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lunedì 13 aprile 2026

LogoS: Asrava (CD, 2001) & L'enigma della vita (CD, 2014)


Conclusa, almeno per il momento, l'operazione "nostalgia" con il trittico dedicato al Banco del Mutuo Soccorso nel lontano 1975, ascoltiamo oggi una band di new progressive decisamente di grande interesse. Stiamo parlando dei LogoS, originari di Verona i quali hanno anche il merito di avere attivato un ottimo sito web (questo) che ci aiuterò a scoprire i segreti della loro musica. Ah, dettaglio non di secondaria importanza: grazie Osel, amico mio, per l'invio dei file di "Asrava". "L'enigma della vita" proviene invece dai miei archivi. Bene, mi sa che si profila un gran bel lavoro a quattro mani. Iniziamo col tracciare la biografia del gruppo. 

BIOGRAFIA DEI LOGOS
Si formano a Verona nel 1996 come cover band di rock progressivo italiano degli anni ’70, proponendo brani dei gruppi Le Orme e Banco del Mutuo Soccorso. In breve la band si stabilizza come quintetto attorno ai fondatori Luca Zerman (tastiere), Fabio Gaspari (basso e voce) e Alessandro Perbellini (batteria e percussioni), aggiungendo due chitarristi e iniziando ad elaborare canzoni proprie, proponendole da vivo. I riscontri ottenuti convincono il gruppo a proseguire la stesura del materiale originale che viene presto inserito nel disco d’esordio “Logos”, pubblicato nel 1999 e, come da tradizione del genere, intitolato semplicemente con il loro nome. L’album mette in mostra buoni spunti musicali e ottimi testi, tra fantasia, filosofia e spunti di riflessione, caratteristica che resterà costante anche nelle successive produzioni. 


A dispetto di una giostra di cambi di formazione abbastanza frequente a cavallo del nuovo millennio, i LogoS riescono ad impreziosire il repertorio aggiungendo cover di artisti internazionali e a comporre nuovi brani in vista del secondo album. Più che al progressive melodico degli anni ’70, grande ispiratore degli inizi, la band sembra avvicinarsi alle sonorità più heavy dei King Crimson anni ’90. Caratterizzato dalle sonorità più aggressive e cupe, dalla ritmica più presente e serrata, nel 2001 viene pubblicato “Àsrava”. Nel corso degli anni successivi il gruppo partecipa a manifestazioni importanti sui palchi veronesi e inizia la stesura di nuovi pezzi. Nel 2004 entra nella band Claudio Antolini al pianoforte, sintetizzatori e tastiere. Nel 2010 la band è in scaletta all’evento “Progressioni Sonore” e al “Verona Prog Fest“, aprendo per Il Biglietto per l’Inferno. In questa occasione i LogoS vengono premiati da Patrizio Fariselli, storico componente degli Area, come una delle band più interessanti della competizione live “Palco Libero”, organizzata dal club “Il Giardino” di Lugagnano (VR). Due anni dopo suonano ben tre concerti al suggestivo Posto Castello di Illasi (VR) e fanno da spalla ai noti The Watch per alcune serate al Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto (VR).


Nella primavera del 2014 firmano per l’etichetta Andromeda Relix con la quale pubblicano su CD e vinile l’atteso terzo album, il concept “L’enigma della vita“. Un viaggio lungo 76 minuti attraverso temi come l’universo, la vita, l’amore, la solitudine e la guerra; una ricerca verso la soluzione del più grande e nobile dei dubbi degli Esseri Umani: quale è il significato del nostro esistere, quale è “L’enigma della vita“? L’album ottiene consensi in Italia e all’estero; viene anche presentato dal vivo con significativi apprezzamenti dal pubblico. Da citare la rassegna “Progressive Melody 2014” al teatro Giovanni XXIII a Cusano Milanino (MI) e il concerto al Club Il Giardino di Verona che per l’occasione fa registrare un entusiasmante sold-out. Il gruppo partecipa nel 2015 al “Riviera Prog Festival” all’interno del F.I.M. (Fiera Internazionale della Musica) di Genova insieme a nomi di primaria importanza quali Goblin Rebirth, Cherry Five, UT New Trolls, Bernardo Lanzetti, e poi ancora al Verona Prog Fest 2015. 


Nell’estate del 2020, settantacinque anni dopo lo sgancio della bomba sulla città di Hiroshima, l’etichetta Andromeda Relix pubblica l’album con distribuzione Pick Up Records. “Sadako e le mille gru di carta”, la storia di una bambina e dei suoi origami ispirata dall'artista Marica Fasoli. Nello stesso anno esce la Deluxe Edition de "L'enigma della vita" in versione doppio CD. Il secondo contiene 6 tracce live inclusa la cover de "La porta chiusa" delle Orme. L'ultimo album pubblicato dai Logos risale al 2023 e si intitola "Bokeh". Non si tratta però di nuove registrazioni in studio. Il doppio CD raccoglie i primi due album del gruppo, "LogoS" del 1999 e "Asrava" del 2001 in versione rimasterizzata. Potete ascoltarlo in streaming su diverse piattaforme, ad iniziare da YouTube.

la front cover di Bokeh

LogoS - Asrava (CD, 2001)
(from Osel archives)


TRACKLIST:

01. Prologo
92. Ezra Pound
03. 99
04. La leggerezza della libertà
05. Asrava
06. Terra incognita
07. Epilogo

Fabio Gaspari

FORMAZIONE:

Fabio Gaspari - basso, chitarra acustica, chitarra classica, voce solista
Massimo Maoli - chitarra elettrica, chitarra acustica 12 corde, chitarra classica, pedal steel guitar
Alessandro Perbellini - batteria, voce solista
Luca Zerman - tastiere, voce solista
Simone Chiampan - effetti, rumori, diavolerie midi

Luca Zerman

"Asrava", come già ricordato, è il secondo album dei LogoS, autoprodotto, pubblicato nel 2001, due anni dopo l'omonimo disco di esordio. Venne realizzato tra agosto 2000 e gennaio 2001. Come riporta il sito della band, "LogoS Prog", "già dalla copertina, (un dipinto di Luca Zerman) che mostra un paesaggio desolato e alieno con un inquietante manichino in primo piano, si può intuire che la band ha intrapreso una diversa direzione musicale rispetto al primo album. Non più atmosfere “cosmiche” e oniriche create dalle tastiere e un delicato uso “floydiano” della steel guitar; le sonorità si sono fatte più aggressive, cupe, la ritmica è più presente e serrata. Il gruppo tende a discostarsi dal prog storico degli anni '70 per avvicinarsi a sonorità più dure, con repentini cambi di ritmo, molto vicini ai King Crimson anni '90, come nello strumentale “Ezra Pound”. Anche i testi si sono fatti più cupi; nel brano “99” si parla di una “grande e silenziosa esplosione che ha portato via tutto e tutti”. Interessante è il pezzo strumentale che dà il titolo all’album". All'interno del sito ufficiale sono riportati tutti i testi degli album. Inoltre vi informo che sul  blog "Arlequins" troverete una lunga intervista alla band, pubblicata nel 2014, in occasione dell'uscita del terzo album, Se siete interessati cliccate qui. 


"Gli “asrava”,  - giusto per capire il significato del termine -  nella dottrina buddista, sono i quattro influssi negativi che impediscono all’uomo di raggiungere l’illuminazione. Il brano è infatti suddiviso in quattro parti. “Terra incognita” è il pezzo più “diretto” dell’album, con una ritmica più semplice e regolare; evocativo il testo, che racconta di misteriose terre in attesa di essere scoperte dall’uomo. In “Asrava” vi sono due delicate canzoni acustiche: “La leggerezza della libertà” e “Epilogo”, impreziosite dalle chitarre classiche di Fabio Gaspari e Massimo Maoli. A differenza del primo album, “Asrava” è stato registrato in maniera molto accurata (ndr - il primo è un live in studio), e infatti è costato alla band mesi di duro lavoro. Dopo la pubblicazione di "Asrava", il gruppo si dedica all'attività concertistica e dovremo attendere ben 13 anni prima di vedere un nuovo lavoro. 

LogoS - L'enigma della vita (CD, 2014)
(from George archives)


TRACKLIST:

01 / 02 - Antifona / Venivo da un lungo sonno
03. In fuga
04. Alla fine dell’ultimo capitolo
05. N.a.s.
06. L’enigma della vita
07. In principio
08. Completamente estranei
09. In quale luogo si fermò il mio tempo
10. Pioggia in campagna
11. Il rumore dell’aria

back cover LP

FORMAZIONE:

Fabio Gaspari - batteria, basso
Luca Zerman - organo, mellotron, synth, voce
Claudio Antolini - pianoforte, tastiere, synth
Massimo Maoli - chitarre

Special guests:
Alessandro Perbellini - batteria in “Alla fine dell’ultimo capitolo”
Simone Bistaffa - assolo di chitarra in “Venivo da un lungo sonno”
Simone Chiampan - batteria in “In principio”
Gianbattista Bodel - voce narrante in “Il rumore dell’aria”


Nel 2014, dopo 13 anni di silenzio discografico, i LogoS pubblicano il loro terzo album, un CD contenente 11 tracce. Ancora dal sito ufficiale della band: 
“L’enigma della vita” rappresenta l’album della maturità, il felice risultato di dieci anni di creatività compositiva, attività live e vari cambi di line-up. Nel disco, oltre a Luca Zerman alle tastiere (ora cantante principale della band), Fabio Gaspari al basso (in quest’album suona anche la batteria dopo l’abbandono di Alessandro Perbellini nel 2004), e Massimo Maoli alle chitarre, suona il tastierista Claudio Antolini, che porta nel gruppo nuova linfa compositiva.

back cover CD

Le nuove composizioni oscillano fra le avvolgenti atmosfere del primo album e il tecnicismo di “Asrava”. “N.a.s.”, un lungo e complesso brano strumentale impreziosito dall’eccellente lavoro alle tastiere di Zerman e Antolini; “In principio”, dove Maoli crea con la sua 12 corde elaborati e suggestivi arpeggi; “In quale luogo si fermò il mio tempo”, un pezzo per solo pianoforte che riprende con uno stile malinconico e struggente la melodia principale di “N.a.s.” ; la title-track, che, forse, meglio di altri brani, dimostra la grande personalità musicale raggiunta dalla band. Le tastiere, pur occupando un ruolo di primo piano nell’album, non sono mai invadenti né eccessive; il lavoro alle chitarre di Maoli è anch’esso sobrio e misurato, ben lontano da certi eccessi tipici di molti chitarristi rock; Gaspari crea con il basso e la batteria un efficace ed essenziale tappeto ritmico. I testi sono lunghi ed articolati e si soffermano prevalentemente sul profondo mistero dell’esistenza umana. Come sopra ricordato, la versione Deluxe pubblicata nel 2020 è contiene 2 CD di cui uno con 6 tracce live. 
Di seguito le immagini contenute nel booklet.






Bene, siamo oramai agli sgoccioli di questa presentazione dei LogoS, un po' lunga, lo so, ma ne valeva la pena. Ancora una volta questi album dimostrano da un lato gli alti livelli raggiunti dai nostri musicisti, dall'altro il fatto che il progressive rock continua a godere di buona salute. E speriamo che continui così a lungo. Buon ascolto.


LINK Asrava (2001)
LINK L'enigma della vita (2014)

Post by George - Music by Osel & George

lunedì 19 gennaio 2026

Serie "Bootleg" n. 364 - Vittorio De Scalzi / La Storia dei New Trolls - Live (registrazioni del 1999-2000-2001)

 

TRACKLIST CD 1

Concerto Grosso # 1
01. Allegro
02. Adagio / Shadows
03. Cadenza / Andante con moto
04. Shadows (per Jimi Hendrix)

05. In St. Peter's Day

TRACKLIST CD 2:

Concerto Grosso # 2
06. Vivace
07. Andante (Most Dear lady)
08. Intro a Moderato
09. Moderato (Fare You Well Dove)

10. Le Roi Soleil
11. Il treno
12. Signore, io sono Irish
13. Quella carezza della sera


Questo concerto, in una prima fase, venne da noi datato 2013 (almeno così era datato sul canale YT dal quale venne scaricato dal nostro collaboratore Cimabue), ma grazie alle precisazioni fornite in un commento da parte di un nostro "navigatore", siamo in grado di darvi le giuste informazioni. Ve le riporto qui di seguito. Tutto il resto è stato da me cancellato

Queste registrazioni non sono del 2013 bensì del 2000/2001. Sono registrazioni prese dal Concerto Grosso Live di Vittorio De Scalzi eseguito a Torino nel 2001 per quanto riguarda i movimenti con l'orchestra. I brani invece sono presi dal live di Vittorio De Scalzi - La storia dei New Trolls registrato a Genova nel 1999-2000. Il direttore dell'orchestra era Maurizio Salvi e la formazione del gruppo comprendeva Vittorio De Scalzi, Alfio Vitanza, Roberto Tiranti, Andrea Maddalone e Mauro Sposito.


Perdonateci per questo errore. Lo abbiamo rimediato. Buon ascolto

Post by George & Cimabue

sabato 4 ottobre 2025

Le Antologie della Stratosfera vol. 56 - Stefano Palladini Trilogy: Ben venga Maggio (LP 1976) - La Stanza della Musica (LP 1978) - L'anima sarà sempice com'era (CD 2001)


Quando si parla di un musicista e compositore come Stefano Palladini ti vengono subito in mente opere di grandi poeti trasposte in musica. Una vita artistica praticamente trascorsa a musicare grandi testi e a presentarli ad un pubblico colto, accompagnato, lungo questa strada, dal sodale amico Nazario Gargano, onnipresente in tutte le produzioni discografiche. La passione per i testi poetici nacque fin dal lontano 1975, quando Stefano Palladini musicò i sonetti in romanesco di Giuseppe Gioacchino Belli in quel magnifico LP intitolato "La vita dell'omo" (già postato sulla Stratosfera nel 2023 che ritroverete  qui). I tre album oggi proposti seguono a ruota l'opera prima, arricchendo la discografia del musicista sulle pagine del nostro blog. .La discografia completa di Palladini comprende due album a suo nome, il già citato "La vita dell'omo" e "Ben venga Maggio" (1976), più quattro album con l'amico Nazario Gargano, "La stanza della musica" (1978), "Poesia in musica" (1994), "L'anima sarà semplice com'era" (2001) e "Il poeta nascosto" (2005). Oggi ci accontenteremo, si fa per dire, dei tre dischi da me selezionati, verosimilmente i più significativi, indicati nel titolo. Il suo brano più noto è sicuramente "Ben venga Maggio", tratto da una lirica di Poliziano. Aggiungo altresì che Stefano Palladini, per l'editrice ZONA, ha pubblicato i libri di poesie "Di ritorno" (2005), "Volantinaggio" (2007), "Ballate con noi" (2009) e "Canzoni usate" (2010). Ed ora spazio alla musica.

Stefano Palladini - Ben venga Maggio (LP 1976)


TRACKLIST:

Lato A
01. Ballatetta
02. La mia sera
03. Amai
04. Salvezza
05. Brindisi

Lato B
06. Ben venga Maggio
07. La tessitrice
08. The Cats Will Know
09. Voi ch'ascoltate
10. La libertà


MUSICISTI:

Stefano Palladini - voce
Nazareno Gargano - mandolino, chitarra, fisarmonica
Gianpaolo Belardinelli - mandolino, chitarra
George Sims, Olimpio Petrossi - chitarra
Alberto Visentin - tastiere
Roger Smith - basso
Franco Di Stefano - batteria


Durante il Medioevo e il Rinascimento la festa del primo maggio celebrava il ritorno della primavera ed il rifiorire della natura. Tutt'altra connotazione rispetto al valore che la giornata ha assunto nella nostra epoca. Nel Rinascimento l'arrivo del mese di maggio rappresentava il tempo degli amori e dei corteggiamenti. "Prima dello  spuntare del giorno i giovani del villaggio si addentravano nei boschi per  raccogliere fiori di campo, arbusti e rami di biancospino o di maggiociondolo. A volta passavano anche tutta la notte della vigilia nel  bosco “secondo un antico costume”. La ballata di Angelo Ambrogini detto Poliziano (1454-1494) “Ben  venga Maggio" ci offre  l’esempio di un brano in cui poesia, canto e danza celebrano il Maggio. La canzone veniva cantata in una sorta di sacra rappresentazione  processionale con tanto di carro  addobbato, ovvero il “Trionfo di  Amore” che poteva essere un cupido alato o un Sir d’Amore; il coro  delle fanciulle durante le soste nelle piazze cantava “Ben Venga Maggio…” ballando in tondo" (da Terre celtiche blog). Musicalmente ci troviamo di fronte ad un album godibilissimo, con fresche ballate che alternano a brani di maggiore intensità. L'album, pubblicato dalla RCA nel 1976 in vinile, non mi risulta essere  stato ristampato negli anni a seguire.

La Stanza della Musica - Omonimo (LP 1978)


TRACKLIST:

Lato A
01. Er giorno der giudizio - 3:00
02. Pensiero buono del mattino - 3:43
03. L'addio - 4:19
04. O vaghe montanine pasturelle - 2:52
05. Pianefforte 'e notte - 3:32

Lato B
06. Chi non è innamorato - 3:02
07. Scherzi per ventagli - 2:57
08. Definendo l'amore - 2:43
09. Rondinella pellegrina - 3:02
10. Canzone di Niccolò - 2:32
11. L'assenza - 2:40


FORMAZIONE:

Stefano Palladini - voce e chitarra classica
Giampaolo Belardinelli - voce, chitarra Ranger 12 corde, ovation
Nazario Gargano - voce, chitarra classica, mandolino, fisarmonica
Ettore De Carolis - voce, chitarra acustica "chetro" Eko, chitarra elettrica, mandolino, viola tenore Franco Coletta - basso acustico Eko, chitarra elettrica, chitarre acustiche
Adriano Giordanella - percussioni
Nicola Samale - flauto

Questo disco, che vede come protagonisti principali Palladini e Gargano, in realtà è attribuito ad un gruppo composto da ben 7 musicisti, col nome "La Stanza della Musica". L'omonimo album, pubblicato dalla Philips nel 1978, passò pressoché inosservato, rimase a lungo confinato in formato vinile finché non venne ristampato nel 2010 per essere inserito nel cofanetto "Progressive Italia gli anni '70 vol. 9 - The Universal Music Collection". Vista la presenza di musicisti provenienti da passate esperienze nei campi del prog e del folk (vedasi i due ex Chetro & Co. Ettore De Carolis agli arrangiamenti, alla chitarra acustica “Chetro”, chitarra elettrica, mandolino e viola, e Franco Coletta, al basso acustico oltre che alle chitarre acustica ed elettrica) qualcuno ha inserito l'album nel filone prog. Purtroppo, di prog se ne vede veramente pochino; non basta di certo qualche inserto di flauto o gli arpeggi delle chitarre acustiche per ascriverlo in questa categoria. Categorizzazioni a parte, l'album è molto piacevole, con belle melodie prevalentemente acustiche e ottime parti cantate. L'obiettivo è quello di mettere in musica 11 poesie, quasi tutte italiane. La scelta è piuttosto eterogenea: si va da Lorenzo de’ Medici (“Chi non è innamorato”) a Umberto Saba (“L’addio”), attraverso Arthur Rimbaud (“Pensiero buono del mattino”), Franco Sacchetti (“Vaghe montanine pasturelle”), Guido Gozzano (“L’assenza”), lo spagnolo Francisco de Quevedo Villegas (“Definendo l’amore”), Tommaso Grossi (“Rondinella pellegrina”), Giuseppe Parini (“Scherzi per ventagli”), Niccolò Machiavelli (“Canzone di Niccolò”). Ad aprire il disco, il sonetto di Gioachino Belli, “Er giorno der giudizzio”, che costituisce il collegamento ideale col precedente lavoro di Belardinelli, Palladini e Gargano.
Dal 33 giri venne estratto, nello stesso anno, un singolo contenente "Chi non è innamorato" e "Er giorno der giudizzio". Qui sotto la copertina.


Palladini e Gargano - ...L'anima sarà semplice com'era 
(CD 2001)


TRACKLIST:

01. Donne che avete intelletto d'amore (testi Dante Alighieri) - 3:45
02. Idillio (testi Giacomo Leopardi) - 4:10
03. Ad un'ignota (testo Guido Gozzano) - 3:45
04. Oh, dite che cos'è davvero amore (testo Wystan Hugh Auden) - 5:00
05. La petite promenade du poète (testo Dino Campana) - 3:10
06. Eroico furore (testo Giordano Bruno) - 4:25
07. Elegia a Maria (testo Pierre de Ronsard) - 4:35
08. Consolazione (testo Gabriele D'Annunzio) - 4:50
09. Mi nasconda la notte e il dolce vento (testo Sandro Penna) - 2:30
10. Il sogno della povera Susan (testo William Wordsworth) - 4:33
11. Parole (testo Umberto Saba) - 3:45
12. La serenata (testo Giuseppe Gioachino Belli) - 4:05


MUSICISTI:

Stefano Palladini - voce, chitarra classica, chitarra acustica 6 e 12 corde
Nazario Gargano - voce, chitarra classica, mandolino, fisarmonica
Pierluigi Campili - piano, tastiere, cori
  – Umberto Vitiello - percussioni, congas, bongos, timbales, caxixi, dholak, cajón, talking drum, rintocchi, effetti, cori
Cori - Annie Robert, Gioacchino Gargano, Kico Fusco

La statua di Giuseppe Gioacchino Belli

Riuscire a trovare qualche foto di Palladini e Gargano è peggio che cercare il famoso ago nel pagliaio. Ripiego quindi sulle immagini di alcuni poeti scelti dai due musicisti-compositori. Dell'incontro fra i due ne abbiamo già parlato nel precedente post del 2023. Qui citerò solamente alcuni momenti salienti della loro carriera artistica.

Nel 1982 viene pubblicato un singolo contenente "Gli amori sono grandi / Arte, amore e te"

Nel 1984 e 1986, Palladini e Gargano partecipano alla rassegna biennale di Alessandria "Poesia oggi" che li vede, insieme a Paoli, Conte e Vecchioni, accanto ad alcuni fra i più significativi poeti italiani in attività come Giovanni Raboni, Giovanni Giudici, Antonio Porta e Edoardo Sanguineti.

Nel 1989 scrivono le musiche del film "Les italiens"  prodotto dalla Rai, nella cui colonna sonora sono inserite nuove poesie-canzoni su testi di Tasso, Guarini, Macedonio e del francese Voiture.

Nel 1990 tengono a battesimo a Recanati  (con Fabrizio De André, Enrico Ruggeri, Teresa De Sio e altri) il nuovo premio per cantautori "Città di Recanati", 

 Nel 1994  esce il CD "Poesia in musica", prodotto dalla CNI, una raccolta antologica dei migliori brani, con nuovi arrangiamenti e interpretazioni.

 Nel marzo 2001 il duo partecipa, con un concerto presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma, al convegno  “Cavalcanti o dell’interiorità”, organizzato dal Dipartimento di Studi Romanzi della stessa Facoltà in occasione del VII centenario della morte di Guido Cavalcanti.

 Sempre nel corso del 2001, Palladini e Gargano realizzano, con la preziosa collaborazione di bravi musicisti (Pierluigi Campili, Umberto Vitiello e Marco Vannozzi, con i quali peraltro si esibiscono in pubblico) un nuovo CD, “L’anima sarà semplice com’era”, prodotto dalla CNI, con canzoni su testi di Dante, Penna, Campana, Gozzano, Wordsworth, Auden e altri ancora tra cui Giordano Bruno. Con  quest’ultimo brano è stato anche realizzato dalla Rai  un video  programmato a lungo su Rai 1 e Rai 2, per ricordare i  400 anni dalla morte del filosofo campano avvenuta a Roma il 17 febbraio del  1600.

Giacomo Leopardi

Il CD, il penultimo della loro carriera musicale, si compone di 12 brani.  Gli autori delle poesie musicate li ho indicati tra parentesi. Le musiche sono sempre ben curate, con belle parti strumentali e corali. Forse, a lungo andare, è un disco un po' troppo "rilassato", che potrebbe risultare ripetitivo e un po' stancante. Ma questo è un giudizio assolutamente personale. Con questo è tutto. Vi lascio augurandovi il mio consueto buon ascolto.

Giordano Bruno

LINK Ben venga Maggio (1976)
LINK La Stanza della Musica (1978)
LINK ...L'anima sarà semplice com'era (2001)

Post by George

venerdì 14 marzo 2025

Submarine Silence - Omonimo (2001)


TRACKLIST:

01. The Door (1:12)
02. Bicycle Ride from Earth to Saturn (8:17)
03. Elven's Lullaby (2:26)
04. Mr. Submarine's Ordinary Day (Part 1) (8:29)
05. Winter Glows (5:06)
06. Venice, a Spooky Love Story (5:34)
07. Mr. Submarine's Ordinary Day (Part 2) (1:45)
08. Shores Where Time Stands Still (4:05)
09. Red Sun (4:01)
10. Porto di Venere (5:25)


FORMAZIONE:

 David Cremoni - 6 & 12 string acoustic guitars, electric guitars
Cristiano Roversi - e-piano, Moog, Polymoog, Mellotron, keyboards, bass pedals, producer
Emilio Pizzoccoli - drums & percussion, tambourine


Come prima cosa, assolutamente importante: ringrazio il nostro infaticabile amico e collaboratore Osel per l'invio di questi file che ci permettono di conoscere e condividere un gruppo con i controfiocchi. E ora procediamo con la scoperta dei Submarine Silence e della loro prima prova discografica risalente al 2001. L'album eponimo venne pubblicato dalla Mellow Records. Colpisce subito la copertina che ci riporta di filato all'epoca dei primi Genesis (inevitabili i richiami a Foxtrot). Guarda caso l'artwork è da attribuire nientemeno che a Paul Whitehead, autore di splendide e storiche copertine. E visto che ho citato i Genesis proprio lui è l'autore delle cover di Trespass, Nursery Cryme e Foxtrot, giusto per citarne tre. E ancora Whitehead ha creato copertine per High Tide, Van Der Graaf, Peter Hammill, ma anche per gli italiani Aldo Tagliapietra, Le Orme e Barock Project. Per farla breve i Submarine Silence si presentano con un gran bel biglietto da visita.


Cristiano Roversi

Per conoscere più da vicino la band ci affidiamo a questo interessante articolo scritto da Peppe Di Spirito, pubblicato sul sito "Arlequins".

"Cristiano Roversi (NDR - qui sulla Stratosfera) e David Cremoni, membri dei Moongarden, si cimentano in un nuovo progetto denominato Submarine Silence. Quest'album serve soprattutto a sfogare la voglia di realizzare un CD di prog sinfonico-romantico nella più comune accezione del termine. I brani, tutti strumentali, si dipanano infatti attraverso soluzioni che faranno la gioia di qualsiasi amante di gruppi quali Genesis e Camel. Certo, si tratta delle stesse influenze dei Moongarden, ma mentre questi ultimi cercano di personalizzare al massimo la loro proposta, con i Submarine Silence il tributo verso questi artisti è nettissimo. Ma, sia ben chiaro, il risultato finale è tutt'altro che scontato, essendo composto da 10 ispiratissimi brani che sono veri gioielli di romanticismo.

Davide Cremoni

I chiari riferimenti alla musica dei gruppi che influenzano questo progetto si avvertono nei tocchi banksiani di Roversi uniti alle chitarre di Cremoni, che a tratti si fa guidare dall'amore per la grazia e l'eleganza dei momenti acustici cari a Anthony Phillips, altre volte si lancia in epici solos alla Latimer. I due musicisti sono autori in coppia di tutti i brani, tranne della prima traccia "The Door", accreditata al solo Roversi e che in pratica è una breve introduzione fatta col piano elettrico. A definire la line-up c'è il batterista Emilio Pizzoccoli che collabora a questo progetto col suo drumming preciso e mai invadente, completando un meccanismo praticamente perfetto. Pur essendo un lavoro prettamente romantico, non manca qualche momento più dinamico con accenni new-prog presenti in alcune composizioni che non avrebbero affatto sfigurato su "The gates of Omega". Tuttavia, si può tranquillamente affermare che i Submarine Silence si ispirano soprattutto agli anni '70, sfruttando una produzione molto limpida e pulita, ma utilizzando anche strumenti molto in voga nei seventies come l'organo Hammond, il mellotron e le chitarre acustiche a 6 e a 12 corde. E infatti la grande delicatezza del Phillips dei primi Genesis e di "The Geese and the Ghost" viene fuori continuamente durante l'ascolto dell'album, per merito degli arpeggi acustici di Cremoni e di quei sottofondi di mellotron che colpiranno diritto al cuore i nostalgici.

Emilio Pizzoccoli

In poche parole si tratta di un album che stregherà sicuramente i molti fans del prog più romantico, lontano volutamente da qualsiasi ricerca di originalità e/o situazioni spigolose, ma capace di emozionare con una musica passionale che sarà apprezzata notevolmente da chi è alla ricerca di quel sound che ha reso popolari musicisti come Banks, Phillips, Hackett, Rutherford, Latimer, Gilmour, Rothery, etc." 

A completamento della recensione di Peppe Di Spirito evidenzio la conclusiva "Porto di Venere" con un incedere che riporta direttamente alla sezione finale di "Shadow of the Hierophant", compreso il crescendo iniziale, brano tratta dal primo album solo di Steve Hackett "Voyage of the Acolyte"
Altra annotazione: i Submarine Silence nacquero sul finire degli anni '90 da una idea del proprietario della Mellow Records, Mauro Moroni, come progetto parallelo dei già citati Moongarden di cui Roversi era il tastierista. Tra l'altro, se avete notato, nella formazione a tre manca il bassista, sostituito dai pedali Taurus utilizzati dallo stesso Roversi. 


La prima apparizione ufficiale dei Submarine Silence è sull'album "The River of Constant Change - A Tribute to Genesis" con la cover di Entangled in versione strumentale. Lo ritroverete qui, sulla Stratosfera. Dopo questo debut album del 2001 dovranno trascorrere ben 12 anni prima di poter ascoltare il seguito dal titolo "There's Something Very Strange In Her Little Room" (2013, etichetta Ma.Ra.Cash), in formazione a quattro con il cantante Ricky Tonco e il nuovo (si fa pèr dire) batterista Gigi Cavalli Cocchi. Seguiranno ancora "Joirney Through Mine" (2016), "Did Swans Ever See God?" (2020) e il recente "Atonement Of A Former Sailor Turned Painter" (2024), ancora con formazione rimaneggiata. Titoli brevi, che non si scordano...
Ho concluso. Un ultimo ringraziamento a Osel e a voi tutti auguro buon ascolto.

ANNUNCIO FINALE: 
la Stratosfera si ferma per una settimana. Appuntamento al 24 marzo.


LINK

Post by George - Music by Osel

martedì 26 novembre 2024

Le Antologie della Stratosfera vol. 53 - Periferia del Mondo - Opera Omnia (part 2)


Ed eccoci giunti alla seconda e ultima parte della presentazione dell'opera omnia della Periferia del Mondo. In sintesi, parleremo dell'ultimo album in studio del gruppo e dei concerti live all'interno di alcune compilation. Ci eravamo fermati al 2006 con l'album "Perif3ria del Mondo", poi ristampato nel 2011 con una bonus track. Nel frattempo, nel 2010 la band romana firma un contratto con la label Aereostella, etichetta milanese di proprietà di Iaia De Capitani e Franz Di Cioccio della PFM. Oltre a ristampare il terzo album, la label favorisce la partecipazione della Periferia del Mondo al Prog Exhibition, festival svoltosi il 5-6 novembre 2010 al Teatro Tendastrisce di Roma per il quarantennale della musica progressiva in Italia. Parleremo più avanti di questi concerti ascoltando il segmento della PdM. Giungiamo così al 2013, anno in cui viene pubblicato il quarto album di studio, "Nel regno dei ciechi", sempre per l'etichetta Aereostella.

Periferia del Mondo - Nel regno dei ciechi (2013)
from George archives


TRACKLIST:

01. Sakura Zensen - 5:33
02. I Need U - 4:10
03. Nel regno dei ciechi - 6:17
04. The Bridge's Resilience - 4:04
05. Purity - 6:31
06. Suburban Life - 12:43
07. A Rutta O Jelu - 7:13
08. Suburban Landscape  - 1:23
09. Alibi - 4:51


FORMAZIONE:

Alessandro Papotto - voce, flauto, percussioni
Giovanni Tommasi - chitarra
Claudio Braico - basso
Tony Zito - batteria
Bruno Vegliante - tastiere


Caspita! "Nel regno dei ciechi" è veramente un gran bel disco. Dopo quello di esordio è il mio preferito dal momento che rappresenta la svolta della band verso sonorità più dure e dirette. Cantato in buona parte in inglese, è' l'album più rock che la PdM abbia mai realizzato. Gli arrangiamenti si fanno più scarni a favore di suoni aggressivi e riff granitici, con incursioni nella musica etnica ed elettronica. I testi sono rivolti ad alcuni aspetti della società moderna e suggeriscono spunti di riflessione sull’Uomo. Come scrive Aereostella nella presentazione "Nel regno dei ciechi è un caleidoscopio di tinte, suoni e immagini sonore, come nella migliore tradizione dell’attività quasi ventennale dei cinque musicisti romani"


Di seguito alcune parti della recensione scritta da Michele Merenda sul sito "Arlequins"

"Quarto lavoro della Periferia del Mondo, che ormai porta in giro il suo nome da ben diciassette anni. Dopo tre album in cui era possibile ammirare un caleidoscopio che spaziava dal neo-prog al folk, passando per ottimi esempi di progressive sinfonico anche grazie all’apporto dei prestigiosi ospiti, “Nel regno dei ciechi” viene pubblicato per Immaginifica, “diramazione prog” della Aereostella, cioè la label di Franz Di Cioccio, celeberrimo componente della PFM. Tutti elementi che fino ad oggi hanno ulteriormente contrassegnato una forte adesione alla tradizione, esplorandola però a fondo in tutte le sue parti in modo molto attento e con grosse capacità.


Come già accennato, tutti i lavori della Periferia si sono contraddistinti per un forte eclettismo stilistico e quindi non deve stupire che dal sesto brano in poi quest’album sembri cambiare la propria vena compositiva rispetto alla parte precedente. I primi responsi degli addetti ai lavori sono stati unanimi soprattutto su un punto: i musicisti per quest’ultima fatica hanno puntato sull’impatto diretto, con riff più robusti ed un sound che nelle intenzioni sarebbe voluto essere assai più concreto. Nelle intenzioni, appunto, perché in pratica non sempre questo riesce. Nonostante tutto, c’è una sorta di “lindore” generale che dà la sensazione non troppo gradevole di assistere a dei signori distinti che di punto in bianco giocano a fare i duri… Divertente, per qualcuno. Per altri, un po’ meno. I validissimi protagonisti, quantomeno, non cadono nel ridicolo, però l’impressione è che abbiano voluto dare il colpo un po’ al cerchio ed un po’ alla botte. Volendo dare un’opinione finale, si può dire che da un lato ci sarà chi incenserà il quarto album della Periferia del Mondo come l’ennesimo lavoro professionale che porta delle novità; dall’altro, invece, ci sarà chi scorgerà una rotta che non convince fino in fondo. Entrambi i punti di vista, ad onor del vero, appaiono assolutamente oggettivi".


Con questo disco si conclude la produzione in studio della Periferia del Mondo. Dal 2013 ad oggi non è stato realizzato nessun altro lavoro. Passiamo ora alle registrazioni live. Come già preannunciato il gruppo è presente in tre compilation. La prima, in ordine cronologico, si intitola "Omaggio a Demetrio Stratos" pubblicata nel 2001 (da non confondere con il più celebre "Il Concerto - Omaggio a Demetrio Stratos" del 1979) e già proposta nel 2020 dalla Stratosfera (qui). Al fianco di artisti quali Luca Sapio, Memoria Zero, Odessa e altri ancora, la Periferia del Mondo partecipa con "Brand-Y/Arbeit Machrt Frei". Una piccola soddisfazione per un gruppo che aveva da poco pubblicato il suo primo album.

Artisti vari - Omaggio a Demetrio Stratos (2001)


01. Periferia del Mondo - Brand-Y / Arbeit Macht Frei


 Come recita il sottotitolo del CD, l'omaggio a Demetrio Stratos avviene nel corso della rassegna a concorso di gruppi rock italiani, il 3-4 luglio 1999 presso il centro sportivo Alberone di Cento (FE). La PdM propone un mix tra "Brand-y", tratta dal loro primo album "In ogni luogo, in ogni tempo" e la celebre "Arbeit Macht Frei" dall'omonimo primo LP degli Area del 1973. Risale invece al 2004 la partecipazione al Gouveia Art Rock, il progressive rock festival tenutosi in Portogallo. Il merito di questa registrazione (audio e video) va attribuito al nostro amico Adix, che ha selezionato la performance del gruppo romano.


Periferia del Mondo - Live at Gouveia Art Rock 2004 
Prog Rock Festival (2005, audio + video)
from Adix archives


TRACKLIST:

01. Luci da un universo neonato
02. Percezioni della memoria
03. Un borghese piccolo piccolo
04. Incanti e perplessità
05. Can Stop
06. Periferia del Mondo
07. Brand-Y/ Solo drums
08. Band presentation / Solo clarinet
09. L'infedele


Il nostro amico e collaboratore Adix ci aveva già regalato la scorsa settimana la registrazione audio e video della performance de La Torre dell'Alchimista al Gouveia Art Rock Festival 2004. Ora è il turno della Periferia del Mondo con un lungo set composto da ben 9 brani, praticamente un album live. Il gruppo, guidato da Papotto e Tommasi, presenta una setlist composta da brani provenienti dai primi due album eccezion fatta per "Periferia del Mondo", una anticipazione del terzo album in preparazione. Gustiamoci anche, prima di giungere alla traccia conclusiva, un bell'assolo di clarinetto da parte dell'infaticabile Alessandro Papotto. Gran bel concerto che evidenzia la potenza della band sul palcoscenico. Siamo oramai giunti alle battute finali. L'ultimo concerto live della Periferia, decisamente più succinto, è quello incluso nel box set "Prog Exhibition 2010".


Periferia del Mondo - Live Prog Exhibition
40 anni di musica immaginifica (box set, 2010)
from George archives


TRACKLIST:

01. L'infedele
02. Suite mediterranea
03. The ghost in the shell


La Aereostella, che aveva messo sotto contratto i cinque musicisti, riuscì a ritagliare uno spazio per loro all'interno dello storico "Prog Exhibition" che si svolse il 5 e 6 novembre 2010 al Teatro Tendastrisce di Roma. Da quegli epici concerti venne tratto un box set contenente 7 CD, 4 DVD e un corposo booklet. Al fianco della PdM suonarono alcuni tra i più grandi gruppi di progressive rock apparsi sulla scena musicale italiana. Tra questi Trip, Orme, Premiata Forneria Marconi, Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, Osanna, Banco del Mutuo Soccorso.  La Periferia è presente con soli tre brani, tra cui la bellissima "Suite mediterranea", brano di punta del terzo album "Perif3ria del Mondo" del 2006. 


Siamo giunti alla fine della lunga maratona con la quale abbiamo ripercorso la carriera artistica della Periferia del Mondo. Ancora un grazie ai collaboratori, Osel e Adix, che mi hanno permesso di realizzare questa lunga retrospettiva. Credo che la Periferia del Mondo si meriti questo spazio anche all'interno della Stratosfera. A voi tutti auguro buon ascolto.


LINK Nel regno dei ciechi (2013)
LINK Omaggio a Demetrio Stratos (2001)
LINK Gouveia Art Rock 2004 (2005 - audio)
LINK Gouveia Art Rock 2004 (2005 - video)
LINK Prog Exhibition (2010)

Post by George, Adix & Osel