martedì 27 ottobre 2026

Gialma 3 - Rain's Dream (LP, 1976 - ristampa CD 2000)


TRACKLIST:

01. Rain's Dream
02, The High Heaven Of Ettore
03. The Little Florists Of Po Street
04. Pavane Pour Une Fleur Morte
05. Brushes Samba
06. Gialma
07. Baubles Bangles And Beads
08. Blues Samba

back cover LP

FORMAZIONE:

Giulio Camarca - chitarra
Aldo Sperti - basso
Mauricio J. Chiappeta - batteria

back cover ristampa CD 2000

Ci sono post che nascono casualmente, come quello odierno dedicato ai Gialma 3.Qualche giorno fa stavo leggendo un articolo dedicato alla scena jazz rock torinese degli anni '70-'80 e questo gruppo veniva citato al fianco di band più illustri che hanno avuto nel corso del tempo maggiore successo (Arti e Mestieri in primis e poi Dedalus, Esagono, Scolopendra, Venegoni & Co.). Mi sono accorto che il primo lavoro dei Gialma 3, forse il migliore della loro stringata discografia, non era ancora presente sul nostro blog e quindi cerco subito di rimediare. Se la memoria non mi inganna un brano tratto da "Rain's Dream" è stato anche proposto in una delle ultime puntate di "The Prog Side of the Moog" del nostro amico Frank-One. I Gialma 3 sono già presenti sulla Stratosfera con due album, "L'isola del Tonal" (1979) e "Gialma Planet" (1982, realizzato in collaborazione con Piero Cotto). L'ultimo CD da loro registrato nel 1990 a nome Galma ("Isola del Tonal") non cercatelo perché non lo troverete, né oggi e (forse) né mai, visto che si tratta di un album di musiche brasiliane. Bene, per la biografia del gruppo mi affido - come spesso succede - ai testi pubblicati sul sito "Italian Prog" del nostro amico e maestro Augusto Croce.


Biografia dei Gialma 3 (da "Italian Prog")

"Trio di Torino che prende il nome dalle iniziali dei tre componenti originari, i Gialma 3 suonavano un jazz con influenze brasiliane, molto lontano dalla maggior parte dei gruppi citati in questo sito.
Nel secondo album la formazione cambia con l'entrata dell'ex tastierista della Corte dei Miracoli Riccardo Zegna, anche se il genere rimane simile a quello del primo album, con composizioni interamente strumentali e grande uso di piano e contrabbasso. Se i primi due album sono simili, il terzo ha visto l'ingresso di un nuovo batterista e del cantante Piero Cotto già con Piero e i Cottonfields, con uno stile musicale più vicino alle produzioni di quest'ultimo artista. Intorno al 1990 la formazione originale si è riunita con il nome Gialma per un album dallo stesso titolo del loro secondo LP (ndr - Isola del Tonal senza l'articolo determinativo). Il chitarrista Camarca ha pubblicato negli anni '70 un album in stile bossanova dal titolo "Samba do amigo" (American Records AMRLP 001) uscito a nome Giulio Camarca & Trinidad".

Giulio Camarca

"Rain's Dream" venne pubblicato nel 1976 dalla Drums Edizioni Musicali e ristampato in CD nel 2000 dalla Mellow Records. Tenuto conto dell'organico ridotto, chitarra-basso-batteria, la parte del leone la gioca la chitarra di Giulio Camarca, anche se non mancano piacevoli intermezzi di batteria e di basso. Torino, l'ho ricordato all'inizio di questo articolo, nel corso degli anni '70, fu una importante fucina di gruppi jazz e jazz rock e anche i Gialma 3, pur non essendo in prima linea (sono i cosiddetti gruppi di "seconda fascia") fornirono il loro contributo più che dignitoso con un originale jazz strumentale influenzato da sonorità brasiliane. Con questo è tutto. Vi auguro buon ascolto,



Post by George

lunedì 26 ottobre 2026

Eris Pluvia - The Remains - part II (2019) plus bonus CD (demo 1990)

 

Eccoci giunti alla seconda e ultima parte della discografia dedicata agli Eris Pluvia, arricchita con un bonus CD del tutto inaspettato. Infatti il nostro collaboratore Roberto, nel giro di un "amen" dalla mia cortese richiesta, mi ha inviato i file del primissimo lavoro della band, pubblicato come demo nel 1990. Lo ascolteremo in chiusura di post. A proposito di post, quello di oggi ha per me un valore particolare perché è frutto della collaborazione tra il sottoscritto, Osel e Roberto. Un gran bel lavoro a sei mani che denota come il nostro team riesca a collaborare al meglio per realizzare prodotti di qualità. Detto questo torniamo agli Eris Pluvia, i protagonisti del lungo post odierno. Nella prima parte avevamo presentato e ascoltato due CD, cronologicamente il primo e il terzo, ovvero "Rings Of Earthly Light" (1991) e "Different Earths" (2016). Il secondo, "Third Eye Light" del 2010 è stato presentato in un post precedente). Giungiamo così al 2019 allorché il quartetto genovese sforna un altro bellissimo album, "Tales From Anotherr Time" che andiamo subito ad ascoltare.

Eris Pluvia - Tales From Another Time (CD, 2019)
(from George archives)


    TRACKLIST:

01. When Love Dies - 5:07
02. Lost In The Sands Of Time - 5:47
03. La Chanson de Jeanne (I-III) - 17:39
04. The Call Of Cthulhu (I-III) - (11:55)
I. A Stormy Night
II. The Secrets Of The Sea
III. The Awakening Of The Gods
05. Last Train To Atlana - 4:39
06. The Hum (I-V) (14:22)
I. A Dream In The Night
II. In The Time Of Darkness
III. Going Deeper
IV. 10 O'clock P.M. In Katmandu
V. Arriving Morning


FORMAZIONE:

 Alessandro Cavatorti - chitarre, testi
Marco Forella - basso, pianoforte, tastiere e batteria
Roberto Minniti - voce
Roberta Piras - flauto, voce

Con:
Ludovica Strizoli - voce (3)


Praticamente si tratta dell'ultimo lavoro realizzato in studio dal gruppo, considerato  che il secondo CD pubblicato nello stesso anno è una compilation, seppur con alcuni interessanti inediti. Ne parleremo in seguito. "Tales From Another Time" ancora una volta si ispira al sound dei Pink Floyd, quelli da "The Dark Side" in poi,  (interventi di flauto esclusi), specialmente nelle parti di chitarra. Gli assoli di Alessandro Cavatorti si richiamano molto allo stile introdotto da David Gilmour, ma questo non disturba anzi, qualifica ancor di più il lavoro. A questo proposito ricordo che il CD contiene ben due suite: la prima "The Call Of Cthulhu", della durata di quasi 18 minuti, suddivisa in tre movimenti, è il punto più alto dell'album, un elogio al progressive più puro degli anni '70; la seconda, "The Hum" è divisa in 5 parti e ha una durata di oltre 14 minuti, Il brano più "struggente", basato su chitarra acustica, tastiere soprattutto flauto (ma quanto è brava Roberta Piras) è "Last Train To Atlana". Insomma, per farla breve, gli Eris Pluivia, come canto del cigno, ci hanno regalato questo gioiellino, un album da ascoltare più volte per apprezzarne tutte le sfumature. 


Eris Pluvia & Ancient Veil 
1991/1995 - Rings Of Earthly Light and Other Songs (CD, 2019)
(from Osel archives)


TRACKLIST:

01. Rings Of Earthly Light (Suite) - (17:12) - remaster
a) Earthcore
b) Portrait
c) Sell My Feelings
d) Following Her In A Fantasy Lake
e) I Re-emerged Ancient Knight
02. In The Rising Mist - 4:34
03. The Broken Path - 1:40
04. Glares Of Mind - 3:58
05. Pushing Together - 4:46
06. You'll Become Rain - 2:16
07. The Way Home - 9:08

Other Songs
08. Through The Sky (Unpublished) - 4:04
09. And When The Train Has Left (Unpublished) - 2:43
10. Flying (Instrumental) - 4:00
11. You´ll Become Rain Part Two - 2:14
12. Walking Around - 1:38
13. Landscape And Two - 3:41


MUSICISTI:

Alessandro Serri
Edmondo Romano
Paolo Raciti
Marco Forella
Martino Murtas
Alessandro Cavatorti
Fabio Serri
Valeria Caucino
Sabrina Quarelli
Enrico Paparella
Roberto Mazzola
Sara Diano
Alessandro Sacco
Stefano Cabrera
Marco Fadda
Gianni Serino
Massimo Tarozzi
Sergio Grazia
Antonella Trovato
Tomaso Olivari
Alice Nappi
Sirio Restani ed il suo coro


Album antologico, pubblicato il 15 aprile 2019, contenente molte tracce interessanti per tutti gli amanti degli Eris Pluvia e degli Ancient Veil. Attingo le informazioni, molto accurate, dal sito ufficiale di questi ultimi.

"Il volume è diviso in due parti: la prima è la ristampa ufficiale di "Rings of Earthly Light" degli Eris Pluvia, a 28 anni dal suo esordio sulla scena musicale, mentre la seconda comprende brani inediti e storici degli Ancient Veil dello stesso periodo. L'opera è stata curata personalmente, sia dal punto di vista grafico che sonoro, da Edmondo Romano e Alessandro Serri degli Ancent Veil (ndr - come si può vedere le storie dei due gruppi continuano ad intersecarsi). “Rings of Earthly Light” è stato riconosciuto come uno degli album che hanno dato origine alla corrente del New Progressive italiano degli anni '90 ed è entrato a far parte di quella serie di dischi storicamente importanti per il genere prog in Italia e all'estero. È stato prodotto e distribuito nel 1991 da Musea e nel corso degli anni ha visto ristampe di ogni tipo in Polonia, Indonesia, Corea, Giappone, Russia. Il CD porta il doppio nome Eris Pluvia  e Ancient Veil, perché esiste una linea di continuità tra la prima opera di Eris Pluvia e la prima opera di Ancient Veil, una linea tracciata dai fondatori e principali compositori di entrambe le formazioni, Alessandro Serri ed Edmondo Romano.


Hanno così deciso di contattare i membri rimanenti del gruppo Eris Pluvia, il bassista Marco Forella e il chitarrista Alessandro Cavatorti (che hanno recentemente pubblicato l'album "Tales From Another Time"). Questi musicisti avevano lavorato al CD del 1991 insieme all'ex batterista Martino Murtas e al compianto tastierista Paolo Raciti), Sono stati cooptati per dare nuova vita a questo lavoro, che esce poco dopo la sua riproposizione dal vivo sul CD "Rings of Earthly … Live" degli Ancient Veil. Il suono è stato modificato utilizzando i nastri DAT originali, più compatti e profondi rispetto al CD pubblicato nel 1991 e, dopo una pulizia audio, si è proceduto a una rimasterizzazione per dare maggiore presenza al suono. A completamento del momento storico, sono stati aggiunti sei brani, composti nello stesso periodo.


“And When the Train Has Jeft” è un brano inedito mai registrato fino ad oggi e per un certo periodo tra il 1988 e il 1990, sempre composizione del duo, era il brano di apertura dei concerti di Eris Pluvia, così come inedito è anche “Through The Sky”, una dolce ballata sempre composta da Serri e Romano, subito dopo l'uscita di “Rings of Earthly Light”. Dopo le due opere inedite seguono il brano “Flying” questa volta in versione strumentale e il successivo “You’ll Become Rain part two” per solo quartetto d'archi, “Walking Around” per coro lirico, contrabbasso e flauto dolce e “Landscape And Two” per cinque flauti della tradizione boliviana chiamati mohozeno, questi ultimi tre erano stati pubblicati in “The Ancient Veil”. “Walking Around”, in una forma diversa, era presente nel primo demo tape commercializzato da Eris Pluvia, intitolato “Pushing Together” e datato 1990. La copertina è come nell'originale, la pittura di Giovanni Romano intitolata “Aurora”.


Bonus CD
Eris Pluvia - Pushing Together (demo, MC 1990)
(fron Roberto archives)


TRACKLIST:


Other info about the tracklist:

“Going” that it will entitled “Rings of earthly light” in the same CD.
“Pushing together” that it will maintain the same title in CD “Rings of earthly light”.
“The last” “The way home” in CD “Rings of earthly light”
“Walking around suite“(recorded live) that it will come inserted partially in choral version in CD “The ancient veil” and the first part of this song will be published in the CD “I am changing with the new title “Chime of the times”

LINE UP:



E fu così che grazie all'intervento del nostro collaboratore Roberto, abbiamo tra le mani anche il primo demo registrato dagli Eris Pluvia nel 1990, autoprodotto e, a quanto si legge sul sito degli Ancient Veil, pubblicato su musicassetta in 150 copie. Contiene 4 brani, molto belli, in perfetto prog style, di cui uno registrato dal vivo a Genova nel 1990. La descrizione delle quattro tracce la trovate qui sopra e l'ho lasciata in inglese, così come era presentata sul sito.
E con questa bella rarità (tanto per non smentirci) si conclude il lungo doppio post dedicato agli Eris Pluvia e alla loro discografia completa. Dal 2019 il gruppo genovese non ha più dato notizie di sé e non sappiamo se ritornerà o meno in studio - speriamo di sì - con un nuovo lavoro. Io mi auguro che la conoscenza con questa band sia stata di vostro gradimento. Se volete, scrivetelo nei commenti. 
Buon ascolto.

Edmondo Romano

LINK Tales From Another Time (2019)
LINK 1991/1995 - Rings Of Earthly Light And Other Songs (2019)
LINK Pushing Together (1990)

Post by George - Music by George, Osel & Roberto

sabato 24 ottobre 2026

venerdì 23 ottobre 2026

Il Trono dei Ricordi - Omonimo (CD, 1994)


TRACKLIST:

01. The King Of Memories - 19:59
02. A Memorable Fancy - 4:14
03. On The Rising Sun - 13:34
04. Visions Of The Daughters Of Albion - 18:03

Bonus track
05 Arthur (live in Campi Bisenzio 1996) - a tribute to Rick Wakeman


FORMAZIONE:

Alberto Mugnaini - voce
Paolo Lamuraglia - chitarre
Alessandro Lamuraglia - tastiere
Erik Landley - basso, sax
Fabrizio Morganti - batteria
Stefano Cupertino - elettronica ed effetti

con:
Francesco Bocciardi - bouzouki (1)


Innanzitutto onore al merito: grazie a Roberto, oramai entrato a pieno titolo nel novero dei collaboratori stretti della Stratosfera, per averci fatto conoscere ed apprezzare l'album eponimo di questa band fiorentina.  Se non fosse stato per la pubblicazione di un mini CD contenente tre brani, risalente al 1993 (titolo "MCCCXX - Milletrecentoventi"), avrei tranquillamente inserito questo album nella serie "Just One Record". Il CD si compone di soli quattro brani, tre dei quali sono mini suite della durata variabile dai 13 ai 20 minuti. La prima cosa che si nota, al di là dei testi cantati in inglese, è la splendida voce di Alberto Mugnaini (evito paragoni con qualche eroe del passato), caratteristica non così consueta nei gruppi di prog rock italiano. E poi c'è questo bassista (forse inglese, forse americano, non lo so) che si cimenta anche col sax. Originale. 


Pensate che inizialmente l'album doveva nascere come un lavoro esclusivamente strumentale ma l'etichetta Labirynth tardò la data di pubblicazione cosicché nel frattempo la band reclutò un vocalist, il già citato Alberto Mugnaini, e ritornò in studio per registrare nuovamente alcune tracce inserendo le parti vocali. I testi divennero un omaggio a William Blake, scrittore e pittore inglese, poeta visionario in anticipo sui tempi, le cui critiche ad una Inghilterra moralmente ipocrita vennero regolarmente ignorate dai suoi contemporanei. 


In generale lo stile è quello di un rock sinfonico spesso dall'incedere epico (il brano di apertura ne è una chiara dimostrazione), con un ottimo lavoro dei fratelli Lamuraglia: chitarra, parti di pianoforte di ispirazione classica, sintetizzatori roboanti ed elettronica a volontà. Alessandro Lamuraglia, in particolare, si rivela come un abile tastierista. Rifacendosi alla migliore tradizione prog, il lavoro vede un susseguirsi di atmosfere e tempi mutevoli, tutti strettamente collegati, atmosfere drammatiche, melodie intricate e orchestrazioni sinfoniche decisamente complesse. Non ci si annoia di sicuro nell'ascoltare questo album, peraltro - è giusto evidenziarlo - impreziosito da una splendida grafica realizzata da Michael Bennett. L'album, che venne pubblicato nello stesso anno negli Stati Uniti e in Giappone. venne accolto favorevolmente dalla critica e molte recensioni positive apparvero sui siti specializzati. 


Che fine fece il gruppo e perché si sciolse questo non lo so, E' però certo che nel 1996, due anni dopo la pubblicazione dell'omonimo CD, la band suonò a Campi Bisenzio. Una traccia di quel concerto, "Arthur", un tributo a Rick Wakeman (era il brano di apertura del celebre concept "The Myths and Legends of King Arthur  and the Knights od the Round Table", realizzato nel 1975 dal tastierista britannico) venne registrata e postata su YouTube. L'ho inserita come bonus track. Altre tracce live de Il Trono dei Ricordi non ne ho trovate. Peccato. Dobbiamo accontentarci di un brano e delle belle foto della copertina interna che immortalano la band su qualche palcoscenico. E qui si conclude il nostro incontro con Il Trono dei Ricordi. Vi lascio con il mio consueto buon ascolto.


LINK

Post by George - Music by Roberto

mercoledì 21 ottobre 2026

Serie "Battiato and Friends" Special Fan Collection n. 83 (Serie "Bootleg" n. 382) - Franco Battiato live in Padova, 28.05.1975

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST

01. Prima parte - 15:42
a) Improvvisazione n. 1
b) Improvvisazione n. 2 (Leoncavallo)

02. Seconda parte - 35:01
a) Novena Suite (?)

Bonus tracks 
03. No U Turn (versione con testo iniziale decifrato) -  8:02
04. No U Turn (versione estesa con testo iniziale al contrario) - 11:48


Questo è uno di quei documenti sonori che rendono grande e unica la Stratosfera. Permettetemi di dirlo con una punta di orgoglio. Il merito va al nostro storico amico e collaboratore Albe, che già in passato ci aveva inviato dei bootleg di grande interesse: ma questo supera ogni aspettativa. Non speravo più di utilizzare la gloriosa serie "Battiato and Friends - Special Fan Collection" con un bootleg del tutto eccezionale che appare per la prima volta sul web. E' alquanto difficile riuscire a trovare nuove registrazioni di concerti live di Franco Battiato riferiti agli anni '70. Quello oggi proposto si è tenuto a Padova, il 28 maggio 1975. Un grazie infinito ad Albe che ha digitalizzato il concerto da una musicassetta (qualche disturbo solo nella sezione finale) e ha altresì realizzato la copertina. Detto questo passiamo al concerto partendo dalla strumentazione usata dal musicista in quel periodo: sintetizzatore VCS3, organo, nastri registrati e radioline. E' sempre complicato capire cosa suonasse in concerto Battiato intorno alla metà degli anni '70, nel suo massimo periodo di sperimentazione elettronica. L'anno precedente era uscito "Clic!", tra gli album più belli e geniali realizzati da Battiato in quella fase,  e sul finire del 1975 avrebbe fatto la sua comparsa "M.lle Le Gladiator". Nel corso dei concerti dal vivo vengono proposte delle suite che in parte attingono dalle registrazioni in studio (in minima parte), in più larga misura sono frutto di improvvisazioni. E' questo il caso del concerto di Padova suddiviso in due parti per una durata complessiva di oltre 50 minuti. 


Mi soffermo sulle sezione iniziale del concerto, dove nella seconda metà Battiato pronuncia la frase "Le pareti del cervello non hanno più finestre". La stessa verrà ripetuta nella suite contenuta nella traccia 2. E qui occorre fare una sosta e un piccolo approfondimento. La frase la ritroveremo nei cori di "New Frontiers", brano contenuto nell'album "L'arca di Noè" del 1982. Non solo, il verso finirà anche nella traccia strumentale elettronica intitolata "Leoncavallo", inclusa nell'album "Joe Patti's Experimental Group" pubblicato nel 2014, una collaborazione tra Franco Battiato e il produttore e sound engineer Pino 'Pinaxa' Pischetola, Come è evidente questo frammento testuale veniva già utilizzato da Battiato durante i suoi concerti d'avanguardia del 1974 e 1975 all'interno di un brano d'archivio mai pubblicati in studio all'epoca, intitolato "Novena". Ed in effetti una rielaborazione di "Novena" (ho un filo di incertezza, per questo ho inserito il punto interrogativo) la ritroviamo nella seconda parte del concerto. Lo stesso artista ha dichiarato in un'intervista a "La Repubblica" di aver voluto recuperare quel vecchio frammento isolato -parliamo della frase - che gli era sempre rimasto nel cuore. In merito all'inedito "Novena" ricordo che venne presentato nel corso del 1975 in alcune tappe, tra cui Torino. E qui mi riallaccio al post del 2013 (lo troverete qui) in cui Battiato, eseguì questa mini suite il 5 ottobre 1975..


Vogliamo parlare delle due bonus track, anche queste gentile omaggio del nostro Albe? Si tratta di due diverse versioni di "No U Turn", dall'album "Clic!". A dire il vero sono entrambe un mix tra "Propiedad Prohibida" e "No U Turn". Nella prima versione è finalmente possibile capire il testo della sezione iniziale (quella che precede il segmento "Per conoscere me e le mie verità") che nella versione studio è pronunciato al contrario. Ve lo riporto:

"Uomini di una certa età che la sera vanno in cerca di affetto nei parchi. 
Soffrono ansie e paure per false morali e ai loro figli le insegnano uguali. 
Egregio signor ministro, sei sicuro che i tuoi problemi sono uguali ai miei? 
Io so che la vita come nasce muore. 
A che ti serve l'abuso del potere?"

La seconda traccia bonus è una versione estesa dei due brani mixati con il testo iniziale cantato al contrario, come nella versione ufficiale. 


Un memo finale in relazione all'attività concertistica di Franco Battiato in quel periodo storico. Il 1975. fu caratterizzato dal tour del Telaio Magnetico, supergruppo formato, oltre che dallo stesso Battiato, da Lino Capra Vaccina, Juri Camisasca, Mino Di Martino, Roberto Mazza, Terra Di Benedetto e- in un concerto - Vincenzo Zitello. Al loro attivo un breve tour nel Sud Italia e un album dal titolo "Live '75", anche in versione expanded. Con questo abbiamo concluso, Un'altra rara meraviglia è entrata nel baule di suoni della Stratosfera. Grazie Albe (aspettiamo da te altre rarità live) e a voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Albe

martedì 20 ottobre 2026

Eris Pluvia - The Remains - part I (1991-2016)


PREFAZIONE 

Dopo la pubblicazione su queste pagine del secondo CD, nel rispetto dell'ordine cronologico, degli Eris Pluvia (dal titolo Third Eye Light del 2010, che ritroverete qui), vuoi per la bellezza della musica da loro proposta, vuoi per alcune richieste pervenute da parte di amici e lettori, abbiamo pensato di proporre ciò che rimane della discografia della band, suddividendola in due tranche. In questa prima tornata ascolteremo il primo CD pubblicato nel 1991, "Rings Of Earthly Light" ed il terzo del 2016 intitolato "Different Earths". Due grandi lavori che escono rispettivamente dagli archivi del nostro storico collaboratore Marco Osel e da quelli del sottoscritto. Resta escluso da questa presentazione il primo demo, risalente al 1990, pubblicato solo su musicassetta e intitolato "Pushing Together", purtroppo assente dai nostri archivi. Se qualche amico lo possiede ce lo faccia sapere (e magari ce lo invii). Sarebbe cosa alquanto gradita. Nella seconda parte (tra qualche giorno) ascolteremo "Tales From Another Time" (2019) e "1991/1995 - Rings Of Earthly Light and Other Songs" (2019), quest'ultimo attribuito a Eris Pluvia & Ancient Veil. In effetti il percorso musicale degli Eris Pluvia e quello degli Ancient Veil si interseca in molte fasi. Ma procediamo con ordine. Iniziamo dal primo vero album in studio degli Eris Pluvia.


Eris Pluvia - Rings Of Earthly Light (CD, 1991)
(from Osel archives)


TRACKLIST:

01. Rings of Earthly Light (17:12) :
a) Earthscore
b) Portrait
c) Sell My Feelings
d) Following Her in a Fantasy Lake
e) I Re-Emerged, Ancient Knight, in Presence of Metal Knights
02. In the Rising Mist (4:26)
03. The Broken Path (1:32)
04. Glares of Mind (3:56)
05. Pushing Together (4:40)
06. You'll Become Rain (2:14)
07. The Way Home (9:17)


FORMAZIONE:

Alessandro Serri - voce, chitarre elettriche e acustiche, flauto
Paolo Raciti - pianoforte, tastiere
Edmondo Romano - flauto dolce, flauto, sassofono, cori
Marco Forella - basso, chitarra acustica
Martino Murtas - batteria e percussioni

ospiti:
Valeria Caucino - voce (1 e 3)
Enrico Paparella - chitarra acustica (3)
Alessandro Cavatorti - chitarra acustica (4)
Sabrina Quarelli - violino (4 e 7)


Iniziamo come sempre dalle origini. Ricordo che alcune informazioni sulla band sono già presenti nel vecchio post dedicato a "Third Eye Light". Nel 1985 Alessandro Serri e Edmondo Romano fondano gli Eris Pluvia, una fusione tra suoni antichi e moderni. Nel 1991 danno vita ed arrangiano le loro composizioni nel lavoro discografico “Rings Of Earthly Light” uno dei più apprezzati album del progressive rock internazionale di quegli anni. Alessandro e Edmondo nel 1992 lasciano la band e insieme a Fabio Serri creano il progetto ‘Ancient Veil’, una sorta di derivazione del vecchio gruppo madre e nel 1995 pubblicano l’omonimo CD. Se volete approfondire la biografia  e la discografia degli Ancient Veil potete cliccare qui, per raggiungere il loro sito web ufficiale. Vorrei far notare che Serra e Romano suonarono anche nel CD di debutto dei Narrow Pass, altro ottimo gruppo prog italiano (per usare il linguaggio cinematografico saranno "a breve su questi schermi") e poi, singolarmente, negli altri due album della band genovese. "


Preso atto della defezione di Romano e  Serri, Marco Forella, Paolo Raciti e Alessandro Cavatorti reclutarono altri membri e ospiti per colmare il vuoto e proseguire con il progetto Eris Pluvia. Bisognerà però attendere il 2010 per vedere e gustare il secondo lavoro della band, quel magnifico "Third Eye Light", pubblicato dalla AMS, di cui abbiamo già parlato in un recente passato. L'album in questione, "Rings Of Earthly Light", inizialmente autoprodotto, venne pubblicato nello stesso anno dalla Musea in Francia. Uscì sul mercato nella doppia veste CD e musicassetta. Un'opera prima, che racchiude però una grande maturità artistica, dove il gruppo esprime al meglio la sua passione per il progressive rock internazionale.


Eris Pluvia - Different Earths (CD, 2016)
(from George archives)


TRACKLIST:

1. Renaissance (The Door Of My Soul Reprise) (3:23)
2. Man On A Rope (5:57)
3. Aqua (4:11)
4. Rain Is Falling (5:13)
5. Poet's Island (4:47)
6. Black Rainbow (4:48)
7. Heroes Of The Dark Star (10:13)
8. Springtime Drop (3:26)
9. The Door Of My Soul (6:09)


FORMAZIONE:

Alessandro Cavatorti - chitarre, testi
Marco Forella - basso, pianoforte, chitarra acustica, tastiere, batteria e percussioni
Roberta Piras - flauto
Roberto Minniti - voce



Altra lunga attesa, in questo caso di soli sei anni, ed ecco che gli Eris Pluvia realizzano il loro terzo album, ancora pubblicato dalla AMS Records. La formazione si è assestata a quartetto con Alessandro Cavatorti alla chitarra, Roberto Minniti, new entry alla voce solista, Roberta Piras al flauto e il grande Marco Forella, polistrumentista d'eccezione, che si destreggia tra basso, tastiere, chitarra e batteria.  Dal punto di vista tematico l'album si presenta come un'opera concettuale che esplora il profondo desiderio dell'umanità rivolto ai viaggi interstellari, alla scoperta e alla colonizzazione di nuovi mondi nello spazio. Musicalmente, il disco mette da parte i virtuosismi tecnici più esasperati a favore di atmosfere sia delicate e sognanti (ad esempio lo strumentale Springtime Drop col flauto in bella evidenza), sia più impetuose (come in Rain Is Falling). Lo stile fonde il rock sinfonico a sfumature folk e pastorali, trainato da flauti melodici, tastiere spaziali e assoli di chitarra fortemente influenzati da sonorità storiche come quelle di Camel e Pink Floyd (ascoltate la conclusiva The Door Of My Soul - flauto escluso - e mi direte). Poi, come sempre, ognuno è libero di trovare i riferimenti che più gli piacciono.



E qui termina la prima parte dei "remains", con l'obiettivo di completare la discografia degli Eris Pluvia. Tra qualche giorno verrà pubblicata la seconda tranche, ma nel frattempo tenetevi forti! E' in arrivo un bootleg a dir poco eccezionale di un musicista, purtroppo scomparso, che abbiamo tanto amato. Non spoilero oltre, ma questo concerto fa parte di quelle meraviglie che hanno reso grande e unico il nostro blog. Buon ascolto e a presto.


LINK Rings Of Earthly Light (1991)
LINK Different Earths (2016)

Post by George - Music by George & Osel