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martedì 29 settembre 2026

Cantautores - All Works (1988/1989)


Sono particolarmente felice di poter ultimare questo post che era stato abbozzato anni fa dal mio caro amico Roby (alia il Capitano) per poi rimanere nel limbo per numerose stagioni. L'ho scoperto quasi per caso, andando a rivedere qualche giorno fa i lavori incompiuti rimasti ancora nel settore "bozze". Bene, quando parliamo dei Cantautores, autori di due album nel 1988 e nel 1989, facciamo riferimento ad una sorta di "All Star Band" all'italiana. Forse la maggior parte di voi ha perso memoria di questo gruppo, anche per la sua limitata attività artistica (2 anni e 2 dischi), In alcune biografie di Alberto Radius si legge che "nel 1986 (ndr - ho dei dubbi su questa data) Radius costituisce il gruppo Cantautores con cui partecipa a varie trasmissioni televisive di revival musicale e con cui incide due album (Cantautores e La terra siamo noi) in cui convivono vecchi e nuovi successi". Nulla di più. Il progetto nacque con l'idea di unire grandi musicisti e interpreti della scena nazionale per reinterpretare sia classici della musica d'autore italiana (spesso legati alle storiche collaborazioni di Radius, come i brani di Lucio Battisti) sia pezzi inediti. 


Le informazioni su questo "super gruppo" sono piuttosto . Ma chi erano i componenti dei Cantautores? Ecco i nomi. Iniziamo da Alberto Radius, ex chitarrista della Formula 3, il fondatore della band (voce e chitarra); seguono Bernardo Lanzetti (voce), Mauro Lusini (voce), Angela Baggi (voce), Dino D'Autorio (basso elettrico), Flaviano Cuffari (batteria), Stefano Previsti (tastiere), Mauro Gazzola (tastiere) e Valerio Galavotti (sassofono). Niente male. Ma passiamo alla discografia.

Cantautores - Cantautores (LP, 1988)


TRACKLIST:

Lato A
01. Un'avventura
02. Davanti all'amore
03. Il tempo di morire
04. C'era un ragazzo (che come me...)
05. Questo folle sentimento

Lato B
06. Mi si spezza il cuore
'7. Musica maledetta
08. Che cosa sei
09. La pelle nera
10. Vaffa


Album di debutto del supergruppo con una copertina a dir poco originale. Le donne qui ritratte non sono ovviamente delle modelle o dei personaggi famosi: fanno semplicemente parte del concetto visivo  intitolato "Mamme", ideato da Gabi e Ricky Gianco. Le fotografie del disco furono scattate da Silvio Nobili. L'album venne pubblicato nel 1988 dalla Fonit Cetra in formato vinile e in musicassetta. Non mi risultano ristampe, ma potrei sbagliarmi. Prodotto dallo stesso Alberto Radius il disco vede nella veste di co-produttore la nostra vecchia conoscenza Ricky Gianco. Strano che anche lui non facesse parte della squadra. ."Cantautores" contiene riarrangiamenti in chiave pop-rock di classici della musica d'autore made in Italy, come Il tempo di morire o Questo folle sentimento di Battisti-Mogol, e anche C'era un ragazzo di Mauro Lusini. Affiorano anche alcuni inediti come Musica maledetta e Vaffa.. Come sempre spicca tra i solchi la potente voce del grande Bernardo Lanzetti. Qui sotto la copertina della Mc


Cantautores - La Terra siamo noi (CD, 1989)


TRACKLIST:

01. La Terra siamo noi
02. Non cambieremo mai
02, Pugni chiusi
04. Solo per te
05.Notte dello scorpione
06. C'è un fiume che va
07. Amore no Aids
08. Cinema
09. Impressioni di Settembre
10. Di che colore è la pioggia?
11. La mia chitarra


Secondo e ultimo album per la nostra "All Star Band". "La Terra siamo noi" uscì nel 1989 (sempre per la Fonit Cetra) in vinile, CD e musicassetta. Il disco è focalizzato su tematiche ecologiche - ad iniziare dal titolo - e sonorità tipiche della fine del decennio. Non mancano i messaggi sociali come in "Amore non AIDS". Insomma, un bel polpettone ricco di ingredienti. La formazione non è variata e tra le cover vi è da segnalare l'immancabile "Pugni chiusi" e "Impressioni di Settembre" della PFM, cantata naturalmente da Lanzetti. Come per quello precedente, l'album è prodotto dalla coppia Radius-Gianco. Un album tutto sommato divertente, leggero e disimpegnato di cui potevamo anche fare a meno. Vorrei però salvare "La mia chitarra", un bel blues che chiude degnamente l'album. Colonna sonora ideale per un bel viaggio in auto. Buon ascolto.


LINK Cantautores (1988)
LINK La Terra siamo noi (1989)

Post by George (da una idea del Capitano)

venerdì 25 settembre 2026

Gianfranco Manfredi Trilogy anni 70: Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia (con Ricky Gianco - LP, 1975 - RE-POST & RE-LOAD), Ma non è una malattia (LP, 1976) & Zombie di tutto il mondo unitevi (LP, 1977)


Confesso di avere realizzato questo post sull'onda lunga del bellissimo concerto di Ricky Gianco, appena postato, all'interno del quale avevo parlato del legame artistico tra lo stesso Gianco e Gianfranco Manfredi. I due avevano collaborato nel corso degli anni '70 partecipando come ospiti nei rispettivi dischi solisti o scrivendo le musiche di alcuni brani, come fece Gianco per Manfredi, Sta di fatto che questi due album del 1976 e del 1977 vanno a completare sulla Stratosfera la discografia di Gianfranco Manfredi riferita al decennio dei Seventies, Manfredi era stato nostro ospite nel passato in due diverse occasioni: la prima nel dicembre 2016, quando vennero postati "La crisi", primo album del cantautore (ricordo che Gianfranco è scomparso a Milano il 24 gennaio dello scorso anno), pubblicato nel 1972 e "Biberon", risalente al 1978 (entrambi li ritroverete qui) ; la seconda nel 2024 quando pubblicammo la colonna sonora originale del film "Liquirizia" (1979) composta proprio dal duo Manfredi - Gianco (qui). Premetto subito che non riscriverò la biografia di Manfredi per la semplice ragione che è stata magistralmente tracciata dall'amico Frank-One nel post originale del 2016. E lì vi rimando per una rilettura. In questo frangente mi limiterò, si fa per dire, a fornire informazioni essenziali sui due album. Discorso a parte vale per "Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia", un album pubblicato nel 1975 per lanciare l'omonima etichetta discografica, un disco che potrei definire "di lucida follia". I creatori di questo unico ed irripetibile progetto furono Ricky Gianco in coppia con Gianfranco Manfredi. L'album venne postato sulla Stratosfera nel lontano 2011, ma il link è purtroppo inattivo da molti anni, così ne approfitto per dargli nuova vita. E ora si parte con la musica. 


RE-POST & RE-LOAD
Ricky Gianco, Gianfranco Manfredi: 
Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia (LP, 1975)


TRACKLIST:

Lato A
01. L’incidente
02.Voglio vivere
03. Motivo angoscia 1 (La religione e la morte)
04.Canto delle streghe e del demonio
05.Motivo angoscia II (Canto nazista)
06. Samba della tortura e della guerra
07.Che cosa è?


Lato B
08. Motivo angoscia III
09. Rock della ricostruzione
10. Davanti al nastro che corre
11. Motivo angoscia IV
12. Zucchero mio
13. Piacere e potere
14. Motivo angoscia V
15.L’incidente


MUSICISTI:

Ricky Gianco - chitarra, voce
Gigi Cappellotto - basso
Ellade Bandini, Tullio De Piscopo - batteria
Sergio Farina - chitarra
Claudio Bonechi - tastiere
Hugo Heredia . sax
Gianfranco Manfredi, Ivan Cattaneo, Nanni Ricordi, Ninni Carucci - voci


Il post originale risale al 4 aprile 2011 e vene realizzato dal nostro storico amico e fondatore Roby. Anche in questo caso non spendo una parola in più del necessario perché la recensione fatta all'epoca è assolutamente perfetta ed esaustiva. Qui il post originale. Solo pochi flash per ricordare la portata di questo originalissimo esperimento: il disco venne pubblicato per l'appunto dall'etichetta Ultima Spiaggia (sappiamo già che venne fondata dallo stesso Gianco insieme a Nanni Ricordi nel 1973) nel 1975. La ristampa in CD non è ufficiale (come confermato da "Italian Prog" e da "Discogs"). Quindi, in realtà, questo disco è rimasto confinato nella versione vinile dalla data di pubblicazione, ovvero dal 1975. 

la back cover del CD

Come scrive Augusto Croce (scusami se ti tiro sempre in ballo, ma almeno sono certo dell'affidabilità delle informazioni) su "Italian Prog": "Disco molto conosciuto tra i collezionisti stranieri (molto più ricercato che in Italia), Ultima spiaggia (disco dell'angoscia) è musicalmente vario, un mix di stili diversi ma non del tutto convincente. L'amore di Gianco per il rock'n'roll emerge in alcuni passaggi, mentre ci sono alcuni momenti di orientamento prog, sebbene l'album risulti un po' troppo frammentato.
I buoni testi sono tutti collegati da un tema concettuale e, come suggerisce il sottotitolo (si chiama "disco dell'angoscia"), contengono la storia di un uomo che ha un incidente e un lungo stato di incoscienza". Da sottolineare la presenza di musicisti di prestigio quali Gigi Cappellotto al basso, Tullio De Piscopo e Ellade Bandini alla batteria, Sergio Farina alla chitarra.



Gianfranco Manfredi - Ma non è una malattia (LP, 1976)

TRACKLIST:

Lato A
01. Ma non è una malattia (Gianfranco Manfredi, Ricky Gianco)
02. Agenda '68 (G. Manfredi, Giuliano Illiani, R. Gianco)
03. Nonsipà (G. Manfredi, R. Gianco)
04. Quarto Oggiaro Story (G. Manfredi, G. Illiani, R. Gianco)
05. No More Masoch (G. Manfredi, G. Illiani, R. Gianco)

Lato B
06. Puoi sentirmi? (G. Manfredi, R. Gianco)
07. Io clandestino (G. Manfredi, R. Gianco)
08. Ma chi ha detto che non c'è? (G. Manfredi, R. Gianco)
09. Il mostro è uscito dal mare (G. Manfredi, G. Illiani, R. Gianco)


"Ma non è una malattia" è il secondo album solista realizzato da Manfredi nel 1976, dopo "La crisi" del 1972 e il sopra descritto "Disco dell'angoscia" realizzato in coppia col sodale amico Ricky Gianco. L'etichetta è ovviamente l'Ultima Spiaggia. Interessante la trilogia dei compositori delle 9 tracce presenti sul disco: Gianfranco Manfredi in primis, con al suo fianco il quasi inseparabile Ricky Gianco e l'altro compagno di avventure musicali Giuliano Illiani, alias Donatello. Questo LP rappresenta una delle pietre miliari della canzone di protesta e del movimento della metà degli anni '70 in Italia. Musicalmente fonde sonorità folk rock, pop e ballate, arricchite da testi ironici e dissacranti che analizzano la crisi d'identità dei giovani della sua generazione e il rifiuto dei modelli borghesi del lavoro e dello studio. L'album si apre con la title track  "Ma non è una malattia" (canzone pubblicata anche come 45 giri), brano allegro e festoso, caratterizzato da ritmi dixieland, anche se il testo denota una profonda forma di tristezza e di malinconia. Si passa rapidamente a "Agenda '68", in perfetto stile country, con tanto di banjo e violino. Geniale. Gli altri brani seguono un andamento più "tradizionale". Tra quelli di punta segnalo la trascinante "Puoi sentirmi", con la voce graffiante di Manfredi sorretta da chitarra e tastiere. Non è un capolavoro, ma sicuramente si tratta di un album che ha lasciato il segno.


Gianfranco Manfredi - Zombie di tutto il mondo unitevi 
(LP, 1977)


TRACKLIST:

Lato A (Zombie side)
A1. Dagli Appennini alle bande – 4:18 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Dentes)
A2. Un tranquillo festival pop di paura – 6:04 (testo Gianfranco Manfredi – musica Ricky Gianco)
A3. Ultimo mohicano – 3:10 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Fabi)
A4. Zombie di tutto il mondo unitevi (brano musicale) – 5:01 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Fabi)

Lato B (Feto Side)
B1. Gatte da pelare – 2:56 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Fabi)
B2. Lamiento de Amor – 3:47 (testo Gianfranco Manfredi – musica Claudio Dentes e Giuliano Illiani)
B3. Ogino Knaus – 3:51 (testo Gianfranco Manfredi – musica Roberto Colombo)
B4. Feto di gruppo con signora – 3:27 (testo Gianfranco Manfredi – musica Ricky Gianco)
B5. I modelli – 3:15 (Gianfranco Manfredi)
B6. Nella diversità – 3:54 (testo Gianfranco Manfredi – musica Giuliano Illiani)


MUSICISTI:

Gianfranco Manfredi - voce
Gianluigi Belloni - basso (A1, B2-B3, B5-B6)
Doriano Beltrame - tromba
Roberto Colombo - tastiere e pianoforte; arrangiamenti (B3, B6)
Flaviano Cuffari - batteria
Lucio Fabbri - violino
Claudio Fabi - tastiere e pianoforte; arrangiamenti (A3, A4, B1)
Julius Farmer - basso (A2-A4, B1)
Giulano Illiani - mandolino; arrangiamenti (A1, A2, B2, B4, B5)
Maurizio Martelli - chitarre
Bruno Nidasio - viola
Mauro Pagani - violino
Claudio Pascoli - sax
Libero Pellacani - trombone
Marco Ravasio - violoncello
Cori - Françoise Goddard, Gianna Nannini, Ivan Cattaneo, Nanni Ricordi, Ricky Gianco, 
Roberto Manfredi


"Zombie di tutto il mondo unitevi", pubblicato nel 1977, precede di una anno "Biberon", che chiude la sequenza di album realizzati da Gianfranco Manfredi negli anni '70. Quello successivo sarà l'eponimo LP del 1981. La versione CD dell'album venne realizzata nel 2004 ad opera dell'etichetta BMG Italia. Sotto il profilo compositivo tutti i testi sono scritti da Manfredi mentre le musiche sono equamente realizzate da uno schiera di amici quali il fedele Ricky Gianco in un paio di tracce, poi Claudio Dentes, Claudio Fabi, Giuliano Illiani (Donatello) e Roberto Colombo. In studio accompagnano Manfredi musicisti del calibro di Roberto Colombo, Lucio Fabbri, Claudio Fabi, Julius Farmer, Donatello, Mauro Pagani, Claudio Pascoli e altri ancora.


Dice bene JJ John sul suo sito "John's Classic Rock" recensendo l'album: "Gianfranco Manfredi era già da tempo raffinato lettore dei mutamenti sociopolitici in corso (ndr - siamo sul finire degli anni '70), condensando in un solo Lp tutti gli scenari, le aspettative, le delusioni e le contraddizioni che trasformarono un grande sogno in una bruciante sconfitta. L’album in questione era Zombie di tutto il mondo unitevi (Ultima Spiaggia, 1977), lucido ritratto di pratiche e soggettività proprie dei primi anni Settanta, ma anche impietoso nel raggranellare i cocci di quegli “zombie” che nella rivoluzione ci avevano creduto sul serio, e ora si sentivano lasciati soli a se stessi". Giusto dalla prima all'ultima riga. Vi invito a leggere l'intera recensione cliccando qui. 
Si conclude qui la trilogy anni '70 che va a completare l'intera discografia di quel decennio realizzata da Gianfranco Manfredi. Per completezza di informazione voglio ricordare, in chiusura, che Manfredi, oltre ad essere stato cantante e compositore, è stato attore, sceneggiatore e fumettista. Ma qui bisognerebbe aprire un altro lungo capitolo. Mi auguro di leggere qualche buon commento legato sia al personaggio che alla musica qui proposta. Nel frattempo vi auguro buon ascolto.


NEW LINK Ultima Spiaggia - Disco dell'angoscia (1975)
LINK Ma non è una malattia (1976)
LINK Zombie di tutto il mondo unitevi (1977)

Post by George

domenica 6 settembre 2026

Tony D'Urso: un chitarrista dimenticato - Discografia del Tony D'Urso Group (1987 - 1997)

 
Tony D'Urso in concerto 

Credo proprio che di Tony D'Urso si sia parlato troppo poco, confinandolo ingiustamente nell'area della sua Torino e dintorni. Ne è la riprova quello che si apprende dalle scarne informazioni presenti sul web laddove si legge che "Tony D'Urso è stato un stimato chitarrista, cantante e leader musicale italiano, figura centrale e colonna portante della scena rock-blues e progressive della città di Torino. Noto per possedere una delle voci maschili più potenti ed espressive del panorama locale, ha diviso la sua carriera tra il blues viscerale e le sonorità ricercate del rock progressivo". Un artista camaleontico, senza dubbio. Cerchiamo allora di ampliare la conoscenza del personaggio, andando al di là dell'ombra della Mole Antonelliana. Vogliamo ricordarlo innanzitutto come componente dei No Strange (originariamente si chiamavano No Strani), gruppo seminale, tra i precursori della neo psichedelia italiana, nati nel 1980. Antonio "Tony" D'Urso partecipò alla vita del gruppo a fasi alterne, al fianco dei due fondatori, il fratello Salvatore "Ursus" D'Urso e Alberto Ezzu. 

Sempre Tony D'Urso in concerto

Al fianco delle esperienze psichedeliche con i No Strange, troviamo l'eclettico Tony alla guida del suo "Tony D'Urso Group", un combo bello compatto (chitarra-basso-batteria, come nella migliore tradizione) intriso di blues, di rock-blues e di rock 'n roll. Il "Group" ha realizzato due album, nel 1987 e nel 1997, che sono i protagonisti del post odierno.  Oltre a questo progetto, D'Urso è conosciuto come leader della Tony D'Urso Blues & Soda Band e per il suo lavoro con gli Abiogenesi, una band di rock progressivo molto apprezzata dai cultori del genere. La Blues & Soda Band ha avuto il merito di reinterpretare e tenere viva la tradizione del rock-blues e ha all'attivo un solo album (che io non possiedo, purtroppo, ma che sono certo mi verrà inviato quanto prima da qualche amico della Stratosfera), pubblicato nel 1991 intitolato "Happy Birthday Mr. Dylan", composto, come è facile immaginare, da cover del grande artista americano. 
Ben altro discorso dobbiamo fare per gli Abiogenesi, la sopracitata band di prog rock con all'attivo ben 5 album, realizzati dal 1995 al 2010. Saranno i protagonisti, a breve, di un post a loro dedicato. La discografia di Tony D'Urso non si esaurisce qui. Se avete voglia di rovistare su Discogs troverete qualche altro singolo o album che lo vede presente come co-protagonista. 


Nei primi mesi del 2019, la comunità musicale torinese si è mobilitata per sostenere l'amico Tony D'Urso colpito da una grave malattia degenerativa. Il 17 febbraio dello stesso anno, presso lo storico locale "Il Peocio" di Trofarello (nei pressi di Torino), è stato organizzato il concerto benefico intitolato  “With a little help from your friends, AiuTony”, che ha visto la partecipazione e la solidarietà di importanti band storiche del territorio (tra cui Venegoni & Co, Rockalacoque e The Bowindows). Ho trovato sul web un articolo in cui si legge che Tony potrebbe essere scomparso qualche anno fa. Ma queste informazioni sul suo conto sono talmente incerte che non me la sento di confermarle. 
Come ho scritto nel titolo, Tony D'Urso è stato un chitarrista (e cantante) dimenticato. Di lui si è parlato e scritto veramente poco. Felice di averlo portato in superficie, per quanto possibile, attraverso la Stratosfera. E ora passiamo alla musica.

Tony D'Urso Group - There's No Price For Friendship 
(EP 12", 1987)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Lucille (Albert Collins / Little Richard) - 3:06
A2. New Year Day (Sam Cooke) - 2:57

Lato B
B1. Just Another Coffee (Tony D'Urso) - 2:52
B2. There's No Price For Friendship (Tony D'Urso) - 3:12


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - chitarra, voce
Mauro Gandolfo - basso
Sandro Immacolato - batteria, percussioni

con:
Marco Cimino - tastiere (B1)
Walter Bettin - chitarra ritmica, cori (B2)
Toti Canzoneri - sax (B2)
Marina Nizza, Maurizio - cori (B2) 


Il Tony D'Urso Group realizzò nel 1987 questo EP 12" (ovviamente in vinile mai ristampato) contenente 4 brani, due cover sul lato A, rispettivamente composte da Albert Collins in coppia con Little Richard e da Sam Cooke, e due composizioni originali dello stesso D'Urso sul lato B. Il gruppo teneva molti concerti in quel periodo includendo parecchie cover di artisti stranieri e il mini LP da un lato voleva essere un omaggio a due mostri sacri del blues e del rock 'n roll, dall'altro voleva evidenziare la capacità compositiva raggiunta dallo stesso Tony. I brani composti da quest'ultimo sono nell'ordine una lenta ballata strumentale caratterizzata da un lungo assolo di chitarra (Just Another Coffee) e un robusto rock 'n roll (omonimo al titolo dell'EP) che vede la presenza di alcuni musicisti ospiti, tra cui il sassofonista Toti Canzoneri. Ignoro che promozione e che distribuzione fece a suo tempo l'etichetta Stardust Records che pubblicò il disco. 

Tony D'Urso Group - Under The Cover Sign (LP. 1997)


TRACKLIST:

Lato A
01. Bad Scene (Ten Years After cover)
02. See Emily Play (Pink Floyd cover)
03. Thank You (Led Zeppelin cover)
04. 2000 Light Years From Home (Rolling Stones cover)
05. Under The Comet Sign

Lato B
06. Shapes Of Things (Yardbirds cover)
07. Moonage Daydream (David Bowie cover)
08. Cymbaline (Pink Floyd cover)
09. Never Let Go (Camel cover)
10. Finale [Hidden Track]


FORMAZIONE:

Tony D'Urso - chitarra, voce
Roberto Piccolo - basso
 Sandro Immacolato - batteria
Luca Revel - tastiere


Il secondo e ultimo vinile (etichetta Vlad Tapes - pare sia uscito in tiratura limitata 500 copie, ma non ci giurerei) del Tony D'Urso Group è un insieme di cover, tranne la track 5 composta da Silvia Gea e dallo stesso D'Urso. Il trio dopo 10 anni si è consolidato diventando un quartetto, con la presenza fissa di Luca Revel alle tastiere. La scelta dei brani è del tutto disomogenea. Vabbé che l'album si intitola "Sotto il segno delle cover" ma qui si saltella con grande disinvoltura dai Ten Years After ai primi Floyd dell'era barrettiana, dai Camel agli Yardbirds. Manca un fil rouge. Mah, forse Tony ha semplicemente voluto realizzare una cover-compilation dei brani a lui graditi e che lo hanno accompagnato nel corso dei suoi anni e del suo percorso artistico. Nulla da eccepire sulla qualità delle cover, vuoi per l'apporto chitarristico vuoi per quello vocale, con una voce duttile,  capace di adattarsi senza problemi alle armonie dei Pink Floyd come a quelle di Bowie o dei Led Zeppelin. L'album si chiude con una "hidden track": scoprirete che si tratta di un frammento strumentale di un celebre brano del prog rock a noi molto caro. Non ve lo svelo in anticipo. Lascio a voi il piacere di scoprirlo. Bene, a breve ritroveremo Tony - come ricordato in precedenza - in veste di chitarrista degli Abiogenesi, ottima band di prog rock. E allora avremo modo di apprezzarlo anche sotto una diversa dimensione. Intanto vi auguro buon ascolto.


LINK There's No Price For Friendship (1987)
LINK Under The Cover Sign (1997)

Post by George

martedì 2 giugno 2026

Doppio incontro con Silvano Chimenti: Pulsar Music Ltd (LP, 1976) e Disco Music (LP, 1980)

 

Silvano Chimenti, chitarrista tarantino autodidatta, classe 1947 è sicuramente più noto come session man che come autore di album solisti. Da quanto si legge sul web (DeBaser, Wikipedia, altro) Chimenti ha collaborato con artisti quali Mina, Patty Pravo, Lucio Dalla, Domenico Modugno, Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Ornella Vanoni, Angelo Branduardi, Ennio Morricone, Luis Bacalov e Fabrizio De André. La lista è lunga e prestigiosa e non finisce qui. Pare che abbia suonato in più di 3000 dischi. Scusate se è poco! Vorrei ricordare che uno stringatissimo post a lui dedicato (inserito nel "Trofeo Sconosciume") venne realizzato nel 2012 per presentare l'album solista "Viaggio attraverso i problemi dell'uomo: Droga" pubblicato nel 1972. La sua discografia non si esaurisce qui: grazie al nostro amico e collaboratore Osel possiamo quest'oggi proporre altri due lavori targati Silvano Chimenti. Ringrazio Osel, come sempre, e passo alla presentazione dei due album in questione.


Pulsar Music Ltd - Omonimo (LP, 1976)


TRACKLIST:

Lato A
01. Cat Theme - 2:40
02.Blue Funk - 2:08
03. Dreamland - 3:55
04. Subway - 3:12
05. Walking At Sunrise - 1:13
06. Six In - 3:30

Lato B
07. Swinging Day - 3:18
08. High Tension - 1:44
09. Leyla Theme - 2:15
10. Running - 3:50
11. Fixed Idea - 2:47
12. Cat Theme - 1:22
13. Obsession - 3:40


Diciamo subito che si tratta di musiche scritte per una colonna sonora, nello specifico quella del film poliziesco  "Milano violenta", diretto dal Mario Caiano e uscito nelle sale nel 1976. I due autori della colonna sonora sono Silvano Chimenti ed Enrico Pieranunzi, quest'ultimo noto compositore, arrangiatore e pianista jazz. Per l'occasione assunsero la denominazione di Pulsar (da non confondere con l'omonimo gruppo prog francese). La colonna sonora venne inizialmente pubblicata in vinile nel 1976 come Pulsar Music Ltd. Oltre a Chimenti alla chitarra, Pieranunzi al piano e alle tastiere, i Pulsar contavano anche sulla presenza di Vincenzo Restuccia alla batteria. Le 13 tracce, assolutamente gradevoli e poco impegnative, fondono elementi jazz, funk e progressive tipici del cinema poliziesco italiano dell'epoca. La colonna sonora è stata pubblicata in vinile da Cometa edizioni musicali nel 1976 come "Pulsar Music Ltd.", ristampata poi su vinile e CD nel 1999 dalla Plastic. L'ultima ristampa in CD risale al 2010. 

Orchestra Silvano Chimenti - Disco Music (LP, 1980)


TRACKLIST:

Lato A
01. Happy California - 5:00
02.Autostrade americane - 2:55
03. Society Problem - 4:12
04. Caos - 2:25
05. Tragedy - 4:00
06. Suspense Space - 5:05

Lato B
07. Indian Summer (versione veloce) - 2:38
08. Indian Summer (versione lenta) - 2:10
09. Lady Primavera - 5:00
10. Chiara - 2:50
11. Skylift - 3:53
12. Fabiana - 2:50


L'album "Disco Music" venne attribuito ad una non ben precisata Orchestra Silvano Chimenti. Pubblicato in vinile nel 1980 dall'etichetta Usignolo, il disco è stato ristampato sempre in versione vinile nel 2022, in edizione limitata, dalla Holy Basil Records. Credo di poter affermare con certezza che non è stata realizzata una versione ufficiale in formato digitale. Detto questo passiamo ai contenuti. Ci troviamo di fronte a 12 brani di ottima library music, ideale per sonorizzazioni, Nonostante il titolo possa trarre in inganno, il nostro  Silvano Chimenti, qui ancora in veste di chitarrista e compositore, fonde sonorità disco-funk con jazz, fusion, lounge. un soul decisamente raffinato e "atmosfere cinematografiche", L'opera è diventata nel tempo un piccolo oggetto di culto per i collezionisti di vinili e per gli amanti dei campionamenti e delle sonorità groovy italiane degli anni '70 e '80. 
Bene, è tutto. Un ultimo grazie all'amico Osel per avere selezionato e condiviso questi due ottimi album e a voi tutti auguro buon ascolto. A presto. 


LINK Pulsar Music Ltd (1976)
LINK Disco Music (1980)

Post by George - Music by Osel

lunedì 25 maggio 2026

Ivano Fossati - Cane di strada (7" inedito su LP, 1974)

 

TRACKLIST: 

01. Cane di strada (lato A, 45 giri, 1974)
02. Concerto di plenilunio in castello di Stoccarda (strumentale - lato B, 45 giri, 1974)


MUSICISTI:

Ivano Fossati - voce solista, flauto traverso
Umberto Tozzi - chitarra
Guido Guglielminetti - basso
Euro Cristiani - batteria
Oscar Prudente - tastiere


Il raro poster allegato alle prime copie del 33 giri

Frank-One, come suo solito, non smette mai di stupirmi.  Ma oramai ci ho fatto l'abitudine. Questa volta ha lasciato un ampio e dettagliato commento in calce al post "Good-bye Indiana" di Ivano Fossati dove ricorda l'esistenza di due 45 giri pubblicati "a supporto" dell'album. Il primo contiene la title track "Good-bye Indiana" suddivisa in due parti, una per ogni lato del singolo ed è stato pubblicato nel 1975. Il secondo (che sulla base dell'etichetta del vinile risale al 1974 e quindi ha preceduto l'album) contiene due inediti, oggetto del post di oggi. Segnalo l'eccellente strumentale posto sul lato B, col flauto traverso di Fossati in primo piano.. Come potete notare la copertina del singolo richiama quella dell'album. Ignoravo invece, perdonami amico mio per questa carenza informativa, l'esistenza di un poster allegato alle prime copie dell'album. Colmo la lacuna con la pubblicazione (qui sopra) del poster in questione che mi hai inviato. Quindi, cari amici, prendete questo breve post come un addendum a quello più corposo contenente l'intero 33 giri "Good-bue Indiana" del 1975. Ancora un enorme grazie a Frank-One e a voi tutto auguro buon ascolto. 


LINK

Post by George & Frank-One

domenica 24 maggio 2026

Ivano Fossati - Good-bye Indiana (LP, 1975)


TRACKLIST:

01. Il grano e la luna – 3:13
02. Where Is Paradise – 5:44 (testo: Marrow – musica: Fossati)
03. Azteca (strumentale) – 3:56
04. I treni fantasma – 6:03
05. Storie per farmi amare – 4:21
06. Harvest Moon – 5:02 (testo: Marrow – musica: Fossati)
07. Good-bye Indiana – 9:58 (Fossati, Prudente)

back cover versione LP

MUSICISTI:

Ivano Fossati - voce, chitarra acustica ed elettrica, pianoforte, Fender Rhodes e tastiera, flauto traverso e dolce, sassofono soprano, ocarina, batteria e percussioni, basso, campane tubolari
Marva Jan Marrow - voce
Rossana Casale, Françoise Hardy, Aida Cooper, Caterina Bueno, Oscar Prudente - cori in 
Good-Bye Indiana


Cronologicamente "Good-bye Indiana" è il terzo album solista di Ivano Fossato, conclusa l'esperienza Delirium, preceduto da "Il grande mare che avremmo traversato" e "Poco prima dell'aurora", condiviso con Oscar Prudente, entrambi pubblicati nel 1973. Avevo sottolineato la bellezza di questo album in occasione del post con il concerto live di Fossati del 1987 e qualche lettore era concorde nel pubblicarlo. Quindi è inutile girargli intorno e continuare ad evocarlo, meglio postarlo, apprezzarlo in tutta la sua bellezza e non pensarci più. La versione originale venne pubblicata nel 1975 dalla Fonit Cetra. La versione in vinile è stata ristampata numerose volte nel corso del tempo (l'ultima nel 2025), mentre il CD venne pubblicato per la prima volta nel 1989.

back cover versione CD

Rispetto alle precedenti produzioni, "Good-bye Indiana" presenta alcune particolarità. Innanzitutto è interamente suonato dal solo Fossati che si cimenta con chitarre, tastiere, fiati, basso e percussioni, Gli unici apporti sono quelli di Umberto Tozzi come collaboratore agli arrangiamenti, di alcune celebri coriste presenti nella title track e della cantautrice californiana Marva Jan Marrow ai cori. La Marrow inoltre firma i testi dei due brani cantati in inglese, Where Is Paradise? e Harvest Moon. La title track è co-firmata da Fossati e Oscar Prudente. Altra particolarità del disco è il differente modo di cantare di Fossati, che abbandona il suo classico tono roco a favore di un modalità più morbida, con qualche eccezione come in Storie per farmi amare.
Tra i brani troviamo un ottimo strumentale (Azteca), dove fa la sua apparizione il flauto traverso, e una composizione particolarmente elaborata (I treni fantasma) dove nella parte centrale Fossati improvvisa alcuni assoli variando lo strumento utilizzato (dalla chitarra al sax). Infine vorrei segnalare la sorprendente title track. posta in chiusura dell'album, supportata da ben quattro coriste (oltre a Oscar Prudente), tra cui la compianta Françoise Hardy. Con i suoi 9 minuti e 58 secondi di durata è la canzone più lunga incisa in studio da Ivano Fossati. E' un brano evocativo, incentrato sui temi del viaggio, della transizione e del distacco. Il testo mescola l'italiano a brevi inserti in lingua inglese ("Good-bye Indiana train") e spagnola ("Te quiero, te quiero / E no puedo vivir"), costruendo un immaginario che richiama i grandi paesaggi americani, le ferrovie e atmosfere quasi cinematografiche frontieristiche ("Terra rossa sulla faccia", "Scende il sole dalle rocce"). Un brano semplicemente geniale. 

Marva Ian Marrow

Purtroppo, nonostante la sua indiscutibile bellezza, le vendite dell'album risultarono molto scarse, e per questo motivo la quotazione della prima edizione in vinile è molto alta (volete scommettere che Frank-One o Osel ce l'hanno?). Lo scarso riscontro ottenuto da questo disco fu uno dei motivi che portarono Fossati al cambiamento di casa discografica e al passaggio alla RCA Italiana, dove iniziò una collaborazione con Antonio Coggio. Da notare che nessuna delle canzoni incluse in questo  disco è stata mai eseguita dal vivo dal cantautore genovese. 
Con questo è tutto. Vi lascio all'ascolto dell'album e - se lo volete - alla pubblicazione di qualche commento. Di seguito due immagini di Ivano e Marva.

  


Post by George