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lunedì 31 agosto 2026

RE-POST & RE-LOAD: Nova - Full Discography (part 2 - 1977 /1978) (post originari marzo e giugno 2011)


Concludiamo qui il re-post e relativo re-load della discografia completa dei Nova, pensata e realizzata dal nostro amico e  collaboratore Cimabue / CMB che approfitto per ringraziare ancora una volta. I due album proposti quest'oggi vennero postati sulla Stratosfera nel lontano 2011 e hanno da tempo il link inattivo. Era ora di dare nuova vita a questi lavori. Abbiamo trattato a lungo nella parte 1 la biografia del gruppo, basandoci sulle informazioni contenute nel sito "Italian Prog" di Augusto Croce. Non solo, ma abbiamo allegato anche una breve biografia (story) e soprattutto una utilissima "guida all'ascolto". Pertanto questa volta fileremo via lisci come l'olio, occupandoci solo degli ultimi due album realizzati dalla band di Corrado Rustici e soci nel 1977 e nel 1978. 

Nova - Wings Of Love (LP, 1977)


TRACKLIST:

1. You Are Light (6:19)
2. Marshall Dillon (3:53)
3. Blue Lake (6:50)
4. Beauty Dream - Beauty Flame (6:22)
5. Golden Sky Boat (6:09)
6. Loveliness About You (5:53)
7. Inner Star (6:31)
8. Last Silence (5:11)


FORMAZIONE:

Corrado Rustici - voce solista, chitarra solista, chitarre acustiche 6 e 12 corde, glockenspiel, 
triangolo, gong
Renato Rosset - Fender Rhodes, pianoforte, Minimoog, Polymoog, Hammond, clavinet
Elio D'Anna - sassofoni contralto, baritono, soprano e tenore, flauto
Barry Johnson - basso, campanelli a vento, voce solista (1,7)
Ric Parnell - batteria e percussioni

con:
Nectar Smile Choir - cori (4)


"Wings Of Love" è il terzo album realizzato dai Nova, pubblicato dalla Arista nel 1977. Rimase "relegato" (si fa per dire) su vinile fino al 2006, quando la stesa Arista ne curò una ristampa per il mercato giapponese. Con questo lavoro la band sembra aver intrapreso una nuova direzione, con il formato più breve dei brani e in particolare con lo stile funky del bassista Barry Johnson, così diverso da quello di Percy Jones presente nel precedente album. Qui i Nova adottano sonorità fusion, che raggiungeranno il culmine con il successivo "Sun City" sullo stile dei Brand X e dei Return To Forever. Elegante, ben suonato, ma privo di grandi emozioni. 


Nova - Sun City (LP, 1978)


TRACKLIST:

1. Morning Flight (6:04)
2. Modern Living (4:09)
3. Illusion (3:30)
4. Light Were My Years (4:51)
5. Sailors (3:45)
6. Fantaisies (3:33)
7. Lean on Me (4:00)
8. All You Have (Is What You Are) (3:00)
9. Starchild (4:00)

Bonus track
10. Conchis Funk (inedito registrato dal vivo - reperibile solo sul sito di Corrado Rustici)


FORMAZIONE:

Corrado Rustici - voce solista e cori, chitarre (elettriche a 6 e 12 corde, acustiche a 12 corde, fretless)
Renato Rosset - Fender Rhodes, pianoforte, Minimoog, ARP Omni, Hammond, clavinet, organo a canne, fisarmonica, campane tubolari
Elio D'Anna - sassofoni contralto, baritono, soprano, sopranino e tenore, flauto, Lyricon
Barry Johnson - basso, congas (2,3), tamburello (3), voce solista (1,3)
Ric Parnell - batteria, tamburello, maracas, batteria elettronica

con:
The Betty And John Joyce Choir - voci
Richard Helm - arrangiamenti per archi
Jesse Ehrlich - violoncello (9)
Stasha Qamar - cimbali (7)


"Sun City", ultima prova del poker di album realizzato dai Nova, viene pubblicato nel 1978 solamente negli Stati Uniti e in Canada in formato LP. La Arista ne pubblicò anche una versione in musicassetta , sempre per il mercato americano (qui sotto la copertina) ma non realizzò mai la ristampa in CD. 


"Sun City", presenta brani ancora più brevi rispetto al disco precedente (la durata complessiva dell'album supera di poco i 36 minuti) e un tocco ancora più funky, con un'atmosfera generale che si avvicina al jazz rock mainstream. Come regalo troverete una bonus track, ovvero il brano live inedito dal titolo "Conchis Funk" disponibile solo sul sito di Corrado Rustici (ne parla anche Augusto Croce nella biografia del gruppo). Come è facile immaginare i Nova ebbero a suo tempo sostenitori e denigratori. D'altronde sono io il primo a sostenere che per dei musicisti con un Dna prog (Cervello, Osanna) questi album possono risultare divisivi. Mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero al riguardo. Nel frattempo vi auguro buon ri-ascolto.


NEW LINK Wings Of Love (1977)
NEW LINK Sun City (1978) 

RE-POST & RE-LOAD by George & Cimabue

giovedì 26 febbraio 2026

I Compagni di Scena - Due stagioni (LP, 1977)


TRACKLIST:

Lato A
01. E noi a guardare
02. E la luna
03. M’han sempre detto
04. Respira più piano
05. Se le parole vanno lontano

Lato B
06. Un piede segue l’altro
07. Taglia le ali
08. Ecco qua
09. Piove anche sopra il re
10. Canto cantare canto


Breve premessa by George
Non sono mai stato un grande "tifoso" o sostenitore della canzone politica, non l'ho mai nascosto: rappresenta in ogni caso un pezzo importante della nostra storia contemporanea che deve essere  necessariamente storicizzata. Di conseguenza ogni tanto, riesco a farla rientrare queste musiche nelle deviazioni varie di cui si compone la Stratosfera. E poi, scusate, ma qui abbiamo l'amico e collaboratore Cimabue che ci propone un vinile piuttosto raro, mai ristampato nel corso degli anni, completo di  parti musicali e di testi. Grazie CMB per questo ottimo lavoro, che merita di essere pubblicato e condiviso. Aggiungo che, a differenza di certi dischi di canzoni politiche, dai suoni scarni ed essenziali, qui si apprezza lo sforzo compositivo e l'innesto di strumenti diversi dalla solita chitarra acustica. Lo ricorderà Cimabue nelle sue note conclusive. Apprezzabili anche le parti corali, che mantengono l'impronta del folklore sardo, patrimonio culturale di quella regione (I Compagni di Scena provengono dalla Sardegna). Le musiche e i testi sono di Antonello Manzo e Gino Melchiorre, mentre gli esecutori non sono accreditati. Conclusa questa breve premessa la parola passa all'amico Cimabue. 


I Compagni di Scena sono un ensemble musical-teatrale sardo che si è cimentato nella canzone sociale e politica con risultati artisticamente interessanti. Ad un primo album, denominato “Brecht la madre di Gorky” edito dalla Compagnia Italiana del Suono nel 1971, ha fatto seguito “Due stagioni”, oggetto del post odierno. Questo vinile, edito nel 1977 dall’etichetta I dischi dello Zodiaco e distribuito dall’Editoriale Sciascia anche su formato MC, come in uso all’epoca (vinile mai ristampato negli anni a seguire - ndr) presenta una lunga presentazione che vi riporto integralmente così da farvi immergere nello spirito anche sociale e non solo sonoro del maggio 1977 in Italia ed in Sardegna in particolare. È un po’ lunga, ma estremamente interessante sotto il profilo storico.


“Due stagioni” vuole significare due periodi diversi ma anche due climi, due umori, due situazioni politiche, due stagioni teatrali distinte. Nel disco più semplicemente due facciate. La prima riporta i canti di commento e di accompagnamento dello spettacolo teatrale “Le fabbriche bugiarde” nato da una lunga inchiesta nei e intorno ai poli di sviluppo dell’economia sarda quando lo spegnersi del boom economico nazionale già dava ragione alla rabbia di chi aveva visto nel sorgere di queste cattedrali petrolchimiche il tradimento delle aspettative sull’utilizzazione delle risorse naturali offerte dal territorio e l’anacronismo con la propria cultura. Lo spettacolo e in particolare le canzoni si sono fatte carico, per due anni, d’essere documento di denuncia e amplificatore della voce della nuova classe operaia, cosciente, e combattiva, che veniva formandosi all’interno delle fabbriche di Ottana, Portotorres, Portovesme, Assemini, Sarroch, ecc. Proponendosi con il suo linguaggio diretto e teso nelle piazze, nei piccoli cinema, nelle fabbriche occupate, nei magazzini, negli altri atri delle scuole di decine di paesi, dove il teatro non era mai stato, come momento di aggregazione e di dibattito, come nuovo modo fi fare politica, vincendo remore e timori, scuotendo la coscienza di chi si apprestava a svendere i propri valori culturali ed una tradizione ancora viva e dinamica.


La seconda facciata (musicalmente più ricca - ndr) si riferisce ad un nuovo spettacolo, ancora in fase di allestimento, che ha per tema la strategia del potere ed i suoi vani tentativi di ritardare o sopire la presa di coscienza di un popolo che è sempre meno disposto a subire e reclama il diritto di essere protagonista della propria storia. È uno spettacolo che nasce dalla riflessione dei sei anni di attività del collettivo “I Compagni di Scena”, dalla rilettura delle centinaia di pagine dei dibattiti con il pubblico, registrati durante gli spettacoli precedenti, dalla situazione di disorientamento e di dibattito, spesso anche drammatico, in cui ci troviamo: questo spiega le difficoltà di allestimento di uno spettacolo il cui testo si riempie di giorno in giorno di significati nuovi ma, talvolta, si vede superato da vicende che solo la fantasia di un potere contorto e corrotto riesce a produrre. Questo spiega soprattutto la scelta della metafora nelle canzoni e l’abbandono di un linguaggio che per essere troppo diretto rischia di diventare unilaterale. Anche dal punto di vista musicale le canzoni, che nello spettacolo vengono sempre introdotte da un cantastorie, si ispirano a modelli più ricercati e, in un certo senso, elaborati: vi sono degli abbellimenti e dei di-più ogni volta che il cantastorie descrive i fatti del potere, barocchi, contorti, burocratici. Basti pensare a “Un piede segue l’altro” che con la sua struttura a vite senza fine vuole descrivere il balletto grottesco che ciascuno di noi è costretto a fare con le porte e le scale di qualunque ufficio pubblico nel quale si debba avventurare. Gli abbellimenti e i di-più si perdono non appena è il popolo a cantare, quel popolo che dapprima rivolta contro il potere quegli stessi canti, ma che, alla fine, ritrovata la sua identità e quindi intiera la sua forza si esprime con “Canto cantare canto” nei modi che gli sono propri.


A questo punto in ogni copertina per bene dovrebbero esserci i nomi degli autori delle musiche e dei testi delle canzoni e i suoi esecutori; se poi la copertina è per benissimo basta scrivere: autori ed esecutori “I Compagni di Scena”. Noi non ce la sentiamo di adottare né l’una né l’altra soluzione e quindi riportiamo, in sintesi, il dibattito che è avvenuto in proposito al nostro interno. È chiaro che la produzione collettiva è una frase vuota e spesso mistificatoria se si pensa che nel nostro collettivo solo alcuni sono in grado di comporre una musica o di stendere in versi idee e concetti; d’altra parte questi alcuni hanno dato veste di canzoni a idee prodotte da altri ed ai va bene non va bene espressi da altri ancora. Non basta: queste canzoni sono nate in un clima e attraverso esigenze suggerite da oltre ottanta persone che in sei anni di attività sono passate per l’esperienza de “I Compagni di Scena”. Inoltre ciascuno di noi ha dato al gruppo un contributo strettamente collegato alla propria disponibilità di tempo, portando in questa attività le contraddizioni e i problemi che man mano accumulava nel posto di lavoro o di studio, consentendo con il proprio impegno, spesso anche economico, di far cantare chi sapeva cantare,


Quindi queste canzoni non sono soltanto degli attuali componenti il gruppo, sono nella stessa misura di Pipino che le ha già trovate fatte e di Bastiano che è andato via cinque anni fa, di Natascia che le ha condizionate con il suo giudizio, di Giorgia che si è astenuta, di Ione che si è terrorizzata e di Caxomai che ne ha dattiloscritto le copie, di Biagio, di Filippo, di Ignazio e di chissà quanti altri dei quali non conosciamo neanche il nome né il viso e che pure ce le hanno suggerite senza neanche saperlo.
Sono in definitiva del movimento, bastava qualcuno che le raccogliesse, le sistemasse un po’ e le cantasse. Ma per raccoglierle era necessario stimolare tutti i fatti che rapidamente abbiamo accennato, era necessario soprattutto essere gruppo, organizzato, attento e spesso anche sofferto tra le tante difficoltà che questo lavoro povero e dilettantesco comporta. Se abbiamo avuto il merito di leggerle, queste canzoni, nel movimento, ci spetta dunque anche il diritto-dovere di rifiutarne la proprietà e di riconsegnarle, elaborate attraverso la nostra personalità, al movimento stesso.


Conclusione by CMB
A differenza di numerose pubblicazioni coeve “Due stagioni” - anche a distanza di molti anni - si lascia ancora ascoltare, grazie ad un impianto vocale che alterna voci soli a momenti corali che muovono i passi su un tappeto fatto di chitarre acustiche impreziosite da inserti di flauto nella prima facciata e da percussioni e tastiere vintage nella seconda. A momenti più pacati si alternano movimenti più ritmati che hanno il merito di conferire alla produzione una certa dinamicità. I testi, da leggere con gli “occhiali dell’epoca”, raccontano dei problemi del lavoro e della società della terra sarda. Concludendo, un documento storico di come musica e teatro fossero al servizio diretto del “movimento” che proprio in quel 1977 iniziò il suo lento, ma inesorabile declino. Buon ascolto.


LINK 

Post by Cimabue (with a little help by George)

sabato 31 gennaio 2026

Serie "Catto Prog" n. 17 - Alessandro Aliscioni e Renato Biagioli - Il Rivoluzionario (LP, 1977)


TRACKLIST:

01. Io e gli altri - 3:21
02. L´arrivista - 3:15
03. Né servi né padroni - 3:16
04. Maddalena - 2:32
05. Bla, Bla, Bla (la pagliuzza e la trave) - 2:42
06. Scribi e Farisei - 3:05
07. Cena di addio - 3:42
08. Il braccio della morte, Getsemani - 3:00
09. Non voglio sentire - 3:43
10. Il Rivoluzionario - 3:14


Alessandro Aliscioni, nato a Tolentino nel 1951, non è certamente tra i personaggi più noti della scena musicale italiana. Ma questo non significa nulla. La bravura non si misura in base alla notorietà di un personaggio. Almeno, non sempre. Dalla sua biografia si legge che ha iniziato a studiare musica all'età di dieci anni alla scuola di Modesto Rich, suonando la fisarmonica come primo strumento. Passò in seguito al pianoforte. Sebbene abbia pubblicato numerose registrazioni nel corso della sua carriera, solitamente a tema religioso, dobbiamo ritenere il lavoro di maggior interesse quello oggi proposto, che altro non è se non un musical, scritto nel 1977, dal titolo "Il Rivoluzionario". Il vinile, mai ristampato nel corso degli anni, è attribuito al suddetto Alessandro Aliscioni (autore delle musiche) e a Renato Biagioli (curatore dei testi). Definire prog le musiche de "Il Rivoluzionario" è cosa un tantino azzardata. Mi limiterei ad inserirlo in quel filone pop, molto diffuso negli anni '70, tenuto conto di alcuni interessanti inserti di chitarra elettrica e di discrete parti vocali, anche con ameni cori giovanili. Tutto sommato un disco che ha la sua dignità.  

Alessandro Aliscioni

"Il Rivoluzionario" venne pubblicato dall'etichetta discografica "Pro Civitate Christiana" nel 1977 ed è un'opera che forse per la prima volta in Italia ha utilizzato una nuova tecnica di costruzione della commedia musicale, incentrata su una libera interpretazione dei racconti evangelici, narrando i principi e la figura del "rivoluzionario" per eccellenza, quella di Gesù Cristo. Nonostante non sia mai stato ristampato in versione CD, il vinile  non raggiunge grandi quotazioni ed è disponibile in streaming sulle principali piattaforme on line (Apple Music, Amazon Music, YouTube, etc.). Ora è anche sulla Stratosfera pronto per il download. Non mi resta che augurarvi buon ascolto e se volte approfondire il tema del primo "rivoluzionario"  della storia, vi suggerisco questa lettura. Alla prossima.



Post by George

venerdì 16 gennaio 2026

Serie "Bootleg" n. 363 - Area (International Popular Group): Live Trilogy 1977-1980 - RE-POST & NEW POST

 

Miscelando, come facciamo abitualmente, nuove proposte di progressive italiano con gruppi storici, ci soffermiamo quest'oggi sugli Area, band da noi molto amata con una forte presenza sulle pagine della Stratosfera. Al di là del piacere di riascoltarli dal vivo, il trittico qui proposto è composto da un re-post e relativo re-upload (richiesto da un nostro amico "navigatore"), ovvero il concerto di Cesena del 1977 e da due nuovi post, "Live in Rovereto 1977" e "Live in Modena 1980". Questi ultimi due show, seppur reperibili su YouTube, erano assenti - almeno fino ad oggi - sulla Stratosfera. Per dirla tutta il nostro amico aveva richiesto anche il concerto di Aosta del 1973, ma la qualità audio è talmente scarsa (siamo al limite dell'ascoltabilità) che ho preferito non postarlo. Inoltre, le poche tracce registrate ad Aosta sono mescolate con spezzoni del concerto di Cesena del 1977, qui proposto nella sua integrità. Lasciamo quindi spazio alla musica, iniziando con il re-post del concerto di Cesena, il cui link è inattivo da anni. 


RE-POST & RE-LOAD (post originale del 28.08.2014)
Area - Rocca Malatestana, Cesena - 5 giugno 1977 
(from original master tapes)


TRACKLIST



FORMAZIONE:

Demetrio Stratos - voce, organo, steel drums
Giulio Capiozzo - batteria, percussioni
Patrizio Fariselli - tastiere
Paolo Tofani - chitarra, synthesizer
Ares Tavolazzi - basso, trombone


E' veramente un piacere poter dare nuova vita a questo concerto, decisamente notevole sia per la scaletta che per la qualità del suono. Andando a rileggere quanto scritto a suo tempo (qui) dall'autore della registrazione e possessore dei nastri (Red Rossi) si scopre che il concerto venne registrato con un registratore mono Philips verde militare. Beh. mi sembra di tornare indietro nel tempo. Quanti concerti ho registrato negli anni '70 e '80 col mio Philips mono? E quanti di voi avranno fatto la stessa cosa? Comunque, a parte questi dettagli tecnici, il concerto qui proposto è veramente grandioso. Ma anche quello successivo non scherza.


NEW POST
Area - Teatro Zandonai, Rovereto (TN), 2 marzo 1977


TRACKLIST:

01 Il Massacro di Brandeburgo numero 3 in sol maggiore / Diforisma urbano / Demetrio speech
02 Gerontocrazia 
03 S.C.U.M / Giro giro tondo 
04 Cometa rossa 
05 Improvvisazione / Drums solo / La mela di Odessa 
06 Luglio agosto settembre (nero) / L'Internazionale


Questo concerto è disponibile in rete, ma prima che si dissolva e scompaia ho voluto portarlo sulla Stratosfera, giusto per arricchire ulteriormente la già ricca collezione di bootleg degli Area. Rispetto al concerto di Cesena, questo è avvenuto tre mesi prima, con una scaletta in parte differente, dove - anche in questo caso - la maggior parte dei brani proviene da "Maledetti (maudits) pubblicato nel 1976" e in quel momento ultima prova discografica degli Area. Molto particolare l'apertura con "Il massacro di Brandeburgo" seguita da "Diforisma urbano" e da una dissertazione del nostro Demetrio Stratos. Emerge un altro dato tecnico da parte dell'autore della registrazione. Si legge che, con il permesso del gruppo, il concerto venne registrato con un Revox a due tracce su nastro Agfa, usando microfoni Sennheiser. L'audio è stato successivamente trasferito dallo stesso Revox su uno Zoom H4n a 96/24 e poi codificato tramite LAME e ffmpeg. Tutto ciò detto non ci resta che ascoltarlo. 


NEW POST
Area - Live in Modena 1980 (Special TV - RAI TRE)


TRACKLIST:

01. Danza ad anello
02. Maiden Voyage / Drums solo
03. La torre dell’alchimista
04. A.S.A.
05. Track con Sara Borsarini on vocals 


FORMAZIONE

Patrizio Fariselli - piano elettrico, synths.
Giulio Capiozzo - batteria 
Ares Tavolazzi - contrabbasso, basso elettrico
 Pietro Tonolo - sax tenore
Sara Borsarini - voce (track 5)


Siamo nel 1980. Demetrio Stratos ci lasciava il 13 giugno 1979. Gli Area, orfani del loro vocalist, incidevano "Tic & Tac" con una formazione composta da Fariselli, Tavolazzi, Capiozzo e Larry Nocella al sax tenore. Con "Tic & Tac" gli Area entrano con vigore nel campo del jazz. In questo breve concerto, trasmesso da Rai Tre nel 1980 e riproposto qualche anno dopo sempre sul canale Rai (l'audio purtroppo è disturbato) al sax tenore troviamo Pietro Tonolo, già collaboratore di alcuni grandi nomi del jazz italiano tra cui Franco D'Andrea, Luigi Bonafede, Massimo Urbani e lo stesso Larry Nocella. Il concerto (data esatta e luogo non sono indicati) è particolarmente interessante perché ci offre la possibilità, forse unico caso, di ascoltare un arrangiamento della celebre "Maiden Voyage" di Herbie Hanckock. Le altre tracce provengono da "Tic &Tac". Qualcosa era già finito su un vecchio post del 2013 curato da Odiladilu, uno storico collaboratore della Stratosfera. Sempre sulla rete circola un brano ascritto al concerto di Modena del 1980, cantato da Sara Borsarini (suoi sono i vocalizzi finali), ricordata quale collaboratrice di Lucio Battisti. Nel 1980 Sara accompagnò gli Area in tour per poi passare nel 1982 nella band di Tony Esposito. Ho inserito questo brano (così, a memoria, non ricordo il titolo) come giusta integrazione del restante concerto.


Si conclude qui la Trilogy Live dedicata agli Area. Non resta che passare all'ascolto dei tre concerti. 
Un saluto a voi tutti e ...alla prossima.

NEW LINK Live in Cesena 1977
LINK Live in Rovereto 1977
LINK Live in Modena 1980 

Post by George

lunedì 10 novembre 2025

RE-POST & RE-LOAD - Roberto Vecchioni live in Vidracco (TO) 1977 & live in Aosta 2011 (post originale 8 maggio 2017)

 

Cari amici, eccoci alle prese con un nuovo re-upload e già che ci siamo con un bel re-post richiesti dal nostro amico Albe. Ogni tanto mi piace interrompere la normale "produzione" per andare a riesumare qualche vecchio post con i link inattivi, come nel caso in oggetto. Protagonista è Roberto Vecchioni, oggi, come ben sappiamo, non solo autore, compositore e musicista ma anche opinionista in qualche salotto televisivo dove brilla la sua verve e la sua profonda cultura classica (ce lo ricordiamo ospite di Massimo Gramellini). I due concerti qui riproposti risalgono rispettivamente al 1977 e al 2011 e facevano parte di un post piuttosto lungo e complesso appartenente alla serie "Yesterday & Today" n. 16 dell'8 maggio 2017. Entrambi gli show era la prima volta che venivano pubblicati sul web. Questa la pagina del post originale (qui). Detto questo, iniziamo con la musica.

YESTERDAY
Roberto Vecchioni live in Vidracco (TO), Teatro Tenda 
ottobre 1977 (concerto acustico)


TRACKLIST:

01. I poeti (da "Ipertensione", 1975)
02. Per un vecchio bambino (da "Samarcanda", 1977)
03. Velasquez (da "Elisir", 1976)
04. Canzone per Francesco (da "Elisir", 1977) 
05. Alighieri (da "Ipertensione", 1975)
06. Canzone per Laura (da "Ipertensione", 1975)
07. L'ultimo spettacolo (da "Samarcanda", 1977)
08. Pesci nelle orecchie (da "Ipertensione", 1975)
09. Figlia (da "Elisir", 1976)


Di seguito quanto scrissi a suo tempo:

Vidracco è un paesino di poche migliaia di anime in mezzo alle campagne del Canavese, in provincia di Torino, dove annualmente si tiene la "Festa dell'uva", momento di rilievo per tutti gli amanti della buona tavola e, soprattutto, di qualche buon calice di nebbiolo. Roberto Vecchioni era l'ospite dell'edizione 1977. Il mese era quello di ottobre, la data esatta non la ricordo in quanto non indicata sull'etichetta del nastro. Poco male. Alle spalle Vecchioni aveva già otto album, dal debutto del 1971 con "Parabola" a "Samarcanda" del 1977, fresco di stampa al momento del concerto. Vecchioni, nel contesto di questa festa di paese, si esibisce "unplugged", accompagnato solo dalla sua chitarra acustica e da quella dell'amico Carlo Coccioli. Si diverte a dialogare con il pubblico tra un brano e l'altro, con messaggi decisamente politici e anticlericali. Lui, allora ancora insegnante di latino e greco nei licei, con una laurea conseguita alla Cattolica di Milano, canta di poeti, di navigatori, di letterati, di amori infranti, con un linguaggio ironico, pungente e spesso dissacrante ("Alighieri"), mai volgare. Vecchioni è un intellettuale e non tradisce le sue origini e il suo bagaglio culturale. Il concerto è veramente piacevole (peraltro credo che esistano ben poche testimonianze dal vivo di quel periodo) e la registrazione, perdonate l'immodestia, è veramente di buona qualità, pur essendo una audience. Niente Philips K7 questa volta, ma un registratore semi professionale con due microfoni stereo. I brani proposti attingono a piene mani  dagli album "Elisir" e "Ipertensione". Solo un paio di tracce provengono da "Samarcanda". In ogni caso, giusto per essere precisi, ho indicato tra parentesi l'album da cui è tratto ogni singolo brano.
NB - la tracklist è distribuita su 2 files. 


...AND TODAY
Roberto Vecchioni live in Aosta, piazza Emile Chanoux,
7 settembre 2011


TRACKLIST:

01. Voglio una donna
02. Lettura di una poesia di Pablo Neruda
03. Dentro gli occhi
04. Sogna ragazzo sogna
05. Figlio
06. Viola d'inverno
07. Mi porterò
08. Stranamore (pure questo è amore) / Milady
09. Le rose blu
10. Chiamami ancora amore
encore
11. Luci a San Siro
12. Samarcanda


MUSICISTI:

Roberto Vecchioni - voce
Lucio Fabbri - chitarra, violino, mandolino
Massimo Germini - chitarra
Eros Cristiani - pianoforte, fisarmonica
Stefano Cisotto - tastiere
Antonio Petruzzelli - basso
Roberto Gualdi - batteria


Anche in questo caso vi riporto quanto scrissi nel 2017

Una forbice di 34 anni separa i due concerti. Anche questa registrazione è opera mia, in occasione di un concerto tenutosi nella centralissima piazza Emile Chanoux, il cuore di Aosta, il 7 settembre 2011. L'occasione era quella della Festa della Regione, che si celebra ogni anno in virtù della sua autonomia. La piazza era gremita all'inverosimile e il caldo pubblico aostano (nonostante la latitudine) ha saputo accogliere e sostenere con il suo entusiasmo Vecchioni e la sua band. Anche in questa occasione Vecchioni dialoga e scherza con il pubblico, racconta barzellette, con quel suo modo un po' gigione, da vero intrattenitore. Quanta acqua è passata sotto i ponti rispetto al Vecchioni di 34 anni prima. Gli scatti fotografici sono quelli del concerto e sono opera mia e, in parte, di Gaetano Lo Presti e Roger Berthod, che ringrazio.  Nel 2011 era appena stato pubblicato il CD "Chiamami ancora amore", contenente l'omonimo brano con il quale Vecchioni vinse, nel febbraio dello stesso anno, il Festival di Sanremo. 


Un Roberto Vecchioni in stato di grazia e in gran forma sale sul palco aostano subito dopo il set dei Nomadi. L'apertura è con "Voglio una donna" (uno degli inediti compresi nel doppio live "Camper" del 1992), seguita da una breve poesia di Pablo Neruda. Il gruppo che lo sostiene è ben amalgamato, rodato da decine e decine di concerti, dove brilla il virtuosismo tecnico del gigante Lucio Fabbri, di Massimo Germini e di Roberto Gualdi. La sequenza dei brani è assolutamente equilibrata tra vecchi e nuovi successi, incluse le storiche "Luci a San Siro" e "Samarcanda" (brano che si rifiutò di suonare nel concerto del 1977) eseguite entrambe come bis. La qualità della registrazione è dignitosa. Soffre un po' della dispersione del suono (mancano i bassi), considerato il luogo all'aperto. Il concerto è  posto su un unico file. Poco più di 70 minuti di grande musica. Le foto le ho scattate io - tranne una - nel corso dello show.
E' tutto. Buon ri-ascolto




NEW LINK Vidracco 1977
NEW LINK Aosta 2011

Re-post & Re-load by George

venerdì 26 settembre 2025

Luna - Omonimo (LP, 1981) - (Stratosfera Extended Edition)

 

TRACKLIST:

Lato A
01. Sulla Luna
02. L'isola
03. Lou Jean
04. In concerto

Lato B
05. Firebird
06. Serenade
07. Un seme strano
08. Come va?

Bonus Tracks - I singoli
09. Hallò - lato A, 1977
10. Silian era diversa - lato B, 1977
11. Iron Far - lato A, 1978
12. Stay Here With Me - lato B, 1978
13. Tunnel feat. Danilo Rustici - Spped Up - lato A, 1978
14. Tunnel feat. Danilo Rustici - Tunnel Lights - lato B, 1978


FORMAZIONE:

Danilo Rustici - voce, chitarra
Joe Amoruso - tastiere
Dario Franco - basso
Sabatino Romano - batteria


La Luna è da sempre fonte di ispirazione nel mondo dell'arte e anche quello della musica non sfugge a questa regola. Sono decine e decine i musicisti italiani e stranieri che hanno reso protagonista il nostro affascinante satellite, da Angelo Branduardi ai Doors (cito i poli estremi) fino  a giungere ai Pink Floyd con TDSOTM. Ma qui Danilo Rustici e soci ne assumono addirittura il nome. Un nome evocativo, così come è evocativa la copertina dell'album disegnata non so proprio da chi. Ma da dove spuntano i Luna, autori di questo unico eponimo 33 giri pubblicato dalla Splash (l'etichetta fondata nel 1970 da Peppino Di Capri)? A proposito, il vinile venne distribuito dall'etichetta Seven Seas anche sul mercato giapponese (sempre nel 1981) e solo nel 2006 venne ristampato in versione CD. Qui sotto la copertina della stampa giapponese. Il 33 giri originale è in vendita su e-bay alla "modesta" cifra di 79,99 euro. 


Per tornare ai nostri Luna, dalle notizie attinte dal web (e, naturalmente, da Italian Prog del nostro maestro Augusto Croce), il gruppo nacque da un'idea di Danilo Rustici, già chitarrista degli Osanna, a seguito dell'insuccesso dell'album della band partenopea  "Suddance", pubblicato nel 1978 ed eseguito da una formazione rimaneggiata. In realtà gli Osanna si erano già sfaldati l'anno precedente dopo "Landscaper of Life". A questo punto Danilo Rustici si sentì libero di percorrere altre strade. Con al suo fianco l'amico tastierista Joe Amoruso e una sezione ritmica composta da Dario Franco al basso e Sabatino Romano alla batteria i neonati Luna incisero tre singoli, nel 1977 e 1978 (tutti inclusi come bonus tracks in questa particolare Stratosfera Extended Edition), che precedettero di qualche anno l'uscita del 33 giri. Purtroppo le atmosfere cambiarono radicalmente, spostandosi su un genere disco, decisamente facilone e commerciale, anche se non privo di una certa raffinatezza. "Hallò", "Iron Far" e l'ultimo 45 giri registrato col nome di Tunnel, sono quanto di più lontano dallo stile chitarristico a cui ci aveva abituati Danilo Rustici. Ma quella era l'era della disco music e, come si dice, bisognava pur campare. Diverso è il discorso per "Silian era diversa", una lenta e soffice ballata, e per "Stay Here With Me", un discreto brano dalle venature rock, con un bell'assolo di chitarra del nostro Danilo. Volendo fare i pignoli ricordo che la formazione dei Tunnel comprendeva anche una sezione fiati composta da Enzo Avitabile (sax), Pino Carapelli (trombone) e Tony Stotuti (tromba). "Speed Up" è stato ristampato lo scorso anno in versione vinile 12", tiratura limitata, con 4 brani: i due originali e due versioni remix. For fans only! Di seguito le copertine dei tre singoli.




Anche le otto tracce contenute nel 33 giri sono caratterizzate da un suono "leggero", con belle melodie dove emerge la chitarra di Danilo e qualche inserto un po' più graffiante come nel caso della rivisitazione della celebre "Firebird" di Igor Stravinskij. Nel complesso, ma questo è un mio personale parere, nessun guizzo, nessuna particolare emozione, nessuna scintilla. Al di là della rarità del vinile, la fine dei Luna non credo abbia lasciato dietro di sé grossi rimpianti. Sono stato troppo brutale? Non lo so, ditelo voi. Buon ascolto, dear friends. 



Post by George