sabato 14 luglio 2012

I New Dada (Superpost)

I New Dada erano sei studenti milanesi quasi tutti dediti agli studi di ragioneria e chiaramente sconosciuti al grosso del pubblico. Appassionati di musica, si ritrovavano e suonavano insieme, studi permettendo. Di botto però - ed esattemente nel giugno 1965 - i 'Dada' diventarono famosi praticamente in tutta Italia: il loro impresario riuscì a farli partecipare, come gruppo d'apertura, nientemeno che alla Tournée dei Beatles in Italia (voci non troppo maligne asseriscono che ci furono fior fiore di raccomandazioni esterne affinchè ciò avvenisse). E' così che d'incanto, Maurizio, Ferry, Giorgio, Renè, Franco e Pupo, si ritrovarono proiettati nel mondo della canzone, senza aver avuto il tempo di accorgersi effettivamente di cosa stesse succedendo. E' chiaro che bastò quella tournée con i Beatles per assicurare al gruppo vantaggiosi contratti discografici e nondimeno, allettanti serate in giro per la nostra penisola. Accantonati senza troppa fretta e con pochi rimpianti i libri di ragioneria, il gruppo si dedicò anima e corpo ad una carriera che sembrava dischiudere al gruppo orizzonti davvero infiniti.
Dopo qualche inevitabile contrasto con i genitori i New Dada, seppelliti nelle viscere della terra i loro libri, erano convinti di diventare davvero il gruppo italiano più conosciuto; anche perchè la loro amicizia era solida ed intaccabile (poco importa se dopo qualche anno sorsero clamorosi litigi che sfociarono nella divisione del gruppo in due complessi diversi e quindi all'inevitabile fine della bella storia).

Tutti milanesi, tranne Franco di Padova e Ferry di Sassari, si erano comunque conosciuti proprio a Milano; analoghe le loro origini sociali e gli ambienti frequentati dalle loro famiglie, appartenenti alla medio-alta borghesia meneghina. Questo facilitò la loro carriera, specie all'inizio: chiunque all'epoca abbia avuto un complessino conosce a menadito, quanto difficile fosse acquistare anche un solo microfono o la più squallida chitarra elettrica (non parliamo poi di amplificatori, impianto voci, batteria... eccetera!); per loro almeno questo fu superato con discreta facilità.
Questa prefazione per arrivare al punto che, contrariamente ad altri complessi e cantanti che a quel tempo potevano essere attratti dalla musica anche per un fattore finanziario e remunerativo, i New Dada imbracciarono le chitarre per altri svariati motivi ma soprattutto comunque per passione. Pensate che già allora, Maurizio possedeva una Ferrari, gli altri viaggiavano almeno su 'GT' o '1600 Spider', aspetti un tantino in contrasto con il beat stesso e con la protesta in generale ma... i Beatles insegnano! Per di più, vetture ed altri ammennicoli che ai loro coetanei era permesso solo di sognare in voluttuosi sonni notturni, i 'Dada' già le possedevano prima del loro successo.
Il nome del gruppo, insolito per la verità (non scelsero nè un nome di animale, nè un nome 'rivoltoso' come si usava allora), venne ispirato dal movimento artistico e letterario noto in Svizzera che negli anni precedenti la prima guerra mondiale fu chiamato "dadaismo". "Dada" era il nome che Tristan Tzara ed i suoi seguaci si erano scelti per il loro movimento, così i nostri amici divennero appunto NEW DADA. Il loro esordio avvenne in locale milanese poco conosciuto: il Gallery Club e d'acchitto i sei ragazzi entusiasmarono tutti i presenti, e fu proprio lì che per caso Leo Watcher, impresario italiano dei Beatles, li ascoltò e pensò a loro quando il "Fab Four" vennero a scaldare i nostri cuori nella loro unica tournée italiana.

Anche se semi-professionisti, non certo attendibili sul piano tecnico, i sei ragazzi conquistano i vertici del fanatismo beat meneghino, grazie a particolari innovazioni. Innanzitutto la formazione a sei, mai vista in Italia, l'introduzione del piano elettrico, un look stravagante e vagamente "dandy". All'inizio il leader è Gianfranco, detto Pupo, il batterista che suona sempre in guanti bianchi, ma ben presto la leadership passa nelle mani di Maurizio Arcieri, il cantante, che ha dalla sua tutto il pubblico femminile.
Acquistano una buona popolarità suonando nei primi locali beat milanesi e debuttano discograficamente nel 1965 con "Ciò Che Fai", versione italiana di "Walking In The Room" dei Searchers (che però nell'edizione dei Rokes, con il titolo "C'è Una Strana Espressione Nei Tuoi Occhi", avrà molto più successo).

Maurizio Arcieri voce solista
Renato Vignocchi chitarra
Franco Jadanza chitarra
Ferruccio Sansoni tastiere
Giorgio Fazzini basso
Riki Rebaioli batteria

Dopo questo disco Riki Rebaioli lascia il gruppo per entrare nei Nuovi Angeli (e poi nel 1969 nei De De Lind), e viene sostituito da Gianfranco "Pupo" Longo.



Con questa nuova formazione incidono "La tua voce" (che è sempre la versione italiana di "Walking In The Room" dei Searchers ma con un testo e diverso da "Ciò che fai"), che comincia a farli notare ed attira l'attenzione dell'impresario Leo Watchter, in breve tempo vincono il Festival dei Complessi Beat di Rieti.

Maurizio Arcieri voce solista
Renato Vignocchi chitarra
Franco Jadanza chitarra
Ferruccio Sansoni tastiere
Giorgio Fazzini basso
Gianfranco Longo batteria



Leo Watcher, celebre impresario, decide di inserirli fra i suoi artisti e, quando nel 1965 cura la tournée italiana dei Beatles, i New Dada hanno l'onore di suonare come gruppo supporter.

Nello stesso anno pubblicano un altro 45 giri, "L 'Amore Vero", dove ancora una volta il "primato" di Maurizio sembra indiscutibile. Ottimamente gestiti da Wechster - che riesce addirittura a piazzarli in importanti teatri, quali lo Star Club di Amburgo e l'Olympia di Parigi - viaggiano a livelli di popolarità che rasentano il fanatismo.

L'amore vero/C'è qualcosa

Nel 1966 partecipano a Studio Uno con "Batti I Pugni" (versione italiana di "Keep On Running")

Batti i pugni/Sick and tired

e al Cantagiro con "Non Dirne Più" (versione italiana di "Sick And Tired" di Chris Kenner) che incidono prima in inglese e poi in italiano per prendere parte alla gara musicale a tappe.

Non dirne più/Batti i pugni


Dal punto di vista stilistico il successo è assicurato, almeno fino a che rimangono nel settore easy-beat; decisamente peggio va quando decidono di affrontare il repertorio nero con un singolo contenente" T. Bird" e

"I'll Go Crazy" di James Brown.

T Bird/I'll go crazy


"I'll Go Crazy" è comunque il titolo del loro primo e unico album, pubblicato in un momento di particolare fortuna,

I'll go crazy LP

ristampato in CD nel 1996 dalla On Sale Music, 52-OSM-011 con 4 Bonus Tracks.
Le tre tracce bonus Lady Jane le ho rubacchiate in rete al Topaccio collegandomi nottetempo mentre dormiva e carpendogliele con destrezza.... grazie Rattus!

I'll go crazy CD


Nel 1967, sempre grazie a Leo Wechster, sono supporter al tour dei Rolling Stones, per la prima volta in Italia. Pochi mesi dopo, Maurizio Arcieri e Ferry Sansoni traducono in italiano "Lady Jane", il classico degli Stones.
Il singolo arriva al n. 3 in hit parade ma verosimilmente solo grazie alla versione originale. Il brano permette comunque al cantante di affinare le sue qualità vocali easy-listening e di spianare la strada alla sua attività solistica.

Lady Jane/15a frustata



In questo periodo, però, un violento litigio spacca in due il gruppo, portandoli anche in tribunale: Maurizio, con Giorgio e Pupo, mantiene il possesso legale del nome, chiamando a suonare il bassista Giandomenico Crescentini, il chitarrista Gilberto Ziglioli e il tastierista Roberto Rossetto, e dopo poche settimane Lady Jane esce con un nuovo retro non più a nome del gruppo ma attribuito al solo Maurizio (preceduto da un altro 45 giri del cantante), ed i New Dada sono ufficialmente sciolti.





Le cover de I New Dada:

Ciò che fai (1965) = When You Walk In The Room - Searchers / Jackie DeShannon
La tua voce (1965) = When You Walk In The Room - Searchers / Jackie DeShannon
T Bird (1966) = T Bird - Rocky Roberts
I'll Go Crazy (1966) = I'll Go Crazy - James Brown
Non dirne più (1966) = Sick & Tired - Chris Kenner / Fats Domino
Lady Jane (1967) = Lady Jane - Rolling Stones



Gli altri tre New Dada della formazione originale, Ferruccio, Franco e Renato, non potendo usare il nome del gruppo, adottano quello di Ferry, Franco, René, Danny e Gaby (inserendo il batterista Gaby Lizmi, proveniente dal Patrick Samson Set e Danny Besquet ex bassista de I Profeti), incidono due 45 giri per la CBS (di cui il secondo contiene una canzone scritta da Roberto Vecchioni, Se te lo raccontassi) e, soprattutto, sono il gruppo di spalla alla tournée dei Rolling Stones dell'aprile 1967, riuscendo quindi a suonare, nel giro di due anni, con i due gruppi più importanti e più noti dell'epoca (e non solo); fecero anche da spalla ad Eric Burdon & The Animals durante il tour italiano.


Ferry Franco Renè Danny & Gaby:

1967: Elegia per l'amico di Antonio/Un treno che parte



1967: Se te lo raccontassi/Quattro stagioni






Franco Jadanza incide alcuni 45 giri come solista usando lo pseudonimo Luca D'Ammonio (ed avendo un notevole successo nel 1977 con Ragazzina); forma poi il gruppo di rock progressivo dei Dragon, con cui incide un album nel 1981 (etichetta Best Sound, distribuzione RCA Italiana), prodotto dall'etichetta di sua proprietà Hit Promotion; con i Dragon partecipa a numerose trasmissioni sia della Rai che di Canale 5.






René Vignocchi aveva costituito un gruppo, Tributo agli Shadows, ed è morto anni dopo.

Maurizio Arcieri firma un contratto con la Joker, ottenendo l'anno successivo un grandissimo successo con Cinque minuti e poi... (riproposta nel 2006 anche da Claudio Baglioni), per poi passare alla fine degli anni settanta al punk e poi alla new wave insieme alla moglie Christina Moser con cui fonda i Chrisma (poi Krisma).... ma questa è un'altra storia che occuperà un altro Superpost!

Formazione negli anni....

    Maurizio Arcieri (Milano, 30 aprile 1945 - scomparso il 29 gennaio 2015): voce solista
    Renato Vignocchi detto Renè (Milano, 8 ottobre 1947 - scomparso nel 2000):chitarra
    Franco Jadanza (Padova, 29 giugno 1946): chitarra
    Ferruccio Sansoni detto Ferry (Sassari, 12 marzo 1946-scomparso alla fine del 2010): tastiere
    Giorgio Fazzini (Milano, 5 ottobre 1946): basso (1964-1967)
    Riki Rebaioli: batteria (1964-1965)
    Gianfranco Longo (Palermo 4 agosto 1946): batteria (1965-1967)
    Giandomenico Crescentini: basso (1967)
    Roberto Rossetto: tastiere (1967)
    Gilberto Ziglioli (Milano, 1948): chitarra (1967)




BY


GROG

8 commenti:

  1. che coincidenza: da qualche dì qualcuno souseekka bitt da me e stamane, albeggiando, proprio i new dada.

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  2. Eheheheheheeheh.... mi mancavano quei tre brani...... muchas gratias amigo!

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  3. te lo avevo già detto che il mio smisurato ego pretende una citazione nei creditzzz? kativo!

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    1. azzo, me la sono scordata..... adesso l'aggiungo dove deve essere....

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  4. I New Dada? Mia grande passione!! Big Grog! la loro versione di lady jane non fa rimpiangere gli Stones. Va detto che molte cover dei nostri gruppi beat sono strepitose: Io mi sto ascoltando fino alla nausea la cover dei Delfini di I wanna be your man. E' assolutamente superiore all'originale dei Fab (non a quella degli Stones, però).
    Ma questi post non dovrebbero rientrare nella serie "Beat...?
    Boh! Capitano, faccia lei.

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    1. ciao george, in effetti nei tag ho messo anche Beat, ma data la lunghezza del post credo che la sua giusta ubicazione sia superpost, lascerei al beat i "minipost", un album per intenderci

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    2. Yeah, d'accordo al 100% con Grog, l'etichetta beat permette cmq il facile rintracciamento... Vai così Grog

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