giovedì 11 luglio 2013

Luigi Tenco

Tra i più grandi artisti che si siano mai affacciati alla finestra della canzone d'autore, Luigi Tenco. Poeta colto - nella sua biblioteca trovavano posto volumi di Kafka, Garcia Lorca, Byron, Moravia, Joyce e Thomas Mann - il cantautore nato a Cassine, in provincia di Alessandria, ma a buon diritto entrato a far parte della cosiddetta scuola genovese, non si limitò a stravolgere il mondo della musica leggera con brani intensi e seri, esistenzialisti e anticonformisti, dalla metrica strana e irregolare, dalle storie d'amore mai allegre e spensierate, ma visse sulla propria pelle, in prima persona, i dubbi e le ansie dei personaggi che metteva in musica, dei protagonisti delle sue canzoni. E portò alle estreme conseguenze questo suo essersi fatto portavoce del malessere e dei disagi di quegli anni, di quel gruppo di amici che si raccontavano rabbie e dolori in un piccolo bar della Foce, a Genova, convinti dell'inutilità delle cose e del proprio ruolo ("E poi mille strade/grigie come il fumo/in un mondo di luci/sentirsi nessuno") suicidandosi a Sanremo.

Lasciando dietro sé un solo biglietto, che mal riassumeva quella drammatica scelta: "Ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda lo tu e le rose in finale e una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao, Luigi".

Naturalmente, quel "giovane angelo senza spada", come lo avrebbe definito De Gregori in una sua canzone-omaggio all'artista scomparso, si era tolto la vita per qualcosa di più complesso di una canzone non entrata in finale (Ciao amore ciao, per la cronaca) o dei mille pettegolezzi di cui si discusse allora: debiti di gioco, donne, alcol o droga. O, forse, Tenco si uccise per qualcosa di più semplice: la tendenza, tipica del suo gruppo, di confondere il gioco con la realtà, l'arte con la vita, il malessere con l'essere. "Pensavamo di aver ottenuto tutto dalla vita e volevamo provare quello che c'era oltre la porta", ha ricordato non molto tempo fa Gino Paoli, che, come il vecchio amico, cercò di togliersi la vita con un colpo di pistola.

Rimangono, 25 anni dopo, le canzoni di Luigi Tenco, così belle da non meritare la finale del Festival di Sanremo, così intense da non meritare l'onore del primo posto in classifica. Canzoni strane e tristissime, che ereditavano i dolori non solo dagli chansonnier francesi (Brel, Brassens, Aznavour, Mouloudji), ma anche dagli scrittori d'oltralpe: Camus (che come lui cercava inutilmente una giustificazione alla sua esistenza), Sartre (tra l'essere e il nulla, i muri e la nausea) e Celine (con i suoi viaggi al termine della notte). Oggi è intitolato a lui il più importante premio e la più importante rassegna della canzone d'autore italiana.

* 1938 Nasce il 21 marzo a Cassine, Alessandria.
* 1953 Rimasto orfano di padre e trasferitosi con la madre e il fratello maggiore nei pressi di Genova, oltre a frequentare proficuamente la scuola coltiva una grande passione per il jazz e dopo aver imparato a suonare piano, sax, chitarra e clarinetto fonda la Jelly Roll Morton Boys Jazz Band (nel gruppo compare anche Bruno Lauzi al banjo).

* 1957 Dopo aver conseguito la maturità liceale e aver esordito come cantante in diverse formazioni, al fianco dei fratelli Reverberi, Umberto Bindi, Fabrizio De André, Enzo Jannacci e Gino Paoli, entra a far parte del gruppo di Riccardo Rauchi.

* 1958 Forma I Diavoli del Rock, con Gino Paoli alla chitarra e Nicola Grassi alla batteria; suona il sax nel Trio Garibaldi.

* 1959-61 Approda alla Ricordi, etichetta che ha già lanciato Paoli e Bindi; incide diversi singoli come cantante con il nome di Gigi Mai, Gordon Cliff o Dick Ventuno; deciso a laurearsi, continua a seguire l'università e intanto, a Milano, frequenta Giorgio Gaber e Piero Ciampi.

* 1962 Approda al 33 d'esordio Luigi Tenco che contiene futuri classici come Quando, Angela, Mi sono innamorato di te e Come mi vedono gli altri, incontra l'ostilità della Rai che censura molte delle sue canzoni.

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* 1962 Debutta nel cinema grazie a Luciano Salce che gli affida il ruolo di protagonista nel film "La cuccagna"; la sua amicizia con Paoli s'incrina per la relazione di quest'ultimo con Stefania Sandrelli.

* 1964 Mentre la vena compositiva di Tenco si fa sempre più prolifica, Wilma Goich porta al successo la sua canzone Ho capito che ti amo; intanto, conseguentemente alla separazione di Nanni Ricordi e Crepax dalla Ricordi, Tenco passa a incidere per la Saar/Jolly e pubblica Ragazzo mio/No non è vero.
* 1965 Mentre vede la luce il suo secondo Lp, anch'esso intitolato Luigi Tenco (contiene Ragazzo mio, Ho capito che ti amo, Vedrai vedrai), è costretto a partire per il servizio militare.

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* 1966 Firma un contratto con la Rca e si trasferisce a Roma dove rafforza il suo impegno politico in campo musicale stabilendo contatti con Lucio Dalla e altri artisti; mentre la moda beat spopola, scrive canzoni come Mondo di uomini per Dalla e Yèeeeeh... per i Primitives, e incide Un giorno dopo l'altro, sigla dello sceneggiato TV "Il commissario Maigret"; in novembre esce Tenco, contenente 12 brani fra cui Lontano lontano, Se sapessi come fai, Un giorno dopo l'altro, E se ci diranno.

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* 1967 La Rca, nonostante le vendite modeste finora raggiunte, decide di lanciarlo in maniera definitiva e lo iscrive al Festival di Sanremo con Ciao amore ciao; il 26 gennaio, in coppia con Dalida, Tenco interpreta Ciao amore ciao sul palcoscenico di Sanremo ma la sua esibizione non convince e la canzone, ispirata al tema dell'emigrazione, non accede alla finale; durante la stessa notte dell'eliminazione viene ritrovato privo di vita nella sua camera d'albergo, ucciso da un colpo di pistola alla tempia; sul comodino viene rinvenuto un biglietto nel quale il cantautore si rivela suicida (un alone di mistero avvolgerà sempre l'intera vicenda).

* Anni'70 Escono raccolte e Lp postumi; in sua memoria, Amilcare Rambaldi istituisce nel '72 la prestigiosa rassegna della canzone d'autore Premio Tenco. Consegnato al mito da una tragica e prematura morte, Tenco è stato ricordato con diversi album (prevalentemente antologici) immessi sul mercato dal '67 in poi.

1967 Ti ricorderai di me (4 inediti)
1967 Se stasera sono qui (5 inediti)
1969 Pensaci un po' (5 inediti)

1972 Luigi Tenco canta Tenco, De André, Jannacci, Bob Dylan (Registrazioni del periodo SAAR, tutte inedite)





7 commenti:

  1. bellissimo e appassionato post...

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  2. Non funziona il link dell'album 1972 che mi sembrava particolarmente stimolante. Grazie Claudio

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    1. Sistemato, affrettati, oggi come oggi non so quanto possa durare...

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  3. Non funziona il link del disco del 72 (interpretazione di De Andrè, Jannacci...)

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  4. Si potrebbe sistemare il link relativo al 1972 (interpretazione di De Andrè, Jannacci...)?

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