martedì 14 luglio 2026

Stranafonia - Three Works (1997 - 2008 - 2014)


Molti di noi li hanno conosciuti ed apprezzati ascoltando un loro brano trasmesso da Frank-One all'interno della sua trasmissione "The Prog Side of the Moog". Loro si chiamano Stranafonia e vengono da Bologna. Due parole sul gruppo, pescate dal sito  "Wayside Music". 

"Il gruppo si è formato nel 1990 grazie alla passione comune dei suoi membri per il rock progressivo e la psichedelia degli anni '60 e '70. Nel corso degli anni gli Stranafonia si sono esibiti dal vivo in diverse occasioni, da festival come "Emergenza Rock" ('98), per poi diventare una presenza quasi costante nell'ambito di eventi come "Scandellara Rock" e i festival popolari della zona. Il quartetto ha registrato il suo album di debutto nel 1997 per l'etichetta Lizard. Due anni dopo il gruppo ha composto la colonna sonora dello spettacolo teatrale "Delete Me (Evento Teatrale)". Nel 2001, il gruppo è stato scelto dal Comune di San Lazzaro (BO) per condurre un'intera serata all'interno del programma "From King Crimson to Paolo Conte", uno spettacolo dedicato al censimento dei gruppi emergenti del territorio in cui hanno proposto classici del gruppo e una varietà di influenze italiane e inglesi. Nel 2004 hanno completato un CD autoprodotto di nuovi brani intitolato "Acrobazie", il cui stile compositivo denota un approccio a una metrica più composita e meno ancorata al rock degli anni Settanta. Seguono altri due lavori, l'omonimo "Stranafonia" del 2008 e l'ultimo "Il Nuovo Rinascimento" del 2014. Quest'ultimo è dedicato alla magica atmosfera degli anni '60 e '70 (ndr - mi direte voi se è vero), un omaggio a band come King Crimson e Banco Del Mutuo Soccorso, ma sempre con uno stile personale/originale che è il segno distintivo della fabbrica Stranafonia".


Gli album che vi presentiamo oggi sono solamente (si fa per dire) tre, dal momento che manca all'appello "Acrobazie" del 2004, album ricercato dai nostri amici collezionisti. Sono certo che prima o poi arriverà. Intanto vorrei ringraziare il nostro amico e collaboratore Roberto che in un nanosecondo mi ha inviato i file di questi tre album mettendoli aa disposizione del popolo della Stratosfera. Ed ora passiamo all'ascolto.

Stranafonia - Per un vecchio pazzo (CD, 1997)


TRACKLIST:

01. Per un vecchio pazzo - 6:31
02. Viola è il tramonto - 4:39
03. Io sono lo Zar - 4:08
04. Che non sia prigionia - 6:06
05. Sulla baia - 2:17
06. In oceano - 3:35
07. Nel buio balla la brace - 6:25
08. Il viaggio verso Oriente - 3:58
09. La storia si ripete in spirali infinite - 6:21


FORMAZIONE:

Ruben Maria Soriquez - chitarra, voce
Manuel Bedetti - tastiere, voce solista
Andrea Bondi - basso, voce
Roberto Alessi - batteria, percussioni

con:
Francesca Durussel - oboe


"Per un vecchio pazzo" è il disco di debutto del quartetto bolognese, pubblicato nel 1997 dalla Lizard. Confrontando la trilogia messa in nostro possesso questo CD è, a mio avviso, l'unico album intriso di prog dalla prima all'ultima nota e quindi è anche il mio preferito. Senza discussione. Gli album degli anni 2000 cambieranno, e non di poco, Ma cosa volete farci? Tutto si modifica e anche la musica dei Stranafonia non è sfuggita a questa regola, Intanto vi propongo, qui di seguito, una bellissima recensione pubblicata sul sito "Arlequins".

  "Per poter assaporare l'evidente complessità di questa prima proposta musicale degli Stranafonia, è bene forse considerare il rock progressivo quasi alla stregua di un libro universale, una geniale fonte di teorie e proposte creative ove è più che lecito trarre spunti e idee tra le più disparate, a volte antitetiche. Seguendo quest'ottica, "Per un vecchio pazzo" idealmente potrebbe rappresentare un solido punto di partenza per questo quartetto chiaramente dedito a valicare i comodi confini del progressive più di maniera, dirigendosi quindi verso mete sicuramente più rischiose. Intelligentemente gli Stranafonia tornano indietro nel tempo, impiegando una strumentazione scevra di sonorità digitali per scoprire le vere matrici culturali del progressive. L'evidente disparità stilistica presente durante tutto l'arco di questa opera prima dimostra senza ombra di dubbio che non è questo il luogo adatto per sterili regressioni in un'ideale epoca d'oro, bensì che siamo al cospetto di una ricerca genuina.


 Guidati sovente da una chitarra a volte graffiante che si staglia minacciosa sopra ritmiche incalzanti, gli Stranafonia rivelano affinità tra un classicismo a tratti decadente ed una psichedelia soffusa e mai invadente. Assieme a loro inoltre riscopriamo i ruggiti hard-prog dei primi '70s, le velleità anarchico-libertarie della grande stagione dei festival, la fuga ad oriente ed un graduale accostamento al jazz. E fin qui tutto bene, le buone intenzioni son tutte lì, manca però di qualità la registrazione in studio. Una produzione scarna, forse ridotta all'osso, lascia all'ascoltatore l'arduo compito di dover scoprire in dettaglio quanto di buono ci viene offerto. A ciò aggiungeremmo l'impellente necessità di una maggiore cura nelle parti vocali e di una maggiore consapevolezza di cosa sia possibile ottenere da uno studio di registrazione per poter raggiungere traguardi più ampi. Per ora c'è molta ambizione e tante buone idee, l'esperienza verrà col tempo".
 
Stranafonia - Omonimo (CD, 2008)


TRACKLIST:

01. Tre: adagio lamentoso con brio, vivo, barbari a cavallo
02. Indio
03. Effetto domino
04. Soltanto se insisti
05. Anche Whitman è con me
06. Micidiale
07. Il Nuovo Rinascimento

FORMAZIONE:

Manuel Bedetti - tastiere, voce
Andrea Bondi - basso, chitarra, voce
Roberto Alessi - batteria


Adottando la teoria darwiniana dell'evoluzione e concluso il breve periodo prog, gli Stranafonia pubblicarono un paio di album con un suono totalmente diverso, che li rende del tutto irriconoscibili, mescolando stili Singer/Songwriter, Jazz e Piano Music, ovviamente molto lontani dal loro stile precedente. In questi lavori (il primo dei quali fu registrato solo da Bedetti e Bondi) si notavano ancora alcune influenze della scena prog italiana, ma la cattiva distribuzione non li rese più noti al pubblico. La band, ora operante come trio con Bedetti, Bondi e Roberto Alessi, fu scoperta dal boss della Raffinerie Musicali, Raoul Caprio e nel 2014 tornarono con il quarto album "Il Nuovo Rinascimento". Ne parleremo più avanti. Intanto ascoltiamoci queste sette canzoni, caratterizzate da un pop raffinato e nulla di più. L'album venne autoprodotto dal gruppo. 

Stranafonia - Il Nuovo Rinascimento (CD, 2014)


TRACKLIST:

01. Micidiale - 5:54
02. Tre - 5:33
03. Indio - 5:24
04. Effetto domino - 8:52
05. Soltanto se insisti- 5:12
06. Anche Whitman è con me - 5:05
07. Dottor Stramonio - 3:58
08. Il Nuovo Rinascimento - 9:04


FORMAZIONE:

Manuel Bedetti - tastiere, voce
Andrea Bondi - basso, chitarra, voce
Roberto Alessi - batteria

con:
Monica Benati - voce


"Il Nuovo Rinascimento", ultimo lavoro dei Stranafonia, pubblicato dall'etichetta Raffinerie Musicali nel 2014,  riprende alcuni temi del precedente album, ma qui l'attenzione si concentra maggiormente sulle sonorità pop e neo-psichedeliche piuttosto che sul jazz-fusion. L'album non offre nulla di nuovo rispetto a quello del 2008. L'ascolto è gradevole, ma purtroppo manca quel tocco di creatività che lo avrebbe reso più apprezzabile. Inutile dire che questi ultimi due album passarono del tutto sotto traccia.


Con questo terza e ultima prova discografica si conclude la nostra carrellata attraverso tre dei quattro lavori realizzati dai (o dagli) Stranafonia. Come già ricordato in apertura, se qualche amico del blog riesce a recuperare il pezzo mancante, ovvero "Acrobazie" del 2004, faremo la gioia dei completisti. Un ultimo grazie a Roberto e a voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto.


LINK Per un vecchio pazzo (1997)
LINK  Stranafonia (2008)
LINK Il Nuovo Rinascimento (2014)

Post by George - Music by Roberto

lunedì 13 luglio 2026

Serie "Bootleg" n. 375 - Area live in Padova, 3 luglio 1976

FIRST TIME ON THE WEB
 

TRACKLIST:

1. Elefante bianco
2. Arbeit macht frei
3. Megalopoli
4. Cometa rossa
5. Gerontocrazia
6. La mela di Odessa
7. Luglio, agosto, settembre (nero)
8. Caos - L'internazionale


FORMAZIONE:

Demetrio Stratos - voce, organo, steel drums
Giampaolo Tofani - chitarra elettrica - VCS 3
Patrizio Fariselli - piano elettrico, arp, sax soprano
Ares Tavolazzi - basso elettrico, contrabbasso, tromba, trombone
Giulio Capiozzo - batteria


Secondo voi è ancora possibile reperire un bootleg degli Area - periodo Stratos - che non sia ancora stato pubblicato sul web e men che mai sulla Stratosfera? Direi proprio di sì, dal momento che mi sono permesso di classificarlo come "first time on the web". E sapete da dove proviene questo raro concerto? Da una storica musicassetta giunta nelle mani del nostro amico e collaboratore Albe (a lui va una particolare menzione anche per l'assidua presenza nei commenti) . Albe si è preoccupato di digitalizzare la registrazione, suddividere le tracce e realizzare le due copertine, front e back cover. Più di così. Grazie Albe per questo importante contributo alla Stratosfera. E non sarà nemmeno l'ultimo, visto che Albe mi ha da poco inviato una serie di concerti live e di album in studio decisamente interessanti. Un po' alla volta vedranno la luce su queste pagine.


A proposito di musicassette, quanti storici concerti di artisti italiani e stranieri sono stati salvati grazie alle registrazioni effettuate su Mc? Prima dell'avvento dei registratori digitali tutti noi immortalavamo i nostri eroi muniti di registratore a cassette. Io stesso ne ho salvato decine e decine. Adesso mi lascio andare ai ricordi: spesso utilizzavo le Basf o le TDK, ma quando avevo pochi soldi in tasca mi accontentavo delle più economiche (ma meno performanti) Trifil.  Spesso ritenevo sufficiente una C90 e così succedeva di non avere nastro a sufficienza per registrare il finale del concerto. E quante registrazioni abbiamo perso nel corso degli anni? Tanto per fare un esempio avevo registrato al Palasport di Torino la PFM con Arti e Mestieri open act credo nel 1975. Persa. E che dire degli Area (in una località marina della Liguria che ho dimenticato) con Maxophone open act? Doveva essere anche in questo caso il 1975. Persa pure quella. Fortunatamente le altre le ho conservate.
Avete qualche ricordo anche voi in proposito? Scrivetelo nei commenti, se volete. Sarà divertente leggerli.


Per tornare al nostro concerto, vi ricordo che sul blog abbiamo pubblicato in passato numerosi show degli Area periodo 1976-77, ma questo ha un fascino particolare, quello del concerto "ritrovato", tra l'altro con una buona qualità audio. 
Gli Area, nel 1976, pubblicarono l'album in studio "Maledetti (maudits)", dal quale sono tratte "Gerontocrazia" e "Caos". Le altre tracce appartengono alla discografia precedente. Nello stesso anno la Cramps pubblicò il live sperimentale "Event '76". A proposito di eventi accaduti in Italia in quell'anno, mi sono preso la briga di andare a rileggermi le cronache dell'epoca. Fu veramente un anno terribile costellato di tragedie. Ne ricordo alcune: il terremoto del Friuli, il disastro di Seveso (la nube tossica di diossina fuoriuscita dalla ICMESA), la tragedia del Cermis (la rottura della fune della funivia nella Val di Fiemme). Insomma, un quadro desolante. Lascio fuori la politica che è meglio, Meno male che c'erano gli Area a fornire una nota positiva. A proposito di musica: il Festival di Sanremo del 1976 venne vinto da Peppino di Capri (un abbraccio ad un artista da poco scomparso) con il brano "Non lo faccio più". Di ben altro tenore artistica fu il Festival del Parco Lambro a Milano (26-29 giugno) giunto alla sua sesta e ultima edizione. Bene, con questo è tutto. Tra l'altro, ridendo e scherzando, con i bootleg siamo giunti a quota 375. Non è poco. 
Un ultimo ringraziamento a Albe. Buon ascolto, cari amici.


LINK

Post by George - Music by Albe

sabato 11 luglio 2026

Moongarden - Voyeur (CD, 2014)

 

TRACKLIST:

01. Vickey Goes To The Skyscraper Basement - 1:10
02. Voyeur part one - 2:16
03. Vickey Mouse - 5:14
04. Barbiturates Gentleman - 7:14
05. Mr. Moore -7:02
06. The Usurper - 5:20
07. Shiny Eyes - 5:30
08. TV Queen - 6:52
09. The Queen Goes To Bed - 2:18
10. Message From The Last Floor - 7:08
11. Voyeur part two - 4:25


FORMAZIONE:

 Simone Baldini Tosi - voce, violino
David Cremoni - chitarra elettrica, chitarra acustica e 12 corde
Dimitri Sardini - chitarra 6 e 7 corde
Cristiano Roversi - tastiere, synth, Mellotron, chitarra, Chapman stick (6), sampler, programming 
Mirko Tagliasacchi - fretted e 5- & 6-corde fretless bassi, basso a pedali
Mattia Scolfaro - batteria, percussioni

con:
Vania Pieropan - voce (1)
Lorenzo Guadagni - banjo (4)



I Moongarden planano per la prima volta sulla Stratosfera. Mea culpa quella di averli trascurati negli anni passati. In compenso abbiamo dato ampio spazio al loro fondatore, quel geniale compositore e polistrumentista che è Cristiano Roversi. Sfogliando il "catalogo" della Stratosfera troverete numerosi post con gli album solisti di Roversi e anche un interessante CD intitolato "Live" (qui) del 2009, registrato con i The Watch nel breve periodo di permanenza di Roversi con questa prog band (2008-2009) in veste di bassista e chitarrista acustico. Ma veniamo ai nostri Moongarden, gruppo storico dalla lunga carriera artistica, sorto agli inizi degli anni '90. A dire il vero il merito non va solo a Roversi ma anche all'altro co-fondatore, il chitarrista David Cremoni, sempre al fianco di Roversi dagli esordi all'ultimo album.


Le uscite discografiche dei Moongarden furono caratterizzate da fasi alterne: dopo l'album di esordio del 1994, "Moonsadness", un demo più che un vero e proprio album, pubblicato dalla Mellow, seguì nel 1995 un lavoro più strutturato, "Brainstorm of Emptynes", considerato dal gruppo il primo vero album, sempre pubblicato dalla Mellow (che resterà con loro fino al 2001). Come si può notare, dal 1995 al 2001 - per varie ragioni - il gruppo rimase inattivo. Dopo una serie di cambi di formazione i Moongarden ripresero a realizzare dischi con una certa regolarità. L'ultimo in ordine di tempo, "Christmas Night 2066" risale al 2023. "Voyeur", settimo album in ordine cronologico, si colloca più o meno a metà strada, nel 2014. Si tratta di una album musicalmente complesso dalle numerose sfaccettature. Le punte di diamante sono i tre brani iniziali, puro prog anni '70; segue la sezione centrale con parti intermedie che descrivono le singole stanze e i singoli personaggi, ognuno caratterizzato da un mood musicale specifico (più aggressivo o più sognante a seconda del segreto svelato); si conclude, in modo spettacolare, con gli oltre 10 minuti di "Message From The Last Floor" unita a "Voyeur part two". 



Non lo abbiamo ancora detto ma l'album è un concept che racconta la storia di Vickey, soprannominata "Mouse", una donna addetta alle pulizie in un immenso grattacielo di New York. Vickey ha l'abitudine e il vizio di spiare gli inquilini più bizzarri e intriganti del palazzo attraverso delle microtelecamere nascoste strategicamente all'interno degli appartamenti. La trama si sviluppa attorno alla selezione di sei   personaggi specifici seguiti regolarmente dalla protagonista, le cui vite e segreti vengono svelati traccia dopo traccia. 



In senso più generale i Moongarden cercano di evitare la ripetitività musicale, aspetto questo che penalizza molte band di new prog, cercando invece di creare un mosaico di generi che convivono in modo organico: le influenze dei colossi anni '70, leggasi Genesis, sono evidenti nell'uso delle tastiere e del mellotron e nei fraseggi di chitarra. ma ad esse si affiancano elementi di art rock e atmosfere ambient. Un CD di non facile ascolto che si apprezza solo sulla lunga distanza. Almeno, questo è il mio personale e modestissimo parere. 
L'album è stato pubblicato da Ma.Ra.Cash Records anche in formato vinile da BTF Indipendent Music,  arricchito da una confezione gatefold con i disegni dell'artista grafico Ed Unitsky, che riflettono visivamente le stanze del grattacielo. 
Voglio ricordare, infine, che il CD proviene dalla collezione del nostro amico e storico collaboratore Osel, che ringrazio come sempre per la scelta e la condivisione. E' tutto. Vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Osel

venerdì 10 luglio 2026

8 milioni di visualizzazioni: un bel traguardo per la Stratosfera


Da qualche giorno stavo tenendo d'occhio il conteggio delle visualizzazioni totali e oggi finalmente abbiamo varcato il muro degli 8 MILIONI. E' interessante ricordare, ma credo di averlo già scritto in qualche post precedente, che abbiamo festeggiato i 7 milioni nel mese di giugno 2025. In parole povere abbiamo "raggranellato" 1 milione di visualizzazioni nel corso di un anno. Un bel traguardo. Ovviamente sono felicissimo di avere raggiunto questo risultato dopo 15 anni di appassionato lavoro al fianco di tanti amici e collaboratori che sono la spina dorsale di questo blog. I loro nomi li leggete quasi quotidianamente in calce ai post e nei commenti. Si è creata da tempo una community solida, composta da persone competenti e appassionate.

Qualche tempo fa l'AI di Google ha definito il nostro blog "storico sito italiano". Stai a vedere che siamo già entrati nella storia? Scherzi a parte, ringrazio tutti gli amici frequentatori della Stratosfera, italiani e stranieri, che grazie alla loro costante presenza hanno permesso il raggiungimento di questo prestigioso traguardo. Ho scoperto di recente tanti amici nuovi e vecchi nello stesso tempo, che erano rimasti celati nell'ombra e che ora partecipano al dibattito attraverso i commenti. Sono certo che rappresentano solamente la punta dell'iceberg. 

Credo che la qualità del materiale pubblicato ci abbia premiati nel corso degli anni, Dopo lo stop temporaneo del mese scorso, ho visto rifiorire la voglia di partecipare, di esprimere pareri spesso discordanti ma tutti assolutamente interessanti che mettono in luce sensibilità e pensieri diversi. Speriamo che si prosegua su questa strada. 

Per quanto mi riguarda continuerò con umiltà a svolgere il mio lavoro sia di amministratore che di blogger con la passione che mi ha sempre contraddistinto, sapendo di avere al fianco dei collaboratori a dir poco eccezionali. 
Grazie ancora a tutti e speriamo di essere qui per festeggiare i 9 milioni.
Un forte abbraccio.
George


Post by George

giovedì 9 luglio 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 7 luglio 2026)

 

Trasmissione andata in onda martedì 7 luglio 2026

Eccoci al nostro consueto appuntamento settimanale con un po' di buon sano prog rock proposto dal nostro mitico Frank-One. Questa volta abbiamo anche un finale a sorpresa, sussurrato a bassa voce.
Vi auguro buon ascolto.



Post by George & Frank-One

lunedì 6 luglio 2026

Serie "Bootleg" n. 374 - Premiata Forneria Marconi - Aosta Summer Festival, Area P8, 3 luglio 2026

 

TRACKLIST CD 1:

1. Intro 
2. Il respiro del tempo 
3. Suonare suonare 
4. Maestro della voce 
5. Dove… quando… 
6. La carrozza di Hans 
7. Romeo e Giulietta - Danza dei Cavalieri 
8. Band intro 
9. Impressioni di settembre

TRACKLIST CD 2:

10. Intro Traccia De André 
11. L’infanzia di Maria 
12. Bocca di Rosa 
13. La Canzone di Marinella (De André vocals) 
14. Un giudice 
15. Zirichiltaggia 
16. Volta la carta 
17. Il pescatore 

encore
18. E’ festa / Celebration / Impressioni di settembre 


FORMAZIONE:

Franz Di Cioccio - batteria, voce 
Luca Zabbini - basso, voce
Marco Sfogli - chitarra 
Lucio Fabbri - violino, cori 
Alessandro Scaglione - tastiere, cori 
Eugenio Mori - batteria


La Stratosfera, al fianco delle due trasmissioni radiofoniche del nostro mitico Frank-One, riapre i battenti con questo bootleg che più fresco di così se more...Il concerto della PFM risale infatti a venerdì scorso, 3 luglio, prima data del tour "Doppia traccia" che toccherà parecchie città italiane. "Doppia traccia", semplicemente perché lo show si divide in due tranche, la prima contenente una sorta di "greatest hits", con alcuni evergreen del gruppo, la seconda con un mix di cover di Fabrizio De André. Assente temporaneamente Patrick Djivas per i postumi di un infortunio al braccio, l'unico membro storico e "padre fondatore" della band è il nostro Franz Di Cioccio. Ero a conoscenza di questa data aostana della PFM che cadeva, purtroppo, durante la mia assenza. Ma la speranza è l'ultima a morire. Sta di fatto che al mio ritorno mi sono trovato i file dell'intero concerto, grazie alla buona volontà e alla generosità di uno dei tanti amici (che fanno le cose e preferiscono restare nell'ombra). 


Posso già prevedere i commenti di alcuni amici: "questa è solo una cover band della PFM guidata da Franz Di Cioccio", "erano bravi solo negli anni '70", "Di Cioccio è senza voce ed è meglio che smetta di cantare e suonare", ecc, ecc. Verissimo. Gli altri componenti si sono persi da anni per strada e non torneranno, così come non torneranno gli anni 70. . Ma basta un solo musicista storico per tenere viva l'immagine di una band? Il concetto vale anche per Vittorio Nocenzi col suo Banco, Michi Dei Rossi con Le Orme, Lino Vairetti con gli Osanna, Furio Chirico con i Trip, giusto per citare i maggiori. Per me la risposta e sì, fortemente sì. Io provo grande ammirazione per questi vecchi leoni che dopo una carriera durata numerosi decenni, hanno ancora la voglia (e la forza) di proporre i loro successi sui palcoscenici. Cosa dovrebbero fare questi musicisti oramai ottantenni, o quasi? Ve lo vedete Di Cioccio seduto al bar a giocare a briscola con un bicchiere di vino bianco? Di Cioccio è un musicista che non si è risparmiato nel corso dei decenni e ancora oggi riesce a sedersi dietro la sua batteria e suonarla senza problemi alla schieni (come purtroppo è successo al suo collega Phil Collins, da anni impossibilitato a suonare). Certo, la voce oramai se ne è andata quasi del tutto, prova ne è che le canzoni di De André vengono quasi recitate. : Ma guardatelo in foto questo storico eroe che riesce ancor a creare in noi la nostalgia per una musica oramai confinati nei libri di storia.


La recensione del concerto è stata oggetto di un lungo articolo, molto bello e dettagliato (con tanto di foto che ho carpito per realizzare il post) apparso sul quotidiano on line "AostaSera" il 4 luglio scorso, scritto dal mio caro amico e collega giornalista Chris, (che saltuariamente collabora con la Stratosfera). Sempre su "AostaSera" troverete un video che sintetizza lo show in 5 minuti.  Cliccate qui per la lettura integrale dell'articolo. Io vi riporterò solo le parti legate al concerto della PFM.


La recensione di Chris
Lo “zoccolo duro” del progressive italiano è vivo e, anche ad Aosta, lotta ancora con la Premiata Forneria Marconi. Non legioni di fan come un tempo, perché di anni dall’epoca d’oro ne sono passati una cinquantina (e l’età media si è alzata), ma quanti ne sono bastati nella serata di venerdì 3 luglio, a riempire l’abbondante migliaio di sedie posizionate dall’organizzazione nell’area P8 per l’esibizione della band capitanata da Franz Di Cioccio. La prima è, per l’appunto, il prog, in cui piove sul pubblico un “greatest hits” dei successi della band nata a Milano nel 1971. Ad Aosta si è aperta con Il Respiro Del Tempo, quindi Suonare Suonare. Maestro della Voce ha rinnovato, per molti spettatori, una promessa d’amore con il gruppo e Dove… quando…, scivolata sul far del tramonto, ha sprigionato tutto il suo potere evocativo. Di Cioccio lascia il microfono per salire alla batteria su La Carrozza di Hans e la sensazione continua ad essere che, se proprio dovesse (potesse?) esprimere una preferenza, picchiare sulle pelli (il verbo è proprio quello) gli risulta più congeniale che cantare. 


In quel momento, guardandolo sul palco ti ricordi che, quell’uomo dalla maglietta nera con la scritta “Randagio”, per l’anagrafe ha 80 anni. La domanda è universale (in alcuni scattata prima dell’inizio dello show, in altri durante): la performance è ancora all’altezza della nomea che precede la PFM? La risposta – pur se si moltiplicano i momenti in cui il nostro gioca alla creatura bizzarra e un po’ folle (di quelle che popolano il sottobosco prog) è: sì. E non deve stupire. In fondo, parliamo della stessa età di Patti Smith, Ian Gillian e John Paul Jones. Se poi cerchiamo delle rockstar più attempate, Eric Clapton ne ha 81, Bob Dylan 85, Mick Jagger 83 e Paul McCartney 84. Provate a dire quale di questi artisti ha appeso il microfono al chiodo. Nessuno? Ecco, perché dovrebbe farlo Di Cioccio?!
Assente Patrick Djivas (con il basso passato nelle mani dell’ottimo Luca Zabbini, da menzione come il chitarrista Marco Sfogli, il tastierista Alessandro Scaglione e il secondo batterista Eugenio Mori), l’altra “colonna” della PFM era rappresentata ad Aosta dal violinista Lucio Fabbri, entrato nella band ufficialmente nel 1980. Non ha bisogno di presentazioni, ma siccome qualcosa nel taccuino del cronista rimane sempre, riguarda l’arrangiamento rock-prog di Romeo e Giulietta – Danza dei Cavalieri. Sul brano, il suo violino fa a pezzi ogni convenzione che lo vorrebbe strumento classico. A trarre in inganno è forse che da fuori lo si vede suonato dalle mani di un musicista, ma a guidarle è il suo animo. Un concetto che torna prepotente anche sul brano che chiude la prima parte dello show, Impressioni di Settembre. Per milioni di persone nel mondo è l’inno della PFM. In quanto tale, non lo si commenta, lo si ascolta in silenzio. Scelta, va detto, parecchio condivisa ieri sera all’area P8.


Quindi Di Cioccio la tocca piano per aprire la seconda parte dello show: “Io considero Cristo il più grande rivoluzionario della storia. Ho bisogno, e credo tutti abbiano bisogno, di considerarlo come un uomo e di considerare come umani tutta la sua storia. Perché se lo si considera un Dio non si può imitarlo. Se lo si considera un uomo, sì… Fabrizio De André”.
La seconda traccia dello show, ça va sans dire, è quella dedicata al sodalizio tra la PFM e Faber, incarnato dal tour 1978-79, considerato ancor oggi uno dei momenti più importanti della musica italiana. La canzone d’autore (peraltro in un suo esponente tra i più intimisti e complessi, rispetto al quale non sarebbe sbagliato parlare di poesia) che incontra il rock-progressive.
L’omaggio sentito ieri sera ha viaggiato su coordinate non troppo diverse da quello sentito alla Saison Culturelle nel dicembre 2023, ma l’impatto emozionale si rinnova ad ogni occasione. Si parte con L’Infanzia di Maria, quindi Bocca di Rosa. La Canzone Di Marinella è sempre in grado di fermare il tempo, quando sulla musica della PFM si adagia la voce di De André registrata, e succede anche stavolta.


Un Giudice è forse il brano in cui si capisce di più cosa significhi vestire le liriche di Faber con i suoni nel DNA della PFM e Zirichiltaggia – in dialetto gallurese (cantato da Zabbini) – è un altro “amarcord” del tour di quarantotto anni fa. Gran finale, per la seconda traccia del concerto, con Volta La Carta e Il Pescatore. Richiamata a gran voce sul palco, la Premiata Forneria Marconi regala un medley conclusivo da cinque minuti e mezzo, in cui si fondono E’ Festa, Celebration e Impressioni di Settembre. Dopodiché, il sipario cala del tutto, dopo un’ora e mezza di musica. Andandosene non resta da pensare ad altro se non che il progressive è stata una meravigliosa forma (come, prima di lui, il jazz e il rock stesso) di contaminazione. Forse lo si dimentica troppo spesso.
E' tutto cari amici. Vi auguro buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Words by Chris & George

domenica 5 luglio 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntate del 23 e del 30 giugno 2026)

 

Trasmissione andata in onda martedì 23 giugno 2026



Trasmissione andata in onda martedì 30 giugno 2026



Cari amici della Stratosfera, da oggi riprendono i lavori sul nostro blog, Con The Prog Side of the Moog ci siamo lasciati e con The Prog Side of the Moog ci ritroviamo. Nel frattempo sono in fase di preparazione i post del rientro. Qui abbiamo nientemeno che due puntate (quelle perse nel corso di queste due settimane che oggi recuperiamo) della trasmissione ideata e condotta dal nostro amico Frank-One. Credo che le sorprese non mancheranno, come sempre. Non aggiungo altro. 
Via auguro semplicemente buon ascolto.

Post by George & Frank-One

giovedì 18 giugno 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 16 giugno 2026)

 

Trasmissione andata in onda martedì 16 giugno 2026

Con questo post, come preannunciato, la Stratosfera fa un breve STOP di due settimane. Appuntamento subito dopo il 5 luglio. Nel frattempo, cari amici, date un'occhiata alla wishlist. Chissà che non salti fuori qualche sorpresa.

Led due trasmissioni radiofoniche del 23 e del 30 giugno verranno recuperate e postate subito dopo la riapertura del blog.

Buona ascolto



Post by George & Frank-One