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domenica 31 maggio 2026

Serie "Bootleg" n. 373 - David Riondino - "Scampoli 1988 -1994" (rarità, inediti, versioni alternative) - a great post by Andrea "Sprassolati"


TRACKLIST:

01 Divano caimano (Live al Premio Tenco 1991)
02 Lo sguarguariello (Live al Premio Tenco 1993)
03 Poetessa Innamorata (dal Maurizio Costanzo show, data imprecisata)
04 Elezioni (dal Maurizio Costanzo show, data imprecisata)
05 Dopo le elezioni, 1 e 2 (live TV, 5 aprile 1992)
06 La ballata del sì e del no (Live al Premio Tenco 1993)
07 Il bicchiere di vodka (Live al Premio Tenco 1993)
08 Vecchio Sgarbone (Live a Musicultura, Recanati 1994)
09 Sonetto della colomba (dalla trasmissione "A tutto volume", 1994)
10 Noi piedi (live TV, versione inedita su disco, prob. 1988)
11 Tentativu de divinazione (alias Joao Mesquinho, Maurizio Costanzo Show, data imprecisata)
12 I tre muneti (alias Joao Mesquinho, Maurizio Costanzo Show, data imprecisata)
13 Pedro Alvarez Montecucco (sketch, da "L'Araba Fenice", 1988)

David Riondino (a destra). A sinistra il Collettivo Victor Jara

La Stratosfera, a differenza (permetteteci l'orgoglio) di tanti altri organi di comunicazione, non ha aspettato che David Riondino, scomparso lo scorso 29 marzo, levasse le tende da questo mondaccio per riconoscere il suo estro irregolare, il suo genio deragliante, applicato anche (pur se con una certa discontinuità) al mondo della canzone. In anni passati abbiamo infatti cominciato a riscostruire la sua storia musicale, passando dagli album con il Collettivo Victor Jara ("Collettivo Victor Jara di Firenze", 1974 e "Non vi mettete a spingere", 1979) a quelli a nome proprio ("David Riondino", 1979, "Boulevard", 1980, "Tango dei Miracoli", 1986). In occasione della morte, un bellissimo super post di George, Cimabue e Osel ne ha ricordato la vicenda artistica, riprendendo il discorso discografico e riproponendo "Racconti picareschi", 1989, e "Non svegliate l'amore", 1991, e prossimamente, grazie a Frank-One, sarà a disposizione dei nostri lettori il recital live "Romanzo picaresco". A conclusione, almeno per ora, del nostro ricordo di questo eccentrico e poliedrico artista fiorentino, ci piace regalarvi alcune rarità mai edite e mai apparse sul web, delle "chicche" di cui, lo sappiamo bene, i lettori della Stratosfera sono particolarmente ghiotti.

David Riondino ospite in una delle tante edizioni del premio Tenco cui ha partecipato

"SCAMPOLI", questo è il nome che abbiamo del tutto arbitrariamente voluto dare a questo post, comprende del materiale eterogeneo presentato in TV in diverse occasioni, materiale inedito altrove che è solo una minima parte di tutto quello che questo artista caleidoscopico ha disseminato in giro nel corso degli anni in radio, TV, riviste, libri, palchi vari. E' materiale che proviene da alcune mie cassette private, registrate nel corso di svariati anni. Da estimatore di David Riondino cercavo infatti di farmi trovare pronto con il registratore ogniqualvolta il Nostro si palesava in TV. Purtroppo parte del materiale, per l'usura dei nastri e la traccia del tempo, è irrecuperabile, ma quello che si è salvato merita, credo, un attento ascolto.


Si comincia con "Divano caimano", registrato live, eseguito in prima assoluta al Premio Tenco 1991, ben prima della sua ripresa discografica del '94 in "Temporale". Come molti sanno, una delle specialità del perfido Riondino (questo l'appellativo affibiatogli da Antonio Silva), era la ri-creazione (non imitazione, e neanche, del tutto, una parodia) del mondo e del modo stilistico di alcuni famosi cantautori. Questa pratica era già cominciata nel primo album solista del '79 con "Lo gnegno" in cui venivano riproposti gli stilemi di Angelo Branduardi. Proseguirà poi con "Giuseppina che cammina sul filo" (De Gregori), la famosa "Mistici digiuni" (altrimenti nominata "Franco a Catania") dedicata a Battiato e "Briciole" in odore di Franco Califano. "Divano caimano", il cui testo è stato scritto in collaborazione con  Stefano Benni, purtroppo anche lui recentemente scomparso, è invece un gustosissimo falso d'autore di Paolo Conte. Su questo solco ecco "Lo sguarguariello", anch'esso ripreso in "Temporale", in cui invece Riondino si impossessa (o è il contrario?) di Roberto Murolo. A me pare, ma posso sbagliare, che queste versioni live, nella loro essenza cabarettistica, a contatto vivo con il pubblico, siano di molto migliori di quelle poi registrate, ma voi sappiatemi dire.

Al Maurizio Costanzo Show

Si prosegue con una rara testimonianza della partecipazione di Riondino al "Maurizio Costanzo Show" (in rete incredibilmente non c'è praticamente nulla di questa esperienza televisiva che gli dette una prima vistosa notorietà). Come qualcuno ricorderà, David Riondino era spesso ospite in questo famoso salotto televisivo, ritagliandosi la figura del "cantacronache" (chiamiamolo così) che prendendo spunto da quanto detto nel corso della puntata dagli altri ospiti, improvvisa una canzone umoristica (negli anni svilupperà sempre più l'interesse per la poesia improvvisata, studiando la tradizione toscana dei poeti a braccio e quella cubana dei repentistas). "Poetessa innamorata" è dedicata ad Alda Merini, presente in quella puntata. Le tre canzoni che seguono sono in qualche modo collegate: se"Elezioni", sempre dal Maurizio Costanzo Show" è un'occasionale parodia di "Emozioni" di Battisti, le due che seguono si configurano in realtà come l'evoluzione di uno stesso brano, anch'esso improvvisato e cangiante, a cui spesso è collegato il nome di Riondino. Tutto nasce la sera delle elezioni politiche del 5 e 6 aprile 1992, quelle a cavallo tra l'arresto di Mario Chiesa e lo scoppio del caso Tangentopoli, quelle che vedono cominciare a flettere i partiti cardine della Prima Repubblica, DC e PSI, e l'ascesa irruente di nuovi soggetti come la Lega Nord. 


Riondino è presente, sempre nel ruolo di "menestrello cattivo", nella trasmissione condotta da Giuliano Ferrara, e, chiamato in causa dal conduttore, interviene due volte, a risultati ancora freschi. Abbiamo raccolto in un'unica traccia dal titolo arbitrario "Dopo le elezioni" i due interventi di David Riondino: nel primo immagina satiricamente le conseguenze dello scossone elettorale su alcuni VIP tradizionalmente legati ai vecchi partiti governativi in calo, nel secondo risponde a Franco Zeffirelli, presente in studio, che alla fine del primo intervento cantato lo aveva criticato perché non aveva parlato del deludente risultato del PDS. Questo pezzo, improvvisato quella sera, è  il nucleo da cui nasce, qualche tempo dopo, "La ballata del sì e del no" (anch'essa poi compresa in "Temporale"), un pezzo legato alla cronaca diretta di quei mesi convulsi, e quindi in continua evoluzione per un paio di anni, che varrà a Riondino il Premio Tenco per la migliore canzone nel 1994. In questo caso, però, vi proponiamo una versione embrionale, quella presentata allo stesso Premio Tenco l'anno prima, un po' diversa da quella discografica. Dalla stessa edizione del Premio Tenco, dedicata a Vladimir Vysotsky, proviene "Il bicchiere di vodka", un pezzo inedito dal vivo, che omaggia il grande cantore russo.

 
"Vecchio sgarbone" proviene invece dalla Rassegna Nuove Tendenze della Canzone d'Autore di Recanati, indetta da Musicultura: siamo nel 1994 e Riondino prende amabilmente per il culo Vittorio Sgarbi, della cui ascesa ad astro nascente della TV italiana era stato testimone proprio negli anni in cui era stato ospite al Maurizio Costanzo Show. Memorabile la chiosa rivolta alla mamma di Sgarbi: "forse da bambino lo avete picchiato/ dovevate dargliene di più".
"Sonetto della colomba" (un altro dei pezzi poi ripresi in "Temporale") ci riporta ai tempi in cui David Riondino e Daria Bignardi conducevano l'ultima edizione (1994) di "A tutto volume", fugace tentativo di dare alle reti Fininvest un aura culturale, sebbene con un tono pop. Si tratta di una rielaborazione del "Sonetto gongorino en que el poeta manda a suo amor una paloma" di Federico Garcia Lorca.
"Noi piedi" non so bene sinceramente da dove provenga, né l'anno (potrebbe essere la trasmissione TV "L'Araba fenice", ma va a sapere). Fu la prima relativa hit di Riondino nell'album di esordio del 1979, ma qui è proposta in versione inedita, diversa sia da quel LP sia dalle riprese successive in "Temporale" e "Quando vengono le ballerine".


"Tentativu de divinazione" e "I tre muneti" provengono anche esse ancora dal" Maurizio Costanzo Show" e sono solo due tra gli innumerevoli brani inventati all'impronta sulle cose dette dagli ospiti della puntata ma presentati come tratti dall'opera monumentale di un fantasmagorico Joao Mesquinho, bizzarro cantore brasiliano che viveva in una capanna d'oro, ma dentro non aveva nulla, perché era poverissimo. Purtroppo non sono riuscito a recuperare quel brano improvvisato partendo dalla storia di una coppia invitata in trasmissione a raccontare la loro tragicomica luna di miele, tra raggiri ed altre disgrazie. Il pezzo di Joao Mesquinho narrava di una vicenda nell'antica Roma, nel 79 d.C., quando una coppietta partecipando a un concorso vince "un viasgu di nozzi di sgiorni sei/ a Pompei". Le due più apprezzate composizioni di Joao Mesquinho ("Empepada de cajaju" e "Alegria do brasil")  troveranno vita discografica in "Racconti picareschi"(1989).

David Riondino all'Araba Fenice (Italia 1, 1988)

Chiudiamo con una non-canzone, uno sketch comico tratto da "L'araba fenice" (1988), trasmissione satirica cult della notte di Italia 1. Qua Riondino interpreta la parte di Pedro Alvarez Montecucco, indisponente regista pieno di sussiego che umilia il suo malcapitato intervistatore (Silvio Orlando), travolgendolo di saccenza. Mi scuso per l'indebita intrusione in un post musicale, ma sul web non c'è molto a riguardo, e questa scenetta, per quanto ho potuto constatare, è inedita. Inoltre, mi fa molto ridere, e di questi tempi butta via.


Finiscono così questi scampoli inediti, nella speranza che possano piacervi, pur nella loro frammentarietà, e nella convinzione di aver fornito un piccolo contributo nel delineare la figura di un grande artista multiforme, forse non del tutto riconosciuto in vita. Ovviamente in rete trovate molto più materiale musicale "extra-vagante" legato alle sue numerose incursioni televisive, alle sue cose radiofoniche o al suo contributo a Pandora Tv con le note "TG Suite" eredi dirette di quella concezione di canzoni-cronaca, instant song, di cui qua abbiamo cercato in parte di testimoniare le origini. Infine, se volete approfondire la carriera musicale di David Riondino, mi permetto di rimandarvi a un succoso speciale radiofonico in due parti che nel 2012 curai per Radio Orvieto Web nella mia trasmissione "Arrivano gli Sprassolati!" con la presenza in studio dello stesso Riondino, ricco di aneddoti e ricordi. Lo trovate QUI e QUI. Buon ascolto!



Post by Andrea "Arrivano gli Sprassolati"
(with a little help by George)

mercoledì 1 aprile 2026

David Riondino si è spento il 29 marzo (1952-2026 R.I.P.) - La Stratosfera ricorda il grande artista

 

INTRO by GEORGE
Gli organi di informazione in questi giorni hanno dato fondo alla loro fantasia per trovare un titolo legato alla scomparsa dell'artista fiorentino (deceduto il 29 marzo 2026 all'età di 73 anni): "poeta della satira", "cantautore, attore e autore", "il cantautore padre di Maracaibo", "la gioia e la follia di una vita in rima", "il poeta anarchico che ipnotizzò Maurizio Costanzo", "Addio al picaresco David Riondino, sempre in attesa delle ballerine". Può bastare? Direi proprio di sì. Anche l'Osservatore Romano si è unito al coro di elogi con un breve trafiletto. Noi della Stratosfera siamo molto più modesti: ci occupiamo di musica e non ci dedichiamo alle frasi roboanti (seppur giuste e legittime). Noi vogliamo ricordare l'artista solamente per la sua musica. Lo facciamo attraverso un lavoro corale che ha coinvolto, oltre che il sottoscritto, altri due amici/collaboratori del nostro "Stratospheric Team", ovvero Osel, e Cimabue. Un lavoro a 6 mani che, ne sono certo, sarà di vostro gradimento. Ognuno di noi ci ha messo "del suo", come si dice, con l'obiettivo comune di rendere omaggio al "caleidoscopico" artista, un creativo  "a tutto tondo",  e di condividerne la musica con i nostri lettori/navigatori. L'amico Frank-One, sempre per tenere vivo il nome di David Riondino, fra qualche giorno metterà a disposizione i file di un inedito concerto live. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. 
Si apre la carrellata con una sintetica, ma precisa ed efficace biografia, tracciata da Cimabue.


IL PROFILO DI DAVID RIONDINI - A CURA DI CIMABUE (Pietro)
"Sintetizzare in poche righe l’opera di un’artista poliedrico come David non è cosa facile. Per dieci anni bibliotecario presso la biblioteca nazionale di Firenze e poi…… poi musicista (cantante e autore), giornalista, attore (cinema, teatro e televisione), conduttore radiofonico, produttore, consulente teatrale… e sicuramente ho tralasciato qualcosa. Un uomo tanto appassionato, quanto illuminato, capace di spaziare dai primi passi (decisamente impegnati ed impegnativi) con il Collettivo Victor Jara (già documentati sul blog) per arrivare a Maracaibo, hit di successo affidata a Lu Colombo nella calda estate del 1981. Ma prima, nel 1978, l’album omonimo del debutto solista (anche questo già postato) e l’apertura dei concerti del celeberrimo tour di Fabrizio De André con la PFM, ben testimoniato dallo stesso David nel docufilm “Il Concerto Ritrovato” edito nel 2020 con la regia di Walter Veltroni. Al cinema frequenta Marco Tullio Giordana (con una comparsata nel suo film d’esordio) e persino Gabriele Salvatores e Giuseppe Bertolucci; sulla carta stampata imprime il suo tratto satirico in testate  leggendarie, quali “Tango”, “Il Male”, “Cuore”, “Comix” e “Boxer” oltre che sul quotidiano “Il Manifesto”. In TV lo ricordiamo in altrettanti epici programmi comico-satirici, tra cui “Lupo Solitario”, “Zanzibar” e “L’Araba Fenice” oltre che come ospite al “Maurizio Costanzo Show” e a “Quelli che il Calcio”. A teatro, lo ricordiamo complice di personaggi del calibro di Paolo Rossi, Silvio Orlando e Sabina Guzzanti (per un certo periodo anche compagna di vita), Ricca e di qualità, infine, la produzione discografica, in cui spiccano collaborazioni eccellenti. Un istrione gentile, dal tratto pressoché unico, con quel suo fare scanzonato che è divenuto il suo marchio di fabbrica".
Bon voyage, David 


Per una lettura completa della biografia, della discografia e dell'attività artistica in genere, vi rimando al sito ufficiale di David che troverete qui. 

Qualcuno di noi - io no, purtroppo - ha avuto l'opportunità di conoscerlo personalmente, come nel caso dell'amico Osel che ha voluto dedicargli questo toccante ricordo.

IL RICORDO DI OSEL (Marco)
Ho incontrato David tantissimi anni fa, eravamo tutti giovani di belle speranze, politicamente impegnati e artisticamente esaltati. Era il tempo dell'immaginazione al potere e sogni vari. Ci si vedeva fra festival, incontri a casa di amici, concerti, ecc. Il suo talento era già ben visibile, grande affabulatore, musicista per nulla sprovveduto, cantante ben impostato. teatrante istrionico. Non ci siamo mai persi di vista e, nonostante le scelte di vita differenti, ha sempre accettato i nostri inviti e ci ha donato, qui in zona, spettacoli mirabolanti. Fra tutti una rilettura del Boiardo (in un convegno sul grande poeta, all'interno di quella che era stata la sua rocca a Scandiano) e una serata di canzoni ispirate a Boccaccio. David era un uomo colto, simpatico (come sanno essere i toscani), dolce e burbero al contempo (come sanno essere i toscani....mi ripeto), coerente e testardo. A volte abbiamo discusso aspramente, come quella volta sul green pass, ma riuscendo sempre a rimanere rispettosi uno dell'altro. Come ha scritto Patrizio Roversi: "Se ne è andato e non ci ha aspettato...noi della sua generazione... Pensare che qualche settimana fa sembrava stesse meglio.
Ciao David, con te se ne va un pezzo della nostra anima giovanile.


ED ORA LA MUSICA DI DAVID
Premetto che il nostro blog, come ha ricordato Cimabue, si è già occupato nel passato, in modo piuttosto significativo, della discografia di Riondino e del Collettivo Victor Jara. Pur tuttavia alcuni album mancano ancora all'appello. Per questa mesta circostanza lo vogliamo ricordare attraverso due CD risalenti al 1989 e al 1991, ovvero "Racconti Picareschi" e "Non svegliate l'amore".  

David Riondino - Racconti Picareschi (CD, 1989) 


TRACKLIST:

01. Africa - 3:41
02. Elefanti - 4:04
03.Maracaibo - 4:07
04. Dottor Livingstone, I Suppose - 3:50
05. Inno dei Professionisti - 3:31
06. La Mantide Religiosa - 3:55
07. Milano sembra - 4:09
08. Canzone del silenzio degli animali - 3:49
09. Crepuscolo del Novecento - 4:25
10. Jessica - 1:53
11. E va Po Ro - 1:53
12. La grande aragosta - 1:27
13. Canzone della foca - 2:02
14. Canzone dell'impiegatino asburgico 1:17
15. Giuseppina che cammina sul filo (Francesco Del Gregorio?) - 3:12
16. Franco a Catania (Francesco Battiuto?) - 3:23
17. Parco Dell'Uccellina - 2:10
18. Le strade di Tex - 3:39
19. Alegria do Brasil - 0:56
20. Empepada de Cajajo - 1:33


Questo album è stato gentilmente fornito dall'amico Osel che ringrazio a nome di tutti gli amici della Stratosfera. Purtroppo i musicisti che accompagnano David lungo queste 20 tracce non sono indicati. Peccato. Ma andiamo oltre. "Racconti picareschi" venne pubblicato dalla CGD nel 1989 in versione vinile, CD e musicassetta. Ma cosa sono i "racconti picareschi"? Perdonate questo piccolo sfoggio di erudizione. Il termine "racconti picareschi" si riferisce al celebre genere letterario nato nella Spagna del Cinquecento. La letteratura picaresca è un genere di narrativa che racconta le avventure di un picaro, un antieroe di umili origini, che sopravvive grazie alla propria astuzia in una società corrotta. Questo in sintesi. Riondino volle titolare così il suo album, un mix di narrazione teatrale e musica in cui ogni traccia descrive storie avventurose e personaggi bizzarri. Tra i brani più conosciuti ricordiamo Africa, Elefante e Maracaibo. L'opera riflette lo spirito ironico e affabulatorio di Riondino, trasportando il concetto di "picaro" in un contesto più moderno e decisamente surreale. Da non perdere le due tracce in cui Riondino fa la parodia di De Gregori (De Gregorio) e Battiato (Battiuto). Un album storico. 


David Riondino - Non svegliate l'amore (CD, 1991)


TRACKLIST:

01. Un sogno
02. Non svegliate l'amore
03.Amica mia
04.Dialogo
95.Primavera
06. Tutto passa in un soffio
07. Un infinito vuoto
08. Danza (violino Angelo Branduardi)
09. Vento
10. Donna
11. Tempo
12. Morte
13. Vento (ripresa)


Congedatosi dai racconti picareschi, nel 1991 David Riondino realizza "Non svegliate l'amore", sempre pubblicato dalla CGD nei tre classici formati dell'epoca: vinile, CD e musicassetta. Da allora l'album non è più stato ristampato. Da sottolineare la bellissima copertina, caratterizzata da un volto femminile, molto elegante, e da una iguana. L'album, oltre che per la delicatezza e la bellezza dei testi e delle musiche, è anche noto per il coinvolgimento di grandi nomi della cultura e dell'arte italiana. In particolare i testi sono stati curati dal fumettista Andrea Pazienza, mentre la copertina e il retro sono opera rispettivamente dello stesso Pazienza (l'ultima da lui realizzata) e di Milo Manara. L’album è l’omaggio commosso di David Riondino al suo amico geniale e compagno di tante avventure, Andrea. Per quanto riguarda le musiche, molte tracce sono sostenute da ritmi di danza come bolero e tango. Nel disco vi sono altresì collaborazioni di rilievo come quella di Angelo Branduardi, che suona il violino nel brano "Danza", Un lavoro di grande spessore che ha lasciato il segno. L'album - che mi è stato inviato anche dall'amico Osel, proviene questa volta dai mei archivi. Insomma, melius abundare...


Abbiamo concluso questo breve viaggio che vuole semplicemente ripercorrere alcuni significativi passaggi musicali all'interno della ricca discografia di David Riondino. Il suo ricordo, ne sono certo, non si esaurirà con questo post. Più avanti ritorneremo sul personaggio con qualche bel regalo. Per il momento è tutto. Ringrazio ancora gli amici Osel e Cimabue per la sempre preziosa collaborazione e a voi tutti auguro buon ascolto,

Ciao David, il viaggio con te continua...


LINK Racconti Picareschi
LINK Non svegliate l'amore 

Post by George, Cimabue, Osel (six hands for the Stratospheric friends)

lunedì 8 maggio 2023

Artisti vari - Club Tenco vol. 1 (1991) e vol. 2 (1993) - 20 anni di canzone d'autore (post by George, Osel & Cimabue)

 

Questo post contenente le due compilation del Club Tenco datate 1991 e 1993 è frutto di un lavoro a sei mani: quelle del sottoscritto, che ha curato testi, immagini e impaginazione e quelle dei collaboratori di lunga data Osel e Cimabue che, bontà loro, mi inviarono i file qualche tempo fa. Grazie amici, per il prezioso contributo che arricchisce ulteriormente le pagine dedicate ai Dischi del Club Tenco. Sono felice che queste collaborazioni proseguano costantemente nel tempo. Sono la garanzia che il blog continua a rimanere vivo e, soprattutto,  partecipato. Conclusa la breve premessa passiamo alle tracklist dei due album. 

Artisti vari - 1991 - Club Tenco
 Vent'anni di canzone d'autore - Volume primo


TRACKLIST:

01. Antonio Silva – Presentazione
02. Gino Paoli - Lontano lontano
03. Ornella Vanoni - Tatuaggio
04. Roberto Benigni – Mi piace la moglie di Paolo Conte
05. Paolo Conte – Dal loggione
06. Roberto Vecchioni - Canzone per Francesco
07. Francesco Guccini - Luci a San Siro
08. Francesco Baccini - Le donne di Modena
09. Fiorella Mannoia - La storia
10. Pino Daniele - Na tazzulella  e' caffé
11. Ivano Fossati e Ars Antiqua - Confessione di Alonso Chisciano
12. David Riondino e Paolo Rossi - Canzone del silenzio degli animali
13. Gianna Nannini - Dea
14. Francesco Guccini e Roberto Vecchioni - Gli amici
15. Antonio Silva - Buonanotte


Il volume primo proviene dagli archivi di Marco Osel a cui rivolgo il mio ringraziamento. Venne pubblicato nel 1991 dall'etichetta Dischi del Club Tenco sia in formato CD che come doppio LP-vinile (etichetta CGD), nonché in musicassetta. Le 15 tracce - 13, escludendo la presentazione e la buona notte di Antonio Silva - sono  tutte registrate dal vivo a Sanremo nel corso di varie Rassegne della Canzone d'Autore e in larga misura sono inedite. La compilation offre l'opportunità di ascoltare una buona fetta di grandi interpreti della canzone italiana che vanno da Gino Paoli a Paolo Conte, da Roberto Vecchioni a Francesco Guccini, passando attraverso Ivano Fossati, David Riondino, Pino Daniele e altri ancora. Piuttosto anomala la presenza di Roberto Benigni con una composizione ironica e divertente, dedicata alla moglie di Paolo Conte (che ricambierà la cortesia qualche tempo dopo). Assolutamente pregevoli i duetti presentati  nella sezione finale dell'album.: Ivano Fossati con gli Ars Antiqua, David Riondino con Paolo Rossi e, ultima delizia, Francesco Guccini con Roberto vecchioni in una registrazione del 1989 dedicata ad un amico allora da poco scomparso, ovvero il celebre "Bigi", anima del Club Tenco al fianco di Amilcare Rambaldi. Di seguito le pagine del booklet con le foto dei protagonisti,


Artisti vari - 1993 - Club tenco
Vent'anni di canzone d'autore - Volume secondo


TRACKLIST:

01. Antonio Silva – Presentazione
02. Milva - Lontano lontano (live 1991)
03. Gianni Morandi - Uno su mille (live 1986)
04. Roberto Vecchioni - Alessandro e il mare (live 1990)
05. Enzo Jannacci - Musical (live 1989)
06. Bruno Lauzi – Quella gente là = Ces gens là (live 1977)
07. Paolo Pietrangeli - Io ti voglio bene (live 1988)
08. Gianna Nannini – Come una schiava (live 1989)
09. Francesco Guccini–Il frate (live 1989)
basso – Ares Tavolazzi; batteria – Ellade Bandini
chitarra – Juan Carlos "Flaco" Biondini*; tastiere - Vince Tempera
sax. armonica - Roberto Manuzzi
10. Enzo Gragnaniello – Indifferentemente (live 1990)
11. Francesco Baccini – Genova Blues (live 1990)
12. Pino Daniele – Napule è (live 1989)
13. Angelo Branduardi – Il ladro (live 1991)
14. Mia Martini – Almeno tu nell'universo (live 1989)
15. Ivano Fossati – Luna Spina (live 1990)
16. Zucchero & Gino Paoli – Come il sole all'improvviso (live 1986)
piano – Gino Paoli, Zucchero; sax – Eric Daniel
17. Antonio Silva – Buonanotte


Ed eccoci al volume secondo, pubblicato nel 1993 come sempre dall'etichetta I Dischi del Club Tenco. I file provengono dagli archivi del nostro amico e collaboratore Cimabue, che ringrazio. L'album venne immesso sul mercato sia in formato CD che musicassetta. Le compilation, anche in questo caso, raggruppa una serie di esibizioni live inedite di molti artisti italiani  provenienti da varie edizioni della rassegna (tra parentesi ho indicato l'anno). La voce del presentatore è sempre quella di Antonio Silva, una sorta di istituzione. Curiosamente l'album si apre nuovamente con "Lontano lontano", questa volta interpretata da Milva con la sua splendida voce. Oltre a ritrovare Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Gianna Nannini, Pino Daniele e Ivano Fossati (le colonne portanti del Club Tenco), abbiamo il piacere di ascoltare un Gianni Morandi (edizione 1986) con la sua classica "Uno su mille" e anche un ottimo Bruno Lauzi d'annata, edizione 1977, con "Quella gente là", il brano più "vecchio" della compilation. Angelo Branduardi e Mia Martini sono a mio avviso i gioiellini di questo album. E a proposito di duetti, che dire dell'inedita accoppiata Zucchero-Gino Paoli? Assolutamente unici. 
Per completezza, inserisco anche per questo secondo volume le immagini del booklet. 
Con questo vi saluto e vi auguro buon ascolto.


LINK Club Tenco - volume primo (1991)
LINK Club Tenco - volume secondo (1993)

Post by George - Music by Osel & Cimabue

giovedì 27 gennaio 2022

David Riondino- 1987- Tango dei Miracoli (vynil)


 

TRACKLIST:


01 Tango Dei Miracoli

02 Ragazze Di Milano

03 Mantova

04 Le Ragazze Con L'Impermeabile

05 Concediti Maria

06 Dammene Ancora

07 Linea D'Ombra

08 Polaroid I

09 Desir - Desert

10 Polaroid II

 

FORMAZIONE:


Steve Piccolo- basso

Dado Parisini- pianoforte e tastiere

Ranieri Cerelli- chitarre

Roberto Federighi- batteria

(Massimo) Altomare e (Steve) Piccolo- cori

Davide Riondino- voce, chitarra classica

 

Arrangiato da Steve Piccolo, Dado Parisini e Davide Riondino

 

Riprendiamo, cari amici stratosferici, il nostro viaggio all’interno dell’opera di David Riondino che in precedenti post abbiamo seguito dai suoi passi d’esordio all’interno del Collettivo Victor Jara, arrivando poi ai primi episodi solisti. Dopo “Boulevard” (1980), il suo album più da cantautore “classico” (se capite cosa voglio dire), Riondino, visto anche il sostanziale poco riscontro e soprattutto la sua voglia di recitazione, si dedica per qualche anno a tutt’altro, per esempio il cinema (è attore in “Maledetti vi amerò” di Marco Tullio Giordana, 1980 e “La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani, 1982) e la scrittura satirica con il suo contributo a “Tango”, sferzante inserto dell’Unità (da cui poi nascerà la storica “Cuore”), diretto da Sergio Staino.

 

E’ proprio approfittando della distribuzione in edicola del giornale organo del PCI che viene diffuso in gran copia nel 1987 (non 1986 come riporta erroneamente Discogs) questo “Tango dei miracoli”, sontuoso lavoro con cui Riondino fa il suo ritorno nel mondo della canzone. La veste grafica è davvero lussuosa, con la bella copertina di Milo Manara e un ricco booklet interno, una sorta di vero e proprio libretto che riporta non solo i testi (anche di canzoni che poi non sono inserite nel disco), ma anche i meravigliosi disegni dello stesso Manara, con il quale Riondino instaura, attraverso delle terzine in rima, una sorta di dialogo, parallelo al discorso del disco. E’ insomma un lavoro che in qualche modo è la testimonianza di quel fruttuoso incontro tra (cant)autori e disegnatori che il vivace ambiente di Tango, ma anche del Club Tenco, aveva stimolato.


 

Il tema di fondo è l’idea di una sparizione, di qualcosa e qualcuno (forse lo stesso autore?). Sembrano scomparsi alcuni ideali che avevano accompagnato il decennio precedente, ma anche gli amori, portati altrove da un destino imperscrutabile, e infine, stando al libretto, anche alcune canzoni.

 

Il disco, prodotto dal compianto Renzo Fantini (pur non accreditato) per la sua “L’Alternativa”, è un curioso frankeinstein di stili e di tematiche. Alcune dei tasselli che compongono il lavoro sono dei recuperi da un album abortito che anni prima doveva essere prodotto da Nanni Ricordi, altri sono di ispirazione più recente.



E così ecco che da un lato ricompaiono le meditazioni introspettive che ci riportano al mood di “Boulevard”, come la lunga ballata in ottava rima “Mantova” (una impietosa canzone di disamore per voce e chitarra), la struggente “Linea d’ombra”, dalla sinuosa linea melodica (una delle più belle di Riondino) o l’evocativa “Desir desert”, anch’essa giocata su voce e chitarra.

Ma dall’altro troviamo anche dei pezzi apertamente più sgangherati, si ascoltino il canto a cappella de “Le ragazze con l’impermeabile”, e l’elettrofunk di “Concediti Maria”.


 

Dal punto di visto dell’ambiente sonoro, il disco paga fortunatamente solo in parte dazio all’epoca che lo partorì.

Fanno infatti capolino, qua e là, suoni tipici degli anni ’80 (tastiere pesanti, batterie elettroniche), che se in qualche caso non inficiano la bellezza del pezzo (si veda l’iniziale “Tango dei miracoli”, in aria Stranglers periodo “Feline”, ma anche l’ipnotica “Dammene ancora”, oppure le sequenze apodittiche dei recitativi di “Polaroid I e II”), in alcuni lo condizionano parecchio (“Concediti Maria”, con sottinteso omaggio a Vladimir Majakovskij e Carmelo Bene) e in altri ancora sono al limite della denuncia penale, come nell’altrimenti splendida “Ragazze di Milano”, un ritratto generazionale che ancora prima di essere inciso già circolava facendo innamorare una generazione di ragazze milanesi. Probabilmente lo stesso Riondino si rese ben presto conto dello sfregio, e anni dopo reincise il pezzo, in forma più opportuna, in “Quando vengono le ballerine?” del ’95.

 

Tra i musicisti lasciateci segnalare almeno Dado Parisini, già accreditato nel precedente “Boulevard”, poi in seguito arrangiatore di successo in ambito pop, Massimo Altomare ai cori e l’ex Lounge Lizard Steve Piccolo.


 

A conti fatti, anche a distanza di anni, e con la tara dei suoni di cui dicevamo, “Tango dei Miracoli” resta un gran bel lavoro, da ascoltare a fondo ma anche da leggere, seguendo con lo sguardo il lambiccato filo che Riondino e Manara dispiegano nel libretto accluso all’album che vi proponiamo in un apposito link.

 

L’LP non è mai stato ristampato in CD, ma da qualche tempo è reperibile sul Tubo. Personalmente ho scelto però di rippare dal mio vecchio vinile, acquistato a Roma a inizio anni ’90, quando in alcune mattine il richiamo delle sirene dei negozi di dischi era più forte di quello delle lezioni (non ditelo ai miei alunni).

 

E con questo è tutto, amici: buon ascolto e sappiatemi dire. 

 

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post by Andrea "Arrivano gli Sprassolati!"

sabato 19 ottobre 2019

DAVID RIONDINO- 1980 – BOULEVARD (vynil)





TRACKLIST
1 Gli anni passano
2 Valzer verde
3 Niente da segnalare
4 Buona fortuna
5 Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir
6 La paura sarà
7 Ci ho un rapporto
8 Tropicalità

FORMAZIONE: 

David Riondino- voce
Guido Podestà- fisarmonica (tracks 2 e 5)
Claudio Bazzari e Ranieri Cerelli- chitarra acustica
Luciano Ciccaglioni- chitarra acustica, mandolino
Piero Montanari- basso
Baba-Yaga e Fratelli Balestra- cori
Derek Wilson- batteria, percussioni
Dado Parisini- piano (tracks 2 e 5)
Shel Shapiro- piano a puntine, piano fender, hammond, basso, 
Julie Scott- voce in “Tropicalità”

Produzione e arrangiamenti: Shel Shapiro (eccetto tr.5: Claudio Fabi)

Riprendiamo dopo qualche tempo il nostro excursus lungo la produzione discografica di David Riondino, personaggio dalle mille sfaccettature, poi più conosciuto come cabarettista, attore, autore satirico, conduttore radiofonico e tante altre cose. Come i nostri lettori più attenti ricorderanno, siamo partiti dai due LP registrati, nel pieno dei turbolenti anni ’70, con il Collettivo Victor Jara (li trovate qui) e con il primo album solista omonimo del 1979 registrato per l’Ultima Spiaggia (QUI) che chiuderà i battenti poco dopo, con conseguente poca diffusione di quel lavoro.
Nello stesso 1979, proprio durante la preparazione del disco di esordio, Riondino conosce in studio di registrazione Fabrizio de André che sta mixando “Rimini”. Il cantautore genovese, incuriosito da questo singolare giovanotto con cui passa diverso tempo a chiacchierare, da lì a poco lo chiama per aprire i concerti dello storico tour con la PFM, pur non essendo Riondino né della sua agenzia, né della sua casa discografica. Insomma, un puro attestato di stima, si direbbe. A dispetto dell’esito trionfale di quel tour, le cose non sono affatto semplici a causa degli ultimi colpi di coda del movimentismo anni ’70 che genera diversi problemi di ordine pubblico: a Cantù il pubblico rimasto fuori batte con delle spranghe d’acciaio sulla porta del Palasport per tutta la durata del concerto, a Novara vengono tirate palle di neve dalla galleria, a Firenze gli autoriduttori contrattano con l’organizzazione una serie di ingressi gratuiti minacciando di far casino, a Napoli ci sono scontri all’esterno, con un paio di auto bruciate e il concerto sospeso a forza a metà per lanciare una manifestazione politica (e poi ripreso), mentre a Roma durante le canzoni vengono urlati slogan politici, cadenzati (con grande conoscenza del repertorio di De André!), nelle pause dei versi.

Backstage tour De André & PFM. Sullo sfondo, David Riondino
In questo clima ancora teso, Riondino ha il delicato compito di salire per primo sul palco e “intrattenere” quel pubblico, spesso niente affatto ben disposto verso le stesso De André, figuriamoci nei confronti di questo tipo sconosciuto che per rompere il ghiaccio si finge il presentatore della serata, presentando sé stesso in terza persona con grandi panegirici sull’importanza di dare spazio ai giovani artisti, uscendo, e poi rientrando con la chitarra tra l’ilarità e la perplessità, garantendosi così quei 15 minuti di tregua in cui portare a casa con relativa tranquillità il proprio set.

Forte di questa esperienza con il più grande dei cantautori, nel 1980 David Riondino pubblica con la RCA “BOULEVARD” il disco più da cantautore della sua discografia, quello che, a parere di chi scrive, resta non solo il migliore della carriera musicale del fiorentino (che pure vedrà ancora bellissimi espisodi), ma uno dei più bei dischi di canzone d’autore di quegli anni.



Nonostante la presenza di episodi più lèpidi, come il nonsense dadaista di “Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir” e il ripescaggio di “Ci ho un rapporto”, si tratta infatti di un lavoro pensoso, non di rado introspettivo, a cominciare dall’iniziale “Gli anni passano”. Riondino legge con sguardo lucido e critico questa età di passaggio: è un bilancio severo e doloroso degli anni ’70, un tirare le fila delle speranze, delle disillusioni e dei tragici sbagli della propria generazione. Si ascolti “Niente da segnalare” campionario dei luoghi comuni alternativi di un’intera epoca. O la sarcastica “Buona fortuna” dove Riondino coglie profeticamente i primi germogli del nascente rampantismo anni ’80 cui si stanno convertendo i compagni duri e irriducibili di ieri (molti infatti finiranno alla corte craxiana e da lì passeranno a quella berlusconiana): un pezzo degno del miglior Gaber, quello di “Io se fossi Dio”, per capirci. Per non parlare di un brano dolente come “La paura sarà”, una sorta di epitaffio in cui personale e politico rompono i rispettivi argini, in cui frullano sentimenti privati e violenti drammi sociali: il tutto è sovrastato dall’amaro sentore che il tempo che verrà sarà un tempo anestetizzato, reso docile dal Potere.
L’album è godibile anche negli altri episodi, da “Valzer verde” (che nasconde un verso terribile nella sua apparente banalità come “probabilmente mi amavi,/ probabilmente ti amavo/ non siamo stati bravi/ e non ci amiamo più”) alla conclusiva indolente ed escapista “Tropicalità”, con la voce di Julie Scott (in quegli anni anche autrice per i Chrisma).





L’RCA, e Melis in particolare, sembra credere nel progetto: mette all’opera come produttore e arrangiatore l’ex Rokes Shel Shapiro (che fa uno splendido lavoro), per la copertina sceglie uno scatto dell’affermata fotografa Elisabetta Catalano, e piazza turnisti di qualità al servizio dei pezzi. Ciò nonostante, la carriera del Riondino cantautore non decolla, un po’ perché il Nostro è un po’ refrattario a tutto il necessario lavoro promozionale (giro delle radio, interviste e via dicendo), preferendo invece fare teatro, un po’ perché interviene in questa fase Nanni Ricordi, che come ricordiamo, aveva prodotto il suo primo disco. Il produttore milanese, appena rientrato alla casa-madre Ricordi, lo convince a rompere il contratto con la RCA per raggiungerlo e continuare il lavoro. Poi però tutto sfuma in un attimo, perché Nanni Ricordi, a causa di alcuni dissapori, viene allontanato dalla Ricordi, lasciando così Riondino, che aveva fatto in tempo a registrare solo un fugace provino, in mezzo al guado. Ma questa è già un’altra storia che racconteremo in seguito.

Ultima cosa: il disco non è mai stato ristampato in CD, e solo un brano era finora reperibile in rete.
Buon ascolto!