Visualizzazione post con etichetta Beat. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Beat. Mostra tutti i post

lunedì 24 febbraio 2025

La Messa dei Giovani: furono solo canzonette? - Barritas & Co: la trilogia (1966-1969) plus Bonus CD - Superpost

 

Parte 1 - Introduzione

Per parlare della Messa dei Giovani ho scelto come titolo più o meno provocatorio: "furono solo canzonette?" Quattro canzoncine di matrice beat oppure qualcosa di più, come ad esempio il tentativo di svecchiare la vecchia liturgia ecclesiastica ad iniziare da suoni più moderni? Forse un punto di rottura? Il fenomeno prese piede intorno alla metà degli anni '60, dove dogmi e rituali sembravano inamovibili. Molte funzioni religiose venivano ancora officiate in latino. La Messa Beat rappresentò invece la volontà dei giovani, allora in pieno cambiamento sociale, etico e musicale, di inserirsi in modo moderno e dinamico sposando i gusti musicali dell'epoca, nell'ambito della funzione religiosa. Questo fu il grande merito di una parte del mondo giovanile nel periodo 1965-1970. Il fenomeno riempì le pagine di molti quotidiani, diventando così un evento di portata nazionale, naturalmente con visioni diverse: sostenitori e detrattori combatterono ad armi pari. Ho trovato alcuni interessanti articoli che mi hanno aiutato a comporre questo post, così come ho recuperato una serie di fotografie d'epoca (a cominciare da quella sottostante). Qui i ricordi di ognuno di noi - parlo naturalmente di chi, anagraficamente, visse quel periodo - possono diventare un utile compendio a questo articolo dal taglio socio-cultutal-musicale.
Sotto il profilo squisitamente musicale vi proporrò le tre diverse versioni del disco "La Messa dei Giovani", quella originale del 1966 e le due versioni, in italiano e in inglese, realizzate dal Barritas / Berets. Infine, per non farci mancare niente, vi regalerò un bonus CD a "sorpresa". 

Una rara foto degli Angel and The Brains

Tony Face, sul suo omonimo sito, parlando della Messa Beat ricorda che "i primi a portare avanti il connubio tra sacre scritture e musica cosiddetta profana furono a metà dei 60‘s Gli Amici di Ascoli Piceno e i sardi Barritas, senza dubbio i più famosi con la loro Messa dei Giovani e con le musiche di Marcello Giombini. Oggi nelle parrocchie i canti con chitarra e altra strumentazione (organo elettrico, flauto, in alcuni casi il violino), sono molto comuni, ma allora, in una Chiesa che stava passando dal latino al linguaggio comune, era una assoluta novità". Io stesso  e qui mi lascio andare ai ricordi - ero un "ragazzo del coro" che, insieme ad altri giovani ragazzi e ragazze, cantavamo in un coro di chiesa accompagnati da chitarra e organo elettrico. 
Ma torniamo a Marcello Giombini, forse il massimo ideatore della messa beat. Già autore di colonne sonore di western all'italiana, Giombini - in collaborazione con il paroliere Giuseppe Scoponi - intuì che era il momento adatto per introdurre una veste più moderna in chiesa per attirare una gioventù in pieno fermento. Nel 1965 apparve sul mercato discografico il 45 giri Non uccidere, dei Barritas. Sempre nel 1965, il complesso Gli Amici pubblicò su etichetta Edizioni Paoline l'EP "Chinati ai tuoi piedi/Osanna nell'alto dei cieli/Ave Maria no morro" .


Giombini compose poi La Messa dei Giovani, divenuta la "messa beat" per antonomasia, eseguita per la prima volta presso l'Aula Borrominiana dell'Oratorio di San Filippo Neri alla Vallicella, il 27 aprile del 1966, alla presenza di un foltissimo pubblico e vari organi di informazione, RAI inclusa. A suonare e cantare vi erano I Barritas, Angel and the Brains e The Bumpers. Ne parleremo più avanti. Risale al 1966 la prima incisione de "La Messa dei Giovani" su LP in vinile (etichetta Ariel), nell'originaria interpretazione dei gruppi sopracitati. Come già ricordato, I Barritas realizzano in seguito un proprio LP, sempre intitolato "La Messa dei Giovani" e successivamente, con il nome The Berets, incisero la versione in inglese, con il titolo "The Mass For Peace, pubblicata negli Stati Uniti e in Inghilterra dalla Avant Garde, con produzione Clay Pitts. Rammento che quest'ultimo album è già stato pubblicato sulla Stratosfera tempo fa (2 febbraio 2016). Lo ritroverete qui. Perdonatemi se oggi, per completezza di informazione, lo riproporrò per la seconda volta. 

Marcello Giombini

Parte 2 - La prima esecuzione della Messa dei Giovani
27 aprile 1966: l'inizio della "rivoluzione musicale"
(articolo apparso su "La Porzione.it) nel 2018

"Nel 1966 la prima esecuzione della Messa Beat segnò un vero punto di svolta nella musica liturgica. In una chiesa su cui spirava il vento variabile del Concilio Vaticano II, quell’esperimento musicale divise il popolo cattolico sull'introduzione della musica leggera nella liturgia, tanto che Papa Paolo VI durante il suo difficile pontificato fu chiamato a pronunciarsi nel merito. Tra continuità o discontinuità la prima messa beat innescò indirettamente un processo spontaneo che cambiò dal basso il modo di suonare e cantare nelle parrocchie italiane. 
Guardate qui sotto il titolo di un quotidiano dell'epoca:" Urla e fischi in una chiesa di Roma per la Messa dei cantanti capelloni


Per quanto nelle originarie intenzioni dovesse essere solo un concerto, un evento per dare voce all’esigenza di un canto religioso più vicino al linguaggio e alla musica dei giovani, gli effetti a catena della prima Messa beat non tardarono a manifestarsi. L’evento diventò innanzitutto un fenomeno discografico di successo: Non solo, ma da questo momento nelle parrocchie italiane iniziò una rivoluzione pacifica destinata a segnare una svolta nella musica liturgica: un movimento orizzontale e spontaneo introdusse progressivamente e a macchia d’olio nelle chiese il costume di suonare con le chitarre e altra strumentazione "pop" tanto le canzoni tradizionali quanto quelle composte da Giombini, e, in seguito, da nuovi autori come il noto Claudio Chieffo. Questo movimento spontaneo destinato a modificare dalla “base” la musica liturgica nacque sul quel confine tra discontinuità e continuità che, da sempre, segna i momenti più importanti della storia della Chiesa 


E il concerto del 27 aprile 1966? Cosa avvenne nell'Aula Borrominiana dell'Oratorio di San Filippo Neri alla Vallicella? 
Musicisti "capelloni" con chitarre elettriche, organo e batteria suonarono nell'Aula alla presenza di . circa quattrocento persone, soprattutto giovani. Per lo meno il doppio rimase fuori, tentando di forzare l’entrata presidiata dalla polizia (NDR - un brutto vizio che segnerà anche gli anni '70). Non era un concerto rock né una manifestazione studentesca tipica di quegli anni: era la prima esecuzione della «Messa beat». Verso le 18:30 si diede inizio all’evento alla presenza di sacerdoti, musicisti, giornalisti e perfino della RAI. Prima dell’esecuzione il professor Federici, liturgista del Pontificio Istituto Liturgico e il domenicano padre Sinaldo Sinaldi, chiarirono la finalità del concerto: dare ai giovani l’opportunità di pregare cantando con la propria musica. La prima «Messa beat», quindi, non era destinata ad essere eseguita nelle chiese. Nove i brani previsti: Introito, Graduale, Credo, Offertorio, Sanctus, Pater Noster, Agnus Dei, Communio. L’esecuzione venne affidata a tre complessi italiani piuttosto conosciuti in quegli anni: i Barritas («Berretti», in dialetto sardo), i Bumpers (ossia «Paraurti») e gli Angel and The Brains («Angelo e cervelli»). Le musiche erano state composte dal già citato Maestro Marcello Giombini (1928-2003), al tempo già ex direttore del coro dell’Accademia filarmonica romana, mentre i testi erano di Giuseppe Scoponi, giornalista e autore cinematografico. 

I Bumpers suonano la Messa Beat

Leggendo le cronache del tempo, si apprende che in un primo tempo Paolo VI stesso autorizzò a Roma, nella sua diocesi, a titolo sperimentale, le «messe dei giovani». Dall’altra parte, non mancarono quanti videro un pericoloso tentativo di desacralizzazione della Messa. Nel 1970 si giunse addirittura ad un grave episodio di contestazione: durante la messa dei giovani celebrata dall’abate benedettino don Franzoni, e alla quale assistevano ben mille persone, nella basilica di San Paolo Fuori le Mura irruppe un gruppo di “tradizionalisti” per rovesciare i microfoni e strappare le chitarre dalle mani dei musicisti. Episodi simili accaddero in molte altre parrocchie italiane. Si arrivò al punto che nel 1969 lo stesso Papa Paolo VI fu il destinatario di una protesta sottoscritta da centomila persone e promossa da trentacinque musicisti italiani fra cui i direttori del conservatorio di Milano, Jacopo Napoli e del conservatorio di Bari, Nino Rota, i quali protestavano " per la forma e lo spirito della musica leggera che si andava introducendo nella liturgia e che rischiava di sollecitare gli istinti e i sensi, essendo lontana dalla spiritualità". La questione fu presa molto seriamente, tant'è che nel 1970 la Congregazione per il Culto Divino pubblicò un’istruzione, denominata Liturgicae instaurationes, con la quale si incoraggiava a «promuovere il canto liturgico con tutti i mezzi, anche usando le nuove forme musicali, rispondenti al gusto attuale» Da lì in avanti la strada era aperta


Parte 3 - Gli anni successivi

Il fenomeno dilagò in tutta Italia (e dura ancora ai giorni nostri), ma non solo: oltreoceano gli Electric Prunes, nel 1968, registrarono l'album "Mass in F Minor" traendo probabilmente spunto anche dall'esperienza italiana. Numerosi altri compositori e gruppi portarono avanti questo nuovo modo di interpretare il canto liturgico con strumenti e sonorità innovative. E' quella vasta corrente che noi della Stratosfera abbiamo etichettato come "Catto Prog", creando una apposita serie che conta numerose presenze. Tra i principali nomi legati a questo filone (molto, ma molto ricco e abbondante) troviamo Domenico Machetta, Giovanni Maria Rossi, Michele Bonfitto, i Gen Rosso, i Gen Verde e tutti gli altri Gen, Pierangelo Sequeri, Pierangelo Comi, gli Alleluia  e tantissimi altri. Lo stesso Giombini continuò a comporre nuovi canti che si diffusero in tutte le parrocchie italiane. 



Tra i gruppi che parteciparono alla prima messa beat, gli Angel and The Brains incisero un altro 45 giri sempre su tematiche religiose dedicato a San Francesco d'Assisi. Dopo il successo della prima messa beat, altri gruppi si dedicano ad analoghe esperienze o più semplicemente alla proposta di brani a sfondo religioso. Vorrei spendere una parola in più per gli Illuminati che nel loro album del 2008 "Prendi la chitarra e prega" riproposero alcuni brani di messa beat tratti dalla storica "Messa dei Giovani".

Parte 4 - Gli album

01. La Messa dei Giovani (prima edizione - 1966, vinile)


TRACKLIST:

Lato A
01. Angel and the Brains – Introito (penso pensieri di pace)
02. I Barrittas – Gloria (gloria al Signore)
03. Angel and the Brains – Graduale (con voci di gioia) 
04. The Bumpers – Credo (io credo) 

Lato B
05. Angel and the Brains – Offertorio (a te offro mio Dio) 
06. The Bumpers – Sanctus (Santo)
07. The Bumpers – Pater Noster (tu che sei nei cieli)
08. I Barrittas – Agnus Dei (Agnello di Dio) 
09. The Bumpers – Communio (rendete grazie a Dio)


Questa è la prima versione originale della "Messa dei Giovani", dove i Barritas condividono le 9 tracce con Angel and The Brains e i Bumpers. Solo due brani per i Barritas (che si rifaranno più avanti ri-registrandolo interamente), tre per gli Angel and The Brain (musicalmente i più debolini), mentre i veri dominatori sono i Bumpers con ben quattro brani, tutto sommato ingenui ma non banali. Il disco, pubblicato dalla Ariel nel 1966, venne poi ristampato in due successive occasioni, la prima nel 1968, sempre ad opera della Ariel, la seconda nel 2024 (in vinile) ad opera dell'etichetta Aberrant Records, ma solo per il mercato americano, col lungo titolo "Holy Beat! A Collection of ’60s Italian Christian Beat From the Vaults of Ariel Records". I file che trovate qui sono stati rippati direttamente dal mio vinile originale 1966. Sul web è molto difficile trovare questo disco nella sua completezza: in alcuni casi si tratta della versione dei Barritas, pur con questa copertina. In un altro caso la tracklist è incompleta. Credo - qui lo dico e qui lo nego - che questa sia la prima versione originale completa pubblicata sul web. Come già ricordato le 9 composizioni accompagnano le fasi della Messa e sostituiscono alcune invocazioni dell'assemblea. Il disco è tutt'altro che banale: siamo in piena era beat con tanto di coretti, chitarra elettrica e assoli di tastiere. "Communio", posto a chiusura del disco è un bel rock giocato su una potente base ritmica e una chitarra elettrica molto incisiva.  Non solo un documento storico ma anche una bella espressione musicale. 



02. I Barritas - La Messa dei Giovani (1968, vinile)


TRACKLIST:

Lato A
01. Introito (Penso pensieri di pace)
02. Gloria (Gloria al Signore)
03.Graduale (Con voci di gioia)
04. Credo (Io credo)
05. Offertorio (A te offro mio Dio)

Lato B
06. Sanctus (Santo) (dall'ordinarium missae con modifiche di Giuseppe Scoponi)
07. Pater noster (Tu che sei nei cieli) (dall'ordinarium missae con modifiche di Carlo Gasbarri)
08. Agnus Dei (Agnello di Dio) (dall'ordinarium missae con modifiche di Giuseppe Scoponi)
09. Communio (Rendete grazie a Dio)
10. Non uccidere (In memoria di Martin Luther King)


FORMAZIONE:

Benito Urgu - voce
Antonio Albano - chitarra solista
Giuseppe Miscali - chitarra
Antonello Salis - tastiere
Antonio Salis - basso
Antonello Cocco - batteria
 

Veniamo ora ai Barritas, unici protagonisti di questo album. Come sopra ricordato nel 1966 il sestetto sardo, guidato da Benito Urgu e Antonio Albano, venne coinvolto dal Maestro Marcello Giombini (che aveva già collaborato in precedenza con loro, firmando la musica della canzone Su e giù, sul loro terzo singolo) nella realizzazione della prima Messa beat italiana, di cui al disco pubblicato nel 1966, condiviso con The Bumpers e Angel and the Brains. Nel 1967 I Barrittas lasciarono la Ariel per firmare il contratto con la Bluebell Records e incidere il singolo Dusu amigusu. Sta di fatto che nel 1968 i Barritas registrarono nuovamente tutti i brani del precedente omonimo album per realizzarne una nuova versione con l'aggiunta di "Non uccidere" (track 10) un brano risalente al 1965. Innegabile il salto di qualità delle nuove versioni. 

front cover "Messa Folk" (1970)

L'album è stato stampato dalla Bluebell Records nel 1968 sempre in formato LP con numero di catalogo BBLP 30. Nel 1970 l'edizione della Bluebell viene ristampata in LP dalla Produttori Associati con il numero di catalogo PA/LP 30, con diversa copertina e con il titolo modificato in "Messa Folk". Infine, nel 2005, il disco "La Messa dei Giovani" è stato ristampato in versione CD, con numero di catalogo GRCD 6390, dalla Duck Record unitamente alla versione successiva in inglese dal titolo "The Mass For Peace". Nel 1970 venne anche realizzata la versione musicassetta intitolata "Messa Folf (la Messa dei Giovani) e, subito a ruota, una seconda versione Mc dal titolo "Messa Beat". Di seguito le copertine.

Mc "Messa Folf" (1970)

Mc "Messa Beat"

03. The Berets (I Barritas) - The Mass For Peace (1969, vinile)


TRACKLIST;

Side A
01. Introit (I’ll Give You Peace)
02. Gloria (Glory To The Lord)
03. Gradual (With Voices Of Joy)
04. Creed (I Believe)
05. Offertory (Father, I Offer You My Life)

Side B
06. Holy (Holy, Holy, Holy)
07. Our Father (Who Are In Heaven)
08. Lamb Of God
09. Communion (We Give Thanks To You Lord)
10. Don’t Kill (In Mermory Of Martin Luther King)


A seguito del dilagare delle messe beat anche in altri Paesi, I Barritas vennero invitati a registrare la versione inglese della loro "Messa dei Giovani". Cambiato il nome in The Berets (che significa sempre e comunque i Berretti) incisero nuovamente le 10 tracce per realizzare "The Mass For Peace", pubblicato dalla Avant Garde Records in Gran Bretagna e negli Stati Uniti nel 1969. Si tratta quindi della terza versione della messa beat, dopo quella della Ariel (1966) e della Bluebell (1968). Anche questo disco verrà stampato per la prima volta in versione CD dalla Duck record nel 2005 unitamente alla versione italiana "La Messa dei Giovani". Di seguito alcune immagini relative alla copertina.





E per concludere...

04. BONUS CD
Complesso Gli Illuminati - Prendi la chitarra e prega (2008)


TRACKLIST:

01. Sei tu la madre
02. Alleluia
03. Oggi è nato il redentor
04. Chinati ai tuoi piedi
05. Communio
06. Gloria
07. Venne un uomo
08. Gloria a Dio
09. La notte del mondo
10. Eli Eli Lamma Sabactani!
11. Il mio Signore


FORMAZIONE:

Pier Paolo De Juliis - voce
Tiziano Tarli - chitarra, organo, voce
Emanuele Sterbini - basso
Alessandro Palermo - batteria


Ho scelto di chiudere questo lungo articolo/post di stampo sociologico-musicale con il gruppo degli Illuminati (il nome è già un biglietto da visita) per una serie di ragioni: la principale è che queste registrazioni risalenti al 2008 rappresentano la continuità e l'evoluzione musicale della gloriosa "messa beat" anni 60 che qui si connota a tutti gli effetti come "messa rock". I suoni cambiano radicalmente e gli Illuminati ci regalano un album di grande rock (notare il classico quartetto chitarra, basso, batteria, voce). Addirittura il disco si chiude con una torrida cover di "My Generation" degli Who, qui intitolata "Il mio Signore". La continuità con le vecchie messe beat risiede nel fato che tutti i testi sono scritti da Marcello Giombini e che alcune tracce incluse sugli album originali sono qui riprese e riproposte in chiave rock (Alleluia, Communio, Gloria). Questo album venne ristampato in versione CD + DVD nel 2014. Gli Illuminati, una garage/psychedelic band romana che utilizzava testi religiosi, realizzò un secondo album nel 2014 intitolato "Lumen Gentium". Poi...il silenzio. Di seguito due immagini degli Illuminati in concerto.



Parte 5 - Conclusioni

Voglio concludere con la domanda iniziale: "furono solo canzonette?". La risposta è ovvia, tenuto conto che i suoni, i canti, gli strumenti utilizzati per realizzare la messa beat furono in grado di dare una forte spallata ad un sistema ecclesiastico rigido e tradizionalista poco incline ad accogliere qualsiasi forma di cambiamento. Eppure quei giovani musicisti, quei giovani autori riuscirono, se non del tutto almeno in parte nel loro intento, scomodando addirittura il Papa. A loro, a posteriori, va tutta la nostra ammirazione e la nostra riconoscenza. Potenza della musica? Forse, ma non solo. Sicuramente nella musica, ieri come oggi, le generazioni si riconoscono facendola diventare parte integrante della vita sociale o, come nella fattispecie, nell'ambito religioso.. Gli anni '60 ebbero una loro unicità. Fu la prima spinta verso i cambiamenti sociali che troverà piena maturazione nel decennio successivo. In merito alle messe dei giovani o messe beat vennero scritti anche alcuni interessanti volumetti. Se avete voglia e tempo di approfondire il tema è facile trovarli, anche sul web. Fermiamoci qui. Lasciamo spazio all'ascolto e alle vostre, sempre preziose e ben gradite, considerazioni. Alla prossima.


LINK La Messa dei Giovani (1966)
LINK I Barritas - La Messa dei Giovani (1968)
LINK The Berets - The Mass For Peace (1969)
LINK Complesso Gli Illuminati - Prendi la chitarra e prega (2008)

Post, words & music by George

lunedì 27 marzo 2023

Arrivano GLI SPETTRI - dal beat al prog (1966-1972- 2015) (post by George & Frank-One)


PARTE 1 - PREFAZIONE
Era da molto tempo che volevo dedicare una retrospettiva agli Spettri e il fatto che mi sia capitato tra le mani, grazie all'invio dei file da parte dell'amico Frank-One, il loro ultimo lavoro del 2015, ha fatto scattare la molla. Così mi sono messo di buzzo buono ad assemblare i singoli del primo periodo beat (siamo in pieni anni '60), oltre che i due album ufficiali, in modo tale da avere tra le mani la loro discografia completa. Per quanto riguarda la biografia del gruppo mi sono basato sulle informazioni contenute su Wikipedia e sul blog "Cabeza De Moog" (per quanto riguarda gli esordi) e su "Italian Prog" - un marchio di garanzia - di Augusto Croce (per il periodo progressive). In merito al periodo beat, gli Spettri erano già stati oggetto di un post risalente  a circa 10 anni fa. Vi rimando a quella pagina (qui), ma in questa sede l'elenco dei singoli è stato aggiornato. Detto questo siamo pronti al decollo.


PARTE 2 - IL PERIODO BEAT (1964-1967)
Gli Spettri si formano a Firenze nel 1964, in piena era beat, col nome "Complesso gli Spettri".  Tra il 1964 e il 1965 vi fu un proliferare di band che, sulla scia dei colossi inglesi, iniziarono a comporre brani originali oltre che incidere le classiche cover. I fondatori degli Spettri sono i fratelli Ugo e Raffaele Ponticiello (voce e chitarra), Giuliano Giunti (basso elettrico) e Ubaldo Palanti (batteria), che sarà presto sostituito da Mauro Sarti. Il suono è incredibile e le loro esibizioni non passano inosservate. Il gruppo è il primo sulla scena fiorentina ad utilizzare amplificatori per chitarra "100 watts GRS", una vera opzione rivoluzionaria, dal momento che il suono potente era ancora sconosciuto, o comunque poco utilizzato fino ad allora. Nel 1966 viene pubblicato un 45 giri per l'etichetta Corrado Tedeschi Editore, un cosiddetto split, che finisce come allegato al n. 607 della Nuova Enigmistica Tascabile, la storica N.E.T.. Il singolo contiene sul lato A la prima registrazione ufficiale del Complesso gli Spettri dal titolo "Non mi lascerai", una composizione originale di Raffaele Ponticiello e Ubaldo Palanti. Sul lato B troviamo invece un brano del gruppo "Danny e il suo Complesso" intitolato "In The Morning". 


Prima della pubblicazione di un singolo tutto a nome loro, gli Spettri devono accontentarsi della pubblicazione di altri due split, condivisi con altri artisti, entrambi pubblicati nel 1966 dalla stessa etichetta e destinati a diventare un allegato alla solita N.E.P. (se ricordate anche il primo Franco Battiato fece lo stesso percorso). Il primo dei due 45 giri contiene sul lato A "Non eri per me" del "Complesso gli Spettri" mentre sul lato B vi sono i Telstars con "Im Feeling Love"; il secondo singolo contiene invece sul lato A i Telstars con "Tu sei lontana"  e sul retro i nostri Spettri con "Come farei", una composizione dei due fratelli Ponticiello. 



Sempre sul finire del 1966 viene finalmente pubblicato dalla piccola etichetta Saphir il primo vero singolo del gruppo che contiene "Cerchiamo di capire" (lato A) / La promessa (lato B). Inutile dire che il singolo passò del tutto sotto traccia. 


L'ultimo singolo de Gli Spettri (questa la denominazione) viene pubblicato nel 1967 da un'altra piccola etichetta, la Dischi SBX, che purtroppo non si occupa della promozione, e contiene "Brivido di freddo" sul lato A e una nuova versione di "Non eri per me" sul lato B. 


Nel corso di questi anni la band si fa conoscere nell'ambito del beat italiano soprattutto per le sue esibizioni scenografiche con le quattro bare sul palco e per l'utilizzo di un carro funebre come mezzo di trasporto degli strumenti. Insomma, spettrali fino in fondo. 


TRACKLIST SINGOLI 1966-1967

01. Non mi lascerai - lato A, 1966 (allegato alla N.E.P.)
02. Non eri per me - lato A, 1966 (allegato alla N.E.P.)
03. Come farei - lato B, 1966 (allegato alla N.E.P.)
04. Cerchiamo di capire - lato A, 1966
05. La promessa - lato B, 1966)
06. Brivido di freddo - lato A, 1967
07. Non eri per me (nuova versione) - lato B, 1967


PARTE 3 - IL PERIODO PROG (1970-1972)
Nel 1968 Mauro Sarti lascia la band. Giorgio Di Ruvo (ex membro dei The Players, un gruppo rhythm and blues) e Alessio Rogai (tastiere) si uniscono al gruppo. Nel 1970 lascia, in favore di Stefano Melani. Giuseppe Nenci, bassista, già parte del gruppo per un breve periodo nel 1970. Nel 1971 il minore dei fratelli Ponticiello, Vincenzo, prende il posto di Giuseppe Nenci. Fin qui la piccola rivoluzione nell'organico degli Spettri. Ma vi è un'altra rivoluzione in arrivo: nel 1970 l'intera scena musicale sta cambiando. Il beat è oramai acqua passata e arriva l'hard rock e il progressive. Alla stregua di decine e decine di altre band, anche gli Spettri, sul palco, eseguono cover di gruppi rock (Spirit, Black Sabbath, Deep Purple). I suoi saggi sono opere sperimentali originali molto creative. Si ispirano alle band che ascoltano in quel periodo, come quelle sopra citate e come King Crimson e Colosseum. Queste influenzano fortemente ciascuno dei membri del gruppo. Hard rock e progressive: ecco le nuove fonti ispiratrici del gruppo fiorentino. 


Gli Spettri iniziano a comporre anche qualcosa di originale, in particolare la suite uscita su disco per la prima volta solo nel 2011 e proposta spesso dal vivo nei concerti tenuti tra Toscana e Lazio. Composta tra il 1970 e il 71, e registrata nel 1972, la suite, divisa in quattro parti (più una breve introduzione) parla di un uomo che cerca di trovare la sua strada attraverso una seduta spiritica. La parte musicale è un ensemble rock: chitarra elettrica e basso, batteria e organo Hammond. Questi strumenti convivono in un nuovo suono rock sperimentale, dai tratti cupi. Il gruppo include questa composizione nelle sue esibizioni live, nel corso dei loro innumerevoli concerti all'interno dei più importanti festival pop italiani, al fianco delle band più influenti del momento. Il gruppo non riesce a far uscire il disco, continuando a suonare con varie evoluzioni musicali, fino alla riscoperta e alla conseguente pubblicazione del disco da parte della Black Widow.


Spettri - 2011 - Spettri 


TRACKLIST


FORMAZIONE




PARTE 4 - LA REUNION
Francamente non so cosa abbiano fatto gli Spettri o i singoli componenti del gruppo dal 1972 fino alla reunion del 2013 e alla pubblicazione del nuovo album. Quel che è certo è che 43 anni dopo la registrazione della suite, gli Spettri si riuniscono con quattro dei componenti della prima formazione, oltre al ritorno del batterista Mauro Sarti e all'innesto del  sassofonista Matteo Biancalani. Il nuovo ensemble registra un nuovo album, "2973 - La nemica dei ricordi", pubblicato nel 2015, ancora dalla Black Widow, un concept di ottimo livello più che mai ispirato alle sonorità  degli anni 70. Contestualmente riprendono l'attività concertistica dove, sul palco, ripropongono anche la celebre suite in quattro movimenti. Passiamo allora all'ascolto dell'album e anche se non sono trascorsi i fatidici 10  anni dalla pubblicazione farò un'eccezione, giusto per completare il loro percorso musicale e valorizzarli fino all'ultima nota.  


Spettri - 2015 - "2973 La nemica dei ricordi" (CD version)


TRACKLIST:

01. Il lamento dei gabbiani - 5:37
02. La nave - 7:24
03. La profezia - 7:07
04. Onda di fuoco - 6:05
05. La nemica dei ricordi - 7:17
06. Il delfino bianco - 4:05
07. La stiva - 5:50
08. L’approdo - 4:55

Ghost Bonus Tracks (mono versions)
09. Il lamento dei gabbiani
10. La profezia
11. La stiva


FORMAZIONE:

Ugo Ponticiello - voce solista
Raffaele Ponticiello - chitarra solista
Vincenzo Ponticiello - basso
Stefano Melani - organo Hammond, Leslie GRS, Arp Odissey, piano, Mellotron, Wurlitzer
Mauro Sarti - batteria, flauto, gong
Matteo Biancalani - sax

con
Stefano Corsi - clavicembalo e arpa celtica 
Elisa Montaldo - voce solista in track 6 e cori
Belinda Sciclone, Franco Ghezzi, Roberto Buoni, Valeria Ponticiello - cori




Come prima cosa evo un grande grazie all'amico Frank-One che, come ricordato in apertura,  mi ha inviato sia i file di questo album (versione CD con 3 bonus tracks - seppur non indicate sulla back cover - rispetto alla versione vinile) e le scansioni del libretto (che trovate qui sopra). Veniamo ai contenuti del disco: 8 tracce, bonus escluse, di grande hard prog che rappresentano una vera sorpresa e una grande gioia per noi appassionati. Era da tempo che non ascoltavo un lavoro così coinvolgente, ricco di echi che riportano ai Black Sabbath (l'apertura de "Il lamento dei gabbiani" sembra uscito dall'opera prima della band inglese), a E.L. & P.,, agli Uriah Heep, ai King Crimson (La stiva ha molti richiami). Ma queste sono solo le influenze, parte del DNA di questi musicisti perché l'originalità compositiva ben si amalgama con i gloriosi suoni degli anni '70. I fratelli Ponticiello, più creativi che mai, sono accompagnati da Stefano Melani, circondato da un armamentario di tastiere e di effetti riemersi dagli anni '70 (Hammond, Leslie, Mellotron), dal ritrovato batterista Mauro Sarti (anche al flauto) e da Stefano Corsi al clavicembalo e arpa celtica. La novità risiede nella presenza di un sax, suonato da Matteo Biancalani, e da una voce femminile, quella di Elisa Montaldo. 




La Black Widow ha pubblicato questo lavoro in diverse versioni: vinile versione stereo, vinile versione mono limitata a 100 copie, CD con le 3 bonus tracks e altro ancora.


PARTE 5 - SPETTRI LIVE
Siamo quasi giunti in dirittura di arrivo. Ma possiamo forse concludere senza la presenza di una bella performance dal vivo? Certo che no, Non credo esistano, se non nei cassetti di qualche componente del gruppo, registrazioni live risalenti agli anni '70. Pertanto dobbiamo accontentarci (si fa per dire) delle registrazioni esistenti sul tubo nel periodo della reunion. Iniziamo con questo grandioso concerto del 2013. PS - Le foto le ho tratte dalla pagina Fb ufficiale della band. 


Spettri - Live at Viper Club, Firenze, 11 gennaio 2013
"Firenze Suona Prog"



TRACKLIST:

Suite del 1972
01. Introduzione
02. Prima parte - Stare solo
03. Seconda parte - Medium
04. Terza parte - Essere
05. Quarta parte - Incubo

Anteprima da "2973 - La nemica dei ricordi"
06. La nave
07. Presentazione della band



FORMAZIONE:

Ugo Ponticiello - voce solista
Raffaele Ponticiello - chitarra solista
Vincenzo Ponticiello - basso
Stefano Melani - tastiere
Mauro Sarti - batteria, flauto, gong




Il concerto, in versione integrale, è stato registrato al Viper Club di Firenze l'11 gennaio 2013 in occasione della prima edizione della rassegna "Firenze Suona Prog". E' stato pubblicato sul canale YouTube "VeroRockItalia", che ringrazio e che vi invito a visitare. Gli Spettri, in piena reunion, presentano l'intera suite del 1972, divisa in 4 parti, precedute da una lunga introduzione. Una ottima occasione per ascoltarla in versione live, piuttosto dilatata e con numerosi assoli (chitarra, batteria, tastiere). La classe no è acqua e sul palco la potenza del gruppo emerge prepotentemente. I brani si susseguono senza soluzione di continuità: per questa ragione ho evitato la loro suddivisione. Conclusa la lunga suite gli Spettri presentano "La nave", una anteprima del disco "2973" che verrà pubblicato due anni dopo. Evidentemente era già in gestazione. In conclusione vi propongo altri brani live registrati nel 2014 e 2015, tratti da "2973"


Live bonus tracks:

01. La nemica dei ricordi (live at FIM, Genova, maggio 2014)
02. La nave (live at FIM, Genova, maggio 2014)
03. Onde di fuoco (live at Club Il Giardino, Lugagnano-Verona, 2 maggio 2015)



PARTE 6 - CONCLUSIONE
Bene, siamo giunti al termine di questo lungo percorso attraverso a storia e l'evoluzione musicale degli Spettri. Inutile dire che i vostri commenti sono sempre molto graditi. Il prossimo appuntamento, almeno con me, sarà dopo il 12 aprile. Ne approfitto per farvi gli auguri di BUONA PASQUA e, naturalmente, buon ascolto.


LINK I singoli (1966-1967)
LINK Spettri (1972-2011)
LINK 2973 - La nemica dei ricordi (2015)
LINK Live at Viper Club, Firenze, 11.01.2013
LINK Live bonus tracks (2014-2015)

Post by George - Music by George & Frank-One