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giovedì 17 settembre 2026

RE-LOAD, RE-POST & NEW POST - Carnascialia Live in Reggio Emilia 1979 (bootleg - post originale 24.07.2012) and Carnascialia (studio album, 1979)

 

Dedichiamo questo post ai Carnascialia, (che in toscano antico significa "carnevale"), glorioso esperimento sonoro durato lo spazio di un battito di ali di farfalla. Oltre al re-upload del concerto live di Reggio Emilia del 1979, il post odierno è arricchito dalla presenza dell'unico omonimo album ufficiale del gruppo, registrato in studio, risalente anch'esso al 1979, tra l'altro non ancora presente sulla Stratosfera. Colmiamo dunque il vuoto. Ringrazio fin da subito il sodale amico CMB/Cimabue, che mi ha aiutato ad effettuare il re-upload del bootleg. Un colpo di mano non guasta mai. 

Pasquale Minieri

Re-post
Carnascialia - Live Palasport di Reggio Emilia, 22.06.1979


TRACKLIST:

01 - Intro (1:25)
02 - Equilibrio (P. Brega) (2:46)
03 - Tranquilla la città (?) (5:43)
04 - Europa Minor (16:18)
05 - Sono arrivato tardi per la festa (P. Brega) (8:07)
06 - (?) (10:25)
07 - Canzone numero uno (P. Minieri) (5:48)
08 - Kaitani (G. Vivaldi, D. Stratos) (10:37)
09 - Civi (M. Gianmarco) (8:40)
10 - Birone (A. Tavolazzi) (9:57)


FORMAZIONE:

Danilo Rea - pianoforte
Ares Tavolazzi - basso
Giulio Capiozzo - batteria
Pasquale Minieri - chitarra
Piero Brega - voce
Lucino Francisi - fisarmonica
Maurizio Giammarco - sax
Mauro Pagani - violino-mandolino-flauto
Giorgio Vivaldi - percussioni-fiati


Questo concerto live risalente al 22 giugno 1979 è a dir poco eccezionale, sia perché i Carnascialia suonarono poche volte dal vivo e solo nel 1979, sia per la presenza di autentiche guest star (Tavolazzi, Capiozzo, Pagani) nell'organico. Il bootleg venne postato da Robi e Skorpione (quest'ultimo era uno dei primi collaboratori della Stratosfera in possesso di bootleg di notevole valore) il 24 luglio 2012. Il link è inattivo da tempo e sono certo che questo re-upload farà felici molti amici della Stratosfera e non solo il "navigatore" giapponese che ce lo ha richiesto. A proposito, con un pizzico di orgoglio vorrei sottolineare che questa è l'ennesima riprova a sostegno della internazionalità del nostro blog. Comunque, se volete rileggere la pagina originale cliccate qui. La registrazione è ottima e il concerto presenta una tracklist da migliorare o meglio da completare. Se qualcuno è in grado di darci una mano sarà il benvenuto.


New post 
Carnascialia - Omonimo (LP, 1979 - official studio album)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Canzone numero uno (C'è chi batte i denti, chi prende il ritmo e ci balla sopra) – 5:58
A2.Fiocchi di neve e bruscolini – 3:05
A3. Almeisan – 9:36

Lato B
B1. Kaitain (22 ottobre 1962) – 6:58
B2. Cruzeiro Do Sul – 5:42
B3. Gamela – 6:59

Bonus track
B4. Europa minor (strumentale) - live 1979 - da "Il concerto - omaggio a Demetrio Stratos"

back LP

back CD

MUSICISTI:

Pasquale Minieri - basso elettrico, basso doppio, chitarra elettrica, chitarra acustica, voce 
(tracks A1, A3, B1, B2, B3)
Giorgio Vivaldi - percussioni, marranzano, flautino indio
Mauro Pagani - violino, mandolino (tracks B1, B2, B3)
Luciano Francisci - fisarmonica (tracks A1, A3)
Marcello Vento - batteria (track B3)
Pablo Romero - pampipes (track A2)
Walter Calloni -campanelli, percussioni
Danilo Rea - piano (track A3)
Tommaso Vittorini - sax (tracks A1, B3)
Maurizio Giammarco - sax (tracks A3, B2)
Carlo Siliotto -violino (tracks B1, B3)
Clara Murtas - voce (tracks A3, B3), Nunzia Tambara (tracks B2)
Demetrio Stratos - voce (tracks A2, B1, B2), Piero Brega (tracks A1, B3)


Unico grande capolavoro del progetto artistico Carnascialia, creatura voluta da Pasquale Minieri e Giorgio Vivaldi, con l'intento di proseguire il percorso di ricerca musicale inaugurato dai due con il Canzoniere del Lazio insieme a Carlo Siliotto, anche lui ex CdL. Tra l'altro Vivaldi, Minieri, Stratos e Calloni avevano già dato una mano a Mauro Pagani nella realizzazione del suo primo album solista pubblicato l'anno precedente. Nei Carnascialia confluiscono altri musicisti provenienti dal panorama jazz italiano, oltre ai già citati ex Canzoniere del Lazio. Ne escono  sei brani difficilmente incasellabili, a cavallo tra prog, folk, etno, avanguardia e non so cos'altro ancora. 


Il vinile, pubblicato dalla Mirto, venne ristampato in CD per la prima volta nel 1993 ad opera dell'etichetta Mercury. Dopo la registrazione dell'album il gruppo intraprese due soli tour. Uno di questi concerti è immortalato nel nostro bootleg. Per completezza ho inserito come bonus track il brano "Europa minor", una composizione di Mauro Pagani presente sul suo sopracitato primo album solista. Qui la troviamo in versione live, strumentale, suonata il 14 giugno 1979 all'Arena Civica di Milano nel concerto omaggio a Demetrio Stratos, scomparso il giorno precedente. In tale occasione la formazione dei Carnascialia (che abbiamo capito essere un collettivo "a geometria variabile") includeva Giulio Capiozzo, Teresa De Sio e Tony Esposito. Se avete notato anche nel concerto di Reggio Emilia sono presenti i due Area, Tavolazzi e Capiozzo. 


Bene, è tutto. Vi lascio all'ascolto sia del live che dell'album in studio. Alla prossima.

NEW LINK Live in Reggio Emilia 1979 (bootleg)
LINK Carnascialia - Omonimo (1979)

Re-load, Re-post and New post by George (with the help of my friend Cimabue)

giovedì 7 gennaio 2021

La Piazza- 1997- Milandè (CD)

 

 

TRACKLIST

01 Più lontano di Così            

02 Stornelli di questua di Maggio     

03 Nena mia so’ barcarolo     

04 Cattivo custode     

05 Accordo      

06 Quadriglia  

07 Mampresa

08 Donna lombarda   

09 La bella ninfa         

10 La pastora e il lupo            

11 Valzer della giostra           

12 Il sogno delle stelle           

13 Jemose bella mia  

14 Pianto di Maria

 

FORMAZIONE:

Daniele Conversa- chitarra, bandola, voce

Antonella Giallatini- percussioni, voce

Riccardo Masi- voce, organetto

Gabriele Modigliani- chitarra, voce

Sara Modigliani- voce, flauto dolce

Claudia Mortali- voce

Giuseppe Pontuali- organetto

Ospiti:

Marta Cascarano- flauto dolce (tr.1)

Michele Modigliani- fagotto (tr.1,6,9,11)

Alessandro Quarta- voce solista (tr.14)

Raffaele Rambone- chitarra elettrica (tr. 12)

 

 

Negli anni ’90 la scena folk ha un improvviso risveglio, che parte dal fenomeno delle posse, che rivalutano la forza espressiva del dialetto, fino ai gruppi alternativi che in aperta contrapposizione al mainstream e al colonialismo culturale anglo-americano riscoprono la musica della tradizione, sia esteticamente che politicamente. Sono gli anni in cui riscuotono crescenti successi gruppi come Gang (seminale il loro “Le radici e le ali”, 1990), Mau Mau, Modena City Ramblers, Folkabbestia, Parto delle nuvole pesanti, Agricantus ed altri ancora (pensiamo per esempio all’etnojazz di Daniele Sepe) che in modi e misure diverse si muovono tra passato e futuro. Anche i nomi storici si rifanno sotto: Eugenio Bennato dopo la sbandata pop riesuma il brand Musicanova e di lì a poco farà ritorno alle radici anche Teresa De Sio. Ambrogio Sparagna e Riccardo Tesi non sono più solo nomi confinati a quel ristretto gruppo di carbonari che nel decennio precedente teneva viva la fiamma delle canzoni e dei balli tradizionali: ora si lanciano in progetti arditi e collaborano con numi tutelari della canzone d’autore come Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati e Francesco De Gregori. Sono ben due le riviste (“Folk Bulletin” e “World Music”) che danno conto di questa brulicante scena che, complice anche il boom della Notte della Taranta in Puglia, sembra assurgere a nuova vita, grazie anche alla nascita di nuove etichette interamente votate a questo materiale, e a riviste (come “Avvenimenti”) e quotidiani (come “Il Manifesto”) che si lanciano in una parallela attività discografica che attinge a piene mani a questi suoni antichi che improvvisamente diventano moderni.

Insomma, c’è fermento, c’è voglia di riscoprire attraverso certa musica un modo diverso di stare insieme, di fare festa fuori dagli spazi spesso alienanti di una discoteca.



“La Piazza” nasce quando Sara Modigliani, storica voce dei primi due album del Canzoniere del Lazio, da vent’anni fuori dal giro, parla con un suo amico gastroenterologo che suonava chitarra e mandolino: “Mi sono accorta che lui e un suo amico con l’organetto facevano tutto il repertorio del Canzoniere del Lazio e mi hanno chiesto di mettere su un gruppo. Ma io non mi rendevo proprio conto che c’era qualcuno a cui piacevano quelle cose e che le suonava ancora…era come se fossero cose mie, del mio passato. E lui, mi fa: “Ma Sara, ma queste le sa un sacco di gente, voi siete stati lo spirito guida per tante persone”. Timidamente abbiamo messo su un gruppo che si chiamava La Cinciarella. Poi c’è stato un altro episodio contestuale, Claudio Papi, il mandolinista, aveva un disco, un bellissimo LP. L’ho ascoltato e alle prime note mi son detta: “Questo è quello che voglio fare”. Era un disco di Italia Ranaldi, l’unico disco fatto da lei: “Italia Ranaldi e la Sabina”. Da qui la voglia, tramite il nuovo gruppo La Piazza, di dare seguito, a metà anni '90, all'esperienza sul campo del Canzoniere del Lazio.



“Milandè” esce nel 1997 ed è il secondo lavoro di questa formazione di sette elementi che se da una parte prosegue il lavoro sulla tradizione laziale che fu del primo CdL (quello che aveva come guida spirituale Alessandro Portelli), dall’altra cerca di rinverdirla con composizioni originali, a cominciare dall’iniziale “Più lontano di così” inedito donato da Giovanna Marini (con cui la Modigliani aveva iniziato a collaborare fin dagli anni Settanta e con cui ha fondato la Scuola di Musica Popolare del Testaccio e poi la Bosio Big Band). E’ un inizio un po’ straniante, incentrato su voci polifoniche che intessono un moderno madrigale che funge da manifesto programmatico (“Più lontano di così/ più lontano di così non si può andare/ devi ritornare a terra e acqua sempre/ devi ritornare a terra”). Un pezzo meraviglioso (con un testo da antologia) che nel finale sfuma nel tradizionale calabrese “Pianto di Maria”, bissato nel finale da un altro canto rituale del venerdì santo, stavolta preso da una processione sacra a Fiuggi. 

 

Dopo questo inizio a canto spiegato, molto legato alla lezione di Giovanna Marini, ecco che fa il suo ingresso la ritmica e l’organetto con gli “Stornelli di questua di maggio” raccolti a Labro (RI). Di nuovo le voci protagoniste di “Nena mia so’ barcarolo”, anch’esso reperito in provincia di Rieti ma di origine veneta. La seguente “Cattivo custode” (anch’essa tradizionale reatina) giocata sulle due voci femminili di Sara Modigliani e Claudia Mortali, battezza con il primo verso l’album, che da qui in poi scorre felicemente tra pezzi originali, perlopiù strumentali come “La pastora e il lupo” e il “Valzer della giostra”, e brani frutto di un’intensa ricerca sulla tradizione laziale anche con il contributo di Claudio Papi. Il clima sonoro generale è molto rispettoso del materiale dando vita a un folk agreste in cui la ritmica (presente solo a tratti) è demandata a discreti tamburelli e nacchere, e in cui sono protagonisti chitarre, organetto e, naturalmente le voci, che più di una volta sono lasciate sole a testimonianza della ricca polivocalità laziale. Insomma, un viaggio che dalla tradizione sacra delle processioni devozionali ci conduce ai più profani balli sull’aia. 


 

Poco prima del “classico” della musica popolare, la ballata “Donna Lombarda” diffusa in tutto il nord Italia, nella Provenza e non solo, ecco un autentico gioiello: stiamo parlando di “Mampresa”, una canzone per metà filologica (il testo è tratto da una raccolta di canti popolari toscani del 1910) e per metà d’autore (la struggente musica è di Gabriele Modigliani), una storia di sopraffazione lontanamente memore della fiaba “Barbablù”, che però prende tutta un’altra direzione grazie alla fierezza e alla prontezza di spirito della donna che uccide l’uomo che l’aveva rapita.

 

Insomma, a nostro parere un disco notevole per fattura e per importanza culturale, un lavoro che purtroppo (a differenza del precedente “Amore piccolino fatte grande” del ’94 che era ancora più filologico), finora era quasi del tutto assente dal web. Ci sembrava dunque importante ripescarlo dai nostri scaffali e riproporlo alla vostra attenzione.

 

Buon ascolto!

 

LINK CD

 

LINK BOOKLET


 

 

sabato 22 agosto 2020

Piero Brega - 2008 - Fuori dal Paradiso


TRACKLIST:

01. Fuori dal Paradiso
02. Marinaio senza mare
03. Angelo
04. Signorina
05. Valzer di un momento
06. Vile Tanturi
07. La pippa e la bottiglia
08. Città
09. Fate la carità
10. Luce verde
11. Monte Mario
12. Acqua


MUSICISTI:

Piero Brega: voce, chitarra
Adriano Martire: voce, pianoforte, chitarra
Fernando Fera: chitarra
Ferruccio Corsi: clarinetto
Francesco Consaga: sassofono soprano, flauto traverso
Giorgio Vivaldi: percussioni
Grazia Porcino: viola
Laura Pierazzuoli: violoncello
Marcello Sirignano: violino, mandolino
Mark Hamlin: pianoforte, arrangiamento e direzione
Massimo Bartoletti: tromba, trombino
Oretta Orengo: oboe, corno inglese
Paolo Cintio: pianoforte
Piero Fortezza: batteria
Stefano Cantarano: contrabbasso


Dal momento che un nostro anonimo amico ha pubblicato il link di questo album dal titolo "Fuori dal Paradiso (2008) tra i commenti del post "Come li viandanti" (grazie!) che, ricordo, è l'opera prima come solista di Piero Brega, direi di dargli la giusta dignità postandolo sulla Stratosfera, completando così la scarna discografia (due soli album) del nostro musicista-architetto.
Senza spendermi troppo riporto l'ottima recensione scritta da Rosario Pantaleo (che ringrazio) pubblicata sul blog "L'isola della musica italiana" 


"Piero Brega negli anni settanta era uno dei componenti del Canzoniere del Lazio, ensemble di appassionati musicisti-musicologi i quali, armati di registratore, scandagliavano i ricordi dei contadini delle terre laziali invitandoli a ricordare/cantare le canzoni della loro infanzia, della tradizione contadina e popolare per poi riproporne l’essenza nei propri album e, soprattutto, nei concerti. Un operazione meritoria, quella, piena di valore e di cultura che risentiva dei desideri del tempo. Da tempo Brega ha abbandonato quegli indirizzi musicali ma non certo l’attenzione per la musica, per la ballata, per le liriche mai banali e sempre colme di sapide intuizioni e quindi, a distanza di tre anni dal precedente lavoro solista (“Come li viandanti”) era il tempo che un altro album potesse scorrere nel nostro immaginario di ascoltatori. E questo nuovo Fuori dal Paradiso non lascia indifferenti perché la voce di Brega è sempre interessante e piacevole da ascoltare e gli arrangiamenti (curati dal bravo Mark Hamlin), con strumenti vari e morbidi, coglie nel segno regalando ad ogni brano quel tocco in più che rende gradevole anche ascolti prolungati. In un tempo in cui pare che per fare colpo e carriera valgano solamente “gli effetti speciali” , un album come “Fuori dal Paradiso” colpisce per il suo senso di levità, per il suo morbido e soffuso incedere, per la sua capacità d’essere, al contempo, moderno ed antico (come la copertina del CD ben illustra), ricco di stimoli, di memorie e di visioni di futuro. Un disco autunnale, da ascoltare con calma, lasciandogli il dovuto tempo di entrare nella memoria e nel sentimento.". 
Alla prossima, cari amici, e buon ascolto



Post by George

lunedì 17 agosto 2020

Piero Brega - 2004 - Come li viandanti


TRACKLIST:

01 Quando sò morto
02 Giulia
03 San Basilio
04 Canzone numero uno
05 Sali sole
06 Tuscolana
07 Automobile
08 Gnu
09 Spezzo la mia chitarra
10 Il giardino delle persiche
11 Tranquilla la città

Bonus tracks

12. E da piccolo fanciullo incominciai
13. Non ti ricordi mamma
14. Lu rusciu te lu mare


MUSICISTI:

Piero Brega: voce e chitarra
Enzo Pietropaoli: basso
Danilo Rea: piano
Michele Ascolese: chitarre
Antonello Salis: accordion
Paolo Fresu: tromba 
Ambrogio Sparagna: organetto
Roberto Gatto: batteria
Nando Citarella: tammorra
Marcello Sirignano: violino
Gabriele Coen: clarinetto
Antonello Ricci: zampogna calabrese e cori
Elio Rivagli: batteria
Fulvio Maras: percussioni
Piero Fortezza: percussioni
Rita Marcotulli: cori
Anna Rita Colajanni: cori
Petre Quell: cori
Paolo Modugno:
Adriano Martire: chitarra e cori
Glauco Borrelli: basso


Gran bel regalo da parte del nostro amico e collaboratore Gaetano Simarco, peraltro già preannunciato prima della pausa estiva. Gaetano, oltre ad averci inviato i file del CD, con l'aggiunta di 3 bonus track, ha allegato anche le immagini delle copertine e un paio di foto live. Mi fermo qui e passo la parola a Gaetano, che ha curato la recensione di questo ottimo disco.


Piero Brega, già vocalist del Canzoniere del Lazio, Carnascialia e Malvasia (vedasi i post già pubblicati), nel 2004 debutta da solista con l’album “Come li viandanti”. Questo suo primo progetto, vincitore del Premio Ciampi 2005 per il miglior debutto discografico, prodotto dal Circolo Gianni Bosio e dal Manifesto, con la produzione artistica di Peter Quell e gli arrangiamenti di Enzo Pietropaoli, vede la presenza in sede di registrazione di un folto gruppo di insigni musicisti italiani. Tra questi Danilo Rea, Michele Ascolese, Antonello Salis, Paolo Fresu, Ambrogio Sparagna, Roberto Gatto, Nando Citarella, Gabriele Coen, Elio Rivagli, Marcello Sirignano, Rita Marcotulli, Enzo Pietropaoli, Piero Fortezza. Tutti quanti suonano in stato di grazia, con allegria e con una tecnica straordinaria e garantiscono un apporto notevole nella riuscita dell’album. Si spazia dalla canzone d’autore alla musica popolare per arrivare a forme rock/reggae/blues/rap. I testi, mai banali, dispensano una poetica profonda e straziante come nel caso di “Giulia”, “Sali sole” e "Quando sò morto" (brano d’apertura, con arrangiamento blues e testo in romanesco). Piuttosto rilassante è “Gnu” contrapposta all'allegra “Il giardino delle persiche”, alla trascinante “Spezzo la mia chitarra” e al quasi rap di “Automobile”. “Tuscolana” e “San Basilio” ci riportano al Brega già conosciuto. Risalta la versione di “Canzone numero uno” (repertorio Carnascialia) ri-arrangiata per l’occasione con un sound più corposo.

Piero Brega e Oretta Orengo # 1
In appendice ho inserito tre bonus track. Nell'ordine sono "E da piccolo fanciullo incominciai"(dall'album “Vulgus” del 2008 degli Almamegretta), "Non ti ricordi mamma" (dalla raccolta “Calendario Civile. Per una memoria laica, popolare e democratica degli italiani”) e "Lu rusciu te lu mare" (registrazione del 2008 al Teatro Ambra Jovinelli con Oretta Orengo).

Piero Brega e Oretta Orengo # 2

Post by George - Music & Words by Gaetano Simarco

domenica 28 giugno 2020

Canzoniere del Lazio - 1977 - Miradas


TRACKLIST:

01. Nu gatto come nu lione
02. Glorias
03. Zandamela (Timbilas)
04. Poeta (Borgata Camion)
05. Mogadishu


FORMAZIONE

Carla Murtas / vocals
Carlo Siliotto / vocals, violin, piano, percussion
Pasquale Minieri / guitar, bass
Maurizio Gianmarco / tenor & soprano saxes, flute, piano
Marcello Vento / drums, percussion, vocals
Giorgio Vivaldi / percussion


La prima domanda che mi pongo è questa: come abbiamo fatto a dimenticare fino ad oggi questo incredibile disco? Ero convinto che fosse presente sulla Stratosfera, ma riguardando gli archivi non l'ho proprio trovato. Pronti a rimediare. Ci troviamo di fronte al 4° album, in ordine temporale, del Canzoniere del Lazio, pubblicato nel 1977 in vinile e ristampato in CD nel 1994 e oggi fuori catalogo. "Miradas" è il disco più progressivo e avanguardistico in assoluto registrato dal gruppo e non a caso l'etichetta è la Cramps, unica eccezione nella loro discografia. "Miradas " segue a ruota "Spirito Bono", pubblicato dalla Intingo nel 1976, disco che evidenziava già la maturità artistica raggiunta dal Canzoniere: quattro soli brani, con lunghi episodi strumentali e con testi ancora legati alla tradizione. La produzione venne affidata nientemeno che a Peter Kaukonen, fratello minore del più celebre Jorma (Jefferson Airplane e Hot Tuna) che fornì anche alcuni contributi alla chitarra elettrica. Sempre nel 1976 il Canzoniere del Lazio partecipò al VI Festival del Proletariato Giovanile (un brano venne incluso nel disco compilation del Parco Lambro). Proprio nel momento in cui il successo stava per decollare, tre componenti (Brega, Cinque e Giannattasio) uscirono dal gruppo. Non fu la fine, ma la rigenerazione. 


Per le registrazioni di "Miradas" si affiancarono ai membri superstiti Carla Murtas (voce), Maurizio Giammarco (sax) e Marcello Vento, ex Alberomotore (batteria). I cinque brani, in gran parte strumentali,  vedono il trionfo delle percussioni, con  Giorgio Vivaldi, Marcello Vento e, all'occorrenza. Carlo Siliotto, impegnasti a costruire tappeti sonori dalla forte cadenza ritmica che riporta a certe sonorità africane. Il tutto condito dalla potenza e dalla versatilità del violino e del sax del duo Siliotto - Giammarco, entrambi grandi virtuosi dello strumento. Credo sia cosa buona e giusta ricordare che la produzione venne affidata a Paolo Tofani, ex Atea (e qui si spiega l'aggancio con la Cramps). Tutti i brani sono emozionanti, ma la chiusura, Mogadishu, è il capolavoro assoluto: apertura di percussioni e basso (echi dei Santana) e a seguire l'ingresso di tutti gli strumenti. Il ritmo si fa sempre più incalzante per giungere al travolgente finale con la bella voce di Carla Murtas e il violino di Carlo Siliotto in un assolo-capolavoro, 
Mamma mia, che meraviglia. Da gustare dalla prima all'ultima nota.
Buon ascolto.



Post by George

domenica 22 marzo 2020

Serie Bootleg n. 307- Piero Brega e Francesco Giannattasio- Live a Modena, 26/3/1978

Piero Brega e Francesco Giannattasio, in una registrazione RAI

TRACKLIST:

01. Tutti Ci Hanno Quarche Cosa 
02. Tanto tempo solo 
03. Saltarello emiliano 
04. Su ballu
05. Da piccolo fanciullo 
06. Sali sole 
07. Valzer di un momento 
08. Tuscolana (Intro) 
09. Tuscolana
10. Strumentale
11. Valzer per Siglinda
12. Strumentale 
13. Arpa Celtica
14. Strumentale


FORMAZIONE:
Piero Brega, voce, chitarra
Francesco Giannattasio, fisarmonica, percussioni, fiati, organetto, ghironda, arpa celtica (set presunto)

Dal nostro amico Alifib (che fu preziosissima fonte per lo storico post sul Concerto per Alceste), ci giunge questa registrazione relativa al concerto che Piero Brega e Francesco Giannattasio tennero a Modena il 26 marzo del 1978. Si tratta dunque di un’esibizione di solo qualche settimana seguente al live che i due, in compagnia di Andrea Piazza, tennero al Folkstudio di Roma (documentato qui).
Ma leggiamo quello che ci riporta Alifib che a quel concerto fu presente con il suo registratore portabile:

“Il concerto si tenne al vecchio Palasport di Modena (poco più che una grande palestra), vicino alla stazione delle corriere, in pieno centro. Brega e Giannattasio avevano lasciato da poco il Canzoniere del Lazio, nella fase intermedia che avrebbe portato alla formazione dei Malvasia e in seguito dei Carnascialia (col solo Brega, dei due), Il repertorio risente ancora moltissimo del periodo Canzoniere (nel frattempo disciolto), con nostro sommo gaudio: il CdL in quegli anni era in cima alla nostra top list di artisti italiani. Tra l’altro, li avevamo conosciuti personalmente al concerto per Alceste, tipi “giusti” anche dal punto umano e politico (e si capisce anche ascoltando i parlati fra un brano e l’altro di questo concerto). Li avevamo poi incontrati per caso in Sardegna nell’estate del 1975, noi nella nostra prima vacanza sull’isola (di molte a seguire), loro, a caccia di suoni umori per rinsanguare la loro musica, uscita ormai dal ristretto ambito laziale degli inizi, che non si perdevano una sola festa popolare (ci incontrammo almeno tre volte).
L’audio del concerto è poco più che mediocre, un po’ per la triste acustica del posto, tipica dei palasport, un po’ per al scarsa disciplina del pubblico, incoraggiato anche dai due (più che un concerto, fu una festa), e un po’ anche per gli scarsi mezzi tecnici di cui disponevo allora per registrare audience. Il nastro poi non ha aiutato (vedi il volume oscillante dei primi quattro-cinque pezzi). Un bel concerto, fra i migliori di quell’anno.”

Piero Brega

Ora, ascoltando il nastro, ci sorge il dubbio che in realtà ci fosse l’apporto di qualche altro strumentista. Ancora Alifib: 

“Che io ricordi, sul palco c’erano solo loro due, con molti strumenti, ma non saprei dirti di più (comunque nelle poche note del quaderno delle c-90 sono citati solo loro), ma non ci potrei giurare.”

E’ possibile però una soluzione intermedia, cioè che in qualche brano, per esempio nello strumentale della traccia 7,  si sia aggiunto un altro strumentista (e a questo punto facile pensare allo stesso Andrea Piazza).

A ogni modo riteniamo di essere in presenza di un documento sonoro molto utile sia a ritrovare il sapore di un’epoca in cui la ricerca popolare era vissuta in modo vivo e progressivo (come testimoniano i diversi parlati tra un pezzo e l’altro), sia per ricostruire, come ci ricorda Alifib, quella delicata fase di passaggio successivo al dissolvimento del Canzoniere del Lazio e alla creazione da lì a poco delle esperienze episodiche, ma imprescindibili, dei Malvasia (vedi QUI) e dei Carnascialia.

Francesco Giannattasio
La scaletta del concerto riproduce in parte quella già presentata al Folkstudio, con qualche variante. Da notare come Brega e Giannattasio si appoggino poco al repertorio consolidato del CdL, preferendo coraggiosamente proporre brani allora inediti ("Tuscolana" lo resterà per ben 26 anni).
Se qualcuno riesce a dare un titolo ai cinque strumentali (ammesso che ne abbiano uno), ben venga.

Per quanto riguarda la qualità sonora, non vi fate spaventare dai primi tre brani che, come ci ammoniva Alifib, denunciano alcune oscillazioni di volume: per il resto l’ascolto, per quanto sia una registrazione presa dal pubblico, è in gran parte piacevole. 

Buon ascolto a tutti, e ancora grazie all’amico Alifib per aver condiviso con noi il nastro e i suoi ricordi.


Post by Andrea de "Gli Sprassolati"

sabato 28 gennaio 2017

Special Event - ALCESTE E' CON NOI (Definitive edition) - Reggio Emilia, 12-13 luglio '75

“ALCESTE E’ CON NOI”
Reggio Emilia, 12 e 13 luglio 1975
(definitive edition)

 Piccolo preambolo: qualche mese fa avevamo pubblicato un post che ha riscosso un grande interesse sia perché andava a rispolverare un momento importante dal punto di vista storico-sociale di questo Paese (l’assassinio di Alceste Campanile, nel 1975), sia perché riportava alla luce l’evento musicale legato a questo tragico evento, un concerto che vedeva all’opera molti protagonisti della scena dell’epoca, con parecchie rarità. L’intervento dei lettori della Stratosfera, davvero encomiabili (che più sotto ringraziamo), ha permesso di chiarire alcune informazioni (titoli, artisti) rimaste oscure, di recuperare altre registrazioni di quell’evento e di riesumare delle straordinarie foto. Il Capitano ha quindi proposto all’autore di questo post di preparare un'edizione definitiva dell’evento, che risulta pressoché raddoppiata rispetto al post originale (4 CD invece che 2). Il Magnanimo Capitano per l’occasione ha risfoderato la sua proverbiale vena creativa, predisponendo la grafica dello straordinario cofanetto che ne è scaturito. Buona lettura e buon ascolto!



Nel 1975 viene ucciso Alceste Campanile, un militante di Lotta Continua. E' uno dei più noti omicidi politici dell'epoca, anche per la storia pregressa di Alceste: da giovanissimo aveva militato infatti nel Fronte della Gioventù per poi passare sull'altra sponda, fino a diventare responsabile del Circolo Ottobre di Reggio Emilia, lasciando dietro sé, ça va sans dire, diversi rancori negli ex-camerati che arrivarono ad organizzare una campagna di volantinaggio accusandolo di tradimento. Alceste Campanile viene ucciso a 22 anni, con due colpi di pistola sparati da qualcuno che doveva conoscere bene, nella notte del 12 giugno 1975. La sua morte andò ad aggiungersi alla lunga e triste lista che nello stesso anno aveva visto cadere diversi militanti, sia “rossi” che “neri”.


Le indagini apparvero fin da subito (e ti pareva) assai complicate: a una iniziale e ovvia pista nera ne segui una rossa, avallata dal padre di Alceste che accusò frange di Lotta Continua e del PCI di aver voluto la morte del figlio perché in possesso di notizie pericolose per la sinistra (a proposito dei veri fautori di un precedente rapimento). Solo nel 1999 la verità riuscì a farsi strada: Paolo Bellini, criminale comune con dei precedenti negli anni 70 in Avanguardia Nazionale,  confessò l’omicidio di Alceste Campanile, suo ex compagno nel Fronte della Gioventù. Affermò di averlo fatto salire in auto mentre Alceste faceva l’autostop, e poi, a tradimento, averlo freddato. La sentenza definitiva arrivò nel 2007. A questa vicenda, tra l'altro, sono state dedicate negli anni diverse trasmissioni televisive (Enzo Biagi, Giovanni Minoli e Carlo Lucarelli che gli ha dedicato una puntata di Blu Notte reperibile QUI).



Fatto sta che, per ricordare Alceste, il 12 e 13 luglio, a un mese dal suo assassinio, diversi Circoli Ottobre italiani (una rete legata a Lotta Continua) organizzano a Reggio Emilia, presso la ex caserma Zucchi, una due giorni di concerto (intitolata "Alceste è con noi") con molti esponenti vicini al Movimento Giovanile. In scaletta nomi anche di spicco (Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Claudio Rocchi, Canzoniere del Lazio), e poi, artisti off come Enzo del Re, un giovane Angelo Bertoli, Gualtiero Bertelli, Gaetano Liguori, il Collettivo Victor Jara ed altri ancora. Insomma un bell'happening (fortemente politicizzato, ma non poteva essere altrimenti, vista la stagione e l'occasione), oggi pochissimo ricordato, a cui parteciparono tuttavia migliaia di persone. Vi fa riferimento, di sfuggita e con qualche svista (il riferimento al disco di De Andrè appena uscito, che non è vol.III, bensì Vol.VIII), Luigi Manconi (che al tempo si occupava di musica con lo pseudonimo Simone Dessì) nel suo saggio "La musica è leggera" (Il Saggiatore, 2012), mentre non è affatto ricordato nell’altrimenti esaustivo “Anni 70, generazione Rock” di Giordano Casiraghi che non lo cita tra i festival pop dell’epoca.

 
Purtroppo, non tutti gli artisti tra quelli sopra citati sono testimoniati dalla registrazione di cui siamo in possesso (ricevuta anni fa dal sottoscritto da uno degli organizzatori, il cui nome, purtroppo, è andato perso in un'improvvida formattazione): dolorosa risulta l'assenza di nomi come Fabrizio De Andrè ed Enzo Del Re. Ma molto intrigante appare, tuttavia, ciò che ci è rimasto, di cui, per quasi la metà, siamo debitori e riconoscenti  all’amico Alifib. Abbiamo cercato di ricostruire in ordine cronologico la scaletta dei due giorni di concerto, scandendola in 4 CD, di cui ci permettiamo di segnalare alcune cose davvero notevoli.



Particolarmente interessante è il set di Francesco De Gregori, il più lungo tra quelli sopravvissuti, anche perché presenta un inedito (Roma Capitale) che testimonia una iniziale vena satirica del Principe, un brano citato dal biografo Enrico Deregibus, ma al momento, a quanto ne sappiamo, non presente in rete. Altro motivo di interesse è una Bufalo Bill ancora in divenire (uscirà sul disco l'anno seguente) con una strofa aggiunta nel finale rispetto alla versione canonica. Insomma, tutta roba che, crediamo, solleticherà l’appetito dei lettori stratosferici.

Non meno straordinario è il set di Angelo Bertoli (all’epoca si faceva ancora chiamare così) che ascolterete in chiusura. Non solo  è il più antico documento dal vivo di Bertoli reperibile in rete, ma addirittura presenta una corposa scaletta con ben 8 pezzi, testimonianza della sua prima produzione militante.  Di questi, due sono degli inediti assoluti: la tradizionale sarda “Procurate e moderare”, che anticipa di 15 anni la collaborazione sanremese con i Tazenda, e la rilettura, seppur interrotta, de “La GAP” di Dario Fo. “Marcia d’amore” risale invece ai tempi del Canzoniere del Vento Rosso. 



Tra l’altro, fu proprio nell’occasione di questo happening, ricorda il cantautore a Michele L.Straniero in un libro a lui dedicato e uscito per la serie Lato Side, che Bertoli fece la conoscenza di Alfolso Borghi, che sarà da lì in poi uno dei suoi più stretti collaboratori, firmando molte delle sue musiche.

Degno di nota e di grande interesse storico è certamente anche il set di Claudio Rocchi che propone anch’egli, come faceva talvolta al’epoca, dei pezzi inediti, quasi delle istant song, che poi non troveranno spazio nei suoi dischi.



Il resto della registrazione che vi proponiamo contempla diversi nomi della scena musicale di stampo folk e politico, intimamente legati al Movimento. Molti di essi risultano oggi abbastanza oscuri (o meglio, molto oscuri: di alcuni non c’è la minima traccia in rete), e hanno più che altro valore di documentazione storica, ma lasciateci almeno segnalare il Canzoniere Mantovano (che si avvaleva delle due fiere e intense voci soliste di Roberta Bonfiglio e Alberto Bernardelli), il Gruppo di Alternativa Popolare (composto dai giovanissimi Paolo Zanardi, Daniele Ambroggi, Franco ''Frescura'' Melis e Stefano ''Pompeo'' Denti) e il Canzoniere di Mestre (formazione effimera, se non addirittura estemporanea, composta da Mauro Bongiorno, Dario Fontanin e Manuela Taboga), che interpreta diversi brani del grande Fausto Amodei: assai commovente, visto il contesto, appare la loro interpretazione di “Per i morti di Reggio Emilia”.

 
Altri  artisti invece avevano o avranno una certa notorietà, come Gaetano Liguori, jazzista di larghe vedute, che s’inoltra in diverse improvvisazioni pianistiche, o come il Canzoniere del Lazio, presente con il set più corposo di tutto il lotto, una dilatata jam testimonianza della svolta impressa da “Lassa sta’ la me creatura”, il disco dell’anno precedente che aveva visto la rottura tra il gruppo e Alessandro Portelli. 

Una citazione a parte merita anche il Collettivo Victor Jara in cui militava un giovane David Riondino (futuro cantautore, scrittore, attore, regista, conduttore radiofonico e un’infinità di altre cose) con la sorella Chiara e Daniele Trambusti. Il loro set prevedeva dei veri e propri sketch a fondo satirico, fortemente politicizzati, in cui teatro e canzone dialogavano e si alternavano.



Prima di passare alla tracklist, consentiteci infine di riportare due episodi, forse accidentali, forse no, che collegano la figura di Alceste Campanile alla musica. 1) A Bologna, Alceste condivideva un appartamento con Giovanni Lindo Ferretti (futuro fondatore dei CCCP, CSI e PGR), a cui era molto legato, anche per via dell'attività politica. 2) Nello stesso 1975, il poeta Giovanni Raboni aderisce a un appello, rivolto a diversi poeti, della Mensa Bambini Proletari di Napoli, per sollecitare testi di canzoni per  bambini (canzoni "impegnate", per così dire). Raboni, che anni dopo collaborerà con Milva, contribuisce con "Vincenzo e il mondo", un testo che doveva essere musicato proprio da Alceste Campanile. A causa della tragica vicenda, la canzone non verrà mai incisa, anche se, come si legge sulla rivista di estrema sinistra "Ombre Rosse" del novembre '75, "alcuni suoi compagni stanno ricostruendone le note, che Alceste non aveva trascritto".



AVVERTENZA & RINGRAZIAMENTI: 

- La qualità audio, considerando tutto, è generalmente più che buona, anche se la voce talvolta soffre di troppa eco. La registrazione viene direttamente dal mixer.

- Come potrete vedere, diversi titoli e, a volte, anche alcuni cantanti/gruppi non sono ben identificati. La tracklist che anni fa mi arrivò insieme agli mp3 risulta infatti incompleta e a volte errata. Dopo la pubblicazione del primo post, gli interventi dei lettori ci hanno consentito di far luce su diversi aspetti, ma permane, ostinata, qualche zona d’ombra (segnalata con il ? o la citazione del primo verso tra virgolette), sicché rinnoviamo l’appello: se qualcuno tra i frequentatori della Stratosfera potesse aiutarci a individuare canzoni e artisti rimasti ignoti, ne saremmo ben lieti.

- Per il momento il curatore del post intende rinnovare i ringraziamenti, per alcune informazioni e chiarimenti, a Mario De Felicis, Piercarlo D'Amato e Gualtiero Bertelli. Siamo debitori anche verso Francesco, Serlunch, Antonio, Tullio Visioli e Paolo Zanardi, tutti encomiabili lettori stratosferici presenti a vario titolo in quella lontana occasione, che ci hanno aiutato, commentando il precedente post, a dissipare dubbi e correggere errori. Grazie ragazzi!

- Ma soprattutto un peana di lodi s’innalzi verso il cielo e giunga ad Alifib: a lui dobbiamo il ricordo sugli Area (protagonisti mancati dell’evento) che leggerete poco sotto e il reperimento delle meravigliose foto (opera di Adri e Giò) che corredano il post e il booklet. Ma soprattutto ad Alifib dobbiamo il fatto che queste registrazioni esistano: era lui il fonico che ha ripreso tutto e che ci ha fornito, dopo il primo post, ulteriore materiale preziosissimo che ci ha consentito, ora, di approntare questa definitive edition. Ricordatelo nelle vostre preghierine della notte.



GLI AREA- MOTIVI DI UN’ASSENZA (il ricordo di Alifib)

"Gli Area si presentarono ai cancelli di loro iniziativa, chiedendo di suonare, anche se non previsti in scaletta. Avevano suonato gratis per Lotta Continua durante tutta la campagna elettorale (quell'anno ci furono le famose elezioni del sorpasso PCI sulla DC). Quella sera chiedevano 500.000 lire di rimborso spese. Uno del nazionale di LC (il concerto era stato indetto e organizzato da LC di Reggio, ma subito preso in carico dal nazionale) si presentò sul palco per dire che gli Area chiedevano di suonare, ma solo se pagati. Ovviamente furono ingiustamente sbertucciati a furor di popolo, con fischi e insulti; a quel punto il suddetto nazionale vide la possibilità del colpaccio, e disse che anche De Andrè voleva ben 700.000 lire (era il compenso della band, già pattuito in sede di organizzazione con LC: lui avrebbe suonato gratis, ma i musicisti lavoravano per la pagnotta, e di certo non erano ricchi). Naturalmente ci fu una sollevazione anche contro Faber, reo di non essere un vero compagno ma un mercenario, e il concerto fu in serio pericolo di annullamento, che fu scongiurato solo dalla decisione di De Andrè di pagare di tasca sua la band (come raccontato da Luigi Manconi, che allora era nel nazionale di LC, nel suo libro qui citato). In quanto alla registrazione, io sono quello che se ne occupò personalmente, effettivamente viene dal mixer, anche se purtroppo la piastra fece i capricci e di gran parte della due giorni registrò solo un canale: solo in fase di recente post-produzione il canale mancante è stato ricostruito a partire da quello esistente. De Andrè non concesse la registrazione da mixer, e temo non ne esista altra fonte, perchè nessuno si era organizzato con un microfono, pensavamo non ce ne sarebbe stato bisogno (avevamo vent'anni...). Ciao".


1) Ballata per Claudio Varalli  (Canzoniere Mantovano)
2) Bandiera rossa (prova a cantare) (Canzoniere Mantovano)
3)La strategia del qualunquismo (Canzoniere Mantovano)
4) Nina (Gualtiero Bertelli)
5) “La voce…” (Claudio Rocchi)
6) “ E’ da giorni che ci penso…” (Claudio Rocchi)
7) “Conosco uno che ricatta le mie amiche..” (Claudio Rocchi)
8) “E’ pura onestà di bilancia…” (Claudio Rocchi)
9) Pablo (Francesco De Gregori)
10) Cercando un altro Egitto (Francesco De Gregori)
11) Roma Capitale (Francesco De Gregori)
12) Bufalo Bill (Francesco De Gregori)
13) Ipercarmela (Francesco De Gregori) 
14) Signor Hood (Francesco De Gregori)
15) Alice (Francesco De Gregori)
16)Domandine a proposito di Dio ("Preguntitas sobre Dios", Atahualpa Yupanqui) (Gianluigi Tartaull)
17) ¿Que dirà el Santo Padre? (Violeta Parra) (Gianluigi Tartaull)



1) Il bandito (Collettivo Victor Jara)
2) Brescia '74  (Collettivo Victor Jara)
3) Le Murate (Collettivo Victor Jara)
4) Ballata dei militari (Collettivo Victor Jara)
5) Mi piaci Fanfani (Collettivo Victor Jara)
6) “Suite dell’estremismo”: include: Per Giovanni Marini, Brescia '74, La colpa è del Diavolo,  Gag perquisizione, "Allegria Polizia" (Collettivo Victor Jara)
7) 'Ncominciai a non avé più bene in vita mia (Da Piccolo Fanciullo) (Canzoniere del Lazio)
8) Tarantella dei baraccati (Canzoniere del Lazio)
9) Procurad'e moderare barones sa tirannia (Canzoniere del Lazio)
10) Ballu/Saltarello (?) (Canzoniere del Lazio)







1) A s'andira (trad.) (Un gruppo di compagni sardi)
2) ? (Un gruppo di compagni sardi)
3) ? (Un gruppo di compagni sardi)
4) Celestino e Pagliuca Suor Diletta (?) (Canzoniere di Alessandria)
5) Parodia di Vecchio Frack (Canzoniere di Alessandria)
6) Piazza della Loggia (GAP- Gruppo di Alternativa Popolare)
7) Piano solo (Gaetano Liguori)
8)     Improvvisazione 1 (Gaetano Liguori)
9)     Improvvisazione 2 (Gaetano Liguori)
10)  Round Midnight (Gaetano Liguori)
11) Ugo Bastianini (Paolo Ricci)
12) You ‘ve got a friend (Mimmo Campanile, Paolo Ricci, Giuliano "Biafra" Iori  e Paolo Casali)
13) Everybody’s talking (Mimmo Campanile, Paolo Ricci, Giuliano "Biafra" Iori  e Paolo Casali)



1) Se non li conoscete (Canzoniere di Mestre)
2) E allora? (Canzoniere di Mestre)
3) Per i morti di Reggio Emilia (Canzoniere di Mestre)
4) "In questa nostra bella civiltà…" (?) (Canzoniere di Mestre)   
5) "Caro Fanfani" (Canzoniere di Mestre)
6) Non vincono (Angelo Bertoli)
7) Prega Crest (Prega Cristo) (Angelo Bertoli)
8) Un inseni (Un sogno) (Angelo Bertoli)
9) Procurad'e Moderare Barones Sa Tirannia (Angelo Bertoli)
10) Marcia d'amore (Angelo Bertoli)
11) L'ot ed setember (L'otto di settembre) (Angelo Bertoli)
12) La GAP ( di D. Fo, interrotta) (Angelo Bertoli)
13) Rosso colore (interrotta) (Angelo Bertoli)

LINK CD 4
LINK ART E FOTO

Post by Andrea, Alifib & Captain

P.S. by Captain: ai 4 links di Andrea ne ho aggiunto un 5° con le cover ed il lavoro ad esse legato e, soprattutto, con la raccolta originale delle bellissime foto, di cui solo una parte abbelliscono questo post. A questo proposito, vorremmo chiedere un aiuto a voi nel riconoscimento dei vari artisti: tutte le persone che sia io che Andrea avevamo interpellato prima del post non hanno saputo aiutarci, se qualcuno di voi riconosce qualcun'altro oltre a De Grgori, Rocchi ed al Collettivo Jara batta un colpo, grazie.