domenica 21 ottobre 2012

Etna - 1975 - Etna


TRACKLIST:
1. Beneath The Geyser (3:56)
2. South East Wind (6:11)
3. Across The Indian Ocean (5:36)
4. French Picadores (4:26)
5. Golden Idol (8:59)
6. Sentimental Lewdness (6:42)
7. Barbarian Serenade (5:14)
Nel mezzo del cammin di cotanti bootleg che stanno costellando la Stratosfera, mi è venuto lo sfizio di postare un album ufficiale, registrato in studio nel lontano 1975, un bell'esempio di rock-jazz-prog made in Italy targato "Etna". Un nome, un programma, che rivela con evidenza la regione di provenienza del quartetto (Sicily, of course).  Si tratta del gruppo dei fratelli Marangolo che accede di diritto al libro dei primati per essere stata l’unica band italiana a pubblicare con la medesima formazione tre album in cinque anni cambiando ogni volta il proprio nome: Flea on the Honey (1971), Flea (1972) e infine Etna (1975). Per le dettagliate informazioni sul gruppo vi rimando alla bible "John's Classic Rock".  Agostino Marangolo non ha bisogno di presentazioni, vsito che è stato il batterista dei Goblin proprio dal 1975 in sostituzione di Walter Martino.L'album è una perfetta miscela di rock, jazz, funky, free, suonato con grande tecnica e vituosismo, con molti richiami agli inarrivabili Weather Report. Un album che non può mancare nella vostra fonoteca. Circa la presenza dei fratelli Marangolo nei Goblin, vi propongo questo commento tratto dal sopracitato sito "John's Classic Rock": "Come sapete, i fratelli Antonio ed Agostino Marangolo sono confluiti nei Goblin, praticamente nello stesso periodo di quest'album, durante la realizzazione della colonna sonora di Profondo Rosso in sostituzione rispettivamente di Claudio Simonetti (tastiere) e di Walter Martino (batteria). I fratelli Marangolo, pur non apparendo nei credits di Profondo Rosso, rivendicano la paternità del brano "Death Dies". Se ascoltate i brani da Etna "Beneath the geyser" e "Across the Indian Ocean", potrete notare come, specialmente la batteria, sia identica nel suono e nel tiro a quella di "Death dies", il che conferma la tesi dei Marangolo Bros".  Capito?


FORMAZIONE:
Agostino Marangolo / batteria, percussioni
Antonio Marangolo / tastiere, clarinetto
Carlo Pennisi / chitarra, mandolino
Elio Volpini / basso, double bass

LINK

P.S. of the captain : circa la liason Etna - Goblin attendiamo un commento dal nostro grande amico Red Goblin, la cui competenza in argomento è decisamente inarrivabile... Fatti sentire amico nostro

4 commenti:

  1. Non funziona il link?
    Potete controllare
    Grazie
    Roberto

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  2. A me risulta perfettamente funzionante

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    Risposte
    1. ‘Richiamato’ da dolci sirene a cui non posso resistere, eccomi qui a parlare degli Etna.

      Tre album, tre stili musicali, tre etichette discografiche e tre nomi (anzi quattro, visto che tra il periodo ‘Flea on the honey’ e ‘Flea’ optarono per un ‘Porco Cane’ che, ma che strano!, non suscitò gli entusiasmi dei discografici), per Agostino Marangolo, Antonio Marangolo, Carlo Pennisi ed Elio Volpini. L’esperienza come Etna si esaurisce in pochi mesi, giusto il tempo di incidere nel 1974 alcuni brani e tenere un pugno di concerti, tanto che quando la Catoca immette sul mercato l’album omonimo il gruppo è già sciolto.
      Cito un breve passo da ‘Goblin sette note in rosso’:
      “Il lavoro contiene sette brani di ottimo jazz rock che non lasciano dubbi sulle qualità tecniche dei singoli componenti e sui notevoli progressi compiuti dal gruppo rispetto alle esperienze precedenti con i Flea. Gli Etna agli assoli estemporanei preferiscono un sound compatto, in cui tutti gli strumenti interagiscono senza sopraffazioni e tra le composizioni meritano una citazione particolare l’iniziale Beneath the geyser, veloce ed asciutta, l’elaborata Golden idol, Sentimental lewdness, divisa tra atmosfere romantiche e passaggi drammatici e Barbarian serenade, dai sapori mediterranei. Con riguardo all’attività nei primi anni settanta, il batterista nel 2005 avrà modo di dichiarare: “è inutile ripetere che gli anni Settanta siano stati in assoluto i migliori per quanto riguarda la musica pop-rock. Quel decennio è già storia, tutto il resto chissà? Noi gruppi, dal Banco alla PFM, dal Rovescio della Medaglia agli Osanna ed ai Nuova Idea, si lavorava in cantina tutti i giorni per progetti inediti ben precisi e non finalizzati assolutamente al guadagno, quindi non esisteva in maniera categorica lo stress della vendita non solo per noi artisti ma - vi sembrerà strano – soprattutto per le case discografiche. Di conseguenza i prodotti erano originali e coraggiosi. Noi, sia come Flea e soprattutto come Etna, avevamo la sensazione (con un po’ di presunzione) di essere avanti e non capiti per quei tempi, sarà vero? Chi può dirlo. Fatto sta che ancora oggi se ne parla”.”.
      Con riguardo alla paternità rivendicata dai fratelli Marangolo per il brano ‘Death dies’ di ‘Profondo rosso’, diciamo che i due hanno inciso le parti di batteria e pianoforte della versione pubblicata su LP (e 45 giri) perché Martino e Simonetti erano impegnati con un altro gruppo. Il brano era però già stato composto e secondo il mio modesto parere nelle versioni registrate per la pellicola suonano Simonetti e Martino. La questione comunque è spinosa, alcune cose dal punto di vista temporale non quadrano e le dichiarazioni dei vari componenti dei Goblin di certo non aiutano, anzi…

      Un caloroso saluto a tutti gli amici di ‘Verso la Stratosfera’ e soprattutto al nucleo di valorosi, che, nonostante tutte le difficoltà e gli intralci di ‘terzi’, continuano a mantenere in vita questo blog essenziale per gli amanti del prog italiano.

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