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martedì 2 giugno 2026

Doppio incontro con Silvano Chimenti: Pulsar Music Ltd (LP, 1976) e Disco Music (LP, 1980)

 

Silvano Chimenti, chitarrista tarantino autodidatta, classe 1947 è sicuramente più noto come session man che come autore di album solisti. Da quanto si legge sul web (DeBaser, Wikipedia, altro) Chimenti ha collaborato con artisti quali Mina, Patty Pravo, Lucio Dalla, Domenico Modugno, Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Ornella Vanoni, Angelo Branduardi, Ennio Morricone, Luis Bacalov e Fabrizio De André. La lista è lunga e prestigiosa e non finisce qui. Pare che abbia suonato in più di 3000 dischi. Scusate se è poco! Vorrei ricordare che uno stringatissimo post a lui dedicato (inserito nel "Trofeo Sconosciume") venne realizzato nel 2012 per presentare l'album solista "Viaggio attraverso i problemi dell'uomo: Droga" pubblicato nel 1972. La sua discografia non si esaurisce qui: grazie al nostro amico e collaboratore Osel possiamo quest'oggi proporre altri due lavori targati Silvano Chimenti. Ringrazio Osel, come sempre, e passo alla presentazione dei due album in questione.


Pulsar Music Ltd - Omonimo (LP, 1976)


TRACKLIST:

Lato A
01. Cat Theme - 2:40
02.Blue Funk - 2:08
03. Dreamland - 3:55
04. Subway - 3:12
05. Walking At Sunrise - 1:13
06. Six In - 3:30

Lato B
07. Swinging Day - 3:18
08. High Tension - 1:44
09. Leyla Theme - 2:15
10. Running - 3:50
11. Fixed Idea - 2:47
12. Cat Theme - 1:22
13. Obsession - 3:40


Diciamo subito che si tratta di musiche scritte per una colonna sonora, nello specifico quella del film poliziesco  "Milano violenta", diretto dal Mario Caiano e uscito nelle sale nel 1976. I due autori della colonna sonora sono Silvano Chimenti ed Enrico Pieranunzi, quest'ultimo noto compositore, arrangiatore e pianista jazz. Per l'occasione assunsero la denominazione di Pulsar (da non confondere con l'omonimo gruppo prog francese). La colonna sonora venne inizialmente pubblicata in vinile nel 1976 come Pulsar Music Ltd. Oltre a Chimenti alla chitarra, Pieranunzi al piano e alle tastiere, i Pulsar contavano anche sulla presenza di Vincenzo Restuccia alla batteria. Le 13 tracce, assolutamente gradevoli e poco impegnative, fondono elementi jazz, funk e progressive tipici del cinema poliziesco italiano dell'epoca. La colonna sonora è stata pubblicata in vinile da Cometa edizioni musicali nel 1976 come "Pulsar Music Ltd.", ristampata poi su vinile e CD nel 1999 dalla Plastic. L'ultima ristampa in CD risale al 2010. 

Orchestra Silvano Chimenti - Disco Music (LP, 1980)


TRACKLIST:

Lato A
01. Happy California - 5:00
02.Autostrade americane - 2:55
03. Society Problem - 4:12
04. Caos - 2:25
05. Tragedy - 4:00
06. Suspense Space - 5:05

Lato B
07. Indian Summer (versione veloce) - 2:38
08. Indian Summer (versione lenta) - 2:10
09. Lady Primavera - 5:00
10. Chiara - 2:50
11. Skylift - 3:53
12. Fabiana - 2:50


L'album "Disco Music" venne attribuito ad una non ben precisata Orchestra Silvano Chimenti. Pubblicato in vinile nel 1980 dall'etichetta Usignolo, il disco è stato ristampato sempre in versione vinile nel 2022, in edizione limitata, dalla Holy Basil Records. Credo di poter affermare con certezza che non è stata realizzata una versione ufficiale in formato digitale. Detto questo passiamo ai contenuti. Ci troviamo di fronte a 12 brani di ottima library music, ideale per sonorizzazioni, Nonostante il titolo possa trarre in inganno, il nostro  Silvano Chimenti, qui ancora in veste di chitarrista e compositore, fonde sonorità disco-funk con jazz, fusion, lounge. un soul decisamente raffinato e "atmosfere cinematografiche", L'opera è diventata nel tempo un piccolo oggetto di culto per i collezionisti di vinili e per gli amanti dei campionamenti e delle sonorità groovy italiane degli anni '70 e '80. 
Bene, è tutto. Un ultimo grazie all'amico Osel per avere selezionato e condiviso questi due ottimi album e a voi tutti auguro buon ascolto. A presto. 


LINK Pulsar Music Ltd (1976)
LINK Disco Music (1980)

Post by George - Music by Osel

lunedì 25 maggio 2026

Ivano Fossati - Cane di strada (7" inedito su LP, 1974)

 

TRACKLIST: 

01. Cane di strada (lato A, 45 giri, 1974)
02. Concerto di plenilunio in castello di Stoccarda (strumentale - lato B, 45 giri, 1974)


MUSICISTI:

Ivano Fossati - voce solista, flauto traverso
Umberto Tozzi - chitarra
Guido Guglielminetti - basso
Euro Cristiani - batteria
Oscar Prudente - tastiere


Il raro poster allegato alle prime copie del 33 giri

Frank-One, come suo solito, non smette mai di stupirmi.  Ma oramai ci ho fatto l'abitudine. Questa volta ha lasciato un ampio e dettagliato commento in calce al post "Good-bye Indiana" di Ivano Fossati dove ricorda l'esistenza di due 45 giri pubblicati "a supporto" dell'album. Il primo contiene la title track "Good-bye Indiana" suddivisa in due parti, una per ogni lato del singolo ed è stato pubblicato nel 1975. Il secondo (che sulla base dell'etichetta del vinile risale al 1974 e quindi ha preceduto l'album) contiene due inediti, oggetto del post di oggi. Segnalo l'eccellente strumentale posto sul lato B, col flauto traverso di Fossati in primo piano.. Come potete notare la copertina del singolo richiama quella dell'album. Ignoravo invece, perdonami amico mio per questa carenza informativa, l'esistenza di un poster allegato alle prime copie dell'album. Colmo la lacuna con la pubblicazione (qui sopra) del poster in questione che mi hai inviato. Quindi, cari amici, prendete questo breve post come un addendum a quello più corposo contenente l'intero 33 giri "Good-bue Indiana" del 1975. Ancora un enorme grazie a Frank-One e a voi tutto auguro buon ascolto. 


LINK

Post by George & Frank-One

domenica 24 maggio 2026

Ivano Fossati - Good-bye Indiana (LP, 1975)


TRACKLIST:

01. Il grano e la luna – 3:13
02. Where Is Paradise – 5:44 (testo: Marrow – musica: Fossati)
03. Azteca (strumentale) – 3:56
04. I treni fantasma – 6:03
05. Storie per farmi amare – 4:21
06. Harvest Moon – 5:02 (testo: Marrow – musica: Fossati)
07. Good-bye Indiana – 9:58 (Fossati, Prudente)

back cover versione LP

MUSICISTI:

Ivano Fossati - voce, chitarra acustica ed elettrica, pianoforte, Fender Rhodes e tastiera, flauto traverso e dolce, sassofono soprano, ocarina, batteria e percussioni, basso, campane tubolari
Marva Jan Marrow - voce
Rossana Casale, Françoise Hardy, Aida Cooper, Caterina Bueno, Oscar Prudente - cori in 
Good-Bye Indiana


Cronologicamente "Good-bye Indiana" è il terzo album solista di Ivano Fossato, conclusa l'esperienza Delirium, preceduto da "Il grande mare che avremmo traversato" e "Poco prima dell'aurora", condiviso con Oscar Prudente, entrambi pubblicati nel 1973. Avevo sottolineato la bellezza di questo album in occasione del post con il concerto live di Fossati del 1987 e qualche lettore era concorde nel pubblicarlo. Quindi è inutile girargli intorno e continuare ad evocarlo, meglio postarlo, apprezzarlo in tutta la sua bellezza e non pensarci più. La versione originale venne pubblicata nel 1975 dalla Fonit Cetra. La versione in vinile è stata ristampata numerose volte nel corso del tempo (l'ultima nel 2025), mentre il CD venne pubblicato per la prima volta nel 1989.

back cover versione CD

Rispetto alle precedenti produzioni, "Good-bye Indiana" presenta alcune particolarità. Innanzitutto è interamente suonato dal solo Fossati che si cimenta con chitarre, tastiere, fiati, basso e percussioni, Gli unici apporti sono quelli di Umberto Tozzi come collaboratore agli arrangiamenti, di alcune celebri coriste presenti nella title track e della cantautrice californiana Marva Jan Marrow ai cori. La Marrow inoltre firma i testi dei due brani cantati in inglese, Where Is Paradise? e Harvest Moon. La title track è co-firmata da Fossati e Oscar Prudente. Altra particolarità del disco è il differente modo di cantare di Fossati, che abbandona il suo classico tono roco a favore di un modalità più morbida, con qualche eccezione come in Storie per farmi amare.
Tra i brani troviamo un ottimo strumentale (Azteca), dove fa la sua apparizione il flauto traverso, e una composizione particolarmente elaborata (I treni fantasma) dove nella parte centrale Fossati improvvisa alcuni assoli variando lo strumento utilizzato (dalla chitarra al sax). Infine vorrei segnalare la sorprendente title track. posta in chiusura dell'album, supportata da ben quattro coriste (oltre a Oscar Prudente), tra cui la compianta Françoise Hardy. Con i suoi 9 minuti e 58 secondi di durata è la canzone più lunga incisa in studio da Ivano Fossati. E' un brano evocativo, incentrato sui temi del viaggio, della transizione e del distacco. Il testo mescola l'italiano a brevi inserti in lingua inglese ("Good-bye Indiana train") e spagnola ("Te quiero, te quiero / E no puedo vivir"), costruendo un immaginario che richiama i grandi paesaggi americani, le ferrovie e atmosfere quasi cinematografiche frontieristiche ("Terra rossa sulla faccia", "Scende il sole dalle rocce"). Un brano semplicemente geniale. 

Marva Ian Marrow

Purtroppo, nonostante la sua indiscutibile bellezza, le vendite dell'album risultarono molto scarse, e per questo motivo la quotazione della prima edizione in vinile è molto alta (volete scommettere che Frank-One o Osel ce l'hanno?). Lo scarso riscontro ottenuto da questo disco fu uno dei motivi che portarono Fossati al cambiamento di casa discografica e al passaggio alla RCA Italiana, dove iniziò una collaborazione con Antonio Coggio. Da notare che nessuna delle canzoni incluse in questo  disco è stata mai eseguita dal vivo dal cantautore genovese. 
Con questo è tutto. Vi lascio all'ascolto dell'album e - se lo volete - alla pubblicazione di qualche commento. Di seguito due immagini di Ivano e Marva.

  


Post by George

venerdì 22 maggio 2026

Mamma Non Piangere - N. 2 (sempre avanti a testa bassa) (LP, 1980 - live)

 

TRACKLIST:

Lato A
1. My Sharona (1:06)
2. Un cactus nel bidè (5:37)
3. Gemini tre (6:11)
4. L'ora esatta (3:52)
5. Gloria (Gloria al Signore) (3:13)

Lato B
6. La fuga al Polo (6:31)
7. E' utile la gelosia (6:30)
8. Il valzer del buon umore (2:43)
9. La ruota su di sé (2:28)


FORMAZIONE:

Lorenzo Leddi - chitarra, mandolino, violino, harmonium, tastiere, voce in 4,6
Giorgia Marzano - voce, sax soprano
Roberto Meroni - sax, clarinetto, voce in 2
Luca Perreca - basso, violoncello, voce in 5
Giorgio Battaglia - batteria, percussioni


Un album veramente incredibile, registrato dal vivo in Sardegna il 4,5,7 settembre 1980. Si tratta del secondo lavoro dei Mamma Non Piangere dopo l'esordio dal titolo "N. 1 - Musica Bestiame e Benessere", uscito l'anno precedente. Quest'ultimo venne pubblicato sulla Stratosfera dal nostro storico amico Roby nel 2013 e lo ritroverete cliccando qui. Va precisato che entrambi gli album sono stati pubblicati dall'etichetta L'Orchestra in solo formato vinile e mai ristampati. Voglio ricordare i meriti di questa gloriosa etichetta, fondata nel 1974 da un gruppo di musicisti tra cui Franco Fabbri degli Stormy Six e rimasta in attività fino al 1983. Scopo della Cooperativa L'Orchestra era principalmente quello di promuovere ogni genere di musica non commerciale, spaziando dall'avanguardia al jazz, dalla musica politica e di protesta a quella popolare. Non a caso i Mamma Non Piangere (un nome un programma) vennero messi sotto contratto dalla Cooperativa. 


La loro è una musica che miscela l'avanguardia al rock, al free jazz con echi che rimandano agli episodi più "tossici" (intesi quelli più contorti) di Henry Cow, Slap Happy & Co. La parte del leone la giocano il sax di Roberto Meroni e gli inserti di violoncello di Luca Perreca. Nel corso del concerto vengono ripresi numerosi temi (e jingle) ben conosciuti ma rivoltati come un calzino, ad iniziare dalla My Sharona posta in apertura. Resta un episodio a sé la riproposta di Gloria ripescata dalla "Messa dei Giovani" dei Barritas. I testi sono ironici, dissacranti, al limite del demenziale (Un cactus nel bidé è un luminoso esempio). Dall'album venne estratto un singolo, sempre pubblicato nel 1980, contenente La fuga al Polo / L'ora esatta.  Di seguito la copertina.


Biografia dei Mamma Non Piangere
(dal sito "Italian Prog" di Augusto Croce)

Questo gruppo di Milano, poco conosciuto e formato intorno al 1978, è strettamente collegato con gli Stormy Six e l'etichetta L'Orchestra. Tutta la loro produzione uscì infatti per quell'etichetta indipendente ed il loro unico componente stabile è stato Lorenzo Leddi, fratello di Tommaso degli Stormy Six, insieme con un altro elemento costante del gruppo, il tecnico del suono Roberto Brenna. Gruppo insolito, con tutti i musicisti impegnati a suonare ogni genere di strumenti tradizionali ed inconsueti, Mamma Non Piangere ricordano a volte il gruppo inglese Henry Cow o altri artisti internazionali del movimento Rock In Opposition, specialmente nell'uso della voce femminile e di alcuni strumenti a fiato, ma hanno un approccio musicale unico che fonde insieme il rock con melodie folk, filastrocche tradizionali italiane, incredibili ritmi di valzer ed altri balli.


Tutti e due gli album sono interessanti e richiedono attenzione, ma purtroppo il gruppo si sciolse dopo il secondo LP, registrato dal vivo in Sardegna con una formazione quasi completamente diversa dal primo.
Lorenzo Leddi, Roberto Meroni e Luca Perreca, insieme a Laura Agostinelli (voce), Maurizio Del Monaco (sax), Walter Prati (basso) e Ferdinando Fara (batteria) hanno riformato i Mamma Non Piangere per un interessante album uscito nel 2016 in linea con le sonorità dei precedenti.(ndr - intitolato semplicemente "N.3"). Nicola Scarano e Sonia Milan, della formazione originale, hanno suonato anche fin dal 1970 con Strumentoconcerto, un gruppo strettamente collegato ai Mamma Non Piangere che comprendeva anche Lorenzo Leddi nel primo LP, e che ha realizzato due album per L'Orchestra, unendo ricerca musicale e cultura popolare". Ringrazio Augusto, come sempre, per la precisione e la chiarezza delle informazioni. Concluse quest'ultima parte vi lascio all'ascolto. Alla prossima
PS - se vi interessa il "N. 3" chiedetelo. Io ho il CD

Cover di Mamma Non Piangere N. 3 del 2016


Post by George

domenica 3 maggio 2026

Spaventapasseri - Volere bene a tutti / Bu Ga Boo (45 giri, 1970)


TRACKLIST:

01. Volere bene a tutti (lato A)
02. Bu Ga Boo (lato B)


Lo confesso. Sto cominciando a prenderci gusto nello scovare band praticamente sconosciute che sono riuscite a malapena a registrare un solo 45 giri. Sfogliando le pagine di "Italian Prog", sito web o volume che dir si voglia, indiscutibile punto di riferimento per tutti gli amanti del progressive rock italiano, curato dall'amico e maestro Augusto Croce, di questi gruppi ne troviamo a bizzeffe. Alle spalle hanno solamente uno due singoli e nulla di più, non essendo riusciti a firmare un contratto duraturo oppure semplicemente per carenza di materiale necessario a comporre un LP. Proprio per non lasciarli cadere del tutto nel dimenticatoio, ce ne occuperemo, un po' alla volta, anche noi della Stratosfera. Un lavoro analogo, come sempre di alto profilo, lo sta portando avanti il nostro amico Frank-One all'interno della sua trasmissione "The Prog Side of the Moog". 
Alcuni di questi gruppi sono veramente bravi e stupisce il fatto che abbiano realizzato solo un singolo.  E' il caso degli Spaventapasseri, un trio composto da Alberto Valli (voce e chitarra), Maurizio Valli (basso, cori) e Gerard De Vincenzo (batteria e cori)


E' sempre difficile trovare informazioni su questi gruppi misconosciuti, invece, nel caso specifico, wikipedia è prodiga di notizie (che vi riporto). 

"Il gruppo si forma con l'incontro dei due fratelli Alberto e Maurizio Valli (che suonavano già in diverse piccole formazioni milanesi) con il batterista Gerard De Vincenzo, proveniente da Nizza. Inizialmente si esibiscono con il nome di "Gruppo Uno", cambiato in seguito in "Spaventapasseri" da Pippo Baudo (a causa dei loro cappelli), in occasione della loro partecipazione, durata circa un anno e mezzo, alla sua trasmissione televisiva Settevoci, sul palco insieme all'orchestra di Luciano Fineschi. 
Furono molte le esibizioni dal vivo in tutta Italia, tra cui vanno ricordate quella al "Wanted" di Milano (ex Piper), dove fecero da spalla a Wilson Pickett, e a Lavagna, al campo sportivo, come apertura ad uno dei pochi concerti di Lucio Battisti. Nel 1970 registrarono un 45 giri (etichetta Equipe) con un brano vicino al rock progressivo ed alla psichedelia, Volere bene a tutti, ed un altro, Bu Ga Boo, definito da Pescetelli "uno dei primi brani hard rock italiani". Il lato B, in particolare, è uno strumentale (o quasi) pazzesco, dominato dalla chitarra elettrica di Alberto Valli. Le due canzoni vennero ristampate in CD nel 1996 dalla Giallo Records. Voglio giustamente ricordare che Roby, a suo tempo, inserì questi e altri singoli nelle sue "Collection di 45 giri rari". Gli Spaventapasseri fecero inoltre dei provini con Renato Serio per la casa discografica Numero Uno di Lucio Battisti e Mogol. La causa del prematuro scioglimento fu la incombente malattia psichica di Maurizio, che soffriva di manie di persecuzione, e che portò il gruppo alla rottura. Gerard tornò in Francia e creò la sua orchestra. In seguito, nel 1975, Alberto Valli entrò nei Flora Fauna Cemento".
Ed ora passiamo all'ascolto. Alla prossima.



Post by George

lunedì 27 aprile 2026

Folkaldo - Shakidu / Vecchio uomo (45 giri, vinile, 1972)


TRACKLIST:

01. Shakidu (lato A)
02. Vecchio uomo (lato B)


E' piuttosto infrequente che la Stratosfera pubblichi un 45 giri (abitualmente li inserisco come bonus track), ma ci possono essere delle eccezioni. Nel caso in oggetto si tratta di un 45 giri raro, da tempo presente nella nostra wishlist, che finalmente vede la luce. Un enorme GRAZIE va al mio sodale e storico amico Frank-One che ha scovato questo singolo nei meandri della sua collezione di vinili. Grazie a nome di tutta il team della Stratosfera.
Veniamo al dunque. Shakidu venne pubblicato dall'etichetta Help! nel giugno del 1972 e dietro al misterioso Folkaldo (chiaramente uno pseudonimo). si nascondeva Aldo Parente. Quest'ultimo, nel 1974, utilizzò un altro pseudonimo, Franco Maria Giannini, con il quale registrò il 33 giri "Affresco" (lo trovate sulla Stratosfera).  Parenti iniziò la sua carriera di musicista (suonana la chitarra) negli anni '60, prima con I Baronetti e successivamente, nel 1970, con gli 0Under 2000 (3 singoli all'attivo). Poi la svolta prog con il sopracitato "Affresco". "Shakidu", al di là della rarità, è una canzoncina pop senza lode né infamia. Sulla falsariga il lato B, "Vecchio uomo". Un cimelio dal passato. Buon ascolto. 


LINK

Post by George - Music by Frank-One

giovedì 23 aprile 2026

In ricordo di Frando Di Sabatino (R.I.P.) - Angelo Branduardi - Concerto (3 LP, 1980)


Erano gli inizi del mese di aprile quando Angelo Branduardi, dalla sua pagina Facebook, lanciava questo triste messaggio: "Franco Di Sabatino ha terminato il suo cammino su questa terra. Ma nei nostri cuori ci sarà sempre". Franco non apparteneva alla categoria dei "numeri uno" nel panorama rock nazionale, ma era un buon musicista, un tastierista per la precisione, che aveva fornito un importante contributo a numerosi musicisti. Lo vogliamo ricordare soprattutto come componente del Rovescio della Medaglia, all'epoca di "Contaminazione" (anno 1975) e come membro della band di Angelo Branduardi, sia in studio che nel corso dei concerti dal vivo. Per trovare notizie legate a questo evento luttuoso, ho dovuto scavare nei meandri del web finché ho trovato un articolo pubblicato sul giornale on line "Abruzzo Indipendent" subito dopo la scomparsa del musicista. Ve lo riporto.

Una delle ultime immagini di Franco

"L'Abruzzo perde una delle sue anime musicali più raffinate e colte. Nelle scorse ore è scomparso Franco Di Sabatino, pianista e tastierista magistrale. Di Sabatino è stato un artista capace di muoversi con naturalezza tra la precisione della musica classica e l'imprevedibilità del prog, portando sempre con sé quel tocco eclettico e a tratti introverso che lo rendeva unico sulla scena internazionale. Originario di Pescara, Di Sabatino ha manifestato il suo genio sin dall'infanzia. Pochi sanno che i suoi esordi furono legati alla fisarmonica, strumento con cui si laureò campione mondiale quando era ancora un bambino. Quella stessa agilità tecnica e sensibilità melodica furono poi trasferite al pianoforte e, soprattutto, all'organo Hammond, diventando il marchio di fabbrica di un musicista capace di dipingere atmosfere sonore indimenticabili. 


La carriera di Di Sabatino è stata costellata di collaborazioni leggendarie. Il grande pubblico lo ricorda soprattutto al fianco di Angelo Branduardi, con il quale ha condiviso momenti storici come la tournée di Cogli la prima mela e la celebre trasmissione televisiva del 1985 dedicata a La pulce d’acqua. La sua capacità di intrecciare sonorità folk e barocche con la modernità delle tastiere contribuì a rendere magico il sound del "menestrello" italiano. Ma il suo prestigio varcò i confini nazionali: visse e lavorò a lungo in Germania, collaborando con la "Rossa" della canzone italiana, Milva, e confrontandosi con il genio di Astor Piazzolla. Nel panorama del rock progressivo, il suo nome resta legato a Il Rovescio della Medaglia, band storica con cui portò sul palco la potenza sonora di un'epoca irripetibile.

Franco con il Rovescio della Medaglia

"Un musicista magistrale, un uomo di rara sensibilità che ha preferito far parlare i tasti piuttosto che le parole". Così lo ricordano i fan club e i colleghi che in queste ore stanno inondando i social di messaggi di cordoglio. Franco Di Sabatino non è stato solo un turnista di lusso, ma un architetto del suono che ha saputo portare l'orgoglio della scuola musicale pescarese sui palchi più prestigiosi del mondo. Proprio Branduardi sui propri social ha annunciato la scomparsa di Franco Di Sabatino "A pochi giorni di distanza ci tocca riproporre questa foto per dire addio a un altro grande compagno di Viaggio (in riferimento alla morte di Andy Surdy, al secolo Andrea Surdi, batterista scomparso il 22 marzo)". 

Franco nella band di Angelo Branduardi

Il ricordo di Franco prosegue sotto il profilo musicale. A questo proposito vi rimando innanzitutto al vecchio post del 12 settembre 2011, realizzato dal Capitano, dove potrete riascoltare il Rovescio della Medaglia con "Contaminazione" e la sua versione inglese "Contamination" (qui). Entrambi i link sono attivi. Franco Di Sabatino era entrato in formazione nel 1975 al fianco di Enzo Vita, Pino Ballarini, Stefano Orso e Gino Campoli. La "novità", si fa per dire, risiede nella pubblicazione del triplo LP "Concerto" di Angelo Branduardi, ancora assente sulla Stratosfera, Franco Di sabatino è presente in tutte le tracce live. Insomma, due piccioni con una fava.

Angelo Branduardi - Concerto (LP version, 1980)


TRACKLIST:

Lato A
01.L'uomo e la nuvola (Breme - Stadthalle, 10/26/79) - 12:00
02.Tanti anni fa (Frankfurt - Jahrhunderthalle, 10/30/79) - 4:35
03. The Stag (Berlin - Hochschule Der Kunste, 10/07/79) - 3:15
04. Under The Lime Tree (London - The Venue, 02/03/79) - 2:35

Lato B
05.Alla Fiera dell'Est (Arena di Verona, 09/15/78) - 11:20
06. Se tu sei cielo (Roma - Palaeur, 11/18/79) - 3:20
07.Confessioni di un malandrino (Arena di Verona, 09/15/78) - 5:00
08. Il gufo e il pavone (Roma - Palaeur, 11/18/79) - 4:30

Lato C
09. La pulce d'acqua (Hannover - Niedersachsesenhalle, 10/09/79) - 6:15
10. Lady (Hamburg - Musikhalle, 10/05/79) - 4:15
11. Gli alberi sono alti (Arena di Verona, 09/15/78) - 4:30
12. Old Man And Butterflies (Zurich - Kongresshaus, 09/30/79) - 5:15

Lato D
13. Il Signore di Baux (Milano - Palasport, 11/11/79) - 5:25
14. Il ciliegio (Arena di Verona, 09/15/78) - 4:25
15. Donna mia (Arena di Verona, 09/15/78) - 3:30
16. Re di speranza (Arena di Verona, 09/15/78) - 6:15

Lato E
17. Cogli la prima mela (Torino - Palasport, 12/04/79) - 7:25
18. La luna (Munchen - Circus Krone, 10/04/79) - 9:45
19. The Song Of Eternal Numbers (London - The Venue, 02/03/79) - 5:00

Lato F
20. Ballo in Fa Diesis Minore (Bologna - Palasport, 12/03/79) - 8:15
21. The Lady And The Falconer (Bruxelles - Palais Des Beaux Arts, 10/20/79) - 10:10
22. Il poeta di corte (Arena di Verona, 09/15/78) - 6:30


MUSICISTI:

Alan King, Aldo Giovagnoli, Alfredo D'Aquino, Andy Surdy, Angelo Branduardi, Claudio Capponi, Felix Mizrahi, Franco Di Sabatino, Gianni Colaiacomo, Gianni Dall'Aglio, Gianni Nocenzi, Gigi Cappellotto, Hugo Heredia, Luigi Lai, Massimo Macri, Maurizio Fabrizio, Piercarlo Zanco, Pierluigi Calderoni, Roberto Puleo, Rodolfo Maltese, Ronnie Jackson, Vittorio Nocenzi



La versione triplo vinile venne pubblicata dalla Polydor nel 1980 e conteneva un booklet di 12 pagine con numerose foto. Il primo box set con 2 CD venne pubblicato dalla EMI nel 1992. Veramente ottima la recensione pubblicata sul sito De Baser, che vi propongo di seguito.
"Concerto rappresenta il primo album dal vivo pubblicato da Angelo Branduardi. Rilasciato come triplo LP nel 1980, il disco (anzi i dischi), sono la testimonianza del primo tour europeo intrapreso dal cantautore italiano, a cavallo fra il 1978 e il 1979, all’indomani della pubblicazione di Cogli la prima mela. La tournee è la punta dell’iceberg del progetto ideato dallo stesso Branduardi e che prende il nome de “La Carovana del Mediterraneo” (ndr - cliccate qui per rivedere il post dedicato alla "Carovana Story" sulla Stratosfera). La prima edizione del ’78-’79 vede la partecipazione, oltre ad Angelo Branduardi, anche di altri artisti come il Banco del Mutuo Soccorso, Felix Mizrahi, celeberrimo violinista egiziano accompagnato dal suo gruppo etnico, Alan King, sassofonista e flautista britannico, e di Luigi Lai, famosissimo maestro di launeddas, antico strumento a fiato sardo.



Oltre ad essi, il gruppo che accompagna Angelo Branduardi è composto dagli stessi musicisti che hanno collaborato con lui alla stesura dei lavori in studio. Fra i tanti vale la pena ricordare Andy Surdi e Gianni Dall’Aglio (in alcune date) alla batteria, Gigi Cappellotto al basso elettrico, Franco Di Sabatino alle tastiere, Claudio Capponi al pianoforte, Roberto Puleo e l’immancabile Maurizio Fabrizio alle chitarre, bouzouki e mandolino. In più, anche una sezione di archi e fiati per gli arrangiamenti orchestrali.
Concerto rappresenta un Angelo Branduardi all’ennesima potenza, in stato di grazia e in piena maturazione musicale. L’album è la trasposizione sul palco delle complesse composizioni che caratterizzano gli album in studio precedenti. In Concerto vi sono brani estratti da tutti i dischi pubblicati fino ad allora da Branduardi, dal primo album fino a Cogli la prima mela (in fase di pubblicazione, ma già completo). Nella scaletta sono presenti i brani più famosi come “Alla fiera dell’est”, “Ballo in fa diesis minore”, “Il signore di Baux” e “Confessioni di un malandrino”, oltre alle versioni in inglese di altri brani, come “The Stag” (Il dono del cervo), “The song of eternal number” (La serie dei numeri), “Old man and butterflies” (Il vecchio e la farfalla), “Under the lime tree” (Sotto il tiglio), “The lady and the falconer” (Ninna nanna).



Concerto è un capolavoro della musica italiana ed internazionale, apprezzato in tutta Europa per la sua capacità di miscelare nello stesso tempo musica folk, musica d’autore italiana, arrangiamenti orchestrali e influenze classiche, elementi rock e progressive. Il tutto fa sì che Branduardi venga considerato uno dei musicisti più apprezzati ed eclettici del panorama italiano ed europeo, per la capacità di sintetizzare in un unico album tanti generi musicali diversi. La specialità di questo album sono i momenti memorabili toccati dagli artisti, che mai si potevano apprezzare con le sole versioni in studio degli album, come il richiamo al Guglielmo Tell di Rossini nell’apoteosi finale de “La pulce d’acqua” o l’intermezzo di launeddas durante “Alla fiera dell’est”, così come il silenzio sognante con il quale si ascolta “Confessioni di un malandrino” o il battimani all’unisono in “Ballo in fa diesis minore”, le fantastica introduzione progressive di “L’uomo e la nuvola” e quella di influenza gitana in “Cogli la prima mela”. Il miglior Branduardi è racchiuso qui, in queste 22 canzoni che compongono il Concerto. Dopo c’è solo l’immortalità". Con questo è tutto. Un ultimo saluto a Franco Di Sabatino con la frase che Branduardi era solito pronunciare durante i suoi concerti:.

Alle tastiere...Franco Di Sabatino



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Post by George

mercoledì 15 aprile 2026

Luca Bonaffini - Astrologia (LP, 1988)


TRACKLIST:

Lato A
01. Con la bocca chiusa - 4:27
02. Polifemo Das Auge - 4:50
03. Un'altra vita - 4:26
04. Astrologia - 4:56

Lato B
05. Ehi, ballerina - 4:59
06. Senza tempo - 5:35
07. Free Time - 4:05
08. Finale - 1:38
09. Non ci si può nascondere - 4:52


Il personaggio non è nuovo sulla Stratosfera. Abbiamo avuto modo di ascoltarlo in episodi di grande interesse e grande valore. A questo proposito ricordo il suo unico album live del 2004, "La canzone va a teatro" (qui) e le sue collaborazioni con Gianni Mocchetti (album "Minora" del 1996 - qui) e con Ermanno Zanfi e Pierangelo Bertoli nel bellissimo "Blez" del 1993 (qui). IL sodalizio con quest'ultimo durò a lungo, con un Bonaffini presente sia in veste di musicista che di compositore. Non è il caso di riproporre la biografia dell'artista, già tracciata abbondantemente nel post contenente il live del 2004. Quest'oggi abbiamo tra le mani il primo album solista del musicista (in copertina appare solo il cognome "Bonaffini") pubblicato nel 1988 dall'etichetta Carrere nei soli formati vinile e musicassetta. Da allora non è mai stato ristampato. Per essere precisi il disco venne distribuito per due volte in pochi mesi: a dicembre, in occasione delle feste natalizie e a febbraio, dopo l'ingresso di Bonaffini nella rosa degli aspiranti alla sezione "Emergenti" del Festival di Sanremo 1989 con il brano Con la bocca chiusa.


Al di là della sua rispettabile quotazione sul mercato dell'usato questa opera prima di Bonaffini non può certo considerarsi un capolavoro. C'è sempre una certa attesa di fronte al primo album di u artista. A volte viene ripagata a volte no. Qui impattiamo in nove canzoni, nemmeno troppo originali, che non lasciano il segno. Abbiano conosciuto Bonaffini in tempi e situazioni decisamente migliori. Però, visto che ce l'abbiamo, tanto vale ascoltarlo. Come diceva il Maestro, "Goutez et comparez". 



Post by George