giovedì 1 marzo 2018

Serie "Etnic Italy" vol. 4 - Novalia - 1990 - Sabir (vynil)



TRACKLIST

1. Deserto
2. Un caso d'assenza
3. Il Castello
4. (Bataille) Descrizione di una battaglia
5. Dio d'acqua
6. Acoustica/Anthem
7. Musa
8. Deir Yassin
9. Danse ogol
10. D'improvviso

FORMAZIONE 

Raffaello Simeoni: voce, flauto, sax, ciaramella, organetto
Stefano Saletti: batteria, percussioni, samplers
Enzo Renda: basso & basso freatless
Paolo Miatto: chitarra elettrica e acustica, effetti

Guest:

Floriana Beretta: voce
Giancarlo Bigazzi: various
Federico Festuccia: piano & tastiere

Raffaello, Stefano & Fabiana: cori

"Questo disco è dedicato
a tutti coloro che
in epoca non definita,
nei porti dell'Europa del Sud,
parlavano il Sabir".

Se scavallando lo scivoloso crinale tra anni Ottanta e Novanta, in una notte d’inverno, un viaggiatore si fosse trovato per caso a passare lungo le vie in cui la musica etnica non disdegnava di incestarsi con i suoni della modernità, avrebbe, nei pressi di Rieti, incontrato i Novalia, formazione che dipanò la sua musica ancora per un decennio, regalando al mondo album di grande originalità, a cominciare da questo “Sabir”, primo vero lavoro sulla lunga distanza, dopo una serie di demo tape, EP, registrazioni live.


Il disco è prodotto dalla Materiali Sonori dei fratelli Giampiero e Giancarlo Bigazzi e  dell’etichetta toscana ripropone alcuni stilemi estetici, ossia un senso totale della musica che insiste sulla spazialità e sull’iteratività di cellule melodiche e ritmiche. C’è, in più, in questo “Sabir” (termine che allude alla lingua parlata nei porti del Mediterraneo, fusione di diversi idiomi), l’emozione della scoperta, la consapevolezza di lastricarsi da soli la strada su cui si sta passando, meraviglandosi di come i suoni ancestrali di flauti, tamburi, e organetti possano dialogare con strumenti rock (basso, tastiera, chitarre elettriche) e samplers elettronici.

L’album, le cui registrazioni cominciarono nell’89, ci accoglie con “Desertu”, una sorta di etno-ambient dai tratti percussivi che s’innestano su alcune sonorità wave prettamente anni 80, un legame che appare ancor più evidente nel cantato de “Il castello”. E’ un suono, questo dei Novalia all’altezza del primo disco, di trame dilatate da tastiere liquide e, come in “(Bataille) Descrizione di una battaglia”, da chitarre circolari ed ipnotiche. Il lato B è aperto da Acoustica/Anthem” ove domina un pianoforte dai richiami minimalisti (con tanto di silenzio interno che fa tanto John Cage), per poi procedere a una serie di stratificazioni nella finale “D’improvviso”, dai vaghi accenti prog.


L’album contribuì a far conoscere maggiormente il nome di questi avventurosi reatini, con un tour che li porterà in posti, caldissimi all’epoca, come Sarajevo e Mostar. I Novalia da qui partiranno per solcare un decennio con una produzione il cui acme artistico, forse, risiede nel bellissimo “Canti e Briganti” che li avvicinerà  maggiormente alla forma canzone, mettendoli per un attimo in sintonia con l’emergente folk-rock coevo, di cui, assieme agli Agricantus, rappresenteranno il lato più trance.


Dopo lo scioglimento dei Novalia (2001, con episodiche recenti reunion),  Raffaello Simeoni continuerà poi nell’alveo della musica popolare, collaborando spesso, in diversi progetti, con Ambrogio Sparagna, mentre l’altro co-fondatore Stefano Saletti fonderà la Banda Ikona, ensemble che riunisce diversi esponenti della world music italiana.

“Sabir” è uscito unicamente in LP e musicassetta, ma recentemente è stato riproposto in digital downloading (lo trovate anche su Spotify) a cui vi rimandiamo per un suono più pulito.


Una curiosità: i titoli elencati sul retro di copertina sono in ordine sparso, mentre sono riportati correttamente sulla busta interna. Tuttavia qualche perplessità sussiste ancora: per esempio nella traccia 5, “Dio d’acqua” si canta “segui la danza ogol”, che invece sarebbe il titolo di un altro strumentale del lato B. Vabbè. Buon ascolto! 


Post by Andrea Altrocanto, piccole rifiniture del Captain

2 commenti:

  1. Grazie Andrea di queste atmosfere evocative. Cercando qualche loro brano su youtube, mi sono imbattuto in una traccia che mi par la colonna sonora di un programma della rai. Mi piacerebbe molto che postassi anche il resto della discografia.

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  2. Vedremo quel che si può fare, caro Albe. Un abbraccio!

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