venerdì 18 ottobre 2013

Napoli Centrale - 1977 - Qualcosa Ca Nu' mmore

TRACKLIST :

1. 'O Nemico Mio
2. 'O Specchio Addò Me Guardo
3. Qualcosa Ca Nu' Mmore
4. A Musica Mia Che R'è
5. A Musica Si Tu
6. Nun Song Na Vacca

LINE UP

James Senese - sax, synth, voce
Franco Del Prete - batteria
Pippo Guarnera - piano elettrico, Hammond C3
Ngtù Mabula - basso (probabimente si tratta di uno pseudonimo usato da Pino Daniele)
Pippo Guarnera - tastiere
Alfonso Adinolfi - percussioni

Qualcosa Ca Nu' Mmore è il terzo disco a nome Napoli Centrale, uscito nel 1977, è il disco che più dei precedenti si accosta al jazz classico. Della classica formazione resta, oltre a James Senese, il solo Franco Del Prete. Da notare al basso un misconosciuto Ngtù Mabula, probabilmente si tratta di un giovanissimo Pino Daniele mascherato da uno pseudonimo, forse per non creare problemi con la EMI, etichetta con la quale già aveva firmato nel 1976 e con cui da lì a poco fara uscire il suo primo disco "Pino Daniele".
Per capire meglio di cosa si tratta vi rimando alla dettagliata recensione fatta da John Nicolò "JJ" Martin sul suo blog John's Classic Rock. 

"Poco prima di chiudere la fase più progressiva della loro carriera, i Napoli Centrale pubblicano nel 1977 l'album “Qualcosa ‘cca nu’ mmore” che se da un lato si rivela uno dei loro lavori più energici e stridenti, dall’altro denota un sempre maggior spostamento verso il jazz (es: “O specchio addo‘ me guardo"), lasciandosi così alle spalle un po’ di quella immediata comunicatività degli esordi.
Se infatti nel primo album “Napoli Centrale” si aveva l’impressione di trovarsi di fronte a un collettivo compatto sia musicalmente che ideologicamente, in questo frangente siamo invece al cospetto di un vero e proprio gruppo jazz in cui la preponderanza di James Senese (unico superstite della formazione originale insieme al fido batterista Franco del Prete) gli conferì definitivamente l'indiscusso ruolo di capo-orchestra.
Rispetto ai primi due lavori dunque, è un altra Napoli Centrale quella che si ascolta in Qualcosa ‘cca nu’ mmore laddove per le registrazioni, Senese si avvale nuovamente di numerosi musicisti esterni, ma che questa volta sono chiamati ad esprimersi in un linguaggio quasi esclusivamente jazz: Ciro Ciscognetti, ex tastierista di Fabio Celi e gli Infermieri - qui tra l’altro in splendida forma -, un secondo tastierista Pippo Guarnera già con Napoli Centrale nel 1975 e poi andatosene temporanemente con Finardi, nonché un giovane bassista di belle speranze di nome Pino Daniele che di lì a poco diverrà l'alfiere più raffinato della musica napoletana d'autore.
Sebbene però, come dicevamo, il disco del 1977 fosse suonato a livelli altissimi, ascoltando la sequenza dei brani emerse in modo piuttosto drastico l’urgenza di un cambiamento programmatico: o riportare la band verso la conflittualità del passato, o verso una strada ancora più tecnica e sperimentale.
 
E se musicalmente Senese e soci avevano fatto passi da gigante e il “Sonny Rollins di Napoli” dimostrò costantemente di avere sempre più fiuto nel scegliersi i compagni e soprattutto classe da vendere, da un’altro punto di vista le sue performances, specie quelle vocali, iniziavano a suonare ripetitive, quasi come se si fossero eternamente arroccate al sound di “O nonno mio”.
Con questo non voglio dire che Qualcosa ‘cca nu’ mmore sarebbe stato più coerente se fosse stato solo strumentale, ma che le parti cantate avrebbero potuto anche limitarsi al primo folgorante brano d’apertura “O nemico mio”, vero e proprio capolavoro dell’album. E questo perchè a conti fatti, il sound complessivo di quest'ultimo lavoro fu effettivamente una coazione al ricalco delle intuizioni sviluppate nei primi due.
Allo stesso modo, molto autoreferenziale sembrò anche il pezzo di chiusura “Nun song na vacca” che pur riciclando i fasti di “Mattanza” ne ricalcava telmente il groove da lasciare l’ascoltatore perlomeno ansioso di qualche ulteriore novità.
E queste considerazioni le fecero probabilmente anche gli stessi Senese e Del Prete che malgrado le ottime prove su vinile e dal vivo, decisero di sciogliere i Napoli Centrale andandosene ciascuno per la sua strada.
Com'è noto, i frutti migliori dello scisma, li raccolse il bassista Giuseppe “Pino” Daniele che in quello stesso anno avrebbe esordito con il suo “Terra mia”, calamitando a se il meglio dei musicisti napoletani, Senese incluso. (...)"


Buon ascolto e Dajeccosì!
LINK 
Post by Ya Hozna 
Thanx to John Nicolò "JJ" Martin

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9 commenti:

  1. ottima scelta Ya Hozna,
    e condivido anche la definizione di capolavoro per "O nemico mio";
    vedo che abbiamo diverse "frequenze" comuni (IP Son, Nadma, Gramigna, Bauhaus, Beia..) oltre naturalmente ai Napoli Centrale...;-)

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    1. Grazie Odiladilu, a presto per nuove frequenze ;)

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  2. sono un seguace appassionato ( anche se in genere silenzioso) del blog; ogni volta che vedo il P.S. finale mi sento un po' in colpa...Questa volta il grazie è assolutamente doveroso ( e i complimenti scontati): non ho più il giradischi e il vinile di Qualcosa ca nummore è da troppo che mi guarda triste.
    Metto anch'io un p.s.: A Musica Mia Che R'è è uno dei pochi brani musicali che mi commuove veramente.
    ciao

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    1. Grazie a te Enrico, sono contento che ti piaccia, e m raccomando, non fermare mai le emozioni :)

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  3. Link is dead!!!!!!!

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  4. Grazie, lo metterò in rotazione in questi giorni piovosi!!!

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  5. .. alla fine il misterioso Ngtù Mabula si è scoperto essere lo stesso james senese, per l'occasione bassista..

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