venerdì 3 febbraio 2017

Giorgio Buratti - 1977 - Homo Sapiens? (vinyl)


TRACKLIST:

01. Il grido dell'uomo (live)
02. A Giglione (studio)
03. Donna (studio)
04. Uomo (studio)
05. Dio


MUSICISTI

Giorgio Buratti – contrabbasso, violoncello, sintetizzatore, nastri magnetici
Pasquale Liguori - percussioni
Hugo Heredia - sax soprano, sax tenore, flauto
Giancarlo Romani - trombone a pistoni
Sante Palumbo - piano acustico ed elettrico
Susanna Buratti - voce di bambina
Deb Reba - voce di donna
Giorgio Dall'Alba - voce di uomo, percussioni
Franco Corbella - voce di uomo
Stomu Yamash'ta - coro ricavato con anello a circuito chiuso creato con nastro magnetico lavorando su materiale sonoro ispirato al brano "My Little Friend”


Altra digressione nell'arcipelago jazz con un protagonista poco conosciuto ma molto creativo quale il contrabbassista Giorgio Buratti. Il disco, perché di vinile trattasi dal momento che non è stato oggetto di ristampe successive alla sua uscita, risale al 1977. E' un album di non facile ascolto e ancor più di difficile assimilazione, anche se racchiude un discreto fascino. 

Buratti, milanese di nascita, classe 1935, innamorato di Duke Ellington fin da piccolo quando suonava il jazz con l'armonica a bocca, vanta nel corso della sua lunga carriera prestigiose presenze in vari gruppi e collaborazioni di tutto riguardo (tra cui quella con Franco Cerri). Innamoratosi del contrabbasso grazie al bassista Al King, inizia a suonare stabilmente a cavallo tra gli anni '50 e '60 con il Gil Cuppini Quintet. Conclusa questa esperienza incide qualche disco a suo nome, tra cui questo "Homo Sapiens?" (con l'ambizione di ripercorrere la storia dell'uomo - e della donna - in meno di 40 minuti) e collabora con numerosi musicisti del circuito jazz nazionale finché nel 1987 si dedica al "Jazz Workshop" nell'ambito del "Living House", Centro Culturale Musicale creato e gestito dallo stesso Buratti dal 1981 al 1995. Di Giorgio Buratti, oramai ultra ottantenne, si sono perse le tracce.

Franco Cerri e Giorgio Buratti
"Home Sapiens?", pubblicato dall'etichetta Vedette,  è intriso di atmosfere free, con  impasti di piano, sax e contrabbasso. Il brano di apertura, Il grido dell'uomo, con il sax impazzito di Hugo Heredia, è stato registrato dal vivo al Festival Jazz di Bordighera nel 1974. Si conclude curiosamente con lo stacco pubblicitario della Milupa. Le altre quattro tracce sono state registrate al "Private Jazz Studio" di Milano. L'unica vaga concessione al prog, grazie alla presenza decisiva del flauto, risiede nel brano Donna, che si apre con una voce di bambina e si conclude con una serie di gemiti e sospiri (di grande effetto, ve lo assicuro). Il flauto ritorna anche in Uomo, brano volutamente "macho", con insetti vocali registrati in una palestra di karate. Il disco si conclude con Dio, aperto dal sintetizzatore sul quale si innestano il piano di Sante Palumbo e il contrabbasso dello stesso Buratti, sostenuti da un tappeto di percussioni suonate da Pasquale Liguori. L'effetto è assicurato. Se vi fa vomitare ditelo pure, non mi offendo. Intanto...buon ascolto. 



Post by George

2 commenti:

  1. Grazie George di questo album: ad un attento ascolto non l'ho trovato affatto ostico, bensì assai avvincente.

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  2. Una delle più idonee definizioni di prodotti musicali l'ho trovata nell'album di Riccardo Zappa:"Definire significa limitare". Ecco, io mi associo totalmente a questa, per cui io si che mi limito al semplice "Mi piace", "Non mi piace", benchè ci sia una terza possibilità:"Bravo, ma non capisco" assumendomi la completa responsabilità a causa della mia beneamata ignoranza. Eccomi, dopo la dotta introduzione, arrivato al punto : O.M.C.I., Daedalus, Opus Avantra, Guido Mazzon, Andrea Centazzo, Yugen, ho pescato nella mia memoria i primi a caso volutamente di periodi e storie diverse, possiamo dire che non siano bravi dopo i loro successi internazionali e in archi temporali così ampi? Eppure io non so comprenderli e quindi fatico ad ascoltarli, ma tu caro George fai bene a postare simili lavori, sono certo che amici ben più colti (musicalmente) di me sapranno apprezzare sia gli artisti che te con la tua proba opera di pubblicazione e diffusione. Frank - One

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