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lunedì 27 luglio 2026

RE-POST & RE-LOAD: Gianni D'Errico - Antico Teatro da Camera (1976) plus BONUS CD "Stratosfera Extended Edition" - Singles & Rarities (post originale 12.06.2015)


TRACKLIST:

1. L'Etrusca (1a parte) (2:22)
2. Antico Teatro da Camera (4:18)
3. Reincarnazione (3:57)
4. Io, l'ultimo (3:22)
5. Clausura (4:07)
6. Toccami (3:48)
7. Delvish (5:54)
8. Sognando Rosanna (5:04)
9. Un pittore (3:48)
10. L'Etrusca (2a parte) (2:22)


Parallelamente alle nuove pubblicazioni mi sembra giusto riproporre - su richiesta dei nostri amici navigatori - post un po' datati, risalenti a più di dieci anni fa, con i link oramai inattivi. E' questo il caso di Gianni D'Errico e del suo unico album, "Antico Teatro da Camera", pubblicato nel 1976. Il post originale, piuttosto lungo e laborioso, venne realizzato dal sottoscritto il 12 giugno 2015. Lo ritroverete qui. Non sto a riscrivere tutto quanto già pubblicato a suo tempo. Ricordo solo che l'album venne pubblicato l'anno successivo alla prematura scomparsa di Gianni D'Errico, avvenuta nel settembre 1975 a seguito di un incidente stradale. Un cantautore definito "minore", ma che minore non è, e che merita di essere rivalutato. Il punto di forza del vecchio post risiedeva non tanto nel disco ufficiale quanto nel bonus CD, da me definito, con un filino di prosopopea, "Stratosfera Extended Edition -Singles & Rarities", frutto di un lungo e minuzioso lavoro di ricerca.


Bonus CD - 2015 Stratosfera Extended Edition 
Singles & Rarities


TRACKLIST:

Brani pubblicati ufficialmente su 33 e 45 giri
1.  L'Arca di Noè (solo sulla compilation "Sanremo 70" - 1970)
2.  Occhi a mandorla (solo sulla compilation "Sanremo 70" - 1970)
3.  Anima nera (lato A, 45 giri, 1970)
4.  Mi stracci il cuore mi stracci l'anima (lato B, 45 giri, 1970)
5.  La vestaglia (lato A, 45 giri, 1972)
6.  Precipitando verso Dio (lato B, 45 giri, 1972)
7.  L'ultima esperienza (lato A, 45 giri, 1973)
8.  La casa di roccia (lato B, 45 giri, 1973)

Inediti mai pubblicati ufficialmente (1968-1975)
9.  Letto rosa (strumentale, 1968) 
10.  Il fantoccio (dal vivo al concorso "Voci Nuove", Castrocaro Terme, 1969)
11.  Polvere di farfalle (1969)
12.  Senza Francesca (1970)
13.  Mercante senza fiori (1974)
14.  Melodia in sospeso (strumentale, 1975 - incompleto)

Extra bonus tracks
15.  Wallace Collection - Il sorriso, il paradiso (solo sulla compilation "Festival San Remo 71" edita in Argentina - brano scritto da Gianni D'Errico)
16.  Capitolo 6 - La sonrisa, el paraiso (Il sorriso, il paradiso) (solo sulla compilation "Festival San Remo 71" edita in Argentina - brano scritto da Gianni D'Errico)


Questa compilation, appositamente realizzata per la Stratosfera, raccoglie l'intera produzione a 45 giri, nonché due brani pubblicati su una compilation del 1970. Seguono alcune rarità, mai pubblicata su disco. Nella post originale del 2015 troverete la biografia del musicista e tutte le copertine dei singoli pubblicati a suo nome. Con questo è tutto. Ricordo che sono in "lista di attesa" (ma arriveranno  a breve) altri album per i quali si rende necessario il re-upload, siano essi bootleg piuttosto che album ufficiali. Vi lascio così augurandovi buon ri-ascolto. Alla prossima.

rara foto di un giovane Gianni D'Errico

NEW LINK Antico Teatro da Camera
NEW LINK Bonus CD - Singles & Rarities

Re-post & Re-load by George

domenica 26 luglio 2026

Serie "Bootleg" n. 377 - Napoli Centrale live in Padova, 26.09.1975

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01. A gente 'e Buciano - 10:47
02. O lupo s'ha mangiato 'a pecurella - 10:40
03. Vecchie, mugliere, muorte e criaturi - 10:06
04. Sangue misto - 17:54
05. Campagna - 7:09
06-Vico primo Parise n. 8 - 4:55


FORMAZIONE:

James Senese - sax tenore, voce
Mark Harris - piano elettrico
Tony Walmsley - basso
Franco Del Prete - batteria, percussioni


Cari amici, continua inesorabile la serie dedicata ai bootleg, uno dei punti di forza del nostro blog. Ma con oggi non si scherza più. Le cose si fanno serie. Trovare e pubblicare un concerto inedito dei Napoli Centrale, risalente al 1975, l'anno del loro esordio discografico, non è cosa per niente facile. Lasciatemi dire che questo è veramente un colpaccio che solo la Stratosfera poteva realizzare.  Ancora una volta il merito va al nostro collaboratore di lunga data Albe che, attraverso la sua rete di amici, è riuscito a reperire questa autentica rarità che appare, come è ovvio, per la prima volta sul web. Grazie Albe per questa eccezionale condivisione. Mi hai inviato altri file molto interessanti, ma non voglio spoilerare. Li tireremo fuori al momento opportuno. Tutto ciò detto si tratta di un concerto registrato a Padova (non conosciamo la location) il 26 settembre 1975. I Napoli Centrale, tra le più grandi band italiane di jazz-rock-prog (possiamo definirli così?) sono presenti sul palco nella formazione originale, guidata dal grande James Senese che approfittiamo per ricordare a 9 mesi di distanza dalla sua scomparsa (29 ottobre 2025). 


Nel corso dello show vengono proposti tutti i brani inclusi nel primo omonimo album del 1975, eccezion fatta per "Pensione Floridiana". In compenso il quartetto propone una prima versione di "Sangue Misto", della durata di oltre 17 minuti, brano che apparirà sul secondo LP,  "Mattanza", pubblicato nella primavera 1976. Qui alla batteria troviamo Franco Del Prete ma, se vi ricordate, nella versione in studio dietro i tamburi siede nientemeno che Bruno Biriaco del Perigeo. E' curioso notare come in questo concerto "Sangue Misto" venga annunciato da Senese come una anticipazione del nuovo album in uscita nel mese di dicembre 1975. In realtà bisognerà attendere ancora qualche mese prima di averlo tra le mani. Nel corso del concerto non può mancare, naturalmente, "Campagna", il brano di punta del disco che ottenne maggiore successo. 
La registrazione, tenuto conto dei 51 anni intercorsi, è tutto sommato di buona qualità e il sax di Senese...che dire? Vola in alto, sempre più in alto, libero nei cieli verso la Stratosfera. Ancora un grazie ad Albe (che ha realizzato anche le due copertine). A voi tutto auguro buon ascolto.



Post by George - Music by Albe

domenica 31 maggio 2026

Serie "Bootleg" n. 373 - David Riondino - "Scampoli 1988 -1994" (rarità, inediti, versioni alternative) - a great post by Andrea "Sprassolati"


TRACKLIST:

01 Divano caimano (Live al Premio Tenco 1991)
02 Lo sguarguariello (Live al Premio Tenco 1993)
03 Poetessa Innamorata (dal Maurizio Costanzo show, data imprecisata)
04 Elezioni (dal Maurizio Costanzo show, data imprecisata)
05 Dopo le elezioni, 1 e 2 (live TV, 5 aprile 1992)
06 La ballata del sì e del no (Live al Premio Tenco 1993)
07 Il bicchiere di vodka (Live al Premio Tenco 1993)
08 Vecchio Sgarbone (Live a Musicultura, Recanati 1994)
09 Sonetto della colomba (dalla trasmissione "A tutto volume", 1994)
10 Noi piedi (live TV, versione inedita su disco, prob. 1988)
11 Tentativu de divinazione (alias Joao Mesquinho, Maurizio Costanzo Show, data imprecisata)
12 I tre muneti (alias Joao Mesquinho, Maurizio Costanzo Show, data imprecisata)
13 Pedro Alvarez Montecucco (sketch, da "L'Araba Fenice", 1988)

David Riondino (a destra). A sinistra il Collettivo Victor Jara

La Stratosfera, a differenza (permetteteci l'orgoglio) di tanti altri organi di comunicazione, non ha aspettato che David Riondino, scomparso lo scorso 29 marzo, levasse le tende da questo mondaccio per riconoscere il suo estro irregolare, il suo genio deragliante, applicato anche (pur se con una certa discontinuità) al mondo della canzone. In anni passati abbiamo infatti cominciato a riscostruire la sua storia musicale, passando dagli album con il Collettivo Victor Jara ("Collettivo Victor Jara di Firenze", 1974 e "Non vi mettete a spingere", 1979) a quelli a nome proprio ("David Riondino", 1979, "Boulevard", 1980, "Tango dei Miracoli", 1986). In occasione della morte, un bellissimo super post di George, Cimabue e Osel ne ha ricordato la vicenda artistica, riprendendo il discorso discografico e riproponendo "Racconti picareschi", 1989, e "Non svegliate l'amore", 1991, e prossimamente, grazie a Frank-One, sarà a disposizione dei nostri lettori il recital live "Romanzo picaresco"A conclusione, almeno per ora, del nostro ricordo di questo eccentrico e poliedrico artista fiorentino, ci piace regalarvi alcune rarità mai edite e mai apparse sul web, delle "chicche" di cui, lo sappiamo bene, i lettori della Stratosfera sono particolarmente ghiotti.

David Riondino ospite in una delle tante edizioni del premio Tenco cui ha partecipato

"SCAMPOLI", questo è il nome che abbiamo del tutto arbitrariamente voluto dare a questo post, comprende del materiale eterogeneo presentato in TV in diverse occasioni, materiale inedito altrove che è solo una minima parte di tutto quello che questo artista caleidoscopico ha disseminato in giro nel corso degli anni in radio, TV, riviste, libri, palchi vari. E' materiale che proviene da alcune mie cassette private, registrate nel corso di svariati anni. Da estimatore di David Riondino cercavo infatti di farmi trovare pronto con il registratore ogniqualvolta il Nostro si palesava in TV. Purtroppo parte del materiale, per l'usura dei nastri e la traccia del tempo, è irrecuperabile, ma quello che si è salvato merita, credo, un attento ascolto.


Si comincia con "Divano caimano", registrato live, eseguito in prima assoluta al Premio Tenco 1991, ben prima della sua ripresa discografica del '94 in "Temporale". Come molti sanno, una delle specialità del perfido Riondino (questo l'appellativo affibiatogli da Antonio Silva), era la ri-creazione (non imitazione, e neanche, del tutto, una parodia) del mondo e del modo stilistico di alcuni famosi cantautori. Questa pratica era già cominciata nel primo album solista del '79 con "Lo gnegno" in cui venivano riproposti gli stilemi di Angelo Branduardi. Proseguirà poi con "Giuseppina che cammina sul filo" (De Gregori), la famosa "Mistici digiuni" (altrimenti nominata "Franco a Catania") dedicata a Battiato e "Briciole" in odore di Franco Califano. "Divano caimano", il cui testo è stato scritto in collaborazione con  Stefano Benni, purtroppo anche lui recentemente scomparso, è invece un gustosissimo falso d'autore di Paolo Conte. Su questo solco ecco "Lo sguarguariello", anch'esso ripreso in "Temporale", in cui invece Riondino si impossessa (o è il contrario?) di Roberto Murolo. A me pare, ma posso sbagliare, che queste versioni live, nella loro essenza cabarettistica, a contatto vivo con il pubblico, siano di molto migliori di quelle poi registrate, ma voi sappiatemi dire.

Al Maurizio Costanzo Show

Si prosegue con una rara testimonianza della partecipazione di Riondino al "Maurizio Costanzo Show" (in rete incredibilmente non c'è praticamente nulla di questa esperienza televisiva che gli dette una prima vistosa notorietà). Come qualcuno ricorderà, David Riondino era spesso ospite in questo famoso salotto televisivo, ritagliandosi la figura del "cantacronache" (chiamiamolo così) che prendendo spunto da quanto detto nel corso della puntata dagli altri ospiti, improvvisa una canzone umoristica (negli anni svilupperà sempre più l'interesse per la poesia improvvisata, studiando la tradizione toscana dei poeti a braccio e quella cubana dei repentistas). "Poetessa innamorata" è dedicata ad Alda Merini, presente in quella puntata. Le tre canzoni che seguono sono in qualche modo collegate: se"Elezioni", sempre dal Maurizio Costanzo Show" è un'occasionale parodia di "Emozioni" di Battisti, le due che seguono si configurano in realtà come l'evoluzione di uno stesso brano, anch'esso improvvisato e cangiante, a cui spesso è collegato il nome di Riondino. Tutto nasce la sera delle elezioni politiche del 5 e 6 aprile 1992, quelle a cavallo tra l'arresto di Mario Chiesa e lo scoppio del caso Tangentopoli, quelle che vedono cominciare a flettere i partiti cardine della Prima Repubblica, DC e PSI, e l'ascesa irruente di nuovi soggetti come la Lega Nord. 


Riondino è presente, sempre nel ruolo di "menestrello cattivo", nella trasmissione condotta da Giuliano Ferrara, e, chiamato in causa dal conduttore, interviene due volte, a risultati ancora freschi. Abbiamo raccolto in un'unica traccia dal titolo arbitrario "Dopo le elezioni" i due interventi di David Riondino: nel primo immagina satiricamente le conseguenze dello scossone elettorale su alcuni VIP tradizionalmente legati ai vecchi partiti governativi in calo, nel secondo risponde a Franco Zeffirelli, presente in studio, che alla fine del primo intervento cantato lo aveva criticato perché non aveva parlato del deludente risultato del PDS. Questo pezzo, improvvisato quella sera, è  il nucleo da cui nasce, qualche tempo dopo, "La ballata del sì e del no" (anch'essa poi compresa in "Temporale"), un pezzo legato alla cronaca diretta di quei mesi convulsi, e quindi in continua evoluzione per un paio di anni, che varrà a Riondino il Premio Tenco per la migliore canzone nel 1994. In questo caso, però, vi proponiamo una versione embrionale, quella presentata allo stesso Premio Tenco l'anno prima, un po' diversa da quella discografica. Dalla stessa edizione del Premio Tenco, dedicata a Vladimir Vysotsky, proviene "Il bicchiere di vodka", un pezzo inedito dal vivo, che omaggia il grande cantore russo.

 
"Vecchio sgarbone" proviene invece dalla Rassegna Nuove Tendenze della Canzone d'Autore di Recanati, indetta da Musicultura: siamo nel 1994 e Riondino prende amabilmente per il culo Vittorio Sgarbi, della cui ascesa ad astro nascente della TV italiana era stato testimone proprio negli anni in cui era stato ospite al Maurizio Costanzo Show. Memorabile la chiosa rivolta alla mamma di Sgarbi: "forse da bambino lo avete picchiato/ dovevate dargliene di più".
"Sonetto della colomba" (un altro dei pezzi poi ripresi in "Temporale") ci riporta ai tempi in cui David Riondino e Daria Bignardi conducevano l'ultima edizione (1994) di "A tutto volume", fugace tentativo di dare alle reti Fininvest un aura culturale, sebbene con un tono pop. Si tratta di una rielaborazione del "Sonetto gongorino en que el poeta manda a suo amor una paloma" di Federico Garcia Lorca.
"Noi piedi" non so bene sinceramente da dove provenga, né l'anno (potrebbe essere la trasmissione TV "L'Araba fenice", ma va a sapere). Fu la prima relativa hit di Riondino nell'album di esordio del 1979, ma qui è proposta in versione inedita, diversa sia da quel LP sia dalle riprese successive in "Temporale" e "Quando vengono le ballerine".


"Tentativu de divinazione" e "I tre muneti" provengono anche esse ancora dal" Maurizio Costanzo Show" e sono solo due tra gli innumerevoli brani inventati all'impronta sulle cose dette dagli ospiti della puntata ma presentati come tratti dall'opera monumentale di un fantasmagorico Joao Mesquinho, bizzarro cantore brasiliano che viveva in una capanna d'oro, ma dentro non aveva nulla, perché era poverissimo. Purtroppo non sono riuscito a recuperare quel brano improvvisato partendo dalla storia di una coppia invitata in trasmissione a raccontare la loro tragicomica luna di miele, tra raggiri ed altre disgrazie. Il pezzo di Joao Mesquinho narrava di una vicenda nell'antica Roma, nel 79 d.C., quando una coppietta partecipando a un concorso vince "un viasgu di nozzi di sgiorni sei/ a Pompei". Le due più apprezzate composizioni di Joao Mesquinho ("Empepada de cajaju" e "Alegria do brasil")  troveranno vita discografica in "Racconti picareschi"(1989).

David Riondino all'Araba Fenice (Italia 1, 1988)

Chiudiamo con una non-canzone, uno sketch comico tratto da "L'araba fenice" (1988), trasmissione satirica cult della notte di Italia 1. Qua Riondino interpreta la parte di Pedro Alvarez Montecucco, indisponente regista pieno di sussiego che umilia il suo malcapitato intervistatore (Silvio Orlando), travolgendolo di saccenza. Mi scuso per l'indebita intrusione in un post musicale, ma sul web non c'è molto a riguardo, e questa scenetta, per quanto ho potuto constatare, è inedita. Inoltre, mi fa molto ridere, e di questi tempi butta via.


Finiscono così questi scampoli inediti, nella speranza che possano piacervi, pur nella loro frammentarietà, e nella convinzione di aver fornito un piccolo contributo nel delineare la figura di un grande artista multiforme, forse non del tutto riconosciuto in vita. Ovviamente in rete trovate molto più materiale musicale "extra-vagante" legato alle sue numerose incursioni televisive, alle sue cose radiofoniche o al suo contributo a Pandora Tv con le note "TG Suite" eredi dirette di quella concezione di canzoni-cronaca, instant song, di cui qua abbiamo cercato in parte di testimoniare le origini. Infine, se volete approfondire la carriera musicale di David Riondino, mi permetto di rimandarvi a un succoso speciale radiofonico in due parti che nel 2012 curai per Radio Orvieto Web nella mia trasmissione "Arrivano gli Sprassolati!" con la presenza in studio dello stesso Riondino, ricco di aneddoti e ricordi. Lo trovate QUI e QUI. Buon ascolto!



Post by Andrea "Arrivano gli Sprassolati"
(with a little help by George)

lunedì 27 aprile 2026

Folkaldo - Shakidu / Vecchio uomo (45 giri, vinile, 1972)


TRACKLIST:

01. Shakidu (lato A)
02. Vecchio uomo (lato B)


E' piuttosto infrequente che la Stratosfera pubblichi un 45 giri (abitualmente li inserisco come bonus track), ma ci possono essere delle eccezioni. Nel caso in oggetto si tratta di un 45 giri raro, da tempo presente nella nostra wishlist, che finalmente vede la luce. Un enorme GRAZIE va al mio sodale e storico amico Frank-One che ha scovato questo singolo nei meandri della sua collezione di vinili. Grazie a nome di tutta il team della Stratosfera.
Veniamo al dunque. Shakidu venne pubblicato dall'etichetta Help! nel giugno del 1972 e dietro al misterioso Folkaldo (chiaramente uno pseudonimo). si nascondeva Aldo Parente. Quest'ultimo, nel 1974, utilizzò un altro pseudonimo, Franco Maria Giannini, con il quale registrò il 33 giri "Affresco" (lo trovate sulla Stratosfera).  Parenti iniziò la sua carriera di musicista (suonana la chitarra) negli anni '60, prima con I Baronetti e successivamente, nel 1970, con gli 0Under 2000 (3 singoli all'attivo). Poi la svolta prog con il sopracitato "Affresco". "Shakidu", al di là della rarità, è una canzoncina pop senza lode né infamia. Sulla falsariga il lato B, "Vecchio uomo". Un cimelio dal passato. Buon ascolto. 


LINK

Post by George - Music by Frank-One

mercoledì 15 aprile 2026

Luca Bonaffini - Astrologia (LP, 1988)


TRACKLIST:

Lato A
01. Con la bocca chiusa - 4:27
02. Polifemo Das Auge - 4:50
03. Un'altra vita - 4:26
04. Astrologia - 4:56

Lato B
05. Ehi, ballerina - 4:59
06. Senza tempo - 5:35
07. Free Time - 4:05
08. Finale - 1:38
09. Non ci si può nascondere - 4:52


Il personaggio non è nuovo sulla Stratosfera. Abbiamo avuto modo di ascoltarlo in episodi di grande interesse e grande valore. A questo proposito ricordo il suo unico album live del 2004, "La canzone va a teatro" (qui) e le sue collaborazioni con Gianni Mocchetti (album "Minora" del 1996 - qui) e con Ermanno Zanfi e Pierangelo Bertoli nel bellissimo "Blez" del 1993 (qui). IL sodalizio con quest'ultimo durò a lungo, con un Bonaffini presente sia in veste di musicista che di compositore. Non è il caso di riproporre la biografia dell'artista, già tracciata abbondantemente nel post contenente il live del 2004. Quest'oggi abbiamo tra le mani il primo album solista del musicista (in copertina appare solo il cognome "Bonaffini") pubblicato nel 1988 dall'etichetta Carrere nei soli formati vinile e musicassetta. Da allora non è mai stato ristampato. Per essere precisi il disco venne distribuito per due volte in pochi mesi: a dicembre, in occasione delle feste natalizie e a febbraio, dopo l'ingresso di Bonaffini nella rosa degli aspiranti alla sezione "Emergenti" del Festival di Sanremo 1989 con il brano Con la bocca chiusa.


Al di là della sua rispettabile quotazione sul mercato dell'usato questa opera prima di Bonaffini non può certo considerarsi un capolavoro. C'è sempre una certa attesa di fronte al primo album di u artista. A volte viene ripagata a volte no. Qui impattiamo in nove canzoni, nemmeno troppo originali, che non lasciano il segno. Abbiano conosciuto Bonaffini in tempi e situazioni decisamente migliori. Però, visto che ce l'abbiamo, tanto vale ascoltarlo. Come diceva il Maestro, "Goutez et comparez". 



Post by George

domenica 22 marzo 2026

Serie "Just One Record" - Space Craft's Men - Adventures (LP, 1983)


TRACKLIST:

Lato A
01. Crossing - 3:40
02. Surprise - 2:34
03. Adventure - 2:52
04. Sideral Tango - 2:57
05. America's Cup - 3:52

Lato B
06. Future City - 2:37
07. Immersion - 2:53
08. Make Maid - 3:45
09. Escalade - 3:32
10. Windsurfer - 3:07


Anche questo raro LP, come già accaduto qualche settimana fa all'amico Andrea (degli "Sprassolati"), l'ho trovato casualmente riordinando gli hard disk pieni zeppi di file musicali, audio e video. E non è il solo. Non ricordavo per nulla di avere archiviato questo unico album realizzato dal fantomatico gruppo Space Craft's Men intitolato "Adventures" e pubblicato nel 1983 dall'etichetta Music Scene, specializzata in library music. Dietro gli Space Cratt's Men si nascondono Fabio Fabor (vero nome Fabio Borgazzi) e Antonio Arena, due musicisti-compositori, nel caso specifico di musica elettronica per sonorizzazioni suonata con le loro tastiere. Musica da film, da video ma non solo: musica che può essere semplicemente ascoltata in totale relax. Il vinile in oggetto non è mai stato ristampato: Discogs evidenzia che venne stampato in tiratura limitata 300/350 copie non distribuite sul mercato. Molto ricercato dai collezionisti, il suo costo medio si aggira sui 150-200 euro. Non ci resta che ascoltarlo. Alla prossima. 


LINK

Post by George

giovedì 19 marzo 2026

Dunwich - Horror At Red Hook (demo 1988 - musicassetta)


TRACKLIST:

01. Dark Ice - 4:51
02. Keep Running - 4:04
03.Time Still Lives Dying - 3:22
04. The Return - 6:21
05. On My Skin - 4:40
06. Sometimes, Somewhere - 6:52



FORMAZIONE:

Claudio Nigris - tastiere
Paolo Di Virgilio - basso
Fabiana Del Vico - batteria
Vincenzo Trasca - chitarra
Maethelyiah Luisa Nash (Max) - voce

ospite
Stefano Curasi - violino

Max #1

Max #2

Dunwich Atto III. E'il caso di dirlo. Quando un nostro lettore, nei commenti, chiese poco tempo fa se era possibile postare questo raro demo del 1988, mai più mi sarei aspettato di trovarmelo nella posta elettronica dopo pochissimi giorni. E' proprio vero che il team della Stratosfera riesce a scovare anche gli "introvabili". Il merito va al nostro amico e collaboratore Roberto che ringrazio vivamente. Roberto, è bene ricordarlo, ci aveva già inviato nello scorso mese di gennaio il primo album ufficiale dei Dunwich (postato qui), "Sul monte è il tuono" del 1994.  Mi chiedo da dove sbuchi questa introvabile cassetta. Eh sì, perché "Horror At Red Hook" è il secondo demo della band romana - dopo "Dunwich Horror" del 1987 - registrato a Roma l'8 agosto 1988 e contenente 5 brani. Almeno così scrivono gli stessi Dunwich sul loro sito ufficiale. Quindi la traccia n. 6 (Sometimes, Somewhere), che oltretutto risulta essere quella più lunga, è una inaspettata e ben gradita bonus track. Ci spiegherà Roberto da dove proviene. 

Dunwich nel 1987

Gli esordi del gruppo (1985-1988) ce li raccontano loro stessi all'interno del sito ufficiale: "Nell'estate del 1985 il tastierista Claudio Nigris decide di avviare un progetto musicale e chiama a sé il bassista Paolo Di Virgilio, la batterista Fabiana del Vico e il chitarrista Vincenzo Trasca con il quale aveva condiviso la precedente esperienza con gli Stormwitch. Il 20 ottobre 1985 segna la data di nascita dei Dunwich, nome scelto da Claudio ispirandosi sia alla letteratura dei racconti di H.P. Lovecraft, che hanno segnato le atmosfere dei brani del primo periodo della band, che al nome dell'omonima città del Suffolk sprofondata e inghiottita dal mare del Nord tra il 1287 e il 1328 a causa di tempeste e fenomeni di erosione.

Dunwich nel 1988

La voce della cantante Maethelyiah Luisa Nash (Max) arriva nel gruppo nel febbraio del 1987, e con questa formazione si registrano i primi due demo tape: Dunwich horror (Roma 12/06/1987) e Horror at Red Hook (08.08.1988)". Vorrei ricordare, per completezza d'informazione, che il 30 dicembre 2022 l'etichetta Bloodrock Records pubblicò un CD "limited edition" intitolato "Horror At Red Hook - Anthology of the 1985/88 + Revisited Unreleased Tracks" contenente 9 brani tra cui quelli appartenenti ai primi due demo. 

Dunwich nel 1988

Come si può evincere, nella formazione che registrerà il primo album ufficiale, il già citato "Sul monte è il tuono" troveremo il solo Claudio Nigris. I brani inclusi in questa cassetta sono acerbi, ancora embrionali,  ma lasciano già trapelare quel suono particolare, quel metal-gothic che caratterizzerà i futuri lavori. Nulla di straordinario, ma un bel documento che fotografa gli esordi di una band che realizzerà dei grandi album. Un ultimo grazie a Roberto che, sempre in tema di demo, me ne ha inviato un secondo di una band ottima ma sconosciuta, Ne riparleremo più avanti. 
Vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.

Dunwich live Roma 1988


Post by George - Music by Roberto

martedì 10 marzo 2026

Andrea Centazzo, Carlo Actis Dato, Furio Chirico, Gigi Venegoni - L'altro lato (LP, 1985)


TRACKLIST:

Lato A (traccia unica)
01. L'arte dell'improvvisazione volume primo
02. Gomma arabica
03. De improvisatione substantiale
04. Improvisiert stimmung mit barytone und schagzeug
05. Co-Ictus Interruptus

Lato B
06. Interfaccia


MUSICISTI:

Lato A
Andrea Centazzo - percussioni
Carlo Actis Dato - sassofono

Lato B
Gigi Venegoni - chitarra
Furio Chirico - percussioni



"L'altro lato" è un album decisamente raro che stavo cercando da un po' di tempo e, guarda caso, esce dagli sconfinati archivi del caro amico Frank-One, che ringrazio a nome di tutti i frequentatori della Stratosfera. Si tratta di un album ostico al primo impatto, intriso di sperimentazione pura, che si "ammorbidisce" ad un secondo ascolto, specialmente la facciata B. con la lunga suite "Interfaccia". Come potete vedere scorrendo l'elenco dei musicisti, l'album è diviso in due sezioni molto nette: il lato A è attribuito a Andrea Centazzo e Carlo Actis Dato, il lato B a Gigi Venegoni e Furio Chirico.  

Andrea Centazzo

Due parole per un musicista del calibro  di Andrea Centazzo le voglio assolutamente spendere. "Nato a Udine nel 1948, compositore, percussionista, scrittore e artista multimediale, Andrea Centazzo per oltre quarant'anni è quello che potremmo definire "un  poliedrico esploratore dell'arte contemporanea". Dopo gli esordi sulla scena jazzistica italiana dei primi anni '70 a fianco di musicisti importanti quali Giorgio Gaslini, Centazzo ha progressivamente introdotto una nuova concezione del ruolo del percussionista, muovendosi dal free jazz verso nuove forme di musica improvvisata. Nel 1976 ha fondato la ICTUS, una delle prime etichette discografiche dirette da un musicista, producendo e pubblicando la propria musica e il risultato delle collaborazioni con Steve Lacy, Evan Parker, Pierre Favre, Derek Bailey, John Zorn, Tom Corra, Eugene Chadbourne, Toshinori Kondo, Alvin Curran, Albert Mangelsdorff, Don Cherry e altri artisti con cui alla fine del decennio ha animato la New York Downtown Music Scene.

Andrea Centazzo 2

Ai primi anni Ottanta risale l'interesse per le arti grafiche, il video e la loro interazione con la musica, che ha come esito alcune opere pluripremiate dalla critica. Nel 1986 si è allontanato dall'attività concertistica e dai generi della musica improvvisata trasferendosi a Los Angeles e dedicandosi alla composizione e alla produzione video. La produzione musicale di Centazzo conta oggi oltre 500 composizioni di generi disparati e per innumerevoli organici musicali, ivi comprese 3 opere liriche, 2 sinfonie, musiche per il teatro, il cinema e opere multimediali. Nel 1998 è tornato all'attività concertistica creando spettacoli solisti che abbinano l'esecuzione dal vivo in set percussivi ed elettronici di grande suggestione timbrica con video autoprodotti. Centazzo ha inoltre svolto attività didattica e ha fondato e diretto numerosi ensemble musicali tra cui la Mitteleuropa Orchestra. Ha pubblicato articoli e alcuni volumi dedicati agli strumenti e alla didattica delle percussioni" (tratto da "la biblioteca delle arti")
Tra l'altro, a proposito dei numerosi lavori realizzati da Andrea Centazzo, ricordo l'album "Electronic Mind Waves", pubblicato nel lontano 1976 con lo pseudonimo Elektriktus, contenente alcune infuenze prog. Lo troverete sulla Stratosfera. Invece, proprio sul finire del 2025, è stato pubblicato, in tiratura limitata a 500 copie, "Electronic Mind Waves vol. 2", con registrazioni inedite del 1973-76. Sempre di Centazzo, sul nostro blog troverete anche "Ictus" del 1974. 

Carlo Actis Dato

A dare manforte ad Andrea Centazzo nel lato A di questo album del 1985, a cavallo tra free jazz, avanguardia e sperimentazione, troviamo il sassofonista Carlo Actis Dato, non nuovo alle collaborazioni col percussionista udinese. Torinese, classe 1952, suona da numerosi anni il sax baritono e il sax tenore nonché il clarinetto basso e si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto nel campo del jazz d'avanguardia europeo. Cofondatore nel 1974 del gruppo Art Studio, ha introdotto il "new jazz" in Italia. Riconosciuto da Down Beat tra i migliori baritonisti mondiali, Carlo Actis Dato vanta una vastissima discografia internazionale. Ha suonato in tutto il mondo (Europa, Canada, USA, Giappone, Africa) e ha lavorato come didatta, tenendo masterclass a Tokyo, Djakarta e Addis Abeba.

Furio Chirico

Mi ero dimenticato di farvi notare che il vinile, stampato nel 1985 dalla Edizioni Augusta, non e mai ristampato ed è anche di difficile reperibilità sul web. Come già ricordato all'inizio di questo articolo, grazie  a Frank-One ora è nelle nostre mani. Siamo così giunti al lato B, contenente una lunga suite della durata di oltre 25 minuti intitolata "Interfaccia". I musicisti protagonisti sono solo due, il chitarrista e il batterista degli Arti & Mestieri (sempre super attivi), ovvero Gigi Venegoni e Furio Chirico.  Chitarra filtrato dal sinth dal suono manipolato in studio, percussioni che vagano libere lungo i solchi: più che una composizione sembra una lunga jam, dove i due musicisti danno libero sfogo alla loro creatività, lontani anni luce dai suoni rigorosi e ordinati degli A&M o dei Trip. Una esibizione del tutto anomala, un "dark side" dei due strumentisti. Insomma, nel complesso ci troviamo tra le mani un album di tutto rispetto, non facile da masticare, ma apprezzabile sulla distanza. Fatemi sapere. Non mi resta che augurarvi il mio consueto buon ascolto.

Gigi Venegoni


Post by George - Music by Frank-One