giovedì 5 novembre 2026

RE-POST - RE-LOAD & NEW POST - The Underground Set Story (1970-1971)


Parlare degli Underground Set significa necessariamente parlare della Nuova Idea, uno tra i più celebri ed apprezzati gruppi di prog rock della scena musicale italiana agli inizi degli anni '70. Molti di voi hanno richiesto un re-upload degli "storici" file degli Underground Set, da tempo con link inattivi, risalenti al 2012. Non proprio gli albori del blog, ma quasi. Gli Underground Set realizzarono due LP, l'omonimo "The Underground Set" nel 1970 (il post originale lo trovate qui) e "War In The Night Before" nel 1971 (qui il vecchio post). Oltre a questi 33 giri registrarono una serie di 45 giri, alcuni dei quali rimasti inediti sugli album, che pubblicammo sulla Stratosfera nel dicembre 2013, all'interno di un lungo e articolato post dal titolo "Le Antologie della Stratosfera vol. 2 - Nuova Idea: singles, rare & live". Vi rimando a quanto scritto in quell'occasione, laddove precisai che gli Underground Set non erano altro che la Nuova Idea con differente denominazione. Qui il post originale con i link purtroppo inattivi. L'album degli Psycheground Group del 1971 lo ritroverete invece cliccando qui. 
Bene, esauriti i rimandi, vediamo ora di ripercorrere l'avventura musicale dei nostri protagonisti.


Innanzitutto è necessario precisare che la Nuova Idea (agli esordi si chiamavano J. Plep) per ragioni di natura contrattuale assunsero tra il 1970 e il 1971 nomi diversi: The Underground Set, The Hot Underground Group e The Psycheground Group. E ora - novità di oggi - aggiungiamo anche The Forlai Group. A questo proposito dico un enorme grazie all'amico Cimabue/CMB , non solo per avere effettuato i nuovi upload ma anche e soprattutto per avere rintracciato l'album "misterioso" dei The Forlai Group che pubblicheremo al termine di questo post. Come già sappiamo, ma lo ricordo ancora una volta, queste formazioni fantasma, di cui fino a non molti anni fa non si conosceva nemmeno la formazione, vennero finalmente svelate dal batterista della Nuova Idea, Paolo Siani, in occasione di una intervista rilasciata alla rivista musicale "Musikbox". Nel 2011, sempre nel corso di una intervista, Siani rivelò anche il collegamento della Nuova Idea  con gli Hot Underground Group. 

Gian Piero Reverberi

Degli Underground Set, insieme agli Psycheground Group. ovviamente ne parla anche Augusto Croce su "Italian Prog". Vi riporto quanto scritto:
"Due gruppi da citare insieme, visto che dietro questi nomi si nascondevano, per motivi contrattuali, i musicisti della Nuova Idea. Di sicuro l'anima ispiratrice di entrambi i gruppi era il compositore Gian Piero Reverberi, produttore di molti album delle Orme e autore di gran parte dei brani sotto lo pseudonimo di Ninety. Come Planetarium, Blue Phantom o Fourth Sensation si tratta quindi di gruppi italiani i cui componenti non sono stati citati sulle copertine dei dischi. In particolare gli Underground Set sono stati considerati spesso un gruppo inglese, dal momento che il loro primo album è stato stampato in diversi paesi europei. A titolo di curiosità è interessante notare come il gruppo sia stato citato come inglese anche da Vernon Joynson nel suo libro Tapestry of Delight. Ma in un'intervista rilasciata da Paolo Siani alla rivista italiana Musikbox, il batterista è stato uno dei primi a rivelare che i musicisti che suonarono su quei dischi erano quelli della Nuova Idea, visto che la Radio Records (l'etichetta che ha pubblicato l'album e i primi singoli) era all'epoca distribuita dalla loro casa discografica, la Ariston. Prevalentemente strumentali e con parti cantate solo corali, i due album degli Underground Set sono tipici di quel pop psichedelico basato sull'organo in stile fine anni '60, ed alcuni brani vennero usati come sigle televisive. Simile è anche il disco uscito a nome dello Psycheground Group nel 1971, comprendente cinque brani strumentali che rivelano l'ispirazione di certo rhythm & blues inglese anni '60".

Per quanto riguarda la componente musicale in questo post proporremo i primi due album in studio, i singoli e, a conclusione, l'album del Forlai Group.

The Underground Set - Omonimo (LP, 1970)


TRACKLIST_:

Lato A
A1. Arcipelago -3:18
A2. Emisfero (versione 1) - 3:00
A3. Atollo - 3:07
A4. Longitudine Est - 2:10
A5. 36° Parallelo - 2:02
A6. Samba natalizia - 3:12

Lato B
B1. Underground in Blue - 5:19
B2. Shake 26 - 2:42
B3. Equatore - 2:33
B4. 7° Meridiano - 2:22
B5. Emisfero (versione 2) - 3:36


FORMAZIONE
(quella coincidente con la prima formazione della Nuova Idea):

Marco Zoccheddu / chitarra, voce
Claudio Ghiglino / chitarra. voce
Giorgio Usai / tastiere, voce
Enrico Casagni / basso, flauto, voce
Paolo Siani / batteria, voce

Con:
Gian Piero Reverberi / compositore

front cover english version

L'album contiene 11 brani, in chiave psichedelica, quasi tutti strumentali (fanno eccezione alcuni "lalalala" sparsi in qualche traccia). dove domiamo l'organo Hammond di Giorgio Usai (bellissimo) e le doppie chitarre fuzz e ritmiche di Zoccheddu e Ghiglino. Questa è la formazione che, come Nuova Idea, registrò "In The Beginning" nel 1971. Per essere nato come un disco fantasma direi che si distingue molto bene nel mare magnum delle produzioni del 1970. Tutti i brani vennero composti da Gian Piero Reverberi, arrangiatore, compositore e direttore d'orchestra, vero deus ex machina dietro la Nuova Idea e le ghost band collaterali. In merito alla copertina, molto psichedelica, con una mia particolare predilezione per i colori utilizzati nella versione inglese, riporto ancora quanto scritto da Augusto Croce: "Il primo album è stato anche stampato all'epoca con copertina leggermente diversa in Inghilterra (su Pantonic PAN 6302), Germania e Francia (entrambi Vogue LDVS 17189). Una ristampa in CD del primo album dell'etichetta giapponese Shagadelic (no.SDCD4) è stata pubblicata nel 2002 con una bella mini-copertina apribile. Lo stesso album è uscito per la prima volta in una riedizione in vinile per l'etichetta spagnola Wah Wah (n. LPS 057) nel 2008, con due brani aggiuntivi" (ndr - li troverete tra i 45 giri). Concludo invitandovi a leggere la recensione (qui) pubblicata sul blog "John's Classic Rock". 

back cover english version

The Underground Set - War In The Night Before (LP, 1971)


TRACKLIST:

Lato A
A1. War In The Night Before - 3:40
A2. Top Invocation - 2:55
A3. Cronic Illness - 3:15
A4. Cool Paradise - 2:24
A5. Car Driving - 2:59
A6. Una lettera - 3:21

Lato B
B1. Hard To Go Up - 3:56
B2. Oblivion - 2:26
B3. Libutum - 2:45
B4. Hot Paradise - 3:00
B5. Useless Obsession - 2:50
B6. Hopeless Train - 2:44


Suppongo che la formazione sia la stessa dell'album precedente, ma non ne sono certo visto che proprio nel 1971 il chitarrista Marco Zoccheddu lascio la Nuova Idea per formare gli Osage Tribe, sostituito da Antonello Gabelli. Quindi può darsi che la seconda chitarra in questo album sia proprio quella di Gabelli. Mah... Sempre prodotto da Gian Piero Reverberi, il secondo e ultimo album degli Underground Set venne pubblicato nel 1971 dalla Tickle. Comprende 12 tracce caratterizzate da un suono più consistente, a tratti più ruvido, più hard  rispetto al primo album, con lunghi assoli di chitarra distorta e, come sempre, organo e batteria in bella evidenza. Gli Underground Set si lasciarono un po' alle volte alle spalle la psichedelia tipica dei primi lavori. Le parti corali richiamano da vicino  il prog della cosiddetta "scuola genovese".   


"Questo secondo album - ricorda Augusto Croce - è stato ristampato per la prima volta in vinile e CD dalla Cinedelic nel 2016. L'edizione LP esiste sia con vinile nero che arancione, e ha la stessa copertina laminata sul davanti dell'originale, ma in cartone rigido. Il disco contiene anche una download card per scaricare l'intero album e sei brani aggiuntivi usciti all'epoca su 45 giri, tra questi il raro CH4 uscito a nome Hot Underground Group. La colonna sonora della versione italiana del film L'uomo dal pennello d'oro è attribuita agli Underground Set, con brani dai loro album. La colonna sonora contiene anche un brano degli J. Plep, altro gruppo connesso alla Nuova Idea. Il film uscì in Italia nel 1972, ma era originariamente uscito in Germania nel 1969 con il titolo Der Mann mit dem goldenen Pinsel ed una diversa colonna sonora".


The Underground Set & more - I singoli (1969-1971)


TRACKLIST:

Gli esordi della Nuova Idea - J. Plep
01  La scala (lato A, 1969)
02  L'anima del mondo (lato B, 1969)
03  Soul Of The World #1 (inedito su disco, incluso nella colonna sonora del film "L'uomo dal pennello d'oro", 1969 - collocato in apertura del film)
04 Soul Of The World #2 (come sopra, versione più lunga collocata in chiusura del film)

Le Ghost Bands: The Underground Set / The Hot Underground Group
05  Arcipelago (lato A, 1970 - tratto dall'omonimo disco di esordio degli Underground Set)
06  La filibusta (lato B, 1970 - attribuito all'Orchestra di Gian Piero Reverberi)
07  Motor Road Underground (lato A, 1970 - inedito su album)
08  Slaughter On The Motor Road (lato B, 1970 - inedito su album)
09 Tanto per cambiare (lato A, 1970 - inedito su album)
10  Emisfero (lato B, 1970 - tratto da "The Underground Set")
11  Una lettera (lato A, 1971 - tratto dal 2° LP "War in the Night Before")
12  Libitum (lato B, 1971 - tratto da "War in the Night Before")
13. La casa aperta agli ospiti (lato A, 1971 - inedito su album) - il lato B contiene "Messaggio per te" attribuito all'orchestra di Gian Piero Reverberi
14  Emisfero (versione inedita su disco, inclusa nella colonna sonora del film "L'uomo dal pennello d'oro", 1969)
15  CH4 (lato A, 1971  pubblicato col nome "The Hot Underground Group" - Il lato B è attribuito a Gian Piero Reverberi)


Qualche breve spiegazione su questo lungo elenco di 45 giri e di brani inediti. Visto che stiamo parlando di un re-upload abbiamo pensato di realizzarlo al meglio includendo anche i singoli del 1969 dei J. Plep, pre Nuova Idea. Seguono tutti i 45 registrati dagli Underground Set con l'aggiunta del singolo "La casa aperta agli ospiti" del 1971, non presente nel post originale. Troverete anche gli inediti inseriti nelle colonne sonore, nonché il singolo "CH4" del 1971, inciso dalla Nuova Idea col nome The Hot Underground Group. Servizio completo, direi. Evito di inserire le copertine dei singoli, già presenti nel vecchio post. Ancora qualche curiosità sui 45 giri tratta da "Italian Prog": 
"Due brani del primo album degli Underground Set, Arcipelago ed Emisfero , apparvero anche su un singolo accreditato a Giorgio David con l'orchestra di Gianfranco Reverberi (Las Vegas LV-1054), e su un altro con il nome Unito e gli Optiamo (Radio RR 1060); Arcipelago fu pubblicato anche su singolo da Giancarlo Branca (Radio RR-1049). Tutti questi singoli uscirono nel 1970. La band apparve anche con il nome Hot Underground Group con CH4 nel 1971 sul lato B del singolo Messaggio per te di Gian Piero Reverberi e la Sua Orchestra".

Ed ora passiamo alla sorpresa di questo post, un album non ancora apparso sulle nostre pagine, dal titolo "The Forlai Group", pubblicato nel 1973. Insieme a Romolo Forlai e Gian Piero Reverberi pare si nascondessero i musicisti degli Underground Set, alias la Nuova Idea. 

The Forlai Group - Omonimo (LP, 1973?)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Strade
A2. Grigio
A3. Night Tripper
A4. Mono
A5. Pat
A6. Skin

Lato B
B1. Fluting
B2. Emme Feeling
B3. Yankee Stadium
B4. Santa Monica
B5. Memento Bis



Secondo Discogs questo vinile venne pubblicato nel 1973 (ma prudentemente lascio il punto interrogativo) dall'etichetta Radio Records. Come sopra ricordato, al fianco di Romolo Forlai (ex componente dei Flippers, famoso gruppo beat anni '60 in cui militò per un breve periodo anche Lucio Dalla) e del compositore Gian Piero Reverberi, vi erano i musicisti degli Underground Set.  Sul web si trovano pochissime notizie al riguardo, ma pressoché tutti i siti attribuiscono questo album agli Underground Set. Ecco cosa scrive "Four Flies Vaults":
"Un gioiello nascosto della scena underground italiana dei primi anni '70, The Forlai Group degli Underground Set è una selvaggia fusione di rock psichedelico, pop groovy e sonorità progressive. Guidato da Romolo Forlai e Gianfranco Reverberi (ndr - in realtà si tratta di Gian Piero), questo album offre vorticosi assoli di organo Hammond, chitarre elettriche distorte, ritmi ipnotici e atmosfere cinematografiche".


Per avere informazioni precise al riguardo, mi permetto di chiamare in causa la memoria storica della Nuova Idea e suoi derivati, ovvero il batterista Paolo Siani che già una volta ci ha onorati della sua presenza nei commenti. Chissà se Paolo riesce anche questa volta a fugare dubbi e interrogatici su questo LP e sulla formazione presente in studio (quella di "Clowns" con Belloni alla chitarra?). 
 Con questo è tutto. Il post termina qui, i nuovi link sono ora a disposizione. Buon ascolto.


NEW LINK The Underground Set (1970)
NEW LINK Wai In The Night Before (1971
LINK I singoli (1969-1971)
LINK The Forlai Group (1973)

Post by George & Cimabue/CMB (great!)

martedì 3 novembre 2026

Serie "Just One Record" - Circolo Culturale Federico Magnani (CCFM) - Effetto Tindall (CD, 2003)

 

TRACKLIST e FORMAZIONE:



Cari amici, vorrei innanzitutto ringraziare il nostro grande Frank-One (che a breve sarà nuovamente qui con noi con la sua trasmissione radiofonica) per l'ennesimo contributo da condividere sulla Stratosfera. L'album proposto quest'oggi risulta essere piuttosto raro ed è stato portato a nostra conoscenza attraverso l'ultima trasmissione "The Prog Side of the Moog". Subito a ruota è stato richiesto da alcuni nostri frequentatori. Ebbene, si tratta di un album decisamente di nicchia, inutile dirlo, passato del tutto inosservato ma, come spesso accade nel mondo musicale, di ottimo livello. Il Circolo Culturale Federico Magnani, CCFM in breve, era un gruppo romano di sette elementi che proponeva un jazz-rock di buona fattura con influenze progressive. "Effetto Tindall " è il loro unico album, autoprodotto e pubblicato nel 2003. La formazione comprendeva voce (una sorta di recitato presente solo in un brano), clarinetto, sassofono, pianoforte, chitarra elettrica, basso e batteria. La dominanza dei fiati all'interno di ogni traccia è scontata. Mi permetto anche di affermare che in alcuni passaggi si respirano vaghi profumi canterburiani, se così si possono definire. Non è u capolavoro, nessuna pretesa, ma si tratta in ogni caso di un disco di buon livello, ben suonato, che si ascolta molto volentieri. Che fine hanno fatto i CCFM non lo so. Però ho letto che nel 2018, a Roma, sono stati l'opening act del talentuoso ed eclettico musicista inglese Krissy Matthews. Quindi forse. ma solo forse, sono ancora oggi in circolazione.


Di informazioni su questa band nemmeno a morire. Il web è totalmente avaro al riguardo. Non sapendo cos'altro aggiungere, mi diletto nell'illustrare il significato del titolo del CD. L'effetto tyndall (si dovrebbe scrivere con la "y")  è un fenomeno di diffusione della luce dovuto alla presenza di particelle, di dimensioni comparabili a quelle delle lunghezze d'onda della luce incidente, presenti in sistemi colloidali, nelle sospensioni o nelle emulsioni. Il fenomeno è facilmente rilevabile nella vita di tutti i giorni: ad esempio, osservando dei raggi di luce quando attraversano sistemi in cui sono sospese o disperse delle particelle solide o liquide (ad esempio della polvere o delle gocce d'acqua). Bene, cari amici, certo che di queste ultime informazioni non ve ne può fregare di meno, vi lascio augurandovi il mio consueto e affettuoso buon ascolto.




Post by George - Music by Frank-One

lunedì 2 novembre 2026

Serie "Bootleg" n. 383 - Opus Avantra - "Introspezione" live in Padova, 4 dicembre 1974

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01. Introspezione / Les plaisirs sont doux /La marmellata - 10:31
02. L'altalena - 5:10
03. Monologo / Il pavone - 7:34
04. Ah, douleur - 4:05
05. Deliee - 6:38
06. Oro - 3:06
07. Rituale / Finale - 8:09


FORMAZIONE:

Donella De Monaco - voce
Alfredo Tisocco - piano
Enrico Professione - violino
Pier Egidio Spiller - violino
Riccardo Ferraro - violoncello
Luciano Tavella - flauto
Pierdino Tisato  percussioni
Mireno Tisato - effetti elettronici
Giorgio Bisotto - direttore artistico

Confesso che sono rimasto allibito quando ho trovato tra i file che (quasi) quotidianamente ricevo dai collaboratori della Stratosfera un concerto degli Opus Avantra datato nientemeno che 1974. L'amico Albe, a cui rivolgo un enorme grazie, sta dando fondo ai suoi rari concerti live avvenuti a Padova, specie quelli degli anni '70. Dopo Franco Battiato è ora la volta degli Opus Avantra e ve ne è ancora uno che uscirà a breve dal mio cassetto. Qui abbiamo tra le mano una autentica rarità, mai vista prima d'ora sul web, dal momento che, lasciatemelo dire, è pressoché impossibile reperire una performance live di Donella Del Monaco e dei suoi Opus Avantra avvenuta nel decennio anni '70. Le ragioni sono semplici: la prima è che gli Opus hanno realizzato solo due dischi in quel decennio, il primo intitolato "Opus Avantra - Donella Del Monaco" (1974), ristampato col titolo "Introspezione" e il secondo  "Lord Cromwell Plays Suite For Seven Vices" (1975). Li rincontreremo solo nel 1989 con "Strata".  La seconda è che le apparizioni live sono state pochissime. Oggi, grazie a questo live, abbiamo la possibilità di ascoltare gli Opus Avantra in concerto a Padova il 4 dicembre 1974 co l'esecuzione integrale del primo album "Introspezione". Va da sé che all'epoca gli Opus Avantra non avevano altri brani in repertorio. Nel concerto qui proposto alcune tracce sono unite in un solo file: è il caso della track 1 che raggruppa tre brani e della take 3 con due brani. 


La registrazione soffre dei suoi 52 anni, ma resta in ogni caso un documento imperdibile di una delle primissime esibizioni live del gruppo. L'album in studio viene riproposto fedelmente, seguendo rigorosamente la tracklist, direi in modo filologico, concedendo pochissimo spazio alle variazioni. Se qualcosina cambia è, in alcuni casi, la lunghezza dei brani. L'album di esordio degli Opus Avantra - lo ricordo - aprì le strade all'avanguardia. Così lo definì il critico Antonelli Cresti in "Solchi sperimentali" (Crac edizioni, 2014):
"È il primo lavoro degli Opus Avantra nel quale viene presentata l'idea estetica del gruppo: l'esigenza di un superamento della divisione in generi che porta a una condizione di incomunicabilità fra un grande passato musicale e un presente dominato dal mainstream, nel quale la cosiddetta "musica contemporanea" è ormai da considerarsi un prodotto storico. È la visione di un'idea trasversale e inclusiva dei generi musicali il cui filo conduttore è il recupero di un rapporto profondo col pubblico"
Già il nome Opus Avantra, come molti di noi ricorderanno, è diviso in tre parti: "Opus" (opera), "Avan" (avanguardia) e "Tra" (tradizione), e sintetizza l'ideologia del gruppo che intende porsi come movimento di avanguardia musicale che tuttavia affonda le radici nello studio e nel recupero della tradizione. 


Credo non vi sia altro da aggiungere. La registrazione live penalizza la splendida voce da soprano di Donella Del Monaco (nipote del grande tenore Mario Del Monaco), mentre gli altri strumenti (dal pianoforte di Alfredo Tisocco, ai violini e ai fiati),  mantengono una discreta qualità sonora. 
E' tutto, Grazie ancora ad Albe, anche per la copertina. Vi auguro buon ascolto.



Post by George - Music by Albe

sabato 31 ottobre 2026

Narrow Pass - The Complete Works (2006-2009-2014)


Dopo la dissertazione nei meandri dell'art rock (scusatemi, ma ogni tanto fa bene uscire dagli schemi tradizionali) con i primi due album di Stefano Panunzi, torniamo sui binari del progressive rock, quello che a noi piace tanto, con una band che nel suo breve percorso musicale ha realizzato tre album. Stiamo parlando dei Narrow Pass, una band che abbiamo già menzionato trattando degli Eris Pluvia, in quanto i due membri fondatori degli Eris (Alessandro Serri e Edmondo Romano)  li ritroviamo anche in questi dischi. Eris Pluvia, Ancient Veil, Narrow Pass e mettiamoci anche Hostsonaten: sono storie musicali che si intersecano. I Narrow Pass storicamente si formarono negli anni '80, per volontà di Mauro Montobbio, chitarrista, tastierista e polistrumentista, ma sfortunatamente si sciolsero quasi subito senza alcuna pubblicazione al loro attivo. Si riformarono però nei primi anni 2000, riuscendo questa volta a realizzare il loro debut album, un piccolo capolavoro del prog intitolato "A Room Of Fairy Queen's" pubblicato nel 2006. Seguiranno altri due CD, nel 2009 e 2014, tutti quanti oggetto del nostro ricco post. Ed ora diamo spazio alla musica,

Narrow Pass - A Room Of Fairy Queen's (CD, 2006)


TRACKLIST:

01. Earth - Je Cherche La Vie - 5:19
02. A Room Of Fairy Queen's - 5:32
03. Lord Of The Headline - 7:37
04. The Lake - 6:50
05. Coming Off My Shadow - 1:45
06. Desert - 7:46
07. Wake Up - 10:15
08. Into The Light - 6:04


FORMAZIONE:

Mauro Montobbio -  chitarre, chitarra synth, tastiere, pedaliera basso, programming, percussioni
Edmondo Romano - cornamusa (4), flauto (2), sax soprano (7)
Roberta Costa - basso fretless (1,2,5,7,8); basso (4)
Vittorio Mainenti - basso (3)
Alfredo Vandresi - batteria (da 1 a 5)
​​Saverio Malaspina - batteria (da 6 a 8)
 Alessandro Corvaglia - voce (3,7,8)
Valeria Caucino - voce (2,8)


Il disco di esordio del nuovo progetto Narrow Pass, pubblicato dall'etichetta francese Musea, la cui mente è sempre Mauro Montobbio, raccoglie intorno a sé una serie di ospiti  già conosciuti, tra cui Alessandro Corvaglia, vocalist de La Maschera di Cera, Edmondo Romano (flautista e - come già ricordato - co-fondatore degli Eris Pluvia e componente degli Ancient Veil nonché ex membro degli Hostsonaten) e Valeria Caucino, bellissima voce femminile, già al fianco di Romano nelle precedenti esperienze musicali. In questo contesto sonoro l'inserimento degli strumenti a fiato (sax e flauto) rende ancora più scintillanti le musiche, in gran parte in stile pastorale, prevalentemente strumentali. Si discostano brani decisamente più hard prog, come "Lord Of The Headline", valorizzato dalla voce di Alessandro Corvaglia, sette minuti di grande musica che ci riportano di filato ai Marillion della prima ora. I cambi di ritmo e di atmosfera non si contano. I musicisti sfoderano le loro abilità tecniche, creando cesellatura di raffinata bellezza. Insomma, una grande prova d'esordio, nella migliore tradizione prog, che lascia le porte aperte ad altri futuri capolavori.

Mauro Montobbio

Narrow Pass - In This World And Beyond (CD, 2009)


TRACKLIST:

01. In This World And Beyond / Just For You (12:28)
02. Beyond (7:03)
03. Silver Lady (8:36)
04. Somewhere By The Sea / Timeless (7:36)
05. Heaven's Crying (7:27)
06. In Your Eyes (6:03)
07. Flying From Ireland (9:20)


FORMAZIONE:

Mauro Montobbio - chitarre, chitarra synth, tastiere, percussioni
Valeria Caucino - voce, Irish bodhràn, percussioni

Con:
Alessandro Corvaglia - voce
Elisa Montaldo - pianoforte (1,4)
Vito Dentamaro - violino
Edmondo Romano - sax soprano e whistle basso (2,6)
Sandro Marinoni - sax tenore e flauto (1,4,6,7)
Roberto Costa - basso
Gabriele Colombi - basso (3)
Andrea Beccaro - batteria e percussioni (3-6)
Andrea Orlando - batteria (1,2,7)
Ruth Sullivan - voce irlandese
Gerry Colohan - voce irlandese

Mauro Montobbio 2

"In This World and Beyond" è il secondo album dei Narrow Pass, pubblicato anch'esso dalla Musea nel 2009. I due componenti ufficiali sono Mauro Montobbio e Valeria Caucino. Gli altri figurano come ospiti. Qui la miscela musicale tende a distanziarsi parzialmente dal prog puro del disco d'esordio, introducendo atmosfere folk-rock di grande bellezza (Silver Lady, al vertice, col memorabile finale dominato dal violino e ancora le delicate In Your Eyes e Flying From Ireland), dove chitarre acustiche e flauto (troviamo ancora Edmondo Romano) creano una base avvincente per la voce solista femminile. Ho sempre amato le voci femminili, ma qui Valeria Caucino supera se stessa. Partiamo dal brano di apertura, quello che dà il titolo all'album. Pura magia: le onde del mare, il canto dei gabbiani, le chitarre acustiche e la splendida voce doppiata di Valeria......e poi gli strumenti elettrici che entrano a comporre un mosaico di grande bellezza. Una mini suite della durata di oltre 12 minuti. La stessa magia la ritroviamo in "Beyond". Ma come suonano i nostri gruppi? Non ho scelto a caso questi tre album. Altra presenza fissa in questo CD, oltre a Edmondo Romano (che condivide i fiati con Sandro Marinoni) e quella del vocalist Alessandro Corvaglia. La restante parte dell'album è all'insegna del miglior prog sinfonico, dove i suoni acustici e cristallini sono quelli dominanti. Un disco splendido, la conferma delle aspettative create con il primo lavoro del 2006. 

Valeria Caucino

Narrow Pass - A New Day (CD, 2014)


TRACKLIST:

01. A New Day (8:21):
a) Part One: One Day, One Night (instrumental)
b) Part Two: Don't Dare!
02. The Challenge (instrumental) (8:15):
a) Part One: Early Steps
b) Part Two: Omen
c) Part Three: Black Wings
03. Fireflies (6:16)
04. Acquiring Wisdom (6:57)
05. Metamorphosis (7:35)
06. Flaming Snakes (8:21)
07. Hard Work (instrumental) (5:28)
08. Xroads (9:18)


FORMAZIONE:

Anna Marra - voce
Mauro Montobbio - chitarre classiche, acustiche ed elettriche, chitarra sintetizzata, tastiere, sintetizzatori, pianoforte (7)
Gianni Battista "GB" Bergamo - pianoforte (2-a,2-b), organo Hammond (5)
Alessandro Serri - voce, chitarre elettriche ed acustiche, basso (1,7), oboe, percussioni
Luca Grosso - batteria, percussioni

Con:
Cathy O'Gara - voce (5)
Elisa Montaldo - pianoforte (1,2-c)
Edmondo Romano - sassofono soprano, flauto dolce alto (1,7,8) e basso (2)
Sandro Marinoni - flauto (2-c)
John Hackett - flauti (2,3,7,8)
Fabio Gremo - basso


Dovranno trascorrere cinque anni dal precedente album prima di vedere un nuovo lavoro dei Narrow Pass. La prima cosa che salta agli occhi osservando la formazione è la presenza di un grande ospite internazionale quale John Hackett, fratello (e collaboratore) del celebre Steve, al flauto in cinque tracce; non solo, troviamo anche - questa volta insieme - i due fondatori degli Eris Pluvia e degli Ancient Veil, Edmondo Romano e Alessandro Serri. La vocalist, rispetto ai due album precedenti e cambiata. Qui troviamo Anna Marra, anch'essa dotata di una voce dal timbro meraviglioso, con una lunga carriera alle spalle. "A New Day", sempre pubblicato dalla francese Musea, raccoglie e sintetizza le espressioni musicali proposte nei due album precedenti, con una attenzione maggiore nei confronti del prog "tradizionale". Resta però, a mio avviso, un gradino al di sotto di quel capolavoro che si chiama "In This World And Beyond". Le tracce più significative sono le due suite collocate in apertura del CD, della durata di oltre otto minuti ciascuna. "The Challenge", nella sezione finale riprende vagamente il tema di "The Cinema Show" dei Genesis. Bella e delicata "Fireflies", con la voce di Anna Marra a duettare col flauto di John Hackett. Sarà pure un nuovo giorno, come recita il titolo, ma purtroppo è stato anche l'ultimo, visto che dal 2014 i Narrow Pass non hanno più realizzato nessun lavoro in studio, Peccato veramente, per una band dal grande potenziale che poteva regalarci ancora qualche perla musicale. Se volete leggere una recensione approfondita di questa album corredata da una intervista a Mauro Montobbio, vi rimando (qui) al sito Athos Enrile. Con questo è tutto, Vi lascio all'ascolto della trilogia. A presto.



LINK A Room Of Fairy Queen's (2006)
LINK In This World And Beyond (2009)
LINK A New Day (2014)

Post by George

Dimenticavo...buona nottata!

Messaggio agli amici della Stratosfera

THE PROG SIDE OF THE MOOG

Cari amici, vi informo che per problemi di natura organizzativa, la trasmissione radiofonica "The Prog Side of the Moog", prevista per mercoledì 28 ottobre 2026,  condotta dal nostro amico e collaboratore Frank-One, non è andata in onda. Di conseguenza non può essere linkata sul nostro blog.
L'appuntamento è rinviato alla prossima settimana.


Post by George

mercoledì 28 ottobre 2026

Stefano Panunzi: dall'art rock al neo prog - Timelines (CD, 2005) & A Rose (CD, 2009)


TRACKLIST & LINE UP:

01. Timelines - 5;25
acoustic guitar, electric guitar – Giacomo Anselmi
bass – Fabio Fraschini
keyboards, samples – Stefano Panunzi
vocals – Sandra O'Neill

02. Underground - 4:21
classical guitar, bass – Nicola Lori
drums – Daniele Iacono
ambient guitar, electric guitar – Markus Reuter
keyboards – Stefano Panunzi
vocals, samples, mellotron – Giancarlo Erra

03. Everything 4 Her - 5:57
bass – Mick Karn
drums – Giampaolo Rao
keyboards – Stefano Panunzi
saxophone, clarinet – Nicola Alesini

04. No Answer From You - 5:05
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
effects – Peter Chilvers
ambient guitar – Nicola Lori
keyboards – Stefano Panunzi
keyboards, percussions programming – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

05. Masquerade - 4:34
bass, vocals – Mick Karn
drums – Giampaolo Rao
effects – Haco
electric guitar – Nicola Lori
keyboards, vocals – Stefano Panunzi

06. Web Of Memories - 6:18
bass – Mick Karn
drums – Gavin Harrison
electric guitar – Giacomo Anselmi, Nicola Lori
keyboards – Stefano Panunzi
vocals – Haco

07. The Moon And The Red House - 4:21
acoustic guitar, bass – Nicola Lori
flugelhorn – Mike Applebaum
keyboards, drum programming – Stefano Panunzi

08. Forgotten Story - 5:36
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
keyboards, samples, loops – Stefano Panunzi
saxophone – Nicola Alesini

09. Tribal Innocence - 5:14
bass – Mick Karn
drums – Giampaolo Rao
keyboards, mbira – Stefano Panunzi
ambient loops – David Torn
trumpet – Mike Applebaum
spoken voice] – Rima

10. Something To Remember - 6:37
bass, guitar – Nicola Lori
electric piano, effects – Peter Chilvers
keyboards, loops, drum programming – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

11.1. I'm Looking For - 5:45
bass, vocals – Mick Karn
cello – Laura Pierazzuoli
drums – Diego Mancini
guitar – Giancarlo Erra
keyboards, vocals – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

11.2. (silence) - 1:58
11.3. Untitled (hidden track) - 4:08


Con questo post ci distacchiamo, e non poco, dalle consuete sonorità progressive che si rifanno ai decenni '70 e '80 e ci immergiamo in un mondo di suoni alternativi e affascinanti che - se proprio vogliamo classificarli - stanno a cavallo tra l'art rock e il neo prog. Il nostro protagonista è Stefano Panunzi. Per chi non lo conoscesse o lo conoscesse solo superficialmente, è un tastierista, compositore e produttore, nato a Roma nel 1958, conosciuto anche a livello internazionale nel campo della art rock e del neo progressive, nonché ambient jazz ed elettronica. Entrare nel mondo musicale di Stefano Panunzi significa entrare in contatto con sonorità inusuali e affascinanti, con atmosfere che potrebbero dare parte di colonne sonore cinematografiche. Le sue composizioni sono state arricchite nel corso del tempo dalla presenza di una rete di collaboratori di spicco della scena musicale d'avanguardia, di portata mondiale, che hanno apportato un pizzico della loro esperienza musicale. Ne posso citare alcuni: Gavin Harrison (Porcupine Tree, King Crimson), Mick Karn e Richard Barbieri (Japan), Jakko Jakszyk (King Crimson), Tim Bowness (No-Man), Markus Reuter e David Torn. E' possibile che qualcuno ricordi Stefano Panunzi quale co-creatore del progetto Fjieri, insieme al  polistrumentista Nicola Lori, un vero e proprio collettivo musicale. Sotto questo nome vennero pubblicati due album acclamati dalla critica di settore, caratterizzati da sonorità molto fluide ispirate ai canti dei pescatori di perle del Bahrein. Questi i titoli: "Endless" (2009) e "Words Are All We Have" (2015)


Parallelamente ai Fjieri, Panunzi porta avanti un percorso solista costellato di album dalle forti tinte concettuali: "Timelines" (2005), "A Rose" (2009), "Beyond the Illusion" (2021, un lavoro dalle radici art rock e alternative definito un "collage lunatico" di influenze), "Pages From The Sea" (2023) e "Caravaggio" (2026, un imponente doppio album di 24 brani ispirato a Michelangelo Merisi). "Timelines", pubblicato inizialmente nel 2005 dalla RES - Registrazioni e Suoni, venne poi ristampato nel 2016 con differente copertina. La trovate qui di seguito. Ultima annotazione: attenti alla track 11 perché dopo più di un minuto di silenzio prende forma una "hidden track". 


Le 11 tracce, bellissime, delicate e ricche di effetti sonori, vennero registrate in Italia, Gran Bretagna, Germania e Giappone. Gli ospiti, alcuni decisamente illustri, li potete vedere nella tracklist. Quattro anni dopo, siamo nel 2009, Panunzi realizza e pubblica il suo secondo album solista dal titolo "A Rose" (etichetta Emerald Recordings). 

Stefano Panunzi - A Rose (CD, 2009)


TRACKLIST & LINE UP:

01. State Of Mind - 5:14
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
guitar – Markus Reuter
keyboards – Stefano Panunzi
vocals – SiRenée

02. Fades - 5:08
bass – Fabio Fraschini
flute – Theo Travis
guitar – Giacomo Anselmi
keyboards, programming – Stefano Panunzi
vocals – Tim Bowness

03. On Line, Now! - 4:13
bass – Mick Karn
drums – Giampaolo Rao
guitar – Robert Aceto
keyboards – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

04. Child Of Your Time - 5:02
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
guitar – Giacomo Anselmi
keyboards – Stefano Panunzi
vocals – Sandra O'Neill

05. I Miss You - 6:18
backing vocals – Giovanna Strivieri
bass – Mick Karn
drums – Luca Fareri
guitar – Adriano Viterbini
keyboards – Stefano Panunzi
sampler – Emanuele Errante
guitar solo – Nicola Lori
vocals – Andrea Chimenti

06. Unreality - 5:46
guitar – Robert Aceto
keyboards, programming – Stefano Panunzi
trumpet – Mike Applebaum

07. Where Is My Soul - 5:52
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
guitar – Markus Reuter
keyboards – Stefano Panunzi
vocals, guitar – Robby Aceto

08. The Bridge -5:48
bass – Fabio Fraschini
drums – Giampaolo Rao
keyboards – Stefano Panunzi
vocals, guitar – Giancarlo Erra

09. Tonight - 5:34
bass – Fabio Fraschini
cello – Christine Hanson
keyboards, programming – Stefano Panunzi
vocals – Thomas Leer

10. Lights And Shades - 4:42
bass – Fabio Fraschini
cello – Laura Pierazzuoli
drums – Giampaolo Rao
keyboards – Stefano Panunzi


Quattro anni dopo la pubblicazione di "Timelines" vede la luce "A Rose", un album che ci incuriosì anche per scoprire cosa poteva essere cambiato in quel lasso di tempo. Se "Timelines" era un piccolo gioiellino, fortunatamente "A Rose" si muove nella stessa direzione. Anche qui si contano ospiti illustri. Le composizioni si fanno ancora più sofisticate, eleganti. Insomma, un disco ambizioso, un viaggio attraverso sonorità che che si apprezzano in pieno solo dopo numerosi ascolti. Concludo con i ringraziamenti: Osel è colui che mi ha inviato "Timelines" (che mancava nei miei archivi) e che ho subito accoppiato con "A Rose", che avevo tra i miei file e che ho imparato ad apprezzare da tempo. Grazie amico mio, come sempre. E con questo ho concluso, Vi auguro buon ascolto.


LINK Timelines (2005)
LINK A Rose (2009)

Post by George - Music by Osel & George