giovedì 24 maggio 2012

Juri Camisasca - 1991 - Il Carmelo di Echt & 1999 - Arcano Enigma (Superpost))

1991 - Il Carmelo di Echt

TRACKLIST :

01 - Il Carmelo Di Echt
02 - Nuvole Bianche
03 - Revolution Now!
04 - L'urlo Degli Dei
05 - Primo Motore
06 - La Nave Dell'eterno Talismano
07 - Curva Del Cielo
08 - Il Viaggio Degli Umani
09 - Le Acque Di Siloe

Doppio post per questo grandissimo artista, che nel corso di trent'anni di carriera ha sfornato solo 4 albums, uno più bello dell'altro. Altrettanto rare sono le esibizioni dal vivo di Juri Camisasca: io ebbi la fortuna, una quindicina di anni fa, di assistere ad un concerto, in una grande chiesa near Miland, dell'incommensurabile artista con accompagnamento di un coro di voci bianche, con un repertorio tra pop e canti gregoriani (con polifonie degne del grande Demetrio Stratos, ve lo posso assicurare!!!). Detto questo, io con Camisasca me la sento di sbilanciarmi, dichiarando che è il mio artista italiano preferito. E non a caso questo post viene dopo i frenetici ritmi del torneo sconosciume: ho deciso di prendermela con estrema calma, perchè Camisasca è un artista che ispira serenità ed un altro modo di vivere, e decisamente mal si accompagna ad un post "tirato via" per la fretta... Infatti, sto cominciando a scrivere il 16 Maggio, ma la pubblicazione sarà quando, con estrema rilassatezza, tutto sarà come piace a me. Intanto, è dovere ringraziare Fabio 68, amico di vecchia data della Stratosfera, che mi ha passato queste due versioni mp3 degli albums di Camisasca, entrambe più che dignitose quanto a bitrate (variabile, ottima resa sonora). A quanto ci risulta, tutt'e due gli albums non sono mai stati ristampati, dunque non sono più facilmente reperibili sul mercato, per cui pensiamo di fare cosa gradita ai più postandoli qui.

Iniziamo con "Il Carmelo di Echt", album del 1991 di Juri ancora in piena vita monastica. E le meditazioni e le letture che accompagnano l'esistenza eremitica del nostro emergono prepotenti nell'album. La title track, che apre l'album, è dedicata alla vita di Edith Stein, suora ebrea internata e morta in un campo di concentramento nazi. Segue "Nuvole bianche", che è un capolavoro nel capolavoro, la canzone che più amo di quest'album, pezzo che nasconde un grande e saggio insegnamento per chi lo coglie... Poi "Revolution now", la rivoluzione dell'immobilità. "L'urlo degli Dei", ottimi testi per un pezzo a tratti battiatesco. Solenne e profonda la seguente "Primo motore", che ci parla di altri stati dell'esistenza. Secondo capolavoro in un disco che, ripeto, è un capolavoro già di suo è "La Nave dell'eterno talismano", che si ricollega incredibilmente, nei concetti (i pensieri che ossessionano), alla famosa e folle "Un Galantuomo" che apriva il primo delirante album di questo grande artista. Seguono "La curva del cielo" ed "Il viaggio degli umani", due pezzi forse leggermente inferiori rispetto all'alta qualità generale di questo disco, ma non per questo da disprezzare (restano comunque ottime canzoni con bellissimi e profondi testi). Chiude l'album la stupenda e solenne "Le acque di Siloe", terzo capolavoro dell'album, che termina in un coro gregoriano di altri tempi in latino...

Edith Stein, alla cui vita è dedicato "Il Carmelo di Echt"

Vi propongo, per capire un po' meglio che persona è Juri Camisasca e da dove nasce la sua particolare proposta musicale, un'intervista realizzata da Cristiano Gatti ed apparsa su "Il Giornale" il 6 dicembre 1998, prima dell'uscita del secondo album che qui vi presentiamo. Potete trovare questo ed altri articoli, che riguardano l'intera carriera di questo immenso artista, QUI, presso la pregevolissima fan page a lui dedicata:

"Il musicista che vive su un vulcano"
"Da otto anni si è ritirato sulle pendici dell'Etna in uno spartano rifugio prestatogli dall'amico Franco Battiato. E qui nascono le sue note. Camisasca, folgorato da un libro di Santa Teresa d'Avila, girò per monasteri prima di isolarsi. Se guarda all’orizzonte vede il mare, se si volta di spalle vede il nervoso cratere dell’Etna. L’umanità molto più in basso, giù sulla costa dello Stretto. In questo bosco isolato, il suo amico Franco Battiato, che più in là ha casa, gli ha concesso una vecchia dimora agreste: una stanza con tavolo, armadio, angolo cottura e stufetta per 1’inverno. Unico elettrodomestico optional, una piccola televisione per vedere il calcio e qualche buon film. Non è molto, ma è quanto basta. Juri Camisasca, che non fa l’eremita per mestiere o per necessità, ma per lucida scelta di vita, ha già trovato da tempo tutto quello che gli serve davvero: ha la sua fede e la sua musica. Si viene da Catania, si arriva a Giarre, poi tutta salita lungo le pendici del grande vulcano. Alla fine c’è Milo. E oltre il paese, nell’isolamento più totale, nel silenzio più forte, c’è quest’uomo strano e solo, che però vive sereno senza stranezze e senza solitudine. «Sono arrivato qui otto anni fa - racconta -. potrei dire al termine di un lungo viaggio...». Il lungo viaggio comincia a Melegnano, famosa nel mondo più che altro per la sua famigerata barriera autostradale. Juri, che di vero nome fa Roberto, nasce nel 1951 in una famiglia di operai. Padre, madre, cinque figli. Infanzia normalissima, scuola e giochi, però con un grande sogno: la musica. Juri canta sempre, Juri strimpella, Juri tiene banco nelle feste di compleanno. Crescendo, è autodidatta delle sette note e sperimentatore di accordi. Mentre si diploma maestro, un mestiere che non eserciterà nemmeno un giorno, consolida la sua vocazione artistica frequentando gruppi e producendo le prime cose. Musica d’avanguardia, genere aggressivo. E un giorno, mentre sta chiudendo il servizio militare a Udine, arriva nella sua caserma un cantante di cui si dice bene. E’ siculo, un genialoide e un originale. Si chiama Franco Battiato, ma al momento-non è ancora Franco Battiato. Juri vuole conoscerlo. S’incontrano, parlano a i lungo, si scoprono vicini. Cosi, anche quando lasceranno il grigioverde, 1’amicizia continuerà nel tempo e diventerà sempre più forte... «Ma nel frattempo succede la cosa che sconvolge la mia vita. Dopo il militare provo diversi lavori. Vado anche in fabbrica. Ma sono fondamentalmente in crisi. La vita e il mondo mi sembrano incomprensibili. Per colpa mia, sia chiaro: non c’è niente di politica e di ribellione, è solo uno sconfinato malessere esistenziale. Tutto mio, solo mio... Cosi, dopo due o tre anni nel mondo della musica, decido di lasciare anche questa avventura. Il nulla totale. Ed è proprio a questo punto, quando non ho una casa e un lavoro, non ho soldi e non ho speranza, quando tocco veramente il fondo e un passo dopo c’è solo il suicidio, che esplode improvvisamente dentro di me una forza dirompente. Una cosa pazzesca». Vogliamo definirle chiamata, vocazione, grazia? «Chiamala come vuoi, io l’ho chiamata semplicemente Dio…» Da agnostico qual era sempre stato, il cantante Juri si scopre travolto «da un’irresistibile energia, quaIcosa che trasmette una pace di incalcolabile intensità: per me è la rivoluzione». Che storia è mai questa? Sarà meglio chiarire che non ho davanti un pazzo mitomane, un anacoreta della mutua, un visionario pericoloso. Juri parla con calma assoluta, Juri ragiona profondo e non ha nessuna voglia di recitare il personaggio. Juri è un uomo pienamente, totalmente, invidiabilmente consapevole di sé. Certo non è facile spiegare, così come non è facile capire. Sono fenomeni sconvolgenti...». Investito da fenomeni sconvolgenti, Juri sente l'irrefrenabile voglia di approfondire, di darsi una ragione. All’inizio studia su libri di filosofia orientale, dove, gli sembra di scovare quello che cerca. Intanto, vive a Milano vivendo fuori dal mondo: si isola dagli amici, evita i contatti, rientra in società soltanto per lavorare come animatore negli asili («I bambini, che cosa sono: candore e la semplicità, quanto c’è di più vicino a Dio»). Tutto questo groviglio di pensieri e di sensazioni trova finalmente la quadratura quando gli capita fra le mani un libro di Santa Teresa d’Avila. Lui, che della religione cattolica non s’era nemmeno mai interessato, si sente finalmente a casa. «Sono quasi alla fine del mio viaggio, ma ne comincia subito un altro... ». Juri lascia Milano, lascia gli amici, lascia tutto e se ne va per monasteri. E’ troppo forte 1’esigenza di chiudersi in totale confidenza con se stesso. A Montefano, nella zona di Fabriano, si ritira per anni. La vita monastica gli insegna molte cose, gli conferisce ordine e disciplina, «ma non ho mai pensato di farmi prete o monaco: già sentivo di dover andare oltre...». Racconta che la solitudine e il silenzio delle celle sono magnifici, ma non sono abbastanza: c’è il rituale, ci sono gli orari, ci sono i confratelli. Juri ha bisogno di starsene solo per davvero. E allora, e siamo a otto anni fa, che decide di tornare nel mondo: «Con grande dispiacere e con molta paura, perché non è facile lasciare la sicurezza del monastero e rituffarsi in mare aperto...». In quel preciso momento si fa trovare al suo posto, da amico vero, Franco Battiato: «Se vuoi, mi dice, ti do un rifugio sull’Etna. E io, che non ho niente, accetto subito. Vedi? Sono qui ancora. All’inizio è stata dura, avevo nostalgia del monastero. Ma adesso no, è tutto a posto. Sento di essere cresciuto, finalmente compiuto. Nel silenzio di queste notti, notti magiche e stordenti, io vivo la dimensione che cercavo. E poi ho capito: non è giusto isolarsi nel compiacimento della grazia che ti ha investito. E’ giusto affrontare la vita per quello che è. Se uno non sta bene con la gente, vuol dire che ha problemi suoi...». Dopo lungo e faticoso peregrinare, Juri ha trovato il suo approdo: sotto il cratere dell’Etna, lontano dal caos, ma pienamente disposto a scendere verso valle. «Ci vado senza problemi: faccio spesa, mi bevo il cappuccino al bar, vedo amici a Giarre. Sarebbe molto triste aver paura di finire contaminati. Tornare anche a viverci? Questo no, non è possibile: io mi nutro di silenzio...». La vita dell’eremita, un eremita con codino e pizzetto, comincia all’alba davanti a una tazza di caffè. Poi molta ginnastica yoga, quindi le faccende domestiche («in monastero ho imparato la grande cura per 1’igiene e la pulizia»). Quindi la spesa, quindi il pranzo (vegetariano), e poi molte ore di riflessione e di meditazione. Spesso dipinge icone. Sempre, la musica. Che tra 1’altro gli dà da vivere. «Si, è tornata fuori non appena ho ritrovato la pace: fa parte di me, è stupido pensare di cancellare parti di noi stessi...». In questi ultimi anni ha scritto e composto pezzi per Battiato, per Milva, per Alice. Ma adesso sta lavorando con una passione indicibile al suo disco nuovo, tutto suo, parole e musiche, uscita in primavera. Juri, potrebbe succedere di finire a Sanremo o da Maurizio Costanzo: chi scrive libri e canzoni, da noi, esiste solo in quanto passa di li... «Lo so, sono pronto a tutto. Non condivido questi meccanismi, ma ho raggiunto una tale pace e una tale forza, dentro, da poterli affrontare senza lasciarmi turbare. Anche questo ho imparato: perché mai farci rovinare da cose così, come la televisione, il traffico, la frenesia... è stupido. Se dovrò andare, ci andrò. Stando quassù, isolato da tutto, mi sono scoperto finalmente capace di affrontare tutto. Mi sento più che mai in armonia col mondo. Il mio viaggio, certo, non è finito: ma forse proprio adesso viene il bello...». Hanno scritto che la solitudine è uno stato dell’animo, non una banale situazione logistica. Qui, sul vulcano che non ha mai smesso di brontolare, vive sereno uno di questi uomini simbolo: solitari senza essere soli nemmeno per un momento. E’ la strana e incredibile storia di Juri: eremita, musicista, figlio diletto del suo Dio."


1999 - Arcano enigma

TRACKLIST :

01 - Zodiaco
02 - L'evidenza di un amore
03 - Tocchi terra tocchi Dio
04 - Non cercarti fuori
05 - Vegetarian song
06 - Sant'Agostino
07 - Polvere e diamanti
08 - Ecce Panis
09 - Erranti stelle
10 - Arcano enigma

A tutt'oggi, Arcano Enigma è l'ultimo album di Juri Camisasca. Dal 1999, questo grandissimo artista-asceta non mette su disco la sua stupenda musica... Posseggo quest'album perchè lo cercai non appena uscito, e secondo me è un disco in odor di capolavoro. Il validissimo accompagnamento musicale all'incredibile voce di Juri è a cura dei Bluevertigo al gran completo che, per quanto si dica, sono dei grandi musicisti e, se confrontate l'aspetto prettamente musicale tra questo album ed il Carmelo di Echt, penso che non potrete non concordare. Il disco si apre con "Zodiaco", una rockeggiante disamina, tra il serio ed il faceto, sulle caratteristiche personali dominanti che derivano dai vari segni zodiacali (io, da buon Leone, sono il più pigro dei pigri...). "L'evidenza di un amore" è una di quelle canzoni non d'amore ma sull'amore, un po', sempre per citare Battiato, come "La Cura". Bellissima la seguente "Tocchi terra, tocchi Dio", musica, parole e andamento solenne, pensieri che elevano lo spirito, credetemi... Interamente in antico latino "Non cercarti fuori", profonda e significativa già dal titolo/ritornello, anche perchè solo quello comprenderete, ma ce n'è già abbastanza per riflettere per anni, non cercatevi fuori ma... Segue un vero e proprio inno al vegetarianesimo e contro la crudeltà verso gli animali. Che bello sentir dire ad un pensatore che, comunque, si rifà (anche se con i dovuti distinguo) alle dottrine cristiane, "Io no, non mangio le galline nè i maiali, come sai, hanno un istinto ed un'anima", parole che condivido con tutto me stesso. Come mi piacerebbe un papa che, sotto Pasqua, dicesse in modo solenne: "Ragazzi, quella dell'agnello di pasqua è una sonora cazzata, mangiate altro e lasciamo in pace i cuccioli..." Perdonate la digressione e passiamo al brano successivo, dedicato alla figura di "Sant'Agostino", molto bella e cadenzata e interamente cantata in latino. "Polvere e diamanti" è una bellissima canzone sul cammino dell'uomo sulla terra, tra polvere e diamanti appunto. Segue una pischedelica preghiera in latino intitolata "Ecce Panis", grande lavoro di basso, chitarra e tastiere dei pirati di Morgan, stupenda davvero... Ed arriviamo finalmente al mio pezzo preferito, "Erranti stelle", magnifico e dalla splendida cadenza, voce da brividi, atmosfera solenne ed incisiva come ho sentito davvero in pochissime canzoni tra tutte quelle che conosco, di ogni epoca e genere (magari esagero un po'... Che ci volete fare, io per Camisasca stravedo letteralmente). Questa volta il latino è utilizzato solo in alcuni passaggi del pezzo, e ne sottolinea stupendamente la solennità. Sentite che accompagnamento fantastico forniscono i Bluevertigo, in fusione totale con la voce incredibile di Juri Camisasca, con una menzione speciale per il bassista, vero motore di questa canzone. Chiude questo memorabile disco la bellissima e dolcissima "Arcano enigma", anch'essa interamente in latino, da buon enigma... Per i più curiosi, tutti i testi in latino sono stati tradotti in italico volgare, se non sbaglio, proprio sul fansite di cui vi ho fornito il link sopra come fonte dell'articolo "Il musicista che vive sul vulcano".

Buon doppio ascolto e buone meditazioni, gente...
Grazie ancora a Fabio 68 per la condivisione di queste perle


NEW LINK Carmelo di Echt (03-01-13)
NEW LINK Arcano Enigma (03-01-13)


P.S. - Direi che ora ci siamo - Diario stratosferico di Capitan Robi, Data astrale Mercoledì 25-5-2012, a 9 giorni dall'inizio, questo post viene pubblicato alle ore 00,10. Clic.

P.S. 2 - Aiuto, oggi il nostro blog ha raggiunto oggi 4000 contatti, di cui circa 2600 dagli Stati Uniti. Mi chiedo davvero come mai questo pompaggio ai limiti del doping così, da un giorno all'altro (visite ormai quasi quadruplicate !!!) e fino a quando durerà. Mi sentivo più tranquillo quando il blog restava una cosetta tra noi poche centinaia (si fa per dire) di appassionati...

18 commenti:

  1. Diario di bordo Caporale Rattus data astrale venerdì 25-05-2012.
    Capitano: faccio rispettosamente notare che l'ascolto prolungato di Camisasca Le ha procurato la cosiddetta curvatura temporale, provata dal fatto che nel Suo diario si legge mercoledì 25-05-2012 anzichè venerdì.
    Un plauso alla Sua esposizione lessicale del post, alla quale sarà difficle adeguarsi.
    L'aumento di contatti non credo che sia dovuto ad un attacco dei Klingon, ma al propagarsi dei dettami della Federazione sulla fratellanza e pace universale.
    In ogni caso Le confermo che, nell'ipotesie strema di un attacco klingoniano, le nostre misure di difesa saranno più che adeguate.
    Caporale Rattus
    venerdi' 25-05-2012 ore 09.12

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  2. Diario di bordo Attendente Franco data astrale venerdì 25-05-2012
    Cari amici vi faccio rispettosamente notare ,che se continiuamo cosi,un'internamento coatto non ce lo toglie nessuno.Nonostante questo,sono pronto ad ogni evenienza.Capitan Roby come sempre il suo contributo é eccezzionale.
    Attendente Franco
    Venerdi' 25-05-2012 ore 08.39 fuso albionesco

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  3. Diario di bordo Caporale Rattus data astrale venerdì 25-05-2012.
    Preme fare notare come la qualifica "attendente" s'intenda come colui che è atteso. quindi "attendente Franco" tutto l'equipaggio l'attende con i suoi post mainstream.
    Per l'internamento coatto delibererà la Confederazione con internamento sul pianeta De Galeris IV a rippare vinili fruscianti di Gigi D'Alessio et similia fino alla consumazione auricolare e a dipingimento di sorriso pirlare su volto altrettanto.
    Caporale Rattus
    venerdì 25-05-2012 ore 09.57 fuso Italico

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    1. No Gigi D'Alessio et similia no !!!! Aldebaran arrivo !!!!!
      Scherzi a parte,molto presto devo cambiare casa e tappa un buco qui o inscatola un mare di vinile da un altra,non mi rimane molto tempo da dedicare al postaggio,comunque parafrasando il grande Antonio De Curtis ,Attendente Rattus che attendente é lei se non sá attendere uno dei miei post mainstream? :)

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    2. ahi, ahi, ahi, sul Principe con me vai a nozze!! la tua è una citazione da totò Diabolicus, il fratello chirurgo: oh, che paziente è lei che non ha pazianza? ma che pazienza! vabbè portatelo via tanto non mi è riuscito bene....

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  4. Ihhhhhh, vedo che il mio post fiume ha fatto proseliti...., bello questo Capo, complimenti, ho capito che dovrò impegnarmi questo week-end per gli Equipe 84..... non sono nuovo a queste imprese, anni fa in un sito dove si parlava di ristoranti, con una recensione su una nota trattoria cittadina bloccai il sito con una recensione di 25 pagine di words, ebbero un bel da lavorare per farcela stare tutta.... un record mai egualiato...

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    1. Eh eh un post cosí e il nostro Piccolo Correttore Notturno avrá di che divertirsi !!!

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  5. Se qualcuno avesse il Te Deum, farebbe cosa gradita penso a tutti!
    :-) Fabio68

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  6. oops....pensavo ci fosse già! :-)
    ok se Roby non ce l'ha preparo il link e lascerei a lui il compitino. non me la sento di spezzare un cuore

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  7. Se qualcuno fosse interessato posso postare anche La finestra dentro, La convenzione, 45 giri Himalaya, 45 giri La musica muore. Il Te Deum lo lascio al topastro.

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    1. eh no! sono io che mi tengo Te Deum e ti lascio il resto!!!
      morale: alla fine vince sempre chi scarica...

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    2. A dir la verità, sia il 45 giri stupendo Himalaya e b side che La finestra dentro già splendono nella Stratosfera. Consiglio agli amici collaboratori di fare sempre qualche ricerchina sul blog prima di postare onde evitare doppioni e inutili sbattiments...

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  8. Salve, anzitutto complimenti per questo magnifico blog!
    In seconda istanza volevo chiedervi se sarebbe possibile ripristinare questi link - grazie!
    Enzo

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    1. Il carmelo di Echt funziona, per quanto riguarda Arcano Enigma, sebbene fuori catalogo da parecchi anni e mai ristampato, ci sono problemi di copyraight ed è stato bloccato. Spiacente

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