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martedì 6 ottobre 2026

Francesco Guccini atto II - Il ricordo del cantautore e poeta a due mesi dalla sua scomparsa


Cari amici, siamo ancora qui a parlare di Francesco Guccini, a due mesi dalla sua scomparsa (era il 6 agosto 2026). Non potevamo limitarci ad un solo ricordo (il concerto di Imola del 1983 pubblicato un mese fa), tenuto conto dello spessore del personaggio e del bagaglio musicale e culturale che ci ha lasciato. Per questo secondo appuntamento voglio ringraziare ancora una volta l'amico e collaboratore Albe che, alla stregua degli altri collaboratori del nostro blog, periodicamente fornisce materiale raro e dischi di difficile reperibilità al fine di arricchire sempre più la Stratosfera. In un batter d'occhio siamo giunti a quasi 8 milioni e 500 mila visualizzazioni. Non è cosa così frequente. Quindi grazie ad Albe e grazie a tutti gli amici e collaboratori che partecipano con passione alla vita del blog facendolo crescere giorno dopo giorno. Per questa occasione Albe ci ha inviato due bei concerti, registrati rispettivamente a Perugia nel 1981 e a Milano nel 1986. Anche le copertine sono opera sua Doppio cadeau. Abbiamo già parlato a lungo di Francesco e del ruolo che ha avuto nel panorama musicale italiano nel precedente post. Oggi ci limiteremo, si fa per dire, ad ascoltare la sua musica. Partiamo allora con i due concerti. 


CONCERTO # 1
Francesco Guccini - Perugia, Stadio Curi, 31 luglio 1981


TRACKLIST:

01.talk
02.Canzone per un'amica
03.talk
04.Auschwitz
05.talk
06.Dio è morto
07.talk
08.Lager
09.talk
10.Venezia
11.Il vecchio e il bambino 
12.Bologna
13.talk
14.Eskimo
15.talk
16.Bisanzio


MUSICISTI:

Francesco Guccini - voce, chitarra
Jimmy Villotti - chitarra
Tiziano Barbieri - basso
  Juan Carlos "Flaco" Biondini - chitarra


Bonus tracks: interviste e traccia inedita

01. intervista inedita - Pavia, concerto 1978 per Radio City
02. intervista - Milano, concerto per Demetrio Stratos, 14.6.1979
03. Un altro giorno è andato - Milano, concerto per Demetrio Stratos, 14.6.1979. Traccia non inserita nel disco, poiché la chitarra di Francesco, durante l'esecuzione del brano, era scordata. 


Ottimo concerto, con una notevole qualità audio. E' sempre bello ascoltare Francesco che dialoga col suo pubblico e qui i dialoghi non mancano. Il concerto venne registrato il 31 luglio 1981 allo Stadio Curi di Perugia. Non è lunghissimo, ma contiene brani storici quali Canzone per un'amica, Auschwitz, Dio è morto, Il vecchio e il bambino, Eskimo. Il nostro Albe ha recuperato anche due interessanti interviste, di cui una inedita risalente al 1978, e un brano scartato dal disco ufficiale pubblicato a seguito del Concerto per Demetrio Stratos" (intitolato Un altro giorno è andato) poiché la chitarra di Francesco era scordata (e si sente). 


CONCERO # 2
Francesco Guccini - Milano, Arena Civica "Gianni Brera"
12 settembre 1986


TRACKLIST CD 1

01.talk
02.Canzone per un'amica
03.talk
04.Auschwitz
05.Autogrill
06.talk
07.Culodritto
08.talk
09.Il vecchio e il bambino
10.talk
11.Signora Bovary
12.L'isola non trovata
13.Asia
14.talk
15.Scirocco
16.Canzone dei dodici mesi
17.Il frate 

TRACLIST CD 2:
01.Canzone della bambina portoghese
02.Canzone quasi d'amore
03.Venezia
04.talk
05.Bologna
06.talk
07.L'avvelenata
08.talk
09.Incontro
10.Vedi cara
11.Dio è morto
12.Il pensionato
13.Un altro giorno è andato
14.Bisanzio
15.La locomotiva
16.talk
17.Blue Suede Shoes


MUSICISTI:
Francesco Guccini - voce, chitarra
Ellade Bandini - batteria
Vince Tempera - tastiere
Ares Tavolazzi - basso
Juan Carlos Flaco Biondini - chitarra
Antonio Marangolo - sassofono


Secondo grande concerto, raggruppato in 2 CD, dalla qualità audio sempre buona. Qui siamo nel 1986, per la precisione il 12 settembre, e la location è l'Arena Civica "Gianni Brera" di Milano. La scaletta è quanto mai completa dove non mancano i grandi classici del suo repertorio. Decisamente infuocato il finale con quella Blue Suede Shoes scritta da Carl Perkins nel 1955, che Guccio amava interpretare dal vivo ma che non aveva mai registrato ufficialmente in studio. 
Con questo abbiamo veramente concluso. Un abbraccio virtuale a Francesco. 
A voi tutti auguro buon ascolto.


LINK Live Perugia 1981
LINK Bonus tracks (intervste + inedito)
LINK Live Milano 1986 CD 1
LINK Live Milano 1986 CD 2

Post by George & Albe

domenica 8 marzo 2026

Serie "Bootleg" n. 368 - Novara, 9 luglio 1986 - Concerto di Area 2, PFM, Banco del Mutuo Soccorso (musicassetta)

 

TRACKLIST:

01. Area II - Jam # 1 / Jam # 2
02. Banco - Notte Kamikaze
03. Banco - Baciami Alfredo / Il ragno / Moby Dick
04. Area II - bass & drums solo
05. Banco - Grande Joe
06. Banco - Lontano da / Buone Notizie
07. PFM - Si può fare / Impressioni di settembre
08. PFM - Maestro della voce / E' festa (cut end)

Area II - insert cover 1° LP del 1986

FORMAZIONE AREA II 

Giulio Capiozzo - percussioni, batteria 
Andrea Allione - chitarra elettrica
Emanuele Cisi - sassofono soprano
Aldo Mella - basso elettrico
Emanuele Ruffinengo tastiere

Giulio Capiozzo nel 1986

FORMAZIONE BANCO DEL MUTUO SOCCORSO:

Vittorio Nocenzi - tastiere
Francesco Di Giacomo - voce
Rodolfo Maltese - chitarra elettrica
Pierluigi Calderoni - percussioni, batteria
Gabriel Amato - basso

Banco - back cover LP "...E via" - 1985

FORMAZIONE P.F.M.

Franz Di Cioccio – voce
Franco Mussida – chitarra elettrica
Patrick Djivas – basso, tastiera
Lucio Fabbri – tastiere, violino
Walter Calloni – batteria

PFM - 1986

Cari amici, non so proprio cosa accadde a Novara nella serata del 9 luglio 1986. Le cronache non ne parlano, però questi tre storici gruppi italiani si trovarono realmente sullo stesso palco in una serata estiva, infuocata in tutti i sensi. Eventuali dubbi sulla autenticità del concerto li fuga Francesco Di Giacomo, quando in apertura della track 3 (Baciami Alfredo) parla di una serata tra amici e saluta Giulio Capiozzo e la PFM. Ringrazio l'amico e collaboratore Morris per avere recuperato il file dal tubo e avere suddiviso le tracce. Un bel lavoro, come sempre. Grazie Morris. Ma veniamo ai contenuti della musicassetta, perché come potete vedere dalla cover, di musicassetta trattasi. I brani proposti dai tre gruppi sono stati registrati - così si legge su YT - tra il pubblico e successivamente masterizzati dalla Banksville Records, una piccola etichetta londinese fondata nel 2005 dal producer Paolo Ballaro. Di più non so. Naturalmente i tre set sono verosimilmente incompleti e anche un po' mischiati (Area e Banco, in particolare). Ma questo non sposta la bellezza di quanto proposto. 


Lo show risale al 1986, in pieno decennio anni '80 laddove i nostri storici gruppi prog marcavano una profonda crisi. I gusti del pubblico erano cambiati e le nostre storiche prog band cercavano di rigenerarsi proponendo suoni più in linea con i tempi, sposando spesso un pop sostanzialmente più leggero, ma non per questo banale. Ne sono una dimostrazione gli album "...E via" (1985) e, parzialmente "Banco" (1983) per l'omonimo gruppo e "PFM?PFM!" (1984) e "Miss Baker" (1987) per la PFM. Anche i lunghi nomi vennero abbreviati; Banco e PFM. Nulla di più. Discorso a parte vale per gli Area II, la creatura del batterista Giulio Capiozzo, autori di un' ottimo suono fusion. Proprio nel 1986 pubblicarono il loro primo eponimo LP ad opera della Gala Records. I brani proposti in questo concerto non si ritrovano nell'album in studio, ed è per questa ragione che li abbiamo intitolati Jam # 1 e Jam # 2. La traccia 4 raccoglie invece due grandi assoli sia di basso che di batteria, Le restanti tracce proposte dal Banco e dalla PFM sono in linea con la loro produzione anni '80. Nulla di straordinario, ma buone esecuzioni. Con questo vi saluto e vi auguro buon ascolto.


LINK

Post by George - Music by Morris

mercoledì 15 gennaio 2025

The Nuts: a great blues rock from La Spezia - The complete works 1986-1988 (vinyl)

 

I Nuts erano un gruppo originario di La Spezia, cittadina della Liguria di Levante, attivi dal 1983 al 1988. Innamorati da sempre del rock blues, registrarono tre dischi, due 33 giri e un EP 12" con 4 brani, per la Cobra Records. Tutto questo materiale è rimasto a tutt'oggi confinato - si fa per dire - sul solo vinile. Ottima occasione per scoprirli ed ascoltare la loro opera completa. Per trovare qualche informazione legata alle loro vicende musicali (il web è molto avaro al riguardo) occorre leggere la lunga intervista ai membri del quartetto, pubblicata su "It's Psychedelic Baby Magazine" il 28 luglio 2012, arricchita da numerose fotografie e manifesti dei concerti. Cliccate qui per la lettura integrale del testo. E' scritto in inglese, ma per una lettura più agevole basta impostare la traduzione in italiano. In questa sede mi sono limitato ad estrarre alcune parti relative alle origini e alla  produzione discografica. Veniamo al dunque. Sono gli stessi protagonisti a raccontare gli esordi della band, un classico quartetto rock blues composto da chitarra, basso, batteria e armonica a bocca. 


Stefano Bardò, l'armonicista, ricorda che dopo un periodo di prova la band aveva costruito un repertorio che comprendeva sia reinterpretazioni del blues classico britannico sia canzoni originali. "Spesso entravamo in vere e proprie jam session in cui tutti improvvisavano lunghi assoli e l'atmosfera assumeva un sapore psichedelico. Eravamo alla ricerca di un suono, in qualche modo personale ma che riassumesse tutte le possibili influenze provenienti dalla musica che amavamo".


Fu così che i nostri Nuts (le Noci, in italiano) decisero di registrare un demo e questo fu un passo importante che permise loro di capire le dinamiche di una sessione di registrazione e le possibilità offerte da uno studio attrezzato. "Questo ovviamente - prosegue Stefano -  rappresentava anche un'occasione per far sapere alla gente cosa stavamo facendo e per iniziare ad essere invitati a suonare nei club, che spesso e purtroppo non erano adeguati ai nostri spettacoli "ad alto volume" e molte volte abbiamo avuto discussioni animate con i proprietari dei club dicendo "sei pazzo, dimentica di suonare così, qui!"
Al fine di avere un pubblico più ampio, il gruppo decise di comporre e cantare le canzoni in inglese. Dopo un ungo rodaggio "on the road", che evidenziò tutta la potenza del gruppo, nel 1986 i quattro decisero che era arrivato il momento di registrare un album. Ancora Stefano: "C'era un buon numero di band underground italiane come noi, legate al rock tradizionale, incuranti delle mode. Cercavano tutti di avere la possibilità di far ascoltare la loro musica, e dopo un'indigestione di punk e new wave, le varie riviste musicali dedicarono spazio alle "nuove radici rock". E fu così che venne registrato e pubblicato il primo album dei Nuts dal titolo "The Ups And Downs Of A Nice Little Bugger". Di certo non un titolo facile da ricordare. 

The Nuts
 The Ups And Downs Of A Nice Little Bugger (1986)


TRACKLIST:

Lato A
01.The Ups And Downs Of A Nice Little Bugger
02. Is That You Or Is That I?
03.Little Lady Of Disdain
04. I Just Can Give It All
05. Black Berry
06. Talkin' In The Rain

Lato B
07. Mutual Understanding
08. Mist
09. What A Hunger !
10. Who Should You Love? (written by Bo Diddley)


FORMAZIONE:

Mario Bucceri -  chitarra, voce
Agostino Morvillo - basso
Paolo Falchi - batteria
Stefano Bardò - armonica


L'opera prima si compone di 10 brani, giocati sulla forte presenza della chitarra e dell'armonica, con una potente base ritmica. Forse queste registrazioni non rendono giustizia ai Nuts che, sicuramente, dal vivo facevano emergere il loro potenziale in modo più evidente. Pur essendo una buona prova, in alcune parti il disco risulta un po' monotono e ripetitivo. Insomma, come si diceva una volta a scuola "è bravo ma potrebbe fare di più". In una settimana il disco venne registrato ai TBM Studios di Castelfranco Emilia. Era composto da brani originali scritti da Mario Bucceri e arrangiati dai restanti componenti, e una versione del classico di Bo Diddley "Who Do You Love?", otto minuti di acid rock in cui tutti gli strumenti si scatenano creando momenti di tensione e improvvisazione collettiva. Mario cambiò le parole e lo chiamò "Who Should You Love - Chi dovresti amare?". "Questo brano è diventato uno dei nostri prodotti di punta - precisa Stefano -  e in ogni concerto ne abbiamo suonata una versione diversa, e ha sempre funzionato alla grande!"


I quattro inviarono alcune copie promozionali dell'album alle maggiori riviste musicali dell'epoca (The Wild Bunch, Rockerilla, Ultimo Buscadero) ricevendo ottime recensioni da Beppe Riva, Riccardo Bertoncelli, Daniele Ghisoni, Aldo Pedron, Marino Grandi, Vittore Baroni, grandi nomi delle riviste musicali. Poco dopo l'uscita dell'album i Nuts si offrirono volontari per partecipare a diversi concerti in tutta Italia. Si giunse così al 1987, anno di realizzazione del secondo album, "Lookin' For Cockaigne", sempre prodotto dalla Cobra Records.


The Nuts - Lookin' For Cockaigne (1987)


TRACKLIST:

Lato A
01. Somethin' Dancin' In My Veins - 3:18
02. Lookin' For Cockaigne - 2:37
03. The Wiz Of Showbiz - 4:03
04. Wavin' Through The World - 3:38
05. Absinth Boulevard - 5:50

Lato B
06. They Say I've Got No Blues - 4:05
07. Hey Gyp (written by Donovan) - 5:20
08. Iìll Have A Few In - 2:42
09. Imperfect Opera - 3:44
10. Ambush Avenue - 2:48


FORMAZIONE:

Mario Bucceri - chitarra, voce solista
Agostino Morvillo - basso, cori
Paolo Falchi - batteria, cori
Stefano Bardò - armonica

ospiti
Mauro Avanzini - sax
Lauro Maria Rossi - trombone


Quella spinta, quel mordente che mancavano nel disco di esordio, li troviamo in pieno in "Lookin' For Cockaigne", un disco potente fin dal brano di apertura, Somethin' Dancin' In My Veins, Le lunghe serate sui palcoscenici hanno prodotto il loro effetto. E' ancora Stefano la memoria storica: "Eravamo ancora una volta orgogliosi, dato che il disco conteneva una sola cover ("Hey Gyp" di Donovan) e il resto era composto da brani originali. Ci siamo allontanati anche un po' dalle nostre radici classiche del rock e del blues, ci siamo evoluti in un sound più originale e variegato, forse "psycho-soul"? I Nuts non sono mai stati intenzionali, per essere un gruppo di revival blues, non riuscivamo a trovare un senso nel cantare "Sweet Home in Chicago" mentre vivevamo in una località di mare in Italia. I testi scritti da Mario parlavano di noi e della nostra vita, la musica era sentita come tutta nostra, buona o cattiva che fosse".


Mario Bucceri disse nel corso dell'intervista:" Credo che la band abbia raggiunto un sound nuovo e più raffinato. L'album includeva l'unico brano strumentale dei Nuts (Absynth Boulevard)". Non solo, in They Say I've Got No Blues, brano grandioso che apre la side 2, troviamo per la prima volta la presenza dei fiati, sax e trombone. Un vero gioiellino. Verso la fine del 1987 i Nuts, con un nuovo giovanissimo batterista, Guido Carli, registrarono 4 brani, poi confluiti sull'EP "The Haunt" pubblicato l'anno successivo. 

The Nuts - The Haunt (EP 12" - 1988)


TRACKLIST:

Lato A
01. Crosstown Traffic (written by Jimi Hendrix)
02. Drivin' Back Home

Lato B
03. I'm Not Sleepy Yet
04. Johnny B. Goode (written by Chuck Berry)


FORMAZIONE:

Mario Bucceri - chitarra, voce
Agostino Morvillo - basso
Guido "Kid" Carli - batteria
Stefano Bardò - armonica


Il canto del cigno dei Nuts è l'espressione più alta della loro breve produzione musicale, Quattro brani dove il talentuoso chitarrista Mario Bucceri può esprimersi al meglio, specie nella acidissima versione di "Crosstown Traffic" di Jimi Hendrix. La seconda cover è una versione piuttosto contorta della classica "Johnny B. Goode" di Chuck Berry.  La grande rivelazione è il nuovo batterista, il giovane Guido Carli (all'epoca sedicenne), detto "Kid", dal drumming potente dotato di una eccellente tecnica. 
Dopo questa prova i Nuts entrarono purtroppo in crisi. Mario ricorda: "Avevamo tutti bisogno di guadagnare un po' di soldi per vivere e, alla fine (nel 1988) abbiamo dovuto separarci. Probabilmente questa non è l'unica causa. La nostra storia di sei anni è stata molto intensa e anche piuttosto stressante (perché sentita e profondamente coinvolgente) e, in qualche modo, la vena si era asciugata". Le Noci si sciolsero come neve al sole dedicandosi ad altre attività. 


Nei primi anni '90 Stefano e Mario costituirono un nuovo gruppo, "solo per divertimento" - come precisato dagli stessi interessati - chiamato "The Witches", con una ragazza al basso, la bravissima Marta Sausa, degli "Italian Extravaganza", tra l'altro dotata di una voce meravigliosa. Niente più blues rock ma un suono di matrice pop rock inglese. Qualche concerto, nessun disco e poi l'ennesima chiusura dei battenti. Per quanto riguarda i Nuts dobbiamo per forza di cose accontentarci di questi 3 album che rappresentano una bella fotografia del panorama rock blues italiano degli anni '80. 
Vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.


LINK The Ups And Downs Of A Nice Little Bugger (1986)
LINK Lookin' For Cockaigne (1987)
LINK The Haunt (1988)

Post by George

domenica 23 giugno 2024

Moda - The Complete Works 1984-1989 plus...

 

Dopo una lunga attesa sono finalmente approdati sulla Stratosfera. Loro sono i Moda, quelli senza accento sulla "a", quelli guidati da Andrea Chimenti, quelli che hanno lasciato una impronta importante  nell'ambito della new wave italiana degli anni '80. Si formarono a Firenze, intorno al 1983, grazie ad una schiera di musicisti provenienti quasi tutti da Arezzo: Andrea Chimenti (voce), Nicola Bonechi (batteria), Marco Bonechi (basso), Fabrizio Barbacci (chitarra), ai quali si aggiunsero Fabio Galavotti da Riccione e Fabio Chiappini da Fabro, entrambi alle tastiere. La prima presenza discografica risale al 1984, quando insieme a Diaframma, Litfiba e Underground Life registrarono due brani, "Nubi d'Oriente" e "La voce", che confluirono nella prima compilation di new wave indipendente italiana intitolata "Catalogue Issue" edita dall'etichetta fiorentina I.R.A. Records.


Nel 1986 realizzano il loro primo album, "Bandiera", prodotto da Alberto Pirelli, considerato tra i migliori dischi di rock indipendente degli anni ottanta. Al suo interno convivono brani come Ombre e Angeli, decisamente ancorati al lato pop della new wave, e brani orientati al suono anni '70 di David Bowie (a cui Andrea Chimenti deve non poco). L'ultimo brano del disco Camminando su una ragnatela è cantato insieme a Piero Pelù, all'epoca compagno di etichetta con i Litfiba. Il legame con le sonorità del "duca bianco" si saldò l'anno seguente con la pubblicazione di "Canto pagano", co-prodotto nientemeno che da Mick Ronson, già chitarrista di David Bowie. Nel 1989 in occasione del lancio promozionale del terzo disco "Senza rumore" i Moda parteciparono al programma di Renzo Arbore, International DOC. Tra parentesi il programma DOC li aveva già ospitati nel 1987. Entrambe le partecipazioni sono documentate nel bonus CD che troverete a conclusione di questo post. 


Purtroppo il disco non riuscì ad avere il successo sperato (e meritato, dico io), nonostante il lancio del nuovo rock italiano operato parallelamente dai Litfiba con "Pirata", probabilmente per un avvicinamento verso il pop non gradito soprattutto dai fan della prima ora e non così riuscito nell'immediatezza. Dopo alterne vicende il gruppo si sciolse nello stesso anno. Alcuni dei componenti lasciarono l'ambito musicale, altri come Andrea Chimenti proseguirono nella loro attività, altri ancora come Fabrizio Barbacci si affermarono come produttori di successo (Negrita, Ligabue, Nannini, Renga) (liberamente tratto da wikipedia). Di Andrea Chimenti abbiamo parlato da poco, presentando su queste pagine il suo disco tributo a David Bowie, suo grande "padre ispiratore". Fin qui la biografia. Ed ora passiamo alla musica.


Moda - Bandiera (1986)


TRACKLIST:

Lato A
01. Ombre - 4:23
02. Destinati alla gioia - 4:58
03.Angeli - 3:24
04. Frecce avvelenate (soloist, guitar Gae "Rost" Tortorizio) - 3:46

Lato B
05. Lo schiavo (oboe Stefania Giusti) - 3:45
06. Il delitto (non muore mai) (soloist, guitar Gae "Rost" Tortorizio) - 3:29
07. Frank (piano Francesco Magnelli) - 3:04
08. Camminando sulla ragnatela (vocals Piero Pelù) - 5:03

Bonus tracks dalla compilation "Catalogue Issue" (1984)
09. Nubi d'Oriente
10. La voce


MUSICISTI:

Andrea Chimenti - voce
Fabrizio Barbacci - chitarra, cori
Fabio Chiappini, Fabio Galavotti - tastiere, cori
Gianni Maroccolo - basso Fretless
Marco Bonechi - basso
Nicola Bonechi - batteria
Toti Canzonieri - sax alto
Roberta Bacciolo - voce
Francesco Magnelli, Ringo De Palma - cori


"Bandiera", primo album della band toscana, venne pubblicato dalla IRA Records nel 1986 in due formati: vinile e musicassetta. Da allora non è mai stato ristampato in digitale. Peccato. Ecco però una buona occasione per averlo nella vostra collezione. Il disco si compone di 8 tracce più le due bonus tracks tratte dalla compilation del 1984 "Catalogue Issue".


Così si leggeva sulla rivista "Il Mucchio Selvaggio" n. 220 a proposito degli album dei Moda: 
"È davvero strano che i Moda, nonostante l’indubbia personalità del sound, la felice vena pop di molte canzoni, le notevoli doti tecniche, il look accattivante, il sostegno della Polygram e della CGD e il vantaggio di un nome immediatamente memorizzabile, non siano divenuti un gruppo di successo. A danneggiarli è stato con tutta probabilità il loro mantenersi in bilico tra un rock che oggi definiremmo “d’autore” e la leggerezza dei suoni di consumo, nonché il fatto di essere (o apparire) troppo frivoli per i gusti del pubblico alternativo e troppo bizzarri per quello delle classifiche; la sostanziale ambiguità, insomma, caratteristica che forse come nessun altra risulta poco gradita a platee estremiste (in un senso o nell’altro) e quindi abituate a concepire la musica in termini di compartimenti stagni. Eppure, i Moda rimangono una band da ricordare: non solo per le successive gesta dei loro ex membri che oggi si trovano sotto i riflettori, ma anche per il fascino sprigionato dalle loro testimonianze discografiche; documenti un po’ ingialliti dal tempo trascorso e comunque non esenti da pecche, ma certo non privi di motivi di curiosità e interesse. E persino migliori, o almeno così sembra, di quando apparvero in un’Italia rock che con fatica tentava di uscire dall’underground più buio e opprimente.


L'esordio è in "Catalogue Issue" (IRA, 1984), raccolta-manifesto che vedeva come altri titolari Litfiba, Diaframma e Underground Life. Benché acerbi, i due brani lì presentati – Nubi d’Oriente e La voce – segnalarono i Moda come formazione da tenere d’occhio; e se a colpire fu soprattutto Andrea Chimenti, vocalist straordinariamente intenso e suggestivo, i suoi compagni dimostrarono una statura superiore a quella abitualmente richiesta a delle semplici “spalle”. Dopo circa un anno trascorso a rodare il live-show e a perfezionare uno stile sempre più elegante e raffinato, il gruppo raggiunse il traguardo del debutto in proprio con Bandiera (IRA/PolyGram, 1986); prodotto da Pirelli. L’album mise ancora in luce la devozione per la new wave più solenne ed enfatica (Simple Minds in primis) e la vena sfingea dei testi, ben sottolineata da una grafica ugualmente arcana; dall’iniziale Ombre (forse l’episodio più riuscito) alla conclusiva Camminando sulla ragnatela impreziosita dalla (pur marginale) presenza di Piero Pelù, il disco è un continuo susseguirsi di atmosfere per lo più soffici e a tratti moderatamente torbide, legate assieme dalle evoluzioni canore di un già grande Chimenti. Non un capolavoro, nonostante gli ottimi spunti, ma una buona base su cui edificare". 


Moda - Canto pagano (1987)


TRACKLIST:

Lato A
01. Malato - 3:25
02. Uomo dei sogni - 4:31
03. Addio a te - 3:20
04. Quello che ho - 3:22
05. Il seme - 3:20

Lato B
06. Se fossi - 5:43
07. Spara - 4:04
08. Jeanine - 3:50
09. Canto pagano - 4:25
10. America - 4:00


MUSICISTI:

Andrea Chimenti - voce
Fabrizio Barbacci - chitarra
Fabio Chiappini, Francesco Magnelli - tastiere
Fabio Galavotti, Gianni Maroccolo - basso
Nicola Bonechi - batteria
Mick Ronson - chitarra ritmica, chitarra solista (track 6), piano (track 3), compositore (track 1)


Anche il secondo disco dei Moda non è stato ristampato in CD. In compenso il vinile, pubblicato originariamente dalla IRA nel 1987 (insieme all'immancabile cassettina, è stato ristampato dalla Contempo nel 2018 in vinile bianco a tiratura limitata. Ancora Il Mucchio Selvaggio:
"Canto pagano, registrato con la collaborazione alla consolle - e non solo - di Mick Ronson (mitico chitarrista, tra gli altri, di David Bowie e Ian Hunter) e pubblicato nei primi mesi del 1987 con una copertina ispirata all’arte di Robert Crumb, certificò la netta svolta verso sonorità ancor più elaborate ma meno pompose, di impronta più rock – anche a causa dell’eliminazione delle tastiere di Galavotti, andato a sostituire il dimissionario Marco Bonechi nel ruolo di bassista – e occasionalmente aperte a innesti quasi glam.


Un album non agevole da decifrare, Canto pagano raccolse più consensi che critiche ma non servì a imporre la band in misura tale da giustificare l’impegno anche economico profuso nel progetto. Così, ad azzardare un definitivo “o la va o la spacca", nel 1989 i Moda confezionarono "Senza rumore" (IRA/CGD, 1989), il capitolo più commerciale della loro storia.


Moda - Senza rumore (1989)


TRACLIST:

01.Sogni d'oro - 4:20
02. Polvere - 5:12
03. Cammina - 5:14
04. Ti sorprenderò - 4:19
05. Sotto il mio letto - 3:40
06. Shalalala - 3:33
07. Stai con me - 4:50
08. Gianni Brillante - 3:24
09. Albero nero - 4:00
10. Hey Mama - 4:05

Bonus track
11. Filastrocca (dalla compilation "Sanremo Rock '88"


MUSICISTI:

Andrea Chimenti - chitarra
Fabrizio Barbacci - chitarra
Fabio Chiappini - tastiere
Fabio Galavotti - basso
Roberto Zamagni - batteria


Finalmente questo terzo e ultimo album della breve discografia dei Moda venne stampato dalla IRA, oltre che in vinile e in musicassetta, anche in CD. Proseguiamo col Mucchio:
"Inciso con il nuovo batterista Roberto Zamagni e con il solito Alberto Pirelli in cabina di regia, "Senza rumore"  è un album illuminato da qualche brano di buon livello ma annacquato dalla sovrabbondanza di arrangiamenti fiatistici e dal chiaro intento di ottenere il beneplacito dei programmatori radiofonici. Il disco non raggiunse gli obiettivi (troppo ambiziosi?) auspicati, lasciando al quintetto la sola alternativa dello scioglimento. Soluzione, questa, che alla fine non si è rivelata troppo drammatica, considerati i brillanti sviluppi della carriera di Andrea Chimenti – eccellenti i suoi due album solistici, La maschera del corvo nero (CGD, 1992) e L’albero pazzo (CSI/PolyGram, 1996) – e i risultati raggiunti da Fabrizio Barbacci come produttore e talent-scout (tra le sue scoperte, i lanciatissimi Negrita), nonché l’affermazione di Fabio Galavotti nel campo della grafica.  Comunque, come si diceva qualche riga più sopra, un ensemble che non merita di precipitare per sempre nel dimenticatoio, anche se le sue potenzialità sono rimaste in gran parte inespresse". La bonus track che ho inserito in chiusura del disco, dal titolo "Filastrocca", è un inedito apparso sulla compilation "Sanremo Rock '88", pubblicata dalla CGD nello stesso anno. 


Bonus CD
Moda live DOC 1987-1989 (TV special)


TRACKLIST:

Live DOC 1987
01. Uomo dei sogni
02. America
03. Spara
04. Canto pagano
05. Malato

Live International DOC 1989
06. Polvere
07. Shalalala
08. Hey Mama


Non potevo concludere questo lungo post senza un piccolo cadeau. E allora ecco i Moda "catturati" dal vivo nel corso di due esibizioni all'interno della celebre trasmissione televisiva DOC, ideata da Renzo Arbore. La prima apparizione risale al 1987 quando era da poco stato pubblicato "Canto pagano". La seconda, che contiene solo tre titoli, è del 1989, quando il gruppo era - purtroppo - alle ultime battute.La trasmissione è "International DOC (qui si sente la voce di Gegè Telesforo). Otto tracce in totale che testimoniano anche dal vivo le potenzialità di questo gruppo a cui è stata resa giustizia anche sulle pagine della Stratosfera. Buon ascolto, cari amici


NEW LINK Bandiera (1986) con 2 bonus tracks
LINK Canto pagano (1987)
NEW LINK Senza rumore (1989) con 1 bonus track
LINK Live DOC 1987-1989

Post by George