Visualizzazione post con etichetta 2011. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2011. Mostra tutti i post

martedì 9 giugno 2026

Ske - 1000 Autunni (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Fraguglie (6:06)
02. Denti (5:11)
03. Carta e burro (4:57)
04. Scrupoli (4:12)
05. Delta (5:06)
06. Scogli 1 (2:13)
07. Sotto sotto (5:35)
08. Mummia (5:24)
09. Scogli 2 (2:33)
10. La Nefazia di Multatuli (6:29)
11. Scogli 3 (1:30)
12. Rassegnati (7:09)


MUSICISTI:

Paolo "Ske" Botta - organo, piano elettrico, synthesizers, string machines

con:
Roberta Pagani - voce
Valerio Neth Reina - voce
Francesco Zago - chitarra acustica, chitarra elettrica
Maurizio Fasoli - piano
Fabio Ciro Ceriani - thumb piano, percussioni
Giuseppe Jos Olivini - theremin, percussioni, Fx
Valerio Cipollone - clarinetto, sax
Markus Stauss - sax
Fabrice Toussaint - idiophones, trombone, percussioni
Nicolas Nikolopoulos - flauto
Enrica di Bastiano - arpa
Elia Leon Mariani - violino
Pierre Wawrzyniak - basso
Mattia Signò - batteria, percussioni


"1000 Autunni" è il primo album solista di Ske, meglio conosciuto come Paolo Botta, musicista e compositore progressive d'avanguardia. Quello che ci propone, permettetemi di definirlo un "prog estremo", influenzato da un arco variegato di stilemi musicali. Ma facciamo un passo indietro. Paolo Botta è uno dei talentuosi musicisti, in questo caso un tastierista, che collaborano stabilmente con gli Yugen, una band che abbiamo già presentato sulla Stratosfera con l'album "Iridule" del 2010 (qui). Il suo curriculum include anche una breve esperienza con i French TV, una delle band avant-prog di punta degli Stati Uniti. Stiamo parlando di un vero progger cosmopolita, senza dubbio.


 Così si legge sul sito "Prog Archives":
"Con Botta alla guida e alla direzione di SKE, il nostro musicista si vede nella posizione di poter esprimere la propria visione personale di musica progressive avventurosa per il nuovo millennio. Il primo risultato di questa visione è l'album di debutto "1000 Autunni", un'eccellente tavolozza sonora di musica eclettica in cui prog sinfonico, musica da camera sperimentale, avant-jazz e fusion si alternano e/o si fondono tra loro in modo meraviglioso. Per la realizzazione di questa registrazione, Botta ha ricevuto un valido aiuto dai suoi colleghi degli Yugen, così come da membri dei Camembert  e dei Ciccada". Registrato nel corso del 2010, "1000 Autunni" è stato pubblicato dalla Fading Records nel 2011 come CD singolo, poi ristampato nel 2018 con un bonus CD contenente 8 tracce live registrare all'Altrock Festival 2013. Ricordo che Ske ha pubblicato un secondo CD nel 2021, intitolato "Insolubilia" che riprende e sviluppa ulteriormente i temi affrontati nel lavoro di esordio. Due album di non facile ascolto, da apprezzare dopo una serie di attenti ascolti. Chiudo questo post ringraziando l'amico e collaboratore Osel che mi ha inviato i file proponendo la loro condivisione al popolo della Stratosfera. Buon ascolto.

  


Post by George - Music by Osel

martedì 5 maggio 2026

Latte Miele: RE-POST & NEW POST (great super post by CMB/Cimabue)


BREVE PREMESSA 
Con il post odierno, con estremo piacere, torniamo ad occuparci di una band storica del prog italiano ovvero i Latte Miele (qui senza la congiunzione) con due repost-reupload ed altrettante pubblicazioni ancora assenti sul blog.

RE-POST & RE-LOAD
Latte Miele - Vampyrs (CD, 1992)
registrazioni del 1979


TRACKLIST: 

01. King of darkness
02. Master of the time
03. I don't wanna see you
04. Burning out
05. Life is just a game
06. Nobody's comin'
07. Stasera
08. Angela
09. Fumetti Rosa
10. Un colpevole mago
11. Rock 'n' roll star
12. American time
13. Dimenticare, ricominciare
14. Immagini di un porto


FORMAZIONE:

Luciano Poltini - tastiere, voce
Massimo Gori - basso, chitarra, voce
Alfio Vitanza - batteria, chitarra acustica, voce


Il post originale, ad opera del Capitano Roby, risale al 2 marzo 2012 (qui). Il CD fu pubblicato senza l’autorizzazione del gruppo. Si tratta, in realtà, di prove di registrazioni del 1979 assemblate dalla Mellow Records in modo eterogeno. Ad un’ipotetica facciata A (i primi sei brani) che potremmo definire “Prog Fusion” - un po’ alla Suite disco o alla Dancing dei New Trolls - segue una seconda parte (brani da 7 a 14) in chiaro stile Pop Rock.


NEW LINK  Vampyrs

NEW POST
Latte Miele - Marco Polo (Sogni e Viaggi) (CD, 2009)


TRACKLIST:

01 San Marco (Lacagnina)
02 Carnival (Lacagnina)
03 Il sogno (Gori - Lacagnina)
04 Via si và (Dellacasa - Gori - Lacagnina)
05 I crociati (Gori - Lacagnina)
06 Il deserto del Gobi (Gori - Lacagnina)
07 Il matrimonio dei bimbi nel vento (Dellacasa - Gori - Lacagnina)
08 Pechino (Gori - Lacagnina)
09 Kubilai Kan (Lacagnina)
10 L’ultimo unicorno (Gori - Lacagnina)
11 La battaglia di Curzola (Gori - Lacagnina)
12 La prigione (Dellacasa - Gori - Lacagnina)
13 Sogno incrociato (Gori - Lacagnina)
14 Ritorno a San Marco (Lacagnina)


FORMAZIONE:

Marcello Giancarlo Dellacasa - chitarra elettrica, chitarra acustica, voce
Oliviero Lacagnina - piano, tastiere, arrangiamenti
Alfio Vitanza - batteria, voce
Massimo Gori - basso, voce

con:
Orchestra Sinfonica “C.A. Mussinelli” di La Spezia diretta da Oliviero Lacagnina
Prime parti:
Primo violino - Riccardo Vartolo
Viola - Angelo Quarantotti
Violoncello solo - Andrea Landi
Contrabasso - Pino Nastasi
Roberto Tiranti: voce lirica in “Il sogno”


Edito da Aereostella - l’etichetta discografica della PFM - Marco Polo sogni e viaggi conferma lo stato di salute della reunion dei Latte Miele (dopo l’ottimo Live Tasting dell’anno precedente - qui) nella formazione storica (Della Casa - Lacagnina - Vitanza) allargata (Gori) con il fondamentale contributo dell’Orchestra Sinfonica “C.A. Mussinelli” di La Spezia e l’ospitata in veste lirica di Roberto Tiranti.


“È notte, le calli di Venezia sono affollate di gente che festeggia il carnevale. Marco, un giovane artista, viene attratto da una misteriosa dama in maschera che lo invita a seguirlo tra la folla e lo conduce all’interno di un teatro in rifacimento. Nell’inutile ricerca della donna, l’uomo scopre di essere solo, chiuso dentro il teatro deserto. Rassegnato a passarvi la notte, si addormenta e comincia a sognare. È un sogno strano, quasi un incubo: si trova in un altro tempo, in mezzo a gente e luoghi che non ha mai visto. Nei panni di Marco Polo, inizia un viaggio fantastico e rivive le esperienze del leggendario mercante: attraverso le dune del deserto del Gobi, dove una misteriosa melodia portata dal vento tiene lontano lo straniero; riuscendo a fuggire agli assalti dei predoni e arrivando a Pechino, tra il frastuono ed i colori sfavillanti di un mercato orientale, dove un imbonitore vende ai viandanti l’elisir di eterna giovinezza, fino all’interno del meraviglioso palazzo del Kubilai Kahn. Conosce popoli diversi con le loro usanze e culture e ci racconta del matrimonio dei bimbi nel vento, una cerimonia sacra che unisce due bambini nell’aldilà. Un meraviglioso viaggio che culmina con la visione del mitico unicorno e che termina sulla via del ritorno, a Curzola, durante una sanguinosa battaglia. Imprigionato e rinchiuso nelle carceri del palazzo San Giorgio a Genova rinizia a viaggiare con la memoria, si addormenta e sogna. Sogna di essere in un altro tempo, a Venezia, in un teatro deserto, durante una notte di carnevale…”
A Venezia esiste realmente questo teatro, il Malibran, le cui fondamenta sorgono sui resti dell’ultima dimora di Marco Polo".

Alfio Vitanza

Un concept album di notevole impatto, musicale e testuale, che porterà la band al cospetto del sempre attento e affezionato pubblico giapponese, come testimoniato dallo splendido bootleg riproposto qui di seguito. 

LINK Marco Polo

RE-POST & RE-LOAD 
Latte e Miele - Made in Japan
Live Club Città, Kawasaki, 30.04.2011
Serie "Bootleg"


TRACKLIST CD 1:

1st Set
01-San Marco - Carnival
02-Via si va
03-I Crociati
04-La battaglia di Curzola
05-Pavana 1
06-Pavana 2
07-Vision Of The Sunlight

2nd Set
08-Introduzione
09-Il giorno degli Azzimi - Ultima Cena
10-Getzemani - Il Processo


TRACKLIST CD 2

01-Il pianto - Il Re dei Giudei
02-Toccata - Il Calvario
03-Il dono della vita - Finale
04-Keyboard trouble
05-Papillon Overture
06-Primo quadro - La Fuga
07-Secondo quadro - Il mercato - Rimani nella mia vita
08-Fantasia per Chandra (Marcello Dellacasa classic guitar solo)
09-Patetica (Alfio Vitanza drum solo)
10-Patetica parte terza
11-Luciano Poltini keyboard solo
12-Getzemani - Il Processo
13-San Marco - Carnival
14-Rimani nella mia vita


FORMAZIONE:

Alfio Vitanza - batteria
Marcello Dellacasa - chitarra
Luciano Poltini - tastiere
Massimo Gori - basso


Il post originale venne realizzato da George il 3 gennaio 2014 (serie "Bootleg" n. 30) e lo ritroverete qui. Il concerto avvenne con la rentrée del tastierista Luciano Poltini, già nella seconda formazione dal 1975 al 1980 (non accreditato nel post originale, ma presente nella tracklist). (ndr - anche questo grande concerto aveva purtroppo il link inattivo da anni. Finalmente lo possiamo riascoltare in santa pace). 


NEW LINK CD 1 - Made in Japan 2011
NEW LINK CD 2 - Made in Japan 2011


NEW POST
Latte Miele -  Passio Secundum Matthæum - The Complete Work (CD, 2014)


TRACKLIST:

01 Introduzione (Dellacasa - Lacagnina)
02 Il giorno degli azzimi (Dellacasa - Lacagnina) Narrator: Paolo Carelli
03 Ultima cena (Dellacasa - Lacagnina) Narrators: Aldo De Scalzi - Paolo Carelli
04 Il pane e il sangue dell’alleanza (Lacagnina) Narrator: Elisa Montaldo
05 Getzèmani (Dellacasa - Lacagnina)
06 I falsi testimoni (Lacagnina) Narrators: Paolo Griguolo - Roberto Tiranti - Simonluca
07 Il pianto (Dellacasa - Lacagnina)
08 Il rinnegamento di Pietro - Il mantello (Gori - Lacagnina) Narrators: Giorgio D’Adamo - Simonluca
09 Il prezzo del sangue (Gori - Lacagnina) Narrator: Max Manfredi
10 Giuda (Dellacasa - Lacagnina)
11 Il re dei giudei (Dellacasa - Lacagnina) Narrator: Silvana Aliotta
12 Barabba (Dellacasa - Lacagnina) Narrator: Sophya Baccini
13 Toccata per organo (Lacagnina) take originale del 1972
14 Il calvario (Dellacasa - Lacagnina) Narrators: Giorgio D’Adamo - Simonluca 
15 Aria della croce - Tra i soldati e la polvere (Gori - Lacagnina)
16 La spartizione della tunica (Lacagnina) Narrator: Lino Vairetti
17 Dall’ora sesta all’ora nona (Dellacasa - Lacagnina) Narrator: Silvana Aliotta
18 Il velo del tempio - Dies irae (Lacagnina) Narrator: Paolo Carelli
19 Come un ruscello che… (Dellacasa - Lacagnina) Narrators: Alvaro Fella - Paolo Griguolo  


FORMAZIONE:

Alfio Vitanza - batteria, voce
Massimo Gori - basso, voce
Marcello Giancarlo Dellacasa - chitarra classica, chitarra elettrica
Oliviero Lacagnina - piano, tastiere

con 
Coro “Classe Mista” diretto da Sergio Chierici
Gnu Quartet - strings

Registrato presso lo studio Trancendental (Genova) da Patrick Simonetti e Aldo De Scalzi che si è occupato anche del mix. Master effettuato presso lo studio BitBazar (Roma). 


Edito dalla mitica Black Widow (dalla Belle Antique per il Sol Levante) la pubblicazione riprende l’opera d’esordio del gruppo genovese, dilatandola ed ampliandola, nelle composizioni (19 tracce a fronte delle 12 del 1972) e nella reinterpretazione, grazie anche alla presenza di numerosi ospiti - vecchie (e nuove) glorie del prog nostrano - impegnati come narratori (tra cui un Giorgio D’Adamo, probabilmente alla sua ultima apparizione discografica). Un grande disco, una grande opera.


LINK  Passio Secundum Matthæum - The Complete Work

CONCLUSIONI
Nel 2019, con la denominazione LatteMiele 2.0 (per la prima volta senza Alfio Vitanza in formazione) Massimo Gori e Luciano Poltini (con l’ausilio di Elena Aiello al violino e Marco Biggi alla batteria) danno alle stampe il notevole Paganini Experience (troppo recente per essere riproposto) proposta dal vivo al Teatro Govi di Genova, in prima nazionale, il 9 marzo 2025 con il titolo “Quella musica - Paganini Opera Rock”. Dal canto suo, Alfio Vitanza è “on the road again” con i BeatBox (cover band dei Beatles) (ndr - li ho visti dal vivo a Camogli due anni fa in occasione del Festival della Comunicazione. Bravi è dire poco). 
. È tutto, buon ascolto e un caro saluto. Alla prossima


New post, Re-post & Re-load by Cimabue (with a little help by George)

martedì 17 marzo 2026

Deserto Rosso The Complete Works (2011-2012-2013)

 

Ispirato dalla presentazione di un brano da parte del mio caro amico Frank-One  (era la cover di "Non mi rompete" del BMS) all'interno della penultima puntata della sua trasmissione radiofonica  "The Prog Side Of The Moog", ho voluto fare l'esagerato pubblicando l'intera discografia dei Deserto Rosso. Onore al merito, il primo album me lo ha passato lo stesso Frank-One che, ovviamente, ringrazio. Ed ora facciamo conoscenza con i nostri protagonisti. Le prime informazioni provengono dal sito "Oubliette Magazine" del 13.10.2013. "La band Deserto Rosso nasce ufficialmente nel 2008 da un’idea della cantautrice romana Erika Savastani e del produttore e musicista Danilo Pao. Un’intesa professionale che risale già al 2003 con concerti e session in studio. Nel 2009-2010 i Deserto Rosso partecipano con successo ai tour estivi degli Zero Assoluto. Un’opportunità che permette loro di farsi conoscere al grande pubblico e che li impegna in un’intensa attività live, con oltre 90 concerti in giro per l’Italia e per l’Europa, nel corso dei quali presentano il loro primo singolo “Senza Cuore”. 


Nel 2011 esce il loro album d’esordio “Mi fanno male i capelli”, un incontro di stili, persone e rappresentazioni dell’inquieto mondo femminile.  Nel 2012 i Deserto Rosso pubblicano “Oasis Eléctronique”, EP contenente 5 versioni elettroniche del brano “Contact” contenuto in “Mi fanno male i capelli”. Sempre nel 2012 “Déjà Vu”, primo singolo del loro album d’esordio, diventa parte della colonna sonora composta dalla band per il cortometraggio “Ce l’hai un minuto?” di Alessandro Bardani. Il corto diventa finalista al premio David di Donatello 2012, e vince numerosi festival come miglior cortometraggio tra cui il M.I.F.F. Awards Cavallo di Leonardo 2013, ed è finalista al  “Cleveland International Film Festival”. Nel 2013 è la volta di "Progresso", secondo album dove Danilo ed Erika formano una band che vede Fernando Pantini alle chitarre, Andrea Ruta alla batteria, Adriano Pennino al piano elettrico e registrano l’album in presa diretta ai Forward studios di Grottaferrata, alla ricerca di un suono live ed omogeneo tra strumentazioni ed effetti dell’epoca".


Come è nato il progetto Deserto Rosso lo racconta la vocalist Erika Savastani in occasione di una intervista rilasciata nel 2009 a Maria Giovanna Tarullo sulla rivista on line "Abitare Roma". "Il progetto Deserto Rosso nasce dalle ceneri dei vecchi gruppi, di cui io e Danilo Pao eravamo membri. La mia decisione di tornare a Roma, dopo aver viaggiato molto e lavorato all’estero nel campo della musica e del cinema, mi ha portato a conoscere Danilo tramite il bassista del mio primo gruppo, gli Isterika. Un valido musicista che stimavo molto e che aveva già molta esperienza nel campo della produzione musicale; per molto tempo abbiamo suonato con questa formazione più la collaborazione di Ash (allora bassista degli Almamegretta). 


Anche se nel momento in cui Danilo, insieme ad Enrico Sognato, ha deciso di dedicarsi alla produzione degli Zero Assoluto, abbiamo rallentato i nostri progetti in campo musicale, ma ora che Matteo e Thomas hanno raggiunto il successo proprio loro hanno insistito perché riprendessimo a fare la nostra musica". Piccola curiosità: la scelta del nome nasce dalla passione dei due musicisti per il cinema di Michelangelo Antonioni, in particolare per il film "Deserto Rosso" con Monica Vitti come protagonista.
Concluse le presentazioni si passa alla musica.

Deserto Rosso - Mi fanno male i capelli (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Deja vu (feat. Chef Ragoo) - 6:41
02. Dimenticami Forever (feat. Dario Cassini) - 3:33
03. Senza Cuore - 3:31
04. Eko interminabile - 4:11
05. Contact - 3:25
06. Angelo maledetto - 3:45
07. Nel sole della notte (The Vampire) - 3:38
08. Dormidò (nei tuoi sogni sarò) - 3:07

Bonus track
09. Senza cuore (single version) - 3:41


FORMAZIONE:

Erika Savastani - voce
Danilo Pao - chitarra, basso, programming
Fernando Pantini - chitarra
Alex Canini - batteria


"Mi fanno male i capelli". primo album dei Deserto Rosso (nel 2023 diventerà il titolo di un film diretto da Roberta Torre, in ricordo di Monica Vitti) viene pubblicato dall'etichetta LaSuGo.
Il disco esplora l'amore in chiave pop con citazioni a coppie celebri del Novecento e comprende 8 tracce (ho aggiunto la single version di Senza Cuore come bonus track) di ottimo livello, enfatizzate dalla voce calda. morbida e, in alcuni tratti, sensuale, di Erika Savastani. 


"Abbiamo un legame affettivo con tutti i musicisti e gli autori con cui abbiamo collaborato - precisa Erika sempre nel corso dell'intervista del 2009 - e queste persone sono state fondamentali nel nostro percorso di vita. Chef Ragoo (rapper romano), ad esempio, ha collaborato alla scrittura del testo della canzone Deja Vù. Importante è anche il rapporto che abbiamo instaurato con Dario Cassini, che appare nella canzone scritta da Maurizio Costanzo"


Deserto Rosso - Oasis Electronique (EP, 2012)


TRACKLIST:

01. Contact Incredible Mash - 4:20
02. Contact Neuf Occasion - 2:33
03. Contactronik - 2:42
04. Contact Une Parisienne - 3:21
05. Contact - 3:30


"Oasis électronique" è un EP pubblicato dalla Aroma Rec. nel 2012, mentre il gruppo stava lavorando al secondo album. Contiene cinque versioni di "Contact", brano composto da Serge Gainsbourg e cantato nel lontano 1967 da Brigitte Bardot. La versione "base" era inclusa nel CD "Mi fanno male i capelli". Il brano è accattivante ma qui non si aggiunge nulla di nuovo: puro divertissement e niente di più.



Deserto Rosso - Progresso (CD, 2013)


TRACKLIST:

01. Non mi rompete - 7:33
02. Casa mia - 3:21
03. Ognuno sa - 4:10
04. Sera - 4:05
05. Messico lontano - 4:35
06. Guai a voi - 4:20
07. Cosa pensiamo dell'amore - 5:10


FORMAZIONE:

Erika Savastani - vox -percussioni
Danilo Pao - bass VI
Fernando Pantini - chitarra elettrica e acustica
Adriano Pennino - piano elettrico
Andrea Ruta - batteria


Siamo così giunti al 2013, anno in cui viene pubblicato l'ultimo lavoro dei Deserto Rosso dal titolo "Progresso". Il progetto, guidato come sempre da Erika Savastani e Danilo Pao, si configura come un concept album tributo dedicato alla scena rock e progressive italiana degli anni '60 e '70. L'obiettivo dichiarato era riscoprire le radici della musica italiana attraverso la reinterpretazione di brani di band storiche e formazioni un po' meno note dell'epoca. 
Così scriveva Gino Castaldo su "La Repubblica - Spettacoli" del 13 settembre 2013: "Erika e Danilo si sono gettati nell'impresa (ndr - il nuovo album "Pogresso") con un entusiasmo travolgente, spinti dalle bellezza dei pezzi, tra cui le più note 'Non mi rompete' del Banco, o 'Casa mia' dell'Equipe 84 (reinventata brillantemente in chiave reggae-rock) che alla lettera non rientra nei confini del progressive, ma che era parte dell'atmosfera dei tempi. Completano il quadro 'Sera' delle Orme, 'Cosa pensiamo dell'amore' dei New Trolls, e la più sconosciuta di tutte, 'Guai a voi', di Lydia e gli Hellua Xenium, componendo un quadro languido e tormentato, un tributo a una grande stagione di musica italiana, ma anche un insieme di pezzi che brillano di luce propria e che rivisti in questa chiave sono parte della modernità. Scopriamo, anzi, che ripuliti dalla polvere del tempo, hanno tanto da dirci, oggi".

Ne mancano due all'appello, che aggiungo io, ovvero "Ognuno sa", dal primo LP del 1972 della Reale Accademia di Musica e "Messico lontano", brano della band Alberomotore risalente al 1975. 


Qui si conclude l'avventura musicale dei Deserto Rosso. Oggi Erika Savastani è la vocalisi della Reale Accademia di Musica, altro gruppo storico del progressive rock italiano riformato nel 2018 dal chitarrista e membro fondatore, Pericle Sponzilli. Pare che ka cantante romana sia stata invitata a collaborare con la band dallo stesso Sponzilli dopo avere ascoltato la cover di "Ognuno sa". Con la RAM Erika ha registrato "Angeli mutanti" (2018) e "Lame di luce" (2022). Danilo Pao è invece  impegnato nel campo della produzione musicale. Con questo è' proprio tutto. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK Mi fanno male i capelli (2011)
LINK Oasis électronique (2012)
LINK Progresso (2013)

Post by George with the help of Frank-One

lunedì 1 dicembre 2025

Hautville - A Great New Prog from Lucania (2011-2013-2016)

 

Questo post nasce dalla collaborazione tra il sottoscritto e il nostro amico e collaboratore - di recente ingresso nella banda della Stratosfera - Roberto. Anche lui, alla stregua del nostro grande Osel, va alla ricerca di band "marginali" (non me ne vogliano, lo dico nel senso più nobile del termine) con all'attivo uno o pochi album, band molto sovente di grande valore artistico, ma rimaste purtroppo confinate nel sottobosco musicale. A questa categoria appartengono gli Hautville, un trio che è stato etichettato (brutta cosa le etichette) come appartenente al "neo folk progressive". Vedremo, ascoltando i loro lavori, che di folk c'è ben poco, se non qualcosina nei primi album. Gli Hautville sono originari della Basilicata, una terra un po' avara di gruppi e artisti prog. Si formarono nel 2006 per volontà del chitarrista Leonardo Lonigro e del tastierista Francesco Dinnella. Successivamente si unì a loro la cantante Simona Bonavita, dotata di corde vocali di tutto rispetto. Come si legge su Prog Archives "i loro testi affrontano dottrine tradizionali e tradizioni popolari che sono viste come una raccolta di antiche conoscenze". Il progetto musicale, prevalentemente acustico, combina, almeno belle fasi inziali,  elementi neofolk europei con il rock progressivo italiano . Il nome Hautville (da Altavilla) trae ispirazione da una nobile famiglia del Medioevo normanno-svevo.


Il percorso musicale degli Hautville prende forma e si sviluppa attraverso la realizzazione di una serie di album in studio, ad iniziare dall'opera prima datata 2010 dal titolo "No Milk For Babies". Seguiranno "Numen Lumen" (2011), il mini CD "Le Moire" (2013), "Mater Dolorosa" (2016) e, per concludere, un CD single con 2 brani pubblicato nel 2020, intitolato "Il mago ubriaco". A questi album si unisce una compilation, pubblicata nel 2011  dal titolo "Per aspera ad astra". 
Quest'oggi ascolteremo tre album, quelli pubblicati dal 2011 al 2016 visto che all'appello manca il debut album, il sopracitato "No Milk For Babies". Ma per conoscere e addentrarci nel progetto musicale degli Hautville questi tre lavori sono più che sufficienti. Poi, se vogliamo fare i completsti, aspetto che qualche anima buona scovi questo primo CD e mi spedisca i file. Le foto qui pubblicate provengono dalla pagina Fb del gruppo. Tutto ciò detto iniziamo a fare conoscenza con il sound degli Hautville.


Hautville - Numen Lumen (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Apparizione (7:41)
02. Libera (3:58)
03. Hautville (2:53)
04. Memorie di felicità (4:21)
05. Otranto (4:13)
06. In lode all'asino (3:49)
07. Sapientza (4:17)
08. Età del ferro (4:25)
09. Sapientza part II (5:06)
10. Polvere alla polvere (4:23)


FORMAZIONE

Francesco Dinnella - piano, organo, chitarra acustica
Leonardo Lonigro - chitarra acustica, classica ed elettrica, flauto, voce
Simona Bonavita - voce
Paolo Bitonto - batteria, basso, mellotron

con
Domenico Montemurro - chitarra elettrica (3)
Antonella Scivoletto - piano (1)
Eleni Pitta - voce (9)
Maria Rosaria Lonigro - cori (1,3,4)


"Numen Lumen" è un album dai contenuti un po' strani, dal momento che contiene solo tre brani inediti (Apparizione, In lode all'asino e Memoria di felicità); gli altri, dopo un processo di rimasterizzazione  provengono in parte dal primo CD, "No Milk For Babies" pubblicato da Invisible Eye Records l'anno prima. Un tocco di folk ben integrato con suoni più vicini al prog, la bella voce di Simona Bonavita supportata dagli arpeggi della chitarra acustica di Leonardo Lonigro, sono gli ingredienti fondamentali di questo album che rappresenta la conferma di un percorso musicale originale nel panorama prog italiano. Una buona recensione (qui) è stata pubblicata sul sito "Arlequins". al quale vi rimando. Il CD venne pubblicato dalla piccola etichetta Hau Ruck! SPQR

Hautville - Le Moire (mini CD, 2013)


TRACKLIST:

1. Pro salute populi (4:42)
2. In superficie (4:18)
3. Caelum et terra (3:57)
4. Non mi rompete (cover Banco del Mutuo Soccorso) (4:38)
5. Le Moire (7:03)


FORMAZIONE:

Leonardo Lonigro - chitarra acustica, chitarra elettrica
Francesco Dinnella - organo, tastiere
Simona Bonavita - voce
 Paolo Bitonto - batteria, basso
Arturo Stalteri - piano (2,3)


Nel 2013 dalla stessa etichetta discografica viene pubblicato questo EP contenente 5 brani, per una durata totale di 24 minuti. Il titolo è "Le Moire", ispirato alle omonime figure mitologiche (le celebri "Three Fates" suonate da Keith Emerson nel primo disco del trio ELP), un album breve ma ambizioso. L'ospite di tutto riguardo è Arturo Stalteri, già componente dei Pierrot Lunaire, che qui suona il pianoforte in due tracce. Fin dallo splendido episodio di apertura "Pro Salute Populi" si percepisce il cambiamento del sound del gruppo che si sposta verso luminosi orizzonti progressive. La matrice rimane sempre quella acustica, in alcuni tratti chitarra e pianoforte si mescolano deliziosamente come in "Caelum et terra", uno dei vertici dell'album. Il penultimo brano è la cover dell'evergreen del Banco del Mutuo Soccorso "Non mi rompete". Ma quanto è bella e delicata la voce di Simona. Oltre ai miei giudizi riporto la sezione conclusiva della recensione scritta da Francesco Inglima e pubblicata su "Arlequins", assolutamente condivisibile:


"Tutti i brani sono di buon livello, a partire dai due che prevedono la collaborazione di Stalteri: “In superfice” e “Caelum et terra”, Il livello sale ancora in “Le Moire” dove apprezziamo particolarmente la strepitosa interpretazione vocale di Simona che, ribadiamo, ne dimostra la crescita e una maggiore consapevolezza nei propri mezzi. A suggellare la strada intrapresa verso il progressive c’è anche la cover di “Non mi rompete” dei Banco, brano storico in cui era molto facile perdere nel confronto con l’originale e cadere in miserrime figuracce. Un plauso agli Hautville che lo hanno interpretato con molta personalità, bravura e nella pienezza del loro stile. A questo punto dobbiamo aspettare la band lucana alla prova di un album completo per verificare tutti i miglioramenti assaporati in queste cinque canzoni. Le premesse sono tutte estremamente positive e chissà se gli Hautville non riusciranno a sorprenderci ulteriormente".


Hautville - Mater Dolorosa (CD, 2016)


TRACKLIST:

1. Dis Pater (5:24)
2. Artemide (4:23)
3. Pièta e Costanza (4:50)
4. Le ombre (4:38)
5. Mater Dolorosa (5:30)
6. La sposa (5:28)
7. Per non sentire niente (4:53)
8. Il castello (6:03)


FORMAZIONE:

Francesco Dinnella - basso, tastiere
Leonardo Lonigro - chitarra elettrica, chitarra acustica
Simona Bonavita - voce

con
Daniela Caschetto - violoncello
Arturo Stalteri - piano
William Matteuzzi - voce tenore
David Bisetti - timpani, rullante, piatti
Giulio Amico Padula - tromba
Rebecca Dallolio - violino


In lavorazione dal 2015, il nuovo album degli Hautville, "Mater Dolorosa" - questa volta autoprodotto -vede la luce nel maggio 2016. Qu ci facciamo cullare dalle onde di un prog molto originale e raffinato, con l'aggiunta di un arrangiamento orchestrale reso possibile dalla partecipazione di numerosi musicisti classici. Per la prima volta troviamo una voce tenorile (in duetto con Arturo Stalteri, quest'ultimo nuovamente presente in studio), gli archi (violoncello e violino), una tromba e i timpani. Insomma, una mini orchestra al fianco dello storico trio. Alle produzioni in studio il gruppo affiancò una buona attività live in contesti di rilevanza nazionale ed europea (in supporto a Vienna al duo neofolk americano Changes e con la partecipazione al Wave Gotik Treffen nel 2013 e nel 2017). Ma veniamo al disco, composto da 8 tracce, un album affascinante, forse un po'malinconico, ma ben curato fin nei minimi particolari. Siamo distanti anni luce da "Numen Lumen", eppure sono trascorsi solo 5 anni. Ma quanto sono cresciuti gli Hautville? Tra i capolavori dell'album cito "Le ombre", gioiello acustico con la meravigliosa voce di Simona su un arpeggio di chitarra di Lonigro. Splendido anche "La sposa", con quegli originali inserti cantati in francese e la voce doppiata. Geniale. 


Vicina ai miei gusti e ai mei pensieri è la recensione pubblicata su "Aristocrazia Webzine" laddove si dice "Mater Dolorosa" è un album con i fiocchi, suggestivo (componente ben rappresentata anche dalla sezione grafica, in cui risaltano i dipinti di Mirko Lucchini: "L'Antica Città Di Ys" in copertina e "Il frutto del più antico degli alberi" all'interno) e altamente fruibile, ma non facilmente accessibile. Può piacere sin da subito per i toni così raffinati e melodiosi, eppure richiede comunque una buona serie di passaggi nello stereo per essere apprezzato maggiormente, crescendo con l'aumentare degli ascolti. Inoltre diverte e permette alla mente di viaggiare. Mi è sembrato più volte di incrociare mentalmente svariati artisti nel corso delle otto tracce, a esempio Franco Battiato, il Balletto di Bronzo, Sergio Cammariere, Ataraxia, Corde Oblique e un non so che di Cat Power, che prendevano parte a questo tragitto in compagnia degli Hautville, rimanendo però certo del fatto che la personalità del gruppo non ne fosse minimamente intaccata".


Sentiremo nuovamente parlare degli Hautville solo nel 2020, in occasione della pubblicazione del mini CD con due brani nato in collaborazione con il gruppo neofolk italiano "La pietra lunare". ispirato al Libro Tibetano dei Morti e a "La Città del Sole" di Tommaso Campanella. I due brani si intitolano "Il mago ubriaco" e "Mura eterne". Il primo lo potrete ascoltare su YT. Dal 2020 bon abbiamo più notizie degli Hautville. Vediamo se il futuro ci riserverà qualche positiva sorpresa. 
Intanto vi auguro buon ascolto.


LINK Numen Lumen (2011)
LINK Le Moire (2013)
LINK Mater Dolorosa (2016)

Post by George - Music by Roberto (thanks friend)