso di tempo di circa 15 anni. Colgo subito l'occasione per ringraziare l'amico Osel (ci tengo tantissimo al gioco di squadra) che mi ha inviato qualche tempo fa  i file del secondo CD del 2019, che hanno integrato quelli dei due album in mio possesso, completando così la discografia della band. Premetto fin da ora che le foto del post sono tratte dalla pagine Fb della band (che ha anche un interessante suo sito web - qui). 


La proposta artistica del gruppo unisce in modo impeccabile progressive rock, jazz, elettronica e qualche spruzzata di avant-garde. Il progetto Métronhomme prende vita nell'estate del 2003 a Macerata. La band ha scelto questo nome proprio per richiamare la fusione tra la rigidità del tempo musicale (il metronomo) e la componente emotiva e sperimentale dell'essere umano (l'homme). I loro lavori uniscono musica originale, teatro e arti visive in veri e propri spettacoli concettuali, Facciamo però un passo indietro. La band nasce con l'intento esplicito di sviluppare un percorso musicale insolito, basato interamente su composizioni originali e aperto alla totale sperimentazione sonora. Fin dagli esordi, i lavori del gruppo si strutturano sotto forma di "concept album": la band predilige narrazioni musicali complesse e trame d'insieme, rifiutando la logica del singolo brano fine a se stesso. La formazione classica vede la collaborazione di polistrumentisti capaci di fondere strumenti tradizionali, synth, tastiere e sezioni ritmiche complesse, attirando l'attenzione della critica e degli appassionati del prog-rock sia a livello nazionale che internazionale. Durante il periodo di lockdown per l'emergenza Coronavirus, la band ha sperimentato anche la produzione a distanza per dare vita ad una nuova e originale uscita discografica. Ne parleremo più avanti. 


Le pubblicazioni dei Métronhomme seguono una numerazione concettuale o titoli fortemente legati alla tradizione del rock progressivo teatrale e strumentale: Il primo lavoro risale al 2005 e si intitola "L'ultimo canto di Orfeo", opera prima in parte influenzata dal prog tradizionali, in parte arricchita da toni sperimentali. Dopo questo ottimo first work, rappresentato in numerosi teatri ed accolto favorevolmente dalla critica, e da cui venne tratto il CD della parte musicale, nel 2008 è la volta di “Neve”. Si tratta di una rappresentazione musical-teatrale liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Maxence Fermine e descrive, per il gruppo, un lavoro di ricerca, svolto insieme all’associazione teatrale “Non solo parole” di Macerata, che esplora la fusione tra strumenti musicali e teatrali, al servizio di uno spettacolo fatto di pieni e di vuoti di musica, immagini e sceneggiatura (ndr - tutte queste informazioni provengono dalla biografia ufficiale delgruppo presente sul loro sito web). Nel 2010 la band elabora, realizza e presenta “Bar Panopticon” al Teatro Lauro Rossi di Macerata, con il contributo dell’AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali) e del Comune di Macerata. Procedendo sulla strada delle interferenze tra musica, teatro e video, i Métronhomme danno forma ad uno spettacolo multimediale, sullo stile di un noir onirico musicato e recitato dal vivo, di cui compongono oltre alle musiche, anche la sceneggiatura e ne realizzano i video, avvalendosi per la messa in scena, della collaborazione di professionisti provenienti dal Piccolo Teatro di Milano. Le musiche di questi due lavori teatrali non finiranno però né su CD né su album in vinile. 


Dovranno trascorrere ben 14 anni prima di poter ascoltare il secondo lavoro in studio dei Metronhomme. "4", questo il titolo, è un album maturo, fortemente espressivo, caratterizzato da una forte commistione jazz prog, acclamato dalla critica per la sua originalità. Il terzo e, per il momento, ultimo capitolo della produzione discografica della band risale al 2020 e si intitola "Tutto il tempo del mondo - 1 oikos". E ora è tempo di passare alla presentazione dei tre album.

Metronhomme - L'ultimo canto di Orfeo (CD, 2005)


TRACKLIST:

01. Orfeo (5:03)
02. Fuga e morte di Euridice (4:32)
03 . Orfeo intraprende il viaggio (4:54)
04. Quadrilogia: paesaggio sonoro (10:09)
05. Il traghetto di Caronte (6:18)
06. Cerbero (5:12)
07. Il patto (6:53)
08. Euridice (2:09)
09. Anabasi (6:39)
10. Il vagabondaggio in Tracia (2:22)
11. Le Menadi (3:37)
12 La morte di Orfeo (4:14)


FORMAZIONE:

Marco Poloni - chitarra, chitarra sintetizzatore
Andrea Ferraccio - basso, didjeridoo
Andrea Lazzaro Ghezzi - batteria, programmazioni
Tommaso Lambertucci - pianoforte, programmazioni, VST
Paolo Scapellato - tromba, tastiere, chitarra acustica


Come sopra ricordato, questo album contiene la musica dello spettacolo dei Metronhomme dal titolo “L'ultimo canto di Orfeo". Lo spettacolo, presentato in pubblico per la prima volta nel 2005, è un'interpretazione musicale e multimediale libera del mito greco di Orfeo ed Euridice. L'idea si basa sulla rappresentazione di un viaggio musicale attraverso una piccola compagnia di danza; alcune voci narranti in sottofondo accompagnano lo svolgersi dei brani musicali, come un piccolo vademecum per lo spettatore, e la band utilizza proiezioni video sincronizzate per accompagnare l'esecuzione dei pezzi. Il gruppo ha presentato la sua prima opera in numerosi teatri e le performance sono state accolte positivamente dalla critica (Bandcamp). A questo punto il gruppo ha deciso di realizzare un CD (autoprodotto), con le parti musicali dello spettacolo. Non è un album di facile ascolto e alcune tracce particolarmente complesse rimangono penalizzato causa la mancanza della parte visiva, quella legata alla sezione teatrale.. Denota però una grande capacità tecnica e creativa che esploderà molto più avanti nel secondo lavoro in studio.


Metronhomme - 4 (CD, 2019)


TRACKLIST:

01. I treni di Gabo (3:33)
02. L'uomo ombra (4:11)
03. Chiuso per gatti (2:44)
04. Blow-up - Automatic chiodi (4:04)
05. Rip Brian DIY (1:46)
06. Quattro pesci rossi (4:05)
07. Ortega (4:09)
08. Salt (3:56)
09. Hapax (4:02)
10. Uccideresti l'uomo grasso? (4:18)
11. Acrobazie (5:28)


FORMAZIONE:

Marco Poloni - chitarra
Tommaso Lammbertucci - piano, sintetizzatore, programming
Mirco Galli - basso
Andrea Lazzaro Ghezzi - batteria
Paolo Scapellato -tastiere (1,4,6,11), chitarra

ospite
Manuele Marani - contrabasso (3)


Nel 2019 prende forma l'album "4", quarto lavoro della band (considerando anche le colonne sonore realizzate per gli spettacoli teatrali), pubblicato in versione vinile 180gr e CD, autoprodotto, e contenente 11 brani strumentali, per una durata complessiva di 43 minuti di grande musica emozionante. "4" per la band è il risultato di un lungo periodo di distacco dalle scene "live", trascorso in sala prove e dedicato esclusivamente alla composizione e all'esplorazione musicale, con la successiva registrazione in studio come momento conclusivo. Il materiale è frutto del momento di massima libertà creativa della band. In effetti, a mio giudizio, si tratta della migliore prova discografica in assoluto anche perché libera dai vincoli imposti di una rappresentazione teatrale. Proseguo riportando quanto scritto sul sito ufficiale "Métronhomme 4 live" è stato presentato per la prima volta il 12 aprile 2019, presso il recentemente rinnovato teatro "Politeama" di Tolentino (MC). Per l'occasione, l'esecuzione rigorosamente live della musica è stata accompagnata da proiezioni video contestuali di una selezione di immagini cinematografiche evocative, realizzate da Riccardo Minnucci (per gentile concessione di Officine Mattatoli). L'album è veramente straordinario, di grande bellezza e creatività, da ascoltare tutto d'un fiato. Provare per credere.


Metronhomme - Tutto il tempo del mondo - 1. òikos (EP, 2020)


TRACKLIST:

1. Quarantine (2:41)
2. Come la neve (2:44)
3. Di una moneta che cade (4:26)
4. Supermarket (2:11)
5. Arkè (3:51)
6. Il rumore del mare (3:01)
7. La città di K. (5:36)


FORMAZIONE:

Mirko Galli - basso, synth pedal
Tommaso Lambertucci - piano, synth, voce
Andrea Lazzaro Ghezzi - percussioni (nessuna drum machine - tutto suonato a mano)
Marco Poloni - piano, voce


Anche se ha solo 6 anni di vita, ho voluto inserire nel post questo mini CD, o EP se preferite, non solo per completare la discografia dei Metronhomme, ma anche e soprattutto perché è stato realizzato in un momento di particolare difficoltà e sofferenza. Sappiamo bene cosa è stato il 2020 e questo lavoro, composto da soli 7 brani per una durata complessiva di 24 minuti, è nato in modo del tutto particolare. Vale la pena ripercorrerne l'iter. 
Scritto e registrato durante il lockdown, ogni membro della band ha lavorato sulla propria parte utilizzando qualsiasi cosa avesse a disposizione, dato che nessuno di loro poteva accedere alla sala prove, il che spiega anche la presenza delle percussioni. La band ci tiene a sottolineare che tutte le percussioni sono state suonate fisicamente da Andrea Ghezzi e che non c'è nessuna drum machine. I nuovi brani sono l'espressione di un intero mese di lavoro compositivo, svolto tra frenetiche connessioni in chat, commenti, osservazioni, email e file condivisi. 


Le registrazioni sono state effettuate utilizzando gli unici strumenti che ogni musicista aveva tra le mura domestiche. Anche strumenti insoliti, nuovi o vetusti, compresi divani, fogli di carta, spazzole per capelli, posate, specchi e bacinelle per il bucato. Non a casa nel titolo del CD figura la parola "òikos" che in greco antico significa "casa". La spinta creativa è stata enormemente alimentata proprio dalla nuova circostanza di doversi arrangiare con ciò che era a disposizione del gruppo. Questo modus operandi ha profondamente influenzato il nuovo lavoro, conferendogli un suono nuovo e originale ed inedite sonorità rispetto ai lavori precedenti.


 C'è una netta sensazione di separazione tra questi sette brani, non solo strumentali (per la prima volta vi sono parti vocali), e ci sono momenti in cui questa separazione colpisce davvero e diventa qualcosa di profondo e significativo. Ma ci sono anche momenti in cui risulta un po' superficiale e incompiuto. 
Non ci si aspetti di trovarsi di fronte alla riproposizione delle sonorità ascoltate in “4”, l’ultimo LP dei Metronhomme  “Tutto il tempo del Mondo” presenta 7 brani di difficile collocazione di “genere”. 


2024: "Metropolis" di Fritz Lang sonorizzato dai  Metrotronhomme
Prima di concludere faccio ancora un cenno all'ultimo lavoro realizzato dai Metronhomme un paio di anni fa. Nell'aprile 2024, in collaborazione col Cineteatro Excelsior di Macerata, viene presentato per la prima volta “Metropolis by Métronhomme”: il film capolavoro di Fritz Lang (1927) con una nuovissima sonorizzazione tramite la composizione di una colonna sonora originale realizzata ad hoc. La messa in scena ha visto la proiezione del film con l’esecuzione musicale dal vivo. Al momento anche questa colonna sonora non è stata trasposta su CD o vinile. 


Messaggio finale
Come si legge sul loro sito, i Métronhomme sono tutt'ora attivi e disponibili anche per la composizione e l’adattamento di musiche e colonne sonore per spettacoli teatrali, audiovisivi, film, cortometraggi, video pubblicitari, videogiochi, ecc. e per la partecipazione a festival e rassegne musicali.
E qui si conclude il post e con esso questa lunga avventura sonora attraverso la produzione musicale dei Metronhomme. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK L'ultimo canto di Orfeo (2005)
LINK 4 (2019)
NEW LINK Tutto il tempo del mondo - 1. òikos (2020) (tutti i file in formato mp3)

Post by George - Music by George & Osel

giovedì 17 settembre 2026

RE-LOAD, RE-POST & NEW POST - Carnascialia Live in Reggio Emilia 1979 (bootleg - post originale 24.07.2012) and Carnascialia (studio album, 1979)

 

Dedichiamo questo post ai Carnascialia, (che in toscano antico significa "carnevale"), glorioso esperimento sonoro durato lo spazio di un battito di ali di farfalla. Oltre al re-upload del concerto live di Reggio Emilia del 1979, il post odierno è arricchito dalla presenza dell'unico omonimo album ufficiale del gruppo, registrato in studio, risalente anch'esso al 1979, tra l'altro non ancora presente sulla Stratosfera. Colmiamo dunque il vuoto. Ringrazio fin da subito il sodale amico CMB/Cimabue, che mi ha aiutato ad effettuare il re-upload del bootleg. Un colpo di mano non guasta mai. 

Pasquale Minieri

Re-post
Carnascialia - Live Palasport di Reggio Emilia, 22.06.1979


TRACKLIST:

01 - Intro (1:25)
02 - Equilibrio (P. Brega) (2:46)
03 - Tranquilla la città (?) (5:43)
04 - Europa Minor (16:18)
05 - Sono arrivato tardi per la festa (P. Brega) (8:07)
06 - (?) (10:25)
07 - Canzone numero uno (P. Minieri) (5:48)
08 - Kaitani (G. Vivaldi, D. Stratos) (10:37)
09 - Civi (M. Gianmarco) (8:40)
10 - Birone (A. Tavolazzi) (9:57)


FORMAZIONE:

Danilo Rea - pianoforte
Ares Tavolazzi - basso
Giulio Capiozzo - batteria
Pasquale Minieri - chitarra
Piero Brega - voce
Lucino Francisi - fisarmonica
Maurizio Giammarco - sax
Mauro Pagani - violino-mandolino-flauto
Giorgio Vivaldi - percussioni-fiati


Questo concerto live risalente al 22 giugno 1979 è a dir poco eccezionale, sia perché i Carnascialia suonarono poche volte dal vivo e solo nel 1979, sia per la presenza di autentiche guest star (Tavolazzi, Capiozzo, Pagani) nell'organico. Il bootleg venne postato da Robi e Skorpione (quest'ultimo era uno dei primi collaboratori della Stratosfera in possesso di bootleg di notevole valore) il 24 luglio 2012. Il link è inattivo da tempo e sono certo che questo re-upload farà felici molti amici della Stratosfera e non solo il "navigatore" giapponese che ce lo ha richiesto. A proposito, con un pizzico di orgoglio vorrei sottolineare che questa è l'ennesima riprova a sostegno della internazionalità del nostro blog. Comunque, se volete rileggere la pagina originale cliccate qui. La registrazione è ottima e il concerto presenta una tracklist da migliorare o meglio da completare. Se qualcuno è in grado di darci una mano sarà il benvenuto.


New post 
Carnascialia - Omonimo (LP, 1979 - official studio album)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Canzone numero uno (C'è chi batte i denti, chi prende il ritmo e ci balla sopra) – 5:58
A2.Fiocchi di neve e bruscolini – 3:05
A3. Almeisan – 9:36

Lato B
B1. Kaitain (22 ottobre 1962) – 6:58
B2. Cruzeiro Do Sul – 5:42
B3. Gamela – 6:59

Bonus track
B4. Europa minor (strumentale) - live 1979 - da "Il concerto - omaggio a Demetrio Stratos"

back LP

back CD

MUSICISTI:

Pasquale Minieri - basso elettrico, basso doppio, chitarra elettrica, chitarra acustica, voce 
(tracks A1, A3, B1, B2, B3)
Giorgio Vivaldi - percussioni, marranzano, flautino indio
Mauro Pagani - violino, mandolino (tracks B1, B2, B3)
Luciano Francisci - fisarmonica (tracks A1, A3)
Marcello Vento - batteria (track B3)
Pablo Romero - pampipes (track A2)
Walter Calloni -campanelli, percussioni
Danilo Rea - piano (track A3)
Tommaso Vittorini - sax (tracks A1, B3)
Maurizio Giammarco - sax (tracks A3, B2)
Carlo Siliotto -violino (tracks B1, B3)
Clara Murtas - voce (tracks A3, B3), Nunzia Tambara (tracks B2)
Demetrio Stratos - voce (tracks A2, B1, B2), Piero Brega (tracks A1, B3)


Unico grande capolavoro del progetto artistico Carnascialia, creatura voluta da Pasquale Minieri e Giorgio Vivaldi, con l'intento di proseguire il percorso di ricerca musicale inaugurato dai due con il Canzoniere del Lazio insieme a Carlo Siliotto, anche lui ex CdL. Tra l'altro Vivaldi, Minieri, Stratos e Calloni avevano già dato una mano a Mauro Pagani nella realizzazione del suo primo album solista pubblicato l'anno precedente. Nei Carnascialia confluiscono altri musicisti provenienti dal panorama jazz italiano, oltre ai già citati ex Canzoniere del Lazio. Ne escono  sei brani difficilmente incasellabili, a cavallo tra prog, folk, etno, avanguardia e non so cos'altro ancora. 


Il vinile, pubblicato dalla Mirto, venne ristampato in CD per la prima volta nel 1993 ad opera dell'etichetta Mercury. Dopo la registrazione dell'album il gruppo intraprese due soli tour. Uno di questi concerti è immortalato nel nostro bootleg. Per completezza ho inserito come bonus track il brano "Europa minor", una composizione di Mauro Pagani presente sul suo sopracitato primo album solista. Qui la troviamo in versione live, strumentale, suonata il 14 giugno 1979 all'Arena Civica di Milano nel concerto omaggio a Demetrio Stratos, scomparso il giorno precedente. In tale occasione la formazione dei Carnascialia (che abbiamo capito essere un collettivo "a geometria variabile") includeva Giulio Capiozzo, Teresa De Sio e Tony Esposito. Se avete notato anche nel concerto di Reggio Emilia sono presenti i due Area, Tavolazzi e Capiozzo. 


Bene, è tutto. Vi lascio all'ascolto sia del live che dell'album in studio. Alla prossima.

NEW LINK Live in Reggio Emilia 1979 (bootleg)
LINK Carnascialia - Omonimo (1979)

Re-load, Re-post and New post by George (with the help of my friend Cimabue)

mercoledì 16 settembre 2026

Omaggio a Faber vol. 2 - Artisti vari - Non più i cadaveri dei soldati (un omaggio a Fabrizio De André) (CD not for sale, 2003) - A great gift by Paco


TRACKLIST:

01. Afterhours - La canzone di Marinella - 4:12
02. Il Parto delle Nuvole Pesanti - La guerra di Piero - 4:23
03. Rosaluna - Andrea - 4:54
04. Cesare Basile - La ballata degli impiccati - 3:12
05. Spirogi Circus - La collina - 4:04
06. Fiamma - Sidun - 3:10
07. Bandabardò - Un giudice - 3:34
08. Gatto Ciliegia Vs GF e T. Cerasuolo - Nell'acqua della chiara fontana - 3:48
09. Mercanti di Liquore - Canzone per l'estate - 5:00
10. Marco Parente - Ho visto Nina volare - 3:59
11. Lalli - Ave Maria - 2:55
12. Yo Yo Mundi - Creuza de ma - 5:07
13. Gang - Giovanna d'Arco - 5:25
14. Claudio Lolli - Via del Campo - 2:26
15. Têtes de Bois – Amore che vieni amore che vai - 5:09
16. Chichimeca - Coda di lupo - 4:23
17. Mariposa - Monti di Mola - 6:55
18. Massimo Bubola - Rimini (live) - 6:28


Di rarità in rarità proseguiamo il nostro cammino attraverso le cover delle canzoni di Fabrizio De André. Questo secondo omaggio al grande Faber è un regalo del nostro collaboratore Paco, che ringrazio a nome di tutta la stratosferica truppa. Come si può vedere dalla copertina, il CD non venne messo in vendita (così come Duemila papaveri rossi) in quanto pubblicato esclusivamente come allegato alla rivista "Mucchio Extra". Credo che molti di voi ricorderanno questa rivista di approfondimento di temi musicali, un supplemento trimestrale al glorioso periodico di musica rock (intesa nella sua accezione più ampia) "Il Mucchio Selvaggio". A diversi numeri del "Mucchio Extra" venivano allegati CD con brani rari, fuori commercio o tributi monografici dedicati a grandi artisti della musica italiana (come De André nella fattispecie) e internazionale, Cito ad esempio Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Vasco Rossi e altri ancora. Il nostro amico Paco mi ha fatto sapere di possederli praticamente tutti. Di seguito la copertina del numero del 2003 contenente la compilation "Non più i cadaveri dei soldati".


Veniamo alla nostra compilation. Il titolo, quasi inutile ricordarlo, riprende una celebre frase tratta dal testo de "La guerra di Piero" (alla stregua dei "Mille papaveri rossi"), una delle canzoni pacifiste più famose del cantautore genovese. L'album, della durata di circa 80 minuti, è suddiviso in 18 tracce. Ciascun brano è una reinterpretazione in chiave rock, folk o indie eseguita da gruppi e artisti più o meno conosciuti della scena indipendente del periodo. Tra i più noti figurano gli Afterhours, Massimo Bubola (storico collaboratore di Faber che propone una versione live acustica di "Rimini"), i Mercanti di Liquore, Claudio Lolli (proprio lui, alle prese con la storica "Via del Campo"), Marco Parente e Il Parto delle Nuvole Pesanti. Interessante la presenza di cover di brani meno celebri e "gettonati" di De André, ma non per questo meno belli, come Coda di lupo, Monti di Mola e Nell'acqua della chiara fontana. Alcuni brani sono stati rimaneggiati in modo piuttosto pesante, attraverso un processo di revisione e di modernizzazione. Chissà se Fabrizio li avrebbe registrati così, se fosse stato ancora in vita. Il disco è anche su Discogs che si è preso la briga di specificare le formazioni dei singoli gruppi. Oggi il CD è considerato un pezzo da collezione per gli appassionati di Fabrizio De André e della musica indie-rock italiana dei primi anni Duemila. Volendo lo si trova in vendita (per pochi euro) sul mercato on line. Valore monetario a parte, per noi questo album riveste un grande valore affettivo e quindi ce lo teniamo ben stretto. E con questo  gli omaggi a Faber terminano qui. Mi auguro che la trilogia composta da Mille papaveri rossi (Osel), Duemila papaveri rossi (Frank-One) e Non più i cadaveri dei soldati (Paco) sia stata di vostro gradimento. Vi lascio augurandoci il consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Paco

lunedì 14 settembre 2026

Omaggio a Faber vol. 1 - Artisti vari - Duemila papaveri rossi (Le canzoni di Fabrizio De André) (2 CD, 2008) - special gift by Frank-One

 

TRACKLIST CD 1:

01. Il Suonatore Jones – Sally - 4:44
02. Beppe Gambetta & Dan Crary – Creuza de mä - 5:18
03. Giorgio Barbarotta – Ho visto Nina volare - 4:08
04. Malecorde – Dolcenera - 4:56
05. Fabrizio Poggi e Turututela – La canzone dI Marinella - 4:18
06. Mercantinfiera – Oceano - 3:21
07. La Macina – Amore che viene, amore che vai - 3:37
08. Bevano Est – Sinan Capudan Pascià - 4:23
09. Alessio Lega & Roberto Bartoli – Se ti tagliassero a pezzetti - 5:20
10. Roberto De Luca – Il pescatore - 2:50
11. Kay McCarthy – Geordie - 2:00
12. Ciarán Ward & Eire Nua – Dormono sulla collina - 3:16
13. Massimiliano Larocca & Andrea Parodi – Avventura a Durango - 5:31
14. Michele Anelli –  Quello che non ho - 4:53
15. Ensemble Laborintus – Morire per delle idee - 4:07
16. Piccola Bottega Baltazar – La ballata del Miché - 3:44
17. Renato Franchi – Un malato di cuore - 4:00
18. Luca Bassanese – Il bombarolo - 4:00


TRACKLIST CD 2:

01. Nicola Alesini – La Canzone di Marinella - 3:09
02. Isa (24) – Le acciughe fanno il pallone - 3:28
03. Razmataz – Valzer per un amore - 4:03
04. Leo Miglioranza – Canzone per l'estate - 4:50
05. Mario Congiu – Anime salve - 4:16
06. Caro De André – Franziska -  4:55
07. Le Quattro Chitarre – 'A cimma - 5:31
08. Andrea Maffei – La città vecchia - 4:29
09. Zuf De Žur – La ballata dell'amore cieco - 4:54
10. Gualtiero Bertelli – Andrea - 5:01
11. Giorgio Barbarotta – Fiume Sand Creek - 4:42
12. Fab Ensemble – Al ballo mascherato - 5:34
13. Alberto "Napo" Napolitano – La bomba in testa - 4:26
14. Kinnara – Canzone del Maggio - 4:58
15. Taré – D'ä mê riva - 2:52
16. 'A 67 – Don Raffaé - 3:16
17. 70 m/s – La domenica delle salme - 3:41
18. Massimiliano D'Ambrosio – Via del Campo - 3:12


BREVE PREMESSA AL POST by GEORGE
Cari stratosferici amici, come potete vedere dal titolo, quello di oggi è il primo dei due omaggi che dedicheremo al grande e - oserei dire - immortale Fabrizio De André. Si tratta di album che rivestono il carattere della rarità e che noi della Stratosfera siamo orgogliosi di presentare e condividere con tutti i nostri "navigatori". Il primo regalo proviene dallo  storico collaboratore Frank-One che non finirò mai di ringraziare. A proposito, fra non molto Frank-One tornerà sulle nostre pagine con la sua trasmissione "The Prog Side of the Moog" con qualche innovazione, ma non vi anticipo nulla. Fra qualche giorno pubblicheremo l'"Omaggio a Faber vol. 2", con un'altra bella rarità che scoprirete solo seguendoci. 
E ora lascio la parola a Frank-One


LA DEDICA DI FRANK-ONE ALL'AMICO ROBERTO CASELLI
Cari amici della Stratosfera, come da molti richiesta, ecco la seconda pubblicazione dedicata a Fabrizio De Andrè dal titolo "Duemila papaveri rossi", uscita nel 2008 sempre a sostegno di a/rivista anarchica, non in vendita, ed ecco il motivo della sua non facile reperibilità. Proprio per questo mi è d'obbligo dedicare questo post all'amico Roberto Caselli.
Roberto Caselli, professore, autore di seminali opere librarie quali: La storia della Black Music, La storia del Blues, La storia del rock in Italia (questi tutti per Hoepli Editore), La storia della canzone in Italia, più monografie dedicate a Leonard Cohen, Rolling Stones, nonché autore assieme all'amico Fabio Treves di uno dei primi libri sul blues edito in Italia, quel Blues Express pubblicato nel lontano 1989 (a proposito, perdonatemi un briciolo di narcisismo con questa foto che ci ritrae tutti e tre assieme in una trasmissione dello stesso Roberto a Radio Popolare)


Roberto è anche una storica voce di Radio Popolare con trasmissioni quali Canzoni, l'Araba Fenice, Scanzonatissima. Ebbene, una domenica pomeriggio del 2008 Roberto in una di queste trasmissioni, credo "Canzoni", mandò in onda un paio di brani di questo Duemila papaveri rossi, che io non avevo. Immediatamente lo contattai chiedendogli se potesse prestarmelo in quanto difficile da trovare, e lui come sempre gentilissimo mi rispose: "Nessun problema, te lo lascio nella cassetta a mio nome (ogni redattore ha una cassetta per la posta che potrebbe arrivare in Radio), lo trovi là, poi me lo riporti con calma quando hai fatto". Peccato che lo stesso doppio CD interessasse ad una longa manus che lo fece sparire, con mio grande disappunto ed imbarazzo, benché Roberto avesse in seguito minimizzato l'accaduto. Ecco Robi, tanti anni dopo una copia l'ho trovata, in quella maniacale passione conosciuta col nome di "collezionismo" non ho avuto cuore di donartela, ma sappi che è nella mia wantlist e che se ne trovassi una seconda copia...sarebbe tua. Il minimo che potessi fare era dedicarti questo post.
Ed ora lascio la parola al mitico George e all'analisi del doppio album. Buon ascolto e buona vita a tutti voi. 
Frank-One


APPUNTI MUSICALI PER I "CONSUMATORI"
Il doppio CD, arricchito da un libretto (qui ne trovate alcune pagine), contiene 36 canzoni di Fabrizio De André, 18 per ogni dischetto, interpretate da musicisti e gruppi indipendenti. L'iniziativa segue a ruota il CD "Mille papaveri rossi", pubblicato nel 2003 sempre dalle Edizioni "stella nera" a sostegno della rivista anarchica "A". "Mille papaveri rossi", da poco pubblicato sulla Stratosfera, lo ritroverete qui
Il libretto contiene alcune interessanti informazioni sulla genesi del progetto, che vi riporto.

Innanzitutto si fa presente che "la raccolta non è destinata alla normale vendita nei negozi (verissimo, però ho visto che attualmente è reperibile sul mercato on line, leggasi Amazon). "Duemila papaveri rossi" non nasconde alcun concorso a premi e non ha velleità promozionali: in questi CD, semplicemente, sono raccolte alcune delle numerose registrazioni che ci sono state spedite in questi ultimi anni. Buona parte di queste è di fattura casalinga, in presa diretta in sala prove o dal vivo durante un concerto. Non abbiamo tentato di migliorare la qualità del suono: i vari pezzi sono proprio così come li abbiamo ricevuti. I musicisti partecipanti hanno autoprodotto ciascuno le proprie registrazioni, nessuno di essi ha dovuto pagare per partecipare, nessuno ha preteso o ricevuto un compenso o un rimborso spese: ogni contributo è volontario". 


Concludo sottolineando la freschezza e l'originalità di questa compilation, con gruppi e musicisti in gran parte sconosciuti che, ognuno a modo suo, ha reinterpretato le canzoni di Fabrizio De André, chi rispettando (quasi) fedelmente le versioni originali chi stravolgendole completamente. Un grande album che non poteva mancare sulla Stratosfera. Appuntamento a breve per l'Omaggio a Faber vol. 2. 
Buon ascolto


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George & Frank-One

sabato 12 settembre 2026

Abiogenesi: i due album d'esordio (1995-1998)


 Abiogenesi = teoria secondo la quale gli esseri viventi avrebbero origine dalla materia inorganica (Garzanti Linguistica). Abiogenesi è anche il nome di una band torinese di progressive rock nonché quello del loro primo album. Vi sono delle affinità tra l'origine della vita da materia non vivente e il gruppo? Verosimilmente nessuna. Però il nome è originale e accattivante. Al loro arrivo sulla scena prog a metà degli anni '90, gli Abiogenesi hanno mostrato uno stile sorprendentemente carismatico e personale che li ha accompagnati per quasi 15 anni. La band, un quartetto guidato dal chitarrista e vocalist Tony D'Urso, appena apparso sulle nostre pagine con il Tony D'Urso Group (vi avevo anticipato che lo avremmo ritrovato a breve), ha scelto senza mezzi termini di tornare alle origini del prog, proponendo un sound legato alla tradizione degli anni '70. A proposito di definizioni (quelle finalizzate a incasellare un artista, ovvero quelle che a me stanno un po' strette) vi riporto quanto scritto su una pagina web (vi risparmio il nome) a proposito della loro musica: 
 "Le loro influenze sono fondamentalmente tre: heavy art rock (influenza classica o arrangiamenti moderni), prog psichedelico e prog sinfonico italiano moderno. Si potrebbe forse menzionare anche il retro-prog, poiché la band cerca di ricreare un'atmosfera psichedelica classica e onirica che mescola fantasia, passaggi melodici e improvvisazione". Tutto chiaro, vero? Iniziamo allora con la musica, poi il giudizio finale lo lascio a voi.

Abiogenesi - Abiogenesi (CD, 1995)


TRACKLIST:

1. Ile St. Louis
2. La notte di Ognissanti
3. Abiogenesi
4. L'oscura tenebra
5. R.I.P.
6. Appuntamento con la Luna


FORMAZIONE:

Tony d'Urso - chitarra, voce
 Patrick Menegaldo - tastiere
Roberto Piccolo - basso
Sandro Immacolato - batteria


Gli Abiogenesi fanno riferimento fondamentalmente al loro chitarrista, compositore e cantante Toni d'Urso. Dopo averlo ascoltato alle prese con rock-blues, rock 'n roll e grandi cover nella veste di leader del "Tony D'Urso Group", oggi lo conosceremo anche come cantante e chitarrista di un gruppo di prog rock. . Con lui il fedele batterista Sandro Immacolato, già presente nei due album del "Group". Al loro attivo gli Abiogenesi hanno 5 album, tutti pubblicati dall'etichetta Black Widow Records, ad eccezione dell'ultimo LP uscito nel 2010 e autoprodotto. Gli album nell'ordine sono: l'omonimo "Abiogenesi" (1995), "Il Giocoscuro" (1998), "La notte di Salem" (2001), "Io sono il Vampiro" (2005) e "Impetus insectorum" (2010). Tutti gli album sono stati pubblicati nella doppia versione, vinile e CD, ad eccezione dell'ultimo uscito solo in versione vinile. Quest'oggi vi propongo i primi due CD. quelli che risentono meno della svolta dark, un po' troppo hard, di quelli successivi. Dopo la pubblicazione del loro secondo album, Patrick Menegaldo fu sostituito dall'organista e flautista Marco Cimino, a sua volta sostituito da Paulo Cercato. Nei loro numerosi album hanno collaborato anche altri musicisti, tra cui spiccano Clive Jones dei Black Widow, Gigi Venegoni e Kevin Brooks.


La collaborazione con Clive Jones ha portato inevitabilmente gli Abiogenesi a scivolare verso l'hard prog della band britannica. Non a caso i nostri hanno realizzato cover dell'album "Return To The Sabbat" dei Widow e hanno contribuito con un brano (Mary Clark) al loro album tributo "King Of The Witches" nel 2000. Nonostante tutto ciò, la storia degli Abiogenesi rimane piuttosto oscura. Il loro primo album è considerato un debutto fantastico, caratterizzato da brani lunghi, effetti e atmosfere complesse; è una fusione di psichedelia strumentale e rock melodico o acustico. "Il Giocoscuro" ha un ritmo che presenta una dinamica prog più aggressiva, dove prevalgono la strumentazione e la fantasia, pur mantenendo influenze hard rock e psichedeliche,


Abiogenesi - Il Giocoscuro (CD, 1998)


TRACKLIST:

01. ll Giocoscuro - 22:50
a) Nessie la regina del lago
b) Jazz Vampire (strumentale)
c) Il Giocoscuro
d) Il cimitero degl'innocenti
e) Schizogenesi
f) Movimentoscuro

02. Sul margine del bosco la morte librava la sua falce - 8:07
03. Notte da urlare - 3:24
04. Lunipieno - 1:15
05. Golem - 10:00


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - voce, chitarra, tapes
Patrick Menegaldo  tastiere organo Hammond, fisarmonica, flauto
Roberto Piccolo - basso
Sandro Immacolato - batteria


L'inizio è grandioso: una suite di quasi 23 minuti con apertura di flauto, chitarra acustica, voce. La quintessenza del migliore prog rock. Questo il biglietto da visita de "Il Giocoscuro", secondo album degli Abiogenesi uscito nel 1998. La title track, brano epico diviso in sei movimenti, non crea mai momenti di noia, non scade mai nella ripetizione, cosa non facile. Gli assoli (chitarra, organo) sono fantastici. Rispetto al debut album qui si denota una certa maturazione sia nella composizione che nell'uso della voce e degli strumenti. La track 2, dal titolo lunghissimo, vede la voce recitante di Tony piena di echi, Si tratta fondamentalmente di uno strumentale che ci regala una parte centrale molto decisa con batteria e basso martellanti e un grande assolo di Hammond. Segue un robusto assolo di chitarra da parte di Tony. Ma cosa non riusciva a fare Tony D'Urso? Curioso "Lunipieno", breve frammento acustico giocato dal solo Tony D'Urso. La traccia conclusiva, "Golem", della durata di ben 10 minuti, merita tutta la nostra attenzione. La parte iniziale (basso, batteria, tastiere) ci riporta alle prime Orme. Non si discute. Poi l'ingresso della chitarra di Tony, grandioso come sempre. Un capolavoro. Ascoltate questi due album con grande tranquillità e poi...fatemi conoscere il vostro pensiero e le vostre emozioni. Le mie le ho già scritte. Buon ascolto.


LINK Abiogenesi (1995)
LINK Il Giocoscuro (1998)

Post by George