TRACKLIST:
1. Fake Communication #1 (3:30)
2. Fake Communication (6:24)
3. Alice's Dance (4:06)
4. Ronin (11:32)
5. Bach Town (6:41)
6. Merigold (4:32)
7. Jump The Step (5:32)
8. Arabian Carpet (9:25)
FORMAZIONE:
Fulvio Bucci / voce, basso
Eduardo Bucci / tastiere
Walter Antonio Lanotte / chitarre, bouzouki, lap steel
Michele Di Modugno / batteria, pad
con:
Ass. Corale Polifonica "Rubis Canto" diretta dal M° Nicola Bucci (4)
Inizio, come faccio abitualmente, con i ringraziamenti, che indirizzo al generoso amico e collaboratore Marco Osel, sempre attento nel farci scoprire qualche perla rimasta nel sottobosco musicale e che vale la pena portare in superficie e condividere con i frequentatori della Stratosfera. Grazie come sempre, per questo ennesimo regalo. E di perla si tratta, dal momento che questo unico lavoro realizzato dagli Alice's Mirror nel 2018 è di una bellezza straordinaria (mio modesto pensiero, che sia ben chiaro). Visto che non si parla molto in giro per il web di questa band pugliese, riprendo quanto riportato dal sito Prog Archives.
Gli Alice's Mirror si sono formati nel 2016 a Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, con l'obiettivo di proporre un progressive rock personale che fondesse influenze del passato con sonorità moderne. Dopo un periodo dedicato alla composizione di brani originali e al loro affinamento attraverso concerti nella scena locale, nel 2018 la band ha pubblicato un album di debutto intitolato "Through The Mirror" per l'etichetta indipendente Hydra Music (ndr - l'album si può ascoltare in streaming e scaricare da alcune piattaforme), con una formazione composta da Fulvio Bucci (voce, basso), Eduardo Bucci (organo, pianoforte, tastiere), Walter Antonio Lanotte (chitarre, bouzouki, lap steel) e Michele Di Modugno (batteria, pad). L'artwork dell'album, realizzato da Francesco Pio Marcone, rispecchia il contenuto musicale e nelle immagini presenti nel libretto si può apprezzare la cura che i musicisti dedicano all'aspetto visivo della loro musica, ispirata al romanzo di Lewis Carroll e al colorato film d'animazione di Walt Disney. Secondo la band, lo specchio riflette ciò che siamo e potrebbe essere visto come una porta d'accesso all'anima di un musicista, mentre Alice, la protagonista di un viaggio attraverso un mondo surreale e folle, rappresenta una metafora della ricerca musicale del gruppo...
Descrizione delle tracce (solo per chi ha voglia di leggerla)
L'ipnotico brano strumentale d'apertura "Fake communication # 1" inizia dolcemente con un'atmosfera spaziale e si conclude con un estratto del film commedia-drammatico italiano del 1981 "Sogni d'oro" diretto da Nanni Moretti, in cui si può sentire la voce infuriata di quest'ultimo ripetere "Non parlo di cose che non conosco!". È l'introduzione a "Fake Communication", una riflessione sincera e sentita sugli effetti negativi dei social media sul nostro modo di comunicare, dove le parole diventano solo rumore e troppe persone sembrano parlare senza avere nulla da dire, prigioniere dei like nelle loro chat...
Un estratto dalla versione italiana di "Alice nel Paese delle Meraviglie", il film d'animazione musicale fantasy americano del 1951 prodotto dalla Walt Disney Productions, introduce l'eccellente brano strumentale "Alice's Dance", che fonde echi degli anni Settanta e passaggi nervosi e intensi con chitarra elettrica e organo in primo piano. Questo brano introduce "Ronin", una sorta di elegia per un amico perduto, che inizia con un delicato arpeggio di chitarra acustica e un sognante motivo di pianoforte. L'atmosfera è malinconica, mentre la musica e le parole dipingono nuvole pallide in un cielo immobile e fiori che sbocciano nei campi... Il paesaggio primaverile fa da triste cornice all'ultimo addio di un guerriero errante, un samurai senza signore né terra... Questo brano contiene i cori della Corale Polifonica "Rubis Canto" diretto dal Maestro Nicola Bucci.
Un breve estratto da un documentario su Johann Sebastian Bach, che stigmatizza il cattivo carattere del celebre compositore, introduce "Bachtown", uno scintillante esercizio di stile in cui i musicisti mettono in mostra il loro talento e la loro grande maestria, fondendo rock e musica classica, da Bach a Mozart e alla sua Marcia Turca dalla Sonata per pianoforte in La maggiore n. 11...
"Merigold" è un bel pezzo folk che affronta il tema dell'emigrazione. Ci si trova di fronte a una scelta difficile: si è davvero sicuri di essere più felici se si lascia la propria patria e le proprie radici, dimenticandole, per cercare un posto migliore dove vivere e guadagnare? È questa la vita che si desidera veramente? Non è tutto oro quel che luccica...
L'album si chiude con due brani strumentali: la nervosa "Jump The Step" e la lunga e sognante "Arabian Carpet", intrisa di sonorità orientali e tocchi di psichedelia che evocano un forte senso di mistero, dove aggressivi riff di chitarra elettrica si alternano a passaggi acustici più delicati.
Insomma, un album che non poteva mancare nel catalogo della Stratosfera. Vi segnalo infine la recensione curata da Donato Ruggiero sul suo sito (la troverete qui).
E' tutto. Buon ascolto
Post by George - Music by Osel


















































