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giovedì 13 febbraio 2025

Historic Prog Bands Live in Italy" - Capitolo 93 - Remembering Mike Ratledge (1943-2025): Soft Machine Live in Italy 1973-1974-1976 (bootlegs)


Un altro grande eroe della nostra giovinezza se ne è andato il 5 febbraio scorso all'età di 81 anni dopo una breve malattia. La notizia è stata ripresa da molte testate giornalistiche, televisive, on line e su carta stampata. Vi riporto quanto scritto su un periodico autorevole quale "RollingStone":

«È stato nei primi anni della band la spina dorsale dei Soft Machine», scrive il chitarrista del gruppo John Etheridge nel dare notizia della morte. «Era un uomo di grande intelligenza, un autore e tastierista favoloso, nonché un grande amico». Ratledge ha fatto parte dei Soft Machine dal debutto fino a "Softs" del 1976, quando ormai della formazione originale non era rimasto alcun membro. Inglese di Maidstone, nel Kent, classe 1943, aveva una formazione classica. Era quella del resto la sola musica che il padre permetteva di ascoltare in casa. A Canterbury ha conosciuto Robert Wyatt e Hugh Hopper, futuri membri chiave con lui dei Soft Machine. Prima di arrivarci, Ratledge ha suonato con Daevid Allen e con i Wilde Flowers, da cui usciranno anche i musicisti dei Caravan.

I Soft Machine nel 1967: da sinistra Kevin Ayers, Robert Wyatt, Mike Ratledge, Daevid Allen 

Nati nel 1966, i Soft Machine debuttano su album nel 1968 assicurandosi subito con la loro inclinazione al jazz e alla sperimentazione un posto di rilievo non solo nella scena progressive/psichedelica di Canterbury, ma in quella inglese, andando in tour con Andy Summers, futuro chitarrista dei Police, e stringendo amicizia e dividendo i palchi con Jimi Hendrix e Pink Floyd. Ratledge ha partecipato tra le altre cose all’incisione di "Madcap Laughs" di Syd Barrett. In una line-up che nei primi anni non contemplava lo strumento-feticcio del rock, la chitarra, Ratledge e gli altri Soft Machine hanno contribuito a dimostrare che si poteva fare quella musica, e alla grande, anche senza la sei corde.
Il suono delle sue tastiere, e volendo anche il suo look con baffoni e occhiali scuri, ha caratterizzato i primi anni del gruppo e della scena, quando usava un Lowrey dal suono distorto e fuzzy al posto dell’Hammond, che stava diventando l’organo più popolare tra i rocker. Hammond che anche Ratledge ha usato, col piano elettrico.


Dopo aver lasciato la band, dalla line-up sempre cangiante, Ratledge allaccia varie collaborazioni, anche con Mike Oldfield, e si dedica alla composizione di colonne sonore per il cinema, occupandosi anche di musiche per il teatro e la pubblicità e mantenendo un profilo basso". Era amatissimo anche in Italia, soprattutto grazie alle numerose tournée avvenute con i Soft machine nel corso degli anni ì70. Ovviamente anche il nostro blog si era già occupato tempo fa dei Soft Machine pubblicando tre interessanti concerti-bootleg, due dei quali risalenti al tour del 1972 (Bergamo e Roma qui), il terzo, da me registrato a Santhià (VC), nel 1975 (qui). in occasione del Bundles Tour.
Quest'oggi per ricordare la grande figura di Mike Ratledge e dei suoi Soft Machine vi propongo ben tre concerti registrati in periodi diversi, per la precisione nel 1973, 1974 e 1976, che dimostrano in modo significativo l'evoluzione stilistica e musicale della band. . Queste le sedi: Firenze (26 gennaio 1973), Roma (Festival di Villa Pamphili, 23 settembre 1974) e Reggio Emilia (17 febbraio 1976). Ec ora spazio alla musica. 


Concert # 1
Soft Machine Live in Florence, Teatro Astoria 
26 January 1973


TRACKLIST:

01. All White 
02. Between 
03. Stumble 
04. 37½ 
05. EPV 
06. Gesolreut 
07. Chloe and the Pirates 
08. The Soft Weed Factor 
09. Lefty 
10. Stanley Stamp's Gibbon Album 
11. Drum Solo


LINE UP:

Mike Ratledge - keyboards 
Karl Jenkins - oboe, baritone & soprano saxophones, keyboards 
Hugh Hopper - bass guitar 
John Marshall - drums & percussion


Grande concerto dalla qualità di registrazione discreta, dove il quartetto presenta in pratica l'intero album "Six". registrato sul finire del 1972 e pubblicato ufficialmente nel febbraio 1973. Ricordo che "Six" era suddiviso in due sezioni, una registrata dal vivo, l'altra in studio. Segna anche l'ingresso in formazione di Karl Jenkins ai fiati, al posto del "dimissionario" Elton Dean. Sarà anche l'ultimo album col bassista Hugh Hopper che lascerà la band subito dopo l'uscita di "Six". Questo è probabilmente uno tra ultimi concerti in cui lo possiamo ascoltare al fianco di Ratledge e compagni. Come sopra ricordato i Soft Machine percorsero per molti anni in lungo e in largo la nostra penisola. Il tour del 1973 (fonte tour dates ufficiale) toccò le seguenti località:

Gennaio
[20] Cossato - La Cossatese
[21] Cavallermaggiore - Le Cupole
[22] Bologna - Palasport
[24] Napoli - Teatro Mediterraneo
[25] Roma - Piper Club
[26] Firenze - Teatro Astoria
[28] Venezia - località sconosciuta
[29] Bergamo - Palasport
[30] Genova -Teatro Alcione
[31] Mestre - Teatro Corso

Febbraio
[01] Cardano - Nautilus Club


Il concerto, della durata di oltre 70 minuti, viene proposto senza soluzione di continuità. Per questa ragione (e ciò vale anche per i due concerti successivi) è contenuto in un solo file (albumwrap). Si tratta di un concerto di non facile ascolto, così come non facile era sicuramente "Six". Il tutto si conclude con un lungo assolo di batteria da parte di John Marshall. 


Concert # 2
Soft Machine - Rome, Villa Pamphili Festival
23 September 1974


TRACKLIST:

01. Bundles - 4:47
02. Land Of The Bag Snake - 5:02
03. Bass Solo - 3:58
04. Jam (incl. The Man Who Waived At Trains - Peff) - 11:34
05. Drum Solo - 1:02
06. Hazard Profile (Parts 1-5) - 17:18]


LINE UP

Allan Holdsworth - guitar 
Mike Ratledge - keyboards
Roy Babbington - bass guitar
John Marshall - drums & percussion
Karl Jenkins - oboe, sax, keyboards


Nel corso del 1974 i Soft Machine furono tra gli ospiti della seconda edizione del Festival di Villa Pamphili a Roma (la prima ebbe luogo nel 1972). Oltre a loro si alternarono  sul palco (l'elenco non è completo) Il Volo, Perigeo, Alberomotore, Biglietto per l'Inferno, Banco del Mutuo Soccorso, Stradaperta, Quella Vecchia Locanda, Kaleidon, Richard Benson, Amazing Blondel e Stomu Yamashta (che panel, ragazzi!!). Il concerto ha una durata di circa 45 minuti con una qualità audio più che discreta. Come potete vedere dalla line up, la formazione nel frattempo è diventata un quintetto con l'innesto di Allan Holdsworth alla chitarra, uno dei massimi protagonisti di questo concerto, e di Roy Babbington al basso elettrico in sostituzione di Hugh Hopper. Sul finire del 1973 i Soft pubblicarono "Seven", ma nessun brano viene qui proposto. La scaletta comprende invece il materiale che confluirà l'anno successivo (marzo 1975) su "Bundles", un album decisamente più rock jazz e meno ostico rispetto alle ultime due prove. 



Ad onore di cronaca voglio ricordare le date del lungo tour che nel corso del 1974 toccò numerose località italiane, da Sud a Nord (la fonte è sempre la stessa, il tour dates ufficiale, con tutti i suoi possibili errori):

 Gennaio
[03] Palermo - Teatro Biondo
[04] Catania - Teatro Ambasciatori
[07] Bari - Teatro Petruzzelli
[08] Roma - Teatro Brancaccio (2 show) [support: Perigeo]
[09] Napoli - Palasport
[10] Ancona - Teatro Metropolitan
[11] Bologna - località sconosciuta
[13] Travagliato - Supertivoli
[14] Genova - Teatro Alcione [support: Perigeo]
[15] Torino - Palasport [support: Perigeo]
[16] Treviso - Teatro Garibaldi [support: Perigeo]
[17] Firenze - Teatro Astoria [support: Perigeo]


Agosto
[04] Milano Marittima - Papagajo Club
[05] Bologna - Arena Dopolav. Ferrov.
[06] Miramare Di Rimini - L'Altro Mondo
[07] Iesolo Lido - Barbecue Music Hall
[08] Lignano Sabbiadoro - Cinecity
[09] San Mauro Mare [Forli] - Geo Club
[10] Pescara - Piscine Le Naiadi
[11] Macerata - Arena Sferisferio
[12] Pesaro - Palasport
[13] Miramare Di Rimini - L'Altro Mondo
[14] Tirrenia - Campo Sportivo

Settembre
[23] Roma - Villa Pamphili Festival


Anche la RAI si occupò di questo tour, tant'è che vennero invitati in studio per registrare dal vivo la part 1 di Hazard Profile da "Bundles". Di seguito il link per scaricare e vedere il video.

LINK VIDEO


due immagini dei Soft Machine dal vivo negli studi RAI

Concert # 3
Soft Machine - Live in Reggio Emilia, Palasport, 
17 February 1976


TRACKLIST:

01. Italian announcer (0:11)
02. The Floating World (4:26)
03. Bundles (3:43)
04, Untitled riff (3:39)
05. Out Of Season (4:36)
06. Ban Ban Caliban (8:44)
07. Aubade (1:50)
08. The Tale Of Taliesin (8:30)
09, Synthesizer solo (4:52)
10. The Man Who Waved At Trains (1:58)
11. Peff (4:06)
12. Drum solo (5:39)
13. Hazard Profile (Part 1) (6:05)
14. Hazard Profile (Part 2) (1:11)
15. Hazard Profile (Part 3) (0:26)
16. Hazard Profile (Part 4) (1:31)
17. Hazard Profile (Part 5) (5:06)
18. Song Of Aeolus (3:27)
19. The Camden Tandem (2:06)
20. One Over The Eight (4:17)


LINE UP

Karl Jenkins - keyboards 
Mike Ratledge - keyboards 
Alan Wakeman - tenor & soprano sax 
John Etheridge - guitar 
Roy Babbington - bass 
John Marshall - drums


Quello del 1976 fu l'ultimo tour di Mike Ratledge con i Soft Machine. Come potete vedere scorrendo la line up da nel contempo la formazione era ulteriormente variata diventando un sestetto. Al fianco dello storico fondatore della band di Canterbury troviamo, oltre a Jenkins (anche lui alle tastiere), Babbington (basso) e Marshall (batteria), il sassofonista Alan Wakeman (cugino di Rick, il tastierista degli Yes, qui al suo debutto nei Soft Machine) e il chitarrista John Etheridge. Questa è la formazione che aveva registrato "Softs", album che sarebbe stato pubblicato nel giugno 1976. Da notare che Alan Wakeman lascerà la formazione nel luglio dello stesso anno per unirsi alla David Essex Band. Venne temporaneamente rimpiazzato da Ray Warleigh. Questa è una rara occasione per ascoltare Wakeman in concerto con i Soft Machine.


La prima parte del concerto propone alcune tracce di "Softs", mentre la sezione finale è dedicata quasi esclusivamente a "Bundles". L'ultima traccia, "One Over The Eight" è anch'essa inclusa in "Softs". Mike Ratledge è sostanzialnente impegnato al sintetizzatore. Suo il solo della durata di quasi 5 minuti. Il concerto è veramente di alto livello: i Soft Machine hanno oramai impresso una svolta alle loro composizioni, abbandonando il jazz ortodosso del periodo "Five" e "Six" per avventurarsi - da "Bundles" in avanti - sulle strade di un jazz rock di grande fattura. A mio avviso è il miglior concerto fra i tre proposti con i suoi quasi 80 minuti di grande musica. Il file del concerto, ma potrei sbagliarmi, dovrebbe avermelo inviato tempo fa l'amico Marco Osel (solitamente Reggio Emilio è un suo feudo). Non ne sono certo ma nel dubbio lo ringrazio comunque. 


Anche in questa occasione ecco le date del tour italiano del 1976, con le approssimazioni del caso:

Febbraio
[16] Milano
[17] Reggio Emilia
[19] Trieste
[20] Vicenza
(21) Venezia
[22] Modena
[23] Roma
[24] Bologna
[25] Unknown
[27] Genova
[28] Torino
[29] Padova

Luglio
[14] Pistoia
[17] Castelfiorentino
[19] Milano
[21] Cittadella
[24] Lignano Sabbiadoro (due show)
[25] Este
[26] Miramare
[27] Milano Marittima
[31] Este

Agosto
[01] Este
[02] Porto Recannatti
[03] Cittadella
[05] Unknown
[06] Miramare
[07] Lido di Jesolo
[08] Trieste
[10] Viareggio
[11] Isola d'Elba
[14] Vieste
[15] Manfredonia
[16] Paola
[17] Salerno


Che dire, cari amici, riascoltare questi grandi concerti vuol dire farsi prendere da un pizzico di nostalgia. Spero siano anche di vostro gradimento. Un ultimo pensiero va a Mike Ratledge: grazie per le emozioni che ci hai fatto vivere e che ci hai regalato per tanti lunghi anni, Buona ascolto a voi tutti.

Mike Ratledge 1943-2025 R.I.P.

LINK Live in Florence 1973
LINK Live in Rome 1974
LINK Live in Reggio Emilia 1976

Post by George


domenica 9 febbraio 2025

In Memory of Mike Ratledge (6 maggio 1943 - 5 febbraio 2025 - R.I.P.)


Il 5 febbraio 2025 è morto a 82 anni Mike Ratledge, storico tastierista dei Soft Machine tra il 1966 e il 1976. Pianista straordinario, compositore e fondatore della storica formazione del Canterbury sound, aveva partecipato anche all'incisione di “No Good Trying” e “Love You” su "The Madcap Laughs" di Syd Barrett. Dopo le scomparse di Hugh Hopper, bassista del gruppo, del batterista John Marshall, di Elton Dean (sax e fiati) e dei compositori Daevid Allen e Kevin Ayers, restano come soli superstiti della Macchina Soffice Karl Jenkins (80 anni il prossimo 17 febbraio), Robert Wyatt, 80 anni da poco compiuti, e Roy Babbington (84) (da Ondarock)

Nei prossimi giorni la Stratosfera ricorderà la grande figura di Mike Ratledge pubblicando due concerti italiani dei Soft Machine, relativi agli anni '70.

Post by George

lunedì 14 novembre 2022

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 79 - Omaggio a Elton Dean: Ninesense (Imola 1979) & In Cahoots (Sarzana 1990) - special post by alifib

FIRST TIME ON THE WEB


PREFAZIONE by George
Questo grandioso post nasce da una idea di alifib, nostro collaboratore di vecchia data, che mi inviò i file dei due concerti molti mesi fa. Mi scuso innanzitutto con lui e mi cospargo il capo di cenere per il lungo tempo intercorso. Ma ora è giunta finalmente l'ora di condividere questo materiale con gli amici della Stratosfera. Per prima cosa si tratta di due concerti che fanno la loro comparsa sul web per la prima volta, visto e considerato che l'autore delle registrazioni è proprio alifib. Tra l'altro ha anche realizzato, con grande professionalità, le front e back cover dei due concerti. Apro parentesi: tanto grasso che cola per il nostro sciacallo. Chiusa parentesi, Ho voluto legare idealmente i due concerti, anche se fra di loro intercorrono 11 anni, in ricordo di Elton Dean, un musicista che mi ha sempre appassionato fin dai tempi delle prime collaborazioni con Keith Tippett nel suo sestetto, ma soprattutto con i Soft Machine nel periodo più luminoso del prog jazz-rock (quello di Third, Fourth e Fifth, dal 1970 al 1972). Elton Dean, classe 1945, ci ha lasciati nel 2006, con una lunghissima e articolata carriera musicale alle spalle. La biografia di Elton Dean è pubblicata su numerosi siti ed è sul web che vi rimando per gli approfondimenti. Due importanti esperienze musicali di Elton Dean quale protagonista, al di là dei Soft Machine, vanno ricondotte ai Ninesense (esperienza durata all'incirca dal 1975 al 1978, connotata da un free jazz unito al cosiddetto Township Sound) e agli In Cahoots, di cui abbiamo già parlato qualche tempo fa sulla Stratosfera.. E qui inizia la nostra avventura musicale. 


Elton Dean's Ninesense
Recorded live in Imola (BO), Palasport, 01.07.1979 
for "Europa Jazz '79"


TRACKLIST CD 1

01. untitled 1 - 43'37
02. untitled 2 - 7'55
03. untitled 3 - 4'52


TRACKLIST CD 2

04. Seven For Lee - 22'49
05. untitled 4 - 11'56


FORMAZIONE

Elton Dean - alto sax, saxello 
    Larry Stabbins  - tenor sax 
    Harry Beckett - trumpet, flugelhorn 
    Mark Charig - trumpet, tenor horn, flugelhorn 
    Nick Evans - trombone 
    Radu Malfatti - trombone 
    Keith Tippett - piano 
    Harry Miller - double bass 
    Liam Genockey - drums



RICORDI DEL CONCERTO by alifib
"Nel 1978 e 1979 si svolse a Imola una rassegna chiamata "Europa Jazz", dedicata esclusivamente a musicisti dell’avanguardia europea dell’epoca. I concerti si tennero quasi sempre alla Rocca Sforzesca, un posto magico con un’acustica incredibile. Non ricordo di aver mai sentito niente del genere all’aperto. Ricordo altri concerti quali quelli di di Mengelberg-Bennink, Rava, Peter Brotzman, Gianni Bedori, Mario Schiano, Lol Coxhill, Evan Parker, Michel Portal, Gaslini con Trovesi Schiaffini Damiani, la Globe Unity, Derek Bailey, Heiner Goebbels. 


Il concerto dei Ninesense si tenne invece al Palasport, forse perché Elton Dean aveva un certo seguito per via dei Soft Machine, ma sinceramente non ricordo se ci fosse tanto pubblico. Il concerto è veramente splendido e lo giudicherete voi stessi dalla registrazione. Posso raccontare un piccolo aneddoto: qualche anno dopo entrai in corrispondenza (di carta) con Elton Dean, che vendeva direttamente audiocassette non in commercio nei negozi, in duo, trio, ecc.- qualcosa è poi stato pubblicato in seguito su CD. Allora si pagava prima e si aspettava la consegna, non c’erano PAyPal o Visa (almeno, non per me). Poiché la consegna tardava un po’ ed essendo rimasto scottato da un altro musicista inglese (che non nominerò) il quale incassò il mio assegno ma non mi spedì il materiale, dopo un po’ gli scrissi allarmato; Elton mi rispose un po’ offeso: “Hey, stai parlando con un onestuomo, non ho spedito perché le registrazioni non sono ancora finite!”, e con la lettera erano allegati due CD in omaggio. Vergognandomi non poco per la figuraccia, gli risposi scusandomi e spiegandogli la situazione, allegai a mia volta la cassetta del concerto di Imola (ancora non c’erano i masterizzatori, o costavano una cifra, tipo 800.000 lire) con tanto di copertina fatta da me, una delle mie prime. Mi rispose a sue volta ringraziandomi e correggendo la formazione leggermente sbagliata (avevo attribuito a Liam Genockey il sax tenore anziché la batteria), e viceversa a Larry Stabbins. Vi allego lo scan delle due lettere originali; purtroppo  non ho trovato quella in cui si protesta onesto"



Ad integrazione di quanto già scritto, alifib ha inviato anche l'elenco degli assoli, in ordine di "apparizione" da parte dei singoli musicisti:
Elton Dean - saxello
Mark Charig - flugelhorn, trumpet, flugelhorn
Keith Tippett - piano
Harry Beckett - trumpet / Nick Evans - trombone
Radu Malfatti - trombone / Larry Stabbins  - tenor sax


Elton Dean - alto sax
Nick Evans - trombone
Keith Tippett - piano
Harry Beckett - trumpet
Mark Charig - flugelhorn / Elton Dean - saxello / Mark Charig - tenor horn
Harry Beckett - flugelhorn


(ndr) Come potete vedere dall'elenco dei "solos", Elton Dean suona anche il saxello, strumento decisamente poco utilizzato. Si tratta di un particolare modello di sax soprano in versione curva o semicurva. Concludo con una considerazione, del tutto personale, su questo concerto, Il free jazz non è una musica di facile ascolto e questa registrazione lo dimostra. Qualcuno potrebbe anche storcere il naso, ma la Stratosfera prevede anche delle "deviazioni", che abbiamo già proposto a piene mani, Quindi...

In Cahoots - Live in Sarzana (SP), Teatro Impavidi, 27.05.1990


TRACKLIST CD 1:

01. Green & Purple Intro / Hic Haec Hoc / A Simple Man - 22'35
02. Second Sight - 11'12
03. Band Presentation - 0'46
04. No Holds Barred - 11'24
05. Unda [E. Dean] (Incl. Bach's Toccata and Fugue in Dm) - 15'58


TRACKLIST CD 2:

06. Truly Yours - 16'23
07. And Thus Far (with band re-presentation) - 13'27
08. Untitled track 8) - 4'31
09. Your Root 2 - 17'24


FORMAZIONE

Phil Miller - guitar
Pip Pyle - drums
Elton Dean - alto sax, saxello
Fred Baker - bass guitar


Gli In Cahoots, uno dei gruppi della nuova Canterbury scene, fu la creatura del chitarrista Phil Miller, il quale alla fine del 1992 insieme al batterista Pip Pyle , al bassista Richard Sinclair e al sassofonista Elton Dean formò il Phil Miller Quartet. Ben presto, con l'arrivo di Peter Lemer alle tastiere il gruppo cambiò il proprio nome in In Cahhots (che significa "in combutta"). La loro breve biografia l'abbiamo già presentata su queste pagine in occasione del post con il concerto a Bergamo del 25 maggio (2 giorni prima di Sarzana). La ritroverete qui. Elton Dean non è il titolare o creatore della band, ma il suo apporto al fianco di Miller, Pyle e compagni fu fondamentale. Quando alifib ha assistito (e registrato) questo concerto gli In Cahhots non avevano ancora pubblicato nulla: solo l'anno successivo verrà dato alle stampe il "Live 86-89". Rispetto al free jazz del precedente concerto qui i suoni sono completamente diversi. Ci troviamo di fronte al miglior Canterbury Sound, con gli strumento che si intersecano tra un assolo e l'altro (notevole il lavoro del bassista Fred Baker che si cimenta anche nella Toccata e Fuga di Bach). Una vera delizia. La registrazione è ottima, così come quella precedente. 


POSTFAZIOE by George
Il nostro amico alifib ha estratto qualche ricordo dal cassetto: "Ero in vacanza a San Terenzo, vicino a Lerici, a pochi km da Sarzana, e avendo saputo del concerto, ovviamente mi sono fiondato. Gli Impavidi è il teatro di Sarzana, che all’epoca era stato restaurato da poco e restituito agli spettacoli forse proprio in quella stagione. Ricordo un discreto numero di spettatori e ancora una volta uno spettacolo memorabile". A questo punto non mi resta che ringraziare ancora una volta alifib per questi due splendidi regali. Spero che siano di vostro gradimento. Buon ascolto.



LINK Ninesense, Imola 1979
LINK In Cahoots, Sarzana 1990 CD 1
LINK In Cahoots, Sarzana 1990 CD 2

Post by George . words, music & pictures by alifib (great!)

lunedì 16 luglio 2018

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 44 - Soft Machine 1972 Italian Tour: Bergamo, Palazzo dello Sport (22 aprile) & Roma, Piper Club (24 aprile)


I grandi Soft Machine ritornano sulle pagine della Stratosfera con due straordinari concerti, dalla qualità sonora eccellente, registrati al Palazzo dello Sport di Bergamo il 22 aprile 1972 e al Piper Club di Roma, due giorni dopo, il 24 aprile, in occasione del loro primo tour italiano. I Soft Machine, in attività concertistica fin dal 1967, quando al fianco dei Pink Floyd si esibivano nel celebre UFO Club di Londra, prima di scendere in Italia avevano già girato in lungo e in largo gran parte dell'Europa (soprattutto la Francia, oltre ovviamente la loro patria) e gli Stati Uniti. Il tour del 1972 era finalizzato a promuovere l'uscita di "Fifth", registrato con un organico composto da Mike Ratledge, Elton Dean, Hugh Hopper (in un paio di tracks Roy Babbington) e John Marshall (alternato a Phil Howard). Già dal quarto album le sonorità psichedeliche degli esordi avevano lasciato il post ad un rock jazz di stampo più ortodosso. Fu questa una delle ragioni che portarono Robert Wyatt a lasciare la band, subito dopo le registrazione di "Fourth" per dedicarsi alla nuova avventura Matching Mole.


Concert #1
Soft Machine - Palazzo dello Sport, Bergamo, 22 aprile 1972

TRACKLIST:

01. Drop / Plain Tiffs / Out Bloody Rageous - 20:56
02. All White / Slightly All The Time - 21:21


LINE UP (in entrambe le date)

Elton Dean - alto sax, saxello
Mike Ratledge - keyboards
Hugh Hopper - bass
John Marshall - drums

La front cover del bootleg con il concerto di Bergamo
La tournée italiana del 1972, concentrata nel mese di aprile, toccò numerose piazze: Bolzano (Palaghiaccio, il 15), Verona (Lem Club, il 16), Padova (Teatro Corso, il 17), Genova (Teatro Alcione, il 18), Cardano (Nautilus, il 20), Toscanella di Dozza - Imola (Piro Piro Club, il 21), Bergamo (Palazzo dello Sport, il 22), per concludersi a Roma il 23 e 24 aprile, rispettivamente al Bobo Club e al Piper Club. Il tour venne promosso dai giornali musicali di allora, in particolare da Ciao 2001.


Il concerto di Bergamo venne anche pubblicato come bootleg (in vinile) molti anni orsono. La scaletta è decisamente interessante: le due tracce contengono due lunghi medley che uniscono magistralmente brani da "Fifth" (Drop, All White) con altrettanti brani tratti dallo storico "Third" (Our Bloody Rageous, Slightly All The Time). Plain Tiffs è un inedito suonato nel corso dei concerti del 1971-72. In totale oltre 40 minuti di grande musica.



Concert #2
Soft Machine - Piper Club, Roma, 24 aprile 1972


TRACKLIST:

01. Plain Tiff
02. All White
03. Slightly All The Time
04. Drop
05. M.C.
06. Out Bloody Rageous
07. As If
08. L.B.O.
09. Pigling Bland



In questo secondo concerto, registrato al Piper Club di Roma il 24 aprile 1972, ultima tappa del tour italiano, troviamo delle differenze sostanziali nella tracklist, che influiscono anche sulla maggiore durata del concerto. Vengono proposti altri cinque brani da "Fifth", Drop, As If e Pigling Bland, tre composizioni di Mike Ratledge, quindi M.C. del bassista Hugh Hopper e L.B.O. scritta da John Marshall (che in sostanza è un assolo di batteria). In pratica il nuovo album viene presentato dal vivo quasi integralmente. Restano in scaletta le due tracce da "Third". Anche in questo caso ci troviamo di fronte, per oltre un'ora, ad una grande performance della band inglese.


Che altro dire? Nulla, se non ringraziare l'amico Danilo per le immagini messe a disposizione sul suo blog "Music Italy 70" (che non dovete mancare di visitare). Confido, infine, nel fatto che qualcuno di voi possieda qualche altra registrazione tratta da questo splendido primo tour italiano. Fatecelo sapere. E con questo vi lascio con il consueto buon ascolto. 



Link Bergamo 22 aprile 1972
Link Roma 24 aprile 1972

Post by George