giovedì 17 settembre 2026

RE-LOAD, RE-POST & NEW POST - Carnascialia Live in Reggio Emilia 1979 (bootleg - post originale 24.07.2012) and Carnascialia (studio album, 1979)

 

Dedichiamo questo post ai Carnascialia, (che in toscano antico significa "carnevale"), glorioso esperimento sonoro durato lo spazio di un battito di ali di farfalla. Oltre al re-upload del concerto live di Reggio Emilia del 1979, il post odierno è arricchito dalla presenza dell'unico omonimo album ufficiale del gruppo, registrato in studio, risalente anch'esso al 1979, tra l'altro non ancora presente sulla Stratosfera. Colmiamo dunque il vuoto. Ringrazio fin da subito il sodale amico CMB/Cimabue, che mi ha aiutato ad effettuare il re-upload del bootleg. Un colpo di mano non guasta mai. 

Pasquale Minieri

Re-post
Carnascialia - Live Palasport di Reggio Emilia, 22.06.1979


TRACKLIST:

01 - Intro (1:25)
02 - Equilibrio (P. Brega) (2:46)
03 - Tranquilla la città (?) (5:43)
04 - Europa Minor (16:18)
05 - Sono arrivato tardi per la festa (P. Brega) (8:07)
06 - (?) (10:25)
07 - Canzone numero uno (P. Minieri) (5:48)
08 - Kaitani (G. Vivaldi, D. Stratos) (10:37)
09 - Civi (M. Gianmarco) (8:40)
10 - Birone (A. Tavolazzi) (9:57)


FORMAZIONE:

Danilo Rea - pianoforte
Ares Tavolazzi - basso
Giulio Capiozzo - batteria
Pasquale Minieri - chitarra
Piero Brega - voce
Lucino Francisi - fisarmonica
Maurizio Giammarco - sax
Mauro Pagani - violino-mandolino-flauto
Giorgio Vivaldi - percussioni-fiati


Questo concerto live risalente al 22 giugno 1979 è a dir poco eccezionale, sia perché i Carnascialia suonarono poche volte dal vivo e solo nel 1979, sia per la presenza di autentiche guest star (Tavolazzi, Capiozzo, Pagani) nell'organico. Il bootleg venne postato da Robi e Skorpione (quest'ultimo era uno dei primi collaboratori della Stratosfera in possesso di bootleg di notevole valore) il 24 luglio 2012. Il link è inattivo da tempo e sono certo che questo re-upload farà felici molti amici della Stratosfera e non solo il "navigatore" giapponese che ce lo ha richiesto. A proposito, con un pizzico di orgoglio vorrei sottolineare che questa è l'ennesima riprova a sostegno della internazionalità del nostro blog. Comunque, se volete rileggere la pagina originale cliccate qui. La registrazione è ottima e il concerto presenta una tracklist da migliorare o meglio da completare. Se qualcuno è in grado di darci una mano sarà il benvenuto.


New post 
Carnascialia - Omonimo (LP, 1979 - official studio album)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Canzone numero uno (C'è chi batte i denti, chi prende il ritmo e ci balla sopra) – 5:58
A2.Fiocchi di neve e bruscolini – 3:05
A3. Almeisan – 9:36

Lato B
B1. Kaitain (22 ottobre 1962) – 6:58
B2. Cruzeiro Do Sul – 5:42
B3. Gamela – 6:59

Bonus track
B4. Europa minor (strumentale) - live 1979 - da "Il concerto - omaggio a Demetrio Stratos"

back LP

back CD

MUSICISTI:

Pasquale Minieri - basso elettrico, basso doppio, chitarra elettrica, chitarra acustica, voce 
(tracks A1, A3, B1, B2, B3)
Giorgio Vivaldi - percussioni, marranzano, flautino indio
Mauro Pagani - violino, mandolino (tracks B1, B2, B3)
Luciano Francisci - fisarmonica (tracks A1, A3)
Marcello Vento - batteria (track B3)
Pablo Romero - pampipes (track A2)
Walter Calloni -campanelli, percussioni
Danilo Rea - piano (track A3)
Tommaso Vittorini - sax (tracks A1, B3)
Maurizio Giammarco - sax (tracks A3, B2)
Carlo Siliotto -violino (tracks B1, B3)
Clara Murtas - voce (tracks A3, B3), Nunzia Tambara (tracks B2)
Demetrio Stratos - voce (tracks A2, B1, B2), Piero Brega (tracks A1, B3)


Unico grande capolavoro del progetto artistico Carnascialia, creatura voluta da Pasquale Minieri e Giorgio Vivaldi, con l'intento di proseguire il percorso di ricerca musicale inaugurato dai due con il Canzoniere del Lazio insieme a Carlo Siliotto, anche lui ex CdL. Tra l'altro Vivaldi, Minieri, Stratos e Calloni avevano già dato una mano a Mauro Pagani nella realizzazione del suo primo album solista pubblicato l'anno precedente. Nei Carnascialia confluiscono altri musicisti provenienti dal panorama jazz italiano, oltre ai già citati ex Canzoniere del Lazio. Ne escono  sei brani difficilmente incasellabili, a cavallo tra prog, folk, etno, avanguardia e non so cos'altro ancora. 


Il vinile, pubblicato dalla Mirto, venne ristampato in CD per la prima volta nel 1993 ad opera dell'etichetta Mercury. Dopo la registrazione dell'album il gruppo intraprese due soli tour. Uno di questi concerti è immortalato nel nostro bootleg. Per completezza ho inserito come bonus track il brano "Europa minor", una composizione di Mauro Pagani presente sul suo sopracitato primo album solista. Qui la troviamo in versione live, strumentale, suonata il 14 giugno 1979 all'Arena Civica di Milano nel concerto omaggio a Demetrio Stratos, scomparso il giorno precedente. In tale occasione la formazione dei Carnascialia (che abbiamo capito essere un collettivo "a geometria variabile") includeva Giulio Capiozzo, Teresa De Sio e Tony Esposito. Se avete notato anche nel concerto di Reggio Emilia sono presenti i due Area, Tavolazzi e Capiozzo. 


Bene, è tutto. Vi lascio all'ascolto sia del live che dell'album in studio. Alla prossima.

NEW LINK Live in Reggio Emilia 1979 (bootleg)
LINK Carnascialia - Omonimo (1979)

Re-load, Re-post and New post by George (with the help of my friend Cimabue)

mercoledì 16 settembre 2026

Omaggio a Faber vol. 2 - Artisti vari - Non più i cadaveri dei soldati (un omaggio a Fabrizio De André) (CD not for sale, 2003) - A great gift by Paco


TRACKLIST:

01. Afterhours - La canzone di Marinella - 4:12
02. Il Parto delle Nuvole Pesanti - La guerra di Piero - 4:23
03. Rosaluna - Andrea - 4:54
04. Cesare Basile - La ballata degli impiccati - 3:12
05. Spirogi Circus - La collina - 4:04
06. Fiamma - Sidun - 3:10
07. Bandabardò - Un giudice - 3:34
08. Gatto Ciliegia Vs GF e T. Cerasuolo - Nell'acqua della chiara fontana - 3:48
09. Mercanti di Liquore - Canzone per l'estate - 5:00
10. Marco Parente - Ho visto Nina volare - 3:59
11. Lalli - Ave Maria - 2:55
12. Yo Yo Mundi - Creuza de ma - 5:07
13. Gang - Giovanna d'Arco - 5:25
14. Claudio Lolli - Via del Campo - 2:26
15. Têtes de Bois – Amore che vieni amore che vai - 5:09
16. Chichimeca - Coda di lupo - 4:23
17. Mariposa - Monti di Mola - 6:55
18. Massimo Bubola - Rimini (live) - 6:28


Di rarità in rarità proseguiamo il nostro cammino attraverso le cover delle canzoni di Fabrizio De André. Questo secondo omaggio al grande Faber è un regalo del nostro collaboratore Paco, che ringrazio a nome di tutta la stratosferica truppa. Come si può vedere dalla copertina, il CD non venne messo in vendita (così come Duemila papaveri rossi) in quanto pubblicato esclusivamente come allegato alla rivista "Mucchio Extra". Credo che molti di voi ricorderanno questa rivista di approfondimento di temi musicali, un supplemento trimestrale al glorioso periodico di musica rock (intesa nella sua accezione più ampia) "Il Mucchio Selvaggio". A diversi numeri del "Mucchio Extra" venivano allegati CD con brani rari, fuori commercio o tributi monografici dedicati a grandi artisti della musica italiana (come De André nella fattispecie) e internazionale, Cito ad esempio Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Vasco Rossi e altri ancora. Il nostro amico Paco mi ha fatto sapere di possederli praticamente tutti. Di seguito la copertina del numero del 2003 contenente la compilation "Non più i cadaveri dei soldati".


Veniamo alla nostra compilation. Il titolo, quasi inutile ricordarlo, riprende una celebre frase tratta dal testo de "La guerra di Piero" (alla stregua dei "Mille papaveri rossi"), una delle canzoni pacifiste più famose del cantautore genovese. L'album, della durata di circa 80 minuti, è suddiviso in 18 tracce. Ciascun brano è una reinterpretazione in chiave rock, folk o indie eseguita da gruppi e artisti più o meno conosciuti della scena indipendente del periodo. Tra i più noti figurano gli Afterhours, Massimo Bubola (storico collaboratore di Faber che propone una versione live acustica di "Rimini"), i Mercanti di Liquore, Claudio Lolli (proprio lui, alle prese con la storica "Via del Campo"), Marco Parente e Il Parto delle Nuvole Pesanti. Interessante la presenza di cover di brani meno celebri e "gettonati" di De André, ma non per questo meno belli, come Coda di lupo, Monti di Mola e Nell'acqua della chiara fontana. Alcuni brani sono stati rimaneggiati in modo piuttosto pesante, attraverso un processo di revisione e di modernizzazione. Chissà se Fabrizio li avrebbe registrati così, se fosse stato ancora in vita. Il disco è anche su Discogs che si è preso la briga di specificare le formazioni dei singoli gruppi. Oggi il CD è considerato un pezzo da collezione per gli appassionati di Fabrizio De André e della musica indie-rock italiana dei primi anni Duemila. Volendo lo si trova in vendita (per pochi euro) sul mercato on line. Valore monetario a parte, per noi questo album riveste un grande valore affettivo e quindi ce lo teniamo ben stretto. E con questo  gli omaggi a Faber terminano qui. Mi auguro che la trilogia composta da Mille papaveri rossi (Osel), Duemila papaveri rossi (Frank-One) e Non più i cadaveri dei soldati (Paco) sia stata di vostro gradimento. Vi lascio augurandoci il consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Paco

lunedì 14 settembre 2026

Omaggio a Faber vol. 1 - Artisti vari - Duemila papaveri rossi (Le canzoni di Fabrizio De André) (2 CD, 2008) - special gift by Frank-One

 

TRACKLIST CD 1:

01. Il Suonatore Jones – Sally - 4:44
02. Beppe Gambetta & Dan Crary – Creuza de mä - 5:18
03. Giorgio Barbarotta – Ho visto Nina volare - 4:08
04. Malecorde – Dolcenera - 4:56
05. Fabrizio Poggi e Turututela – La canzone dI Marinella - 4:18
06. Mercantinfiera – Oceano - 3:21
07. La Macina – Amore che viene, amore che vai - 3:37
08. Bevano Est – Sinan Capudan Pascià - 4:23
09. Alessio Lega & Roberto Bartoli – Se ti tagliassero a pezzetti - 5:20
10. Roberto De Luca – Il pescatore - 2:50
11. Kay McCarthy – Geordie - 2:00
12. Ciarán Ward & Eire Nua – Dormono sulla collina - 3:16
13. Massimiliano Larocca & Andrea Parodi – Avventura a Durango - 5:31
14. Michele Anelli –  Quello che non ho - 4:53
15. Ensemble Laborintus – Morire per delle idee - 4:07
16. Piccola Bottega Baltazar – La ballata del Miché - 3:44
17. Renato Franchi – Un malato di cuore - 4:00
18. Luca Bassanese – Il bombarolo - 4:00


TRACKLIST CD 2:

01. Nicola Alesini – La Canzone di Marinella - 3:09
02. Isa (24) – Le acciughe fanno il pallone - 3:28
03. Razmataz – Valzer per un amore - 4:03
04. Leo Miglioranza – Canzone per l'estate - 4:50
05. Mario Congiu – Anime salve - 4:16
06. Caro De André – Franziska -  4:55
07. Le Quattro Chitarre – 'A cimma - 5:31
08. Andrea Maffei – La città vecchia - 4:29
09. Zuf De Žur – La ballata dell'amore cieco - 4:54
10. Gualtiero Bertelli – Andrea - 5:01
11. Giorgio Barbarotta – Fiume Sand Creek - 4:42
12. Fab Ensemble – Al ballo mascherato - 5:34
13. Alberto "Napo" Napolitano – La bomba in testa - 4:26
14. Kinnara – Canzone del Maggio - 4:58
15. Taré – D'ä mê riva - 2:52
16. 'A 67 – Don Raffaé - 3:16
17. 70 m/s – La domenica delle salme - 3:41
18. Massimiliano D'Ambrosio – Via del Campo - 3:12


BREVE PREMESSA AL POST by GEORGE
Cari stratosferici amici, come potete vedere dal titolo, quello di oggi è il primo dei due omaggi che dedicheremo al grande e - oserei dire - immortale Fabrizio De André. Si tratta di album che rivestono il carattere della rarità e che noi della Stratosfera siamo orgogliosi di presentare e condividere con tutti i nostri "navigatori". Il primo regalo proviene dallo  storico collaboratore Frank-One che non finirò mai di ringraziare. A proposito, fra non molto Frank-One tornerà sulle nostre pagine con la sua trasmissione "The Prog Side of the Moog" con qualche innovazione, ma non vi anticipo nulla. Fra qualche giorno pubblicheremo l'"Omaggio a Faber vol. 2", con un'altra bella rarità che scoprirete solo seguendoci. 
E ora lascio la parola a Frank-One


LA DEDICA DI FRANK-ONE ALL'AMICO ROBERTO CASELLI
Cari amici della Stratosfera, come da molti richiesta, ecco la seconda pubblicazione dedicata a Fabrizio De Andrè dal titolo "Duemila papaveri rossi", uscita nel 2008 sempre a sostegno di a/rivista anarchica, non in vendita, ed ecco il motivo della sua non facile reperibilità. Proprio per questo mi è d'obbligo dedicare questo post all'amico Roberto Caselli.
Roberto Caselli, professore, autore di seminali opere librarie quali: La storia della Black Music, La storia del Blues, La storia del rock in Italia (questi tutti per Hoepli Editore), La storia della canzone in Italia, più monografie dedicate a Leonard Cohen, Rolling Stones, nonché autore assieme all'amico Fabio Treves di uno dei primi libri sul blues edito in Italia, quel Blues Express pubblicato nel lontano 1989 (a proposito, perdonatemi un briciolo di narcisismo con questa foto che ci ritrae tutti e tre assieme in una trasmissione dello stesso Roberto a Radio Popolare)


Roberto è anche una storica voce di Radio Popolare con trasmissioni quali Canzoni, l'Araba Fenice, Scanzonatissima. Ebbene, una domenica pomeriggio del 2008 Roberto in una di queste trasmissioni, credo "Canzoni", mandò in onda un paio di brani di questo Duemila papaveri rossi, che io non avevo. Immediatamente lo contattai chiedendogli se potesse prestarmelo in quanto difficile da trovare, e lui come sempre gentilissimo mi rispose: "Nessun problema, te lo lascio nella cassetta a mio nome (ogni redattore ha una cassetta per la posta che potrebbe arrivare in Radio), lo trovi là, poi me lo riporti con calma quando hai fatto". Peccato che lo stesso doppio CD interessasse ad una longa manus che lo fece sparire, con mio grande disappunto ed imbarazzo, benché Roberto avesse in seguito minimizzato l'accaduto. Ecco Robi, tanti anni dopo una copia l'ho trovata, in quella maniacale passione conosciuta col nome di "collezionismo" non ho avuto cuore di donartela, ma sappi che è nella mia wantlist e che se ne trovassi una seconda copia...sarebbe tua. Il minimo che potessi fare era dedicarti questo post.
Ed ora lascio la parola al mitico George e all'analisi del doppio album. Buon ascolto e buona vita a tutti voi. 
Frank-One


APPUNTI MUSICALI PER I "CONSUMATORI"
Il doppio CD, arricchito da un libretto (qui ne trovate alcune pagine), contiene 36 canzoni di Fabrizio De André, 18 per ogni dischetto, interpretate da musicisti e gruppi indipendenti. L'iniziativa segue a ruota il CD "Mille papaveri rossi", pubblicato nel 2003 sempre dalle Edizioni "stella nera" a sostegno della rivista anarchica "A". "Mille papaveri rossi", da poco pubblicato sulla Stratosfera, lo ritroverete qui
Il libretto contiene alcune interessanti informazioni sulla genesi del progetto, che vi riporto.

Innanzitutto si fa presente che "la raccolta non è destinata alla normale vendita nei negozi (verissimo, però ho visto che attualmente è reperibile sul mercato on line, leggasi Amazon). "Duemila papaveri rossi" non nasconde alcun concorso a premi e non ha velleità promozionali: in questi CD, semplicemente, sono raccolte alcune delle numerose registrazioni che ci sono state spedite in questi ultimi anni. Buona parte di queste è di fattura casalinga, in presa diretta in sala prove o dal vivo durante un concerto. Non abbiamo tentato di migliorare la qualità del suono: i vari pezzi sono proprio così come li abbiamo ricevuti. I musicisti partecipanti hanno autoprodotto ciascuno le proprie registrazioni, nessuno di essi ha dovuto pagare per partecipare, nessuno ha preteso o ricevuto un compenso o un rimborso spese: ogni contributo è volontario". 


Concludo sottolineando la freschezza e l'originalità di questa compilation, con gruppi e musicisti in gran parte sconosciuti che, ognuno a modo suo, ha reinterpretato le canzoni di Fabrizio De André, chi rispettando (quasi) fedelmente le versioni originali chi stravolgendole completamente. Un grande album che non poteva mancare sulla Stratosfera. Appuntamento a breve per l'Omaggio a Faber vol. 2. 
Buon ascolto


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George & Frank-One

sabato 12 settembre 2026

Abiogenesi: i due album d'esordio (1995-1998)


 Abiogenesi = teoria secondo la quale gli esseri viventi avrebbero origine dalla materia inorganica (Garzanti Linguistica). Abiogenesi è anche il nome di una band torinese di progressive rock nonché quello del loro primo album. Vi sono delle affinità tra l'origine della vita da materia non vivente e il gruppo? Verosimilmente nessuna. Però il nome è originale e accattivante. Al loro arrivo sulla scena prog a metà degli anni '90, gli Abiogenesi hanno mostrato uno stile sorprendentemente carismatico e personale che li ha accompagnati per quasi 15 anni. La band, un quartetto guidato dal chitarrista e vocalist Tony D'Urso, appena apparso sulle nostre pagine con il Tony D'Urso Group (vi avevo anticipato che lo avremmo ritrovato a breve), ha scelto senza mezzi termini di tornare alle origini del prog, proponendo un sound legato alla tradizione degli anni '70. A proposito di definizioni (quelle finalizzate a incasellare un artista, ovvero quelle che a me stanno un po' strette) vi riporto quanto scritto su una pagina web (vi risparmio il nome) a proposito della loro musica: 
 "Le loro influenze sono fondamentalmente tre: heavy art rock (influenza classica o arrangiamenti moderni), prog psichedelico e prog sinfonico italiano moderno. Si potrebbe forse menzionare anche il retro-prog, poiché la band cerca di ricreare un'atmosfera psichedelica classica e onirica che mescola fantasia, passaggi melodici e improvvisazione". Tutto chiaro, vero? Iniziamo allora con la musica, poi il giudizio finale lo lascio a voi.

Abiogenesi - Abiogenesi (CD, 1995)


TRACKLIST:

1. Ile St. Louis
2. La notte di Ognissanti
3. Abiogenesi
4. L'oscura tenebra
5. R.I.P.
6. Appuntamento con la Luna


FORMAZIONE:

Tony d'Urso - chitarra, voce
 Patrick Menegaldo - tastiere
Roberto Piccolo - basso
Sandro Immacolato - batteria


Gli Abiogenesi fanno riferimento fondamentalmente al loro chitarrista, compositore e cantante Toni d'Urso. Dopo averlo ascoltato alle prese con rock-blues, rock 'n roll e grandi cover nella veste di leader del "Tony D'Urso Group", oggi lo conosceremo anche come cantante e chitarrista di un gruppo di prog rock. . Con lui il fedele batterista Sandro Immacolato, già presente nei due album del "Group". Al loro attivo gli Abiogenesi hanno 5 album, tutti pubblicati dall'etichetta Black Widow Records, ad eccezione dell'ultimo LP uscito nel 2010 e autoprodotto. Gli album nell'ordine sono: l'omonimo "Abiogenesi" (1995), "Il Giocoscuro" (1998), "La notte di Salem" (2001), "Io sono il Vampiro" (2005) e "Impetus insectorum" (2010). Tutti gli album sono stati pubblicati nella doppia versione, vinile e CD, ad eccezione dell'ultimo uscito solo in versione vinile. Quest'oggi vi propongo i primi due CD. quelli che risentono meno della svolta dark, un po' troppo hard, di quelli successivi. Dopo la pubblicazione del loro secondo album, Patrick Menegaldo fu sostituito dall'organista e flautista Marco Cimino, a sua volta sostituito da Paulo Cercato. Nei loro numerosi album hanno collaborato anche altri musicisti, tra cui spiccano Clive Jones dei Black Widow, Gigi Venegoni e Kevin Brooks.


La collaborazione con Clive Jones ha portato inevitabilmente gli Abiogenesi a scivolare verso l'hard prog della band britannica. Non a caso i nostri hanno realizzato cover dell'album "Return To The Sabbat" dei Widow e hanno contribuito con un brano (Mary Clark) al loro album tributo "King Of The Witches" nel 2000. Nonostante tutto ciò, la storia degli Abiogenesi rimane piuttosto oscura. Il loro primo album è considerato un debutto fantastico, caratterizzato da brani lunghi, effetti e atmosfere complesse; è una fusione di psichedelia strumentale e rock melodico o acustico. "Il Giocoscuro" ha un ritmo che presenta una dinamica prog più aggressiva, dove prevalgono la strumentazione e la fantasia, pur mantenendo influenze hard rock e psichedeliche,


Abiogenesi - Il Giocoscuro (CD, 1998)


TRACKLIST:

01. ll Giocoscuro - 22:50
a) Nessie la regina del lago
b) Jazz Vampire (strumentale)
c) Il Giocoscuro
d) Il cimitero degl'innocenti
e) Schizogenesi
f) Movimentoscuro

02. Sul margine del bosco la morte librava la sua falce - 8:07
03. Notte da urlare - 3:24
04. Lunipieno - 1:15
05. Golem - 10:00


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - voce, chitarra, tapes
Patrick Menegaldo  tastiere organo Hammond, fisarmonica, flauto
Roberto Piccolo - basso
Sandro Immacolato - batteria


L'inizio è grandioso: una suite di quasi 23 minuti con apertura di flauto, chitarra acustica, voce. La quintessenza del migliore prog rock. Questo il biglietto da visita de "Il Giocoscuro", secondo album degli Abiogenesi uscito nel 1998. La title track, brano epico diviso in sei movimenti, non crea mai momenti di noia, non scade mai nella ripetizione, cosa non facile. Gli assoli (chitarra, organo) sono fantastici. Rispetto al debut album qui si denota una certa maturazione sia nella composizione che nell'uso della voce e degli strumenti. La track 2, dal titolo lunghissimo, vede la voce recitante di Tony piena di echi, Si tratta fondamentalmente di uno strumentale che ci regala una parte centrale molto decisa con batteria e basso martellanti e un grande assolo di Hammond. Segue un robusto assolo di chitarra da parte di Tony. Ma cosa non riusciva a fare Tony D'Urso? Curioso "Lunipieno", breve frammento acustico giocato dal solo Tony D'Urso. La traccia conclusiva, "Golem", della durata di ben 10 minuti, merita tutta la nostra attenzione. La parte iniziale (basso, batteria, tastiere) ci riporta alle prime Orme. Non si discute. Poi l'ingresso della chitarra di Tony, grandioso come sempre. Un capolavoro. Ascoltate questi due album con grande tranquillità e poi...fatemi conoscere il vostro pensiero e le vostre emozioni. Le mie le ho già scritte. Buon ascolto.


LINK Abiogenesi (1995)
LINK Il Giocoscuro (1998)

Post by George 

lunedì 7 settembre 2026

Messaggio al popolo della Stratosfera

In questa settimana la normale "programmazione" (perdonatemi il termine) subirà un breve rallentamento causa l'assenza del sottoscritto per quattro giorni. L'appuntamento con il prossimo post sarà pe sabato prossimo. Nel frattempo invito tutti gli amici e collaboratori del blog a visionare la wishlist per capire se vale la pena mantenere alcuni titoli o se è il caso di eliminarli vista l'impossibilità di reperire l'album (o il singolo). Alcuni titoli sono presenti da anni e a questo punto non credo sia il caso di mantenerli ancora nella "lista dei desideri". Lasciate le vostre considerazioni nei commenti, sarebbe molto utile per me.
A presto

Post by George

domenica 6 settembre 2026

Tony D'Urso: un chitarrista dimenticato - Discografia del Tony D'Urso Group (1987 - 1997)

 
Tony D'Urso in concerto 

Credo proprio che di Tony D'Urso si sia parlato troppo poco, confinandolo ingiustamente nell'area della sua Torino e dintorni. Ne è la riprova quello che si apprende dalle scarne informazioni presenti sul web laddove si legge che "Tony D'Urso è stato un stimato chitarrista, cantante e leader musicale italiano, figura centrale e colonna portante della scena rock-blues e progressive della città di Torino. Noto per possedere una delle voci maschili più potenti ed espressive del panorama locale, ha diviso la sua carriera tra il blues viscerale e le sonorità ricercate del rock progressivo". Un artista camaleontico, senza dubbio. Cerchiamo allora di ampliare la conoscenza del personaggio, andando al di là dell'ombra della Mole Antonelliana. Vogliamo ricordarlo innanzitutto come componente dei No Strange (originariamente si chiamavano No Strani), gruppo seminale, tra i precursori della neo psichedelia italiana, nati nel 1980. Antonio "Tony" D'Urso partecipò alla vita del gruppo a fasi alterne, al fianco dei due fondatori, il fratello Salvatore "Ursus" D'Urso e Alberto Ezzu. 

Sempre Tony D'Urso in concerto

Al fianco delle esperienze psichedeliche con i No Strange, troviamo l'eclettico Tony alla guida del suo "Tony D'Urso Group", un combo bello compatto (chitarra-basso-batteria, come nella migliore tradizione) intriso di blues, di rock-blues e di rock 'n roll. Il "Group" ha realizzato due album, nel 1987 e nel 1997, che sono i protagonisti del post odierno.  Oltre a questo progetto, D'Urso è conosciuto come leader della Tony D'Urso Blues & Soda Band e per il suo lavoro con gli Abiogenesi, una band di rock progressivo molto apprezzata dai cultori del genere. La Blues & Soda Band ha avuto il merito di reinterpretare e tenere viva la tradizione del rock-blues e ha all'attivo un solo album (che io non possiedo, purtroppo, ma che sono certo mi verrà inviato quanto prima da qualche amico della Stratosfera), pubblicato nel 1991 intitolato "Happy Birthday Mr. Dylan", composto, come è facile immaginare, da cover del grande artista americano. 
Ben altro discorso dobbiamo fare per gli Abiogenesi, la sopracitata band di prog rock con all'attivo ben 5 album, realizzati dal 1995 al 2010. Saranno i protagonisti, a breve, di un post a loro dedicato. La discografia di Tony D'Urso non si esaurisce qui. Se avete voglia di rovistare su Discogs troverete qualche altro singolo o album che lo vede presente come co-protagonista. 


Nei primi mesi del 2019, la comunità musicale torinese si è mobilitata per sostenere l'amico Tony D'Urso colpito da una grave malattia degenerativa. Il 17 febbraio dello stesso anno, presso lo storico locale "Il Peocio" di Trofarello (nei pressi di Torino), è stato organizzato il concerto benefico intitolato  “With a little help from your friends, AiuTony”, che ha visto la partecipazione e la solidarietà di importanti band storiche del territorio (tra cui Venegoni & Co, Rockalacoque e The Bowindows). Ho trovato sul web un articolo in cui si legge che Tony potrebbe essere scomparso qualche anno fa. Ma queste informazioni sul suo conto sono talmente incerte che non me la sento di confermarle. 
Come ho scritto nel titolo, Tony D'Urso è stato un chitarrista (e cantante) dimenticato. Di lui si è parlato e scritto veramente poco. Felice di averlo portato in superficie, per quanto possibile, attraverso la Stratosfera. E ora passiamo alla musica.

Tony D'Urso Group - There's No Price For Friendship 
(EP 12", 1987)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Lucille (Albert Collins / Little Richard) - 3:06
A2. New Year Day (Sam Cooke) - 2:57

Lato B
B1. Just Another Coffee (Tony D'Urso) - 2:52
B2. There's No Price For Friendship (Tony D'Urso) - 3:12


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - chitarra, voce
Mauro Gandolfo - basso
Sandro Immacolato - batteria, percussioni

con:
Marco Cimino - tastiere (B1)
Walter Bettin - chitarra ritmica, cori (B2)
Toti Canzoneri - sax (B2)
Marina Nizza, Maurizio - cori (B2) 


Il Tony D'Urso Group realizzò nel 1987 questo EP 12" (ovviamente in vinile mai ristampato) contenente 4 brani, due cover sul lato A, rispettivamente composte da Albert Collins in coppia con Little Richard e da Sam Cooke, e due composizioni originali dello stesso D'Urso sul lato B. Il gruppo teneva molti concerti in quel periodo includendo parecchie cover di artisti stranieri e il mini LP da un lato voleva essere un omaggio a due mostri sacri del blues e del rock 'n roll, dall'altro voleva evidenziare la capacità compositiva raggiunta dallo stesso Tony. I brani composti da quest'ultimo sono nell'ordine una lenta ballata strumentale caratterizzata da un lungo assolo di chitarra (Just Another Coffee) e un robusto rock 'n roll (omonimo al titolo dell'EP) che vede la presenza di alcuni musicisti ospiti, tra cui il sassofonista Toti Canzoneri. Ignoro che promozione e che distribuzione fece a suo tempo l'etichetta Stardust Records che pubblicò il disco. 

Tony D'Urso Group - Under The Cover Sign (LP. 1997)


TRACKLIST:

Lato A
01. Bad Scene (Ten Years After cover)
02. See Emily Play (Pink Floyd cover)
03. Thank You (Led Zeppelin cover)
04. 2000 Light Years From Home (Rolling Stones cover)
05. Under The Comet Sign

Lato B
06. Shapes Of Things (Yardbirds cover)
07. Moonage Daydream (David Bowie cover)
08. Cymbaline (Pink Floyd cover)
09. Never Let Go (Camel cover)
10. Finale [Hidden Track]


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - chitarra, voce
Roberto Piccolo - basso
 Sandro Immacolato - batteria
Luca Revel - tastiere


Il secondo e ultimo vinile (etichetta Vlad Tapes - pare sia uscito in tiratura limitata 500 copie, ma non ci giurerei) del Tony D'Urso Group è un insieme di cover, tranne la track 5 composta da Silvia Gea e dallo stesso D'Urso. Il trio dopo 10 anni si è consolidato diventando un quartetto, con la presenza fissa di Luca Revel alle tastiere. La scelta dei brani è del tutto disomogenea. Vabbé che l'album si intitola "Sotto il segno delle cover" ma qui si saltella con grande disinvoltura dai Ten Years After ai primi Floyd dell'era barrettiana, dai Camel agli Yardbirds. Manca un fil rouge. Mah, forse Tony ha semplicemente voluto realizzare una cover-compilation dei brani a lui graditi e che lo hanno accompagnato nel corso dei suoi anni e del suo percorso artistico. Nulla da eccepire sulla qualità delle cover, vuoi per l'apporto chitarristico vuoi per quello vocale, con una voce duttile,  capace di adattarsi senza problemi alle armonie dei Pink Floyd come a quelle di Bowie o dei Led Zeppelin. L'album si chiude con una "hidden track": scoprirete che si tratta di un frammento strumentale di un celebre brano del prog rock a noi molto caro. Non ve lo svelo in anticipo. Lascio a voi il piacere di scoprirlo. Bene, a breve ritroveremo Tony - come ricordato in precedenza - in veste di chitarrista degli Abiogenesi, ottima band di prog rock. E allora avremo modo di apprezzarlo anche sotto una diversa dimensione. Intanto vi auguro buon ascolto.


LINK There's No Price For Friendship (1987)
LINK Under The Cover Sign (1997)

Post by George

venerdì 4 settembre 2026

Arcadelt - The Demo Tapes (1995?) - addendum al post del 3 settembre 2026


Side A

A1. A Deceiving Melody's Dream
A2. Instrumental
A3. Untitled # 1
A4. The God in the Bottle
A5. Untitled # 2

Side B

B1. The Ballad of Friendship
B2. Flight on a Marzipan Throne
B3. The Bullet-tear
B4. Untitled # 3


FORMAZIONE:

Pierfrancesco Drago - voce solista, flauto
Fabrizio Verzaschi - chitarra elettrica, chitarra acustica
Giacomo Vitullo - tastiere, cori
Fabio Cifani - basso, viola
Fabio Ferri - batteria


Noi siamo sempre a caccia di rarità, questo è un dato di fatto. Ebbene, il nostro amico Roberto, insieme ai file dei due album ufficiali degli Arcadelt, postati nella giornata di ieri, 3 settembre, mi ha anche inviato una cartella contenente un demo tape risalente verosimilmente al 1995, anno precedente la registrazione di "Enjoy".  Ma non ho certezze al riguardo, così come non ne ha il nostro Roberto che non è riuscito a risalire alla fonte. Poco male. Sta di fatto che per realizzare questo addendum al post di ieri mi sono preso la briga di suddividere le tracce (i file che le contenevano erano solo due), identificarle laddove possibile e di creare per l'occasione una copertina, giusto per dare un tocco di professionalità. Missione compiuta. Il demo, suddiviso in due side, contiene ben 9 brani (due in più rispetto all'album di esordio) ovviamente in versioni differenti rispetto alle registrazioni in studio. Alcune tracce le ho nominate "untitled", dal momento che non sono riuscito ad identificarle. Quasi sicuramente si tratta di tracce rimaste inedite. Se per caso vi è qualche cover fatemelo sapere. E' tutto. Vi lascio con una photogallery della band tratta dalla loro pagina Fb. Buon ascolto.





LINK

Post by George - Music by Roberto