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mercoledì 21 ottobre 2026

Serie "Battiato and Friends" Special Fan Collection n. 83 (Serie "Bootleg" n. 382) - Franco Battiato live in Padova, 28.05.1975

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST

01. Prima parte - 15:42
a) Improvvisazione n. 1
b) Improvvisazione n. 2 (Leoncavallo)

02. Seconda parte - 35:01
a) Novena Suite (?)

Bonus tracks 
03. No U Turn (versione con testo iniziale decifrato) -  8:02
04. No U Turn (versione estesa con testo iniziale al contrario) - 11:48


Questo è uno di quei documenti sonori che rendono grande e unica la Stratosfera. Permettetemi di dirlo con una punta di orgoglio. Il merito va al nostro storico amico e collaboratore Albe, che già in passato ci aveva inviato dei bootleg di grande interesse: ma questo supera ogni aspettativa. Non speravo più di utilizzare la gloriosa serie "Battiato and Friends - Special Fan Collection" con un bootleg del tutto eccezionale che appare per la prima volta sul web. E' alquanto difficile riuscire a trovare nuove registrazioni di concerti live di Franco Battiato riferiti agli anni '70. Quello oggi proposto si è tenuto a Padova, il 28 maggio 1975. Un grazie infinito ad Albe che ha digitalizzato il concerto da una musicassetta (qualche disturbo solo nella sezione finale) e ha altresì realizzato la copertina. Detto questo passiamo al concerto partendo dalla strumentazione usata dal musicista in quel periodo: sintetizzatore VCS3, organo, nastri registrati e radioline. E' sempre complicato capire cosa suonasse in concerto Battiato intorno alla metà degli anni '70, nel suo massimo periodo di sperimentazione elettronica. L'anno precedente era uscito "Clic!", tra gli album più belli e geniali realizzati da Battiato in quella fase,  e sul finire del 1975 avrebbe fatto la sua comparsa "M.lle Le Gladiator". Nel corso dei concerti dal vivo vengono proposte delle suite che in parte attingono dalle registrazioni in studio (in minima parte), in più larga misura sono frutto di improvvisazioni. E' questo il caso del concerto di Padova suddiviso in due parti per una durata complessiva di oltre 50 minuti. 


Mi soffermo sulle sezione iniziale del concerto, dove nella seconda metà Battiato pronuncia la frase "Le pareti del cervello non hanno più finestre". La stessa verrà ripetuta nella suite contenuta nella traccia 2. E qui occorre fare una sosta e un piccolo approfondimento. La frase la ritroveremo nei cori di "New Frontiers", brano contenuto nell'album "L'arca di Noè" del 1982. Non solo, il verso finirà anche nella traccia strumentale elettronica intitolata "Leoncavallo", inclusa nell'album "Joe Patti's Experimental Group" pubblicato nel 2014, una collaborazione tra Franco Battiato e il produttore e sound engineer Pino 'Pinaxa' Pischetola, Come è evidente questo frammento testuale veniva già utilizzato da Battiato durante i suoi concerti d'avanguardia del 1974 e 1975 all'interno di un brano d'archivio mai pubblicati in studio all'epoca, intitolato "Novena". Ed in effetti una rielaborazione di "Novena" (ho un filo di incertezza, per questo ho inserito il punto interrogativo) la ritroviamo nella seconda parte del concerto. Lo stesso artista ha dichiarato in un'intervista a "La Repubblica" di aver voluto recuperare quel vecchio frammento isolato -parliamo della frase - che gli era sempre rimasto nel cuore. In merito all'inedito "Novena" ricordo che venne presentato nel corso del 1975 in alcune tappe, tra cui Torino. E qui mi riallaccio al post del 2013 (lo troverete qui) in cui Battiato, eseguì questa mini suite il 5 ottobre 1975..


Vogliamo parlare delle due bonus track, anche queste gentile omaggio del nostro Albe? Si tratta di due diverse versioni di "No U Turn", dall'album "Clic!". A dire il vero sono entrambe un mix tra "Propiedad Prohibida" e "No U Turn". Nella prima versione è finalmente possibile capire il testo della sezione iniziale (quella che precede il segmento "Per conoscere me e le mie verità") che nella versione studio è pronunciato al contrario. Ve lo riporto:

"Uomini di una certa età che la sera vanno in cerca di affetto nei parchi. 
Soffrono ansie e paure per false morali e ai loro figli le insegnano uguali. 
Egregio signor ministro, sei sicuro che i tuoi problemi sono uguali ai miei? 
Io so che la vita come nasce muore. 
A che ti serve l'abuso del potere?"

La seconda traccia bonus è una versione estesa dei due brani mixati con il testo iniziale cantato al contrario, come nella versione ufficiale. 


Un memo finale in relazione all'attività concertistica di Franco Battiato in quel periodo storico. Il 1975. fu caratterizzato dal tour del Telaio Magnetico, supergruppo formato, oltre che dallo stesso Battiato, da Lino Capra Vaccina, Juri Camisasca, Mino Di Martino, Roberto Mazza, Terra Di Benedetto e- in un concerto - Vincenzo Zitello. Al loro attivo un breve tour nel Sud Italia e un album dal titolo "Live '75", anche in versione expanded. Con questo abbiamo concluso, Un'altra rara meraviglia è entrata nel baule di suoni della Stratosfera. Grazie Albe (aspettiamo da te altre rarità live) e a voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Albe

lunedì 12 ottobre 2026

RE-POST: Serie "Bootleg" n. 381 - Juri Camisasca - Villa Pamphili Festival, Roma, 22.09.1974

 

Era da un po' di tempo che avevo intenzione di riprendere in mano questo frammento di concerto di Juri Camisasca, pubblicato sulla Stratosfera nel 2013 (quindi verosimilmente con link prossimo alla scadenza) insieme ad un paio di altri brani, meno significativi. Qui il post originale. La mia intenzione è quella di collocare questo mini concerto, di grande importanza storica, al posto giusto e con maggiore esattezza, ovvero all'interno del Pop Festival di Villa Pamphili che si tenne a Roma dal 20 al 24 settembre 1974. Il Festival era giunto alla sua seconda e ultima edizione. La prima, quella storica che raccolse migliaia di giovani, definita la "Woodstock italiana", si tenne nel 1972. Quest'ultima edizione fu invece caratterizzata da numerosi problemi che dovettero affrontare gli organizzatori, ad iniziare dalla prima serata del 20 che fu annullata causa pioggia torrenziale. Di seguito il manifesto (l'originale è in vendita su e-bay per la modica cifra di 500 euro). .


L'edizione fu considerata più sottotono rispetto all'affollatissima edizione del 1972, registrando circa 12.000 presenze. Eppure gli artisti non erano pochi e tutti di alto livello. Piccola curiosità: il biglietto costava 500 lire. Oltre a Juri Camisasca si esibirono Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Biglietto per l'Inferno, il Banco del Mutuo Soccorso, Ciampini & Jackson, Canzoniere del Lazio, Sensations' Fix, Murple, Richard Benson, Kaleidon, Quella Vecchia Locanda, Stradaperta, Alberomotore, Perigeo, Il Volo, giusto per citare i principali. Ci pensate poter tornare indietro nel tempo con un registratore o una videocamera? Non mancarono gli ospiti stranieri quali Amazing Blondel e Soft Machine. Questi ultimi suonarono al posto di Stomu Yamashta  (con i suoi Eastwind) che venne prima annunciato poi escluso causa il cachet troppo alto. Juri Camisasca salì sul palco il 22 settembre. In quel periodo aveva da poco pubblicato il suo album  d'esordio, "La finestra dentro", prodotto da Franco Battiato (che suonò anche i sintetizzatori in studio). I tre brani qui documentati, per una durata complessiva di soli 17:40 minuti, provengono proprio da questo primo storico LP. 

Juri Camisasca - Villa Pamphili Festival
Roma, 22.09.1974


TRACKLIST:

01. Scavando col badile
02. Il regno dell’Eden
03. La musica muore


La scaletta ufficiale integrale del concerto di Juri Camisasca al Festival Pop di Villa Pamphili del 1974 non è mai stata archiviata in modo completo, ma esistono registrazioni bootleg storiche, come le tre qui proposte, che pare siano le uniche documentate. La leggenda e le testimonianze d’epoca tramandano che in quella occasione a suonare i sintetizzatori sul palco insieme a Camisasca ci fosse l’amico e collaboratore Franco Battiato. Non ci potrei giurare, ma in ogni caso le tastiere si sentono, e anche bene, in queste registrazioni. Se non è Battiato chi volete che sia?


Non ho altro da aggiungere se non invitarvi a leggere questo interessante articolo dedicato al Festival, pubblicato sul sito "Mat2020". Cliccate qui. E con questo vi auguro un buon riascolto. 



Post by George

martedì 28 aprile 2026

Franco Battiato - Juri Camisasca - Osage Tribe - La Convenzione (CD compilation, 2002)


TRACKLIST:

01. Franco Battiato – La Convenzione -3:36
02. Franco Battiato – Paranoia - 4:07
03. Franco Battiato – Stranizza d'ammuri - 3:23
04. Juri Camisasca – La musica muore - 3:07
05. Juri Camisasca – Himalaya - 4:58
06. Juri Camisasca – Il Regno dell'Eden, 1° parte - 3:49
07. Juri Camisasca – Il Regno dell'Eden, 2° parte - 5:50
08. Juri Camisasca – Galantuomo - 4:41
09. Osage Tribe – Crazy Horse - 3:46
10. Franco Battiato – La Convenzione (1997 version) - 3:10

Centinaia di anni fa l'uomo viveva sulla terra

Avevo citato questa compilation in occasione del post dedicato agli Osage Tribe. Visto che non è ancora presente nel catalogo della Stratosfera ho pensato di colmare il vuoto, anche perché si tratta di un'ottima raccolta. il CD, pubblicato nel 2002 dalla label D'Autore, venne ristampato alcune volte nel corso del tempo (2005, 2006, 2012): la ristampa sicuramente più "curiosa" è quella del 2006 (etichetta Azzurra Musica) dove il CD assume un nuovo titolo, ovvero "Superissimi - Gli eroi del Juke Box" con diversa copertina, decisamente poco entusiasmante, sia come titolo che come grafica.


Accompagnano Franco Battiato altri due eroi della storica Bla Bla Records, Juri Camisasca e gli Osage Tribe. Battiato è presente con 4 brani: la riproposta del 45 giri La Convenzion / Paranoia del 1972, una new version del 1997 de La Convenzione e Stranizza d'ammuri. Chissà come doveva apparire lontano e quasi irraggiungibile nel 1972  l'anno 2000, quando Battiato ipotizzava la sua famosa "convenzione". Tra l'altro entrambi i brani (Paranoia e La Convenzione) vennero riproposti dal vivo da Battiato in occasione di un paio di tour. La parte del leone la gioca però Juri Camisasca, con 5 tracce tratte da alcuni singoli anni '70 e dal suo primo LP del 1974 "La finestra dentro". Dulcis in fundo gli Osage Tribe, a cui abbiamo da poco dedicato un lungo post, con "Crazy Horse", uno strumentale pubblicato come lato B del 45 giri "Prehistoric Sound" del 1972. Di seguito le copertine dei singoli anni '70. 
E' tutto. Vi lascio con il consueto buon ascolto.






Post by George

domenica 26 aprile 2026

Osage Tribe - Arrow Head (1972 - RE-POST & RE-LOAD) & Tamburi di guerra - live Supersonic, Radio RAI (bootleg, 1971 - NEW POST)

 

Dedichiamoci quest'oggi ad un gruppo storico del prog italiano, gli Osage Tribe, autori di due album: il primo, quello storico, sicuramente più conosciuto, oggetto di re-post e relativo re-upload (richiesto da un nostro stratosferico navigatore) si intitola "Arrow Head", pubblicato dalla Bla Bla nel 1972; il secondo, "Hypnosis" venne invece dato alle stampe nel 2013 ad opera della AMS Records. Il post originale di "Arrow Head" risale al 21 maggio 2011 (link inattivo da anni) e lo ritroverete qui, mentre "Hypnosis", l'album del ritorno sulla scena discografica, realizzato da un trio composto da Cucciolo Favia (batteria), Bob Callero (basso) e Mattia Tedesco (chitarra, al posto di Marco Zoccheddu) lo troverete cliccando qui. "Hypnosis", essendo stato postato da chi vi scrive nel 2022, ha il link attivo. Vi riporto, in parte, quanto scrivevano Alessandro Gaboli e Giovanni Ottone sul volumetto "Progressive Italiano" (Giunti, 2011) a proposito degli Osage Tribe e del loro "Arrow Head".


"Leggendario gruppo ligure formato agli inizi degli anni Settanta da Franco Battiato, Bob Callero, Nunzio "Cucciolo" Favia e dal chitarrista Marco Zoccheddu (ex Gleemen e Nuova Idea). I quattro ottengono subito un contratto con la Bla Bla, ma Battiato fa in tempo ad incidere solo il singolo Un falco nel cielo / Prehistoric Sound e la prima traccia dell'album prima di dedicarsi alla carriera solista (ndr - il 1972 è l'anno di Fetus). Ridotta a trio la band porta a termine le registrazioni dello splendido Arrow Head. che però viene pubblicato a gruppo già sciolto. Con la bellissima copertina realizzata da Jerri Casone, è un disco sottovalutato ma di grandissimo valore, felice connubio tra hard rock e jazz raffinato, originale e di forte impatto. 

Osage Tribe - Arrow Head ( CD version, 1994) 


TRACKLIST:

01. Hajenhanhowa (autori Zoccheddu - Battiato) - 9:46
02. Arrow Head - 5:16
03. Cerchio di luce - 7:20
04. Soffici bianchi veli - 9:40
05. Orizzonti senza fine - 8:22

Bonus tracks on 1994 CD version
06. Un falco nel cielo (lato A, 45 giri, 1971) - 2:58
07. Prehistoric Sound (lato B, 45 giri, 1971) - 2:56

Extra bonus track
08. Crazy Horse (lato B, 45 giri, 1972) - 3:41 (il lato A è "Prehistoric Sound")


FORMAZIONE:

Marco Zoccheddu - chitarra, voce, pianoforte, organo, armonica
Bob Callero - basso, voce
Nunzio "Cucciolo" Favia - batteria
Franco Battiato - voce in 1, 6, 7





Hajenhanhowa è l'unico pezzo scritto da Franco Battiato, insieme a Marco Zoccheddu, caratterizzato da lunghe pause strumentali e divagazioni corali tipiche dello stile dell'artista siciliano, ma in stridente contrasto con il sound compatto ed energico presente nel resto del disco. Le parti vocali diluite lasciano ampi spaziagli strumenti, in particolare alla chitarra di Zoccheddu e al basso di Callero. I testi, allucinati e visionari, sono ben legati alla musica e non appesantiscono l'ascolto. Prima ancora di aspettare i giudizi della critica, Zoccheddu e "Cucciolo" abbandonano il gruppo per dedicarsi ad un progetto più ambizioso, Duello Madre (un solo album, omonimo, realizzato nel 1973). Favia cerca di costituire un nuovo gruppo chiamando Red Canzian (Capsicum Red) e Giampiero Marchiani. Accorciato il nome in Osage preparano un nuovo 33 giri che non verrà mai pubblicato perché Canzian preferisce unirsi ai Pooh (ndr - chiamalo fesso!). Bob Callero ha fatto parte successivamente del supergruppo Il Volo, con Alberto Radius, Mario Lavezzi, Gabriele Lorenzi, Vince Tempera e Gianni Dall'Aglio, ed è poi divenuto uno dei più apprezzati turnisti italiani. Cucciolo entrò nei Dik Dik e successivamente fece coppia con Roberto Carlotto. Anche Marco "Zok" Zoccheddu, a quanto pare è tutt'oggi in attività. 


Per tornare al nostro album, oltre ai 5 brani che lo costituiscono fin dall'inizio, tutti composti da Marco Zoccheddu ad eccezione della track , nella versione qui proposta (ristampa CD del 1994) troviamo due bonus track, ovvero il singolo "Un falco nel cielo" (che qualche boomer come me ricorderà come sigla del programma televisivo per ragazzi "Chissà chi lo sa" condotto da Febo Conti) con il suo lato B, "Prehistoric Sound" che altro non è se non la versione in inglese del lato A. La voce solista è quella di Franco Battiato. Molto particolare la copertina horror alla Dario Argento. L'ultima bonus track si intitola "Crazy Horse", uno strumentale inedito su LP che venne collocato sul lato B di un altro singolo contenente "Prehistoric Sound" sulla prima facciata. Il 45 giri venne pubblicato solo in Spagna e così "Crazy Horse" finì nella compilation "La convenzione", risalente al 2002, attribuita a Franco Battiato, Juri Camisasca e Osage Tribe. . Non dimentichiamo infine che alcuni brani degli Osage Tribe sono inclusi in un'altra compilation, la celebre "Tarzan compilation", presente sulla Stratosfera sia nell'edizione singola che in quella completa. Di seguito le copertine dei due 45 giri. Da notare che nella back cover di Crazy Horse, si vedono i tre Osage Tribe insieme. 

45 giri Un falco nel cielo - front

45 giri Un falco nel cielo - back


45 giri Prehistoric Sound - front

45 giri Prehistoric Sound - back


Serie Bootleg n. 371
Osage Tribe - Tamburi di guerra - live "Supersonic"
Radio RAI, 24 agosto 1971


TRACKLIST:

01. Tamburi di guerra


Questa rara registrazione proviene dal canale YouTube "Massive Obsession" (grazie di cuore all'amico e collaboratore Cimabue per avere scaricato la traccia ed avermela inviata). Si tratta di un solo lungo brano della durata di 29 minuti, intitolato "Tamburi di guerra", una composizione inedita di Marco Zoccheddu e Franco Battiato, dal suono ipnotico, che riporta per qualche verso al sound degli Aktuala Tra gli ospiti il già citato Franco Battiato alle tastiere, chitarra elettrica e kalimba. Quando questa registrazione live venne effettuata negli studi RAI "Arrow Head" non era ancora stato pubblicato (e verosimilmente nemmeno composto). La registrazione è naturalmente di ottima qualità e fa un certo effetto riascoltare in apertura la gloriosa sigla di "Supersonic", una trasmissione radiofonica che ebbe il pregio di trasmettere in diretta molti concerti live (io registrai quello delle Orme, qui postato). Detto questo detto tutto. Buon ascolto e buona riscoperta degli Osage Tribe.


NEW LINK Arrow Head (CD 1994)
LINK Tamburi di guerra (live Supersonic, 1971)

Post by George (with the help of Cimabue)

domenica 19 aprile 2026

Serie "L'Ottava... ma ora ora non lotta più" vol. 6: Giuni Russo - A casa di Ida Rubinstein (CD, 1988) - special post by Cimabue

 
PREMESSA (by CMB / Cimabue)
Da frequentatore del blog (prima che collaboratore) ho apprezzato l’inventiva del Capitano e dei collaboratori storici nel creare le cosiddette “Serie della Stratosfera”, catalogando talune proposte con una modalità che richiama i volumi tematici di un’enciclopedia. Con estremo piacere, con il post odierno, aggiungiamo un ulteriore capitolo alla storica serie “L’Ottava… ma ora non lotta più”, che vide la luce il 4 gennaio 2013 con un bellissimo post dedicato al "Te Deum" di Juri Camicasca.

LA GENESI
“A casa di Ida Rubinstein” di Giuni Russo (al secolo Giuseppa Romeo) edito nel 1988, è un disco sperimentale, quasi un unicum nella produzione dell’artista siciliana, totalmente immerso in quella che sarà poi definita “musica di confine”. All’epoca Giuni - che poteva già vantare un palmares di tutto rispetto (suoi i cori non accreditati in “YS” del Balletto di Bronzo edito nel 1972, tanto per rimanere in ambito prog) - aveva attraversato gli anni ’80 sulle ali del pop commerciale, anche se raffinato e stava faticando non poco a scrollarsi di dosso l’etichetta di artista festaiola ereditata dal grande successo estivo di “Un’estate al mare” del 1982.


Era il momento di cambiare strada, seguendo l’esempio della sodale amica e collega Alice che - accantonato temporaneamente il sodalizio con Franco Battiato con l’omaggio di “Gioielli rubati” - aveva dato alle stampe lo splendido e lungimirante “Park Hotel”, primo tassello di un percorso da taluni definito “Avantgarde Pop”. Ad Antonietta Sisini (compagna artistica e di vita, custode instancabile dell’opera di Giuni con la Fondazione Giuni Russo Arte) venne un’idea: “Perché non mettiamo insieme un bel repertorio di romanze?”. A Giuni l’idea piacque e dà lì prese il via un intenso percorso di documentazione e di studio del canto, con regolari lezioni dall’anziana insegnate di canto Lia Guarini, un’istituzione nel mondo della lirica milanese. Tra i grandi compositori, Donizetti era stato particolarmente generoso con il genere, ma anche Verdi e persino il conterraneo Bellini si erano cimentati scrivendo romanze. Ma non era una sfida facile quella su cui Giuni e Antonietta si stavano avventurando: si trattava di composizioni ottocentesche, ma loro non potevano e non volevano rifarle come si cantavano allora. Si rendeva necessario un lavoro di rielaborazione che le rendesse attuali, contaminandole con la musica del tempo.


“L’idea di cantare alla mia maniera le romanze e le arie di Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi - scriverà nella presentazione del CD che venne realizzato in contemporanea con il disco in vinile - nasce anche dalla mia curiosità di cantante e di donna. Mi sono posta molti interrogativi sul senso del mio ruolo nella ‘modernità’ della musica leggera attuale”. Per l’adattamento e l’arrangiamento delle musiche, Antonietta e Giuni, si rivolsero al M° Alessandro Nidi, già direttore d’orchestra dell’opera lirica “Genesi” di Franco Battiato.  

IL RICORDO DI ALESSANDRO NIDI
“Le melodie…l’unica cosa su cui lavorare dimenticando tutto il resto. Per provare a contaminare modi di accompagnamento, ritmi, armonie, tempi addirittura. La strada si rivelava difficile data la precisione delle melodie così stilisticamente nette. Il rischio era quello della contaminazione fine a sé stessa; e allora, con l’aiuto di particolari armonie, di sensazioni di clima, lunghe sonorità aperte, di tutto ciò insomma che riconosco come mio patrimonio, con l’aiuto di ciò che conosco degli autori (il tipo di orchestrazione, la ricerca, e la creazione di emozioni), con la collaborazione di un musicista di estrazione jazzistica (Martino Traversa ndt), quindi molto diversa dalla mia, cercando l’appoggio del divertimento e dell’ironia, siamo arrivati all’espressione completa delle nostre sensazioni ed emozioni.
Alcune ‘canzoni’ sono state soltanto ritoccate, altre lasciate intatte; la voce di Giuni Russo ha il diritto di interpretarle anche così, come sono state scritte.”


Dallo studio parmigiano di Alessandro Nidi vengono scelti otto brani, tra romanze, ariette ed arie da camera: un programma rappresentato in anteprima al Teatro Due di Parma, con la direzione del M° Nidi e con l’Orchestra Sinfonica al gran completo. Tutto molto bene. C’era solo un piccolo problema… la pubblicazione e soprattutto la distribuzione. Antonietta e Giuni si rivolsero alla Decca Classica, che sembrava loro la casa discografica più adatta, ma dopo un primo (apparente) interessamento i responsabili della prestigiosa etichetta si tirarono indietro. Dopo aver bussato a diverse porte, incassando altrettanti garbati rifiuti, Antonietta e Giuni capitarono a casa di Franco Battiato che, curioso come sempre, volle sentire i provini. Gli piacquero tanto che, sentendo delle peripezie per trovare un editore, lasciò le due amiche a bocca aperta… “E che problema c’è? Ve lo pubblico io.” 
Proprio in quei giorni, infatti, all’Ottava libri si era affiancata l’Ottava dischi che poteva contare sulla capacità distributiva della EMI. Franco volle trovare lui stesso il titolo per il nuovo album; dopo alcuni giorni di riflessioni, disse. “Si chiamerà A casa di Ida Rubinstein.”


IDA RUBINSTEIN: BREVE RITRATTO
Nata a San Pietroburgo da una ricca famiglia ebrea (morta a 85 anni nel 1960 a Vence in Provenza), Ida Rubinstein è stato un personaggio molto famoso negli ambienti culturali europei della Belle Epoque.
Danzatrice nella celebre compagnia dei “Balletti Russi” di Dialoghev (cit. Prospettiva Nevski) raccolse attorno a sé una cerchia di artisti di varia estrazione e disciplina, ai quali commissionava e finanziava creazioni da lei stessa interpretata. Bella e incurante degli scandali, interpreta una Salomé senza veli nel dramma di Oscar Wilde, un Sebastiano al femminile per Gabriele D’Annunzio (su musiche di Debussy), commissiona e interpreta il celebre Bolero che Maurice Ravel scrive per lei nel 1928. Non certo una grande artista (o ballerina), ma sicuramente un’animatrice culturale di elevato spessore che nella sua casa di Parigi allestì un salotto frequentato dai più grandi artisti dell’epoca.

Ida Rubinstein - Salomé 

Giuni Russo - A casa di Ida Rubinstein (CD, 1988)


TRACKLIST:

01. A mezzanotte (Gaetano Donizetti)
02. Malinconia, Ninfa gentile (Vincenzo Bellini)
03. Le crépuscule (Gaetano Donizzetti)
04. La zingara (Gaetano Donizetti)
05. Fenesta che lucive (Vincenzo Bellini)
06. Vanne, o rosa fortunata (Vincenzo Bellini)
07. Nell’orro di notte oscura (Giuseppe Verdi)
08. Me voglio fa’ na casa (Gaetano Donizetti)


MUSICISTI:

Giuni Russo - voce
Alessandro Nidi - pianoforte e tastiere
Martino Traversa - programmazione e tastiere
Graziano Bassani - batteria
Sebastiano Scalzo - basso
Giuseppe Affilastro - corno
Massimo Ferraguti - clarinetto e sassofono soprano
Francesco Carraro - oboe
Elio Galeazzi – fagotto


Il disco, edito nei classici tre formati dell’epoca (CD, MC e vinile) è andato presto fuori catalogo per poi essere ripubblicato in due diverse edizioni a cura di Antonietta Sisini:
“Giuni Russo Mediterranea Tour - 10 settembre 1984” - “A casa di Ida Rubinstein” cofanetto DVD-CD edito da NAR nel 2005 (la versione proposta in questo post): rispetto all’album originale, il missaggio realizzato da Alberto Boi cambia il bilanciamento degli strumenti, reintegra alcune sezioni tagliate dall’album originale (nei brani A mezzanotte, La zingara e Nell’orror di notte oscura”. “A casa di Ida Rubinstein 2011” - opera postuma edita da EDEL - è invece concepita come una rivisitazione in chiave jazz con la partecipazione di illustri ospiti, quali Brian Auger, Uri Caine, Paolo Fresu e Franco Battiato. 



L’opera sarà riproposta in versione integrale al Teatro Manzoni di Monza nel 1991 (immortalata su DVD come official bootleg) e molti singoli brani entreranno in scaletta nelle esibizioni live (molte delle quali testimoniate da registrazioni ufficiali). 
"L’Isola che non c’era (un nuovo approdo per la musica italiana)" del maggio 1998, nella rubrica “Mi ritorni in mente” dedicò un’ampia retrospettiva a firma di Lino Terlati, che potete leggere nel file Word allegato alla cartella contenente i file audio e le immagini.

NOTE FINALI
Per la redazione dei testi, oltre cha alla sopra citata “L’Isola che non c’era”, ho attinto al bellissimo volume “Da un’estate al mare al Carmelo” di Bianca Pitzorno, edito da Bompiani nel 2009. Non mi resta che auguravi un buon ascolto (suggerisco ripetuto e comodamente seduti in poltrona o sul sofà) e un arrivederci alla prossima. 


LINK

Post by Cimabue (with a little help by George)