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sabato 1 ottobre 2022

Bernardo Lanzetti - 1999 - The Best (nuove registrazioni)

 

TRACKLIST:

01. Good To Love You – 4:05
02. Chocolate Kings – 4:21
03. Mi piace – 2:47
04. Vita in provetta – 3:22
05. Solamente noi – 3:57
06. Gente nervosa – 4:18
07. Se fossi cosa – 4:26
08. Una sera che piove – 3:22
09. She's Gonna Rock You – 3:22
10. Simple as the Weather – 3:59
11. Cross the Water – 4:07
12. Impressioni di settembre – 4:26
13. Can You Dance to it? – 4:16
14. Fantalità – 4:12
15. Traveler – 4:59


La grande voce di Bernardo Lanzetti ritorna sulle pagine della Stratosfera. Sicuramente è stato e lo è ancora uno tra i più grandi vocalist italiani e questo "The Best" non fa che confermarlo. Si tratta di una raccolta antologica pubblicata dalla Mr. Music nel 1999 che ripercorre il lungo cammino di Bernardo sia nel periodo PFM che in quello solista. Sono 15 brani, tutti suonati ex novo, reinterpretati  con grande gusto e potenza (Chocolate Kings è meravigliosa in questa new version).
Ringrazio l'amico Pietro per avermi inviato questi file un po' di tempo fa, anzi mi scuso per averli tenuti troppo tempo nel cassetto. Spero che questa carrellata sia di vostro gradimento. Con questo vi auguro buon ascolto e vi do appuntamento al 12 ottobre. La Stratosfera e il sottoscritto si prendono una breve pausa.



Post by George - Music by Pietro

domenica 13 marzo 2022

Musica per il Cielo Ensemble - 2000 - Musica Caeli (Concerto di musica sacra per il Giubileo) - Not for sale

 

TRACKLIST:


MUSICISTI

Franco Parravicini - chitarra
Vincenzo Zitello - voce, arpa
Riccardo Tesi - musette
Mario Arcari - oboe, oboe d'amore
Federico Sanesi - percussioni, tabla
Tosca - voce


Ringrazio innanzitutto il nostro amico Pietro per averci fornito questo ottimo contributo. Si tratta di un CD distribuito insieme al periodico "Famiglia Cristiana" n. 16 del 23 aprile 2000, quindi "not for sale" separatamente. Pietro ci fornisce alcune informazioni aggiuntive: "Questo CD, uscito nell'anno 2000 come allegato a Famiglia Cristina, bruciò 50.000 copie in un'unica tiratura e non venne mai più ristampato. Almeno, così rammenta Vincenzo Zitello (Battiato & Friends) che avevo coinvolto per la realizzazione di diversi concerti, in trio, da solo e con l'ensemble Musica Caeli. Dal vivo, l'oboista Roberto Mazza (altro friend del Maestro) veniva sostituito dall'ottimo Riccardo Tesi all'organetto diatonico. Si tratta di musica sacra, con arrangiamenti contemporanei realizzati da Stefano Melone, in cui la bravura dei singoli si fonde in un ensemble straordinario. Forse, a dispetto delle apparenze, può interessare e sorprendere il popolo stratosferico".


Caro Pietro, credo proprio che gli amici della Strato resteranno sorpresi, così come lo sono stato io fin dal primo ascolto. Oltre ai musicisti da te citati, l'ensemble può contare sulla splendida voce di Tosca, all'anagrafe Tiziana Donati, cantante e attrice, in attività fin dal 1989 (leggete la sua lunga biografia artistica qui), vincitrice di un Festival di Sanremo e Premio Tenco nel 1997. 

Tosca

Ma come è nato il progetto "Musica Caeli", concerto di musica sacra per il Giubileo? 
Il booklet ci dà una mano. L'album consegue all'incontro tra musicisti appartenenti a differenti aree musicali che dal 1995 lavorano insieme per creare composizioni originali di carattere sacro, sulla base di preghiere tradizionali in lingua latina. Questo album rappresenta la prima testimonianza registrata di tale lavoro, che prima di allora si era sviluppato dal vivo in alcune basiliche di varie città d'Italia. 
Qui sotto, nel booklet interno, troverete i principali tratti biografici dei musicisti impegnati nel progetto.



Qui invece, la guida all'ascolto



Un ultimo ringraziamento a Pietro prima di lasciarvi con il consueto buon ascolto.

Vincenzo Zitello


Post by George - Music bt Pietro

giovedì 16 settembre 2021

Indaco - 2006 - Tracce Mediterranee (audio files from DVD)

 

TRACKLIST:

1. Intro
2. Waiting for Kundalini
3. Andalusiana
4. Ascea
5. Puja
6. Amorgòs
7. Maralacqua
8. Teatro do Mar
9. Il Volo del Gabbiano
10. Mediterraneo
11. Norwegian Wood
12. Soneanima
13. Tharros
14. Canto di Primavera
15. Su Nuraghe
16. Saluti


FORMAZIONE

Rodolfo Maltese/ electric & acoustic guitar, horn
Mario Pio Mancini / violin, bouzouki
Luca Barberini / electric bass
Pierluigi Calderoni / drums
Antonio Magli / keyboards
Massimo Carrano / percussion

Guest musicians:
Rosie Wiederkehr, Francesco Di Giacomo, Raiz, Raffaello Simeoni, 
Massimo Alviti, Alessandro Papotto & Andrea Biondi


Piccola appendice ai post dedicati all'intera discografia ufficiale degli Indaco. La volta scorsa non ho citato "Tracce Mediterranee", in quanto trattasi di un DVD pubblicato dalla Not On Label nel 2006. E' da tempo che non pubblichiamo più i video. Cercatelo, perché ne vale veramente la pena. Tra l'altro è  disponibile anche sul tubo. Il concerto è stato registrato a Roma nell'Auditorium Parco della Musica il 28 gennaio 2006. Devo ringraziare l'amico Pietro per avere estratto in formato audio mp3 le 16 tracce contenute nel video. A questo punto perché non condividerle? Tanto lavoro merita il giusto spazio e il giusto riconoscimento. Visto che degli Indaco abbiamo parlato in lungo e in largo non ritengo di aggiungere altro se non due richieste: la discografia presente su wikipedia indica nel 2002 una uscita intitolata "Anteprima Terra Maris", un singolo di 4 brani di cui 2 in versione diversa da quella che apparirà nell'album; inoltre rientra nella discografia degli Indaco l'album "Flying With The Chakras" del 1995, seppur attribuito al solo Mario Pio Mancini.' Se qualcuno li possiede si faccia vivo. 
PS. il mio sodale amico Frank-One, sentito per vie brevi, mi ha confermato che il pezzo mancante nella discografia degli Indaco era proprio "Tracce Mediterranee". 
E con questo vi lascio con il consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Pietro 

mercoledì 4 marzo 2020

Accademia - 1981 - Accademia (vinyl)


TRACKLIST:

01 Il cavaliere del vento
02 E la mente va
03 Va come va
04 Dietro l’angolo
05 Conservatorio
06 Un passo e poi
07 La città
08 Biancaneve


FORMAZIONE

Leonardo Schiavone - voce solista, chitarra 12 corde EKO Korral Special, clarinetto, 
sax soprano, flauto
Rino Trasi - chitarra classica EKO Alborada, 12 corde EKO Chetro, 6 elettrica EKO M 24 s, 
salterio, cori, voce solista in “Conservatorio”
Claudio Frigerio - violoncello, 6 corde acustica EKO Korral Special, 6 elettrica EKO 24 M Special, 12 EKO acustica Chetro, cori
Beppe Cattaneo - piano Stenway coda lunga, piano Fender, organo Hammond, clavicembalo, cori, voce solista in “Conservatorio”
Fabio Amodio - batteria, timpani sinfonici, effetti percussione
Leonardo Ristè - basso elettrico EKO MB 21
Rocco Schiavone - direzione d'orchestra


BREVE PREMESSA by GEORGE
Questa brevissima premessa serve solo a ringraziare l'amico e collaboratore della Stratosgera, Pietro, che spesso ci delizia con l'invio di materiale di grande pregio. E' il caso di questo omonimo primo album degli Accademia, risalente al 1981 e rippato direttamente dal vinile (il fruscio è un marchio di garanzia) visto che non è mai stato ristampato. Lasciamo ora la parola a Pietro e all'ottima recensione.

RECENSIONE by PIETRO
In ambito di contaminazione tra classica e pop rock, il progressive rock – anglosassone in primis, ma anche quello italiano - si è caratterizzato come terreno fertile per eccellenza. Echi di quelle esperienze caratterizzeranno, ad esempio, anche il cosiddetto periodo classico di un gruppo storico come Le Orme, con due album a cavallo del decennio (Florian e Piccola Rapsodia dell’Ape).
Il progetto Accademia, inconsapevolmente, sembra muovere i primi passi proprio dove il gruppo veneziano ha concluso la prima parte di carriera, come riportato nelle note di copertina dell’album omonimo, edito dalla Ariston nel 1981:


Ingredienti: chitarra acustica, violoncello, flauto, clarinetto, piano gran coda, sax soprano, timpani, arpa, corno francese, oboe, salterio, molti violini, batteria, basso elettrico, voce solista e cori
Esecuzione: scegliere al Conservatorio un gruppo di giovani diplomati, meglio se insegnanti. Portarli in sala di registrazione e affidare loro gli ingredienti classici. Riscaldare l’atmosfera con il basso elettrico e la batteria. Poi aggiungere i timpani e una abbondante dose di violini. Lasciare amalgamare la freschezza di idee, la preparazione tecnica e la cultura. Condire con accompagnamenti sostanziosi e con la voce solista e i cori. Si otterranno otto specialità tutte di gusto nuovo che meritano il titolo accademico. Da servire su un piatto rotondo di trenta centimetri per il piacere di chi vuole assaporare con palato fine anche cose leggere.
La simpatica allegoria culinaria, a firma Carlo Brazzi, funge da anteprima all'ascolto delle otto composizioni originali, composte da Leonardo e Rocco Schiavone,  con il contributo testuale  del bassista Leonardo Ristè e di due celeberrimi autori del panorama musicale italiano, ovvero Giorgio Calabrese e Vito Pallavicini.


L’apertura de “l cavaliere del vento” (e dell’album) è magistrale, con il delicato intro di chitarra classica a preludio dell’entrata della sezione ritmica e dell’orchestra, poco prima dell’ingresso delle voci all'unisono; uscirà anche come singolo, retro de “E la mente va”.
A seguire, il repertorio in scaletta subisce una (assai) decisa virata verso lidi leggeri, anche se la perizia strumentale, la ricerca timbrica, gli arrangiamenti - ad opera del gruppo - e la sapiente calibratura delle parti vocali rendono il primo disco degli Accademia - pur nella leggerezza complessiva - un disco ancora oggi gradevole all'ascolto.
La band proseguirà la propria attività fino al 1985, con la pubblicazione di altri 3 LP (Accademia 4 in Classics - Accademia Style e Tenerezza) in cui alterneranno composizioni originali ad una commistione più marcata tra pop e la musica classica - sulla scorta del coevo progetto barocco del Rondò Veneziano - rileggendo alcune pagine celeberrime della produzione lirica italiana ottocentesca.
E' tutto. Buon ascolto



Post by George - Words & music by Pietro

domenica 22 settembre 2019

ARP Quintet - 1986 - Gomma arabica (vinyl)


TRACKLIST:

01. Gomma arabica   7:40
02. Lungo sogno   7:10
03. Spizz   3:50
04. Maracutú   9:28
05. Six By Four   9:34


FORMAZIONE

Claudio Angeleri - piano
Paolo Dalla Porta - basso
Christian Meyer - batteria, percussioni
Tino Tracanna - sax
Martin Dietrich Wehner - trombone


Breve premessa by George
Con questo disco ci addentriamo ancora una volta nel terreno del jazz, ambito nel quale ci siamo già ampiamente avventurati in passato. Mi auguro che questa dissertazione non vi deluda. Ogni tanto una boccata d'aria diversa, rispetto al rock e al prog, male non fa. Accogliamo quindi con piacere il contributo dell'amico Pietro che ha rippato direttamente i cinque file dal vinile. La scarna discografia del quintetto comprende due soli album, "Tango-Ing" del 1984 (mai ristampato) e questo "Gomma arabica" del 1986, ristampato in CD dalla Fonit Cetra nel 1990.
Non mi resta che ringraziare Pietro e cedergli la parola.

Recensioni by Pietro & Pasquale Santoli
Disco di jazz, prodotto da Pasquale Santoli per RadioTre -un certo discorso- nel 1986;
distribuito dalla Fonit Cetra nella collana Italian Jazz Club n° catalogo IJC 006. Un’epoca d’oro per i giovani jazzisti italiani, che seppero imporsi ben oltre i confini nazionali, diventando - in alcuni casi - vere e proprie star del firmamento jazz europeo ed internazionale. Piacerà sicuramente agli appassionati del genere, in particolare agli amanti del trombone, strumento, a mio avviso, troppo spesso sottovalutato. Nella formazione (stellare) noterete il futuro batterista di Elio e le Storie Tese. 
Vi lascio alla recensione del produttore, riportata nel retro del LP, e a modalità (oggi sicuramente desuete) di presentare dettagliatamente il prodotto musicale, quasi fosse la prefazione di un libro.
Buon ascolto

Christian Meyer
“Il percorso d’ascolto di ogni disco è, nelle norme, quello solo apparentemente meccanico, dello spostamento ondulatorio e orizzontale del pick up sul vinile secondo l’ordine, solo apparentemente discografico, delle facciate dei brani. Ora, lasciando ad ogni ascoltatore la libera facoltà di organizzare a proprio gusto la sequenza dei cinque brani contenuti in questo LP dell’ARP QUINTET, sia consentito un modesto, intuitivo, suggerimento: ascoltiamolo rispettandone la scansione originale, ma cerchiamo di annullare i silents grooves tra un brano e l’altro. Questo piccolo sforzo di fantasia, o, se si vuole, di collaborazione, potrà certamente proiettare, almeno a livello intuitivo, come sé detto, il nostro immaginario in quello proposto e offerto dal quintetto. E se decidessimo di non limitarci ad un ascolto per risonanze, e alle sue connotazioni aggettivali, risulterà ancora più evidente, una volta eliminate quelle superflue corone mute, la caratteristica fondamentale delle composizioni di Claudio Angeleri: esse fanno parte di un unico progetto, e, nel loro insieme, potrebbero costituire una suite organicamente strutturata in cinque movimenti. Certo questa suite “bergamasca” non rispetta fedelmente i canoni compositivi della tradizione classica, dal tono sempre eguale nei diversi movimenti al loro numero e disposizione. Il colto musicologo inorridirebbe anche se solo volessimo alludere con un ragionamento paralogistico alla forma sonata. Tuttavia siamo ben decisi a tenere il punto. Il progetto che anima l’Arp Quintet è essenzialmente di natura compositiva ed è questo principio la cellula organica che informa ogni processo linguistico musicale di crescita, di sviluppo e di vita della identità artistica del gruppo: dalla sequenza dei brani e dal loro ordine formale, alla struttura di ogni singolo brano, alla ricerca timbrica e ritmica alla funzione esecutiva e al ruolo creativo di ogni singolo musicista.

Claudio Angeleri
In questo disco CLAUDIO ANGELERI, pianoforte, TINO TRACANNA (sassofonista noto per le sue collaborazioni con Franco D’Andrea) e il trombonista californiano MARTIN DIETRICH WEHNER, sono affiancati da una ritmica affiatatissima: PAOLINO DALLA PORTA (uno dei più quotati contrabbassisti della scuola jazzistica italiana) e CHRISTIAN MEYER, un giovane talento della batteria. Le qualità solistiche individuali, sia tecniche che creative, di questi musicisti si inseriscono con assoluta naturalezza nelle linee compositive dei cinque brani di CLAUDIO ANGELERI: GOMMA ARABICA, LUNGO SOGNO, SPIZZ. MARACATÙ, SIX BY FOUR. Arredi musicali di finissima classe per architetture sonore lucidamente e sapientemente costruite".

Tino Tracanna

Post by George - Music & Words by Pietro

giovedì 25 luglio 2019

Fedrigotti, Sinigaglia, Tavolazzi - 2004 - Sette veli intorno al re


TRACKLIST:

01. Nella grotta rotta 
(contrabbasso, Ares Tavolazzi - chitarra, Carlo Sinigaglia - piano, Michele Fedrigotti)
02. Il bagno (voce, Francesco Guccini)
03. Ninna Nanna del violino (voce, Franco Battiato)
04. Alfabeto (basso, Ares Tavolazzi -  voce, Carlo Taranto, Faisal Taher)
05. Sette veli (voce, Ares Tavolazzi)
06. Tino, Pino e Barbalunga (voce e piano, Stefano Bollani)
07. Il Re Delfino (basso e cori, Ares Tavolazzi - voce, Michele Fedrigotti)
08. La luna e il dito (ukulele, Ares Tavolazzi - voce, Francesco De Gregori)
09. Ricordo (basso acustico, Ares Tavolazzi)
10. Il guardiano (chitarra, Carlo Sinigaglia)
11. Matokia (voce, Don Riccardo Simionato)
12. Tarantella di Natale (voce, Fausto Cigliano)
13. Shlof' Mayn Kind (voce, Moni Ovadia)
14. Nami (voce, Faisal Taher)
15. Peace Through Kindness (flauto e voce, Nawang Khechog)


BREVE PREMESSA by GEORGE
Secondo grande regalo del nostro nuovo amico Pietro. In questa torrida estate, a ridosso dell'oramai imminente vacanza estiva della Stratosfera (la classica chiusura del mese di agosto) le sorprese non mancano. Gli amici che in questi giorni sono in vacanza avranno un po' di delizie da ascoltare al loro ritorno. Una di queste, che segue a ruota la chicca dei Gialma 3 con Piero Cotto, è questo particolare disco attribuito al trio Fedrigotti. Sinigaglia, Tavolazzi, dal titolo "Sette veli intono al re". L'album è stato pubblicato dalla Sony nel 2004. E ora lasciamo spazio al commento di Pietro, che ringraziamo ancora per il bellissimo cadeau. 


COMMENTO by PIETRO
“Il disco è servito a noi con i nostri bambini. La speranza è che possa diventare uno strumento pratico da utilizzare nelle diverse situazioni quotidiane con i bimbi, per favorire una relazione con loro e fra di loro”.
Con queste parole, poste in ultima pagina del libretto del CD, si declamava lo spirito di un progetto ideato da Karen Jaloveskas e realizzato dall’inedito power trio Fedrigotti-Sinigaglia-Tavolazzi e da una nutrita schiera di illustri ospiti. Fedrigotti, già incontrato sulla Stratosfera con Danilo Lorenzini per “I fiori del sole”, membro effettivo della “Battiato Factory”, vanta collaborazioni eccellenti (Alice e Giuni Russo tanto per citarne qualcuna). Sinigaglia, chitarrista, esperto in pedagogia musicale e musicoterapia, anch'egli ha lavorato in studio ed in concerto con artisti di grido (Battiato, Guccini, ecc.). Tavolazzi, non ha certo bisogno di presentazioni. Non sulla Stratosfera, perlomeno.
Un disco “strano”, composto da due fasi musicali, intervallate da un paio di strumentali.
La prima, in deciso “bimbitudine style” ci presenta perlopiù musiche composte dai nostri eroi con testi della Jaloveskas, con interpretazioni arricchite dalla presenza di ospiti d’eccezione (Guccini, Battiato, Bollani, De Gregori); le restanti parti cantate (ed i cori) sono appannaggio dei “tre babbi” -musicisti prestati al canto- con timbriche anche particolari.
Dopo il ponte strumentale (Ricordo - Il guardiano) si apre una parte decisamente legata alla musica mediorientale ed africana, con altrettanti ospiti d’eccezione, tra cui Moni Ovadia. 
(Piccola curiosità: tra gli ospiti appare in un brano Don Riccardo Simionato, missionario in Madagascar - ndr). Un CD disomogeneo - non necessariamente un difetto - composto da un A e B side. La perizia strumentale dei titolari e dei numerosi ospiti, le illustre comparse e la presenza di alcune piccole gemme - che lascio a voi il piacere di scovare - rendono il CD (anche a distanza di anni) un lavoro gradevole all'ascolto.



Post by George - Words & Music by Pietro

sabato 29 giugno 2019

Kaballà - 1991 - Petra Lavica


TRACKLIST:

01. In gloria - 5:21
02. Petra lavica - 5:15
03. Il mirto e la rosa - 5:14
04. Sutta lu mari - 5:18
05. Fin' a dumani - 4:51
06. Ventu d'amuri - 5:18
07. Quantu ci voli - 4:57
08. Sciogli i capelli - 2:27
09. Petra lavica (strumentale) - 5:11


MUSICISTI PRESENTI NELL'ALBUM

Antonello Aguzzi, Paolo Bolio, Amedeo Bianchi, Massimo Bubola, Walter Calloni, Fabrizio Consoli, Paolo Costa, Gianni De Berardinis, Lucio Fabbri, Massimo Falda, Mark Harris, Demo Morselli, Mauro Pagani, Giancarlo Parisi, Angelo Pusceddu e Alessandro Simonetto.

Diamo innanzitutto il benvenuto a Pietro, nuovo collaboratore della Stratosfera nonché assiduo frequentatore del blog. La collaborazione di Pietro inizia con questo primo grande album di Kaballà (vero nome Pippo Rinaldi), siciliano di nascita, poi trasferitosi a Milano, dove vive e lavora da molti anni. Pietro ha anche scritto la recensione del disco che pubblichiamo qui di seguito.

"Nel corso degli anni, Giuseppe “Pippo” Rinaldi in arte Kaballà si è contraddistinto per l’attività autoriale, in particolare per l’amico Mario Venuti (ex Denovo), ma anche per Anna Oxa, Mietta, Antonella Ruggiero, Carmen Consoli, Paola Turci, Raf, Alex Britti ed i Tazenda… solo per citare le principali collaborazioni. Ma nella vita (di poco) precedente, lungo i ‘90 per essere precisi, il “nostro” mise in bella mostra anche la propria vena interpretativa, realizzando un trittico di valenti album, con l’aggiunta di un live acustico a chiusura del ciclo. "Petra lavica", edito nel 1991 dall’italiana CGD, è un gran bel disco, in gran parte scritto a sei mani ed altrettanto ben suonato. 
Tra i compositori, oltre allo stesso Kaballà, appaiono il cantautore veronese Massimo Bubola ed il produttore Gianni De Berardinis, che curano anche gli arrangiamenti avvalendosi del coordinamento artistico di Lucio “prezzemolo” Fabbri, in quegli anni onnipresente nelle produzioni di qualità sfornate nel belpaese. In fase di realizzazione una band di turnisti d’eccezione, con parecchi nomi storici del progressive e del rock italiano di quegli anni. Un tentativo, riuscito, di unire con un ponte (di pietra lavica per l’appunto) la cultura (non solo musicale) siciliana a quella continentale.
In scaletta troviamo 5 brani cantati in siciliano, 3 in lingua ufficiale e uno strumentale.
L'esordio è sicuramente notevole: buone composizioni, ben vestite ed altrettanto interpretate dall'autore, ben sorretto da una band sicuramente d’eccezione, se pensiamo ad un esordiente.
Ringraziamenti particolari vanno a Fabrizio Consoli, Patrizia (Lighea) Di Malta, Theresa Conlon, Luigi Camarilla, Nino Riolo e al Centro Professione Musica"


Siamo giunti alla conclusione. La discografia di Kaballà comprende quattro album: oltre al qui postato"Petra lavica" , troviamo "Le vie dei canti" (1993), "Lettere dal fondo del mare" (1996) e "Astratti furori - live" (1996): Tutti e tre i dischi saranno oggetto di un suppost (contrazione del super post) nelle prossime settimane, in modo tale da completare la discografia. Aspettiamo i commenti.
Buon ascolto.


Post by George - Words & Music by Pietro