Visualizzazione post con etichetta Treves Blues Band. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Treves Blues Band. Mostra tutti i post

mercoledì 26 marzo 2025

Serie "Bootleg" n. 350 - Treves Blues Band live in Saint-Vincent (AO), Grand Hotel Billia - Blues & Soul Spring Festival - 22.03.2025

 

TRACKLIST:

01. No
02. Can't Let Go
03. Instrumental (composed by Larry Carlton)
04. Between The Devil And The Deep Blue Sea
05. Don't Start Me Talkin'
06. Unknown (composed by Alex Garlazzo)
07. Wrecking Ball
08. Marbletown
09. Take The Hammer
10. From Four Till Late
11. Nashvegas
12. The Midnight Special
13. Bring It On Home To Me
14. Flip Flop And Fly
15. Final and Band Intro


FORMAZIONE:

Fabio Treves - voce, armonica
Alessandro "Kid" Garlazzo - chitarra, banjo, mandolino, voce
Gabriele Delle Piane - basso
Massimo Serra - batteria


A volte ritornano. Questa volta è ritornato sul serio dopo anni di assenza dai palcoscenici della Valle d'Aosta. Stiamo parlando di Fabio Treves, soprannominato "Il Puma di Lambrate" (chissà se a lui piace questo nomignolo), accompagnato da una ennesima incarnazione della celebre Blues Band. Al suo fianco tre musicisti di indiscusso valore e grande abilità tecnica, ad iniziare dal virtuoso chitarrista Alex Garlazzo e da Massimo Serra, quest'ultimo al fianco di Fabio da ben 34 anni, sempre seduto dietro i suoi tamburi. Tra cover di grandi bluesmen americani e brani originali, sia acustici che elettrici, le 15 tracce di cui si compone il concerto ci riportano alle calde atmosfere del Delta e della più torrida Chicago blues. Non manca una grande cover di "Bring It On Home To Me" portata al successo dagli Animals. Fabio, quando scalda gli animi  con la sua voce graffiante e la sua armonica a bocca, sembra essersi scodato delle sue 76 primavere. Non è forse vero che il blues e i bluesmen non invecchiano mai?


Chi vi scrive purtroppo non era presente al concerto, ma ha avuto il piacere di ascoltare l'ottima registrazione fornitami da un amico, che oggi voglio condividere con tutti voi. Vorrei sottolineare l'ottima qualità audio paragonabile ad un album live ufficiale. Non c'ero al concerto ma ho letto alcuni articoli sui giornali on line locali che lo recensivano. In particolare ho avuto modo di apprezzare, come sempre d'altronde, quello scritto dal mio amico di lungo corso Chris (giornalista professionista, che ricorderete come occasionale collaboratore della Stratosfera) sul quotidiano "AostaSera" che vi invito ovviamente a leggere con attenzione. Per rispetto di quanto da lui scritto ho evitato di "cannibalizzare" i suoi testi per riportarli su queste pagine. Questo il link. con l'articolo corredato da foto e video. A proposito di foto, tutte quelle pubblicate in questo post sono riferite al concerto di Saint-Vincent del 22 marzo. Ancora una informazione: il concerto era inserito nella rassegna musicale "Blues & Soul Spring Festival". In cartellone anche Neal Black & The Healers, Black Gold e Joyce Yuille & The Soul Experience.


Sono certo che questo freschissimo concerto della Treves Blues Band (sono solamente trascorsi 4 giorni dall'esibizione) renderà felici molti amici della Stratosfera amanti del blues, ad iniziare dal mio storico amico Frank-One che, se non sbaglio, è legato a Fabio Treves da un rapporto di amicizia. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
Vi lascio con altre immagini tratte dallo show. Buon ascolto.





Post by George

venerdì 18 novembre 2022

Serie "Bootleg" n. 336 - Treves Blues Band live in Aosta, Reg. Tzamberlet, 01.09.1999 (great boot by Chris)

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST

01 – Unknown
02 – Free Flop And Fly
03 – Tell Me Mama
04 – Gibson Creek Shuffle
05 – Suzeeing
06 – Summertime Blues
07 – Mojo Boogie
08 – I Don’t Want You To Be My Girl
09 – Satisfaction (I Can’t Get No)
10 – Walking By Myself
11 – TBB Boogie
12 – Song Of Chase


FORMAZIONE

Fabio Treves, voce ed armonica
Ale “Kid” Gariazzo, chitarre
Massimo Serra, batteria e percussioni
Tino “Kappelman” Cappelletti, basso elettrico


PREMESSA by George

Voglio ringraziare innanzitutto l'amico Chris, autore della registrazione di questo splendido concerto della TBB, per averlo voluto condividere con tutti gli amici della Stratosfera. Siamo da sempre affezionati a Fabio Treves, prova ne è che è già apparsi più volte su queste pagine. Questo concerto, che  rappresenta un altro importante tassello alla discografia e alle registrazioni live già presenti, ha la particolarità di essere pubblicato per la prima volta sul web e, naturalmente, siamo orgogliosi di ospitarlo sul nostro blog. Non dico più nulla, vi lascio alle parole di Chris e all'ascolto dello show. Un'ultima annotazione: le immagini non si riferiscono al concerto, ma appartengono al "repertorio" di Fabio, in epoche diverse. 


RELEASE NOTES by Chris

A volte, i ricordi di un’esibizione sono inversamente proporzionali alla buona musica sentita in quell’occasione. E’ indubbiamente il caso di questa serata ad Aosta della Treves Blues Band. Il concerto si tenne in Regione Tzamberlet, in uno spiazzo di cemento che non infrequentemente veniva utilizzato per i live, mentre oggi è occupato da una struttura sportiva. Era periodo di un festival, denominato “Europa in Blue Jeans”, composto da conferenze e concerti promossi da Consulta giovanile regionale e patrocinati dalla Regione. La manifestazione ebbe qualche strascico polemico per la partecipazione non esattamente oceanica (se ne trova traccia nel dibattito in seno al Consiglio regionale valdostano). Anche la serata di Trèves non fu delle più partecipate, ma a chi scrive non parve motivo di rattristarsi, anzi rese solo più facile arrivare alla transenna di prima fila.
Dal punto di vista musicale, commentare la Treves Blues Band è come dire che la Ferrari è veloce: superfluo. Ottima esibizione, con Ale “Kid” Gariazzo agli esordi della sua iperbole artistica, un Massimo Serra più lanciato che mai, Tino Cappelletti deciso a non fare prigionieri al basso e il Puma di Lambrate in forma quanto basta. Nella set-list, da segnalare un omaggio agli Stones dei sixties, con “Satisfaction (I Can’t Get No)” e vari brani da “Jeepster”, l’album di quell’anno del gruppo.

Tra questi si annoverano le cover di “Summertime Blues”, “Flip Flop and Fly” e “I Don’t Want You To Be My Girl”. La registrazione, effettuata in digitale con mini-disc (che dava una profondità interessante anche alla captazione “audience”), restituisce fedelmente l’atmosfera della serata. Nonostante tra l’Italia e il Mississippi ci sia di mezzo un oceano, esiste chi ha saputo colmare questa distanza: la TBB è tra quelle band". 
Buon ascolto



Post by George - Words & music by Chris

lunedì 15 febbraio 2021

Mike Bloomfield - 1981 - Live in Italy with Treves Blues Band, Margaret Edmonson & Woody Harris (vinyl)

 

TRACKLIST:

Acoustic Side
01. Dark Road Blues – 3:10
02. Prison Bound Blues – 4:20
03. Knocking Myself Out – 4:30
04. Gonna Need Somebody on Your Bond – 4:34

Electrici Side
05. Shake, Rattle & Roll – 4:10
06. Five Long Years – 4:38
07. Don't You Lie to Me – 4:16
08. Junkie Blues – 4:00

Bonus Tracks
09. Mean Mistreater
10. Shake, Rattle and Roll (duos)


LINE UP

Mike Bloomfield - guitar (tracks 3, 4, 5, 6, 7 & 8)
Mike Bloomfield - piano (tracks 1 & 2)
Mike Bloomfield - vocals (tracks 3 & 4)
Woody Harris - guitar (tracks 3 & 4)
Margaret Edmondson - cello (tracks 3 & 4)
Fabio Treves - harmonica (tracks 5, 6, 7 & 8)
Claudio Bazzari - slide guitar (tracks 5, 6, 7 & 8)
Chuck Fryers - guitar (tracks 5, 6, 7 & 8)
Silvano Borgatta - piano (tracks 5, 6, 7 & 8)
Tino Cappelletti - bass (tracks 5, 6, 7 & 8)
Dave Baker - drums (tracks 5, 6, 7 & 8)


Breve premessa by George
Il mio sodale amico Frank-One, oltre a possedere tutto e anche di più (qualunque disco lui ce l'ha)  è una  miniera di informazioni e di conoscenze di cui ben sappiamo ed è una persona attenta alle date e alle celebrazioni, come nel caso in questione. Ben vengano dischi di questo calibro e di questo livello sulla Stratosfera. Mike Bloomfield, uno dei miei miti, classe 1943, se ne è andato a soli 38 anni, lasciandosi alle spalle una carriera invidiabile costellata di grandi capolavori.
Voglio quindi ringraziare di cuore Frank-One per avere condiviso con noi questo gioiellino che ho avito il piacere di pubblicare sul nostro blog, nel rispetto della data del 15 febbraio 2021. Grazie amico mio. 

Recensione by Frank-One
Con grande emozione mi accingo a regalarvi questo “Live in Italy” uscito come Long Playing nel 1981 a nome Mike Bloomfield, non fosse altro perché questo “strano” lavoro che reca come numero di etichetta nientemeno che 0001 per la Mama Barley Records, vede nel side B, il lato elettrico, la presenza di un nostro caro amico, il mio Bluesbrother Fabio “Puma di Lambrate” Treves e la sua Treves Blues Band. Ma il motivo principale della mia emozione è che l’amico George con grande sacrificio (nota di George: non è vero! L'ho fatto con immenso piacere) è riuscito a pubblicare questo lavoro proprio nel quarantesimo anniversario della scomparsa del grande chitarrista, e vedremo non solo chitarrista, nato a Chicago solo 38 anni prima, e scomparso a San Francisco appunto il 15 febbraio 1981.


Strano disco questo che presentiamo, registrato live al Palasport di Torino il 15/9/1980 e in Castel D’Azzano (Verona) il 14/9/1980 per quanto riguarda il lato A definito "Acoustic Side", dove Bloomfield si accompagna con Margaret Edmonson e Woody Harris. Il lato B, "Electric Side", invece, è stato registrato successivamente con la Treves Blues Band, T.B.B. che vedeva la seguente formazione:
Fabio Treves, armonica – Dave Baker, batteria – Silvano Borgatta, piano – Claudio Bazzari, chitarra slide – Chuck Fryers, chitarra – Tino Cappelletti, basso.


Ma ecco la prima sorpresa: invece di cercare di descrivere il momento e l’album con mie parole, che probabilmente mai potrebbero essere all’altezza, mi permetto di donarvi le parole che Fabione, il mio fratello Fabione, ha voluto pubblicare sulla sua pagina Facebook per l’occasione:
“  Il Blues del lunedì #17 -  Nella lunga storia del Blues c’è stato un chitarrista bianco incredibilmente apprezzato ed amato dalla grande comunità nera dei musicisti dell’area acustica ed elettrica: MICHAEL BLOOMFIELD. Io cominciai a conoscerlo nella metà degli anni sessanta, quando suonava nella strepitosa band dell’armonicista Paul Butterfield. Era lui che suonava la chitarra quando la band accompagnò Bob Dylan nella sua prima storica performance elettrica al Festival di Newport del 1965. E fu lui nel 1968 ad entrare nell’Olimpo dei dischi più famosi con l’album “Super Session” inciso insieme ad altri due mostri sacri come Al Kooper e Stephen Stills. Mike era amico di tantissimi bluesmen del passato ed aiutò economicamente alcuni di loro in momenti difficili della loro vita. Nel 1980 arrivò a Milano per esibirsi al Teatro Tenda di Lampugnano. Inutile dire che mi presentai alle prove del suono del pomeriggio per scattare qualche foto e per cercare il modo di conoscerlo. Lui quando mi vide si bloccò di colpo, mi chiese se fossi un musicista e mi disse che gli ricordavo il suo amico Paul Butterfield… Quando gli risposi che Butterfield era un mio mito e che suonacchiavo anch’io l’armonica, si mise a ridere ed esclamò: “Dai, allora fammi sentire cosa sai fare e nel caso ti chiamo sul palco…”. Accennai qualche giro di blues e dopo pochi secondi lui mi fermò e mi abbracciò come un vecchio amico. “Ok, ci vediamo stasera”. Quella sera Mike suonò il piano nella prima parte del concerto e la chitarra acustica nel secondo set, accompagnato da altri due grandi musicisti: Margaret Edmonson e Woody Harris. Io pensavo che sarei stato suo ospite per un solo brano, ma dopo il brano Bloomfield si alzò, venne ad abbracciarmi e mi disse di restare e di continuare a suonare, e così con mio grande piacere rimasi sul palco per un bel po’. Dopo il concerto, quando Mike seppe che avevo una band elettrica si entusiasmò a tal punto che propose a me e al promoter di quel tour, l’amico Claudio Trotta, di registrare un vinile live durante il concerto a Torino, dove si sarebbe esibito pochi giorni dopo. Accettai subito la sua proposta e così fu registrato un ellepi a cui sono molto legato. Sapete, credo di non aver mai conosciuto un bluesman più gentile, sensibile e bravo come il caro Mike. Mi manca la sua risata contagiosa e mi mancano i suoi aneddoti nel backstage sulle leggende del blues che aveva riscoperto e fatto suonare in importanti Festival… La foto che vedete (di Guido Harari, da una pagina della storica rivista “Ciao 2001”) è uno dei ricordi più cari che ancora oggi, dopo 40 anni dalla sua scomparsa, mi emoziona fino a farmi piangere… “ #ilbluesdellunedi


Dopo queste parole io non credo di dover aggiungere altro, se non poche note sulle 2 bonus tracks che troverete in fondo agli 8 brani dell’album. Il pezzo n.9 è Mean Mistreater, un brano di un certo Morganfield, un musicista che faceva uscire le sue note da quelle...ACQUE  FANGOSE e che qui vede Fabio e Mike insieme, pubblicato nell’album della T.B.B. “Bluesfriends” del 2004, un album dove Fabio suona con tanti amici, cito Chuck Leavell, Paolo Bonfanti, Willy Deville, Roy Rogers, John Popper e molti altri. Insomma un lavoro assolutamente da scoprire per chi non lo conoscesse.


Per quanto riguarda il brano conclusivo concedetemi una piccola, 2 minuti non di più, autocelebrazione. Fabio il 9 novembre del 2008 era ospite del  mitico Roberto Caselli; i due avevano scritto nel 1989 il libro "Blues Express", nella trasmissione CANZONI a Radio Popolare. Potete ben immaginare quando Fabio mi telefonò dicendo: “Uè Frank, domenica sono ospite da Roberto, se ci sei mi fa davvero piacere”. Telefonata di prassi per correttezza a Roberto, che ovviamente nulla ebbe da obiettare, ed eccomi lì, felice di essere al fianco di due miti: di Fabio Treves ben sapete, e Roberto Caselli autore di decine di libri (100 dischi ideali per capire il Blues, Storia della canzone italiana, La storia del blues, La storia del rock in Italia…..solo per citarne alcuni), insomma vi basti una foto per comprendere tutta la mia felicità. Fabio in quell’occasione portò anche un incisione di Shake, Rattle & Roll, il brano numero 10, suonata al piano da Bloomfield e accompagnato solo dalla sua armonica. Esiste anche un video dell’evento che potete trovare sul Tubo nel TrevesBluesChannel (qui). Fabio nell’occasione, dopo aver dato la voce al cialtrone che vi scrive, raccontava storie e aneddoti su quel fantastico incontro. 


Un’ultima annotazione: quando si comprano dischi usati, come quello di oggi, a volte si trovano all’interno gadget o memorabilia vari: ed io ho avuto la fortuna di trovare la brochure che vi allego con in prima di copertina la pubblicità dei concerti di Mike Bloomfield che si sarebbero tenuti, le due pagine interne con una bella biografia del musicista americano, e in quarta una discografia scelta di Bloomfield e i futuri progetti della Barley Arts Production. 





E’ tutto, permettetemi di dire che sono molto fiero di questo lavoro, lasciatemi ringraziare l’amico George che ha dovuto condannarsi ai lavori forzati per pubblicare tutto in tempo. Lasciatemi salutare i miei amici FABIO TREVES e ROBERTO CASELLI per tutte le good vibrations regalateci, e a voi i più cari auguri di buon ascolto e che la vita vi sia amica.                                                                                    


Post By George - Words & Music by Frank-One

domenica 3 gennaio 2021

AA.VV. - Blues, Rock and Country Things - Live in Milan - 1979 (vinyl)

 

TRACKLIST:

01. Roger Belloni - Two Long Years   3:11
02. Acapulco Gold - Genesis   3:50
03. Acapulco Gold - Non Smokers Liberation Front Anthem   3:18
04. Roger Belloni - First Time I Met The Blues   3:20
05. Acapulco Gold - Don't Bogart Me   3:10 / Golden Slippers   2:33
06. Treves Blues Band - Stress Blues   7:35
07. Botti Band - My Woman Is A Sex Machine   4:40
08. Cacao - Pakistan Bar   8:20

Innanzitutto buon 2021 a tutti. La Stratosfera riapre i battenti agli inizi del nuovo anno. In questa nevosa (almeno qui ad Aosta) e triste giornata di "reclusione" in zona rossa, non c'è nulla di meglio del buon vecchio e sano blues per rinfrancare lo spirito. Avevamo già fatto cenno a questo disco in occasione del post n. 2 dedicato ai Cacao, contenente tre inediti su compilation inviati dal grande Frank-One, che ritroverete qui. Anche questo disco, pubblicato nel 1979 dalla Spaghetti Records e mai ristampato, proviene dagli immensi archivi di Frank-One. Caro amico, prima o poi vorremmo vedere qualche foto della tua collezione di vinili. Veniamo al nostro disco. I protagonisti sono, nell'ordine, Roger Belloni, gli Acapulco Gold, la Treves Blues Band, la Botti Band e, per finire, i Cacao con "Pakistan Bar" già pubblicata nel post sopracitato. A parte la Treves Blues Band che ci regala uno splendido inedito dal titolo "Stress Blues", gli altri gruppi e/o musicisti sono noti solamente nei circuiti blues e jazz. 


Iniziamo da Roger Belloni, milanese di origine, un chitarrista che si è fatto le ossa suonando nei club di Cambridge per poi approdare, a soli 19 anni, al prestigioso Folk Festival locale. Ha poi gestito un suo club in Italia ed è stato in tournée in tutta Europa fino a quando, nel corso di un impegno al Jazzland di Vienna, ha conosciuto il bluesman John Jackson che lo ha invitato negli Stati Uniti. La sua carriera è costellata di esibizioni nei club, nelle radio e nelle Tv di Italia, Messico e Svizzera, oltre che negli States. Piccolo particolare: Roger è stato selezionato dall’esperto di blues Steve La Vere (biografo di Robert Johnson) per aprire il primo Black Music Festival di San Diego e dal collezionista di dischi Lou Curtiss per tenere un workshop di chitarra con Sam Chatmon, fratellastro del leggendario Charlie Patton. Nei quasi 20 anni del suo soggiorno negli Stati Uniti, Roger è stato principalmente influenzato dal chitarrista Bill Bryant del North Carolina, allievo di Blind Boy Fuller e si è anche avventurato nel linguaggio del jazz, suonando con musicisti del calibro di Jimmie Noone, Jr. e del grande sassofonista Eugene Porter. Nel disco "Blues, Rock and Country Thing" appare con due brani, "Two Long Years" e la classica "First Time I Met The Blues", proposta da numerosi gruppi blues e bluesmen, tra  cui Chicken Shak e Buddy Guy.

Roger Belloni

Altri protagonisti dell'album sono gli Acapulco Gold (nome preso in prestito da una varietà di marijuana), un quartetto composto da Carlo Montoli alla chitarra acustica e al mandolino, Roberto G. Colombo alla voce e pedal steel (da non confondere con il Roberto Colombo di "Sfogatevi bestie" e "Botte da orbi"), Massimo Mariani alla voce e chitarra acustica e Carlo Panzalis al doppio basso. Quest'ultimo è considerato tra i migliori bassisti non professionisti con alle spalle quasi 30 anni di performance dal vivo.  Lo troveremo anche come componente del Progressive Jazz Quartet insieme a Luigi Tognoli al sax tenore, Alberto Minetti alle tastiere e Luca Colombo alla batteria. 
Il gruppo ci regala una bella versione acustica di "Genesis" di Jorma Kaukonen (la versione originale apparve su "Quah", disco realizzato da Jorma nel 1974 in collaborazione con Tom Hobson; il brano venne poi ripreso dagli Hot Tuna nel corso dei concerti live), "Non Smokers Liberation Front Anthem" e "Don't Bogart Me", quest'ultima dei Fraternity of Man", inclusa nella colonna sonora del film "Easy Rider". Segue a ruota il traditional "Golden Slippers". 

Carlo Panzalis

Roberto G. Colombo

La Treves Blues Band, capitanata dal grande Fabio Treves, non necessita di presentazioni. Come mi ha raccomandato di scrivere l'amico Frank-One, "Stress Blues" è un brano inedito, che appare solo su questa compilation. Troviamo infine la Botti Band, guidata dal chitarrista Mario Botti. Al suo fianco Massimo Meazza alla chitarra acustica e voce, Tiziano Tononi alla batteria, Franco Cristaldi al basso e altri due chitarristi (chitarra elettrica), Patrizio Ricci e Angelo Turotti. Il brano presentato (un nome un programma) composto da Meazza, si intitola "My Woman Is A Sex Machine". 
Ultima annotazione, prima di concludere: il disco, come recitano le note di copertina, è stato registrato dal vivo al Ciak di Milano nel 1979. E con questo, dopo aver ringraziato ancora una volta Frank-One, vi lascio all'ascolto dell'album. 

Fabio Treves


Post by George - Music by Frank-One

lunedì 18 maggio 2020

An Evening with The Treves Blues Band: Same (1976 - vinyl) & Live 1991 (bootleg)


TRACKLIST:

01. Born in Chicago – 3:16 (Nick Gravenites)
02. Vietnam Blues – 2:35 (Champion Jack Dupree)
03. Everything' It's Gonna Be Allright – 6:06 (Treves Blues Band)
04. Imola Street Blues – 5:57 (Treves Blues Band)
05. Breakin' Boogie – 5:26 (Tradizionale, arrangiamento: Treves Blues Band)
06. Train Time – 3:50 (Tradizionale, arrangiamento: Treves Blues Band)
07. Blues in C – 4:37 (Treves Blues Band)
08. Let' Work Together – 2:55 (Tradizionale, arrangiamento: Treves Blues Band)

Bonus Track
09. Stormy Monday Blues (live Villa Versiliana, Marina di Pietrasanta (LU), 23.08.1980)


FORMAZIONE

Fabio Treves - voce, armonica
Lino Fats Gallo - chitarra
Gerry DeSario - sassofono soprano, flauto, percussioni
Tito Branca - sassofono tenore, sassofono soprano
Vittore Andreotti - pianoforte
Walter Cazzaghi - basso
Piero Papotti - batteria


Cari amici, percorriamo nuovamente le strade del blues in compagnia della Treves Blues Band. Di Fabio Treves e del suo gruppo  abbiamo già parlato lungamente in occasione della presentazione del bootleg datato 1987 (lo ritroverete qui) registrato in un club di Aosta.  Questa volta vi propongo una bella serata ascoltando il primo storico LP del 1976 e un ottimo concerto live del 1991. 
Il disco del 1976 è tratto dal vinile e non è mai stato ristampato. Fabio Treves si affacciava sulla scena musicale italiana raccogliendo in questo disco tutto l'amore e la devozione per i grandi maestri del blues, arrangiando brani classici e scrivendone dei nuovi.(sicuramente Imola Street Blues non può che essere di Fabio Treves). Molto bello l'arrangiamento di Train Time, con l'armonica impazzita di Fabio, anche se questa versione è ben  lungi dalla grande performance di Jack Bruce contenuta nel doppio "Wheels of Fire" dei Cream datato 1968. Ho aggiunto, in chiusura, una bonus track, registrata dal vivo nel 1980, ovvero la leggendaria Stormy Monday Blues, scritta nel 1942 da Billy Ekstine e ripresa da schiere di musicisti e di gruppi blues.  La classica ciliegina sulla torta.


Serie "Bootleg" n. 308 - Treves Blues Band live in 
Muzzano Biellese (BI), dicembre 1991


TRACKLIST:

01. track 1
02. presentazione della band
03. track 3
04. track 4
05. track 5
06. track 6
07, Hallelujah I Love Her So
08. track 8
09. track 9
10. Born in Chicago
11. Kansas City
12. track 12
13. track 13
14. Caledonia
15. Cuba Blues (cut end)


Questo ottimo concerto live proviene dagli archivi dell'amico Ilario. Qui la Treves Blues Band è stata immortalata nel dicembre 1991 (la data esatta non ci è pervenuta) in uno show tenutosi in un paesino nei dintorni di Biella, Muzzano Biellese. 
Pur non essendo una registrazione di grande qualità, è comunque un documento interessante che evidenzia la potenza e l'energia  del gruppo. La durata della registrazione è esattamente di 90 minuti, che coincide con la durata della mitica C90, Prova ne è che l'ultimo brano è tagliato nella sezione finale. Ilario ha identificato solo alcuni titoli, ma non è questo che incide sulla bellezza del concerto.
Inutile ricorda che questa registrazione appare per la prima volta sul web. Grazie Ilario per averla condivisa con noi. Buon ascolto.


LINK TBB 1976
LINK TBB live 1991

Post by George - Music by George & Ilario

domenica 1 marzo 2015

Simon Luca & L'Enorme Maria - 1973 - E la mia mente?

TRACKLIST:

1. Preludio al sole che nasce - 2.41
2. Cercare di prendere il cielo - 2.36
3. E la mia mente? (Pt. 1) - 0.36
4. E poi la luce (Atto d'amore) - 4.01
5. E la mia mente? (Pt. 2) - 2.37
6. Corsa in macchina - 4.04
7. Incidente - 1.14
8. Dialogo con l'inconscio - 3.13
9. Dialogo con la morte (Pt. 1) - 2.06
10. Dialogo con la morte (Pt. 2) - 1.07
11. Lotta tra morte e uomo - 1.08
12. Risveglio - 5.45
13. Finalmente apro gli occhi - 3.43
14. Canto della donna - 2.19
15. E la mia mente? (Pt. 3) - 0.49
16. Solo - 1.36
17. Rinascita - 5.51

FORMAZIONE:

Simon Luca - chitarra, voce solista
Flavia Baldassari - voce
Claudio Bazzari - chitarra
Ronnie Jackson - chitarra
Claudio Ciampini - chitarra
Gigi Belloni - basso
Pepé Gagliardi - pianoforte
Franco Orlandini - hammond
Lucio Fabbri - violino
Fabio Treves - armonica
Flaviano Cuffari - batteria

Terza e ultima prova discografica a 33 giri targata anni '70 per il nostro Alberto Simonluca Favata, in arte Simon Luca. Ad accompagnarlo vi è ancora il gruppo aperto dell'Enorme Maria, anche se con formazione rimaneggiata rispetto al disco del 1972. Sempre ottimi musicisti tra i quali Ciampini & Jackson alle chitarre, Lucio Fabbri al violino, Fabio Treves all'armonica. L'album è sicuramente meno convincente del precedente, manca quella carica e quella determinazione che ci avevano fatto accostare Simon Luca al Joe Cocker del periodo Mad Dogs. Qui le atmosfere sono più rilassate, più orchestrate: l'album è un concept che si sviluppa su due suite, una per ogni facciata.  In ogni caso ci troviamo di fronte ad un lavoro di tutto rispetto. Lascio a voi i commenti.

Ricordo infine che l'Enorme Maria accompagnò con i cori Fausto Leali nella canzone La bandiera del sole presentata al Festival di Sanremo nel 1973. Il video è qui, su Youtube. 


Post by George

venerdì 13 febbraio 2015

Simon Luca - 1972 - Per proteggere l'enorme Maria

TRACKLIST:

01. Cuore nero
02. Tu ora
03. Venendo piano
04. Everybody's gotta drink another round with me
05. Ridammi la mia anima
06. Per proteggere l'enorme Maria
07. E.A. Poe
08. Sono un uomo
09. Mangia con me il tuo pane
10. Aleinada Rapsody

FORMAZIONE:

Simon Luca - chitarra, voce solista
Ricky Belloni - chitarra
Alberto Camerini - chitarra
Gigi Belloni - basso
Pepe Gagliardi - piano
Franco Orlandini - Hammond organ
Lucio Fabbri - violino
Fabio Treves - armonica
Ezio Malgrati - batteria
Donatella Bardi, Marco Ferradini, Eugenio Finardi, Massimo Villa - cori

Il "Mad Dogs & Englishmen" made in Italy. Non esiste altro paragone. Simon Luca, abbandonati i panni di Alberto Oro (pseudonimo degli esordi) e lasciati alle spalle i melensi e stucchevoli 45 giri degli anni '60, sforna nel 1972 uno dei migliori album rock mai incisi agli albori di quello storico decennio. L'apertura dell'album (Cuore nero) è degno del miglior Joe Cocker, voce roca e graffiante, grandi riff di chitarre elettriche, ritmo martellante, cori impetuosi. Simon Luca & Friends, primo vero open group italiano (guardate un po' chi c'è nella formazione), ci stupiscono e ci incantano. Tu ora è sostenuto dall'armonica di Fabio Treves, Venendo piano è uno strumentale dolcissimo, con intrecci delicati di chitarre acustiche, Everybody's è un breve frammento in stile country dominato dal violino di Lucio Fabbri, Ridammi la mia anima e Per proteggere l'enorme Maria sono altri due grandi capolavori. La forza e l'energia di Simon Luca/Joe Cocker emergono prepotentemente in Sono un uomo. Mangia con me il tuo pane, brano sostenuto dalle chitarre di Simon Luca, Ricky Belloni e Alberto Camerini e dall'armonica del grande Fabio Treve è forse il punto più alto dell'intero disco. La grandiosa chiusura è riservata a Aleinada Rapsody, 7 muniti e 35 di intense emozioni. Come avrete capito siamo ben lontani dai suoni prog: ci troviamo invece di fronte ad uno dei più grandi album rock sfornati sull'italico suolo in quei lontani anni (sigh!). Impensabile che nel 1972 si potesse concepire un simile capolavoro.

Se volete documentarvi su Simon Luca vi rimando senza discussioni su Wikipedia e sulla bible Italian Prog. Vale solo la pena sottolineare che la stringata discografia a 33 giri anni '70 di Simon Luca comprende solo 3 dischi: l'esordio nel 1971 con "Da tremila anni"; quindi il capolavoro "Per proteggere l'enorme Maria" (1972) e per finire "E la mia mente?" pubblicato nel 1973. L'album d'esordio non è presente nei miei archivi. Chissà se qualche anima buona lo possiede e lo vuole postare così da completare la piccola collezione. Fatecelo sapere nei commenti. Il disco del 1973 lo posteremo invece a breve sulla Stratosfera. Un filo di pazienza e sarò tutto vostro. 


Post by George