venerdì 28 agosto 2026

Serie "Just One Record" - Alice's Mirror - Through The Mirror (CD, 2018)

 

TRACKLIST:

1. Fake Communication #1 (3:30)
2. Fake Communication (6:24)
3. Alice's Dance (4:06)
4. Ronin (11:32)
5. Bach Town (6:41)
6. Merigold (4:32)
7. Jump The Step (5:32)
8. Arabian Carpet (9:25)


FORMAZIONE:

Fulvio Bucci / voce, basso
Eduardo Bucci / tastiere
Walter Antonio Lanotte / chitarre, bouzouki, lap steel
Michele Di Modugno / batteria, pad

con:
Ass. Corale Polifonica "Rubis Canto" diretta dal M° Nicola Bucci (4)


Inizio, come faccio abitualmente, con i ringraziamenti, che indirizzo al generoso amico e collaboratore Marco Osel, sempre attento nel farci scoprire qualche perla rimasta nel sottobosco musicale e che vale la pena portare in superficie e condividere con i frequentatori della Stratosfera. Grazie come sempre, per questo ennesimo regalo. E di perla si tratta, dal momento che questo unico lavoro realizzato dagli Alice's Mirror nel 2018 è di una bellezza straordinaria (mio modesto pensiero, che sia ben chiaro). Visto che non si parla molto in giro per il web di questa band pugliese, riprendo quanto riportato dal sito Prog Archives.

Gli Alice's Mirror si sono formati nel 2016 a Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, con l'obiettivo di proporre un progressive rock personale che fondesse influenze del passato con sonorità moderne. Dopo un periodo dedicato alla composizione di brani originali e al loro affinamento attraverso concerti nella scena locale, nel 2018 la band ha pubblicato un album di debutto intitolato "Through The Mirror" per l'etichetta indipendente Hydra Music (ndr - l'album si può ascoltare in streaming e scaricare da alcune piattaforme), con una formazione composta da Fulvio Bucci (voce, basso), Eduardo Bucci (organo, pianoforte, tastiere), Walter Antonio Lanotte (chitarre, bouzouki, lap steel) e Michele Di Modugno (batteria, pad). L'artwork dell'album, realizzato da Francesco Pio Marcone, rispecchia il contenuto musicale e nelle immagini presenti nel libretto si può apprezzare la cura che i musicisti dedicano all'aspetto visivo della loro musica, ispirata al romanzo di Lewis Carroll e al colorato film d'animazione di Walt Disney. Secondo la band, lo specchio riflette ciò che siamo e potrebbe essere visto come una porta d'accesso all'anima di un musicista, mentre Alice, la protagonista di un viaggio attraverso un mondo surreale e folle, rappresenta una metafora della ricerca musicale del gruppo...


Descrizione delle tracce (solo per chi ha voglia di leggerla)

L'ipnotico brano strumentale d'apertura "Fake communication # 1" inizia dolcemente con un'atmosfera spaziale e si conclude con un estratto del film commedia-drammatico italiano del 1981 "Sogni d'oro" diretto da Nanni Moretti, in cui si può sentire la voce infuriata di quest'ultimo ripetere "Non parlo di cose che non conosco!". È l'introduzione a "Fake Communication", una riflessione sincera e sentita sugli effetti negativi dei social media sul nostro modo di comunicare, dove le parole diventano solo rumore e troppe persone sembrano parlare senza avere nulla da dire, prigioniere dei like nelle loro chat...

Un estratto dalla versione italiana di "Alice nel Paese delle Meraviglie", il film d'animazione musicale fantasy americano del 1951 prodotto dalla Walt Disney Productions, introduce l'eccellente brano strumentale "Alice's Dance", che fonde echi degli anni Settanta e passaggi nervosi e intensi con chitarra elettrica e organo in primo piano. Questo brano introduce "Ronin", una sorta di elegia per un amico perduto, che inizia con un delicato arpeggio di chitarra acustica e un sognante motivo di pianoforte. L'atmosfera è malinconica, mentre la musica e le parole dipingono nuvole pallide in un cielo immobile e fiori che sbocciano nei campi... Il paesaggio primaverile fa da triste cornice all'ultimo addio di un guerriero errante, un samurai senza signore né terra... Questo brano contiene i cori della Corale Polifonica "Rubis Canto" diretto dal Maestro Nicola Bucci.

Un breve estratto da un documentario su Johann Sebastian Bach, che stigmatizza il cattivo carattere del celebre compositore, introduce "Bachtown", uno scintillante esercizio di stile in cui i musicisti mettono in mostra il loro talento e la loro grande maestria, fondendo rock e musica classica, da Bach a Mozart e alla sua Marcia Turca dalla Sonata per pianoforte in La maggiore n. 11...


"Merigold" è un bel pezzo folk che affronta il tema dell'emigrazione. Ci si trova di fronte a una scelta difficile: si è davvero sicuri di essere più felici se si lascia la propria patria e le proprie radici, dimenticandole, per cercare un posto migliore dove vivere e guadagnare? È questa la vita che si desidera veramente? Non è tutto oro quel che luccica...

L'album si chiude con due brani strumentali: la nervosa "Jump The Step" e la lunga e sognante "Arabian Carpet", intrisa di sonorità orientali e tocchi di psichedelia che evocano un forte senso di mistero, dove aggressivi riff di chitarra elettrica si alternano a passaggi acustici più delicati.

Insomma, un album che non poteva mancare nel catalogo della Stratosfera. Vi segnalo infine la recensione curata da Donato Ruggiero sul suo sito (la troverete qui).
E' tutto. Buon ascolto


LINK

Post by George - Music by Osel

mercoledì 26 agosto 2026

Walter Gatti e il suo nuovo libro dedicato ai Popol Vuh


Cari amici della Stratosfera, vi ricordate di Walter Gatti, vero? Giornalista e scrittore, qualche anno fa realizzò un volume dedicato a Claudio Rocchi per la realizzazione del quale noi fornimmo una piccola collaborazione. E venimmo citati. Ora siamo venuti a conoscenza, attraverso l'amico Frank-One, che Walter sta preparando un volume dedicato ai Popol Vuh. E' una scelta che merita il massimo rispetto e tutta la mia stima, in quanto la band tedesca, esponente del cosiddetto krautrock. pur avendo registrato una sequenza di grandi album (tra i quali alcune colonne sonore), non è mai stato un gruppo "di larga diffusione", come potevano esserlo i conterranei Tangerine Dream o Kraftwerk. Il nostro amico Walter chiede un piccolo aiutino ai lettori della Stratosfera attraverso la produzione di ricordi, aneddoti, racconti vari legati appunto ai Popol Vuh, da riportare tra i commenti. Walter li apprezzerà di sicuro e potrà utilizzarli per arricchire il volume attualmente in fase di realizzazione. 
Giusto per iniziare, ci tengo a ricordare che nel 2018 noi della Stratosfera pubblicammo un concerto dal vivo dei Popol Vuh registrato nel settembre 1975 all'Università Statale di Milano (era la serie "Historic Prog Bands Live in Italy"). Il concerto lo ritroverete cliccando qui. Aggiungo di avere sempre apprezzato la band di Florian Fricke & co., specie dalla svolta acustica in avanti. Quando negli anni '70 io e i miei amici ascoltavamo  "Hosianna Mantra", l'album che molti considerano il loro capolavoro,  consumavamo interi pacchetti di incenso, La musica lo richiedeva. Ora mi capita di ascoltare ancora questo disco, sempre più raramente, ma non uso più l'incenso. La sua bellezza è rimasta immutata nel tempo. Ora tocca voi. Diamo una mano al nostro amico Walter.


Post by George

lunedì 24 agosto 2026

Artisti vari - Mille papaveri rossi (compilation, 2 CD, 2003)


TRACKLIST CD 1:

01. Judith Malina / Le nuvole
02. Marmaja / Crêuza de mä
03. Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo con Stefano Giaccone / Ho visto Nina volare
04. Paolo Capodacqua / Morire per delle idee
05. The Walkabouts / Desamistade
06. Stefano Maria Ricatti Ensemble / Il pescatore
07. Eire Nua / Geordie
08. Franco Fabbri / Hotel Supramonte
09. Lalli / Ave Maria
10. Roberto Bartoli / Se ti tagliassero a pezzetti
11. Sniper / Inverno
12. Paolo Capodacqua / Un malato di cuore
13. Bonifica Emiliana Veneta / Amico fragile
14. Andrea Parodi e Bocephus King / Suzanne
15. Frontiera / Nella mia ora di libertà
16. Stefano Giaccone / La ballata dell'eroe
17. Kurkuma / La guerra di Piero
18. Laborintus / Canzone del maggio


TRACKLIST CD 2:

01. Lino Straulino / Verranno a chiederti del nostro amore
02. Mercanti di Liquore / Bocca di Rosa
03. Mideando String Quartet / Un giudice
04. Alessio Lega / Canto del servo pastore
05. FLK / Khorakhané
06. Alexian Group / Khorakhané (2ª parte)
07. Bevano Est / Sidún
08. Sergio Pugnalin e Marco Giaccaria / Jamín-a
09. Fratelli di Soledad / Fiume Sand Creek
10. Compagnia Angeli del Non Dove / Fila la lana
11. Judas 2 / 'Â pittima
12. Spoon River Band / Girotondo
13. Giorgio Cordini / La ballata dell'eroe
14. Gang / Giovanna d'Arco
15. La Rosa Tatuata / Rimini
16. Arbe Garbe / Maria nella bottega d'un falegname
17. L'Estorio Drolo / Il suonatore Jones
18. Alberto Cesa e Cantovivo / Canzone del maggio
19. Stefano Santangelo / Il pescatore


Altro graditissimo cadeau da parte del nostro mitico Osel per omaggiare uno tra i più grandi cantautori italiani, tanto amato e mai dimenticato come Fabrizio De André. Il grande Faber è scomparso già da 27 anni. Era l'11 gennaio 1999. Incredibile come passa il tempo. La compilation è decisamente anomala rispetto ad altri episodi simili proposti in passato sia per la scelta dei brani presenti che per gli esecutori che ancora per il progetto che vi sta alla base. Come è facile immaginare il titolo fa riferimento ad una strofa de "La guerra di Piero". Dalle informazioni in mio possesso il doppio CD, frutto dell'iniziativa della rivista anarchica "A" e curato da Marco Pandin, uscì per la prima volta nell'estate del 2003 in una versione non commercializzabile, in quanto per ottenerla bisognava fare una sottoscrizione alla rivista. Esaurite le 3000 copie disponibili è stata riproposta nel 2004 con una diversa veste grafica e con un libretto allegato. In copertina troviamo una vignetta di Andrea Pazienza che raffigura Sandro Pertini. Le 37 canzoni sono eseguite da musicisti noti (pochi), meno noti (parecchi) e per nulla noti (molti). I risultati sono in alcuni casi sorprendenti. Si segnalano tra gli altri la cantautrice astigiana Lalli, Giorgio Cordini chitarrista e collaboratore più volte di Fabrizio De André anche negli ultimi tour e il musicista e musicologo Franco Fabbri.


Per completezza di informazioni, vi riporto questo accurato articolo pubblicato sul sito "viadelcampo.com" (che vi consiglio di visitare..

"Mille papaveri rossi è il nome del cd doppio curato da Marco Pandin, dalla diffusione del quale traggono beneficio le casse di A/Rivista Anarchica. Si tratta di una raccolta di canzoni di Fabrizio De André interpretate da musicisti estranei e/o marginali rispetto al mercato discografico. Musicisti col nome piccolo piccolo, oppure senza nome. Tutta gente che nel «giro» c'è entrata solo di striscio e solo per poco, oppure non c'è mai entrata o voluta entrare. Bisogna innanzitutto dire che, nelle intenzioni di Marco e dei musicisti partecipanti, questa non è una celebrazione ufficiale: con questo progetto si è voluto esprimere il bisogno comune di riunirsi sotto alle canzoni di Fabrizio per suonarle, cantarle e ascoltarle insieme. Canzoni speciali, queste: canzoni che hanno saputo farsi strada direttamente fino al cuore. Il loro è un destino del tutto particolare: sono suonate nelle osterie, accanto ai falò sulla spiaggia e sui palchi dei bei teatri del centro, sono cantate in chiesa, sotto la doccia e nei campi rom, nelle sezioni di partito, nei raduni anticlericali e alle manifestazioni per la pace, da interpreti famosi per il pubblico pagante e da musicisti sconosciuti nelle feste di piazza. Nelle situazioni più diverse. Senza mai perderne in dignità.


Le registrazioni raccolte sono tutte autoprodotte, in massima parte sono casalinghe oppure riprese dal vivo, e (tranne una, altrimenti inutilizzabile) non sono state sottoposte a trattamenti o modifiche tecniche. Una scelta che vuole sottolineare il carattere documentario di questa iniziativa, così come le altre curate nel passato da Marco sempre allo scopo di raccogliere fondi a sostegno del nostro giornale, privilegiando i contenuti piuttosto che la forma. Ne risulta, alla fine, una raccolta «altra» nelle premesse e nelle intenzioni: è un «non prodotto», un oggetto «non in vendita» perché «non vendibile» (e che infatti non si trova nei tradizionali negozi di dischi: per procurarsene una copia bisogna muoversi, chiedere in giro, darsi da fare).


«E De André? Dove l'avete?» si chiede il piccolo Pertini in copertina, disegnato da Andrea Pazienza (ringraziamo la sua famiglia per la generosità). Non crediamo sia solo facile retorica affermare, com'è scritto sui muri, che Fabrizio è vivo ed è anche qui. C'è traccia di Fabrizio anche nelle nostre cantine e stanze di casa trasformate in sale prova e studi di registrazione improvvisati. C'è la sua voce che profuma l'aria dei centri sociali lasciati senz'acqua nelle «città più sicure» dove si attende l'alba temendo sgomberi e manganellate.
Ai due CD (ndr - pubblicati dall'etichetta Stella Nera) è allegato un libretto con le note tecniche per ogni brano, più un contributo scritto inedito dello scrittore genovese Marco Sommariva. Concludiamo con un ringraziamento particolare a Dori Ghezzi ed a Cristiano De André, che hanno espresso il loro apprezzamento e sostegno a questa iniziativa sin da quando era soltanto un sogno sfocato".
E' tutto, cari amici. Vi lascio augurandovi buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music by Osel

sabato 22 agosto 2026

RE-POST & RE-LOAD: Nova - Full Discography (part 1 - 1975 -1976) (post originari maggio e settembre 2011)

 

La discografia completa dei Nova venne pubblicata, in momenti diversi, nel corso del 2011, quindi agli albori della Stratosfera. Come è facile immaginare i link (erano su Mediafire) sono "defunti" da tempo. Il merito di averli resuscitati con questi importanti re-upload va al nostro impagabile amico e collaboratore Cimabue, abbreviato - per comodità - in CMB. Non sai quanto ti ringrazio per questo eccellente lavoro. Pubblicheremo nuovamente l'intera discografia dei Nova, costituita da quattro album. raggruppandola in due tranche, giusto per evitare un post troppo pesante. In questa prima parte i protagonisti saranno i  primi due album della band, ovvero "Blink" (1975) e "Vimana" (1976). I successivi due LP, "Wings of Love" (1977) e "Sun City" (1978) li riproporremo tra qualche giorno. Rispetto ai post originali, questo re-post sarà arricchito da due documenti (story e guida all'ascolto, entrambi forniti da CMB) apparsi nel 2002 sulla fanzine "MusikBox". Lode e gloria a queste memorabili pubblicazioni. La "story", come recita il nome, contiene la biografia dettagliata della band, mentre la "guida all'ascolto" è un supporto per meglio comprendere i contenuti dei quattro album. 


Giusto per tracciare una efficace biografia del gruppo, senza perdersi in inutili "bizantinismi", attingerò a piene mani le informazioni dal sito "Italian Prog" del nostro amico e maestro Augusto Croce, che ringrazio e saluto con affetto. 

BIOGRAFIA DEI NOVA (da "Italian Prog")
"Più attivi all'estero che in Italia (dove solo uno dei loro 4 album venne stampato), i Nova rappresentano un caso unico di gruppo progressivo italiano che ha speso quasi tutta la propria carriera in altri paesi.
Dopo lo scioglimento degli Uno, gli ex fondatori degli Osanna, Elio D'Anna e Danilo Rustici, rimasero a Londra e formarono un altro gruppo chiamato Nova con altri musicisti italiani già conosciuti, come Corrado Rustici ex-Cervello e Dede Loprevite dei Circus 2000.
Questo gruppo, con un'influenza jazz-rock più marcata rispetto ai precedenti, pubblicò il primo album, Blink, nel 1975, con i testi del paroliere Nick J.Sedwick (che aveva collaborato anche all'album Uno). Si sentiva sempre il familiare feeling degli Osanna, ma il genere stava cambiando verso uno stile di musica più commerciale. Solo due dei sei brani erano strumentali, il ruolo di cantante era ricoperto da Corrado Rustici, e il disco conteneva alcuni ottimi momenti. L'album è stato l'unico della loro produzione ad essere stampato anche in Italia, ma con un anno di ritardo dall'uscita in Inghilterra".


Nova - Blink (LP, 1975 - ristampa CD, 1990)


TRACKLIST:

1. Tailor Made - Part 1 & Part 2 (5:09)
2. Something Inside Keeps You Down - Part 1 & Part 2 (6:11)
3. Nova - Part 1 & Part 2 (7:10)
4. Used to Be Easy - Part 1 & Part 2 (5:12)
5. Toy - Part 1 & Part 2 (4:21)
6. Stroll On - Part 1 & Part 2 (10:33)


FORMAZIONE:

Corrado Rustici / voce solista, chitarra acustica (2) ed elettrica
Danilo Rustici / chitarra elettrica
Elio D'Anna / sax contralto (2,3,6), soprano (1,3,5) & tenore (4,6), flauto (2)
Luciano Milanese / basso
Franco Loprevite / batteria

ospite:
Morris Pert / percussioni


Il disco venne ristampato in versione CD dalla Vinyl Magic nel 1990. A cominciare da questo album vi suggerisco di leggere la sopracitata "guida all'ascolto", uno degli allegati alla fanzine del 2002. 


Proseguiamo con la biografia del gruppo, così come proposta da "Italian Prog":

"Il secondo album, Vimana, vede il gruppo ridotto ad un trio, con i componenti originari Elio D'Anna e Corrado Rustici assistiti dall'ex tastierista dei New Trolls Atomic System Renato Rosset e di nuovo la collaborazione di alcune star internazionali come Percy Jones (basso), Narada Michael Walden (batteria), Phil Collins (percussioni). Anche se alcuni elementi familiari del tipico suono mediterraneo di Osanna e Cervello sono ancora presenti (ad esempio il sax di Elio D'Anna o la prorompente chitarra di Corrado Rustici), il genere musicale è ormai un jazz-rock abbastanza commerciale con venature funky, e gli album successivi proseguono sulla stessa strada, con un livello qualitativo inferiore.
Il quarto ed ultimo, Sun City venne registrato negli USA nel 1978 e mostra a tratti un suono più hard, con la magica chitarra di Corrado Rustici (uno dei migliori chitarristi italiani di quegli anni) in grande evidenza. Un brano inedito dei Nova, registrato dal vivo ed intitolato Conchis Funk, è stato messo in vendita in download dal sito di Corrado Rustici.


IL DOPO NOVA (da Italian Prog"
D'Anna tornò in Italia per lavorare come produttore, lasciando poi del tutto la scena musicale, mentre Corrado Rustici è rimasto per anni negli Stati Uniti, per poi tornare in Italia dove ha collaborato come musicista e produttore con artisti come Zucchero, Elisa, ed altri. Durante il loro primo periodo in Inghilterra con i Nova, sia Elio D’Anna che Corrado Rustici (chiamato in copertina Carrado Rusticci!) collaborarono all'album del 1976 Sunset Wading del bassista dei Caravan, John G.Perry.
Il batterista Dede Loprevite, lasciati i Nova dopo il primo album, rientrò in Italia e suonò per molti anni con Kim & the Cadillacs. Loprevite suonò nel celebre Anima latina di Lucio Battisti senza essere citato in copertina. È scomparso nel 2014.

Nova - Vimana (LP, 1976)


TRACKLIST:

Lato A
1. Vimana (7:18)
2. Night Games (9:37)
3. Poesia (To a Brother Gone) (5:11)

Lato B
4. Thru the Silence (5:43)
5. Driftwood (10:03)
6. Princess and the Frog (7:44)


FORMAZIONE:

 Corrado Rustici / lead vocals, lead guitar, 6- & 12-string acoustic guitars, marimba
Renato Rosset / Fender Rhodes, piano, Minimoog, String Ensemble, clavinet
Elio D'Anna / soprano & tenor saxophones, flute, synthesized flute (6)

With:
Percy Jones / bass
Narada Michael Walden / drums, Fender Rhodes (6)
Phil Collins / percussion
Zakir Hussain / congas (6)


"Vimana" venne ristampato in CD solo per il mercato giapponese e russo nel 2005. Tutte le altre versioni sono in vinile. Anche in questo caso, se vi fa piacere, utilizzate la "guida all'ascolto". 
Chiudiamo qui la prima parte del lungo re-post & re-load dedicati ai Nova. Ancora un grazie a CMB per la preziosa iniziativa. Appuntamento alla prossima settimana con la sezione conclusiva del post.
Buon ri-ascolto.


NEW LINK Blink (1975)
NEW LINK Vimana (1976)
LINK Story e Guida all'ascolto

RE-POST & RE-LOAD by George & Cimabue

giovedì 20 agosto 2026

Serie "Bootleg" n. 379 - Le Orme dal vivo al Teatro Ridotto di Venezia, marzo 1980

 

TRACKLIST:

01.  Introduzione e presentazione del gruppo
02. Piccola rapsodia dell' ape
03. Fragile conchiglia
04. Raccogli le nuvole
05. La mia bianca sposa
06. Il treno
07. Jaffa
08. Fine di un viaggio
09. Sguardo verso il cielo
10. Il mago
11. Gioco di bimba
12. El gran senser
13. Amico di ieri
14. Felona e Sorona
15. Sera / Canzone d'amore


FORMAZIONE:

Aldo Tagliapietra - voce, violoncello, chitarra acustica
Tony Pagliuca - pianoforte, clavicordo, Harmonium
Germano Serafin - violino, chitarra acustica, bouzouki, mandola
Michi Dei Rossi - marimba, vibrafono, glockenspiel, percussioni acustiche


Sono molte le ragioni che rendono questa registrazione live un evento eccezionale. Vediamo di esaminarle, ma prima lasciatemi ringraziare il mio sodale amico Frank-One per avermi inviato i file di questo raro bootleg. Detto questo passiamo ai protagonisti del post odierno ovvero Le Orme. 

Iniziamo dalla formazione. Qui Le Orme sono in quartetto, esperienza nata nel 1975 con l'album "Smogmagica" e con l'ingresso del chitarrista Tolo Marton. Quando Marton lasciò la band al termine delle registrazioni al suo posto subentrò Germano Serafin alla chitarra e al violino. Con Tagliapietra & Co, incise il singolo "Canzone d'amore", seguito da ben quattro album: "Verità nascoste, Storia o leggenda, Florian" e "Piccola rapsodia dell'ape". In quest'ultimo disco Germano Serafin diede il maggior contributo, sia per l'uso di numerosi strumenti a corda, sia per la stesura dei brani. Dopo avere contribuito alla realizzazione del primo album solista di Aldo Tagliapietra, "...Nella notte" del 1984, in cui suonava la chitarra in un brano, lasciò la musica pop per concentrarsi sul violino, entrando a far parte dell'orchestra sinfonica comunale di Treviso. Morì purtroppo nel 1992 per un tumore al polmone. 
Perdonatemi, ma ci tenevo a ricordare la figura di Germano Serafin, un grande musicista scomparso prematuramente e troppo presto dimenticato. Ascoltate in questo live il suo incredibile apporto come violinista nel rifacimento di "Felona e Sorona". Di seguito due immagini del musicista. 



Altra particolarità risiede nella scelta degli strumenti utilizzati dal quartetto in questo concerto, avvenuto nel prestigioso Teatro Ridotto di Venezia (mi risulta che oggi non sia più attivo) che offrì una atmosfera intima, perfetta per la strumentazione utilizzata in quel periodo. Nel 1979 e 1980 troviamo Le Orme in piena fase acustica legata alla pubblicazione di due dischi importanti quali "Florian" (1979) e "Piccola rapsodia dell'ape" (1980), quest'ultimo non ancora pubblicato all'epoca della registrazione (come precisato in apertura di concerto). Questi due progetti portarono la band a suonare in versione "unplugged", utilizzando solo strumenti classici. E qui emerge l'abilità tecnica e la bravura dei quattro musicisti (già iniziata in studio di registrazione) alle prese con strumenti quali violino, violoncello, mandola, clavicordo, percussioni varie e altri ancora. Questa fase concertistica, di ispirazione cameristica, durò lo spazio di circa un anno e mezzo.  Si tratta dunque di un documento storico di notevole importanza per fan e collezionisti, riportato anche da Discogs tra i vari bootleg del gruppo. 
La scaletta propone tracce tratte dai due album "classici" del 1979 e 1980 e alcuni rifacimenti di vecchi classici quali "Sguardo verso il cielo", Gioco di bimba e "Felona e Sorona" (come non li avete mai sentiti).


Questa memorabile esibizione chiuse (ma questa notizia ve la passo coi benefici d'inventario) la fortunata tournée della svolta acustica. In particolare, per promuovere l'album "Florina", nel corso del 1979 Le Orme intrapresero un lungo tour di circa 40 date, sia in Italia che all'estero. Sulla Stratosfera troverete un ottimo concerto acustico di questo periodo, registrato a Padova il 28 luglio 1979 (qui, con link ancora attivo). Dal 1982 Le Orme, ritornate in trio, realizzeranno album più "leggeri", marcatamente pop, ad iniziare da "Venerdì". E' tutto. Un ultimo ringraziamento a Frank-One. A voi tutti auguro buon ascolto



Post by George - Music by Frank-One

martedì 18 agosto 2026

Court - Frost of Watermelon (CD, 2007)


TRACKLIST:

01. Limbo (Last Odyssey Vs Empress) - 4:52
02. Men I Met - 2:19
03. Walking and Talking  - 5:18
04. When I Lose - 4:55
05. Past Days - 4:36
06. Wet of Sky - 2:40
07. My World - 5:05
08. Bridge to Maya - 6:05
09. Synaptic Ghost - 4:06
10. Sun Beyond Time - 7:33
11. Flat Stones - 4:05
12. Mad and Child - 24:02
I) You
II) Mother Nature
III) Father
IV) Myself


FORMAZIONE:

Paolo Lucchina - voce
Mosè Nodari - chitarre, voce, oboe, flauto dolce, mellotron, Fender Rhodes, pianoforte
Marco Strobel Ticozzi - chitarre, mandolino
Luigi Bonacina - basso
Francesco Vedani - batteria, percussioni, flauto traverso, sintetizzatori

Altri musicisti:
Andrea Balliano - chitarra
Francesco Nodari - fisarmonica
Andrea Cajelli - campioni
Marco Sessa - sintetizzatori


Questo CD è un bel regalo di Ferragosto da parte del nostro inarrestabile collaboratore Marco Osel. Grazie Marco per questa ottima condivisione. Per essere sincero non conoscevo i Court e forse anche molti di voi ignorano la loro esistenza. Procedendo con la ricerca delle informazioni ho scoperto cose assai interessanti sul loro conto. Partiamo da wikipedia che propone una biografia piuttosto dettagliata, tant'è che mi viene da pensare che sia stata scritta da qualche componente del gruppo. Altre informazioni meritevoli di interesse sono presenti sul sito Prog Archives. Procederò con una sintesi, per non essere troppo ridondante. Per una lettura completa vi rimando ai due siti sopracitati. 
Diciamo subito che i Court appartengono a quella schiera di gruppi di new prog che pubblicano i loro album con il contagocce. "Frost of Watermelon", album autoprodotto, è del 2007 e, in ordine cronologico, è la terza prova discografica, ma le due precedenti sono rispettivamente del 1993 e del 1997. Seguirà nel 2017 il loro canto del cigno, "Twenty Flying Kings", pubblicato dalla Ma.Ra.Cash Records, costituito in gran parte da rifacimenti di vecchi brani del gruppo. 


La storia dei Court inizia a Varese nel 1990 ed è fatto insolito che, ancora diciannovenni, vengano contattati dall'etichetta tedesca indipendente Music Is Intelligence per la quale nel 1993 pubblicano il primo album "And You'll Follow the Winds' Rush 'Till Their Breath Dwells", registrato a Leonberg, a supporto del quale si esibiscono in Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Norvegia. Nel 1997 la band pubblica il secondo lavoro "Distances", anch'esso registrato in Germania sempre con l'etichetta Music Is Intelligence e partecipa come ospite musicale ad una puntata della trasmissione televisiva Help, condotta da Red Ronnie. Subito dopo l'uscita di "Distances", iniziano le defezioni e i cambi di formazione. Passeranno ben sei anni prima che la nuova formazione nel 2003 si metta di buzzo buono e registri un demo contenente le basi del lavoro successivo che vedrà la luce solo nel 2007. Si tratta del CD oggi proposto dalla Stratosfera, registrato a suo tempo presso "La Sauna Recording Studio" di Varano Borghi. 


Prima della pubblicazione dell'ultimo CD i Court avranno l'onore di intraprendere un tour di venti date negli Stati Uniti che toccherà ben sedici stati. Il tour si concluderà con un concerto al “The Gig” di Hollywood durante il quale la band viene notata da due promoter ed invitata a partecipare al “Los Angeles Music Awards” dove otterranno le nomination nelle categorie “Best Alternative Artist” e, soprattutto, “Best Alternative Song” in cui saranno premiati. Beh, non capita proprio a tutti.


"Frost of Watermelon" è un album in buona parte in stile new prog che miscela con eleganza episodi elettrici e acustici, caratterizzato da una ricerca stilistica personale che si discosta dal rifacimento un po' pedissequo delle caratteristiche stilistiche del progressive tradizionale anni '70 e '80. Tra i miei preferiti cito l'anomala "My World", brano struggente, aperto da un  bellissimo arpeggio di chitarra acustica, che ci riporta senza sconti sulle assolate strade della California. "Men I Met" è invece una breve traccia elettrica che ricorda i primi lavori dei REM. Nel resto dell'album gli strumenti utilizzati sono quelli della tradizione prog: guardate che armamentario suonano i cinque musicisti integrati dai loro quattro ospiti. Non possono mancare flauti, mellotron, sintetizzatori, mandolino e varie tipologie di chitarre. Bella e potente la voce di Paolo Lucchina. La band si concede "il lusso" di proporre, in chiusura, una suite di 24 minuti, "Mad and Child", suddivisa in quattro movimenti, una miscela di rock, progressive con sentori folk. I brani cantati in lingua inglese, bontà loro, danno all'album quel respiro di internazionalità. Una grande prova che va ascoltata almeno un paio di volte per essere apprezzata in tutta la sua bellezza. 
Alla prossima. 



LINK

Post by George - Music by Osel

domenica 16 agosto 2026

Officina del Tempo (demo inedito - 1999)

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

The Originals
01. Viaggio nella Luna
02. G
03. Pianeta rosso
04. Ride
05. Lo stagno
06. Iside
07. Apologia
08. La caccia
09. Grande albero
10. Carnivora

The Covers
11. Aqualung (Jethro Tull cover)
12. Locomotive Breath (Jethro Tull cover)
13. Hymn 43 (Jethro Tull cover)
14. La carrozza di Hans (Premiata Forneria Marconi cover)

FORMAZIONE:

Michele Rusmini - chitarra
Massimo "Cerry" (o forse Cherry) Selva - voce
Francesco Mottarella - basso
Giacomo Mottarella - batteria
Gabriele Agosta - tastiere
Lucio Tremolizzo - flauto

BREVE PREMESSA by GEORGE
Non vi nascondo che forse per la prima volta provo un filo di emozione nel realizzare questo post, e questo per molte ragioni. Innanzitutto si tratta del demo (a questo punto mi piacerebbe chiamarlo  l'album perduto che oggi vede la luce) di un gruppo di tutto rispetto e di alto livello tecnico e artistico come l'Officina del Tempo; di conseguenza è la prima volta che appare sul web ed è un vero onore per il blog Verso la Stratosfera poter presentare in esclusiva questa autentica rarità al pubblico nazionale e internazionale che ci segue. Infine non dimentichiamo il numero di richieste che sono pervenute. Frank-One aveva simpaticamente (ma forse non troppo!) posto la condizione di riceverne almeno 12-15 nei commenti prima di inviarmi i file per il post e ne sono giunte 34. E dulcis in fundo è un lavoro proposto da un amico, come Frank-One, a cui sono molto affezionato. Il demo (io preferisco usare il termine al maschile) raccoglie tracce che miscelano rock tradizionale e rock progressivo, con un buon uso di flauto e tastiere e con la chitarra di Michele Rusmini sempre in primo piano. E' anche presente una breve traccia acustica (Grande albero). L'anno di registrazione di questo demo è il 1999. Spero di riportare correttamente la data. Anche le due foto del gruppo sono un gentile omaggio di Michele. 
Ora taccio, perché il post è di Frank-One e di Michele ai quali cedo subito la parola.


LA GENESI DEL POST by FRANK-ONE
"Questo post nasce da un incontro di oltre 20 anni fa, come ho raccontato nella puntata di The Prog Side of the Moog del 28 luglio che mi auguro abbiate ascoltato. Se non l'avete fatto...siete ancora in tempo. Ma pubblicità a parte, un lunedì sera di un indefinito mese ed anno (a naso direi intorno al 2004 più o meno) viene a trovarci a From Genesis to Revelation, storica trasmissione di Progressive di Radio Popolare con i due redattori principali, Renato Scuffietti e Matthias Scheller, ed in piccolo io terzo facente parte della redazione, un gruppo di giovani musicisti: l'Officina del Tempo. La cosa incredibile è che io ho sempre conservato le trasmissioni che mi hanno visto presente in particolar modo con ospiti più o meno noti, eppure....questa proprio non la trovo, ma non dispero. Ricordo bene che fui colpito innanzitutto dalla loro giovane età, ma poi anche dalle loro capacità tecniche e compositive, trasmettemmo brani da un loro demo, che poi mi fu donato, e che poi è quello che troverete qui. In particolar modo legai con uno dei fondatori, Michele, al quale regalai la prima edizione del libro di Paolo Barotto "Il ritorno del Prog Italiano", cosicchè lui con cadenza quasi settimanale mi "ordinava" un bel po' di CD citati nel libro, così da poterli ascoltare. Ricordo che studiava musica a Villa Simonetta e spesso era quello il nostro punto di incontro. Per l'ultima puntata della stagione di The Prog Side cercavo qualche chicca da trasmettere, e così riesumai il qui presente, e subito da parte di George e degli amici del Blog arrivarono una marea di richieste per la pubblicazione dell'intero demo. Onestamente inizialmente non era mia intenzione condividerlo, ed i motivi ben li conoscete, poi oltre alle tante richieste mi ha fatto capitolare l'intervento dell'Amico Maestro Augusto Croce, così eccolo qua. Un ultimo aneddoto: avrei avuto piacere di coinvolgere anche Michele, col quale avevo perso i contatti, ma nel mio cellulare il nominativo non c'era. Però mi tornò in mente un DataBase della Casio di ben 256 MB che usavo ai tempi, e che vi propongo in foto, ebbene lì trovai : Michele Officina del Tempo, provai....ed era ancora quello il suo numero; emozionatissimi ci cominciammo a raccontare questi quasi 25 anni trascorsi, ma questa è un'altra storia e forse a voi neanche interessa. Buon ascolto e buona vita a tutti voi".


BIOGRAFIA DELL 'OFFICINA DEL TEMPO CURATA DA MICHELE RUSMINI
Abbiamo cominciato a chiamarci Officina del Tempo a fine agosto del ’97, quando, dopo 
alcune variazioni, la formazione si è stabilizzata con i fratelli Giacomo e Francesco Mottarella (rispettivamente batteria e basso), Massimo “Cèrry” Selva voce e Michele Rusmini alla chitarra. Da subito abbiamo cominciato a cercare un altro musicista che suonasse uno strumento diverso per arricchire la sonorità, ma il primo demo, inciso in autonomia tra dicembre ’97 e gennaio ’98, è stato registrato dai soli quattro. Nell’autunno ’98 la formazione si completa con Gabriele Agosta alle tastiere, e con la partecipazione saltuaria del flautista Lucio Tremolizzo (già compagno di scuola delle medie di Michele Rutz) abbiamo scritto e arrangiato alcuni brani che abbiamo poi registrato, sempre con mezzi autonomi nella nostra sala prove, più o meno nell’autunno del ‘99.


La sala prove l’abbiamo ricavata da una vecchia stalla di proprietà della mia famiglia (a Regoledo, un paesino alle porte di Morbegno, in provincia di Sondrio), di quelle a conduzione familiare, in una struttura di pietre e legno risalente a inizio ‘900 e dismessa dagli anni ’70 circa. Con un po’ di pulizia, costruzione di qualche parete e insonorizzazione alla buona ci siamo costruiti uno spazio dove creare la nostra musica, dove ci chiudevamo almeno un paio di sere a settimana e affinavamo prima le cover e poi i nostri brani. Innamorati della musica degli anni ’70, siamo partiti suonando Jethro Tull, Deep Purple, Rush, PFM, Banco, ma anche cose più moderne, ad esempio Dream Theater e cercando di comporre qualche pezzo anche ispirandoci alla loro musica.


Aneddoto divertente, quando andavamo nei locali per proporre la nostra musica e parlavamo di prog la maggior parte dei gestori non capiva, non conosceva il genere, poi spiegavamo, facevamo degli esempi e ci si chiariva. Abbiamo suonato molto nella zona tra Valtellina, Milano, Lecco, Monza Brianza e la Lombardia in generale. Nei locali il rock suonato con passione attirava ancora l’attenzione, pur non essendo materiale commerciale o di grande consumo. L’attività live è stata notevole, tutto l’anno avevamo qualche serata a settimana, c’erano degli appuntamenti fissi di locali che apprezzavano il genere o anche situazioni più varie come le Feste dell’Unità dove sempre apprezzavano la nostra musica.


Nel 2003 il cantante Cherry ha preso un momento di distacco dalla musica e l’esperienza è terminata; si sono tentate altre direzioni ma non più con la costanza e coerenza di prima, giungendo di fatto a uno “sbandamento” dell’Officina. Ad oggi, agosto 2026, anche sulla spinta dell’interesse dei fans di progressive rock in blog e in radio, c’è la volontà di rimaneggiare e riarrangiare i brani storici per poterne realizzare (finalmente) una registrazione professionale.


CONCLUSIONE by GEORGE
A questo punto non posso che ringraziare ancora una volta Frank-One in primis, artefice e vero deus ex machina di questo post e Michele Rusmini, chitarrista della band che, con una serie di efficaci pennellate, ha illustrato l'iter musicale dell'Officina del Tempo. Come vedete nella tracklist mi sono preso la libertà (spero di non offendere nessuno) di suddividere il demo in due sezioni, gli originali (i primi 10 brani) e le cover (le 4 tracce conclusive). E' tutto. Mi auguro che questo post riceva il suo giusto apprezzamento. Lo scopriremo leggendo i commenti. Vi lascio con il consueto buon ascolto.



Great Post by George, Frank-One & Michele Rusmini