domenica 7 luglio 2013

Nascita della Sfera - 1978 - Per una scultura di Ceschia

 TRACKLIST :

1. Nascita 1:08
2. La Sfera 3:05
3. Ankh 0:50
4. Zed 3:07
5. Stelle Cadenti 1:27
6. Cheope 0:10
7. Campanelli 2:28
8. Pianeta Terra 6:29
9. Violenza Vestita 1:41
10. Puntine 1:41
11. Verdi Prati 1:50
12. Magia 1:08
13. Adam 4:32
14. La Fonderia 1:15
15. L’Incoronazione 1:48
16. Luci Dal Pianeta 1:52
17. Sotto Il Ponte 2:14
18. Nell’Universo 0:10
19. Sul Ferro 2:00

 
Bonus Tracks :

20. Session Uno 1:18
21. Session Due 1:06
22. Session Tre 3:09
23. Session Quattro 1:50
24. Claudiemanuele 0:56
25. Satiro Di Bosco 2:31
26. Valeria All’Alba 2:45
27. Il Castello Di Strassoldo 12:39
28. Cortoressone 2:01
29. Paciuli 2:05
30. Difetto 1:37
31. Sono Qui 4:16
32. Guitarleslie 2:57 

 FORMAZIONE:

Carlo Barbiera (tastiere, voce)
Paciuli (voce)
Paolo Coretti (voce)
Ettore Lo Cascio (voce)
Flavio Variano (voce)
Maria Zanetti (voce)
Leo Croatto (chitarra, synth)
Alberto Zeppieri (sax, flauto)
Gianfranco Lugano (tastiere)
Edi Croatto (effetti, voce)
Paolo Tosolini (chitarra)
Roberto Colella (chitarra, basso)
Zladko (percussioni)

Un gruppo assolutamente sconosciuto per un disco altrettanto sconosciuto. Sotto il nome "Nascita della Sfera" si cela un insieme di musicisti di studio assemblati da Carlo Barbiera, tastierista e compositore, per la registrazione di un unico LP. Pubblicato nel 1978 l'album è dedicato alla vita e alle opere dello scultore Luciano Ceschia (1926-1991), originario, come lo stesso Barbiera, della zona di Udine. Le informazioni sono scarnissime. Leggiucchiando su Italianprog.it si apprende che questo raro album "è un esempio piuttosto originale di genere progressivo sperimentale elettro-acustico, costruito su effetti di sintetizzatore e chitarre acustiche che spesso ricorda qualcosa dei primi lavori di Franco Battiato. Nonostante la presenza di cinque cantanti nella formazione, le parti vocali sono brevi, parlate o recitate piuttosto che cantate".  Il disco a mio avviso è molto bello. Il synth riporta alle sonorità di Fetus, le tracce per sola chitarra acustica ricordano un po' il David Gilmour di The Narrow Way (perdonatemi il paragone un po' forte), vi sono tocchi di pianoforte qui e là intervallati da effetti sonori, delicati inserti di flauto, interventi corali e recitativi di grande effetto. Decisamente diverse le bonus tracks: le session, in particolare, ci presentano un bel gruppo compatto alle prese con sonorità blues, jazz e rock, con chitarra, basso, sax e batteria in evidenza. Le ultime tracce sono seguite da applausi, tanto da sembrare suonate dal vivo (suppongo in studio). Chissà cosa avrebbero prodotto, se il loro percorso musicale fosse proseguito. Insomma, un album decisamente all'avanguardia per l'epoca e ancora oggi molto attuale. L'edizione originale del disco, che venne stampata e distribuita privatamente, conteneva 19 brani, listati separatamente, ma in realtà collegati fra di loro in modo da formare due lunghe suite che occupavano le due facciate. L'album aveva una copertina apribile comprendente una biografia dettagliata di Luciano Ceschia e due inserti con uno dei suoi lavori e delle note dello stesso artista. Alcune copie contenevano anche un piccolo foglietto promozionale che illustrava l'album ed i suoi contenuti. Una recente ristampa curata dalla AMS propone ben 13 bonus tracks, qui incluse, per completezza. E che diamine, volevamo forse lasciarle fuori?


Post by George

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