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mercoledì 8 luglio 2015

Le Antologie della Stratosfera vol. 20 - De De Lind & Vito Paradiso - 1969-1980 - The (almost) Complete Works

DE DE LIND - 1973 - Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò. Uomo è il nome che mi hanno dato.

TRACKLIST :

01 - Fuga e morte
02 - Indietro nel tempo
03 - Paura del niente
04 - Smarrimento
05 - Cimitero di guerra
06 - Voglia di rivivere
07 - E poi

Testo tratto dal post originale del 29 maggio 2011: Ed ecco a voi uno dei più famosi dischi "minori" del rock progressivo italiano: nel 1973 il quintetto dei De De Lind confeziona l'album con il titolo più lungo della storia del nostro genere musicale, "Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò. Uomo è il nome che mi han dato". Sebbene non tutto l'album sia su altissimi livelli, alcuni pezzi di genere hard prog risultano, secondo la mia personalissima opinione, veramente gradevoli (Fuga e morte, Indietro nel tempo). Il gruppo proviene dall'epoca tardo beat (esistevano già dal 1969) e, prima di quest'album, aveva già prodotto due o tre singoli commerciali. Dopo quest'album, che venne completamente ignorato da pubblico e critica, nonostante una frequente presenza della band ai festival pop dell'epoca, il gruppo si sciolse ed il solo Paradiso proseguirà una carriera solistica povera di successi. L'album verrà poi rivalutato da molti studiosi del rock progressivo italiano: alcuni addirittura lo ergeranno a capolavoro. A voi l'ardua sentenza, ciofeca o capolavoro, ascoltate e fate sapere, please...

Quì il buon J. J. John strapazza abbastanza questo album (naturalmente su John Classic Rock), mentre qui ne parla in toni più lusinghieri Monsieur Croce su Italianprog

I DE DE LIND :

Vito Paradiso - Voce, chitarra classica
Gilberto Trama - Fiati
Matteo Vitolli - Chitarra elettrica
Eddy Lorigiola - Basso
Ricky Rebajoli - Batteria


DE DE LIND - 1969/1971 - I singoli

TRACKLIST :

01 - De De Lind - Anche se sei qui (1969 - Side A)
De De Lind - Come si fa? (1969 - Side B) Missing
02 - De De Lind - Mille anni (1970 - Side A)
03 - De De Lind - Ti Devo Lasciare (1970 - Side B)
04 - De De Lind - Signore, dove va (1971 - Side A)
05 - De De Lind - Torneremo ancora (1971 - Side B)

 Insieme all'album dei De De Lind, vi proponiamo la raccolta quasi completa dei singoli della band. Purtroppo risulta introvabile, per il momento, il lato B del loro primo 45 giri, inciso nel 1969. Per completezza aggiungo che esiste un altro singolo del 1973, contenente i brani "Fuga e morte" e "Paura del niente" tratti dall'album del 1973 e quindi non inclusi in questa mini raccolta.

Quale modo migliore per chiudere la parte del post dedicata ai De De Lind, se non ammirare la bellezza Di Dede Lind, playmate dell'anno 1967 ed evidente ispirazione per i ragazzi della band...



VITO PARADISO - 1978 - Noi belli noi brutti

TRACKLIST: 

01 - Che senso ha
02 - Diridon
03 - Noi belli noi brutti
04 - Marciapiedi
05 - Bianco segno di gesso
06 - Asfodeli
07 - Un sole in più
08 - Inferno fedele
09 - Lorena
10 - Ubriachi nella notte
11 - Regina dei folletti
12 - Commiato in 11/8

Nato a Rapolla nel 1942, Vito Paradiso, cantante dei De De Lind, dopo lo scioglimento della band, ebbe una breve carriera solistica, iniziata nel 1975 con il singolo "500 blu/Poeta racconta". Entrambi i brani di questo singolo risultano purtroppo introvabili, quindi non sono presenti in questa antologia. Sono invece presenti, grazie agli amici del nostro blog, entrambi i successivi album solistici del cantante. Iniziamo dal primo di essi in ordine cronologico, ovvero "Noi belli noi brutti" del 1978. Sebbene composto da 12 pezzi molto brevi, è un lavoro di stampo cantautoriale molto gradevole, non banale e con testi intelligenti. Sotto l'aspetto prettamente musicale, sebbene non vi siano grandi parti solistiche, il disco è suonato magistralmente, ma non potrebbe essere altrimenti, viste le partecipazioni davvero di altissimo livello: Ares Tavolazzi, membro storico degli Area, Ellade Bandini, Giorgio Baiocco sono nomi che si presentano da soli. E tutto sotto la supervisione di Vince Tempera, che suona anche il pianoforte nell'album.Qualche reminescenza di progressive rock può essere rintracciata negli ultimi 2 pezzi, "Regina dei folletti" e nel breve strumentale "Commiato 118", che chiude l'album in bellezza. Molto gradevole anche la deandreiana "Inferno fedele". In generale, la voce di Paradiso risulta sempre all'altezza e senza incertezze, pur senza particolario virtuosismi.

Musicisti di "Noi belli noi brutti"

Vito Paradiso: chitarra classica, chitarra acustica, voce
Giorgio Baiocco: sax alto, soprano, flauto
Ellade Bandini: batteria
Massimo Luca: chitarra acustica, 12 corde, chitarra elettrica
Renè Mantegna: percussioni
Ares Tavolazzi: basso
Vince Tempera: pianoforte e arrangiamento dell'album

Il primo singolo di Vito Paradiso del 1975, purtroppo non disponibile per il download


VITO PARADISO - 1980 - Per lasciare una traccia

TRACKLIST :

01 - Per lasciare una traccia
02 - Elisa elisa eh
03 - Attento attento
04 - Rapolla
05 - Terra piccola
06 - Se tu mi pensi
07 - Io da una parte
08 - Rapolla (strumentale)

Se nel precedente "Noi belli noi brutti" vi erano delle collaborazioni di lusso, che dire di questo lavoro del 1980 dove, in un folto gruppo di musicisti, spiccano i nomi di entrambi i fratelli Nocenzi dell'amatissimo Banco del Mutuo Soccorso. E l'apporto dei 2 grandi artisti del prog italiano si sente eccome ragazzi, ve lo posso assicurare. Certamente un passo avanti ripetto all'album precedente, questo lavoro sicuramente rispecchia maggiormente l'anima e la personalità dell'artista, con i riferimenti al suolo natio ("Rapolla"). Per nostra fortuna, vista la levatura dei musicisti partecipanti, qui i brani sono solo 8 e di maggior respiro. Viene lasciato quindi maggior spazio anche alle parti strumentali. In un certo modo, "Per lasciare una traccia", nonostante sia del 1980, è un lavoro che riavvicina più del precedente Vito Paradiso a sonorità prog, sebbene in stile cauntatorial. E così la storia inizia e finisce allo stesso modo, per così dire... Buon ascolto friends


Musicisti di "Per lasciare una traccia"

Vito Paradiso: chitarra acustica, voce
Giorgio Baiocco: sax tenore
Gianni Nocenzi: pianoforte
Vittorio Nocenzi: piano Fender
Beppe Cantarelli: chitarra elettrica, syncussion, chitarra acustica e arrangiamenti
Ottavio Corbellini: syncussion
Mino Fabiano: basso elettrico Alembic
Walter Scebran: batteria, syncussion
Aldo Banfi: tastiera
Lella Esposito: cori
Wanda Radicchi: cori
Silvio Pozzoli: cori
Pino Ferro: cori
Gianni Berlendis, Ferdinando Antonelli, Giuseppe Cantoni, Vincenzo Lo Castro, Roberto Marchiò, Adalberto Murari: archi

LINK non so da dove (original post)
LINK singoli 
LINK belli e brutti
LINK una traccia

Post by Captain, thank you very much to Vlad Tepes for "Noi belli noi brutti", to new uploader FabioF for "Per lasciare una traccia" and to Mmasimo and George for the singles

martedì 14 aprile 2015

Le compilation della Stratosfera vol. 12 - 1997 - Meteora


TRACKLIST:

01. I Maya - Salomon
 02. I Maya - Yucatan
03. Lydia e gli Hellua Xenium - Guai a voi!
04. Lydia e gli Hellua Xenium - Invocazione
 05. I Fholks - Mi scorri nelle vene
 06. I Fholks - Cerchi
 97. Le Aquile - Il tuo splendido amore
 08. Le Aquile - Agnus dei
09. The Underground Set - Una lettera
10. The Underground Set - Libitum
11. Il Punto - È il mio mondo
12. Il Punto - Ragazzi che scappano
13. Officina Meccanica - Bambini innocenti
14. Officina Meccanica - Bambini innocenti (strum.)
 15. I Salis - Chissà se la luna ha una mamma
 16. I Salis - Cronaca di una cosa
17. New Trolls - Autostrada
18. New Trolls - Il nulla e la luce
19. De De Lind - Signore dove va?
20. De De Lind - Torneremo ancora



Continua il nostro viaggio tra le compilation della Stratosfera, seguendo la cronologia pubblicata da Augusto Croce sul suo sito ItalianProg, vera e propria bibbia per tutti noi appassionati di progressive italiano. Siamo giunti al 1997, anno in cui veniva pubblicato questo rarissimo disco, stampato in sole 50 copie numerate a mano e venduto alle fiere del disco nel periodo 1997-1998. L'album, che contiene brani tratti da singoli e inediti su LP, non è mai stato ristampato. Ma vediamo cosa dice al riguardo Augusto Croce: "Se questa raccolta fosse uscita in veste ufficiale sarebbe stata un best seller!  Di sicuro una delle migliori compilation di singoli mai realizzata sul prog italiano, contiene alcuni brani belli e rari come il primo singolo di Lydia e gli Hellua Xenium, Bambini innocenti dell'Officina Meccanica, Autostrada dei New Trolls, i singoli dei Fholks (più tardi Reale Accademia di Musica) e delle Aquile".



In effetti si tratta di una compilation di notevole spessore e qualità, grazie alla quale si possono ascoltare brani perduti, relegati su singoli a suo tempo passati quasi del tutto inosservati. Andiamo con ordine. Il disco si apre con l'unico 45 giri pubblicato dai Maya nel 1972. Gruppo genovese annoverava nella formazione il percussionista Ramasandiran Somusundaram, nostra vecchia conoscenza, autore di alcuni singoli per l'etichetta Magma e componente, seppur per un breve periodo, della Bambi Banda e Melodie con Bambi Fossati. Segue il primo raro singolo dei lombardi Lydia e gli Hellua Xenium, datato 1973 e caratterizzato da uno stile dark prog con la bella voce di Lydia in evidenza, molto vicino alle sonorità di Jacula/Antonius Rex. Uno dei capolavori del prog italiano. E' poi la volta del primo e unico 45 giri dei romani Fholks (poi Reale Accademia di Musica) pubblicato nel 1970. Forse vale la pena ricordare che i Fholks fecero da supporter nel 1968 ai Pink Floyd e a Jimi Hendrix. Ca va sans dire... C'è poco da dire sulle Aquile: formatisi a Sorano, in provincia di Grosseto, esordirono con un singolo di pop melodico nel 1971. Il 45 giri successivo, risalente al 1973 (inserito in questa compilation), è di tutt'altra fattura e rievoca a tratti lo stile del Blocco Mentale. Poi...il silenzio. Peccato.



Degli Underground Set abbiamo già parlato a lungo su questo blog. Visto che, come ben sappiamo, dietro questo gruppo si nascondono i musicisti della Nuova Idea, vi invito ad andare a riscoprire la lunga monografia a loro dedicata. Il 45 giri incluso in "Meteora" venne pubblicato nel 1971. Entrambi i brani apparvero sul secondo LP "War in the night before".  Arriviamo così a Il Punto, quartetto romano che annoverò tra le sue fila anche il batterista Stefano D'Orazio, transitato nel 1971 nell'organico dei Pooh. Il gruppo incise un solo LP nel 1972 contenente brani tratti dalle colonne sonore di due film: "In nome del popolo italiano" e "Ettore Lo Fusto". Il 45 giri qui compreso risale al 1971 ed è il primo singolo pubblicato dalla band, che si sciolse l'anno successivo. E' poi il turno dell'Officina Meccanica, provenienti dalla provincia di Roma, che incisero cinque singoli prima di dissolversi nel nulla. Particolare la presenza nel loro organico di un sax e una tromba. Il singolo Bambini innocenti, che presenta una versione strumentale sul lato B, uscì nel 1973. Proseguiamo con I Salis, gruppo arcinoto e molto gettonato sulla Stratosfera. Non mi dilungherei ulteriormente. Vi rimando alle pagine a loro dedicate su questo blog. Il singolo qui pubblicato risale al 1970.



Siamo quasi al termine. E' la volta dei New Trolls, con il singolo Autostrada del 1970, un capolavoro rimasto inedito su LP, purtroppo passato nell'oblio (li ricordate mentre suonano questo brano in studio nel film "Terzo canale - Avventura a Montecarlo"?). E' l'unico singolo nella loro lunga storia musicale registrato per la RCA. In chiusura troviamo i De De Lind con un singolo del 1971 (mi ricordo che presero nome da una modella di Playboy), con due brani molto belli, specie quello presente sul lato B, Torneremo ancora.

E' proprio tutto. Gustiamoci insieme questa raccolta di meraviglie.



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Post by George

martedì 17 febbraio 2015

Le compilation della Stratosfera vol. 10 - 1994 - Progresso Italiano


Dopo averla accantonata per un po' di tempo a favore di altri post, rimettiamo mano alla serie delle compilation della Stratosfera in un percorso che, lo ricordo, segue la cronologia pubblicata da Augusto Croce sul suo Italian prog, nostro inevitabile punto di riferimento. Purtroppo non tutte sono in nostro possesso e quindi qualche "salto" diventa inevitabile. Nel 1994 la Sony/Columbia pubblica questa raccolta dal titolo "Progresso italiano" (terribile!) comprendente brani già usciti su 33 e 45 giri, Condivido il giudizio di Augusto: si tratta di una compilation destinata soprattutto a coloro che si accostano al prog italiano, anche se non mancano alcuni begli episodi come la versione 45 giri di Impressioni di settembre del 1971, diversa rispetto a quella contenuta nel 33 giri di esordio o il brano dei Città Frontale. Tutti i grandi nomi del prog made in Italy sono presenti, dalle Orme agli Area, dai Jumbo al Balletto di Bronzo, dal Banco del Mutuo Soccorso ai Garybaldi, proseguendo con Osanna, Delirium e via dicendo. Tutt'al più utilizzatela come colonna sonora nel corso di un bel viaggio automobilistico.

TRACKLIST:

01. Premiata Forneria Marconi -  Impressioni di settembre (45 giri version)
02. Le Orme - Sospesi nell'incredibile 
03. Garybaldi - Maya Desnuda 
04. Jumbo - Gil 
05. De De Lind - Voglia di rivivere 
06. Banco del Mutuo Soccorso - Ma che idea 
07. Città Frontale - Solo uniti ... 
08. Area - L'elefante bianco
09. Il Balletto di Bronzo - Primo incontro 
10. Delirium - Dolce acqua 
11. Osage Tribe - Prehistoric sound 
12. Capsicum Red - Ocean
13. Osanna - Ce vulesse 
14. Banco del Mutuo Soccorso - Traccia III





Post by George

domenica 29 maggio 2011

De De Lind - 1973 - Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò...


TRACKLIST :

01 - Fuga e morte
02 - Indietro nel tempo
03 - Paura del niente
04 - Smarrimento
05 - Cimitero di guerra
06 - Voglia di rivivere
07 - E poi

Ed ecco a voi uno dei più famosi dischi "minori" del rock progressivo italiano: nel 1973 il quintetto dei De De Lind confeziona l'album con il titolo più lungo della storia del nostro genere musicale, "Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò. Uomo è il nome che mi han dato". Sebbene non tutto l'album sia su altissimi livelli, alcuni pezzi di genere hard prog risultano, secondo la mia personalissima opinione, veramente gradevoli (Fuga e morte, Indietro nel tempo). Il gruppo proviene dall'epoca tardo beat (esistevano già dal 1969) e, prima di quest'album, aveva già prodotto due o tre singoli commerciali. Dopo quest'album, che venne completamente ignorato da pubblico e critica, nonostante una frequente presenza della band ai festival pop dell'epoca, il gruppo si sciolse ed il solo Paradiso proseguirà una carriera solistica povera di successi. L'album verrà poi rivalutato da molti studiosi del rock progressivo italiano: alcuni addirittura lo ergeranno a capolavoro. A voi l'ardua sentenza, ciofeca o capolavoro, ascoltate e fate sapere, please...

Quì il buon J. J. John strapazza abbastanza questo album (naturally su John Classic Rock)




I DE DE LIND :

Vito Paradiso - Voce, chitarra classica
Gilberto Trama - Fiati
Matteo Vitolli - Chitarra elettrica
Eddy Lorigiola - Basso
Ricky Rebajoli - Batteria

Buon ascolto a todos

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(18-6-2015)

Post by Captain